La tensione nel Mar d’Azov ha portato allo scontro a fuoco. La Marina ucraina ha accusato di essere stata attaccata nello stretto di Kerch da navi da guerra della Marina russa che avrebbe aperto il fuoco su alcune imbarcazioni armate, danneggiandone gravemente una e ferendo due membri dell’equipaggio.

Le tre imbarcazioni militari ucraine, due pattugliatori armati e un rimorchiatore che transitavano da Odessa sul Mar Nero a Mariupol nel Mar d’Azov, avrebbero violato le acque russe secondo quanto riportato l’intelligence di Mosca. Secondo le ultime notizie le navi da guerra ucraine ora sarebbero state sequestrate.

Secondo quanto sostenuto dal Kiev, una gunboat della Marina ucraina sarebbe stata deliberatamente attaccata da unità militari di superficie della Marina russa, che avrebbero aperto il fuoco al largo della Crimea nel culmine di un tesissimo confronto in mare. L’incidente è avvenuto nelle acque dello stretto di Kerch, sbocco strategico che da diverso tempo assiste alle provocazioni lanciate da parte della Marina russa, che intende ostacolare le rotte commerciali battute dalle navi mercantili ucraine che da lì hanno accesso al Mar Nero. La salva sparata da navi russe – non si sa se un avvertimento per esortare il cambio di rotta – avrebbe centrato due delle tre unità ucraine. L’attacco sarebbe avvenuto alle 22.55 (ora locale). La terza unità, il rimorchiatore, sarebbe stato speronato riportando gravi danni allo scafo e al motore. In seguito all’incidente aerei dell’Aeronautica russa – bombardieri Sukhoi Su-25 – hanno iniziato a sorvolare lo spazio aereo per pattugliare lo sbocco; e si starebbe registrando anche attività da parte di elicotteri da combattimento schierati nelle basi aeronavali che affacciano sul Mar D’Azov. 

Le reazioni politiche

Il ministero degli Esteri dell’Ucraina ha dichiarato rivolgendosi alla comunità internazionale che “le azioni provocatorie della Russia nel Mar Nero e nel Mar d’Azov hanno raggiunto un livello successivo, diventando aggressive”. “Le navi russe hanno violato la nostra libertà di navigazione marittima e usando illegalmente la forza contro le navi militari ucraine”. Quello che fino a pochi giorni fa veniva già descritto come un “blocco di fatto“, mirante ad ostacolare il commercio in Crimea e indebolire la leadership di Poroshenko, dopo lo scontro a fuoco si conferma un atto ostile che potrebbe trascinare i due Paesi in una pericolosa escalation.

Il portavoce del presidente  Petro Poroshenko afferma che il leader ucraino ha immediatamente convocato un incontro d’emergenza con i massimi vertici militari per discutere l’accaduto. Secondo quanto annunciato dal ministero della Difesa, il governo di Kiev avrebbe inoltre allertato le sue forze armate.  

Il servizio di sicurezza federale della Russia – Fsb – ha invece riferito alle agenzie di stampa nazionali che le navi ucraine hanno proseguito nella loro rotta senza tenere conto degli avvertimenti della marina russa che riteneva quel tratto di mare temporaneamente “chiusa” al traffico marittimo – nonostante il passaggio delle unità navali ucraine fosse già programmato, afferma Kiev. Secondo le fonti dell’intelligence russa, “l’obiettivo [delle navi ucraine] è chiaro: creare una situazione di conflitto nella regione”. Contestualmente l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite Nikky Haley ha annunciato per domani la convocazione a New York di una riunione d’emergenza del consiglio di sicurezza dell’Onu per confrontarsi sull’incidente che potrebbe innescare una crisi nella regione.

Il tratto di mare conteso

Secondo un trattato bilaterale entrambi i Paesi hanno il diritto di utilizzare questo spazio di mare ritenuto altamente  strategico; teatro di continue tensioni che si sono intensificate da quando la Russia ha annesso la vicina Crimea dell’Ucraina nel 2014. Mosca è ora in grado di controllare l’accesso tra il Mar d’Azov e il Mar Nero dopo aver costruito un ponte che si trova a cavallo dello stretto di Kerch, tra la Crimea e la Russia meridionale. Ponte che il governo di Kiev ritiene essere stato eretto “illegalmente”. La chiusura dello stretto o l’interdizione delle rotte commerciali ucraine costituirebbe un pesante danno per l’economia di Kiev. Per via delle tensioni nell’area le coste circostanti sono al cento di una militarizzazione da parte di entrambi i paesi, che hanno rafforzato la loro presenza aeronavale. Secondo gli osservatori internazionali sarebbe stata solo questione di tempo, prima il “blocco di fatto” imposto dai russi e le continue azioni provocatorie messe in atto dalla due marine, avrebbero portato allo scontro a fuoco.

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