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	<title>Marco Rubio Archives - InsideOver</title>
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	<title>Marco Rubio Archives - InsideOver</title>
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		<title>Quello che combinano (davvero) i cinesi a Panama</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 15:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207121752996_d93b4cc75124aca68c007bb09c58c613.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Panama" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207121752996_d93b4cc75124aca68c007bb09c58c613.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207121752996_d93b4cc75124aca68c007bb09c58c613-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207121752996_d93b4cc75124aca68c007bb09c58c613-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207121752996_d93b4cc75124aca68c007bb09c58c613-1024x698.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207121752996_d93b4cc75124aca68c007bb09c58c613-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207121752996_d93b4cc75124aca68c007bb09c58c613-1536x1047.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Gestione dei porti, miniere, costruzioni, soft power culturale... La presenza cinese a Panama inquieta gli Usa. Anche perché...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quello-che-combinano-davvero-i-cinesi-a-panama.html">Quello che combinano (davvero) i cinesi a Panama</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Non è stata felice, l&#8217;ambasciatrice cinese a Panama, <strong>Xu Xueyuan</strong>, della visita del segretario di Stato statunitense, Marco Rubio. &#8220;Una tempesta tropicale&#8221;, l&#8217;ha definita, vedendo come l&#8217;emissario di <strong>Donald Trump </strong>ha spinto con una chiacchierata il presidente panamense,<strong> José Raùl Molino</strong>, a <a href="https://it.insideover.com/politica/panama-cede-agli-usa-laccordo-con-la-cina-sulla-via-della-seta-non-sara-rinnovato.html">ritirarsi dalla <strong>Nuova Via della Seta</strong></a>. Nel 2017, Panama aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Taiwan per riconoscere la Cina, e poco dopo si era unita all&#8217;iniziativa commerciale e infrastrutturale, primo paese latino a entrarvi &#8211; una grande vittoria diplomatica per Pechino &#8211; ora il primo a uscirvi.</p>



<p>La rappresentante diplomatica ha spiegato alla stampa che Washington non rispetta i suoi alleati e che le relazioni tra Panama e Cina erano stabilite in modo trasparente, senza operazioni segrete. È quanto detto anche da Molino a Rubio: non è vero che la Cina ha trattamenti di favore e non è vero che l&#8217;Esercito Popolare di Liberazione controlla il canale. Perché, allora, anche dopo l&#8217;apparente genuflessione di Molino, <a href="https://it.insideover.com/tag/donald-trump">l&#8217;egemone statunitense</a> ha lanciato ugualmente un ultimatum chiedendo di azzerare questa fantomatica &#8220;presenza cinese&#8221; a Panama?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ai governi di destra piace Pechino</h2>



<p>Al di là del limitato coinvolgimento militare cinese a Panama, la vera questione è la portata della sua presenza commerciale. Il colosso della logistica cinese Hutchison gestisce i grossi porti di Balboa (Pacifico) e Cristobàl (Atlantico) su entrambi i lati del Canale, e pazienza se si tratta dell&#8217;erede di una società di Hong Kong che aveva ricevuto il via libera dalle autorità statunitensi fin dal 1987, quando Panama era molto più succube di ora. Nel settore minerario, la compagnia cinese Jiangxi ha acquistato il 30% del rame panamense dalla miniera Cobre Panama, che rappresentava il 5% del PIL del Paese. Il sito è stato chiuso nel 2023 perché inquinava troppo, ma esiste la possibilità che venga riaperto.</p>



<p>Con il COVID-19 e alla maggiore attenzione del governo di <strong>Laurentino &#8220;Nito&#8221; Cortizo</strong> ai sui progetti cinesi, la velocità dell&#8217;avanzata cinese a Panama è meno portentosa rispetto alla presidenza di <strong>Juan Carlos Varela</strong>, che nel 2017 ha rivitalizzato le relazioni diplomatiche tra Panama e Pechino. Sotto Varela, Panama aveva firmato una serie di iniziative di alto profilo con aziende cinesi, poi abbandonate per le pressioni della prima amministrazione Trump, tra cui una linea ferroviaria ad alta velocità da 4 miliardi di dollari tra Panama City e David, per collegare il Paese da Est a Ovest. Qualche opinionista sui giornali panamensi si lamenta tuttora di quell&#8217;occasione persa.</p>



<p>Attenzione: <strong>parliamo di leader tutti liberal-conservatori o al massimo populisti di destra</strong>, ed è questo in effetti l&#8217;angusto spettro politico offerto all&#8217;elettorato panamense. Eppure, evidentemente si tratta di figure non abbastanza docili per tranquillizzare Washington. Anche l&#8217;attuale governo Molino, per quanto filo-statunitense, cruciale alleato geopolitico di Trump per la repressione dei flussi migratori dal Sud America, ha mostrato interesse a riaprire le trattative per un accordo di libero scambio con Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il canale ma non solo</h2>



<p>Nel settore della sicurezza, Pechino ha donato al governo panamense oltre 6.000 giubbotti antiproiettile in Kevlar, anche se sono arrivati con i colori dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione cinese, e dovranno essere riadattati. <strong>Nel settore delle costruzioni</strong>, aziende cinesi stanno completando i lavori sul terminal crocieristico di Amador e hanno in cantiere un nuovo grande ponte sul Canale. Nel settore delle telecomunicazioni, i giganti tecnologici cinesi Huawei, ZTE e Xiaomi sono realtà consolidate nella la Zona Franca di Colón, sull&#8217;Atlantico. Hikvision e Dahua dominano il mercato panamense dei sistemi di sorveglianza. Nel settore finanziario, operano a Panama la Bank of China opera e la China Development Bank.</p>



<p>Il predecessore dell&#8217;ambasciatrice Xu era il brillante <strong>Wei Qiang</strong>, che incarnava l&#8217;importanza strategica di Panama. Dicono di lui che parlasse uno spagnolo perfetto, fosse sempre vestito impeccabilmente ed era noto per la sua capacità di intessere relazioni nei principali circoli politici, governativi e imprenditoriali panamensi. Per gli yankee, era poco meno inquietante del protagonista del romanzo di spionaggio di John Le Carré, <em>Il sarto di Panama</em>. Come se non bastasse, <strong>la Cina ha aperto un Istituto Confucio presso l&#8217;Università di Panama</strong>, che spedisce ogni anno decine di panamensi in Cina con borse di studio ed elargisce imponenti somme in beneficenza. Al Dipartimento di Stato non piace che quelle borse arrivino persino ad alcuni politici panamensi.</p>



<p>Secondo la lettura più paranoica del Pentagono, <strong>le aziende cinesi potrebbero teoricamente esercitare pressioni per interrompere il funzionamento del Canale di Panama </strong>in caso di conflitto tra Cina e Stati Uniti. Oltre al Canale, dunque, c&#8217;è di più: il coinvolgimento economico della Cina e lo sviluppo di reti di influenza e benefici personali a Panama avrebbero favorito l’uso del Paese come hub logistico e finanziario globale per espandere la propria influenza commerciale nella regione, e questo a Washington non piace, anche se vuole fare esattamente lo stesso.</p>



<p>Molti leader panamensi desiderano mantenere relazioni forti con gli Stati Uniti, ma al tempo stesso non vogliono rinunciare alle opportunità offerte dalla Cina. Il governo Molino si troverà quindi a dover bilanciare questi interessi contrastanti, cercando di sfruttare la competizione tra le due superpotenze per ottenere il massimo vantaggio per Panama.</p>
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		<title>Profili &#8211; Marco Rubio, il neo segretario di Stato convertito al trumpismo ma sempre pro Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/profili-marco-rubio-il-neo-segretario-di-stato-convertito-al-trumpismo-ma-sempre-pro-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 09:56:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-768x363.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Trump ha scelto per la politica estera Marco Rubio, un tempo suo rivale ma oggi suo stretto alleato. Alcuni diffidano di lui perché pro Kiev.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-768x363.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Giorno dopo giorno, il <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-kamala-harris-travolta-dalla-valanga-di-trump.html">presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump</a> tiene alta l’attenzione dei media di tutto il mondo per l’infornata di <a href="https://it.insideover.com/politica/una-fedelissima-per-guidare-la-casa-bianca-cosa-ci-dice-la-prima-mossa-di-trump.html">nomine</a> per la sua amministrazione e qualche giorno fa il <em>tycoon</em> ha scelto il neo <strong>segretario di Stato</strong>, ovvero <strong>Marco Rubio</strong>. Naturalmente, tale nomina riveste per noi europei un’importanza cruciale poiché si tratta del titolare della politica estera al cui vaglio passeranno le sorti delle due guerre che si combattono alle porte di casa nostra: il <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-e-trump-oltre-le-chiacchiere-che-opzioni-ha-in-mano-il-presidente-eletto.html">conflitto russo-ucraino</a> e quello <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-o-pace-lincognita-trump-per-israele-e-gaza.html">israelo-palestinese</a>.</p>



<p>Detto questo, chi è Marco Rubio? In tanti lo conoscono come il “semplice” <strong>senatore della Florida </strong> da quasi tre lustri, ma per gli scienziati della politica e commentatori politici di diverse estrazioni culturali è l’emblema della <strong>metamorfosi del Partito Repubblicano</strong> dall’era Bush all’era Trump, ovvero dall’essere propaggine dell’establishment <em>neocon </em>(neoconservatore) a formazione popolare. Rubio per anni è stato il volto della moderazione e del conservatorismo classico che i notabili del partito volevano come contrappeso all&#8217;esuberanza e al conservatorismo sovranista del 45esimo presidente, ma alla fine il poco più che cinquantenne senatore di Miami è stato folgorato sulla via di The Donald, tanto da diventare uno dei suoi più stretti alleati al Congresso. Ciò, però, non sarebbe abbastanza per essere idolatrato dalla base del movimento <em>Make America Great Again  </em>(MAGA) che ha accolto con freddezza la sua “promozione” nella futura amministrazione Trump a causa di prese di posizione interventiste e neoconservatrici in politica estera che paiono un retaggio del vecchio Grand Old Party (nome con cui è conosciuto il Partito Repubblicano) prima che irrompesse sulla scena l’imprenditore newyorchese. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I primi passi in politica</strong></h2>



<p>Marco Rubio è nato in Florida da <strong>genitori di origine cubana</strong> e dalle condizioni economiche modeste, ma ha trascorso parte dell&#8217;infanzia in Nevada dove la famiglia si era trasferita in cerca di opportunità lavorative più redditizie. Durante gli anni del liceo si distingue per le sue doti da giocatore di football, ma il giovane Marco decide di sfruttare il suo talento sportivo per guadagnarsi una borsa di studio e procurarsi una laurea in legge. Una volta ottenuta l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, Rubio decide di lasciare le aule di tribunale per sedere tra gli scranni delle aule parlamentari e a neanche trent’anni compiuti è eletto alla Camera dei rappresentanti della Florida di cui diventerà Speaker nel 2006. </p>



<p>Proprio nell’anno in cui diventa presidente dell’assemblea del <em>Sunshine State, </em>Rubio<em> </em>pubblica il libro <strong>“100 idee innovative per il futuro della Florida”</strong>, un opuscolo delle riforme da attuare che diventerà il suo trampolino di lancio per la scalata alla politica nazionale, che avverrà qualche anno più tardi con la candidatura al Senato degli Stati Uniti. Prima di assaporare il seggio di Capitol Hill, Rubio è dovuto passare per le forche caudine delle primarie, competizione in cui tutti i sondaggi lo davano perdente. Il futuro senatore riuscì a stravolgere i pronostici e a vincere non solo le primarie ma anche lo scontro finale per aggiudicarsi <strong>lo scranno in quel di Washington</strong>. Nonostante in tanti nel GOP gli abbiano proposto di candidarsi alla Casa Bianca nella sfida di Obama per il secondo mandato &#8211; la scelta poi ricadde su <strong>Mitt Romney</strong> -, Rubio declinò l’offerta per poi presentarsi alle primarie del 2016 proprio contro Donald Trump.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La metamorfosi trumpiana</strong>&nbsp;</h2>



<p>Dopo aver annunciato la sua candidatura alla nomination repubblicana, i media accendono i riflettori sul suo profilo, dando luogo a un’opera di incensazione che si spinge fino a definirlo “<strong>l’Obama repubblicano</strong>” per via della giovane età e della sua riuscita personale e professionale, nonostante le umili origini familiari. Data l’accoglienza mediatica, diventa in pochissimo tempo il candidato dell’establishment partitico, ma la sua stella inizia a brillare sempre meno fino a perdere ogni bagliore con la comparsa di Trump ed dell’ultraconservatore <strong>Ted Cruz</strong>, senatore del Texas.&nbsp;</p>



<p>Più le primarie entrano nel vivo, più si profila una lotta serrata tra Trump e Cruz,<em> </em>relegando Rubio al ruolo di inseguitore dei due paladini anti establishment, cosa che lo costringe a ritirarsi dalla corsa dopo la <strong>cocente sconfitta nella “sua” Florida,</strong> dove The Donald trionfò con il 47%, 20 punti percentuali più di lui.&nbsp;</p>



<p>Durante la campagna elettorale <strong>Rubio e Trump si inflissero colpi bassissimi</strong> e tra loro volarono insulti pesanti. Il primo accusò il secondo di essere “un artista della truffa” e fece battute pungenti sulle dimensioni delle sue mani, mentre il <em>tycoon </em>gli affibbiò l’appellativo “Little Marco” (Piccolo Marco). Dopo l’insediamento del magnate alla Casa Bianca e l’opa della filosofia del <em>Make America Great Again</em>, il senatore ha messo da parte i dissapori con il suo ex rivale, iniziando a sostenerlo incondizionatamente nelle campagne elettorali del 2020 e 2024. Le asperità di un tempo sono acqua passata, ma se Rubio è adesso più in sintonia con la base MAGA su questioni di politica interna ed economica, per la politica estera continua a godere di scarso apprezzamento.&nbsp;</p>



<p>Nel corso di questi anni, Rubio ha più volte parlato di <strong>minacce agli Stati Uniti da parte dell’Est del mondo </strong>affermando che Mosca, Pechino, Teheran e Pyongyang starebbero facendo fronte comune per minare l’egemonia americana: &#8220;Tutti condividono un unico obiettivo: indebolire l&#8217;America, indebolire le nostre alleanze, indebolire la nostra posizione, la nostra capacità e la nostra volontà&#8221;. Durante il primo mandato di Trump alla Casa Bianca, sussurrò in modo piuttosto rumoroso all’orecchio del presidente di inasprire le sanzioni contro il Venezuela e sostenne anche l&#8217;opportunità di un <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-rubio-maduro.html">golpe militare per rovesciare Nicolas Maduro</a>.</p>



<p>È sull’<strong><a href="https://it.insideover.com/persone/donald-trump#google_vignette">Ucraina</a></strong>, però, che non si può realizzare l’idillio con i sostenitori MAGA. Rubio in tempi recenti non ha votato a favore degli aiuti a Kiev non perché volesse sollecitare i negoziati di pace con Mosca, ma per il fatto che si stavano sottraendo risorse ai presidi al confine con il Messico contro l’immigrazione clandestina. A dire il vero, come riporta <em>Politico</em>, a Kiev avrebbero tirato un profondo sospiro di sollievo una volta appreso della nomina del senatore della Florida a segretario di Stato, tanto che la parlamentare ucraina Iryna Gerashchenko si è precipitata a dichiarare “Rubio ha visitato ripetutamente l’Ucraina e ha persino criticato pubblicamente i repubblicani che dubitavano della necessità di aiutare l’Ucraina”.</p>



<p>Indubbiamente, la designazione di un profilo moderato per un ruolo chiave nell’amministrazione Trump è un asso nella manica per flirtare con l’establishment&nbsp; che ha sempre percepito The Donald come un corpo estraneo. Solo il tempo ci dirà se le speranze che tanti hanno riposto nel <em>tycoon </em>per la fine delle guerre saranno assecondate o se invece con la nomina di Rubio siano destinate ad affievolirsi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-marco-rubio-il-neo-segretario-di-stato-convertito-al-trumpismo-ma-sempre-pro-kiev.html">Profili &#8211; Marco Rubio, il neo segretario di Stato convertito al trumpismo ma sempre pro Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Starmer cede le Isole Chagos a Mauritius. Irritazione Usa: è un regalo alla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/starmer-cede-le-isole-chagos-a-mauritius-irritazione-usa-e-un-regalo-alla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 08:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Missioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Usa-Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-600x308.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-1024x525.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-1536x788.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-2048x1051.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sull'atollo di Diego Garcia c'è una grande base Usa che può "coprire" dall'Asia meridionale al Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-cede-le-isole-chagos-a-mauritius-irritazione-usa-e-un-regalo-alla-cina.html">Starmer cede le Isole Chagos a Mauritius. Irritazione Usa: è un regalo alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="985" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-600x308.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-1024x525.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-1536x788.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/AYvXWEw7OiDEEsITI0_E_ANSA-scaled-e1713616802597-2048x1051.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le <strong>Mauritius</strong>, arcipelago situato nel bel mezzo dell’Oceano indiano, negli ultimi giorni hanno fatto parlare di sé non per la massa di turisti occidentali pronti a partire per un posto al sole&nbsp;con l’arrivo dell’autunno, ma per altre ragioni, e c’entra <strong>l’odierna guerra fredda tra Usa e Cina</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il 3 ottobre, il premier britannico<strong> Keir Starmer</strong> e il suo omologo mauriziano <strong>Pravind Jugnauth</strong>&nbsp; hanno annunciato un accordo, da entrambi definito storico, che consisterebbe nel riconoscimento della sovranità della Repubblica delle Mauritius sulle <strong>isole Chagos</strong> appartenenti dal 1965 al Territorio Britannico dell’Oceano Indiano e dunque soggette alla giurisdizione della Corona. Il Governo mauriziano per ben sei decenni ha reclamato l’annessione delle Chagos, ma la questione è sempre stata una matassa aggrovigliata a causa dello zampino dello zio Sam.</p>



<p>Sull’atollo di <strong>Diego Garcia</strong>, il più esteso delle Chagos, ha sede una base aeronavale americana che gode di una posizione strategica per un pronto intervento in caso di escalation militare in tutta la regione che va dal Medio Oriente all’Asia meridionale. L’impegno preso da Starmer e Jugnauth prevede che la succitata base rimanga a disposizione di Washington per i prossimi 99 anni. Non a caso il presidente statunitense <strong>Joe Biden</strong> ha benedetto l’intesa: “È una chiara dimostrazione che attraverso la diplomazia e la partnership, i Paesi possono superare sfide storiche di lunga data per raggiungere risultati pacifici e reciprocamente vantaggiosi”.</p>



<p>Sebbene dalla Casa Bianca sia trapelato ottimismo, gli americani avrebbero ripetutamente mostrato insofferenza e chiesto ai britannici di desistere dalla cessione delle Chagos alle Mauritius a causa delle sempre più fitte relazioni intrattenute tra l&#8217;arcipelago dell’Oceano Indiano e la Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’atollo Diego Garcia</h2>



<p>Nel 1965, l’arcipelago delle Chagos fu scorporato dalla nascente Repubblica di Mauritius che ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1968. Nel 1966, il Governo di Sua Maestà concesse l’autorizzazione agli alleati d’oltreoceano per <strong>l’installazione di una base militare</strong> che fosse un porto di riferimento nell’Oceano Indiano per parte della loro flotta marittima e una pista di lancio dei loro cacciabombardieri in una zona dove gli Usa, ai tempi della Guerra fredda, non avevano alleati. Dopo la caduta del Muro di Berlino, il sito militare ha continuato a essere operativo specialmente in occasione degli interventi in Afghanistan e Iraq.</p>



<p>Per la realizzazione della base, circa <strong>2 mila nativi delle isole Chagos</strong> sono stati costretti a traslocare alla Mauritius o alle vicine Seychelles, dando così luogo a un lungo braccio di ferro legale tra gli abitanti sfrattati e Londra e che nel 2019 è culminato nell’emissione di un parere consultivo della <strong>Corte internazionale di giustizia dell’Aja</strong> &#8211; organo dell’Onu deputato alla risoluzione delle dispute tra Stati &#8211; con cui si è condannata la decisione di separare le Chagos dalle Mauritius perché “non era basata sulla libera e genuina espressione della volontà delle persone interessate”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;irritazione degli Usa &nbsp; &nbsp;</h2>



<p>Sotto la crescente pressione internazionale (ad agosto l’<strong>Unione Postale universale</strong> dell’Onu ha vietato la vendita di francobolli britannici nelle Chagos), a Downing Street si sono trovati con le spalle al muro e non hanno potuto fare altro che prendere l’impegno di stipulare un trattato mediante cui si riconoscesse la sovranità mauriziana sugli atolli delle Chagos, come ribadito dal ministro degli Esteri britannico <strong>David Lammy</strong>.</p>



<p>Secondo un articolo pubblicato da <em><a href="https://www.pressreader.com/new-zealand/the-press/20241005/281887303733640?srsltid=AfmBOoq5z6Mr0lEJOvuht7nanPSsXXfeNwG80Xo0FhhuwBXzXgWbtprr">The Times</a></em>, il sostegno degli americani all’accordo sarebbe solo di facciata, perché nel corso dell’estate alti funzionari della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato hanno tentato di fare ostruzionismo attraverso canali privati, affinché gli inglesi non non cedessero alle pressioni. Secondo le indiscrezioni messe in evidenza da<em> The Times</em>, il timore degli Usa consiste nell’ascendente esercitato dal Pechino sulle autorità di Port Louis &#8211; capitale delle Mauritius &#8211; dopo la sottoscrizione dell’<strong>accordo bilaterale di libero scambio</strong> nel 2019, che impegna il Dragone a effettuare investimenti che al momento riguardano quasi 50 iniziative nel Paese africano. </p>



<p>Tale comunione d’intenti ha indotto gli americani a ipotizzare che il governo cinese possa installare delle basi di spionaggio nelle isole circostanti Diego Garcia per carpire <strong>informazioni militari riservate</strong> grazie al benestare di Port Louis, come segnalato dalla senatore della Florida <strong>Marco Rubio</strong>: “L’accordo è preoccupante in quanto fornirebbe alla Cina comunista l&#8217;opportunità di ottenere preziose informazioni sulla nostra base di supporto navale a Mauritius”. Secondo una fonte che si aggira nei palazzi di Whitehall &#8211; via lungo la quale si stagliano tutti i palazzi del potere londinese &#8211; ha dichiarato: “[Gli americani, ndr]&nbsp; hanno fatto capire che questo accordo era meglio che non si facesse dato che complica molte le cose per loro. Comprendono che la questione conti molto per noi”. </p>



<p>Al momento, gli impegni assunti da Londra e Port Louis devono essere tradotti in un trattato da ratificare dai rispettivi Parlamenti e chissà se con un’<strong>eventuale </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-strana-coppia-liz-cheney-kamala-harris-neocon-e-dem-alleati-contro-trump.html"><strong>presidenza Trump</strong>,</a> da sempre ostile alle mire espansionistiche di Pechino, l’accordo non subirà dei contraccolpi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-cede-le-isole-chagos-a-mauritius-irritazione-usa-e-un-regalo-alla-cina.html">Starmer cede le Isole Chagos a Mauritius. Irritazione Usa: è un regalo alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Fare dei Repubblicani il partito dei lavoratori Usa? Il dibattito si apre</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fare-dei-repubblicani-il-partito-dei-lavoratori-usa-il-dibattito-si-apre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2021 06:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="folla trump Usa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Mettere Main Street al centro, al posto di Wall Street. Ribaltare mezzo secolo di focalizzazione sul tema dell&#8217;individuo per rilanciare comunitarismo, valore della famiglia, legami sociali. Rafforzare l&#8217;industria. Creare un nuovo paradigma politico per adattare i valori e gli ideali conservatori statunitensi all&#8217;era della trasformazione tecnologica, dei cambiamenti nel lavoro. Sono solo alcune delle proposte che porta avanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/fare-dei-repubblicani-il-partito-dei-lavoratori-usa-il-dibattito-si-apre.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fare-dei-repubblicani-il-partito-dei-lavoratori-usa-il-dibattito-si-apre.html">Fare dei Repubblicani il partito dei lavoratori Usa? Il dibattito si apre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="folla trump Usa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/economia/lelite-di-wall-street-decolla-ed-e-sempre-piu-ricca.html" target="_blank" rel="noopener">Mettere <strong>Main Street </strong>al centro, al posto di <strong>Wall Street</strong>.</a> Ribaltare mezzo secolo di focalizzazione sul tema dell&#8217;individuo per rilanciare comunitarismo, valore della famiglia, legami sociali. Rafforzare l&#8217;industria. Creare un nuovo paradigma politico per adattare i valori e gli ideali conservatori statunitensi all&#8217;era della trasformazione tecnologica, dei cambiamenti nel lavoro. Sono solo alcune delle proposte che porta avanti <a href="https://americancompass.org/" target="_blank" rel="noopener">il think tank <strong>American Compass, </strong>uno dei più innovativi centri studi</a> nato negli ultimi anni nel panorama conservatore statunitense, e che riflettono un forte e vivace dibattito interno al Partito Repubblicano statunitense. Formazione che vuole guardare, ove possibile, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-crepuscolo-del-trumpismo-linizio-della-fine-del-sovranismo.html" target="_blank" rel="noopener">oltre <strong>Donald Trump </strong>e riconsiderare</a> pienamente la sua posizione nello scacchiere politico americano.</p>
<p>Fondato nel 2019, il think tank ha alla sua guida l&#8217;avvocato <strong>Oren Cass, </strong>ex consulente della campagna presidenziale di Mitt Romney del 2012 che ha riconsiderato tutti i dogmi liberisti e pro-mercato un tempo dominanti nel Grand Old Party e che lo stesso passaggio del ciclone Trump non ha affatto scalfito, ma pragmaticamente adattato alle esigenze dello scontro economico globale con la Cina e alle necessità elettorali interne. Cass non fa mistero di puntare esplicitamente alla creazione di un nuovo consenso in grado di mettere un ruolo attivo dello Stato nella politica industriale, i lavoratori e la famiglia al centro del discorso di un Partito Repubblicano profondamente rinnovato. <a href="https://www.politico.com/news/magazine/2021/08/05/republican-economic-populism-502412" target="_blank" rel="noopener">Come sottolinea <em>Politico, </em>il suo</a> obiettivo è sfondare nei temi laddove i Democratici hanno a lungo avuto la loro roccaforte, come il salario minimo e la protezione dei posti di lavoro, unendoli a tradizionali punti di riferimento repubblicani, quali le politiche restrittive sull&#8217;immigrazione, da adottare come complemento.</p>
<p><a href="https://americancompass.org/articles/are-you-better-off-than-you-were-forty-years-ago/" target="_blank" rel="noopener">Cass su <em>Modern Age </em>non ha</a> avuto remore ad attaccare anche il totem più inscalfibile per i membri del Gop, <strong>Ronald Reagan</strong>. Ribaltando la celebre affermazione (&#8220;state meglio ora o quattro anni fa?&#8221;) con cui l&#8217;attore divenuto presidente vinse il dibattito contro Jimmy Carter nel 1980 chiedendo esplicitamente agli americani: &#8220;state meglio ora o quaranta anni fa?&#8221;. In altre parole, come hanno impattato sulla società Usa quattro decenni di ideologia neoliberista e globalizzazione? Sono domande fondamentali in una fase in cui la crisi del Covid-19 ha fatto crollare tabù e dogmi economici e in cui si scopre, definitivamente, che strutture come q<a href="https://it.insideover.com/politica/reagan-biden-stato-economia-usa.html" target="_blank" rel="noopener">uella dello Stato, anche in economie pro-mercato come quella americana, non si sono mai veramente ritirate</a>. Sono state piegate ed adattate alle leggi economiche, depotenziate e artificiosamente ritratte, ma restano sempre presenti come attori fondamentali.</p>
<p>L&#8217;ex manager di <strong>Bain </strong>classe 1983, educato a Harvard ed autore del provocatorio saggio <i>he Once and Future Worker</i>, che invita a mettere al centro del ragionamento di politica pubblica il benessere del cittadino inteso come lavoratore che con le sue opere può creare benessere collettivo e comunitario prima ancora che come consumatore, invita il Partito Repubblicano a modernizzare il dibattito su temi come la relazione tra <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener">tecnologia</a> e lavoro </strong>e <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lambiente-ha-bisogno-di-scelte-ragionevoli.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ambiente,</a> ricordando che l&#8217;avversione al catastrofismo liberal sul cambiamento climatico non può passare col controverso negazionismo sul tema di molti suoi compagni di partito.</p>
<p>Giovane e dinamico, Cass rilancia un sentimento che è molto forte in diverse frange del partito: la necessità di annacquare o superare la tradizionale posizione fideistica pro-mercato che ha connotato la formazione negli ultimi decenni. E che rischia di apparire controproducente in una fase in cui i favori dei finanziamenti dei maggiori potentati statunitensi e globali, i colossi del tech, sembrano orientarsi stabilmente sui <strong>Democratici</strong>.</p>
<p>Negli scorsi mesi abbiamo assistito al via libera di Romney, espressione del liberismo duro e puro, a un disegno di legge per alzare a 10 dollari all&#8217;ora il salario minimo, depositato al Senato assieme all&#8217;altro ex candidato presidenziale <strong>Tom Cotton</strong>; alla presentazione di iniziative<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-nuova-iniziativa-bipartisan-negli-usa-contro-il-big-tech.html" target="_blank" rel="noopener"> di legge bipartisan sulla regolamentazione del big tech</a> e a un sostegno repubblicano all&#8217;azione<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tra-lina-khan-e-il-big-tech-usa-e-gia-braccio-di-ferro.html" target="_blank" rel="noopener"> di <strong>Lina Khan, </strong></a>la nuova &#8220;zarina&#8221; dell&#8217;Antitrust scelta<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"> da <strong>Joe Biden</strong></a>; al sostegno di <strong>Marco Rubio </strong>al processo di sindacalizzazione dei lavoratori di Amazon in Alabama. Scelte in controtendenza con una linea che vede oggi l&#8217;ex rappresentante Usa all&#8217;Onu <strong>Nikki Haley </strong>come massimo sponsor e che perora un nuovo rilancio della dottrina neoliberista.</p>
<p>Cass appare insomma teorizzare dentro la sua dottrina, definita <em>common-good capitalism, </em>la percezione di un cambiamento e della necessità di una svolta per il Grand Old Party che l&#8217;ascesa di Trump aveva in un certo senso anticipato. Per una sorta di eterogenesi dei fini, soprattutto a causa del tracollo dei Democratici di Hillary Clinton dopo la marginalizzazione dell&#8217;ala vicina a <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html" target="_blank" rel="noopener">Bernie Sanders,</a> </strong>Trump, miliardario newyorkese apertamente pro-business e autore della riforma fiscale che ha portato al più grande trasferimento di ricchezza dal 99% all&#8217;1% della popolazione della storia umana, è stato associato a lungo a concetti che il Gop non aveva pienamente affrontato ma su cui si è imbattuto strada facendo. I cambiamenti nella globalizzazione, la presenza di sacche di elettorato lavoratore negli Stati ex industriali della <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-anche-biden-sara-un-rivale-della-cina.html" target="_blank" rel="noopener">Rust Belt riconquistati da Biden</a> nel 2020, la presenza di settori strategici capaci di sviluppare lavoro e innovazione se adeguatamente promossi, la destrutturazione dell&#8217;America profonda sulla scia del declino economico sono temi su cui da tempo si è discusso apertamente. Ma che solo dopo la catastrofe elettorale che ha travolto Trump sono stati alla base di un dibattito serio sul futuro della formazione conservatrice americana.</p>
<p>La percezione è che, irrigidendosi, il Partito Repubblicano rischia di farsi travolgere dai cambiamenti nella società americana e dell&#8217;economia globale e che il <strong>dibattito </strong>interno che scaturirà da questi cambiamenti sarà altrettanto importante dal nuovo approccio aperto alle minoranze che<a href="https://it.insideover.com/politica/la-florida-laboratorio-del-partito-repubblicano-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener"> in Stati come la Florida sta consolidando la formazione.</a> Nikki Halley, esponente dell&#8217;ala che Cass critica, ha un&#8217;aperta intenzione di candidarsi alle presidenziali 2024. Prese di posizione in materia sono attese anche dagli altri probabili partecipanti alla corsa: Rubio, DeSantis, Mike Pompeo ad esempio. La sfida per la Casa Bianca passerà anche dalla dialettica interna ai repubblicani. Ora più che mai di fronte alla necessità di un chiarimento sulla loro linea futura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fare-dei-repubblicani-il-partito-dei-lavoratori-usa-il-dibattito-si-apre.html">Fare dei Repubblicani il partito dei lavoratori Usa? Il dibattito si apre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Florida laboratorio del Partito Repubblicano del futuro?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-florida-laboratorio-del-partito-repubblicano-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 13:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Mentre la corsa alla Casa Bianca si indirizza ora dopo ora verso Joe Biden, e Donald Trump prepara una rischiosa azione di ricorso legale, il Partito Repubblicano fa i conti con gli esiti di una tornata elettorale in cui, indipendentemente dal bilancio finale, i conservatori Usa usciranno rinvigoriti rispetto alle previsioni. Molti sondaggi prevedevano una vera e propria &#8220;onda blu&#8221; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-florida-laboratorio-del-partito-repubblicano-del-futuro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Elezioni-Usa-1-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Mentre la corsa alla <strong>Casa Bianca </strong>si indirizza ora dopo ora verso <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joe Biden</a></strong>, e <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donald Trump</a> </strong>prepara una rischiosa azione di ricorso legale, il Partito Repubblicano fa i conti con gli esiti di una tornata elettorale in cui, indipendentemente dal bilancio finale, i conservatori Usa usciranno rinvigoriti rispetto alle previsioni. Molti sondaggi prevedevano una vera e propria &#8220;onda blu&#8221; democratica destinata a travolgere Trump in più Stati, a strappare al Grand Old Party <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-spera-ma-in-texas-non-si-passa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche sue roccaforti come il Texas</a>, ad allargare la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e a invertire quella al Senato, garantendo a Biden e ai suoi una supremazia politica incontrovertibile. Così non è stato, dato che da un lato il <a href="https://it.insideover.com/politica/lamerica-sempre-piu-divisa-tra-stati-blu-e-rossi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">panorama politico estremamente polarizzato rappresenta un ostacolo di difficile superamento</a> e dall&#8217;altro i repubblicani hanno dato prova di un&#8217;insperata capacità di tenuta. Per capire il perchè bisogna vedere allo Stato simbolo del nuovo corso repubblicano: la <strong>Florida</strong>.</p>
<p>Nel Sunshine State il Partito Repubblicano<a href="https://thecapitolist.com/trump-rides-red-wave-to-victory-in-florida/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> compie indubbiamente l&#8217;exploit più importante</a> delle elezioni 2020, in primo luogo riuscendo a trascinare Trump a conquistare i 29 grandi elettori che tengono in piedi, tuttora, la speranza sempre più remota di invertire l&#8217;esito delle urne. Conquistando la Florida, Biden avrebbe chiuso già nella notte tra il 3 e il 4 novembre italiani la gara per la Casa Bianca, ma anche in un contesto di crescente affluenza, con oltre 11 cittadini dello Stato alle urne, l&#8217;ex vicepresidente di <strong>Barack Obama </strong>è stato sopravanzato da The Donald, in cui favore hanno votato quote sempre crescenti della minoranza latina. La vittoria di Trump in Florida è apparsa decisiva una volta ottenuto un sorprendente 46% nella contea di Miami-Dade, la più popolosa dello stato, contro il precedente 34% nel 2016, segno che il Partito Repubblicano ha saputo consolidarsi anche in un&#8217;area ad alta maggioranza latina, principalmente abitata da cittadini di origine cubana.</p>
<p>E se anche Trump divenisse il primo candidato dai tempi di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/quando-lamerica-e-rimasta-col-fiato-sospeso.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Richard Nixon (1960)</a> </strong>a non vincere le elezioni pur conquistando i decisivi swing states di Florida e Ohio, dallo Stato più meridionale della Costa Est può partire una nuova era per il partito. In primo luogo perchè il laboratorio Florida è decisivo per far capire al Gop che non è possibile, sul lungo periodo, radicarsi come formazione dominata dai <strong>bianchi evangelici </strong>e pensare di essere competitivi alle elezioni. L&#8217;ipotesi di una rivolta delle minoranze contro l&#8217;amministrazione uscente è stata smentita dai fatti, e in definitiva la demografia avvantaggia <strong>Biden </strong>in due Stati (Arizona e Georgia) destinati a esser vinti di misura, mentre nella <strong>Rust Belt </strong>è apparso decisivo il tema della pandemia e il <a href="https://it.insideover.com/politica/per-sfondare-nella-rust-belt-biden-riscopre-sanders.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">richiamo del candidato dem a questioni di ordine economico e sociale.</a></p>
<p>Il radicamento dei repubblicani in Florida è dovuto a un ampio gradiente di fattori e la scelta di Trump di sceglierla come suo Stato di residenza ufficiale conta relativamente poco. Giocano un ruolo fondamentale, in primo luogo, i progetti politici, capaci di conquistare alla causa conservatrice la minoranza cubano-americana, ostile alla sinistra democratica, e di favorire l&#8217;alleanza tra Gop e mondo economico dello Stato. La Florida ha rifiutato l&#8217;idea di un lockdown generalizzato negli States, sposando in questo caso l&#8217;opinione del Presidente, e così hanno fatto molti cittadini di uno Stato in cui turismo e <em>entertainment </em>costituiscono una quota fondamentale dell&#8217;economia. Ci sono poi, come si suol dire, gli uomini giusti al momento giusto: il governatore repubblicano <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lepidemia-di-coronavirus-in-florida-preoccupa-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ron DeSantis</a>, </strong>eletto nel 2018 di stretta misura, ex ufficiale di marina molto stimato da Trump, ha fatto campagna elettorale in tutto lo Stato per i candidati repubblicani sfruttando la sua consistente popolarità e, <a href="https://www.politico.com/states/florida/story/2020/11/05/even-if-trump-loses-desantis-is-a-winner-1334123" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come riporta <em>Politico, </em></a>va ritenuto un vero e proprio vincitore delle elezioni. C&#8217;è poi il senatore <strong>Marco Rubio, </strong>volto simbolo della convergenza identitaria delle nuove leve repubblicane e papabile candidato presidenziale del 2024. In prospettiva, un astro nascente del Gop in Florida è il giovane deputato <strong>Matt Gaetz, </strong>rieletto il 3 novembre a larghissima maggioranza nel suo distretto al confine con l&#8217;Alabama.</p>
<p>E proprio la <strong>Camera dei Rappresentanti </strong>ha dato ulteriore vigore alle speranze future dei repubblicani per avere nel modello Florida un esempio vincente. Due distretti dell&#8217;area attorno Miami, il 26esimo e il 27esimo dello Stato, sono stati strappati al Partito Democratico da esponenti repubblicani di origine ispanica, <strong>Carlos Gimenez,</strong> 51enne ex vigile del fuoco, e<strong> Maria Elvira Salazar, </strong>59enne giornalista di <em>Telemundo</em>. Un mondo composito e ricco di novità, dunque, in cui in futuro il trumpismo potrebbe tornare in gioco se <a href="https://formiche.net/2020/11/ivanka-trump-florida/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ivanka, figlia del presidente</a>, decidesse di scendere in campo quando il prossimo seggio al Senato del Sunshine State tornerà contendibile. E in cui si delineeranno i rapporti di forza della politica americana dei prossimi anni.</p>
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		<title>Rubio guida il fronte anti-Maduro È il consigliere di Trump sul Venezuela</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-rubio-maduro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 19:37:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-768x363.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>A pochi giorni dal colpo di Stato di Juan Guaidó, che si è autoproclamato Presidente del Venezuela sfidando la legittimità, certamente non granitica, di Nicolas Maduro, si cominciano a intravedere in filigrana gli equilibri di potere che hanno portato l&#8217;amministrazione Trump a riconoscere immediatamente il giovane Presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale come leader della Repubblica Bolivariana, innescando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-rubio-maduro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Marco-Rubio-e1731924006149-768x363.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>A pochi giorni dal colpo di Stato di <strong>Juan Guaidó</strong>, che si è autoproclamato Presidente del Venezuela sfidando la legittimità, certamente non granitica, di <strong>Nicolas Maduro</strong>, si cominciano a intravedere in filigrana gli equilibri di potere che hanno portato l&#8217;amministrazione Trump a riconoscere immediatamente il giovane Presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale come leader della Repubblica Bolivariana, innescando un effetto domino che ha compattato il fronte filo-statunitense dell&#8217;America Latina (capeggiato dal Brasile di <strong>Jair Bolsonaro</strong>) e spaccato il Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu. Tutti gli indizi portano al Senatore della Florida ed ex candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca <strong>Marco Rubio</strong> come principale ispiratore della mossa di Donald Trump.</p>
<p></p>
<p>Rubio, 47enne esponente della comunità cubano-americana che è un&#8217;importante riserva di voti per i repubblicani e Senatore della Florida dal 2011, è stato infatti in prima linea nel guidare gli sforzi degli Usa di Trump in America Latina in una fase storica che ha visto, di recente, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-cina-nel-cortile-casa-degli-usa-le-mosse-pechino-america-latina/">l&#8217;appannamento dell&#8217;influenza di Washington nell&#8217;ex &#8220;cortile di casa&#8221;</a>. Rubio, scrive <em>Alainet, </em>è il &#8220;principale consigliere di Trump&#8221; per quanto riguarda l&#8217;America Latina e già in passato ha indicato quali fossero le linee guida per il ristabilimento dell&#8217;influenza di Washington nella regione, fondate su due pilastri: da un lato l&#8217;appoggio ai movimenti pentecostali, agli adepti del &#8220;Vangelo della prosperità&#8221; che hanno contribuito con forza al successo di Macrì in Argentina e Bolsonaro in Brasile, nonché dei nuovi governi di El Salvador e Guatemala, e supportato una svolta filo-statunitense in politica estera; dall&#8217;altro, il contrasto netto ai governi più irriducibili nei confronti degli Stati Uniti.</p>
<p></p>
<p>Ovvero, in ultima istanza, Cuba e Venezuela. Rubio ha operato una forte pressione sull&#8217;amministrazione Trump, e sui suoi Segretari di Stato Rex Tillerson e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-mike-pompeo/">Mike Pompeo</a>, per ribaltare la politica di Obama di apertura al governo castrista dell&#8217;Avana e per proseguire la linea dura contro Maduro, iniziata nel 2013 con il disconoscimento di fatto della prima elezione di Maduro, avvenuta al contrario della successiva senza riscontrabili violazioni procedurali o frodi. Nel febbraio 2018, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/marcorubio/status/961969524630347776" target="_blank">Rubio è arrivato via Twitter a invitare i militari venezuelani al colpo di Stato</a>. Ora, la mano di Rubio dietro le azioni degli Stati Uniti in Venezuela e le iniziative del &#8220;burattino&#8221; Guaidò sono riscontrabili dalla retorica sciorinata dall&#8217;aspirante Presidente, che proprio sui militari pro-Maduro ha concentrato tutti i suoi sforzi per consolidare la sua posizione.</p>
<p></p>
<p>Ci sarebbe lo zampino di Rubio, secondo <em>Repubblica, &#8220;</em>nella spallata che arriva dall&#8217;America alla compattezza di quell&#8217;esercito che ancora tiene al potere Nicolas Maduro. Il video dove il colonnello José Luis Silva, addetto militare dell&#8217; ambasciata venezuelana di Washington, riconosce Guaidó come «unico presidente legittimo» è stato postato per primo sul sito del giornale conservatore della Florida <em>El Nuevo Herald</em>, fratello in lingua spagnola di quel <em>Miami Herald</em> vicino a Rubio&#8221;. E arriva proprio mentre Guaidó offre l&#8217;amnistia ai militari disposti a passare &#8220;dalla parte del popolo&#8221; , eufemismo che nasconde le implicazioni più importanti della politica statunitense in Venezuela. E si accompagna al rifiuto di ogni minimo spazio di compromesso da parte del Presidente riconosciuto dagli Stati Uniti, che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-amlo-disconosce-guaido-preme-la-svolta-democratica/" target="_blank">ha negato anche la saggia iniziativa proposta dal Messico e dall&#8217;Uruguay</a>.</p>
<p>In questo contesto, il ruolo del <em>Miami Herald </em>è palese: gli articoli del quotidiano del Sud della Florida spingono fortemente la linea propugnata da Rubio, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.miamiherald.com/news/nation-world/world/americas/venezuela/article225055625.html" target="_blank">soprattutto nell&#8217;invito ai militari venezuelani</a> alla rivolta contro Maduro. E l&#8217;editoriale <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.miamiherald.com/news/local/news-columns-blogs/fabiola-santiago/article225020395.html" target="_blank">con cui l&#8217;</a><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.miamiherald.com/news/local/news-columns-blogs/fabiola-santiago/article225020395.html" target="_blank"><em>Herald </em></a><a href="https://www.miamiherald.com/news/local/news-columns-blogs/fabiola-santiago/article225020395.html" target="_blank">segnala</a> che dietro Guaidó vi sono &#8220;non Rubio e Trump&#8221;, ma i cittadini venezuelani appare un tentativo di <em>excusatio non petita </em>che difficilmente fuga i sospetti di un coinvolgimento diretto del Senatore. Intento in questo modo a rafforzare la posizione di Washington agli occhi dei governi latinoamericani amici e a rafforzare la pressione su quelli rivali. Ma anche a coltivare la sua base politica in Florida e nella diaspora venezuelana che, in aggiunta a quella cubana, gli fornisce un punto di partenza importante per coltivare future ambizioni. Non ultima la Casa Bianca per cui Rubio, in prospettiva, data la giovane età appare un potenziale candidato da non escludere.</p>
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