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	<title>Luca Goretti Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 24 Mar 2025 06:02:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Luca Goretti Archives - InsideOver</title>
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		<title>M-346 per il Giappone in cambio di pattugliatori P-1? Si può fare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/m-346-per-il-giappone-in-cambio-di-pattugliatori-p-1-si-puo-fare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 06:02:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Ci sono trattative tra Italia e Giappone per sviluppare un addestratore avanzato e un pattugliatore marittimo: arriverà il Kawasaki P-1?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/m-346-per-il-giappone-in-cambio-di-pattugliatori-p-1-si-puo-fare.html">M-346 per il Giappone in cambio di pattugliatori P-1? Si può fare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>In una recente <a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/global-combat-air-programme-7">audizione</a> alla Commissione Affari Esteri del Senato, tenutasi il 13 marzo, il Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale <strong>Luca Goretti</strong>, ha <a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/difesa-goretti-gcap-sta-aprendo-altre-collaborazioni-industrie-italiagiappone-nRC_13032025_0939_196132885.html">affermato</a>, a margine delle considerazioni su GCAP ed F-35 (ritenuti giustamente la spina dorsale dell&#8217;AM), che si stanno aprendo altre <strong>collaborazioni industriali</strong> nel settore della Difesa tra <strong>Italia</strong> e <strong>Giappone</strong>. </p>



<p>In particolare, il CSM Aeronautica ha riferito che “in questo momento una delegazione italiana è in Giappone perché ci sono altre possibilità di crescita con loro per lo sviluppo di un loro addestratore e di un pattugliatore congiunto: quindi la collaborazione ha aperto ad altri orizzonti che erano impensabili fino all&#8217;altro giorno”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">T-346 e IFTS</h2>



<p>L&#8217;addestratore potrebbe facilmente essere il <strong>T-346</strong> di Leonardo, utilizzato dalla nostra <strong>Aeronautica Militare</strong> e su cui i piloti giapponesi stanno già effettuando pratica all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/inaugurato-il-centro-internazionale-di-addestramento-piloti-dellaeronautica-militare.html?">IFTS (International Flight Training School)</a> di Decimomannu (Cagliari). Presso il centro, eccellenza mondiale per quanto riguarda l&#8217;addestramento avanzato propedeutico alla condotta di caccia di quarta generazione avanzata e quinta generazione (e quindi anche per la prossima sesta), <strong>piloti provenienti da alleati e partner, come il Giappone ma anche Singapore e Qatar</strong>, affrontano un periodo di formazione della durata di circa 9 mesi basato sul modello “<em>train as you fight</em>”, che vede la presenza di un simulatore di volo avanzato unico al mondo: le ore di volo che gli allievi svolgono a terra, all’interno del simulatore che riproduce esattamente il posto di pilotaggio del T-346 e offre una panoramica esterna a 360 gradi, sono equiparate a quelle di volo effettivo, pertanto è possibile effettuare missioni addestrative esattamente dello stesso livello didattico perché la tecnologia del simulatore, che sfrutta l&#8217;Intelligenza Artificiale ad apprendimento automatico (<em>machine learning</em>), permette di essere connessi in tempo reale coi velivoli in aria.</p>



<p>Il T-346 rappresenta, senza timori di peccare di superbia, il <em>non plus ultra</em> degli aerei da addestramento militare attualmente presenti sul mercato, e il Giappone, che utilizza attualmente il Kawasaki T-4 unitamente a una versione biposto del Mitsubishi F-2 per effettuare la conversione sul caccia monoposto, potrebbe effettivamente beneficiare del velivolo di Leonardo che ha incorporato un sistema avionico digitale, modellato sui suoi omologhi a bordo dell&#8217;ultima generazione di aerei militari come il Lockheed Martin F-22 “Raptor” e l&#8217;Eurofighter “Typhoon”, rendendolo adatto a tutte le fasi dell&#8217;addestramento al volo avanzato e riducendo così l&#8217;uso di aerei da combattimento a fini addestrativi. </p>



<p>La sinergia tra Leonardo e AM che ha dato alla luce l&#8217;IFTS, poi, suggerisce che la macchina sia la scelta migliore per la formazione dei piloti della JASDF (Japan Air Self-Defense Force). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Pattugliatori marittimi: una lacuna da colmare</h2>



<p>Il Giappone potrebbe poi colmare una lacuna presente nelle nostre forze aeree che si consuma da qualche anno, ovvero l<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/lemergenza-pattugliatori-marittimi-per-la-difesa-italiana.html">&#8216;assenza di un pattugliatore marittimo armato</a></strong>. </p>



<p>Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio <strong>Enrico Credendino</strong>, nel 2023 aveva riferito tra le varie criticità generate dall’attuale situazione geostrategica globale e in particolare nel Mediterraneo Allargato, che in merito alla questione della capacità antisom di tipo aereo “di qualsiasi versione (di velivolo n.d.r.) volessimo dotarci, italiano o straniero, serviranno 4 o 5 anni per averlo operativo. Quando ne abbiamo l’esigenza chiediamo agli USA di poter usare uno dei loro stanziati a Sigonella”. <strong>La nostra, infatti, è l’unica marina d’altura sprovvista di aerei da pattugliamento marittimo</strong> in versione antisommergibile.</p>



<p>Il pensionamento dei 18 Breguet Br 1150 “Atlantic” in forza al 41esimo Stormo dell’Aeronautica Militare, i cui ultimi esemplari sono stati radiati dal servizio a settembre del 2017, ha aperto un divario capacitivo nelle nostre Forze Armate. Il velivolo, ormai obsoleto, era concepito per la lotta <strong>ASW</strong> (Anti-Submarine Warfare), oltre che per la ricerca/soccorso e la sorveglianza marittima, mentre a oggi i velivoli che lo hanno sostituito, i P-72A dell’AM, non hanno la capacità di attacco antisom – sebbene siano predisposti per una futura integrazione di sensori e componenti aggiuntivi espressamente dedicati a questo compito. </p>



<p>Nel corso di questi anni si era parlato di diverse possibilità per colmare questa lacuna, tra cui l&#8217;acquisto di una versione ASW appositamente creata del <strong>C-27</strong> (che non è in produzione) e l&#8217;arrivo dei pattugliatori statunitensi <strong>P-8 “Poseidon”</strong>, questi ultimi delle vere e proprie piattaforme multiruolo avendo avanzate capacità ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance). L&#8217;opzione nipponica, che forse sarebbe la migliore anche al di là del recente partenariato strategico viste le necessità di AM e MM, sarebbe il <strong>Kawasaki P-1</strong>, che è in servizio nell&#8217;aviazione della marina giapponese in 33 esemplari (e altri 3 in ordine). </p>



<p>Entrato in servizio nel 2013, il quadrimotore a getto ha un raggio d&#8217;azione di 2500 km, ma soprattutto nei suoi punti di attacco e nelle baie interne <strong>può trasportare siluri, missili antinave, mine, cariche di profondità oltre a tutto il necessario per la lotta antisom come le boe acustiche.</strong> Il velivolo potrebbe essere disponibile anche da subito per le nostre forze armate (AM ed MM), qualora si dovesse trovare un accordo col Giappone per la vendita immediata di un primo numero di esemplari già il servizio, come del resto ha fatto l&#8217;Italia per alcune unità navali entrate in servizio nella marina egiziana. Quasi sicuramente, il partenariato bilaterale porterebbe ad avere un P-1 dotato di alcune dotazioni elettroniche prodotte dall&#8217;industria nazionale, quindi con evidenti benefici per quanto riguarda il ritorno economico. Insomma sembra si stia palesando una possibilità che avevamo a lungo auspicato, anche, crediamo, per l&#8217;incertezza determinatasi dalla nuova politica del presidente Trump verso gli alleati europei.</p>
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		<item>
		<title>Inaugurato il centro internazionale di addestramento piloti dell&#8217;Aeronautica militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/inaugurato-il-centro-internazionale-di-addestramento-piloti-dellaeronautica-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 14:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[International Flight Training School (Ifts)]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG_20230511_113834-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Presso il sedime della base aerea dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana di Decimomannu (Ca), trova sede l&#8217;IFTS (International Flight Training School), il nuovo centro di addestramento avanzato per i piloti militari. L&#8217;IFTS, progettato dall’Arma Azzurra insieme a Leonardo Spa, costituisce il nuovo punto riferimento internazionale per la formazione di quei piloti militari che successivamente saranno impiegati su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/inaugurato-il-centro-internazionale-di-addestramento-piloti-dellaeronautica-militare.html">[...]</a></p>
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<p>Presso il sedime della base aerea dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare Italiana</strong> di Decimomannu (Ca), trova sede l&#8217;<strong>IFTS</strong> <strong>(<em>International Flight Training School</em>)</strong>, il nuovo centro di addestramento avanzato per i piloti militari. </p>



<p>L&#8217;IFTS, progettato dall’Arma Azzurra insieme a <strong>Leonardo Spa</strong>, costituisce il nuovo punto riferimento internazionale per la formazione di quei piloti militari che successivamente saranno impiegati su velivoli da caccia di quarta e quinta generazione. </p>



<p>Nella giornata di giovedì 11 maggio, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piu-grande-centro-di-addestramento-piloti-dellaeronautica-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a poco più di due anni dalla cerimonia di posa della prima pietra</a> tenutasi il 16 dicembre 2020, è avvenuta l&#8217;inaugurazione di questo nuovo polo internazionale unico al mondo per la formazione dei piloti da caccia. </p>



<p>Alla presenza delle autorità locali, del capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale di Squadra Aerea <strong>Luca Goretti</strong>, dall&#8217;amministratore delegato di Leonardo (fresco di nomina) <strong>Roberto Cingolani</strong>, e del sottosegretario di Stato del ministero della Difesa <strong>Matteo Perego di Cremnago</strong>, si è tenuto un complesso evento di inaugurazione a cui abbiamo avuto modo di partecipare che ci ha permesso di conoscere meglio l&#8217;IFTS, che, in effetti, ha già cominciato la sua attività formativa da ottobre dello scorso anno. </p>



<p>Il centro è un vero e proprio campus, con alloggi moderni, aree ricreative e ovviamente tutto quanto occorre ai piloti per familiarizzarsi col velivolo addestratore in forza all&#8217;AM, il <strong>T-346</strong> costruito da Leonardo, e poterlo utilizzare al meglio delle sue capacità. La scuola del centro è caratterizzata da piloti istruttori ex militari selezionati e qualificati dall’Aeronautica Militare e da un programma di addestramento basato sul modello “<em>train as you fight</em>”, che vede la presenza di un simulatore di volo avanzato unico al mondo: le ore di volo che gli allievi svolgono a terra, all&#8217;interno del simulatore che riproduce esattamente il posto di pilotaggio del T-346 e offre una panoramica esterna a 360 gradi, sono equiparate a quelle di volo effettivo, pertanto è possibile effettuare missioni addestrative esasttamente dello stesso livello didattico avendo, ad esempio, un pilota a terra e uno in volo, anche perché la tecnologia del simulatore, a Intelligenza Artificiale ad apprendimento automatico (<em>machine learning</em>), permette di essere connessi in tempo reale col T-346 che effettivamente sta effettuando l&#8217;addestramento in aria. </p>



<p>Inoltre, altra caratteristica esclusiva del sistema di simulazione messo a punto anche grazie alla partecipazione della canadese <strong>CAE</strong> (<em>Canadian Aviation Electronics</em>), è quella di poter permettere al pilota in volo di vedere il velivolo del suo partner di missione nel simulatore grazie al casco HMMD, che ne proietta l&#8217;immagine in uno speciale oculare esattamente nella posizione in cui si trova. </p>



<p>A regime, l&#8217;IFTS è in grado di formare <strong>80 piloti l&#8217;anno</strong>, che accumulano 70/80 ore di volo effettivo e parimenti di simulazione in un corso che dura circa <strong>9 mesi</strong>: attualmente, infatti, sono attivi 2 simulatori sui 5 previsti. </p>



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{"0":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_102508-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_102508-150x150.jpg","subHtml":""},"1":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_102522-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_102522-150x150.jpg","subHtml":""},"2":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_102951-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_102951-150x150.jpg","subHtml":""},"3":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_103006-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_103006-150x150.jpg","subHtml":""},"5":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_110223-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_110223-150x150.jpg","subHtml":""},"6":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_111921-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_111921-150x150.jpg","subHtml":""},"7":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_113743-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_113743-150x150.jpg","subHtml":""},"8":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_113834-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_113834-150x150.jpg","subHtml":""},"9":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_113939-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_113939-150x150.jpg","subHtml":""},"10":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_114125-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_114125-150x150.jpg","subHtml":""},"11":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_115518-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_115518-150x150.jpg","subHtml":""},"12":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_115554-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_115554-150x150.jpg","subHtml":""},"13":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120215-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120215-150x150.jpg","subHtml":""},"14":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120218-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120218-150x150.jpg","subHtml":""},"15":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120656-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120656-150x150.jpg","subHtml":""},"16":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120803-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_120803-150x150.jpg","subHtml":""},"17":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_121454-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_121454-150x150.jpg","subHtml":""},"18":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_121926-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_121926-scaled.jpg","subHtml":""},"19":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_122220-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_122220-150x150.jpg","subHtml":""},"20":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_122421-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_122421-150x150.jpg","subHtml":""},"21":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_124422-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_124422-150x150.jpg","subHtml":""},"22":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_131421-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20230511_131421-150x150.jpg","subHtml":""},"23":{"src":"ht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<p>Dal nuovo centro, però, non usciranno solo i piloti che andranno a volare nei reparti dell&#8217;AM e di altre forze aeree che già oggi partecipano al programma (Canada, Giappone, Singapore, Austria, Germania e Qatar), ma anche gli <strong>istruttori di volo</strong>, dopo un corso ancora più inteso che accumula <strong>250 ore di volo</strong>. L&#8217;IFTS è quindi un hub addestrativo internazionale &#8211; tutta la flotta di T-346 in forza all&#8217;AM è in fase di trasferimento qui &#8211; ma non solo, perché grazie alla stretta sinergia con Leonardo, al centro sardo sarà possibile effettuare <strong>manutenzione</strong> ai T-346 <strong>collegandosi in tempo reale</strong> con gli stabilimenti di Venegono (Va), dove ha sede la divisione velivoli della società italiana. </p>



<p>Nella giornata di oggi, infatti, abbiamo potuto vedere una piccola dimostrazione di come i tecnici che operano a Decimomannu, grazie a un particolare software sviluppato appositamente per l&#8217;IFTS, sono in grado di connettersi con la sede centrale e con altri siti in tutto il mondo (sino a un massimo di 50 utenti online allo stesso tempo). Questo particolare software sfrutta un oculare montato su un supporto che il tecnico si mette in testa, così da poter avere le mani libere, connesso tramite WiFi al terminale principale nella base, che a sua volta è connesso con gli utenti che si trovano altrove nel mondo. Il tecnico, così, può seguire le indicazioni in tempo reale degli ingegneri di Venegono, o di chiunque altro in tutto il mondo, per poter effettuare particolari interventi sul velivolo, sfruttando anche la possibilità di visualizzazione in realtà aumentata. Il sistema è rivoluzionario e funziona perfettamente: test sono stati fatti collegandosi con gli Stati Uniti e lo Zambia. </p>



<p>Cogliendo l&#8217;occasione della presenza del CSM Aeronautica, gli abbiamo chiesto delucidazioni in merito alla <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-ci-riprova-e-propone-il-caccia-leggero-t-346-agli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibilità che la U.S. Navy possa decidere di dotarsi del T-346</a> per sostituire i suoi velivoli di addestramento, alla luce delle difficoltà incontrate nello sviluppo del velivolo della Boeing che dovrà equipaggiare la linea addestrativa dell&#8217;U.S. Air Force. Il generale Goretti ci ha detto che ci sono stati dei <strong>contatti a livello industriale e tra forze armate</strong>, ma la scelta, come sappiamo, è un percorso abbastanza lungo. Il CSM pertanto si augura che la U.S. Navy possa optare per il velivolo di Leonardo perché la macchina è l&#8217;ennesima dimostrazione del lavoro di una squadra vincente formata da una struttura militare e tecnica molto all&#8217;avanguardia, anche grazie all&#8217;<em>expertise</em> di Leonardo che proprio negli USA è vincente nonostante, aggiungiamo noi, la rigidità di ordine burocratico che è presente in quel Paese che si è sempre dimostrato molto protezionista a livello industriale, soprattutto nel delicato settore della Difesa. Quindi, prosegue il generale, per noi sarebbe motivo di grande soddisfazione se il Pentagono dovesse scegliere il T-346. Il CSM, interrogato nuovamente, si augura anche che i piloti statunitensi possano in futuro venire ad addestrarsi all&#8217;IFTS. </p>



<p>L&#8217;esperienza fatta a Decimomannu ha palesato quello che, sino a oggi, avevamo solo potuto immaginare: il centro di addestramento voluto dall&#8217;Aeronautica Militare Italiana e da Leonardo è davvero all&#8217;avanguardia e unico al mondo, come testimoniato anche dalla partecipazione internazionale che va oltre gli alleati della NATO, e dall&#8217;<strong>interesse dimostrato da altri Paesi</strong>, come Svezia, Regno Unito, Spagna, Ungheria, Kuwait, Arabia Saudita e Olanda, i cui rispettivi capi di Stato maggiore aeronautica erano presenti alla manifestazione odierna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/inaugurato-il-centro-internazionale-di-addestramento-piloti-dellaeronautica-militare.html">Inaugurato il centro internazionale di addestramento piloti dell&#8217;Aeronautica militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché l&#8217;Aeronautica chiede più F-35</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/perche-laeronautica-chiede-piu-f-35.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 08:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Aeronautica Militare Italiana, per voce del suo capo di Stato maggiore, generale di Squadra Aerea Luca Goretti, chiede che l&#8217;Italia torni ad annoverare nella sua flotta di velivoli 131 cacciabombardieri F-35 come originariamente preventivato da piani di acquisizione (69 F-35A e 62 B), piani poi ridimensionati nel 2012 dall&#8217;allora governo Monti, che ne ridusse il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-laeronautica-chiede-piu-f-35.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230310091817411_3b312092f095271b91491458a74098b4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Aeronautica Militare Italiana</strong>, per voce del suo capo di Stato maggiore, generale di Squadra Aerea <strong>Luca Goretti</strong>, chiede che l&#8217;Italia torni ad annoverare nella sua flotta di velivoli <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-italiani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">131 cacciabombardieri F-35</a></strong> come originariamente preventivato da piani di acquisizione (69 F-35A e 62 B), piani poi ridimensionati nel 2012 dall&#8217;allora governo Monti, che ne ridusse il numero a 90 complessivi (60 F-35A e 30 B, questi ultimi ripartiti equamente tra Aeronautica e Marina Militare). </p>



<p>Il generale Goretti, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=bN9vVTLMPWU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">durante un&#8217;audizione alla commissione Difesa della Camera</a> tenutasi mercoledì 8 marzo, ha infatti detto che “bisogna ripristinare il numero di velivoli che era stato pensato prima del 2012 ed assicurare adeguate scorte di munizionamento di precisione” precisando che “chiediamo di ripristinare il numero di caccia F-35 originario: erano 131 prima del taglio a 90, quando qualcuno parlava di sperpero dei soldi dei contribuenti. Se vogliamo essere rilevanti in un contesto come quello attuale dobbiamo avere numeri adeguati”. </p>



<p>Il Csm Aeronautica ha specificato che la <strong>legge 119 del 2022</strong> “ha invertito la tendenza rispetto alle austere scelte del passato, ma è un primo passo” e serve di più per quanto riguarda mezzi e personale, condividendo quindi le <a href="https://it.insideover.com/difesa/lemergenza-pattugliatori-marittimi-per-la-difesa-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stesse analisi fatte dal suo omologo della Marina Militare, l&#8217;ammiraglio di Squadra Enrico Credendino</a>, perché, come ha detto ancora il generale Goretti “non si tratta di una miope escalation verso il riarmo ma bisogna fare ciò che è necessario per difendere l’Italia, nella speranza di non dover essere mai chiamati a farlo” in quanto “l’invasione dell’Ucraina da parte russa ha riportato in maniera improvvisa e dirompente nella nostra vita fantasmi del passato ormai dimenticati, catapultando il continente europeo indietro di un secolo. Convincersi che tutto ciò a cui stiamo assistendo sia un evento isolato, lontano e irripetibile, è mio avviso un errore fatale che non dobbiamo commettere. Basti pensare che la zona di guerra dista in linea d’aria quanto il Brennero da Lampedusa”. </p>



<p>Lo strumento aereo nazionale è stato chiamato, in concomitanza con l&#8217;aggressione russa, a rinforzare il fronte orientale dell&#8217;Alleanza Atlantica andando ad aumentare il numero di velivoli impiegati normalmente nell&#8217;attività di <strong>Air Policing Nato</strong> con nuove missioni <strong>Eva (<em>Enhanced Vigilance Activity</em>)</strong>, come quella effettuata per <a href="https://it.insideover.com/difesa/a-difesa-del-fronte-est-laeronautica-militare-in-romania-per-lair-policing-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un lungo periodo di tempo in Romania</a>. </p>



<p>L&#8217;Arma Azzurra, così come la Marina Militare, ha saputo rispondere ai nuovi compiti dettati dall&#8217;attuale situazione di instabilità regionale con prontezza e professionalità, ma in generale lo strumento difesa italiano risente di decenni di sciagurate politiche di tagli lineari, che hanno portato a carenza di personale e di mezzi, anche nell&#8217;erronea convinzione che potesse bastare dotarsi di un piccolo numero di uno strumento all&#8217;avanguardia come l&#8217;F-35 per poter mantenere alto il potenziale bellico nazionale, dimenticando che, nei conflitti moderni caratterizzati da <strong>ambienti altamente contestati</strong>, la quantità è importante quanto la qualità. </p>



<p>Non staremo qui a ricordare come, da queste colonne, più volte e in tempi non sospetti abbiamo sottolineato il deteriorarsi del contesto internazionale, e di come ci fossero tutti i segnali (da almeno 3 lustri) per capirlo. Giova però ricordare come chi scrive abbia da sempre giudicato la <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovi-tagli-alla-difesa-preoccupano-le-forze-armate.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politica del taglio degli F-35</a> come scellerata proprio per i motivi ricordati mercoledì dal Csm Aeronautica e in particolare abbia auspicato che si tornasse almeno al numero originario di velivoli per la nostra Aeronautica e Marina Militare. </p>



<p>L&#8217;F-35, attualmente, è un cacciabombardiere multiruolo di quinta generazione che non ha eguali al mondo, e questo è certificato dal numero di acquirenti che ha inanellato nel corso della sua, pur travagliata, storia: la maggior parte delle aviazioni militari europee e molte altre nel mondo (tra cui Singapore, l&#8217;Australia, il Giappone e il Canada) hanno optato per questa macchina rivoluzionaria in grado di essere un vero <em><strong>game changer</strong></em> del campo di battaglia odierno, che, lo ricordiamo una volta di più, non è più solo aero-terrestre ma <strong>multidominio</strong>, integrando il dominio spaziale, quello marittimo e quello cyber. Per sua stessa natura, l&#8217;F-35 è i velivolo più indicato a operare in questo ambiente multidominio in attesa di affiancarsi al <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/nel-nuovo-dpp-difesa-arrivano-i-primi-veri-soldi-per-il-tempest-ma-non-solo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo caccia Tempest</a></strong> che sta assumendo i connotati di un velivolo di sesta generazione per il dominio dell&#8217;aria (o superiorità aerea offensiva). </p>



<p>Il taglio degli F-35 voluto dal governo Monti nel 2021 è andato quindi a colpire un nervo scoperto che oggi si fa sentire in particolar modo, e soprattutto ha interessato le due forze armate che più sono chiamate a difendere i nostri interessi nazionali e a garantire la sicurezza del nostro Paese. Anche la Marina Militare, infatti, si è ritrovata a vedersi assegnati solo 15 F-35B per la propria componente imbarcata, quindi, facendo i debiti conti, con l&#8217;impossibilità di avere un numero adeguato di macchine in grado di garantire la persistenza in zona operativa. Da qui la decisione delle due forze armate che operano coi velivoli di quinta generazione Stovl (<em>Short Take Off Vertical Landing</em>), di condividere le proprie flotte in modo da poter sopperire a questa carenza con la nascita del doppio concetto operativo <strong><em><a href="https://it.insideover.com/difesa/a-pantelleria-esercitazione-expeditionary-per-gli-f-35b-di-aeronautica-e-marina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">expeditionary land/sea based</a></em></strong>, in cui gli F-35B di Am e Mm possono venire utilizzati congiuntamente sulle unità portaeromobili nazionali oppure da basi semipreparate (o in gergo “basi austere”) a seconda delle necessità. Qualcosa che ha dato valore aggiunto alle due forze armate e che possiamo considerare l&#8217;unica nota positiva di quella sciagurata decisione risalente al 2012. </p>



<p>Come nota a margine delle parole del generale Goretti ci teniamo a sottolineare che i costi per gli F-35 si sono <strong>notevolmente ridotti</strong> da quel 2012, proprio perché la macchina è giunta quasi a maturazione ma soprattutto perché più se ne producono – per via dei maggiori ordini internazionali – meno costano. Sarebbe quindi arrivato il momento di “mettere mano al bilancio” e ripristinare l&#8217;ordine originario, anche in considerazione del ritorno economico nazionale, in quanto componenti importanti dei velivoli vengono prodotte in Italia e assemblate al <strong>Faco (<em>Final Assembly and Check-Out</em>)</strong> di Cameri (Novara).</p>
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		<title>Italia, Giappone e Regno Unito insieme per il caccia Tempest</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/italia-giappone-e-regno-unito-insieme-per-il-caccia-tempest.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 13:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[caccia-tempest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Caccia Tempest" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-1024x425.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-1536x637.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-2048x850.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Italia, Giappone e Regno Unito annunceranno un accordo rivoluzionario la prossima settimana per sviluppare congiuntamente il nuovo caccia di sesta generazione noto come Tempest, hanno detto a Reuters fonti a conoscenza del piano. Per i tre Paesi questo accordo rappresenta il culmine di legami sempre più stretti nel settore della Difesa, che avranno importanti ripercussioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-giappone-e-regno-unito-insieme-per-il-caccia-tempest.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-giappone-e-regno-unito-insieme-per-il-caccia-tempest.html">Italia, Giappone e Regno Unito insieme per il caccia Tempest</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="797" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Caccia Tempest" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-1024x425.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-768x319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-1536x637.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Progetto-Tempest-Bae-System-scaled-e1595526157393-2048x850.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Italia</strong>, <strong>Giappone </strong>e <strong>Regno Unito</strong> annunceranno un accordo rivoluzionario la prossima settimana per sviluppare congiuntamente il nuovo caccia di sesta generazione noto come <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/litalia-e-laccordo-per-il-caccia-tempest.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tempest</a></strong>, hanno detto a <em><a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/japan-britain-italy-announce-joint-fighter-project-early-next-week-sources-2022-12-02/">Reuters </a></em>fonti a conoscenza del piano.</p>



<p>Per i tre Paesi questo accordo rappresenta il culmine di legami sempre più stretti nel settore della Difesa, che avranno importanti <strong>ripercussioni in campo geopolitico</strong> per quanto riguarda il contrasto nipponico all&#8217;aggressività cinese nello scacchiere estremo-orientale. </p>



<p>Tokyo ha da tempo intrapreso una campagna di riarmo che punta a ottenere uno strumento difesa più avanzato e flessibile che va anche oltre gli storici limiti politico/culturali imposti al Paese da una costituzione tra le più “pacifiste” del mondo. Il Giappone, ad esempio, sta <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-giappone-comincia-i-lavori-di-modifica-sulla-seconda-portaerei-per-usare-gli-f-35.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconvertendo le unità navali della classe Izumo in modo da poter utilizzare i caccia F-35B</a>, facendone di fatto delle portaerei, inoltre sta valutando l&#8217;acquisizione di armi a lungo raggio come <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-giappone-vuole-missili-da-crociera-per-i-suoi-sottomarini.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">missili da crociera</a>, per poter avere capacità di attacco preventivo in caso di escalation. </p>



<p>Tornando al nuovo velivolo, l&#8217;ingresso di Tokyo nel programma Tempest è stato possibile anche grazie alla particolare vitalità dell&#8217;industria aeronautica locale, che ha al suo attivo un progetto autoctono per un velivolo considerato di quinta generazione, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/regno-unito-e-giappone-costruiranno-il-motore-per-il-caccia-f-x.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il caccia FX</a></strong>. Il velivolo, successore del caccia F-2 della <em>Japan Air Self-Defense Force</em> (Jasdf), sarà sviluppato dalla Mitsubishi Heavy Industries in collaborazione coi britannici della <strong>Rolls Royce</strong> (che ne progetteranno il propulsore) e alla <strong>Lockheed-Martin</strong>. Il dispiegamento del prossimo caccia è previsto che cominci intorno al 2035, quando i 91 velivoli F-2 inizieranno a essere ritirati dal servizio attivo. Tokyo, nel suo piano di sviluppo delle capacità di difesa a medio termine risalente alla fine del 2018, aveva sottolineato la necessità che la politica di sviluppo del prossimo aereo da combattimento fosse “guidata dal Giappone in vista della cooperazione internazionale”.</p>



<p>La <strong>Mitsubishi </strong>ha una lunga tradizione nel campo delle costruzioni aeronautiche: dalle sue linee di produzione sono usciti il caccia F-1 per la Jasdf nonché, su licenza, gli F-4EJ Phantom II e gli F-15J Eagle, le versioni autoctone dei caccia statunitensi pensate per essere adeguate alla costituzione nipponica che vieta espressamente il possesso di bombardieri, per cui privi di alcuni sistemi elettronici. In particolare, ed è questo il punto più interessante, l’azienda nipponica ha costruito, in collaborazione con il Technical Research and Development Institute (Trdi) del ministero della Difesa, lo <strong>X-2 “Shinshin”</strong>, un dimostratore tecnologico (denominato Atd-X – Advanced Technological Demostrator X) per un velivolo di quinta generazione che fornirà la base “tecnica” per lo sviluppo del caccia FX. </p>



<p>Il Giappone, però, non ha guardato solo al Regno Unito ma anche al nostro Paese: da tempo sono stati stabiliti accordi bilaterali in un ampio spettro delle risorse per la Difesa che spaziano dalla partecipazione nipponica alla <a href="https://it.insideover.com/difesa/anche-il-giappone-mandera-i-suoi-piloti-militari-ad-addestrarsi-in-italia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuova International Flight Training School (Ifts)</a>, la scuola per addestramento avanzato dei piloti più moderna del mondo situata tra Galatina (Le) e Decimomannu (Ca), a scambi di personale militare passando per la stipula di <a href="https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/Italia_Giappone_si_rafforza_la_cooperazione_nel_campo_della_Difesa.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">memorandum di intesa</a> per la collaborazione industriale e la fornitura di mezzi e sistemi, come ad esempio si pensa potrebbe accadere per i pattugliatori marittimi Kawasaki P-1 e gli aerei da trasporto C-2. Questo partenariato italo-nipponico ha visto anche la vendita di elicotteri Augusta-Westland a Tokyo e lo sviluppo del sistema di comunicazione universale “Jaguar” di <strong>Leonardo </strong>che andrebbe a equipaggiare i caccia FX e Tempest. </p>



<p>Una parte importante di questo accordo trinazionale per lo sviluppo del velivolo di sesta generazione è stata quindi giocata dall&#8217;Italia, in particolare dall&#8217;<strong>Aeronautica Militare Italiana</strong>: <a href="https://www.panorama.it/Tecnologia/difesa-aerospazio/italia-giappone-caccia-tempest" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo scorso ottobre</a> il capo di Stato maggiore dell’Arma Azzurra, il generale di Squadra Aerea <strong>Luca Goretti</strong>, ha visitato il Giappone per discutere con il suo omologo nipponico della cooperazione con Roma per lo sviluppo di tecnologie per i caccia Tempest. </p>



<p>Per un partner che si aggiunge al programma del caccia di sesta generazione ce n&#8217;è un altro che latita: la <strong>Svezia</strong>, che è entrata nel progetto nel 2019, si sente “messa ai margini” della progettazione, come affermato dall’amministratore delegato di Saab Micael Johansson, parlando coi giornalisti il <a href="https://aviationweek.com/defense-space/aircraft-propulsion/sweden-margins-tempest-program-saab-ceo-says" target="_blank" rel="noreferrer noopener">26 agosto scorso</a>. Ci chiediamo quindi se la spinta finale all&#8217;ingresso del Giappone nel programma sia stata determinata anche dal poco entusiasmo dimostrato da Stoccolma. </p>



<p>Sarà la prima volta che il Giappone collaborerà con Paesi al di fuori degli Stati Uniti su un importante progetto per la Difesa. L&#8217;annuncio si ritiene che arriverà prima che Tokyo rilasci la sua nuova strategia di sicurezza nazionale e un piano di approvvigionamento militare, che dovrebbe avvenire intorno a metà dicembre. </p>



<p>Il Paese del Sol Levante ha quindi radicalmente <strong>mutato la sua postura</strong> non solo per quanto riguarda il programma di riarmamento, ma anche dal punto di vista di come attuarlo, scegliendo di aprirsi maggiormente verso partner europei anche per una questione politica: <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-giappone-vuole-la-presenza-militare-delleuropa-in-asia-per-contrastare-la-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a giugno dell&#8217;anno scorso</a> il ministro della Difesa <strong>Nobuo Kishi</strong> aveva detto alla sottocommissione per la difesa e la sicurezza del Parlamento Europeo che Tokyo vorrebbe maggior presenza militare dell’Ue nella regione asiatica per contrastare la Cina. </p>



<p>Il <strong>conflitto in Ucraina</strong> ha accelerato ulteriormente le tappe di questa nuova politica, a fronte dell&#8217;avvicinamento russo-cinese nel settore della cooperazione militare, che sta portando, da tempo, a <strong>pattugliamenti marittimi e aerei congiunti</strong> effettuati intorno all&#8217;arcipelago nipponico. </p>



<p>I colloqui tra Giappone, Gran Bretagna e Italia sul nuovo caccia proseguiranno il prossimo anno per definire i dettagli del progetto, come la condivisione del lavoro e le varianti che ciascun partner implementerà, riporta ancora <em>Reuters</em>. Questa collaborazione darà un importante <strong>slancio </strong>allo sviluppo del Tempest, dandogli un vantaggio non indifferente rispetto al concorrente <a href="https://it.insideover.com/difesa/ce-laccordo-di-massima-per-la-prossima-fase-dello-scaf.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">franco-tedesco-spagnolo SCAF</a>, che riteniamo verrà abbandonato o sarà sviluppato senza la Germania, che ha dimostrato di spostarsi verso l&#8217;acquisizione di sistemi <em>off-the-shelf</em> e soprattutto fatica ad accordarsi con <strong>Dassault </strong>per la definizione di ruoli e requisiti di sistema.</p>
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		<title>Armi e munizioni da inviare in Ucraina scarseggiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/armi-e-munizioni-da-inviare-in-ucraina-scarseggiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2022 10:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Complesso militare-industriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-2048x1148.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la guerra in Ucraina continua grazie alle controffensive dell&#8217;esercito ucraino che hanno ricacciato indietro i russi, rese possibili dalla fornitura di armi e munizioni da parte degli alleati di Kiev, l&#8217;Occidente è alle prese con un problema molto serio riguardante la necessità di continuare il sostegno militare all&#8217;Ucraina senza intaccare troppo le scorte di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/armi-e-munizioni-da-inviare-in-ucraina-scarseggiano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-2048x1148.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221119113650762_db4b2858d6a5b04ac557825b800f075d-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la guerra in Ucraina continua grazie alle controffensive dell&#8217;esercito ucraino che hanno ricacciato indietro i russi, rese possibili dalla fornitura di armi e munizioni da parte degli alleati di Kiev, l&#8217;<strong>Occidente</strong> è alle prese con un problema molto serio riguardante la necessità di continuare il sostegno militare all&#8217;Ucraina senza intaccare troppo le <strong>scorte di armi e munizioni</strong> a un punto tale da mettere a repentaglio la propria propria capacità bellica.</p>



<p>Alla <strong>Nato </strong>sembra che ci sia diffusa preoccupazione in merito a questa tematica, tanto che comincia a serpeggiare un <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-continueranno-a-sostenere-lucraina-anche-se-dovesse-attaccare-la-crimea.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nemmeno troppo velato malumore</a> per le richieste insistenti del governo Zelensky, che vorrebbe più impegno da parte dell&#8217;Alleanza nella sua battaglia contro l&#8217;esercito russo. </p>



<p>Sembra infatti, come riferiscono fonti anonime di <a href="https://foreignpolicy.com/2022/11/16/ukraine-weapons-military-aid-stockpiles-nato-low-industry/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Foreign Policy</em></a>, che gli Alleati abbiano invitato le industrie della Difesa occidentali ad aumentare la produzione, in uno sforzo volto a cercare di rimpinguare i depositi, in quanto ci si è resi conto, con quasi 20 anni di ritardo, che “i magazzini (pieni) contano”. </p>



<p>Sebbene le decisioni in merito agli aiuti militari all&#8217;Ucraina ricadano sui singoli membri dell&#8217;Alleanza, il segretario generale della Nato <strong>Jens Stoltenberg</strong> ha ripetutamente parlato della necessità di un&#8217;assistenza continua a Kiev, e nei giorni scorsi gli hanno fatto eco le massime cariche militari statunitensi che, riunite <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-continueranno-a-sostenere-lucraina-anche-se-dovesse-attaccare-la-crimea.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in una conferenza stampa al Pentagono</a>, hanno riaffermato la volontà e la necessità di continuare a sostenere lo sforzo bellico ucraino con l&#8217;invio di armi.</p>



<p>A Washington, infatti, si desidera che gli alleati della Nato continuino ad aumentare le spese per la Difesa, possibilmente per acquistare materiale statunitense. La situazione, almeno negli Usa, pare più drammatica di quello che sembra: Jeb Nadaner, ex vice segretario alla Difesa per la politica industriale durante l&#8217;amministrazione Trump, ha detto a <em>Fp</em> che anche se non ci fosse la guerra in ucraina, le scorte statunitensi sarebbero comunque troppo basse. </p>



<p>Quanto riferito da <em>Fp </em><a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-ed-europa-stanno-esaurendo-le-scorte-di-munizioni.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ve lo avevamo anticipato a settembre</a>: il primo a lanciare l’allarme era stato Josep Borrell, alto rappresentate dell’Ue per gli affari esteri, quando a inizio di quel mese aveva affermato che “le scorte militari della maggior parte degli Stati membri sono state, non direi esaurite, ma impoverite in proporzione elevata, perché abbiamo fornito molto agli ucraini”. Successivamente gli aveva fatto eco ancora il segretario Stoltenberg, che qualche giorno dopo aveva tenuto una riunione speciale dei direttori degli uffici armamenti dell’Alleanza per discutere le modalità di riempimento dei magazzini di armi dei Paesi membri. Anche negli Stati Uniti c&#8217;era stato chi, al tempo, aveva espresso preoccupazione: Dave Des Roches, professore e membro militare senior presso la National Defense University si era detto “molto preoccupato” per il rapido esaurimento delle scorte, a meno che non cominci “una nuova produzione, che richiede mesi per andare a regime”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calo degli armamenti dopo la Guerra Fredda</h2>



<p>Durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti conservavano grandi scorte di armi, terre rare e altri materiali per aumentare rapidamente la produzione se mai fosse cominciato lo scontro aperto con l&#8217;Unione Sovietica, ma terminata l&#8217;epoca della contrapposizione in blocchi, a partire dal 1990, Usa e alleati europei hanno iniziato a ridurre la produzione, e quindi il livello di immagazzinamento di armi e munizioni: il “nemico” era il terrorismo internazionale di matrice islamica, quindi non c&#8217;era bisogno di grossi quantitativi di materiale bellico perché inutile ai fini della guerra asimmetrica, che sia di <em>counterinsurgency </em>o <em>counterterrorism</em>. </p>



<p>La produzione si è orientata maggiormente verso <strong>prodotti ad alta tecnologia</strong>, in particolare munizionamento di precisione, velivoli di nuova generazione, proiettili di artiglieria a gittata aumentata. Il problema, <a href="https://it.insideover.com/difesa/lindustria-e-in-grado-di-produrre-abbastanza-armamenti-per-sostenere-una-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come affrontato precedentemente</a>, è che questa tipologia di armi richiede più tempo per essere prodotta rispetto a quelle della generazione precedente. </p>



<p>Il conflitto in Ucraina sta dimostrando, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/caccia-typhoon-spina-dorsale-dellaeronautica-militare-che-2018370.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come ha ricordato qualche mese fa</a> il generale di Squadra Aerea <strong>Luca Goretti</strong>, capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana, che la quantità ha ancora un peso rilevante nonostante i progressi raggiunti dalla tecnologia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I livelli di produzione</h2>



<p>Parlando di velivoli, ad esempio, gli F-35 vengono prodotti, complessivamente in tutti gli stabilimenti sparsi nel mondo, in 142 esemplari l&#8217;anno. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il caccia britannico Spitfire veniva “sfornato”, al culmine della sua produzione, in 320 esemplari al mese. Forse è un paragone un po&#8217; forzato, ma rende l&#8217;idea di come la tecnologia richieda tempo per essere pronta all&#8217;uso. </p>



<p>Venendo a strumenti bellici più semplici di un caccia di quinta generazione, i missili anticarro statunitensi <strong>Javelin </strong>(o Atgm –<em> Anti Tank Guided Missile</em>) vengono prodotti dalla Lockheed-Martin in 2100 pezzi l’anno in condizioni normali. L&#8217;Ucraina ha affermato di consumarne 500 al giorno al culmine dell&#8217;invasione russa. Si fa presto a fare i conti. Se guardiamo ai proiettili per l&#8217;artiglieria la situazione non cambia: l&#8217;esercito ucraino ne ha consumati 7mila al giorno in quel periodo, mentre nei magazzini statunitensi, nel 2020, ne erano presenti circa 75mila. Anche qui la matematica ci dimostra che, in caso di guerra convenzionale come quella in atto in Ucraina, le scorte Usa sarebbero bastate per poco più di 10 giorni di conflitto. </p>



<p>La Nato quindi, in questo momento, non sarebbe in grado di sostenere il peso di un conflitto d&#8217;attrito prolungato su vasta scala, perché semplicemente i suoi magazzini si esaurirebbero nell&#8217;arco di poche settimane. Il problema è molto serio, in quanto danneggia la percezione della capacità di deterrenza convenzionale dell&#8217;Alleanza, con tutto quanto ne consegue. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema della produzione di massa</h2>



<p>Avviare la produzione di massa non è semplice, e non perché manchi il <em>know how</em>: le industrie della Difesa occidentali, che sono private, vogliono essere pagate in tempi stretti, ed esiste anche la questione della necessità di una gara d&#8217;appalto per l&#8217;assegnazione dei contratti, che ha tempistiche predeterminate e difficilmente accorciabili (anzi, che spesso si allungano). Il capitale privato, poi, non ragiona “con lungimiranza”, ed è restio a cominciare una produzione in massa, su richiesta di un governo, nel timore di avviare un processo che potrebbe bruscamente interrompersi qualora non ce ne fosse più la necessità. </p>



<p>Negli Stati Uniti si sta iniziando a ricostruire le scorte di munizioni che sono state utilizzate dagli ucraini: l&#8217;esercito Usa ha dichiarato di aver assegnato alla Lockheed-Martin più di 520 milioni di dollari tra la fine di ottobre e l&#8217;inizio di novembre per ricostituire le scorte di razzi guidati utilizzati dagli Mlrs (<em>Multiple Launch Rocket System</em>) inviati in Ucraina. </p>



<p>Anche dall&#8217;altra parte della barricata la situazione non è rosea: sappiamo che <strong>Mosca </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-iran-missili-javelin-nlaw-e-stinger-catturati-in-cambio-di-droni.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è rivolta precipitosamente all&#8217;Iran</a> per avere alcune tipologie di Uas (<em>Unmanned Air System</em>) – ma anche per questioni legate alle <a href="https://it.insideover.com/difesa/qual-e-il-problema-dei-droni-russi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">difficoltà industriali interne</a> causate da un prolungato regime sanzionatorio – e alla Corea del Nord per avere munizioni, senza citare la <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-la-russia-sta-schierando-i-t-62-per-la-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riattivazione dei vetusti Mbt (<em>Main Battle Tank</em>) tipo T-62</a> per sopperire alle perdite e alla lentezza della produzione di nuovi carri, messa a dura prova dalla difficoltà di reperimento di componentistiche legate all&#8217;industria ad alta tecnologia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/armi-e-munizioni-da-inviare-in-ucraina-scarseggiano.html">Armi e munizioni da inviare in Ucraina scarseggiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La svolta dell&#8217;Aeronautica italiana: possibili armi per i droni Reaper</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 10:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Missile hellfire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1536x1229.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 16 febbraio il capo di Stato Maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale di Squadra Aerea Luca Goretti, ha riferito alle commissioni difesa congiunte di Camera e Senato sulla situazione dell&#8217;Arma Azzurra, sulle nuove minacce e sulle necessità di forza armata. Il generale ci ha ricordato che l&#8217;attuale guerra in Ucraina ha mutato drasticamente il contesto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html">La svolta dell&#8217;Aeronautica italiana: possibili armi per i droni Reaper</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1536x1229.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso 16 febbraio il capo di Stato Maggiore dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>, generale di Squadra Aerea <strong>Luca Goretti</strong>, ha riferito alle commissioni difesa congiunte di Camera e Senato sulla situazione dell&#8217;Arma Azzurra, sulle nuove minacce e sulle necessità di forza armata.</p>
<p>Il generale ci ha ricordato che l&#8217;attuale <strong>guerra in Ucraina</strong> ha mutato drasticamente il contesto di sicurezza internazionale, e che l&#8217;AM in questo ha trovato conferma “della necessità di dotarsi di un potere aerospaziale in grado di gestire tutte le minacce che giungono dall&#8217;atmosfera”. In questo senso è necessaria un&#8217;attenta pianificazione delle capacità dell&#8217;Arma Azzurra, con mezzi adeguati ai vari contesti in cui si possono trovare a operare, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/nato-italia-e-conflitto-ucraina-tutti-scenari-vengono-2019700.html" target="_blank" rel="noopener">anche quelli più improbabili</a>.</p>
<p>L&#8217;innovazione tecnologica ha espanso il dominio aereo connettendolo a quello spaziale, creando una connessione “osmotica” tra spazio e cielo, che ha ovvie ripercussioni sulla terra. Un sistema vasto e complesso da difendere che impone un processo evolutivo per l&#8217;Aeronautica Militare in modo che essa possa svolgere una delle sue funzioni di mandato, ovvero quella della <strong>difesa degli spazi e degli interessi nazionali</strong>.</p>
<p>Il generale ha avuto modo anche di sottolineare come anni di tagli allo strumento Difesa, contestuali anche al ventennio di operazioni <em>counterinsugercy/counterterrorism</em> dal quale siamo praticamente appena usciti anche “pensando di vivere in un mondo di pace”, abbiano inciso sul numero di assetti dell&#8217;Aeronautica. Goretti infatti quando ha detto che la “quantità sia di per sé già qualità”, fa riferimento all&#8217;illusione che un assetto di ultima generazione possa equivalere – e sopperire – a un numero corposo di macchine precedenti.</p>
<p>Il CSM ha infatti reso noto che l&#8217;Aeronautica è passata da “842 assetti a circa 500 aeromobili totali di cui meno di 200 con funzione <em>combat</em>” e considerando il rapporto di disponibilità di 1 a 3 per esigenze di manutenzione, si comprende come siano disponibili circa 100 velivoli (di ogni tipo) pronti all&#8217;azione.</p>
<p>Il citato vantaggio qualitativo e tecnologico, se ci ha permesso l&#8217;agevole conquista della superiorità aerea negli scenari permissivi dove si è operato negli ultimi 20 anni, dall&#8217;altro non può certamente essere un paradigma applicabile nel confronto con un <em>competitor</em> “alla pari” come quelli rappresentati dalle forze armate di uno Stato moderno.</p>
<p>Pochi aerei significa quindi non poter sostenere una <strong>campagna di lungo periodo</strong>, soprattutto se siamo chiamati a intervenire su più fronti. Un sistema d&#8217;arma, poi, più è complesso più richiede tempo per essere costruito, e “se poi tutti lo vogliono contemporaneamente, è la fine” ricorda il generale riferendosi implicitamente al successo degli <strong>F-35</strong>. Il generale a tal proposito ha riferito anche di voler “stimolare una riflessione sui velivoli a pilotaggio remoto” su cui Goretti dice di “essersi posto una domanda” in merito “alla possibilità di riavviare il processo autorizzativo volto ad armarli per dotarli finalmente di una componente di ingaggio al suolo”.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3twGT5E" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;Italia finalmente vedrà i suoi Reaper armati?</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/37Ts9FJ" target="_blank" rel="noopener">Il COA, il centro nevralgico della difesa aerea italiana</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3NdyuvV" target="_blank" rel="noopener">La guerra in Ucraina sta utilizzando droni diversi, anche commerciali</a></strong></li>
</ul>
<hr />
<p>Il CSM ha ancora una volta sottolineato che se l&#8217;autorità politica ne permetterà l&#8217;utilizzo, si potrà ridurre il rischio connesso alla perdita di vite umane e parallelamente liberare risorse più pregiate destinate a “scenari non permissivi”, ovvero quelle aree definite in gergo “altamente contestate” in cui sono presenti assetti avversari moderni di <strong>interdizione d&#8217;area</strong> come lo sono i sistemi missilistici da difesa area <strong>S-400</strong> Triumf russi che attualmente sono dispiegati in diversi settori del territorio russo e altrove, ad esempio in Siria.</p>
<p>Anche nell&#8217;attuale conflitto in Ucraina sappiamo che sono stati dispiegati i Triumf di Mosca, e la loro presenza da sola è bastata per ridurre drasticamente l&#8217;attività delle già esigue forze aeree ucraine. Sul fronte opposto, invece, il fatto che l&#8217;esercito di Kiev possa disporre di alcuni <strong>S-300P</strong> ha tenuto ben lontani dai confini ucraini i velivoli AWACS di Mosca del tipo Beriev A-50, che sono stati visti su un aeroporto bielorusso.</p>
<p>Tornado alla possibilità di avere i nostri droni, del tipo <strong>MQ-9A Predator B</strong>, armati con ordigni da attacco al suolo, Goretti ha riferito che “noi non vogliamo utilizzarli, ma averli significa avere questa capacità, poi è qualcun altro che ci deve autorizzare a farlo, il non averli e dover essere poi necessariamente costretti a impiegarli significa ritornare allo scaffale, e non è detto che li troveremo”.</p>
<p>Il tema degli <strong>UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) armati</strong> per l&#8217;Aeronautica Militare ritorna dopo qualche mese: già<a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-acquistera-armamento-per-i-suoi-droni-mq-9-reaper.html" target="_blank" rel="noopener"> a settembre vi avevamo ricordato</a> come, nelle “pieghe” del DPP Difesa (Documento Programmatico Pluriennale della Difesa) 2021-2023 fossero presenti finanziamenti pari a 168 milioni di euro, di cui una prima tranche di 59 verrà distribuita in un arco temporale di 7 anni, per l&#8217;acquisto di armamento da attacco, definito come ottenimento di “livelli di sicurezza e protezione nell’ambito di missioni di scorta convogli, rendendo disponibile una flessibile capacità di difesa esprimibile dall’aria” e introducendo “una nuova opzione di protezione sia diretta alle forze sul terreno che a vantaggio di dispositivi aerei durante operazioni ad elevata intensità/valenza”. Qualcosa che già si era richiesto, anni fa, quando nel <strong>2015</strong> il Dipartimento di Stato aveva approvato la possibile vendita all’Italia di armamento per gli Mq-9 insieme alle associate componenti, attrezzature e al supporto logistico per un costo stimato di 129,6 milioni di dollari.</p>
<p>L’allora governo italiano aveva richiesto di poter acquistare <strong>156 missili Agm-114R2 Hellfire II</strong>; otto missili Hellfire II tipo M36-E8 Captive Air Training Missile; 30 bombe a guida laser Gbu-12, altrettante Gbu-38 Jdam; cinque missili fittizi Hellfire M34; 30 bombe a guida laser potenziate Gbu-49; altrettante Jdam laser Gbu-54; 26 rastrelliere per bombe; sei kit di armamento e installazione per MQ-9 e 13 lanciatori M-299 insieme a due suite elettroniche per test An/Awm-103 oltre all’addestramento/equipaggiamento, ai pezzi di ricambio e altre attrezzature di supporto. Il tutto per un valore totale stimato di 129,6 milioni di dollari dell’epoca.</p>
<p>Guardando alle operazioni belliche in Ucraina, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-conflitto-in-ucraina-e-anche-una-guerra-di-droni.html" target="_blank" rel="noopener">dove varie tipologie di UAS (<em>Unmanned Air System</em>) vengono utilizzati attivamente</a> sul campo di battaglia, non possiamo che sperare che il decisore politico prenda seriamente in considerazione questa possibilità proprio per le motivazioni espresse dal generale Goretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html">La svolta dell&#8217;Aeronautica italiana: possibili armi per i droni Reaper</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così il Csm Aeronautica Goretti: “Tempest e Fcas destinati a confluire”</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosi-il-csm-aeronautica-goretti-tempest-e-fcas-destinati-a-confluire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 16:14:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[caccia-tempest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="790" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au-768x506.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Martedì 23 novembre il capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Luca Goretti, è stato sentito dalle commissioni congiunte di Camera e Senato in merito alla partecipazione dell&#8217;Italia al programma Tempest per un caccia di nuova generazione. Il programma è frutto di una collaborazione trinazionale tra Regno Unito, Svezia ed il nostro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-il-csm-aeronautica-goretti-tempest-e-fcas-destinati-a-confluire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-il-csm-aeronautica-goretti-tempest-e-fcas-destinati-a-confluire.html">Così il Csm Aeronautica Goretti: “Tempest e Fcas destinati a confluire”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="790" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/1531750783-qepiycsrczahnht7mxc37257au-768x506.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>Martedì 23 novembre il capo di Stato maggiore dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>, generale di squadra aerea <strong>Luca Goretti</strong>, è stato sentito dalle <a href="https://webtv.senato.it/webtv_comm?video_evento=239141#" target="_blank" rel="noopener">commissioni congiunte di Camera e Senato</a> in merito alla partecipazione dell&#8217;Italia al <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-progetto-del-caccia-tempest-compie-un-balzo-in-avanti.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>programma Tempest</strong></a> per un caccia di nuova generazione.</p>
<p>Il programma è frutto di una collaborazione trinazionale tra <strong>Regno Unito</strong>, <strong>Svezia</strong> ed il nostro Paese e vede la partecipazione delle maggiori industrie operanti nel campo della Difesa dei tre Paesi firmatari: per il Regno Unito Bae Systems, Leonardo Uk, Rolls Royce e Mbda Uk, per l’Italia Leonardo, Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia e per la Svezia Saab e Gkn Aerospace Sweden. Lo scorso 21 dicembre <a href="https://it.insideover.com/guerra/litalia-e-laccordo-per-il-caccia-tempest.html" target="_blank" rel="noopener">è avvenuta la firma</a> di quello che è l&#8217;atto finale che impegna l&#8217;Italia nel programma per il Tempest e i primi fondi sono stati messi a bilancio.</p>
<h2>Perché serve il Tempest</h2>
<p>Il generale Goretti, durante l&#8217;audizione, ha spiegato ancora una volta perché l&#8217;Italia è entrata in questo programma e quali saranno le sue <strong>ricadute</strong> a livello tecnologico e strategico. Quando si parla della costruzione di un nuovo velivolo da caccia, ha spiegato il generale, l&#8217;arco temporale di riferimento è circa di 15 anni: è questo infatti il lasso di tempo che intercorre, generalmente, dall&#8217;idea di un nuovo velivolo alla sua realizzazione. In quest&#8217;ottica, quindi, si deve pensare oggi a quando, nel 2035, l&#8217;Aeronautica Militare manderà “in pensione” il caccia <strong>Typhoon</strong>, che dovrà quindi essere sostituito con una macchina in grado di cavalcare le sfide che si presenteranno nei prossimi 30/40 anni.</p>
<p>Stiamo vivendo in un&#8217;epoca “complessa”, e gli scenari futuri che si prospettano parlano di un aumento di questa complessità a causa del <strong>progresso tecnologico</strong> che avanza a una velocità elevatissima: basti pensare alla “iperconnettività” digitale, all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-dilemma-terminator-ecco-i-rischi-dellutilizzo-dellintelligenza-artificiale-in-campo-militare.html" target="_blank" rel="noopener">Intelligenza Artificiale</a>, all&#8217;utilizzo del cloud dove immagazzinare informazioni, e alle prospettive di <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-la-marina-militare-si-prepara-per-le-sfide-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener">operatività multidominio</a>. Data questa repentina accelerazione dei tempi tecnologici, è necessario pensare a macchine e sistemi sostitutivi proprio in funzione di questa velocità tecnologica. <span style="font-size: 1rem;">L&#8217;Italia, continua il generale Goretti, deve continuare a sviluppare le sue competenze industriali essenziali non solo per la sopravvivenza dell&#8217;intero settore ma anche per garantire </span><strong style="font-size: 1rem;">sovranità nazionale</strong><span style="font-size: 1rem;"> in quelle capacità abilitanti. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Cosa servirà quindi all&#8217;Aeronautica per continuare a restare rilevante dal 2035 in poi? Sulla scorta di programmi nazionali preesistenti (Tornado, Amx, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html" target="_blank" rel="noopener">F-35</a>) è stato creato team di giovani professionisti (piloti, esperti di <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cyber-warfare-il-campo-di-battaglia-piu-caldo.html" target="_blank" rel="noopener"><em>cyber</em> </a>e <a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener"><em>space warfare</em></a>, EW) perché “solo chi vive nel presente può immaginare il futuro”. Questo approccio, del tutto nuovo per le nostre forze armate, è stato vincente. Quindi sono stati definiti i requisiti operativi per soddisfare le sfide del futuro e al termine di questo studio si è passato a stabilire le linee guida capacitive del nuovo sistema d&#8217;arma in modo che possa assolvere ai propri compiti in scenari più complessi e mutevoli come quelli che si prevedono per gli anni successivi al quinquennio 2035/40.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;"> Il generale, a tal proposito, ha ricordato che i <strong>voli suborbitali</strong> e le tecnologie <strong>ipersoniche</strong>, ridefiniranno il concetto stesso di spazio aereo, pertanto servono nuovi assetti specifici. Il Tempest, essendo concepito come un sistema di sistemi, <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-missilistica-il-caccia-tempest-potra-intercettare-i-missili-ipersonici.html" target="_blank" rel="noopener">servirà anche per questo</a>. Il velivolo, attualmente, è pensato come un mezzo pilotato a cui si affiancheranno un numero variabile di altri assetti (anche <em>unmanned</em> ma non solo) che svilupperanno pertanto il concetto di “<strong>moltiplicazione della forza</strong>” grazie alla gestione unitaria dei 5 domini del campo di battaglia (terra, aria, mare, spazio, <em>cyber</em>). </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Proprio per il fatto che il Tempest prevede, da requisiti di costruzione, l&#8217;integrazione di sensori, sistemi C3, intelligence e altri ancora, e per il fatto che il volume di dati disponibili sarà accessibile in maniera veloce (grazie al <em>cloud</em>), bisogna pensare a un concetto completamente nuovo di aeromobile che non sarà più solamente solo un caccia. Si tratta quindi di una vera e propria “<strong>rivoluzione concettuale</strong>”.</span></p>
<h2>Partenariato strategico</h2>
<p><span style="font-size: 1rem;">Una macchina di questo livello richiede quindi, come ricorda ancora Goretti, la <strong>collaborazione con altri partner</strong> internazionali per mettere a sistema le reciproche competenze industriali e risorse finanziarie. Da questo punto di vista <a href="https://it.insideover.com/guerra/litalia-deve-scegliere-il-suo-caccia-di-nuova-generazione.html?fbclid=IwAR3Hy5E5nsNgSyk4qta5IYviDql0lW0rqwDH905lWCnmIx7gIu_8YwJxceM" target="_blank" rel="noopener">la strada per l&#8217;Italia era già, in qualche modo, segnata</a>: si è scelto, infatti, di guardare al <strong>Regno Unito</strong> per via della felice tradizione di partenariato nel campo delle costruzioni aeronautiche (pensiamo al Tornado, al Typhoon o al missile Meteor). Una scelta che è stata confermata, ci spiega il generale, dal buon esito di studi mirati cominciati nell&#8217;estate del 2019 quando è stato concluso positivamente il primo studio di fattibilità congiunta. Anche il fatto che Londra partecipi al programma F-35 è stato uno dei fattori determinanti della scelta finale italiana. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Goretti poi, ci informa che il Typhoon, fungerà da “<strong>incubatore</strong>” per il Tempest, ovverosia man mano che l&#8217;attività di ricerca industriale progredisce, ciò che produce verrà integrato in piattaforme già esistenti per poi utilizzarle nel caccia di ultima generazione. Questo approccio permette di crescere lentamente ma con continuità e di formare equipaggi già avvezzi ad alcuni sistemi che si troveranno nel nuovo velivolo. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Data la dimensione del programma (anche finanziaria) il partenariato è stato aperto anche alla <strong>Svezia</strong>, ricorda il generale. Il memorandum d&#8217;intesa di dicembre 2020 sancisce partnership trinazionale con l&#8217;Italia a fare da <em>trait d&#8217;union</em> tra <strong>Nato</strong> e <strong>Ue</strong>, permettendo pertanto l&#8217;accesso ai <strong>fondi</strong> di sviluppo della nascente difesa europea. Goretti poi ha tenuto a sottolineare una particolarità che <a href="https://it.insideover.com/guerra/litalia-partner-di-regno-unito-e-svezia-per-il-nuovo-caccia-tempest.html" target="_blank" rel="noopener">abbiamo da sempre evidenziato</a>: il primato nel <em>know how</em> raggiunto grazie alla partecipazione attiva nel programma F-35 è fondamentale per sviluppare assetti per il futuro. Tutti gli ambiti tecnologici legati al Tempest (ad esempio bassa osservabilità, Ia e connettività) saranno velocizzati proprio per questo, quindi ci saranno importanti conseguenze per l&#8217;industria nazionale. L&#8217;elettronica, la meccanica, la sensoristica e le altre caratteristiche capacitive del nuovo velivolo coinvolgeranno le Pmi, le università, la comunità scientifica e e della ricerca generando ricadute in tutti i settori società.</span></p>
<h2>Italia partner di serie A</h2>
<p>Il generale, rispondendo alle domande della Commissione, ha affermato anche che la forza contrattuale sviluppata dalla sinergia tra pubblico e privato permette di <strong>elevare il livello di partecipazione nazionale</strong> nel programma, qualcosa che “non abbiamo visto quando si è trattato per lo <strong>Scaf (<em>Système de Combat Aérien du Futur</em> n.d.r.)</strong>, dove la Francia non era molto sensibile a questa possibilità”. Goretti afferma quindi che si rischiava di essere subalterni, <a href="https://it.insideover.com/guerra/litalia-deve-scegliere-il-suo-caccia-di-nuova-generazione.html?fbclid=IwAR3Hy5E5nsNgSyk4qta5IYviDql0lW0rqwDH905lWCnmIx7gIu_8YwJxceM" target="_blank" rel="noopener">come vi avevamo detto da queste colonne già da tempo</a>, mentre si è preferito partecipare a un programma da comprimari. Del resto, afferma ancora il generale, prima abbiamo possibilità di decidere in quali settori investire prima possiamo mettere i nostri paletti per fermare ingerenze esterne.</p>
<p>Secondo Goretti il Tempest non comprometterà la nascente <a href="https://it.insideover.com/politica/vertice-informale-ue-serve-un-nuovo-tipo-di-collaborazione-con-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">difesa europea:</a> i programmi sono in fase concettuale e si sta guardando l&#8217;architettura dalla quale deve nascere il sistema. In particolare il Csm afferma che “sarà naturale che queste due realtà (Scaf e Tempest n.d.r.) confluiscano in una sola” per razionalizzare le risorse economiche, pertanto si arriverà a un <strong>compromesso</strong>.</p>
<p>Quando? Secondo l&#8217;ufficiale quando saranno state individuate le rispettive aree di interesse industriale (ovvero quando si giungerà a una ripartizione della “torta” dello sviluppo industriale).</p>
<p>A questo punto apriamo una nostra riflessione: sebbene, per le note questioni finanziarie e per la stessa razionalizzazione della linea velivoli in Europa (con lo sguardo rivolto al mercato internazionale) auspichiamo che si arrivi a un unico velivolo di ultima generazione, riteniamo che quella del generale Goretti, in tale ambito, sia rimanga un&#8217;illusione. Le motivazioni, in un certo senso, le ha già dette il Csm Aeronautica: la Francia ha posto dei paletti sui requisiti del velivolo (insieme alla Germania), che appaiono inderogabili. Ci ritroveremmo pertanto con un caccia adatto alle loro esigenze e non alle nostre, anche considerando che Parigi ha bisogno di una versione imbarcata per sostituire i <strong>Rafale</strong> navalizzati, mentre Italia e Regno Unito basano la loro forza aeronavale sugli F-35B. Pertanto ci sarebbero costi aggiuntivi da spalmare per la progettazione di una versione che non useremmo. Inoltre va anche considerato <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-francia-ha-un-problema-con-lo-scaf-o-e-la-francia-il-problema.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;atteggiamento francese poco incline a condividere la tecnologia</a>, fattore che è stato alla base della rinuncia di Parigi a continuare il partenariato che ha portato alla nascita del caccia Typhoon e che ha causato non pochi attriti interni al consorzio franco-spagnolo-tedesco per lo Scaf.</p>
<p>C&#8217;è stato spazio, in conclusione dell&#8217;intervento, anche per una piccola considerazione “geopolitica” del generale Goretti: ha infatti affermato che la <strong>Svezia</strong>, per via dei suoi investimenti su tecnologie abilitanti nel settore degli Uav (<em>Unmanned Aerial Vehicle</em>), sarà inserita – presto o tardi – nella <strong>Nato</strong>. Un processo che, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-svezia-aumenta-le-spese-militari-ed-e-sempre-piu-vicina-alla-nato.html" target="_blank" rel="noopener">come abbiamo avuto modo di dire in precedenza</a>, sembra già essere in atto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-il-csm-aeronautica-goretti-tempest-e-fcas-destinati-a-confluire.html">Così il Csm Aeronautica Goretti: “Tempest e Fcas destinati a confluire”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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