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Nella giornata di ieri Italia, Regno Unito e Svezia hanno stabilito un vero e proprio gruppo di lavoro industriale trilaterale per lo sviluppo del caccia Tempest, il velivolo di ultima generazione che dovrà sostituire l’Eurofighter Typhoon, compiendo così un vero e proprio balzo in avanti molto importante.

La struttura trinazionale che costruirà il caccia vede la partecipazione delle rispettive maggiori industrie operanti nel campo della Difesa: per il Regno Unito Bae Systems, Leonardo Uk, Rolls Royce e Mbda Uk, per l’Italia Leonardo, Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia e per la Svezia Saab e Gkn Aerospace Sweden.

Le aziende, come si legge in un comunicato stampa congiunto diffuso in Italia da Leonardo, valuteranno insieme le iniziative da intraprendere per lo sviluppo delle future capacità nel combattimento aereo sfruttando know-how, competenze e sviluppi tecnologici dei sistemi di difesa aerea attualmente esistenti e futuri.
L’intesa di oggi, prosegue la nota, è un passo avanti nel percorso verso l’accordo tra le industrie nazionali per la formalizzazione di aree di collaborazione congiunta sullo sviluppo del futuro sistema di combattimento aereo.

Il nuovo caccia, come abbiamo già detto, nasce principalmente per sostituire il Typhoon nel ruolo di velivolo da difesa aerea ma avrà sicuramente anche un buon grado di capacità multiruolo che gli permetterà di essere utilizzato come cacciabombardiere. Non è ancora chiaro se sarà un sistema di generazione 5+ o di sesta. Quello che è certo è che esistono dei requisiti fondamentali: il Tempest dovrà essere un “sistema di sistemi” intendendo con questo termine la necessità che l’aereo dovrà essere il terminale principale di tutta una serie di sottosistemi in grado di gestire una moltitudine di operazioni e assetti come droni, raccogliere e condividere in tempo reale le informazioni sul campo di battaglia, avere capacità relative alla Cyber Warfare. Per questo la piattaforma sarà dotata di tecnologia “plug and play” in cui software e hardware potranno essere facilmente cambiati per coprire tutto lo spettro delle missioni di combattimento.

Il velivolo dovrà, inoltre, essere in grado di stabilire la superiorità aerea – o mantenerla – e di penetrare le difese avversarie eliminando tutte le minacce rilevanti, siano esse rappresentate dalla caccia avversaria o dai sistemi missilistici antiaerei.

Quello che stabilirà se ci troveremo davanti ad un caccia di sesta generazione o di quinta +, sarà la dotazione o meno di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, motori a ciclo variabile che saranno in grado di essere più performanti ai regimi supersonici, nuovi sistemi d’arma ad energia diretta (tipo E/m o laser) e la possibilità che vengano costruite due versioni del velivolo: con pilota o senza pilota (manned e unmanned).

Il caccia Tempest sarà anche dotato di un certo grado di capacità stealth, ed in questo Italia e Regno Unito sapranno mettere a frutto la loro esperienza maturata con la costruzione del caccia F-35, di cui sono partner insieme a Stati Uniti e Giappone. Pertanto farà largo uso di materiali compositi avanzati e soluzioni per avere configurazioni costruttive leggere e ad alta potenza in grado di funzionare a temperature più elevate pur mantenendo un buon grado di invisibilità.

L’amministratore delegato di Bae System, Charles Woodburn, ha dichiarato che i partner hanno fatto un “significativo passo avanti” nel progetto e che lo scopo è ottenere un nuovo caccia in grado di avere un elevato grado di flessibilità, ed essere aggiornabile senza dimenticare il budget, che non deve avere costi esorbitanti.

Alessandro Profumo, Ad di Leonardo, nella stessa occasione ha affermato inoltre che il “Tempest sarà la base di un sistema transnazionale di difesa comune che si estenderà ben oltre la difesa area. Garantirà enormi benefici economici e significativi progressi industriali e tecnologici per l’Italia e per i nostri partner. Siamo convinti che avviare quest’iniziativa nel modo giusto consentirà alle industrie dell’aerospazio e difesa dei tre Paesi di prosperare per generazioni”.

Sebbene, infatti, la possibilità di una convergenza con il progetto franco-tedesco Scaf (Système de Combat Aérien du Futur o Fcas nel suo acronimo inglese), in cui è entrata ufficialmente anche la Spagna, si allontani parecchio, il programma Tempest resta comunque aperto a partecipazioni di altri Paesi: Profumo ha infatti detto che altre nazioni sono interessate a unirsi al progetto e che “c’è ancora tempo per permettere ad altri partner di unirsi”. Ancora non è chiaro a chi si stia riferendo l’Ad di Leonardo: qualche tempo fa si parlava di un interessamento del Giappone ma Tokyo sembra puntare su una produzione nazionale, annunciata ufficialmente lo scorso 10 luglio in concomitanza con la conferma di un importante ordine per più di cento caccia F-35, che costruisce “in casa” nello stabilimento di Nagoya, unico Faco (Final Assembly and Check-out) al di fuori degli Stati Uniti insieme a quello di Cameri, in provincia di Novara.

Si prospettano quindi due caccia europei di nuova generazione per il futuro (si prevede che i primi prototipi vedranno la luce tra il 2035 ed il 2040) e sebbene questo significhi un problema di concorrenza sul mercato e un aumento dei costi per quanto riguarda i fondi europei disponibili per la progettazione di entrambi – siano essi l’Edf o Pesco – il progetto del Tempest è quello che meglio si adatta alle esigenze della nostra Aeronautica Militare in quanto la Francia, che è la nazione leader del progetto Scaf, lascia pochissimo margine di azione per quanto riguarda la formulazione dei requisiti del nuovo caccia.

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