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	<title>Matteo Acciaccarelli Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Sep 2020 16:09:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Matteo Acciaccarelli Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Piano Usa anti-Covid: 300 milioni di dosi di vaccino entro gennaio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piano-usa-anti-coronavirus-300-milioni-dosi-vaccino-gennaio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 16:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump in campagna elettorale a Swanton in Ohio (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Operation Wrap Speed; questo è il nome del piano operativo messo a punto negli Stati Uniti per la distribuzione del vaccino contro il Coronavirus. Un’operazione pianificata dal dipartimento della Difesa e da quello della Salute, sotto la supervisione della Casa Bianca, resa nota nei dettagli attraverso la pubblicazione del documento di strategia nazionale per la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/piano-usa-anti-coronavirus-300-milioni-dosi-vaccino-gennaio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump in campagna elettorale a Swanton in Ohio (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-in-campagna-elettorale-a-Swanton-in-Ohio-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Operation Wrap Speed</strong>; questo è il nome del <a href="https://www.defense.gov/Newsroom/Releases/Release/Article/2349357/trump-administration-releases-covid-19-vaccine-distribution-strategy/">piano operativo</a> messo a punto negli <strong>Stati Uniti</strong> per la distribuzione del vaccino contro il <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html"><strong>Coronavirus</strong></a>. Un’operazione pianificata dal <strong>dipartimento della Difesa</strong> e da quello della Salute, sotto la supervisione della Casa Bianca, resa nota nei dettagli attraverso la pubblicazione del documento di strategia nazionale per la distribuzione dei vaccini, dove è stato prefissato l’obiettivo di somministrare <a href="https://www.hhs.gov/about/news/2020/06/16/fact-sheet-explaining-operation-warp-speed.html">300 milioni di dosi entro il 1° gennaio 2021</a>. Una programmazione necessaria affinché il sistema statunitense risponda in modo veloce nel momento in cui la <strong>Food and Drug Administration</strong> (Fda) darà il via libera ai diversi vaccini in via di sviluppo nel Paese.</p>
<h2>I punti chiave</h2>
<p>La strategia condivisa dai due dipartimenti delinea quattro attività da compiere per rendere efficace il programma vaccinale contro il <strong>Covid-19</strong>. La prima è di far partire una campagna comunicativa volta a <strong>promuovere la vaccinazione</strong> su scala federale, coinvolgendo soprattutto gli enti amministrativi locali. Al tempo stesso, una volta disponibile il vaccino, si procederà alla <strong>distribuzione</strong> in modo graduale cominciando dagli Stati federati maggiormente colpiti dalla <strong>pandemia</strong>. La terza attività sarà quella di garantire sia la somministrazione sia la creazione di <strong>scorte di dosi</strong> sufficienti per ogni eventuale necessità. In ultimo, ma non per questo meno importante, verrà il controllo e il monitoraggio di tutti i dati del programma di vaccinazione, nel corso dei quali saranno impiegati principalmente i sistemi informatici e l’intelligenza artificiale che avrà il compito di elaborare modelli per la distribuzione futura. L’obiettivo è di rendere disponibile il vaccino per tutti gli abitanti e, al tempo stesso, verificare che il Coronavirus non si continui a diffondere.</p>
<p>Un ruolo centrale lo avranno l’azienda farmaceutica <a href="https://www.mckesson.com/">McKesson</a>, responsabile nella distribuzione del vaccino, e i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc, <strong>Centers for Disease Control and Prevention</strong>), i quali saranno chiamati a indicare dove dovranno essere inviate le prime dosi. Il dipartimento della Salute, in tutto ciò, controllerà dall&#8217;alto che tutto proceda per il meglio, mentre il Pentagono garantirà il supporto logistico a tutta la filiera distributiva mettendo in campo gli aerei da trasporto e gli elicotteri delle varie forze per raggiungere velocemente ogni punto degli Stati Uniti.</p>
<h2><span style="font-size: 28.8px;">Come ridurre i tempi?</span></h2>
<p><span style="font-family: Merriweather, sans-serif; font-size: 1rem;">Per far ciò l’esperienza logistica del <strong>dipartimento della Difesa</strong> sarà cruciale, anche perché il processo di distribuzione del vaccino sarà decisamente accelerato rispetto alla norma. Per arrivare a <strong>300 milioni</strong> <strong>di dosi</strong> consegnate entro il 1° gennaio 2021 è stato previsto di accorpare due fasi di prove cliniche su larga scala, così da consentire ai tecnici dell’Fda di raccogliere e analizzare in modo rapido un’elevata quantità di dati sui vaccini. Ciò permetterà di ridurre a tre mesi il processo di approvazione federale, il quale di norma occuperebbe un anno di tempo. I nove mesi guadagnati sulla tabella di marcia per il via libera dell’Fda si sommano a quelli “risparmiati” tramite la messa in produzione di un numero sufficiente di dosi dei diversi vaccini giunti alla cosiddetta “fase III”. In questo modo, una volta che sarà possibile, i Cdc consiglieranno al dipartimento della Salute da dove iniziare per la consegna delle dosi e come proseguire per fermare la <strong>pandemia da</strong> <strong>Coronavirus</strong>. L’aver pianificato in tempo chi dovrà ricevere le prime dosi e dove dovranno essere creati punti di raccolta, permetterà agli Stati Uniti di accorciare ulteriormente i tempi per la distribuzione su scala nazionale. In totale l’operazione Wrap Speed occuperà un lasso di tempo di <strong>14 mesi</strong> contro i 73 mesi che sarebbero serviti in una situazione non emergenziale.</span></p>
<p>In questo modo gli <strong>Stati Uniti</strong> potrebbero essere i primi a distribuire massicce dosi di vaccini contro il Coronavirus, prendendo così un vantaggio non indifferente nei confronti degli altri Paesi.</p>
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		<item>
		<title>Trump apre alla vendita degli F-35 agli Emirati Arabi Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-apre-alla-vendita-degli-f-35-agli-emirati-arabi-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 07:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[f-35]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Israele-Emirati Arabi uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-35 americano nella base di Al Dhafra (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Non vedo alcun problema”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiosato sulla possibilità di vendere alcuni modelli del Lockheed Martin F-35 agli Emirati Arabi Uniti, sulla quale da Israele sono arrivate diverse (e decise) obiezioni. La storica firma dell’accordo tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain potrebbe però cambiare le sorti e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-apre-alla-vendita-degli-f-35-agli-emirati-arabi-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-35 americano nella base di Al Dhafra (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/F-35-nella-base-di-Abu-Dhabi-La-Presse-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Non vedo alcun problema”. Così il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha <a href="https://www.defensenews.com/congress/2020/09/15/trump-no-problem-selling-f-35-to-uae/">chiosato sulla possibilità</a> di vendere alcuni modelli del <strong>Lockheed Martin F-35</strong> agli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, sulla quale da Israele sono arrivate diverse (e decise) obiezioni. <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-israele-emirati-lultima-mossa-di-trump-per-la-casa-bianca.html">La storica firma dell’accordo tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain</a> potrebbe però cambiare le sorti e gli equilibri politico-militari del <strong>Medio Oriente</strong>. L’accordo, patrocinato e fortemente voluto dagli Stati Uniti, permetterà di normalizzare i rapporti politici tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, andando così a formare un “fronte” comune -insieme all’Arabia Saudita- in chiave di contenimento dell’Iran e della Turchia. Il “<a href="https://it.insideover.com/politica/la-sorpresa-annunciata-dell-accordo-tra-israele-ed-emirati-arabi-uniti.html">Nuovo Medio Oriente</a>” non porterà in un sol colpo alla risoluzione l’annosa questione israelo-palestinese, ma di certo permetterà di gettare le basi per una nuova collaborazione, già iniziata con le frequenti attività addestrative tra le forze armate israeliane, saudite ed emiratine.</p>
<h2>I &#8220;timori&#8221; di Israele</h2>
<p>L’importanza dell’accordo è anche nelle possibilità di un aumento delle commesse e della collaborazione in ambito militare con gli Emirati Arabi Uniti, che da tempo ambiscono ad avere un ruolo e un’importanza nel Medio Oriente simile a quello dell’Arabia Saudita. Il vero “colpo” per il governo di <strong>Abu Dhabi</strong> sarebbe quello di convincere gli Stati Uniti -e soprattutto Israele- a vendergli gli <strong>F-35</strong>, così da fare dell’aeronautica degli EAU la prima “araba” ad avere in dotazione i caccia di quinta generazione. Nonostante la ferrea opposizione espressa da Netanyahu, Donald Trump non ha chiuso all’ipotesi aprendo alla possibilità. Parlando a <em>Fox News</em>, il presidente degli Stati Uniti ha ricordato come l’estrema ricchezza dei Paesi della regione darebbe modo di aumentare la produzione degli F-35 riducendone il costo. Al netto delle dichiarazioni di Trump la vendita degli F-35 non è stata inclusa nell’<strong>accordo siglato tra Emirati Arabi Uniti e Israele</strong>, specialmente in virtù dell’opposizione del governo di Tel Aviv. La “paura” è che le tecnologie di bordo degli F-35 -al pari di quelle degli altri sistemi di quinta generazione- possano finire in mano a <strong>governi “non amici”</strong> o impiegate per accumulare <em>know-how</em> industriale.</p>
<h2>L&#8217;opposizione interna</h2>
<p>Inoltre, così come già avvenuto nel caso dell’Arabia Saudita, Israele non intende rinunciare al vantaggio militare acquisito negli anni grazie soprattutto agli ottimi rapporti con gli Stati Uniti, da dove si è alzato subito il coro degli oppositori a una possibile vendita degli F-35 agli EAU. A parlare è stato il leader della maggioranza repubblicana al Senato, <strong>Mitch McConnell</strong>, che ha avvertito il presidente della volontà del Congresso di mantenere un “rapporto privilegiato” con Israele. Dichiarazioni che neanche troppo implicitamente fa capire che il Senato bloccherebbe qualsiasi accordo di vendita degli F-35 agli Emirati Arabi Uniti. Al tempo stesso, però, McConnell ha aperto a commesse militari che permettano “ai partner arabi di difendersi dalle cresci minacce”. La situazione non dovrebbe variare nei prossimi anni, anche se dovesse uscire vincitore dalle elezioni presidenziali di novembre <strong>Joe Biden</strong>. Infatti, anche la democratica <strong>Nancy Pelosi</strong>, Presidente della Camera dei rappresentanti, <a href="https://www.timesofisrael.com/noting-questions-over-f-35-sale-pelosi-vows-to-ensure-israeli-military-edge/">ha sottolineato la necessità per il Congresso</a> “di continuare a monitorare e osservare ogni accordo al fine di garantire il vantaggio militare qualitativo a Israele”.</p>
<p>La vendita degli <strong>F-35</strong> agli Emirati Arabi Uniti, così come agli altri Paesi partner degli Stati Uniti del Medio Oriente, sembra al momento impossibile, ma comunque è probabile che nei prossimi mesi saranno trovati accordi per la vendita di armi, che coinvolgeranno anche le aziende della difesa israeliane.</p>
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		<item>
		<title>Gli Usa verso il futuro: testato un prototipo del caccia di sesta generazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-verso-il-futuro-testato-un-prototipo-del-caccia-di-sesta-generazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 07:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aereo bombardiere B-2 (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L’aeronautica statunitense (Usaf, Us Air Force) ha effettuato il primo test di volo di un prototipo di dimensioni reali del futuro caccia di sesta generazione. A renderlo noto è stato il vice segretario all’aeronautica Will Roper che, a margine dell’Air, Space &#38; Cyber Conference, ha rivelo l’esistenza del nuovo caccia, facente parte del progetto Next &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-verso-il-futuro-testato-un-prototipo-del-caccia-di-sesta-generazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-verso-il-futuro-testato-un-prototipo-del-caccia-di-sesta-generazione.html">Gli Usa verso il futuro: testato un prototipo del caccia di sesta generazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aereo bombardiere B-2 (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/B-2-Spirit-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p><strong>L’aeronautica statunitense</strong> (Usaf, Us Air Force) ha effettuato il primo test di volo di un prototipo di dimensioni reali del futuro <strong>caccia di sesta generazione</strong>. A <a href="https://www.defenseone.com/technology/2020/09/usaf-jet/168479/">renderlo noto</a> è stato il vice segretario all’aeronautica <strong>Will Roper</strong> che, a margine dell’<a href="https://www.afa.org/events/calendar/2020-09-14/air-space-cyber-conference">Air, Space &amp; Cyber Conference</a>, ha rivelo l’esistenza del nuovo caccia, facente parte del progetto <strong>Next Generation Air Dominance</strong> (Ngad). Le dichiarazioni di Roper, però, fanno intendere anche che gli Stati Uniti siano in una fase avanzata degli studi sulle tecnologie di sesta generazione, seppur senza fornire molti dettagli tecnici sul caccia e sulle società coinvolte nel programma.</p>
<h2>Qualcosa trapela sul programma</h2>
<p>La massima segretezza c’è anche sul luogo dei test e sulle tecnologie che equipaggeranno il <strong>caccia di sesta generazione</strong> dell’Usaf. Una non novità poiché la quasi totalità dei programmi aeronautici statunitensi è sempre stata segreta, specialmente nel corso delle fasi di sviluppo e di sperimentazione. Un modo, questo, per evitare qualsiasi pericolosa fuga di notizie che avrebbe potuto avvantaggiare i competitor internazionali. L’aver reso noto il volo del prototipo del <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-quale-sara-il-futuro-della-guerra-area.html">futuro caccia</a> serve soprattutto a inviare un messaggio a <strong>Cina</strong> e <strong>Russia</strong>, ribadendo il “primato” degli Stati Uniti in quel che riguarda allo sviluppo delle tecnologie aeronautiche. Probabilmente il prossimo passo sarà quello di rendere noto anche il primo volo del <a href="https://it.insideover.com/guerra/si-avvicina-il-futuro-presto-il-primo-volo-del-b-21-raider.html">bombardiere strategico di nuova generazione</a> <strong>Northrop B-21 Raider</strong>, altro velivolo avvolto in un alone di mistero.</p>
<p>Anche sul <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-nuove-tecnologie-e-sistemi-per-il-caccia-di-sesta-generazione.html">programma <strong>Next Generation Air Dominance</strong></a> sono poche le certezze. Ciò che sembra essere assodato è che l’<strong>Usaf</strong> ha richiesto alle diverse industrie della Difesa di sviluppare una serie di aerei e droni da connettere in un unico sistema informatico, in cui sarà collegata l’intera rete satellitare militare. Sul caccia di sesta generazione è scontato immaginare che sia supersonico e che sia dotato di missili ipersonici aria-aria e aria-terra, oltre che di armi a energia diretta e di capacità di guerra elettronica avanzate. Per quel che riguarda l’aspetto esteriore il Pentagono non ha reso noto nessun rendering ufficiale, ma è possibile che sarà un tuttala con le prese d’aria e gli scarichi dei motori affogate nella struttura del velivolo, così da ridurre al minimo la traccia radar e termica. Le <strong>capacità stealth</strong> saranno infatti centrali nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-saranno-i-nuovi-caccia-di-sesta-generazione.html">futuro caccia di sesta generazione</a>, così come quelle dei sistemi di bordo dove regnerà l’<strong>intelligenza artificiale</strong>. L’ information technology avrà un ruolo cruciale nella gestione di tutti i complessi sistemi di bordo e permetterà di fornire ai piloti dati e informazioni in modo preciso e costante.</p>
<h2>I prossimi passi</h2>
<p>Il passo finale prima della definitiva messa in produzione sarà di provare il sistema nel suo complesso. L’obiettivo, stando alle parole di Will Roper, è di farlo “<strong>abbastanza velocemente</strong>” così da stilare un calendario preciso delle prossime tappe da seguire prima della definizione del numero di caccia da acquistare. Un primo indizio arriverà dalle richieste dell’Aeronautica per il <strong>budget fiscale 2022</strong>, dove saranno chiesti al Congresso i fondi da destinare allo sviluppo e alla <strong>produzione</strong> dei primi esemplari del caccia di sesta generazione.</p>
<p>Il test di volo del prototipo a grandezza reale permette anche di inviare un segnale al <strong>Congresso</strong> sulla necessità di non tagliare o ridurre gli stanziamenti sul programma. Ugualmente è necessario per far sì che le aziende della difesa statunitensi aumentino i fondi destinati alla ricerca e sviluppo sulle nuove tecnologie, prospettando anche un loro futuro utilizzo anche in ambito civile. Forse all’avvento della sesta generazione di caccia non manca molto tempo e gli Stati Uniti sembrano destinati -nuovamente- a battere sul tempo la concorrenza portata da Cina e Russia, oltre che dal programma <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-progetto-del-caccia-tempest-compie-un-balzo-in-avanti.html">Tempest</a> e dall’<a href="https://it.insideover.com/guerra/a-che-punto-e-il-caccia-franco-tedesco.html">Fcas</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-verso-il-futuro-testato-un-prototipo-del-caccia-di-sesta-generazione.html">Gli Usa verso il futuro: testato un prototipo del caccia di sesta generazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti inviano un nuovo sottomarino nucleare nell&#8217;Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-inviano-un-nuovo-sottomarino-nucleare-nellartico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2020 06:48:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[USS Seawolf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="US Navy Submarine Fraud" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-300x107.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-1024x366.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-768x275.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-1536x549.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-2048x732.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Torna a scaldarsi l’Artico. Gli Stati Uniti, interessati a “controllare” da vicino ogni possibile movimento della marina russa, hanno deciso di dispiegare il sottomarino nucleare da attacco USS Seawolf in Norvegia e 6 bombardieri strategici B-52 nel Regno Unito. A differenza delle tradizionali rotazioni di uomini e mezzi a controllo dell’Oceano Atlantico settentrionale, del mare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-inviano-un-nuovo-sottomarino-nucleare-nellartico.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="US Navy Submarine Fraud" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-300x107.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-1024x366.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-768x275.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-1536x549.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Sottomarino-Usa-marinai-La-Presse-e1595423910334-2048x732.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Torna a scaldarsi l’Artico. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, interessati a “controllare” da vicino ogni possibile movimento della marina russa, hanno deciso di dispiegare il <strong>sottomarino nucleare</strong> da attacco <strong>USS Seawolf</strong> in Norvegia e <a href="https://www.usafe.af.mil/News/Press-Releases/Article/2320505/us-air-force-b-52s-return-to-europe-for-ally-partner-training/">6 bombardieri strategici B-52 nel Regno Unito</a>. A differenza delle tradizionali rotazioni di uomini e mezzi a controllo dell’Oceano Atlantico settentrionale, del mare del Nord e del mar Glaciale Artico, in questa occasione il Pentagono ha deciso di pubblicare <a href="https://www.navy.mil/Press-Office/News-Stories/display-news/Article/2321399/uss-seawolf-operates-in-6th-fleet/">una nota stampa</a> sul trasferimento del sottomarino nucleare. Un modo, quindi, per inviare un <a href="https://it.insideover.com/economia/la-strategia-di-mosca-per-sviluppare-lartico.html">messaggio alla Russia</a> che, negli ultimi anni, ha incrementato le capacità delle forze armate di agire e operare nell’Artico.</p>
<p>Se già nel corso della guerra fredda l’Artico era vista come una zona strategicamente rilevante per entrambi i Paesi, con il procedere dello <strong>scioglimento della calotta polare</strong> la zona è diventata &#8220;calda&#8221;. Laddove sorgevano distese di ghiaccio ora, infatti, è possibile navigare senza l’ausilio di navi rompighiaccio, aprendo così la strada a nuove <strong>rotte commerciali</strong> e all&#8217;estrazione dei <strong>gas naturali</strong> cruciali per l’approvvigionamento energetico. Non sorprende quindi la mossa statunitense di rendere noto quello che apparentemente è un trasferimento di routine. Ma se per l’Aeronautica è prassi rendere note le attività svolte dai propri aerei -in questo caso i B-52 sono stati impiegati in un’esercitazione congiunta con i caccia Lockheed Martin F-16 norvegesi-, la <strong>Marina</strong> non annuncia quasi mai i movimenti dei propri sottomarini.</p>
<h2>Lo USS Seawolf</h2>
<p>Il trasferimento in Norvegia ha segnato anche l’ingresso dello <strong>USS Seawolf</strong> sotto la competenza della Sesta Flotta -con base a Napoli- e dimostra la volontà e l’impegno statunitense a “inviare forze sottomarine in tutto il mondo così da eseguire ogni eventuale missione con una prontezza impareggiabile”. A differenza dei battelli <a href="https://www.naval-technology.com/projects/la/">classe Los Angeles</a>, i tre sottomarini da attacco <a href="https://www.naval-technology.com/projects/seawolf/">classe Seawolf</a> hanno capacità nettamente superiori (così come il costo che fu la causa della precoce chiusura del programma) per quel che riguarda sia il numero di siluri e missili da crociera UGM-109 Tomahawk imbarcati, sia per la velocità e la silenziosità. La <strong>classe Seawolf</strong>, infatti, venne progettata per <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/24363/navy-wants-a-new-seawolf-like-attack-submarines-to-challenge-russian-chinese-threats">contrastare “agevolmente” i sottomarini</a> lanciamissili nucleari della classe Typhoon e quelli da attacco classe Akula. I battelli classe Seawolf, inoltre, a differenza di quelli della classe Los Angeles possono operare a profondità maggiori, ma al tempo stesso sono dotati di attrezzature elettroniche che permettono all&#8217;equipaggio di compiere missioni in immersione anche in acque relativamente basse.</p>
<p>Il Pentagono, quindi, ha deciso di trasferire sotto l’egida della Sesta Flotta una delle tante eccellenze uscite dall&#8217;industria nazionale, in un periodo che vede la Russia incrementare la propria attività nell’<strong>Artico</strong> avendo -tra l’altro- recentemente svolto <a href="https://twitter.com/RALee85/status/1296174694186520584">un’esercitazione che prevedeva uno sbarco anfibio nell’area</a>. Alle mosse della Marina e dell’Esercito russo, si aggiungono anche quelle dell’Aeronautica che sta <a href="https://thebarentsobserver.com/en/security/2019/01/air-force-ready-land-new-arctic-bases">aumentando il numero di aeroporti</a> presenti nella zona polare. L’Artico, <a href="https://it.insideover.com/guerra/giuk-gap-atlantico-russia-nato.html">ma in generale tutta la fascia settentrionale dell’Atlantico</a>, sembra tornare sempre di più al centro dei pensieri degli Stati Uniti, intenzionati a controllare direttamente i movimenti civili e militari <a href="https://it.insideover.com/politica/corsa-allartico-russia-e-cina-unite-contro-gli-stati-uniti.html">russi e cinesi</a>. Una centralità strategica destinata a permanere chiunque sarà il futuro inquilino della Casa Bianca.</p>
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		<title>La Cina potrebbe invadere Taiwan in tre giorni</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-cina-potrebbe-invadere-taiwan-in-tre-giorni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 16:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan, esercitazioni militari a Taichung City (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’invasione di Taiwan da parte della Cina si concluderebbe in tre giorni con gli Stati Uniti che non avrebbero il tempo per difendere lo Stato alleato, anche a causa dell’impasse politica che si creerebbe. Un worst-case scenario analizzato dall’ammiraglio in pensione James Winnefeld -vice capo dello Stato Maggiore congiunto dal 2011 al 2015- e Michael &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-potrebbe-invadere-taiwan-in-tre-giorni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-potrebbe-invadere-taiwan-in-tre-giorni.html">La Cina potrebbe invadere Taiwan in tre giorni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan, esercitazioni militari a Taichung City (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Taiwan-esercitazione-con-M60A3-Patton-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un’invasione di <strong>Taiwan</strong> da parte della <strong>Cina</strong> si concluderebbe in tre giorni con gli Stati Uniti che non avrebbero il tempo per difendere lo Stato alleato, anche a causa dell’impasse politica che si creerebbe. <a href="https://www.usni.org/magazines/proceedings/2020/august/war-never-was">Un <em>worst-case</em> <em>scenario</em></a> analizzato dall’ammiraglio in pensione James Winnefeld -vice capo dello Stato Maggiore congiunto dal 2011 al 2015- e Michael Morell -due volte direttore ad interim della Cia- e pubblicato sulla rivista <em>Proceedings</em> dello US Naval Institute. Un articolo che serve principalmente per rimarcare la necessità per il Pentagono, ma in generale per la politica statunitense, di iniziare a <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-allo-studio-una-dottrina-del-containment-per-la-cina.html">preparare un piano efficace</a> e condiviso per <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-si-prepara-a-invadere-taiwan.html">scongiurare un’invasione cinese di Taiwan</a>.</p>
<h2>L&#8217;invasione e le ripercussioni</h2>
<p>Nello scenario creato viene immaginato come la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-tra-promozione-della-pace-e-velleita-egemoniche.html">Cina a gennaio 2021</a> possa approfittare dallo stallo politico negli Stati Uniti -creatosi a seguito della lunga riconta dei voti ordinata dalla Corte Suprema- per porre fine all&#8217;indipendenza della Repubblica di Taiwan. Un’azione rapida che metterebbe in mostra tutta la forza militare e diplomatica di Pechino che, attraverso una campagna politica e mediatica, creerebbe incertezza in Occidente. A due giorni dall’inizio dell’invasione, nello scenario ipotizzato, negli Stati Uniti il Consiglio per la sicurezza nazionale (<em><a href="https://www.whitehouse.gov/nsc/">National Security Council</a></em>) sarebbe spaccato in due: chi vorrebbe <strong>inviare truppe</strong> allo scopo di difendere l’indipendenza di Taiwan e chi sarebbe disposto ad <strong>accettare l’invasione</strong>. Una divisione che lascerebbe carta bianca alla Cina che potrebbe così concludere l’operazione, rendendo -in tre giorni- inutili <a href="https://it.insideover.com/politica/si-rafforza-lasse-tra-stati-uniti-e-taiwan.html">decenni di politica e di investimenti a sostegno del governo dell’isola di Taiwan</a>.</p>
<p>Le ripercussioni, però, non sarebbero solamente locali, ma avrebbero presto una <strong>ricaduta sulla scena internazionale</strong>. Gli Stati Uniti vedrebbero, infatti, crollare la loro reputazione nelle cancellerie dei Paesi alleati, i quali si sentirebbero in pericolo da eventuali aggressioni estere essendo potenzialmente privi del sostegno di Washington. Al tempo stesso, però, un intervento militare a sostegno di Taiwan potrebbe essere comunque vano a causa della velocità dell’invasione cinese, che metterebbe gli Stati Uniti di fronte al fatto compiuto; comportando il rischio di una lunga guerra tra le due superpotenze.</p>
<h2>Uno spunto per il futuro</h2>
<p>Ovviamente lo scenario proposto dai due autori non ha lo scopo di fare una previsione, piuttosto è volto a proporre spunti di riflessione affinché sia possibile prepararsi a qualsiasi evenienza. Allo stato attuale delle cose è <strong>impensabile</strong> anche che la Cina sfrutti queste potenziali incertezze, avventurandosi in una campagna militare che potrebbe avere ripercussioni e reazioni diverse da parte degli Stati Uniti. Il rischio di uno scontro diretto con Washington è troppo elevato, soprattutto per via della <a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercito-usa-rafforza-la-sua-presenza-nel-pacifico.html">presenza di truppe</a> in Giappone e nelle vicine isole del Pacifico. La <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-statunitense-per-la-deterrenza-contro-la-cina.html">reazione statunitense potrebbe essere veloce</a> e, soprattutto, con pesantissime ripercussioni a livello politico-socio-economico, andando a colpire anche la popolazione cinese.</p>
<p>Al tempo stesso agli Stati Uniti viene suggerito di “non sedersi sugli allori” in un’ottica di lungo periodo, continuando a mantenere una <strong>potenza militare sufficiente</strong> e appropriata nel Pacifico e in Estremo Oriente, dissuadendo così la Cina dall&#8217;intraprendere qualsiasi operazione bellica nella zona. Politica perseguibile solo e soltanto se dalla Casa Bianca rimarrà la volontà di difendere anche tramite l’uso della forza l’integrità territoriale e l’indipendenza degli alleati della regione.</p>
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		<title>Cina, una portacontainer come nave da sbarco anfibia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cina-una-portacontainer-come-nave-da-sbarco-anfibia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2020 15:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Landing Helicopter Dock]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare cinese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=286768</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="763" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cargo china" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177-768x305.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177-1024x407.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per sopperire all&#8217;inferiorità numerica rispetto alla Marina statunitense, in Cina hanno deciso di impiegare -ancora solo in esercitazioni- navi portacontainer appositamente trasformate in nave da sbarco anfibia o portaelicotteri (Lhd, Landing helicopter dock). Un primo test è stato reso pubblico il 19 agosto da CCTV, che ha trasmesso le immagini di un’attività addestrativa nel corso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-una-portacontainer-come-nave-da-sbarco-anfibia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-una-portacontainer-come-nave-da-sbarco-anfibia.html">Cina, una portacontainer come nave da sbarco anfibia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="763" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cargo china" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177-768x305.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Cargo-ship-La-Presse-e1568209658177-1024x407.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per sopperire all&#8217;inferiorità numerica rispetto alla Marina statunitense, in <strong>Cina</strong> hanno deciso di impiegare -ancora solo in esercitazioni- navi portacontainer appositamente trasformate in <b>nave da sbarco anfibia </b>o <strong>portaelicotteri </strong>(<strong>Lhd</strong>, Landing helicopter dock). Un primo test è stato reso pubblico il 19 agosto da <a href="http://js7tv.cn/"><em>CCTV</em></a>, che ha trasmesso le immagini di un’attività addestrativa nel corso della quale alcuni elicotteri <a href="https://www.airforce-technology.com/projects/harbin-z-19-light-attack-helicopter/">Harbin Z-19</a> e <a href="https://www.airforce-technology.com/projects/changhez8transport/">Changhe Z-8</a> sono atterrati e decollati dal ponte della <a href="https://www.vesselfinder.com/it/vessels/ZHEN-HUA-28-IMO-8700266-MMSI-477399500">Zhen Hua 28</a>. Il ponte della nave lunga 232 metri e larga 42 è stato contrassegnato da tre precisi punti di atterraggio. Le modifiche alla portacontainer da 40.000 tonnellate di stazza lorda -stando a quanto riportato su <em>Janes-</em> sono state svolte nei <a href="https://www.janes.com/defence-news/news-detail/exercise-demonstrates-pla-army-aviation-ability-to-use-commercial-ships-as-temporary-flight-decks">cantieri del porto di Lianyungang</a>, nel mar Giallo, che hanno ospitato la nave per circa 2 giorni; tempo necessario affinché l’8 agosto potesse prendere parte attiva all’esercitazione.</p>
<h2>Una forza navale parallela?</h2>
<p>Quello cinese è un tentativo per rafforzare le capacità navali e anfibie delle proprie forze armate, cercando al tempo stesso di ridurre il gap con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Un programma lungo, ambizioso e -soprattutto- complicato, anche perché il <a href="https://www.gao.gov/assets/690/686733.pdf">Pentagono</a>, sotto spinta dei vertici della Marina, ha approvato la trasformazione di alcune navi da trasporto commerciali in militari, assegnandole prettamente compiti di logistici e di supporto. L’ambizione cinese, però, potrebbe essere diversa. Non è difficile immaginarsi, infatti, che l’esercitazione sulla Zhen Hua 28 non è stato altro che un primo passo verso la costituzione di una <strong>forza navale parallela</strong> a quella “ufficiale”. Ciò permetterebbe a Pechino di utilizzare potenzialmente tutte le <strong>navi portacontainer</strong> a disposizione, trasformandole in navi portaelicotteri o da sbarco anfibio. In questo modo, quindi, le forze armate cinesi avrebbero a disposizione una flotta capace di sostenere in campo uno sbarco di medio-grandi dimensioni, tra l’altro a un costo contenuto. Mediamente, infatti, le navi commerciali di quella stazza hanno un costo che si aggira intorno ai 500 milioni di dollari, il che le rende facilmente rimpiazzabili in caso di necessità. Al tempo stesso, però, queste tipologie di imbarcazioni hanno dei punti deboli dovuti dalle loro necessità commerciali e, quindi, sono sprovviste di armature e di difesa attive, ma soprattutto sono lente in navigazione.</p>
<h2>Un punto di partenza per il futuro</h2>
<p>La Marina cinese non sarebbe la prima a impiegare navi commerciali a <strong>scopi militari</strong>, ma a differenza con il passato &#8211;<a href="https://www.thinkdefence.co.uk/the-atlantic-conveyor/">soprattutto con quanto fatto dalla Royal Navy nella guerra delle Falkland</a>&#8211; queste potrebbero rappresentare la quasi totalità del naviglio in caso di azione anfibia. Le navi “trasformate”, infatti, sarebbero affiancate dalle navi da sbarco anfibio <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-varo-nuova-nave-assalto-anfibio.html">Type 075</a> classe Yushen</strong>, che dovrebbero entrare in servizio a partire dal prossimo anno. Gli scafi delle prime due, infatti, sono stati varati rispettivamente nel <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2019/09/china-launches-1st-type-075-lhd-for-plan/">2019</a> e nel 2020, mentre il terzo è ancora in fase di costruzione nei cantieri della Hudong-Zhonghua a Shanghai.</p>
<p>L’affiancare le tradizionali navi da sbarco anfibie con navi portacontainer “modificate” permetterà a Pechino di raggiungere in tempi minori l’obiettivo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-tra-promozione-della-pace-e-velleita-egemoniche.html">prefissato lo scorso anno</a>, di dotare le forze armate di capacità tali per proteggere (ed espandere) gli <strong>interessi politico-economici</strong> della Cina. Le <strong>Lhd</strong> saranno cruciali per far ciò dal momento che potranno assicurare sia il necessario supporto aereo e di lotta antisommergibile sia un punto di appoggio per le forze da sbarco. E se anche questo non basterà per paragonare e comparare le forze cinesi con quelle statunitensi, l’esercitazione svolta con la <strong>Zhen Hua 28</strong> dimostra la volontà cinese di <strong>accelerare i tempi</strong> verso la creazione di una Marina tale da sostenere -senza difficoltà- la politica estera governativa.</p>
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		<title>Il sistema antimissile S-500 prossimo alla consegna</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-antimissile-s-500-prossimo-alla-consegna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2020 09:22:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[difesa antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-500]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sistema missilistico S-350 (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le forze di difesa missilistica russe presto potranno contare anche sul sistema S-500 Prometey (55R6M Triumfator-M). A rivelarlo è stato il generale Sergei Babakov che, in un&#8217;intervista, ha annunciato che la pianificazione per l’iter di consegne è stato ultimato aprendo, quindi, la strada alla messa in servizio dei sistemi difensivi di nuova generazione. L’S-500 andrà, infatti, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-antimissile-s-500-prossimo-alla-consegna.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sistema missilistico S-350 (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Sistema-missilistico-S350-Russia-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le forze di difesa missilistica russe presto potranno contare anche sul sistema <strong>S-500 Prometey</strong> (55R6M Triumfator-M). A rivelarlo è stato il <a href="https://dfnc.ru/en/russia-news/russian-troops-to-get-s-500-systems-in-the-near-future/">generale Sergei Babakov</a> che, in un&#8217;intervista, ha annunciato che la pianificazione per l’iter di consegne è stato ultimato aprendo, quindi, la strada alla messa in servizio dei sistemi difensivi di nuova generazione. L’S-500 andrà, infatti, a completare la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-federazione-russa-punta-tutto-sulle-armi-supersoniche.html">cupola difensiva russa</a> essendo affiancato agli S-300, <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/meet-russias-s-350-air-defense-system-what-you-need-know-40387">S-350</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html">S-400</a>, rivestendo principalmente <strong>compiti antimissile balistico</strong>.</p>
<h2>Una fusione di più sistemi difensivi</h2>
<p>Proprio per questo motivo in Russia l’S-500 è considerato la <strong>punta di diamante</strong> delle forze di difesa missilistica, perché -stando a quanto dichiarato dallo stesso generale Babakov- potrà intercettare e distruggere qualsiasi missile balistico -anche intercontinentale- in ogni fase del volo. Ciò renderebbe i missili del sistema difensivo di nuova generazione capaci di colpire anche obiettivi posti nell’orbita terrestre, rendendoli di fatto anche un’<strong>arma antisatellite</strong>. Il <strong>Triumfator-M</strong>, inoltre, dovrebbe essere impiegato anche in operazioni di difesa dello spazio aereo, anche contro veicoli o missili ipersonici.</p>
<p>L’arma “in più” dell’S-500 sarà il radar e il sistema di puntamento che potrà ingaggiare contemporaneamente fino a 10 bersagli differenti. Una capacità che sarebbe stata dimostrata nei <a href="https://it.insideover.com/guerra/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record.html">numerosi test</a> svolti in Siria su alcune componenti del sistema difensivo. Terreno di prova considerato perfetto sia per le condizioni meteorologiche siriana  sia per osservare le capacità di tracciare un numero elevato di velivoli in volo di differenti caratteristiche. Contestualmente ai test dei radar sono state svolte esercitazioni riguardanti anche i <strong>sistemi di comunicazione</strong> dell’S-500, collegato in un’unica rete con tutti gli altri apparati difensivi. In questo modo tutte le informazioni rilevate dai radar dei sistemi terrestri e dagli aerei saranno trasmesse agli operatori degli S-500, fornendogli in questo modo una più <strong>ampia visione della situazione</strong>.</p>
<h2>L&#8217;arma in più?</h2>
<p>Se da solo il radar dell’<strong>S-500</strong> dovrebbe riuscire a coprire un’area circolare con un raggio massimo di circa <strong>600 chilometri</strong>, attraverso l’aggiunta dei dati rilevati dagli altri sistemi aerei e terrestri le dimensioni reali della zona coperta sarebbero decisamente più grandi, aumentandone così l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia. Il Prometheus altro non sarà che la <strong>prima</strong> <strong>linea di difesa strategica</strong> della Russia, assicurandone una costante copertura del territorio e delle zone di interesse politico-economiche dai missili balistici e dai velivoli in volo. Il range di azione esteso anche all&#8217;orbita terrestre, inoltre, fornirà un’ulteriore protezione alle forze russe che potranno, così, distruggere anche eventuali satelliti spia o di navigazione. Un sistema difensivo a lungo raggio collegato a quelli per la difesa di punto, a corto raggio e a medio raggio, che darà modo di ridurre i tempi di intervento e i rischi connessi a un eventuale obiettivo non colpito.</p>
<p>Se le capacità e le caratteristiche degli S-500 dovessero essere confermate, la Russia metterebbe in campo un sistema di ultima generazione che potrebbe creare qualche “preoccupazione” al Pentagono e alle cancellerie occidentali. Il primo sistema, destinato alla difesa dell’area di Mosca, potrebbe entrare in servizio attivo già sul <a href="https://web.archive.org/web/20141024041212/http://en.itar-tass.com/russia/755539">finire di 2020</a>, mentre le successive consegne dovrebbero iniziare nel 2022. Nel frattempo sarà avviata la produzione in serie e, contemporaneamente, continueranno i test delle singole componenti così da ovviare a eventuali problemi.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale e sensori: come sarà il caccia di sesta generazione cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/intelligenza-artificiale-e-sensori-come-sara-il-caccia-di-sesta-generazione-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 14:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chengdu J-20 (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo obiettivo della Cina è di realizzare un caccia di sesta generazione mettendolo in servizio attivo entro il 2035, andando così a colmare il gap tecnologico con gli Stati Uniti. Il futuro aereo da combattimento dovrebbe andare a mutare la tradizione orientata alle prestazioni e alla manovrabilità dell’ingegneria aeronautica cinese (e russa), per favorire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/intelligenza-artificiale-e-sensori-come-sara-il-caccia-di-sesta-generazione-cinese.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chengdu J-20 (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Chengdu-J-20-Wikipedia-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il nuovo obiettivo della <strong>Cina</strong> è di realizzare un <strong>caccia di sesta generazione</strong> mettendolo in servizio attivo entro il 2035, andando così a colmare il gap tecnologico con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Il futuro aereo da combattimento dovrebbe andare a <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/china-has-big-plans-new-stealth-fighter-2035-165722">mutare la tradizione</a> orientata alle prestazioni e alla manovrabilità dell’ingegneria aeronautica cinese (e russa), per favorire l’integrazione di sensori capaci di elevare le capacità di individuazione e intercettazione a lungo raggio di eventuali minacce. Il caccia, inoltre, sarà dotato anche di <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-saranno-i-nuovi-caccia-di-sesta-generazione.html">sistemi integrati tra loro</a> e controllati da un unico cervello informatico che, in tempo reale, fornirà ai piloti un’analisi accurata delle informazioni raccolte nel corso delle operazioni. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/f-35-pregi-e-difetti-caccia-pi-caro-storia-pentagono-1215192.html">Capacità simili a quelle del Lockheed Martin F-35</a>.</p>
<h2>Le capacità del caccia</h2>
<p>Stando a quanto spiegato dal <a href="https://www.globaltimes.cn/content/1195803.shtml">capo progettista del Chengdu J-20</a> al <em>Global Times</em>, il futuro caccia cinese avrà un raggio di combattimento esteso rispetto agli standard attuali, una migliore capacità stealth e la possibilità di trasportare un maggior numero di missili aria-aria e aria-superficie. Il passo generazionale in avanti, però, sarà compiuto sia nell&#8217;<strong>avionica</strong> sia nel complesso <strong>sistema di sensori</strong>, necessari per fornire al pilota immagini e previsioni su come potrebbe evolvere la situazione in teatro operativo. Sulla visiera del casco -sulla falsariga di quanto avviene con l’F-35- saranno trasmesse in tempo reale tutte le informazioni raccolte dai sensori del caccia, permettendo inoltre ai piloti di avere la possibilità di “vedere” tutto ciò che avviene intorno all’aereo nel corso del volo. Un modo per individuare potenziali minacce poste a terra.</p>
<p>Al tempo stesso l’<strong>intelligenza artificiale</strong> dovrà gestire anche i dati che arrivano da tutte le componenti del caccia, avvertendo così i piloti e i tecnici di eventuali guasti. Il <strong>caccia</strong>, però, non agirà da solo essendo inserito -nelle ipotesi cinesi- in un unico sistema formato dagli aerei da preallarme e controllo, dai droni, dalla rete satellitare e dai radar di terra, che saranno collegati in una rete integrata e gestita da software di analisi dati. L’obiettivo è quello di sfruttare gli algoritmi per <strong>snellire il processo decisionale</strong> a tutti i livelli, fornendo analisi chiare a chi è in teatro operativo così da ridurre ogni incertezza o titubanza. In questo modo si ridurrebbero anche i tempi di intervento in qualsiasi situazione, assicurando una risposta celere in caso di necessità bellica.</p>
<h2>Il confronto a due</h2>
<p>Una strada già intrapresa da anni dagli Stati Uniti che hanno incentrato il processo decisionale del combattimento aereo sulle capacità di analisi dei software, per aumentare il vantaggio tempistico sui potenziali nemici in caso di conflitto. Insieme allo sviluppo dei sistemi informatici e dei sensori, le industrie cinesi saranno chiamate a realizzare anche <strong>motori</strong> adeguati alla nuova generazione di caccia. Un problema emerso già con il J-20 che è equipaggiato da un derivato del <a href="https://www.forbes.com/sites/sebastienroblin/2020/07/13/agile-j-20b-stealth-jets-with-thrust-vector-controls-enter-production-according-to-chinese-media/#59a8106c1fbc">datato propulsore sovietico Saturn AL-31</a>.</p>
<p>Per raggiungere gli Stati Uniti in quel che riguarda all’aeronautica, la Cina dovrà compiere molti passi in avanti ed è anche per questo motivo che la progettazione del futuro caccia di sesta generazione è già iniziata. Nei prossimi anni, quindi, è probabile che verrà mostrato un primo mock-up a dimensioni ridotte dell’aereo, fissando un punto di partenza importante per lo sviluppo che si dovrebbe concludere nel <strong>2035</strong>. In ritardo di circa 5-10 anni rispetto alla <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-nuove-tecnologie-e-sistemi-per-il-caccia-di-sesta-generazione.html">tabella di marcia degli Stati Uniti</a> “pronti” a mettere in servizio il caccia di sesta generazione tra il 2025 e il 2030. Una sfida nella sfida tra le due potenze, destinate a continuare a competere a lungo anche nel campo delle nuove tecnologiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/intelligenza-artificiale-e-sensori-come-sara-il-caccia-di-sesta-generazione-cinese.html">Intelligenza artificiale e sensori: come sarà il caccia di sesta generazione cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti accusano la Russia: svolto un test militare nello spazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-accusano-la-russia-svolto-un-test-militare-nello-spazio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2020 05:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Space Force]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=283921</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="782" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cheops spazio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970-300x122.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970-768x313.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970-1024x417.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia ha testato un’arma anti-satellite e antimissile spaziale? Un punto interrogativo sollevato dal comando spaziale statunitense e da quello britannico nella giornata di ieri, quando hanno accusato le forze armate russe di aver usato -il 15 luglio scorso- il satellite Cosmos 2543 per lanciare “un proiettile nello spazio”. Un test, ovviamente, non distruttivo, ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-accusano-la-russia-svolto-un-test-militare-nello-spazio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-accusano-la-russia-svolto-un-test-militare-nello-spazio.html">Gli Stati Uniti accusano la Russia: svolto un test militare nello spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="782" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cheops spazio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970-300x122.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970-768x313.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Lancio-Cheops-spazio-La-Presse-e1577096519970-1024x417.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Russia ha testato un’<strong>arma anti-satellite</strong> e antimissile spaziale? Un punto interrogativo sollevato dal <a href="https://www.spacecom.mil/MEDIA/NEWS-ARTICLES/Article/2285098/russia-conducts-space-based-anti-satellite-weapons-test/">comando spaziale statunitense</a> e da quello britannico nella giornata di ieri, quando hanno accusato le forze armate russe di aver usato -il 15 luglio scorso- il satellite <strong>Cosmos 2543</strong> per lanciare “un proiettile nello spazio”. Un test, ovviamente, non distruttivo, ma che -se confermato- rappresenterebbe un pericoloso precedente andando ad aggiungere ulteriore benzina sul fuoco nei rapporti tra Stati Uniti e Russia. Alle possibili implicazioni politiche, inoltre, si affiancherebbero quelle militari, perché il test rappresenterebbe un passo avanti verso la <strong>militarizzazione dello spazio</strong> da parte di Mosca.</p>
<h2>I timori statunitensi</h2>
<p>Secondo il generale John Raymond, capo delle operazioni spaziali della <strong>US Space Force</strong>, il test svolto con il <a href="https://www.n2yo.com/satellite/?s=44835">Cosmos 2543</a> <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/35057/space-force-boss-says-russia-has-been-testing-its-killer-satellites-in-orbit">non sarebbe il primo</a> a essere effettuato, perché già nel 2017 un satellite russo (l’allora Cosmos 2519) aveva “sparato” un oggetto in orbita. Per il Pentagono quello era stato considerato un modo per provocare una reazione statunitense, oltre che per dimostrare l’effettiva possibilità di <strong>distruggere satelliti</strong> in orbita con armi spaziali. Tra le capacità del <strong>Cosmos 2543</strong> quella che fa maggiormente preoccupare gli stati maggiori statunitensi è la possibilità di spostarsi e posizionarsi nelle vicinanze di un’altra sonda. Se a ciò si aggiunge anche la capacità di “sparare” proiettili nello spazio, vien da sé che tutti i satelliti in orbita potrebbero essere in pericolo.</p>
<p>Non solo i satelliti però, perché effettivamente la Russia potrebbe utilizzare questi sistemi anche per intercettare in orbita eventuali missili balistici nel loro apogeo. Lo sviluppo dei satelliti Cosmos e il miglioramento delle loro capacità balistiche permetterebbero alla Russia di schierare un <strong>sistema difensivo spaziale</strong>, andando a intaccare anche le capacità deterrenti degli Stati Uniti. Nonostante la smentita di Mosca il Dipartimento della Difesa e quello di Stato hanno ordinato un’attenta analisi di ciò che è avvenuto nell&#8217;orbita terrestre, anche perché il rischio è di far decadere anche il trattato sullo spazio extra-atmosferico che ne vieta la militarizzazione.</p>
<h2>Un futuro incerto</h2>
<p>Questo però non cambierà di molto l’attuale politica statunitense nei confronti dello spazio, anche perché già il 17 giugno scorso il <strong>Pentagono</strong> ha pubblicato la <a href="https://media.defense.gov/2020/Jun/17/2002317391/-1/-1/1/2020_DEFENSE_SPACE_STRATEGY_SUMMARY.PDF">nuova dottrina di difesa spaziale</a>. Un documento reso necessario dalle politiche e dalle azioni di Cina e Russia accusate di aver trasformato lo spazio in un dominio di guerra, rappresentando “la più grande minaccia strategica con lo sviluppo, il collaudo e il dispiegamento di sistemi offensivi e difensivi nello spazio”.</p>
<p>L’ultimo test russo non farà che aumentare la velocità della “corsa agli armamenti” spaziali, riducendo anche i tempi per la creazione di un comando unificato per lo spazio tra i Paesi alleati degli Stati Uniti. Difendere i satelliti da eventuali attacchi e scongiurare la creazione di un sistema antimissile spaziale è vitale per <strong>tutelare gli interessi</strong> militari e civili degli Stati Uniti e degli alleati.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti verso un&#8217;unica rete antimissile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-verso-ununica-rete-antimissile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2020 14:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[difesa antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Defense Agency]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudit Patriot missile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Agenzia di difesa missilistica (Mda, Missile Defense Agency) statunitense, sotto l’impulso del Pentagono, sta premendo sulle industrie con l’obiettivo di rendere disponibili, il prima possibile, un sistema di sensori a infrarossi di nuova generazione così da ridurre i tempi di preavviso in caso di attacco. Un modo questo per fornire ai comandanti militari e politici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-verso-ununica-rete-antimissile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudit Patriot missile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Patriot-sistema-La-Presse-e1582394935563-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<strong>Agenzia di difesa</strong> <strong>missilistica</strong> (Mda, Missile Defense Agency) statunitense, sotto l’impulso del Pentagono, sta premendo sulle industrie con l’obiettivo di rendere disponibili, il prima possibile, un sistema di sensori a infrarossi di nuova generazione <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/us-military-wants-give-president-trump-more-time-respond-nuclear-attack-164667">così da ridurre i tempi di preavviso in caso di attacco</a>. Un modo questo per fornire ai comandanti militari e politici un maggiore tempo in cui approntare la difesa e decidere la risposta da mettere in atto. Per far ciò, alle industrie della difesa è stato chiesto di concentrare gli sforzi sullo sviluppo di sistemi dotati di un’elevata capacità di analisi autonoma dei dati raccolti, connessi in un’unica rete informatica dove verranno trasferite tutte le informazioni inviate dai sensori di rilevamento <strong>antimissile</strong> presenti nei 4 domini “tradizionali” (terra, mare, aria e spazio).</p>
<h2>Un unico cloud di gestione</h2>
<p>La creazione di un tale sistema permetterebbe al <strong>Pentagono</strong> di gestire in modo rapido qualsiasi attacco missilistico che minacci gli Stati Uniti e i suoi alleati europei e asiatici. Migliorare i sistemi di preallarme e aggiornarli con l’emergere di nuove tecnologie sono, infatti, tra i capisaldi della <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwi5uv3HptHqAhXM2qQKHXRsBSoQFjADegQIBBAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.defense.gov%2FPortals%2F1%2FInteractive%2F2018%2F11-2019-Missile-Defense-Review%2FThe%25202019%2520MDR_Executive%2520Summary.pdf&amp;usg=AOvVaw3j0vAtLuULxBkNkpXWMIJx">Missile Defense Review</a> pubblicata nel 2019, anche perché è considerato -non a torto- l’unico modo per aumentare le <strong>capacità difensive</strong> in caso di conflitto, nucleare o convenzionale. Inoltre, aggiornare e integrare in un’unica rete tutto l’apparato di difesa missilistica darà modo di aumentare l’efficacia in caso di necessità operativa.</p>
<p>L’utilizzo di un unico <strong>cloud</strong> permetterebbe all’<strong>intelligenza artificiale</strong> di elaborare in tempi rapidi le informazioni, suggerendo -inoltre- quale sistema antimissile utilizzare per intercettare la minaccia. Ciò assicurerebbe alle autorità politiche e militari un maggior tempo per organizzare la risposta all’attacco. Per poter funzionare alla perfezione le industrie coinvolte nel programma dovranno realizzare una rete resiliente a ogni possibile attacco informatico e capace di immagazzinare una grande quantità di informazioni acquisite dai <strong>sensori antimissile</strong>, specialmente quelli situati nello spazio. Questi, infatti, avranno il compito principale, ovvero rilevare tramite gli infrarossi il calore e la luce generata dal lancio di un missile, inviando tutti i dati nel cloud dove saranno connessi i siti difensivi terrestri e navali, oltre alla Casa Bianca e al Pentagono. Dati che saranno analizzati in tempi rapidi dall’intelligenza artificiale, fornendo così ai decisori politici e militari un’analisi precisa e -praticamente- immediata sulla tipologia e sulla provenienza della minaccia.</p>
<h2>Un possibile duplice uso?</h2>
<p>In questo modo la risposta verrebbe approntata in breve tempo riducendo il rischio che un missile balistico colpisca il territorio statunitense o di un Paese alleato. Per renderlo funzionante, il Pentagono ha chiesto anche alle industrie, alla Space Force e all’Aeronautica di incrementare il numero di satelliti in orbita e di far sì che sia possibile sincronizzare nel cloud tutti i dati raccolti, creando così una fittissima rete di sensori di rilevamento.</p>
<p>I satelliti dotati di sensori a infrarossi, però, potrebbero avere anche un <strong>utilizzo civile</strong>, perché nella rete militare verranno raccolti anche dati riguardanti <a href="https://www.defensenews.com/native/raytheon/2020/03/25/the-data-forge/">ogni fonte di calore</a> sulla Terra. In questo modo, per esempio, potrà essere possibile individuare, nella loro fase iniziale, eventuali incendi boschivi assicurando così sia un tempo di intervento maggiore sia un minor impatto ambientale. Un duplice ruolo simile, in parte, a quello del Gps, sviluppato per esigenze militari ma diventato fondamentale anche nella vita di tutti i giorni.</p>
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