Mentre gli F-35 stanno iniziando a diventare pienamente operativi, i principali Paesi al mondo stanno procedendo a lavorare allo sviluppo di caccia di sesta generazione che renderanno obsoleti quelli attualmente in servizio. Sulla carta gli Stati Uniti, forti dall’esperienza F-22 e F-35, sembrano essere più avanti di tutti tant’è che l’aeronautica americana (Usaf, US Air Force) vorrebbe schierare i primi caccia di sesta generazione nel quinquennio 2025-2030; in anticipo di circa 5-10 anni rispetto a quanto previsto per i programmi Tempest e Fcas.

Una forma avveniristica

Per l’Usaf l’aereo che uscirà dal programma Penetrating Counter Air (PCA) andrà a rimpiazzare nel tempo l’F-15X Eagle e l’F-22 Raptor, considerato quest’ultimo la punta di diamante per i compiti di superiorità aerea grazie al design, ai sistemi di bordo e alle capacità operative. A differenza dell’F-22, però, il Pca dovrebbe poter svolgere più ruoli il che potrebbe provocare una sovrapposizione con l’F-35, ideato e progettato per compiere operazioni multiple in qualsiasi contesto. Diversamente da i due aerei prodotti da Lockheed Martin, il Pca avrà delle capacità aggiuntive potendo contare su sensori, sistemi di bordo e armamenti tecnologicamente avanzati. Ufficialmente non sono molte le informazioni rilasciate dal Pentagono su questa nuova piattaforma, ma presumibilmente la forma riprenderà quella dell’F-22 Raptor –così come avvenuto per i mock up del Tempest e dell’Fcas– integrando le più innovative tecnologie in fase di sviluppo, tra cui la capacità di intercettare i missili in fase di lancio e di guidare sciami di droni. Saranno migliorati anche i motori, la manovrabilità alle alte e basse velocità, la capacità stealth e l’autonomia in volo, assicurando l’utilizzo del Pca anche in situazione di zone densamente protette o distanti dalle basi aeree. Una caratteristica, questa, cruciale per poter impiegare il futuro caccia di sesta generazione sulle lunghe distanze del Pacifico nel caso di un conflitto con la Cina. Il discostamento maggiore dall’F-22 sarà nell’assenza degli stabilizzatori verticali, così da ridurre al minimo la traccia radar rendendo di fatto “invisibile” il Pca anche ai sistemi difensivi più avanzati come l’S-400 russo.

Armamenti moderni e precisi

Ovviamente oltre alle capacità di manovrabilità e a quelle stealth un altro aspetto cruciale del futuro aereo di sesta generazione riguarderà gli armamenti, specialmente i missili a gittata ben oltre la linea dell’orizzonte. Non è tanto la distanza che possono percorrere in volo da migliorare, quanto la precisione nel colpire un bersaglio situato a 100-150 miglia dal punto di lancio. Per far questo il Pca sarà dotato di moderni missili aria-aria alimentati da motori scramjet, capaci di generare spinta anche a velocità ipersoniche (superiori a Mach 6). Inoltre armamenti ausiliari dovrebbero essere quelli non cinetici, ovvero i laser che verrebbero utilizzati principalmente per scopi difensivi ma che in futuro potrebbero assumere anche compiti offensivi, assicurando un basso costo d’utilizzo e un’elevatissima precisione.

La sicurezza informatica

Per funzionare al meglio questi sistemi, ovviamente, sarà importantissimo anche l’aspetto informatico e sistemistico dell’avionica di bordo. Tema questo molto delicato poiché per rendere sicuro l’aereo saranno necessari molti investimenti affinché possa essere possibile una totale (o quasi) schermatura da eventuali attacchi, ma soprattutto perché nel corso del volo il pilota dovrà poter effettuare a sua volta cyber attack contro le reti nemiche. Ma l’aspetto cruciale sarà quello della sicurezza informatica, specialmente per evitare la perdita delle capacità operative e di informazioni codificate e trasmesse agli altri mezzi presenti nella zona di operazione. Su questo stanno lavorando, stando a quanto riportato da Defense One, gli ingegneri di Rayheon, che hanno iniziato a sviluppare, e a testare, un sistema che fornisca in tempo reale ogni informazione sull’aereo al pilota. Il passo avanti tecnologica sta nella possibilità di avvertirlo anche qualora fosse sotto attacco cibernetico, cosa che gli permetterebbe di adottare tutte le contromisure necessarie. Una tecnologia di nuova generazione che potrebbe essere utilizzata per rilevare intrusioni informatiche su tutti i sistemi in dotazione alle forze armate, sulla quale Raytheon punta molto per il futuro tant’è che il passo successivo potrebbe essere quello di creare un software che possa contrastare qualsiasi tipologia di attacco informatico.

Certamente, però, prima di vedere al compimento questa capacità passeranno molti anni, ma alcune tecnologie che saranno in dotazione al futuro aereo di sesta generazione potrebbero essere presenti già sul bombardiere stealth Northtop B-21 Raider, destinato a entrare in servizio nei prossimi anni. Il nuovo tuttala statunitense svolgerà il ruolo di anticipatore e di ottima base per testare i nuovi sistemi, i sensori e gli armamenti di sesta generazione che andranno a equipaggiare entro il 2030 il futuro caccia dell’Usaf.