La spina nel fianco dell’aviazione della Nato

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Il sistema S-400 Triumf  (Sa-21 “Growler” in codice Nato) è la diretta evoluzione del sistema S-300 che fa parte della difesa aerea della Russia sin dalla fine degli anni Settanta. Pur essendo direttamente discendente dalla numerosa famiglia degli S-300, e in particolare dall’S-300PMU-2 Favorit, l’S-400 è un sistema d’arma molto diverso dai precedenti tanto che la designazione ufficiale, S-300PMU-3, fu presto cambiata.

L’S-400 nasce, appunto, per sostituire nelle forze della difesa aerea russe i sistemi S-200 Vega (Sa-5 “Gammon” in codice Nato) ed i già citati S-300 nelle loro varie e numerose versioni.

Il sistema, sviluppato dalla Almaz Antey e costruito dal bureau Mkb Fakel, pone le sue radici alla fine degli anni Ottanta e ne viene annunciata la nascita ufficiale a gennaio del 1993, ma è solo a febbraio del 1999 che viene effettuato il primo test caratterizzato da successo. Il programma, afflitto da continui ritardi, viene dichiarato completato nel 2004 mentre la consegna ai reparti comincia, a piccola scala, nel 2007.

Anche l’S-400, derivando concettualmente dal S-300PMU-2 e PMU-1, ha in dotazione missili diversi per operare contro uno spettro di bersagli multiplo. Il sistema infatti è stato pensato per ingaggiare tutti i bombardieri Usa (dal B-2 al B-52), i cacciabombardieri di quarta e quinta generazione, velivoli spia e da guerra elettronica, velivoli Awacs, Uav e Ucav, missili da crociera, e missili balistici sino agli Mrbm. Per quanto riguarda i veicoli di rientro di missili, più in generale, il limite massimo di velocità del bersaglio per l’intercettazione è posto 4,8 km/s (circa 17mila chilometri orari o Mach 14) con una probabilità di successo pari all’83% per un singolo Rv (Reentry Vehicle).

Tutti i missili del sistema S-400 vengono lanciati verticalmente con sistema di lancio Vls (Vertical Launch System) a freddo.

Il missile a lunga portata ed in grado di fornire all’S-400 parziali capacità Abm (Anti Ballistic Missile) è il 40N6 che è efficace sino a una distanza di 400 chilometri ed ha una quota operativa massima di 185 chilometri. Non se ne conosce la velocità massima e la carica bellica ma è dotato di guida radar semi attiva e attiva e pesa circa 1800 chilogrammi.

Anche il missile 48N6DM (48N6E3 per l’export) è in grado di intercettare veicoli di rientro di missili balistici a medio raggio ed ha una portata massima di 230/250 chilometri (a seconda delle fonti). Versione migliorata dei missili 48N6 già visti sugli S-300PMU-1 hanno una velocità massima di Mach 5,9, un peso di circa 1800 chilogrammi e una testata di 180 chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale con guida radar semi attiva. I sistemi S-400 sono anche dotati del 48N6E2 che ha caratteristiche pressoché identiche fatto salvo per la portata che è ridotta a 200 chilometri.

I missili per l’ingaggio a più breve raggio sono rispettivamente i 9M96E ed i 9M96E2. Entrambi sono del tipo a impatto diretto e designati per fornire difesa di punto da attacchi di precisione e contri sistemi di soppressione delle difese.

Il 9M96E ha una portata massima di 40 chilometri e può raggiungere una quota di 20. La sua velocità si aggira intorno ai 900 m/s (Mach 2,6) ed è dotato di una testata da 24 chilogrammi di esplosivo con guida radar attiva. Il missile è lungo 4,76 metri e pesa complessivamente 333 chilogrammi.

Il 9M96E2 ha una portata massima di 120 chilometri e può raggiungere una quota di 30. La sua velocità è di 1000 km/s (Mach 2,9) e anch’esso è dotato di una testata da 24 chilogrammi di esplosivo con guida radar attiva. Il missile complessivamente pesa circa 420 chilogrammi.

Il sistema S-400 Triumf può integrarsi con il Pantsir ed il Tor per fornire una struttura di difesa aerea “a strati” (in inglese layered). A futura integrazione dell’S-400 e del nuovo S-500, attualmente in fase avanzata di sviluppo, la Russia sta testando il sistema 42S6 Morfey, direttamente derivato dal Tor M2, per la difesa a corto raggio il cui progetto risale al 2007.

Il radar da acquisizione e gestione del campo di battaglia è il 91N6E “Big Bird” totalmente digitale (a scansione di fase) e in 3D e operante in banda S. Versione diversa da quella vista per gli S-300PMU-1, è in grado di effettuare la scoperta di un bersaglio sino a 600 chilometri e di seguire sino a 300 tracce contemporaneamente. La portata per un velivolo stealth si riduce a 150 chilometri mentre per un bersaglio in traiettoria balistica con una Rcs (Radar Cross Section) di 0,4 metri quadri è di 230 km che salgono a 390 per un bersaglio con una Rcs di 4 metri quadri.

Il radar di controllo del fuoco e tracciamento è il 92N6E “Gravestone” diretto successore del già noto “Flap Lid” di cui era dotato il sistema S-300. Il radar lavora in banda I/J a scansione di fase e può controllare sino a 12 missili tipo 40N6 ad una distanza di 400 chilometri.

Il radar da scoperta (early warning) è il 96L6E “Cheese Board”, che va a sostituire i vecchi “Clam Shell” e “Tin Shield” dei sistemi precedenti, e operante in banda C. Anch’esso è a scansione di fase (con scansione elettronica in elevazione e meccanica in azimut) operante con una frequenza capace di resistere ai sistemi di interferenza (jamming) del nemico. Può tracciare sino a 100 bersagli ed è nato per seguire velivoli, Uav, elicotteri e missili cruise.

Questi radar, integrati dal sistema radar Nebo M (o Nebo SVU) operante in Vhf, sarebbero in grado, secondo fonti russe, di tracciare e seguire i velivoli stealth di ultima generazione come l’F-22 o l’F-35.

Tutti gli apparati radar del sistema S-400 sono montati su un veicolo 8×8 Mzkt-7930. I veicoli Tel (Transporter Erector Launcher) sono invece disponibili in due modalità. Direttamente su chassis 8×8 modello 5P85SE2 per le versioni altamente mobili – parimenti all’S-300PMU-1 e 2 – oppure in modalità trattore+semirimorchio. In quest’ultimo caso prende il nome di SP85TE2 e si basa sul trattore 6×6 Baz 64022 oppure, più raramente, sulla serie 79100 dei Maz.

Il posto di comando e controllo della batteria di S-400 è il 55K6E basato sul camion 8×8 Ural-532301, che equipaggia anche il veicolo di ricaricamento missili. Anch’esso, come nel S-300PMU-2, può venire disperso sino ad una distanza di cento chilometri dai veicoli di lancio.

Il sistema S-400 può viaggiare su strada ad una velocità massima di 60 km/h mentre questa scende a 25 km/h fuoristrada.

Un battaglione di S-400 consiste in almeno 8 veicoli lanciatori con 32 missili (quattro per ogni Tel) ed un veicolo comando. Attualmente nella regione di Mosca sono presenti 11 battaglioni, in quella di San Pietroburgo quattro, due nella regione di Kaliningrad, due in quella di Nakhodka, tre in quella di Petropavlovsk, due a Novorossisk, così come a Murmansk, Novosibirsk, Engels, Vladivostok, Sebastopoli, Feodossia, e Arcangelo mentre uno nella regione di Saratov.

Il sistema S-400 Triumf è stato esportato in Cina, che risulterebbe essere anche tra i finanziatori del programma, in Bielorussia e in Algeria. Attualmente sono aperte trattative per la sua vendita anche alla Turchia, all’India e all’Arabia Saudita.