Operation Wrap Speed; questo è il nome del piano operativo messo a punto negli Stati Uniti per la distribuzione del vaccino contro il Coronavirus. Un’operazione pianificata dal dipartimento della Difesa e da quello della Salute, sotto la supervisione della Casa Bianca, resa nota nei dettagli attraverso la pubblicazione del documento di strategia nazionale per la distribuzione dei vaccini, dove è stato prefissato l’obiettivo di somministrare 300 milioni di dosi entro il 1° gennaio 2021. Una programmazione necessaria affinché il sistema statunitense risponda in modo veloce nel momento in cui la Food and Drug Administration (Fda) darà il via libera ai diversi vaccini in via di sviluppo nel Paese.

I punti chiave

La strategia condivisa dai due dipartimenti delinea quattro attività da compiere per rendere efficace il programma vaccinale contro il Covid-19. La prima è di far partire una campagna comunicativa volta a promuovere la vaccinazione su scala federale, coinvolgendo soprattutto gli enti amministrativi locali. Al tempo stesso, una volta disponibile il vaccino, si procederà alla distribuzione in modo graduale cominciando dagli Stati federati maggiormente colpiti dalla pandemia. La terza attività sarà quella di garantire sia la somministrazione sia la creazione di scorte di dosi sufficienti per ogni eventuale necessità. In ultimo, ma non per questo meno importante, verrà il controllo e il monitoraggio di tutti i dati del programma di vaccinazione, nel corso dei quali saranno impiegati principalmente i sistemi informatici e l’intelligenza artificiale che avrà il compito di elaborare modelli per la distribuzione futura. L’obiettivo è di rendere disponibile il vaccino per tutti gli abitanti e, al tempo stesso, verificare che il Coronavirus non si continui a diffondere.

Un ruolo centrale lo avranno l’azienda farmaceutica McKesson, responsabile nella distribuzione del vaccino, e i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc, Centers for Disease Control and Prevention), i quali saranno chiamati a indicare dove dovranno essere inviate le prime dosi. Il dipartimento della Salute, in tutto ciò, controllerà dall’alto che tutto proceda per il meglio, mentre il Pentagono garantirà il supporto logistico a tutta la filiera distributiva mettendo in campo gli aerei da trasporto e gli elicotteri delle varie forze per raggiungere velocemente ogni punto degli Stati Uniti.

Come ridurre i tempi?

Per far ciò l’esperienza logistica del dipartimento della Difesa sarà cruciale, anche perché il processo di distribuzione del vaccino sarà decisamente accelerato rispetto alla norma. Per arrivare a 300 milioni di dosi consegnate entro il 1° gennaio 2021 è stato previsto di accorpare due fasi di prove cliniche su larga scala, così da consentire ai tecnici dell’Fda di raccogliere e analizzare in modo rapido un’elevata quantità di dati sui vaccini. Ciò permetterà di ridurre a tre mesi il processo di approvazione federale, il quale di norma occuperebbe un anno di tempo. I nove mesi guadagnati sulla tabella di marcia per il via libera dell’Fda si sommano a quelli “risparmiati” tramite la messa in produzione di un numero sufficiente di dosi dei diversi vaccini giunti alla cosiddetta “fase III”. In questo modo, una volta che sarà possibile, i Cdc consiglieranno al dipartimento della Salute da dove iniziare per la consegna delle dosi e come proseguire per fermare la pandemia da Coronavirus. L’aver pianificato in tempo chi dovrà ricevere le prime dosi e dove dovranno essere creati punti di raccolta, permetterà agli Stati Uniti di accorciare ulteriormente i tempi per la distribuzione su scala nazionale. In totale l’operazione Wrap Speed occuperà un lasso di tempo di 14 mesi contro i 73 mesi che sarebbero serviti in una situazione non emergenziale.

In questo modo gli Stati Uniti potrebbero essere i primi a distribuire massicce dosi di vaccini contro il Coronavirus, prendendo così un vantaggio non indifferente nei confronti degli altri Paesi.

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