Il presidente Vladimir Putin ha annunciato un potenziamento delle capacità offensive della Marina russa che riceverà, al più presto, nuovi equipaggiamenti strategici. Si tratta di droni nucleari sottomarini e di armi nucleari supersoniche che verranno assegnate, nel corso dell’anno, a 40 navi militari e che, stando a quanto riferito dal Capo di Stato nel corso di un’importante parata militare svoltasi a San Pietroburgo, “non hanno eguali al mondo” e “daranno alla flotta enormi vantaggi e ne potenzieranno le capacità di combattimento”. Il Ministero della Difesa ha reso noto che tra gli armamenti ci saranno i droni sottomarini nucleari Poseidon ed i missili supersonici Tsirkon. Il dicastero ha anche reso noto che il sottomarino Belgorod, in grado di trasportare i Poseidon, sono vicini al completamento.

Le caratteristiche tecniche

Nel febbraio del 2019 Putin aveva reso noto che il 3M22 Tsirkon può accelerare fino a raggiungere il Mach 9  e che è in grado di distruggere obiettivi terrestri e navali nel raggio di 1000 chilometri. Il missile è stato testato per la prima volta nel gennaio del 2020, nel mare di Barents, dalla fregata Ammiraglio Gorshkov. Il test ha avuto successo ed è stato colpito un obiettivo situato nella zona degli Urali, ad oltre 500 chilometri di distanza. Il Poseidon è un veicolo sottomarino senza pilota armato con una testata nucleare da 100 Mt al cobalto-60 ed è in grado di creare, con l’esplosione del suo carico, onde altissime, di distruggere l’industria petrolifera su piattaforma del nemico e di inquinare ampi tratti di coste. Avrebbe una gittata di 11500 chilometri e potrebbe raggiungere una profondità massima di 975 metri.

Le carenze degli Stati Uniti

Il Capo di Stato russo aveva affermato, nel giugno del 2020, che Mosca sarebbe presto stata in grado di opporsi alle armi supersoniche e che la Federazione Russa è più avanti degli Stati Uniti nello sviluppo di nuovi armamenti avanzati. Le armi supersoniche sono particolarmente insidiose: la loro velocità le rende individuabili appena alcuni minuti prima dell’impatto e sono più difficili da abbattere. Gli Stati Uniti, secondo quanto riferito da alcuni esperti del settore al Washington Times, non si trovano allo stesso passo, in questo ambito, rispetto ai rivali russi e cinesi. Il Pentagono è focalizzato sullo sviluppo di armi supersoniche a carattere difensivo e non sta sviluppando armamenti in grado di trasportare testate nucleari. Sergei Lavrov, ministro degli Esteri della Federazione Russa, aveva recentemente dichiarato la disponibilità di Mosca ad includere le armi supersoniche nell’ambito del dialogo con Washington.

Il ruolo del Vecchio Continente

Le armi supersoniche russe hanno una caratteristica fondamentale: rendono l’Europa  molto più vulnerabile ad un attacco missilistico ed in un certo senso la pongono nella stessa condizione dei Paesi Baltici, della Finlandia e dell’Ucraina. Uno sviluppo in grado di mettere in difficoltà la Nato che sta attraversando, sotto la presidenza di Donald Trump e dopo il ritiro di una parte del contingente militare americano dalla Germania, uno dei suoi momenti più difficili. Queste armi rendono il Vecchio Continente meno sicuro, rendono meno efficace la difesa collettiva esercitata dall’Alleanza Atlantica e ne espongo ed accrescono le linee di frattura interne. L’obiettivo è chiaro: un’ Europa vulnerabile sarà meno ostile nei confronti della Russia, sapendo di non poter contare su Washington.

L’effetto Covid-19

La crisi economica mondiale e l’emergenza sanitaria scatenate dal Covid-19 hanno severamente colpito gli Stati Uniti ed hanno inferto un duro colpo all’Amministrazione Trump. La presidenza dovrà sfruttare gli ultimi mesi che la separano dalle elezioni di novembre per cercare di recuperare il terreno perso nei confronti dei Democratici. Mosca, invece, ha tutto il tempo per agire, come dimostra l’annuncio, fatto ad inizio luglio, in merito alla capacità del sistema di difesa aerea S-500 di distruggere le armi supersoniche ed i satelliti ostili. L’S-500 Prometheus, che dovrebbe entrare in funzione nel corso del 2020, sarà in grado di intercettare anche gli aerei da guerra stealth. La pandemia potrebbe dunque lasciare una traccia molto evidente nei rapporti tra Mosca e Washington e contribuire ad indebolire le posizioni americane.

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