VUOI FARE UN'INCHIESTA? REALIZZALA CON NOI

Per sopperire all’inferiorità numerica rispetto alla Marina statunitense, in Cina hanno deciso di impiegare -ancora solo in esercitazioni- navi portacontainer appositamente trasformate in nave da sbarco anfibia o portaelicotteri (Lhd, Landing helicopter dock). Un primo test è stato reso pubblico il 19 agosto da CCTV, che ha trasmesso le immagini di un’attività addestrativa nel corso della quale alcuni elicotteri Harbin Z-19 e Changhe Z-8 sono atterrati e decollati dal ponte della Zhen Hua 28. Il ponte della nave lunga 232 metri e larga 42 è stato contrassegnato da tre precisi punti di atterraggio. Le modifiche alla portacontainer da 40.000 tonnellate di stazza lorda -stando a quanto riportato su Janes- sono state svolte nei cantieri del porto di Lianyungang, nel mar Giallo, che hanno ospitato la nave per circa 2 giorni; tempo necessario affinché l’8 agosto potesse prendere parte attiva all’esercitazione.

Una forza navale parallela?

Quello cinese è un tentativo per rafforzare le capacità navali e anfibie delle proprie forze armate, cercando al tempo stesso di ridurre il gap con gli Stati Uniti. Un programma lungo, ambizioso e -soprattutto- complicato, anche perché il Pentagono, sotto spinta dei vertici della Marina, ha approvato la trasformazione di alcune navi da trasporto commerciali in militari, assegnandole prettamente compiti di logistici e di supporto. L’ambizione cinese, però, potrebbe essere diversa. Non è difficile immaginarsi, infatti, che l’esercitazione sulla Zhen Hua 28 non è stato altro che un primo passo verso la costituzione di una forza navale parallela a quella “ufficiale”. Ciò permetterebbe a Pechino di utilizzare potenzialmente tutte le navi portacontainer a disposizione, trasformandole in navi portaelicotteri o da sbarco anfibio. In questo modo, quindi, le forze armate cinesi avrebbero a disposizione una flotta capace di sostenere in campo uno sbarco di medio-grandi dimensioni, tra l’altro a un costo contenuto. Mediamente, infatti, le navi commerciali di quella stazza hanno un costo che si aggira intorno ai 500 milioni di dollari, il che le rende facilmente rimpiazzabili in caso di necessità. Al tempo stesso, però, queste tipologie di imbarcazioni hanno dei punti deboli dovuti dalle loro necessità commerciali e, quindi, sono sprovviste di armature e di difesa attive, ma soprattutto sono lente in navigazione.

Un punto di partenza per il futuro

La Marina cinese non sarebbe la prima a impiegare navi commerciali a scopi militari, ma a differenza con il passato –soprattutto con quanto fatto dalla Royal Navy nella guerra delle Falkland– queste potrebbero rappresentare la quasi totalità del naviglio in caso di azione anfibia. Le navi “trasformate”, infatti, sarebbero affiancate dalle navi da sbarco anfibio Type 075 classe Yushen, che dovrebbero entrare in servizio a partire dal prossimo anno. Gli scafi delle prime due, infatti, sono stati varati rispettivamente nel 2019 e nel 2020, mentre il terzo è ancora in fase di costruzione nei cantieri della Hudong-Zhonghua a Shanghai.

L’affiancare le tradizionali navi da sbarco anfibie con navi portacontainer “modificate” permetterà a Pechino di raggiungere in tempi minori l’obiettivo, prefissato lo scorso anno, di dotare le forze armate di capacità tali per proteggere (ed espandere) gli interessi politico-economici della Cina. Le Lhd saranno cruciali per far ciò dal momento che potranno assicurare sia il necessario supporto aereo e di lotta antisommergibile sia un punto di appoggio per le forze da sbarco. E se anche questo non basterà per paragonare e comparare le forze cinesi con quelle statunitensi, l’esercitazione svolta con la Zhen Hua 28 dimostra la volontà cinese di accelerare i tempi verso la creazione di una Marina tale da sostenere -senza difficoltà- la politica estera governativa.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.