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L’aeronautica statunitense (Usaf, Us Air Force) ha effettuato il primo test di volo di un prototipo di dimensioni reali del futuro caccia di sesta generazione. A renderlo noto è stato il vice segretario all’aeronautica Will Roper che, a margine dell’Air, Space & Cyber Conference, ha rivelo l’esistenza del nuovo caccia, facente parte del progetto Next Generation Air Dominance (Ngad). Le dichiarazioni di Roper, però, fanno intendere anche che gli Stati Uniti siano in una fase avanzata degli studi sulle tecnologie di sesta generazione, seppur senza fornire molti dettagli tecnici sul caccia e sulle società coinvolte nel programma.

Qualcosa trapela sul programma

La massima segretezza c’è anche sul luogo dei test e sulle tecnologie che equipaggeranno il caccia di sesta generazione dell’Usaf. Una non novità poiché la quasi totalità dei programmi aeronautici statunitensi è sempre stata segreta, specialmente nel corso delle fasi di sviluppo e di sperimentazione. Un modo, questo, per evitare qualsiasi pericolosa fuga di notizie che avrebbe potuto avvantaggiare i competitor internazionali. L’aver reso noto il volo del prototipo del futuro caccia serve soprattutto a inviare un messaggio a Cina e Russia, ribadendo il “primato” degli Stati Uniti in quel che riguarda allo sviluppo delle tecnologie aeronautiche. Probabilmente il prossimo passo sarà quello di rendere noto anche il primo volo del bombardiere strategico di nuova generazione Northrop B-21 Raider, altro velivolo avvolto in un alone di mistero.

Anche sul programma Next Generation Air Dominance sono poche le certezze. Ciò che sembra essere assodato è che l’Usaf ha richiesto alle diverse industrie della Difesa di sviluppare una serie di aerei e droni da connettere in un unico sistema informatico, in cui sarà collegata l’intera rete satellitare militare. Sul caccia di sesta generazione è scontato immaginare che sia supersonico e che sia dotato di missili ipersonici aria-aria e aria-terra, oltre che di armi a energia diretta e di capacità di guerra elettronica avanzate. Per quel che riguarda l’aspetto esteriore il Pentagono non ha reso noto nessun rendering ufficiale, ma è possibile che sarà un tuttala con le prese d’aria e gli scarichi dei motori affogate nella struttura del velivolo, così da ridurre al minimo la traccia radar e termica. Le capacità stealth saranno infatti centrali nel futuro caccia di sesta generazione, così come quelle dei sistemi di bordo dove regnerà l’intelligenza artificiale. L’ information technology avrà un ruolo cruciale nella gestione di tutti i complessi sistemi di bordo e permetterà di fornire ai piloti dati e informazioni in modo preciso e costante.

I prossimi passi

Il passo finale prima della definitiva messa in produzione sarà di provare il sistema nel suo complesso. L’obiettivo, stando alle parole di Will Roper, è di farlo “abbastanza velocemente” così da stilare un calendario preciso delle prossime tappe da seguire prima della definizione del numero di caccia da acquistare. Un primo indizio arriverà dalle richieste dell’Aeronautica per il budget fiscale 2022, dove saranno chiesti al Congresso i fondi da destinare allo sviluppo e alla produzione dei primi esemplari del caccia di sesta generazione.

Il test di volo del prototipo a grandezza reale permette anche di inviare un segnale al Congresso sulla necessità di non tagliare o ridurre gli stanziamenti sul programma. Ugualmente è necessario per far sì che le aziende della difesa statunitensi aumentino i fondi destinati alla ricerca e sviluppo sulle nuove tecnologie, prospettando anche un loro futuro utilizzo anche in ambito civile. Forse all’avvento della sesta generazione di caccia non manca molto tempo e gli Stati Uniti sembrano destinati -nuovamente- a battere sul tempo la concorrenza portata da Cina e Russia, oltre che dal programma Tempest e dall’Fcas.

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