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	<title>politica americana Archives - InsideOver</title>
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	<title>politica americana Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Caso Epstein: i Clinton non testimoniano al Congresso e rischiano un anno di carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 05:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bill e Hillary Clinton potrebbero essere indagati per spergiuro dopo aver rifiutato di testimoniare al Congresso sui rapporti con Epstein.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-epstein-i-clinton-non-testimoniano-al-congresso-e-rischiano-un-anno-di-carcere.html">Caso Epstein: i Clinton non testimoniano al Congresso e rischiano un anno di carcere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>caso Epstein</strong> continua a tenere banco in America e questa volta è il nome di una potente coppia politica a finire al centro della vicenda: i <strong>Clinton</strong>. Bill e Hillary, rispettivamente 42esimo presidente e 67esimo segretario di Stato, non si sono presentati in commissione di Vigilanza al Congresso per  rispondere dei loro rapporti con <strong>Jeffrey Epstein,</strong> il miliardario pedofilo morto in carcere nel 2019. I due coniugi avevano ricevuto due <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/i-clinton-e-gli-ex-direttori-dellfbi-chiamati-a-testimoniare-sui-segreti-di-epstein.html">mandati di comparizione</a>, ma hanno preferito aprire un braccio di ferro con il presidente repubblicano del comitato <strong>James Comer</strong>, accusandolo di persecuzione politica. La mossa degli ex inquilini della Casa Bianca, però, non è priva di conseguenze: <strong>ignorare un mandato di comparizione congressuale è un reato che può comportare persino la carcerazione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le barricate dei Clinton e la battaglia per avvocati&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Il 13 gennaio Bill Clinton era atteso in udienza a Capitol Hill, mentre il giorno successivo sarebbe stato il turno di sua moglie Hillary. James Comer, però, anziché trovarsi davanti la fu coppia presidenziale, si è trovato sulla scrivania una <strong>lettera di otto pagine </strong>firmata da entrambi , in cui spiegavano perché avrebbero ignorato le sue disposizioni. Il documento &#8211; reso pubblico dal <em>New York Times</em> &#8211; a molti è sembrato il principio di un’<em>escalation</em> politica se si legge quanto scritto nero su bianco: “Siamo certi che qualsiasi persona ragionevole, dentro o fuori dal Congresso, capirà, in base a tutto ciò che pubblicheremo, che ciò che state facendo è cercare di punire coloro che considerate vostri nemici e di proteggere coloro che ritenete vostri amici”. Un’accusa, neanche troppo velata, di <strong>politicizzazione dell’inchiesta</strong> sulle attività losche di Epstein secondo cui si vorrebbe spostare l’attenzione dai rapporti tra Donald Trump e il defunto miliardario, contro cui i democratici invece puntano il dito. Nella lettera, si può anche leggere che le citazioni firmate da Comer sarebbero invalide e inapplicabili in quanto i due coniugi avrebbero già condiviso due dichiarazioni giurate mediante cui avrebbero spiegato la natura delle frequentazioni con Epstein, e di non essere in possesso di nessun’altra informazione rilevante.    </p>



<p>In realtà, la missiva dei Clinton non è propriamente stato un fulmine nel ciel sereno sopra Capitol Hill. Tramite un loro avvocato di lunga data, David E. Kendall, si preparavano già da tempo a dare del filo da torcere alla commissione di Vigilanza inviando, nei mesi precedenti, lettere mediante cui si invitava Comer a ritrattare le citazioni in giudizio poiché finalizzate a mettere in imbarazzo un ex Presidente e un’ex first lady per pregiudizio politico. <strong>La famiglia democratica più potente d’America si prepara ad affilare le armi</strong> come lascia trasparire dalla missiva:  “Ogni persona deve decidere quando ne ha abbastanza ed è pronta a lottare per questo Paese, i suoi principi e il suo popolo, a prescindere dalle conseguenze. Per noi, quel momento è arrivato”. Attenzione, però, perché anche dall&#8217;altra parte della barricata sono sul piede di guerra.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze penali, le ragioni dei repubblicani</h2>



<p>A meno di 24 ore dalla pubblicazione della missiva, James Comer ha reso noto ai media che la commissione da lui presieduta sta già valutando l’<strong>ipotesi di indagine per oltraggio al Congresso </strong>a carico dei Clinton. Chiunque disobbedisca a una citazione in giudizio del Congresso è <strong>sanzionabile con una multa fino a 100 mila dollari e un anno di carcere;</strong> tutto ciò, però, non è un semplice automatismo. L’avvio dell’inchiesta dovrà essere votato dalla commissione di Vigilanza prima, dalla Camera dei Rappresentanti dopo, per poi passare al vaglio del dipartimento di Giustizia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Comer, in conferenza stampa, ha voluto puntualizzare perché Bill e Hillary Clinton fossero stati convocati: “Jeffrey Epstein ha visitato la Casa Bianca 17 volte durante la presidenza di Bill Clinton. Nessuno accusa Bill Clinton di alcun illecito. Abbiamo solo delle domande”.<strong> I repubblicani del comitato vogliono mettere sotto la lente d’ingrandimento le frequentazioni tra l’ex presidente e il finanziere</strong> che, come dimostrato da alcuni reperti documentali pubblicati sia in passato che <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/oltre-1-200-vittime-e-nomi-eccellenti-cosa-rivelano-i-primi-documenti-su-epstein.html">più di recente</a>, sarebbero proseguite anche dopo la fine degli anni alla Casa Bianca. Stando alle pubblicazioni dei registri di volo del Boeing 727 di proprietà del magnate &#8211; soprannominato “Lolita Express” in quanto dotato di un letto su cui i passeggeri avrebebro potuto fare sesso con ragazze minorenni &#8211; <strong><a href="https://www.the-independent.com/news/world/americas/us-politics/bill-clinton-jeffrey-epstein-timeline-b2802828.html">Bill Clinton sarebbe salito a bordo del mezzo svariate volte</a></strong>. </p>



<p>La portavoce dell’ex Presidente, Angel Urena, ha dichiarato che Clinton ha usufruito del jet per promuovere gli interessi della sua fondazione, sempre in compagnia di agenti dei servizi segreti. Il<a href="https://eu.palmbeachpost.com/story/news/trump/2025/08/05/bill-clinton-jeffrey-epstein-jet-flight-logs-hillary/85526247007/"> <em>Palm Beach Post</em></a>, invece, sottolinea che nel 2002 e nel 2003 il 42esimo Presidente&nbsp; si sarebbe recato più volte all’estero senza che dai registri si evinca il motivo o sia indicata la presenza di uomini dell’intelligence.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://abcnews.go.com/Politics/jeffrey-epstein-donated-democrats-1990s-early-2000s/story?id=64255485">Epstein avrebbe anche finanziato</a>, negli anni Novanta, la campagna elettorale di Bill per la Casa Bianca e quella di Hillary per il Senato</strong>. <a href="https://it.insideover.com/politica/maxwell-non-solo-epstein-dal-mossad-alla-silicon-valley-ai-clinton-linfluenza-di-un-clan-globale.html">L’ex first&nbsp; lady ha anche assunto al dipartimento di Stato</a>, negli anni da segretario, Alex Djerassi, ovvero il nipote di <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/ghislaine-maxwell-parla-scagiona-trump-e-ribadisce-jeffrey-epstein-non-si-e-suicidato.html">Ghislaine Maxwell</a>, compagna del defunto pedofilo, oggi condannata a 20 anni di carcere per adescamento di minori.</p>



<p>Nei prossimi mesi si saprà se il Congresso approverà un’indagine a carico dell’ex coppia presidenziale e se il dipartimento di Giustizia li riterrà dei sorvegliati speciali per il reato di oltraggio. Indubbiamente, l’affaire Epstein &#8211; rispetto al quale si attende ancora <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-epstein-la-camera-usa-vota-per-la-pubblicazione-dei-documenti-ma-ce-la-clausola-sicurezza-nazionale.html">l’intera pubblicazione dei file</a> &#8211; rimane una materia incandescente nel dibattito americano e da cui tutti i personaggi pubblici vogliono dissociarsi, ove mai fossero accostati al circolo di clienti del criminale newyorchese.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Più di 4.000 grazie a rischio: l’‘Autopen-gate’ travolge Biden e la sua amministrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piu-di-4-000-grazie-a-rischio-lautopen-gate-travolge-biden-e-la-sua-amministrazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 12:22:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1536x758.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un rapporto del Congresso spiega che non ci sarebbero prove del consenso di Biden sull'uso dell'autopen e potrebbe partire un'indagine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/piu-di-4-000-grazie-a-rischio-lautopen-gate-travolge-biden-e-la-sua-amministrazione.html">Più di 4.000 grazie a rischio: l’‘Autopen-gate’ travolge Biden e la sua amministrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1536x758.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Joe Biden</strong> è di nuovo al centro del dibattito politico americano a quasi <a href="https://it.insideover.com/politica/le-contraddizioni-di-biden-nel-suo-discorso-daddio.html">un anno dall’addio</a> alla Casa Bianca.&nbsp; La Commissione di vigilanza del Congresso guidata dal repubblicano <strong>James Comer</strong> ha recentemente pubblicato una<a href="https://oversight.house.gov/wp-content/uploads/2025/10/The-Biden-Autopen-Presidency-Decline-Delusion-and-Deception-in-the-White-House-2025.10.24.pdf-UPDATED-Oct.-28.pdf"> relazione</a> che getta ombre sulla legittimità di numerosi atti esecutivi firmati dal 46esimo presidente degli Stati Uniti, tra cui diverse <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-contro-la-pena-di-morte-federale-grazia-37-condannati-ma-non-i-terroristi.html">migliaia di grazie.</a> I repubblicani puntano il dito contro il<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-malattia-di-joe-biden-e-una-questione-politica.html"> <strong>declino fisico e cognitivo di Biden</strong></a><strong>, </strong>manifestatosi palesemente negli ultimi anni del suo mandato, duranti i quali <strong>numerosissimi provvedimenti sarebbero stati sottoscritti tramite autopen</strong>, strumento in grado di riprodurre automaticamente la firma del presidente senza necessità di compiere un movimento con la mano.</p>



<p>Il rapporto è già arrivato sulla scrivania della procuratrice generale <strong>Pam Bondi</strong>, a cui James Comer chiede di <strong>avviare un’inchiesta</strong> volta ad accertare che le firme con autopen siano state autorizzate consciamente da Biden e che questi abbia realmente compreso il contenuto di tali atti senza che qualcuno ne abbia approfittato per prendere decisioni al posto suo. Il teorema sottoposto al dipartimento di Giustizia è che, data la scarsa lucidità mentale dell’ex presidente, <strong>molti di quegli atti sarebbero da considerarsi nulli se approvati senza un consenso consapevole.&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è l’autopen e com’è usata dai Presidenti</h2>



<p>L’autopen è un dispositivo meccanico che consiste nella fissazione di una penna a un braccio meccanico in grado di riprodurre un campione di scrittura autentico. <strong>Lo strumento è ormai in uso agli inquilini della Casa Bianca da qualche decennio</strong> per firmare documenti come lettere di cortesia o di corrispondenza, ove dovessero assentarsi dallo Studio Ovale.&nbsp;</p>



<p>Scavando nella storia più recente, il primo presidente ad aver autorizzato l’autopen per un atto dal valore politico, è stato <strong>Barack Obama</strong> nel 2011 per estendere l’ambito di efficacia nel <em>Patriot Act</em> &#8211; provvedimento disciplinante la lotta al terorismo &#8211; mentre si trovava in Francia. <strong>Il dipartimento di Giustizia, all’epoca, affermò che tale pratica era pienamente legittima</strong>, in quanto la Costituzione e le leggi federali non definiscono alcuna modalità di firma da parte del Governo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’utilizzo dell’autopen è tornato a tenere banco nel dibattito pubblico dopo che la Heritage Foundation, think tank conservatore, ha svolto un&#8217;indagine politica sulla mole di documenti prodotti sotto l’amministrazione Biden, rivelando che vastissima parte era stata validata con il dispositivo meccanico di firma. Fermo restando che tale strumento è ampiamente accettato per sbrigare gli affari di governo, <strong>un uso così eccessivo ha alimentato sospetti spingendo a credere che Biden non fosse in grado di firmare per conto suo, non comprendendo i contenuti documentali</strong>. Donald Trump ha colto la palla al balzo per accusare il suo predecessore di non sapere cosa stesse firmando, sebbene abbia anche ammesso di avere ricorso all’autenticazione meccanica della firma in passato, ma per atti privi della veste esecutiva.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il<em> j’accuse</em> del rapporto</h2>



<p>La relazione della Commissione di vigilanza non si limita a contestare l’impiego smodato dell’autopen, ma specifica che Biden potrebbe non aver preso delle decisioni in autonomia riguardo agli oltre quattromila indulti e commutazioni di pena  &#8211; il più alto numero mai autorizzato nella storia &#8211; in quanto mancherebbe della documentazione a supporto.</p>



<p>A sostegno della tesi, è divenuta cruciale <a href="https://www.zerohedge.com/political/top-biden-aide-releases-kraken-autopen-hunters-role-pardongate-and-joes-malfunctioning">l’audizione al Congresso di <strong>Jeff Zients</strong></a>, ex capo di gabinetto del 46esimo presidente. Esaminando il rapporto, si legge che <strong>una collaboratrice di Zients, tramite la posta elettronica di quest’ultimo, avrebbe dato il nullaosta a una sfilza di grazie firmate</strong> il 19 gennaio di quest’anno,<strong>  </strong>tra le quali alcune che hanno suscitato un certo clamore in quanto riguardavano i familiari del presidente. Ciononostante, <strong>non sarebbero presenti dei verbali o atti di riunioni in cui Biden avrebbe dato il proprio assenso</strong>. Nel corso dell’audizione, l’ex capo staff ha aggiunto che Joe Biden aveva sempre più <a href="https://nypost.com/2025/09/18/us-news/ex-biden-chief-of-staff-jeff-zients-called-for-post-debate-cognitive-test-said-46th-prezs-memory-grew-worse-in-office-source/">difficoltà di memoria e di articolazione del linguaggio</a>, tanto che il suo entourage negli ultimi tempi era impegnato a calendarizzare briefing extra e a ridurre gli orari di lavoro dell’ex numero uno della Casa Bianca.           </p>



<p>Tutt’al più, Zients avrebbe affermato che l’ex first lady <strong>Jill Biden</strong> si era detta preoccupata per la salute mentale del marito al punto da chiedere allo staff di contingentare i suoi impegni in modo da non procurargli troppo stress. Tali dichiarazioni hanno portato i membri della Commissione a domandarsi se il presidente democratico fosse stato coinvolto nella concessione delle grazie ai beneficiari più illustri come l’ex direttore del NIAID Anthony Fauci, i membri del comitato investigativo sull&#8217;assalto a Capitol Hill e <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-grazia-il-figlio-hunter-ma-lo-scandalo-rimane.html">suo figlio Hunter</a>. L’ex first son è stato destinatario di un indulto &#8220;totale e incondizionato” per i reati federali di cui era accusato a meno di un mese dalla fine del mandato del padre.&nbsp;</p>



<p>Dal rapporto parrebbe che il secondogenito dell’allora comandante in capo abbia partecipato alle riunioni relative all’emissione dei provvedimenti di grazia, senza però ricoprire un ruolo ufficiale nel gabinetto del padre.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le potenziali conseguenze&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Pam Bondi ha già reso noto che il dipartimento di Giustizia sta valutando gli elementi per l’apertura di un’indagine sull’uso dell’autopen da parte dell&#8217;amministrazione precedente. Se le tesi repubblicane dovessero trovare conferma, le conseguenze sarebbero dirompenti: <strong>migliaia di indulti potrebbero risultare nulli e i loro beneficiari divenire penalmente perseguibili</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>I Biden si sono fatti sentire parlando di illazioni infondate e specificando che durante gli anni alla Casa Bianca ogni decisione è stata assunta in totale coscienza, mentre i democratici accusano il Partito Repubblicano di avere fabbricato un castello di carte senza nessuna prova concreta e tangibile come fondamenta. Tuttavia, questa vicenda ha ridato vigore a un interrogativo che per troppo tempo è stato ignorato e a cui oggi è doveroso dare una risposta: <strong>fino a che punto è legittimo l’uso di una macchina per esprimere la volontà del presidente degli Stati Uniti?</strong></p>



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		<title>Perchè Zohran Mamdani non potrà mai aspirare alla Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-zohran-mamdani-non-potra-mai-aspirare-alla-casa-bianca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 07:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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<p>Zohran Mamdani: il sindaco che l’America applaude ma che la Costituzione del 177 ferma. Vi spieghiamo il perché.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel panorama politico americano, pochi nomi hanno suscitato negli ultimi anni la stessa attenzione di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-il-voto-dei-musulmani-alle-midterm-un-possibile-effetto-mamdani.html">Zohran Mamdani</a></strong>. Giovane, carismatico, progressista, nato a Kampala in Uganda da genitori di origine indiana, cresciuto tra Africa e Stati Uniti, Mamdani è diventato sindaco di <strong>New York</strong>. La sua elezione ha segnato una svolta storica: <strong>per la prima volta la metropoli americana è guidata da un cittadino musulmano</strong>, naturalizzato statunitense solo sette anni prima, che ha saputo conquistare un consenso trasversale e inatteso.</p>



<p>È un risultato che avrebbe potuto rappresentare il trampolino di lancio verso la politica nazionale, se non fosse per una barriera invisibile ma invalicabile. La <strong>Costituzione degli Stati Uniti</strong>, redatta nel 1787, stabilisce che solo chi è cittadino “<em>per nascita</em>” può diventare presidente. <strong>Mamdani, naturalizzato nel 2018, è escluso a priori</strong>. È il paradosso più evidente della sua storia: un uomo che ha conquistato <a href="https://it.insideover.com/economia/new-york-chiama-milano-londra-madrid-cosa-insegna-la-vittoria-di-mamdani-sulle-metropoli-contemporanee.html#google_vignette">la città più potente del Paese</a>, ma che non potrà mai aspirare al potere supremo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Non sarà eleggibile alla carica di Presidente chi non sia cittadino degli Stati Uniti per nascita o cittadino nel momento in cui questa Costituzione sarà adottata, né potrà essere eleggibile a tale carica chi non abbia raggiunto l&#8217;età di trentacinque anni e non sia residente negli Stati Uniti da quattordici anni. </em></p>
</blockquote>



<p>La regola è chiara e implacabile. Tutti i 46 presidenti americani, da Washington a Biden, sono stati cittadini sin dalla nascita. La <strong>clausola che esclude i naturalizzati </strong>nacque per timore delle ingerenze straniere, in un’epoca in cui le neonate repubbliche temevano l’influenza delle monarchie europee. <strong>In oltre due secoli, nessuna riforma è mai riuscita a modificarla.</strong> La Corte Suprema non ne ha mai dato un’interpretazione definitiva, ma la tradizione politica è rimasta invariata: chi non è nato cittadino americano, non può diventare presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri casi prima di lui</h2>



<p><strong>Il caso di Mamdani non è isolato</strong>. Prima di lui, altri protagonisti della vita pubblica statunitense hanno dovuto misurarsi con lo stesso limite. <strong>Arnold Schwarzenegger</strong>, austriaco di nascita e naturalizzato americano nel 1983, governatore della California per due mandati e popolarissimo a livello nazionale, fu costretto a rinunciare a ogni ambizione presidenziale.<strong> Madeleine Albright</strong>, nata a Praga e divenuta cittadina americana negli anni Cinquanta, servì come segretario di Stato sotto Bill Clinton, ma sapeva bene che non avrebbe mai potuto correre per la presidenza. Lo stesso vale per <strong>Henry Kissinger</strong>, tedesco di nascita e tra i più influenti segretari di Stato del Novecento: stratega della politica estera americana, premio Nobel per la Pace, eppure formalmente escluso da ogni possibilità di accedere alla carica più alta.</p>



<p>In tempi più recenti, la questione è riemersa con il senatore canadese <strong>Ted Cruz </strong>e con il senatore<strong> John McCain</strong>, nati entrambi fuori dal territorio continentale americano ma da genitori cittadini. I loro casi, pur diversi, riaprirono il dibattito sul significato di “<em>natural born citizen</em>”. Entrambi furono considerati eleggibili, ma solo perché erano cittadini dalla nascita, non perché naturalizzati. Il principio, insomma, non cambiò.</p>



<p>La storia di Mamdani s’inserisce in questa lunga sequenza di destini sospesi tra l’appartenenza legale e quella simbolica. La sua elezione a sindaco di New York ne fa un caso di scuola: <strong>la piena integrazione politica e civica non cancella la distinzione d’origine che la Costituzione continua a imporre.</strong> Mentre la sua amministrazione si prepara ad affrontare le sfide monumentali della città — dalla crisi abitativa al trasporto pubblico, dall’ambiente alla sicurezza sociale — il dibattito nazionale si interroga su quanto a lungo un Paese definito dalla propria diversità possa mantenere una regola che distingue i cittadini per nascita dai cittadini per scelta.</p>



<p><strong>Mamdani, dal canto suo, non ha mai avanzato rivendicazioni presidenziali</strong>. Ma la sua figura, la sua traiettoria e la sua vittoria sono diventate una metafora politica. È l’immagine di un’America che si trasforma più velocemente della sua legge fondamentale, <strong>un Paese in cui la democrazia è più aperta nella pratica di quanto non sia sulla carta</strong>. E proprio questo contrasto – tra ciò che il Paese è diventato e ciò che la sua Costituzione ancora detta – alimenta un dibattito di fondo sull’identità nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le discussioni sull&#8217;articolo due della Costituzione</h2>



<p>Gli Stati Uniti contano oggi decine di milioni di cittadini naturalizzati, uomini e donne che servono nelle forze armate, dirigono aziende, vengono eletti nei consigli comunali, nei parlamenti statali, e ora anche nei municipi più importanti. <strong>Ma la soglia della Casa Bianca resta invalicabile.</strong> Zohran Mamdani lo sa, e forse non lo considera un ostacolo alla sua missione. Governerà New York, come prima di lui fecero altri sindaci che cambiarono il volto della città, da Fiorello La Guardia a Michael Bloomberg, ma con la consapevolezza di incarnare qualcosa di più: la contraddizione viva di un Paese che proclama l’uguaglianza e al tempo stesso la limita per nascita.</p>



<p>Il suo percorso, d’altra parte, si iscrive in una tradizione che ha già visto leader nati altrove contribuire in modo determinante alla definizione della politica americana. Kissinger, Albright, e più recentemente <strong>Kamala Harris </strong>– figlia di immigrati ma nata negli Stati Uniti – hanno tutti interpretato, in modi diversi, la tensione tra radici e destino nazionale. Mamdani aggiunge a questa genealogia un capitolo nuovo, figlio del nostro tempo: quello di un politico globale in un’America che si scopre, ancora una volta, prigioniera della propria storia.</p>



<p>Il tema dell’eleggibilità dei cittadini naturalizzati è da decenni al centro di un <strong>dibattito giuridico acceso ma mai risolto</strong>. La cosiddetta <em>natural born citizen clause</em>, contenuta nell’<strong>articolo II della Costituzione</strong>, è stata oggetto di innumerevoli studi, proposte di riforma e controversie accademiche. La Corte Suprema, pur essendo stata più volte sollecitata, non ha mai espresso un’interpretazione definitiva, preferendo lasciare al Congresso e alla prassi politica il compito di determinarne i confini. La questione si è riaccesa in momenti di tensione elettorale: accadde nel 2008, quando alcuni gruppi “<em>birther</em>” misero in dubbio, senza fondamento, la nascita americana di <strong>Barack Obama</strong>.</p>



<p>Sul piano legislativo, diversi parlamentari hanno tentato di eliminare o riformulare la clausola. Nel 2003 fu presentato l’“<em><strong>Equal Opportunity to Govern Amendment</strong></em>”, un emendamento costituzionale che avrebbe consentito ai cittadini naturalizzati da almeno vent’anni di candidarsi alla presidenza. La proposta, sostenuta anche da esponenti repubblicani e indipendenti, non superò però la prima fase di discussione. Le resistenze furono forti da entrambi gli schieramenti, in nome della “continuità storica” e della presunta necessità di preservare il carattere originario dell’istituzione presidenziale. <strong>Da allora, ogni tentativo di revisione si è arenato prima di arrivare al voto</strong>.</p>



<p>Tra i giuristi, la disputa resta aperta. Una parte sostiene che la distinzione tra cittadini per nascita e naturalizzati sia ormai incompatibile con i <strong>principi di eguaglianza sanciti dal XIV emendamento</strong> e con la natura inclusiva della cittadinanza contemporanea. Altri, invece, ritengono che la clausola sia una garanzia indispensabile contro potenziali <strong>interferenze straniere</strong> e che abolirla significherebbe snaturare un equilibrio fondativo del sistema politico americano. Il risultato è una paralisi interpretativa: la Costituzione, in questa materia, continua a parlare la lingua del Settecento, mentre la società americana vive nel XXI secolo.</p>
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		<title>Non voti per me? E io cambio i confini. Il caso Texas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/non-voti-per-me-e-io-cambio-i-confini-il-caso-texas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 15:51:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gerrymandering]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250811083107510_cdcf4e6d4ff79754bd517b941e7a1324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250811083107510_cdcf4e6d4ff79754bd517b941e7a1324.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250811083107510_cdcf4e6d4ff79754bd517b941e7a1324-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250811083107510_cdcf4e6d4ff79754bd517b941e7a1324-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250811083107510_cdcf4e6d4ff79754bd517b941e7a1324-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250811083107510_cdcf4e6d4ff79754bd517b941e7a1324-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250811083107510_cdcf4e6d4ff79754bd517b941e7a1324-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è già odore di elezioni nel Texas del governatore repubblicano Greg Abbott, che in questi giorni si trova fa le mani una situazione decisamente esplosiva, che potrebbe portare acuire la già pesante crisi politica e di rappresentanza nella quale si dibatte la politica statunitense. Lo scorso 9 luglio Abbott, inaugurando una sessione legislativa straordinaria del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/non-voti-per-me-e-io-cambio-i-confini-il-caso-texas.html">[...]</a></p>
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<p>C’è già <strong>odore di elezioni nel Texas</strong> del governatore repubblicano <strong><a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/chi-e-greg-abbott-il-governatore-repubblicano-del-texas.html">Greg Abbott</a></strong>, che in questi giorni si trova fa le mani <strong>una situazione decisamente esplosiva</strong>, che potrebbe portare acuire la già pesante <strong>crisi politica e di rappresentanza</strong> nella quale si dibatte la politica statunitense. Lo scorso <strong>9 luglio</strong> Abbott, inaugurando una sessione legislativa straordinaria del Congresso texano, <a href="https://www.texastribune.org/2025/07/30/texas-redistricting-congressional-maps-house-republicans/">ha posto all’ordine del giorno</a> <strong>la ridefinizione di alcuni distretti elettorali in vista delle elezioni di medio termine del novembre 2026</strong>, durante le quali milioni di cittadini statunitensi saranno chiamati al voto per eleggere i loro rappresentanti al Congresso federale. La necessità di <strong>riorganizzare i distretti elettorali</strong> si è presentata su impulso del Dipartimento di Giustizia statunitense, che ha emanato una nota nella quale i distretti venivano definiti <strong>“discriminatori”</strong> in base alla costituzione statunitense. </p>



<p>La proposta del governatore ha causato <strong>l’insurrezione dei deputati locali del Partito Democratico</strong>, che accusano sia il governo texano, sia gli organi dell’amministrazione federale, di voler andare a <strong>modificare quei distretti che oggi votano rappresentanti democratici</strong> e che, a seguito delle modifiche, consegnerebbero <strong>la vittoria nelle mani dei repubblicani</strong>. A complicare una situazione già molto tesa è intervenuto lo stesso <strong>Donald Trump</strong>, che a metà luglio ha dichiarato di volere almeno <strong>altri cinque eletti repubblicani nell’area</strong>. «I distretti elettorali della California sono stati completamente ridisegnati» <a href="https://www.cbsnews.com/news/texas-redistricting-plan-california-new-york-illinois-indiana/">ha dichiarato</a> il <em>tycoon</em>, spiegando la scelta di ridisegnare i distretti elettorali in Texas. «<strong>Noi dovremmo avere molti più seggi in California</strong>, e invece i distretti elettorali sono stati modificati apposta» per far vincere i Democratici. E ora Trump ha visto uno spiraglio per una contromossa: «adesso <strong>noi abbiamo la possibilità di prenderci altri cinque seggi in Texas</strong>».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Redistricting</em> e <em>gerrymandering</em>, o del funzionamento delle elezioni statunitensi</h2>



<p>Il processo di <strong>ridefinizione dei confini amministrativi dei distretti elettorali</strong> è chiamato negli Stati Uniti <em>redistricting</em>, e in sé si tratta di un <strong>processo perfettamente legale</strong>. Tuttavia, se si ha un <strong>abuso politico</strong> di questa ridefinizione dei confini dei distretti elettorali, <strong>la pratica diventa illegale</strong>, un vero e proprio abuso di potere, e viene definita <em>gerrymandering</em>. Si utilizza quest’ultimo termine quando questo processo viene introdotto in modo da <strong>favorire un determinato partito politico, un gruppo etnico o un interesse particolare</strong> a discapito della rappresentanza equa degli elettori. È un fenomeno molto diffuso negli Stati Uniti, e <strong>il suo impatto è spesso decisivo nei risultati elettorali</strong> a livello statale e federale. In generale, la pratica di ridisegnare i confini dei distretti elettorali (il semplice <em>redistricting</em>) <strong>non è vista necessariamente in modo negativo</strong> – soprattutto se avviene in seguito ad un censimento che attesta la modifica della composizione demografica di una determinata area – ed <strong>è stata utilizzata in passato</strong> sia dai Repubblicani che dai Democratici. Ad esempio, in molti Stati – fra cui lo stesso Texas – la pratica è stata introdotta per <strong>assicurare a una minoranza etnica un distretto elettorale omogeneo,</strong> che ne assicurasse la rappresentanza al Congresso: è stato il caso ad esempio <strong>dell’Alabama, in cui il Distretto 7 venne completamente ridisegnato</strong> nel 1992 in accordo con il <em>Voting Rights Act</em>. I confini del distretto, che abbraccia parte della città di Birmingham e le aree rurali della <em>Black Belt</em> (l’area a forte maggioranza afroamericana), vennero definiti <strong>per garantire a questa minoranza etnica un territorio</strong> nel quale, essendo maggioranza, avevano la possibilità di <strong>esprimere un candidato appartenente a quella comunità</strong>. Questo tipo di processi di ridefinizione si muovono sempre <strong>sul filo del rasoio della legalità</strong>: infatti, negli Stati Uniti è perfettamente legale usare il <em>redistricting</em> per <strong>dare rappresentanza a una minoranza etnica</strong> effettivamente maggioritaria in un territorio, ma la pratica diviene illegale se usata per <strong>concentrare artificialmente il voto </strong>di un determinato gruppo etnico o politico a fini elettorali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sta succedendo in Texas?</h2>



<p>Spesso <strong>è difficile giudicare</strong> quanto la pratica del <em>redistricting</em> scivoli in realtà nell’illegale <em>gerrymandering</em>, ma questo <strong>non sembra il caso delle attuali vicende</strong> che stanno scuotendo il Texas. Il <strong>30 luglio 2025</strong>, il Partito Repubblicano del Texas ha presentato pubblicamente una proposta di <strong>nuova mappa dei distretti congressuali</strong> che ha subito sollevato forti critiche per il suo impatto politico e demografico. La bozza <a href="https://www.texastribune.org/2025/07/31/texas-democrats-redistricting-maps-congress-primaries-retirements/">mira chiaramente</a> a <strong>sconvolgere l’equilibrio elettorale in almeno cinque aree urbane storicamente favorevoli ai Democratici</strong>: Austin, Dallas, Laredo, McAllen e Houston. In pratica, la proposta <strong>smantella o ridisegna radicalmente i collegi a maggioranza democratica</strong>, suddividendo zone urbane a forte presenza di elettori latini, afroamericani e giovani — gruppi che tendono a votare in massa per il Partito Democratico — e accorpandole a <strong>periferie bianche e più conservatrici</strong>. Questa tecnica è un classico esempio di quello che negli USA è definito <strong><em>cracking</em></strong>: si frammenta l’elettorato avversario (in questo caso progressista), disperdendolo in più distretti dove non è abbastanza numeroso da determinare il vincitore. Il caso più emblematico è il collegio di <strong>Austin</strong>, dove <a href="https://casar.house.gov/about">il deputato democratico</a> <strong>Greg Casar</strong> – considerato vicino alle posizioni socialiste di Bernie Sanders – <strong>rischia di perdere il proprio seggio</strong> perché il distretto verrebbe spezzato e inglobato in aree rurali dominate dai repubblicani. Anche a <strong>Houston</strong>, la quarta città più grande degli Stati Uniti, la proposta divide comunità latine e nere che storicamente eleggevano candidati democratici. Secondo i critici di questo piano, la proposta non solo <strong>altererebbe in modo artificiale i rapporti di forza a livello statale</strong>, ma minaccerebbe anche la <strong>rappresentanza politica delle minoranze</strong>, con potenziali violazioni del <em>Voting Rights Act</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gran rifiuto dei Democratici texani</h2>



<p><strong>Il Partito Democratico del Texas</strong>, insieme a molte associazioni per i diritti civili, <a href="https://www.texastribune.org/2025/08/03/texas-democrats-quorum-break-redistricting-map/">è insorto</a> contro la proposta, che <strong>minerebbe di fatto le poche roccaforti blu</strong> nello Stato già saldamente in mano repubblicana. L’opposizione <strong>non si è limitata alle parole</strong>: è invece iniziato un vero e proprio <strong>boicottaggio della sessione legislativa</strong> in corso da parte dei deputati Dem, così da impedire i lavori delle camere e da bloccare l’approvazione della misura. Come accaduto in passato, l’unico modo per <strong>impedire il raggiungimento del quorum </strong>— e quindi la possibilità di voto sulla nuova mappa elettorale — è stato <strong>abbandonare fisicamente il Texas</strong>. Oltre venti legislatori democratici si sono quindi <strong>rifugiati in Illinois</strong>, stato a guida Dem, presso un hotel a St. Charles, nell’area metropolitana di Chicago, in uno sforzo coordinato per <strong>congelare i lavori della legislatura texana</strong>.</p>



<p>La risposta del Partito Repubblicano non si è fatta attendere. Il governatore Greg Abbott <a href="https://gov.texas.gov/news/post/governor-abbott-statement-on-house-democratic-quorum-break">ha annunciato pubblicamente</a> l’intenzione di <strong>procedere legalmente per dichiarare vacanti i seggi dei legislatori assenti</strong>, definendo il loro comportamento una «violazione deliberata del mandato costituzionale». Ken Paxton, procuratore generale del Texas, <a href="https://www.texasattorneygeneral.gov/news/releases/attorney-general-ken-paxton-files-historic-lawsuit-against-democrat-runaways-scotx-secure-order">ha rincarato la dose</a>, sostenendo che <strong>l’assenza prolungata equivale a un abbandono del mandato</strong>, aprendo così la porta a potenziali rimozioni forzate. In realtà, questa posizione sembra difficilmente sostenibile, anche perché il boicottaggio delle sessioni legislative <a href="https://www.texastribune.org/2025/08/03/texas-quorum-breaks-history/">è stato usato</a> come arma politica in Texas almeno dal 1870, ed è entrato a far parte della prassi politica locale. In parallelo, il senatore repubblicano John Cornyn ha inviato <a href="https://www.texastribune.org/2025/08/07/john-cornyn-fbi-texas-democrats-illinois-quorum-break-redistricting/">una lettera ufficiale</a> all’<strong>FBI</strong>, chiedendo che <strong>l’agenzia intervenga per rintracciare i democratici</strong> fuggitivi e «ripristinare l’ordine costituzionale in Texas». La richiesta, considerata da molti osservatori come una <em>boutade </em>politica, è stata <strong>accolta con freddezza</strong> sia a livello federale che dallo Stato dell’Illinois. Il governatore democratico J.B. Pritzker <a href="https://www.nbcnews.com/politics/politics-news/illinois-gov-jb-pritzker-blasts-texas-gov-greg-abbott-trump-gop-redist-rcna224081">ha infatti difeso</a> i legislatori texani, sottolineando che <strong>non esiste alcuna base legale per arrestarli o forzarli a tornare</strong>.</p>



<p>Tuttavia, la situazione ha preso una piega ancora più inquietante quando, nel weekend successivo alla fuga dei democratici, l’<strong>hotel Hyatt Regency di St. Charles</strong>, dove i deputati risiedono, è stato evacuato a seguito di una <strong>minaccia bomba anonima</strong>. Circa 400 persone sono state costrette a lasciare l’edificio mentre le autorità locali e l’FBI effettuavano controlli con unità cinofile e artificieri. Il giorno seguente è arrivata <strong>una seconda minaccia</strong>, ritenuta collegata alla prima. In entrambi i casi non è stato trovato alcun ordigno, ma l’incidente ha alimentato un clima di tensione crescente, con i democratici che parlano apertamente di <strong>intimidazioni politiche</strong> e <strong>terrorismo interno mascherato da allerta anonima</strong>. Il governatore Pritzker ha condannato duramente gli episodi e ha chiesto un&#8217;indagine completa, ringraziando le forze dell&#8217;ordine per l’intervento tempestivo.In questo clima da scontro istituzionale senza precedenti, il Texas si trova al centro di una crisi costituzionale con implicazioni nazionali. Il governatore Abbott ha promesso di <strong>continuare a convocare sessioni straordinarie per anni se necessario</strong>, finché non verrà votata e approvata la nuova mappa elettorale. Nel frattempo, i democratici in esilio politico mantengono la loro posizione, definendo il piano proposto un attacco diretto alla democrazia e alla rappresentanza delle minoranze. Il confronto appare tutt’altro che vicino a una soluzione, e <strong>potrebbe sfociare nelle prossime settimane in un contenzioso federale davanti alla Corte Suprema,</strong> oggi saldamente nelle mani di Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/non-voti-per-me-e-io-cambio-i-confini-il-caso-texas.html">Non voti per me? E io cambio i confini. Il caso Texas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Grammy shock: la musica sfida la politica Usa (ancora una volta)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/grammy-shock-la-musica-sfida-la-politica-usa-ancora-una-volta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 22:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spettacolo del 2 febbraio si è tenuto a Los Angeles alla Crypto Arena, meno di un mese dopo che gli incendi di Eaton e Palisades hanno devastato la grande area di Los Angeles e solo un paio di settimane dopo l&#8217;insediamento di Donald Trump. Ma mentre la nuova amministrazione inaugura la sua &#8220;diplomazia&#8221; dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/grammy-shock-la-musica-sfida-la-politica-usa-ancora-una-volta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205181957707_b23d56de7a69d6035fb59f31d34d410a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spettacolo del 2 febbraio si è tenuto a Los Angeles alla Crypto Arena, meno di un mese dopo che gli incendi di Eaton e Palisades hanno devastato la grande area di Los Angeles e solo un paio di settimane dopo l&#8217;insediamento di Donald Trump. Ma mentre la nuova amministrazione inaugura la sua <strong>&#8220;diplomazia&#8221; dei dazi</strong>, minacciando lo smantellamento di istituti sacri come le<em> affermative actions</em>, il mondo della musica ha fornito ancora una volta una stoccata vincente, per ricordare cosa è e dove va il Paese. I <strong>Grammy Awards 2025</strong> hanno rappresentato un palcoscenico significativo per artisti che hanno utilizzato la loro visibilità per affrontare temi politici e sociali rilevanti negli Stati Uniti. Durante la cerimonia, diverse personalità hanno espresso posizioni critiche nei confronti delle politiche dell&#8217;amministrazione Trump, toccando argomenti come l&#8217;immigrazione, i diritti LGBTQIA+ e l&#8217;inclusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione country di Beyoncé</h2>



<p>Ancora una volta trionfante quella macchina da guerra che è <strong>Beyoncé</strong> (noi, l&#8217;avevamo detto): per la prima volta nella storia dei Grammy, gli artisti neri si sono aggiudicati i <em>Big Three</em>: Album, Song e Record of the Year, diventando la prima artista nera a vincere il premio <em>Best Country Album </em>e l&#8217; <em>Album of the Year </em>(entrambi per Cowboy Carter). Solo altre tre donne di colore hanno vinto il premio per l&#8217;album dell&#8217;anno nella storia dei Grammy: Natalie Cole (1992), Whitney Houston (1994) e Lauryn Hill (1999). Ha anche portato a casa il premio <em>Best Country Duo/Performance</em> per la sua collaborazione con Miley Cyrus in &#8220;II Most Wanted&#8221;.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="BEYONCÉ Wins ALBUM OF THE YEAR For &#039;COWBOY CARTER&#039; | 2025 GRAMMYs Acceptance Speech" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/uEyGYjlzbA0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_uEyGYjlzbA0");</script>
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<p>Le sue 11 nomination per la serata l&#8217;hanno resa ufficialmente la cantante più nominata nella storia dei Grammy con un totale di 99 nomination. Ma soprattutto, ha compiuto un miracolo prendendosi di rapina il<em> country</em>: nonostante sia nota per il pop twerkato, Beyoncé ha radici texane che la legano al <em>country</em>. Cresciuta a Houston, ha assorbito il genere fin da giovane e ne ha incorporato elementi in alcuni brani, come Daddy Lessons (2016), tratto dall&#8217;album Lemonade. Questo pezzo, con sonorità bluegrass e folk, fu persino eseguito ai CMA Awards con le Dixie Chicks, ma ricevette critiche da una parte del pubblico conservatore, poco incline ad accettare un’artista nera nel genere. Piaccia o non piaccia, poiché il country ha una lunga storia di esclusione nei confronti degli artisti neri, Beyoncé ha sfidato questa narrazione, ricollegandosi a figure storiche come Charley Pride e Linda Martell, pionieri neri nel country. L&#8217;attesissimo riconoscimento dei Grammy Awards arriva, soprattutto, dopo che la Country Music Association l&#8217;ha snobbata, e l&#8217;anno scorso ha rifiutato di candidare il suo album a qualsiasi premio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Shakira in difesa dei latinos, Alicia Keys della DEI</h2>



<p>Ma quella del 2 febbraio è stata la serata anche di sua Maestà <strong>Shakira</strong>, vincitrice per il miglior album pop latino dell&#8217;anno con <em>Las mujeres ya no lloran</em> (Le donne non piangono più): ma questa volta la sua presenza va oltre la battaglia contro le corna: la cantante colombiana ha ricevuto il premio dalla monumentale Jennifer Lopez (il che non è un caso) e ha ringraziato con il primo discorso politico della serata: &#8220;<em>Dedico il premio a tutti voi, fratelli e sorelle immigrati in questo Paese. Siete amati, siete preziosi e combatterò per voi. A tutte le donne che lavorano ogni giorno per mandare avanti la famiglia: siete un vero scudo</em>&#8220;, ha detto la musicista stringendo il suo quarto grammofono dorato.</p>



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<p><strong>Alicia Keys</strong>, ricevendo il Dr. Dre Global Impact Award, ha sottolineato l&#8217;importanza della diversità, equità e inclusione (DEI), affermando: &#8220;<em>La DEI non è una minaccia, è un dono</em>&#8220;. Questa affermazione è stata vista come una risposta alle recenti dichiarazioni di Trump che collegavano le politiche di diversità a eventi funesti come la tragedia dell&#8217;incidente aereo a Washington in cui un volo di linea American Airlines e un elicottero militare si sono scontrati a mezz&#8217;aria vicino all&#8217;aeroporto nazionale Ronald Reagan, sulle rive del fiume Potomac. &#8220;<em>Questo non è il momento di mettere a tacere la diversità di voci&#8221;, ha detto sul palco. &#8220;Abbiamo visto su questo palco persone di talento e laboriose provenienti da background diversi con punti di vista diversi, e questo cambia le carte in tavola</em>&#8220;, ha tuonato l&#8217;artista. Parole che hanno un peso se sei figlia di una madre con discendenze italo-irlandesi (la famiglia di suo nonno era emigrata dalla Sicilia), mentre il padre possiede origini giamaico-portoricane.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Lady Gaga in difesa delle persone trans, Swift a bocca asciutta</h2>



<p>A completare il quadro, Lady Gaga Germanotta: premiata per la Miglior Performance di Duo/Grupo Pop con <strong>Bruno Mars</strong>, ha difeso i diritti della comunità trans, dichiarando: &#8220;<em>Le persone trans meritano di essere visibili e amate</em>&#8220;. Questa presa di posizione è stata interpretata come una critica alle posizioni dell&#8217;amministrazione Trump riguardo l&#8217;argomento. Ancora più incisiva Chappell Roan, la neo-vincitrice del Grammy come miglior artista emergente che ha fatto tremare la Crypto.com Arena con la sua ode alla sessualità queer, <em>Pink Pony Club</em>. Il brano vedeva la partecipazione di una banda di clown da rodeo e, naturalmente, di un gigantesco pony rosa, mentre Roan celebrava il suo apprezzamento per Los Angeles come luogo in cui la nativa del Missouri sentiva di poter essere se stessa. &#8220;<em>È brutale in questo momento, ma le persone trans sono sempre esistite e esisteranno per sempre e non toglieranno mai, qualunque cosa accada, la gioia delle persone trans, e questa deve essere protetta più di ogni altra cosa</em>&#8220;, ha dichiarato l&#8217;artista.</p>



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<p>Quello che ha lasciato sgomenti i fan è una povera <strong>Taylor Swift</strong>, fenomeno mondiale tutto da studiare, rimasta a bocca asciutta. Nonostante le sei nomination ai Grammy Awards 2025, Taylor Swift non ha ottenuto alcuna vittoria. Pur avendola presa con filosofia, partecipando con gioia ai successi dei colleghi (ad esempio Kendrick Lamar), è lecito chiedersi perché un&#8217;icona del genere non abbia ricevuto riconoscimenti. Troppo WASP? Troppo coinvolta con l&#8217;establishment: si ricordi il suo tardivo endorsement a Kamala Harris e i &#8220;sospetti&#8221; di essere sul carrozzone di Trump, che giocò più volte con la sua immagine.  </p>



<p>Uno show politico come non se ne vedevano da un po&#8217;, insomma, che promette di essere replicato alla cerimonia della Notte degli Oscar, posticipata a causa dell&#8217;emergenza incendi. Probabilmente con una precisa regia, il messaggio politico è arrivato forte e chiaro sebbene mescolato tra lustrini ed esibizionismi vari. Si tratta anche della riscoperta di un palco sul quale le esibizioni vanno di pari passo ai messaggi politici: non è un caso che l&#8217;anno scorso, gli ascolti dei Grammy hanno registrato una notevole ripresa, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 24 anni, dopo essere scesi al minimo storico nel 2021.</p>



<p></p>
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		<title>Più armi o stop agli aiuti: le due anime che rischiano di far saltare l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piu-armi-o-stop-agli-aiuti-le-due-anime-che-rischiano-di-far-saltare-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1045" height="695" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/zelensky.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/zelensky.jpeg 1045w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/zelensky-600x399.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/zelensky-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/zelensky-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/zelensky-768x511.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1045px) 100vw, 1045px" /></p>
<p>Il Partito repubblicano si spezza sull'Ucraina dopo la svolta di Trump: ecco cosa resta dell'isolazionismo atavico dell'Elefantino</p>
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<p>A poche ore dall&#8217;invio dell&#8217;ultimo pacchetto di aiuti bellici (800 milioni di dollari in munizioni per sistemi Patriot e lanciarazzi multipli), il sostegno americano all&#8217;<strong>Ucraina</strong> ha mostrato delle strane crepe. È successo nell&#8217;aula del Congresso, dove il 13 luglio scorso la Camera dei Rappresentanti ha votato la legge sulla spesa militare per l&#8217;anno prossimo. Una settantina di parlamentari appartenenti al Partito repubblicano ha presentato un <a href="https://amendments-rules.house.gov/amendments/GAETZ_144_xml230630153411789.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emendamento</a> che avrebbe <strong>bloccato lo stanziamento</strong> di nuove risorse da mandare a Kiev. &#8220;In deroga a qualsiasi disposizione della presente o di qualsiasi altra legge, nessun fondo federale può essere reso disponibile per fornire assistenza alla sicurezza dell&#8217;Ucraina&#8221;, è il testo, epigrafico, di questa modifica firmata dal deputato della Florida Matt Gaetz. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La provocazione dei ribelli repubblicani</h2>



<p>Messa ai voti, la proposta è stata ampiamente bocciata con 358 no provenienti da entrambi gli schieramenti. Gaetz se lo aspettava, come ha riconosciuto durante il dibattito in aula: &#8220;Il mio emendamento perderà in modo schiacciante, ma il popolo americano vedrà chi vuole rappresentarlo e chi vuole rappresentare la Crimea&#8221;, ha commentato il politico dell&#8217;ala radicale dell&#8217;Elefantino. C&#8217;era dunque la consapevolezza che <strong>congelare l&#8217;assistenza militare</strong> in Europa sarebbe stato impraticabile, ma l&#8217;obiettivo non era quello. </p>



<p>La fronda repubblicana, afferente in particolar modo all&#8217;intergruppo &#8220;Freedom Caucus&#8221; che per poco non ha fatto naufragare la nomina di Kevin McCarthy a speaker, ha voluto mandare in primo luogo un <strong>messaggio</strong> all&#8217;amministrazione Biden, concentrata a garantire tutte le forniture necessarie al prezioso alleato impegnato nella guerra contro il debordante orso russo. Ma non solo. C&#8217;è una battaglia che si sta svolgendo dietro le quinte all&#8217;interno del Gop e che riguarda soprattutto la riformulazione della politica estera del Partito che controlla soltanto uno dei due rami del Congresso e ha perso tutte le elezioni federali dal 2018 in poi e pareggiato le <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-ha-vinto-e-perso-le-midterm-2022.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scorse midterm</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa è cambiato nel Partito Repubblicano</h2>



<p>Il tema ha perso la forza della triste &#8220;War on terror&#8221; dei primi anni Duemila, nondimeno è ancora un irrinunciabile <strong>elemento identitario</strong>. Nei repubblicani è ricomparsa la ciclica oscillazione tra l&#8217;atavico isolazionismo, abbracciato per la prima volta dopo la Prima guerra mondiale, e la naturale propensione al coinvolgimento diretto nelle dinamiche internazionali, emerso con la risoluzione Vandenberg che sbloccò l&#8217;iter per la creazione della Nato. Una costante che nel tempo non si è mai spenta e che è riesplosa con il conflitto in Ucraina, sapendosi riadattare. </p>



<p>Lo scontro armato in corso in Europa rappresenta un&#8217;<strong>opportunità</strong> anche per i &#8220;falchi&#8221; usciti con le ossa rotte dall&#8217;esperienza neo-con. Tuttavia la fazione pro-Kiev non può contare su una candidatura di peso nelle imminenti primarie, rimanendo pertanto emarginata. L&#8217;ex ambasciatrice <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikki-haley.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nikki Haley</a> e il vicepresidente Mike Pence, quest&#8217;ultimo autore di un <a href="https://www.wsj.com/articles/weapon-military-humanitarian-aid-ukraine-russia-war-mike-pence-biden-e5a5daba" target="_blank" rel="noreferrer noopener">editoriale</a> uscito sul <em>Wall Street Journal</em> intitolato &#8220;Soltanto le armi possono far finire la guerra in Ucraina&#8221;, possono ambire a una fetta irrilevante di elettori. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump contro DeSantis: il Gop a un bivio</h2>



<p>I due &#8220;big&#8221; che si contenderanno la vittoria sono l&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ron-desantis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron DeSantis</a>: uno il padre del trumpismo, l&#8217;altro un suo prodotto ed ex protetto. Trump ha accusato i democratici di aver scatenato il conflitto e ha detto che con lui alla Casa Bianca <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a> avrebbero fatto la pace in 24 ore. DeSantis ha mostrato invece un <strong>maggiore distacco</strong>, riducendo l&#8217;aggressione russa a una semplice &#8220;disputa territoriale&#8221;. Una posizione, la sua, mutuata dallo storico orientamento di The Donald (contrario agli interventi in Iraq e in Afghanistan), forse perché obbligato a rivolgersi ai sostenitori dell&#8217;ex presidente per sottrarre quanti più voti possibili. </p>



<p>Tutte le altre voci, come quella di Pence, che ha accusato i due frontrunner di non comprendere quali sono gli interessi nazionali degli Usa, e Haley sono minoritarie e rappresentano una piccola percentuale degli elettori repubblicani. Eppure, in un&#8217;intervista rilasciata a <em>Fox News</em> alcuni giorni fa, Trump ha segnato una svolta. Accusato dai suoi rivali di essere colluso con Putin, il leader conservatore si è vantato dei <strong>buoni rapporti</strong> mantenuti con Zelensky durante la sua presidenza, nonostante il primo impeachment contro di lui fosse partito proprio a causa di un ricatto denunciato sulle armi a Kiev. </p>



<p>Secondo Trump, il capo dello Stato ucraino dovrebbe moderare le sue aspettative rispetto alla liberazione dei territori occupati, ma – e questo è forse il passaggio cruciale dell&#8217;intervista – se Putin non dovesse ascoltare le raccomandazioni del tycoon, l&#8217;Ucraina &#8220;riceverebbe in un solo giorno quello che non ha ricevuto fino ad ora&#8221;. Per chiarezza, il totale degli aiuti arrivati in Ucraina dal 24 febbraio 2022 ammonta a 77 miliardi di dollari di cui 46 in assistenza militare (<a href="https://www.cfr.org/article/how-much-aid-has-us-sent-ukraine-here-are-six-charts" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> del Council on Foreign Relations aggiornati al 10 luglio 2023). </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&#039;I know Putin and Zelensky very well&#039;: Trump reveals how he would end the Russia-Ukraine war" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/atIdzzxWpQo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_atIdzzxWpQo");</script>
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<p>Gli Stati Uniti <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gop-e-lo-stop-agli-assegni-in-bianco-allucraina-dopo-le-midterm.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono diventati un bancomat</a>, per parafrasare lo speaker della Camera <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kevin-mccarthy-il-leader-repubblicano-alla-camera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kevin McCarthy</a>, ma l&#8217;Occidente non è Amazon, ha avvertito il ministro della Difesa di Londra Ben Wallace a margine del summit di Vilnius. E mentre crescono l&#8217;ansia e la frustrazione per il ritardo nella controffensiva, lentamente si avvicinano le <strong>scadenze elettorali</strong> del prossimo futuro. Oltre alle presidenziali americane, nel 2024 si rinnoveranno parlamento europeo e vertici Nato, e gli scossoni che per ora sono stati scongiurati in Francia e Grecia possono sempre verificarsi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il timore di un ritorno al vicino passato</h2>



<p>Il ritorno di Donald Trump nello Studio ovale è il principale scenario che a Washington e a Bruxelles si sta cercando di evitare, ma l&#8217;evoluzione della guerra pone ulteriori interrogativi che nemmeno lo sfidante di Joe Biden saprebbe affrontare. Da questo punto di vista la linea scelta dall&#8217;attuale inquilino della Casa Bianca è quella più comoda: assecondando gran parte delle richieste del governo di Kiev e spingendo per un successo graduale che dissuada Mosca da altre avventure militari all&#8217;estero, il presidente democratico e la sua schiera di consiglieri (<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jake-sullivan-il-kissinger-di-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jake Sullivan</a> in primis) ha adottato la <strong>via del rigore</strong> a discapito di un realismo che forse schiarirebbe meglio le idee a chi è convinto che un compromesso tra le parti sia inarrivabile. L&#8217;uscita polemica della Russia dall&#8217;accordo sul grano, con conseguente bombardamento del porto di Odessa, lascia poco spazio al negoziato, per esempio. </p>



<p>D&#8217;altronde non era facile ricostituire la postura degli Usa dopo il palese imbarazzo e l&#8217;indecisione dell&#8217;amministrazione Obama, accusata di eccessiva indulgenza nei confronti del Cremlino quando nel 2014 scoppiò la prima crisi in Crimea e Donbass. La <strong>strategia</strong> di Trump è sempre la stessa: <strong>massima pressione</strong> per raggiungere il massimo risultato (Iran docet). Ma forse anche il capo del partito di opposizione si è accorto dell&#8217;oggettiva complessità e instabilità del sistema internazionale, sconquassato e frantumato di fronte all&#8217;allarmante ricaduta nell&#8217;incubo nucleare. A differenza di DeSantis, l&#8217;ex presidente repubblicano ha deciso di smarcarsi, attirando su di sé l&#8217;ira di chi non crede nella capacità degli ucraini di cacciare la potenza occupante servendosi degli strumenti spediti dall&#8217;America. Ma la provocazione legislativa dei 70 ribelli contrari all&#8217;invio di armi è un segnale di inequivocabile <strong>insofferenza</strong> che potrebbe avere ripercussioni profonde. </p>



<p>La guerra in Ucraina passa così anche dalla mutazione trumpiana: chi prevarrà tra il vecchio (Trump) e il nuovo (DeSantis) determinerà quale modello dovrà contrastare la visione liberale e internazionalista dei progressisti statunitensi che comandano il Paese e dettano le regole dell&#8217;ordine globale. L&#8217;ammissione di Trump rivela che una pacifica <strong>coesistenza</strong> tra queste due anime non è realizzabile. Lo dicono i <a href="https://www.reuters.com/world/most-americans-support-us-arming-ukraine-reutersipsos-2023-06-28/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numeri</a>: al 28 giugno 2023, due terzi dei cittadini americani (l&#8217;81% dei democratici e il 57% dei repubblicani) continua a difendere la decisione di rifornire l&#8217;esercito di Kiev perché dimostra ad attori ostili come Cina la risolutezza degli Stati Uniti nel proteggere i suoi interessi all&#8217;estero. Quindi l&#8217;opinione pubblica è compatta. Ma non per questo immune alla volatilità. </p>
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		<title>Perché Donald Trump rischia di essere arrestato per la terza volta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-donald-trump-rischia-di-essere-arrestato-per-la-terza-volta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1010" height="568" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="President Donald J. Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /></p>
<p>L'inchiesta sull'assalto a Capitol Hill raggiunge un nuovo punto di svolta. L'ex presidente sempre più vicino all'incriminazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1010" height="568" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="President Donald J. Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Donald-Trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /></p>
<p>Un nuovo capitolo della saga giudiziaria di <strong>Donald Trump</strong> si apre quando ormai manca poco più di un anno alle grandi <em>convention</em> che incoroneranno i candidati alla Casa Bianca per il 2024. Questa volta l&#8217;indiscrezione giunge dal <em>Washington Post</em>, a proposito della regina di tutte le accuse a carico dell&#8217;ex presidente degli Stati Uniti: l&#8217;<strong>assalto a Capitol Hill </strong>del 6 gennaio 2021. I quattro capi di imputazione eventuali riguardano l&#8217;incitamento all&#8217;insurrezione, l&#8217;ostruzione di un atto ufficiale del Congresso, cospirazione contro il governo degli Stati Uniti, false dichiarazioni e pressioni sui testimoni affinché dichiarassero il falso su quanto accaduto quella sera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta nelle indagini</h2>



<p>Secondo il quotidiano statunitense, le indagini affidate dal dipartimento della Giustizia al Consigliere speciale <a href="https://it.insideover.com/politica/faro-sui-dossier-di-mar-a-lago-e-assalto-a-capitol-hill-chi-e-il-procuratore-che-indaghera-su-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jack Smith</a>, sarebbero ad un punto di svolta e l&#8217;incriminazione sarebbe ormai imminente. A giustificare una prossima, probabile, incriminazione sarebbe un carico di <strong>nuove prove</strong> venute a galla negli ultimi mesi da lasciare &#8220;a bocca aperta&#8221;, sentenzia il <em>Post</em>. Nel corso dei mesi, in risposta alle quattro accuse principali, si sarebbero andati delineando <strong>tre capitoli probatori</strong>: nel primo si mette in evidenza &#8220;che Trump sapeva di aver perso le elezioni ma non voleva rinunciare al potere, quindi ha lavorato con i suoi avvocati su un&#8217;ampia varietà di schemi per cambiare il risultato. </p>



<p>Tali schemi includevano la creazione di certificati elettorali fraudolenti che sono stati presentati al Congresso&#8221;.  A seguire, l&#8217;ex presidente avrebbe fatto pressioni sul suo secondo al comando, <strong>Mike Pence</strong>, al fine di impedire il regolare passaggio dei poteri, per la prima volta in tutta la storia costituzionale americana, costringendo i membri del Congresso alla fuga in un luogo sicuro, blindando la documentazione in fase di approvazione. </p>



<p>L&#8217;inchiesta sarebbe ad un punto di svolta anche da un punto di vista della <strong>paternità politica e &#8220;morale&#8221; di Trump</strong> nei confronti della stessa insurrezione: un aspetto molto delicato, a proposito del quale anche il solo rilievo di prove risultava complesso. Anche su questo punto le indagini concluderebbero che &#8220;sulla base di tutte le prove disponibili, della giurisprudenza e di precedenti storici analoghi, il sostegno combinato di Donald Trump agli insurrezionalisti e l&#8217;inerzia mentre l&#8217;insurrezione era in corso sembra più che superare il limite per sostenere le accuse&#8221;. A questo si aggiunge il non riconoscimento di alcun profilo di <strong>immunità presidenziale</strong>, tanto meno il ricorso alla buona fede del presidente, che invece incitava la folla da Twitter al grido di &#8220;<em>Get smart Republicans. FIGHT!</em>&#8220;, prima di essere costretto dalle circostanze, molte ore dopo, a più sani e morigerati consigli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dimostrare che Trump sapeva di aver perso: le testimonianze dei collaboratori</h2>



<p>Sebbene la deposizione di Mike Pence resti segreta, ricorda il <em>Washington Post</em>, per Trump si starebbe davvero profilando l&#8217;ultima parola sulla tragica vicenda di due anni fa. Vi sarebbero ormai le prove fattuali dell&#8217;utilizzo di inganno, pressioni e violenza da parte del presidente e dei suoi sostenitori al fine di impedire il democratico passaggio dei poteri. Un teste d&#8217;eccellenza sarebbe anche il genero di The Donald, <strong>Jared Kushner</strong>, che sarebbe stato ascoltato da un gran giurì federale a Wahington lo scorso mese, secondo quando riportato dal <em><a href="https://www.nytimes.com/2023/07/13/us/politics/kushner-grand-jury-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a></em>. </p>



<p>L&#8217;obiettivo dei pubblici ministeri sarebbe infatti anche quello di dimostrare che Trump possa aver <strong>ammesso privatamente la sconfitta elettorale</strong> e che, dunque, la sua propaganda sulla presunta frode sarebbe stata costruita attorno ad un castello di menzogne. Kushner avrebbe confermato la buona fede del suocero, affermando di aver avuto l&#8217;impressione che quest&#8217;ultimo fosse genuinamente convinto che le elezioni sarebbero state &#8220;rubate&#8221;. Fra gli accoliti dell&#8217;ex presidente sarebbe stata ascoltata anche <strong>Alyssa Farah Griffin</strong>, direttrice della Comunicazione alla Casa Bianca, alla quale Trump avrebbe confidato &#8220;<em>Can you believe I lost to Joe Biden?</em>&#8220;. Questa frase, apparentemente banale, sarebbe un&#8217;ammissione della sconfitta, che renderebbe tutti gli eventi a seguire una elefantiaca macchina fraudolenta. Nell&#8217;indagare fra i contatti più stretti dell&#8217;ex presidente, è emersa, inoltre, la testimonianza di <strong>Tom Fitton</strong>, capo del gruppo conservatore Judicial Watch che sostiene che, essendo in comunicazione diretta con Trump già giorni prima delle elezioni del 2020, aveva compreso come questi avrebbe &#8220;dichiarato falsamente la vittoria la sera delle elezioni e chiesto lo stop al conteggio dei voti&#8221;. Questo aggiungerebbe perfino la premeditazione all&#8217;intero <em>plot </em>dei fatti di Capitol Hill.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa verso le primarie prosegue</h2>



<p>Nelle ultime ore, Trump starebbe cercando in più modi di agitare le acque attorno a sé al fine di edulcorare le possibili notizie sull&#8217;assalto al Campidoglio. Martedì scorso ha infatti chiesto che il <strong>processo sui documenti riservati</strong> ritrovati nella sua villa a Mar-a-Lago venga posticipato a dopo le elezioni presidenziali del 2024. In precedenza, erano state proposte due possibili date del processo (agosto e dicembre), ma gli avvocati dell&#8217;ex presidente continuano a respingere le due ipotesi, sostenendo che questo arrecherebbe grave danno alla campagna elettorale del loro assistito. </p>



<p>Nel frattempo, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-teorema-intorno-a-trump-e-una-costituzione-da-cambiare-perche-la-giustizia-usa-e-in-crisi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la sua corsa elettorale non si ferma</a>, trovando ora nell&#8217;<strong>Iowa</strong> un nuovo nemico: in particolar modo nella persona della governatrice Kim Raynolds, rea di aver esplicitato troppi apprezzamenti a favore di Ron DeSantis, quando invece la tradizione vuole che l&#8217;Iowa-lo Stato che fornisce il la alle primarie-non opti per nessun <em>endorsement</em>. Ed è proprio in questo Stato che i due sfidanti nel Gop sperano di dare il primo segnale per la scalata verso la <em>nomination</em>: nonostante i suoi guai giudiziari, <a href="https://www.documentcloud.org/documents/23823977-cnn-poll-trump-leads-2024-gop-primary-field-but-voters-are-open-to-supporting-other-candidates" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nei sondaggi Trump resta in testa</a> alla corsa nel Gop, con quasi 30 punti sopra DeSantis e tutti gli altri candidati dati praticamente dati per spacciati. </p>



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		<title>L’età, il figlio Hunter e i migranti: perché ora Biden rischia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-2024-elezioni-biden-eta-figlio-hunter-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-scaled-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-1024x577.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-768x433.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-1536x866.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-2048x1155.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Joe Biden si avvicina a compiere 81 anni e alla vigilia delle prossime presidenziali il problema dell’età torna a tormentare la sua candidatura</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-2024-elezioni-biden-eta-figlio-hunter-migranti.html">L’età, il figlio Hunter e i migranti: perché ora Biden rischia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-scaled-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-1024x577.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-768x433.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-1536x866.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-2048x1155.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_3279-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Abbiamo scongiurato il collasso dell’economia e il popolo americano ha ottenuto ciò di cui aveva bisogno”. È così che a inizio giugno il presidente americano <strong>Joe Biden</strong> si è rivolto alla nazione dallo Studio Ovale presentando l’accordo con lo speaker della Camera, il repubblicano Kevin McCarthy.</p>



<p>L’intesa fissa il tetto del debito ed evita il rischio di <strong>default</strong> sino al gennaio 2025. Nelle stesse ore venivano pubblicati i dati sull’occupazione USA che ha registrato un incremento degli occupati di 339 mila unità. In apparenza, con questi successi raggiunti in pochi giorni, Biden dovrebbe navigare con il vento in poppa verso la <strong>riconferma</strong>. Come spiegare allora che secondo un sondaggio di NewsNation/DDHQ il 49% degli intervistati valuterebbe il candidato di un terzo partito se Biden e Trump fossero le due principali scelte sulle schede elettorali?</p>



<p>Numerosi quotidiani e siti internet hanno pubblicato svaristi articoli su quello che è visto come il più grande <strong>tallone d’Achille</strong> del presidente Biden: la sua <strong>età</strong>. L’ultima analisi sul tema è apparsa lo scorso weekend sulle pagine del <em>New York Times</em> e il verdetto è tutto nel titolo, “<em>The complicated reality of Joe Biden, America’s oldest president</em>”.</p>



<p>L’attuale inquilino della Casa Bianca è capace, come successo lo scorso inverno, di mantenere il sangue freddo dopo essere stato svegliato nel cuore della notte dalla notizia di un missile esploso sul suolo polacco. Anche il suo lungo viaggio segreto in treno per una visita a sorpresa a Kiev è tra gli esempi che dimostrerebbero che l’ottantenne presidente è pienamente in grado di ricoprire il ruolo di commander in chief al tempo di uno dei più pericolosi passaggi della storia mondiale. <br><br>La stessa analisi però, dopo aver citato l’ultima delle cadute del presidente durante una cerimonia all’Air Force Academy in Colorado, ricorda anche alcuni recenti episodi in cui Biden si è confuso sul numero dei nipoti e sul nome del suo film preferito. Trova spazio anche la <strong>preoccupazione</strong> dei <strong>finanziatori</strong> democratici per i quali l’anzianità del candidato del partito dell’asinello è un argomento difficile da ignorare. <br><br>Il sito <em>Axios</em> e lo stesso <em>New York Times</em> hanno poi studiato l’agenda del presidente democratico e hanno rilevato una quantità simile di impegni se confrontata con lo stesso anno del presidente Obama. La vera anomalia è lo <strong>scarso numero di interviste</strong> concesse ai media, un quarto rispetto a Trump e un quinto rispetto ad Obama nello stesso periodo, che farebbe pensare ad uno staff impegnato ad evitare che Biden possa fare una delle gaffe per cui è famoso. <br><br>Il dibattito sull’età di un presidente che avrebbe 86 anni nell’ultimo anno del suo eventuale secondo mandato, in misura nettamente inferiore, non risparmia neanche il <strong>probabile sfidante </strong>repubblicano Trump il quale è solo 4 anni più giovane del democratico. Se Biden si allena quasi tutti i giorni e, secondo più fonti, è ancora in grado di leggere briefing complessi e fare domande scomode, la dieta di Trump a base di cheeseburger e bistecche e le sue capacità cognitive sollevano diversi dubbi sulla sua capacità di guidare la principale superpotenza mondiale. Alcuni suoi consiglieri hanno riportato che ha difficoltà a processare le informazioni e a <strong>distinguere la finzione dalla realtà</strong>.<br><br>Perché allora su questo tema i riflettori sono puntati più su Biden che su Trump? Secondo un sondaggio della Reuters/IPSOS, infatti, il 73% ritiene che Biden sia <strong>troppo anziano</strong> mentre solo il 51% pensa la stessa cosa di Trump. La spiegazione starebbe nel fatto che l’eccessivo stile comunicativo di Trump proietterebbe un maggiore senso di forza ed energia. <br><br>Tutte queste riflessioni sull&#8217;età di Biden, almeno sino ad ora, celano però il fatto che ci sono numerosi altri ostacoli sulla strada della sua riconferma alla Casa Bianca. Infatti, ci sarebbero almeno quattro scogli su cui si potrebbe arenare la campagna elettorale per la rielezione del presidente. <br><br>La prima riguarda <strong>Hunter Biden</strong>, il “problematico” figlio del presidente. Nelle scorse settimane l’agenzia delle entrate americana (Irs) ha rimosso l’intera squadra investigativa dall’indagine per frode fiscale nei confronti di Hunter. Secondo quanto riferito dalla talpa che ha contattato il Congresso per denunciare un <strong>insabbiamento del caso</strong>, l’ordine sarebbe partito dal dipartimento di Giustizia. L’inchiesta, avviata nel 2018, era inizialmente concentrata sulle consulenze e sui rapporti oltreoceano del figlio del presidente ma col tempo ha portato gli investigatori ad esaminare il suo reddito, le sue dichiarazioni fiscali e una falsa dichiarazione per l’acquisto di una pistola. Proprio su questa indagine il whistleblower avrebbe denunciato “<strong>interferenze politiche</strong>” e favoritismi. David Weiss, il procuratore del Delaware nominato da Donald Trump non sarebbe lontano dal decidere se procedere con un’incriminazione. <br><br>Un’altra bomba pronta ad esplodere riguarda la <strong>crisi migratoria</strong> al confine con il Messico. Il 12 maggio è scaduto il Titolo 42, la misura introdotta nel 2020 da Donald Trump che, per prevenire la diffusione del Covid 19, permetteva l’espulsione immediata dei migranti entrati nel Paese illegalmente. Al momento i dati sugli sconfinamenti illegali sarebbero in calo ma le condizioni che hanno portato migliaia di messicani e centroamericani a lasciare i propri Paesi sono sempre presenti. La permanente instabilità politica, sociale e le crisi ambientali che investono la regione sono elementi che possono riaccendere in qualsiasi momento la frontiera meridionale degli Stati Uniti con ripercussioni sulla campagna elettorale americana. <br><br>Un altro elemento che potrebbe affossare la corsa alla Casa Bianca di Biden è il supporto di <strong>Kamala Harris</strong>, una vice presidente che nei prossimi mesi sarà sempre più al centro dell’attenzione mediatica considerato che, in caso della sua morte, potrebbe succedere ad un presidente ottuagenario. La vice presidente, nonostante le sue origini e le sue credenziali  sino ad ora non ha entusiasmato la base elettorale e non ha inciso in maniera tangibile sull’agenda dell’amministrazione Biden. <br><br>La <strong>politica estera</strong>, come spesso successo in passato, è l’ultimo ambito dal quale potrebbero arrivare sorprese inaspettate. Il fronte più caldo è ovviamente quello legato alla <strong>guerra in Ucraina</strong>. Con la prospettiva di negoziati di pace ancora molto lontana, il presidente russo Putin potrebbe giocare molte carte per condizionare le elezioni presidenziali americane. Potrebbe non essere fantapolitica ma con un Trump che ha affermato di essere in grado di fermare la guerra in 24 ore, Putin potrebbe dichiarare apertamente di essere pronto a sedersi al tavolo delle trattative solo con Trump come presidente. Così facendo potrebbe vendicarsi della dichiarazione rilasciata da Biden a Varsavia un anno fa quando disse, riferendosi al presidente russo, “per l’amor del cielo, questo uomo non può rimanere al potere”.  <br><br>Considerate quelle che sono solo alcune delle possibili grane per il presidente Biden, la sua età potrebbe rivelarsi, di qui a novembre 2024, come il tema meno dibattuto. Nella campagna elettorale americana, infatti, l’imprevisto, che sia un October surprise o un <strong>cigno nero</strong> come la pandemia nel 2020, è sempre dietro l’angolo.</p>
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		<title>Tutti contro tutti nel Gop: ecco chi sono i candidati alle primarie del 2024</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-contro-tutti-nel-gop-ecco-chi-sono-i-candidati-alle-primarie-del-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1895" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg 1895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1010x1024.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-768x778.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1516x1536.jpg 1516w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-2021x2048.jpg 2021w" sizes="auto, (max-width: 1895px) 100vw, 1895px" /></p>
<p>In questi giorni il campo repubblicano si è riempito di nuovi candidati alla presidenza con una cosa in comune: sono stati trumpiani in qualche modo e non hanno alcuna possibilità di prevalere su Donald Trump. Perché dunque lanciarsi in una contesa dove con tutta probabilità si verrà macellati dal frontrunner e dai suoi attacchi spesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-contro-tutti-nel-gop-ecco-chi-sono-i-candidati-alle-primarie-del-2024.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1895" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-scaled.jpg 1895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-296x300.jpg 296w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1010x1024.jpg 1010w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-768x778.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-1516x1536.jpg 1516w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230321000128813_bcfb4a6547c4d998ce69c9feca27912c-2021x2048.jpg 2021w" sizes="auto, (max-width: 1895px) 100vw, 1895px" /></p>
<p>In questi giorni il campo repubblicano si è riempito di nuovi candidati alla presidenza con una cosa in comune: sono stati trumpiani in qualche modo e non hanno alcuna possibilità di prevalere su <strong>Donald Trump</strong>. Perché dunque lanciarsi in una contesa dove con tutta probabilità si verrà macellati dal frontrunner e dai suoi attacchi spesso accompagnati da nomignoli infamanti? </p>



<p>Ci sono varie ragioni e alcune hanno a che fare con ambizioni nemmeno troppo ben nascoste. Ma andiamo con ordine: al 8 giugno del 2023 i <strong>candidati repubblicani</strong> con una qualche chance di vincere sono dieci. Inutile contare quei personaggi che sono soliti candidarsi senza essere nemmeno notati. A questa tornata ci sono un consulente fiscale texano, un uomo d&#8217;affari del Michigan e un amministratore locale del Rhode Island. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="662" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1024x662.jpg" alt="donald trump" class="wp-image-390764" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-1536x993.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-2048x1323.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331165322386_bff6f4c538ef9596ed49e14add29f743-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donald Trump Foto: EPA/ADAM DAVIS</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Larry Elder</h4>



<p>I media non si accorgeranno mai di loro e gli storici si interrogano su cosa muova certe persone. Passiamo oltre. Partiamo dai candidati con una certa notorietà. <strong>Larry Elder</strong> è un conduttore radiofonico californiano di destra che è arrivato secondo nel 2021 nelle elezioni di recall in California, vinte largamente dal governatore in carica Gavin Newsom. Impossibile che riesca ad affermarsi. Gli stessi analisti a stento ricordano la sua candidatura. Unica chance per lui è quella di vincere qualche voto in California. Peccato che saranno il 5 marzo, dopo le decisive elezioni di Iowa e New Hampshire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-398831" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182302812_4a84bd0c4e7f8e0101234e12dbeb0d6f-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Larry Elder Foto di: EPA/CAROLINE BREHMAN</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Asa Hutchinson e Doug Burgum</h4>



<p>Altri due candidati, invece, in altre epoche avrebbero avuto qualche strada: si tratta dell&#8217;ex governatore dell&#8217;Arkansas <strong>Asa Hutchinson</strong> e del suo omologo del North Dakota <strong>Doug Burgum</strong>, ultimo a essere sceso in campo. Entrambi sono conservatori adamantini che però hanno saputo essere pragmatici nella loro azione di governo. Difficile però che riescano a conquistare i cuori dei militanti due bianchi di mezza età (rispettivamente 72 e 66 anni) dai modi affabili. </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1199" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-398834" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-scaled.jpg 1199w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-scaled-600x961.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-187x300.jpg 187w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-640x1024.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-768x1229.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-960x1536.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-1279x2048.jpg 1279w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607182531269_f6f14e4c8df2486fe892bd2cd16cc606-edited-1599x2560.jpg 1599w" sizes="auto, (max-width: 1199px) 100vw, 1199px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il governatore dell&#8217;Arkansas Asa Hutchinson <br>Foto: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1201" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited.jpg" alt="" class="wp-image-398835" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited.jpg 1201w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-600x959.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-188x300.jpg 188w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-641x1024.jpg 641w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-768x1228.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718311194_930fe1cc92d6cc2441e3f2609720d5f8-edited-961x1536.jpg 961w" sizes="auto, (max-width: 1201px) 100vw, 1201px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il governatore del North Dakota Doug Burgum <br>Foto: EPA/Andrew Harrer / POOL</figcaption></figure>
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<h4 class="wp-block-heading">Mike Pence e <strong>Chris Christie</strong></h4>



<p>Passiamo a un altro esponente politico che avrebbe anche qualche chance, ma di fatto non piace a nessuno: l&#8217;ex vicepresidente <strong>Mike Pence</strong> è troppo tiepido e &#8220;traditore&#8221; per i trumpisti mentre per i moderati è sempre quel superconservatore vicino agli evangelici con posizioni vagamente omofobe. E che dire dell&#8217;imprenditore del tech di origine indiana <strong>Vivek Ramaswami</strong>? Uno dei suoi obiettivi sarebbe quello di &#8220;far riavvicinare le due Americhe&#8221;, quella conservatrice e quella progressista. Impossibile farlo da una piattaforma dove bene o male si deve parlare bene del quadriennio presidenziale di Donald Trump. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623&amp;_gl=1*3mpgh0*_ga*OTMyOTI0MDA0LjE2NDg0NjIxNzA.*_ga_N875FNGMRC*MTY4NjIxMTMyMy45OTEuMS4xNjg2MjExMzYwLjAuMC4w&amp;_ga=2.235155141.512922450.1685967008-932924004.1648462170"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png" alt="" class="wp-image-398540" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Domanda che dovrebbe mettere a disagio anche <strong>Chris Christie</strong>, ex governatore del New Jersey passato dall&#8217;essere un trumpiano di ferro a uno dei critici più feroci dell&#8217;ex presidente. Forse la sua ragione è spingere le vendite dell&#8217;immancabile saggio a sua firma che precede ogni campagna presidenziale che si rispetti. </p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718325733_f9f22be5f3e845599c1cc6d0e29248c6.jpg" alt="" class="wp-image-398836" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718325733_f9f22be5f3e845599c1cc6d0e29248c6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718325733_f9f22be5f3e845599c1cc6d0e29248c6.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mike Pence <br>Foto: EPA/CAROLINE BREHMAN</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-398837" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183433900_f6d01504872116086eafaf27619daca9-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Chris Christie <br>Foto: EPA/CAROLINE BREHMAN</figcaption></figure>
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<h4 class="wp-block-heading">Tim Scott e Nikki Haley</h4>



<p>Veniamo ora ai candidati di una certa rilevanza: due di loro vengono dalla South Carolina e parliamo del senatore <strong>Tim Scott</strong> e dell&#8217;ex governatrice <strong>Nikki Haley</strong>. Entrambi hanno programmi articolati e riferimenti elevati a due ex presidenti come Abraham Lincoln e Ronald Reagan nonché ottime credenziali politiche per riuscire a portare avanti una presidenza post-trumpiana. E non si esclude che possano vincere qualche Stato. Forse però sono troppo complessi questi per un elettorato che ha fame di polemiche e di guerre culturali e a poco vale il background di ascesa sociale da contesti di povertà estrema per entrambi.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-398842" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-scaled-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-1536x961.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183614361_8b28a0fc73383cf5b450986572dd554f-edited-2048x1281.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tim Scott <br>Foto: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-398845" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-scaled-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-1536x960.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230607183716805_1585ebe006d525624f08422847e12c66-edited-2048x1280.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nikki Haley <br>Foto: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>
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<h4 class="wp-block-heading">Ron DeSantis</h4>



<p>Polemiche che invece il governatore della Florida <strong>Ron DeSantis</strong> gradisce in abbondanza. Durante il suo periodo in carica ha attaccato i migranti irregolari, le donne che abortiscono, i docenti progressisti e le grandi aziende troppo &#8220;woke&#8221; per le loro politiche di inclusione sociale. Per DeSantis poi gioca a favore anche la rielezione trionfale lo scorso novembre tanto che molti analisti lo davano come favorito per soppiantare il trumpismo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-398843" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-2048x1371.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_2023060718381785_6728db536ea7276f27b4e288c401ed4b-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ron DeSantis, Foto di: EPA/CJ GUNTHER</figcaption></figure>



<p>Quello che manca a DeSantis invece è il carisma e il calore umano nei confronti delle persone, caratteristiche che non mancano affatto al frontrunner indiscusso Donald Trump che secondo i sondaggi è destinato a prendere una percentuale ben superiore al 50% dei voti, seguito da Ron DeSantis intorno al 30%. Gara chiusa ancor prima di iniziare? Tutto fa sembrare che possa essere così anche se il punto debole di Trump rimane sempre lo stesso: la perdita del <strong>sostegno dei moderati</strong>. Chi mostrerà sufficiente coraggio e intelligenza per attaccarlo su questo punto potrà cambiare qualcosa. Anche se al momento i candidati appaiono più timorosi di indispettirlo che di vincere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-contro-tutti-nel-gop-ecco-chi-sono-i-candidati-alle-primarie-del-2024.html">Tutti contro tutti nel Gop: ecco chi sono i candidati alle primarie del 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Donald Trump sta cominciando a stancare i repubblicani?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/donald-trump-sta-cominciando-a-stancare-i-repubblicani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Muzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=395142</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1608" height="905" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Former US president Donald Trump on the 15th green at Trump International Golf Links &amp; Hotel in Doonbeg, Co. Clare, during his visit to Ireland." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg 1608w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1608px) 100vw, 1608px" /></p>
<p>I guai giudiziari dell'ex presidente infastidiscono sempre più esponenti dentro al Partito Repubblicano. Trump rischia l'isolamento?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-sta-cominciando-a-stancare-i-repubblicani.html">Donald Trump sta cominciando a stancare i repubblicani?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1608" height="905" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Former US president Donald Trump on the 15th green at Trump International Golf Links &amp; Hotel in Doonbeg, Co. Clare, during his visit to Ireland." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump.jpg 1608w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/donald-trump-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1608px) 100vw, 1608px" /></p>
<p>Forse è come sostiene lui, <strong>Donald Trump</strong>: c’è una grossa <strong>persecuzione</strong> <strong>giudiziaria</strong> in atto nei suoi riguardi, anche se è difficile dire da chi potrebbe essere coordinata, dato che ci sono casi in corso sia nello stato di New York, a maggioranza dem, sia in Georgia, dove pur essendoci due senatori democratici a Washington, la maggioranza statale è repubblicana. Ad ogni modo i continui guai giudiziari dell’ex presidente, pur non scalfendone la popolarità nei confronti della base, che anzi continua a vedere in lui un combattente contro l’establishment liberal percepito come ostile all’America profonda, stanno cominciando a creare qualche <strong>fastidio</strong> a suoi potenziali sostenitori. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I guai giudiziari che mettono nei guai l&#8217;ex presidente</h2>



<p>Non soltanto perché ormai, pur avendo dominato con facilità il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/ora-mandate-joe-default-show-donald-bufera-sulla-cnn-2149874.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dibattito</a> col pubblico alla <em>Cnn</em>, è difficile dire cosa Trump possa offrire agli indipendenti come visione alternativa di Paese a chi non vorrebbe dare il proprio voto a un presidente come <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a>, rivelatosi più radicale del previsto. Un candidato, Trump, che “vende” al proprio elettorato tutto ciò che vuole sentirsi dire, ma che ormai suona come un <strong>disco</strong> <strong>rotto</strong>. Ed ha una debolezza che gli viene proprio dalle aule giudiziarie che riguarda un segmento particolare, quello del voto delle donne professioniste che vivono nelle aree suburbane. </p>



<p>Difficilmente saranno convinte da un uomo che difende ancora il suo commento riguardante “afferrare le donne” per il loro organo genitale, emerso da una vecchia trasmissione televisiva o che è stato condannato a pagare cinque milioni di dollari di risarcimento alla giornalista Elizabeth Jean Carroll, che l’ha accusato di averla molestata in un camerino di un grande negozio newyorchese nel 1996. Non si parla di cose astratte per l’<strong>elettorato</strong>, come pressioni indebite per ribaltare le elezioni o potenziali frodi finanziarie, di cui francamente interessa poco all’opinione pubblica, ma di un atteggiamento che Trump difenderà fino alla fine, com’è nel suo stile aggressivo e scarsamente accomodante. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i repubblicani contro Donald Trump</h2>



<p>Se i candidati alle primarie repubblicane per le presidenziali del 2024 esitano a criticarlo (con la parziale eccezione dell’ex governatore dell’Arkansas <strong>Asa</strong> <strong>Hutchinson</strong>, che però ha possibilità quasi nulle di prevalere), lo stesso non si può dire dei senatori. Il leader del raggruppamento repubblicano <strong>Mitch</strong> <strong>McConnell</strong>, lo sappiamo, non sopporta l’ex presidente, con il quale non parla ormai da anni. Non ha rilasciato dichiarazioni, perché non ce n’è bisogno. Cosa che invece ha fatto il suo vice <strong>John</strong> <strong>Thune</strong>, del South Dakota, dicendo che Trump probabilmente costerà ai repubblicani il voto degli indipendenti. E senza di loro non si vince. </p>



<p>Non stupisce nemmeno l’uscita di <strong>Mitt Romney</strong>: l’ex candidato alle presidenziali del 2012, attualmente senatore dello Utah, ha affermato seccamente che spera che anche il popolo americano “giunga alle stesse conclusioni della giuria di New York”. Altri invece, come <strong>Kevin</strong> <strong>Cramer</strong> del North Dakota, che pure lo hanno difeso dalle accuse del procuratore distrettuale di New York <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/chi-alvin-bragg-procuratore-che-ha-mandato-trump-processo-2133196.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alvin Bragg</a>, che ha incriminato Trump per il pagamento di 125mila euro, adesso invece ritiene che qui la questione sia più seria. E persino un ex collaboratrice di Trump, l’ex direttrice della comunicazione della Casa Bianca <strong>Alyssa</strong> <strong>Farah</strong>, che ha detto alla <em>Cnn</em> che la sentenza “dovrebbe squalificarlo” automaticamente. Cosa che non avverrà, dato il precedente di Eugene Debs, candidato socialista alle presidenziali del 1920 quando era detenuto per sovversione. </p>



<p>Questa stanchezza però non si rispecchia nella base, che continua ad amarlo. E questo paradossalmente disegna una parabola ben definita, che lo accomuna con altri leader molto diversi da lui, come ad esempio Bernie Sanders: molto apprezzato dai militanti, detestato da tutti gli altri. Una <strong>debolezza</strong> che Trump probabilmente accentuerà, varando un programma estremista che prevede, tra le altre cose, la potenziale uscita dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nato</a>. Senza contare che difficilmente l’ex presidente può fornire una visione nuova di Paese, così come Joe Biden, che però dalla sua ha il vantaggio dell’essere il presidente in carica. E di aver arginato una possibile deriva estremista dei dem. Cosa che invece Trump ha favorito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-sta-cominciando-a-stancare-i-repubblicani.html">Donald Trump sta cominciando a stancare i repubblicani?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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