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	<title>Partito democratico (PD) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Partito democratico (PD) Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Ddl Delrio è già un successo (per chi voleva spaccare il Pd)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ddl-delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-pd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 12:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-600x395.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il testo autoritario e ottuso a firma Graziano Del Rio non prende di mira l'antisemitismo ma cerca di spaccare il Pd.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ddl-delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-pd.html">Il Ddl Delrio è già un successo (per chi voleva spaccare il Pd)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-600x395.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La contestazione interna al Pd è riuscita a realizzare, almeno in parte, <strong>lo scopo che si era prefisso il ddl contro l&#8217;antisemitismo a firma di Graziano Delrio</strong>: che evidentemente <strong>non era difendere la dignità degli ebrei</strong> e fare da diga all&#8217;odio razzista <strong>ma spaccare il Partito democratico</strong>. Non è stata una &#8220;iniziativa personale&#8221;, come pure qualcuno ha tentato di dire per nascondere il problema, quella dell&#8217;ex ministro, bensì <strong>un testo autoritario e ottuso presentato da una fronda di 13 senatori</strong>. Diventato caso nazionale nel weekend, il testo è stato sostanzialmente scaricato dai vertici del Pd, a partire da <strong>Francesco Boccia</strong>, capogruppo dem in Senato: &#8220;<strong>Non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito</strong>&#8220;.</p>



<p>Il principale partito d&#8217;opposizione, che una settimana fa era riuscito a vincere la Puglia e la Campania, si ritrova <strong>incartato di nuovo dalla corrente &#8220;riformista&#8221;</strong>, con la segreteria sotto il fuoco dei gruppi filoisraeliani. <strong>Missione compiuta.</strong></p>



<p>Noi di <em>InsideOver</em> ne avevamo già parlato <a href="https://it.insideover.com/politica/lotta-allantisemitismo-o-censura-col-ddl-delrio-il-pd-si-mette-nellangolo-da-solo.html">il 28 novembre</a>: si è dovuto aspettare che lo facesse anche <strong>il <em>Manifesto</em></strong> per far capire al resto centrosinistra <strong>la pericolosità della legge</strong>, che intanto era nel cassetto da oltre una settimana. Nessun altro quotidiano di centrosinistra storico, divulgatore, o debunker di quelli che piacciono alla gente che piace, se n&#8217;era occupato, <strong>ed è un problema.</strong></p>



<p>&#8220;Se si è potuto criticare Israele e se voci autonome come quelle citate di Foa o Lerner si sono levate liberamente&#8230; lo si potrà continuare a fare legittimamente&#8221;, dice a un certo punto Delrio al quotidiano comunista, <strong>ed è forse questa la sua frase più sconcertante</strong>. Quello che hanno detto Anna Foa e Gad Lerner, due rappresentanti della sinistra liberale moderata, critici pacati, in questi due anni <strong>non ha nulla a che fare con i contenuti che verrebbero sanzionati dalla definizione dell&#8217;Ihra</strong>, tipici del linguaggio antisionista radicale, nel mondo arabo come nella sinistra italiana. A cominciare dall&#8217;analogia &#8211; sensazionalistica, discutibile &#8211; tra Israele e nazismo, o l&#8217;idea che Israele sia uno Stato razzista fin dalla nascita, o che non dovrebbe esistere, o che soldati Idf si comportino da kapò.</p>



<p>Il fatto che molti di noi reputerebbero tutte queste opinioni irragionevoli, esageratamente ostili, o persino controproducenti per qualsiasi dialogo, <strong>dev&#8217;essere del tutto secondario</strong>: <strong>che si debba estirparle dal dibattito democratico a suon di legge è questo il punto che Delrio non sembra cogliere</strong>. Il suo ddl vuole rendere operativa <strong>l&#8217;ideologia del <em>words are violence</em></strong>, contro cui si sono ribellati molti conservatori dopo l&#8217;assassinio del provocatore seriale Charlie Kirk, <strong>un&#8217;ideologia che riduce in modo arbitrario la distanza tra parole e azioni</strong>, con <strong>effetti illiberali</strong> sul piano legislativo e sul dibattito sull’<em>hate speech</em>.</p>



<p>Ma è vero che <strong>sui social la comunicazione immediata favorisce reazioni impulsive</strong> e la percezione delle parole come violente, e <strong>l&#8217;applicazione dell&#8217;Ihra in salsa italiana</strong> è stata accolta con favore da quei segmenti, non per forza pro-Bibi, che si sentono smarriti nel dibattito pubblico degli ultimi due anni.</p>



<p><strong>Ma l&#8217;Ihra è una soluzione autoritaria e sbagliata</strong>. Per chi non lo sapesse, tra sue direttive c&#8217;è questa: l&#8217;idea che vada etichettato come antisemita &#8220;<strong>applicare doppi standard pretendendo da Israele un comportamento che non viene richiesto o preteso da nessun altro Paese democratico</strong>&#8220;. In pratica, <strong>l&#8217;imputare a Israele crimini commessi già da altre potenze occidentali</strong>.</p>



<p>È la trasformazione in <strong>censura operativa</strong> del benaltrismo socialmediale che abbiamo visto negli ultimi due anni &#8211; esempio: &#8220;E allora il Messico con i narcos?&#8221;, &#8220;E allora la coalizione occidentale a Mosul&#8221;, etc. &#8211; usato per dire che siccome ci sono state altrove, o in passato, operazioni di &#8220;antiterrorismo&#8221; che hanno comportato mattanze indiscriminate, allora bisogna tollerarle anche in un nostro alleato geopolitico intoccabile. Per quanto sia un argomento legittimo, seppur piccino e disonesto, <strong>dev&#8217;essere lasciato alla discussione democratica</strong>, senza che diventi <strong>un&#8217;etichetta infamante</strong> che consenta licenziamenti, isolamento e <strong>carriere rovinate</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione degli intellettuali</h2>



<p>Ma intanto arrivano <strong>le picconate dei segmenti politici filoisraeliani più intransigenti</strong>, incluso <strong>Luigi Marattin</strong>, che accusano il Pd di Schlein di essere ricattato dagli &#8220;squadristi&#8221; e dai &#8220;pro-Pal&#8221;, nonostante la definizione di antisemitismo su cui si basa il ddl venga <strong>criticata anche da numerose organizzazioni pacifiste ebraiche e da intellettuali israeliani di sinistra</strong>. <strong>Elly Schlein</strong>, dal canto suo, <strong>non si esprime</strong>, e questo la dice lunga sull&#8217;esito di una segreteria che, tra le sue missioni, si proponeva quella di <strong>ridurre l&#8217;influenza delle correnti</strong>.</p>



<p>Ci si consola allora con la reazione di alcuni intellettuali impegnati nelle comunità ebraiche come <strong>Roberto Saviano, Helena Janeczeck, Carlo Ginzburg e Gad Lerner</strong>, che hanno firmato un appello definendo il testo di Delrio &#8220;<strong>inaccettabile e pericoloso</strong>&#8221; e che <strong>finisce per banalizzare l’odio antiebraico</strong>. L’appello critica anche il fatto che i quattro disegni di legge in discussione &#8211; presentati da Lega, Italia Viva, PD e Forza Italia &#8211; creino <strong>una sorta di eccezione “in favore degli ebrei”</strong>, separando l’antisemitismo dalla più ampia lotta contro il razzismo. Un approccio che, scrivono, <strong>rischia di alimentare nuova ostilità</strong>.</p>



<p>A intervenire è stato anche <strong>il Laboratorio Ebraico Antirazzista</strong>, che ci scrive e definisce il ddl Delrio &#8220;<strong>molto preoccupante</strong>&#8220;, forse per calcoli interni al Pd o per <strong>inseguire la destra su un terreno repressivo</strong> già battuto da altri partiti socialdemocratici europei.</p>



<p>La sintesi migliore ce la consegna la storica <strong>Anna Foa</strong>, che definisce l’impianto del ddl &#8220;<strong>una minaccia per la democrazia e la libertà d’opinione</strong>&#8220;. Secondo lei, andrebbe semplicemente accantonato. Nel frattempo, però, il testo ha già raggiunto uno dei suoi effetti più visibili: <strong>alimentare divisioni nel Pd</strong> e segnalare un &#8220;<strong>riformismo</strong>&#8221; sempre più fuori controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ddl-delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-pd.html">Il Ddl Delrio è già un successo (per chi voleva spaccare il Pd)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lotta all&#8217;Antisemitismo o censura? Col ddl Delrio il pd si mette nell&#8217;angolo da solo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lotta-allantisemitismo-o-censura-col-ddl-delrio-il-pd-si-mette-nellangolo-da-solo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 18:23:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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<p> I parametri dell'IHRA, scelti dal del di Del Rico, farebbe finire sotto accusa anche molti ebrei che esercitano una critica a Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lotta-allantisemitismo-o-censura-col-ddl-delrio-il-pd-si-mette-nellangolo-da-solo.html">Lotta all&#8217;Antisemitismo o censura? Col ddl Delrio il pd si mette nell&#8217;angolo da solo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129091619410_972f2873460c6b45710c1ae50d91b426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129091619410_972f2873460c6b45710c1ae50d91b426.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129091619410_972f2873460c6b45710c1ae50d91b426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129091619410_972f2873460c6b45710c1ae50d91b426-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129091619410_972f2873460c6b45710c1ae50d91b426-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129091619410_972f2873460c6b45710c1ae50d91b426-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129091619410_972f2873460c6b45710c1ae50d91b426-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Nessuno</strong>, almeno a parole, potrebbe mettere in discussione l&#8217;obiettivo con cui è stato partorito il nuovo disegno di legge contro l’antisemitismo: rafforzare gli strumenti per contrastare quello che sta diventando &#8220;un cancro, un seme di male che non va sottovalutato&#8221;, ossia <strong>l’odio antiebraico in Italia</strong>, soprattutto online, nelle scuole e nelle università. Lo ha presentato <strong>Graziano Delrio</strong>, senatore <strong>Pd</strong>, e rischia di aggiungersi a una serie di tentativi, con la fragile tregua per <strong>Gaza</strong> firmata in autunno, per restaurare il solito status quo nel dibattito e rendere pressoché impossibile la critica a <strong>Israele</strong>. Non ne sta parlando <a href="https://www.osservatorioantisemitismo.it/articoli/senatore-delrio-presenta-un-disegno-di-legge-contro-lantisemitismo/">quasi</a> nessuno, e la sinistra dem dovrebbe preoccuparsi.</p>



<p>Vediamo perché. Nella sua nota introduttiva, Delrio insiste su un “incremento incomparabile” degli episodi, su un antisemitismo sempre più “liquido” e digitale, su una normalizzazione del linguaggio d’odio che richiede risposte nuove.</p>



<p>Fin qui tutto bene. Ma il testo si appoggia su una serie di fonti che bisogna passare al setaccio: le audizioni del <strong>Coordinatore nazionale contro l’antisemitismo</strong>, i <a href="https://archive.jpr.org.uk/object-1357">rapporti</a> del <strong>Cdec</strong>, le indagini dell’<strong>Agenzia europea per i diritti fondamentali</strong>. È da lì che arrivano i numeri più citati: il <strong>+400 per cento</strong> di atti antisemiti in un anno, i dati del <strong>2024</strong> quasi raddoppiati rispetto al 2023, la stima secondo cui il <strong>75 per cento</strong> degli ebrei italiani preferisce non esporre simboli religiosi in pubblico per paura di aggressioni o discriminazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un problema di definizioni, ma non solo</h2>



<p>Dietro questi numeri, però, c’è una scelta meno evidente: tutti i monitoraggi citati usano già come riferimento la definizione operativa di antisemitismo dell’<strong>Ihra</strong>, l’<strong>International Holocaust Remembrance Alliance</strong>. &#8220;Una definizione che nasce con l’intento dichiarato di offrire uno strumento utile a monitorare quelle forme più sottili di antisemitismo che talvolta si celano dietro la retorica antisionista&#8221;, ha <a href="https://ilmanifesto.it/lantisemitismo-ostaggio-dellagenda-politica">spiegato</a> al <em>Manifesto</em> <strong>Valentina Pisanty</strong>, docente di Semiologia all&#8217;<strong>Università di Bergamo</strong>, che ha recentemente <a href="https://www.amazon.it/Antisemita-parola-ostaggio-Valentina-Pisanty-ebook/dp/B0DRW7M2ZT">pubblicato</a> <em>Antisemita. Una parola in ostaggio</em>. Nella pratica, però, con una serie di trucchi linguistici, come la sostituzione del modo dubitativo con quello assertivo su ciò che è antisemitismo, si è trasformata in un dispositivo che tende a colpire in modo indiscriminato i movimenti pro-<strong>Palestina</strong> e la sinistra.</p>



<p>Ed è proprio questa definizione che il ddl decide di trasformare nel perno giuridico della legge: l’articolo 1 stabilisce che, per ogni effetto, si farà riferimento all’<strong>Ihra</strong>. Non è un dettaglio tecnico, perché da lì dipende cosa verrà considerato “contenuto antisemita” sulle piattaforme, nelle scuole, nelle università.</p>



<p>Prendiamo gli episodi censiti dal <strong>Cdec</strong> negli ultimi anni, che mostrano un aumento preoccupante: dai <strong>197 casi</strong> del 2018 si passa ai <strong>251</strong> del 2019, ai <strong>241</strong> del 2022, fino ai <strong>454</strong> del 2023, quasi il doppio. A cambiare non è solo la quantità, ma anche la natura degli episodi: la grande maggioranza avviene <strong>online</strong>, tra social network, commenti e meme, ma crescono anche minacce, vandalismi e qualche aggressione nel mondo reale, spesso in corrispondenza di momenti simbolici come il <strong>Giorno della Memoria</strong> o l’anniversario del <strong>7 ottobre</strong>.</p>



<p>Il problema è che il Cdec, adottando i parametri dell&#8217;<strong>Ihra</strong>, fa coincidere moltissimi dei casi elencati tra le possibili fattispecie antisemite con luoghi comuni o argomenti tipici della retorica antisraeliana e antisionista: ad esempio chiunque associ &#8220;<strong>Israele e il sionismo al razzismo, imperialismo, e colonialismo</strong>&#8220;, oppure usi slogan come &#8220;<strong>dal fiume al mare</strong>&#8221; o crei analogie tra il governo <strong>Netanyahu</strong> e il nazismo. Parametri che schederebbero come antisemiti anche numerosi ebrei democratici scesi in piazza in questi mesi.</p>



<p>Bisogna tenere presente che non è cambiata solo la definizione o la sensibilità alle segnalazioni: anche gli atti violenti &#8220;<strong>offline</strong>&#8221; (aggressioni, minacce, vandalismi) sono in crescita: nel <strong>2022</strong> l’<strong>Osservatorio</strong> ha <a href="https://www.cdec.it/relazione-annuale-sullantisemitismo-in-italia-2022/">contato</a> <strong>77 episodi materiali</strong> (inclusi 2 aggressioni fisiche, 10 minacce e un grave atto vandalico contro la <strong>sinagoga di Trieste</strong>) su 241 totali, in aumento rispetto ai 45 dell’anno precedente. Nel <strong>2023</strong> gli episodi offline sono saliti a <strong>195 casi</strong> (tra cui un’aggressione e 40 minacce), evidenziando un’impennata di azioni antisemite.</p>



<p><strong>Dire che “l’antisemitismo aumenta” è quindi largamente corretto.</strong> Ma è altrettanto vero che il conteggio che informa il ddl repressivo di Delrio è condizionato da un modo di definirlo piuttosto restrittivo. La definizione <strong>Ihra</strong>, su cui si regge tutto il ddl, è al centro di un dibattito acceso nel mondo perché nei suoi esempi applicativi quasi tutti riguardano <strong>Israele</strong>. Non si limita a descrivere l’odio contro gli ebrei in quanto tali &#8211; ad esempio il topos razzista sul controllo della finanza, o sulla responsabilità per tutte le guerre nel mondo, etc. &#8211; ma include così tante forme di critica a Israele da rendere questa impossibile. Non a caso negli ultimi anni questa impostazione è stata usata dalla <strong>Germania</strong> o dagli <strong>Stati Uniti</strong> per contestare non solo insulti antisemiti, ma anche campagne di solidarietà con i palestinesi, rapporti di organizzazioni per i diritti umani, interventi di accademici e attivisti.</p>



<p>&#8220;Lo scopo politico di questa definizione – silenziare le critiche più accese a Israele &#8211; è evidente a chiunque si occupi di questi temi&#8221;, ha detto <strong>Pisanty</strong>. Una scelta, quella di Delrio, che sembra pensata dunque per colpire anche la sinistra del proprio partito, mettendola in un angolo e rendendola inoffensiva. Un modo per dire &#8220;la ricreazione è finita&#8221;, dopo due anni di timidi cambiamenti nel discorso pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La macchina delle segnalazioni</h2>



<p>È un problema reale. Esistono dossier che documentano casi di studenti, docenti, giornalisti e associazioni accusati di antisemitismo per aver definito “<strong>apartheid</strong>” il sistema di controllo sui palestinesi, o per aver criticato il <strong>sionismo</strong> come progetto politico. In diverse situazioni, le accuse si sono rivelate infondate ma hanno comunque prodotto effetti: eventi annullati, contratti rescissi, inviti ritirati. Dopo il <strong>7 ottobre 2023</strong> questo schema si è moltiplicato: manifestazioni vietate, slogan contestati, commemorazioni della <strong>Nakba</strong> cancellate in nome della lotta all’antisemitismo, spesso facendo riferimento proprio alla definizione <strong>Ihra</strong>.</p>



<p>Non sono critiche che arrivano solo da movimenti pro-palestinesi. <strong>Kenneth Stern</strong>, uno dei redattori originari del testo da cui è stata ricavata l’Ihra, ha denunciato l’uso “contundente” della definizione. Una larga coalizione di <strong>ONG</strong> e oltre <strong>350 studiosi</strong> di antisemitismo, studi ebraici e Shoah ha promosso un testo alternativo, la <strong>Jerusalem Declaration on Antisemitism (Jda)</strong>, che prova a fare una cosa semplice: combattere con più efficacia il vero antisemitismo, distinguendolo in modo esplicito dalla critica legittima a Israele e al sionismo.</p>



<p>Questa discussione non è rimasta confinata agli ambienti accademici. <strong>Volt Europa</strong>, movimento paneuropeo di centro-sinistra che nel 2019 aveva adottato l&#8217;<strong>Ihra</strong>, nel <strong>novembre 2025</strong> ha votato in assemblea generale per sostituirla con la <strong>Jda</strong> nel proprio Codice di condotta. La mozione per adottare la Jda è passata con circa <strong>due terzi</strong> dei voti; quella per rafforzare l’Ihra è stata respinta. È un segnale politico anche per il <strong>Pd</strong>, diviso tra <a href="https://x.com/paolomossetti/status/1993039940070801836">sezioni giovanili</a> che tentano timidamente di opporsi alla finta moderazione di <strong>Sinistra Per Israele</strong> (gruppo orientato tutto a impedire qualsiasi riforma dello status quo diplomatico) ed esponenti &#8220;riformisti&#8221; che scattano <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-scandalo-dellincontro-tra-pina-picierno-e-il-think-tank-israeliano-di-estrema-destra.html">foto-ricordo</a> con le <strong>lobby dei coloni</strong> a Bruxelles o partecipano a manifestazioni pro-<strong>Netanyahu</strong> insieme alla destra di governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un fronte trasversale dalla Lega al Pd</h2>



<p><strong>Graziano Delrio</strong> è uno dei più blandi critici di Israele di tutto il centrosinistra, non a caso mandato con la <strong>Commissione Esteri del Senato</strong> in <strong>Palestina</strong> e tornato con una serie di foto in posa sorridente, come se nulla fosse, con la nomenclatura del <strong>Likud</strong>. Rappresenta la vecchia guardia gattopardesca e ha pensato bene di sfogarsi col <strong>Foglio</strong> dicendo:&#8221;Una parte della sinistra italiana ha parlato sempre troppo poco del <strong>7 ottobre</strong>&#8230; questo è stato il suo vero errore, non essersi messa nei panni di entrambi i popoli&#8221;. Come se, nel concreto, la diplomazia euro-atlantica e la grande stampa non si fossero già schierate sproporzionatamente con <strong>Golia</strong>, al di là di ciò che ne pensava la sinistra.</p>



<p>Il suo ddl va in direzione opposta a qualsiasi concezione liberale del dibattito. Non solo ribadisce il richiamo all’<strong>Ihra</strong>, ma chiede a piattaforme digitali, <strong>Agcom</strong>, scuole e università di applicarla come criterio operativo. Le piattaforme dovranno introdurre un canale specifico di segnalazione per i contenuti “antisemiti”, valutare entro <strong>48 ore</strong>, rimuovere e sospendere per <strong>sei mesi</strong> chi insiste, tenere registri da mandare all’Autorità. <strong>Agcom</strong> potrà intervenire, sanzionare, costruire procedure semplificate con organizzazioni rappresentative delle comunità ebraiche. Tutto questo &#8211; è la garanzia &#8220;riformista&#8221; di Delrio &#8211; <strong>con risorse invarianti</strong>, cioè senza costi aggiuntivi per le povere casse pubbliche.</p>



<p>Nell&#8217;indifferenza della totalità dei media progressisti, il ddl Delrio si unisce a due proposte analoghe partorite da forze politiche che dovrebbero essere, almeno sulla carta, assai più smaccatamente filoisraeliane del Pd: la <strong>Lega</strong>, con la proposta di <strong>Salvini</strong> per vietare manifestazioni pro-<strong>Pal</strong> i cui slogan ricadano nella definizione dell&#8217;<strong>Ihra</strong>, e <strong>Italia Viva</strong>, con un ddl a firma di <strong>Ivan Scalfarotto</strong> di poco più lieve, che propone di creare una banca dati di antisemiti e nuove sanzioni; ovviamente, sempre usando l&#8217;Ihra (peraltro, Scalfarotto in estate poco dopo quel ddl interveniva su <strong>X</strong> per difendere <strong>Rocco Tanica</strong> e il suo fotomontaggio sessista e volgare contro <strong>Francesca Albanese</strong>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa farà il Pd?</h2>



<p>È qui che dovrebbe farsi sentire il <strong>Partito Democratico</strong>, se ha ancora una spina dorsale. Sostenere questo ddl senza modifiche significa accettare un pacchetto in cui la tutela, sacrosanta, della comunità ebraica passa attraverso uno strumento che &#8220;<strong>crea confusione tra antisemitismo e antisionismo e finisce per colpire le critiche nei confronti di Israele, restringendo gli spazi del dissenso e la libertà di manifestare</strong>&#8220;, per usare le parole del <strong>Laboratorio Ebraico Antirazzista</strong>.</p>



<p>In mezzo ci sarebbe un lavoro più faticoso, ma più coerente con la storia del Pd: riconoscere la gravità del fenomeno, escludere qualsiasi collaborazione con antisionisti violenti o massimalisti, ma allo stesso tempo ribadire la necessità di sostituire l’<strong>Ihra</strong> con riferimenti più benevoli come la <strong>Jda</strong>. Non per indebolire la lotta all’antisemitismo, ma per sganciarla da qualsiasi riforma del nostro rapporto con <strong>Israele</strong>. Nel presentare sottobanco il ddl, è come se il <strong>Pd</strong> rinnegasse i timidi passi fatti dalla segretaria in questi mesi per avvicinarsi un po&#8217; di più con il sentire della base sul <strong>Medio Oriente</strong>. Come se fossero stati uno scherzo, una burla.</p>



<p>&#8220;La linea di confine tra discorso ragionevole e irragionevole non coincide con quella tra discorso antisemita e non antisemita. Si può essere irragionevolmente ostili a Israele senza per questo essere antisemiti&#8221;, ricorda <strong>Pisanty</strong>. Il dibattito politico che rischia di modellare questo ddl invece stabilisce con parametri molto stretti cosa è ragionevole, ed esclude a priori una grande parte della discussione. Ma la domanda è sempre la stessa: <strong>dove sta andando il Pd?</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lotta-allantisemitismo-o-censura-col-ddl-delrio-il-pd-si-mette-nellangolo-da-solo.html">Lotta all&#8217;Antisemitismo o censura? Col ddl Delrio il pd si mette nell&#8217;angolo da solo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tra atlantisti stile Avengers e realisti intimiditi, il PD si divide su Russia e Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-atlantisti-stile-avengers-e-realisti-intimiditi-il-pd-si-divide-su-russia-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 08:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il recente voto al Parlamento europeo ha messo in rilievo le divisioni interne al Pd, tra massimalisti e moderati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-atlantisti-stile-avengers-e-realisti-intimiditi-il-pd-si-divide-su-russia-e-ucraina.html">Tra atlantisti stile Avengers e realisti intimiditi, il PD si divide su Russia e Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un&#8217;intervista per il quotidiano <em>Il Riformista</em> di Claudio Velardi, in cui viene descritta, nel titolo, come «riformista doc che salva l&#8217;onore dell&#8217;Italia», la vicepresidente del Parlamento europeo <strong>Pina Picierno</strong> spiega: gli «scenari apocalittici» di cui parlano i pacifisti terrorizzati dalla guerra in Ucraina sono frutto della «propaganda» di Putin, la cui Russia è «un Paese in via di fallimento». Negoziazioni per mettere fine all&#8217;invasione? Nemmeno a parlarne, se prima non si parte dall&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina. La quale, aggiunge Picierno, è «vicina a entrare nell&#8217;Unione».</p>



<p>L&#8217;ex renziana doc, amatissima dalla galassia del Terzo Polo e dai più rigidi atlantisti del nostro panorama politico, ha commentato così venerdì la decisione di votare in linea con i socialisti europei e i democratici americani e in rotta con i colleghi dem, quando il 19 settembre il Parlamento europeo ha confermato come previsto il sostegno militare e finanziario a Kiev. Una risoluzione non vincolante, vale a dire che esprime solamente un indirizzo politico, ma non impone nulla. E che però contiene un punto, il numero 8, che  invita i Paesi europei ad autorizzare l’esercito ucraino a utilizzare i missili a lungo raggio in territorio russo contro obiettivi militari legittimi. </p>



<p>Su questo punto <strong>entrambe le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra italiane si sono spaccate</strong>, votando in modo indipendente rispetto ai loro gruppi europei di riferimento. Ma è il PD ad esserne uscito con la frattura più vistosa: <strong>diciannove parlamentari e quattro posizioni diverse sulle armi.</strong> Se la segretaria <a href="https://it.insideover.com/politica/pd-quellatlantismo-stile-avengers-che-se-ne-frega-degli-elettori-e-forse-anche-della-realta.html"><strong>Elly Schlein</strong> </a>avrebbe preferito un approccio cauto, dando l&#8217;indicazione chiara di votare contro il punto 8 in modo da venire incontro al crescente elettorato stanco della guerra, al momento del voto il partito si è diviso: nove hanno seguito l’indicazione di Schlein, in sei non hanno partecipato allo scrutinio, e <strong>in due (Elisabetta Gualmini e Pina Picierno, appunto) hanno votato a favore</strong>.</p>



<p>Nonostante il controverso punto 8 alla fine sia stato approvato con un’ampia maggioranza e sia stato incluso nel testo finale della risoluzione, votato dal Partito Democratico con l’eccezione di due pessimisti, <strong>l&#8217;Emergency Cecilia Strada e l&#8217;ex direttore di <em>Avvenire</em>,<a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html"> Marco Tarquinio</a></strong>, che si sono astenuti, Gualmini e Picierno hanno rilasciato diverse interviste incendiarie: vantandosi di essere opposizione interna al PD, ribadendo il sostegno alla maggioranza Ursula e all’uso delle armi per colpire le basi russe senza esitazioni, e condendole con tutta una serie di dichiarazioni in stile film Marvel sulla lotta senza quartiere tra democrazie e dittature.</p>



<p>All&#8217;interno del PD il dibattito sul sostegno all&#8217;Ucraina è acceso e diviso. <strong>Il partito resta largamente ostile alla Russia e solidale con la resistenza ucraina</strong>, ma è arrivato al culmine lo scontro tra una segretaria Schlein che ha imposto un approccio più equilibrato e a tratti ambiguo del suo predecessore Enrico Letta, enfatizzando la necessità di una soluzione diplomatica, e una minoranza molto forte sui social e nelle bolle editoriali che sceglie il massimalismo. Esponenti come Lorenzo Guerini, cattolico a disagio a sinistra, o come Debora Serracchiani o Marianna Madia continuano a sostenere fermamente il supporto militare senza esitazioni. Allo stesso tempo, figure come Andrea Orlando e Enzo Amendola chiedono una critica più incisiva contro il Governo italiano e l&#8217;Unione Europea per la mancanza di iniziative diplomatiche. Lo fanno da una posizione certo non pregiudiziale contro l&#8217;Ucraina, ma di realismo per come sta andando la guerra.</p>



<p>Recenti votazioni hanno visto il PD astenersi sia su risoluzioni del Terzo Polo (favorevoli all&#8217;invio di armi) sia su quelle del Movimento 5 stelle (contrarie), evidenziando fratture che hanno a che fare col modo di concepire la geopolitica e le alleanze fondamentai dell&#8217;Italia. <strong>Peppe Provenzano</strong>, responsabile Esteri della segreteria, è tra quelli più insofferenti col protagonismo dei ribelli ultra-atlantisti: «Accreditare un cambio di linea sul sostegno all’Ucraina, come ha fatto qualcuno nel partito per ragioni di posizionamento interno, è grave e irresponsabile», ha detto.&nbsp;Mentre Guerini è tra quelli che, insieme a Picierno, si dice convinto del fatto che «in politica la moneta cattiva scaccia quella buona, e se il PD va sul terreno della demagogia perde». Con un riferimento ovvio al M5S di Giuseppe Conte, campione dei non interventisti.</p>



<p>Se le riviste di area neocon come Linkiesta continuano a spalleggiare Picierno descrivendola come un&#8217;eroina solitaria in un paese di cordardi, ai quali &#8220;il midollo del leone continua a mancare&#8221; (copyright Mario Lavia), i sondaggi però sembrano dare ragione a Schlein. Stanchi della guerra, gli italiani si sentono lontani dalla Russia, ma anche dall&#8217;Ucraina. <strong>In un anno il supporto all&#8217;assistenza a Kiev è sceso dal 47% al 29%, dice una rilevazione di Ilvo Diamanti</strong>. Contrari in particolare gli elettori di Lega, FdI e M5S. Poco meno di un elettore PD su due è sicuro che sostenere Kyiv sia la scelta giusta, ma non viene specificato fino a che punto si estenderebbe quell&#8217;aiuto.</p>



<p>La risposta di Picierno al povero presidente del PD siciliano <strong>Antonio Ferrante</strong> in uno scambio su X andrebbe ritagliata per quanto è indifferente a questi segnali: «Non potremo mai pensarci vincenti se non ci diamo una linea, quale che sia», aveva scritto Ferrante, commentando un&#8217;intervista di Gualmini in cui il voto contro Schlein diventava motivo di vanto. «Rivendico il diritto di dire quello che penso su questioni cruciali», è intervenuta Picierno, «da cui dipende il futuro del nostro continente; rivendico il diritto di difendere la resistenza ucraina dall’invasione criminale di Putin&#8230; Le caserme si trovano altrove». Un monologo moralista, quasi in trance, per posizionarsi presso un segmento per lo più socialmediale. «Sottolineare il proprio dissenso con toni così moraleggianti dà il senso che il resto del nostro partito, a differenza sua, sia quasi pro Putin», è stata la risposta di Ferrante.</p>



<p>«Come pensa Picierno di ottenere, sul campo, il ritorno ai confini ucraini del 1991?», si chiede il blogger e analista militare <strong>Edoardo Fontana</strong>. «Puntare sull&#8217;improvviso crollo di una Russia in fallimento è piano già fallito nel 2022. E oggi i russi, lentamente, avanzano». Sembra essere una preoccupazione che si nascondeva anche dietro i copiosi fischi sopraggiunti a<strong> Riccardo Magi</strong>, leader di Più Europa, quando alla Festa dell&#8217;Unità riduceva la guerra in Ucraina a una questione di «diritto internazionale» e basta, senza sfumature. Quel pubblico «odia gli ucraini», ha commentato una mia conoscenza molto di sinistra, molto woke, perennemente a caccia del fascista sul Web, di fronte a quei fischi: del tutto radicalizzato sulla guerra, e incapace di voler leggere le tracce del malessere. Un malessere che seconda la parte del PD che continua a ragionare come un film degli Avengers o è causato dalle fake news di Putin e da nient&#8217;altro.</p>



<p></p>
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		<title>Ciao ciao Beppe Grillo, nella UE i Cinquestelle svoltano decisi a sinistra. E in Italia&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ciao-ciao-beppe-grillo-nella-ue-i-cinquestelle-svoltano-decisi-a-sinistra-e-in-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 08:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra radicale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240410114800447_ce94318044aa62f6979e94307b831ff4-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dopo aver rivendicato per anni l'alternativa ai blocchi di destra e sinistra, il Movimento 5 Stelle fa in Europa una scelta di campo netta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ciao-ciao-beppe-grillo-nella-ue-i-cinquestelle-svoltano-decisi-a-sinistra-e-in-italia.html">Ciao ciao Beppe Grillo, nella UE i Cinquestelle svoltano decisi a sinistra. E in Italia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>“Il tempo delle ideologie è finito. Il Movimento 5 Stelle non è fascista, non è di destra, né di sinistra”. Con queste parole sul suo blog, <strong>Beppe Grillo</strong> presentava agli italiani la sua creatura politica che, dopo poco più di un mese, fece l’exploit alle politiche del 2013, certificando la nascita di un modo di pensare e fare politica secondo logiche del tutto post ideologiche. A più di dieci anni di distanza da quelle parole, il Movimento 5 Stelle aderisce al gruppo della <strong>Sinistra</strong> (<em>The Left</em> o GUE/NGL) al <strong>Parlamento Europeo</strong>, dopo che nella scorsa legislatura i suoi eurodeputati avevano brancolato per cinque lunghi anni nel buio del gruppo dei non iscritti.</p>



<p>La decisione da parte dei vertici del raggruppamento GUE/NGL è giunta il 4 luglio, dando una dimora agli otto eletti pentastellati, ma accettando il loro ingresso con riserva poiché si è concordato di concedere alla formazione di <strong>Giuseppe Conte </strong>e allo stesso gruppo parlamentare uno status di osservatore reciproco dalla durata di un semestre. Tale accordo nasce dall’esigenza di potersi annusare, studiare e conoscere meglio, soprattutto per via della tortuosa strada lungo la quale si è sempre spostato il Movimento in materia di alleanze all’Eurocamera. Nella loro legislatura di esordio, i 5 stelle condividevano gli scranni con la destra ferocemente euroscettica di <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/profili-nigel-farage-il-politico-da-pub-che-prende-a-sassate-la-vecchia-inghilterra.html"><strong>Nigel Farage</strong>,</a> il teorico della Brexit ai tempi leader dello <em>United Kingdom Independence Party (UKIP)</em>, per poi tentare nel 2017 l’entrata nel gruppo centrista e ultraeuropeista dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa (ALDE) ma senza che la cosa andasse in porto. </p>



<p>Se alcuni commentatori avevano ipotizzato un’interlocuzione con <strong>Sahra Wagenknecht </strong>&#8211; leader della sinistra sovranista tedesca e critica nei confronti di The Left &#8211; per la costituzione di un nuovo gruppo, Conte ha preferito aggregarsi a una famiglia &#8220;tradizionale&#8221; dell&#8217;Europarlamento al fianco di Sinistra Italiana e delle sinistre radicali come <em>France Insoumise</em> e <em>Die Linke</em>, facendo del Movimento la componente più numerosa dopo la formazione francese di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-jean-luc-melenchon-lultimo-rivoluzionario-di-macronia.html">Jean-Luc Mélenchon</a></strong>. Quali scenari europei e nazionali si possono aprire con tale novità?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le condizioni e il no alla maggioranza Ursula</strong></h2>



<p>“Nei prossimi cinque anni ci impegneremo a collaborare con i nostri nuovi colleghi per sostenere un’Europa più consapevole dal punto di vista sociale, opponendoci alla povertà e alle politiche di austerità”. Sono queste le parole pronunciate dal capo delegazione del M5S, <strong>Pasquale Tridico</strong>,&nbsp; in seguito all’ammissione a The Left, avvenuta dopo che lui e i suoi sette colleghi della compagine pentastellata hanno dovuto rispondere a 12 domande selezionate dal gabinetto della Sinistra riguardo a temi come il diritto al lavoro, la lotta al cambiamento climatico, la guerra in Ucraina e l’azione contro l’avanzata delle destre in Italia e in Europa. </p>



<p>Tra le condizioni poste dai vertici ai nuovi compagni di viaggio, vi è il no a un bis di <strong>Ursula von der Leyen</strong>, presidente uscente della Commissione europea che tenterà la riconferma il 18 luglio. Cinque anni fa, Von der Leyen fu investita della fiducia dell’Eurocamera per soli 383 voti, nove in più rispetto al quorum necessario di 374, e in quell&#8217;occasione 75 <strong>franchi tiratori</strong> tra le file dei popolari, socialisti e liberali decisero di voltare le spalle all’allora ministra di Angela Merkel. I 14 europarlamentari grillini, invece, si espressero a favore rivelandosi decisivi. Ma questa volta, salvo sorprese clamorose, il M5S non voterà per Von der Leyen rappresentando un problema di non scarsa rilevanza per la presidente, dal momento che già si contano i possibili “traditori” tra i banchi della sua maggioranza e si teme possano essere una cinquantina.&nbsp; È innegabile, date le circostanze, che i voti pentastellati potessero essere un prezioso bottino per la riconferma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo schema francese per l’Italia&nbsp;</strong></h2>



<p>Con lo scioglimento anticipato dell’Assemblea nazionale da parte di <strong>Macron</strong> a causa dell’avanzata poderosa del <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jordan-bardella-lenfant-prodige-della-destra-francese-piu-prodige-anche-di-macron.html">Rassemblement National di <strong>Le Pen</strong> e <strong>Bardella</strong> </a>alle elezioni europee, le sinistre hanno deciso di mettere da parte le differenze per fare fronte comune al fine di scongiurare la presa del potere da parte della destra radicale. A pochissime ore dall’annuncio dell’Eliseo, il Partito socialista, la France Insoumise, il Partito comunista e i Verdi hanno dato forma a un cartello elettorale, battezzato Nouveau Front Populaire (Nuovo Fronte Popolare), che nelle recenti elezioni legislative d’oltralpe ha dimostrato di essere estremamente competitivo e di incarnare una proposta attrattiva. La domanda da porsi è: anche in Italia è possibile una coesione delle sinistre?&nbsp;</p>



<p>Ormai da qualche anno, Partito democratico e Movimento 5 stelle hanno avviato, non senza battute di arresto, un<em> iter</em> finalizzato a cementare un’alleanza che diventi organica per fungere da contraltare al centrodestra, da sempre unito. Lo spirito e il senso di unità, per ora, sono emersi solo in occasione di elezioni amministrative e regionali, ma mai a livello nazionale. La segretria del Pd, <a href="https://it.insideover.com/politica/tira-piu-il-sindaco-della-von-der-leyen-laffluenza-in-italia-salvata-dal-voto-locale.html"><strong>Elly Schlein</strong>, da tempo chiede l’<strong>unione delle forze progressiste</strong></a> per “costruire una grande alternativa a queste destre, a partire dai temi” in cui il Movimento fondato da Beppe Grillo sarebbe l’interlocutore privilegiato. Finora a prevalere sono state le differenze, sia per le resistenze di alcuni pentastellati, come l’ex sindaca di Roma <strong>Virginia Raggi</strong>, che hanno sempre espresso inquietudine riguardo all&#8217;apparentamento con il Pd in nome dell’indole post ideologica del M5S, sia per alcune dichiarazioni di Conte che non hanno sciolto i nodi, come il non preferire nessuno tra Trump e Biden.</p>



<p>Indubbiamente, l’entrata nel gruppo della Sinistra rappresenta una scelta di appartenenza a un’area culturale e politica specifica e che potrebbe facilitare il percorso di convergenza tanto agognato dalla segreteria dei Dem. Altrettanto vero è, però, che la storia di alleanze del Movimento ha rappresentato a tutto tondo il manifesto post ideologico delle origini che ha visto nascere coabitazioni politiche a seconda della convenienza delle circostanze &#8211; vedasi il passaggio da Farage a Mélenchon in Europa o quello dalla Lega al Pd al governo in Italia &#8211; , sebbene oggi il soggetto in questione voglia darsi un&#8217;identità più chiara e riconoscibile che, <em>de facto</em>, snatura e rinnega le parole di Beppe Grillo pronunciate nel 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ciao-ciao-beppe-grillo-nella-ue-i-cinquestelle-svoltano-decisi-a-sinistra-e-in-italia.html">Ciao ciao Beppe Grillo, nella UE i Cinquestelle svoltano decisi a sinistra. E in Italia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tira più il sindaco della Von Der Leyen. L&#8217;affluenza in Italia salvata dal voto locale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tira-piu-il-sindaco-della-von-der-leyen-laffluenza-in-italia-salvata-dal-voto-locale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 07:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1401" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240610103605650_0dd6cc850cb0faeae12d514b0ac95ee7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240610103605650_0dd6cc850cb0faeae12d514b0ac95ee7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240610103605650_0dd6cc850cb0faeae12d514b0ac95ee7-600x438.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240610103605650_0dd6cc850cb0faeae12d514b0ac95ee7-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240610103605650_0dd6cc850cb0faeae12d514b0ac95ee7-1024x747.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240610103605650_0dd6cc850cb0faeae12d514b0ac95ee7-768x560.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240610103605650_0dd6cc850cb0faeae12d514b0ac95ee7-1536x1121.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'affluenza in Italia? Spinta dal voto locale più che dalle Europee. Una dinamica di cui il Pd si è decisamente avvantaggiato.</p>
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<p>Nel quadro delle <strong>elezioni europee</strong> in cui il <strong>voto italiano ha per la prima volta </strong>presentato un&#8217;affluenza sotto il 50% a una tornata nazionale, un dato di fatto appare importante: <strong>l&#8217;elettorato è più mobilitato</strong> laddove a essere <strong>chiamato in causa non è solo il tema dell&#8217;Europarlamento</strong> ma anche, se non soprattutto, un voto locale.</p>



<p>Da Nord a Sud, i cittadini italiani votano con maggior entusiasmo e attenzione pensando alle dinamiche di prossimità, ai ridotti poteri e al margine d&#8217;influenza risicato di un consiglio comunale, piuttosto che ai <strong>destini dell&#8217;Europa al bivio tra un mondo in guerra e grandi sfide sistemiche</strong>. E non è certamente solo colpa di un&#8217;approssimazione dell&#8217;elettorato: in un <strong>voto per le Europee dove non si è parlato d&#8217;Europa</strong> la mobilitazione per Strasburgo è stata limitata a pochi settori, come dimostra l&#8217;exploit di Alleanza Verdi Sinistra e di <strong>Ilaria Salis</strong>. Piuttosto, <strong>a far la differenza è stato l&#8217;impatto delle amministrative</strong> nel salvare un&#8217;affluenza che si è riverberata pure sul voto comunitario.</p>



<p>Alcuni esempi? A <strong>Bari, dove si votava per il rinnovo del comune</strong>, l&#8217;affluenza balza al 60% contro il 43% della regione di cui la città è capoluogo. L&#8217;affluenza di Bari è dieci punti sopra quella di Milano, che supera di poco il 50%, per fare un paragone. Un 50% in linea con la media regionale, ma che a <strong>Bergamo</strong>, chiamata al voto, supera il 62%. In Toscana vota il 59% degli aventi diritto, a <strong>Firenze la punta, in occasione del rinnovo di Palazzo Vecchio, è del 66%.</strong> E parliamo solo dei principali centri che andavano alle urne. Ovunque, in provincia, nei piccoli comuni e nei borghi, è il <strong>localismo il fattore determinante</strong>. Confermato anche dal <strong>voto regionale in Piemonte, territorio</strong> col massimo afflusso alle urne nella circoscrizione Nord-Ovest.</p>



<p>E proprio il Piemonte, ove il presidente uscente <strong><a href="https://www.affaritaliani.it/politica/piemonte-cirio-verso-una-vittoria-larghissima-ma-la-vera-partita-torino-920209.html">Alberto Cirio</a></strong> si è confermato con la maggioranza assoluta in quota centrodestra, è in controtendenza rispetto all&#8217;esito dominante delle <strong>tornate elettorali e della spinta politica</strong> data dal voto locale, che nel resto d&#8217;Italia sembra aver nettamente avvantaggiato il <strong>Partito Democratico</strong>. Lo schema avviato nelle Regionali lombarde del 2023, con la candidatura al Pirellone come consigliere del <strong>sindaco uscente di Brescia Emilio Del Bono</strong> usata come traino per fare vendemmia di preferenze e condizionare positivamente l&#8217;esito della tornata amministrativa locale, è stata ripetuta con forza a <strong>Bari, Firenze e Bergamo</strong> su scala più ampia. </p>



<p>I tre sindaci uscenti delle città, tutti del Pd, erano infatti candidati a Strasburgo. E hanno centrato l&#8217;obiettivo. A Bari, <strong>Antonio Decaro</strong> ha trainato il Pd a diventare con quasi il 50% dominante in città, e i dem primi nella circoscrizione Sud, sorpassando addirittura <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-ora-e-piu-forte-ma-per-litalia-il-post-voto-e-unincognita.html">Giorgia Meloni</a></strong> in termini di preferenze e conquistando l&#8217;Europarlamento, mentre in scia Vito Leccese è primo in vista del ballottaggio. Sarà ballottaggio anche a Firenze, dove <strong>Sara Funaro sfiderà Eike Schmidt</strong>, candidato del centrodestra. E dove alle Europee <strong>Dario Nardella, sindaco uscente</strong> entra da secondo, dietro la segretaria Elly Schlein, all&#8217;emiciclo di Strasburgo nella circoscrizione Italia Centrale. <strong>Vince al primo turno a Bergamo</strong> la candidata progressista <strong>Alessandra Carnevali</strong> e l&#8217;attuale inquilino di Palazzo Frizzoni, <strong>Giorgio Gori</strong>, stacca il biglietto per l&#8217;Europa con quasi 200mila preferenze nel Nord-Ovest.</p>



<p>Una combo, questa, che ha permesso al Pd di tenere e crescere a oltre il 24%, favorita dalla presenza di altri cacciatori di preferenze come il presidente uscente dell&#8217;Emilia-Romagna, <strong>Stefano Bonaccini, e il sindaco di Pesaro Matteo Ricci</strong>. Il meccanismo propulsivo sembra funzionare dal locale all&#8217;Europa, almeno per il Pd. <em>Mutatis mutandis</em>, è quanto Meloni ha puntato a fare personalizzando sulla sua figura la <strong>discussione sulle Europee</strong>. Insomma, i primi due partiti hanno capito che la popolazione non si portava al voto <strong>parlando di Europa</strong> ma, al massimo, esaltando il vincolo tra dinamiche europee e strutture territoriali e di partito. Più che delle idee di Europa, sono state premiate le voci dei territori in Europa. Ma il vincolo di priorità è chiaro: <strong>i voti territoriali mobilitano più di quello comunitario</strong>. E questo tema deve essere spunto di riflessione in una fase storica dove per i palazzi europei passa una larga fetta del nostro futuro.</p>
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		<title>Marco Tarquinio: &#8220;Senza la pace l&#8217;Europa salta. O i giovani, la salute e l&#8217;ambiente o le armi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 17:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1910" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marco Tarquinio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899.jpg 1910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-600x285.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-1024x487.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-1536x730.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1910px) 100vw, 1910px" /></p>
<p>L'ex direttore di Avvenire, ora candidato all'Europarlamento, spiega perché critica l'economia di guerra scelta dalla Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html">Marco Tarquinio: &#8220;Senza la pace l&#8217;Europa salta. O i giovani, la salute e l&#8217;ambiente o le armi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1910" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marco Tarquinio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899.jpg 1910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-600x285.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-1024x487.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-1536x730.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1910px) 100vw, 1910px" /></p>
<p>Come spesso capita nel nostro buffo Paese, se vuoi sentire una cosa (morettianamente o no) di sinistra o addirittura un po&#8217; rivoluzionaria devi chiedere a un cattolico. Così è successo che <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">Marco Tarquinio</a></strong>, classe 1958, dal 2009 al 2023 direttore di <em>Avvenire</em> (da lui portato tra i primi quattro quotidiani più diffusi in Italia) e ora<strong> candidato indipendente all&#8217;Europarlamento per il Pd, </strong>è diventato il ragazzo terribile di questa campagna elettorale.<strong> Come ha fatto? Parlando di pace, pensa un po&#8217;</strong>. Dicendo (è il suo slogan) che &#8220;la pace è meglio&#8221;. Che l&#8217;Europa o è pace o non è. <strong>Facendo notare che quello che avviene a Gaza magari non è un genocidio</strong> ma una pulizia etnica sì, e che forse due paroline a Israele l&#8217;Europa potrebbe dirle. E che le teorie della nuova Nato rischiano di portarci tutti al disastro. In pratica un eretico, con qualcuno già pronto a raccogliere legnetti e fiammiferi.</p>



<p><strong>Direttore (ho collaborato a lungo con lui e mi piace chiamarlo ancora così), come ti è venuto di andare così controcorrente?</strong></p>



<ol class="wp-block-list"></ol>



<p>&#8220;Io voglio parlare di Europa, perché quello che accade in Europa orienta poi la vita dei Paesi membri, l’Italia come gli altri e forse più degli altri. Il fatto che noi in Europa non abbiamo un ruolo propulsivo purtroppo rallenta la costruzione europea e crea problemi al nostro sistema Paese. Così ho scelto delle idee forti, imperniate sulla questione della pace, perché vedo una torsione in senso militare della politica europea che procede ormai da anni, almeno dal 2022, da tutto il secondo tempo della guerra in Ucraina, e che rischia davvero di disfare l’Europa. Non so se ci saranno ancora elezioni europee tra cinque anni, con questa configurazione dell’Unione. Perché la guerra spacca l’Unione e rischia di fare a pezzi, come sta già facendo, non solo il popolo ucraino ma anche altre parti importanti della nostra umanità e dell’Europa che abbiamo costruito negli anni. Per me il punto fondamentale è questo&#8221;.</p>



<p><strong>Ma secondo te, perché è diventato così difficile parlare di pace in Europa? È solo colpa di Putin o c’è qualcos’altro?</strong></p>



<p>&#8220;C’è una scelta precisa, per me pericolosissima, di fare della politica della guerra lo strumento principe dell’azione dei due Occidenti, quello anglosassone e quello euro-continentale, che hanno interessi convergenti ma anche divergenze strategiche rispetto a ciò che è avvenuto con il fallimento della globalizzazione realizzata con la fine della guerra fredda. L’Europa dovrebbe proporsi sulla scena globale come potenza plurale e non imperiale, perché questo è il suo specifico. Altri hanno ancora una vocazione imperiale, la custodiscono e cercano di imporla agli alleati nella partita per l’egemonia globale che pensano giocata solo tra Oriente e Occidente, senza tener conto del fatto che stanno emergendo altri grandi soggetti&#8221;.</p>



<p><strong>Per esempio?</strong></p>



<p>&#8220;In questi giorni stiamo vedendo il ritorno sulla scena della grande democrazia indiana. Questo già ci dice che la situazione è assai più complessa di quanto voglia chi descrive una mera contrapposizione tra due blocchi, uno occidentale a guida americana e uno orientale a guida cinese con la Russia in condizione ancillare rispetto a Pechino. L’Europa dovrebbe essere capace, con le sue caratteristiche di potenza plurale e non imperiale, di praticare una politica altra e alta che escluda la guerra dal proprio orizzonte, si dia strumenti difensivi e non aggressivi e sia capace di proporre il metodo che ha usato con se stessa: eliminare la prospettiva della guerra attraverso l&#8217;integrazione pacifica e la conciliazione delle differenze. Un procedimento forse lento e a volte contraddittorio, che però esclude lo scontro armato dall’orizzonte…&#8221;.</p>



<p><strong>E invece?</strong></p>



<p> &#8220;Vedo una classe dirigente che oggi, assommando anche pezzi dei partiti che hanno costruito l’Europa in senso democratico, gli europopolari e i socialisti democratici, prende l’altra strada, quella dello scontro bellico. Questo è il problema politico. Se io mi candido da indipendente nel Pd è perché penso che si possa partecipare al dibattito politico europeo e contribuire a correggere la rotta, anche di pochi gradi ma cambiando il punto di approdo. L’Europa, oggi, non è al centro di un sistema di composizione dei conflitti ma è ridotta a seguire i carri da guerra degli altri. Lavorerò per cambiare questo, con umiltà ma anche con la consapevolezza che non c’è tempo da perdere, perché la storia va velocissima&#8221;.</p>



<p><strong>Perché il tema della pace è così difficile, oggi, da far passare, anche in ambito cattolic</strong>o?</p>



<p>&#8220;Invece devo dire che ho sentito voci variegate e tanto consenso, sia in ambito cattolico sia nella base del Pd. Voci anche di dirigenti del Pd, persone come Gianni Cuperlo, Andrea Orlando, Arturo Scotto&#8230; Interessante che ci sia ascolto per chi dice che l’Europa deve stare alla stessa altezza degli Usa e aperta al dialogo con gli altri. Questo non vuol dire armarsi come l’America, che spende 990 miliardi di dollari l’anno. Noi europei ne spendiamo 350, tutti divisi gli uni dagli altri quando potremmo fare massa critica, spendere meno e darci uno strumento militare non aggressivo e un braccio civile non violento di corpi di pace. Credo che questo ragionamento possa avere diritto di cittadinanza nel dibattito su cosa l’Europa vuol fare nel mondo di oggi per se stessa e per gli altri&#8221;.</p>



<p><strong>E nel mondo cattolico propriamente detto?</strong></p>



<p>&#8220;Credo che nel mondo cattolico molti la pensino così. Non mi piace citare gli esponenti di Santa Madre Chiesa nella campagna elettorale, però quando il cardinale <strong>Pietro Parolin</strong>, segretario di Stato di papa Francesco, esamina la &#8220;dottrina Stoltenberg&#8221; e ammonisce a fare attenzione ai passi che si intraprendono, che potrebbero farci affacciare sull&#8217;abisso, non mi pare dica cose lontane dalle preoccupazioni mie e di altri. La &#8220;dottrina Stoltenberg&#8221; prevede che l’attacco con armi atlantiche contro il territorio della Russia sia lecito e possa essere deciso anche da un singolo Stato dell’Alleanza. Questo, ovviamente, mette a rischio di ritorsione quel singolo Stato e rende anche possibile l’applicazione dell’articolo 5 del Patto Atlantico, quello che prevede la reciproca assistenza militare. Così l’iniziativa di un singolo Stato porterebbe tutta l&#8217;Alleanza alla guerra con la Russia. Sono scenari da incubo, purtroppo concreti nella crisi che stiamo vivendo in Europa&#8221;.</p>



<p><strong>Da quello che dici si può dedurre che la sensibilità dei cittadini sia molto diversa da quella che sia la politica nazionale ia quella europea oggi esprimono&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;C’è un deficit impressionante di rappresentanza politica ma anche di rappresentazione mediatica, soprattutto da parte dei media tradizionali, la stampa e le grandi Tv controllate dai partiti e dai gruppi di potere. A fronte, poi, di popoli interi indignati dagli orrori della guerra, che hanno assoluta determinazione a non collaborare agli arruolamenti dei propri figli e delle proprie figlie, perché è questa la parità che abbiamo oggi, nella guerra in Ucraina come in quella in Terra Santa. È chiaro che la gente sta da un’altra parte, dalla parte delle vittime, perché nelle guerre sono tutti vittime. Lo sono gli israeliani massacrati il 7 ottobre in una caccia all’uomo di stampo nazista come i palestinesi uccisi dalla rappresaglia  di un incredibile orrore che ha fatto finora 35 mila morti per mano degli israeliani. Sono vittime gli ucraini che fanno la guerra con le armi dell’Occidente come sono vittime i ragazzi russi sbattuti al fronte. Quelli che possono scappano, sia in Russia sia in Ucraina. Quando non possono scappare, gli uni e gli altri sono costretti a massacrarsi a vicenda. E molti cominciano a vedere e a capire&#8221;.</p>



<p><strong>Anche il tema del lavoro ti sta a cuore. C&#8217;è chi dice che la guerra crea lavoro&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;Vorrei portare in Europa il tema del lavoro proprio collegandolo al tema della pace. Se si riesce a scongiurare l’economia di guerra si possono fare le politiche per la transizione verde, per la salute (fondamentali in un continente dove l’età media è la più alta del mondo, Giappone a parte) e per il futuro dei giovani. Mentre orientare le risorse alla produzione di armi e all’economia di guerra vuol dire orientarsi alla distrazione e alla distruzione delle risorse stesse. Economisti acuti e profondi ci hanno spiegato che imprimere una svolta ecologista alle nostre economie, cambiare paradigma, vuol dire offrire nuove possibilità sia a chi è già formato sia a uomini e donne che si stanno ancora formando. L’Europa, inoltre, indica una direzione, quella del salario minimo garantito, anche a Paesi come il nostro che non ce l’hanno. Poiché molti dei contratti in vigore non danno garanzie di quadro ma congelano dentro la precarietà, molti dei nostri giovani hanno la valigia pronta per andarsene in Paesi magari ancora più precari del nostro ma più generosi nelle retribuzioni. Ed è un vero misfatto rispetto al futuro, che un Paese in crisi demografica come il nostro si permetta di perdere altre energie, altre professionalità, altre braccia. Questo è un tema su cui l’Europa deve tenere alta l’asticella e, a cascata, produrre cambiamenti nei Paesi membri. E poi ci vuole l’unione fiscale, che è nel programma dei socialisti democratici: non puoi realizzare il reddito in un Paese e poi trasferirlo in un Paese dove si paga di meno. Se non cadiamo nell&#8217;economia di guerra possiamo fare tutto questo. Altrimenti no&#8221;. </p>



<p><strong>Ti preoccupano le prospettive sovraniste e il rischio dell’astensione?</strong></p>



<p>&#8220;Accanto alla torsione militare in Europa c’è la torsione a destra. Entrambe sono l’esatto contrario della politica pacifica, inclusiva e non imperiale che ha fondato e fatto crescere l’Europa. È paradossale che si pensi di dare spazio alle rivendicazioni dei singoli Stati e agli egoismi nazionali proprio mentre tutti i Paesi si riarmano ognuno per sé. Si rischia di andare ben oltre il folklore dei Paesi frugali e Paesi cicala, di quelli oculati e quelli sciuponi. Si rischia di andare a fratture vere. Qui abbiamo di fronte due destre che agiscono separatamente per colpire unite. Sappiamo che la Von Der leyen è disposta a contemplare anche una maggioranza che includa il partito della signora Meloni. Se ci fosse questa deriva l’Europa verrebbe disfatta, non cambiata. Avremmo un’Europa che forse protegge i confini ma certo non protegge i cittadini&#8221;.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html">Marco Tarquinio: &#8220;Senza la pace l&#8217;Europa salta. O i giovani, la salute e l&#8217;ambiente o le armi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Consiglio Europeo? Letta in pole davanti a Draghi. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/consiglio-europeo-letta-in-pole-davanti-a-draghi-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 10:13:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1063" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606163505110_3b812c882ccb80f73af06a6d1128ce37.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606163505110_3b812c882ccb80f73af06a6d1128ce37.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606163505110_3b812c882ccb80f73af06a6d1128ce37-600x332.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606163505110_3b812c882ccb80f73af06a6d1128ce37-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606163505110_3b812c882ccb80f73af06a6d1128ce37-1024x567.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606163505110_3b812c882ccb80f73af06a6d1128ce37-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606163505110_3b812c882ccb80f73af06a6d1128ce37-1536x850.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Enrico Letta prossimo presidente del Consiglio Europeo? Tra molti contendenti alla guida dell&#8217;autorità più alta dell&#8217;Unione Europea per la fase di negoziazione politica post-voto per Strasburgo molti addetti ai lavori ritengono sempre più caldo quello dell&#8217;ex presidente del Consiglio e già leader del Partito Democratico. Il quale è oggi tra i candidati di punta, anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/consiglio-europeo-letta-in-pole-davanti-a-draghi-ecco-perche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/consiglio-europeo-letta-in-pole-davanti-a-draghi-ecco-perche.html">Consiglio Europeo? Letta in pole davanti a Draghi. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Enrico Letta prossimo presidente del Consiglio Europeo?</strong> Tra molti contendenti alla guida dell&#8217;autorità più alta dell&#8217;Unione Europea per la fase di negoziazione politica post-voto per Strasburgo molti addetti ai lavori ritengono sempre più caldo quello dell&#8217;ex <strong>presidente del Consiglio</strong> e già leader del Partito Democratico. Il quale è oggi tra i candidati di punta, anche più di un concorrente di assoluto standing come <strong>Mario Draghi</strong>. Il quale inizialmente era circolato come ingombrante, potenziale sostituto di <strong>Ursula von der Leyen</strong>, da lui <a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sconfessa-von-der-leyen-si-candida-a-guidare-leuropa.html">indirettamente, duramente criticata, alla Commissione Europea.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Letta è favorito su Draghi</h2>



<p>Ma se da un lato appare sempre più probabile pensare che <strong>Mario Draghi</strong> non sarà il prossimo presidente della <strong>Commissione Europea</strong> a causa del comprensibile rifiuto del <strong>Partito Popolare Europeo</strong> di cedere la carica apicale di Palazzo Berlaymont dopo il voto comunitario, anche per il Consiglio per Draghi le strade si sono complicate. </p>



<p><strong>Se, infatti, a causa della primazia del Ppe e dunque della Cdu</strong> che fu di Angela Merkel nel Parlamento Europeo la voce principale per la Commissione sarà tedesca, nel Consiglio, forum che riunisce i capi di Stato e di Governo, la <strong>Francia di Emmanuel Macron</strong> vuole giocarsi il ruolo di <em>kingmaker</em>. Con la carica di presidente della Commissione destinata a un Ursula-bis o con ogni probabilità a un candidato gradito ai cristiano-democratici tedeschi e Parigi che già controlla la Bce con Christine Lagarde l&#8217;Italia diventa una seria candidata a un posto europeo di primo piano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo Macron e il turno dell&#8217;Italia</h2>



<p>Qualora fosse<a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-puo-morire-macron-suona-la-carica-ma-non-sa-dove-andare.html"> l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo a dare le carte</a>, Letta e Draghi, che con lui hanno saldi rapporti, il primo da amico stretto di Parigi e il secondo da estensore del Trattato del Quirinale, sarebbero potenziali nomi spendibili. Ebbene, in quest&#8217;ottica <strong>Letta appare in vantaggio su Draghi</strong> per una triplice serie di motivi. </p>



<p>Il primo è di <strong>natura politico-istituzionale: Letta, membro del Pd, è vicino alla famiglia del Partito Socialista Europeo</strong> che dalla morte del presidente del Parlamento Europeo <strong>David Sassoli,</strong> a inizio 2022, non ha più controllato nessuna delle tre cariche apicali dell&#8217;Ue. Inoltre, il Pse, che sarà il secondo gruppo dopo le Europee, si trova in condizione di dare le carte ai popolari <strong>potendo contare su Olaf Scholz e</strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html"><strong> Pedro Sanchez, leader di Germania e Spagna</strong>, </a>nel Consiglio Europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida del mercato comune</h2>



<p>Il secondo punto a favore di Letta è la <strong>recente opera da lui svolta proprio su input della presidenza spagnola</strong> del Consiglio Europeo di fine 2023 per realizzare un <strong>rapporto sul mercato unico</strong> destinato a fare da traccia per future politiche comunitarie. </p>



<p><a href="https://legrandcontinent.eu/fr/2024/04/18/beaucoup-plus-quun-marche/">Come si legge nell&#8217;introduzione del rapporto firmata da Letta e ripresa da <em>Le Grand Continent</em>,</a> &#8220;dobbiamo tracciare un percorso che ci consenta di continuare a svolgere un ruolo in un mondo sempre più complesso, <strong>puntando al tempo stesso a preservare la pace e a sostenere un ordine internazionale basato su regole, </strong>garantendo al tempo stesso la nostra sicurezza economica&#8221;. Questo il <em>vaste programme </em>che Letta affida all&#8217;Europa, sottolineando come &#8220;in questo difficile sforzo, è essenziale continuare <a href="https://legrandcontinent.eu/fr/2021/03/14/penser-lunion-europeenne-dans-la-mondialisation-l-effet-bruxelles/">a investire nel miglioramento e nella promozione degli standard</a> , rafforzando il ruolo del mercato interno come piattaforma forte che sostiene l’innovazione, <strong>protegge gli interessi dei consumatori e promuove lo sviluppo sostenibile&#8221;. </strong>Un piano ambizioso per un&#8217;agenda europea a tutto campo che <strong>richiama quella Macron-Scholz</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-potenza-di-cui-abbiamo-bisogno-e-che-dopo-le-europee-difficilmente-nascera.html">recentemente messa a terra in un editoriale congiunto sul <em>Financial Times</em>.</a></p>



<p>Draghi è, in quest&#8217;ottica, <strong>ritenuto strutturalmente più vicino al sistema politico-istituzionale a guida statunitense</strong> e su di lui pende il rischio di un veto tedesco a livello politico, burocratico e di &#8220;Stato profondo&#8221; per antipatie pregresse risalenti all&#8217;epoca del grand commis romano alla guida della Banca centrale europea. E soprattutto, Draghi potrebbe ricevere il veto della convitata di pietra in questo discorso: <strong>Giorgia Meloni</strong>, che nel predecessore a Palazzo Chigi vedrebbe, inevitabilmente, un vero e proprio commissario del suo governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo Meloni</h2>



<p>La premier italiana, e qua veniamo al terzo e ultimo punto, <strong>difficilmente messa davanti al fatto compiuto</strong> porrebbe un veto su Letta. Innanzitutto per la convergenza ispano-franco-tedesca facilmente costruibile sul primo socialista che potrebbe guidare il Consiglio Europeo nella sua attuale conformazione di leadership dopo il liberale Charles Michel e i popolari Herman van Rompuy e Donald Tusk. </p>



<p><a href="https://www.lastampa.it/politica/2024/05/28/news/ipotesi_letta_al_consiglio_europeo_la_premier_non_metterebbe_il_veto-14340791/#:~:text=L'indicazione%20del%20presidente%20del,costretta%20dalle%20mosse%20dei%20colleghi.">In secondo luogo</a>, perché Meloni sarebbe <strong>sinceramente colpita</strong> dal report sul mercato unico di Letta. Come ricorda <em>La Stampa</em>, tra<a href="https://www.lastampa.it/politica/2024/05/29/news/carta_letta_a_consiglio_ue_report_convinto_meloni-14342928/"> i due i contatti sono diventati frequenti mentre Letta compilava il report</a> e, inoltre, aprire a una scelta accomodante coi francesi, magari piazzando lo zampino di una discussione franca sulla Commissione, consentirebbe a Meloni di negoziare per l&#8217;Italia un posto di peso nel prossimo esecutivo Ue: per <em>La Stampa </em>&#8220;le permetterebbe di mantenere per l&#8217;Italia una casella di prima fascia nella Commissione. Le mire sono rivolte alla Concorrenza o all&#8217;Economia&#8221; oggi detenuta da Paolo Gentiloni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meloni-Letta, un rapporto cordiale</h2>



<p>Per Meloni, abituata alla logica secondo cui <strong>fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, Letta </strong>è a tal proposito sempre stato un avversario politico, mai un nemico. </p>



<p>I ben informati ricordano il cordiale colloquio tra i due quando <a href="https://www.repubblica.it/politica/2021/03/30/news/incontro_tra_letta_e_meloni-294398651/">Letta fu chiamato a guidare il Pd nel 2021,</a> un tentativo di convergenza tra due leader <strong>desiderosi di andare alle urne</strong> sull&#8217;ipotesi di spingere per fini elettorali Draghi al Quirinale tra fine 2021 e inizio 2022, la partecipazione congiunta a diversi eventi e presentazioni di libri romane, la personalizzazione della campagna elettorale precedente la vittoria del centrodestra nel settembre 2022 volta a tagliare fuori <strong>Matteo Salvini e Giuseppe Conte</strong> dall&#8217;attenzione della gran massa dell&#8217;opinione pubblica. </p>



<p>Ad aprile Letta è tornato in quota europea a Palazzo Chigi per un dialogo con Meloni ritenuto costruttivo. <strong>La pubblicazione del report</strong> ha forse sbloccato qualcosa. Nelle grandi manovre europee Meloni sa che non sarà lei a dare le carte. <strong>Meglio un volto italiano di nulla, questa appare la logica</strong>. Forse elemento decisivo qualora le alchimie politiche decidessero che all&#8217;Italia spetta il Consiglio Ue. Per la cui guida più di un commentatore <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/giorgia-scendi-letta-euro-poteri-ndash-secondo-ldquo-396443.htm">scommette Letta si stia già preparando.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/consiglio-europeo-letta-in-pole-davanti-a-draghi-ecco-perche.html">Consiglio Europeo? Letta in pole davanti a Draghi. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Buco nero&#8221; o volano? Il lungo romanzo del Superbonus</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 13:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="https://www.upbilancio.it/memoria-sul-dl-39-2024-agevolazioni-fiscali-edilizia/" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-600x142.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-300x71.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1024x242.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-768x182.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1536x363.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spettro si aggira per l&#8217;Italia: lo spettro del Superbonus. La misura di efficientamento energetico degli edifici promossa dal governo Conte II in piena pandemia e poi rilanciata e prorogata dal governo Draghi prima dello stop imposto da Giorgia Meloni è stata identificata dal Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti come la causa di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html">&#8220;Buco nero&#8221; o volano? Il lungo romanzo del Superbonus</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="https://www.upbilancio.it/memoria-sul-dl-39-2024-agevolazioni-fiscali-edilizia/" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-600x142.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-300x71.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1024x242.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-768x182.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1536x363.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spettro si aggira per l&#8217;Italia: lo spettro del <a href="https://it.insideover.com/energia/imprecisioni-e-sottovalutazioni-lanno-da-incubo-delleuropa-sullenergia.html"><strong>Superbonus</strong>.</a> La misura di efficientamento energetico degli edifici promossa dal <strong>governo Conte II in piena pandemia</strong> e poi rilanciata e prorogata dal <strong>governo Draghi </strong>prima dello stop imposto da <strong>Giorgia Meloni</strong> è stata identificata dal Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> come la causa di tutti i mali dell&#8217;economia italiana. A partire da un deficit di bilancio che nel 2023 avrebbe dovuto posizionarsi a meno del 5% del Pil e invece è schizzato al 7,4% recentemente <strong>comunicato dall&#8217;Istat</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto è costato il Superbonus</h2>



<p>Giorgetti e il governo hanno indicato nel <strong>Ragioniere Generale dello Stato, <a href="https://www.true-news.it/politics/mazzotta-o-la-politica-dei-bonus-ecco-chi-ha-causato-davvero-il-deficit">Biagio Mazzotta</a>,</strong> un possibile responsabile di omessa vigilanza per conti che sarebbero esplosi senza adeguata verifica. L&#8217;ipotesi del governo è che il Superbonus ipotechi la possibilità di fare politica economica all&#8217;esecutivo e, dunque, la responsabilità sarebbe dell&#8217;ideatore della misura, <strong>Giuseppe Conte, e del governo Movimento Cinque Stelle-Partito Democratico</strong> che l&#8217;ha sostenuto.</p>



<p>Tutto vero? Ancora presto per dirlo. Partiamo da un dato di fatto. E cioè che <strong>verificare il reale costo di una politica economica appare complesso</strong> quando essa è, di fatto, ancora in corso d&#8217;opera.<a href="https://www.upbilancio.it/memoria-sul-dl-39-2024-agevolazioni-fiscali-edilizia/"> L&#8217;<strong>Ufficio Parlamentare di Bilancio ha recentemente stimato</strong></a> i costi-monstre del Superbonus: &#8220;l’ammontare del Superbonus <strong>nel periodo 2020-23 è stato pari a circa 170 miliardi</strong>. Quanto rilevato in termini di competenza economica nel quadriennio 2020-23 <strong>inciderà, a livello di debito</strong>, soprattutto sul triennio 2024-26: <strong>a un impatto in media annua pari allo 0,5 per cento del PIL nel triennio 2021-23, seguirà un onere più elevato pari a circa l’1,8 per cento in quello successivo</strong>&#8220;, si legge nel rapporto pubblicato dall&#8217;Upb sul suo sito. Queste stime parlano di una media superiore, per poco più di tre anni di misura, a 45-50 miliardi di euro per esercizio. A ciò bisogna però contrapporre altre stime. L&#8217;agenzia <strong>Enea, titolare della concessione sui conti in corso d&#8217;opera del Superbonus</strong>, a marzo 2024 <a href="https://biblus.acca.it/superbonus-report-enea/">conteggiava <strong>interventi complessivi per 122,2 miliardi di euro</strong>.</a></p>



<p>A ottobre 2023 era stato invece indicato in <strong>130 miliardi di euro il costo complessivo dei bonus</strong> edilizi secondo il calcolo del capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari, il quale ha ricordato in audizione alle <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-vari/int-var-2023/Altimari-09.10.2023.pdf#page=8">Commissioni Bilancio di Camera e Senato come questa somma aggiungesse al Superbonus i conti del Bonus Facciate.</a> Intendiamoci: il fatto stesso che su una misura così importante i costi effettivi varino, nel computo, mostra un problema di disegno della <em>policy</em> non secondario. In particolare, <strong>ci premiamo a sottolineare</strong> come l&#8217;Upb abbia centrato il punto ricordando due limiti del Superbonus, la più imponente politica espansiva dell&#8217;Italia dopo l&#8217;entrata nell&#8217;euro. Da un lato,&#8221; l’elevata percentuale dell’agevolazione&#8221;, al 110%, &#8220;che ha comportato che la spesa incentivata fosse interamente a carico dello Stato eliminando di fatto il contrasto di interessi tra acquirente e fornitore&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sottovalutazioni di Draghi sul Superbonus</h2>



<p>Dall&#8217;altro, &#8220;la fissazione di massimali di spesa agevolabile più elevati rispetto a quelli previsti per altri interventi di incentivo riguardanti gli immobili&#8221;. Aggiungiamo, poi, che la <strong>cedibilità del credito </strong>ha mediamente, secondo il portale specializzato <em>LavoriPubblici.it</em>, dato alle <strong>banche acquirenti dei crediti dai privati </strong><a href="https://www.lavoripubblici.it/news/Superbonus-110-quanto-costa-ad-un-privato-cedere-il-credito-d-imposta-24118"><strong>una porzione dell&#8217;8%</strong> dell&#8217;incentivo totale in media.</a> Fonte, questo, di un trasferimento di ricchezza coperto da fondi pubblici compreso tra 9,8 miliardi di euro (se i costi del Superbonus saranno quelli dell&#8217;Enea) e 13,6 miliardi, seguendo le stime Upb, capace di<a href="https://it.insideover.com/economia/i-bilanci-doro-delle-banche-europee-121-miliardi-di-euro-di-dividendi.html"> gonfiare gli utili-record delle banche.</a> </p>



<p>Stupiscono, però, diversi punti riguardanti il giudizio sul Superbonus. Partiamo dalle criticità: nella <strong>narrazione politica</strong> viene promosso in capo all&#8217;asse M5S-Pd, a Conte e al suo titolare del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, <strong>Roberto Gualtieri</strong>, il macigno di responsabilità dell&#8217;avvio della misura. Tuttavia, come ha ricordato <strong><a href="https://www.linkedin.com/pulse/disastro-superbonus-110-cosa-hanno-fatto-i-governi-per-gianluca-oreto-c6ijf/">Gianluca Oreto, che di <em>LavoriPubblici.it</em></a> è una delle firme di punta</strong>, il buco che si dimentica si è prodotto sotto il <strong>governo Draghi</strong>. Il quale, forte dell&#8217;unità nazionale, ha remato nella direzione di ampliare l&#8217;estensione degli interventi e delle agevolazioni. Il Superbonus fu pensato dal governo giallorosso in piena pandemia per espandere l&#8217;economia in crisi. Fu poi prorogato dopo l&#8217;avvicendamento a Palazzo Chigi tra Conte e Mario Draghi nel febbraio 2021. Nota Oreto, infatti, che &#8220;fino a dicembre 2021 (ovvero all&#8217;interno dell&#8217;originario orizzonte temporale) il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammontava a 16,2 miliardi di euro&#8221; secondo l&#8217;Enea. L&#8217;esplosione è arrivata dopo: &#8220;Nel 2022 (in pieno Governo Draghi che ha passato le consegue all&#8217;attuale Governo Meloni solo il 22 ottobre) il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammontava a 46,2 miliardi di euro&#8221;. Quasi altri 60 miliardi di euro si sono aggiunti nei quindici mesi successivi.</p>



<p><strong><a href="https://www.lavoripubblici.it/news/superbonus-bonus-barriere-architettoniche-quando-stato-diventa-nemico-32653/4">Oreto è netto sul fatto </a></strong>che le modifiche introdotte da Draghi e Meloni abbiano complicato il caos: &#8220;Ciò che colpisce maggiormente della terza fase del superbonus (avviata dal Governo Draghi e su cui il Governo Meloni sta continuando l’inerzia) è la totale assenza di prospettiva. Dal <a href="https://www.lavoripubblici.it/normativa/20220127/Decreto-legge-27-gennaio-2021-n-4-24444.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Decreto-Legge 27 gennaio 2022, n. 4</a> (Decreto Sostegni-ter), convertito con modificazioni dalla <a href="https://www.lavoripubblici.it/normativa/20220328/Legge-28-marzo-2022-n-25-24790.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge 28 marzo 2022, n. 25</a>, con lo scopo di bloccare il superbonus si è pensato di intervenire sul meccanismo di cessione (il vero motore dell’edilizia)&#8221;, col risultato di aver &#8220;smantellato il primo meccanismo di cessione (i cui motivi sono tutt’ora oscuri), instillato il dubbio delle frodi, disincentivato le banche al loro ruolo fino a quel momento giocato nel binomio superbonus-cessione del credito&#8221;. E, su questo fronte, sarebbe difficile incolpare ad altri le responsabilità degli errori: <strong>Draghi ha criticato il Superbonus solo a frittata già fatta dopo aver spinto per la proroga al 2023</strong> e due partiti di punta dell&#8217;attuale maggioranza, <strong>Lega e Forza Italia</strong>, sedevano nella sua coalizione. E forse per questo motivo è partito l&#8217;assalto a chi, Mazzotta, con il Patto di Stabilità sospeso aveva meno potere nel suo ruolo di &#8220;guardiano&#8221; dei conti. Tutto questo mentre, nonostante l&#8217;avvitamento del deficit, Giorgetti e Meloni a fine 2023 hanno <strong>firmato un accordo sul Patto di Stabilità che reintroduce vigilanza e supervisione sui conti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volano economico della misura</h2>



<p>Per concludere sul Superbonus, il giudizio molto spesso è <strong>concentrato unicamente sulla voragine di bilancio</strong> che è addebitata agli incentivi edilizi, ma meno si parla della prospettiva di crescita del Paese che la spesa pubblica ha contribuito a generare. Questo dato va tenuto in considerazione, perché di una misura espansiva è limitante guardare solo i costi. Lo Svimez, l&#8217;Associazione per lo sviluppo dell&#8217;industria nel Mezzogiorno, di recente ha calcolato &#8220;nel 2021-2024, +2,9 punti di Pil e +107 mila occupati nel Mezzogiorno; +3,8 punti di Pil e +322 mila occupati nel Centro-Nord” legati al Superbonus. Del resto, nell&#8217;era Draghi a fine 2021 è stata salutata come una vittoria del Paese intero la notizia del rimbalzo<a href="https://lavoce.info/archives/102443/dalla-nadef-alla-manovra-2024-quanto-incide-il-superbonus/"> dell&#8217;economia italiana del 6,6% nel primo anno del governo di unità nazionale</a> a cui, è indubbio, anche le misure di incentivo in un&#8217;Italia bloccata dalla pandemia fino a maggio hanno contribuito. Va sottolineato <a href="https://lavoce.info/archives/102748/il-superbonus-accende-il-fotovoltaico/#:~:text=Pi%C3%B9%20di%20un%20terzo%20della,gli%20obiettivi%20di%20decarbonizzazione%20restano.">anche la spinta di circa un terzo della <strong>potenza fotovoltaica</strong> innestata in Italia dal 2021 a oggi garantita dal Superbonus.</a></p>



<p><a href="https://www.buildnews.it/articolo/superbonus-110-cresme-stato-ci-ha-guadagnato-piu-delle-imprese">Il centro studi Cresme</a> ha ricordato che circa il 34% delle misure del Superbonus ritornano allo Stato sotto forma di <strong>fiscalità generale diretta e indiretta</strong>, e dunque la quota di tali flussi di cassa varia a seconda della presa di posizione sul costo effettivo della misura. <strong>Nomisma ha nel 2023</strong> calcolato gli impatti economici del Pil in &#8220;<strong>195,2 miliardi di euro</strong>, con un effetto diretto di 87,7 miliardi, 39,6 miliardi di effetti indiretti e 67,8 miliardi di indotto&#8221;. Ma la spinta più importante sulla misura è <a href="https://www.ft.com/content/378ab955-eda2-4922-93aa-8eb0f8a6b7c6">arrivata dal <em>Financial Times</em>, che a marzo ha indicato nell&#8217;<strong>edilizia uno dei traini del Paese dopo il Covid-19</strong></a>. La testata della City di Londra ha ricordato che &#8220;gli investimenti italiani, che includono l’edilizia abitativa, sono aumentati del 30% rispetto al quarto trimestre del 2019, prima della pandemia, il tasso più veloce mai registrato nel Paese da quando sono iniziati i dati comparabili nel 2000&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un bilancio del Superbonus</h2>



<p>Inoltre &#8220;secondo i dati Eurostat, la produzione edilizia nel dicembre 2023 è diminuita del 13% in Spagna, del 7% in Germania ed è rimasta stabile in Francia. In Italia è aumentato del 40% rispetto a 4 anni prima&#8221;. Il Ft centra il punto nel giudicare il Superbonus laddove aggiunge che la misura poteva fare &#8220;ben poco&#8221; per risolvere i problemi di &#8220;bassa produttività e anzianità della popolazione&#8221; ritenuti i veri freni alla crescita dell&#8217;Italia, ma mostra come una <strong>misura vada valutata nel suo complesso</strong> e senza emotività. </p>



<p>A conti fatti, il Superbonus è stata una misura con evidenti coni d&#8217;ombra (a cui, a bocce ferme, andrà valutata la prospettiva di una certa venatura &#8220;classista&#8221; per la destinazione privilegiata a ceti medio-alti, su cui ci sono già diversi indizi), legati principalmente <strong>alla fase di aggiustamento dopo l&#8217;avvio</strong> che ai problemi sorti in fase di partenza. <strong>Il tiro al piccione contro Conte</strong> fa scordare, però, che anche Draghi e Meloni, dunque l&#8217;intero arco parlamentare, hanno visto lievitare i conti. E in quest&#8217;ottica, l&#8217;impatto di stimolo alla crescita esiste e non va dimenticato. Resta la realtà: un Paese dove anche la misura più espansiva della storia recente si è dovuta legare a un settore a valore aggiunto non eccelso come l&#8217;edilizia per <strong>fare di necessità virtù</strong>. Sarebbe bello vedere l&#8217;Italia crescere trainata da <strong>start-up tecnologiche</strong>, <strong>boom di settori come microelettronica, intelligenza artificiale e calcolo quantistico</strong>. Ma non è ancora tempo per quella fase. Ammesso che lo sarà mai.</p>



<p></p>
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		<title>L&#8217;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 11:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Marco Tarquinio e la parola &#8220;pace&#8221; spaccano il Partito Democratico. Le posizioni dell&#8217;ex direttore di Avvenire sulla guerra in Ucraina, per la cui soluzione pacifica il giornalista umbro classe 1958 si è più volte speso, hanno agitato il Nazareno dopo che è circolata la voce che Tarquinio potesse essere candidato alle Europee col Pd su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">L&#8217;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Marco Tarquinio</strong> e la parola &#8220;pace&#8221; spaccano il <strong>Partito Democratico</strong>. Le posizioni dell&#8217;ex direttore di <em>Avvenire</em> sulla <strong>guerra in Ucraina,</strong> per la cui soluzione pacifica il giornalista umbro classe 1958 si è più volte speso, hanno agitato il Nazareno dopo che è circolata la voce che Tarquinio potesse essere candidato alle Europee col Pd su volontà della segretaria <strong>Elly Schlein</strong>. Di cui, a ben guardare, rappresenta il complemento. Schlein è di sinistra radicale, nettamente progressista, aperta su ogni tema civile. Tarquinio un cattolico democratico, conservatore su diritti Lgbt e temi etici, apertamente vicino alla <strong>dottrina sociale della Chiesa e alla visione economica di</strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/la-terza-guerra-mondiale-a-pezzi-si-puo-fermare-la-lezione-di-papa-francesco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> Papa Francesco</strong> su temi economici e sociali. Ad accomunarli, la <strong>pulsione per la pace</strong></a>. Parola che sembra divenuta, per molte aree del Pd, tabù.</p>



<p>&#8220;La disciplina di partito non può annullare la libertà di coscienza”, diceva a <strong>gennaio<a href="https://it.insideover.com/politica/la-linea-guerini-niente-difesa-europea-senza-asse-con-gli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Lorenzo Guerini, </a>presidente del Copasir,</strong> già sindaco di Lodi e Ministro della Difesa, quando in Veneto una defezione in casa Pd della <strong>consigliera Anna Maria Bigon</strong> fece saltare il passaggio del disegno di legge sul fine vita di fronte al centrodestra spaccato. Guerini, esponente di punta dell&#8217;area cattolica, esprimeva il disagio dei progressisti più orientati in campo cristiano di fronte all&#8217;accelerazione di Schlein sui temi civili. Risulta curioso che Guerini, da tempo tra i più strenui sostenitori dell&#8217;appoggio all&#8217;Ucraina da ministro con <strong>Mario Draghi</strong> e da capo dell&#8217;autorità di vigilanza sui servizi segreti poi, oggi in riferimento all&#8217;ipotesi-Tarquinio dica al <em>Corriere della Sera</em>: &#8220;La nostra linea sull’Ucraina è stata ed è chiara. Vogliamo forse aprire su un punto su cui siamo uniti in campagna elettorale?&#8221;</p>



<p>E ancora, <strong>Lia Quartapelle</strong>. L&#8217;onorevole milanese ha attaccato a tutto campo l&#8217;ipotesi della candidatura con un lungo post sui suoi social dichiarando di rispettare Tarquinio ma di ritenere problematico pensare alla presenza di Tarquinio nelle liste dem: &#8220;Condivide il programma di lavoro che ci siamo dati per i prossimi anni?&#8221;, si chiede retoricamente Quartapelle, addebitando a Tarquinio una &#8220;linea contraria all&#8217;autodifesa dell&#8217;Ucraina&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La deputata del Pd Lia Quartapelle sulla possibile candidatura di Marco Tarquinio alle Europee <a href="https://t.co/nmv4GRWqIF">pic.twitter.com/nmv4GRWqIF</a></p>&mdash; David Allegranti (@davidallegranti) <a href="https://twitter.com/davidallegranti/status/1773443121021415601?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>V&#8217;è da dire che l&#8217;accusa a Tarquinio di un pacifismo &#8220;sottomesso&#8221; è quantomeno ingenerosa. E prosegue da due anni. <strong>Federico Rampini</strong> del <em>Corriere della Sera</em> due anni fa <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/30/sei-uno-dei-tanti-che-lavorano-per-putin-ora-per-rampini-perfino-il-direttore-di-avvenire-tarquinio-e-filo-cremlino-lo-scontro-su-la7/6542928/">lo apostrofò come &#8220;uno dei tanti che lavorano per Putin&#8221;</a> durante un confronto televisivo in cui il direttore di <em>Avvenire</em> indicava come non necessariamente fonte di sicurezza l&#8217;aumento delle spese militari perché &#8220;spendere meglio non significa necessariamente spendere di più&#8221; (e il budget della Difesa italiano è divorato soprattutto da <a href="https://www.true-news.it/politics/geopolitics/spesa-militare-italia-regina-nato-costi-personale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stipendi</a> e retribuzioni&#8230;). <a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2022/08/05/news/marco-d-assisi-il-pacifista-una-critica-al-direttore-di-avvenire-4301183/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Il Foglio</em>, al contempo, ha più volte punto sul vivo</a> il pacifismo di &#8220;<strong>Marco d&#8217;Assisi</strong>&#8220;, arrivando a dire che &#8220;per Tarquinio non c’è differenza tra l’autocrazia imperialistica di Putin e le scassate ma libere democrazie&#8221; in virtù del <strong>convinto antimilitarismo del giornalista</strong> umbro.</p>



<p>La realtà racconta fatti diversi: <strong>quella di Tarquinio è una voce come altre </strong>in un dibattito democratico che deve essere pluralista e inclusivo. Stupisce come, in due anni di guerra in Ucraina, questo principio &#8211; che poi è quello che ci distingue delle autocrazie come la Russia di Putin &#8211; spesso sia traballato di fronte alle prospettive di <strong>emersione di voci dissonanti</strong> contro una linea politica e, soprattutto, mediatico in cui il legittimo e doveroso sostegno all&#8217;Ucraina si è mischiato a <strong>retoriche, <em>wishful thinking</em> e previsioni di vario tipo</strong>. Dall&#8217;idea della <strong>vittoria militare</strong> come sola soluzione possibile favorevole all&#8217;Ucraina per il conflitto a quella che alla <strong>dinamica geopolitica dominante</strong> metteva davanti un nuovo scontro di civiltà nel narrare il conflitto in Ucraina, molte di queste opinioni sono state <strong>egemonizzate in particolar modo</strong> dal mondo dei centristi, liberaldemocratici, apertamente occidentalisti oggi dominanti nel commento pubblico: televisioni, stampa e, caso più emblematico, <strong>piazze social come X </strong>sono un proliferare di questi commenti.  A cui una fetta importante del Pd, partito che rappresenta una fetta importante dell&#8217;establishment italiano anche ora che è all&#8217;opposizione, non è mai stato sordo.</p>



<p>L&#8217;elezione di Schlein alla segreteria ha, in un certo senso, <strong>scompigliato le carte a questa narrazione</strong>. E ora con candidature come quella di Tarquinio il Pd avrebbe, sostanzialmente, la possibilità di riscoprire il pluralismo interno che è alla base della sua tenuta, al mutare dei cicli politici, come forza stabile nel panorama nazionale. Il Pd è rimasto l&#8217;unica formazione capace di mantenere una forma-partito vera sul territorio nazionale, a poter mobilitare centinaia di migliaia di persone a ogni elezione primaria e a difendere una zolla elettorale non secondaria anche in fasi complicate proprio perché <strong>la commistione, e in certi casi la competizione, tra le anime interne</strong> alza la posta in palio. <strong>La candidatura di Tarquinio nel Pd sarebbe, in un certo senso, di tregua</strong> per casi come quello del Veneto e avrebbe la sua ratio politica nella ricerca di una <strong>postura &#8220;inclusiva&#8221;</strong> da parte di Schlein.</p>



<p>Nel Pd convive, del resto, l&#8217;eredità della <strong>componente di sinistra della Democrazia Cristiana</strong> con quella del <strong>vecchio Partito Comunista Italiano</strong>. Tra molte componenti ideologiche interne, è indubbio sottolineare come il <strong>pacifismo</strong> rappresenti una voce tutt&#8217;altro che distonica con tali eredità. In campo della sinistra Dc si può citare un duo di figure come <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html">Giorgio La Pira </a>e Giuseppe Dossetti</strong>, per i quali la ricerca della Pace non era frutto di puro irenismo ma obiettivo politico volto a rompere le gabbie della competizione globale e rafforzare la sicurezza dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa e del mondo consolidando la <em>Res publica christianorum</em>, l&#8217;ecumene cristiano. In campo comunista molti ricordano le <strong>marce di Pio La Torre, alto esponente del Pci siciliano a inizio Anni Ottanta</strong> poi ucciso da Cosa Nostra, contro gli euromissili di Comiso.</p>



<p>Un partito con ambizioni nazionali, che vuole essere tra i perni della seconda famiglia europea e <strong>mira a costruire la strada per il ritorno al governo</strong> deve, del resto, ascoltare la sua base prima ancora che le sirene del circo mediatico e le sue lusinghe. Bene ha compreso la partita l&#8217;ex parlamentare <strong>Pier Luigi Castagnetti</strong>: &#8220;Io che non ho avuto e non ho dubbi a sostenere l’Ucraina nell’aggressione di Putin, penso che la presenza in lista di un pacifista rappresenti il legittimo pluralismo presente nell’elettorato Pd&#8221;, ha scritto Castagnetti sul suo profilo X. &#8220;Pace&#8221; non è una parola tabù. Renderla tale <strong>amplifica le coltri di nebbia che si spandono sul domani</strong>. Specie se certi riflessi condizionati scattano su un fatto politico secondario come la candidatura di un indipendente nelle liste di un grande partito italiano. Inscenando una dialettica, purtroppo, già nota legata al timore di certe opinioni che appaiono scomode e non allineate. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">L&#8217;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un flop dopo l&#8217;altro: la Sinistra liberal perde in tutta Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due immagini distinte mostrano lo stato di salute della Sinistra in Europa: da un lato quella del 30 gennaio scorso riferibili alle elezioni in Portogallo, in cui Antonio Costa e il suo Partito Socialista hanno vinto con la maggioranza assoluta dei seggi e il 41,38% dei voti; dall&#8217;altro, quella del 25 settembre scorso in cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due immagini distinte mostrano lo stato di salute della Sinistra in Europa: da un lato quella del 30 gennaio scorso riferibili alle <strong>elezioni in Portogallo</strong>, in cui <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-antonio-costa-il-nemico-numero-uno-dellausterita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Costa</a></strong> e il suo Partito Socialista hanno vinto con la maggioranza assoluta dei seggi e il 41,38% dei voti; dall&#8217;altro, quella del 25 settembre scorso in cui il <strong>Partito Democratico</strong> italiano è sceso al minimo storico di consensi (5,3 milioni di voti) e ottenuto solo il 19,07% dei suffragi.</p>



<p>Da un lato, una Sinistra che pur molto meno ideologica del passato ha pochi fari certi: <strong>lavoro, ambiente, sicurezza sociale</strong> e, nel caso di Costa, anche la forte retorica anti-austeritaria; dall&#8217;altro una Sinistra di potere, liberal e salvo poche eccezioni dedita preferibilmente al tentativo di demonizzazione dell&#8217;avversario piuttosto che a compiute riflessioni politiche. <strong>Enrico Letta</strong> ha contraddistinto la campagna elettorale sulla totale continuità e sulla rivendicazione di una superiorità morale rispetto agli avversari, da conseguire nei confronti del centrodestra e di <a href="https://it.insideover.com/politica/militanza-impresa-e-amministrazione-la-rete-della-classe-dirigente-di-fdi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giorgia Meloni</a> per la dicotomia tra post-fascisti e sinceri democratici e verso <strong>Giuseppe Conte e il Movimento Cinque Stelle</strong> per la scelta di difendere fino all&#8217;ultimo Mario Draghi. Il risultato? Un disastro, con il Pd che è stato staccato di quasi 2 milioni di voti e sette punti percentuali da <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> ed è riuscito a rivitalizzare il Movimento Cinque Stelle consegnandogli la tutela degli emarginati, del lavoro, della sicurezza sociale.</p>



<p>La debacle del Pd segue di pochi mesi l&#8217;ennesimo flop del <strong>Partito Socialista francese</strong> che alle presidenziali ha candidato il sindaco di Parigi Anne Hidalgo legittimando una retorica che lo vuole lontano dall&#8217;animo popolare e che si è trovato egemonizzato da <strong>Jean-Luc Mélenchon e dalla sua Nuova Unione Popolare (Nupes) </strong>fortemente radicale nel successivo voto parlamentare.</p>



<p>Per la Sinistra liberal che &#8220;mima&#8221; le dinamiche culturali del Partito Democratico americano e si fa portavoce delle istanze delle élite urbane, dei professionisti e di quelle che in Italia vengono  chiamate le &#8220;Zone a traffico limitato&#8221; la fase attuale è di forte regresso politico, ideologico, financo culturale. Di fronte all&#8217;ascesa di sacche di elettorato di protesta prima, sovranista poi e infine conservatore in diversi Paesi la scelta di molte formazioni  è stata quella del trinceramento nei ridotti urbani, mentre fuori da questo trend le forze della Sinistra che hanno vinto si sono dimostrate capaci di maggior <strong>vocazione interclassista</strong>, come hanno dimostrato Costa e Mélenchon, cercando di conquistare sacche elettorali nelle classi popolari.</p>



<p>Poco prima della sconfitta del Pd in <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-svezia-la-destra-in-rimonta-sogna-il-governo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Svezia a perdere nonostante il primo posto</a></strong> è stato il <strong>Partito Socialdemocratico,</strong> che ha visto la sua coalizione minoritaria rispetto a quella ungherese guidata nei sondaggi dai Democratici Svedesi, alleati di Fratelli d&#8217;Italia; a fine 2021 <strong>Klara Dobrev</strong>, candidata di Coalizione Democratica che in Europa è col Pd nel gruppo dei Socialisti e Democratici, non è riuscita a sconfiggere in Ungheria il centrista cattolico <strong>Peter Marki-Zay</strong> nelle primarie per la scelta dell&#8217;avversario di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Viktor Orban</a></strong> da parte dell&#8217;opposizione unita, poi travolta da Fidesz nel voto di aprile. In precedenza, dall&#8217;Andalusia erano arrivate pessime notizie anche per il ben più spigliato <strong>Partito Socialista Spagnolo, </strong>battuto alle elezioni regionali in una roccaforte rossa di Spagna dal Partito Popolare. E anche in Slovenia il partito <strong>Socialdemocratici &#8211; Sinistra Unita</strong> non ha toccato palla al voto d&#8217;aprile.</p>



<p>Per il Partito Socialista Europeo il 2022 è stato segnato dunque da grandi sconfitte nella sua componente tradizionalmente maggioritaria, in una fase che vede in vari contesti i partiti del campo liberal assediati da più fronti: da un lato, dalle sirene centriste neo-macroniane; dall&#8217;altro, dal radicalismo delle proposte di sindacati, organizzazioni collettive, partiti minori che vogliono rendere strutturale una svolta già verificatasi in <strong>Grecia, ove la radicale Syriza</strong> è diventata punto di riferimento del campo laburista e progressista. L&#8217;antica <strong>Sinistra di popolo, </strong>ovunque, non ha saputo mediare le prospettive socialdemocratiche con la gestione del vincolo esterno europeo e atlantico, la necessità di gestire il potere nell&#8217;era della globalizzazione e il rapporto con le sfere d&#8217;influenza internazionali. Il risultato è stato una serie di partiti-fotocopia in larga parte appiattiti sulla difesa a-critica della globalizzazione, sulla cosmesi dei diritti civili in luogo di quelli sociali e sulla difficoltà <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel leggere i segni dei tempi  per costruire una socialdemocrazia moderna.</a></p>



<p>Nella loro maggior tenacia ideologica, leader più nettamente popolari come Costa e Mélenchon interpretano di fatto l&#8217;era iper-politica, non nella mobilitazione ma nella retorica e nelle mosse richieste ai decisori, in cui viviamo ora e spostano la discussione sul terreno valoriale più di quanto la rivendicazione di autenticità dei partiti tradizionali possa fare. In Italia, fenomeni come <a href="https://www.true-news.it/politics/ambiente-pacifismo-welfare-segreto-rimonta-conte-paolo-mossetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il nuovo <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> tutto ambiente, welfare e pacifismo </a>uniscono tradizione progressista e nuovo populismo, creando un mix a cui il Pd non reagisce se non con malcelata alterigia. Tutti segni di un cambio di paradigmi e coordinate che la Sinistra liberal non ha saputo intercettare in un mondo in cui la domanda di sicurezza (economica, energetica, ambientale, sociale e via dicendo) è aumentata esponenzialmente e su cui in tutta Europa, Italia compresa, le formazioni a lungo rappresentanti delle classi popolari non hanno saputo riflettere attivamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html">Un flop dopo l&#8217;altro: la Sinistra liberal perde in tutta Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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