“Capitano, oh Capitano, abbiamo bisogno che tu ci guidi!“, è stata la colonna sonora del suo spot elettorale: giovane conservatore à la page, Jordan Bardella è l’uomo che questa notte ha illuminato la strada dell’ultra destra francese mentre l’universo macroniano si appresta a vivere un terremoto.
Accanto a Marine Le Pen, è il demiurgo di un’impresa storica: portare il Rassemblement National a superare alle elezioni europee Renaissance del presidente Emmanuel Macron, portandolo a sciogliere il Parlamento e a convocare elezioni anticipate al il 30 giugno e 7 luglio.
Bardella, quando il muro di Berlino cadde, non era nemmeno nato: 28 anni, nasce nel 1995 nella banlieu parigina di Drancy in una famiglia di origini italiane, madre assistente d’asilo e padre titolare di un’attività di distributori automatici di bevande. Una carriera in cui l’impegno politico giunge prima che l’iscrizione all’università: nel 2012 si iscrive al Front National, e l’anno successivo alla Sorbona di Parigi; gli studi, tuttavia, verranno abbandonati per dedicarsi alla politica. Da quel momento, il cursus honorum di Bardella procederà alla velocità della luce: nel 2014 diventa il più giovane segretario del Front National nel dipartimento di Seine-Saint-Denis, nel 2019 eurodeputato e dal 2022 presidente del Rassemblement National, con tanto di investitura da parte della matrona di partito Marine Le Pen.
Mai colto senza la giacca e cravatta, è un giovane stiloso, sempre impeccabile nel modo di presentarsi, pelle perfetta e capelli ingellati, seguitissimo sui social, in particolare dai più giovani su TikTok (1,2 milioni di follower). Ma è molto apprezzato anche dagli over 65, che in lui vedono il volto del cambiamento nei conservatori. Ma è anche l’uomo che ha sanato i mali interni del partito lepeniano, ripulendone a fatica la reputazione, dopo le accuse di antisemitismo al Front National associate al padre della Le Pen, Jean-Marie, negazionista dell’Olocausto.
Tuttavia, guai a definirlo un tiktoker, come qualcuno maliziosamente ha azzardato in queste settimane. Preferisce optare per l’astuzia retorica, il giovane Bardella. Di questa sua abilità era stata una prova il dibattito tra lui e la candidata di Renaissance, Valérie Hayer, trasmesso da BFMTV circa un mese fa, in quello che è stato definito il “via” alla campagna elettorale. Il suo, un metodo navigato: quando Bardella oratore è in difficoltà, opta per una serie di stratagemmi per tirarsi fuori dall’angolo del ring. Per esempio, non sopporta che gli si ricordino i legami del suo partito con la Russia e ha scelto di prendere le distanze dal suo collega europarlamentare Thierry Mariani, che sostiene il regime di Mosca. Inoltre, utilizza le fake news come diversivo, sostenendo, ad esempio, che il suo rivale è sostenuto da grandi multinazionali o “poteri forti” come Microsoft e Facebook, attraverso il Partito Liberale Europeo, Alde.
“Un vento di speranza si è alzato sulla Francia ed è solo all’inizio“, ha commentato dopo le prime proiezioni, rimarcando la “voglia di cambiamento” nel Paese e che “i francesi hanno emesso il loro verdetto ed è definitivo“. Bardella, questa notte, ha chiesto lo scioglimento dell’Assemblea nazionale e nuove elezioni, sottolineando che Macron non potesse essere “sordo al messaggio” inviato dai francesi. E Macron sordo non è stato, a suo rischio e pericolo. Dopo l’annuncio del capo dell’Eliseo, Le Pen ha esultato rimarcando che il Rassemblement National è “pronto a esercitare il potere se i francesi avranno fiducia in noi“.
Ed è proprio a questo proposito che è interessante analizzare il plot twist nelle vicende post-europee di Rn. Se questa mattina il futuro di Bardella nelle legislative anticipate in Francia sembrava essere di mera guida della campagna, senza candidatura, ora il “giovane favoloso” della destra francese sarà senza dubbio il candidato premier del Rassemblement. Lo ha annunciato il vice-presidente del partito Sébastien Chenu a Rtl. “Jordan Bardella è stato eletto eurodeputato, quindi ha già ottenuto il consenso popolare. Guiderà la campagna elettorale ed è il nostro candidato per andare a Matignon“, ha dichiarato. Al giovane “Capitano, oh capitano”, il compito di rubare a Macron il ruolo di enfant prodige di Francia.

