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	<title>Oceano Pacifico Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 10 Nov 2023 15:19:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Oceano Pacifico Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le mani della Cina sulle acque profonde (e sui metalli rari)</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-mani-della-cina-sulle-acque-profonde-e-sui-metalli-rari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 08:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2-1024x665.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La Cina ha incrementato le attività per accaparrarsi riserve strategiche tali da garantirsi l'approvvigionamento di risorse minerarie chiave.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-mani-della-cina-sulle-acque-profonde-e-sui-metalli-rari.html">Le mani della Cina sulle acque profonde (e sui metalli rari)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5801656-2-1024x665.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Da anni la <strong>Cina </strong>ha incrementato le attività volte ad accaparrarsi adeguate <strong>riserve strategiche</strong> per garantirsi l&#8217;approvvigionamento di energia e <strong>risorse minerarie</strong> chiave. Lo scorso gennaio, il ministro delle Risorse Naturali del Paese, <strong>Wang Guanghua</strong>, spiegava che Pechino avrebbe presto avviato “un ciclo di operazioni di prospezione interna”, concentrandosi su quei “minerali sfusi strategici che scarseggiano”. </p>



<p>Allo stesso tempo, il Dragone ha anche concretizzato una serie di ricerche oltre confine per conseguire l&#8217;obiettivo delineato. Un paio di mesi fa, ad esempio, il governo cinese ha inviato la Dayang Hao, una delle sue navi da spedizione più avanzate, per setacciare le <strong>acque profonde</strong> di una porzione marittima dell&#8217;Oceano Pacifico incastonata tra le Hawaii e il Giappone. </p>



<p>Qui, la Cina ha i diritti esclusivi per esplorare l&#8217;intera area alla ricerca di <strong>rocce grumose</strong> grandi quanto una pallina da golf che valgono trilioni di dollari. Questi noduli polimetallici contengono <strong>manganese, cobalto, nichel</strong> e <strong>rame</strong>, ovvero metalli necessari per realizzare una serie di prodotti che vanno dalle auto elettriche ai moderni sistemi d&#8217;arma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La regina delle profondità marine</h2>



<p>Come ha spiegato il <em>Washington Post</em>, la Cina detiene già cinque delle 30 licenze di esplorazione che l&#8217;<strong>International Seabed Authority (ISA)</strong> ha concesso finora &#8211; la quantità più elevata di qualsiasi altro Paese &#8211; in preparazione dell’inizio dell’<strong>estrazione mineraria in acque profonde </strong>che prenderà il via nel 2025 . </p>



<p>Pechino ha diritti esclusivi per passare in rassegna 92.000 miglia quadrate di fondale marino internazionale – circa le dimensioni del Regno Unito – e cioè il 17% dell’area totale attualmente autorizzata dall’ISA. </p>



<p>Dalle prime rilevazioni, pare che il mare contenga molti più metalli rari di quanti non se ne possano trovare sulla terraferma. Metalli rari, si badi bene, la cui domanda è destinata ad aumentare sempre di più, dato che sono fondamentali per la realizzazione di una vasta gamma di attività e prodotti, comprese le <strong>tecnologie green</strong>. </p>



<p>Dunque, se il fondale oceanico si preannuncia come il prossimo teatro mondiale della competizione globale per le risorse, il Dragone sembrerebbe essere destinato a dominarlo. Per la cronaca, i 30 contratti di esplorazione dell&#8217;ISA coprono 540miglia quadrate ma sono concentrati in una distesa del Pacifico chiamata Clarion-Clipperton Zone. Ebbene, questo spazio contiene fino a sei volte la quantità di cobalto e tre volte quella di nichel di tutte le riserve terrestri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vantaggio della Cina</h2>



<p>Quando inizierà l’estrazione mineraria in acque profonde, la Cina – che già controlla il 95% della <strong>fornitura mondiale</strong> di metalli delle terre rare e produce tre quarti di tutte le <strong>batterie agli ioni di litio</strong> – estenderà insomma il suo controllo sui settori emergenti come l’energia pulita. </p>



<p>A dimostrazione di come queste risorse potrebbero essere utilizzate come armi nel braccio di ferro con gli Usa, lo scorso agosto Pechino ha iniziato a limitare le esportazioni di due metalli fondamentali per i sistemi di difesa statunitensi. “Se la Cina riesce ad assumere un ruolo guida nell’estrazione dei fondali marini, avrà davvero l’accesso a tutti i minerali chiave per l’economia verde del 21esimo secolo”, ha affermato Carla Freeman, esperta senior per la Cina presso United States Institute of Peace. </p>



<p><em>Dulcis in fundo</em>, è importante sottolineare come la Cina abbia concentrato i propri sforzi sull&#8217;ISA, con sede a Kingston, in un edificio in pietra calcarea che si affaccia sul Mar dei Caraibi. Esercitando la propria influenza in un&#8217;organizzazione in cui è di gran lunga l&#8217;attore più potente &#8211; gli Stati Uniti non sono membri dell&#8217;ISA – il Dragone ha quindi la possibilità di plasmare le regole internazionali della contesa a proprio vantaggio.</p>
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		<title>La Francia abbandona l&#8217;Africa e punta al Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-francia-abbandona-lafrica-e-punta-al-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-1024x667.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-768x500.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-1536x1001.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La ritirata strategica della Francia passa per l&#8217;aria. Dopo l&#8217;acuirsi delle tensioni in Africa, in particolare modo a ridosso del Sahel, zona di grande interesse per vecchia grande potenza europea, Parigi è pronta a ritirare parte della sua componente militare per imbarcarsi in una nuova missione che porterà aerei e piloti nel Pacifico. Ad annunciarlo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-abbandona-lafrica-e-punta-al-pacifico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-abbandona-lafrica-e-punta-al-pacifico.html">La Francia abbandona l&#8217;Africa e punta al Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-1024x667.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-768x500.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14004770_large-1536x1001.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La ritirata strategica della Francia passa per l&#8217;aria. Dopo l&#8217;acuirsi delle tensioni in Africa, in particolare modo a ridosso del<strong> Sahel</strong>, zona di grande interesse per vecchia grande potenza europea, Parigi è pronta a ritirare parte della sua componente militare per imbarcarsi in una <strong>nuova missione </strong>che porterà aerei e piloti nel Pacifico. Ad annunciarlo lo spostamento di queste pedine dei cugini d&#8217;oltralpe è stato lo stesso Capo di stato maggiore delle Forze aeree e spaziali francesi &#8211; <strong>Armée de l&#8217;Air et de l&#8217;Espace</strong> &#8211; generale Stéphane Mille. Cosa bolle in pentola all&#8217;Eliseo?</p>



<p>La Francia &#8220;ridurrà le forze in Africa, probabilmente in futuro”, ha riferito la scorsa settimana ai giornalisti il generale Mille, e l&#8217;attenzione non poteva non cadere sul principio di causa-effetto che ha seguito il <strong>colpo di stato</strong> di agosto in Niger e ha portato alla rottura del <strong>patto militare</strong> stretto tra Niamey e Parigi. </p>



<p>Per tali ragioni, e possiamo supporre anche per altre; il seguente <strong>golpe in Gabon</strong>, che ha rovesciato la dinastia governativa dei Bongo che hanno sempre potuto contare sull&#8217;appoggio dei francesi; e il progressivo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-guerre-oscure-del-sahel.html">complicarsi della situazione</a> di tutta la fascia G5 Sahel; la Francia intende <a href="https://www.defenseone.com/technology/2023/09/france-sees-smaller-future-africa-larger-role-pacific-says-countrys-air-force-chief/390402/"><strong>ridurre</strong></a> la sua <strong>presenza operativa in Africa</strong>, aumentando quella nella regione del Pacifico: dove un tempo si affacciavano le vecchie sue colonie d&#8217;oltremare d&#8217;<a href="https://it.insideover.com/storia/adieu-indochine-il-disastro-militare-francese-a-dien-bien-phu.html">Indocina</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una ritirata dall&#8217;operazione Barkhane</h2>



<p><span style="font-size: revert;">Nella serata di domenica il presidente francese </span><strong style="font-size: revert;">Emmanuel Macron</strong><span style="font-size: revert;"> ha annunciato che Parigi metterà fine alla sua “cooperazione militare con le autorità de facto del Niger” e che il contingente presente nello stato subsahariano verrà rimpatriato “<a href="https://it.insideover.com/politica/laddio-della-francia-al-niger-via-ambasciatore-e-personale-militare.html">entro la fine dell’anno</a>”. Contestualmente è giunto l&#8217;annuncio formale del ritorno in patria del <strong>personale diplomatico</strong> francese in missione a Niamey. </span></p>



<p>La <strong>diminuzione di una presenza militare</strong> del comparto aereo con l&#8217;annessa logistica sullo scacchiere Africano non significa che la Francia metterà <strong>fine al suo sostegno</strong> alle <a href="https://onu.delegfrance.org/5-Things-to-Know-About-France-and-the-Sahel-region">missioni antiterrorismo </a>nella fascia Sahel. Piuttosto, riportano su <em>DefenseOne</em>, la Francia &#8220;lavorerà con diversi governi&#8221; per &#8220;comprendere meglio&#8221; quali sono i <strong>bisogni specifici</strong> degli Stati africani interessati ed per impegnare in volo le forze adeguate &#8220;quando necessario&#8221;. Al fine di garantire sempre una certa efficacia per quelle che vengono definite come diverse contingenze. “Per un certo periodo di tempo, per l’addestramento, per cose del genere”, aveva riferito il generale francese. Un&#8217;accelerazione nella smobilitazione non sarebbe tuttavia da escludere, date le ultime parole del presidente Macron. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le forze dell&#8217;aria saranno la prima a smobilitare?</h2>



<p>&#8220;È un buon uso delle capacità dell&#8217;aeronautica, in particolare degli aerei da trasporto&#8221;; che però non saranno gli unici vettori ad essere spostati nel settore del Pacifico. A tale proposito, la difesa francese ha recentemente approvato nel suo ultimo bilancio lo stanziamento di fondi per acquisire altre <strong>3 aerocisterne</strong> A330 <em>Multi Role Tanker Transport</em>, prodotte dalla Airbus. Quasi a dire che servano più <em>asset</em> per poter giocare correttamente su più campi. E il raggio d&#8217;azione nel Pacifico, può rivelarsi smisurato.</p>



<p>Nella appena conclusa missione Pégase sono stati coinvolti &#8211; come è ovvio che sia &#8211; anche dieci <a href="https://it.insideover.com/difesa/vendite-record-per-il-caccia-rafale-cosa-ce-dietro-lexploit-della-francia.html">caccia Dassault Rafale</a>, quattro aerei da trasporto militare A400M, e appunto da trasporto/tanker A330. Nel quadro della missione interforze la piccola flotta aerea dell&#8217;Armée de l&#8217;Air, recentemente aggiornata dal suffisso &#8220;et de l&#8217;Espace&#8221;, ha voltato insieme ad omologhe unità appartenenti agli Stati Uniti e ad altri partner regionali in diverse esercitazioni. Vengono citate <em>Talisman Saber</em> e <em>Northern Edge</em>. </p>



<p>Al termine della missione il capo di stato maggiore della forza azzurra francese ha dichiarato come la Francia “sarà più presente nel futuro” in quell&#8217;<strong>area strategica </strong>del globo. Ricordando come il nuovo bilancio della difesa francese abbia investito, con il benestare del governo sempre presieduto da <strong>Emmanuel Macron</strong>, su &#8220;costellazioni di satelliti&#8221; da lanciare nell&#8217;orbita terrestre bassa per sostenere le comunicazioni, e forse svolgere anche altri compiti di solito relegati ai <strong>satelliti</strong>.</p>



<p>Attualmente, stando a quanto mostrato sul sito del ministero della Difesa francese la flotta aerea schierata nel contesto dell&#8217;<a href="https://www.defense.gouv.fr/operations/bande-sahelo-saharienne/operation-barkhane">Operazione Barkhane</a>  può contare su 5 droni di sorveglianza, 6 aerei da caccia, 8 elicotteri multiruolo e tra i 5 e i 6 aerei tra trasporto tattico/trasporto strategico e rifornimento. (Mentre il numero degli operatori fisici ammonta a tremila unità con oltre cinque mezzi di vario genere, <em>ndr</em>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parigi nei cieli del Pacifico</h2>



<p>Il Capo di stato maggiore dell&#8217;Aeronautica francese si è riferito alla <strong>proteste</strong> mosse contro l&#8217;Eliseo e suoi rappresentati nella crisi politica che ha interessato il Niger apostrofandole come “sorprendenti”, “ben organizzate” e “non spontanee”. Secondo quanto riportato dalla Difesa francese, gli analisti militari avrebbero trovato<strong> metadati</strong> che mostrano come &#8220;<strong>figure militari russe</strong>&#8221; si siano recate in Niger poco prima dell&#8217;inizio del colpo di stato. “Ci sono alcuni collegamenti, ovviamente, e quindi dobbiamo prestare attenzione a tutti i concorrenti che potrebbero essere dietro la <a href="https://www.limesonline.com/russia-in-africa-carta-armi-energia-wagner/132583">situazione in Africa</a> [&#8230;] Questo è ciò che abbiamo visto in Mali”, ha spiegato il vertice militare francese alludendo probabilmente a figure ufficiali o in collegamento con i mercenari a progetto &#8211; date le complicazioni sorte tra il Cremlino e la Wagner che era ed è presente nei Paesi limitrofi &#8211; sottolineando che ogni collegamento con un coinvolgimento russo necessitano di<strong> ulteriori analisi</strong>. </p>



<p>La Federazione Russa, avversaria della Francia post-colonialista, ha stretto o rinnovato tra il 2017 e il 2020 una dozzina di nuovi accordi con Paesi che non avevano mai firmato un accordo di cooperazione militare con Mosca, ricordano su <em>Geopolitica.info</em>. Tra questi paesi compaiono, oltre al Niger, la Repubblica Centro Africana,Tanzania, Zambia, Madagascar, Botswana, Burundi, Guinea-Bissau, Sierra Leone, Eswatini.</p>



<p>Mosca, nonostante l&#8217;impegno in Ucraina e il coinvolgimento sempre più attivo dell&#8217;Occidente al fianco di Kiev, sembra non aver problemi a reggere lungo il fronte africano.  Mosca infatti continua ad essere presente nel Continente, insinuandosi e scalzando, dove può e come può, il patrocinio delle vecchie Potenze al pari della controparte cinese.</p>



<p>Per questa ed altre ragioni, l&#8217;Eliseo forse svelerà nei prossimi tempi, la Francia e la sua componente aerea sposterà nella regione del Pacifico dove forse Parigi vuole recuperare il &#8220;tempo perduto&#8221;. Al fine per iniziare a far &#8220;svolgere&#8221; ai suoi aerei un non meglio identificato &#8220;ruolo chiave nello sviluppo della strategia francese nel Pacifico&#8221;, ha annunciato il generale Mille &#8211; che ha ricordato quali e dove sono le basi aeree francesi nella regione, che si trovano in <strong>Polinesia</strong> e in <strong>Nuova Caledonia</strong>. </p>



<p>&#8220;Siamo una nazione del Pacifico, quindi è normale per noi essere <a href="https://www.difesaonline.it/geopolitica/analisi/francia-e-indopacifico-sfide-limiti-e-opportunità">presenti nel Pacifico</a>&#8220;, ha chiosato il militare francese. Che sia normale ora che la situazione in Africa è a perdere, non è in effetti una mossa basata su <strong>strategie imperscrutabili</strong>. Anzi, è in completa coincidenza con l&#8217;agenda degli <strong>Alleati</strong>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-abbandona-lafrica-e-punta-al-pacifico.html">La Francia abbandona l&#8217;Africa e punta al Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La roccaforte Usa di Okinawa nel mirino della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/newsletter-la-roccaforte-usa-di-okinawa-nel-mirino-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2023 20:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1156" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-scaled-600x361.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-2048x1233.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il futuro dell'Indo-Pacifico passa anche da Okinawa. Perché la Cina ha messo nel mirino la roccaforte degli Stati Uniti in Giappone.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1156" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-scaled-600x361.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/220106-F-JK399-9157-2048x1233.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il futuro dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong> passa anche da <strong>Okinawa</strong>. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, diversi anni fa, quest&#8217;isola del <strong>Giappone </strong>era solita finire al centro di servizi giornalistici soltanto a causa dell&#8217;intensa attività dei gruppi di cittadini adirati per la presenza in loco delle numerosissime basi militari statunitensi. </p>



<p>All&#8217;epoca, sembrava addirittura che anche il governo giapponese volesse alleggerire il legame che lo univa a doppia mandata con Washington. Oggi i tempi sono invece cambiati, e Tokyo è quasi ben felice di sapere che quelle stesse basi Usa, in passato finite nell&#8217;occhio del ciclone degli attivisti, sono ancora al loro posto, dato il crescente appetito della <strong>Cina</strong> per la prefettura nipponica.</p>



<p>In ogni caso, Okinawa è finita in trappola, schiacciata tra le ambizioni delle due grandi potenze del XXI secolo: se gli Usa la considerano fondamentale per la loro <strong>strategia di difesa</strong> del Pacifico, la Cina ha iniziato ad ostentare sempre di più il suo <strong>legame storico</strong> con l&#8217;isola giapponese.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-nel-mirino-degli-usa-il-thaad-punta-pechino.html">Il THAAD punta Pechino</a></strong></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-si-nasconde-dietro-il-braccio-di-ferro-tra-cina-e-australia.html"><strong>Cosa si nasconde dietro al braccio di ferro tra Cina e Australia</strong></a></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-politica-del-tonno-la-mossa-usa-per-fermare-la-cina-nel-pacifico.html">La mossa Usa per fermare la Cina nel Pacifico</a></strong></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La presenza Usa a Okinawa</h2>



<p>Attenzione alla geografia. Okinawa si trova più o meno a metà strada tra la Cina e il Giappone, non dista troppo dalla penisola coreana e, aspetto rilevante, è a poco più di un&#8217;ora di volo da <strong>Taiwan</strong>. Significa che l&#8217;isola potrebbe fungere da <strong>hub militare</strong> degli Stati Uniti, sia nel caso di un futuro conflitto con Pechino che per la difesa di Taiwan. </p>



<p>Washington ha infatti una solida presenza a Okinawa, visto che le sue <strong>dozzine di basi</strong> qui disposte le consentono di semplificare eventuali operazioni terrestri, marittime e aeree nell&#8217;intera regione. Gli Usa possono contare sulle <a href="https://it.insideover.com/difesa/lenigma-di-kadena-e-il-futuro-dellindo-pacifico-pezzo-natalizio.html">basi aeree di Kadena</a> e Futenma, tra le più importanti di tutto il Giappone, oltre che su svariate strutture operative destinate all&#8217;esercito, alla marina e ai Marines. </p>



<p>È per questo motivo che la Cina deve muoversi con cautela ogni qualvolta decide di avventurarsi nel Mar cinese orientale, e pensarci due volte prima di lanciare un assalto contro Taipei. Le forze armate di Pechino sono vulnerabili di fronte alle contromosse Usa, tanto più considerando il fatto che Washington ha piazzato batterie missilistiche anti nave e sistemi anti aerei nei pressi di Okinawa, chiudendo di fatto ampie porzioni oceaniche alla marina e all&#8217;aeronautica del Dragone. </p>



<p><em>Last but not least</em>, come ha sottolineato <em>Asia Times</em>, l&#8217;isola giapponese è pur sempre un&#8217;utilissima piattaforma per praticare <strong>attività di sorveglianza</strong> e raccolta <strong>informazioni</strong>, due aspetti chiave di ogni operazione militare che si rispetti.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html"><strong>Il ruolo strategico dell’Australia nella guerra per l’Indo-Pacifico</strong></a></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-mostra-i-muscoli-esercitazioni-dal-pacifico-alla-siberia-2060026.html">La Cina mostra i muscoli: esercitazioni dal Pacifico alla Siberia</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gioco-del-pollo-della-cina-nellindo-pacifico.html">Il “gioco del pollo” della Cina nell’Indo-Pacifico</a></strong></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La Cina e la storia delle Ryukyu</h2>



<p>Accanto alle dispute geopolitiche internazionali, e al testa a testa sino-statunitense per il controllo dell&#8217;Indo-Pacifico, è necessario focalizzare l&#8217;attenzione sul <strong>piano storico</strong>. Il motivo è presto detto: la Cina è entrata a gamba tesa su Okinawa, e non solo sulle <strong>isole Senkaku</strong>, da tempo rivendicate tra Pechino e Tokyo. </p>



<p>Lo scorso 4 giugno, il quotidiano cinese <em>People&#8217;s Daily</em> ha pubblicato in prima pagina un articolo emblematico, riportando una lunga digressione di <strong>Xi Jinping</strong> sulla storia delle <strong>isole Ryukyu</strong>, come Pechino chiama la prefettura più meridionale del Giappone. Il reportage del giornale ricostruiva una recente visita del presidente cinese presso gli Archivi Nazionali delle Pubblicazioni e della Cultura della Cina, una struttura istituita un anno fa nella periferia di Pechino per raccogliere e conservare le pubblicazioni cinesi di epoche diverse. </p>



<p>Durante l&#8217;ispezione, Xi si è fermato davanti ad un libro xilografato sulla storia delle Ryukyu, evidenziando, per la prima volta da quando è entrato in carica, i legami storici tra Okinawa e la Cina. Si potrebbe tuttavia leggere l&#8217;uscita del leader cinese in termini più geopolitici che non storici; in tal caso, ricordando la questione irrisolta di Okinawa, la Cina avrebbe inviato un <strong>messaggio </strong>al Giappone, intimandogli indirettamente di restare fuori dal dossier Taiwan. </p>



<p>L&#8217;<em>Asian Nikkei Review</em> ha scritto che Pechino potrebbe creare un <strong>cuneo </strong>tra la stessa Okinawa e Tokyo, giocando di sponda con il piccolo – ma ruspante – <strong>movimento indipendentista</strong> della prefettura meridionale giapponese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-1024x650.jpg" alt="" class="wp-image-406605" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-scaled-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-1536x976.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-2048x1301.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230809170335970_7c037a88b684c66cbfce49ced0f59c69-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una porzione della base militare Usa nei pressi del distretto di Henoko a Okinawa <br>Foto: EPA/HITOSHI MAESHIRO <br></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La leva dell&#8217;indipendentismo</h2>



<p>Oggi Okinawa ospita circa <strong>1,3 milioni di persone </strong>ma la sua storia ha ancora un certo peso. Basti pensare che un tempo l&#8217;isola era un <strong>regno indipendente</strong>, noto come Ryukyu, e che molti abitanti dell&#8217;isola si considerano tutt&#8217;ora etnicamente distinti dai giapponesi. </p>



<p>Per sintetizzare al massimo, gli storici cinesi evidenziano come il regno Ryukyu fosse uno <strong>Stato tributario</strong> della Cina durante le dinastie Ming e Qing, per circa 500 anni, fino alla successiva annessione del Giappone, completata nel 1879, con tanto di repressione di lingua e cultura locale da parte dell&#8217;impero nipponico. Mezzo secolo più tardi, il governo cinese di Xi sta amplificando la fame indipendentista dei gruppi di Okinawa.</p>



<p>Una fame peraltro rispecchiata da sondaggi emblematici. A giugno, il 70% dei residenti dell&#8217;isola riteneva che la concentrazione delle basi militari Usa fosse ingiusta; l&#8217;83% era inoltre preoccupato per l&#8217;alta probabilità che quelle strutture potessero diventare obiettivi di un attacco in caso di tensioni militari. In effetti, più del 15% del territorio dell&#8217;isola principale di Okinawa è utilizzato dall&#8217;<strong>esercito americano</strong>. L&#8217;intera prefettura comprende meno dell&#8217;1% della superficie terrestre del Giappone, ma ospita oltre il 70% delle strutture militari statunitensi presenti nel Paese asiatico. </p>



<p>Il <strong>malumore </strong>dei residenti, arrabbiati per il costante rumore degli aerei americani, i piccoli ma brutali crimini commessi dai soldati statunitensi di stanza sull&#8217;isola e per l&#8217;ampio territorio riservato alle basi militari straniere, è stato incanalato dal governatore della prefettura, <strong>Denny Tamaki</strong>. Figlio di una madre giapponese e di un marine Usa (che non ha mai conosciuto), Tamaki lotta da anni per &#8220;difendere&#8221; il popolo di Okinawa contro le pressioni di Giappone e Stati Uniti, e chiede a gran voce di ridurre la presenza statunitense sull&#8217;isola. </p>



<p>Di recente, ha visitato la Cina con una delegazione dell&#8217;Associazione giapponese per la promozione del commercio internazionale (Japit), un gruppo dedicato a sviluppare affari con la Cina e guidato dall&#8217;ex presidente della Camera ed ex ministro degli Esteri giapponese, Yohei Kono. In un quadro del genere, Pechino sta cercando di stabilire più domini diplomatici nell&#8217;Indo-Pacifico, proprio per estromettere gli Usa dallo scacchiere che deciderà le sorti del mondo. Intanto, il Dragone ha iniziato a sostenere la promozione di <strong>scambi amichevoli</strong> con Okinawa, in attesa di capire come calibrare i prossimi passi. </p>



<p>Certo, negli anni Sessanta <strong>Mao Zedong</strong> riconobbe Okinawa come parte del Giappone, sostenendone il suo ritorno sotto il controllo nipponico dal dominio statunitense. Rivedere tutto, facendo leva sul regno Ryukyu, potrebbe adesso scoperchiare un vero e proprio <strong>vaso di pandora</strong>. La sensazione è che i piani cinesi dipenderanno da come Tokyo si inserirà sulla questione taiwanese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/newsletter-la-roccaforte-usa-di-okinawa-nel-mirino-della-cina.html">La roccaforte Usa di Okinawa nel mirino della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I nuovi Marines americani: il piano del Pentagono</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-nuovi-marines-americani-il-piano-del-pentagono-video</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 06:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ecco come il corpo dei Marines americani si rivoluzionerà per rispondere alle ingerenze di Pechino nell'Oceano Pacifico: tornando alle sue origini. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-nuovi-marines-americani-il-piano-del-pentagono-video">I nuovi Marines americani: il piano del Pentagono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Marines.mp4"></video></figure>



<p>“Il&nbsp;<strong>Corpo dei</strong>&nbsp;<strong>Marines</strong>&nbsp;non è organizzato, addestrato, attrezzato o pensato per andare incontro alle esigenze dell’ambiente operativo in rapida evoluzione del futuro&#8221;. È quanto dichiarato dal nuovo comandante degli Usmc, pronto a <strong>rivoluzionare</strong> il corpo speciale più famoso al mondo per rispondere alle minacce di Pechino nel cortile di casa americano: l&#8217;Oceano Pacifico. Le parole d&#8217;ordine sono <strong>snellire e svecchiare</strong>, ritornando alla natura originaria del corpo speciale, ovvero quella anfibia. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più: </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-marines-cambiano-pelle-per-stare-al-passo-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I Marines cambiano pelle per stare al passo della Cina</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-nuovi-marines-americani-il-piano-del-pentagono-video">I nuovi Marines americani: il piano del Pentagono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Putin, Kim, Usa e il Giappone: così prende forma l&#8217;altra battaglia del Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/putin-kim-usa-e-il-giappone-cosi-prende-forma-laltra-battaglia-del-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 05:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar del Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=406207</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Mar del Giappone (o Mare Orientale) si candida a diventare uno spazio marittimo sempre più strategico. Ecco perché e gli attori coinvolti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/putin-kim-usa-e-il-giappone-cosi-prende-forma-laltra-battaglia-del-pacifico.html">Putin, Kim, Usa e il Giappone: così prende forma l&#8217;altra battaglia del Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’area marittima incastonata tra la penisola coreana e il Giappone ha tre nomi. Per la Corea del Sud quelle sono le acque che formano il <strong>Mare Orientale</strong>. La Corea del Nord parla invece di <strong>Mare Orientale di Corea</strong>. Il governo giapponese, infine, non ha dubbi nel sostenere l’uso della dicitura <strong>Mar del Giappone</strong>. Al di là delle storiche rivendicazioni incrociate, questa zona sta assumendo un’importanza strategica tanto per il controllo dell’<strong>Indo-Pacifico </strong>quanto per il braccio di ferro tra <strong>Cina </strong>e <strong>Stati Uniti</strong>. </p>



<p>I due punti focali sono in realtà intrecciati, visto che il Mar del Giappone &#8211; tra le tre elencate, la dicitura comunemente adottata in Occidente &#8211; a seconda della prospettiva utilizzata, assume le sembianze di porta d’ingresso per l’<strong>Oceano Pacifico</strong> o per il <strong>Mar Cinese Orientale</strong> (e quindi di quello Meridionale). Nell’ottica di Washington è dunque fondamentale poter contare sulla rinnovata alleanza tra <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Giappone</strong>, in modo tale da esercitare un dominio più esteso sull’intera conca marittima, potenziale <strong>hub regionale</strong> in caso di conflitti con il Dragone. Per Pechino è altrettanto vitale rilanciare il più possibile la partnership con la <strong>Russia</strong>, in modo tale da controbilanciare il peso statunitense <em>in loco</em>, aprire preziose fessure verso il Pacifico e, al contempo, ostacolare l’iniziativa indopacifica dei partner statunitensi. </p>



<p>Emerge poi un quinto attore pronto a sparigliare le carte in tavola: la <strong>Corea del Nord</strong> di <strong>Kim Jong Un</strong>, potenziale jolly per l’asse sino-russo ma anche mina vagante dagli esiti imprevedibili.</p>



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</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Cina e Russia: la partita degli Stretti</h2>



<p>Già prima che scoppiasse la guerra in Ucraina, le <strong>navi russe e cinesi</strong> circumnavigano il Giappone facendo innervosire Tokyo. Nel 2021, Pechino e Mosca avevano inviato dieci imbarcazioni nel Mar del Giappone che, in circa 15 giorni, erano riuscite ad attraversare lo <strong>Stretto di Tsugaru</strong>, che corre tra la principale isola nipponica di Honshu e l’ Hokkaido, nella parte settentrionale della nazione nipponica, e lo <strong>Stretto di</strong> <strong>Osumi</strong>, tra l’omonima penisola di Osumi e l&#8217;isola di Tanegashima, entrambe nella prefettura meridionale di Kagoshima. </p>



<p>Era la prima volta che il tandem sino-russo effettuava una simile mossa, da Tokyo subito etichettata come una provocazione. Per la cronaca, proprio come lo Stretto di Tsugaru, lo Stretto di Osumi conta solo 3 miglia nautiche di acque territoriali da ciascuna costa, al contrario delle consuete 12; al centro si stagliano invece le acque internazionali. Il Giappone ha altri <strong>punti di strozzatura</strong> di questo tipo, come lo <strong>Stretto di Soya</strong>, tra la punta settentrionale di Hokkaido e l&#8217;isola russa di Sakhalin, e lo <strong>Stretto di Tsushima</strong>, tra la Corea del Sud e il Giappone, i quali potrebbero diventare roccaforti chiave per gli Stati Uniti e i loro alleati al fine di bloccare Cina e Russia dall’accesso al &#8220;Pacifico asiatico&#8221;. </p>



<p>Certo è che <strong>Vladimir Putin</strong> e <strong>Xi Jinping</strong> sembrerebbero voler stringere la loro morsa a queste latitudini. Cina&nbsp;e&nbsp;Russia&nbsp;hanno non a caso effettuato&nbsp;la&nbsp;<strong>Northern/Interaction-2023</strong>, l’esercitazione militare congiunta guidata dal dal Comando del teatro settentrionale dell’esercito cinese al fine di mantenere la sicurezza dei corridoi marittimi strategici dell’area. Per l&#8217;occasione, il Dragone ha schierato due cacciatorpediniere, due fregate e una nave di rifornimento, oltre all’Y-20, il più grande aereo da trasporto, caccia J-16, aeromobili di preallarme e controllo, e lo Z-20, la versione cinese dell’elicottero Black Hawk. La Russia, al contrario, non ha rilasciato informazioni sulle sue unità partecipanti.</p>



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</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Porti e rotte commerciali (e missili)</h2>



<p>Lo sviluppo da parte della Cina di capacità di un’adeguata<strong> strategia anti-access/area denial (A2/AD)</strong> sta sfidando la supremazia marittima degli Stati Uniti e del Giappone nel Pacifico occidentale, tanto che la &#8220;<strong>prima catena di isole</strong>&#8220;, lungo le isole Ryukyu, Taiwan, le Filippine e il Borneo, la stessa che dista non più di duecento miglia nautiche dalla costa cinese, è ampiamente raggiungibile dalle armi del Dragone. </p>



<p>In un simile contesto, l’intera Asia è rimasta il principale centro mondiale di movimentazione delle merci via mare nel 2021, rappresentando il 42% delle esportazioni e il 64% delle importazioni, mantenendosi su livelli altrettanto elevati negli anni successivi.&nbsp;In ambito commerciale, nella regione sono quindi presenti <strong>porti </strong>fondamentali, tra i quali <strong>Busan </strong>per la Corea del Sud e <strong>Vladivostok </strong>per la Russia, con Mosca che ha rilanciato lo scalo dopo il suo necessario <em>pivot to Asia</em>. </p>



<p>A proposito di porti, se Busan è da tempo rodatissimo, Vladivostok potrà sbocciare da qui ai prossimi anni. Molto dipenderà dal prosieguo delle relazioni sino-russe. Nei primi mesi del 2023, il commercio bilaterale tra i due Paesi è cresciuto di quasi il 42% sfiorando i 74 miliardi di dollari. Ulteriori sviluppi potrebbero e dovrebbero arrivare dall’area nord-orientale della Cina, dove il Cremlino auspica di potenziare il suddetto porto di Vladivostok, per il quale si parla di un incremento del traffico di container. </p>



<p>Il Mar del Giappone è nel mirino dei missili della Corea del Nord, con Kim che può (almeno per il momento) sperare di fare il bello e il cattivo tempo senza conseguenze. Tutti i test di Pyongyang sono rivolti verso il Giappone ed è anche per questo che Tokyo ha pensato bene di seppellire l’ascia con la Corea del Sud di guerra in virtù di una distensione con Seoul (benedetta da Washington). </p>



<p>Ogni attore coinvolto nell’arena asiatica del Pacifico spera tuttavia di ottenere la qualcosa: Cina e Usa sono implicati in un lungo braccio di ferro per il controllo dell’Indo-Pacifico; Corea del Sud e Giappone intendono mantenere una parvenza di potenze regionali, per poi, chissà, continuare a crescere al fianco degli Usa; la Russia è costretta a riciclarsi asiatica, visto che in Europa non c’è più posto per la sua energia, e deve quindi oliare i suoi meccanismi dopo decenni di sostanziale inattività (o quasi); infine la Corea del Nord, che dei Paesi citati ha le aspirazioni più astratte e imprevedibili. Il Mar del Giappone, o Mare Orientale, o Mare Orientale di Corea, è sempre più in subbuglio. Del resto è l’anticamera per raggiungere, dal Pacifico, il Mar Cinese Meridionale.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/putin-kim-usa-e-il-giappone-cosi-prende-forma-laltra-battaglia-del-pacifico.html">Putin, Kim, Usa e il Giappone: così prende forma l&#8217;altra battaglia del Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La regione dove si decide il futuro del mondo (e lo scontro tra Cina e Usa)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-regione-dove-si-decide-il-futuro-del-mondo-e-lo-scontro-tra-cina-e-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724103323466_e55ab442aee348be78b3a60ccbdb776f-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida per l'Indo-Pacifico tra Cina e Usa diventerà sempre più intensa. Ecco le aree strategiche più calde.</p>
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<p>All&#8217;apparenza sembrano isolette sperdute in mezzo al nulla, immagini esotiche perfette per illustrare i cataloghi di vacanze delle agenzie di viaggio. Circondate da acque color smeraldo, ospitano da qualche migliaio a poco più di un milione di abitanti. Qualche atollo è persino disabitato. I loro nomi sono per lo più sconosciuti alla maggior parte del pubblico, così come le storie che accompagnano questi territori, incastonati nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>, molti dei quali tecnicamente parte integrante degli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong>. </p>



<p>Dal momento che il braccio di ferro Usa-Cina per decretare quale sarà la prossima potenza globale si deciderà proprio nella <strong>regione indo-pacifica</strong>, è importante capire come si sta svolgendo la partita a scacchi tra i due sfidanti. </p>



<p>Se Pechino intende liberarsi dalla gabbia strategica creata a queste latitudini dalla Casa Bianca al termine della Seconda guerra mondiale, tra <strong>alleanze locali</strong> e sfruttamento di <strong>isole strategiche</strong> che consentono ancora al governo statunitense di esercitare una presenza costante nell&#8217;Asia-Pacifico, Washington intende tornare ad accendere i riflettori su una porzione di mondo fin troppo trascurata, probabilmente dando per scontato che nessuno avrebbe mai messo in discussione la sua presenza in Estremo Oriente. </p>



<p>Siamo così arrivati al punto che l&#8217;<strong>influenza cinese </strong>nel Pacifico centrale sta crescendo, mentre l&#8217;architettura statunitense rischia di erodersi a meno di adeguate contromisure. L&#8217;accordo di cooperazione siglato tra Cina e Isole Salomone è stato il primo campanello d&#8217;allarme che ha spinto l&#8217;amministrazione Biden a reagire.</p>



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<li><a href="https://it.insideover.com/politica/lascesa-silenziosa-della-cina-nellindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>L’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/la-lotta-tra-cina-e-stati-uniti-per-il-controllo-del-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La lotta tra Cina e Usa per il controllo del Pacifico</strong></a></li>



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</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La scacchiera del Pacifico</h2>



<p>Dobbiamo pensare al Pacifico occidentale immaginato dagli Usa come ad un territorio che, per funzionare in maniera coordinata, deve essere attraversato da &#8220;<strong>collegamenti infrastrutturali&#8221; </strong>capaci di scongiurare la presenza di zone morte o lasciate a se stesse. Da questo punto di vista, le <strong>Hawaii </strong>(Stato Usa) rappresentano un&#8217; &#8220;<strong>autostrada marittima</strong>&#8221; utilizzabile da Washington per raggiungere rapidamente le eventuali aree di crisi dell&#8217;Asia-Pacifico, con un occhio di riguardo a Giappone e Corea del Sud. </p>



<p>Nei pressi delle Hawaii, e facente parte dello stesso gruppo di isole, troviamo l&#8217;<strong>atollo di Midway</strong> (5,2 chilometri quadrati e qualche decina di abitanti), mentre più a sud troviamo gli <strong>atolli di Johnston</strong> e <strong>Palmyra</strong>, oltre allo <strong>scoglio Kingman</strong>. E ancora: le <strong>isole di Jarvis</strong> (4,5 chilometri quadrati), <strong>Baker </strong>(2,1), <strong>Howland </strong>(2,3) e <strong>Wake </strong>(6,5), le <strong>Samoa americane </strong>e la famigerata <strong>isola di Guam</strong>. </p>



<p>Classificate come <strong>territori non incorporati degli Stati Uniti</strong>, queste aree non sono attribuite ad alcuna amministrazione comunale, ma sono amministrate direttamente dal governo Usa attraverso un ente dedicato. E, soprattutto, ospitano (o possono farlo a fronte di emergenze) basi o personale militare statunitense. </p>



<p>Il mosaico Usa si completa con tre tasselli non controllati da Washington ma con i quali esistono accordi specifici. <strong>Repubblica di Palau</strong>, <strong>Stati federati di Micronesia</strong> e <strong>Repubblica delle Isole Marshall</strong> – occupano, considerando anche i rispettivi spazi marittimi, un&#8217;area grande quanto gli Stati Uniti continentali &#8211; costituiscono un enorme corridoio nel cuore del <strong>Pacifico centrale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cuore della presenza Usa</h2>



<p>Al termine della Seconda guerra mondiale, Palau, Micronesia e Marshall furono dichiarati dalle Nazioni Unite <strong>territori di fiducia strategica</strong>, e le loro amministrazioni furono altresì assegnate agli Stati Uniti. Come ha ricordato <em>Asia Times</em>, quasi 40 anni fa, in seguito all&#8217;indipendenza, ciascuna delle tre nazioni ha stipulato un &#8220;<strong>patto di libera associazione&#8221; (Cofa)</strong> con gli Usa. Questi tre Paesi sono adesso noti come <strong>Stati liberamente associati (Fas) </strong>ma i suddetti accordi con Washington sono in fase di rinegoziazione. </p>



<p>Stiamo parlando di accordi fondamentali: gli Usa forniscono alle piccole isole assistenza finanziaria e di altro tipo &#8211; compreso il diritto dei loro cittadini a vivere e lavorare negli Stati Uniti – e in cambio, l&#8217;amministrazione statunitense si assume la <strong>responsabilità di difenderle</strong>. Insomma, i Cofa, includendo anche il diritto di impedire qualsiasi presenza militare straniera in ciascuno dei Paesi, sono una sorta di assicurazione pagata dalla Casa Bianca per garantire la propria presenza (militare) nel Pacifico centrale. </p>



<p>Ebbene, se tali accordi dovessero saltare la postura americana nell&#8217;Indo-Pacifico inizierebbe a traballare, compromettendo persino la possibilità di difendere Taiwan da un eventuale attacco cinese. L&#8217;obiettivo Usa consiste quindi nel non perdere gli Stati liberamente associati a favore della Cina. Già, perché la quantità di denaro necessaria a rinnovare gli accordi Cofa è irrisoria: quasi <strong>1,7 miliardi di dollari </strong>da spalmare tra Palau, Micronesia e Marshall nell&#8217;arco di un ventennio (calcolatrice alla mano, meno di 117 milioni di dollari per Paese all&#8217;anno).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Stretti e accordi: Cina alla finestra</h2>



<p>Negli ultimi 30 anni la Cina si è insinuata nei sistemi commerciali e politici di ogni nazione Fas, tanto che il controllo statunitense in quelle aree non è più blindato come in passato. Washington deve monitorare la situazione con la massima attenzione, visto che le suddette nazioni possono sempre <strong>annullare </strong>gli accordi Cofa o <strong>ritirarsi dalle offerte</strong>. A quel punto Pechino sarebbe pronta ad inserirsi a gamba tesa con una somma maggiore. </p>



<p>In ogni caso, le componenti finanziarie e di servizio dei nuovi Cofa devono essere approvate dal <strong>Congresso Usa</strong> entro il 30 settembre 2023. In caso di ipotetica fumata nera, i Fas si ritroverebbero con l&#8217;acqua alla gola e poche risorse, e dovrebbero quindi rivolgersi altrove (ogni riferimento al governo cinese è puramente casuale). Al momento, Palau e Micronesia hanno firmato gli accordi – accordi che adesso stanno per essere recapitati al Congresso, con il Senato che sembra favorevole e la Camera ambigua – mentre Marshall non ha ancora messo nero su bianco la sua intesa con Washington. </p>



<p>In generale, la Cina ha capito che può insinuarsi nelle crepe che stanno spuntando sulla superficie dell&#8217;architettura geopolitica statunitense nel Pacifico. Le recenti esercitazioni militari con la Russia, vanno proprio in questa direzione. Il Dragone sembra infatti aver messo nel mirino alcuni corridoi chiave, visto che la <strong>Northern/Interaction-2023</strong>, in fase di organizzazione da parte del Comando del teatro settentrionale dell&#8217;Esercito popolare di liberazione (Pla), come ha spiegato il ministero della Difesa cinese, si concentrerà sul &#8220;mantenimento della sicurezza dei corridoi marittimi strategici&#8221;. </p>



<p>Song Zhongping, un ex istruttore del Pla, ha affermato che i corridoi marittimi strategici menzionati dal ministero della Difesa cinese includono tre <strong>stretti </strong>vicino al Giappone – gli stretti di Tsushima, <strong><strong>Soya </strong></strong>e <strong>Tsugaru </strong>– che potrebbero diventare roccaforti chiave per gli Stati Uniti e i loro alleati al fine di bloccare Cina e Russia dall&#8217;accesso al Pacifico occidentale. &#8220;Per abbattere le possibili barriere di eventuali rischi potenziali, è molto importante per il Pla e la sua controparte russa tenere esercitazioni regolari&#8221;, ha spiegato Song al <em>South China Morning Post</em>. </p>



<p>Certo, è in corso anche una partita Usa-Cina anche più a sud, nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, dove permangono i rebus rappresentati dagli atolli e le isolette rivendicate dai Paesi dell&#8217;area, e dal dominio degli <strong>stretti di Taiwan</strong> e <strong>Malacca</strong>. La sensazione è che la sfida per l&#8217;Indo-Pacifico diventerà sempre più intensa.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Battaglia per i relitti nel Pacifico: la mossa della Cina sulle navi britanniche</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/battaglia-per-i-relitti-nel-pacifico-la-mossa-della-cina-sulle-navi-britanniche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2023 07:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA12616251-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È allarme nei fondali del Pacifico. Nelle ultime settimane una nave cinese, la Chuan Hong 68, sarebbe entrata in azione al largo delle coste malesi per recuperare prezioso acciaio di "alta qualità" dai relitti di navi da guerra britanniche affondate durante la Seconda guerra mondiale. Non sarebbe la prima volta che i relitti finiscono al centro di una diatriba tra potenze. Troppo prezioso il materiale forgiato in epoca pre atomica. Eppure le polemiche non mancano: violata la legge non scritta che preserva le tombe dei marinai caduti</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/battaglia-per-i-relitti-nel-pacifico-la-mossa-della-cina-sulle-navi-britanniche.html">Battaglia per i relitti nel Pacifico: la mossa della Cina sulle navi britanniche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il giallo che si sta consumando nelle profondità del Pacifico incrocia storie di guerre del passato, trame oscure e deprecabili del nostro presente, e porta in superficie un quesito riguardante le nostre analisi e considerazioni sul futuro: la <strong>Cina</strong>, super-potenza mondiale in ascesa, pronta al varo di una nuova invicibile armata, è a corto di materie prime o soltanto di scrupoli?</p>



<p>Nelle scorse settime una nave cinese dotata di gru e ufficialmente addetta al dragaggio dei fondali, la <strong>Chuan Hong 68</strong> &#8211; <a href="https://www.balticshipping.com/vessel/imo/9736523">varata</a> nel 2014, lunga 121 metri per 8mila tonnellate di stazza e 3mila di capacità di carico utile &#8211; è stata <a href="https://maritimeoptima.com/public/vessels/pages/imo:9736523/mmsi:413699480/CHUAN_HONG_68.html">sorpresa</a> al largo delle coste malesi mentre era intenta a “<strong>saccheggiare</strong>” &#8211; sostengono &#8211; acciaio di &#8220;alta qualità&#8221; dai relitti di navi da guerra britanniche affondate dai giapponesi nel dicembre del 1941. Attirando su di se l’indignazione della comunità internazionale che, se confermata l’informazione, non può non ricordare a Pechino come le unità da guerra affondate sono, prima che relitti, <strong>tombe di marinai caduti</strong> in fondo al mare.</p>



<p>Segnalata da alcune barche di pescatori, la Chuan Hong è stata vista a manovrare in corrispondenza dei relitti della Hms <em>Prince of Wales</em> e dalla Hms <em>Repulse</em>, affondate al largo di Kota Bharu da bombardieri e aerosiluranti della <strong>aviazione di marina giapponese</strong> durante l’attacco sferrato dall’Impero nipponico ai danni delle colonie britanniche d’oltremare. L’attacco, primo nel suo genere dal momento che dimostrò come corazzate e incrociatori di ultima generazione fossero vulnerabili se privi della scorta di portaerei, portò alla morte di 842 uomini. Tutti<strong> sepolti nelle profondità</strong> marine in queste tombe d’acciaio posate a profondità comprese tra i 60 e i 70 metri.</p>



<p>Secondo la Marina militare malese interessata a quel settore di mare &#8211; insieme all&#8217;<strong>Indonesia</strong> per via della prossimità delle Isole Riau &#8211; che ha condotto successivi controlli, il rinvenimento di “<strong>prove evidenti della violazione</strong>” dimostrerebbe che i relitti delle due navi da battaglia, poste in teoria sotto la salvaguardia del <em>Protection of Military Remains Act, </em>sono stati compromessi per prelevare parti d&#8217;acciaio e munizioni.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sospetti, prove e precedenti</h2>



<p>A confermare i sospetti (fonte Malaysian Maritime Enforcement Agency) è stata l&#8217;ispezione di una nave mercantile battente bandiera cinese sorpresa a stazionare nella zona economica esclusiva della Malesia. Durante l&#8217;ispezione le autorità malesi hanno scoperto che la nave cinese non solo era priva dell&#8217;autorizzazione ad ancorare nelle acque sotto la giurisdizione malese, ma deteneva a bordo &#8220;vecchi proiettili di cannone e acciaio&#8221;.</p>



<p>Un fenomeno questo, che viene riportato come “purtroppo diffuso in una regione dove sono centinaia i relitti colati a picco” durante il Secondo conflitto mondiale che ha assistito, proprio nella regione del Pacifico, all’intensa <strong>guerra aeronavale</strong> che vide da una parte l&#8217;Impero Giapponese e dall&#8217;altra Impero Britannico e Stati Uniti.&nbsp;Già nel 2017, infatti, alcuni scafi <a href="https://www.theguardian.com/world/ng-interactive/2017/nov/03/worlds-biggest-grave-robbery-asias-disappearing-ww2-shipwrecks#:~:text=The%20Guardian%20revealed%20last%20year,enough%20to%20protect%20underwater%20graves.">vennero depredati</a> dalla Chuan Hong 68 che secondo quanto illustrato, impiegherebbe una tattica abbastanza singolare basata sull&#8217;esplorazione dei fondali da parte di sommozzatori-palombari, la posa di <strong>cariche esplosive</strong> per &#8220;smantellare&#8221; i relitti, e il successivo recupero di parti degli stessi mediante l&#8217;apparato gru. Secondo le informazioni reperibili in open-source l&#8217;unità cinese potrebbe trasportare di volta in volta un carico utile di oltre 3mila tonnellate. </p>



<p>Per le autorità indonesiane, la nave cinese sarebbe già stata coinvolta in episodi analoghi nel Mar di Giava, dove era andata a caccia dei relitti di<strong> “scafi”</strong> da guerra olandesi come quello della Hnlms Kortenaer, affondata nel 1942 da un particolare tipo di siluro sviluppato dai giapponesi. Allora altre tre navi da guerra della Royal Navy &#8211; la HMS Exeter, HMS Encounter e HMS Electra&nbsp;&#8211; furono sospettate d&#8217;esser preda della caccia sottomarina di Pechino. E già in quell&#8217;occasione il ministero della Difesa britannico chiese all&#8217;Indonesia di &#8220;proteggere le navi nelle sue acque&#8221; territoriali, rammentando che: &#8220;Un relitto militare dovrebbe rimanere indisturbato e coloro che hanno perso la vita a bordo dovrebbero poter riposare in pace&#8221;. </p>



<p>I relitti di questo tipo sono ufficialmente classificati come &#8220;tombe di guerra&#8221; ai sensi della <strong>legge britannica</strong>. Ragione per cui Londra condanna duramente gli eventi. Il professor Dominic Tweddle, direttore generale del National Museum of the Royal Navy riferendosi alla Prince of Wales e alla Repulse, ha ribadito: &#8220;Sono tombe di guerra designate. Siamo sconvolti dalla perdita del patrimonio navale e dall&#8217;impatto che ciò ha sulla comprensione della nostra storia della Royal Navy “. Adesso le autorità malesi &#8211; con la consulenza di esperti britannici si suppone &#8211; indagando se i proiettili trovati sulle navi cinesi risalgano davvero alla seconda guerra mondiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La profanazione delle tombe d’acciaio</h2>



<p>In materia di recuperi su relitti affondati nella Seconda guerra mondiale nella sconfinata grandezza del Pacifico, la legge si è rivelata “torbida” a riguardo. Il <strong>diritto internazionale</strong> sul salvataggio delle navi da guerra affondate ha dei passaggi oscuri secondo un rapporto stilato nel 2017 della Biblioteca del Palazzo della Pace all’<strong>Aia</strong>, in occasione nella denuncia di violazione degli scafi della Kortenaer e delle altre navi inglesi. “Il regime legale relativo ai relitti di navi da guerra e di proprietà dello Stato è rimasto complesso, frammentato e necessita di un serio chiarimento&#8221;, riporta in Guardian in un articolo dedicato. Nel quali si concludeva che “In definitiva”, “lo Stato di bandiera è responsabile di garantire che le navi battenti la sua bandiera non assumano comportamenti illegali. E se esiste un tale modello di comportamento, spetta allo Stato di bandiera agire”.&nbsp; </p>



<p>In base a un analisi condotta sempre nel 2017, nella regione sarebbero almeno 40 i relitti affondanti durante la Seconda guerra mondiale già depredati. In tutte le navi da guerra riposavano le spoglie di migliaia di militari britannici, americani, australiani, olandesi e giapponesi che hanno perso la vita combattendo per la loro Nazione. Dopo questa ultima segnalazione, i governi interessati &#8211; ora alleati nel nuovo <strong>assetto tripolare</strong> del globo &#8211; temono che come loro, altre tombe del mare vengano profanate per trarre risorse che un avversario teorico potrebbe riciclare per navi e strumentazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima di Hiroshima, dopo l&#8217;ascesa di Pechino</h2>



<p>In passato relitti, sono sempre stati depredati da parti e componenti per essere vendute come rottami. Una vecchia abitudine nata proprio durante e subito dopo il secondo conflitto mondiale, quando aeroplani e carri armati, meno spesso unità navali, venivano abbandonate o individuate su coordinate più o meno accessibili. Le navi, se individuate a profondità facilmente raggiungibili, erano le predilette dai cacciatori di relitti, poiché contenenti metalli preziosi quali cavi di rame ed eliche di bronzo fosforoso. Ma è una pratica, quella di depredare relitti, praticata dalla popolazione indigente o dai cacciatori di tesori.</p>



<p>Adesso ci troviamo di fronte a un problema differente, con obiettivi differenti. Secondo gli esperti, infatti, i nuovi cacciatori andrebbero alla ricerca di tesori più preziosi, prima tra questi acciaio di al qualità realizzato prima dell&#8217;avvento dei test nucleari che hanno riempito l&#8217;atmosfera di <strong>radiazioni</strong>. Le navi da guerra custodita dall&#8217;oceano, per quanto corrose da 70 anni trascorsi sul fondo del mare, custodiscono infatti metallo protetto dalle radiazioni, altamente ricercato per essere impiegati in apparecchiature scientifiche finemente calibrate, come i contatori Geiger, alcuni <strong>sensori spaziali</strong>, e strumentazioni usate nel campo medico. Addirittura le antiche navi dell&#8217;Impero romano scoperte nelle acque del Mediterraneo vennero private del loro contenuto di piombo a bassa radiazione e usarlo nelle centrali nucleari. </p>



<p>Le grandi quantità di metallo sottratto illegalmente dagli scafi, tuttavia, sembra essere merce da recuperare a tonnellate con le gru di unità navali come la <strong>Chuan Hong 68</strong>. Non è chiaro dunque se si tratti di acciaio di scarsa qualità da rivendere sul mercato per milioni di sterline, o per essere impiegato per il varo di unità navali del futuro. Un punto che dovrebbe farci interrogare sull&#8217;infelice e deprecabile scelta di Pechino, potenza in ascesa che secondo le denunce malesi e britanniche &#8220;profana tombe di eroi&#8221; per ragioni economiche che non si addicono, appunto, ad una super potenza che mira ad avere la flotta militare più <a href="https://it.insideover.com/guerra/lallarme-del-pentagono-la-cina-attiva-la-portaerei-shandong.html">imponente del mondo</a>. </p>



<p>Nel passato anche gli Stati Uniti hanno condotto nel Pacifico un’operazione di recupero ai danni di uno scafo affondato. L&#8217;obiettivo era quello di<strong> rubare segreti militari</strong> nel pieno della Guerra fredda. Può essere considerata infatti una profanazione quella del sottomarino sovietico K-129, affondato nella primavera del 1968, localizzato e raggiunto nel 1974 dalla<strong> Cia</strong> celatasi sotto una stravagante quanto efficace copertura, ma questa è un&#8217;<a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/04/28/news/il-mistero-di-un-f-35-scomparso-e-i-segreti-sul-fondale-del-pacifico-251705/">altra storia</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/battaglia-per-i-relitti-nel-pacifico-la-mossa-della-cina-sulle-navi-britanniche.html">Battaglia per i relitti nel Pacifico: la mossa della Cina sulle navi britanniche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Aukus preoccupa la Cina: si scalda il fronte del Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/laukus-preoccupa-la-cina-si-scalda-il-fronte-del-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina ha affermato che le mosse dell'Aukus rischiano di trasformare l’Oceano Pacifico in un oceano di tempeste.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/aukus-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da un lato la <strong>Cina</strong>, dall’altro gli <strong>Stati Uniti</strong> e i loro partner, Nato, Aukus ma non solo, <a href="https://it.insideover.com/difesa/uk-australia-usa-la-cintura-che-strozza-la-cina-e-la-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impegnati ad arginare l’ascesa del Dragone</a>. In mezzo ai due estremi, molteplici attori della regione più dinamica del mondo, l’<strong>Indo-Pacifico</strong>, preoccupati all’idea di dover abbandonare la loro neutralità. </p>



<p>È questo lo scenario che sta prendendo forma in Asia, in seguito al <a href="https://it.insideover.com/politica/g7-e-quad-contro-la-coercizione-economica-della-cina-cosa-cambia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">G7 di Hiroshima</a> e allo Shangri-La Dialogue di Singapore, due eventi che hanno tratteggiato le principali dinamiche geopolitiche in fase di svolgimento in Estremo Oriente. Dove Washington sta facendo sempre più affidamento sugli alleati locali, come Giappone e Corea del Sud, mentre Pechino risponde parlando la lingua degli affari, che tanto piace ai governi del continente. &#8220;</p>



<p>Le <strong>tensioni </strong>sono alle stelle, anche a causa di altre due dinamiche: il piano della <strong>Nato </strong>di aprire un ufficio di collegamento a Tokyo e il rafforzamento del <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">patto</a> Aukus, e cioè dell’accordo siglato tra&nbsp;<strong>Regno Unito,&nbsp;Stati Uniti</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Australia</strong>, che ha trasformato Canberra in un&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attore fondamentale</a>&nbsp;per la salvaguardia degli equilibri dell’Indo-pacifico&nbsp;al fianco dei partner occidentali. Per la Cina, tutto questo rientra in un’enorme sfida a 360 gradi lanciata dagli Usa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png" alt="" class="wp-image-398133" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L’avvertimento della Cina</h2>



<p>Facendo leva sui timori della Cambogia, dove il primo ministro Hun Sen si è esposto in prima persona, il ministero degli Esteri cinese ha affermato che le mosse dell’alleanza tripartita Aukus minano gli sforzi dell’<strong>Asean </strong>per costruire un’area priva di armi nucleari nel sudest asiatico e rischiano di trasformare l’Oceano Pacifico in un <strong>oceano di tempeste</strong>. </p>



<p>Hun Sen aveva infatti dichiarato che Aukus era il &#8220;punto di partenza di una <strong>corsa agli armamenti</strong> molto pericolosa&#8221; nella regione. La palla è stata colta al balzo da Pechino, che dal canto suo vede con gran sospetto il fatto che l&#8217;Australia potrà costruire <strong>sottomarini a propulsione nucleare</strong> con tecnologia fornita da Stati Uniti e Regno Unito, limitando così l’accesso cinese verso il Pacifico.</p>



<p>Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, ha quindi sottolineato che la quantità di materiali nucleari per armi che Stati Uniti e Regno Unito forniranno all&#8217;Australia potrebbe essere utilizzata per fabbricare da 64 a 80 armi nucleari. E che tale schema stimolerà anche altri Paesi senza armi nucleari a seguire l&#8217;esempio, rendendo l’intera regione un&#8217;arena per una pericolosa corsa agli armamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pacifico si scalda</h2>



<p>La corsa agli armamenti in Asia sta raggiungendo il <strong>punto di ebollizione</strong>.&nbsp;Lo scorso marzo, il presidente Usa <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> ha effettuato una visita simbolica a San Diego per incontrare i primi ministri del Regno Unito e dell&#8217;Australia, al fine di compiere i prossimi passi dell’accordo Aukus. I tre leader hanno concordato la coproduzione di un futuro sottomarino d&#8217;attacco nucleare a lungo termine e &#8220;una maggiore presenza rotazionale&#8221; di quattro o cinque sottomarini statunitensi e britannici a Perth, a breve termine.&nbsp;L&#8217;Australia, al netto di dubbi e incertezze, potrebbe anche acquistare diverse barche di classe Virginia per colmare il divario fino a quando i sottomarini di nuova concezione non saranno pronti. </p>



<p>Le preoccupazioni vanno ben oltre il grande onere finanziario del patto, stimato in 180-240 miliardi di dollari, e la sua tempistica estesa.&nbsp;Chi si interessa di proliferazione di armi nucleari ritiene, ad esempio, che&nbsp;l&#8217;Australia possa presto diventare un <strong>obiettivo </strong>prioritario per le <strong>armi cinesi a lungo raggio</strong> (e nucleari) e che l’intesa tra Uk, Usa e Canberra possa creare problemi agli altri Paesi dell’Indo-Pacifico. </p>



<p>Ipotesi del genere non dovrebbero sorprendere, dal momento che la Cina cercherebbe di fermare i sottomarini nemici considerati una minaccia. In più, da Pechino, sono preoccupati per le presunte mire asiatiche della Nato. </p>



<p>&#8220;Qual è l&#8217;intenzione? Le mosse relative alla Nato hanno suscitato l&#8217;<strong>alta vigilanza</strong> della comunità internazionale, in particolare dei Paesi asiatici&#8221;, ha dichiarato&nbsp;Wang, secondo cui &#8220;gli atteggiamenti della maggior parte dei Paesi della regione su questo tema sono molto chiari. Si oppone al mosaico di vari blocchi militari nella regione. Non accoglie con favore la Nato che estende i suoi tentacoli all&#8217;Asia e non accetta la copia del confronto di campo in Asia&#8221;. La temperatura del Pacifico, in poche parole, è sempre più calda.</p>
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		<title>Perché la distensione Seoul-Tokyo è cruciale per la strategia Usa nel Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/perche-la-distensione-seoul-tokyo-e-cruciale-per-la-strategia-usa-nel-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 15:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe8bxlszZ8VHeQrERU0_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al termine della Seconda Guerra Mondiale sia la Corea del Sud che il Giappone sono diventati partner strategici di Washington, ovvero due bastioni fidati che la Casa Bianca, negli anni a venire, ha saputo schierare in una regione delicata, con l&#8217;intenzione di contenere le &#8220;minacce rosse&#8221; incarnate prima dall&#8217;Unione Sovietica e poi dalla Cina. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-la-distensione-seoul-tokyo-e-cruciale-per-la-strategia-usa-nel-pacifico.html">[...]</a></p>
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<p>Al termine della Seconda Guerra Mondiale sia la <strong>Corea del Sud</strong> che il <strong>Giappone </strong>sono diventati partner strategici di Washington, ovvero due bastioni fidati che la Casa Bianca, negli anni a venire, ha saputo schierare in una regione delicata, con l&#8217;intenzione di contenere le &#8220;minacce rosse&#8221; incarnate prima dall&#8217;Unione Sovietica e poi dalla Cina. </p>



<p>La profonda <strong>rivalità storica</strong> tra Seoul e Tokyo ha tuttavia sempre rappresentato una sorta di <strong>anello debole</strong> della <strong>strategia indo-pacifica</strong> di Washington. Questo, almeno all&#8217;apparenza, è andato avanti fino allo scorso marzo. Quando <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yoon-suk-yeol-il-nuovo-presidente-della-corea-del-sud.html">Yoon Suk Yeol</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fumio-kishida-il-nuovo-primo-ministro-giapponese.html">Fumio Kishida</a>, rispettivamente il presidente sudcoreano e quello giapponese, si sono incontrati a Tokyo per un incontro benedetto dagli Usa, nella prima visita per un vertice bilaterale, dopo 12 anni dall&#8217;ultima, di un leader sudcoreano in Giappone. </p>



<p>Per gli Stati Uniti non poteva esserci notizia migliore, visto che l&#8217;ufficiale riavvicinamento nippo-coreano consente adesso un&#8217;<strong>azione congiunta </strong>più efficace contro il rivale comune cinese. Eppure, nonostante il lieto avvenimento, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> non dovrebbe dormire sonni troppo tranquilli. Già, perché sia Yoon che Kishida, al netto della volontà condivisa di arginare Pechino, non danno l&#8217;impressione di voler rompere tutti i ponti con il Dragone, come invece auspicherebbero gli Usa. A pesare, nella valutazione dei due leader, ci sono le <strong>conseguenze commerciali</strong> di una mossa del genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Seoul-Tokyo: un asse strategico per gli Usa</h2>



<p>L&#8217;equazione, almeno sulla carta, è semplice: <strong>asse Seoul-Tokyo</strong> + contributo diretto di Washington = contenimento di Pechino. La realtà però è più complicata di un semplice assioma, data la citata rivalità nippo-coreana. </p>



<p>I sudcoreani ritengono che il Giappone non si è mai adeguatamente scusato per il brutale <strong>dominio coloniale</strong> sulla penisola coreana, realizzato tra il 1910 e il 1945, mentre dal canto loro i giapponesi considerano la Corea del Sud un vicino inaffidabile che ha infranto varie promesse e accordi. L&#8217;astio diplomatico ha continuato a sgorgare fino a quando gli Stati Uniti sono scesi in campo nel tentativo di compattare i loro alleati. </p>



<p>Il piano di Washington era ed è semplice: soltanto mediante un riavvicinamento diplomatico è possibile creare un blocco, compatto, di Paesi che la pensano allo stesso modo in relazione a minacce comuni, quali la guerra in Ucraina, le sfide economiche globali, le ambizioni della Cina e i test missilistici della Corea del Nord. </p>



<p>È così che i legami tra Seoul e Tokyo hanno iniziato a sciogliersi. A marzo, i due Paesi hanno iniziato ad adottare misure per risolvere alcune dispute del passato, e ancor più di recente la Corea del Sud ha ripristinato lo status del Giappone come partner commerciale preferito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;obiettivo di Washington</h2>



<p>Come ha sottolineato il <em>New York Times</em>, gli Stati Uniti hanno cercato di persuadere i loro alleati nell&#8217;Indo-Pacifico a cooperare più strettamente introducendo una serie di partnership, come l&#8217;Indo-Pacific Economic Framework for Prosperity, il Quad, il patto di sicurezza AUKUS, l&#8217;alleanza Chip 4 e l&#8217;iniziativa Partners in the Blue Pacific. </p>



<p>Sia la Corea del Sud che il Giappone hanno sostenuto la visione indo-pacifica &#8220;libera e aperta&#8221; di Washington e partecipato ad un vertice della <strong>Nato</strong>, la scorsa estate, nel quale hanno condannato la Russia per la guerra in Ucraina (anche se sul rapporto da mantenere con Mosca <a href="https://it.insideover.com/guerra/lasia-spaccata-in-due-sullucraina.html">continua a prevalere un approccio pragmatico</a>) ed espresso preoccupazione per la volontà della <strong>Cina </strong>di minare l&#8217;attuale ordine internazionale. </p>



<p>Insomma, entrambi i Paesi si sono resi conto che l&#8217;ambiente geopolitico stava creando sfide che non potevano essere affrontate senza un apporto collettivo. Da questo punto di vista, le manovre congiunte di aerei militari cinesi e russi vicino allo spazio aereo sudcoreano e giapponese sono state la ciliegina sulla torta. </p>



<p>Adesso Tokyo e Seoul, pur mantenendo una certa diffidenza reciproca, sono più vicine, o comunque disposte a collaborare, spalla a spalla e insieme a Washington, per disinnescare le principali bombe regionali: da Taiwan alla Corea del Nord, dalla Russia alla Cina. Gli Stati Uniti dovranno fare di tutto affinché il triangolo Seoul-Tokyo-Washington non si sfaldi. Anche fare qualche concessione commerciale in più all&#8217;indirizzo dei due partner asiatici.</p>
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		<title>Il triangolo della morte asiatico che minaccia gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-triangolo-della-morte-asiatico-che-minaccia-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 20:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La temperatura geopolitica nell'Indo-Pacifico sta iniziando a raggiungere temperature caldissime. Le mosse di Cina, Corea del Nord e Russia preoccupano gli Stati Uniti, che adesso rischiano di ritrovarsi calati in una sorta di triangolo della morte. Mosca ha effettuato esercitazioni militari nel Pacifico, mentre Pechino ha inviato un messaggio a Pyongyang con l'intenzione di rafforzare la comunicazione strategica tra le parti. Perché Washington non dovrebbe ignorare questa tripla convergenza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080819284157_3312edbccf9f58ad7260b602f09bccc6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se, come previsto, la <strong>guerra in Ucraina</strong> doveva generare un effetto domino globale, con la moltiplicazione delle tensioni ad ogni latitudine, allora possiamo affermare con certezza che gli effetti del conflitto sono arrivati, forte e chiari, anche in <strong>Asia</strong>. Non c&#8217;è ancora un secondo fronte caldo asiatico da opporre a quello caldissimo situato nell&#8217;est Europa, ma, senza alcun dubbio, la temperatura dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong> sta iniziando a raggiungere temperature caldissime. E non stiamo parlando del clima impazzito ma dei movimenti in corso d&#8217;opera nella regione. </p>



<p>In particolare, la <strong>Russia </strong>ha avviato una partita geopolitica nello scacchiere estremo orientale, proponendo esercitazioni e manovre militari, molto spesso a braccetto con la <strong>Cina</strong>, che preoccupano gli Stati Uniti e i loro partner locali, Giappone e Corea del Sud in primis. </p>



<p>Dovessimo dare un&#8217;occhiata ad una qualsiasi cartina geografica, potremmo individuare con facilità un <strong>triangolo della morte</strong> nel cuore a due passi dall&#8217;Oceano Pacifico. Ebbene, i tre vertici sono costituiti da Cina, <strong>Corea del Nord</strong> e, appunto, Russia. Con Pyongyang e Mosca ben felici di aumentare la <strong>pressione </strong>su Washington nell&#8217;area, nel tentativo di complicare la vita all&#8217;amministrazione Biden, costretta così a monitorare con attenzione tanto lo scenario ucraino quanto le azioni di disturbo in Asia orientale (in aggiunta alle sporadiche crisi riguardanti Taiwan e ai rimanenti dossier di politica estera).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html"><strong>Il ruolo strategico dell’Australia nella guerra per l’Indo-Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-si-nasconde-dietro-il-braccio-di-ferro-tra-cina-e-australia.html"><strong>Cosa si nasconde dietro al braccio di ferro tra Cina e Australia</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-laustralia-ha-resistito-alla-guerra-commerciale-scatenata-dalla-cina.html"><strong>Così Canberra ha resistito alla guerra commerciale mossa da Pechino</strong></a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Le esercitazioni della Russia</h2>



<p>La <strong>flotta navale russa</strong> del Pacifico, che ha il suo centro di comando a Vladivostok, ha lanciato&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/difesa/esercitazioni-militari-putin-russia-nato-pacifico.html">un&#8217;esercitazione su larga scala</a>&nbsp;nelle aree costiere dell&#8217;Estremo Oriente, compresa una parte dei cosiddetti Territori del Nord, contesi con il <strong>Giappone</strong>. </p>



<p>Il ministro della Difesa russo, <strong>Sergei Shoigu</strong>, ha annunciato l&#8217;inizio delle operazioni spiegando che l&#8217;obiettivo principale delle manovre è quello di aumentare la capacità delle forze armate russe nel respingimento di un attacco in mare da parte di un aggressore. L&#8217;esercitazione ha inoltre lo scopo di impedire a ipotetici nemici di sbarcare a <strong>Sakhalin </strong>e nelle <strong>Isole Curili</strong> meridionali, che comprendono tre delle quattro isole rivendicate da Tokyo. Mosca ha fatto inoltre presente che l&#8217;esercitazione coprirà una parte meridionale del Mare di Okhotsk, e che vi prenderanno parte navi da guerra, sottomarini e unità dell&#8217;aeronautica. </p>



<p>La mossa del Cremlino è arrivata in un periodo di forti tensioni con la <strong>Nato</strong>, che negli ultimi mesi ha dato l&#8217;impressione di voler espandere la propria presenza militare proprio nel Pacifico, e proprio per contenere russi e cinesi. </p>



<p>Ricordiamo che, lo scorso settembre, navi da guerra cinesi e russe hanno intrapreso il secondo pattugliamento navale congiunto nell’Oceano Pacifico, poco dopo le esercitazioni strategiche <strong>Vostok 2022</strong> guidate da Mosca. A dicembre, i bombardieri strategici russi e cinesi hanno invece effettuato manovre congiunte, sempre sul Pacifico. Durante una missione di otto ore, i bombardieri russi <strong>Tu-95</strong> &#8220;Bear&#8221; e i bombardieri cinesi <strong>H-6K</strong> hanno sorvolato il Mar del Giappone e il Mar Cinese Orientale, in una traiettoria di volo che ha tra l’altro spinto la Corea del Sud e il Giappone a far decollare i caccia in risposta.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strano-asse-mosca-pyongyang-operai-nordcoreani-per-ricostruire-donbass-2052981.html"><strong>L’asse Mosca-Pyongyang</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/dal-brasile-alliran-cosi-la-russia-cerca-nuove-alleanze.html"><strong>Così la Russia tesse nuove alleanze</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nuovo-ordine-mondiale-di-russia-e-cina.html"><strong>Il nuovo ordine mondiale di Cina e Russia</strong></a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina chiama Kim</h2>



<p>La Cina, intanto, ha inviato un messaggio alla Corea del Nord. <strong>Xi Jinping</strong> ha detto al leader nordcoreano <strong>Kim Jong Un</strong> che i due Paesi dovrebbero intensificare la comunicazione tra le crescenti tensioni nella penisola coreana. </p>



<p>&#8220;Le situazioni internazionali e regionali stanno ora cambiando seriamente e in modo complicato&#8221;, ha detto Xi a Kim, secondo la <em>Korean Central News Agency</em>. Il presidente cinese si è detto disposto a rafforzare la &#8220;<strong>comunicazione strategica</strong>&#8221; con il Nord, guidare congiuntamente &#8220;la direzione dello sviluppo delle relazioni Cina-Corea del Nord (in realtà è stato utilizzata la dicitura istituzionale Repubblica Popolare Democratica di Corea) e promuovere la &#8220;cooperazione amichevole tra le due parti&#8221; per condurla ad un &#8220;livello superiore&#8221;.</p>



<p>Il messaggio sarebbe stato consegnato mercoledì scorso ma non sarebbe stato reso pubblico fino a martedì mattina, poche ore prima che i ministri degli Esteri del <strong>G7 </strong>chiedessero alla Corea del Nord di &#8220;astenersi da qualsiasi altra azione destabilizzante o provocatoria, compresi ulteriori test nucleari o lanci che utilizzano la tecnologia dei missili balistici&#8221;. </p>



<p>Unendo le due notizie, emerge dunque in tutta la sua interezza il triangolo della morte citato. La Cina si è assicurata l&#8217;assistenza indiretta dei suoi due partner, Russia e Corea del Nord, che hanno intrapreso azioni che costringono le forze armate statunitensi a rivedere i loro piani operativi. Washington, insomma, non dovrebbe ignorare la <strong>tripla convergenza</strong> tra Pechino, Mosca e Pyongyang.</p>
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