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	<title>Fondo monetario internazionale (Fmi) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fondo monetario internazionale (Fmi) Archives - InsideOver</title>
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		<title>Fmi e Banca Mondiale, i conti con l&#8217;economia in crisi del mondo in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/fmi-e-banca-mondiale-i-conti-con-leconomia-in-crisi-del-mondo-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica, l'inflazione globale d la sfiducia verso gli Stati Uniti. Fondo monetario e Banca mondiale alle prese con la crisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fmi-e-banca-mondiale-i-conti-con-leconomia-in-crisi-del-mondo-in-guerra.html">Fmi e Banca Mondiale, i conti con l&#8217;economia in crisi del mondo in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>mondo è in guerra</strong>, una guerra che in molti teatri è, purtroppo, fisica e violenta e in generale si sta sdoganando come competizione totale <strong>economico-finanziaria</strong>. Lo confermano le dinamiche dell&#8217;attuale <strong>Terza guerra del Golfo,</strong> sospesa per il cessate il fuoco tra Usa e Iran dell&#8217;8 aprile ma che difficilmente si potrà definire conclusa fintanto che proseguiranno la sostanziale interdizione dello Stretto di Hormuz, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-trump-alza-la-posta-blocco-navale-a-hormuz.html" type="post" id="513023">nascente blocco navale americano</a>, la disruption energetica, gli effetti inflattivi globali del conflitto. </p>



<p>A Washington, questa settimana, <strong>il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e i ministri dell&#8217;Economia e delle Finanze del G20</strong> porteranno avanti delle intense riunioni che intersecheranno le tradizionali sessioni primaverili per aggiornare l&#8217;outlook dell&#8217;economia globale. Si tratterà di confronti importanti per capire l&#8217;entità dei problemi frutto della <strong>crisi energetica</strong>, dell&#8217;impatto dell&#8217;<strong>inflazione globale</strong> e della sommatoria tra le nuove problematiche e i precedenti venti di confronto commerciale, tariffe e controlli all&#8217;export che avevano reso competitiva la globalizzazione.</p>



<p>Il <em>Financial Times</em> ha raccolto le visioni degli addetti ai lavori sottolineando che &#8220;anche se l&#8217;attuale cessate il fuoco dovesse reggere, i danni economici causati dal conflitto probabilmente persisteranno&#8221;, ricordando che &#8220;gli scenari di escalation continuano a rappresentare rischi significativi che potrebbero portare a una recessione globale&#8221;, principalmente &#8220;a causa dei danni alle infrastrutture, delle interruzioni delle forniture, <strong>della perdita di fiducia</strong> e di altre conseguenze&#8221; che quantomeno eroderanno le previsioni di crescita per il 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfiducia verso gli Stati Uniti</h2>



<p>Il Fmi fissava <a href="https://www.imf.org/en/publications/weo/issues/2026/01/19/world-economic-outlook-update-january-2026">al 3,3% per il 2026 e al 3,2% per il 2027</a> la crescita cumulata del Pil globale a inizio anno. Questa quota rischia di essere rivista al ribasso, mentre <strong>i decisori mondiali dovranno pesare almeno tre problematiche: gli approvvigionamenti energetici,</strong> gli impatti logistici e commerciali dei <strong>rincari globali,</strong> le ripercussioni finanziarie che hanno posto <strong>precocemente </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/iran-linflazione-e-globale-limpatto-economico-della-guerra-si-fa-sentire.html" type="post" id="510812"><strong>fine al progetto di tagli massicci dei tassi</strong> da parte delle banche centrali</a>. Tutto questo mentre nel mondo <strong>quote di spese discrezionali rischiano di essere drenate dai bilanci delle grandi potenze</strong> per progetti che vanno dal sostegno contro la crisi energetica al riarmo condizionando le traiettorie di crescita dei maggiori attori. </p>



<p>A ciò si aggiunge il tema geoeconomico dell&#8217;ascesa di strumenti di pagamenti <a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/dollar-may-be-down-its-still-top">rivali</a> del dollaro e, soprattutto, della crescente <strong>sfiducia mondiale nei confronti degli Stati Uniti</strong> che si sta sostanziando nella ricerca di alternative agli Usa su più versanti. Gli alleati di Washington si muovono per diversificare le forniture militari, &#8220;Sell America&#8221; è diventato il mantra in certe pieghe del mercato, partnership e accordi commerciali sono spinti da attori come Unione Europea, India, Mercosur, Australia, Canada. La trasformazione degli Usa in attore destabilizzatore dell&#8217;ordine mondiale terremota anche l&#8217;economia, e sul piano commerciale non abbiamo ancora visto pienamente sdoganata la risposta di <strong>Donald Trump</strong> alla ridefinizione della sua politica commerciale da parte della Corte Suprema. Le riunioni di questa settimana serviranno a capire se esiste una convergenza globale sulla gestione dei problemi economici internazionali e se tale convergenza potrà portare a evitare ulteriori fattori di competizione. La situazione è delicata per tutti. Aggravarla non gioverebbe all&#8217;economia mondiale.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fmi-e-banca-mondiale-i-conti-con-leconomia-in-crisi-del-mondo-in-guerra.html">Fmi e Banca Mondiale, i conti con l&#8217;economia in crisi del mondo in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Argentina, Milei si accorda con il Fmi. Ma i mercati restano scettici e gli Usa&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/argentina-milei-si-accorda-con-il-fmi-ma-i-mercati-restano-scettici-e-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 15:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'accordo dell'Argentina con il Fmi aiuterà a ridurre il deficit pubblico ma gli osservatori internazionali e gli Usa restano scettici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-milei-si-accorda-con-il-fmi-ma-i-mercati-restano-scettici-e-gli-usa.html">Argentina, Milei si accorda con il Fmi. Ma i mercati restano scettici e gli Usa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Argentina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Milei-1-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente argentino <strong>Javier Milei ha annunciato il 1° marzo un nuovo accordo </strong>con il Fondo monetario internazionale (Fmi), accompagnato da una proposta di legge volta a sancire il surplus fiscale come<a href="https://it.insideover.com/economia/milei-campione-delloccidente-intanto-il-litio-argentino-se-lo-prendono-i-cinesi.html"> pilastro della politica economica del Paese.</a> L’intesa, che mira a stabilizzare le finanze pubbliche e a rimborsare parte del debito con la Banca Centrale, si inserisce in un più ampio piano di riforme strutturali destinato a ridisegnare il panorama economico argentino. Tuttavia, tra successi dichiarati e critiche crescenti, il cammino verso la ripresa appare irto di ostacoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un accordo per la stabilità</h2>



<p>L’annuncio di Milei arriva in un momento cruciale per l’Argentina, alle prese con un debito pubblico cronico e un’economia segnata da anni di instabilità. Il nuovo accordo con il Fmi, i cui dettagli non sono stati ancora completamente resi pubblici, prevede l’utilizzo dei fondi per rafforzare le riserve della Banca Centrale e <strong>sostenere un sistema di cambio più flessibile</strong>. Il presidente ha enfatizzato che questa mossa è parte di una strategia per ridurre la spesa pubblica <strong>al 25% del PIL entro il 2027</strong>, un obiettivo ambizioso per un Paese abituato a un ruolo statale dominante.</p>



<p>Milei ha celebrato i recenti risultati economici, sottolineando che l’Argentina ha registrato un surplus fiscale primario e finanziario nei primi mesi del 2024, un traguardo non raggiunto da oltre 15 anni. <strong>“Uno Stato più piccolo è la chiave per ridurre la povertà”</strong>, ha dichiarato in un discorso trasmesso dalla televisione nazionale, vantando la presunta uscita dalla povertà di 10 milioni di argentini grazie alle sue politiche. Tuttavia, economisti indipendenti, come quelli citati da <em>La Nación</em>, hanno messo in dubbio queste cifre, evidenziando la mancanza di dati ufficiali a supporto e il persistere di indicatori sociali preoccupanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riforme strutturali e consenso fragile</h2>



<p>Il piano di Milei non si limita all’intesa con il Fmi. Il Governo ha proposto una serie di riforme strutturali, tra cui la semplificazione del sistema fiscale, <strong>la flessibilizzazione del mercato del lavoro</strong> e una competizione tra province per attrarre investimenti. Queste misure, secondo il Presidente, stimoleranno la crescita e creeranno occupazione. Eppure, il percorso legislativo si preannuncia complesso: i sindacati, storicamente influenti, e una parte del Congresso si oppongono fermamente, temendo un’erosione dei diritti dei lavoratori e un aumento delle disuguaglianze.</p>



<p>Il Fmi ha accolto con cauto ottimismo l’accordo, ma ha sollecitato il Governo a costruire un maggiore consenso sociale per garantirne la sostenibilità. <strong>“La stabilità richiede non solo numeri, ma anche fiducia”</strong>, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione a Washington, sottolineando il rischio che le riserve internazionali possano tornare in territorio negativo entro la fine dell’anno se le riforme non saranno accompagnate da una solida base politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reazioni contrastanti dei mercati</h2>



<p>Nonostante l’entusiasmo di Milei, <strong>i mercati finanziari hanno reagito con scetticismo</strong>. I titoli di Stato argentini hanno subito vendite consistenti, e la Borsa di Buenos Aires ha perso oltre il 20% negli ultimi mesi. Per attirare investitori, il Governo ha alzato i tassi di interesse, una mossa che, secondo InfoBae, potrebbe comprimere ulteriormente la crescita a lungo termine. Il “rischio Paese”, misurato dall’indice EMBI+, continua a salire, riflettendo le incertezze sulla capacità di Milei di mantenere le sue promesse.</p>



<p>A livello internazionale, l’accordo ha ricevuto un’accoglienza tiepida. <strong>Gli investitori vedono opportunità nella stabilizzazione fiscale,</strong> ma temono che l’instabilità politica e sociale possa vanificare i progressi. Milei ha ventilato l’ipotesi di un’uscita dal Mercosur per perseguire accordi bilaterali con gli Stati Uniti, una proposta che potrebbe rivoluzionare il commercio argentino ma che rischia di alienare partner chiave come il Brasile, destinazione del 20% delle esportazioni nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La controversia $LIBRA e le tensioni con gli USA</h2>



<p>Sul fronte internazionale,<a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-il-flop-della-criptovaluta-inguaia-milei-tra-populismo-e-sospetti-di-truffa.html"> Milei si trova a gestire</a> anche le ricadute del crollo della criptovaluta $LIBRA, da lui inizialmente promossa come strumento per le piccole imprese. Il valore della moneta digitale è precipitato, causando perdite significative a investitori argentini e americani.<strong> Mauricio Claver-Carone, inviato speciale del Dipartimento di Stato USA per l’America Latina,</strong> ha definito l’incidente “una lezione” per il Presidente, annunciando un’indagine del Dipartimento di Giustizia statunitense su presunte frodi legate a $LIBRA. Milei ha replicato cancellando il suo endorsement iniziale e istituendo un’unità investigativa, ma la vicenda ha incrinato la credibilità del Governo agli occhi di Washington.</p>



<p>Le relazioni con gli Stati Uniti, che Milei considera strategiche, restano tese. Claver-Carone ha escluso un accordo di libero scambio, proponendo invece <strong>trattati incentrati sugli investimenti bilaterali</strong>, in linea con la politica dell’amministrazione Trump di favorire patti mirati piuttosto che ampi accordi commerciali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un equilibrio precario</h2>



<p>L’Argentina di Milei si trova a un bivio. Da un lato, l’accordo con il FMI e le riforme annunciate potrebbero gettare le basi per una ripresa economica duratura, riducendo la dipendenza dal debito e stimolando la fiducia degli investitori. Dall’altro, la resistenza interna, <strong>l’incertezza dei mercati</strong> e le controversie internazionali – come il caso $LIBRA – mettono a dura prova la leadership del presidente.</p>



<p>Mentre Milei insiste sulla sua visione di uno “Stato minimo” come soluzione alla crisi, il Paese guarda con apprensione ai prossimi mesi. La sostenibilità delle riforme dipenderà non solo dalla loro implementazione, ma anche dalla capacità del Governo di navigare un panorama politico e sociale sempre più polarizzato. Per ora, l’Argentina resta sospesa tra le ambizioni di un leader determinato e le sfide di una realtà complessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-milei-si-accorda-con-il-fmi-ma-i-mercati-restano-scettici-e-gli-usa.html">Argentina, Milei si accorda con il Fmi. Ma i mercati restano scettici e gli Usa&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina trova l&#8217;accordo coi creditori. Debito ristrutturato, futuro ipotecato</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lucraina-trova-laccordo-coi-creditori-debito-ristrutturato-futuro-ipotecato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 13:59:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ucraina si siede al tavolo coi creditori: debito ristrutturato, futuro ipotecato? Bisognerà vedere i mesi a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lucraina-trova-laccordo-coi-creditori-debito-ristrutturato-futuro-ipotecato.html">L&#8217;Ucraina trova l&#8217;accordo coi creditori. Debito ristrutturato, futuro ipotecato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240418225112314_561f54a8b0055b177edecadb0c1c948b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Ucraina</strong> ha siglato nella giornata del 22 luglio un accordo con un <strong>gruppo di creditori privati internazionali</strong> per ristrutturare una <strong>quota di debito pubblico da 20 miliardi di dollari</strong> detenuta da investitori stranieri e abbattere di 11,4 miliardi di dollari la spesa complessiva che Kiev dovrà sborsare per ripagare prestiti e interessi.</p>



<p>Attraverso una serie di dilazioni e di remissione di quote del debito l&#8217;Ucraina, <strong>assistita da Rothschild</strong>, ha concluso a Londra un patto che le permetterà una profonda dilazione e garantirà <strong><a href="https://www.londonstockexchange.com/news-article/PYP2/ukraine-reaches-agreement-with-bondholders/16578910">respiro alle sue finanze</a></strong>. Un accordo che il<strong> Fondo Monetario Internazionale </strong>ha bollinato nel quadro della sua supervisione sulle precarie finanze ucraine. Oberate quest&#8217;anno da una spesa pubblica da 80 miliardi di dollari, la metà della quale per la Difesa. L&#8217;Ucraina ha avuto diritto dall&#8217;Fmi a negoziare la ristrutturazione del suo debito senza ricorrere a dolorosi piani di <strong>aggiustamenti strutturali</strong> e di austerità perché garantita <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-fondo-monetario-internazionale-fmi.html">dall&#8217;Extended Fund Facility, </a>il meccanismo di compensazione per i Paesi che vedono il loro quadro macroeconomico perturbato da shock esogeni come la guerra per Kiev.</p>



<p>&#8220;L&#8217;accordo è stato firmato con il gruppo più numeroso di creditori, che rappresenta circa un quarto dei detentori di obbligazioni private&#8221;,<a href="https://www.nytimes.com/2024/07/22/world/europe/ukraine-debt-deal.html"> nota il <em>New York Times</em></a>, che ricorda come &#8220;due terzi di tutti i detentori di obbligazioni devono approvare l&#8217;accordo affinché entri in vigore&#8221;. Tra i sottoscrittori grandi nomi della <strong>finanza globale come <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-06-17/ukraine-adjourns-bondholder-talks-without-deal-on-debt-rework?srnd=undefined&amp;sref=XalkB7Wb" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BlackRock, Pimco Amundi e Amia Capital</a>,</strong> che a giugno avevano chiesto a Kiev di <strong>riprendere </strong><a href="https://www.wsj.com/finance/ukraine-debt-payments-russia-war-1c0c301e?mod=article_inline"><strong>a pagare gli interessi sul debito</strong> chiedendo 2,5 miliardi di dollari fino al 2027</a> salvo ora <strong>barattare una dilazione dei termini e una quota di remissione in cambio di maggiori certezze future</strong>.</p>



<p>Kiev vuole aumentare di ben <strong>12 miliardi di dollari la spesa militare quest&#8217;anno</strong>, e l&#8217;intero risparmio potrebbe già essere assorbito. Il New York Times commenta che per il Paese invaso si apre una fase importante dopo che &#8220;Kiev ha cercato disperatamente modi per raccogliere più denaro per finanziare il suo esercito,&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2024/06/12/world/europe/ukraine-privatization-war.html">vendendo una serie di aziende statali</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/world/europe/ukraine-government-proposes-first-wartime-tax-hikes-fund-defence-2024-07-18/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proponendo di recente aumenti delle tasse</a>&#8220;. <strong>L&#8217;appoggio dei creditori appare, in quest&#8217;ottica,</strong> sia come una <strong>garanzia odierna che un&#8217;ipoteca domani</strong>. Garanzia odierna perché a Kiev è data facoltà di vedere il suo debito sostenuto e evitare un disastroso default. Ipoteca domani perché il fatto che l&#8217;Ucraina invasa si trovi a dover combattere una battaglia negoziale con la finanza dei Paesi che la sostengono <strong>la dice lunga sulla prospettiva che vede la ricostruzione futura della nazione esteuropea</strong> e le sue finanze già anzitempo commissariate. </p>



<p>L&#8217;unione tra la pressione occidentale per riforme strutturali in cambio di aiuti per lo sviluppo, la dipendenza dalle armi dei Paesi Nato e il vitale cordone ombelicale finanziario di fatto <strong>appalta fuori dall&#8217;Ucraina</strong> il controllo del Paese su molte determinanti della sovranità nazionale. E in prospettiva è il terzo punto quello su cui oggi Kiev rischia di dare le maggiori ipoteche, dovendo giustamente dare priorità al finanziamento del conflitto. Ma, diceva Napoleone Bonaparte, <em>l&#8217;argent fait la guerre</em>. E aver trattato coi creditori per concessioni favorevoli oggi significa trovarsi a dover firmare cambiali per poter ripagare i prestiti domani. Un domani su cui l&#8217;Ucraina non ha certezza. Ma nel quale lo sforzo per la ricostruzione potrà collimare con l&#8217;austera necessità di onorare impegni presi e procrastinati sul suo debito.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è il Fondo Monetario Internazionale (Fmi)</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-fondo-monetario-internazionale-fmi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 16:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-2048x1346.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) è una delle principali istituzioni finanziarie globali ed uno dei cardini dell&#8217;ordine economico globale creato dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Istituito nel 1944 e una delle architravi del &#8220;Washington Consensus&#8221; su cui si è fondata la globalizzazione post-Guerra Fredda, il Fmi è da tempo un&#8217;istituzione ibrida tra le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-fondo-monetario-internazionale-fmi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221024180313801_f82801cc4c76ac1d6c85d75ed7b8f30f-2048x1346.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> (Fmi) è una delle principali istituzioni finanziarie globali ed uno dei cardini dell&#8217;ordine economico globale creato dopo la fine della Seconda guerra mondiale.</p>



<p>Istituito nel 1944 e una delle architravi del &#8220;Washington Consensus&#8221; su cui si è fondata la <strong>globalizzazione</strong> post-Guerra Fredda, il Fmi è da tempo un&#8217;istituzione ibrida tra le sue connotazioni tradizionali di sostenitore di ultima istanza delle economie in crisi e di osservatore per eccellenza delle manovre compiute dagli attori internazionali nel sistema produttivo e commerciale globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-fondo-monetario-internazionale-fmi.html">Che cos&#8217;è il Fondo Monetario Internazionale (Fmi)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Christine Lagarde, la presidente della Bce</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-christine-lagarde-la-presidente-della-bce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2022 18:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-1536x1096.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-2048x1461.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Christine Lagarde&#160;è da fine 2019 la presidente della Banca centrale europea. Erede, in questa carica, di Mario Draghi e seconda francese a ricoprire l&#8217;incarico dopo Jean-Claude Trichet ha, non senza polemiche, guidato l&#8217;Eurotower nel periodo difficile della lotta alla recessione da Covid-19 dopo aver affrontato le conseguenze della Grande Recessione durante il suo mandato al&#160;Fondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-christine-lagarde-la-presidente-della-bce.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-christine-lagarde-la-presidente-della-bce.html">Chi è Christine Lagarde, la presidente della Bce</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-1536x1096.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801171842297_88984519ef7385bd0d0fee5a0d50c01b-2048x1461.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Christine Lagarde&nbsp;</strong>è da fine 2019 la presidente della <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-la-banca-centrale-europea.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Banca centrale europea</strong></a>. Erede, in questa carica, di <a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-di-mario-draghi-alla-bce.html" target="_blank" rel="noopener">Mario Draghi</a> e seconda francese a ricoprire l&#8217;incarico dopo Jean-Claude Trichet ha, non senza polemiche, guidato l&#8217;Eurotower nel periodo difficile della lotta alla recessione da <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">Covid-19</a> dopo aver affrontato le conseguenze della Grande Recessione durante il suo mandato al&nbsp;<strong>Fondo Monetario Internazionale.&nbsp;</strong>Arrivando, nel pieno della tempesta dell&#8217;inflazione del 2022, a dover poi deliberare i primi, robusti rincari nel tasso d&#8217;interesse europeo operati dall&#8217;istituzione da lei guidata dopo ben undici anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-christine-lagarde-la-presidente-della-bce.html">Chi è Christine Lagarde, la presidente della Bce</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Scontro Ungheria-Ue: la possibile exit strategy di Orban</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scontro-ungheria-ue-la-possibile-exit-strategy-di-orban.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La spaccatura venutasi a creare tra Ungheria e Unione europea potrebbe allargarsi al punto da diventare irreversibile. Budapest ha tracciato linee rosse e lanciato molteplici avvertimenti all&#8217;indirizzo di Bruxelles. Il premier ungherese Viktor Orban ha perfino annunciato una consultazione nazionale per misurare l&#8217;opinione dei cittadini magiari sullo spinosissimo tema delle sanzioni energetiche contro la Russia. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-ungheria-ue-la-possibile-exit-strategy-di-orban.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La spaccatura venutasi a creare tra <strong>Ungheria </strong>e <strong>Unione europea</strong> potrebbe allargarsi al punto da diventare irreversibile. Budapest ha tracciato linee rosse e lanciato molteplici avvertimenti all&#8217;indirizzo di Bruxelles. Il premier ungherese <strong>Viktor Orban</strong> ha perfino annunciato una consultazione nazionale per misurare l&#8217;opinione dei cittadini magiari sullo spinosissimo tema delle <strong>sanzioni energetiche</strong> contro la <strong>Russia</strong>. </p>



<p>Già, le sanzioni: è proprio questo il <em>breaking point</em> principale che rischia di far deragliare la strategia dell&#8217;Ue per &#8220;punire&#8221; Mosca. &#8220;Le sanzioni sono state introdotte in maniera non democratica, perché sono state decise dai burocrati di Bruxelles ma a pagarne il prezzo sono gli europei&#8221;, ha tuonato Orban, lasciando intendere che l&#8217;Ungheria potrebbe discostarsi dall&#8217;azione congiunta dell&#8217;Ue contro il Cremlino. </p>



<p>Anzi: si smarcherà quasi sicuramente nel caso in cui l&#8217;Europa dovesse inserire misure restrittive sull&#8217;energia nel nuovo pacchetto sanzionatorio anti russo. La giustificazione di una simile presa di posizione, a sentire i rappresentanti ungheresi, è da ricercare nella <strong>sicurezza energetica</strong> nazionale. Senza l&#8217;ombrello energetico russo, tra pezzi in aumento e assenza di risorse alternative a buon mercato, Budapest teme di trovarsi con l&#8217;acqua alla gola.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Chi è Viktor Orban</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-parlamento-europeo-dichiara-guerra-allungheria.html">Il Parlamento europeo dichiara guerra all&#8217;Ungheria</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/cosa-ce-dietro-il-veto-di-orban-alle-sanzioni-contro-la-russia.html">Perché l&#8217;Ungheria tiene sotto scacco l&#8217;Europa sulle sanzioni</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La variabile economica</h2>



<p>Certo, accanto alla vicenda energetica che coinvolge la Russia, tra Ungheria e Ue troviamo anche un&#8217;altra frattura. La <strong>Commissione europea</strong> non ha ancora approvato il piano dell&#8217;Ungheria necessario per sbloccare i finanziamenti del <strong>Next Generation Eu</strong>, anche chiamato <strong>Recovery Fund</strong>. Bruxelles, infatti, teme che il governo ungherese possa impiegare i fondi per altri fini. Non per stimolare la ripresa economica ungherese ma, ad esempio, per legittimare il proprio consenso interno e violare norme europee sullo stato di diritto. </p>



<p>È per questo che la stessa Commissione, a meno di correttivi richiesti a Budapest, ha proposto il taglio del 65% dei <strong>fondi di coesione</strong>, pari a 7,5 miliardi di euro, e la sospensione del Pnrr per l&#8217;Ungheria, con altri 5,8 miliardi di euro. La perdita definitiva di questi fondi, in totale <strong>13,3 miliardi di euro</strong>, sarebbe un duro colpo per Orban, che si ritroverebbe un enorme &#8220;buco&#8221; nei conti del Paese. La decisione finale spetta al Consiglio, che ha un mese di tempo &#8211; prorogabile fino ad un massimo di altri due – per decidere il da farsi, ovvero se adottare tali misure in presenza di una maggioranza qualificata (deve votare a favore il 55% degli Stati membri, i quali devono, a loro volta, corrispondere ad almeno 65% della popolazione totale dell&#8217;Ue). </p>



<p>Un altro &#8220;buco&#8221; nei conti ungheresi potrebbe essere causato delle misure restrittive relative al <strong>fronte energetico</strong>. <a href="https://www.reuters.com/article/ukraine-crisis-hungary-gulyas-idINL2N2XI1PY"><em>Reuters</em></a> ha scritto che l&#8217;Ungheria necessita di un periodo compreso tra i tre anni e mezzo e i quattro per &#8220;allontanarsi&#8221; dal greggio russo, effettuare enormi investimenti e adeguare così la sua economia alle nuove condizioni geopolitiche. Fino a quando non ci sarà un accordo su tutte le questioni, Budapest non sosterrà quindi l&#8217;embargo petrolifero proposto dall&#8217;Ue, né altre misure restrittive in materia di energia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibili soluzioni di Orban</h2>



<p>Collegando i due &#8220;buchi&#8221; economici, si potrebbe pensare che l&#8217;Ungheria stia facendo leva sul nodo energetico, minacciando il <strong>veto </strong>su ipotetiche nuove sanzioni anti russe, per convincere l&#8217;Ue a non fare passi falsi in tema di Pnrr e Stato di diritto. In termini concreti, Orban non ha alcuna intenzione di perdere i <strong>finanziamenti europei</strong>, né di subire ulteriori privazioni che deriverebbero dal ritorno di fiamma di misure energetiche restrittive rivolte contro la Russia. Misure, per di più, approvate per compiacere la stessa Bruxelles che ha accusato Budapest di non essere una democrazia. </p>



<p>Le minacce e gli avvertimenti possono essere utili fino ad un certo punto. Superato il limite massimo, Orban non potrà che scendere a compromessi cercando di raccogliere più benefici possibili. In alternativa, l&#8217;Ungheria potrebbe rompere definitivamente con l&#8217;Ue e intraprendere altre, pericolose strade. Orban ha recentemente dichiarato di non star negoziando solo con l&#8217;Unione Europea per quanto concerne le risorse necessarie per modernizzare le <strong>infrastrutture energetiche</strong> nazionali (che valgono <strong>16 miliardi di euro</strong>). Ma quali potrebbero essere le alternative all&#8217;Ue? </p>



<p>La <strong>Russia </strong>potrebbe fare al caso di Budapest ma, a causa delle sanzioni imposte dall&#8217;Ue a Mosca, Mosca non può fornire sostegno finanziario diretto al governo magiaro. Una fonte esterna potrebbe essere la <strong>Cina</strong>, che in genere sostiene gli investimenti infrastrutturali. Un&#8217;opzione simile comporterebbe però un prezzo geopolitico piuttosto alto, nonché il rischio di creare nuove tensioni in seno all&#8217;Ue. Resta il<strong> Fondo Monetario Internazionale</strong>. Anche se, come spiegato dal ministro della presidenza del Consiglio dei Ministri ungherese, Gergely Gulyas, a Budapest non sarebbe ancora venuto in mente di negoziare risorse con l&#8217;FMI.</p>
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		<title>Buoni e cattivi in America Latina: la strategia degli Usa per controllare il cortile di casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 06:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) è atteso come una pagella, che promuove o boccia i paesi di tutto il mondo, a partire dal loro operato in campo economico e finanziario, e che presenta raccomandazioni, in vista dei pericoli identificati per la stabilità e lo sviluppo. Nella sua governance, però, occupa una posizione prevalente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il rapporto del <strong>Fondo monetario internazionale</strong> (Fmi) è atteso come una pagella, che promuove o boccia i paesi di tutto il mondo, a partire dal loro operato in campo economico e finanziario, e che presenta raccomandazioni, in vista dei pericoli identificati per la stabilità e lo sviluppo. Nella sua <em>governance</em>, però, occupa una posizione prevalente la visione politica di Washington, che funge da ago della bilancia nelle negoziazioni di prestiti e restituzioni e, talvolta, pare influenzare gli esiti delle valutazioni con scadenza annuale. Questa situazione è particolarmente delicata per l’<strong>America Latina</strong>, a causa di una serie di ragioni, dalla dipendenza critica dagli Stati Uniti per le esportazioni di materie prime, allo stretto vincolo con il dollaro, che la rendono ostaggio di pressioni e ingerenze.</p>
<p>Con relazione all’ultimo punto, infatti, l’adattamento ai cambi della strategia monetaria della <em>Federal Reserve</em>, che rappresentano sismi finanziari a livello locale, è un cappio al collo per i sistemi latinoamericani, a prescindere da dimensioni e solidità. Durante la pandemia, il costo del denaro, negli Stati Uniti, era stato congelato per stimolare l’economia; oggi, con l’obiettivo di arrestare l’inflazione del 7 per cento, la più alta dal 1982, è stato annunciato un aumento dei tassi di interesse. L’affanno per prevenire ingenti fuoriuscite di capitale in dollari, e conservare il potere acquisitivo dei contribuenti, ha costretto le banche centrali di Brasile, Messico, Cile e Colombia, ad aumentare, in breve tempo, i tassi rispettivamente al 9.25 per cento (il rialzo maggiore, escludendo l’Argentina), al 6.0, (50 punti base),  al 5.5 (150 punti base) e al 3.75 (75 punti base). Questa reazione a catena è stata necessaria non solo per evitare fluttuazioni brusche e negative nel tipo di cambio e il deprezzamento della moneta, ma anche per vigilare sulla percezione e qualificazione del rischio. Attuare con prontezza equivale a salvaguardare mercato dei buoni del tesoro che, altrimenti, perderebbe competitività.</p>
<h2>Agli Usa piace il &#8220;modello Colombia&#8221;</h2>
<p>Nel rapporto presentato a fine gennaio, il Fondo ha  posto in risalto la <strong>Colombia</strong> per la crescita registrata nel 2021, che si è aggirata intorno al 10 per cento, ed è stata definita costante e affidabile. Pur non fornendo dati concreti per il futuro prossimo, si afferma che questa resilienza è destinata a perdurare, in contrasto con la situazione complessiva regionale, per cui l’aspettativa nel 2022 è stata, invece, ridotta al 2.4 per cento. Il <em>premier</em>, Iván Duque, al Foro di Davos, ha reso pubblico che, secondo stime interne, il paese avrebbe superato, le grande economie concorrenti &#8211; Brasile, Cile e Messico &#8211; di un 9.7 per cento. Tuttavia, la Colombia mantiene un’alta <strong>disuguaglianza sociale</strong>, e violenza severa contro attivisti per i diritti umani e rappresentanti di comunità indigene.  Il processo di pace è rimasto incompiuto, con un tasso preoccupante di assassinati di ex combattenti passati alla vita civile, e sacche di conflitto per la presenza di gruppi armati sul territorio. L’aumento dell’indice dei prezzi al consumo e l’inflazione, esplosa al di sopra del 5.5 per cento, essendo la più elevata negli scorsi cinque anni, hanno diminuito la capacità di acquisto delle classi meno abbienti. La pandemia, inoltre, ha ingrossato il numero degli indigenti. Dati ufficiali dell’istituto nazionale di statistica, che risalgono ad aprile del 2021, indicano che, nel 2020, la povertà estrema ha superato il 15 per cento e la povertà è arrivata al 42.5 per cento, con un incremento di 5 e 6.8 punti, rispetto al 2019.</p>
<p>Il Fondo sembra premiare un alleato determinante per l’affermazione del modello che si vuole impiantare in America Latina, e per la contrapposizione all’avanzata di governi di <strong>ispirazione progressista</strong>, in alcuni casi con sfaccettature in chiave anti capitalista o anti americana. In un anno elettorale, in cui Duque soffre di un calo di popolarità, si tratta di un riconoscimento che torna a dare fiato all’esecutivo. In questo contesto, una grande importanza è ricoperta dal ruolo giocato dalla Colombia nel contrasto politico attivo al <strong>Venezuela</strong> di Nicolás Maduro.</p>
<h2>Il ribelle che irrita Fmi (e Stati Uniti)</h2>
<p>Lo stesso documento boccia <strong>El Salvador</strong> per aver approvato il <em>bitcoin</em> come valuta di corso legale e invia un messaggio contundente affinché tale decisione venga ritrattata. Stando al Fondo, comporterebbe un azzardo sul piano nazionale. Per Nayib Bukele, al contrario, è una delle chiavi per attrarre fondi stranieri. Il presidente salvadoregno si è impegnato a lanciare il paese come il laboratorio mondiale della criptomoneta e intende convertirlo nella “Singapore del Centroamerica”, in ottemperanza alle promesse elettorali per l’ampliamento e la diversificazione di una piccola economia, minata dalla criminalità organizzata.</p>
<p>L’avvento della moneta virtuale, senza dubbio, solleva questioni macroeconomiche, finanziarie e legali, che richiedono un analisi attento, e la determinazione di un quadro rigoroso di regolamentazione. Ad ogni modo, la sua adozione scaturisce preoccupazioni differenti per gli Stati Uniti. <em>In primis</em>, permette a stati con forte svalutazione la possibilità di proteggere i propri capitali. Un’importante cooperazione bilaterale, ad esempio, è stata avviata con la Turchia, spina nel fianco della Nato, dove con la lira in caduta, si è generata una febbre da investimenti. In secondo luogo, sostituisce il dollaro come misura di transazione e divisa rifugio, iniziando una tendenza negativa per Washington, che si somma a sforzi, simili e diversi, promossi da Venezuela e Cina, nella regione e nel mondo. Infine, si trova al centro di un progetto, svincolato dagli Stati Uniti, per la produzione di energia rinnovabile, a basso costo e zero emissioni, proveniente dai vulcani de El Salvador.</p>
<p>D’altra parte, l’intervenzionismo in materia energetica si avvale di qualsivoglia mezzo. Basti pensare all’opposizione statunitense alla riforma che, in Messico, pretende favorire le imprese statali, aggiudicando il 54 per cento del reparto alla commissione federale di elettricità. L’esclusione del settore privato penalizza la penetrazione di Washington, contraendo la quota occupata di 44 mila milioni di dollari. La disputa viene mascherata da argomentazioni ambientali, in quanto le società americane si concentrano in energia pulita, mentre il Messico ha una scarsa <em>performance</em> nell’attuazione degli Accordi di Parigi sull’inquinamento da carbonio. Questa è, in realtà, una battaglia intorno a litio e rame, minerali strategici per le tecnologie elettriche, sostitutivi dei combustibili fossili, che lo stato vuole porre sotto stretto controllo. Conserva vigenza il detto popolare in America Latina “troppo vicini agli Stati Uniti, troppo lontani da Dio”.</p>
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		<title>La spirale del debito che può intrappolare il Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-spirale-del-debito-che-puo-intrappolare-il-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 05:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna il Congo sanguina]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220101192638528_c0f3f51899edf7a880be5e8bb72d508f-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220101192638528_c0f3f51899edf7a880be5e8bb72d508f-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220101192638528_c0f3f51899edf7a880be5e8bb72d508f-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220101192638528_c0f3f51899edf7a880be5e8bb72d508f-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220101192638528_c0f3f51899edf7a880be5e8bb72d508f-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220101192638528_c0f3f51899edf7a880be5e8bb72d508f-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220101192638528_c0f3f51899edf7a880be5e8bb72d508f-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Vogliamo raccontare i drammi senza fine del Congo, una terra tormentata da gruppi armati anche di matrice islamista, depauperata dallo sfruttamento delle risorse minerarie, travolta da epidemie e da sfide che riguardano tutti noi. Vogliamo farlo attraverso lo sguardo di chi da anni si occupa di questo Paese: il fotografo Marco Gualazzini e il giornalista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-spirale-del-debito-che-puo-intrappolare-il-congo.html">[...]</a></p>
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<em><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener">Sostieni il reportage</a> &#8220;</em></p>
<hr />
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/i-danni-della-caccia-al-cobalto-nella-repubblica-democratica-del-congo.html" target="_blank" rel="noopener">Il <strong>Congo </strong>è messo ai margini</a> del sistema economico globale e vittima delle logiche della governance internazionale e in questi anni c&#8217;è il rischio che la <strong><a href="https://tradingeconomics.com/congo/external-debt">spirale del debito</a> </strong>faccia sprofondare il Paese ancora di più. Non parliamo solo del <strong>debito pubblico, </strong>formalmente pari a poco più del 15% del Pil del Paese, ma piuttosto del complesso sistema fatto da debito &#8220;oscuro&#8221;, legato alla dipendenza di fatto dell&#8217;economia nazionale dal sistema esterno, da alienazione degli asset strategici e da una totale esclusione di Kinshasa dalle dinamiche dominanti del mercato globale.</p>
<p>Secondo il report dedicato alla Repubblica Democratica del Congo nel quadro del Low-Income Country Debt Sustainability Framework della <strong>Banca Mondiale </strong>Kinshasa è segnalata come una nazione a bassa capacità di assorbimento di shock sistemici e, per quanto nominalmente inferiore a quello del 2015, il debito è gravato principalmente dalla fragilità intrinseca della nazione. La debolissima statualità congolese, l&#8217;assenza di risorse in valuta estera nel quadro della banca centrale nazionale, l&#8217;elevato numero di prestiti su concessione emessi da Kinshasa e la difficoltà del Paese nel gestire le sue stesse <strong>risorse interne</strong> fanno sì che il Paese vada incontro a diverse problematiche.</p>
<p><a href="https://www.coface.com/Economic-Studies-and-Country-Risks/Congo-The-Democratic-Republic-Of-The">Nel 2021 si prevede una riduzione del deficit dal 4,8% al 4,1% del Pil, ma a maggior ragione la situazione preoccupa perché </a>esso è legato a un calo della capacità di spesa del governo centrale di Felix Tshisekedi, il cui budget è assorbito in larga parte da <strong>spesa pubblica improduttiva</strong>, consta per il 57% di costi di gestione del personale civile e militare; dai vaccini alle infrastrutture, è principalmente il <strong>credito estero </strong>e l&#8217;intervento di donazioni internazionali a sopperire alla carenza di spese in conto capitale. La cooperazione internazionale offre un sollievo indiretto alle finanze congolesi, ma al contempo la ridotta capacità di controllo sui proventi degli asset strategici e la pressoché nulla potenzialità della <strong>raccolta fiscale, </strong>pari solo all&#8217;8% del Pil, segnalano a tutti gli effetti la presenza di una carenza sistemica.</p>
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CAUSALE: Reportage Congo<br />
<a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener"><strong>SOSTIENI IL REPORTAGE</strong></a></p></blockquote>
<p>Nel 2020 la pandemia ha sottolineato tutte le criticità del sistema congolese, forte di risorse di valuta pregiata per un solo mese di disponibilità e colpito da un deprezzamento del <strong>franco del 15%, </strong>contenuto solo dall&#8217;ingresso di investimenti diretti al sistema minerario, dunque paradossalmente al mondo che sta contribuendo a rendere sempre più difficile per il Congo una vera emancipazione. <a href="https://it.insideover.com/economia/cosa-implica-il-crollo-delle-valute-nei-paesi-emergenti.html" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;IMF Rapid Credit Facility</a> ha in parte contribuito a lenire alcune delle più problematiche questioni di carenza valutaria nel marzo 2020, ma il contesto resta estremamente problematico. Da sottolineare, a inizio 2021, l&#8217;ambiguo comportamento della Cina: Pechino ha <a href="https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3116837/china-cancels-democratic-republic-congo-loans-it-joins-belt">eliminato i debiti</a> della Repubblica Democratica del Congo per un valore di 28 milioni di dollari, ha promesso sostegno finanziario per 17 milioni di dollari e, per bocca del ministro degli Esteri Wang Yi, di inserire Kinsasha nel programma da 11 miliardi di dollari (9 miliardi di euro) in prestiti per vaccini ai Paesi in via di sviluppo, così da aiutare il Paese a superare l’impatto del coronavirus, ma al contempo risulta il principale investitore per il controllo degli asset minerari del Congo, dal cobalto al petrolio. In ogni caso, dal 2019, la Banca Centrale del Congo ha approvato l’ingresso della moneta cinese, lo yuan, nel proprio sistema di circolazione di valuta estera, a testimonianza del fatto che è in larga parte la sfiducia verso il tradizionale sistema economico occidentale a spingere il fragile gigante africano nelle braccia di Pechino.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-335999 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg" alt="" width="1024" height="234" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-768x176.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo.jpeg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p><a href="https://web.archive.org/web/20001018091756/http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/cg.html">In quest&#8217;ottica va sottolineata anche la natura complessa di qualsiasi valutazione</a> che implichi un giudizio macroeconomico &#8220;ordinario&#8221; per un Paese dilaniato da conflitti, dalla frammentazione dello Stato, da attività criminali e dalla presenza di enclavi non governabili al suo interno. E dato che in tutta l&#8217;Africa, come ha <a href="https://www.aics.gov.it/oltremare/articoli/prosperita/lafrica-e-la-zavorra-del-debito-che-mette-a-rischio-la-ripresa-post-covid-19/">scritto </a><em>Oltremare, &#8220;</em>molti dei Paesi in “debt distress” o ad alto rischio sono fortemente esposti proprio rispetto a Pechino&#8221;, e che dopo Gibuti (57%) e Angola (49%) la Repubblica del Congo (45% del debito in mano cinese) è il Paese proporzionalmente più esposto verso Pechino questo aumenta le incertezze. Tanto che l&#8217;alternativa, per Kinsasha, non è delle migliori: rivolgersi alle procedure di ristrutturazione del debito pubblico del <strong>Fondo Monetario Internazionale </strong>e dunque ai programmi &#8220;lacrime e sangue&#8221; che presto potrebbero riguardare il vicino Congo-Brazzaville, ove il Fmi ha chiesto come condizionalità ai prestiti un <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/spy-congo-debito-e-petrolio-cosi-il-fmi-trasforma-il-paese-in-una-nuova-grecia/2247709/">programma di <strong>revisione fiscale in ambito petrolifero </strong>prodomico, secondo molti analisti</a>, alla vendita dei giacimenti nazionali. Cosa che per Kinsasha sarebbe, in termini analoghi, una vera e propria condanna. L&#8217;ennesima, per una nazione che ha un ampio credito &#8220;morale&#8221; da riscuotere nei confronti del resto del mondo.</p>
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		<title>Le agenzie di rating fanno tremare il Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-agenzie-di-rating-fanno-tremare-il-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 14:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fitch]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Moody's]]></category>
		<category><![CDATA[Opec Plus]]></category>
		<category><![CDATA[S&P]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gulf Oil petrolio Golfo deserto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-768x342.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-1024x456.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il crollo del mercato petrolifero le principali agenzie di rating stanno iniziando a declassare il debito sovrano dei Paesi produttori e ora le prospettive per le ricchissime potenze del Golfo Persico, fortemente dipendenti dall’oro nero, non sembrano più così rosee come un tempo. I Paesi che fanno parte del Consiglio di cooperazione del Golfo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-agenzie-di-rating-fanno-tremare-il-golfo.html">[...]</a></p>
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<p>I Paesi che fanno parte del <strong>Consiglio di cooperazione del Golfo</strong> <strong>(GCC)</strong>, ovvero Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, stanno vedendo sgretolarsi rapidamente le loro finanze pubbliche a causa dei ribassi del prezzo del greggio: un fenomeno che non è certo passato inosservato davanti agli occhi sempre vigili delle più importanti agenzie di rating.</p>
<p><a href="https://www.fitchratings.com/research/sovereigns/oil-coronavirus-impact-on-gcc-sovereigns-12-05-2020">Come ha riportato in un recente studio Fitch Ratings</a>, gli accordi dell’<strong>Opec Plus</strong> per ridurre la produzione di petrolio e gli ulteriori tagli annunciati dall&#8217;Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Kuwait spingeranno i bilanci dei paesi del GCC verso un deficit ancora più acuto a causa del crollo dei prezzi.</p>
<p>Secondo Fitch, inoltre, i tagli alla produzione di greggio contribuiranno anche a una forte contrazione della produzione economica nel suo complesso, insieme a una recessione “senza precedenti” nelle economie non petrolifere che fanno parte del gruppo GCC.</p>
<h2>I bond di Oman e Bahrain sono al livello “spazzatura”</h2>
<p>Sulla scia di un semestre da incubo per l’industria del prezioso fossile, alla fine del mese scorso il rating dell&#8217;<strong>Oman</strong> è stato tagliato per la seconda volta dall’inizio del 2020 da parte di <strong>Moody’s Investor Service</strong>. L’agenzia di rating ha infatti declassato il debito sovrano del Paese a <strong>Ba3</strong>, ovvero il terzo livello più basso nella sua scala di non investimento, e ha rivisto le sue prospettive in negativo ritenendo che uno scenario di prezzi bassi per il petrolio inciderà fortemente sulle entrate del sultanato.</p>
<p>Già a marzo, Moody’s aveva messo l&#8217;Oman sotto la sua lente d’ingrandimento per un possibile declassamento, affermando che la scarsa forza fiscale di Mascate avrebbe inciso pesantemente sulla sua situazione finanziaria. Ora la valutazione di Moody’s si affianca alla stessa indicata in precedenza da <strong>Standard &amp; Poor&#8217;s</strong> e risulta di un gradino inferiore rispetto a quella di <strong>Fitch Ratings</strong>.</p>
<p><a href="https://www.moodys.com/research/Moodys-downgrades-Omans-rating-to-Ba3-changes-outlook-to-negative--PR_426102">Come si legge nel report dell’agenzia newyorkese</a>, &#8220;Il declassamento riflette la conclusione che in un contesto di prezzo del petrolio più basso &#8211; che Moody&#8217;s ora suppone continuerà nel medio termine &#8211; è improbabile che il governo sarà in grado di compensare in modo significativo la perdita di entrate petrolifere ed evitare un deterioramento esteso e duraturo del debito e delle sue metriche di accessibilità o l’erosione dei suoi buffer fiscali e in valuta estera&#8221;.</p>
<p>Moody ha infatti rivisto le sue stime sul prezzo del <strong>Brent</strong> per il 2020 a una media di 35 dollari al barile e di 45 dollari al barile per il 2021. Livelli lontanissimi dai prezzi che l’Oman e gli altri Paesi del Golfo erano abituati a vedere prima della crisi innescata dal Covid-19.</p>
<p>C’è però da sottolineare che, sebbene l’Oman sia l’economia più debole del gruppo GCC, non è l’unica nazione del Golfo ad aver subito la “scure” delle agenzie di rating.</p>
<p>Tra le petro-economie che si affacciano sul Golfo Persico, le cose non vanno meglio neppure per il <strong>Barhain</strong>, anch’esso retrocesso nell’area di non investimento secondo il giudizio di Moody’s, S&amp;P e Fitch.</p>
<p>Sia i titoli di Stato del Bahrain che quelli dell’Oman risultano quindi classificati come &#8220;<strong>spazzatura&#8221;</strong> dai tre principali valutatori di credito e non c’è da stupirsene visto che il <strong>Fondo monetario internazionale</strong> prevede che il loro deficit di bilancio supererà quest&#8217;anno il 15% del prodotto interno lordo.</p>
<p>Il problema è che, per coprire i loro debiti ed evitare di pesare sull&#8217;economia dell’intera regione, anche le prospettive per le nazioni più forti del Golfo stanno ora peggiorando agli occhi delle agenzie.</p>
<h2>Anche l’Arabia Saudita trema</h2>
<p>Già a marzo le tre big del rating avevano avvertito che il forte calo dei prezzi dell’oro nero, se sostenuto, avrebbe causato un&#8217;ondata di declassamenti sui titoli sovrani e pesanti tagli di rating sulle compagnie petrolifere.</p>
<p>Il principal analyst di Fitch per il Medio Oriente e l’Africa, Jan Friederich, <a href="https://www.reuters.com/article/us-oil-ratings-sovereign-fitch/rating-agencies-warn-oil-slump-could-trigger-blizzard-of-downgrades-idUSKBN20X2PD">ha riferito a Reuters</a> che “I paesi che si trovano in una posizione più debole e hanno un tasso di cambio fisso sono ovviamente particolarmente vulnerabili&#8221;.</p>
<p>Ma per quanto concerne i singoli Paesi, l’analista ha anche fatto notare che pure la ricchissima <strong>Arabia Saudita</strong> potrebbe presto trovarsi in difficoltà. Friederich ha spiegato che, nonostante le riserve finanziarie di Riyadh e il suo miliardario fondo sovrano costituiscano un importante “cuscinetto” di protezione, non vi è comunque un &#8220;margine di manovra infinito&#8221; all’interno del rating assegnato al Paese e anche questo buffer, come viene definito in termini più tecnici, potrebbe venire meno.</p>
<p>Che la situazione per l&#8217;Arabia Saudita non sia più così florida come un tempo lo si intende poi dal fatto che le prospettive per il regno siano state ridotte a negative da stabili da parte di Moody’s a causa del crollo dei prezzi del petrolio e della pandemia che ha fatto precipitare le riserve della monarchia saudita al minimo in quasi un decennio.</p>
<p>La società di rating (che aveva declassato l&#8217;Arabia Saudita per l’ultima volta nel 2016) ha comunque mantenuto il rating sovrano ad<strong> A1</strong>, il suo quinto grado più alto, dando una valutazione lievemente più ottimista di quelle fornite dalle colleghe Fitch e S&amp;P.</p>
<p><a href="https://www.moodys.com/research/Moodys-changes-the-outlook-on-Saudi-Arabias-rating-to-negative--PR_423521">Come hanno scritto gli analisti di Moody’s guidati da Lucie Villa</a> &#8220;Le prospettive negative riflettono un aumento dei rischi al ribasso per la forza fiscale dell&#8217;Arabia Saudita derivante dal grave shock della domanda mondiale di petrolio e dei prezzi innescati dalla pandemia di coronavirus”.</p>
<p>Nella motivazione della revisione dell&#8217;outlook da parte di Moody’s, gli analisti mettono poi in guardia sul fatto che &#8220;un brusco rallentamento della crescita del PIL deprimerà anche le entrate del settore non petrolifero&#8221;.</p>
<h2>I conti pubblici dipendono dal petrolio</h2>
<p>Per i Paesi del Golfo l’industria petrolifera non è solo il settore trainante dell’economia. Si tratta di nazioni che necessitano delle entrate garantite dal petrolio per ripagare la spesa pubblica e bilanciare il loro budget fiscale. Per questo la crisi dell’oil market si riflette direttamente anche nei conti Statali e, di conseguenza, nel giudizio inflessibile delle agenzie di rating sul debito sovrano.</p>
<p>Basti pensare che con il prezzo del Brent crollato a marzo e aprile e attualmente a circa 43 dollari al barile, l&#8217;Arabia Saudita è lontanissima dal livello di prezzo che servirebbe per bilanciare il proprio budget, stimato in circa 76 dollari al barile secondo le cifre fornite dal Fondo monetario internazionale.</p>
<p>Per il Bahrain, l’FMI indica che il prezzo del petrolio per raggiungere il <strong>fiscal breakeven</strong> nel 2020 dovrebbe essere pari ad addirittura 95,6 dollari al barile e di 84,4 per il 2021, mentre all’Oman servirebbe un prezzo al barile di 86,8 dollari quest’anno e di 79,8 il prossimo per bilanciare il proprio budget.</p>
<p>Ma come ha anche rivelato Frank Gill, uno dei maggiori analisti di<strong> S&amp;P</strong>, nessun paese del Golfo è davvero in grado di bilanciare il proprio budget con il petrolio a 40 dollari al barile e solo il <strong>Qatar</strong> e il <strong>Kuwait</strong> riescono a far quadrare i conti pubblici con il prezzo del greggio ad almeno 50 dollari al barile.</p>
<p>&#8220;Tranne nel caso degli esportatori con riserve fiscali molto basse, ciò che conta è dove i prezzi del petrolio si andranno a stabilizzare il prossimo anno, e ciò dipende dal fatto che l&#8217;economia globale possa riprendersi in modo significativo&#8221;, ha affermato Gill.</p>
<p>Si tratta di un problema comune a tutti quei Paesi che dipendono fortemente dalle esportazioni di petrolio e i cui bilanci sono legati direttamente al valore di questa preziosa materia prima.</p>
<p>Così, la crisi petrolifera innescata dal Covid-19 ha dato un primo assaggio di un futuro sempre meno dipendente dall&#8217;oro nero, la cui domanda è destinata a ridursi notevolmente nei prossimi decenni. Una situazione che spingerà ancora di più le benestanti nazioni del Golfo a diversificare le loro economie e ad accelerare quel processo di transizione che molti, in primis l’Arabia Saudita, vedono come fondamentale per non rimanere impantanati nel deserto mentre il resto del mondo va avanti.</p>
<p>Ciò che però emerge con ancora più chiarezza dopo gli ultimi downgrade delle agenzie di rating è che il conto da pagare per la stretta dipendenza dal greggio è già arrivato e probabilmente rimarrà piuttosto salato ancora per parecchi mesi.</p>
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		<title>Rischio disastro per l&#8217;Italia, non saremo più tra le grandi economie della Terra?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/rischio-disastro-per-litalia-non-saremo-piu-tra-le-grandi-economie-della-terra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 09:08:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le classifiche mondiali di Stati per Pil danno l&#8217;Italia oscillante tra il settimo e il nono posto nella graduatoria per Pil nominale e attorno al decimo per Pil a parità di potere d&#8217;acquisto: la crisi del coronavirus e la conseguente recessione economica rischiano di impattare sul Paese con una durezza tale da farci sprofondare, alla fine del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/rischio-disastro-per-litalia-non-saremo-piu-tra-le-grandi-economie-della-terra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Giuseppe-Conte-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le classifiche mondiali di Stati per Pil danno l&#8217;<strong>Italia </strong>oscillante tra il settimo e il nono posto nella graduatoria per Pil nominale e attorno al decimo per Pil a parità di potere d&#8217;acquisto: la <strong>crisi del coronavirus</strong> e la conseguente recessione economica rischiano di impattare sul Paese con una durezza tale da farci sprofondare, alla fine del 2020, in seguito a un crollo del Pil che istituzioni come il <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-un-2020-in-profondo-rosso.html">Ministero del Tesoro, la Banca d&#8217;Italia e l&#8217;Ocse prevedono destinato ad aggirarsi tra l&#8217;9 e il 14%.</a></p>
<p>Una recessione talmente tanto dura da portare a un possibile sorpasso da parte di un&#8217;altra nazione estremamente provata dalla pandemia, il <strong>Brasile</strong>, in cui la corsa del contagio e l&#8217;insipienza del presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jair-bolsonaro-brasile.html" target="_blank" rel="noopener">Jair Bolsonaro</a> non si sono fino ad ora riverberate in uno shock economico pari a quello europeo.</p>
<p>Nonostante alcune notizie confortanti sul fronte dei finanziamenti via Btp, l&#8217;Italia rischia. Rischia in primo luogo per la sua intrinseca vulnerabilità legata alla dura prova della pandemia e ai timori di una seconda ondata. Ma anche per l&#8217;evoluzione della situazione sul piano politico ed economico in Europa, col <a href="https://it.insideover.com/economia/merkel-e-macron-dettano-i-tempi-a-italia-ed-europa.html">Recovery Fund che non dovrebbe arrivare prima del 2021</a> e il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-regalo-nascosto-di-francia-italia-e-germania-al-mes.html">Meccanismo europeo di stabilità</a> che appare sempre più un&#8217;incognita da cui stare alla larga.</p>
<p>E se Bruxelles non ci è amica anche all&#8217;Eurotower il governo di <strong>Giuseppe Conte </strong>è tenuto con attenzione sotto osservazione. Il<em> Tempo </em>ha rivelato nella giornata di domenica l&#8217;indiscrezione secondo cui &#8220;al desk italiano della Bce,<a href="https://it.insideover.com/economia/leredita-di-mario-draghi-alla-bce.html"> orfano di Mario Draghi</a> tutore, il governo di Roma è diventato un sorvegliato speciale e circola un appunto classificato, strictly confidential, che potrebbe guastare per sempre i sogni di gloria di Giuseppe Conte: l&#8217;Italia rischia di uscire dal G7, il gruppo delle prime economie del pianeta, aprendo tra l&#8217;altro le porte alla troika della UE&#8221;. Resta un dubbio se per G7 si debba intendere il consesso che riunisce i capi di Stato e di governo di Usa, Giappone, Germania, Italia, Francia, Regno Unito e Canada o la semplice classifica. La seconda opzione è la più probabile, dato che tra le maggiori economie del pianeta vi sono Paesi non membri del G7 (<strong>Cina e India)</strong>. L&#8217;avvertimento è comunque chiaro: il Paese rischia lo schianto e senza una sana politica economica saremo condannati all&#8217;irrilevanza.</p>
<p>Il governo Conte brancola nel buio dell&#8217;autoreferenzialità. Si pensa decisivo in Europa solo perchè ultra-europeista, goffamente si barcamena tra il confronto con l&#8217;Europa del Sud e il <a href="https://it.insideover.com/politica/conte-bluffa-consiglio-europeo-impone-europa.html">tentativo di inseguire l&#8217;asse franco-tedesco</a>; tergiversa sui Btp e <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-conte-e-gualtieri-possono-mettere-a-rischio-i-btp.html">sulle loro propsettive di finanziamento; </a>annuncia piani con una &#8220;potenza di fuoco&#8221; senza pari e non riesce a trovare garanzie per la liquidità o a esprimere una linea strategica per il Paese; avendone delegato l&#8217;attuazione a una task force, assurdità delle assurdità, finisce per polemizzare anche con quest&#8217;ultima e il suo capo, <strong>Vittorio Colao</strong>, senza avere spazi di mediazione.</p>
<p>Infine, Conte ha convocato a Roma gli <strong>Stati generali </strong>per raccogliere proposte e idee da parte degli attori sociali ed economici, ma li ha infarciti con una serie di ospiti internazionali tra cui non si può non notare la presenza della <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/conte-invita-gia-la-troika.html">Troika al completo</a></strong>, nelle figure di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noopener">Ursula von der Leyen</a> </strong>(Commissione), <strong>Christine Lagarde </strong>(Bce) e <strong>Kristalina Georgieva </strong>(Fmi). Ironicamente, la cerimonia costruita a uso e consumo della figura del premier ne potrebbe mostrare il sostanziale &#8220;commissariamento&#8221;: in autunno i nodi della mancata ripresa odierna potrebbero venire al pettine e il rischio di un crollo economico definitivo in caso di riproposizione del Covid-19 non è da escludere. Allora per l&#8217;Italia sarebbe davvero difficile riprendere la marcia verso una rinascita economica per cui la politica non riesce a esprimere adeguate idee.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/rischio-disastro-per-litalia-non-saremo-piu-tra-le-grandi-economie-della-terra.html">Rischio disastro per l&#8217;Italia, non saremo più tra le grandi economie della Terra?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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