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Argentina, Milei si accorda con il Fmi. Ma i mercati restano scettici e gli Usa…

L'accordo dell'Argentina con il Fmi aiuterà a ridurre il deficit pubblico ma gli osservatori internazionali e gli Usa restano scettici.
Argentina

Il presidente argentino Javier Milei ha annunciato il 1° marzo un nuovo accordo con il Fondo monetario internazionale (Fmi), accompagnato da una proposta di legge volta a sancire il surplus fiscale come pilastro della politica economica del Paese. L’intesa, che mira a stabilizzare le finanze pubbliche e a rimborsare parte del debito con la Banca Centrale, si inserisce in un più ampio piano di riforme strutturali destinato a ridisegnare il panorama economico argentino. Tuttavia, tra successi dichiarati e critiche crescenti, il cammino verso la ripresa appare irto di ostacoli.

Un accordo per la stabilità

L’annuncio di Milei arriva in un momento cruciale per l’Argentina, alle prese con un debito pubblico cronico e un’economia segnata da anni di instabilità. Il nuovo accordo con il Fmi, i cui dettagli non sono stati ancora completamente resi pubblici, prevede l’utilizzo dei fondi per rafforzare le riserve della Banca Centrale e sostenere un sistema di cambio più flessibile. Il presidente ha enfatizzato che questa mossa è parte di una strategia per ridurre la spesa pubblica al 25% del PIL entro il 2027, un obiettivo ambizioso per un Paese abituato a un ruolo statale dominante.

Milei ha celebrato i recenti risultati economici, sottolineando che l’Argentina ha registrato un surplus fiscale primario e finanziario nei primi mesi del 2024, un traguardo non raggiunto da oltre 15 anni. “Uno Stato più piccolo è la chiave per ridurre la povertà”, ha dichiarato in un discorso trasmesso dalla televisione nazionale, vantando la presunta uscita dalla povertà di 10 milioni di argentini grazie alle sue politiche. Tuttavia, economisti indipendenti, come quelli citati da La Nación, hanno messo in dubbio queste cifre, evidenziando la mancanza di dati ufficiali a supporto e il persistere di indicatori sociali preoccupanti.

Riforme strutturali e consenso fragile

Il piano di Milei non si limita all’intesa con il Fmi. Il Governo ha proposto una serie di riforme strutturali, tra cui la semplificazione del sistema fiscale, la flessibilizzazione del mercato del lavoro e una competizione tra province per attrarre investimenti. Queste misure, secondo il Presidente, stimoleranno la crescita e creeranno occupazione. Eppure, il percorso legislativo si preannuncia complesso: i sindacati, storicamente influenti, e una parte del Congresso si oppongono fermamente, temendo un’erosione dei diritti dei lavoratori e un aumento delle disuguaglianze.

Il Fmi ha accolto con cauto ottimismo l’accordo, ma ha sollecitato il Governo a costruire un maggiore consenso sociale per garantirne la sostenibilità. “La stabilità richiede non solo numeri, ma anche fiducia”, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione a Washington, sottolineando il rischio che le riserve internazionali possano tornare in territorio negativo entro la fine dell’anno se le riforme non saranno accompagnate da una solida base politica.

Reazioni contrastanti dei mercati

Nonostante l’entusiasmo di Milei, i mercati finanziari hanno reagito con scetticismo. I titoli di Stato argentini hanno subito vendite consistenti, e la Borsa di Buenos Aires ha perso oltre il 20% negli ultimi mesi. Per attirare investitori, il Governo ha alzato i tassi di interesse, una mossa che, secondo InfoBae, potrebbe comprimere ulteriormente la crescita a lungo termine. Il “rischio Paese”, misurato dall’indice EMBI+, continua a salire, riflettendo le incertezze sulla capacità di Milei di mantenere le sue promesse.

A livello internazionale, l’accordo ha ricevuto un’accoglienza tiepida. Gli investitori vedono opportunità nella stabilizzazione fiscale, ma temono che l’instabilità politica e sociale possa vanificare i progressi. Milei ha ventilato l’ipotesi di un’uscita dal Mercosur per perseguire accordi bilaterali con gli Stati Uniti, una proposta che potrebbe rivoluzionare il commercio argentino ma che rischia di alienare partner chiave come il Brasile, destinazione del 20% delle esportazioni nazionali.

La controversia $LIBRA e le tensioni con gli USA

Sul fronte internazionale, Milei si trova a gestire anche le ricadute del crollo della criptovaluta $LIBRA, da lui inizialmente promossa come strumento per le piccole imprese. Il valore della moneta digitale è precipitato, causando perdite significative a investitori argentini e americani. Mauricio Claver-Carone, inviato speciale del Dipartimento di Stato USA per l’America Latina, ha definito l’incidente “una lezione” per il Presidente, annunciando un’indagine del Dipartimento di Giustizia statunitense su presunte frodi legate a $LIBRA. Milei ha replicato cancellando il suo endorsement iniziale e istituendo un’unità investigativa, ma la vicenda ha incrinato la credibilità del Governo agli occhi di Washington.

Le relazioni con gli Stati Uniti, che Milei considera strategiche, restano tese. Claver-Carone ha escluso un accordo di libero scambio, proponendo invece trattati incentrati sugli investimenti bilaterali, in linea con la politica dell’amministrazione Trump di favorire patti mirati piuttosto che ampi accordi commerciali.

Un equilibrio precario

L’Argentina di Milei si trova a un bivio. Da un lato, l’accordo con il FMI e le riforme annunciate potrebbero gettare le basi per una ripresa economica duratura, riducendo la dipendenza dal debito e stimolando la fiducia degli investitori. Dall’altro, la resistenza interna, l’incertezza dei mercati e le controversie internazionali – come il caso $LIBRA – mettono a dura prova la leadership del presidente.

Mentre Milei insiste sulla sua visione di uno “Stato minimo” come soluzione alla crisi, il Paese guarda con apprensione ai prossimi mesi. La sostenibilità delle riforme dipenderà non solo dalla loro implementazione, ma anche dalla capacità del Governo di navigare un panorama politico e sociale sempre più polarizzato. Per ora, l’Argentina resta sospesa tra le ambizioni di un leader determinato e le sfide di una realtà complessa.

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