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	<title>Droni armati Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2026 04:15:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Droni armati Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>MGI e Vigilar, il progetto anglo-italiano per produrre droni d&#8217;attacco nella Motor Valley </title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/mgi-e-vigilar-il-progetto-anglo-italiano-per-produrre-droni-dattacco-nella-motor-valley.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 04:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341-300x142.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341-768x362.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341-600x283.webp 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Oggi la guerra convenzionale passa anche dalla capacità di progettare e costruire rapidamente migliaia di droni per ingaggiare il nemico.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/mgi-e-vigilar-il-progetto-anglo-italiano-per-produrre-droni-dattacco-nella-motor-valley.html">MGI e Vigilar, il progetto anglo-italiano per produrre droni d&#8217;attacco nella Motor Valley </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341-300x142.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341-768x362.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/tigershark-firing-1024x564-1-e1784144514341-600x283.webp 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La guerra combattuta da Russia e Ucraina ha reso evidente come il <strong>drone d’attacco</strong> sia passato dall&#8217;essere un’arma accessoria a risorsa essenziale di cui disporre sul campo di battaglia. Per questo gli eserciti occidentali, dopo i rapporti stilati dagli osservatori, dagli analisti e dagli strateghi militari, intendono colmare il ritardo accumulato rispetto a un avversario teorico come la Federazione Russa, seguendo la lezione impartita dall’Ucraina, che è stata capace di predisporre una rete di produzione di droni armati che potesse garantire lo schieramento necessario. In questo scenario, anche l’Italia sta muovendo i primi passi verso una capacità produttiva nazionale, attraverso il <strong>progetto MGI Italia</strong>, una <strong>joint venture italo-britannica </strong>che punta a realizzare nel nostro Paese una nuova generazione di droni armati destinati ai mercati della difesa. Ma chi c’è dietro questa iniziativa e quale ruolo potrebbe ritagliarsi nel panorama europeo?</p>



<p>Lo scorso 4 giugno, presso Villa Wolkonsky, residenza dell’ambasciatore britannico a Roma, <a href="https://italiantimes.substack.com/p/a-10000-company-set-to-produce-kamikaze">è stata svelata MGI Italia</a>, una joint venture tra la britannica <strong>MGI Engineering e l’italiana Vigilar Group</strong>, che troverà la sua base a Modena, nel cuore della Motor Valley. L’obiettivo delle due aziende, che intendono muovere un importante passo nel campo dell’elaborazione di sistemi decisamente sensibili, è quello di sviluppare e industrializzare tecnologie avanzate per i settori della difesa, della sicurezza, dell’aerospazio e delle <strong>applicazioni dual-use</strong>, facendo leva sulle competenze ingegneristiche italiane e sull’esperienza maturata dai due partner nei rispettivi ambiti. <br><br>Chi conosce la <strong>MGI Engineering</strong> sa che non si tratta di un’azienda focalizzata sul settore della difesa. L’azienda, che ha sede nell’Oxfordshire, è stata fondata da <strong>Mike Gascoyne,</strong> tra i più noti progettisti della <strong>Formula 1</strong>, che nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico per scuderie come Jordan, Renault, Toyota, Force India e Caterham. Ciononostante, negli ultimi anni la società ha progressivamente trasferito il <em>know-how</em> maturato nel motorsport verso l’ingegneria aerospaziale, lo sviluppo di sistemi autonomi e di piattaforme destinate al settore della difesa, applicando ai programmi militari gli stessi principi di progettazione rapida, riduzione del peso e ottimizzazione delle prestazioni tipici delle competizioni automobilistiche. <strong>Vigilar Group</strong>, fondata oltre un secolo fa e attiva nei settori dell’<strong>intelligence privata</strong>, della sicurezza e dei servizi investigativi avanzati, invece, ha avviato negli ultimi anni un percorso di diversificazione verso il comparto della difesa, annunciando nel 2025 una partnership strategica con l’azienda britannica, destinata proprio allo sviluppo e alla futura produzione di sistemi autonomi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo: centinaia di droni al mese</h2>



<p>Sebbene le informazioni ufficiali sui piani di questa joint venture siano ancora limitate, MGI Italia ha fatto riferimento alla volontà di sviluppare sistemi <em>unmanned</em>, tecnologie dual-use e piattaforme aerospaziali avanzate senza entrare nei “dettagli”. Una scelta comprensibile, considerando la natura sensibile del settore. Tuttavia, diverse informazioni diffuse negli ultimi mesi dalla stessa MGI Engineering indicano come la collaborazione con Vigilar sia nata per industrializzare <strong>piattaforme UAV</strong> già sviluppate dall’azienda britannica, tra cui i sistemi <strong>SkyShark</strong> e <strong>TigerShark</strong>, progettati per missioni di sorveglianza e attacco in ambienti ad alta intensità operativa.</p>



<p>Nonostante le poche informazioni disponibili, si ritiene che il piano di sviluppo di queste nuove tecnologie intenda sfruttare la rete industriale dell’Emilia-Romagna e la filiera di aziende altamente specializzate cresciuta intorno alla <em>Motor Valley</em>, per ottenere una capacità produttiva che potrebbe anche sfornare “<em>centinaia di velivoli al mese</em>”. Numeri che, se confermati, rappresenterebbero un salto di qualità significativo per l’Italia, che vanterebbe una risorsa importante, sul proprio territorio, nella remota evenienza che tali piattaforme dovessero essere acquisite e schierate in tempi brevi. La <strong>guerra in Ucraina</strong> ha dimostrato come i droni da combattimento siano passati in breve tempo da “sistemi d’arma” impiegati in modo episodico ad arma fondamentale da produrre in grandi quantità, aggiornare rapidamente e rimpiazzare con altrettanta velocità, seguendo la logica dell<strong>’attrito industriale come risposta alla guerra d’attrito</strong>: chi riesce a mantenere elevati ritmi produttivi dispone di un vantaggio operativo destinato a incidere direttamente sull’andamento delle operazioni. </p>



<p>Se fino a pochi anni fa la superiorità tecnologica di una potenza era misurata soprattutto dal numero di carri armati o di caccia di ultima generazione o sistemi missilistici disponibili, oggi, la guerra convenzionale passa anche dalla capacità di progettare e costruire rapidamente migliaia di droni per ingaggiare il nemico con i suoi &#8220;sciami&#8221;. Una lezione appresa sul campo in Ucraina che sta ridisegnando le priorità dell&#8217;industria della difesa occidentale e alla quale, almeno questa volta, anche l&#8217;<strong>Italia</strong> sembra intenzionata a <strong>non arrivare in ritardo</strong>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/mgi-e-vigilar-il-progetto-anglo-italiano-per-produrre-droni-dattacco-nella-motor-valley.html">MGI e Vigilar, il progetto anglo-italiano per produrre droni d&#8217;attacco nella Motor Valley </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anadolu, prima missione operativa per i droni imbarcati sulla nave d&#8217;assalto turca</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/anadolu-prima-missione-operativa-per-i-droni-imbarcati-sulla-nave-dassalto-turca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 05:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Baykar]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-1536x918.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-600x359.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La portadroni turca Anadolu ha compiuto la prima missione di un drone imbarcato Bayraktar TB3 durante l'esercitazione NATO "Steadfast Dart".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-1536x918.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Turkish_Navy_amphibious_assault_ship_TCG_Anadolu_L400_steams_in_the_Mediterranean_Sea-600x359.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 14 febbraio 2026, la <strong>Turchia </strong>ha reso noto che un UCAV (<em>Unmanned Combat Air Vehicle</em>) di tipo <strong>Bayraktar TB3</strong>, imbarcato sulla nave d&#8217;assalto anfibia “<strong>Anadolu</strong>”, definibile “porta-droni”, ha eseguito la sua prima missione di attacco marittimo durante l&#8217;esercitazione NATO <em>Steadfast Dart 2026</em> nel Mar Baltico.</p>



<p>Secondo la dichiarazione ufficiale, il drone TB3 è decollato dalla nave, ha ingaggiato un bersaglio di superficie con due munizioni a guida di precisione MAM-L ed è stato poi recuperato a bordo. <strong>Si tratta della prima volta in assoluto che un velivolo senza pilota turco ha eseguito una missione di combattimento</strong> completa da una piattaforma navale, e della prima missione operativa di attacco di un UCAV di medie dimensioni imbarcato per un Paese della NATO – e a livello globale – dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.</p>



<p>Potrebbe infatti sembrare inverosimile, ma i “droni”, intendendo con questo termine velivoli pilotati a distanza, vennero sperimentati e utilizzati per la prima volta durante quel sanguinoso conflitto: abbiamo già ricordato il “<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-come-lultimo-conflitto-del-nagorno-karabakh-ha-fatto-scuola.html">Canarino</a></strong>” della Regia Aeronautica, ovvero un S-79 modificato e testato in combattimento senza successo, ma la U.S. Navy, a settembre del 1944, completò la prima missione operativa del <a href="https://www.wearethemighty.com/mighty-history/the-navys-first-drone-saw-action-during-wwii/"><strong>TDR-1</strong></a>, un drone lanciato da portaerei radioguidato, <strong>conducendo con successo un bombardamento su navi giapponesi.</strong> Tuttavia, i persistenti problemi tecnici e l&#8217;avanzamento di armi più convenzionali portarono alla cancellazione del programma di questi droni d&#8217;attacco. <strong>In totale, 50 droni furono impiegati durante le operazioni di combattimento</strong>, di cui 31 colpirono con successo i loro obiettivi con nessuna perdita di piloti nel gruppo aereo. L&#8217;ultima missione del TDR-1 fu effettuata il 27 ottobre 1944.</p>



<p>Tornando a tempi più recenti, la “porta-droni” turca “Anadolu” è in realtà una LHD (<em>Landing Helicopter Dock</em>) che la marina di Ankara ha dapprima modificato per l&#8217;utilizzo degli F-35B (la versione STOVL – <em>Short Take Off Vertical Landing</em>), poi quando la Turchia è stata estromessa dal programma – per la questione legata agli S-400 – ha modificato per farne una nave porta droni da combattimento. <strong>L’&#8221;Anadolu” può infatti imbarcare oltre ai droni Bayraktar TB3 già menzionati, i “Kizilelma”,</strong> entrambi disegnati e costruiti specificatamente per essere impiegati sull’unità navale.</p>



<p>Il Bayraktar TB3, sviluppato da Baykar, è un UCAV da media quota e lunga autonomia con una fusoliera lunga 8,35 metri, un&#8217;apertura alare di 14, e semiali ripiegabili; ha un peso massimo al decollo compreso tra le 1,45 le 1,6 tonnellate e può trasportare fino a 280 kg di carico utile su sei punti di attacco subalari. Il drone è propulso da un motore turbodiesel TEI-PD200, che gli conferisce un&#8217;<strong>autonomia di oltre 24 ore</strong> a seconda del carico. A differenza del suo predecessore terrestre TB2, il TB3 è progettato per le operazioni navali: carrello di atterraggio rinforzato, bassa velocità di stallo e la possibilità di decollare da <em>ski-jump</em> gli consentono di decollare e atterrare su una nave di classe LHD senza catapulte o cavi di arresto. Nella sua configurazione di base, il TB3 è dotato di una torretta elettro-ottica/infrarossa ASELFLIR-500 per la sorveglianza e il puntamento diurni e notturni; ci sono indicazioni riguardo <strong>la possibilità di montare anche un piccolo radar a scansione elettronica attiva in banda X</strong>, pod per la guerra elettronica e persino distributori di boe acustiche, trasformando l&#8217;aereo in un nodo di sensori modulare per la sorveglianza di superficie, sottomarina ed elettronica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le vulnerabilità dei droni</h2>



<p>L&#8217;esercitazione “<strong>Steadfast Dart</strong>” ha permesso alla marina turca di sperimentare per la prima volta le tattiche di utilizzo dei droni imbarcati nel contesto di un&#8217;operazione anfibia, segnando il passaggio dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-turchia-alla-cina-le-navi-porta-droni-come-strumento-di-proiezione-di-potenza.html">accoppiamento “Anadolu”- droni</a> dalla fase di sperimentazione a una di prima operatività, e ha anche dimostrato la maggiore efficacia di un drone, capace di restare in volo molto più a lungo, rispetto a un elicottero nelle attività di sorveglianza, ricerca e ingaggio di bersagli di superficie e terrestri. <strong>Esiste però l&#8217;altro lato della medaglia</strong>, dato dalla natura stessa di questo tipo particolare di drone. Il TB3 rimane un velivolo non stealth a elica, la cui capacità di sopravvivenza contro i moderni missili terra-aria a medio e lungo raggio o aerei da combattimento è limitata, soprattutto in spazi aerei fortemente contestati. </p>



<p>La sua dipendenza dai collegamenti dati lo rende vulnerabile alla <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html">guerra elettronica e al <em>jamming</em></a></strong>, che saranno presenti in qualsiasi conflitto ad alta intensità. Queste vulnerabilità sottolineano la necessità di operare il TB3 sotto l&#8217;ombrello protettivo dei sistemi di difesa aerea e di guerra elettronica imbarcati e nell&#8217;ambito di misure di controllo dello spazio aereo attentamente pianificate. Sono esattamente <strong>le stesse osservazioni che ci sono arrivate dal campo di battaglia ucraino </strong>riguardo l&#8217;utilizzo del parente stretto del TB3, il Bayraktar TB2. Questo drone, che all&#8217;inizio del conflitto veniva usato intensamente lungo la linea del fronte e sulle retrovie russe, è progressivamente sparito da quell&#8217;ambiente operativo con l&#8217;aumento significativo delle capacità di difesa aerea russe e di guerra elettronica.</p>



<p>Utilizzare droni imbarcati in operazioni anfibie, ma anche di superficie o sottomarine, significa anche che <strong>la NATO deve necessariamente sviluppare e armonizzare rigorose procedure di identificazione del traffico marittimo</strong>, il che può rallentare il ritmo degli attacchi anche quando sensori e armi consentirebbero tecnicamente un ingaggio rapido.</p>



<p>Insomma i droni sono sicuramente degli effettori molto preziosi sul campo di battaglia per tutta una serie di motivi tra cui la loro “spendibilità” dal punto di vista delle risorse umane e finanziarie, ma ancora una volta <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/dagli-incrociatori-kirov-alle-navi-da-battaglia-di-trump-nellera-dei-droni-dominano-ancora-gli-oceani.html">non sono la panacea di ogni conflitto</a></strong> nonostante l&#8217;innamoramento di analisti, militari e vari esperti della Difesa. Chi scrive ha da tempo messo in guardia decisori politici e militari rispetto alle “mode” del momento, ricordando che <strong>l&#8217;ingresso dirompente di nuovi armamenti non sempre porta con sé l&#8217;obsolescenza di altri</strong>, e l&#8217;esperienza fatta in Vietnam dall&#8217;U.S. Air Force con l&#8217;F-4 “solo missili”, poi modificato con il ritorno del cannone a seguito dei risultati dei combattimenti aerei, è lì a dimostrarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/anadolu-prima-missione-operativa-per-i-droni-imbarcati-sulla-nave-dassalto-turca.html">Anadolu, prima missione operativa per i droni imbarcati sulla nave d&#8217;assalto turca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il drone porta missili USA si avvia verso i test di volo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-drone-porta-missili-usa-si-avvia-verso-i-test-di-volo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 17:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Darpa]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[Ucav]]></category>
		<category><![CDATA[United States Air Force (Usaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il drone portamissili statunitense "LongShot" si avvia verso i suoi primi testi di volo venendo sganciato da un F-15E</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-drone-porta-missili-usa-si-avvia-verso-i-test-di-volo.html">Il drone porta missili USA si avvia verso i test di volo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/program-long-shot-x86a-high-res-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo drone “<strong>LongShot</strong>” di General Atomics, designato ufficialmente X-68A, ha completato i suoi test a terra e si avvia verso la sua prima prova di volo. Il drone è un UCAV (<em>Unmanned Combat Air Vehicle</em>) pensato per trasportare <strong>missili aria-aria</strong> e utilizzabile da cacciabombardieri di vario tipo. </p>



<p>La prima prova di volo utilizzerà il caccia <strong>F-15E</strong> e sarà svolta per esplorare come un UCAV in grado di lanciare missili possa aumentare il raggio d&#8217;azione di un velivolo e aumentarne la capacità di sopravvivenza, mantenendo la piattaforma di lancio al di fuori della “zona calda” del combattimento aereo, ovvero al di fuori della portata del radar di ricerca e aggancio del bersaglio di un caccia avversario. </p>



<p>La DARPA (<em>Defense Advanced Research Projects Agency</em>) ha diffuso <a href="https://www.darpa.mil/news/2026/long-shot-success">un comunicato</a> il 17 febbraio in cui chiarisce meglio il concetto operativo dietro al programma “LongShot” e gli enti portatori di interesse. Possiamo leggere che il “LongShot” è progettato per cambiare radicalmente le operazioni di combattimento aereo. Il requisito alla base del programma è un drone aviolanciato in grado di essere sganciato da un velivolo più grande, volare davanti rispetto al gruppo di aerei e ingaggiare obiettivi nemici coi propri missili aria-aria. Questo approccio potenzia i tradizionali aerei da combattimento, consentendo loro di rimanere più lontani dalla linea del fronte, aumentando drasticamente la sicurezza dei piloti e ampliando al contempo la portata complessiva del pacchetto di forze e l&#8217;efficacia della missione. Il “LongShot” è concepito per essere <strong>indipendente dalla piattaforma di sgancio</strong>, offrendo opportunità di integrare una variante operativa su caccia, bombardieri o di essere impiegato anche come munizione pallettizzata da velivoli da trasporto secondo un concetto già visto e sperimentato coi missili da crociera (il <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-da-crociera-da-aerei-da-trasporto-il-test-usa-in-norvegia.html">Rapid Dragon</a></strong>).</p>



<p>I test a terra, riferisce ancora la DARPA, hanno riguardato prove in galleria del vento e prove di funzionalità del paracadute di recupero che è montato solo per effettuare le prove di volo, e ora il “LongShot” si avvia verso il suo primo test di sgancio da un F-15 che dovrebbe essere effettuato “entro la fine del 2026”. </p>



<p>Come accennato, una moltitudine di enti governativi è interessata al progetto di General Atomics: non solo l&#8217;<strong>U.S. Air Force</strong> e in particolare l&#8217;AFRL (Air Force Research Laboratory) ma anche l&#8217;<strong>U.S. Navy</strong> con la Naval Air Warfare Center Aircraft Division, l&#8217;<strong>U.S. Army</strong> con il Redstone Test Center del comando test e valutazione, la <strong>NASA </strong>e molti altri. </p>



<p><em><a href="https://www.twz.com/news-features/x-68a-longshot-air-to-air-missile-carrying-drone-moves-closer-to-f-15-launch">The War Zone</a></em> ci ricorda che nel 2020, General Atomics, Lockheed Martin e Northrop Grumman hanno ricevuto i primi contratti per lavorare su progetti concorrenti per il drone e la DARPA ha scelto il progetto di General Atomics nel 2023. </p>



<p>Dai disegni resi pubblici, si presume che il “LongShot” abbia la forma di un missile da crociera – è presente una presa d&#8217;aria sul dorso &#8211; con una fusoliera allungata e un muso a spigolo che lo fa ritenere in possesso di caratteristiche stealth. Presenta ali principali a freccia inversa verso la parte posteriore della fusoliera e piccoli canard nella parte anteriore, entrambi in grado di fuoriuscire in posizione dispiegata dopo il lancio. Presenta inoltre una configurazione a doppia coda a V rovesciata e un&#8217;ala verticale che sporge leggermente da dietro la presa d&#8217;aria dorsale. Sempre dai disegni, il drone è ipotizzato in grado di lanciare da una stiva interna missili <strong>AIM-120 AMRAAM</strong>, sebbene non se ne conosca la capacità di carico. </p>



<p>Secondo il sito web Designation-Systems.net, la designazione ufficiale “X-68A” nel sistema di designazione statunitense Mission-Design-Series (MDS) lascia intendere che il drone sia propulso da un singolo <strong>turbogetto Williams WJ38-15</strong>, il che indicherebbe un&#8217;elevata velocità massima in regime subsonico. Questo motore è utilizzato anche sul missile da crociera “Taurus” tedesco-svedese. </p>



<p>Sebbene non se ne sappia il costo unitario, il drone è pensato per essere “<strong>usa e getta</strong>” in quanto il suo recupero in zona di combattimento sarebbe difficile e vanificherebbe l&#8217;intento principale del “LongShot”, ovvero tenere assetti <em>manned </em>al di fuori della zona pericolosa del fronte. A quanto risulta l&#8217;X-68A sarebbe in grado di riceve dati di lancio – aggiornabili durante il volo – non solamente dalla piattaforma di sgancio ma da tutti gli assetti presenti sul campo di battaglia, quindi anche da un velivolo AEW (<em>Airborne Early Warning</em>) o da una postazione terrestre o sulla superficie marittima. </p>



<p>Bisogna chiarire che il “LongShot” non vuole essere una piattaforma sostitutiva del drone <strong>CCV (<em>Collaborative Combat Vehicle</em>)</strong>, ovvero un velivolo <em>unmanned </em>che si troverà a collaborare nel combattimento aereo coi caccia di quinta e sesta generazione, dotato di intelligenza artificiale che gli permetterà di riconoscere gli obiettivi primari e di attaccarli in modo autonomo (ma comunque secondo il principio <em>man-in-the-loop</em>). Il “LongShot”, invece, è pensato per essere un ausilio al combattimento aria-aria in BVR (<em>Beyond Visual Range</em>) per assetti <em>manned</em>, come i caccia, e non pilotati come i droni di tipo CCV, che ha il vantaggio di essere spendibile, e quindi, negli intenti delle forze armate USA, poter essere utilizzato in gran numero. Risulta immediatamente chiaro che questo concetto risponde all&#8217;esigenza statunitense di avere un mezzo di pronto impiego, a basso costo e quindi numericamente consistente per affrontare la minaccia aerea avversaria in ambienti altamente contestati, e il pensiero va, ancora una volta, allo scenario di un possibile scontro diretto con la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> nelle vaste distese del Pacifico.</p>
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		<title>Il drone Valkyrie, un fedele gregario per i piloti da combattimento dei Marines</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-drone-valkyrie-un-fedele-gregario-per-i-piloti-da-combattimento-dei-marines.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 05:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[f-35]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1378" height="760" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57.jpeg 1378w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-300x165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-1024x565.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-768x424.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-13-alle-18.47.57-600x331.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1378px) 100vw, 1378px" /></p>
<p>Northrop Grumman ha annunciato di essersi aggiudicata il contratto per sviluppare l’XQ-58A Valkyrie per la Marine Air-Ground Task Force.</p>
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<p>Anche la componente aerea del <strong>Corpo dei Marines degli Stati Uniti</strong> avrà il suo “<strong>gregario fedele</strong>”. Northrop Grumman ha annunciato di essersi <a href="https://news.usni.org/2026/01/12/northrop-grumman-to-advance-kratos-xq-58-valkyrie-drone-for-marines-corps-loyal-wingman-program">aggiudicata il contratto</a> per sviluppare il velivolo da combattimento collaborativo destinato alla Marine Air-Ground Task Force: si tratta dell’<strong>XQ-58A Valkyrie</strong>, drone già noto per il suo impiego sperimentale come&nbsp;<em>loyal wingman</em>&nbsp;e ora destinato a entrare in una nuova fase operativa.</p>



<p>Il <strong>programma</strong>, noto come <strong>Marine Air-Ground Task Force Uncrewed Expeditionary Tactical Aircraft </strong>, punta a rafforzare le capacità dei caccia F-35B dei Marines attraverso l’impiego di piattaforme senza pilota definite “<em>rischiose</em>”: assetti progettati per operare in ambienti altamente contestati, assumendo compiti che sarebbe troppo costoso o pericoloso affidare a velivoli con equipaggio. Sebbene il Valkyrie sia stato originariamente sviluppato da <strong>Kratos</strong>, sarà <a href="https://news.northropgrumman.com/autonomous-systems/Northrop-Grumman-to-Rapidly-Develop-Marine-Corps-CCA-with-Kratos-Valkyrie-UAS">Northrop Grumman</a> a curarne l’evoluzione per le esigenze specifiche del Corpo dei Marines. L’azienda integrerà sensori avanzati, il pacchetto software autonomo <strong>Prism </strong>e amplierà le linee di produzione, adattando il drone al <a href="https://it.insideover.com/guerra/pentagono-droni-gregari.html">concetto</a> di&nbsp;<em>loyal wingman</em>&nbsp;in grado di operare in stretta cooperazione con i caccia di quinta generazione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">XQ-58 Valkyrie loyal wingman drone rocket assisted take off <a href="https://t.co/uR2wq3jSzN">pic.twitter.com/uR2wq3jSzN</a></p>&mdash; Fighterman_FFRC (@Fighterman_FFRC) <a href="https://twitter.com/Fighterman_FFRC/status/1676756439992508416?ref_src=twsrc%5Etfw">July 6, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’obiettivo dei droni gregari e dell&#8217;intero piano di sviluppo e schieramento di queste piattaforma nel quadro di una<a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-gregari-come-potranno-combattere-entro-dieci-anni-i-robot-dellaria.html"> nuova strategia</a> è quello di fornire e cambiare <strong>sopravvivenza</strong>, <strong>connettività</strong>, <strong>letalità </strong>e <strong>supporto</strong> alle forze aeree imbarcate sulle  sono <strong>navi d&#8217;assalto anfibio</strong> dei Marines e in generale agli aerei da combattimento della <em><strong>United States Marine Corps Aviation</strong></em>, la componente aerea del Corpo dei Marines che vola sugli F-35, sugli F/A-18 e, attualmente, sugli AV-8 Harries II.</p>



<p>L’interesse dei Marines per il Valkyrie nasce all’interno del programma <em>Force Design</em>, che mira a ripensare struttura e capacità del Corpo in funzione di un <strong>confronto ad alta intensità </strong>che contempla avversari dotati di forze militari regolari armati con armi convenzionali di un pari livello tecnologico, come ad esempio la Repubblica Popolare Cinese nel <strong>teatro indo-pacifico</strong>. In uno scenario caratterizzato da grandi distanze, infrastrutture limitate e dalla minaccia dei sistemi d’attacco a lungo raggio dell’Esercito Popolare di Liberazione e della sua Marina, la capacità di operare da piste corte e di coprire fino a 3.000 miglia nautiche renderebbe il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/usaf-droni-gregari-valkyrie-volo-entro-lanno-1553300.html">XQ-58</a> un &#8220;moltiplicatore di forza ideale&#8221; nel supporto degli <strong>F-35 Lightning II</strong> che opererebbero dalle basi avanzate dei <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/marines-degli-stati-uniti.html">Marines</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Meet the future of air dominance. 💪<br><br>Two <a href="https://twitter.com/usairforce?ref_src=twsrc%5Etfw">@usairforce</a> F-35As paired up with an XQ-58A Valkyrie uncrewed combat aerial system for a recent test, showcasing the seamless connectivity of the F-35 with an autonomous platform—creating a team that’s even smarter and faster. <a href="https://t.co/87Rr3cQhel">pic.twitter.com/87Rr3cQhel</a></p>&mdash; F-35 Lightning II (@thef35) <a href="https://twitter.com/thef35/status/1861458782502408215?ref_src=twsrc%5Etfw">November 26, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sviluppo dei &#8220;fedeli gregari&#8221;</h2>



<p><strong>Configurazione convenzional</strong>e, con una fusoliera lunga 8 metri con ali a freccia in posizione centrale e impennaggi a V, il Valkyrie può raggiungere una velocità di 1000 km/h e ha un&#8217;autonomia stimata a poco meno di 4000 chilometri. Nelle due stive ventrali, che consentono di mantenere una bassa osservabilità sui radar insieme alla posizione nel reattore, può trasportare un carico offensivo che attualmente si stima possa comprendere due bombe <strong>Joint Direct Attack Munition</strong> o due bombe GBU-39 Small Diameter Bomb.</p>



<p>Il Corpo dei Marines ha già sperimentato il Valkyrie in diverse esercitazioni. Nel 2022 ha ricevuto due esemplari nell’ambito del programma “<em>Marine Corps Penetrating Affordable Autonomous Collaborative Killer</em>”, che ha contribuito a definire i requisiti del Marine Air-Ground Task Force Uncrewed Expeditionary Tactical Aircraft.  I primi voli operati direttamente dai Marines risalgono al 2023, mentre nel 2024 e nel 2025 l’<strong>integrazione del drone</strong> è proseguita attraverso <strong>esercitazioni congiunte</strong> e dimostrazioni operative. Il piano di aviazione del Corpo per il 2025 ha confermato la priorità assegnata al teaming tra piattaforme con e senza pilota, indicando come obiettivo la consegna di un prodotto minimo vitale pronto all’impiego.</p>



<p>L’ingresso di una piattaforma come Valkyrie nella <strong>dottrina</strong> dei Marines è conferma di una tendenza più ampia, che coinvolge anche Aviazione e Marina degli Stati Uniti, entrambe impegnate in investimenti differenti, ma significativi, nel campo dei <strong>Collaborative Combat Aircraft</strong>. Quelli che abbiamo imparato a definire &#8220;Fedeli Gregari&#8221;. Secondo gli analisti, nel futuro delle forze aeree è sempre più orientato su flotte ibride che comprenderanno velivoli di nuova generazione pilotati da equipaggi umani, e droni autonomi che, con la loro intelligence artificiale e la loro connettività condivideranno dati, obiettivi e sopratutto i rischi delle missioni che saranno svolte in spazi aerei ostili. Segnando un importante passo verso il <strong>combattimento aereo</strong> del <strong>XXI secolo</strong>, di cui anche la componente aerea dei Marines sarà parate.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>I droni kamikaze di Mosca: così i russi hanno reso più letale e versatile lo Shahed iraniano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-droni-kamikaze-di-mosca-cosi-i-russi-hanno-reso-piu-letale-e-versatile-lo-shahed-iraniano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 05:46:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1112" height="632" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19.jpg 1112w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-600x341.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px" /></p>
<p>I droni d'attacco russi ora montano sistemi missilistici antiaerei portatili, nella speranza di abbattere i caccia ucraini.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1112" height="632" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19.jpg 1112w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-1024x582.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2026-01-07-alle-17.46.19-600x341.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px" /></p>
<p>La comparsa di un <strong>drone russo Geran-2</strong>, il derivato implementato della <em>loitering munition</em> o di fabbricazione iraniana Shahed-136, armato con un sistema missilistico antiaereo portatile, comunemente chiamato MANPADS, è la chiara dimostrazione che anche Mosca, per certi versi, sta affinando la tecnica ed <strong>elaborando droni armati sempre più efficaci e letali.</strong></p>



<p>Nelle scorse settimane l&#8217;analista<a href="https://www.hisutton.com/Russian-Geran-Shahed-Drones.html"> H.I. Sutton</a> ha condotto un piccolo studio sui diversi tipi di droni sviluppati dai russi per condurre la loro <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/i-droni-kamikaze-restano-elemento-essenziale-nella-strategia-2504753.html">strategia del terrore</a> a &#8220;basso costo&#8221; contro gli avversari ucraini, che si sono distinti nell&#8217;uso pionieristico di droni economici fin dall&#8217;inizio del conflitto e hanno rivoluzionato la guerra navale nel Mar Nero attraverso i loro famigerati UAS del <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-sono-sempre-piu-letali-ora-anche-armati-con-missili-sidewinder.html">tipo Magura</a> e Sea Baby.</p>



<p>Il sistema missilistico antiaereo portatile notato il 4 gennaio sulla sezione superiore di un drone d&#8217;attacco russo Geran-2, probabilmente installato per contrastare l&#8217;aviazione ucraina che va a &#8220;<em>caccia di droni</em>&#8221; con i preziosi aerei da combattimento forniti dagli occidentali, è la dimostrazione che, dopo lo sviluppo del <strong>drone esca Gerbera</strong>, un altro tipo di ala volante che viene impiegato per attirare e distrarre le difese antiaeree da veri sciami di droni d&#8217;attacco a lungo raggio, i russi stanno facendo progressi tattici.</p>



<p>Dopo lo sviluppo di sistemi di guida attraverso l&#8217;uso di Sim card e telefoni cellulari per sfuggire alla guerra elettronica opposta dai difensori e sfuggire al disturbo del segnale Gps che guida i droni ai loro bersagli, <strong>questa modifica sembra una trappola </strong>che spera di attirare a se un prezioso bersaglio, come un <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-nei-cieli-dellucraina-e-gli-f-16-quei-pochi-che-diventano-sempre-meno.html">caccia F-16 Fighting Falcon</a> o un <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/i-mirage-ucraini-caccia-missili-russi-dimostrano-kill-score-2569794.html">Mirage 2000</a>, o uno dei MiG-29 che ancora servono le forze aeree di Kiev, per poi metterlo di fronte a una minaccia inaspettata: un <strong>missile antiaereo</strong> a ricerca di calore sparato da un drone apparentemente inoffensivo per un caccia. Altri Geran-2 sarebbero stati modificati per trasportare un missile aria-aria R-60M.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1754" height="1870" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/194747c93a4cd114f04785782c864c9e1767546327.jpg-e1767988349782.webp" alt="" class="wp-image-501131" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/194747c93a4cd114f04785782c864c9e1767546327.jpg-e1767988349782.webp 1754w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/194747c93a4cd114f04785782c864c9e1767546327.jpg-e1767988349782.webp 281w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/194747c93a4cd114f04785782c864c9e1767546327.jpg-e1767988349782.webp 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/194747c93a4cd114f04785782c864c9e1767546327.jpg-e1767988349782.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/194747c93a4cd114f04785782c864c9e1767546327.jpg-e1767988349782.webp 1441w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/194747c93a4cd114f04785782c864c9e1767546327.jpg-e1767988349782.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1754px) 100vw, 1754px" /></figure>



<p>I <strong>sistemi missilistici antiaerei portatili</strong>, o MANPADS, sono progettati per distruggere bersagli aerei a bassa quota come elicotteri, aerei, droni e missili da crociera. Queste armi possono essere equipaggiate con vari tipi di munizioni, tra cui testate a guida termica, a guida laser o a controllo manuale. In questo caso si tratta di un <a href="https://dev.ua/en/news/rosiiany-osnastyly-shakhed-pzrk-dlia-urazhennia-ukrainskykh-helikopteriv-idetsia-pro-pzrk-verba-1767598570">9K333 Verba</a>, sviluppo delle linee Igla-S e Igla, con una gittata dichiarata fino a 6,0-6,4 km e un&#8217;altitudine fino a 3,5-4,5 km.</p>



<p>Questi nuovi droni sono dotati di<em> </em>una nuova telecamera posteriore e di un modem radio. Il lancio del missile trasportato dal drone viene effettuato dal pilota del drone, che lo controlla dal territorio russo<em>.</em> Rendendolo molto insidioso e capace di contrastare davvero i <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/contro-shahed-russi-arriva-l-octopus-londra-e-kiev-avviano-2593518.html">droni intercettori</a></strong> e gli <strong>aerei ucraini</strong>. I soldati che hanno messo le mani sul relitto di questo esemplare hanno chiesto ai piloti dell&#8217;aviazione militare di<em> &#8220;prendere atto dell&#8217;emergere di una nuova minaccia. Dovreste evitare di avvicinarvi al drone in rotta di collisione e prestare maggiore attenzione a chi si trova in cerchio</em>&#8220;, ha dichiarato uno specialista ucraino.</p>



<p>Questa piattaforma sviluppata dagli iraniani e ora prodotta in serie nella Zona Economica Speciale di<strong> Alabuga</strong>, in Russia, sembra prestarsi a un’ampia gamma di modifiche e miglioramenti che, secondo Sutton, ha già prodotto numerose varianti per compito, sistema di navigazione e testate esplosive che la armano. Qui viene prodotto anche il <strong>Geran-3</strong>, variante spinta da una turbina a getto che sacrifica l’autonomia a favore della velocità, rendendo questo drone efficace come un <strong>missile da crociera</strong>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento da parte delle unità d’élite decideranno le sorti delle guerre attuali e future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-kamikaze-di-mosca-cosi-i-russi-hanno-reso-piu-letale-e-versatile-lo-shahed-iraniano.html">I droni kamikaze di Mosca: così i russi hanno reso più letale e versatile lo Shahed iraniano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Leonidas: il sistema spartano nei costi che i droni li abbatte a sciami</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonidas-il-sistema-spartano-nei-costi-che-i-droni-li-abbatte-a-sciami.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 05:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="970" height="546" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D.jpeg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Leonidas AR è primo sistema a microonde ad alta potenza, capace di neutralizzare molteplici bersagli senza ricorrere al fuoco cinetico. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="970" height="546" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D.jpeg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G2WQgzTW8AA688D-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>I <strong>droni </strong>hanno ridisegnato velocemente gli <strong>equilibri tattici</strong> nei conflitti contemporanei, mettendo in crisi sistemi di difesa aerea, essenzialmente concepiti per minacce convenzionali, e non per rispondere a sciami di <em>Unmanned Aerial Vehicle</em>, siano i nuovi droni kamikaze ideati dagli iraniani, o gli sciami di quadcopter commerciali resi letali da quelle particolari modifiche che consentono di trasportare carichi esplosivi, e sono stati rielaborati in massa sul fronte ucraino. Tanto da diventare non solo una <strong>minaccia crescente</strong> ma un sistema che può decidere le sorti di un&#8217;offensiva.</p>



<p>Uno scenario così avveniristico, e in un certo senso &#8220;<em>improvviso</em>&#8220;, ha reso necessario lo sviluppo di contromisure di nuova concezione come il sistema <strong>Leonidas AR:</strong> primo sistema autonomo a microonde ad alta potenza, capace di neutralizzare molteplici bersagli senza ricorrere al fuoco cinetico. Sviluppato da <strong>Epirus </strong>insieme a <strong>General Dynamics Land Systems</strong>, il Leonidas AR &#8211; che deve il suo nome al celebre re di Sparta che si scontrò una battaglia difensiva contro forze nemiche superiori in numero &#8211; combina un’arma elettromagnetica direzionale con un veicolo robotico cingolato, o ruotato, dotato di intelligenza artificiale e progettato per muoversi su terreni complessi senza esporre al rischio del fuoco avversario gli equipaggi umani.</p>



<p>Basato su una piattaforma Trx ibrida-elettrica, il veicolo è autonomo e progettato per operazioni fuoristrada, con un&#8217;autonomia fino a 480 km per una velocità massima di 72 km/h.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In the USA, the Leonidas drone suppression system by Epirus has been developed, which uses a directed beam of ultra-high frequency waves to disable UAV electronics. <a href="https://t.co/io8g7CQJCK">pic.twitter.com/io8g7CQJCK</a></p>&mdash; Staunch (@NcryptoBroke) <a href="https://twitter.com/NcryptoBroke/status/1974326279513235626?ref_src=twsrc%5Etfw">October 4, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Attraverso il suo armamento a microonde, il sistema Leonidas può emettere un <strong>impulso concentrato</strong> in grado di &#8220;<em>bruciare</em>&#8221; l’elettronica di interi sciami di droni, dalla navigazione ai sistemi di controllo, arrestando istantaneamente la corsa dei velivoli sui loro eventuali bersagli. Stando a quanto riportato nel dettaglio, l&#8217;<strong>arma Hpm </strong>può comunque emettere raffiche di interferenze elettromagnetiche in grado di disattivare non solo l&#8217;elettronica di <strong>più droni contemporaneamente</strong>, ma i controlli software-defined consentono agli operatori di regolare le bande di frequenza, evitare sistemi amici e aggiornare le capacità da remoto, ingaggiando da &#8220;<em>uno-a-molti</em>&#8220;, rendendo la piattaforma estremamente efficiente se inquadrata in sistemi di difesa aerea basati su intercettori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sistema che fa risparmiare</h2>



<p>La dimostrazione condotta negli Stati Uniti ha fissato un punto di svolta. <strong>Il sistema ha neutralizzato tutti i droni impiegati nei vari scenari di prova</strong>, culminando con l’abbattimento simultaneo di un grande sciame di 49 quadricotteri. Per anni questo tipo di attacco a saturazione è stato considerato il <em>tallone d’Achille</em> delle difese occidentali: difficile da fermare, economicamente insostenibile da contrastare con sistemi basati su missili o munizionamento tradizionale. Il Leonidas ribalta la <strong>proporzione costo-efficacia</strong>, usando solo energia elettrica e gestione termica per ottenere un risultato che finora richiedeva mezzi costosi e numericamente insufficienti.</p>



<p>Oltre alla potenza dell’arma, il sistema introduce una<strong> nuova filosofia d’impiego</strong>. Il veicolo robotico permette operazioni in aree ad alto rischio o in ambienti saturi di guerra elettronica, mantenendo la capacità di ingaggiare bersagli multipli anche senza supporto di infrastrutture fisse. L’obiettivo è fornire una protezione mobile a convogli, basi avanzate e installazioni critiche, alleggerendo il carico dei sistemi cinetici e integrandosi con le difese a corto raggio già in servizio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The system features software-defined beam control, enabling safe zones and selective targeting. Mounted on vehicles or containers, Leonidas offers rapid deployment, low operating costs, and repeatable, non-kinetic engagement. The system will also be tested in Ukraine. <a href="https://t.co/cCCakCNo4t">pic.twitter.com/cCCakCNo4t</a></p>&mdash; InShelt (@InSheltcom) <a href="https://twitter.com/InSheltcom/status/1977109535753224569?ref_src=twsrc%5Etfw">October 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi da risolvere</h2>



<p>Come possiamo apprendere dalle considerazioni degli analisti militari, l’adozione di un’arma a microonde non elimina tuttavia alcune <strong>incognite operative</strong>. Rimangono aperti i quesiti sull’efficacia contro droni di maggiori dimensioni, dotati di elettronica schermata, e sull’impatto dell’impulso elettromagnetico in scenari complessi dove operano simultaneamente assetti amici e sistemi di comunicazione sensibili. Ma dato che la gestione dello spettro, ormai considerato da molti analisti come un vero e proprio dominio operativo, diventerà un fattore decisivo, <strong>altri sistemi</strong> per la <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-elettronica-russa-contro-la-nato-cosi-manda-a-vuoto-i-missili-occidentali-in-ucraina.html">guerra elettronica</a></strong> sosterranno lo sforzo dei sistemi a microonde completando e &#8220;<em>bolle di difesa</em>&#8221; a più livelli, come avviene con le minacce aeree convenzionali.</p>



<p>Al di là di queste incognite, è indubbio che le capacità di un sistema come il Leonidas AR avranno un notevole <strong>valore strategico</strong>. Gli americani, infatti, intendono dimostrare che la &#8220;<em>minaccia degli sciami di droni può essere neutralizzata con un approccio non cinetico e scalabile</em>&#8220;, aprendo la strada a una nuova generazione di sistemi a energia diretta. Rivolgendo un messaggio agli alleati come ai potenziali avversari che potrebbero fare largo impiego di questa temuta minaccia. Ricordando inoltre come la <strong>supremazia </strong>sul campo di battaglia di domani non si giocherà solo sulla quantità di fuoco, ma sulla capacità di controllare e <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-aerei-gulfstream-sono-quasi-pronti-per-la-guerra-elettronica.html">dominare lo spazio elettromagnetico</a> &#8211; il cosiddetto &#8220;Sesto Dominio&#8221; &#8211; attraverso i sistemi d&#8217;arma di nuova concezione.</p>



<p>I conflitti dei prossimi decenni sembrano essere destinati a scontri sempre più frequenti tra sistemi automatizzati che minacciano in ogni caso agenti umani, compresi, e non meno del passato, i civili che si trovano a ridosso degli obiettivi selezionati da chi indirizza sciami silenziosi e letali. In questo scenario il sistema Leonidas AR degli Stati Uniti promette di rispondere altrettanto silenziosamente, abbattendo con un singolo impulso la minaccia crescente dei droni armati, in una <strong>guerra del futuro</strong> che non appartiene più alla &#8220;<em>fantascienza</em>&#8220;, ma alla nuova dottrina operativa odierna.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Skorpion Strike: la task force di droni d&#8217;attacco USA in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/skorpion-strike-la-task-force-di-droni-dattacco-usa-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 01:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG.avif 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato lo schieramento di una task force di nuovi droni d’attacco in Medio Oriente. Si tratta del primo squadrone di droni unidirezionali che le forze armate americane voglio basare nella regione per rispondere e adeguarsi alle nuove minacce dei conflitti contemporanei. La nuova Task Force, denominata Skorpion Strike, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/skorpion-strike-la-task-force-di-droni-dattacco-usa-in-medio-oriente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/skorpion-strike-la-task-force-di-droni-dattacco-usa-in-medio-oriente.html">Skorpion Strike: la task force di droni d&#8217;attacco USA in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG.avif 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/251123-D-D0477-1029.JPG-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato lo schieramento di una task force di nuovi <strong>droni d’attacco</strong> in <strong>Medio Oriente</strong>. Si tratta del primo squadrone di droni unidirezionali che le forze armate americane voglio basare nella regione per rispondere e adeguarsi alle nuove minacce dei conflitti contemporanei. La nuova Task Force, denominata <strong>Skorpion Strike</strong>, è composta da droni da combattimento &#8220;Lucas&#8221; a basso costo e opererà da una località che non è stata divulgata.</p>



<p>Secondo quanto reso noto dal <a href="https://www.war.gov/News/News-Stories/Article/Article/4347258/centcom-launches-attack-drone-task-force-in-middle-east/">Dipartimento della Guerra</a>, la Task Force Scorpion Strike è stata attivata &#8220;quattro mesi dopo&#8221; che il Segretario alla Guerra <strong>Pete Hegseth</strong> aveva ordinato di accelerare l’acquisizione e l’impiego di tecnologie per droni economici. La missione della task force è fornire rapidamente ai combattenti <strong>capacità di attacco efficaci</strong> e a <strong>basso costo</strong>. Emulando, in un certo senso, i principali avversari attivi nella regione, come i ribelli Houthi dello Yemen.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/e7wPknswla">https://t.co/e7wPknswla</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/1996217608761118914?ref_src=twsrc%5Etfw">December 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A settembre il Centcom ha avviato la &#8220;<em>Rapid Employment Joint Task Force</em>&#8220;, guidata dal suo responsabile tecnico, per accelerare l’equipaggiamento delle forze dispiegate con capacità emergenti. Tale task force coordina gli sforzi di innovazione tra le componenti del servizio in tre settori: <strong>capacità</strong>, <strong>software</strong> e <strong>diplomazia tecnologica</strong>. Le attività della Task Force Scorpion Strike per la costituzione dello squadrone di droni d’attacco unidirezionali rientrano proprio nell’area “capacità” e sono condotte da personale del Comando Centrale delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti.</p>



<p>“<em>Questa nuova task force crea le condizioni per utilizzare l’innovazione come deterrente</em>”, ha dichiarato l’ammiraglio B.Cooper, vertice del Comando Centrale degli Stati Uniti . “<em>Mettere più rapidamente capacità avanzate nelle mani dei nostri combattenti dimostra l’innovazione e la forza militare statunitense, scoraggiando i malintenzionati</em>”, ha aggiunto. Attualmente nella regione del Medio Oriente sono  dislocate numerose risorse, tra cui piattaforme autonome ampia autonomia operativa come i droni armati Mq-9 Reaper e Rq-4 Global Hawk. Ai nuovi droni schierati dagli americani, spetterà un altro tipo di missione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. Central Command has unveiled Task Force Scorpion Strike, a new one way attack drone squadron in the Middle East built around LUCAS drones, a system some describe as a near one for one clone of Iran’s Shahed 136 that was apparently reverse engineered for American use.<br><br>The… <a href="https://t.co/D6T3KrCdFW">pic.twitter.com/D6T3KrCdFW</a></p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://twitter.com/Osint613/status/1996282173146505298?ref_src=twsrc%5Etfw">December 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Task Force Scorpion Strike e droni Lucas</h2>



<p>Nel comunicato, il comando statunitense sottolinea che la Task Force Scorpion Strike è stata allestita in breve tempo, per rispondere alle esigenze esposta dal nuovo <strong>Dipartimento della Guerra</strong>, il cui vertice ha ordinato la necessaria &#8220;accelerazione&#8221; per l’acquisizione e l’impiego di tecnologia per droni a prezzi accessibili, o, più semplicemente, armi a basso costo che possono essere impiegate <strong>secondo gli schemi offensivi degli avversari</strong> che operano nella regione, compresi gli <em>Armed non-state actors.</em> L’obiettivo è appunto quello di mettere rapidamente a disposizione dei militari americani delle piattaforme d’attacco economiche ed efficaci come i droni Lucas, acronimo di <strong>Low-Cost Uncrewed Combat Attack </strong>System. </p>



<p>Questi nuovi droni rappresentano un chiaro esempio di <strong><a href="https://theaviationist.com/2025/12/03/task-force-scorpion-strike-owa-drones/">reverse engineering</a></strong> sviluppato a partire da un drone <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-va-a-lezione-dal-mossad-per-abbattere-i-droni-iraniani.html">Shahed-136</a> di fabbricazione iraniana catturato dalle forze statunitensi.</p>



<p>A differenza della Russia &#8211; che ha implementato la piattarfoma Uav iraniana, sviluppando il proprio drone kamikaze <strong>Geran-2</strong>, ormai essenziale nella <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/i-droni-kamikaze-restano-elemento-essenziale-nella-strategia-2504753.html">strategia di guerra </a>adottata in Ucraina &#8211; gli Stati Uniti si sono limitate a elaborare questa <em>loitering munition</em> per un impiego veloce e flessibile sul campo, senza implementare le capacità (attualmente inferiori rispetto a quelle dello Shahed, <em>ndr</em>). I droni Lucas americani possono essere lanciati tramite catapulte, sistemi a razzo o piattaforme mobili terrestri e veicolari, ampliando notevolmente le modalità operative. Continueranno invece ad affiancare — e non sostituire — velivoli come l’<strong>MQ-9 Reaper</strong>, cui resteranno assegnate altre <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-killer-strike.html">tipi di missione</a>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/skorpion-strike-la-task-force-di-droni-dattacco-usa-in-medio-oriente.html">Skorpion Strike: la task force di droni d&#8217;attacco USA in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aerei a elica e sistemi laser: la nuova strategia per fronteggiare gli sciami di droni</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aerei-a-elica-e-sistemi-laser-la-nuova-strategia-per-fronteggiare-gli-sciami-di-droni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 05:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei spia]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-1024x606.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-600x355.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> I velivoli a turboelica sono un'opzione sempre più richiesta, specialmente per la difesa degli spazi aerei dai droni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-1024x606.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/super_tucano_4000px-600x355.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova versione del velivolo a turboelica <a href="https://www.embraer.com/defense-security-air/a-29-super-tucano/en/"> A-29 Super Tucano</a> dotata di sistemi d&#8217;arma laser per condurre <strong>missioni anti-drone</strong>, è questa la nuova scommessa di <strong>Embraer</strong>, l&#8217;azienda brasiliana che vuole rispondere alla crescente richiesta di soluzioni accessibili ed efficaci per contrastare i sistemi aerei senza pilota armati.</p>



<p>I <strong>velivoli a turboelica</strong>, dal conflitto in Ucraina agli scenari del Medio Oriente, nelle nuove prospettive nella conduzione di <strong>operazioni aeree antiguerriglia</strong> come supporto di operazioni speciali in conflitti ibridi o combattuti contro avversari non convenzionali o <em>non-armed state actor</em> che fanno anche uso di droni kamikaze, sono un&#8217;opzione sempre più richiesta, specialmente per il <strong>supporto aereo ravvicinato</strong> e per la difesa degli spazi aerei che possono essere soggetti a incursioni massicce da parte di <em>Unmanned Aerial Vehicles</em>.</p>



<p>Per queste ragioni, accanto all&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/le-forze-speciali-usa-vogliono-aerei-vecchi-per-le-guerre-nuove-ecco-perche.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OA-1K Skyraider II</a></strong> selezionato dal Comando Operazioni Speciali per le operazioni aeree degli Stati Uniti, e al <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/aerei-dattacco-leggeri-israele-anche-tel-aviv-vuole-aerei-2555301.html">L3Harris Blur Sky Warden</a></strong> che entrerà a far parte della Forza Aerea Israeliana per difendere lo spazio aereo dello Stato ebraico senza &#8220;<em>scomodare</em>&#8221; jet ad alte prestazioni ed elicotteri d&#8217;attacco, presto potrebbe comparire in altre situazioni analoghe l&#8217;A-29 Super Tucano, pensata da Embraer per portare avanti quello che è stato definito un <a href="https://www.aerotime.aero/articles/embraer-a29-super-tucano-counter-drone?utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=organic&amp;fbclid=IwY2xjawOCvJ9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA1R2hCMVZMbXkzdzJLTFJjc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHgYmXrVMdPM0k2RtCMW32LmyzGDpKj-XqyVVFljMqx5z8NZ3EGllc4X7-fzK_aem_qGHj5Vw56upl98hJ3JMAVw">nuovo concetto operativo</a>.</p>



<p>L&#8217;azienda brasiliana, che già fornisce diverse forze aeree nel mondo, tra cui molti Paesi sudamericani e africani &#8211; che erano stati presi in esame dagli Stati Uniti d&#8217;America per il programma <em>Light Attack Experimental </em>prima di scegliere il succitato Skyraider &#8211; ha pensato di trasformare il suo <strong>velivolo d&#8217;attacco leggero</strong> turboelica Super Tucano in una perfetta &#8220;<em>piattaforma anti-drone</em>&#8220;, rispondendo alla crescente domanda di una soluzione accessibile, versatile ed efficace per contrastare i sistemi aerei senza pilota armati e, in particolare, i <strong>droni kamikaze </strong>che vengono impiegati come armi di precisione guidate e richiedono l&#8217;intervento, ove la guerra elettronica non sia sufficiente, di sistemi antiaerei con munizioni estremamente costose, oppure di essere intercettati ed eliminati dai caccia ad alte prestazioni, comportando un enorme dispendio di denaro, energia e uno spreco incompatibile di risorse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Super Tucano come Killer-drone</h2>



<p>L&#8217;<a href="https://www.embraer.com/defense-security-air/a-29-super-tucano/en/">A-29 Super Tucano</a> è un velivolo a turboelica ad un&#8217;ala bassa&nbsp;con un abitacolo&nbsp;a 2 posti in&nbsp;tandem che viene abutualmente impiegato come&nbsp;addestratore intermedio&nbsp;e come <strong>velivolo d&#8217;attacco leggero</strong>&nbsp;diurno addetto a svolgere missioni di sorveglianza e antiguerriglia. Rispetto al suo predecessore, il Super Tucano è dotato di una moderna suite avionica e di nuovi e migliori sistemi di armamento in diverse configurazioni.</p>



<p>Il nuovo concetto di &#8220;Killer-drone&#8221; si basa in gran parte sui sensori e armi già integrati nell&#8217;A-29, ma sono le nuove modifiche e il <strong>nuovo pacchetto</strong> progettato Embraer che consentire agli attuali e futuri operatori di rispondere alla crescente minaccia rappresentata dei droni.</p>



<p>&#8220;<em>Le continue sfide della guerra moderna e i recenti conflitti in tutto il mondo hanno dimostrato l&#8217;urgente necessità di soluzioni per combattere i droni. L&#8217;A-29 è lo strumento ideale per contrastare i droni in modo efficace e a basso costo, aggiungendosi al già ampio ventaglio di missioni del velivolo che include supporto aereo ravvicinato, ricognizione armata, addestramento avanzato e molte altre</em>&#8220;, spiegano i vertici di Embraer, che putano molto sulla <strong>configurazione anti-drone</strong> che vuole utilizzare datalink che dovranno ricevere le coordinate iniziali del bersaglio e indirizzare il velivolo verso il target.</p>



<p>Una volta intercettato e<strong> raggiunto il bersaglio</strong>, il Super Tucano lo ingaggerà, prima attraverso un sensore elettro-ottico/infrarosso che fornirà l&#8217;identificazione, tracciamento e designazione <strong>laser</strong>, poi attraverso i sistemi d&#8217;arma di cui sarà dotato il velivolo. Il pilota e il navigatore addetto ai sistemi d&#8217;arma potranno scegliere se utilizzare razzi a guida laser, le o le mitragliatrici calibro 50 montate sulle ali per ingaggiare i droni visivamente o sotto la guida dei sensori. La moderna tecnologia potrebbe integrare i Super Tucano di ulteriori pod dotati di sistemi per la <strong>guerra elettronica</strong> ugualmente efficaci.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="578" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-494350" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-20.56.20.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un render di Embarer esprime il &#8220;nuovo concetto&#8221; del A-29 Super Tucano</em> </figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi dei turboelica nella guerra ai droni</h2>



<p>Uno dei principali vantaggi dell&#8217;A-29 Super Tucano nelle missioni anti-droni che gli verranno affidate è la velocità ridotta che un aereo leggero a turboelica può mantenere senza <em>stallare</em>. I droni kamikaze come gli <strong>Shahed-136</strong>, per fare un esempio noto, volano lentamente e a bassa quota, una caratteristica che li rende &#8220;bersagli difficili per i caccia ad alte prestazioni&#8221;. Il racconto di un pilota di <strong>F-15 Eagle </strong>dell&#8217;US Air Force intervenuto per fermare uno <strong>sciame di droni</strong> lanciati dall&#8217;Iran durante la prima rappresaglia contro Israele ha messo in evidenza la sua esperienza di combattimento, sottolineando la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/duello-i-droni-iraniani-fino-allultimo-colpo-rivelazione-2399891.html">complessità di uno scenario </a>sempre più frequente.</p>



<p>I jet moderni sono stati sviluppati per offrire prestazioni troppo elevate e difficilmente riescono a impiegare i loro cannoni per abbattere i droni; per questo devono<strong> <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-sagoma-di-un-drone-su-un-f-35-olandese-torna-la-tradizione-dei-kill-score-dei-piloti-da-caccia.html">lanciare missili aria-aria</a> </strong>da una certa distanza, con un enorme dispendio di denaro, per eliminare una minaccia economica come gli Shahed iraniani o i <strong>Geran </strong>russi. Il Super Tucano, invece, potrebbe rimanere in volo per lunghi periodi e manovrare facilmente per ingaggiare il suo &#8220;<strong>bersaglio lento</strong>&#8221; e abbatterlo con sistemi d&#8217;arma meno dispendiosi durante le sue missioni di pattugliamento persistente. Per questo, con la crescente diffusione di droni a basso costo sui campi di battaglia di Ucraina e Medio Oriente, un &#8220;vecchio&#8221; aereo a turboelica dotato di sensori all&#8217;avanguardia potrebbe rappresentare una svolta nella difesa aerea.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Sistema Amorphus, lo stratega delle armate di droni che combatteranno le guerre del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/sistema-amorphus-lo-stratega-delle-armate-di-droni-che-combatteranno-le-guerre-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 04:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="569" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY-600x333.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p> Gli Stati Uniti hanno fatto grandi passi avanti, e la nuova tecnologia che gestirà gli "sciami di droni" potrebbe essere presto una realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sistema-amorphus-lo-stratega-delle-armate-di-droni-che-combatteranno-le-guerre-del-futuro.html">Sistema Amorphus, lo stratega delle armate di droni che combatteranno le guerre del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="569" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY-600x333.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Q4ZTUTDW4ZBTXO7YKY26S6AALY-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Aria, terra, mare, spazio e cyberspazio. La <strong>guerra del futuro</strong> si combatte e combatterà in cinque domini e sempre, sempre di più verrà combattuta alla velocità istantanea dei segnali che condurranno armi autonome, siano droni dotati di intelligenza artificiale o comandati in remoto da<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-del-futuro-gli-usa-pensano-piccoli-team-specialisti.html"> team di operatori</a></strong> altamente specializzati. Questa concezione, accennata in modo superficiale, è alla base di piani complessi che puntano a lanciare<strong> </strong>in battaglia non un singolo sistema, come i droni attuali, o le future formazioni aeree composta anche di &#8220;<em><a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-gregari-come-potranno-combattere-entro-dieci-anni-i-robot-dellaria.html">loyal wingman</a></em>&#8220;, i fedeli gregari dei caccia di 6ª generazione; ma<strong> </strong>intere<strong> armate di droni interconnessi</strong> tra loro.</p>



<p>Si tratta di un progetto reale, un piano che era già stato preventivato negli anni passati e che ora non sembra molto più che semplice fantascienza. Del resto, lo ripeto spesso, &#8220;<em>Le tecnologie che ci vengono rivelate oggi come &#8220;operative&#8221; sono frutto di progetti incubati e sviluppati anche venti o trent&#8217;anni fa</em>&#8220;.</p>



<p>In questo campo gli <strong>Stati Uniti</strong>, rimasti indietro in altre <strong>corse agli armamenti</strong> &#8211; come quelli ipersonici &#8211; hanno fatto grandi passi avanti, e per il Pentagono la nuova tecnologia che gestirà gli &#8220;<em>sciami di droni a bassa larghezza di banda e alta autonomia</em>&#8221; potrebbe essere presto una realtà. Ciò consentirebbe all&#8217;Esercito degli Stati Uniti, o al Corpo dei Marines, o all&#8217;Us Navy di <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-nuovi-tecniche-dei-marines-usa-conquistare-le-spiagge-coi-robot.html">condurre operazioni</a> con piccoli team in grado di gestire simultaneamente e con la massima efficienza centinaia o anche migliaia di droni; siano essi gli <strong>Uav</strong> della prima ora, i noti aeromobili a pilotaggio remoto che hanno rivoluzionato le operazioni militari nel Medio Oriente; gli <strong>Usv</strong>, le imbarcazioni a pilotaggio remoto come come quelle ampiamente utilizzati dai commando ucraini per riequilibrare le forze nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-sono-sempre-piu-letali-ora-anche-armati-con-missili-sidewinder.html">conflitto del Mar Nero</a>; o i meno noti ma altrettanto letali <strong>Ugv</strong>, i mini-carri armati robot schierati dal Cremlino sempre sul <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/mosca-schiera-i-droni-terrestri-futuro-guerra-ucraina-2313367.html">fronte ucraino</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Delle vere &#8220;armate di droni&#8221; pensate da L3Harris</h2>



<p>Il nuovo programma di pilotaggio di <a href="https://www.defenseone.com/technology/2025/02/l3-unveils-new-low-bandwidth-high-autonomy-drone-swam-tech/402859/?oref=d1-homepage-river">sciami di droni </a>rilasciato <strong>L3Harris</strong> all&#8217;inizio di quest&#8217;anno e la serie di operazioni condotte &#8211; sul campo &#8211; attraverso nuovi sistemi d&#8217;arma condotti in remoto in campo aereo, terrestre, navale e subacqueo ci hanno aperto uno spiraglio sulle <strong>guerre convenzionali</strong> del <strong>futuro</strong>. Conflitti in cui delle vere e proprie armate di droni potrebbero confrontarsi su campi di battaglia più o meno remoti, dai confini dell&#8217;Europa all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/russia-e-nato-in-gara-per-chi-avra-i-primi-droni-in-grado-di-operare-nellartico.html">Artico</a>, dal deserto alle profondità marine. Limitando le perdite umano ma non risparmiando colpi e conseguenze letali per le vittime collaterali.</p>



<p>In questo futuro non distante, un team di forze speciali o addirittura un <strong>singolo operatore</strong> potrebbe essere in grado di controllare decine droni di tipi diversi &#8211; terrestri, navali e aerei &#8211; per svolgere operazioni di guerra più o meno complesse. A dichiararlo sono gli stessi funzionari dell&#8217;azienda statunitense che avrebbero giù svolto testo sovvenzionati dal governo. </p>



<p>Questo esaltante sviluppo arriva mentre il <strong>Pentagono</strong> si confronta con la difficoltà di gestire sciami di droni in un conflitto caratterizzato da attacchi elettromagnetici alle comunicazioni, ma anche in un momento in cui i droni sono i veri &#8220;<em>protagonisti</em>&#8221; dell&#8217;unico conflitto convenzione attivo, quello che si sta consumendo tra Russia e <strong>Ucraina</strong> che si conferma pioniera di tattica nell&#8217;uso &#8220;<em>creativo</em>&#8221; dei queste nuove armi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro degli &#8220;sciami di droni&#8221; secondo L3Harris </h2>



<p>Secondo quanto riportato da<em> DefenseOne</em>, per raggiungere la scala desiderata l&#8217;azienda sta utilizzando un approccio che riduce al minimo lo scambio di dati tra l&#8217;operatore e lo sciame, gravando ulteriormente sulle <strong>capacità di intelligence</strong> a bordo del drone. I vertici di L3Harris affermano che l&#8217;approccio utilizzato in <strong>Amorphous</strong>, prevede che &#8220;<em>droni altamente autonomi</em>&#8221; capiscano &#8220;<em>cosa stanno facendo insieme</em>&#8221; e &#8220;<em>collaborino con un input minimo da parte dell&#8217;operatore</em>&#8220;. Il risultato finale dovrebbe consegnare nelle mani del Pentagono un&#8217;architettura software in cui lo scambio di dati tra i droni e l&#8217;operatore viene ridotto all&#8217;incirca alle dimensioni di un semplice <em>Sms</em>.</p>



<p>&#8220;<em>Stiamo cercando messaggi molto sottili che non richiedano un&#8217;eccessiva larghezza di banda e non consumino un&#8217;elevata quantità di potenza di elaborazione, affinché queste piccole risorse a basso costo possano essere utilizzate e interoperare</em>&#8220;, spiegano gli sviluppatori. Secondo gli sviluppatori i droni devono &#8220;<em>capire come svolgere diversi aspetti della missione con istruzioni limitate e comunicazioni minime</em>&#8221; senza che l&#8217;operatore debba impartire istruzioni specifiche, mentre l&#8217;operatorie potrà controllare lo stato dello sciame, monitorarne i movimenti e modificare in tempo reale i compiti assegnati alle singole unità &#8220;<em>in base ai requisiti emergenti della missione</em>&#8220;.</p>



<p>Il Pentagono ha annunciato di aver assegnato contratti per la realizzazione di prototipi di software per gestire le &#8220;armate di droni&#8221; a tre aziende, Oltre alla L3Harris, la Anduril e la Swarm Aero si stanno occupando dello sviluppo. I contratti fanno parte di un programma chiamato <strong>Autonomous Collaborative Teaming</strong>, o <strong>Act</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Amorphus: il sistema che condurrà i droni in battaglia</h2>



<p>L&#8217;approccio utilizzato dal sistema Amorphous rappresenta un cambiamento importante, spiegano, rispetto al livello di &#8220;controllo&#8221; che caratterizzava le operazioni dei droni durante le operazioni statunitensi in <strong>Medio Oriente</strong>, ossia quando gli analisti e operatori si sedevano e osservavano pazientemente centinaia di ore di riprese in diretta dai droni. </p>



<p>Sebbene possano verificarsi ancora dei casi in cui un drone che opera in quello che viene definito un &#8220;<em>ambiente disconnesso, degradato, intermittente e a bassa larghezza di banda</em>&#8221; sia in grado di inviare riprese video, questa necessità sarà un più essenziale ma accessoria. Anche per via del fatto che una singolo operatore umano incaricato di gestire migliaia di droni su terra, mare e aria non potrebbe visionare una tale quantità di dati, che invece verranno <strong>processati in automatico</strong> e probabilmente &#8220;selezionati&#8221; per il loro valore.</p>



<p>L&#8217;aspetto più importante del controllo previsto per il futuro, è comunque la &#8220;<em>capacità di interrompere i processi automatizzati che non seguono le intenzioni dei comandanti</em>&#8220;. Una capacità che rimette nelle mani dell&#8217;uomo l&#8217;odine definitivo. Tema che turba e ha sempre turbato chiunque si interroghi sui rischi dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-armi-del-futuro-sono-gia-qui-e-uccidono-con-lintelligenza-artificiale.html">Intelligenza Artificiale</a></strong> e delle decisioni autonome che i sistemi d&#8217;arma, prima o poi, prenderanno in base alla loro &#8220;<em>esperienza</em>&#8221; maturata sul campo.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sistema-amorphus-lo-stratega-delle-armate-di-droni-che-combatteranno-le-guerre-del-futuro.html">Sistema Amorphus, lo stratega delle armate di droni che combatteranno le guerre del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina: decolla in giugno lo Jiutian, il primo drone che porta cento droni</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cina-decolla-in-giugno-lo-jiutian-il-primo-drone-che-porta-cento-droni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 04:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[Plaaf (People's Liberation Army Air Force)]]></category>
		<category><![CDATA[Uav]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=470399</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/avic-nine-sky-uav-china.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/avic-nine-sky-uav-china.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/avic-nine-sky-uav-china-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Si chiama "Jiutian" ed è un drone pesante capace di portare altri droni più piccoli ma anche una serie di armamenti che lo rendono multiruolo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="500" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/avic-nine-sky-uav-china.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/avic-nine-sky-uav-china.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/avic-nine-sky-uav-china-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Lo <a href="https://aviationweek.com/defense/aircraft-propulsion/chinese-nine-heavens-drone-mothership-piques-interest">scorso novembre</a> al salone aerospaziale di <strong>Zhuhai</strong>, nella <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong>, la AVIC (Aviation Industry Corporation of China) aveva presentato uno UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) da attacco pesante in grado di trasportare altri droni più piccoli: il “Jiutian”. Le immagini giunteci da Zhuhai ci avevano mostrato un grande drone con un singolo motore a turbogetto montato dorsalmente, in grado di avere carichi modulari in fusoliera, oltre che in otto punti di attacco sotto le ali.</p>



<p>Uno degli aspetti più innovativi dell&#8217;UAV “Jiutian” è il suo <strong>vano missione a nido d&#8217;ape eterogeneo</strong>, un modulo in grado di schierare in volo numerosi droni più piccoli. Questa capacità lo rende particolarmente adatto per operazioni di saturazione o di disturbo, consentendo una sorveglianza estesa e attacchi mirati in modo autonomo. Questo modulo di missione unico, una novità assoluta nel campo dei droni di grandi dimensioni, dimostra che lo “Jiutian” è stato progettato non solo per missioni di sorveglianza, ma anche per effettuare <strong>attacchi a sciame di droni</strong>, migliorandone la versatilità e l&#8217;efficacia sul campo di battaglia. </p>



<p>Oggi, <a href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/3310879/china-extend-combat-range-uavs-jiu-tian-drone-carrier-prepares-first-mission">fonti cinesi</a>, affermano che il “Jiutian” effettuerà il suo primo volo entro la fine di giugno e che AVIC ne avrebbe esteso l&#8217;autonomia, portandola sino a 7mila km o 36 ore di volo. Secondo quanto riportato, lo UAV “madre” sarebbe in grado di trasportare, nel suo vano di carico interno modulare, sino a 100 altri droni più piccoli per la ricognizione, attacco o missioni di disturbo elettronico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In tandem con i caccia</h2>



<p>Il “Jiutian”, noto anche come SS-UAV o “Nono cielo” per via della sua presunta capacità di volare ad altissima quota (15mila metri), è un velivolo che per dimensioni rivaleggia con gli <strong>RQ-4 “Global Hawk” </strong>statunitensi, e in un certo senso ne ricorda le soluzioni costruttive: il suo peso, stimato, <a href="https://economictimes.indiatimes.com/news/international/us/chinas-jiutian-ss-uav-spooks-us-challenges-its-air-superiority-but-can-it-outfly-latest-air-defenses/articleshow/121262739.cms">si aggirerebbe</a> intorno alle 15 tonnellate a pieno carico, mentre l&#8217;apertura alare sarebbe di circa 25 metri. </p>



<p>Si sa poco delle reali caratteristiche e capacità di questo UAV, ma a Zhuhai è stato osservato in mostra statica con una serie di armamenti che ne dimostrano la sua versatilità e i compiti sul campo di battaglia. Il drone, infatti, può trasportare la bomba planante LY-V501, il missile antinave KD-88 (o TL-17 nella sua versione export), il missile antiradiazioni LD-8A, e altri ordigni di precisione plananti di piccolo diametro, simili alla GBU-53/B di Raytheon. Potendo trasportare un&#8217;ampia gamma di sensori di sorveglianza, munizioni e equipaggiamento per la guerra elettronica, il “Jiutian” si posizione come un <strong>UAV multiruolo avanzato</strong> in grado di raccogliere informazioni e sferrare attacchi di precisione in ambienti ostili restando il più possibile al di fuori della bolla di massimo pericolo come testimonia l&#8217;ampia integrazione di bombe plananti di ogni tipo e di missili da crociera. </p>



<p>L&#8217;integrazione di sistemi radar e ottici avanzati ne migliora ulteriormente la consapevolezza situazionale, <strong>rendendolo potenzialmente una risorsa efficace in operazioni ad alto rischio.</strong> Inoltre, la sua <a href="https://www.thedefensenews.com/news-details/China-Unveils-Jiutian-SS-UAV-as-a-Potent-Rival-to-US-RQ-4-And-MQ-9-Drones/">vantata </a>capacità di operare in tandem coi caccia di quinta generazione, come il <strong>J-20</strong>, e con i sistemi di missili balistici, fornirebbe un pacchetto completo di potenziale aereo moderno, in grado quindi di esercitare una pressione sostenuta sugli avversari, raccogliendo al contempo informazioni in tempo reale.</p>



<p>Oggettivamente, se le prestazioni divulgate fossero confermate, non siamo davanti a un drone pensato e progettato per condurre operazioni nell&#8217;intorno marittimo della Repubblica Popolare (ad esempio Taiwan), ma per effettuare <strong>missioni in profondità nel Pacifico</strong>, coprendo settori che arrivano e comprendono Guam, le Filippine, l&#8217;interezza del Mar Cinese Meridionale e, ovviamente l&#8217;arcipelago nipponico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un salto di qualità</h2>



<p>La ricerca tecnologica verso <strong>sistemi <em>stand-off</em> </strong>(bombe plananti e vettori da crociera) dimostra il cambio di mentalità dell&#8217;apparato militare cinese, ormai consapevole che le accoppiate UAV/sistemi <em>stand-off</em> e caccia di quinta generazione/sistemi <em>stand-off</em> siano necessarie per imporre la superiorità aerea nel teatro indo-pacifico contrastando i sistemi di difesa aerea avversari. In particolare, l&#8217;attenzione verso sistemi antinave, antiradiazioni e da attacco al suolo, rileva il salto di qualità verso la programmazione di operazioni di <strong>interdizione in profondità</strong>, sia sul mare sia a terra. Non si tratta solamente di missioni di “contro-bolla A2/AD” ma di missioni che delineano una postura rivolta a un <em>first strike</em> convenzionale e alla distruzione delle linee di rifornimento nemiche. </p>



<p>Dall&#8217;inizio degli anni 2000, la RPC ha investito massicciamente nella ricerca e nello sviluppo della tecnologia UAV, lanciando programmi come le serie <strong>Wing Loong</strong> e <strong>Caihong</strong>, che si sono gradualmente guadagnati una solida reputazione sul <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-quali-sono-e-di-chi-sono-i-droni-in-uso-nei-paesi-africani.html">mercato internazionale</a>. All&#8217;inizio degli anni 2010, l&#8217;Esercito Popolare di Liberazione ha intensificato gli sforzi per produrre droni ad alta resistenza, ispirati alle prestazioni dei droni americani RQ-4 e MQ-9, per soddisfare le proprie esigenze di sorveglianza a lungo termine e attacchi di precisione. Nel 2017, il rapido sviluppo della serie Wing Loong II ha dimostrato <strong>l&#8217;efficacia tecnologica cinese nei droni multiruolo</strong>, supportata anche dalle esperienza maturate nei Paesi esteri utilizzatori come Emirati Arabi Uniti, Egitto e Arabia Saudita che li hanno impiegati per missioni di ricognizione e attacco. Avere dei riscontri da parte di Paesi che hanno usato i droni di fabbricazione cinese in battaglia ha fatto fare alla RPC un salto qualitativo nella produzione e soprattutto esperienza per quanto riguarda le modalità di impiego, rafforzando nel contempo la loro reputazione sul mercato internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-decolla-in-giugno-lo-jiutian-il-primo-drone-che-porta-cento-droni.html">Cina: decolla in giugno lo Jiutian, il primo drone che porta cento droni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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