Skip to content
Difesa

Dalla Turchia alla Cina: le navi porta-droni come strumento di proiezione di potenza

Navi porta-droni. Cosa ci dice la scelta di Turchia e Repubblica Popolare Cinese di mettere in servizio queste particolari unità navali.

Il drone, intendendo lo UAV (Unmanned Air Vehicle) di dimensioni medio/piccole, ha rivoluzionato il campo di battaglia terrestre nei conflitti convenzionali e asimmetrici, come dimostrato e dimostrabile da quanto osservato nella guerra in Ucraina e nella crisi del Mar Rosso. Essendo annoverato tra le tecnologie “dirompenti”, soprattutto in quanto passibile di vedere installato un certo grado di intelligenza artificiale, lo UAV oggi non è più appannaggio di forze aeree e terrestri, ma viene visto anche dalle forze navali come uno strumento che va a integrare le proprie capacità, ampliandole in alcuni importanti settori, come la situational awareness, l’ASW, l’ASuW e l’EW.

L’impiego di piccoli UAS (Unmanned Air System) – anche in forma di elicottero – è già da tempo in corso di sperimentazione e integrazione a bordo di unità navali di superficie, date le dimensioni contenute di questi assetti particolari, ma esistono Paesi che guardano agli UAV in modo diverso e stanno dimostrando di voler utilizzare UAV medio/grandi in modo simile a quanto avviene coi cacciabombardieri imbarcati.

I due casi più eclatanti sono dati dalla Turchia e dalla Repubblica Popolare Cinese, che per motivi diversi – come vedremo a breve – sono i primi due Paesi al mondo che hanno messo in servizio – o sono prossimi a farlo – due unità navali in grado di imbarcare questi particolari assetti.

La Turchia, da circa due anni, ha in servizio l’Anadolu, un’unità a metà tra la nave da assalto anfibio e la portaerei che ha lo stesso disegno della spagnola “Juan Carlos I”. Si tratta di una nave di medio tonnellaggio (tra le 24 e le 26mila tonnellate di dislocamento) che originariamente era stata pensata per essere una normale LHD (Landing Helicopter Dock) e poi, con la partecipazione turca al programma JSF (Joint Strike Fighter), diventata una portaerei per la versione B dell’F-35, con l’allungamento del ponte di volo e aggiunta di ski-jump. L’esclusione turca dal programma, determinata dalla scelta di Ankara di acquistare i sistemi da difesa aerea russi S-400, ha portato la marina turca a convertire un’altra volta l’unità nella prima nave porta-droni al mondo, grazie all’integrazione di UAV di fabbricazione nazionale a bordo. L’”Anadolu” può infatti imbarcare i droni Bayraktar TB3 e Kizilelma, disegnati e costruiti specificatamente per essere impiegati sull’unità navale.

La diversa concezione cinese

La Repubbica Popolare Cinese, invece, ha varato da poco una nuova unità simile – per concetto – a quella turca, battezzata Sichuan della classe Type 076. Anche in questo caso la nave è ufficialmente una LHD ma attrezzature di bordo e dislocamento ne fanno una nave da assalto anfibio dalle spiccate capacità portaerei, o in questo caso, porta-droni. Il “Sichuan” è lungo circa 255 metri con un dislocamento di 50mila tonnellate, ma soprattutto è la prima unità da assalto anfibio al mondo a essere dotata di ponte di volo con catapulta elettromagnetica (EMALS). L’unità è stata varata a dicembre 2024 e ha appena concluso, il 16 novembre, le sue prime prove in mare durate circa tre giorni.

L’unica EMALS a bordo è pensata per poter lanciare principalmente due tipologie di UAV/UCAV cinesi: il GJ-21, versione navale del GJ-11 “Sharp Sword”, e probabilmente anche il WZ-7. Il GJ-21 è un UCAV, ovvero uno UAV da combattimento, ad ala volante con caratteristiche stealth capace di circa 2mila kg di carico bellico in stiva. La PLAN (People’s Liberation Army Navy) prevede di utilizzare droni di questo tipo anche dalla portaerei “Fujian” e dalla nuova Type 004 che è attualmente ai lavori di costruzione, quindi la decisione di dotare la LHD “Sichuan” di catapulta per droni implica che la marina cinese stia acquisendo capacità di Amphibious Ready Group (ARG) simile a quello statunitense.

Prima di addentrarci meglio in questa rivoluzione per la PLAN, è bene sottolineare come invece la Turchia abbia optato per una nave porta-droni per ampliare le sue capacità aeree imbarcate in senso stretto, avendo come riferimento strategico l’area del Mediterraneo e del Corno d’Africa, regolandosi come una media potenza regionale senza eccedere nella capacità di azione di lunghissimo raggio. Soprattutto, il connubio “Anadolu”- UAV nasce da una necessità contingente data dall’esclusione di Ankara dal programma F-35 e dalla volontà di aumentare le capacità del proprio strumento navale.

La RPC, invece, punta decisamente a investire risorse in uno strumento marittimo più globale per cercare di rivaleggiare le capacità della U.S. Navy. La nuova portaerei di classe Type 004 sarà infatti la prima a propulsione nucleare, mentre già il “Fujian”, con le sue dimensioni e capacità di bordo, si pone a un livello superiore rispetto alle portaerei “Liaoning” e “Shandong”. L’adozione di UAV e UCAV a bordo del “Sichuan”, secondo chi scrive, rappresenta una soluzione particolare per avere capacità di attacco e proiezione di potenza anfibia a lungo raggio anche senza considerare che l’EMALS, potenzialmente, potrebbe lanciare i cacciabombardieri pilotati in servizio nella PLAN (come il nuovo J-35), ma non è chiaro ancora la modalità di arresto dei velivoli all’appontaggio. Quello che è certo è che la PLAN sta sviluppando molto le sue capacità di assalto anfibio e questa tipologia di unità, la prima della sua classe, sarà sicuramente il perno intorno a cui ruoterà il futuro ARG della marina cinese al pari delle statunitensi classe America o della vecchia classe Wasp.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.