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Guerra

I droni kamikaze di Mosca: così i russi hanno reso più letale e versatile lo Shahed iraniano

I droni d'attacco russi ora montano sistemi missilistici antiaerei portatili, nella speranza di abbattere i caccia ucraini.

La comparsa di un drone russo Geran-2, il derivato implementato della loitering munition o di fabbricazione iraniana Shahed-136, armato con un sistema missilistico antiaereo portatile, comunemente chiamato MANPADS, è la chiara dimostrazione che anche Mosca, per certi versi, sta affinando la tecnica ed elaborando droni armati sempre più efficaci e letali.

Nelle scorse settimane l’analista H.I. Sutton ha condotto un piccolo studio sui diversi tipi di droni sviluppati dai russi per condurre la loro strategia del terrore a “basso costo” contro gli avversari ucraini, che si sono distinti nell’uso pionieristico di droni economici fin dall’inizio del conflitto e hanno rivoluzionato la guerra navale nel Mar Nero attraverso i loro famigerati UAS del tipo Magura e Sea Baby.

Il sistema missilistico antiaereo portatile notato il 4 gennaio sulla sezione superiore di un drone d’attacco russo Geran-2, probabilmente installato per contrastare l’aviazione ucraina che va a “caccia di droni” con i preziosi aerei da combattimento forniti dagli occidentali, è la dimostrazione che, dopo lo sviluppo del drone esca Gerbera, un altro tipo di ala volante che viene impiegato per attirare e distrarre le difese antiaeree da veri sciami di droni d’attacco a lungo raggio, i russi stanno facendo progressi tattici.

Dopo lo sviluppo di sistemi di guida attraverso l’uso di Sim card e telefoni cellulari per sfuggire alla guerra elettronica opposta dai difensori e sfuggire al disturbo del segnale Gps che guida i droni ai loro bersagli, questa modifica sembra una trappola che spera di attirare a se un prezioso bersaglio, come un caccia F-16 Fighting Falcon o un Mirage 2000, o uno dei MiG-29 che ancora servono le forze aeree di Kiev, per poi metterlo di fronte a una minaccia inaspettata: un missile antiaereo a ricerca di calore sparato da un drone apparentemente inoffensivo per un caccia. Altri Geran-2 sarebbero stati modificati per trasportare un missile aria-aria R-60M.

I sistemi missilistici antiaerei portatili, o MANPADS, sono progettati per distruggere bersagli aerei a bassa quota come elicotteri, aerei, droni e missili da crociera. Queste armi possono essere equipaggiate con vari tipi di munizioni, tra cui testate a guida termica, a guida laser o a controllo manuale. In questo caso si tratta di un 9K333 Verba, sviluppo delle linee Igla-S e Igla, con una gittata dichiarata fino a 6,0-6,4 km e un’altitudine fino a 3,5-4,5 km.

Questi nuovi droni sono dotati di una nuova telecamera posteriore e di un modem radio. Il lancio del missile trasportato dal drone viene effettuato dal pilota del drone, che lo controlla dal territorio russo. Rendendolo molto insidioso e capace di contrastare davvero i droni intercettori e gli aerei ucraini. I soldati che hanno messo le mani sul relitto di questo esemplare hanno chiesto ai piloti dell’aviazione militare di “prendere atto dell’emergere di una nuova minaccia. Dovreste evitare di avvicinarvi al drone in rotta di collisione e prestare maggiore attenzione a chi si trova in cerchio“, ha dichiarato uno specialista ucraino.

Questa piattaforma sviluppata dagli iraniani e ora prodotta in serie nella Zona Economica Speciale di Alabuga, in Russia, sembra prestarsi a un’ampia gamma di modifiche e miglioramenti che, secondo Sutton, ha già prodotto numerose varianti per compito, sistema di navigazione e testate esplosive che la armano. Qui viene prodotto anche il Geran-3, variante spinta da una turbina a getto che sacrifica l’autonomia a favore della velocità, rendendo questo drone efficace come un missile da crociera.

Lo sviluppo di tecnologie militari d’avanguardia e il loro schieramento da parte delle unità d’élite decideranno le sorti delle guerre attuali e future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti è parte del nostro sforzo quotidiano. Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro, abbonati oggi!

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