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La sagoma di un piccolo drone disegnata sotto l’abitacolo di un caccia multiruolo F-35 della Koninklijke Luchtmacht, la Regia Aeronautica Militare dei Paesi Bassi, è la conferma dell’abbattimento di un drone russo nei cieli della Polonia?

Il fatto che un F-35A Lightning II del 313° squadrone “Tiger” dell’aeronautica olandese abbia esibito il suo primo “kill mark” o “kill score” di un misterioso drone ha spinto gli analisti a ipotizzate che la marcatura della “vittoria” sia strettamente collegata all’intercettazione e conseguente abbattimento di uno degli UAV che hanno violato lo spazio aereo della Nato durante l’incursione che ha interessato i cieli della Polonia nella notte del 9 settembre 2025.

Già nelle scorse settimane era stato reso noto che alcuni caccia F-35 della Forza aerea olandese erano “entrati in azione” in supporto dei caccia polacchi per identificare la minaccia. Un aereo comando e controllo Saab 340 Aew&C aveva partecipato e coordinato l’operazione.

Un drone facilmente riconoscibile

La sagoma del drone esibita dall’F-35 ricorda molto quella di un drone suicida iraniano Shahed-136, ora prodotto anche dalla Federazione Russa, dove è noto con il nome di Geran-2. La sua sagoma è inoltre compatibile con quella dei nuovi droni esca denominati Gerbera: i droni multiuso russi appositamente sviluppati per condurre voli di ricognizione e trasmissione di segnali, per sviare i radar e le difese aeree del settore interessato alle operazioni che coinvolgono gli sciami di droni russi impiegati come munizioni circuitanti e “aumentarne la resilienza contro la guerra elettronica“, e non solo.

Stando a quanto riportato dal sito Defense News – che cita fonti ufficiali – nella notte tra il 9 e il 10 settembre “tre droni sono stati abbattuti da aerei Nato” e “almeno altri otto si sono schiantati in Polonia“. Il caccia avrebbe utilizzato un missile Aim-120 Amraam pochi istanti prima che il drone attraversasse la Polonia centrale, segnando la prima vittoria aria-aria confermata da un F-35 operato da una forza aerea europea. I Paesi Bassi hanno confermato che gli F-35 della loro aeronautica sono stati coinvolti nelle operazioni e impiegati per intercettare e abbattere alcuni di questi droni, senza specificarne il numero o la tipologia.

La tradizione di “marcare le vittorie”

Quella di marcare le proprie vittorie personali su un aereo da caccia è una vecchia tradizione dei piloti da combattimento che risale alla Seconda guerra mondiale. Se durante il Primo conflitto mondiale i piloti avevano l’abitudine di atterrare o recarsi nei pressi del relitto avversario per privarlo delle insegne o di altre parti emblematiche, come eliche e mitragliatrici da esibire come simbolo della vittoria, la pericolosità di questo gesto, e l’allargarsi del campo di battaglia e della capacità degli aerei da combattimento, li ha gradualmente costretti a limitarsi nel segnare le vittorie con delle “kill score”. Segni che simboleggiava gli avversari abbattuti durante una sortita che sono via via comparsi sotto l’abitacolo (come nel caso dell’F-35 sopracitato) o sulla coda dell’aereo.

I piloti alleati erano soliti disegnare delle piccole croci patenti o delle svastiche inclinate per segnare ogni aereo tedesco abbattuto. I piloti tedeschi, a loro volto, segnavano le loro vittorie con delle “tacche” sulla coda. Ogni tacca era sormontata dalla coccarda dell’aereo avversario che avevano abbattuto: una coccarda blu e rossa se era inglese, una stella bianca in campo blu se era americano, una stella rossa se era sovietico. Sui caccia schierati nel Pacifico spiccavano invece delle piccole bandiere con il Sole Nascente per ogni aereo giapponese abbattuto.

I piloti sovietici segnavano ogni vittoria con una semplice stella rossa. Lo stesso tipo di kill score che useranno gli americani per tutta la durata della Guerra Fredda. È interessante notare come i bombardieri simboleggiassero il numero delle loro missioni, e non quello degli abbattimenti, con tacche e simboli di piccole bombe. Gli aerosiluranti, soprattutto quelli tedeschi impegnati nella “battaglia dell’Atlantico”, ma non solo, segnavano le sagome delle navi che avevano affondato, riportando anche la cifra del tonnellaggio. Gli aerei da attacco al suolo spesso hanno segnato le sagome dei carri armati distrutti.

Nuovi tipi di guerra, nuovi simboli

L’evoluzione dei conflitti aerei e degli armamenti impiegati ha portato un sostanziale cambiamento in questo simbolismo“.

Il terminare dell’era dei duelli aerei – gli ultimi abbattimenti registrati sono avvenuti durante la Guerra del Vietnam, sulle Falkland e nella guerra tra Iran e Iraq – ha riservato maggiore spazio all’impiego delle bombe guidate, e l’esordio della guerra elettronica ha assistito alla comparsa di nuovi simboli per segnalare i risultati ottenuti nelle missioni EW.

La sagoma di un piccolo uomo attraversato da un fulmine sotto l’abitacolo di E/A-18 dell’Us Navy(nella foto), quella dei droni o dei missili da crociera abbattuti, fino alla singolare kill score che riportava la sagoma di un F-22 sotto l’abitacolo di un caccia Typhoon tedesco, segno di una vittoria durante simulazione di guerra in esercitazione, ci mostrano quanto la tradizione delle kill score sia rimasta viva nel tempo. Come l’ego dei piloti da combattimento, che fin dagli albori della guerra aerea sempre fanno bella mostra delle loro temerarie imprese.

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