Una nuova versione del velivolo a turboelica A-29 Super Tucano dotata di sistemi d’arma laser per condurre missioni anti-drone, è questa la nuova scommessa di Embraer, l’azienda brasiliana che vuole rispondere alla crescente richiesta di soluzioni accessibili ed efficaci per contrastare i sistemi aerei senza pilota armati.
I velivoli a turboelica, dal conflitto in Ucraina agli scenari del Medio Oriente, nelle nuove prospettive nella conduzione di operazioni aeree antiguerriglia come supporto di operazioni speciali in conflitti ibridi o combattuti contro avversari non convenzionali o non-armed state actor che fanno anche uso di droni kamikaze, sono un’opzione sempre più richiesta, specialmente per il supporto aereo ravvicinato e per la difesa degli spazi aerei che possono essere soggetti a incursioni massicce da parte di Unmanned Aerial Vehicles.
Per queste ragioni, accanto all’OA-1K Skyraider II selezionato dal Comando Operazioni Speciali per le operazioni aeree degli Stati Uniti, e al L3Harris Blur Sky Warden che entrerà a far parte della Forza Aerea Israeliana per difendere lo spazio aereo dello Stato ebraico senza “scomodare” jet ad alte prestazioni ed elicotteri d’attacco, presto potrebbe comparire in altre situazioni analoghe l’A-29 Super Tucano, pensata da Embraer per portare avanti quello che è stato definito un nuovo concetto operativo.
L’azienda brasiliana, che già fornisce diverse forze aeree nel mondo, tra cui molti Paesi sudamericani e africani – che erano stati presi in esame dagli Stati Uniti d’America per il programma Light Attack Experimental prima di scegliere il succitato Skyraider – ha pensato di trasformare il suo velivolo d’attacco leggero turboelica Super Tucano in una perfetta “piattaforma anti-drone“, rispondendo alla crescente domanda di una soluzione accessibile, versatile ed efficace per contrastare i sistemi aerei senza pilota armati e, in particolare, i droni kamikaze che vengono impiegati come armi di precisione guidate e richiedono l’intervento, ove la guerra elettronica non sia sufficiente, di sistemi antiaerei con munizioni estremamente costose, oppure di essere intercettati ed eliminati dai caccia ad alte prestazioni, comportando un enorme dispendio di denaro, energia e uno spreco incompatibile di risorse.
Il Super Tucano come Killer-drone
L’A-29 Super Tucano è un velivolo a turboelica ad un’ala bassa con un abitacolo a 2 posti in tandem che viene abutualmente impiegato come addestratore intermedio e come velivolo d’attacco leggero diurno addetto a svolgere missioni di sorveglianza e antiguerriglia. Rispetto al suo predecessore, il Super Tucano è dotato di una moderna suite avionica e di nuovi e migliori sistemi di armamento in diverse configurazioni.
Il nuovo concetto di “Killer-drone” si basa in gran parte sui sensori e armi già integrati nell’A-29, ma sono le nuove modifiche e il nuovo pacchetto progettato Embraer che consentire agli attuali e futuri operatori di rispondere alla crescente minaccia rappresentata dei droni.
“Le continue sfide della guerra moderna e i recenti conflitti in tutto il mondo hanno dimostrato l’urgente necessità di soluzioni per combattere i droni. L’A-29 è lo strumento ideale per contrastare i droni in modo efficace e a basso costo, aggiungendosi al già ampio ventaglio di missioni del velivolo che include supporto aereo ravvicinato, ricognizione armata, addestramento avanzato e molte altre“, spiegano i vertici di Embraer, che putano molto sulla configurazione anti-drone che vuole utilizzare datalink che dovranno ricevere le coordinate iniziali del bersaglio e indirizzare il velivolo verso il target.
Una volta intercettato e raggiunto il bersaglio, il Super Tucano lo ingaggerà, prima attraverso un sensore elettro-ottico/infrarosso che fornirà l’identificazione, tracciamento e designazione laser, poi attraverso i sistemi d’arma di cui sarà dotato il velivolo. Il pilota e il navigatore addetto ai sistemi d’arma potranno scegliere se utilizzare razzi a guida laser, le o le mitragliatrici calibro 50 montate sulle ali per ingaggiare i droni visivamente o sotto la guida dei sensori. La moderna tecnologia potrebbe integrare i Super Tucano di ulteriori pod dotati di sistemi per la guerra elettronica ugualmente efficaci.

Vantaggi dei turboelica nella guerra ai droni
Uno dei principali vantaggi dell’A-29 Super Tucano nelle missioni anti-droni che gli verranno affidate è la velocità ridotta che un aereo leggero a turboelica può mantenere senza stallare. I droni kamikaze come gli Shahed-136, per fare un esempio noto, volano lentamente e a bassa quota, una caratteristica che li rende “bersagli difficili per i caccia ad alte prestazioni”. Il racconto di un pilota di F-15 Eagle dell’US Air Force intervenuto per fermare uno sciame di droni lanciati dall’Iran durante la prima rappresaglia contro Israele ha messo in evidenza la sua esperienza di combattimento, sottolineando la complessità di uno scenario sempre più frequente.
I jet moderni sono stati sviluppati per offrire prestazioni troppo elevate e difficilmente riescono a impiegare i loro cannoni per abbattere i droni; per questo devono lanciare missili aria-aria da una certa distanza, con un enorme dispendio di denaro, per eliminare una minaccia economica come gli Shahed iraniani o i Geran russi. Il Super Tucano, invece, potrebbe rimanere in volo per lunghi periodi e manovrare facilmente per ingaggiare il suo “bersaglio lento” e abbatterlo con sistemi d’arma meno dispendiosi durante le sue missioni di pattugliamento persistente. Per questo, con la crescente diffusione di droni a basso costo sui campi di battaglia di Ucraina e Medio Oriente, un “vecchio” aereo a turboelica dotato di sensori all’avanguardia potrebbe rappresentare una svolta nella difesa aerea.
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