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Le forze della Nato, come quelle della Russia, stanno cercando di sviluppare dei droni in grado di operare nell’Artico, regione in cui si sta generando una crescente tensione e competizione tra grandi potenze globali, e dove le condizioni climatiche estreme, nonostante il riscaldamento globale e il progressivo scioglimento dei ghiacci che sono alla base della “corsa” alle nuove rotte all’Artico, possono influire negativamente su batterie e i sistemi di navigazione, limitandone portata ed efficienza.

Come tutti ormai sanno, i droni, nelle loro versioni aeree, navali e subacquee, stanno rivoluzionando la guerra e ogni tipo di operazione militare , sia offensiva che difensiva o di sorveglianza. Per questo motivo le potenze occidentali, così come quelle orientali, sono impegnate da anni nello sviluppo di Unmanned Aerial Vehicle in grado di sopportare le rigide temperature del Circolo Polare Artico. Dove la competizione geopolitica si sta intensificando come conseguenza dello scioglimento dei ghiacci che apriranno nuove rotte e daranno accesso a giacimenti di materie prime essenziali per l’economia di Stati Uniti, Russia, Cina e diversi attori regionali. E dove tutte le grandi potenze stanno aumentando la propria presenza militare.

I droni “polari”

Secondo quanto riportato dal Business Insider, gli analisti militari hanno già preso in considerazione il ruolo cruciale che i droni destinati all’Artico svolgeranno in qualsiasi operazione militare.

Il Pentagono ha infatti dichiarato che intende affidarsi alle tecnologie senza pilota per monitorare le minacce regionali e resistere a temperature che possono raggiungere i -40 gradi centigradi, mantenendo prestazioni e capacità. In un ambiente ostile come quello artico, i problemi di comunicazione che influiscono negativamente sui segnali Gps impiegati dagli operatori per condurre il drone e la capacità delle batterie che alimentano il sistema, che risentono gravemente del freddo e riducono drasticamente l’autonomia dei droni comuni, rappresentano le principali criticità.

Una sfida tra Russia e Nato

In un rapporto del 2024 rilasciato dal Center for Strategic and International Studies, è stato affermato che il numero di droni che verranno schierati in futuro nell’Artico conterà quanto è contato nel conflitto in Ucraina. Il conflitto in cui si è verificata la prima guerra di droni della storia. Per tale ragione i Paesi occidentali dovrebbero dare una “certa priorità” allo sviluppo dei droni polari, e non dovranno badare solo “qualità” dei sistemi, ma anche alla capacità di produrli e schierarli su vasta scala.

Nella corsa per rafforzare la propria presenza nell’Artico e integrare nuove tecnologie per i droni, alcuni Paesi occidentali stanno stringendo strette collaborazioni per testare e sviluppare nuovi sistemi, mentre attori regionali come la Danimarca e la Norvegia sono già impegnati nella pianificazione e nel lancio di “operazioni congiunte” di ricognizione con droni a lungo raggio del tipo MQ-4C Triton. Sistemi Uav statunitensi, progettati per la sorveglianza ad alta quota e considerati “tra i pochi droni di fabbricazione occidentale in grado di operare efficacemente nelle condizioni artiche“.

Gli analisti occidentali sono intimoriti dalle capacità avanzate della Russia che “lavora su droni omologati per l’Artico da più tempo degli Stati Uniti“, e dei suoi partner, e che potrebbe essere già in grado di monitorare con droni di sorveglianza amabili la rotta del Mare del Nord che collega Europa e Asia.

L’Esercito russo ha già schierato in Ucraina dei sistemi come l’S-70 Okhotnik, un drone delle dimensioni di un aereo dotato di “tecnologie segrete” che può essere impiegato sia per missioni di attacco che di sorveglianza, e secondo quanto riferito è stato “testato in condizioni artiche“.

Il confronto strategico tra Est e Ovest si è ormai spostato anche sull’Artico, dove il riscaldamento globale sta aprendo nuove rotte che tutti vogliono controllare. La Nato e la Russia, in particolare, si stanno sfidando sui mari ghiacciati. Vuoi vedere come, e chi è in testa in questa rischiosa gara? Unisciti a noi, scopri InsideOver!

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