Anche la componente aerea del Corpo dei Marines degli Stati Uniti avrà il suo “gregario fedele”. Northrop Grumman ha annunciato di essersi aggiudicata il contratto per sviluppare il velivolo da combattimento collaborativo destinato alla Marine Air-Ground Task Force: si tratta dell’XQ-58A Valkyrie, drone già noto per il suo impiego sperimentale come loyal wingman e ora destinato a entrare in una nuova fase operativa.
Il programma, noto come Marine Air-Ground Task Force Uncrewed Expeditionary Tactical Aircraft , punta a rafforzare le capacità dei caccia F-35B dei Marines attraverso l’impiego di piattaforme senza pilota definite “rischiose”: assetti progettati per operare in ambienti altamente contestati, assumendo compiti che sarebbe troppo costoso o pericoloso affidare a velivoli con equipaggio. Sebbene il Valkyrie sia stato originariamente sviluppato da Kratos, sarà Northrop Grumman a curarne l’evoluzione per le esigenze specifiche del Corpo dei Marines. L’azienda integrerà sensori avanzati, il pacchetto software autonomo Prism e amplierà le linee di produzione, adattando il drone al concetto di loyal wingman in grado di operare in stretta cooperazione con i caccia di quinta generazione.
L’obiettivo dei droni gregari e dell’intero piano di sviluppo e schieramento di queste piattaforma nel quadro di una nuova strategia è quello di fornire e cambiare sopravvivenza, connettività, letalità e supporto alle forze aeree imbarcate sulle sono navi d’assalto anfibio dei Marines e in generale agli aerei da combattimento della United States Marine Corps Aviation, la componente aerea del Corpo dei Marines che vola sugli F-35, sugli F/A-18 e, attualmente, sugli AV-8 Harries II.
L’interesse dei Marines per il Valkyrie nasce all’interno del programma Force Design, che mira a ripensare struttura e capacità del Corpo in funzione di un confronto ad alta intensità che contempla avversari dotati di forze militari regolari armati con armi convenzionali di un pari livello tecnologico, come ad esempio la Repubblica Popolare Cinese nel teatro indo-pacifico. In uno scenario caratterizzato da grandi distanze, infrastrutture limitate e dalla minaccia dei sistemi d’attacco a lungo raggio dell’Esercito Popolare di Liberazione e della sua Marina, la capacità di operare da piste corte e di coprire fino a 3.000 miglia nautiche renderebbe il XQ-58 un “moltiplicatore di forza ideale” nel supporto degli F-35 Lightning II che opererebbero dalle basi avanzate dei Marines.
Lo sviluppo dei “fedeli gregari”
Configurazione convenzionale, con una fusoliera lunga 8 metri con ali a freccia in posizione centrale e impennaggi a V, il Valkyrie può raggiungere una velocità di 1000 km/h e ha un’autonomia stimata a poco meno di 4000 chilometri. Nelle due stive ventrali, che consentono di mantenere una bassa osservabilità sui radar insieme alla posizione nel reattore, può trasportare un carico offensivo che attualmente si stima possa comprendere due bombe Joint Direct Attack Munition o due bombe GBU-39 Small Diameter Bomb.
Il Corpo dei Marines ha già sperimentato il Valkyrie in diverse esercitazioni. Nel 2022 ha ricevuto due esemplari nell’ambito del programma “Marine Corps Penetrating Affordable Autonomous Collaborative Killer”, che ha contribuito a definire i requisiti del Marine Air-Ground Task Force Uncrewed Expeditionary Tactical Aircraft. I primi voli operati direttamente dai Marines risalgono al 2023, mentre nel 2024 e nel 2025 l’integrazione del drone è proseguita attraverso esercitazioni congiunte e dimostrazioni operative. Il piano di aviazione del Corpo per il 2025 ha confermato la priorità assegnata al teaming tra piattaforme con e senza pilota, indicando come obiettivo la consegna di un prodotto minimo vitale pronto all’impiego.
L’ingresso di una piattaforma come Valkyrie nella dottrina dei Marines è conferma di una tendenza più ampia, che coinvolge anche Aviazione e Marina degli Stati Uniti, entrambe impegnate in investimenti differenti, ma significativi, nel campo dei Collaborative Combat Aircraft. Quelli che abbiamo imparato a definire “Fedeli Gregari”. Secondo gli analisti, nel futuro delle forze aeree è sempre più orientato su flotte ibride che comprenderanno velivoli di nuova generazione pilotati da equipaggi umani, e droni autonomi che, con la loro intelligence artificiale e la loro connettività condivideranno dati, obiettivi e sopratutto i rischi delle missioni che saranno svolte in spazi aerei ostili. Segnando un importante passo verso il combattimento aereo del XXI secolo, di cui anche la componente aerea dei Marines sarà parate.
Lo sviluppo di tecnologie militari d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti è parte del nostro sforzo quotidiano. Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro, abbonati oggi!
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

