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	<title>covid Archives - InsideOver</title>
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	<title>covid Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;annus horribilis della Cina: perché la sua economia è davvero a rischio</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lannus-horribilis-della-cina-perche-la-sua-economia-e-davvero-a-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 05:43:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trasporti pubblici chiusi a Pechino" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;economia cinese è &#8220;resiliente, ha un ampio potenziale e ampi margini di manovra e i suoi fondamentali positivi a lungo termine non cambieranno&#8221;. Xi Jinping, parlando al vertice Sco di Samarcanda, in Uzbekistan, ha rassicurato la platea e, indirettamente, il mondo intero. La Cina, ha aggiunto il presidente cinese, &#8220;darà un forte slancio alla stabilizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lannus-horribilis-della-cina-perche-la-sua-economia-e-davvero-a-rischio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lannus-horribilis-della-cina-perche-la-sua-economia-e-davvero-a-rischio.html">L&#8217;annus horribilis della Cina: perché la sua economia è davvero a rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trasporti pubblici chiusi a Pechino" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>economia cinese</strong> è &#8220;resiliente, ha un ampio potenziale e ampi margini di manovra e i suoi fondamentali positivi a lungo termine non cambieranno&#8221;. <strong>Xi Jinping</strong>, parlando al <strong>vertice Sco</strong> di Samarcanda, in Uzbekistan, ha rassicurato la platea e, indirettamente, il mondo intero. La <strong>Cina</strong>, ha aggiunto il presidente cinese, &#8220;darà un forte slancio alla stabilizzazione e alla ripresa dell&#8217;economia mondiale e offrirà maggiori opportunità di mercato ad altri Paesi&#8221;.</p>
<p>Al netto di qualsiasi rassicurazione, i dati nudi e crudi fotografano una realtà che si discosta da quella immaginata dalle autorità cinesi. Tra i continui – e rigidissimi – lockdown anti Covid, la crisi del mercato immobiliare e le turbolenze internazionali, nel secondo trimestre il <strong>Pil</strong> della Repubblica Popolare è cresciuto di appena lo 0,4%. L&#8217;economia cinese si sta forse indebolendo, dopo essere entrata in un circolo vizioso che metterà a rischio la tenuta del Paese?</p>
<p>Una lettura del genere sarebbe sicuramente troppo estrema. L&#8217;economia cinese si è indebolita ma, da qui a mettere in discussione il futuro del Dragone, la distanza è ancora tanta. Certo è che l&#8217;anno<strong> 2022</strong>, nel calendario cinese l&#8217;anno della Tigre, teoricamente caratterizzato da cambiamenti inaspettati e sviluppi imprevedibili, intenso e senza mezze misure, può fin qui essere definito l&#8217;<strong><em>annus horribilis</em></strong> della Cina. Il governo cinese ha di fatto rinunciato a vari obiettiviche si era prefissato per quest&#8217;anno, in primis assistere ad una crescita del Pil pari al 5,5%.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html"><strong>Chi è Xi Jinping</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/storia/samarcanda-e-lasia-centrale-sono-tornati-al-centro-del-mondo.html"><strong>Samarcanda e l&#8217;Asia centrale sono tornati al centro del mondo</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lorganizzazione-per-la-cooperazione-di-shangai.html"><strong>Cos&#8217;è la Sco</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>La Zero Covid Policy: lockdown e blocchi</h2>
<p>L&#8217;attività delle imprese e dei consumatori nella seconda economia più grande del mondo è stata ostacolata innanzitutto dalla<strong> Zero Covid Policy</strong> sposata da Pechino, una politica di prevenzione sanitaria che ha generato lunghi blocchi in dozzine di città, costringendo molte attività a chiudere e milioni di cittadini a restare nelle proprie abitazioni. Ancora oggi i leader cinesi sono restii a invertire la politica, forse – è una delle ipotesi in circolazione &#8211; per paura di scatenare una crisi più grande.</p>
<p>&#8220;La Cina non ha mai effettivamente convissuto con il Covid come il resto del mondo. Quindi ci sarebbe un <strong>caos economico</strong> se il virus dovesse improvvisamente dilaniare il Paese&#8221;, ha dichiarato Jacob Gunter, analista senior presso il Mercator Institute for China Studies (MERICS) a <em>DW</em>.</p>
<h2>La crisi immobiliare</h2>
<p>La Cina deve poi affrontare la <strong>crisi immobiliare</strong>, o quanto meno la sua ombra. La recente repressione del governo sui debiti dei promotori immobiliari ha infatti innescato un <strong>crollo</strong> immobiliare spingendo uno dei più grandi costruttori del Paese, Evergrande, sull&#8217;orlo del fallimento. Chi aveva acquistato immobili ha smesso di pagare mutui sugli appartamenti incompiuti, mentre i prestiti bancari per l&#8217;acquisto delle case sono diminuiti per la prima volta in un decennio.</p>
<p>Nel secondo trimestre dell&#8217;anno, la quantità di superficie abitabile nel Paese è diminuità di quasi la metà rispetto all&#8217;anno precedente, a conferma dell&#8217;enorme rallentamento nell&#8217;attività di costruzione. Le vendite di case sono invece diminuite del <strong>40%</strong>. Questo terremoto ha danneggiato tutti: governo, imprese e privati. Il motivo è semplice, visto che il calo dei prezzi delle attività dell&#8217;immobiliare ha colpito un settore, quello immobiliare appunto, che vale da solo quasi il <strong>30% del pil cinese</strong>.</p>
<h2>La disoccupazione in crescita</h2>
<p>A luglio, la <strong>disoccupazione giovanile</strong> in Cina ha raggiunto il <strong>19,9%</strong>, secondo gli ultimi dati diffusi dall&#8217;Ufficio nazionale di statistica del Paese. Si tratta del tasso più alto da quando Pechino ha iniziato a pubblicare l&#8217;indice nel gennaio 2018. In quel periodo, il tasso era pari al 9,6%. Altri confronto sul quale vale la pena riflettere: nel 1999, meno di 1 milione di persone si sono laureate in un college in Cina. Quest&#8217;anno, un record di 10,7 milioni di nuovi laureati è entrato nel mercato del lavoro cinese. Il problema più grande è che molti di loro avranno serie difficoltà a trovare un lavoro.</p>
<h2>Clima estremo</h2>
<p>Se alla disoccupazione giovanile aggiungiamo anche il <strong>clima estremo</strong>, ci troviamo di fronte ad una sorta di tempesta perfetta. Negli ultimi mesi, infatti, la Cina è stata colpita da <strong>ondate di caldo</strong> record e <strong>siccità</strong>. A detta degli esperti, questo fenomeno combinato ha il potenziale per minacciare la sicurezza alimentare, energetica ed economica del Paese.</p>
<p>Il clima estremo, che ha colpito più duramente la provincia sudoccidentale del Sichuan, è durato più di 70 giorni, facendo segnare la peggiore ondata di caldo del Paese dall&#8217;inizio della registrazione, avvenuta nel 1961. Le temperature del Sichuan hanno superato i 43 gradi Celsius, mentre a Beibei le temperature sono salite fino a 45 gradi. A rischio sono la produzione agricola, la sicurezza energetica e l&#8217;economia, nonché il generale senso di stabilità che ha accompagnato l&#8217;ascesa economica della Cina.</p>
<h2>Previsioni mancate e rimedi</h2>
<p>La Cina dovrà accontentarsi di una crescita del Pil di circa il <strong>3,3%</strong>. Nel secondo trimestre la crescita su base annua è scesa allo 0,4%, nel peggior risultato dal 2020. Altre stime sono evaporate come neve al sole: le vendite al dettaglio si sono fermate al 2,7% (contro le previsioni del 5%), gli investimenti fissi al 5,7% (e non al 6,2%), la produzione industriale al 3,8% (e non al 4,3%). Bene, invece, le esportazioni. Nonostante la Cina non sia più la fabbrica del mondo, l&#8217;<strong>export</strong> è aumentato del 18%, contro le aspettative degli esperti che ipotizzavano un aumento del 15%.</p>
<p>Come fare per dare una scossa all&#8217;economia? Puntare sulle <strong>infrastrutture</strong>. Secondo quanto riportato da <em>Bloomberg</em>, la Cina ha intenzione di investire in <strong>megaprogetti green</strong> che, da qui ai prossimi anni, comprenderanno treni ad alta velocità, dighe, canali d&#8217;acqua e città verdi. Per quanto riguarda le cifre sul tavolo, si parla di qualcosa come <strong>mille miliardi di dollari</strong> di fondi governativi.</p>
<p>Giusto per fare qualche esempio, il <strong>South-North Water Transfer</strong> è un tunnel che dovrebbe portare l&#8217;acqua dalle Tre Gole, sul Fiume Azzurro, allo Hubei, lungo un percorso di 200 chilometri. I lavori sono iniziati a luglio. Da menzionare, poi, la <strong>città ecologica di Songya</strong>, il parco industriale <strong>Qingdao Integrated Circuit Park</strong>, pensato per supportare il settore dei semiconduttori, lo sviluppo di <strong>ferrovie</strong>, strade e autostrade &#8211; con l&#8217;obiettivo di portare il sistema ferroviario da 40 a 70mila chilometri e costruire 58mila chilometri di superstrade entro il 2035 – e la costruzione di <strong>impianti solari</strong> ed <strong>eolici</strong>. Nel breve termine questi progetti dovrebbero portare occupazione e raffreddare gli animi. Nel lungo periodo, spera Pechino, trasformare in meglio il Paese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Quando entri nei centri sei nelle mani di Dio&#8221;: cosa succede davvero a Shanghai</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 05:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1536x960.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-2048x1280.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando la pandemia è esplosa a Shanghai non c’è mai stato un vero lockdown. Ora è tutto diverso. Gli abitanti della città nel 2020 potevano uscire, andare a lavorare e prendere i mezzi pubblici. “Adesso è dal primo aprile che io non posso uscire. Sono blindato in casa e controllano che nessuno esca”, racconta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html">&#8220;Quando entri nei centri sei nelle mani di Dio&#8221;: cosa succede davvero a Shanghai</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1536x960.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-2048x1280.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da quando la pandemia è esplosa a <strong>Shanghai</strong> non c’è mai stato un vero lockdown. Ora è tutto diverso. Gli abitanti della città nel 2020 potevano uscire, andare a lavorare e prendere i mezzi pubblici. “Adesso è dal primo aprile che io non posso uscire. Sono blindato in casa e controllano che nessuno esca”, racconta a <em>InsideOver</em> Guido Roma, veterinario che vive in città.</p>
<p>Il regolamento prevede che con un solo positivo nel compound, si debba aspettare 14 giorni prima di essere liberati. “Noi viviamo nel terrore di avere un <strong>tampone positivo</strong>, perché poi comunque ti vengono a prendere”, afferma Roma. Se un test molecolare, di solito svolto nei cortili dei compound uno alla volta scortati dalla polizia, o un antigenico rapido, che viene consegnato a casa e del quale bisogna riportare il risultato con fotografie annesse, risulta positivo, vengono contattati e a quel punto parte una chiamata in cui si avvisa che stanno andando a prenderli e di farsi trovare in strada. &#8220;A quel punto sei nelle mani di Dio&#8221;. E in quel momento si spera solo in due risultati negativi ai test, la sola salvezza per poter uscire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-353442 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-634x1024.jpeg" alt="Quarantine protocol" width="634" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-634x1024.jpeg 634w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-186x300.jpeg 186w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-768x1240.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1.jpeg 946w" sizes="auto, (max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
<p>Ancora più kafkiana è la storia di Alessandro Pavanello, 31 anni e business director di un’azienda musicale, che racconta a <em>InsideOver</em> con una videochiamata che agli inizi di marzo hanno costretto le persone a sottoporsi a tamponi abbastanza regolarmente, perché per poter andare a lavoro, o ad esempio in palestra, era necessario essere in possesso di un molecolare negativo ogni due giorni. &#8220;Poi il 26 marzo mi hanno mandato un antigenico a casa che è risultato positivo. Il mio primo test positivo risulta dal 29 di marzo. Poi me ne hanno fatto uno il 2 aprile, sempre positivo. Un antigene il 5 di aprile, risultato questa volta negativo. E poi sono stato portato in questo centro di isolamento a Shanghai il 10 aprile alle 2:00 di mattina. Adesso sono qua da ormai 5 giorni. Per uscire da questo posto ho bisogno di due tamponi negativi. E poi comincerà un iter di cui purtroppo non conosco bene i dettagli e non so quanto durerà&#8221;.</p>
<h2>Dentro un centro di isolamento</h2>
<p>In un tour all’interno del <strong>capannone dell’Expo</strong>, Alessandro mostra le condizioni in cui si è trovato. Brandine da campeggio, scomode, soprattutto per gli anziani. Luci perennemente accese. Di notte vengono spente parzialmente e su alcune “stanze” rimangono accese h 24, rendendo difficile quel minimo di riposo a loro concesso. Quando arriva ogni “ospite” riceve una bacinella e un asciugamano. E questo gli deve bastare per lavarsi. Mancano le docce. Tutti dormono ad un metro e mezzo/due di distanza l’uno dall’altro. È un contesto poco igienico, in cui positivi asintomatici si trovano a contatto ravvicinato costantemente.</p>
<p>Per qualcuno la vita procede come al solito, sono liberi di vagare all’interno della struttura. C’è chi balla, chi fa esercizio fisico o passeggia nel cortile. I giovani non sono contenti, ma le condizioni di questo centro in particolare sono migliori rispetto ad altre a Pudong ad esempio. I più anziani, invece, sembrerebbero essere felici di trovarsi lì, per loro ricevere tre pasti al giorno è molto importante.</p>
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<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_qfFdhqpfZdI");</script></p>
<p>Le condizioni che Alessandro ci ha mostrato sono quasi &#8220;accettabili&#8221;, rispetto ad altre immagini in cui, invece, si rivelano tragiche: bagni intasati, latrine maleodoranti e non pulite da nessuno. Non di rado in alcuni centri piove dentro mentre in altri casi si hanno testimonianze di scatole di cartone adibite a letto. Le condizioni igieniche disastrose di alcuni posti vengono spesso riprese in filmati che circolano per qualche ora sui social, ma che improvvisamente spariscono.</p>
<p>Chi si trova in quarantena, da un punto di vista lavorativo è in malattia. Vista la situazione singolare, il governo ha deciso che verranno pagati al 100% del loro stipendio nei giorni in cui dovranno stare in quarantena. Anche questo viene visto come un fattore positivo per le persone che sono costrette a rimanere in questi centri. Roma, invece, sostiene che &#8220;il problema principale è che se puoi lavorare da casa puoi continuare a fare il tuo lavoro, ma ci sono persone come per esempio me, io sono veterinario, e purtroppo non posso lavorare da casa. Sono sostanzialmente due settimane che io sono qui a casa che non posso fare niente&#8221;. Non si tratta solo di un problema effettivo di impossibilità lavorativa, ha anche un impatto a livello psicologico.</p>
<p>Giravano video in cui si vedevano bimbi con tute da adulto che camminavano spaesati e salivano su pulmini per essere portati negli ospedali dove venivano raggruppati tutti i bambini. Fortunatamente c’è stata però una mobilitazione e al momento permettono ai genitori di restare con i bambini.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&quot;Viviamo nel terrore di avere un tampone positivo&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/wWsx8Ji_Ozw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2></h2>
<p>In città la situazione resta critica. Ci sono voci riguardo droni che portano cibo negli appartamenti. I rifornimenti procurati dalle autorità cinesi non sono sufficienti per sfamare una famiglia, che deve organizzarsi diversamente. Per i singoli e soprattutto per gli stranieri risulta molto difficile, quasi impossibile. “Bisogna alzarsi molto presto la mattina e provare a vedere se ci sono delle disponibilità da parte di supermercati e negozi, altrimenti si rimane tutto il giorno senza la possibilità di ordinare”, spiega ancora Pavanello.</p>
<h2>Scelta sanitaria o mossa politica?</h2>
<p>Sopraggiunge la domanda sul perché sia stata attuata una politica così drastica solo adesso, dopo due anni in cui diversi sono stati gli scenari a cui abbiamo assistito in tutto il mondo al fine di contrastare i contagi. La loro politica <strong>tolleranza zero </strong>ha reso impossibile la vita di moltissime persone in tutta la Cina già da marzo 2020. &#8220;Io, per esempio, sono tre anni che non torno a casa. Se lasciavo il paese il visto mi veniva annullato. Ho amici che sono tornati a casa e ora hanno problemi con i documenti per tornare qui&#8221;, racconta Roma. Nonostante sia stata una politica ferrea, qualche caso ancora veniva registrato. Si trattava di 2/3 casi al giorno. Poi è arrivata la variante Omicron. La prassi finora è stata chiudere tutto. Nessuno entrava e nessuno usciva dalla città. Questa variante pare si sia rivelata un nemico molto più forte di quanto si aspettavano: i casi sono aumentati in modo esponenziale, arrivando ad oltre 20.000 asintomatici.</p>
<p>Spinti dalla paura e dalla voglia di mettere un punto a questa situazione, sono riusciti a pensare ad una sola soluzione: ammassare i positivi in spazi chiusi, sperando che il problema si risolvesse da solo. Il governo centrale ha assunto il controllo della situazione, richiamando infermieri, medici, operatori sanitari che erano nell’esercito per gestire la situazione a Shanghai. Roma sostiene che la situazione &#8220;non sta migliorando e non sappiamo quanto durerà questa cosa&#8221;. E qui riecheggiano le parole &#8220;vediamo come va&#8221;.</p>
<p>Alessandro sostiene che sia una scelta dettata dalla politica. &#8220;Non esiste alcun tipo di logica, loro hanno deciso che vogliono avere zero casi, la <em><strong>zero covid policy</strong></em>, in Cina. Il problema di questo contesto è che è stato poco ben pensato. È successo tutto all’improvviso e hanno dovuto adattarsi nella maniera che loro hanno ritenuto più idonea&#8221;.</p>
<p>In merito alla soppressione degli animali domestici, Roma conferma che &#8220;al momento si sa che non c’è nessuna dimostrazione che gli animali trasmettano il virus all’uomo. Gli animali a contatto con infetti possono prendere il virus, anche se il rischio è basso, ma non è stato dimostrato che a loro volta possano trasmettere ad altre persone. Purtroppo loro questo o non lo sanno o lo ignorano, ma ci sono dei video che io per scelta ho deciso di non guardare. Mi sento male a guardarli&#8221;. Studi internazionali dimostrano che gli animali non possono passare il virus all’uomo, &#8220;non so neanche io perché lo facciano, però probabilmente l’obiettivo è eliminare ogni possibilità dove può esserci il virus ed è probabilmente per questo che lo fanno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ha senso?&#8221; si chiede Roma, &#8220;perché loro fanno tutti questi tamponi alla ricerca del positivo, ma la maggioranza sono tutti asintomatici. C’è gente che manifesta solo un lieve raffreddore e loro prendono tutti questi positivi e li portano in questi centri, in questi hangar&#8221;.</p>
<h2>Una presa di coscienza</h2>
<p>Guido Roma racconta della sua sensazione che la gente si stia stancando e prendendo consapevolezza del fatto che si tratti di una gestione che non sta portando risultati. &#8220;L’ho capito qualche giorno fa quando nella chat del gruppo ci hanno detto alle 11 di sera che avremmo dovuto fare il Covid test questa sera. Nella chat qualcuno ha risposto &#8220;no io non vengo a farlo adesso, facciamo domani&#8221; e questa è una cosa che per un cinese…a loro basta che gli si dica “tu fai questo a quest’ora qui” e loro fanno questo a quell’ora lì. Perché sono abituati così. È un regime, quindi devono obbedire a quello che gli viene detto. Io vedo che però si stanno stancando. E lo capisco perché sono due settimane che succede tutto questo. Stanno cominciando a farsi delle domande&#8221;.</p>
<p>Anche Alessandro ci conferma la sensazione di Guido. &#8220;Sicuramente ha cambiato la prospettiva di noi stranieri che viviamo qui, ma anche di qualche cinese. Io personalmente mi sono sentito privato della mia dignità di essere umano. Mentre i cinesi non lo so con certezza come si sono sentiti ad essere trattati così. Per loro è la prima volta che la Cina fa qualcosa di così drastico. Noi lo sappiamo che qui la libertà è abbastanza limitata. È limitato quello che si può dire ed è limitato in qualche modo anche quello che si può fare. Però essere portati via dalle proprie case ed essere portati in un centro così… spero che abbia cambiato la mentalità di qualche persona in Cina. Ma lo vedremo col tempo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html">&#8220;Quando entri nei centri sei nelle mani di Dio&#8221;: cosa succede davvero a Shanghai</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa sappiamo sui tamponi acquistati dalla Cina prima della pandemia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cosa-sappiamo-sui-tamponi-acquistati-dalla-cina-prima-della-pandemia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 04:13:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Wuhan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si intitola Procuring for a Pandemic: An Assessment of Hubei Province PCR Procurement Contracts, ed è il titolo di uno studio realizzato dalla società australiana di sicurezza informatica Internet 2.0. Tutti i riflettori sono puntati su questo paper, improvvisamente balzato agli onori delle cronache internazionali per il suo contenuto. Un contenuto che potrebbe rimettere in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cosa-sappiamo-sui-tamponi-acquistati-dalla-cina-prima-della-pandemia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cosa-sappiamo-sui-tamponi-acquistati-dalla-cina-prima-della-pandemia.html">Cosa sappiamo sui tamponi acquistati dalla Cina prima della pandemia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/tamponi-wuhan-Agenzia_Fotogramma_IPA26430567-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si intitola<em> Procuring for a Pandemic: An Assessment of Hubei Province PCR Procurement Contracts</em>, ed è <a href="https://internet2-0.com/whitepaper/procuring-for-a-pandemic/">il titolo di uno studio</a> realizzato dalla società australiana di sicurezza informatica Internet 2.0. Tutti i riflettori sono puntati su questo paper, improvvisamente balzato agli onori delle cronache internazionali per il suo contenuto. Un contenuto che potrebbe rimettere in discussione l&#8217;<strong>origine temporale</strong> della pandemia di <strong>Covid-19</strong>.</p>
<p>Già, perché i dati analizzati nella ricerca ipotizzano che il coronavirus si stesse diffondendo a <strong>Wuhan</strong>, in Cina, all&#8217;inizio dell&#8217;<strong>autunno 2019</strong> se non addirittura in <strong>estate</strong>. Ricordiamo che l&#8217;allarme Covid è arrivato dalla capitale della provincia dello Hubei <a href="https://it.insideover.com/societa/wuhan-dai-primi-casi-allapocalisse.html">a cavallo tra il dicembre 2019 e il gennaio 2020</a>, quando la situazione era ormai insostenibile. Prima di allora erano emerse notizie di una strana polmonite di origine sconosciuta <a href="https://it.insideover.com/societa/la-mappa-segreta-del-mercato-cosa-e-successo-davvero-a-wuhan.html">collegata al mercato ittico di Huanan</a>, situato nel cuore della metropoli cinese. Le autorità avevano chiuso e sanificato il mercato, rassicurando sul fatto che quel virus non fosse in grado di trasmettersi da uomo a uomo.</p>
<p>Le informazioni iniziali, in parte frammentate e in parte mancanti, non hanno fatto altro che ritardare i tempi di reazione della macchina organizzativa cinese. Basti pensare che l&#8217;epidemiologo <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/zhong-nanshan-leroe-della-sars-che-ha-combattuto-il-covid.html">Zhong Nanshan</a>, una sorta di eroe nazionale, ha ammesso alla tv pubblica la trasmissione del virus tra esseri umani soltanto il <strong>21 gennaio</strong>, diciotto giorni dopo la prima morte accertata per Covid-19. Qualche ora più tardi Pechino imporrà il lockdown totale di Wuhan e dell’intera provincia dello Hubei. Nel frattempo 5 milioni di cittadini avevano lasciato Wuhan per incontrare i propri cari, contribuendo a diffondere il coronavirus ovunque.</p>
<h2>L&#8217;acquisto record di test anti Covid</h2>
<p>La storia potrebbe (il condizionale è quanto mai doveroso) essere un po&#8217; diversa da come ci è stata raccontata. In particolare, e tornando alla ricerca australiana, c&#8217;è un dettaglio che ha fatto drizzare le antenne agli esperti. Ben prima che emergessero i primi rapporti ufficiali di Covid-19, la spesa per i test utilizzati per rilevare il coronavirus nella provincia dello Hubei è aumentata vertiginosamente. Per quale motivo le autorità locali avrebbero dovuto acquistare ingenti quantità di <strong>test</strong>, senza che vi fosse la necessità di impiegarli?</p>
<p>La risposta che hanno provato a dare gli autori del paper è semplice: il virus si stava diffondendo nell&#8217;estate del 2019 molto prima di finire sotto i riflettori del governo cinese. Calcolatrice alla mano, la vendita di test usati per rilevare la presenza di virus specifici, come i coronavirus (ma non solo quelli), è schizzata alle stelle, passando dai 29,1 milioni di yuan del 2017 ai 36,7 milioni del 2018 ai 67,4 (<strong>14,3 milioni di dollari</strong>) del 2019. Lo studio ha inoltre riscontrato &#8220;acquisti notevoli, significativi e anormali nel 2019 di apparecchiature PCR&#8221; a Wuhan da parte del People’s Liberation Army Airborne Army Hospital,<a href="https://it.insideover.com/reportage/scienza/pandemia-ricerche-e-segreti-la-vera-storia-dietro-al-laboratorio-wuhan.html"> dell&#8217;Istituto di virologia di Wuhan</a>, della Wuhan University of Science and Technology e dei centri dei distretti della provincia di Hubei per il controllo e la prevenzione delle malattie.</p>
<p>C&#8217;è una <strong>discrepanza</strong> notevole, nell&#8217;ordine di mesi e mesi, visto che la Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha segnalato il primo gruppo di casi il 31 dicembre 2019. Il 5 gennaio, l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato il suo primo avviso sui contagi, mentre gli esperti Oms non si sono recati in Cina fino al 20 gennaio, dopo aver consultato Pechino sulla questione.</p>
<h2>Domande, dubbi, ipotesi</h2>
<p>Che la cronologia sulle origini spaziali e temporali del Covid sia alquanto torbida è un dato di fatto innegabile. Ancora oggi la comunità scientifica non è riuscita a individuare da dove è arrivato il Sars-CoV2 né come ha fatto a diffondersi così rapidamente. Capire per lo meno la tempistica potrebbe aiutare gli scienziati a diradare qualche ombra, ma anche qui ci sono tantissime domande e ben poche risposte, contornate da speculazioni e indiscrezioni non confermabili sul campo. C&#8217;è poi da tenere presente un altro aspetto, ovvero che i rapporti tra Cina e <strong>Australia</strong> sono tesissimi e che il paper australiano potrebbe attivare la leva della propaganda anti Pechino.</p>
<p>In ogni caso, la ricerca sostiene che &#8220;molto probabilmente&#8221; la pandemia è iniziata molto prima di quanto la Cina non abbia informato l&#8217;Oms sul Covid. Per confermare l&#8217;ipotesi, l&#8217;analisi di Internet 2.0 ha confrontato i dati dello Hubei con un campione di controllo dei dati prelevato da tutta la Cina. È emersa una strana controtendenza sull&#8217;<strong>acquisto</strong> di test usati anche in chiave anti Covid. Il rapporto afferma inoltre che l&#8217;aumento della spesa non è stato riscontrato nei mesi tradizionalmente ad alta spesa per la ricerca.</p>
<p>Questo significa che il Covid era già presente a Wuhan senza che nessuno ne fosse a conoscenza o che le autorità sapevano della presenza di un nuovo virus e stavano quindi studiando una nuova malattia umana? Difficile credere alla seconda pista; molto più probabile, ma non certa, la prima.</p>
<p>Diversi esperti sostengono tuttavia che il paper di Internet 2.0 non sia sufficiente per trarre conclusioni del genere. Intanto perché il test PCR, impiegato da diversi decenni, sta crescendo in popolarità poiché è diventato un metodo standard per testare gli <strong>agenti patogeni</strong> di ogni tipo. Inoltre, strumenti simili sono usati nei laboratori per testare moltissimi altri virus. In quello stesso periodo, infine, Pechino stava facendo i conti con un focolaio di <strong>peste suina africana</strong>.</p>
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		<title>I farmaci anti Covid più promettenti: quali sono e quando arriveranno</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/i-farmaci-anti-covid-piu-promettenti-quali-sono-e-quando-arriveranno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 05:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="farmaci vaccini covid" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-1024x694.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-768x520.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-1536x1041.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-2048x1388.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I vaccini non saranno l&#8217;unica arma in grado di sconfiggere il Covid. Sembrerà strano dirlo, e forse pure un po&#8217; scontato, ma accanto ai nomi in codice dei vari composti sviluppati da Pfizer-BioNTech, Johnson &#38; Johnson e Moderna, troviamo una lista sempre più lunga di promettenti cure che, in tempi non lontanissimi, potranno essere utilizzate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/i-farmaci-anti-covid-piu-promettenti-quali-sono-e-quando-arriveranno.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="farmaci vaccini covid" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-1024x694.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-768x520.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-1536x1041.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/farmaci-covid-2048x1388.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I <strong>vaccini</strong> non saranno l&#8217;unica arma in grado di sconfiggere il <strong>Covid</strong>. Sembrerà strano dirlo, e forse pure un po&#8217; scontato, ma accanto ai nomi in codice dei vari composti sviluppati da <a href="https://it.insideover.com/societa/pfizer-vaccino-efficace-al-90.html">Pfizer-BioNTech</a>, Johnson &amp; Johnson e Moderna, troviamo una lista sempre più lunga di promettenti cure che, in tempi non lontanissimi, potranno essere utilizzate per &#8220;fiaccare&#8221; il Sars-CoV-2.</p>
<p>Sia chiaro: un&#8217;arma non può e non deve escludere l&#8217;altra, almeno non ancora e non in questa fase. Poter contare su validi vaccini, i cui effetti sulla riduzione delle ospedalizzazioni <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-regno-unito-scatta-il-freedom-day-via-le-restrizioni-anti-covid.html">sono ben visibili nei grafici relativi ai Paesi con i tassi di vaccinazione più elevati</a>, deve essere l&#8217;ancora alla quale aggrapparsi. Poi, solo quando <strong>test</strong> e <strong>sperimentazioni</strong> avranno fornito buoni risultati, allora potremo iniziare a integrare vaccini e cure o – perché no – magari affidarci anche solo a uno spray o un farmaco, proprio come accade con la banale influenza.</p>
<p>Al momento, è bene ribadirlo, non esistono ancora cure approvate e riconosciute capaci di sostituirsi al vaccino. C&#8217;è però un enorme cartello di &#8220;lavori in corso&#8221; a indicare che la <strong>comunità scientifica</strong> è al lavoro per fornire quanto prima nuove frecce alla faretra di armi anti Covid (<a href="https://it.insideover.com/scienza/il-segreto-della-variante-delta.html">varianti incluse)</a>. Cerchiamo di fare un po&#8217; di ordine, passando in rassegna le cure contro il coronavirus più promettenti fino ad oggi.</p>
<h2>Sperimentazioni in corso</h2>
<p>Non è vero che non esistono <strong>cure anti Covid</strong>. Gli scienziati hanno trovato piste interessanti, che tuttavia richiedono di essere analizzate nella loro interezza prima di poter cantare vittoria. Detto in altre parole, esistono farmaci potenzialmente validi nella lotta contro il coronavirus, ma questi si trovano ancora in fase di sperimentazione (seppur, in certi casi, avanzata). Altri sono invece in via di sviluppo, e potrebbero volerci mesi se non anni prima di trovarli in commercio.</p>
<p>L&#8217;importante è che i pazienti – e con loro l&#8217;<strong>opinione pubblica</strong> – non si lascino abbindolare da fantomatiche cure propagandate su web e social network da bizzarri esperti. Al contrario, bisogna pazientare ancora un po&#8217; per vedere all&#8217;opera diversi trattamenti antivirali giunti in avanzata fase di sperimentazione clinica. Il conto alla rovescia è cominciato. Molnupiravir, PF-07321332, PF-07304814 e uno spray Synairgen: sono questi i nomi dei quattro farmaci anti Covid più caldi e promettenti.</p>
<h2>I quattro farmaci più promettenti</h2>
<p>Partiamo dal primo, <strong>Molunapiravir</strong>, definito profarmaco, ovvero una molecola che, dopo essere stata processata dalle cellule umane, si trasforma in un principio attivo. Questo, come ha spiegato lo scienziato Enrico Bucci sul <a href="https://www.corriere.it/salute/21_settembre_29/cure-anti-covid-piu-promettenti-non-si-trovano-social-e811c0ee-212e-11ec-924f-1ddd15bf71fa.shtml?refresh_ce">Corsera</a>, viene poi incorporato dal genoma dei virus a Rna nel loro cosiddetto processo di replica, causando &#8220;errori di copia letali&#8221;. Inizialmente usato per l&#8217;influenza, Molnupiravir è stato giudicato promettente anche per arginare il Covid. Le sperimentazioni sono arrivate alla terza fase, i cui risultati sono attesi entro la fine dell&#8217;anno. In caso di fumata bianca, potrebbe essere il primo <strong>antivirale orale</strong> contro il Sars-CoV-2, dovrà essere assunto all&#8217;insorgere dei primissimi sintomi, così da alleggerire la gravità della malattia.</p>
<p>Pfizer è invece all&#8217;opera con <strong>PF-07321332</strong>, un inibitore di proteasi virale per tutti i betacoronavirus, cioè la famiglia della quale fa parte anche il nostro Sars-CoV-2. Poche settimane fa è iniziato lo studio clinico di fase 3; i risultati sono previsti per l&#8217;inizio del 2022. Certo è che l&#8217;impronunciabile composto targato Pfizer dovrà eventualmente essere usato assieme all&#8217;antivirale Ritonavir nei pazienti sintomatici prima della loro ospedalizzazione. Pfizer sta analizzando anche <strong>PF-07304814</strong>, un profarmaco inibitore di proteasi arruolato, in un primo momento, contro la Sars. Gli studi sono fermi alla fase 2 e potrebbe volerci più tempo. Stiamo comunque parlando di un trattamento per via endovenosa dedicato ai pazienti con sintomi più seri.</p>
<p>Arriviamo, infine, allo <strong>spray</strong> realizzato da Synarigen, azienda inglese che ha da poco avviato la fase 3 per un farmaco molto interessante. Si tratta di uno spray di interferone beta che, una volta assunto per via inalatoria, raggiunge i polmoni per ostacolare gli effetti del virus. Promettente contro i pazienti con sintomi non troppo severi; risultati attesi per il 2022.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/i-farmaci-anti-covid-piu-promettenti-quali-sono-e-quando-arriveranno.html">I farmaci anti Covid più promettenti: quali sono e quando arriveranno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Fine delle restrizioni e niente Green Pass: ecco il &#8220;modello svedese 2.0&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/fine-delle-restrizioni-e-niente-green-pass-ecco-il-modello-svedese-2-0.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 08:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il Covid-19 in Svezia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-2048x1344.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non aveva posto limitazioni di alcun tipo neppure durante le prime due ondate di Covid, quando la tempesta coronavirus si stava abbattendo con un&#8217;intensità mai vista su tutta l&#8217;Europa. Perché mai la Svezia avrebbe dovuto tradire il suo modus operandi proprio adesso, ora che i contagi sono in calo e il tasso di vaccinazione è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/fine-delle-restrizioni-e-niente-green-pass-ecco-il-modello-svedese-2-0.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il Covid-19 in Svezia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Covid-in-Svezia-2048x1344.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non aveva posto limitazioni di alcun tipo neppure durante le prime due ondate di Covid, quando la tempesta coronavirus si stava abbattendo con un&#8217;intensità mai vista su tutta l&#8217;Europa. Perché mai la <strong>Svezia</strong> avrebbe dovuto tradire il suo modus operandi proprio adesso, ora che i contagi sono in calo e il tasso di vaccinazione è alle stelle? È una domanda retorica, perché Stoccolma sta continuando a seguire la sua road map, figlia di un modello di lotta al coronavirus sui generis, o per lo meno ben diverso da quello in vigore nel resto del Continente.</p>
<p>La Svezia è il Paese industrializzato che, nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo anno e mezzo, ha introdotto il minor numero di <strong>restrizioni</strong> per frenare la diffusione del Covid. Lo ha fatto quando l&#8217;obiettivo delle autorità era quella di resistere in attesa dell&#8217;arrivo dei vaccini, e continua a farlo, a maggior ragione, al tempo del <strong>Green Pass</strong>.</p>
<p>Per dipingere l&#8217;attuale quadro svedese, è necessario mettere in risalto due aspetti: il primo che nella nazione scandinava il certificato verde non è obbligatorio; e il secondo che il numero dei <strong>vaccinati</strong> del Paese è, in proporzione, più basso rispetto a quello riscontrato in Italia. Solo che Roma, al contrario di Stoccolma, ha scelto di puntare sul Green Pass, con l&#8217;intenzione di voler progressivamente estendere l&#8217;obbligatorietà di questa misura anche ai lavoratori pubblici e privati.</p>
<p>Al di là del dibattito sulle singole scelte attuate dai vari governi – del resto ogni governo ha attuato un piano operativo specifico, in linea con il proprio contesto sociale, economico e politico -, è interessante analizzare, ancora una volta, l&#8217;efficacia del tanto bistrattato <strong>modello svedese</strong>. Quali risultati ha portato a casa?</p>
<h2>Un approccio replicabile?</h2>
<p>L&#8217;approccio utilizzato dalla Svezia potrebbe esser replicato da altri Paesi? La <strong>comunità scientifica</strong> non è in grado di dare una risposta univoca, e neppure la stampa internazionale ha preso una posizione ben definita. Il quotidiano <em>Telegraph</em> ha elogiato il modus operandi svedese, ma <em>Business Insider</em> lo ha bocciato senza appello. Il motivo? Alcuni numeri emersi in seguito alle ultime rilevazioni.</p>
<p>L&#8217;11% della popolazione svedese ha contratto il Covid, a fronte delle cifre irrisorie registrate nei Paesi limitrofi (2,9% in Norvegia e 2,2% in Finlandia). Per quanto riguarda i <strong>decessi</strong>, a fine agosto la Svezia contava circa 145 vittime per Covid ogni 100.000 persone, ovvero tre volte più della Danimarca, otto volte più della Finlandia e quasi 10 volte più della Norvegia. <strong>Anders Tegnell</strong>, il principale artefice della strategia svedese contro il coronavirus, <a href="https://www.ft.com/content/5cc92d45-fbdb-43b7-9c66-26501693a371">ha paragonato</a> i blocchi utilizzati dagli altri Paesi all'&#8221;uso di un martello per uccidere una mosca&#8221;. Come se non bastasse, Tegnell sostiene che i dati svedesi debbano essere paragonati al resto d&#8217;Europa, e non ai Paesi limitrofi (questo per via della maggiore densità abitativa della Svezia).</p>
<p>Il dibattito è aperto, ma ci sono dei vantaggi non da poco che devono essere considerati. Ad esempio, dopo un anno e mezzo di emergenza sanitaria perenne, la scelta svedese di non affidarsi al Green Pass potrebbe alleggerire la pressione sui cittadini, i quali, a loro volta, godrebbero di meno stress, ansia e depressione. L&#8217;altro lato del modello svedese 2.0 riguarda le vaccinazioni, che nel Paese vanno avanti senza interruzioni pur senza raggiungere vette altissime. Al 10 settembre, il <strong>60,35%</strong> della popolazione risultava completamente immunizzata, mentre l’8,6% degli svedesi era protetto da una sola dose.</p>
<p>Giusto per fare un confronto con i Paesi che hanno introdotto, in forme più o meno rigide, l&#8217;obbligo del Green Pass, <a href="https://ourworldindata.org/covid-vaccinations">notiamo come</a> in <strong>Francia</strong> risulti completamente vaccinato il 63% della popolazione (il 10% con una sola dose), in <strong>Italia</strong> il 65% (8,3% parzialmente immunizzato), nel <strong>Regno Unito</strong> il 65% (6,4%) e in Germania il 62% (4,2%). <em>Last but not least</em>, nell&#8217;ultimo mese la Svezia ha dovuto fare i conti <a href="https://www.worldometers.info/coronavirus/">con meno di 40 morti per Covid</a>, 38 per l&#8217;esattezza; meno di quelli avvenuti in Italia, Francia e Germania, anche facendo le debite proporzioni con il totale delle rispettive popolazioni. È quindi possibile attuare il modello svedese &#8211; più aperto, meno restrittivo e privo del Green Pass &#8211; anche in altri Paesi o si tratta di una specificità locale? La domanda è ancora in attesa di risposta.</p>
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		<title>Vaccini, Covid e pandemia: qual è la situazione in Corea del Nord?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/vaccini-covid-e-pandemia-qual-e-la-situazione-in-corea-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 May 2021 15:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un alone misterioso copre la situazione epidemiologica della Corea del Nord. Da quando, più di un anno fa, è scoppiata l&#8217;emergenza sanitaria globale, Pyongyang si è chiusa a riccio, impedendo a merci e persone di entrare o uscire dai confini nazionali. I diplomatici presenti nel Paese sono gradualmente tornati a casa, e le fonti per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/vaccini-covid-e-pandemia-qual-e-la-situazione-in-corea-del-nord.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/Corea-del-Nord-Covid-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un alone misterioso copre la situazione epidemiologica della <strong>Corea del Nord</strong>. Da quando, più di un anno fa, è scoppiata l&#8217;emergenza sanitaria globale, Pyongyang si è chiusa a riccio, impedendo a merci e persone di entrare o uscire dai confini nazionali. I diplomatici presenti nel Paese sono gradualmente tornati a casa, e le fonti per capire cosa realmente stia accadendo oltre il 38esimo parallelo sono sempre più rare. È per questa ragione che sono emerse due versioni discordanti sullo stato della <strong>pandemia</strong>.</p>
<p>Da una parte c&#8217;è chi sostiene che <a href="https://it.insideover.com/societa/il-covid-e-entrato-corea-del-nord-gli-indizi-che-spaventano-gli-esperti.html">il Covid-19 non sia riuscito a penetrare i confini nordcoreani</a>, mentre dall&#8217;altra non mancano <strong>voci</strong> diametralmente opposte. Secondo questi ultimi osservatori, non solo il Sars-CoV-2 avrebbe fatto breccia in Corea del Nord, ma avrebbe pure provocato danni consistenti ai già fragili sistemi economici e sanitari nazionali. I media ufficiali sostengono la prima versione. Ipotetiche prove a conferma di tale ipotesi <a href="https://it.insideover.com/politica/la-mastodontica-parata-militare-della-corea-del-nord.html">sono le parate militari tenutesi nei mesi scorsi</a>, dove enormi folle di persone si sono riunite in vari luoghi chiave del Paese senza rispettare distanziamenti e non sempre indossando mascherine. Eppure, d&#8217;altro lato, è stato lo stesso Kim <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corea-del-nord-annuncia-lardua-marcia.html">ad annunciare un&#8217;Ardua Marcia</a> per rimettere in careggiata la nazione, vessata, per lo meno indirettamente, dalla diffusione globale del virus.</p>
<h2>Covid e Corea del Nord</h2>
<p>Il Covid, come detto, ha costretto<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kim-jong-un.html"> Kim Jong Un</a> a blindare i <strong>confini</strong>. Questo è significato anche sospendere gli scambi commerciali con la Cina, primo partner del Paese nonché principale fonte di sostentamento in numerosi settori economici. Logico che in un contesto del genere &#8211; e con il peso di un decennale isolamento e di innumerevoli sanzioni da sopportare &#8211; Pyongyang abbia dovuto fare i conti con un periodo a dir poco complesso. In ogni caso, il governo nordcoreano continua a rivendicare il record di aver tenuto il Covid fuori dai confini del Paese.</p>
<p>Allo stesso tempo un articolo pubblicato sul quotidiano <em>Rodong Sinmun</em> ha avvertito la popolazione di prepararsi a una <strong>lotta prolungata</strong> contro il coronavirus, visto che la diffusione delle epidemie e dei programmi di immunizzazione lanciati in altri Stati hanno dimostrato che i vaccini non saranno la soluzione definitiva. Aggiungiamo: non saranno la soluzione definitiva, almeno nell&#8217;immediato, per i Paesi meno ricchi. La Corea del Nord ha comunicato all&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità di non aver riscontrato alcuna infezione tra le <strong>24.500 persone</strong> testate fino a metà aprile. Ricordiamo che Pyongyang, per ottenere un simile, presunto risultato ha fortemente limitato il traffico transfrontaliero, vietato l&#8217;ingresso ai turisti, espulso diplomatici e mobilitato operatori sanitari.</p>
<h2>Vaccini a Pyongyang</h2>
<p>Pur senza poter avere un quadro completo della situazione epidemiologica in Corea del Nord, il programma <strong>Covax</strong>, sostenuto dalle Nazioni Unite per spedire i <strong>vaccini anti Covid</strong> in tutto il mondo, ha comunicato che Pyongyang riceverà 1.9 milioni di dosi nella prima metà del 2021. Non solo: pare che Kim abbia importato alcuni campioni di vaccini da <strong>Russia</strong> e <strong>Cina</strong> per utilizzarli a fini di ricerca e sviluppo. Secondo quanto riferito da <em>Daily NK</em>, gli scienziati dei laboratori di biologia presso la Kim Il Sung University e altri istituti nordcoreani li starebbero studiando per sintetizzare delle repliche da distribuire alla popolazione.</p>
<p>Nel frattempo la <em>Cnn</em> ha citato alcune dichiarazioni rilasciate dall&#8217;amministrazione Biden, secondo cui gli <strong>Stati Uniti</strong> sarebbero aperti all&#8217;invio di vaccini e aiuti umanitari alla Corea del Nord. Le stesse fonti sostengono che &#8220;i nordcoreani non si impegneranno con gli Stati Uniti fino a quando la minaccia della pandemia non sarà passata, motivo per cui la condivisione dei vaccini potrebbe &#8220;ingrassare gli ingranaggi dell&#8217;impegno diplomatico&#8221;. Washington potrebbe quindi tentare la carta della <strong>diplomazia dei vaccini</strong> per avvicinarsi a Pyongyang. Resta tuttavia da capire se Kim acceterà l&#8217;eventuale ciambella di salvataggio lanciata dal suo più acerrimo nemico.</p>
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		<title>Elezioni, nuovi conflitti e guerriglie jihadiste: l&#8217;Africa è a un bivio cruciale della sua storia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 07:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="virus pandemia africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-1024x708.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 2020 sarà ricordato come l&#8217;anno della pandemia di covid-19 e in Africa, sebbene il virus non abbia fatto registrare contagi e decessi come in Europa e in altre zone del pianeta, l&#8217;infezione ha comunque creato delle enormi problematiche soprattutto dal punto di vista economico. Secondo l&#8217;Unione Africana l&#8217;epidemia nel prossimo anno farà perdere oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html">Elezioni, nuovi conflitti e guerriglie jihadiste: l&#8217;Africa è a un bivio cruciale della sua storia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="virus pandemia africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-1024x708.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il 2020 sarà ricordato come l&#8217;anno della pandemia di covid-19 e in Africa, <a href="https://it.insideover.com/societa/lafrica-e-un-mistero-qui-il-covid-19-non-ha-attecchito.html">sebbene il virus non abbia fatto registrare contagi e decessi come in Europa e in altre zone del pianeta</a>, l&#8217;infezione ha comunque creato delle enormi problematiche soprattutto dal punto di vista economico. Secondo l&#8217;Unione Africana l&#8217;epidemia nel prossimo anno farà perdere oltre 20 milioni di posti di lavoro in tutto il continente e inoltre si registrerà, stando <a href="https://news.un.org/en/tags/remittances">un report delle Nazioni Unite</a>, una drastica riduzione delle rimesse, le stime parlano di un calo del 21%: un dato allarmante dal momento che per l&#8217;economia africana i fondi che provengono dalla diaspora ( nel 2019 furono quantificati in 85 miliardi di dollari ) sono linfa vitale, molto più degli aiuti allo sviluppo. All&#8217;interno di questo contesto di estrema fragilità il continente africano sta affrontando anche un&#8217;altra crisi: quella politica. Molti sono i Paesi, dalle coste del Mediterraneo al Capo di Buona Speranza, che stanno affrontando empasse governative e drammi umanitari. Dalle insorgenze jihadiste sempre più capillari a elezioni che rischiano di minare le fragili democrazie del continente, dall&#8217;esplosione di nuovi conflitti ai colpi di stato. L&#8217;Africa intera è chiamata in un futuro prossimo a importanti sfide; un banco di prova cruciale per la pace e lo sviluppo del continente, ed è importante quindi prendere in esame le situazioni più calde e delicate perchè le conseguenze di quello che si sta registrando ora a sud del Sahara possono abbattersi nel breve termine anche sull&#8217;Europa e il resto del mondo.</p>
<p><strong>Etiopia: dal Nobel per la pace alla guerra intestina</strong></p>
<p>Nel 2019 il premier etiope Abiy Ahmed venne premiato con il Nobel per la Pace per aver messo fine alle ostilità con la vicina Eritrea. A distanza di dieci mesi, il leader etiope però ha dato inizio <a href="https://it.insideover.com/guerra/letiopia-sullorlo-di-una-guerra-civile.html">a una guerra civile</a> tra i confini del secondo paese più popoloso d&#8217;Africa, l&#8217;Etiopia vanta una popolazione di 110milioni di abitanti, innescando un dramma umanitario di proporzioni immani. La notte tra il 3 e il 4 novembre Abiy Ahmed ha annunciato alla nazione l&#8217;inizio delle operazioni militari nella regione settentrionale del Tigrai dipingendo l&#8217;offensiva militare come reazione a un attacco condotto dalle forze armate del partito del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrai. Le cause all&#8217;origine del conflitto non sono soltanto etniche ma anche politiche. Dalla sua elezione nel 2018 ad oggi Ahmed ha estromesso importanti leader politici tigrini dal governo e ha attuato politiche repressive nei confronti della minoranza del Paese.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-e2f4c" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="La guerra civile che insanguina l'Etiopia" src="https://datawrapper.dwcdn.net/e2f4c/3/" height="975" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
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<p>La rottura definitiva con la regione autonomista, popolata da 5 milioni di persone e che può vantare un esercito di 250mila effettivi, é avvenuta a settembre quando nel Tigrai, nonostante il veto imposto da Addis Abeba, sono andate in scena le elezioni che hanno confermato il potere del Tplf che alle urne ha vinto con il 98% delle preferenze. Da quel momento le provocazioni sono state continue e hanno portato all&#8217;escalation militare dei primi di novembre. I toni, sia del governo centrale che di quello di Maccalé, presideuto da Debretsion Gebremichael, sono stati da subito pugnaci e belligeranti, tutti gli interventi di mediazione internazionale sono stati respinti dal governo di Addis Abeba e si sono già registrate stragi di civili come quella compiuta, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/11/ethiopia-investigation-reveals-evidence-that-scores-of-civilians-were-killed-in-massacre-in-tigray-state/">secondo Amnesty International</a>, dai ribelli tigrini a Mai Kadra e che ha causato la morte di 600 persone. E mentre i combattimenti proseguono incessanti intanto si è registrato un esodo di 25mila persone nel vicino Sudan e nelle ultime ore <a href="https://it.insideover.com/guerra/abiy-ahmed-e-pronto-per-lultima-fase-del-conflitto-in-etiopia.html">il primo ministro Abiy Ahmed ha lanciato un ultimatum al Tplf</a> dichiarandosi pronto all&#8217;offensiva finale. La preoccupazione per le conseguenze del conflitto è enorme: un attacco alla città di Maccallé metterebbe a rischio mezzo milione di civili e una balcanizzazione dell&#8217;Etiopia rischierebbe di minare i fragili equilibri del Corno d&#8217;Africa e avere ripercussioni sociopolitiche drammatiche in tutto il continente.</p>
<p><strong>La guerra scongelata nel Sahara Occidentale</strong></p>
<p>Un altro fronte che si è riaperto in Africa è quello del Sahara Occidentale. Dal 13 novembre, nella regione del Guarguaret, zona di confine tra Marocco e Tunisia, è riesplosa la guerra tra Rabat e il Fronte Polisario. <a href="https://it.insideover.com/politica/abbandonati-nel-deserto-da-40-anni.html">Il Sahara Occidentale</a>, colonia spagnola dalla fine dell&#8217;800, dopo la morte di Franco è divenuto territorio di conquista da parte della monarchia marocchina che ha cercato di occupare e annettere la regione a spese della popolazione Saharawi che dagli anni &#8217;70 ad oggi ha reagito organizzando una strenua resistenza riunendosi intorno al Fronte Polisario che ha liberato alcune aree per lo più desertiche e nel 1976 ha proclamato la nascita della Rasd-Repubblica Araba Saharawi Democratica, oggi riconosciuta da 51 stati dell’Unione Africana e da una trentina di altri paesi. Nel 1984 la costruzione di un muro di oltre 2700 chilometri da parte del governo marocchino ha diviso il territorio dei Saharawi e gran parte degli abitanti della regione tutt&#8217;oggi vive o in tendopoli nel deserto o nella terra contesa senza alcuna libertà di movimento. A nulla, finora, sono valsi gli sforzi dell’Onu che nel 1991 ha inviato una missione internazionale, la Minurso, con l’obiettivo di risolvere il contenzioso e indire un referendum sull’autodeterminazione che però ancora non è stato fatto. E ora come non mai sembra allontanarsi la possibilità di arrivare a un risoluzione del problema vista l&#8217;escalation militare degli ultimi giorni.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-jbbIH" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Si riaccendono le tensioni nel Sahara Occidentale " src="https://datawrapper.dwcdn.net/jbbIH/1/" height="784" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
</script></p>
<p>Il motivo dell&#8217;acuirsi delle tensioni è da ricercare nella penetrazione nel valico di frontiera di Guerguerat, che collega il Sahara Occidentale meridionale con la Mauritania, da parte dell&#8217;esercito di Mohamed VI. Nella zona cuscinetto tra Marocco e Sahara Occidentale è presente l&#8217;unica strada che collega il Paese del Maghreb con la Mauritania e quindi con l&#8217;Africa Occidentale. Da quattro anni Rabat vuole terminare l&#8217;ultimo tratto della via di comunicazione ma in base all&#8217;articolo numero 1 degli accordi di pace firmati da entrambe le parti non è consentito a uomini armati, né dell&#8217;esercito regolare né del Fronte Polisario, entrare nel valico di Guerguerat. Alla penetrazione delle truppe regie hanno fatto seguito giorni di proteste da parte della popolazione Saharawi e in breve tempo la situazione è degenerata portando a una dichiarazione di guerra.<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-infinita-nel-sahara-occidentale.html"> Dopo trent&#8217;anni le sabbie del Sahara meridionale sono di nuovo incandescenti</a> e una delle prime conseguenze che questo conflitto ha provocato è stata l&#8217;aumento degli sfollati. In queste ore si sta registrando <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/picco-di-sbarchi-alle-canarie-500-in-piu-rispetto-al-2019.html">un picco di sbarchi alle Isole Canarie</a> dove, da gennaio ad oggi, si contano 17mila arrivi di cittadini africani, rispetto ai 2&#8217;700 di tutto il 2019.<br />
<strong><br />
Urne, brogli e scontri: le elezioni esplosive del continente</strong></p>
<p>Un anno anche di elezioni importanti questo 2020 per il continente africano. Ad ottobre sono andate in scena le votazioni in Guinea, dove Alpha Condé ha ottenuto, con il 59,5 per cento dei voti, un terzo mandato da presidente dopo aver messo mano alla costituzione per poter presentarsi di nuovo alle urne. Le strade di Conakry hanno visto barricate, scontri, feriti e morti e, nonostante il ricorso e l&#8217;accusa di brogli da parte dei leader dell&#8217;opposizione, il potere è rimasto ben saldo nelle mani di Condé. Una situazione analoga si è presentata anche in <a href="https://www.theafricareport.com/48615/cote-divoire-election-2020-opposition-struggles-to-find-common-ground/">Costa d&#8217;Avorio</a>. Il gigante dell&#8217;Africa occidentale, cruciale per gli sviluppi economici della regione, ha vissuto e continua a vivere momenti di massima tensione dopo l&#8217;ultima tornata elettorale. Le elezioni in Costa d’Avorio si sono tenute il 31 ottobre e hanno visto la vittoria del presidente Alassane Ouattara, eletto nel 2015 e, prima ancora, nel 2010. Il presidente in carica ha vinto con il 94% dei voti in virtù anche del fatto che i candidati dell’opposizione hanno chiesto ai propri elettori di non votare e di boicottare le urne e le accuse di incostituzionalità, per la terza elezione di Ouattara, hanno dato origine a proteste che ad oggi hanno causato la fuga di oltre 8000 persone dal Paese africano. Il timore è che la violenza possa di nuovo travolgere uno stato diviso politicamente e geograficamente e che vent&#8217;anni fa è stato il teatro di una guerra civile durata oltre cinque lustri, costata la vita a migliaia di persone e che ha lasciato ferite mai del tutto sanate.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-ZNSEI" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Le elezioni del 2020 che hanno riacceso rabbia e sconri" src="https://datawrapper.dwcdn.net/ZNSEI/1/" height="602" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
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<p>L&#8217;esito delle urne lo sta attendendo anche il Burkina Faso, il Paese saheliano divenuto negli ultimi anni il proscenio dell&#8217;avanzata jihadista e di una crisi umanitaria che stando ai dati del<a href="https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/burkina-faso-violenze-sfollati/"> report di Medici Senza Frontiere</a> ha condannato oltre 850&#8217;000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Ma molto interesse e apprensione hanno suscitato gli esiti delle votazioni in Tanzania dove, tra accuse di brogli e repressione delle opposizioni, è uscito vincitore dalle urne il presidente uscente John Magufuli. La Tanzania, un tempo simbolo di democrazia e progresso per l&#8217;intero continente africano, ora sta sempre più precipitando in una spirale autoritaria. L&#8217;esecutivo di Magufuli si è contraddistinto per intimidazioni e arresti ai danni di politici dell&#8217;opposizione, limitazioni per l&#8217;utilizzo di social network, discriminazioni nei confronti di omosessuali e negazionismo anche nell&#8217;affrontare la pandemia di coronavirus. Il solco della deriva totalitaria è stato tracciato ma la Tanzania non è il solo Paese africano a volerlo percorrere come mostrano i risultati usciti dalle urne africane in questo 2020.</p>
<p><strong>L&#8217;espansionismo jihadista in Africa</strong></p>
<p>Il continente africano sta catalizzando sempre più i sogni espansionistici delle innumerevoli formazioni che popolano la galassia dell&#8217;internazionalismo jihadista. Il gruppo che al momento controlla intere porrzioni di territorio è che è riuscito a istituire un proprio fortilizio del terrore è la <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html">sigla qaedista somala Al Shabaab</a>. Gli jihadisti somali, negli anni, hanno affinato le proprie tecniche insurrezionali non limitandosi, nella loro opera di diffusione del jihad, soltanto a praticare la guerra di guerriglia ma creando anche un sistema di intelligence, di imprenditoria e di tassazione che ha permesso loro di ottenere enormi profitti e istituire un sistema statuale nelle zone dove governano. La Somalia, che negli anni ha combattuto militarmente e culturalmente contro i terroristi somali, non è uscita vincitrice dallo scontro con gli islamisti e ora sta affrontando anche un empasse politica dal momento che l&#8217;esecutivo, orfano di un primo ministro dimissionario, non è ancora riuscito a stabilire quale sarà il sistema elettorale che verrà applicato durante le elezioni del 2021.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-JsyRF" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="L'Africa ancora in preda alla furia jihadista" src="https://datawrapper.dwcdn.net/JsyRF/1/" height="738" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="Map"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
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<p>La fragilità del governo di Mogadiscio, il ritiro delle truppe americane annunciato da Trump e l&#8217;affermarsi del radicalismo islamico rischiano di far precipitare in una crisi sociale, culturale, politica e umanitaria l&#8217;ex colonia italiana vanificando così tutti gli sforzi e tentativi messi in atto dalla popolazione somala e dalla comunità internazionale per traghettare il Paese fuori dal dramma che il Paese ha vissuto negli ultimi 30 anni. Il Sahel e il Corno d&#8217;Africa rimangono le due roccaforti principali dell&#8217;espansionismo salafita, <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/somalia.html">Somalia</a>,<a href="/luoghi/ciad"> Ciad</a>, <a href="https://it.insideover.com/reportage/terrorismo/dadaab-il-piu-grande-campo-profughi-al-mondo.html">Nigeria</a>, Mali sono oggi i principali terreni di conquista da parte dei gruppi terroristici ma negli ultimi mesi si sta assistendo a un&#8217;avanzata della ribellione islamica anche a sud dell&#8217;Equatore. Nella Repubblica Democratica del Congo è stata proclamata la nascita dell&#8217; ISCAP (Islam State Central African Province) ma a destare maggior preoccupazione è quanto sta accadendo in Mozambico. Nel Paese dell&#8217;Africa australe gruppi jihadisti stanno compiendo stragi e conducendo attacchi continui nelle province settentrionali e la loro espansione, unita alla delicata situazione economica e politica della nazione e alla presenza di ricchi giacimenti di minerali e idrocarburi, fa presupporre che la guerra islamista si incrudelirà nei prossimi mesi ed è ormai evidente che anche il sud del continente africano è stato infettato dalla violenza dell&#8217;islamismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html">Elezioni, nuovi conflitti e guerriglie jihadiste: l&#8217;Africa è a un bivio cruciale della sua storia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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