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	<title>corsa allo spazio Archives - InsideOver</title>
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	<title>corsa allo spazio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Rifornire le forze armate dallo spazio? La scommessa di Inversion e della navicella Arc</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 04:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3840" height="2160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION.avif 3840w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 3840px) 100vw, 3840px" /></p>
<p>Rifornire le forze armate dallo spazio? La scommessa di Inversion e della navicella Arc attenzionata dai decisori Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/rifornire-le-forze-armate-dallo-spazio-la-scommessa-di-inversion-e-della-navicella-arc.html">Rifornire le forze armate dallo spazio? La scommessa di Inversion e della navicella Arc</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3840" height="2160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION.avif 3840w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ARC-INVERSION-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 3840px) 100vw, 3840px" /></p>
<p>In una fase di acuta competitività globale e in cui emerge, in maniera sempre più cogente, come anche in tempi di innovazioni profonde la <strong>logistica e i rifornimenti restino i sovrani delle battaglie,</strong> dagli Usa arriva una <strong>proposta potenzialmente dirompente</strong>: una <strong>capsula spaziale</strong> pensata per portare rifornimenti ovunque nel globo in un&#8217;ora. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa si muove sul fronte spaziale Usa</h2>



<p><strong>La navicella si chiama Arc</strong> ed è stata sviluppata come progetto da <strong>Inversion</strong>, start-up californiana che dal 2021 al 2024 ha raccolto 54 milioni di dollari da molti fondi di venture capital, tra cui spicca quello del colosso Lockheed Martin a cui si sommano Spark Capital, Adjacent, Kindred Ventures e Y Combinator, per poter sviluppare un velivolo in grado di compiere missioni di rifornimento a distanza con un margine d&#8217;errore di 15 metri tra luogo individuato per l&#8217;atterraggio e destinazione, di poter atterrare in acqua e per terra e, cosa più importante, di essere riutilizzabile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Arc is a new kind of spacecraft.<br><br>Not quite a capsule, not quite a spaceplane. It’s based off of a lifting body design – ideal for its mission to deliver cargo from orbit to anywhere on Earth in under an hour. <a href="https://t.co/KHD6v5Kcs4">pic.twitter.com/KHD6v5Kcs4</a></p>&mdash; Inversion (@InversionSpace) <a href="https://twitter.com/InversionSpace/status/1986130998405570901?ref_src=twsrc%5Etfw">November 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il Dipartimento della Difesa lavora da tempo per <strong>poter scalare sul fronte militare l&#8217;obiettivo delle consegne via navicella spaziale</strong> di asset critici in luoghi anche remoti. Il Pentagono ha investito <a href="https://payloadspace.com/dods-big-bet-on-1-hour-space-cargo-delivery/">oltre 200 milioni di dollari</a>&nbsp;in cinque anni, circa <strong>70 dei quali assegnati proprio al progetto di Inversion.</strong> Ora chiamato a mantenere le intriganti aspettative che ha suscitato.</p>



<p>La strategia di consegnare merci o beni critici dallo spazio può contribuire a favorire l&#8217;operatività di gruppi di truppe specializzate, forze speciali o agenzie d&#8217;intelligence, favorendone ed estendendone la capacità d&#8217;azione. L&#8217;obiettivo ultimo del Pentagono è poter disporre di capsule orbitanti in grado di restare operative a lungo, anche ruotando attorno alla Terra, e di essere in grado di consegnare il loro carico quando chiamate in causa, in ogni destinazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Inversion e Arc, rifornire le truppe dalle orbite</h2>



<p><a href="https://www.twz.com/space/arc-orbital-supply-capsule-aims-to-put-military-supplies-anywhere-on-earth-within-an-hour">Come nota <em>The War Zone</em></a><em>,</em> &#8220;Il concetto della missione prevede che la navicella Arc venga lanciata in orbita terrestre bassa a bordo di un razzo. <strong>Arc rimane in orbita fino a quando non è necessario consegnare il suo carico</strong>. A quel punto, la navicella utilizza un motore di deorbitazione per rientrare nell&#8217;atmosfera, muovendosi ad altissima velocità. Arc utilizza piccoli propulsori e grandi flap di manovra sul bordo d&#8217;uscita per regolare posizione e velocità durante il suo rientro in atmosfera&#8221;. </p>



<p><a href="https://spacenews.com/inversion-space-targets-military-market-with-warehouses-in-space/">L&#8217;obiettivo del Ceo di Inversion, Justin Fiaschetti,</a> è rendere la piattaforma Arc integrabile con i principali vettori e poter nei prossimi anni iniziare a proporre servizi concreti realizzando un vero e proprio deposito in orbita al servizio di apparati strategici di ogni tipo, <strong>con un dispositivo di dimensioni ridotte (2,5 metri di lunghezza)</strong> in grado di fornire i &#8220;kit di sopravvivenza&#8221; in scenari critici. Ad altri apparati tecnologici spaziali, come quelli in via di sviluppo da SpaceX, si delegherebbero più complesse missioni di <em>delivery</em>, in un contesto che da anni vede il Comando dei trasporti degli Stati Uniti (Trascom) guardare con attenzione allo spazio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partenariato pubblico-privato</h2>



<p>Chiaramente lo <strong>sviluppo di nuovi asset di proiezione spaziale dà l&#8217;idea della volontà degli Stati Uniti</strong> di non perdere il treno verso la governance del processo di militarizzazione delle orbite e prefigura uno scenario in cui <strong>lo spazio stesso sarà un campo di confronto multidimensionale</strong>. In primo luogo perché campo di battaglia potenziale esso stesso, in secondo luogo perché <strong>verticalmente legato agli scenari terrestri</strong> tanto come proiezione di essi quanto come <strong>proiezione e sistema d&#8217;appoggio </strong>da cui cogliere non solo la tradizionale ricognizione e il classico supporto via satellite ma anche asset concreti per le operazioni a terra. </p>



<p><strong>Come la </strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-nuova-frontiera-infinita-la-sfida-della-corsa-allo-spazio-nel-xxi-secolo.html"><strong>nuova economia dello spazio</strong>,</a> e forse scalando tecnologie inizialmente pensate per essa, anche la corsa militare alle orbite è <strong>multidimensionale e vischiosa</strong>. Chiama alla crescente collaborazione pubblico-privato e all&#8217;investimento in tecnologie d&#8217;avanguardia, con importanti costi di ricerca. Arc e Inversion sono un esempio: tecnologie potenzialmente dirompenti e di rottura che godono della scommessa delle autorità federali e dei fondi privati. La cui saldatura è la scommessa su cui gli Usa contano per mantenere la leadership nei settori strategici. In terra come oltre l&#8217;atmosfera.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oltre l’atmosfera: la diplomazia sanitaria spaziale nella competizione tra potenze globali</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/oltre-latmosfera-la-diplomazia-sanitaria-spaziale-nella-competizione-tra-potenze-globali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 16:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Cyberspazio]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="383" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>In questo secolo, la salute pubblica si è trasformata in una leva strategica della politica estera, assumendo un ruolo centrale nella definizione degli equilibri internazionali. In un mondo segnato recentemente dalla pandemia da Covid-19, dal cambiamento climatico e dalla corsa tecnologica, un fronte emergente si profila con forza crescente: la diplomazia sanitaria spaziale. Si tratta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/oltre-latmosfera-la-diplomazia-sanitaria-spaziale-nella-competizione-tra-potenze-globali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="383" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-597931174-612x612-1-300x188.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>In questo secolo, la <strong>salute pubblica</strong> si è trasformata in una leva strategica della politica estera, assumendo un ruolo centrale nella definizione degli equilibri internazionali. In un mondo segnato recentemente dalla <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/impatto-psicologico-della-pandemia-covid.html">pandemia da Covid-19</a></strong>, dal <strong>cambiamento climatico</strong> e dalla corsa tecnologica, un fronte emergente si profila con forza crescente: la <strong>diplomazia sanitaria spaziale</strong>. Si tratta dell’uso della cooperazione scientifica e sanitaria legata allo spazio come strumento di proiezione geopolitica, influenza regionale e soft power.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché lo Spazio è fondamentale per la la salute</h2>



<p>Non è una novità assoluta. Durante la Guerra Fredda, la corsa allo Spazio fu anche una corsa per il prestigio scientifico e ideologico. La missione Apollo 11 nel 1969 e i voli del programma sovietico Soyuz furono momenti simbolici che andarono ben oltre la scienza: erano atti di egemonia globale. Anche la salute fu coinvolta: le <strong>ricerche biomediche condotte in orbita </strong>servivano sia alla sicurezza degli astronauti che alla propaganda scientifica. Oggi, però, il paradigma cambia. La cooperazione sanitaria nello spazio non è più confinata ai laboratori orbitali: è uno strumento di diplomazia concreta. Le grandi potenze – Stati Uniti, Cina, Russia e India – si contendono il primato nell’uso di satelliti per la <strong>gestione delle crisi sanitarie</strong>, nello <strong>sviluppo di telemedicina</strong> via spazio e nella <strong>ricerca biotecnologica in microgravità</strong>. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://humans-in-space.jaxa.jp/en/assets/images/biz-lab/med-in-space/med/research-in-space/img08.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Quest’ultima, in particolare, studia come l’assenza quasi totale di gravità (microgravità), tipica dello spazio, influenzi i processi biologici e molecolari. In queste condizioni, cellule e fluidi si comportano in modo diverso rispetto alla Terra: ad esempio, le cellule crescono in modo più tridimensionale, simulando meglio i tessuti umani, utile per studi su cancro, rigenerazione ossea e sviluppo di organi. La microgravità altera anche l&#8217;espressione genica, la proliferazione cellulare e la formazione di cristalli proteici, migliorandone la qualità per la ricerca farmaceutica. Queste condizioni uniche permettono scoperte difficilmente ottenibili sulla Terra, con applicazioni in medicina, genetica, immunologia e produzione di farmaci. Sulla Stazione Spaziale Internazionale, esperimenti come quelli condotti da aziende farmaceutiche e università hanno già prodotto risultati promettenti. </p>



<p>Si pensi a uno dei più significativi risultati medici ottenuti dalla ricerca in microgravità: il miglioramento della cristallizzazione di proteine, in particolare dell’enzima legato alla <strong>malattia di Fabry</strong>, una rara patologia genetica causata dalla carenza o malfunzionamento dell’enzima α-galattosidasi A. L’assenza di questo enzima porta all’accumulo di grassi nelle cellule, soprattutto nei vasi sanguigni, nei reni, nel cuore e nel sistema nervoso. È una malattia legata al cromosoma X, quindi colpisce principalmente i maschi, mentre le femmine possono essere portatrici o manifestare sintomi in forma più lieve. I sintomi iniziano spesso nell’infanzia o adolescenza e includono dolore alle mani e ai piedi, problemi gastrointestinali, lesioni cutanee, intolleranza al caldo e compromissione progressiva di organi vitali. Senza trattamento, può portare a insufficienza renale, cardiomiopatie e ictus. La terapia principale è la terapia enzimatica sostitutiva, che fornisce l’enzima mancante, rallentando la progressione della malattia.<br>Nel 2001, NASA e il laboratorio farmaceutico Amicus Therapeutics hanno collaborato alla crescita di cristalli dell&#8217;<strong>enzima α-galattosidasi A </strong>a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). In microgravità, i cristalli crescono in modo più regolare e con minori difetti rispetto alla Terra, permettendo una determinazione più precisa della loro struttura tramite cristallografia a raggi X. Questo ha facilitato lo sviluppo di terapie enzimatiche sostitutive più efficaci per i pazienti affetti dalla malattia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spazio e salute: un&#8217;alleanza storica e strategica</h2>



<p>Come ha sottolineato l’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> nel 2021, “<em>L’integrazione dei dati satellitari nei sistemi sanitari può contribuire in modo decisivo al monitoraggio delle malattie, alla gestione delle risorse e all’accesso equo alla cura</em>” . Ma dietro l’accesso equo si cela un nuovo campo di competizione strategica.<br>Fin dagli anni Sessanta, lo spazio è stato un laboratorio d’avanguardia per lo studio del corpo umano. Le prime missioni con equipaggio, da <strong>Yuri Gagarin</strong> a<strong> John Glenn</strong>, sollevarono domande fondamentali: come reagisce il sistema cardiovascolare all’assenza di gravità? Che impatto ha l’ambiente extraterrestre sul sistema immunitario? Durante la Guerra Fredda, USA e URSS usarono la medicina spaziale per testare i limiti umani e dimostrare la superiorità scientifica del proprio modello. La NASA collaborò con centri universitari per trasformare le scoperte spaziali in applicazioni terrestri: trattamenti per osteoporosi, malattie muscolari, <strong>studi sull’invecchiamento</strong>.<br>Tra gli esempi concreti più noti, si può citare l&#8217;esperimento <strong>Twins Study </strong>della NASA, condotto tra il 2015 e il 2016. L’astronauta <strong>Scott Kelly </strong>trascorse quasi un anno nello spazio, mentre il suo gemello identico, Mark Kelly, rimase sulla Terra. I dati raccolti permisero di studiare in profondità l’impatto della microgravità sul DNA, sul sistema immunitario e sulla cognizione. Si scoprì, ad esempio, che alcune modifiche epigenetiche persistevano anche dopo il ritorno a Terra. Altro esempio rilevante è l’uso delle tecnologie sviluppate per il supporto vitale a bordo delle navette spaziali, come i <strong>purificatori d’acqua</strong>, che sono stati poi adattati per migliorare l’accesso all’acqua potabile in zone rurali o colpite da disastri naturali.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://scontent.fbri7-1.fna.fbcdn.net/v/t39.30808-6/490059544_1087615433409887_6463139501523420094_n.jpg?stp=dst-jpg_p180x540_tt6&amp;_nc_cat=109&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=127cfc&amp;_nc_ohc=WiK9gjwUzEgQ7kNvwG6MbQa&amp;_nc_oc=Adku1EIeYhk4UH6jWQaXczKFnJVY_t3l9IeFXFaBAtXsF9XeBHg85YGtPjPRNgUTRFo&amp;_nc_zt=23&amp;_nc_ht=scontent.fbri7-1.fna&amp;_nc_gid=RMAuAYrE6-WOGWGAr6A0TQ&amp;oh=00_AfNCy4uzprKykBF8QgQtRaDAKbWjX-1ldWcIAqv68a-L2A&amp;oe=6855A814" alt=""/></figure>
</div>


<p>Oggi, la dimensione è più globale. I satelliti sanitari vengono impiegati per <strong>mappare focolai epidemici</strong>, monitorare l’inquinamento atmosferico, guidare risposte umanitarie. Progetti come SERVIR (NASA-USAID) e quelli dell’ESA hanno reso possibili <strong>sistemi di <em>early warning</em> sanitario </strong>nei Paesi a basso reddito. Inoltre, la telemedicina via satellite ha permesso accesso a cure mediche in zone isolate, dalle montagne del Nepal alle aree di conflitto nel Sahel. Uno strumento che unisce cooperazione e influenza. Il progetto di telemedicina dell’ESA, ad esempio, ha collegato ospedali in Africa centrale con specialisti in Europa, riducendo drasticamente i tempi di diagnosi per patologie gravi come ictus e infezioni neonatali. Le telecomunicazioni satellitari hanno molto da offrire in questo campo: nelle aree remote, in caso di emergenza, su aerei e navi, rappresentano il mezzo migliore, se non l&#8217;unico, per garantire la trasmissione di dati in tempo reale. La telemedicina può anche contribuire a <strong>colmare il divario digitale</strong>, offrendo accesso a servizi medici di qualità e formazione a medici e operatori sanitari in tutto il mondo, con conseguente parità di servizio per tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">USA-Cina: la salute come leva di potere orbitale</h2>



<p>La competizione tra Washington e Pechino nello spazio sanitario ricalca quella più ampia per la leadership tecnologica globale. Gli Stati Uniti, attraverso NASA, SpaceX e una fitta rete di partner, mantengono il primato scientifico. Ma la Cina ha costruito in pochi decenni <strong>una strategia alternativa</strong>: la<strong> <a href="https://it.insideover.com/scienza/non-solo-scienza-la-politica-del-programma-spaziale-della-cina.html">stazione spaziale Tiangong</a></strong>, i programmi di cooperazione sanitaria satellitare e la retorica della &#8220;<strong>Via della Seta Spaziale</strong>&#8220;. Durante la pandemia, poi, Pechino ha lanciato la <strong>Health Silk Road</strong>, che includeva assistenza sanitaria digitale e accesso ai dati via satellite per Paesi africani, del sud-est asiatico e dell’America Latina. Un modo per costruire alleanze e offrire un modello alternativo all&#8217;ordine guidato dagli USA. Washington, al contrario, mantiene una <strong>posizione più selettiva</strong>: collaborazione avanzata con partner strategici (UE, Giappone, Australia), ma chiusura verso la Cina, con cui i contatti spaziali sono vietati per legge dal 2011. Il risultato è una <strong>bipolarità sanitaria orbitale</strong>, che riflette la frammentazione geopolitica terrestre.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://npr.brightspotcdn.com/dims3/default/strip/false/crop/7339x5504+459+0/resize/900/quality/85/format/webp/?url=http%3A%2F%2Fnpr-brightspot.s3.amazonaws.com%2Ff8%2Fee%2Ff336fa9a4da5b37b255c8ce92816%2Fap24180573043757.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Andando oltre il dualismo Washington-Pechino, la <strong>Russia </strong>continua a sfruttare la sua esperienza storica nel settore, anche se con risorse limitate. Il contributo alle ricerche biomediche della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) resta rilevante, e Mosca ha avviato <strong>nuovi partenariati con Iran, Egitto e Paesi dell&#8217;Asia centrale</strong> per il lancio di satelliti sanitari. L’<strong>India</strong>, invece, emerge come potenza sanitaria-spaziale del Sud globale. Con missioni economiche ma ambiziose, come Chandrayaan e Gaganyaan, e una forte <strong>enfasi su telemedicina e e-health</strong>, New Delhi si propone come leader della sovranità sanitaria non occidentale. Il <strong>programma INSAT</strong> ha portato la connessione sanitaria a più di 150 ospedali remoti. Anche Brasile, Emirati Arabi e Sudafrica stanno sperimentando programmi sanitari satellitari, spesso in partnership con la Cina o l&#8217;UE, costruendo un&#8217;architettura multipolare della salute orbitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi e opacità nella corsa alla salute dallo spazio</h2>



<p>Nonostante la narrativa umanitaria, la diplomazia sanitaria spaziale non è priva di zone d’ombra. <strong>I satelliti sono strumenti a doppio uso</strong>: possono salvare vite, ma anche raccogliere dati sensibili, sorvegliare popolazioni o fornire copertura per attività militari. Negli ultimi anni, i conflitti internazionali hanno evidenziato i limiti della neutralità spaziale. Il test russo del 2021 sull’arma antisatellite (ASAT), che ha distrutto il satellite Cosmos 1408, ha generato detriti pericolosi che hanno minacciato la sicurezza della ISS, dimostrando quanto sia fragile l’ambiente orbitale.<br>In parallelo, l’<strong>invasione dell’Ucraina</strong> ha mostrato come le immagini satellitari – spesso civili – vengano usate per scopi militari e tattici. Molte infrastrutture spaziali a uso sanitario o ambientale, come le costellazioni Copernicus o Sentinel, possono essere riprogrammate per fini di sorveglianza. Questo accresce il rischio di rappresaglie e sabotaggi. Secondo numerosi analisti, le potenze stanno sviluppando capacità di “guerra orbitale”: jammer, laser anti-satellite, droni orbitali. In tale contesto, <strong>danneggiare un satellite sanitario </strong>potrebbe essere interpretato come un atto ostile, con implicazioni strategiche devastanti. Ma oltre ai rischi di <em>escalation</em>, c’è anche quello dell’<strong>esclusione sanitaria</strong>. Paesi che non fanno parte delle alleanze spaziali dominanti potrebbero vedersi negato l’accesso ai dati o ai canali di comunicazione, aumentando la disuguaglianza nella risposta a crisi sanitarie. Infine, la proliferazione di detriti spaziali (<em><strong>space debris</strong></em>) rende sempre più pericoloso e costoso l’uso dell’orbita bassa per scopi sanitari. Senza una governance condivisa, il rischio è che le infrastrutture di salute orbitale diventino bersagli silenziosi in conflitti sempre meno convenzionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Organizzazioni internazionali: regolatori senza potere?</h2>



<p>L’OMS, l’UNOOSA (Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari spaziali) e l’ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni) stanno cercando di stabilire linee guida sull&#8217;uso responsabile delle tecnologie spaziali in ambito sanitario. <strong>Ma manca un trattato vincolante</strong>. L’<strong>Outer Space Treaty del 1967</strong>, nato in piena Guerra Fredda, è oggi inadeguato su milti fronti, compresa la regolamentazione della sanità orbitale. Iniziative multilaterali come lo &#8220;<strong>Space for Global Health</strong>&#8221; dell&#8217;ONU hanno potenziale, ma senza il consenso delle grandi potenze rischiano di restare mere dichiarazioni d’intenti: questo programma promuove l’impiego delle tecnologie spaziali per migliorare l’assistenza sanitaria, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Attraverso strumenti come il telerilevamento satellitare, i sistemi di posizionamento globale, i GIS e le comunicazioni satellitari, il programma favorisce l’integrazione di dati ecologici, ambientali e abitativi per sviluppare modelli predittivi utili alla sorveglianza e al controllo delle malattie. Particolare attenzione è rivolta alla <strong>tele-epidemiologia</strong>, disciplina che sfrutta dati spaziali e climatici per monitorare e prevedere la diffusione di malattie infettive, come la malaria, il cui impatto è aggravato dai cambiamenti climatici. L&#8217;analisi spaziale permette di individuare fattori di rischio, monitorare la diffusione delle infezioni e pianificare interventi mirati. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.cnet.com/a/img/resize/65f6f7a1976b9b87606a79073219a73649cfd715/hub/2019/09/16/6afce5e7-fbd8-4885-9ca0-9398f35d07a7/29827308367-e866c78895-k.jpg?auto=webp&amp;fit=crop&amp;height=1293&amp;width=2300" alt=""/></figure>
</div>


<p>Un altro ambito di intervento è la <strong>telemedicina</strong>, che consente di collegare virtualmente pazienti e medici in aree isolate con centri sanitari più attrezzati, riducendo la necessità di trasferimenti costosi e rischiosi verso le città. Il programma ha promosso numerose iniziative in collaborazione con Stati membri, agenzie specializzate e organizzazioni intergovernative per facilitare l’applicazione pratica di queste tecnologie. Inoltre, il programma ha sostenuto attività di formazione, come le Scuole Avanzate in Epidemiologia del Paesaggio organizzate in Argentina, e incontri tecnici su tecnologie sanitarie accessibili. Il programma ha anche fornito supporto a iniziative istituzionali nel quadro delle Nazioni Unite, partecipando ai lavori del Comitato sugli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico e promuovendo un approccio comunitario aperto all’innovazione sanitaria. In questo contesto, ha collaborato con università e istituti di ricerca per incentivare l’uso di tecnologie spaziali a basso costo nella sanità pubblica, favorendo il dialogo tra esperti di diversi continenti attraverso incontri e conferenze internazionali.</p>



<p>La diplomazia sanitaria spaziale è, dunque, <strong>lo specchio di un mondo in transizione</strong>: multipolare, interconnesso, ma profondamente competitivo. Lo spazio, un tempo simbolo di cooperazione internazionale, si sta trasformando in una nuova arena di confronto. Eppure, la natura universale della salute potrebbe ancora essere una via per superare i blocchi geopolitici, a patto di una governance globale dello spazio sanitario, fondata su trasparenza, accesso equo e collaborazione scientifica. Come ammoniva John F. Kennedy nel 1962: “<em>Lo spazio non deve essere un campo di battaglia, ma un nuovo terreno per la cooperazione tra le nazioni</em>”. Oggi, quell’auspicio resta più attuale che mai. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/oltre-latmosfera-la-diplomazia-sanitaria-spaziale-nella-competizione-tra-potenze-globali.html">Oltre l’atmosfera: la diplomazia sanitaria spaziale nella competizione tra potenze globali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa vuol dire essere astronauti oggi? Parla il generale Roberto Vittori</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/cosa-vuol-dire-essere-astronauti-oggi-parla-il-generale-roberto-vittori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 13:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa significa essere astronauti e esploratori dello spazio, oggi, nel 2024? Cosa cambia, sul fronte operativo, oggi che la missione di chi esplora il cosmo si deve confrontare con i mutati trend tecnologici, scientifici e, soprattutto, geopolitici della rinnovata competizione spaziale? Presso la sede di Cesi, in via Rubattino a Milano, ai margini della presentazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/cosa-vuol-dire-essere-astronauti-oggi-parla-il-generale-roberto-vittori.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/cosa-vuol-dire-essere-astronauti-oggi-parla-il-generale-roberto-vittori.html">Cosa vuol dire essere astronauti oggi? Parla il generale Roberto Vittori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051115553723_effe08e33798609d9101a2144781a933-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa significa essere <strong>astronauti </strong>e esploratori dello spazio<strong>, oggi, nel 2024?</strong> Cosa cambia, sul fronte operativo, oggi che la missione di chi esplora il cosmo si deve confrontare con i mutati trend tecnologici, scientifici e, soprattutto, geopolitici della rinnovata competizione spaziale? Presso la sede di Cesi, in via Rubattino a Milano, ai margini della presentazione del progetto <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/asse-tra-cesi-e-asi-sulle-celle-solari-cosi-cresce-lo-spazio-italiano.html">congiunto Cesi-Asi sullo sviluppo della filiera</a> delle celle solari</strong> <em>InsideOver</em> ha, nel punto stampa dedicato, posto la domanda a uno degli ospiti convenuti per l&#8217;iniziativa, il <strong>generale Roberto Vittori</strong>. 60 anni, già pilota aeronautico con oltre 2mila ore di volo, selezionato nel 1998 e autore di missioni per l&#8217;<strong>Agenzia Spaziale Italiana e l&#8217;Agenzia Spaziale Europea</strong>, Vittori ha segnalato che &#8220;non esiste un solo modo di essere astronauta. Chi si dedica a un ambito di ricerca ha necessità e professionalità diverse a seconda delle necessità. Lo scenario è notevolmente complesso, anche per effetto della vitalità crescente che l&#8217;esplorazione spaziale sta conquistando e delle dinamiche di competizione che emergono tra sistemi diversi&#8221;.</p>



<p>&#8220;La questione&#8221;, ha ricordato Vittori, &#8220;va di pari passo con gli approcci con cui organizzazioni, Stati e singole personalità si pongono nei confronti dell&#8217;esplorazione spaziale. Oggi si va dalla discussione sul turismo spaziale fino alla <strong>ricerca scientifica e tecnologica in orbita</strong>. Si va dalle missioni ordinarie, su cui i metodi operativi sono consolidati, fino a vere e proprie corse alla frontiera come la <strong>missione Polaris Dawn recentemente annunciata da Elon Musk</strong>&#8220;, ha detto Vittori. </p>



<p>SpaceX, l&#8217;azienda spaziale del magnate americano di origine sudafricana, ha spiegato Vittori rispondendo alla domanda di <em>InsideOver</em>, &#8220;mira a portare un equipaggio a oltre 1.400 km dalla Terra, oltre tre volte la distanza della Stazione Spaziale Internazionale, che si trova a 400 km dalla terra, per condurre <strong>attività extraveicolare in una corsa sempre più forte verso la nuova frontiera</strong>&#8221; di quelle che saranno &#8220;le missioni spaziali di domani. Tutto questo ci conferma come l&#8217;attività spaziale sia oggi eterogenea e complessa&#8221;, ha spiegato Vittori, il quale ha aggiunto che &#8220;questa complessità va di pari passo con <strong>la sempre più grande complessità sia del settore dell&#8217;esplorazione spaziale che di quella del settore aerospaziale</strong>, tra i quali va ricordato esistere distinzione. Anche perché parlare di questi temi significa parlare, al tempo stesso, di scienza, tecnologia, difesa, sicurezza, economia&#8221;. Un fattore, oggi più che mai, importante. </p>



<p>Questo segnala ad esempio perché, mentre sul fronte industriale le <strong>filiere delle alleanze per la costruzione di veicoli spaziali</strong>, moduli e tecnologie critiche riflettono <strong>le alleanze geopolitiche</strong>, e ad esempio l&#8217;Italia è molto vicina ai partner occidentali, sul fronte della ricerca spazi di cooperazione esistano. Lo conferma ad esempio la presenza di un equipaggio misto russo-americano sulla Stazione Spaziale Internazionale da marzo in avanti. </p>



<p>&#8220;Il mondo dell&#8217;industria aerospaziale e della ricerca spaziale è complesso&#8221;, ricorda Vittori, &#8220;e la storia della Stazione Spaziale Internazionale lo conferma: fu costruita con parte delle tecnologie che provenivano dal mondo ex sovietico e parte proveniente dal mondo occidentale. A mio avviso è bene ricordare&#8221;, ha sottolineato l&#8217;astronauta, &#8220;che se sul fronte della ricerca è bene ricercare soluzioni comuni a problemi collettivi attraverso le possibilità di cooperazione offerte in campo spaziale&#8221;, sul fronte industriale &#8220;<strong>il principio è: vinca il migliore&#8221;</strong>. Anche perché &#8220;<strong>molte nazioni stanno sviluppando una ricerca spaziale</strong> volta a orientare anche fuori dal nostro pianeta la ricerca delle materie prime e delle risorse necessario al sistema economico&#8221;, ha ricordato Vittori. Citando il caso del recente invio da parte della Cina della missione Chang&#8217;e 6 verso la Luna, ove cercherà campioni di rocce per implementare la possibile ricerca di minerali di valore al loro interno. Per ora è una missione senza equipaggio. In futuro, si vedrà. Gli esploratori dello spazio di oggi e di domani vi andranno per molte ragioni: <strong>dalla scienza alla ricerca tecnologica, dagli obiettivi economici a quelli di sicurezza</strong>. Anche per questo quella in via di esplorazione è, oggi più che mai, una frontiera infinita in continua espansione.</p>
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		<title>Da Marte alla Luna: cosa non ha funzionato nel programma spaziale russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/da-marte-alla-luna-cosa-non-ha-funzionato-nel-programma-spaziale-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[allunaggio]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[Roscosmos]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mosca costretta a rivedere i propri piani spaziali e a temere una concorrenza internazionale sempre più forte  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/da-marte-alla-luna-cosa-non-ha-funzionato-nel-programma-spaziale-russo.html">Da Marte alla Luna: cosa non ha funzionato nel programma spaziale russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/russia-luna-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La missione russa <strong>Luna 25</strong> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/attualit/collisione-suolo-lunare-distrutta-sonda-luna-25-2198924.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è fallita proprio nella fase finale</a>. Dopo il lancio della sonda che avrebbe dovuto raggiungere il polo sud della <strong>Luna</strong>, uno dei punti più misteriosi del nostro satellite, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/luna-decollata-sonda-russa-soyuz-corsa-conquista-spazio-2195823.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per circa dieci giorni </a>il viaggio sembra non aver fatto emergere anomalie. Qualcosa è andato storto poco prima dell&#8217;allunaggio, mentre nella sede di Mosca della <strong>Roscosmos</strong>, l&#8217;agenzia spaziale russa, ci si preparava a raccogliere le prime immagini inviate dalla sonda. Tra il 19 e il 20 agosto, si legge in una nota di Roscosmos, sono stati persi i contatti con Luna 25 e ogni tentativo di riconnessione non è andato a buon fine. Infine la conferma: il dispositivo che doveva arrivare nelle aree più remote del nostro satellite si è schiantato al suolo. Una circostanza che potrebbe avere anche<strong> connotazioni politiche</strong>, all&#8217;interno come all&#8217;esterno della Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni di Mosca nello spazio </h2>



<p>Il nome del progetto Luna 25 non era casuale. La denominazione si poneva in continuità con un&#8217;altra missione, quella chiamata Luna 24 e che risaliva al 1976. Un&#8217;era dove la corsa allo spazio appariva come uno dei campi di battaglia della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra fredda tra Mosca e Washington</a>. Proprio la corsa verso la Luna e verso una maggior conoscenza dell&#8217;universo ha in qualche modo inaugurato il duello tra le due super potenze di allora, <strong>Urss</strong> e <strong>Usa</strong>. Se Washington può annoverare l&#8217;arrivo del primo uomo sulla Luna, Mosca dal canto suo può rivendicare il primato del primo satellite artificiale mandato in orbita attorno la Terra, del primo uomo nello spazio e della prima donna nello spazio. </p>



<p>Obiettivi presentati più di mezzo secolo fa come successi del sistema sovietico e che hanno dato alla Russia una <strong>tradizione</strong> nei voli spaziali di assoluto rispetto. Rimettere mano ai progetti di Roscosmos, ha quindi inevitabilmente rappresentato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una priorità dell&#8217;era Putin</a>. L&#8217;attuale presidente russo ha visto nel rispolvero della tradizione spaziale russa uno degli elementi in grado di ricordare, dentro e fuori la federazione, il ruolo di potenza di Mosca. Da qui le ambizioni sia sulla Luna che su Marte.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti dei progetti spaziali russi</h2>



<p>Il Cremlino però già da un decennio è costretto a fare i conti con la <strong>realtà</strong>. La situazione di oggi è ben diversa da quella dei primi anni di Guerra fredda. I progetti e i programmi drenano molti soldi dal bilancio statale russo e inoltre la stessa Roscosmos è stata raggiunta da scandali e sospetti di corruzione. Un aumento dei finanziamenti decretato durante il secondo mandato di Putin, ha determinato la formazione di un ambizioso <strong>programma</strong> di missioni relative sia all&#8217;esplorazione della Luna che di Marte. </p>



<p>Molti obiettivi però non sono stati raggiunti. Nel gennaio 2012 ha suscitato scalpore il fallimento della missione <strong>Fobos Grunt</strong>, il cui vettore avrebbe dovuto raggiungere proprio Fobos, uno dei satelliti di Marte. Sviluppata insieme all&#8217;agenzia spaziale cinese grazie a un accordo siglato nel 2007, la missione sotto il profilo politico era destinata anche a cancellare l&#8217;onda del fallimento di <strong>Mars 96</strong>. Quest&#8217;ultimo era il nome dato al progetto, sviluppato questa volta con le agenzie spaziali europee nel 1996, per lanciare la concorrenza alla Nasa nell&#8217;esplorazione di Marte. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Failed Russian space probe plunging back to Earth" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/q6CHdwrWpJQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_q6CHdwrWpJQ");</script>
</div></figure>



<p>La sonda Mars 96 ha finito la sua corsa, nel novembre del 1996, nell&#8217;Oceano Pacifico a causa del malfunzionamento del razzo vettore Proton. Nel gennaio 2012 la stessa sorte è toccata per l&#8217;appunto alla sonda Fobos Grunt. Lanciata nel novembre del 2011, il satellite è rimasto in orbita attorno alla Terra per poco più di due mesi e un malfunzionamento ha impedito la prosecuzione del viaggio verso Fobos e Marte. Il 15 gennaio successivo, la sonda è così precipitata a largo delle coste cilene. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento di Luna 25</h2>



<p>Accantonati i progetti relativi a Marte, Mosca si è quindi concentrata sulla Luna. La missione Luna 25 aveva tra gli obiettivi proprio quello di un ritorno della Russia nell&#8217;esplorazione lunare, interrotta negli anni &#8217;70 quando la corsa allo spazio non ha più rappresentato un elemento decisivo nell&#8217;ambito del confronto con gli Usa. Ma anche in questo caso, lo schianto della sonda sulla superficie lunare ha costretto il Cremlino ad ingoiare l&#8217;ennesima delusione su questo fronte. </p>



<p>Incidenti del genere sono sempre messi in conto, tanto in Russia quanto negli Usa e negli altri Paesi che stanno sviluppando programmi simili, ma il fallimento di una nuova missione apre<strong> numerosi interrogativi</strong>. Luna 25 è costata svariati milioni di Rubli, al pari della Fobos Grunt. E dopo ritardi nella progettazione e nel lancio delle sonde, in entrambi i casi gli obiettivi non sono stati raggiunti. In futuro, l&#8217;opinione pubblica potrebbe quindi non dare un forte sostegno ai prossimi programmi. E c&#8217;è chi sospetta come, specialmente da adesso in poi, lo sviluppo di eventuali progetti da parte di Roscosmos potrebbero essere visti come uno sperpero di denaro piuttosto che come uno strumento scientifico e politico in mano alla Russia. </p>



<p>A livello internazionale poi, il fallimento di Luna 25 è uno smacco non indifferente. Nel pieno della <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html">guerra in Ucraina</a>, dover annotare lo schianto della propria sonda sul nostro satellite non aiuta certo i piani del Cremlino volti a presentare la Russia come una potenza antagonista all&#8217;attuale ordine statunitense. Sul caso è stata già annunciata un&#8217;inchiesta interministeriale, ulteriore segno di come il fallimento della missione potrebbe avere risvolti in grado di andare ben oltre Roscosmos. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della corsa allo spazio tra le grandi potenze</h2>



<p>Mosca inoltre deve confrontarsi con un altro elemento di novità rispetto agli anni della guerra fredda. La corsa allo spazio non è più solo un affare tra Stati Uniti e Russia. Altre potenze si stanno affacciando e altri attori sono pronti a ritagliarsi un proprio ruolo nell&#8217;esplorazione spaziale. Nei prossimi giorni, proprio sulla Luna è previsto l&#8217;arrivo di una sonda indiana lanciata lo scorso 14 luglio. <strong>Chandrayaan-3</strong>, questo il nome della sonda, rappresenta ad oggi il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;industria spaziale di <strong>New Delhi</strong>. Un settore su cui si sta investendo molto e che appare sempre più in crescita. </p>



<p>C&#8217;è poi ovviamente la <strong>Cina</strong>, da molti considerata come la vera candidata a un ruolo di antagonista agli Usa nelle future esplorazioni spaziali. Il successo delle missioni lunari <strong>Chang&#8217;e</strong>, sviluppate tra il 2007 e il 2020, ha dato a Pechino credenziali importanti anche in vista di possibili missioni su Marte. Anche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Giappone</strong> stanno intensificando i propri sforzi nel settore, così come è da tenere in considerazione il contributo dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (<strong>Esa</strong>) nelle varie missioni internazionali.</p>



<p>Lo spazio attorno alla Terra è quindi sempre più &#8220;trafficato&#8221; e solcato da mezzi e satelliti di diversi Paesi. Per Mosca questo si traduce in una maggiore concorrenza, impossibile però al momento da arginare solo facendo un richiamo ai fasti della propria tradizione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/da-marte-alla-luna-cosa-non-ha-funzionato-nel-programma-spaziale-russo.html">Da Marte alla Luna: cosa non ha funzionato nel programma spaziale russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il piano &#8220;spaziale&#8221; di Pechino per l&#8217;Africa: cosa succede nella base in Gibuti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-piano-spaziale-di-pechino-per-africa-cosa-succede-nella-base-militare-in-gibuti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2023 12:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la Cina, oltre a quelli ufficiali la base di Gibuti ha anche un altro utilizzo, strettamente connesso con la corsa allo spazio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230720132431951_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;agosto 2017 la <strong>Cina </strong>ha inaugurato la sua prima – e fin qui unica &#8211; <strong>base militare</strong> all&#8217;estero. A <strong>Gibuti</strong>, nel Corno d&#8217;Africa, Pechino spiegava di aver aperto un centro di supporto pensato per contribuire a mantenere la pace nella regione e rendere più efficienti gli sforzi umanitari cinesi nel continente africano.</p>



<p>&#8220;La base di Gibuti non ha nulla a che fare con una corsa agli armamenti o un&#8217;espansione militare. La Cina non ha intenzione di trasformare il centro logistico in un punto d&#8217;appoggio militare&#8221;, scriveva l&#8217;agenzia di stampa statale <em>Xinhua</em>, coprendo l&#8217;evento. </p>



<p>Chiaramente, oltre alle motivazioni ufficiali di natura diplomatica e di supporto ai governi africani, dietro all&#8217;apertura della base cinese non mancano le ragioni strategiche. Innanzitutto Gibuti, un Paese poco più grande dello stato americano del New Jersey, si trova di fronte allo stretto di <strong>Bab al-Mandab</strong> e vicino al <strong>Canale di Suez</strong>, attraverso il quale transita, ogni anno, fino al 10% del commercio mondiale di petrolio via mare (e non solo quello). </p>



<p>Dopo di che ricordiamo che qui sorgono altre installazioni militari straniere, tra le quali quelle di Usa, Regno Unito, Italia, Arabia Saudita, Giappone e Francia, e che l&#8217;inserimento cinese non ha fatto altro che rendere più affollata la presenza straniera in loco.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-braccio-di-ferro-usa-cina-con-vista-antartide-che-incendia-la-terra-del-fuoco.html">Il braccio di ferro Usa-Cina che infiamma la “Terra del Fuoco”</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-braccio-di-ferro-usa-cina-con-vista-antartide-che-incendia-la-terra-del-fuoco.html">L’accordo tra Cina e Tagikistan per una base militare</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-base-della-cina-in-cambogia-cambiera-gli-equilibri-dellasia.html">Come la base militare cinese in Cambogia cambia gli equilibri asiatici</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;altro uso della base cinese di Gibuti</h2>



<p>Supporto umanitario in Africa, tutela degli investimenti cinesi nella regione e punto di appoggio strategico per il monitoraggio di uno dei choke point più delicati del mondo, quale è il Canale di Suez. Per la Cina, tuttavia, la base di Gibuti ha anche un altro utilizzo, strettamente connesso con la <strong>corsa allo spazio.</strong> </p>



<p>Lo scorso gennaio, infatti, l&#8217;<strong>Hong Kong Aerospace Technology Group (Hkatg</strong>), una società con sede a Hong Kong collegata a Huawei, in collaborazione con <strong>Touchroad International Holdings</strong>, hanno firmato un memorandum con le autorità di Gibuti per costruire e gestire uno <strong>spazioporto orbitale</strong> che coprirà almeno dieci chilometri quadrati. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-1024x976.jpg" alt="" class="wp-image-312750" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-1024x976.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-300x286.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-768x732.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-1536x1464.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-2048x1952.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/stretto-Bab-el-Mandeb-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Il sito, che dovrebbe includere sette piattaforme di lancio e tre piattaforme di prova missilistica, sorgerà proprio a Gibuti e, quando sarà completato, diventerà il primo in assoluto mai costruito sul suolo africano. Hkatg ha firmato un <strong>memorandum d&#8217;intesa</strong> sul progetto con il governo di Gibuti e con la suddetta Touchroad, società che ha costruito diverse fabbriche e zone economiche speciali in tutta l&#8217;Africa. </p>



<p><strong>Ismail Omar Guelleh</strong>, presidente di Gibuti, ha dichiarato su Twitter che lo spazioporto, dal valore di <strong>1 miliardo di dollari</strong>, impiegherà cinque anni per essere costruito e sarà trasferito al governo dopo 30 anni (altre fonti sostengono 35 anni).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo chiave dell&#8217;Africa per la corsa allo spazio</h2>



<p>Il progetto dello spazioporto, che sorgerà nella regione settentrionale di <strong>Obock</strong>, comprenderà anche la costruzione di centrali elettriche, impianti idrici, un porto e pure un&#8217;autostrada di livello internazionale. &#8220;Gibuti è stato scelto per ospitare questo progetto per via della sua <strong>posizione geografica</strong>, vicino all&#8217;Equatore, favorevole per scattare foto ad alta definizione nelle missioni di osservazione e analisi di missili aerospaziali e satellitari&#8221;, ha dichiarato il governo di Gibuti dopo la firma del memorandum. </p>



<p>L&#8217;intesa consentirà al piccolo Paese africano di trasformarsi nel prossimo <strong>hub spaziale strategico</strong> dell&#8217;Africa, mentre alla Cina di continuare nella sua corsa verso lo spazio. In tutto questo, il continente nero può sorridere. Già, perché secondo un report del 2022 della società di ricerca <em>Space in Africa</em>, il valore dell&#8217;industria spaziale e satellitare africana un anno fa sarebbe salito a oltre<strong> 19,6 miliardi di dollari.</strong> </p>



<p>Ma perché puntare sull&#8217;Africa orientale? Queste nazioni sono ben posizionate in quanto vicinissime all&#8217;<strong>equatore</strong>, dove per effettuare varie operazioni è richiesta un&#8217;energia minima. E dove la Terra ruota più velocemente, dando una spinta ai razzi. L&#8217;Africa è poi al <strong>centro del mondo</strong>. In termini di tracciamento dei satelliti &#8211; e persino di ricezione dei segnali e monitoraggio – è, a detta degli esperti, il continente situato nella posizione migliore. La Cina non vuole farsi sfuggire queste opportunità a (relativamente) buon mercato.</p>
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		<title>Le basi segrete dove la Cina prepara l&#8217;assalto spaziale contro gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-basi-segrete-dove-la-cina-prepara-la-guerra-spaziale-agli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 12:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi antisatellite]]></category>
		<category><![CDATA[Armi laser]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Satelliti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1089" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-scaled-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-1024x581.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-1536x871.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-2048x1161.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo gli Usa la Cina si starebbe preparando a dominare lo spazio. Le armi laser di Pechino e il rischio di un'escalation globale</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-basi-segrete-dove-la-cina-prepara-la-guerra-spaziale-agli-usa.html">Le basi segrete dove la Cina prepara l&#8217;assalto spaziale contro gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1089" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-scaled-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-1024x581.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-1536x871.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-2048x1161.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soldato-cinese-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All&#8217;inizio di maggio il governo cinese ha rivisto le sue leggi sulla coscrizione. Tra i vari emendamenti, approvati dal Consiglio di Stato e dalla Commissione militare centrale di Pechino, ne troviamo alcuni che consentono ai militari in pensione di potersi arruolare nuovamente, ed altri che mirano ad incrementare il reclutamento del personale incentrato sulle competenze nello <strong>spazio </strong>e nella <strong>guerra</strong> <strong>informatica</strong>. Le assunzioni dalle migliori università avranno la priorità &#8220;per aiutare l&#8217;<strong>Esercito popolare di liberazione </strong>(Pla)<strong> </strong>ad aumentare la qualità complessiva e costruire una forza professionalizzata&#8221;, ha scritto il <em>Global Times</em>. Appare sempre più evidente come <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xi Jinping</a> intenda investire tutte le risorse necessarie per consentire alla <strong>Cina </strong>di dominare il <strong>settore aerospaziale</strong>. Un settore caldissimo che, in un futuro non troppo lontano, diventerà sempre più strategico. </p>



<p>Il <em>Center for Strategic &amp; International Studies </em>(Csis) ha pubblicato di recente lo <em><a href="https://csis-website-prod.s3.amazonaws.com/s3fs-public/2023-04/230414_Bingen_Space_Assessment.pdf?VersionId=oMsUS8MupLbZi3BISPrqPCKd5jDejZnJ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Space Threat Assessment 2023</a></em>, un paper che contiene una valutazione annuale della minaccia spaziale. Nel documento si legge che la Cina sta procedendo spedita sulla strada per diventare il <strong>leader mondiale</strong> nello spazio. Giusto per farsi un&#8217;idea dei progressi cinesi, il Dragone ha raddoppiato il numero dei suoi satelliti in orbita, passando dai 250 del 2019 ai 499 del 2021. </p>



<p>Le capacità spaziali del gigante asiatico sono seconde soltanto agli Stati Uniti e in continuo miglioramento. Pechino gestisce quattro spazioporti e un famiglia di veicoli di lancio spaziale <strong>Long March</strong> (Slv) in grado di fornire un&#8217;ampia gamma di satelliti a diverse altitudini orbitali, mentre nel 2022 ha condotto 64 lanci spaziali che le hanno consentito di posizionare oltre 150 satelliti in orbita. </p>



<p>In uno scenario del genere, gli Usa monitorano con attenzione quanto sta accadendo. Il Pentagono, in particolare, si sta preparando per un futuro conflitto nello spazio, visto che Cina e Russia stanno lavorando su <strong>missili </strong>e <strong>laser </strong>in grado di eliminare i satelliti nemici e interrompere le comunicazioni militari e civili. </p>



<p>A marzo, la Casa Bianca ha proposto un budget annuale di 30 miliardi di dollari per la<strong> Us Space Force</strong>, ovvero quasi 4 miliardi di dollari in più rispetto allo scorso anno, nonché un aumento maggiore rispetto a quanto preventivato per Air Force e Marina. Ricordiamo che la Space Force è stata creata nel 2019 come sesto braccio dell&#8217;esercito statunitense, con l&#8217;obiettivo di pianificare e difendere gli interessi Usa nello spazio e focalizzare l&#8217;attenzione sulle minacce emergenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-2.jpg" alt="" class="wp-image-396323" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-2.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-2-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-2-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-2-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I laser della Cina</h2>



<p>Le minacce spaziali cinesi, hanno spiegato i funzionari del Pentagono, vanno da missili e <strong>laser</strong> lanciati da terra &#8211; che potrebbero distruggere o disabilitare i satelliti statunitensi &#8211; a interferenze informatiche di vario tipo, per non parlare di possibili attacchi nello spazio. La Cina ha investito molto nel suo <strong>programma spaziale</strong>, realizzando una stazione orbitante con equipaggio, sviluppando missili e laser terrestri e rafforzando le sue modalità di sorveglianza. </p>



<p>Pechino sta &#8220;testando sistemi satellitari in orbita che potrebbero essere armati. Hanno già dimostrato la capacità di controllare fisicamente e spostare altri satelliti&#8221;, ha dichiarato il generale Chance Saltzman, capo delle operazioni spaziali per la Us Space Force, in una recente audizione al Congresso. Le prove raccolte dagli Usa suggeriscono che la Cina sia effettivamente entrata in una <strong>corsa agli armamenti</strong> per il potenziale controllo dello spazio, da perseguire, in particolare, puntando sulle <strong>armi laser anti satellite</strong>. </p>



<p>L&#8217;interesse del Dragone per i sistemi d&#8217;arma laser è nato intorno agli anni Sessanta, come parte del <strong>Progetto 640</strong>, il primo programma di sviluppo Abm della Cina. Lo Shanghai Institute of Optics and Fine Mechanics ha supervisionato il sottoprogramma laser <strong>Progetto 640-3</strong>, con il fine ultimo di produrre un laser ad alta energia con il quale intercettare missili balistici. Il Progetto 640 fu cancellato nei primi anni Ottanta, anche se il governo cinese decise comunque di continuare a studiare le armi laser, ambito di ricerca che confluì nel <strong>Programma 863</strong> riguardante lo &#8220;sviluppo dell&#8217;alta tecnologia&#8221;. </p>



<p>Il Paese ha sempre mantenuto l&#8217;interesse per una &#8220;classe più ampia di armi&#8221;, ovvero le <em>xin gainian wuqi</em>, le &#8220;nuove armi concettuali&#8221;, dove rientrano anche le suddette armi laser. Ed è proprio quest&#8217;ultima la fonte di maggiore preoccupazione per gli Usa. Ricordiamo che, nell&#8217;agosto e nel settembre del <strong>2006</strong>, il governo degli Stati Uniti riconobbe che i sistemi laser di Pechino erano stati puntati sui propri satelliti mentre questi transitavano sul territorio cinese. Alcuni analisti suggerirono che si trattasse di dimostrazioni a bassa potenza dei sistemi d&#8217;arma anti satellite (Asat) cinesi, mentre altri ipotizzarono che fossero in azione semplicemente di telemetri laser utilizzati per tracciare orbite satellitari precise. La verità potrebbe essere a metà strada. Ma oggi sono passati quasi 20 anni dagli episodi sopra descritti. E la Cina, da allora, ha fatto passi da gigante.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pallone-spia-alle-aziende-come-e-perche-la-cina-spia-gli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palloni, satelliti e aziende: come funziona lo spionaggio cinese negli Usa</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/salta-la-visita-di-blinken-in-cina-tutte-le-spaccature-diplomatiche-tra-usa-e-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tutte le spaccature diplomatiche tra Usa e Cina</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/lunita-militare-cinese-segreta-chi-ce-dietro-alla-campagna-dei-palloni-aerostatici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cos’è la Strategic Support Force, l’unità militare cinese segreta</a></strong></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Le strutture chiave</h2>



<p>Già nel 2019, l&#8217;analista Sean O&#8217;Connor aveva identificato <strong>tre strutture</strong> dislocate sul territorio cinese in grado di supportare lo sviluppo e l&#8217;implementazione di un sistema operativo basato su laser a elettroni liberi (Fel). </p>



<p>Il primo sito individuato coincide con l&#8217;<strong>Anhui Institute of Optics and Fine Mechanics (Aiofm)</strong>, un complesso di ricerca incastonato nella provincia dello <strong>Hefei</strong>, lungo le rive del lago Dongpu, in quella che l&#8217;istituto ha ridefinito l'&#8221;isola della scienza&#8221;. Dai rapporti <em>open source</em> si evince che l&#8217;istituto contiene una struttura unica, presumibilmente progettata per supportare una sorta di sistema da puntare verso l&#8217;alto. Si tratta di un grande edificio rettangolare con un tetto scorrevole, che potrebbe ospitare uno o più oggetti pensati per essere puntati contro il cielo o lo spazio. </p>



<p>Un secondo centro di ricerca sospetto è stato rilevato nel Sichuan, precisamente nella città di <strong>Mianyang</strong>. Qui sorge l&#8217;<strong>Accademia Cinese di Ingegneria Fisica (Caep)</strong>, che ospita una grande quantità di programmi di ricerca e sviluppo (laser ma pure progettazione di armi nucleari). Anche l&#8217;Accademia ospita un grande edificio rettangolare dotato di tetto scorrevole. Non è da escludere che un laser a elettroni liberi progettato dalla Caep sia stato accoppiato con le capacità ottiche di Aiofm, il tutto per affinare armi anti satellite. </p>



<p>Certo è che c&#8217;è una terza struttura da menzionare, appena salita alla ribalta delle cronache internazionali per la vicenda di un presunto <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-sta-costruendo-un-mega-dirigibile-spia-ecco-il-sottomarino-dei-cieli.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dirigibile spia avvistato al suo interno</a>. Stiamo parlando del <strong>Korla East Test Site</strong>, un complesso vicino alla catena montuosa del Tian Shan e in gran parte simile alle strutture di Hefei e Mianyang. A Korla, la Cina potrebbe implementare i suoi sistemi laser Asat. </p>



<p>Come ha sottolineato <em>Asia Times</em>, Pechino ha costruito il sito in questione nel 2003. Gran parte della sua attività dal 2005 rimane non documentata, anche se si suppone realizzi ricerche su laser e ottica. La struttura è gestita <a href="https://it.insideover.com/difesa/lunita-militare-cinese-segreta-chi-ce-dietro-alla-campagna-dei-palloni-aerostatici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall&#8217;Unità 63655 dell&#8217;esercito – Forza di Supporto Strategico (Pla-Ssf)</a>, che si occupa, non a caso, proprio della ricerca su laser e ottica, dirigibili stratosferici e microonde ad alta potenza. </p>



<p>Ma a cosa servono tecnologie del genere? Per finalità scientifiche e di ricerca, certo. Ma la Cina potrebbe impiegarle tecnicamente per nascondere i suoi satelliti militari dagli occhi indiscreti dei satelliti spia stranieri. Oppure per rendere invisibili silos di missili nucleari e altre strutture. In teoria, grazie ai laser il Dragone potrebbe anche non far rilevare potenziali preparativi per un&#8217;offensiva su Taiwan. O perfino interferire con i satelliti nemici, in particolare quelli relativi alla difesa missilistica. Una simile mossa potrebbe tuttavia essere interpretata come un preludio per un attacco nucleare. Con conseguente <strong>escalation </strong>involontaria e potenziale disastro globale.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-basi-segrete-dove-la-cina-prepara-la-guerra-spaziale-agli-usa.html">Le basi segrete dove la Cina prepara l&#8217;assalto spaziale contro gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Elezioni e programma spaziale: perché gli Usa vogliono tornare sulla luna</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-programma-spaziale-perche-usa-vogliono-tornare-sulla-luna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[allunaggio]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Esplorazione spaziale]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se a John F. Kennedy vanno riconosciute due grandi invenzioni sono senza dubbio la Nuova Frontiera e la &#8220;promessa&#8221; di andare sulla luna. Era il settembre 1962 quando l&#8217;allora presidente, di fronte a una platea di 40mila persone nello stadio della Rice University in Texas, tenne un discorso passato alla storia con il titolo We choose &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-programma-spaziale-perche-usa-vogliono-tornare-sulla-luna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/kennedy-space-center-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se a John F. Kennedy vanno riconosciute due grandi invenzioni sono senza dubbio la Nuova Frontiera e la &#8220;promessa&#8221; di <strong>andare sulla</strong> <strong>luna</strong>. Era il settembre 1962 quando l&#8217;allora presidente, di fronte a una platea di 40mila persone nello stadio della Rice University in Texas, tenne un discorso passato alla storia con il titolo <em>We choose to go to the Moon</em>: Kennedy spiegò come gli Stati Uniti avevano scelto d&#8217;investire nelle spedizioni spaziali, individuando la luna come meta, per vincere la competizione pacifica dell&#8217;esplorazione dello Spazio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="John F. Kennedy: &quot;Abbiamo deciso di andare sulla Luna&quot; | Sub ITA" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/t745UL7TdCE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_t745UL7TdCE");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">1962: la Frontiera si sposta sulla luna</h2>



<p>&#8220;Abbiamo scelto di andare sulla luna in questo decennio e di fare le altre cose non perché siano facili, ma perché sono difficili. Perché questo obiettivo servirà per organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità&#8221;. Quella scadenza così stringente bastò a gettare nel panico tecnici e scienziati della <strong>Nasa</strong>, assolutamente impreparati a quel timer che ormai pendeva sulle loro teste. L&#8217;azzardo di promettere la luna si inseriva in una precisa strategia di propaganda che serviva a recuperare terreno nei confronti di un&#8217;Unione Sovietica che tra <em>Sputnik</em> e <strong>Yury Gagarin</strong> aveva strappato il primato dello Spazio.</p>



<p>La promessa, mantenuta, della luna era una <strong>manovra distrattiva</strong> che spostava la Frontiera nel Cosmo, traslando l&#8217;idea del Destino Manifesto oltre l&#8217;orbita terrestre. Era una promessa scientifica, politica, era retorica del sogno nel solco della tradizione progressista. Sette anni dopo, la <strong>missione Apollo 11 </strong>realizzava il primo passo dell&#8217;uomo sul nostro satellite. Kennedy era morto sei anni prima: i suoi successori non esitarono a raccogliere il capitale politico del programma spaziale. Per Lyndon B. Johnson lo Spazio era diventato uno strumento politico ancora più sfaccettato, fornendo un parallelo &#8220;romantico&#8221; per i suoi programmi sociali sulla Terra. Anche per Richard M. Nixon la missione Apollo rappresentò un&#8217;opportunità sfruttabile al momento giusto. Sebbene fosse stato proposto da uno dei suoi più feroci rivali cooptò il Progetto Apollo a sostegno del suo programma di relazioni estere, appuntandosi al petto la medaglia di presidente della nazione che aveva appena realizzato il primo allunaggio: era l&#8217;Operazione Moonglow.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riportare l&#8217;America sulla luna</h2>



<p>Più di cinquant&#8217;anni dopo, gli Stati Uniti <em>ci riprovano</em>. E lo fanno nutrendo la <em>suspance</em> che porterà al nuovo storico allunaggio a stelle e strisce. Questo il senso del <strong>programma Artemis</strong> che riporterà in auge le atmosfere alla <em>Fly me to the moon</em> nel 2025. Alla vigilia di una delle campagne elettorali più complesse della storia, con il clima delle primarie che si scalda, i guai giudiziari di Trump e un&#8217;intricata situazione geopolitica mondiale, Washington tenta il “metodo Kennedy”: far sognare gli americani (e forse, il mondo). La Nasa, dopo oltre 50 anni, ha infatti programmato una missione umana intorno alla luna nel <strong>novembre 2024</strong>: dalla data esatta dipenderà l&#8217;esito politico dell&#8217;impresa, ovvero galvanizzare gli elettori o omaggiare il nuovo presidente. Ma come nel 1969, la nuova missione lunare mira a promuovere una certa idea di America che sembra ormai tendere al ribasso: l&#8217;equipaggio che vi prenderà parte ha una donna al suo interno, l&#8217;ingegnera americana Christina Koch e Victor Glover, il primo afroamericano in una missione lunare. Tutti dettagli che sono sintomo del tentativo di comunicare una “Nuova Frontiera”. </p>



<p>Succederà alla fine del 2024, a 52 anni dall&#8217;ultima missione Apollo del 1972. Gli astronauti saranno a bordo della missione Artemis II, la prima con equipaggio del programma lunare Artemis. Nell&#8217;arco di 10 giorni, volerà fin dietro la faccia nascosta della luna, spingendosi più lontano dalla Terra di quanto non abbia mai fatto un essere umano. Ad annunciarlo il 3 aprile scorso, il numero uno della Nasa, Bill Nelson, in un <a href="https://twitter.com/i/broadcasts/1BdxYyRaEbzxX" target="_blank" rel="noreferrer noopener">evento al Johnson Space Center di Houston</a>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-391567" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-1536x1536.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-2048x2048.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/astronauti-artemi-sulla-luna-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli astronauti della Nasa protagonisti della missione Artemis II: Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen. Foto: Epa/Josh Valcarcel.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Elezioni presidenziali e missione sulla luna:</h2>



<p>Una scelta casuale quella di annunciare la missione proprio mentre gli occhi erano tutti puntati sul caso Trump? L’allunaggio sarà invece l&#8217;obiettivo della missione Artemis III, prevista per il 2025. Ma chi aveva avuto l&#8217;onore di proclamare il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/mai-nessuno-cos-lontano-terra-cos-voleranno-intorno-luna-2134538.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ritorno sulla luna</a> entro il 2024, proprio come Kennedy nel 1962? <strong>Donald Trump </strong>nel 2017. Una scadenza per che era parsa ancora una volta una corsa contro il tempo, più ambiziosa che reale. Tanto che i funzionari della Nasa avevano bollato, ancora una volta, questi annunci a scadenza come prove da sforzo politiche, consentendo ai manager di regnare sugli ingegneri. Resta però lo scarto temporale tra chi annuncia le missioni e chi ne gode, tanto da rendere questo tipo di investimenti perennemente incerti. Come in questo caso, sincronizzare la corsa allo Spazio con il <strong>calendario politico</strong> crea complicazioni: questo significa che se qualcosa dovesse andare storto a pagarne le conseguenze sarà sempre chi &#8220;eredita la missione&#8221;, con tutte le conseguenze politiche del caso. </p>



<p>L&#8217;agenzia spaziale americana riscuote notoriamente un sostegno <em>bipartisan</em>, tuttavia il controllo del Congresso (e  del Senato) è fondamentale per poter potenziare i programmi di spesa necessari alle missioni e alla loro sicurezza: questo significa che quello del 2024 è un meccanismo perfettamente sincronizzato dal quale dipenderà il futuro prossimo della politica spaziale americana.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Come la guerra in Ucraina cambia la geopolitica dell&#8217;esplorazione spaziale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-la-guerra-in-ucraina-cambia-la-geopolitica-dellesplorazione-spaziale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Spagnulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 12:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio universo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Verso la metà del 17esimo secolo, gli europei gettarono le fondamenta del diritto internazionale sul commercio marittimo sulla base del cosiddetto “diritto naturale”, o “res communis”. All’interno del libro Mare Liberum, un classico nella storia delle relazioni internazionali, venne infatti ufficialmente proclamato il principio innovativo per cui il mare fosse un territorio internazionale, e che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-la-guerra-in-ucraina-cambia-la-geopolitica-dellesplorazione-spaziale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-la-guerra-in-ucraina-cambia-la-geopolitica-dellesplorazione-spaziale.html">Come la guerra in Ucraina cambia la geopolitica dell&#8217;esplorazione spaziale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spazio universo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Corsa-spazio-Cape-Canaveral-Falcon-La-Presse-e1577096753256-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Verso la metà del 17esimo secolo, gli europei gettarono le fondamenta del diritto internazionale sul commercio marittimo sulla base del cosiddetto “diritto naturale”, o “<em>res communis</em>”. All’interno del libro <strong><em>Mare Liberum</em></strong>, un classico nella storia delle relazioni internazionali, venne infatti ufficialmente proclamato il principio innovativo per cui il mare fosse un territorio internazionale, e che tutti i paesi fossero liberi di effettuare scambi commerciali lungo le rotte marittime.</p>
<p>Questo principio della<strong> “libertà dei mari</strong>” aveva indubbiamente un duplice scopo: il primo era quello di favorire il libero scambio, e il secondo di dare una giustificazione ideologica all’ascesa di alcuni monopoli economici tra le flotte olandesi, britanniche e spagnole che si contendevano il predominio del commercio globale.</p>
<p>Da allora ci sono state soltanto varie dispute ma nessuna regolamentazione internazionale circa il dominio dei mari, e gli stati costieri hanno applicato il principio per cui il mare fosse “un’estensione della terraferma”; nel 18esimo secolo, tuttavia, venne accolto il principio per cui il dominio delle acque fosse limitato ad un’area difendibile da un cannone sulla terraferma, una regola che venne successivamente adottata universalmente come il “limite delle tre miglia”.</p>
<p>Oggi molti studiosi fanno lo stesso confronto con lo spazio extraterrestre — un luogo per natura illimitato e, per il momento, militarmente indifendibile — utilizzando gli oceani come termine di paragone naturale e normativo, per ispirare delle leggi sull’esplorazione spaziale.</p>
<p>La legge più basilare in materia di spazio extraterrestre è l’<strong>Outer Space Treaty dell’ONU del 1967</strong>, fortemente improntata dalla dottrina <em>res communis</em>, per cui lo spazio appartiene al genere umano ma a nessun individuo o paese. Un principio nobile, ma che si rivelò fuori orbita rispetto al contesto politico, economico e sociale allora in evoluzione ed impossibilitato a competere con le innovazioni tecnologiche del tempo.</p>
<p>Infine, questo trattato pare tuttora ben lontano dal rappresentare una vera e propria fonte di sicurezza.</p>
<p>Nel 21esimo secolo, infatti, le orbite intorno alla Terra sono sempre più popolate da un numero crescente di satelliti ed astronavi, sia a scopi commerciali ma soprattutto militari e di intelligence, con le sfide economiche e militari che si spostano dai mari del nostro pianeta agli oceani dell’universo.</p>
<p><strong>Stati Uniti e Cina hanno dato il via ad una nuova corsa spaziale in cui la Luna</strong>, e con essa l’orbita cislunare, rappresenta un bersaglio strategico più che operazionale.</p>
<p>I paesi moderni hanno sempre regolamentato le proprie relazioni sulla base di confini tracciati rigidamente, e quando ciò non fosse stato possibile, all’attività diplomatica è seguita quella militare, come ci ha in fondo insegnato tale “diritto naturale”.</p>
<p>Ma è possibile tracciare un <em>limes</em> nello spazio?</p>
<p>Ovviamente non sembra possibile, in quanto le astronavi beneficiano dell’assenza di una sovranità di sorvolo. Un satellite può essere messo in orbita ad altitudini differenti e sorvolare il mondo intero; è però curioso come alcune aree che sono parte di quel <em>limes</em> spaziale intorno alla Terra, ovvero le orbite geostazionarie, siano invece ufficialmente regolamentate.</p>
<p>Al giorno d’oggi esiste dunque un quadro normativo ibrido, in vigore soltanto per alcune tipologie di orbite, e nient’altro per ciò che si trova oltre la sfera geostazionaria, verso lo spazio extraterrestre più distante o cislunare, dove non vi è alcuna norma di diritto internazionale.</p>
<p>Le orbite terrestri si stanno drasticamente popolando di decine di migliaia di satelliti, e presto ci troveremo in una situazione paragonabile a quella di una vera e propria invasione stellare. Sarebbe come se uno stato sovrano, due secoli fa, si fosse improvvisamente ritrovato migliaia di navi nemiche lungo le proprie coste.</p>
<p>Oltre all’assenza del<strong> diritto internazionale</strong> figura anche un rischio di ecosostenibilità, un qualcosa che ci appare distante ma che in realtà non è. In orbita, i satelliti si schiantano l’uno contro l’altro — a volte per caso, a volte no — ed inquinano a diversi livelli, producendo una mole di detriti inimmaginabile. Inoltre c’è un altro rischio, legato alla pervasività commerciale delle nuove corporazioni private di tutto il mondo, che puntano al profitto sviluppando qualsiasi nuovo sistema spaziale in mancanza di un’apposita legge sul commercio nello spazio.</p>
<p>Sarebbe necessario affrontare immediatamente la questione ed applicare norme laddove possibile, e non attendere per farlo soltanto in seguito al manifestarsi di eventi critici in termini di ecosostenibilità o economia spaziale.</p>
<p>L’attuale dottrina che regola lo spazio internazionale non può portare da nessuna parte, e per un vero passo in avanti, l’Outer Space Treaty andrebbe riconsiderato sulla base della realtà di oggi. Facile a dirsi, più difficile a farsi.</p>
<p>Andrebbe creato un forum internazionale — in cui l’Unione Europea dovrebbe prendere una posizione di rilievo da player globale — per coinvolgere think tank in ambito giuridico e porre le fondamenta per una nuova era del diritto spaziale internazionale.</p>
<p>L’idea di migliorare <strong>l’Outer Space Treaty</strong> sembra difficile poiché tra i paesi firmatari non c’è ampio consenso; pertanto l’opzione più verosimile sembrerebbe quella di partire da un nucleo ristretto di paesi — UE, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Giappone e Australia — per dare forma ad una policy spaziale comune, legata ad un accordo di cooperazione reciproca per la sicurezza e la difesa nello spazio. Ciò potrebbe fornire una piattaforma per iniziare a rimodellare il diritto spaziale internazionale e dare forma anche ad accordi multilaterali con altri paesi.</p>
<p>L’idea è che, col tempo, gli accordi multilaterali nati delle policy spaziali domestiche riescano a rimodellare la concezione di diritto spaziale internazionale, rendendo l’Outer Space Treaty ridondante, o quanto meno a fare in modo che la comunità internazionale ridefinisca la dottrina <em>res communis</em>.</p>
<p>Il nucleo di paesi menzionati poc’anzi non è casuale, e riflette il subbuglio dovuto alla guerra in Ucraina. E poiché la geopolitica è l’analisi dell’influenza geografica sulle dinamiche di potere nelle relazioni internazionali, è chiaro come lo spazio sia ora l’elemento geografico da tenere attentamente in considerazione, e come i paesi che condividono gli stessi valori siano costretti a cercare una convergenza tra di essi.</p>
<p>E chi non compie passi in tale direzione dovrebbe riflettere bene sul fatto che i conflitti armati nello spazio diventeranno la realtà, anche prima di quanto ci si possa immaginare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-la-guerra-in-ucraina-cambia-la-geopolitica-dellesplorazione-spaziale.html">Come la guerra in Ucraina cambia la geopolitica dell&#8217;esplorazione spaziale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova &#8220;frontiera infinita&#8221;: la sfida della corsa allo spazio nel XXI secolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-nuova-frontiera-infinita-la-sfida-della-corsa-allo-spazio-nel-xxi-secolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 05:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1166" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-1536x933.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-2048x1244.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chasing the Infinte, &#8220;inseguendo l&#8217;infinito&#8221;: questo il titolo scelto per il nuovo numero del magazine inglese di Inside Over. Un numero dedicato interamente alla nuova corsa allo spazio, partita geopolitica, economica, scientifica e tecnologica che coinvolge le maggiori potenze del pianeta in una rivalità a tutto campo. Lo spazio è, assieme all&#8217;infosfera, uno dei due nuovi domini di confronto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-nuova-frontiera-infinita-la-sfida-della-corsa-allo-spazio-nel-xxi-secolo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-nuova-frontiera-infinita-la-sfida-della-corsa-allo-spazio-nel-xxi-secolo.html">La nuova &#8220;frontiera infinita&#8221;: la sfida della corsa allo spazio nel XXI secolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1166" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-1536x933.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531221255905_d734bbc72446105b944cde860a5f10aa-2048x1244.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em><strong>Chasing the Infinte, </strong></em>&#8220;inseguendo l&#8217;infinito&#8221;: questo il titolo scelto per il nuovo numero del magazine inglese di <em>Inside Over</em>. Un numero dedicato interamente alla nuova corsa allo <strong>spazio, </strong>partita geopolitica, economica, scientifica e tecnologica che coinvolge le maggiori potenze del pianeta in una rivalità a tutto campo. Lo spazio è, assieme all&#8217;infosfera, uno dei due nuovi domini di confronto e competizione nel contesto di una geopolitica contemporanea sempre più <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tecnologia-dati-sviluppo-cosa-ce-in-gioco-nella-corsa-allo-spazio.html#:~:text=La%20corsa%20allo%20spazio%20si,dinamiche%20di%20potenza%20del%20pianeta." target="_blank" rel="noopener">caotica e complessa.</a></p>
<p>La nuova corsa allo spazio differisce dalla precedente, andata in scena nel pieno della Guerra Fredda e in grado di portare l&#8217;uomo a superare limiti atavici dal volo di Gagarin alla passeggiata lunare dell&#8217;Apollo 11, per un dato di fatto molto eloquente: è decisamente più muscolare. Certo, sotto il profilo retorico anche la <strong>nuova corsa allo spazio</strong> è animata da ambiziosi e romantici traguardi scientifici ed esplorativi (con il ritorno dell’uomo sulla Luna e il primo viaggio verso il pianeta rosso nel mirino) ma rispetto alla precedente, andata in scena nel corso della <strong>Guerra Fredda</strong>, è molto più difficile celare gli interessi particolari di matrice geopolitica, strategica ed economica che sottendono all’impegno dei Paesi nella contesa.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3x5V6r0" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Chasing the Infinite: </strong></em><strong>il nuovo numero del magazine di <em>Inside Over</em></strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>La nuova corsa allo spazio è una partita militare, tecnologica e di intelligence. Il conflitto ucraino ha messo in luce, una volta di più, il ruolo decisivo della sinergia tra servizi segreti, apparati di osservazione della terra e centrali di elaborazione dati sparse sulla Terra. <a href="https://www.insideover.com/technology/the-perils-of-transparency-welcome-to-tomorrows-world.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Robert Cardillo, </strong>alto funzionario dell&#8217;amministrazione Usa,</a> a lungo alla guida della <strong>Us Geospatial Intelligence, </strong>parla proprio di questo nell&#8217;articolo che inaugura il magazine: Cardillo analizza approfonditamente le dinamiche legate all&#8217;uso dello spazio per operazioni di intelligence e analisi, sottolineando come sia dovere dei regimi democratici sottoporre la prassi dell&#8217;osservazione della Terra alle regole di rispetto delle libertà umane che caratterizzano le nostre società. Aprendo dunque alla possibilità che anche nella gestione dello spazio possa riproporsi l&#8217;eterna faglia tra democrazia e autoritarismo.</p>
<p>In relazione alla citata <strong>guerra d&#8217;Ucraina</strong>, l&#8217;ingegnere <a href="https://www.insideover.com/war/the-geopolitics-of-space-exploration-after-the-ukraine-war.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Marcello Spagnulo, </strong>analista specializzato</a> in geopolitica dell&#8217;esplorazione spaziale e consigliere scientifico di <em>Limes, </em>prosegue analizzando come è cambiata la competizione per le orbite dopo lo scoppio della guerra nell&#8217;Est Europa. Anche nello spazio si sono riverberate le rivalità terrestri, segno di una competività che ha travolto anche la natura cooperativa delle relazioni scientifiche costituitesi nello spazio in oltre mezzo secolo. Spagnulo analizza la dinamica della corsa allo spazio del XXI secolo intessendo un interessante paragone tra il dominio dello spazio e il dominio dei mari nel passato: ieri come oggi si tratta di governare le aree ove passano i più strategici flussi economici e informativi per la competizione globale e le dinamiche di potenza.</p>
<p>Non a caso il tema dell&#8217;importanza economica dello spazio è direttamente connesso a quello della sua rilevanza geopolitica. <a href="https://www.insideover.com/technology/a-gold-race-in-the-xxi-century-space-is-open-for-business.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>José Salgado </strong>indica nella</a> nuova corsa allo spazio l&#8217;equivalente di una &#8220;nuova corsa all&#8217;oro&#8221;, nelle orbite un Klondike da esplorare. Dalla gestione dei dati al controllo dei flussi di merci e persone sulla Terra per arrivare allo sfruttamento minerario dei corpi celesti, la <em><strong>New Space Economy </strong></em><em>è realtà </em>e impatta profondamente anche per l&#8217;elevato effetto moltiplicatore generato dagli investimenti in tecnologie e impianti del settore aerospaziale. Uno dei cui più importanti ritrovati sono oggi i <strong>mini-satelliti </strong>in grado di trasmettere il traffico internet, radio o televisivo o di fare da hub per costellazioni più estese. Dal macro al micro: <a href="https://www.insideover.com/technology/how-new-satellites-are-conquering-space.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Brian Berger, </strong>direttore di </a><em>Space News, </em>ci guida alla scoperta di questa interessante rivoluzione che nello strato più vicino dell&#8217;atmosfera avvicina la partita della nuova corsa allo spazio alle quotidianità delle società più avanzate. <strong>Come in terra, così in cielo: </strong>la partita per la frontiera infinita è aperta. E nessuno può permettersi di restare indietro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-nuova-frontiera-infinita-la-sfida-della-corsa-allo-spazio-nel-xxi-secolo.html">La nuova &#8220;frontiera infinita&#8221;: la sfida della corsa allo spazio nel XXI secolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il fronte spaziale della guerra russo-ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/il-fronte-spaziale-della-guerra-russo-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 06:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia spaziale europea (Esa)]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Roscosmos]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spazio è fronte diretto e indiretto della guerra russo-ucraina. Diretto, perché l&#8217;annuncio anticipato da parte degli Stati Uniti della mossa russa e dell&#8217;invasione iniziata il 24 febbraio scorso è stato reso possibile anche dal ruolo dell&#8217;intelligence geospaziale e della sorveglianza satellitare nel monitoraggio dei movimenti delle truppe di Vladimir Putin. Indiretto, perché lo spazio è vittima &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/il-fronte-spaziale-della-guerra-russo-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/il-fronte-spaziale-della-guerra-russo-ucraina.html">Il fronte spaziale della guerra russo-ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220306182532930_2f846d703c5691b93f3843b0b00c16a7-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo <strong>spazio </strong>è fronte diretto e indiretto della guerra russo-ucraina. Diretto, perché l&#8217;annuncio anticipato da parte degli Stati Uniti della mossa russa e dell&#8217;invasione iniziata il 24 febbraio scorso è stato reso possibile anche dal ruolo dell&#8217;intelligence geospaziale e della sorveglianza satellitare nel monitoraggio dei movimenti delle truppe di Vladimir Putin. Indiretto, perché lo spazio è vittima della <strong>guerra asimmetrica </strong>apertasi tra Russia e Occidente dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina: una <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-rischio-di-una-guerra-cyber-indiscriminata-tra-russia-e-occidente.html" target="_blank" rel="noopener">guerra cyber,</a> di intelligence, di sanzioni e diplomatica, che rischia di travolgere definitivamente le prospettive di cooperazione spaziale tra le parti e di far traslare anche nelle<a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-della-sfida-per-lo-spazio.html" target="_blank" rel="noopener"> orbite extratmosferiche la rivalità geopolitica terrestre.</a></p>
<p>Marcello Spagnulo, ingegnere che vanta oltre trent’anni di esperienza nel settore aerospaziale ed è editorialista di <em>Airpress</em> e autore del saggio <em><a href="https://www.store.rubbettinoeditore.it/geopolitica-dell-esplorazione-spaziale.html">Geopolitica dell’esplorazione spaziale</a>, </em>ha recentemente fatto notare che le conseguenze riguardano in primo luogo l&#8217;Europa: la rottura tra Occidente e Russia, in campo spaziale, può lasciare il Vecchio Continente scoperto sul fronte dei lanci più strategici, dato che la dipendenza dai razzi Soyuz delle compagnie europee è evidente. Questo era strutturato anche nell&#8217;agenda del 2022 &#8220;che prevedeva quest’anno&#8221;, ha fatto notare Spaguno in un<a href="https://formiche.net/2022/03/anche-spazio-subisce-guerra-ucraina-spagnulo/"> dialogo con Airpress,</a> &#8220;otto lanci del razzo Soyuz, di cui cinque dal cosmodromo russo di Baikonur in Kazakistan e tre dalla Guyana francese&#8221;, nella base di Kourou da cui ora i tecnici russi se ne sono andati. In particolare &#8220;’l&#8217;Europa aveva previsto di imbarcare ad aprile sulla Soyuz anche due nuovi satelliti della costellazione Galileo per la radionavigazione&#8221; e contava su Mosca per il sostegno alla <strong>missione ExoMars </strong>ora messa nel congelatore.</p>
<p>Va detto, nota Spagnulo, che &#8220;l’Europa non perde alcuna autonomia nell’accesso allo Spazio per effetto di questa decisione contingente, e nemmeno se si rivelasse una decisione permanente&#8221;, dato che la scelta di affidarsi a Soyuz era stata prettamente politica. L&#8217;Italia può sfruttare con forza i <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-sospetti-di-sabotaggio-del-lancio-del-razzo-vega-15.html">lanciatori Vega</a>, </strong>ma si tratta di un dato politico-strategico il fatto che alcuni attori, come la Francia, abbiano preferito rivolgersi a un provider straniero e al contempo a un Paese tanto difficilmente affidabile come la Russia.</p>
<hr />
<blockquote><p>Sostieni il reportage di <strong>Fausto Biloslavo</strong> in <strong>Ucraina </strong>con una donazione con Paypal o carta di credito, oppure con un bonifico:<br />
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<hr />
<p>Certo è che le considerazioni di Spagnulo aprono a un&#8217;analisi su <a href="https://www.hindustantimes.com/opinion/the-role-of-space-in-the-russia-ukraine-war-101646400483081.html">come la guerra russo-ucraina cambi la partita spaziale. </a>Così come il<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-rischio-di-una-guerra-cyber-indiscriminata-tra-russia-e-occidente.html"><strong> cyber,</strong></a> anche lo <strong>spazio</strong> è definitivamente sdoganato come terreno di contesa sistemico. Quarto e quinto dominio coesistono, assieme al <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-una-guerra-frutto-di-30-anni-di-errori-e-fraintendimenti-tra-russia-e-occidente.html" target="_blank" rel="noopener">sesto (la guerra economica)</a> come trittico simmetrico di risposta dell&#8217;Occidente alle mosse russe contro l&#8217;Ucraina, che si sviluppano sui tre domini tradizionali del conflitto. La geopolitica terrestre si riflette in cielo, mentre il decoupling spaziale tra <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener">Russia e Occidente, già di fatto in corso da anni, accelera.</a></p>
<p>Spagnulo nel suo saggio ha ricordato di come la nuova corsa allo spazio, sempre più muscolare, non abbia avuto bisogno con la stessa intensità del richiamo ideale alla scienza e all&#8217;esplorazione che ha avuto la partita dell&#8217;era della Guerra Fredda. Nonostante questo, spazi di cooperazione si sono a lungo mantenuti anche mentre la rivalità strategica si faceva sempre più complicata: la guerra tra Russia e Ucraina può <strong>cambiare tutto</strong>. ExoMars, missione <a href="https://www.sciencenews.org/blog/science-ticker/exomars-mission-set-arrive-red-planet-october-19">congiunta tra Esa e Roscosmos,</a> è in stand-by. <a href="https://www.sciencenews.org/article/russia-ukraine-war-space-science-nasa"><em>Science News </em></a>ricorda che tra le vittime del conflitto si segnala anche il telescopio <a href="https://twitter.com/eROSITA_SRG/status/1498699903480049670">eROSITA</a>, un dispositivo a raggi X costruito dal tedesco Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics in collaborazione con Roscosmos e lanciato da Baikonur nel 2019, ha visto le sue attività di studio della struttura su larga scala dell&#8217;universo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-ha-bloccato-il-nord-stream-2.html" target="_blank" rel="noopener">frenate da Berlino a fine febbraio nel quadro del distacco dalla cooperazione con Mosca.</a> La Nasa ha frenato sulla partecipazione alla missione a guida <a href="https://mobile.twitter.com/roscosmos/status/1497473032813690884">russa Venera-D il 26 febbraio scorso.</a> E nel mirino potrebbe addirittura finire il proseguimento <a href="https://www.vox.com/recode/22960170/iss-international-space-station-politics-russia-ukraine-war">delle attività della <strong>Stazione Spaziale Internazionale, </strong>simbolo di una cooperazione spaziale</a> di stampo Anni Novanta e primi Duemila che appare ormai superata dal braccio di ferro geostrategico.</p>
<p>Chi può analizzare la situazione dal punto di vista più strategico sono gli Stati Uniti. I quali grazie alla conquista dell&#8217;accesso indipendente allo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-vera-sfida-dietro-la-grande-corsa-allo-spazio-dei-miliardari.html">spazio col partenariato pubblico-privato</a> possono gradualmente ridurre la dipendenza dal Soyuz e, in prospettiva, possono riguadagnare l&#8217;alleato europeo come partner strategico nella nuova corsa allo spazio. Un riallineamento atteso da tempo a Washington e che, dietro la Russia, guarda in prospettiva alla Cina come grande avversario. Un&#8217;altra delle accelerazioni imposte da questa guerra al contesto globale riguarda il nuovo dominio di scontro tra le potenze. Destinato a diventare sempre più decisivo nei decenni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/il-fronte-spaziale-della-guerra-russo-ucraina.html">Il fronte spaziale della guerra russo-ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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