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Cesi e Agenzia Spaziale Italiana alleate per uno spazio con tecnologie italiane sempre più protagoniste grazie alle celle solari di ultima generazione. Nella giornata odierna, presso le sedi della multinazionale attiva nei servizi energetici e nella certificazione di device di ultima generazione per l’efficienza energetica in Via Rubattino a Milano l’amministratore delegato Domenico Villani ha presentato i contenuti del memorandum d’intesa che Cesi e Asi hanno siglato per valorizzare col supporto dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la produzione di moderne celle solari adatte alle nuove frontiere del mercato dei satelliti e dell’esplorazione spaziale. Firmato nel quadro del Pnrr e del piano Space Factory 4.0, il piano porterà 13 milioni di euro al servizio della filiera di Cesi e strutturerà un progetto di partenariato pubblico-privato di durata di 15 anni per i sistemi e gli asset satellitari che saranno prodotti in cooperazione.

Alla presenza del presidente dell’Asi Teodoro Valente, dell’astronauta Roberto Vittori e dell’Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia, Massimo Comparini, Cesi ha presentato la sua lunga marcia nel campo delle celle solari per l’esplorazione spaziale, iniziata negli Anni Novanta e che prosegue, dopo un trentennio di innovazioni continue, ora che lo spazio è tornato centrale nel campo della competizione economica, tecnologica e geopolitica tra i sistemi-Paese.

100 satelliti di 25 Paesi hanno negli anni utilizzato le oltre 200mila celle solari prodotte da Cesi, che Villani ha ricordato essere state realizzate grazie a tecnologie proprietarie e brevetti che hanno portato la multinazionale a specializzarsi in questo ambito. Valorizzando un’eccellenza di filiera del made in Italy ad alta componente di tecnologia che oggi appare strategico sulla scia dell’avanzata del settore spaziale. In cui l’Italia, ha ricordato Valente ai margini della kermesse, ha molto da dire, essendo protagonista dal settore dei lanciatori a quello dei servizi in orbita.

Le celle solari progettate e prodotte dal Cesi sono un esempio di innovazione nel settore spaziale, rappresentando un’eccellenza in termini di efficienza e adattabilità. Queste celle, costituite da una combinazione di germanio, arseniuro di gallio e indio-gallio-fosfuro sono le eredi di lunghi anni di ricerca state attentamente concepite per resistere alle sfide estreme dello spazio, un ambiente notoriamente ostile rispetto alla Terra. L’efficienza delle celle solari di Cesi è al 30%, il doppio di quelle tradizionali terrestri. Questo le rende idonee sia per le missioni in orbita terrestre bassa (LEO) che per quelle in orbita geostazionaria (GEO), garantendo prestazioni eccellenti indipendentemente dall’ambiente orbitale. In asse con l’Asi ora Cesi si prepara a un’ulteriore espansione della sua capacità produttiva. Oggi più che mai strategica, ha ricordato Villani, in un contesto in cui poche aziende a livello globale soddisfano una domanda resa sempre più impetuosa dalla nuova vitalità del settore spaziale.

Questo investimento mira non solo a aumentare la capacità di produzione delle celle solari per satelliti spaziali, ma anche a modernizzare i processi produttivi mediante la digitalizzazione e l’implementazione di tecnologie di monitoraggio avanzate. Questo consentirà a Cesi di mantenere la sua leadership nel settore, garantendo la fornitura di tecnologie solari spaziali all’avanguardia che soddisfano le esigenze delle missioni future. Portando in nome dell’efficienza energetica una nicchia industriale italiana a competere in prima fila nella filiera spaziale globale.

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