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	<title>Charles de Gaulle Archives - InsideOver</title>
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	<title>Charles de Gaulle Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le spie di De Gaulle: il contributo decisivo dell&#8217;intelligence francese nella Seconda guerra mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 14:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="528" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard-600x495.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard-300x248.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Il ruolo fondamentale dei servizi di intelligence del generale De Gaulle nella raccolta di informazioni contro la Germania di Hitler. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/le-spie-di-de-gaulle-il-contributo-decisivo-dellintelligence-francese-nella-seconda-guerra-mondiale.html">Le spie di De Gaulle: il contributo decisivo dell&#8217;intelligence francese nella Seconda guerra mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="528" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard-600x495.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Tableau_de_Charles_de_Gaulle_par_Jean-Loup_Othenin-Girard-300x248.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Il ruolo dei servizi segreti francesi, sia prima che durante la Seconda Guerra Mondiale, è rimasto ampiamente sconosciuto o sottovalutato, soprattutto perché la storia è stata narrata principalmente dai vincitori americani e britannici, nonché in parte dal campo gollista. Tuttavia, il <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funzionano-i-servizi-segreti-francesi.html">contributo dell&#8217;intelligence francese</a></strong> alla vittoria alleata è stato cruciale. L&#8217;esperienza accumulata in conflitti con caratteristiche uniche ha influenzato profondamente la cultura dei servizi, causando anche alcune distorsioni durature. Alla vigilia del secondo conflitto mondiale, l&#8217;intelligence esterna era gestita dai militari e organizzata attorno al <em>Deuxième Bureau</em>, responsabile dell&#8217;analisi e sfruttamento delle informazioni; al <em>Service de Renseignement</em> (SR), dedicato alla ricerca offensiva; e alla <em>Section de Centralisation des Renseignements</em> (SCR), incaricata del controspionaggio.</p>



<p>Dall&#8217;inizio della Seconda Guerra Mondiale, il SR riuscì a decifrare i codici della macchina Enigma, utilizzata dai tedeschi per proteggere i loro messaggi. Già nel 1931, uno dei suoi agenti, Hans-Thilo Schmidt, un funzionario del ministero della Guerra tedesco, aveva ottenuto il manuale di funzionamento della macchina Enigma e i suoi libri dei codici. Il primo messaggio cifrato fu completamente decrittato il 17 gennaio 1940. <strong>Durante l&#8217;offensiva tedesca in Francia, il servizio di cifratura si stabilì nella zona libera</strong>, riuscendo a mantenere le macchine essenziali per l&#8217;ascolto delle comunicazioni nemiche, inclusi gli stati maggiori, i diplomatici e la Gestapo. Le informazioni ottenute venivano comunicate quotidianamente ai servizi inglesi e, durante l&#8217;armistizio, tutte le trasmissioni erano inviate ai crittografi britannici. Grazie agli sforzi congiunti di polacchi e francesi, gli inglesi poterono decrittare i messaggi della Luftwaffe a partire dal 22 maggio 1940, quelli della Kriegsmarine nel 1941 e quelli della Wehrmacht nella primavera del 1942.</p>



<p>Dopo l&#8217;armistizio del giugno 1940, il SR e il controspionaggio riorganizzarono le loro attività clandestine nella zona libera, sfruttando l&#8217;ambiente operativo dei servizi segreti italiani e tedeschi attivi dagli anni Trenta. La SCR si mascherò sotto il nome di <em>Entreprise générale de travaux ruraux</em> (TR) a Marsiglia, sotto la direzione del capitano Paillole. Le loro postazioni rimasero operative ad Algeri, Tunisi, Rabat e in Spagna, rafforzate con l&#8217;aiuto dei servizi speciali tedeschi e italiani. <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/le-spie-del-regno-unito-come-funziona-lintelligence-di-londra.html">Collaborando con i servizi britannici, </a>condussero operazioni di infiltrazione, nonostante alcune battute d&#8217;arresto. Il SR, esperto nella clandestinità, creò antenne lungo la linea di demarcazione, mantenendo attive le sue postazioni all&#8217;estero, specialmente nei paesi neutrali. Le informazioni raccolte venivano continuamente aggiornate e trasmesse ai servizi britannici. Quando la zona libera fu invasa nel novembre 1942, le due organizzazioni entrarono nella clandestinità. <strong>Da Algeri,</strong> i loro comandi mantennero le comunicazioni con le reti presenti nella Francia occupata, fornendo informazioni ai servizi anglo-americani, contribuendo a ingannare i tedeschi sulle intenzioni degli Alleati e preparando la liberazione del paese.</p>



<p>Parallelamente, nel luglio 1940 a Londra, il generale<strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html">de Gaulle</a></strong> creò il <strong>Bureau central de renseignement et d&#8217;action (BCRA)</strong> per partecipare alla lotta clandestina contro i tedeschi. Diretto da André Dewavrin, alias colonnello Passy, il BCRA aveva la missione di raccogliere informazioni sul nemico e sostenere la Resistenza in Francia, al fine di disporre di forze che, al momento opportuno, avrebbero partecipato alla battaglia per la liberazione.</p>



<p>Il BCRA era un servizio creato ex novo da neofiti e dilettanti che non erano specialisti del Deuxième Bureau né tanto meno dei servizi segreti. Il suo direttore, il colonnello Passy, aveva 29 anni, era un politecnico e un ufficiale del genio, ma non aveva alcuna conoscenza di intelligence. Era circondato da ufficiali di riserva e volontari civili motivati ma altrettanto inesperti come lui, con un&#8217;età media appena superiore ai 30 anni. Pochissimi membri dei vecchi servizi segreti militari si unirono al BCRA, con le eccezioni di <strong>Fourcaud, che aveva lavorato per il SR</strong> tra le due guerre, e Wybot, un ex controspionaggio del colonnello Rivet.</p>



<p>Spesso criticato per l&#8217;amatoreismo dei suoi uomini, Passy rivendicava la loro inesperienza come una forza, una fonte di creatività ed entusiasmo.<strong> Egli considerava che l&#8217;occupazione della Francia </strong>e l&#8217;emergere della Resistenza avessero dato vita a uomini capaci di vedere le problematiche dell&#8217;informazione con occhi nuovi e di adattarsi alle nuove forme di azione clandestina richieste dalla situazione.</p>



<p>Passy sviluppò un approccio completamente originale, tenendo conto della situazione eccezionale in cui si trovava. Egli credeva che esistesse una connessione naturale tra molti dei combattenti della libertà e che fosse auspicabile chiedere loro di contribuire intellettualmente alle necessità della Francia. Parlava ai comandi inglesi spiegando che il BCRA mirava a raccogliere informazioni da coloro che avevano le competenze e la volontà di utilizzarle dove si trovavano. &#8220;C<strong>hi può dirci meglio dei movimenti dei treni se non un ingegnere o un dirigente della SNCF?</strong> Chi può informarci sui porti dell&#8217;Atlantico meglio di un ufficiale di marina o di un pilota di un porto libero?&#8221; In sostanza, si trattava di identificare e catalogare le persone più qualificate per fornire le informazioni più accurate in un determinato settore.</p>



<p>Tuttavia, questo approccio generava divergenze con gli alleati britannici. Per gli inglesi, la Francia libera a Londra disponeva di un serbatoio di volontari che potevano essere infiltrati oltre-Manica per spiare i movimenti tedeschi. Ma, essendo inesperti, era indispensabile formarli. L&#8217;Intelligence Service proponeva di fornire loro una formazione di base nell&#8217;arte dello spionaggio, di insegnare loro le tecniche operative di base e poi inviarli sul campo con un questionario dettagliato riguardante obiettivi specifici. Avrebbero osservato e risposto alle domande del questionario,<strong> trasmettendo poi le informazioni a Londra.</strong> Questo era il metodo classico di intelligence in territorio straniero. Inoltre, il SIS riteneva che, per essere efficaci, le reti dovessero essere piccole, clandestine e perfettamente organizzate per sfuggire alla rilevazione e penetrazione tedesca.</p>



<p>Per Passy, tuttavia, l&#8217;urgenza della situazione non permetteva tempi lunghi di formazione. Propose quindi di trovare in Francia persone già in grado di rispondere ai questionari in base alle loro funzioni o alla loro posizione geografica. Gli agenti inviati da Londra dovevano preoccuparsi meno di essere buoni osservatori e più di trovare il maggior numero possibile di informatori ben posizionati, centralizzare le informazioni e trasmetterle al BCRA nel modo più efficace possibile. Sebbene Passy fosse consapevole delle esigenze di sicurezza, la sua missione principale era quella di suscitare un movimento di massa, il che non poteva diventare un obiettivo prioritario.</p>



<p>Invece di pochi agenti segreti professionisti, Passy preferiva una miriade di osservatori guidati dai capi delle reti in contatto con Londra, incaricati di identificare bersagli e obiettivi e posizionati vicino alle attività militari tedesche, come richiesto dagli inglesi. Questi osservatori erano ben inseriti nel tessuto economico francese e nelle strutture amministrative di Vichy, permettendo una raccolta di informazioni più capillare ed efficiente.</p>



<p>Il BCRA infranse una convenzione consolidata nell&#8217;intelligence, affidandosi a dilettanti civili per raccogliere informazioni critiche. Gli ingegneri delle ferrovie della SNCF tracciavano i piani dei trasporti tedeschi, gli ufficiali di marina monitoravano i movimenti delle navi, e così via. Dove gli agenti professionisti avrebbero faticato a infiltrarsi nei sistemi di sicurezza tedeschi, i patrioti amatoriali riuscivano con una minima formazione.<strong> Fin dal suo esordio, grazie alle sue reti, il BCRA fornì una quantità impressionante di informazioni preziose,</strong> molto apprezzate dai servizi britannici e americani. Come confidò il colonnello Passy a Constantin Melnik dopo la guerra: &#8220;Abbiamo creato un&#8217;intelligence popolare. Dal pittore che spiava i piani del &#8216;Muro Atlantico&#8217; nella Kommandantur che stava ristrutturando, al pilota di rimorchiatore che osservava le navi da guerra, all&#8217;ingegnere impiegato per la produzione di razzi a Peenemünde, la popolazione francese trasformò i segreti della Wehrmacht hitleriana in un vero e proprio formaggio svizzero&#8221;.</p>



<p>Nonostante l&#8217;originalità e l&#8217;adattamento del BCRA alla situazione di conflitto, l&#8217;inesperienza e la mancanza di professionalità si manifestavano quotidianamente. Roger Wybot, giunto al servizio di St. James&#8217;s Square, trovò dilettanti pieni di buona volontà ma privi di metodo. Provenendo dal rigore professionale del Bureau M.A. di Marsiglia, Wybot rimase sconvolto dalla mancanza di disciplina e redasse un opuscolo di settanta pagine, una guida sui metodi dell&#8217;intelligence, che distribuì ai suoi compagni con franchezza e senza riguardo. &#8220;Voi pensate di fare intelligence, ma in realtà state giocando ai boy-scout,&#8221; affermava. In diverse occasioni, Wybot dovette evidenziare i rischi mortali derivanti dall&#8217;approccio dilettantesco. Anni dopo, uno dei capi del BCRA ammise: &#8220;Mancanza di rigore, violazione delle regole basilari del segreto, negligenza&#8221;.</p>



<p>Il generale Navarre, nel 1943 ad Algeri, osservò con preoccupazione la fusione dei servizi speciali decisa dai generali Giraud e de Gaulle. Avendo diretto e gestito tutti i rami dei servizi segreti, Navarre si trovò di fronte a un gruppo di persone per lo più inesperte nell&#8217;arte dell&#8217;intelligence. Questi novizi, benché motivati dal patriottismo, mancavano della competenza necessaria per operare efficacemente in un paese occupato dal nemico. Il metodo sommario impiegato dal BCRA, seppur unico e adattato alle circostanze, aveva prodotto risultati eccellenti a costo di pesanti perdite. Tuttavia, gli inglesi si rassegnarono a collaborare con il BCRA nonostante la loro organizzazione apparisse non professionale. Ironia della sorte, l&#8217;Office of Strategic Services (OSS) americano, un&#8217;agenzia di intelligence improvvisata e disorganizzata, suscitava maggiore fiducia nei membri del BCRA rispetto al solido e professionale servizio britannico.</p>



<p>In breve tempo, i quadri del BCRA accumularono un&#8217;esperienza unica, adattandosi alle condizioni estremamente particolari della guerra in Francia. Impararono a operare autonomamente dalle basi londinesi, collaborando con le reti della Resistenza grazie al supporto logistico degli inglesi, e intrapresero missioni rischiose in Francia. Con il progredire del conflitto, divennero esperti in azioni clandestine, riducendo gli errori operativi e le perdite subite in precedenza. Sebbene inizialmente distanti dall&#8217;Intelligence Service britannico, col tempo i francesi colmarono il divario, dimostrando che la loro combinazione di missioni di raccolta informazioni e azioni clandestine poteva essere efficace. La necessità di operazioni segrete contro il nemico era diventata evidente con l&#8217;avvicinarsi della guerra, rendendo essenziale un servizio d&#8217;azione che prima non esisteva.</p>



<p>All&#8217;inizio della guerra, divenne evidente la necessità di privare la Germania di parte delle sue risorse petrolifere. Tra tutte le fonti di approvvigionamento tedesche, quella rumena era la più significativa e l&#8217;unica su cui potevamo intervenire. Si esplorarono due strade. La prima prevedeva un&#8217;operazione diretta sui pozzi petroliferi: già dal settembre 1939, in collaborazione con un esperto francese di petrolio, Léon Wenger, fu pianificata una grande operazione di sabotaggio. Tuttavia, il progetto fallì a causa delle resistenze di certi ambienti, soprattutto inglesi e americani, contrari alla distruzione dei pozzi.</p>



<p>La seconda opzione era colpire i mezzi di trasporto verso la Germania, principalmente attraverso il Danubio. Un&#8217;organizzazione d&#8217;azione fu creata dal SR di Bucarest, in accordo con i servizi segreti inglesi, per far saltare le chiatte tedesche e alterare chimicamente la benzina. Sebbene 300 vagoni cisterna su 1.200 fossero stati distrutti, i risultati furono limitati. Così, si optò per una soluzione più efficace: ostruire il Danubio. Dal 1939, con il pretesto di trasportare provviste per l&#8217;esercito francese, si pianificò di affondare chiatte cariche di cemento armato di esplosivi nelle Porte di Ferro, creando un blocco impenetrabile nel fiume. Tuttavia, l&#8217;armistizio del 1940 impedì l&#8217;operazione, e gli inglesi non la proseguirono.</p>



<p>Durante l&#8217;occupazione, tra il 1940 e il 1944, diventò inevitabile passare all&#8217;azione contro l&#8217;occupante. Gli inglesi, con la creazione dello Special Operations Executive (SOE), si dedicarono a operazioni clandestine e di sabotaggio contro lo sforzo bellico tedesco. In Francia, gli ex membri del Deuxième Bureau seguirono lo stesso principio. Il BCRA, invece, combinava le funzioni di intelligence e azione in un&#8217;unica organizzazione, similmente all&#8217;OSS americano. Sebbene gli inglesi considerassero queste due attività inconciliabili, poiché l&#8217;intelligence richiedeva discrezione e pazienza mentre l&#8217;azione necessitava di rapidità e forza militare, il BCRA integrava entrambe le funzioni.</p>



<p>All&#8217;interno del BCRA stesso, vi furono dibattiti su questa strategia. De Gaulle, condividendo il punto di vista britannico, chiedeva a Passy di limitarsi alla raccolta di informazioni. Tuttavia, Passy era convinto che l&#8217;azione e l&#8217;informazione dovessero essere strettamente collegate. Credeva che la Resistenza fosse più motivata dall&#8217;azione contro i tedeschi che dalla monotonia della raccolta di dati. Ignorando gli ordini di de Gaulle, Passy incaricò alcuni dei suoi agenti di incoraggiare e supportare la Resistenza, considerando l&#8217;informazione non come un fine in sé ma come un mezzo per partecipare attivamente alla vittoria. Così, con l&#8217;avvicinarsi dello sbarco, l&#8217;azione divenne la priorità del BCRA.</p>



<p>Durante l&#8217;occupazione, dal 1940 al 1944, la necessità di agire contro l&#8217;occupante tedesco divenne impellente. Gli inglesi, creando lo Special Operations Executive (SOE) nel luglio 1940, misero in piedi un&#8217;organizzazione dedicata a condurre operazioni clandestine e sabotare lo sforzo bellico tedesco. Contrariamente a questo, l&#8217;Intelligence Service britannico evitava il sabotaggio per non compromettere la sua missione di raccolta informazioni. In Francia, gli ex membri del Deuxième Bureau applicarono lo stesso principio, ma il BCRA, di nuova formazione, riunì sia l&#8217;azione che l&#8217;intelligence in un&#8217;unica entità, come fece anche l&#8217;OSS americano. Questa combinazione, vista come un&#8217;eresia dagli inglesi, era giustificata dalla situazione unica della Francia occupata.</p>



<p>L&#8217;Intelligence Service sosteneva che le operazioni di raccolta informazioni richiedevano discrezione e pazienza, con praticanti invisibili e banali che sfuggivano all&#8217;attenzione nemica. L&#8217;azione, invece, era rapida e brutale, prevedendo perdite inevitabili. I britannici temevano che il BCRA, concentrandosi sull&#8217;azione militare e politica, trascurasse la raccolta di informazioni, fondamentale per la riconquista. L&#8217;esperienza dimostrò che le organizzazioni miste erano più vulnerabili e cedevano più facilmente sotto i colpi del controspionaggio tedesco.</p>



<p>All&#8217;interno del BCRA, il dibattito tra azione e informazione era acceso. De Gaulle, influenzato dal punto di vista britannico, ordinò a Passy di limitarsi alla raccolta di informazioni. Tuttavia, Passy, convinto che l&#8217;informazione fosse solo un mezzo per un fine più grande, ignorò questi ordini. Sapeva che i membri della Resistenza erano più motivati dall&#8217;eliminazione fisica dei tedeschi che dal monotono lavoro di raccolta dati. Dal luglio 1940, incaricò i suoi agenti di stimolare e supportare la volontà di resistenza in Francia, rifiutandosi di considerare l&#8217;informazione come l&#8217;obiettivo finale del BCRA.</p>



<p>Passy vedeva la partecipazione attiva alla lotta come essenziale per mantenere il morale e la speranza del popolo francese. Credeva che successi visibili in azioni concrete avrebbero dato ai francesi una prospettiva di vittoria. Con l&#8217;avvicinarsi dello sbarco alleato, l&#8217;azione divenne sempre più prioritaria rispetto alla raccolta di informazioni, consolidando la filosofia del BCRA: non limitarsi a osservare, ma partecipare attivamente alla liberazione della Francia.</p>



<p>Il contributo delle reti dirette dai militari dell&#8217;ex Deuxième Bureau fu altrettanto fondamentale quanto quello del BCRA. Nell&#8217;agosto 1939, il generale Gauché, capo del Deuxième Bureau, consegnò a Churchill preziosi dati sulla macchina Enigma, ben prima della dichiarazione di guerra. Churchill, nei suoi **Memorie di Guerra**, scrisse: &#8220;Il risultato è impressionante e so che, per la prima volta, è stato fatto. Le cifre sono state trasmesse a Hitler&#8221;. Il ruolo del SR nella decifrazione dei codici Enigma fu una delle più grandi conquiste francesi, accorciando di mesi la battaglia dell&#8217;Atlantico, una delle svolte cruciali della guerra. Queste intercettazioni furono vitali anche nella battaglia d&#8217;Inghilterra e nella preparazione dello sbarco in Normandia, permettendo di anticipare i movimenti della Wehrmacht e di ingannare i tedeschi sui piani alleati.</p>



<p>In Nord Africa, il controspionaggio francese annientò le reti tedesche di informazione e sabotaggio. Tra dicembre 1942 e febbraio 1943, 143 spie furono arrestate e 45 giustiziate; 21 commando di sabotatori, comprendenti 138 uomini, furono catturati al loro arrivo. Solo pochi riuscirono a sfuggire, causando danni minimi come la distruzione di un ponte stradale e il danneggiamento di un viadotto ferroviario. Nonostante i meriti indiscutibili del BCRA, il mito della rinascita dell&#8217;intelligence francese a partire dal 1940 è stato esagerato. I membri del servizio segreto della Francia libera, animati da entusiasmo e sacrificio, spesso nutrivano un sentimento di superiorità nei confronti dei professionisti del Deuxième Bureau. Tuttavia, <strong>la sconfitta del 1940</strong> fu dovuta non all&#8217;incompetenza dei servizi segreti militari, ma alla negligenza della classe politica e dell&#8217;alto comando. Gli agenti del Deuxième Bureau continuarono a operare contro tedeschi e italiani anche dopo l&#8217;armistizio, spesso in collaborazione con gli inglesi, dimostrando che il vero lavoro dell&#8217;intelligence non si era mai interrotto.</p>



<p>La condiscendenza verso il Deuxième Bureau risulta ingiustificata, soprattutto perché i successi del BCRA furono in gran parte dovuti a circostanze eccezionalmente favorevoli. Tra il 1940 e il 1945, il BCRA operò in un contesto unico: un paese invaso, un regime oppressivo, una volontà di resistenza incrollabile e una popolazione pronta a mettersi in gioco. Queste condizioni permisero la nascita spontanea di cellule clandestine determinate a passare all&#8217;azione. Inoltre, una parte della generazione adulta era già predisposta all&#8217;azione clandestina, avendo maturato interesse per le storie di spionaggio tra le due guerre. Libri, giornali, teatro e cinema avevano alimentato la fascinazione per le avventure degli eroi segreti, facilitando il reclutamento delle &#8220;missioni speciali&#8221;. Il reclutamento era dunque relativamente semplice: non richiedeva lunghe trattative né grandi incentivi. La sfida principale era distinguere le vere volontà dai mitomani e dai doppi agenti.</p>



<p>Questa situazione spiega i risultati straordinari ottenuti dal BCRA nonostante la scarsa professionalizzazione e il rigore limitato. La sicurezza delle reti poteva essere discutibile, ma finché la Gestapo non le smantellava, nuove reti prendevano il loro posto, alimentate dalla volontà di numerosi volontari. La Seconda Guerra Mondiale rappresentò un&#8217;eccezione in un paese con una tradizione limitata di intelligence. Dopo la guerra, la glorificazione dei successi del BCRA da parte della propaganda gollista creò un&#8217;immagine idealizzata che non poteva essere replicata in tempi di pace. Quando il SDECE si trovò ad affrontare il KGB durante la Guerra Fredda, l&#8217;esperienza acquisita tra il 1940 e il 1945 si rivelò di utilità limitata, poiché le nuove sfide richiedevano il reclutamento dietro la Cortina di Ferro in condizioni molto più difficili. Paradossalmente, i migliori ufficiali del SDECE furono spesso quelli formati dall&#8217;Intelligence Service britannico, che avevano appreso le basi di un vero professionalismo nell&#8217;intelligence e nelle operazioni clandestine.</p>



<p>L&#8217;inclinazione per l&#8217;azione, sviluppatasi durante la guerra, <strong>si radicò profondamente nella cultura dei servizi segreti francesi,</strong> tanto che i loro &#8211; spesso modesti &#8211; successi vennero esaltati come grandi vittorie. Negli anni successivi, questa enfasi sull&#8217;azione si mantenne viva grazie ai conflitti coloniali, alimentando un&#8217;adorazione quasi mitica per le operazioni audaci, considerate essenziali per i servizi segreti. Formare commandos d&#8217;azione appariva più semplice che reclutare agenti infiltrati di alto livello o esercitare una vera influenza politica. Questo retaggio del tempo di guerra comportò problemi seri, poiché i servizi segreti francesi si trovarono spesso coinvolti in missioni avventate che ne minarono la credibilità.</p>



<p><strong>L&#8217;impegno nelle operazioni d&#8217;azione, </strong>la maggior parte delle quali rischiose e poco strategiche, contribuì a screditare i servizi di intelligence. La tendenza a glorificare le operazioni spettacolari a discapito di una solida strategia di raccolta informazioni divenne un ostacolo significativo. Invece di evolversi verso una cultura dell&#8217;intelligence raffinata e discreta, i servizi segreti francesi rimasero ancorati a un modello di azione eroica e visibile, che non sempre si adattava alle esigenze del contesto geopolitico post-bellico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/le-spie-di-de-gaulle-il-contributo-decisivo-dellintelligence-francese-nella-seconda-guerra-mondiale.html">Le spie di De Gaulle: il contributo decisivo dell&#8217;intelligence francese nella Seconda guerra mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da De Gaulle alla Le Pen: il doloroso suicidio politico dei Repubblicani francesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/da-de-gaulle-alla-le-pen-il-doloroso-suicidio-politico-dei-repubblicani-francesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 08:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La giornata da tragedia politica del 12 giugno 2024, con la vittoria della destra, segna l'estinzione politica del gollismo francese?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-de-gaulle-alla-le-pen-il-doloroso-suicidio-politico-dei-repubblicani-francesi.html">Da De Gaulle alla Le Pen: il doloroso suicidio politico dei Repubblicani francesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612224131574_9a3a76fe3438eab5d5b3801bd8a5539f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La giornata da tragedia del <strong>12 giugno 2024 segna l&#8217;estinzione politica del gollismo francese</strong>, che nella sua storia può vantare la costituzione della Quinta Repubblica transalpina? Saranno storici e analisti politici a decretarlo. Ma certamente nulla sarà più come prima per <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-republicains.html">Les Republicains</a></strong>, il movimento della destra conservatrice moderata erede della tradizione che fa riferimento al generale <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html">Charles de Gaulle, &#8220;padre della patria&#8221; del Paese</a></strong> dalla seconda guerra mondiale alla costituzione dello Stato presidenziale.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-lo-schianto-fragoroso-di-scholz-e-macron.html">Europee, lo schianto fragoroso di Macron e Scholz</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/macron-dopo-la-sconfitta-scioglie-il-parlamento-la-mossa-tardiva-in-un-paese-che-ribolle.html">Nuove elezioni, la mossa a sorpresa (tardiva) di Macron</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/fronte-popolare-contro-unione-delle-destre-la-tenaglia-che-schiaccia-macron-in-francia.html">Fronte popolare contro unione delle destre, grandi manovre a Parigi</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Nulla sarà più come prima dopo che il partito si è spaccato: la direzione politica contro il segretario, <strong>Eric Ciotti</strong>, accusato di volersi <strong>alleare con il Rassemblement National</strong> di Marine Le Pen e Jordan Bardella all&#8217;imminente <strong>elezione parlamentare</strong> ed espulso dal partito. Ciotti stesso contro i suoi (ex) dirigenti, accusati di tradire il mandato degli iscritti. Tutti contro tutti mentre il partito erede della tradizione politica centrale nel <strong>secondo dopoguerra francese</strong> rischia un doppio assorbimento. A destra, dal Rassemblement. Nella sua componente moderata, dal &#8220;frontismo&#8221; convocato dal presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> per la battaglia finale del 30 giugno e 7 luglio. </p>



<p><strong>Tutto congiura perché il partito erede del Raggruppamento per la Repubblica e dell&#8217;Unione per il Movimento Popolare</strong>, le formazioni storiche del gollismo, diventi insignificante dopo esser stato, da anni, ridotto sotto la soglia della doppia cifra politica. </p>



<p>E lo spazio d&#8217;azione sembra esser in via d&#8217;esaurimento per un campo che ha, negli scorsi decenni, tracciato le coordinate dello Stato francese. Tra cui si annovera un&#8217;agenda fondata sul rafforzamento della figura del presidente, sulla teorizzazione dell&#8217;indipendenza nazionale con la proiezione militare e atomica, sul rapporto con l&#8217;Europa funzionale alla moltiplicazione degli interessi francesi e sulla conciliazione della tradizione <strong>monarchica e centralista dello Stato</strong> transalpino con quella giacobina, nazionale e interclassista, istituzionalizzata dalla costituzione di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/da-fucina-delle-elite-a-casta-cosi-lena-ha-tradito-il-sogno-di-de-gaulle.html">Michel Debré, ultimo grande giurista di Francia.</a></strong> </p>



<p>Per i gollisti lo spazio d&#8217;azione si esaurisce perché oggi il <strong>verticismo è esercitato da un presidente, Macron</strong>, considerato espressione di un&#8217;élite urbana, parigina e dirigenziale, dunque lontano dall&#8217;ideale di <strong>unificatore della nazione come &#8220;monarca repubblicano&#8221;</strong> da cui la Costituzione di De Gaulle investiva l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo. E il giacobinismo moderno è quello <strong>nativista e identitario del Rassemblement</strong>, nella cui storia confluisce l&#8217;animo conservatore della Francia profonda senza mai negare esplicitamente la presenza nel substrato storico del partito dell&#8217;eredità dello <strong>spirito reazionario proprio del governo <a href="https://www.challenges.fr/idees/petainisme-marine-le-pen-et-le-rn-nont-jamais-desavoue-jean-marie-le-pen_857445">collaborazionista di Vichy</a> della Seconda guerra mondiale</strong>, nemesi di De Gaulle, campione della Resistenza. </p>



<p>La filosofia dei gollisti è stata sempre far sì che questi due principi potessero coesistere. Senza la coesistenza, c&#8217;è solo il tatticismo. Quello che porta il povero, inconsapevole Ciotti a giustificare con un grido d&#8217;aiuto il suo abbraccio con Le Pen: <a href="https://www.ladepeche.fr/2024/06/12/legislatives-2024-eric-ciotti-peut-il-vraiment-etre-exclu-de-la-presidence-de-lr-ce-que-disent-les-textes-et-les-dirigeants-du-mouvement-12011185.php">&#8220;Ne abbiamo bisogno&#8221;, ha detto.</a> Il timore di essere <strong>spazzati via dai lepenisti</strong> o fagocitati elettoralmente ha prevalso nell&#8217;accettazione di un&#8217;alleanza da <em>junior partner</em> che buona parte della leadership gollista non ha accettato, perché strutturalmente inconcepibile per un partito storicamente di governo contendere per lo scettro del potere assieme a coloro che <strong>erano considerati, storicamente, reietti</strong>. </p>



<p>In queste ore molti a Parigi ricordano quando nel 2002 alle presidenziali Jean-Marie Le Pen si presentò al ballottaggio presidenziale contro il gollista <strong>Jacques Chirac</strong>, investito del sostegno trasversale di destra e sinistra, <a href="https://web.archive.org/web/20130614015220/https://www.liberation.fr/evenement/0101410636-votez-escroc-pas-facho/">che vinse con uno schiacciante 82-18.</a> La scelta politica di Ciotti, in termini di opportunismo politico, avrebbe una ragion d&#8217;essere. Ma per la storia che i Republicains si portano dietro è<a href="https://www.lejdd.fr/politique/legislatives-les-republicains-un-parti-voue-disparaitre-146293"> <strong>fin troppo: il 90% dei deputati e tutti i senatori gollisti</strong></a> hanno respinto l&#8217;accordo. Una reazione d&#8217;orgoglio, <strong>forse il canto del cigno di un partito che in queste ore si è scoperto</strong> peggio che in crisi, <strong>superfluo in una Francia</strong> dove la faglia più forte è quella tra centro e periferia. Quei due mondi che il gollismo prometteva, in nome dell&#8217;orgoglio nazionale, di unire. E che oggi sono invece l&#8217;oggetto del contendere.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-de-gaulle-alla-le-pen-il-doloroso-suicidio-politico-dei-repubblicani-francesi.html">Da De Gaulle alla Le Pen: il doloroso suicidio politico dei Repubblicani francesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Macron rilancia la Francia nucleare: un messaggio a Putin e all&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/macron-rilancia-la-francia-nucleare-un-messaggio-a-putin-e-alleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2024 09:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=416239</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="740" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron rilancia la Francia nucleare: un messaggio a Putin e all&#039;Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-768x474.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel discorso alla nazione del 14 marzo il presidente francese Emmanuel Macron ha ricordato a Vladimir Putin, accusato di voler alzare la tensione in Ucraina, che anche Parigi è una potenza nucleare. Dobbiamo innanzitutto sentirci protetti, perché siamo una potenza nucleare. Siamo pronti; abbiamo una dottrina [per l&#8217;uso delle armi nucleari]&#8221;, ha detto l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/macron-rilancia-la-francia-nucleare-un-messaggio-a-putin-e-alleuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="740" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron rilancia la Francia nucleare: un messaggio a Putin e all&#039;Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Emmanuel_Macron_2019-10-09_01-768x474.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel discorso alla nazione del 14 marzo il presidente francese <a href="https://it.insideover.com/difesa/truppe-europee-a-kiev-la-nuova-grande-strategia-di-macron-tra-ue-e-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Emmanuel Macron</strong> </a>ha ricordato a <strong>Vladimir Putin</strong>, accusato di voler alzare la tensione in Ucraina, che anche Parigi è una <strong>potenza nucleare</strong>. Dobbiamo innanzitutto sentirci protetti, perché siamo una potenza nucleare. Siamo pronti; abbiamo una dottrina [per l&#8217;uso delle armi nucleari]&#8221;, ha detto l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo. Accarezzando neanche troppo velatamente il &#8220;bottone rosso&#8221; della <em><strong>Force de Dissuasion</strong></em>, il deterrente atomico che la Francia possiede da oltre sessant&#8217;anni, unica potenza dell&#8217;Europa continentale a poter garantire un ombrello nucleare.</p>



<p>Macron lancia un messaggio alla Russia ma anche &#8211; se non soprattutto &#8211; all&#8217;Europa. Alla Russia Macron si rivolge per <strong>consolidare quella competizione</strong> retorica, politica e strategica che Parigi ha gradualmente innalzato dopo che allo stallo sul conflitto ucraino si è aggiunta, nell&#8217;ultimo anno, la <strong>dura rivalità tra i <em>proxy </em>di Mosca</strong> e i gendarmi francesi in Africa, segno di una lotta senza quartiere che all&#8217;Eliseo ha fatto prendere coscienza delle minacce ibride del Cremlino. <strong>Macron ha a lungo cercato un accomodamento con Putin</strong>, ha tergiversato nel rifornire con forza l&#8217;Ucraina e tenuto aperti più canali diplomatici possibili. Ribadendo un ruolo autonomo della Francia come potenza sovrana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dissuasione atomica di Parigi</h2>



<p>Ma, per usare un gioco di parole, la <strong>sovranità è nulla senza la proiezione di potenza</strong>. E per il presidente transalpino manifestare il ruolo nucleare della Francia significa riscoprire l&#8217;<strong>unico vero fattore per cui Parigi</strong> può considerarsi attore di statura globale nella competizione militare. Macron, non a caso, parla della <strong>dottrina nucleare francese</strong>, ispirata al principio del<a href="https://icds.ee/en/french-nuclear-policy/#:~:text=French%20nuclear%20deterrence%20is%2C%20first,would%20threaten%20those%20vital%20interests." target="_blank" rel="noreferrer noopener"> &#8220;<strong>controvalore</strong>&#8220;. </a></p>



<p>La forza nucleare francese, la quarta più grande al mondo dopo quella di Cina, Stati Uniti e Russia, si ispira allo storico dettame del generale <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Charles de Gaulle</a></strong>, pronunciato ai tempi della Guerra Fredda: &#8220;avremo i mezzi per uccidere 80 milioni di russi. Credo davvero che non si attacchi a cuor leggero coloro che sono capaci di uccidere 80 milioni di russi, anche se loro potessero uccidere 800 milioni di francesi, ammesso ci siano 800 milioni di francesi&#8221;. Un principio poi sistematizzato nel saggio <em>La paix nucleaire</em> <strong>dall&#8217;ammiraglio Marc de Joybert</strong>, secondo cui innalzando al livello atomico la deterrenza la Francia avrebbe potuto presentarsi come partner diplomatico più credibile e capace di &#8220;scalare&#8221; ogni risposta alle crisi internazionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La dimensione paneuropea dell&#8217;atomica francese</h2>



<p>E proprio per questo motivo il messaggio europeo è anche all&#8217;Europa. Nel contesto del sogno macroniano di una <strong>Difesa comune europea</strong>, la sommatoria di forze aeree, terrestre, navali, cibernetiche e d&#8217;intelligence comunitarie dovrebbe avere come suo nume tutelare la proiezione garantita dalla <strong><em>Force de dissuasion</em> </strong>sottomarina e aerea. </p>



<p>Parlando all&#8217;<strong>Ecolé de Guerre di Parigi</strong> il 7 febbraio 2020 Macron intendeva rivolgersi all&#8217;Europa quando diceva che il nucleare di Parigi &#8220;garantisce la nostra indipendenza, la nostra libertà di valutare, prendere decisioni e agire. Impedisce agli avversari di scommettere sull’escalation, sull’intimidazione e sul ricatto per raggiungere i propri fini&#8221;. Parole che possono apparire come miele per chi, oggigiorno, a Est cerca <strong>sponde politiche per contrastare la Russia</strong>. Si pensi ai Paesi baltici e alla Polonia. Paesi che hanno un rapporto privilegiato con il <strong>Regno Unito</strong>, in sistemi come la <strong>Nato e la</strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> Joint Expeditionary Force</strong>,</a> e rappresentano il grande paradosso dei piani di difesa comune europei. Loro principale ostacolo in quanto atlantici prima che comunitari ieri, possibile opportunità oggi che Macron usa la &#8220;scusa&#8221; di Putin per riaffermare la centralità di Parigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova centralità di Parigi</h2>



<p>Sarà interessante capire quanto lo sfoggio di potenza di Macron servirà effettivamente a rendere <strong>attiva protagonista Parigi in un&#8217;Europa</strong> che cambia i suoi <strong>paradigmi per la politica estera</strong> e in cui, in pochi mesi, si dovrà procedere al rinnovo delle cariche apicali. Nel 2019 Macron fu decisivo per l&#8217;elezione di <a href="https://it.insideover.com/politica/ursula-adesso-vattene-ecco-perche-un-von-der-leyen-sarebbe-un-errore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Ursula von der Leyen</strong> alla Commissione Europea</a> e <strong>Charles Michel</strong> al Consiglio Europeo. Oggi, dopo la pandemia e la guerra, vuole ricordare il ruolo di <em>kingmaker</em> in un contesto in cui l&#8217;asse privilegiato tra Parigi e la Germania si trova diverso a <strong>diverse problematiche</strong>. E ricordare, ogni tanto, di essere l&#8217;unica nazione europea garante della sovranità atomica del Vecchio Continente potrebbe apparire come uno sfoggio di rilevanza politica tutt&#8217;altro che indifferente in certe parti del Vecchio Continente. I nomi graditi a Parigi potrebbero dunque avere un percorso privilegiato verso le istituzioni europee. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nell&#8217;Europa di domani Macron vede un ruolo per Tusk e Draghi?</h2>



<p>Due nomi su tutti? <strong>Il rientrante premier polacco<a href="https://www.eunews.it/en/2024/02/23/warsaw-von-der-leyen-announces-imminent-release-of-137-billion-euros-for-poland/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Donald Tusk</a></strong>, che Macron vuole &#8220;sottrarre&#8221; al protettorato americano riscoprendone la dimensione europea ed è una tentazione come guida per una futura Commissione Europea, e <strong>il sempreverde </strong><a href="https://it.insideover.com/video/la-visita-di-draghi-a-irpin"><strong>Mario Draghi</strong> </a>che Macron sogna come <strong>presidente del </strong><a href="https://www.true-news.it/politics/renzi-presidente-consiglio-europeo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Consiglio Europeo</strong>. </a>Al tavolo delle trattative di piccole e grandi questioni, avere un bottone nucleare, in questa fase, probabilmente potrebbe rendere la voce di Parigi particolarmente ascoltata. Per arrivare dove, è tutto da vedere: la dimensione del <strong>velleitarismo</strong> non va mai tolta dal banco quando si parla della strategia francese in generale e quella macroniana in particolare. Per ora lo sfoggio nucleare alimenta la proiezione di Parigi. Tutto da vedere se spingerà i Paesi europei a partecipare a progetti di Difesa europea o se, al contrario, potrà spingere qualcuno a tirare i remi in barca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/macron-rilancia-la-francia-nucleare-un-messaggio-a-putin-e-alleuropa.html">Macron rilancia la Francia nucleare: un messaggio a Putin e all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Francia vs Macron: la maggioranza silenziosa può “colpire” ancora?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-vs-macron-la-maggioranza-silenziosa-puo-colpire-ancora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 12:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032807041625_23c9b8c025e5aac434f847d0a2dbe880-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032807041625_23c9b8c025e5aac434f847d0a2dbe880-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032807041625_23c9b8c025e5aac434f847d0a2dbe880-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032807041625_23c9b8c025e5aac434f847d0a2dbe880-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032807041625_23c9b8c025e5aac434f847d0a2dbe880-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032807041625_23c9b8c025e5aac434f847d0a2dbe880-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032807041625_23c9b8c025e5aac434f847d0a2dbe880-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante il maggio francese Emmanuel Macron non era ancora nato. In Francia, la mescola fra i diversi movimenti di estrema sinistra-che coniugavano il tradizionale impegno con forme nuove di lotta antiautoritaria- fece del quartiere latino di Parigi il teatro di una prolungata e violenta guerriglia urbana che vide contrapposti studenti e forze di polizia. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-vs-macron-la-maggioranza-silenziosa-puo-colpire-ancora.html">[...]</a></p>
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<p>Durante il maggio francese <strong>Emmanuel Macron</strong> non era ancora nato. In Francia, la mescola fra i diversi movimenti di estrema sinistra-che coniugavano il tradizionale impegno con forme nuove di lotta antiautoritaria- fece del quartiere latino di Parigi il teatro di una prolungata e violenta guerriglia urbana che vide contrapposti studenti e forze di polizia. Il movimento riuscì a unire nell&#8217;opposizione al regime gollista le varie forme di dissenso, tuttavia il <strong>generale de Gaulle</strong>, mobilitando l&#8217;opinione pubblica moderata-quella che passò col nome di &#8220;<strong>maggioranza silenziosa</strong>&#8220;, finì per ottenere un vistoso successo nelle elezioni del mese successivo, riuscendo perfino a placare il movimento studentesco con una riforma universitaria di segno efficientista. I gruppi di obbedienza gollista mantennero salda la guida del governo anche quando De Gaulle si dimise nell&#8217;agosto del 1969, sconfitto assieme alla sua riforma amministrativa sottoposta a referendum. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi del macronismo e la violenza del movimento</h2>



<p><em>Mutatis mutandis</em>, la<a href="https://it.insideover.com/politica/in-francia-ancora-in-piazza-contro-la-riforma-delle-pensioni.html"> Francia alle fiamme degli ultimi giorni </a>sembra richiamare alla memoria quei mesi, sebbene le differenze siano numerose. La più banale: Macron non è de Gaulle. Il suo indice di popolarità è crollato di sei punti in un mese, con appena il 28% di opinioni favorevoli. Per il presidente più giovane della storia francese, posto in queste settimane dinanzi a una durissima contestazione in Parlamento e nelle piazze contro la riforma delle pensioni, si tratta del livello più basso mai raggiunto dal novembre 2018, all&#8217;inizio della crisi dei gilet gialli che segnò il suo primo mandato all&#8217;Eliseo. In calo di due punti anche la premier, <strong>Elisabeth Borne</strong>, al 28%, il peggior risultato dal suo insediamento alla guida del governo a maggio. Ma soprattutto, la Francia dei <em>gilets jaunes</em>, prima, e di questi giorni, poi, non è quella del 1968. A legare, tuttavia, in un unico <em>file rouge</em> queste due grandi stagioni di proteste la trasversalità dei movimenti (con prevalenza dei movimenti non organizzati) ma soprattutto – mezzo secolo dopo –  l&#8217;esplosione della violenza come strumento di lotta politica.</p>



<p>Non a caso il capopolo delle proteste di questi giorni è tale <strong>Olivier Mateu</strong>, sostenitore di un “sindacalismo da combattimento” contro il “sindacalismo d’accompagnamento” del capitalismo. Lo stesso che nello scorso autunno presenteva così le sue credenziali, in occasione delle proteste contro il caro-vita: &#8220;siamo andati a incontrare il prefetto. E gli abbiamo detto: ‘Alla prima precettazione, scatta la guerra. Se toccate un compagno in una raffineria, diamo fuoco al dipartimento. Ma non nel senso che ci innervosiamo. Incendiamo veramente tutto, con le fiamme vere. </p>



<p>Il rischio? Il medesimo. Il generale De Gaulle non seppe a pieno comprendere la portata generazionale e storica delle proteste francesi (e internazionali): ne fu prova la sparizione per raggiungere nottetempo Baden Baden dove avevano sede le truppe francesi occupanti, sotto il comando del Generale Massu per garantirsi l&#8217;appoggio dell&#8217;Esercito se le cose si fossero messe male. Ma al netto di ciò fu proprio il gollismo preso alla sprovvista dalle proteste che fece da leva sulla maggioranza silenziosa. Ed in tempi duri per la democrazia non è detto che la paura di vedere il Paese a ferro e fuoco possa nuovamente mobilitare tutti coloro i quali, soddisfatti o meno delle scelte della Nazione, voterebbero sempre e comunque per la &#8220;sicurezza, la disciplina&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;maggioranza silenziosa&#8221; oggi</h2>



<p>Di chi si tratterebbe, in questo caso? Di <strong>un ceto medio tendenzialmente conservatore</strong> con un&#8217;età superiore a quella pensionabile che vive troppo lontano dai grandi centri oppure così vicino al cuore ricco delle grandi città francesi. Fra questi, file di macronisti, pentiti e non. Ma la &#8220;maggioranza silenziosa&#8221; è anch&#8217;essa mutata nel tempo, in Francia come altrove; alcuni dei suoi accoliti hanno ingrossato le file dei movimenti populisti e dei partiti sovranisti che chiedono Legge e Ordine. Già due anni fa, in occasione delle elezioni regionali, la stampa francese aveva tirato in ballo la maggioranza silenziosa, che in quella tornata elettorale rigettò sia il macronismo che il lepenismo. A livello nazionale, i risultati furono una <em>debacle </em>per i candidati allineati con Macron, le cui liste raschiarono appena l&#8217;11%. Le cose andarono ugualmente male per la Le Pen, le cui speranze di guidare il voto in numerose regioni andarono andarono a vuoto. Nel 2022 per Macron ancora diluvio. Questa è forse la principale differenza con il 1968: all&#8217;epoca la maggioranza silenziosa era con de Gaulle, oggi si divide in più ramificazioni e nelle ultime tornate elettorali ha punito ripetutamente l&#8217;ex <em>enfant prodige </em>d&#8217;Europa all&#8217;Eliseo.</p>



<p>La prova del nove per il caos di questi giorni? Il percorso della legge stessa sulle pensioni. Entro il 20 aprile il <em>Conseil Constitutionnel </em>dovrà esprimersi sui ricorsi presentati dalle opposizioni contro il progetto di legge. Quindi, se la Corte riterrà legittima la relativa richiesta, potrebbe aprirsi la strada del referendum. È una sfida complicata. Dopo essere stata presentata almeno dalla soglia minima di 185 tra deputati e senatori, la richiesta di <em>référendum d’initiative partagée </em>dovrebbe essere sottoscritta entro nove mesi da un decimo degli elettori, quasi cinque milioni di  francesi. Un tentativo messo in campo già sei volte in passato nella storia del Paese e che non ha mai avuto successo. </p>



<p>Nel frattempo, da Parigi, il portavoce del governo Olivier Veran, che è anche ministro per la democrazia annuncia: &#8220;Ora proviamo a migliorare il potere d&#8217;acquisto&#8221; dei cittadini. Obiettivo: &#8220;Calmare la situazione&#8221;. Di elezioni in vista, come nel 1968, non ce ne sono. Resta però un presidente senza maggioranza, che ha davanti a sé quattro anni duri, durissimi anche se barricate si placassero domani.</p>



<p></p>
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		<title>Françafrique, l&#8217;Africa della Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/francafrique-africa-della-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colonialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230112114421132_62a8216bea14de54cc515aef930bfa26-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francia africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230112114421132_62a8216bea14de54cc515aef930bfa26-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230112114421132_62a8216bea14de54cc515aef930bfa26-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230112114421132_62a8216bea14de54cc515aef930bfa26-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230112114421132_62a8216bea14de54cc515aef930bfa26-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230112114421132_62a8216bea14de54cc515aef930bfa26-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230112114421132_62a8216bea14de54cc515aef930bfa26-2048x1359.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia è l'unica potenza europea, insieme al Regno Unito, capace di mantenere il suo impero coloniale. Parliamo della Françafrique.</p>
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<p>Quello di <strong>Françafrique</strong>, ovvero l&#8217;Africa della Francia, è ultimo esempio di spazio egemonico extracontinentale ancora <em>de facto</em> in vita di uno stato europeo. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/letteratura/leterno-ritorno-degli-imperi-2084895.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ha ben raccontato <strong>Lorenzo Vita in <em>Imperi (in)finiti</em> </strong>la Francia</a>, al pari di Turchia, Russia e Regno Unito, è una potenza post-imperiale che vive in termini missionari la sua visione del mondo. </p>



<p>La proiezione egemonica in Africa le consente di dare un senso più alto alla sua grande strategia di politica estera. E la Françafrique è il più completo esempio di prolungata proiezione imperiale in assenza di dominio diretto che la storia europea e africana recente abbia contribuito a sviluppare.</p>



<p>Del resto, l&#8217;<strong>egemonia</strong> è una questione di idee, identità e necessità. Esistono potenze che si accontentano di se stesse, alcune che abbisognano di un estero vicino, per ragioni securitarie – Mosca e il mondo russo – o economicistiche – Berlino e la Mitteleuropa –, e altre che desiderano interi emisferi – Washington e la dottrina Monroe – o continenti – Parigi e l&#8217;ossessione per l&#8217;Africa.</p>



<p>Egemonia può significare ambizione su microscopici esteri vicini o su macroscopici spazi. Molto dipende dal mix di moventi materiali e ideologici che fornisce benzina ai sogni dell&#8217;egemone. Sogni che hanno spesso il colonialismo informale, i colpi di stato e le guerre sporche come mezzi, e la grandezza come fine. Come la storia della Françafrique ben insegna.</p>
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		<title>L&#8217;eterno &#8220;vizietto&#8221; della Francia: tutte le ingerenze di Parigi</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/leterno-vizietto-della-francia-tutte-le-ingerenze-di-parigi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2022 14:15:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria elettorale del centrodestra italiano ha portato con sé il ritorno delle ingerenze politiche della Francia, Paese con cui l&#8217;Italia ha una relazione storica profonda e contrastata oltre che un&#8217;inevitabile partnership ma ai cui dirigenti, troppo spesso, manca l&#8217;acume di considerare l&#8217;Italia come un pari. Emmanuel Macron, in questa fase, memore di passati scivoloni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/leterno-vizietto-della-francia-tutte-le-ingerenze-di-parigi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220416002130866_dcb1a49528a6c7b79fa76ab97aaec4f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria elettorale del <strong>centrodestra italiano</strong> ha portato con sé il ritorno delle <strong>ingerenze politiche della Francia</strong>, Paese con cui l&#8217;Italia ha una relazione storica profonda e contrastata oltre che un&#8217;inevitabile partnership ma ai cui dirigenti, troppo spesso, manca l&#8217;acume di considerare l&#8217;Italia come un pari. <strong>Emmanuel Macron</strong>, in questa fase, memore di passati scivoloni è silente. Ma dopo il 25 settembre due autorevoli esponenti del suo governo hanno parlato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I ministri di Macron contro la Meloni</h2>



<p>Ha iniziato il 26 settembre, a risultato ancora caldo, la premier <strong>Elisabeth Borne</strong>. Intervenuta ai microfoni di&nbsp;<a href="https://www.bfmtv.com/politique/en-direct-la-premiere-ministre-elisabeth-borne-est-l-invitee-de-bfmtv-rmc-a-partir-de-8h15_LN-202209260103.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>RMC-BFMTV</em></a>, la premier transalpina è stata interpellata sull’esito del&nbsp;<strong>voto&nbsp;</strong>in Italia. “Mi rifiuto di commentare la scelta democratica del popolo italiano. Spetterà al presidente della Repubblica nominare il presidente o la presidente del Consiglio”,&nbsp;ha dichiarato la Borne, dichiarandosi pronta a collaborare con Giorgia Meloni, prima di assumere toni meno amichevoli: “Francia e Unione europea staranno attente al rispetto dei diritti umani e in merito all’<strong>aborto</strong>”, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/francia-e-ue-vigili-su-diritti-umani-monito-premier-francese-2070085.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha sottolineato</a> riferendosi alle polemiche del mondo progressista internazionale sulle posizioni di <strong>Giorgia Meloni</strong>, leader della coalizione. </p>



<p>Il 7 ottobre è stata la volta del ministro francese agli Affari Europei&nbsp;<strong>Laurence Boone</strong>,&nbsp;che ha detto di voler vigilare sul &#8220;rispetto dei diritti e delle libertà in Italia&#8221; ricevendo un coro unanime di critiche. &#8220;L&#8217;era dei governi che chiedono tutela all’estero &#8211; ha avvertito la leader di Fratelli d&#8217;Italia &#8211; è finita&#8221;. Una risposta secca, a cui va aggiunta la sintomatica presa di posizione del <a href="https://it.insideover.com/politica/il-quirinale-e-la-politica-estera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Quirinale, garante negli ultimi anni della continuità dei rapporti italo-francesi</strong>.</a> &#8220;L&#8217;Italia sa badare a sé stessa nel rispetto della Costituzione e dei valori dell’Unione europea&#8221;, le parole fatte filtrare dal <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.</strong></p>



<p>La duplice ingerenza non è una novità, purtroppo. Dalla fine della Seconda guerra mondiale più volte la Francia ha guardato alla <a href="https://it.insideover.com/storia/limpero-latino-e-lutopia-di-un-asse-mediterraneo-tra-italia-e-francia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;sorella latina&#8221;,</a> che in momenti di lungimiranza strategica dovrebbe apparire come la gemella ideale per un&#8217;Europa centrata sul Mediterraneo e capace di arginare lo strapotere nordico, come a un partner di Serie B se non, addirittura, come a un satellite. Entrando a più riprese nella vita democratica del sistema-Paese. <strong>Poteri e contropoteri dello Stato francese hanno più volte visto nell&#8217;Italia un obiettivo</strong> su cui &#8220;speculare&#8221; per poter ottenere posizionamenti privilegiati sul fronte interno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In principio fu De Gaulle</h2>



<p>Già nel 1945 la Francia tornata libera sulla scia della vittoria degli Alleati dopo lo sbarco in Normandia e dell&#8217;avanzata dell&#8217;esercito della Francia Libera di <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Charles de Gaulle</a> provò a muoversi per imporre una modifica territoriale alla nuova <strong>Italia democratica guidata da<a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Alcide De Gasperi</a></strong> provando, con un colpo di mano, a impossessarsi della <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>.</p>



<p>&#8220;Alla formula brutale ma franca di Tito la Francia sostituisce quella plebiscitaria&#8221; scrisse a De Gasperi l&#8217;Ambasciatore italiano a Parigi e futuro capo dello Stato <strong>Giuseppe Saragat paventando una mossa di Parigi</strong> per imporre, durante un&#8217;occupazione seguita alla caduta della Repubblica Sociale Italiana, l&#8217;annessione della Val d&#8217;Aosta. Ipotesi poi tramontata solo grazie alla concessione dello Statuto Speciale alla piccola terra del Nord-Ovest, ma che fino al Trattato di Parigi del 1947 a Parigi molti paventarono come possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una mano francese dietro la morte di Mattei?</h2>



<p>Tornato al potere a capo della Quinta Repubblica De Gaulle restò affascinato, dopo il 1958, dall&#8217;energia e dalla visione politica del fondatore dell&#8217;Eni, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Enrico Mattei</a></strong>, che era noto essere tra i maggiori finanziatori del Fronte di Liberazione Nazionale dell&#8217;Algeria in lotta contro Parigi. De Gaulle, che capì la natura improba della conservazione dell&#8217;ultima colonia d&#8217;Africa, poté chiudere un occhio sul fatto che in nome della caccia alle concessioni energetiche il &#8220;corsaro&#8221; marchigiano lavorava per smantellare la parte finale dell&#8217;impero metropolitano di Parigi. D&#8217;altro canto, però, non mancò di sottolineare il ruolo d&#8217;apripista che Mattei giocava per ridimensionare la prevalenza delle <strong>compagnie energetiche anglo-americane</strong>, aprendo spazi decisamente ghiotti anche per Parigi.</p>



<p>Non era dello stesso avviso l&#8217;<strong>Organisation de l&#8217;Arméé Secréte (OAS)</strong>, il gruppo terroristico che desiderava far pressioni sull&#8217;Eliseo per preservare a tutti i costi l&#8217;Algeria francese. E che per molti osservatori è la vera mano dietro la tragica morte di Mattei nell&#8217;incidente aereo di Bascapé del 27 ottobre 1962. Nell’ufficio dell’Eni di Roma in via Tevere la sera di venerdì 25 luglio 1961 giunse, a tal proposito, una lettera inquietante per Mattei: &#8220;L’Organisation de l’Arméè secrète, di cui avrete senz’altro sentito parlare in Algeria, e di cui conoscete certamente i mezzi di uccidere le persone fastidiose attraverso attentati (…) ha il piacere di farvi conoscere le decisioni che vi riguardano (…) di considerare come ostaggi e condannati a morte il commendator Mattei e tutti i membri della sua famiglia (moglie, figli eccetera). Questa decisione non sarà applicata che se, dopo questo avvertimento, il Signor Mattei continuerà le sue attività nefaste per la Francia e i suoi alleati&#8221;. L&#8217;ipotesi di una mano francese dietro la morte del fondatore dell&#8217;Eni e di una convergenza tra Oas e Cia per ucciderlo in quello che, lo ha testimoniato la giurisprudenza, non fu un incidente dettato da una tragica fatalità è stata da molti sottolineata.</p>



<p>Giulio Sapelli nel 2012 <a href="https://www.tempi.it/il-metodo-mattei-intervista-a-giulio-sapelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un&#8217;intervista a <em>Tempi</em> ha dichiarato a tal proposito</a>: &#8220;Mattei è stato ucciso dall’estrema destra francese, che lo aveva già minacciato di morte per l’appoggio che aveva dato e dava alla lotta degli algerini per la loro indipendenza&#8221;. &#8220;Non a caso&#8221;, ha scritto l&#8217;accademico torinese, &#8220;quell’attentato avviene nello stesso periodo dell’attentato a De Gaulle organizzato da quella stessa estrema destra; fortunatamente per il generale e per la storia della Francia quell’attentato non è andato a buon fine, ma quello contro <strong>Mattei </strong>– nel quale ha un ruolo importantissimo dal punto di vista della sua realizzazione la mafia italiana – invece riesce&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;dottrina Mitterrand&#8221;</h2>



<p>Tra i più continuativi e dolorosi casi di ingerenza francese nella vita pubblica italiana si segnala, invece, l&#8217;applicazione continuativa della <strong>dottrina giurisprudenziale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-francois-mitterrand.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">François Mitterrand</a>, primo presidente socialista</strong> della Quinta Repubblica, che non concedere l&#8217;estradizione&nbsp;a persone imputate o condannate, ricercati all&#8217;estero per &#8220;atti di natura violenta ma d&#8217;ispirazione politica&#8221; commessi contro qualunque Stato, al di fuori di quello francese, qualora i responsabili avessero concesso esplicitamente di aver detto addio a ogni forma di violenza politica.</p>



<p>La dottrina era dovuta in particolar modo a una concezione propria dell&#8217;intellighenzia progressista francese che vedeva nei metodi di lotta al terrorismo di molti Stati europei una violazione dei principi democratici della Republique. Si sostanziò in una serie di decisioni che finirono per concedere di fatto un diritto d&#8217;asilo a ricercati stranieri che in quel periodo decisero di trasferirsi in Francia. L&#8217;Italia, per congiuntura geografica, fu <strong>il </strong>Paese più interessato da questa norma che resse dal 1985 al 2002 continuativamente con la protezione di Mitterrand e del successore gollista Jacques Chirac. Nel 2002 fu estradato <strong>Paolo Persichetti</strong>,<strong> </strong>ex membro delle<strong> Brigate Rosse, </strong>ma molti membri delle organizzazioni eversive in fuga da quelli che nei salotti parigini erano ritenuti essere i metodi &#8220;fascisti&#8221; del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e della squadra di combattenti che piegarono l&#8217;eversione rossa e nera in Italia trovarono per decenni ospitalità.</p>



<p>Rinnegata nel 2002 dallo Stato francese, la dottrina Mitterrand trovò e trova ancora applicazione giurisprudenziale. Non più tardi di quattro mesi fa, il 29 giugno 2022, la Corte d&#8217;Appello di Parigi ha negato l&#8217;estradizione di dieci terroristi rossi che Macron aveva promesso di restituire all&#8217;Italia richiamandosi agli articoli 6 e 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali (certificanti la necessità di un &#8220;Equo processo&#8221; e del &#8220;Diritto al rispetto della vita privata e familiare&#8221;). Violando dunque i diritti di cittadini e famigliari delle vittime dei terroristi in Italia che aspettano da anni sia fatta giustizia ai loro cari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2011, il triplice fuoco francese contro Berlusconi</h2>



<p>Nel 2011 si ebbe l&#8217;apogeo delle ingerenze francesi contro Roma dopo la nascita dell&#8217;Euro nel 2002. Nicolas Sarkozy, che si era legato al dito le mosse del governo italiano per togliere all&#8217;esclusivo comando francese l&#8217;intervento contro la Libia nel marzo precedente, fu decisivo per spingere l&#8217;Unione Europea a togliere il terreno sotto i piedi al <strong>governo Berlusconi IV</strong>, al cui tracollo concorsero il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea guidati da due francesi: Christine Lagarde, oggi alla guida dell&#8217;Eurotower, e Jean-Claude Trichet.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sarkozy spinse, assieme a Angela Merkel,</a> perché l&#8217;approvazione della Commissione Europea per gli sforzi di Berlusconi contro la crisi finanziaria venissero invertiti e i decisori francesi alla guida di Bce e Fmi concorsero a scatenare il clima di sfiducia verso Roma. In estate l&#8217;’azione del governo Berlusconi e del suo ministro dell’Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> aveva ricevuto dal Consiglio europeo il 21 luglio un appoggio al drastico piano di contenimento di spesa e deficit promosso con la manovra d&#8217;emergenza. A ridosso di tale mossa però la Bce prima promosse due&nbsp;<a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/key_ecb_interest_rates/html/index.en.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incauti rialzi del tasso di sconto, che crebbe dall’1% all’1,50%</a>, mandando nella bufera i Btp italiani in una fase in cui necessitavano di liquidità e poi mandò la famosa &#8220;letterina&#8221; a Berlusconi sulla necessità di impellenti riforme.</p>



<p>Seguì, al G20 di Cannes, l&#8217;affondo della Lagarde, fedelissima di Sarkozy, che evidenziò il &#8220;problema Italia&#8221;, perorò il commissariamento del Paese sotto la Troika, dichiarò la necessità di piani di emergenza da 70-80 miliardi di dollari per Roma. Il famoso sorriso sardonico di Sarkozy sulla credibilità di Berlusconi fece il resto, contribuendo a costruire il mito dell&#8217;isolamento internazionale del Cavaliere che altri protagonisti dell&#8217;epoca, dal premier spagnolo <strong>José Luis Zapatero al Segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner, hanno scritto nelle loro memorie di non aver riscontrato</strong>. Ma che risultò decisivo per la &#8220;sfiducia&#8221; dei mercati, la marea montante dello spread e la sostituzione di Berlusconi con Mario Monti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cattivi presagi?</h2>



<p>Al confronto con questi quattro casi le parole dei ministri francesi sembrano incidenti di percorso. Ma sono sintomatiche di un modo di pensare che spesso appanna i ragionamenti delle élite francesi. Anche Macron nel giugno 2018, pochi giorni dopo la nascita del governo gialloverde, parlò di <strong>&#8220;lebbra populista&#8221; </strong>in diffusione in Europa, salvo poi essere più cauto negli anni successivi. Oggi Roma e Parigi hanno l&#8217;interesse a cooperare contro il ritorno del rigore, il caro-energia, le minacce alla sicurezza del fianco Sud dell&#8217;Europa e a applicare il <strong>Trattato del Quirinale</strong>. </p>



<p>Ma se <strong>Giorgia Meloni </strong>si insedierà avendo di fronte pregiudizi come quelli dei due ministri francesi, sarà legittimo che a Roma torni il timore per settant&#8217;anni di rapporti controversi e<a href="https://it.insideover.com/politica/il-trattato-del-quirinale-e-il-futuro-della-sfida-francese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> spesso conclusisi in ingerenze esterne.</a> A cui sommare la corsa, spesso predatoria, del capitalismo francese nella Penisola, che di certo non aiuta l&#8217;immagine transalpina in Italia. Chi ben comincia è a metà dell&#8217;opera: la Francia rischia di lavorare per fare dell&#8217;Italia un alleato meno limpido proprio nella fase in cui la cooperazione Roma-Parigi è più richiesta. E questo può essere un autogol in grado di indebolire l&#8217;Europa e l&#8217;agenda dello stesso presidente Macron.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/leterno-vizietto-della-francia-tutte-le-ingerenze-di-parigi.html">L&#8217;eterno &#8220;vizietto&#8221; della Francia: tutte le ingerenze di Parigi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;OAS, l&#8217;organizzazione che sfidò de Gaulle durante la guerra d&#8217;Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/oas-i-terroristi-che-dichiararono-guerra-all-algeria-e-alla-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2022 06:22:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra d'Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-300x297.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-1024x1012.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-768x759.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-1536x1519.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-2048x2025.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;età dell&#8217;imperialismo ha plasmato la storia dell&#8217;umanità, e quella dell&#8217;Africa in particolare. Saccheggiato, invaso e spartito, il continente nero è stato l&#8217;ombelico del mondo dal 1885 al 1914, periodo della corsa all&#8217;Africa, e continua a rivestire un ruolo-chiave negli affari internazionali in ragione dei tesori contenuti nel sottosuolo. La competizione tra grandi potenze per l&#8217;egemonizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/oas-i-terroristi-che-dichiararono-guerra-all-algeria-e-alla-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-300x297.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-1024x1012.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-768x759.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-1536x1519.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220205201752837_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_601347-2048x2025.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;età dell&#8217;imperialismo ha plasmato la storia dell&#8217;umanità, e quella dell&#8217;Africa in particolare. Saccheggiato, invaso e spartito, il continente nero è stato l&#8217;ombelico del mondo dal 1885 al 1914, periodo della<strong> corsa all&#8217;Africa</strong>, e continua a rivestire un ruolo-chiave negli affari internazionali in ragione dei tesori contenuti nel sottosuolo.</p>
<p>La competizione tra grandi potenze per l&#8217;egemonizzazione del continente nero, che non ha mai realmente conosciuto una tregua, ha portato ad un paradosso: non esiste luogo più ricco dell&#8217;Africa, eppure nessuno è più povero degli africani. E se tale paradosso è venuto a costituirsi, diventando elemento caratterizzante del continente, è anche perché alcune potenze hanno intravisto in questo luogo, più che un domicilio temporaneo, una vera e propria seconda residenza. Come la <strong>Francia</strong>, la cui storia e la cui perseveranza l&#8217;hanno resa la prima e unica <strong>potenza eurafricana</strong>.</p>
<p>A rendere la Francia una potenza eurafricana sono, oggi,<a href="https://it.insideover.com/societa/come-demografia-e-immigrazione-stanno-cambiando-la-francia.html"> la sua cangiante demografia</a>, il possesso di strumenti come il <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/cose-franco-cfa-la-moneta-coloniale-parigi.html">Franco CFA</a> e l&#8217;esistenza di realtà come la <strong>Françafrique</strong>, ma, per lungo tempo, il cordone ombelicale che l&#8217;ha unita al continente è stato rappresentato dal delta del Maghreb: l&#8217;<strong>Algeria</strong>. Un cordone che non avrebbe mai voluto tagliare, come rammentano la sanguinosa <strong>guerra  <span style="color: #000000;">d&#8217;indipendenza</span> algerina</strong> e l&#8217;epopea della temibile <b>Organizzazione dell&#8217;Armata Segreta</b>. Il legame con l&#8217;Algeria era talmente profondo che non veniva considerata una semplice colonia ma bensì uno dei dipartimenti dello Stato che aveva sul suo suolo almeno un milione di francesi chiamati &#8220;<em>pied-noirs&#8221;. </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/oas-i-terroristi-che-dichiararono-guerra-all-algeria-e-alla-francia.html">L&#8217;OAS, l&#8217;organizzazione che sfidò de Gaulle durante la guerra d&#8217;Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi era Charles de Gaulle, l&#8217;ultimo grande di Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 05:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="896" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761.jpeg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761-300x241.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761-768x617.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /></p>
<p>Militare e statista, Charles de Gaulle è stato nel corso del Novecento l&#8217;uomo-simbolo della Francia passata dalla Terza fino alla Quinta Repubblica, da nazione imperiale con volontà di potenza globali a Stato a vocazione continentale, dall&#8217;occupazione tedesca alla riscossa. Il simbolo della resistenza ai nazisti, della Liberazione, del potere non caduco e duraturo delle autorità più importanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html">Chi era Charles de Gaulle, l&#8217;ultimo grande di Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="896" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761.jpeg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761-300x241.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20220104152419479_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_475761-768x617.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /></p><p>Militare e statista, <strong>Charles de Gaulle </strong>è stato nel corso del Novecento l&#8217;uomo-simbolo della Francia passata dalla Terza fino alla Quinta Repubblica, da nazione imperiale con volontà di potenza globali a Stato a vocazione continentale, dall&#8217;occupazione tedesca alla riscossa. Il simbolo della resistenza ai nazisti, della Liberazione, del potere non caduco e duraturo delle autorità più importanti di Francia. Ultimo grande riformatore delle leggi e della costituzione della Republique, il &#8220;<strong>Generale&#8221; </strong>per antonomasia ha condotto nella contemporaneità la Francia dopo i traumi del secondo conflitto mondiale, della disgregazione dell&#8217;Impero coloniale, della perdita dell&#8217;Algeria. E messo in piede un sistema che dura tutt&#8217;ora.</p>
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		<title>L&#8217;Impero Latino e l&#8217;utopia di un asse mediterraneo tra Italia e Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/limpero-latino-e-lutopia-di-un-asse-mediterraneo-tra-italia-e-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 08:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Italia e Francia firmano il Trattato del Quirinale e tra Roma e Parigi si preannuncia pronto a prender vita una forma di rapporto speciale che ricorda l&#8217;asse franco-tedesco connesso al Trattato diI Aquisgrana non solo per la sua volontà di giocare un ruolo come motore del futuro d&#8217;Europa. Il complemento franco-italiano ad Aquisgrana, infatti, si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/limpero-latino-e-lutopia-di-un-asse-mediterraneo-tra-italia-e-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1Ymf55Ih_V5qKLdVti_LAPRESSE-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Italia e Francia firmano il <strong>Trattato del Quirinale</strong> e tra Roma e Parigi si preannuncia pronto a prender vita una forma di rapporto speciale che ricorda l&#8217;asse franco-tedesco connesso al Trattato diI Aquisgrana non solo per la sua volontà di giocare un ruolo come motore del futuro d&#8217;Europa. Il complemento franco-italiano ad Aquisgrana, infatti, si immagina come trattato <strong>&#8220;carolingio&#8221;</strong>, che guarda al cuore del Vecchio Continente, alla Mitteleuropa, a un partenariato avente giocoforza il suo baricentro tra il Reno, Parigi, Strasburgo, Aquisgrana e la Ruhr. Ovvero il cuore antico dell&#8217;Impero di Carlo Magno, la terra dove hanno sede le istituzioni europee e in cui a lungo Francia e Germania si sono scontrate. Sullo sfondo, come periferia dell&#8217;Europa,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lunga-epopea-storica-mediterraneo-crocevia-civilt-1963517.html"> il Mediterraneo</a>, che pure gioca un ruolo cruciale nel rapporto franco-italiano e ne richiama la comune <strong>radice latina</strong>.</p>
<p>Va da sé che la mancanza di lungimiranza della definizione di un vero partenariato italo-francese nel Mediterraneo è imputabile principalmente a Parigi. L&#8217;Italia ha negli ultimi decenni trascurato, sottovalutato, a volta addirittura contribuito a rendere meno sicuro per sé il <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/mar-mediterraneo-crocevia-di-civilta.html">Grande Mare</a> senza però dimenticare (o poter dimenticare) di esservi immersa. Parigi, specie dopo l&#8217;ascesa alla presidenza di Emmanuel Macron, vede al tempo stesso il Mediterraneo come il &#8220;Medioceano&#8221;, base di partenza di una presunta potenza militare, economica, geopolitica di taglia globale e, contraddittoriamente, come scenario periferico in quell&#8217;Europa in cui teme di diventare junior partner nel partenariato franco-tedesco.</p>
<p>A lungo, addirittura, la Francia ha operato in maniera conflittuale verso l&#8217;Italia nel quadrante mediterraneo: la Libia insegna bene. Solo la pandemia, in questo senso, ha ad esempio risvegliato Emmanuel Macron dal torpore scoprendo come su diversi settori il destino francese in Europa sia più comune a quello dei Paesi del Mediterraneo che a quelli del Nord Europa: si pensi alla battaglia contro l&#8217;<strong>austerità, </strong>vissuta spalla a spalla da Macron e Mario Draghi, ma avente i suoi più tenaci promotori nei governi di Spagna, Grecia, Portogallo.</p>
<p>Il Mediterraneo è un mare su cui si affacciano tre continenti e tre religioni monoteistiche che non sono mai riuscite a prevalere l’una sull’altra, un mare che ha conosciuto unificazione solo ai tempi della Res Publica imperiale romana, un mare che segna i destini di entrambe le nazioni di cultura latina e cattolica. E attorno al mare uno dei maggiori filosofi del XX secolo, <strong>Alexandre Kojève, </strong>immaginava potesse plasmarsi un partenariato con cui la Francia, aprendosi all&#8217;Italia e ai Paesi limitrofi avrebbe potuto immaginare un ruolo nel mondo dopo la seconda guerra mondiale.</p>
<p>Vero e proprio ultimo hegeliano, Kojève, a lungo consulente apicale del <strong>governo francese,</strong> segnalò nei suoi studi e nelle sue attività da consigliere politico che a suo avviso uno Stato moderno per poter essere politicamente efficace doveva, nel mutato quadro geopolitico, poter poggiare su una &#8220;vasta unione “imperiale” di nazioni imparentate&#8221;. In una forma diversa ma non divergente fino in fondo da quella di <strong>Charles de Gaulle, </strong>Kojève immaginò per la Francia, dopo averne constatato i problemi ai tavoli negoziali dominati da Stati Uniti e Unione Sovietica, un progetto politico  teso quindi acreazione di una terza potenza tra quella ortodossa slavo-sovietica e quella protestante anglo-sassone, a cui associava giocoforza anche la futura  Germania: in un omonimo testo scrisse di un &#8220;Impero Latino&#8221; alla cui testa possa porsi la Francia al fine di salvaguardare la propria specificità geopolitica assieme a quella di altre nazioni latine, identificata proprio nel comune legame coi destini del Grande Mare. Per il filosofo francese le nazioni latine sono state minacciate da un bipolarismo mondiale che premeva su uno spazio mediterraneo da oriente e da occidente.</p>
<p>&#8220;La lezione imperiale kojeviana&#8221;, <a href="https://www.limesonline.com/cartaceo/tutti-i-miti-portano-a-roma?prv=true">ha scritto <em>Limes,</em> </a>&#8220;resta parte integrante della panoplia strategica a disposizione del decisore francese,<strong> da <a href="https://it.insideover.com/storia/larte-del-comando-secondo-charles-de-gaulle.html">de Gaulle</a> a Macron</strong>, assimilata dal suo alto <a href="https://it.insideover.com/politica/da-fucina-delle-elite-a-casta-cosi-lena-ha-tradito-il-sogno-di-de-gaulle.html">clero militar-diplomatico</a> quale possibile calmante dell’ossessione tedesca. Paradosso nel paradosso: la kojeviana idea d’impero echeggia le quasi contemporanee architetture di Carl Schmitt relative ai «grandi spazi» – marchio delle geopolitiche germaniche e nipponiche – con cui entrerà in rapporto solo dieci anni dopo&#8221;. Kojéve prevedeva che senza un riconoscimento delle peculiarità politiche e storiche di ogni nazione, l&#8217;Europa unita non avrebbe potuto andare lontano come potenza globale.</p>
<p>Ciò che egli aveva previsto si è puntualmente verificato. Un’Europa che pretende di esistere su una base esclusivamente economica, lasciando da parte le parentele reali di forma di vita, di cultura e di religione, mostra oggi tutta la sua fragilità, proprio e innanzitutto sul piano economico. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/leuropa-ha-perso-sfida-americana-1950323.html">Persa la <strong>sfida americana </strong>sulla tecnologia, teorizzata dal coevo Jean-Jacques Servan-Schreiber</a> proprio in Francia, subiti i danni della crisi del 2007-2008, dimenticato il suo estero vicino l&#8217;Europa deve, dopo la pandemia, scoprire sé stessa. <strong>Italia e Francia </strong>non possono non mettere il Mediterraneo e la ricerca di una valorizzazione dell&#8217;identità latina e cattolica di una fetta importante delle nazioni del Vecchio Continente, mediterranee e non solo.</p>
<p>L’idea di Kojève era legata a una visione di natura prettamente geopolitica, era proiezione strategica con richiami culturali, storici e di lungo periodo. La geopolitica era vista come la diretta continuazione della geostoria, secondo il principio per cui si possono costituire alleanze di ordine superiore con coloro con i quali c’è un vissuto comune. La sua lezione non è stata (completamente) scordata, sia ben chiaro. Ma Italia e Francia possono e devono orientare verso il Mediterraneo la loro partnership, indicare nella ricerca di un piano di sviluppo comune per il Grande Mare un progetto di valenza europea, fare del Mediterraneo uno spazio sicuro, aperto ai commerci, un ponte impegnandosi a sanare le crisi (Oltre alla Libia, Paesi come Tunisia, Algeria, Egitto, Turchia sono attori instaibli) e controbilanciando nel Vecchio Continente i calvinisti e i<a href="https://it.insideover.com/religioni/le-spie-del-papa-e-la-guerra-segreta-a-protestanti-e-comunisti.html"> protestanti del Nord</a>, sempre pronti a rimarcare la differenza con <a href="https://it.insideover.com/religioni/leuropa-non-esiste-senza-cristianesimo-quel-monito-dalla-francia-che-fa-riflettere.html"><strong>l&#8217;Europa latina e mediterranea</strong> </a>con il rigore, l&#8217;austerità, il moralismo. Se ben espanso oltre la semplice pista carolingia, in quest&#8217;ottica il Trattato del Quirinale può giocare un ruolo fondamentale. A patto di prendere atto del fatto che una relazione italo-francese o è mediterranea o non è.</p>
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		<title>Guerra d&#8217;Algeria: storia di un conflitto che ha cambiato i destini del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/guerra-dalgeria-storia-di-un-conflitto-che-ha-cambiato-i-destini-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 07:48:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra d'Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Indipendenza dell&#039;Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria-1024x751.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando riveste la carica di Presidente della Francia Emmanuel Macron ha cercato di far luce e affrontare a viso aperto la spinosa questione della guerra d&#8217;Algeria. Il conflitto che dal &#8217;54 al &#8217;62 ha infiammato il nord-Africa e che ha visto i cittadini algerini combattere contro l&#8217;allora madrepatria rimane tutt&#8217;oggi un tema sensibile che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/guerra-dalgeria-storia-di-un-conflitto-che-ha-cambiato-i-destini-del-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Indipendenza dell&#039;Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Indipendenza-dellAlgeria-1024x751.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da quando riveste la carica di Presidente della Francia Emmanuel Macron ha cercato di far luce e affrontare a viso aperto la spinosa questione della guerra d&#8217;Algeria. Il conflitto che dal &#8217;54 al &#8217;62 ha infiammato il nord-Africa e che ha visto i cittadini algerini combattere contro l&#8217;allora madrepatria rimane tutt&#8217;oggi un tema sensibile che ancora divide l&#8217;opinione pubblica francese e con cui la Francia negli anni ha sempre fatto fatica ad arrivare a una resa dei conti storica e a una definitiva pacificazione in termini di memoria civile e anche politica. Per comprendere come mai, ancor oggi, a distanza di 66 anni dall&#8217;inizio di quella drammatica guerra, la questione algerina infiammi ancora gli animi e smuova le coscienze transalpine, oltre ad essere costante tema di narrativa e cinematografia, è necessario ripercorrere attraverso un&#8217;attenta analisi le fasi di quello che non è stato solo uno dei conflitti più feroci e sanguinari del &#8216;900 ma anche una tappa di rottura nella linea temporale della contemporaneità. E&#8217; con la guerra d&#8217;Algeria infatti che si interrompe l&#8217;epoca degli imperi e prende il via quel processo storico chiamato decolonizzazione che getta in parte le basi del mondo che tutt&#8217;ora conosciamo e viviamo.</p>
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