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	<title>Michele Bertelli Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2020 06:35:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Michele Bertelli Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il coronavirus fa le prime vittime indigene</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-coronavirus-fa-le-prime-vittime-indigene.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 06:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="coronavirus in Brasile" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le paure dell’effetto devastante di una epidemia di coronavirus sulla popolazione indigena dell’America latina hanno purtroppo iniziato a concretizzarsi: giovedì 9 aprile, un ragazzo di 15 anni appartenente alla comunità degli Yanomami è morto dopo sei giorni nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale di Boa Vista, nel nord del Brasile.  Alvanei Xirixan era stato ricoverato per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-coronavirus-fa-le-prime-vittime-indigene.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="coronavirus in Brasile" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Brasile-coronavirus-Getty-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Le paure dell’effetto devastante di una epidemia di coronavirus sulla popolazione indigena dell’America latina hanno purtroppo iniziato a concretizzarsi: giovedì 9 aprile, un ragazzo di 15 anni appartenente alla comunità degli Yanomami è morto dopo sei giorni nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale di Boa Vista, nel nord del Brasile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alvanei Xirixan era stato ricoverato per la prima volta lo scorso 17 marzo per una sospetta meningite, secondo quanto </span><a href="https://www1.folha.uol.com.br/equilibrioesaude/2020/04/jovem-de-15-anos-e-primeiro-ianomami-a-morrer-apos-contrair-coronavirus.shtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">riporta </span></a><span style="font-weight: 400;">il quotidiano </span><i><span style="font-weight: 400;">La Folha de São Paulo</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi esperti di salute pubblica hanno manifestato la loro preoccupazione se il contagio dovesse diffondersi tra i popoli originari che vivono in paesi come il Brasile, il Perù, il Venezuela e l’Ecuador. Malattie altamente infettive come il morbillo,il vaiolo e l’influenza hanno infatti già in passato decimato intere comunità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Se il virus arrivasse all’interno dei villaggi, sarà un la causa di un alto numero di morti” </span><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/apr/08/coronavirus-indigenous-communities-brazil-yanomami#" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">ha dichiarato</span></a><span style="font-weight: 400;"> al quotidiano britannico </span><i><span style="font-weight: 400;">Guardian</span></i><span style="font-weight: 400;"> Sofia Mendonça, un’esperta di salute brasiliana che lavora nel parco nazionale di Xingu. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Parliamo di un vero e proprio genocidio,” ha detto, ricordando come l’etnia dei Panará venne quasi spazzata via all’inizio degli anni ‘70 dopo si costruì una strada nelle loro terre.</span></p>
<h2>Popolazione a rischio</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel suo libro suo </span><i><span style="font-weight: 400;">Le vene aperte dell’america latina</span></i><span style="font-weight: 400;">, il saggista uruguaiano Eduardo Galeano sottolinea come batteri e virus furono i migliori alleati dei coloni europei nella conquista dell’America latina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Studi recenti citati dal quotidiano britannico </span><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/mar/30/south-america-indigenous-groups-coronavirus-brazil-colombia" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">Guardian </span></i></a><span style="font-weight: 400;">hanno mostrato che malattie come il morbillo o il vaiolo possono aver spazzato via fino al 90% delle popolazioni precolombine delle Americhe, ovvero 55 milioni di individui.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Xirixan non è il primo indigeno ucciso dal virus. L’Istituto socioambientale (ISA) ha riportato che una anziana del popolo Borari e un uomo di etnia Mura erano rispettivamente deceduti nelle città di Alter do Chão e Manaus.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al momento, la Segreteria speciale per i popoli indigeni (Sesai) è a conoscenza di altri quattro malati di etnia kokama nella città di Santo Antônio do Içá.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La specialista in salute comunitaria Erika Arteaga Cruz dell’Associazione Latinoamericana di medicina sociale (Alames) </span><a href="https://www.aljazeera.com/indepth/features/indigenous-race-ecuador-amazon-escape-coronavirus-200325132155853.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">ha però dichiarato</span></a> dall&#8217;Ecuador <span style="font-weight: 400;">ad </span><i><span style="font-weight: 400;">Al Jazeera English</span></i><span style="font-weight: 400;"> che per ora non ci sono prove che le popolazioni originarie siano più suscettibili al virus degli altri, dato che tutti risultano esposti al contagio per la prima volta. Ma è il loro stile di vita a renderle più vulnerabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per Arteaga, diverse società dell’Amazzonia non contemplano infatti l’uso di sapone o disinfettanti per la mani, ma sono soprattutto molto lontane dall’accesso a ospedali, dottori e medici.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Malattie e cercatori d’oro</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Più di 26.000 Yanomami vivono sulla frontiera tra Brasile e Venezuela. </span><span style="font-weight: 400;">La loro riserva &#8211; un vasto territorio di foresta pluviale che ricopre una superficie più grande dell’Irlanda &#8211; venne creata trent’anni fa circa in un tentativo di proteggere la popolazione dall’invasione dei cercatori d’oro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si stima infatti che, tra il 1960 e il 1980, l’irruzione nelle loro terre da parte dei minatori portò alla morte del 15% circa della popolazione, molti a causa di morbillo. Gli Yanomami temono perciò che la storia possa ripetersi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il prezzo del metallo aureo in ascesa e le promesse del presidente Jair Bolsonaro di legalizzare l’attività dei cercatori, è stato infatti notato un aumento delle invasioni nel territorio. Secondo l’associazione Hutukara, nella zona opererebbero circa 25mila minatori illegali.</span></p>
<p><a href="https://www.infobae.com/america/agencias/2020/04/10/joven-indigena-yanomami-con-coronavirus-muere-en-brasil/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Secondo</span></a> <i><span style="font-weight: 400;">Infobae</span></i><span style="font-weight: 400;">, Xirixana stesso viveva con la tribù Rehebe vicino al fiume Uraricoera, che rappresenta una via di accesso per diversi minatori d’oro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per coloro che vivono nel lato brasiliano desta inoltre particolare preoccupazione il </span><span style="font-weight: 400;">depotenziamento </span><span style="font-weight: 400;">della Segreteria di Salute Indigena, l’ente responsabile delle cure agli oltre 765.000 indigeni del paese, voluto dal governo lo scorso anno.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Villaggi chiusi</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per difendersi dal rischio di contagio, gruppi attraverso tutta l’America Latina si sono ritirati nei propri villaggi all’interno delle foreste o sulle montagne, bloccandone gli accessi.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Al Jazeera English</span></i> <a href="https://www.aljazeera.com/indepth/features/indigenous-race-ecuador-amazon-escape-coronavirus-200325132155853.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">ha documentato</span></a><span style="font-weight: 400;"> la ritirato dei gruppi indigeni Ecuadoregni. </span><span style="font-weight: 400;">A fine marzo, la Confederazione delle Nationalità Indigene dell’Amazzonia Ecuadoregna (Confeniae) ha chiuso tutti gli accessi alla foresta, negando l’ingresso sia ai turisti che agli stessi cittadini,  chiedendo inoltre alle compagnie petrolifere e minerarie di bloccare la rotazione del personale che vi lavora all’interno.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Globo </span></i><a href="https://g1.globo.com/mt/mato-grosso/noticia/2020/03/23/liderancas-indigenas-bloqueiam-acessos-a-aldeia-para-prevencao-do-coronavirus-em-mt.ghtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">racconta </span></a><span style="font-weight: 400;">che il parco nazionale di Xingu in Brasile, casa di 6.000 persone appartenenti a 16 diverse tribù, ha chiuso tutte le strade di accesso alla riserva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Perù, Segundo Chukipiondo, portavoce della </span><a href="http://www.aidesep.org.pe/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Federazione Indigena dell’Amazzonia</span></a><span style="font-weight: 400;">, ha chiesto alle oltre 2,000 comunità che rappresenta di sigillare le proprie frontiere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/mar/30/south-america-indigenous-groups-coronavirus-brazil-colombia" target="_blank" rel="noopener">Secondo</a> Sofia Mendonça,</span><span style="font-weight: 400;"> questa strategia di sopravvivenza &#8211; già impiegata durante l’epidemia di H1N1 nel 2016 &#8211; comporta però anche dei rischi. Se infatti coloro che si ritirano nelle loro comunità non sono passati attraverso una appropriata quarantena, possono portare il virus con loro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“E’ essenziale che rimangano in isolamento o un quarantena in modo da far ritorno al loro villaggio in modo sicuro,” ha dichiarato al </span><i><span style="font-weight: 400;">Guardian</span></i><span style="font-weight: 400;">, sottolineando però come tutto rischia di essere inutile se le autorità non faranno la loro parte nell’espellere gli intrusi dalle riserve.</span></p>
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			</item>
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		<title>Il coronavirus mette in scacco Bolsonaro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-coronavirus-mette-in-scacco-bolsonaro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 08:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolsonaro coronavirus Brasile (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nell’ultima settimana, i video di italiani al davanzale che cantano hanno fatto rapidamente il giro del mondo, ispirando altri paesi ad affacciarsi alla finestra e dare inizio alla musica. In Brasile però i cittadini in quarantena nelle città di San Paulo, Rio e Brasília hanno afferrato pentole e cucchiai invece di chitarre e violini, battendololi al grido &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-coronavirus-mette-in-scacco-bolsonaro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolsonaro coronavirus Brasile (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Jari-Bolsonaro-mascherina-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Nell’ultima settimana, i video di italiani al davanzale che cantano hanno fatto rapidamente il giro del mondo, ispirando altri paesi ad affacciarsi alla finestra e dare inizio alla musica. </span><span style="font-weight: 400;">In Brasile però i cittadini in quarantena nelle città di San Paulo, Rio e Brasília </span><span style="font-weight: 400;">hanno afferrato pentole e cucchiai invece di chitarre e violini, battendololi al grido di “</span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MDY9PBNN4j8&amp;feature=emb_title" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Fora Bolsonaro</span></a><span style="font-weight: 400;">!”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente brasiliano si trova infatti sotto il<strong> fuoco incrociato</strong> per la sua gestione dell’epidemia, che ha prima bollato come una “fantasia” e poi come “isteria” promossa dai media per indebolire il suo governo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante gli <strong>avvertimenti</strong> degli esperti di salute pubblica, lo scorso 16 marzo ha incontrato i manifestanti di una protesta contro il Congresso e in supporto dell’azione governativa. Secondo il quotidiano </span><a href="https://politica.estadao.com.br/noticias/geral,bolsonaro-tem-contato-direto-com-ao-menos-272-pessoas-durante-ato-mostra-video,70003234397" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">O Estado de São Paulo</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il presidente si è fatto fotografare e stretto le mani a circa 272 persone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo immediatamente dopo aver preso parte a un viaggio negli Stati Uniti in cui ventiquattro delle persone che l’hanno accompagnato si sono rivelate positive al virus. </span><span style="font-weight: 400;">Lo stesso <strong>Jair Bolsonaro</strong> ha dichiarato di essersi sottoposto per ben due volte al test e di essere negativo, ma ha finora rifiutato di mostrare pubblicamente i risultati. </span><span style="font-weight: 400;">Secondo vari analisti politici </span><a href="https://www1.folha.uol.com.br/poder/2020/03/menosprezo-a-crise-do-coronavirus-abre-vacuo-de-lideranca-politica-dizem-analistas.shtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">interpellati </span></a><span style="font-weight: 400;">dal quotidiano </span><i><span style="font-weight: 400;">Folha de S. Paulo</span></i><span style="font-weight: 400;">, questo sprezzo nei confronti della pandemia avrebbe aperto un vuoto di rappresentanza politica in una popolazione che invece appoggia misure più drastiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Può la crisi di consenso scatenata dal virus colpire la popolarità di un presidente che ancora a gennaio poteva godere di un tasso di </span><a href="https://it.insideover.com/politica/il-2020-di-bolsonaro-potrebbe-rivelarsi-decisamente-sorprendente.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">approvazione del 48 per cento</span></a><span style="font-weight: 400;">?</span></p>
<h2>I governatori locali si fanno avanti</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Brasile ha registrato la sua prima morte per Covid-19 lo scorso 18 marzo e, al momento, conta circa</span> <a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-51881075" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">34 vittime e 1.924</span></a><span style="font-weight: 400;"> cittadini positivi. Il virus è inoltre ormai presente in tutti i 27 stati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il paese ospita così il numero più alto di contagiati di tutta l’America Latina, come è d’altronde logico data l’ampiezza della sua popolazione, secondo la Banca Mondiale vicina ai 210 milioni di abitanti già nel 2018. È però anche significativamente più alto di quello di altri paesi popolosi come Argentina (301 infetti su 44 milioni) e Colombia (277 su 50 milioni), che hanno adottato misure per contenere il contagio molto prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La preoccupazione maggiore riguarda il diffondersi del virus nelle <strong>favelas</strong>, dove le persone vivono spesso in condizioni di sovraffollamento e mancanza di igiene. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo scorso venerdì i senatori hanno votato lo stato di calamità proposto dal ministro della sanità </span><span style="font-weight: 400;">Luiz Henrique Mandetta</span><span style="font-weight: 400;">. La votazione stessa è stata effettuata da remoto dopo che tre senatori, tra cui il presidente </span><span style="font-weight: 400;">Davi Alcolumbre, sono risultati positivi, </span><a href="https://www.infobae.com/america/agencias/2020/03/20/senado-aprueba-estado-de-calamidad-en-brasil-en-inedita-sesion-online/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">racconta</span> </a><i><span style="font-weight: 400;">Infobae</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Il governo ha lavorato finora per espandere il numero di letti in <strong>terapia intensiva</strong> con le necessarie dotazioni di respiratori e per contrattare </span><a href="https://elpais.com/internacional/2020/02/18/actualidad/1582024464_505334.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">5800 medici</span></a><span style="font-weight: 400;"> in caso di emergenza. Ma, oltre a chiudere i confini a partire dal 19 marzo, poco è stato fatto per prevenire il contagio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non ritenendo questa strategia sufficiente, governatori come </span><span style="font-weight: 400;">João Doria nello stato di São Paulo e Wilson Witzel per Rio de Janeiro hanno preso l’iniziativa. </span><span style="font-weight: 400;">Doria ha così varato una quarantena di quindici giorni, chiudendo tutti le attività commerciali, i bar e i ristoranti a partire dal 24 marzo. </span><span style="font-weight: 400;">“Stiamo facendo quello che lui non fa: guidare una risposta, la lotta contro il coronavirus, dare informazioni chiare e non minimizzare,” </span><a href="https://www1.folha.uol.com.br/poder/2020/03/menosprezo-a-crise-do-coronavirus-abre-vacuo-de-lideranca-politica-dizem-analistas.shtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">ha dichiarato</span></a><span style="font-weight: 400;"> Doria. </span><span style="font-weight: 400;">Dal canto suo, Witzel ha minacciato di schierare i pompieri per bloccare l’accesso alle spiagge di Rio e di chiudere la tratta aerea con São Paulo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La risposta di Bolsonaro, </span><a href="https://www1.folha.uol.com.br/poder/2020/03/bolsonaro-chama-doria-de-lunatico-e-diz-a-governadores-rivais-que-eleicoes-de-2022-ainda-estao-longe.shtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">secondo </span></a><span style="font-weight: 400;">la </span><i><span style="font-weight: 400;">Folha de S. Paulo</span></i><span style="font-weight: 400;">, è stata ribadire con una misura provvisoria che solo lo Stato centrale ha autorità sulla chiusura di aeroporti e ferrovie. </span><span style="font-weight: 400;">La sua opinione è infatti che le attività economiche non debbano essere interrotte per nessun motivo. </span><span style="font-weight: 400;">“[Doria] è un lunatico. Sta approfittando della situazione per fare politica,” ha poi dichiarato in tutta risposta in una intervista alla <em>Cnn</em>, definendo le misure di quarantena “una dose di medicina eccessiva che finisce per trasformarsi in veleno.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un </span><a href="https://lta.reuters.com/articulo/salud-coronavirus-brasil-idLTAKBN21A2K8" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">recente sondaggio di Datafolha</span></a><span style="font-weight: 400;"> ha rivelato però come i brasiliani siano molto più soddisfatti della risposta dei governatori che di quella del presidente, che solo il 34% della popolazione ha classificato come buona o sufficiente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il governo si è</span><span style="font-weight: 400;"> finora concentrato sulle <strong>ricadute economiche</strong>, </span><a href="https://brasil.elpais.com/economia/2020-03-23/apos-pressao-bolsonaro-revoga-trecho-de-mp-que-permitia-suspensao-de-salarios-por-4-meses.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">annunciando </span></a><span style="font-weight: 400;">un provvedimento che garantisce agli imprenditori la possibilità di sospendere fino a quattro mesi senza stipendio il contratto dei propri impiegati.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Reuters </span></i><a href="https://lta.reuters.com/articulo/salud-coronavirus-brasil-salarios-idLTAKBN21A3GY" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">riporta </span></a><span style="font-weight: 400;">però che, a un giorno dalla comunicazione, il decreto è stato ritirato. Un ulteriore segnale della mancanza di una chiara strategia per fronteggiare l’emergenza.</span></p>
<h3>Fuori dal campo congeniale</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti analisti brasiliani hanno sottolineato che <strong>il vero problema</strong> di Bolsonaro è che l’emergenza virus l&#8217;abbia trascinato fuori dall’arena politica a lui congeniale, quella dello scontro diretto e polemico con i suoi avversari, spingendolo invece a dover dimostrare capacità di gestione e coordinamento tra i vari livelli amministrativi di un paese federale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di contro, il ministro della salute, Luiz Enrique Mendetta, poco avvezzo a dichiarazioni burrascose, ha finora ricevuto l’elogio di diversi schieramenti politici per la gestione della comunicazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oliver Stuenkel su </span><i><span style="font-weight: 400;">Americas Quarterly </span></i><a href="https://www.americasquarterly.org/content/bolsonaro-faces-his-biggest-crisis-and-struggling?utm_source=AQ%27s+Week+in+Review&amp;utm_campaign=1fd7565dd9-EMAIL_CAMPAIGN_2020_03_19_08_27&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_6a33e16b5d-1fd7565dd9-26285369" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">ha  poi sottolineato</span></a><span style="font-weight: 400;"> che molti conservatori un tempo alleati del presidente hanno oggi iniziato a prenderne le distanze. </span><span style="font-weight: 400;">Janaína Paschoal, la </span><span style="font-weight: 400;">deputata </span><span style="font-weight: 400;">dello stato di São Paulo che diede il via al processo di <strong>impeachment</strong> contro Dilma Rousseff nel 2016, ha detto che Bolsonaro andrebbe rimosso dal suo incarico. José Luiz Datena, un famoso presentatore con tendenze conservatrici, ha dichiarato che la scelta di Bolsonaro di ignorare l’avviso medico di autoisolarsi dopo essere stato sottoposto a rischio di contagio ha fornito un “pessimo esempio”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">D’altronde, il coronavirus potrebbe anche fornire al presidente brasiliano un contesto perfetto per risalire la china. </span><span style="font-weight: 400;">I sostenitori più fedeli &#8211; scrive Stuenkel &#8211;  continuano infatti a scambiarsi messaggi sui gruppi WhatsApp affermando che la pandemia sia <strong>inesistente</strong> oppure parte di un piano premeditato dalla Cina per affossare il capitalismo occidentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio la <strong>chiave di lettura anti cinese</strong> sembra stia entrando con forza nella narrazione presidenziale, con il figlio e presidente della commissione esteri della Camera Eduardo che ha recentemente rimarcato la colpa del paese asiatico nel diffondersi del Covid-19.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, un aggravarsi dell’epidemia e un crollo economico permetterebbero a Bolsonaro di rimarcare il ruolo di <strong>&#8220;presidente di guerra&#8221;</strong> che tanto gli è congeniale, chiedendo alla popolazione di superare le divisioni interne per combattere il nemico alla porte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo Stuenkel, molto dipenderà quindi da come l’epidemia colpirà il paese. In una vera e propria catastrofe umanitaria, difficilmente i critici del presidente porteranno avanti un impeachment come accadde con Dilma Rousseff.</span></p>
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		<title>Evo Morales fuori dalle elezioni in Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/evo-morales-fuori-dalle-elezioni-in-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 17:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales Bolivia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Evo Morales non potrà candidarsi alle elezioni del prossimo 3 maggio. Il Tribunale supremo elettorale (Tse) del paese ha infatti escluso la candidatura dell’ex presidente in quanto ormai non più residente nel paese. Al momento, Morales vive infatti in esilio in Argentina, dopo aver abbandonato la Bolivia l’11 novembre a causa delle proteste e degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/evo-morales-fuori-dalle-elezioni-in-bolivia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales Bolivia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-escluso-in-Bolivia-La-Presse-e1582305641841-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;"><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> non potrà candidarsi alle </span><a href="https://it.insideover.com/tag/elezioni-boliviane" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">elezioni </span></a><span style="font-weight: 400;">del prossimo 3 maggio. Il <strong>Tribunale supremo elettorale (Tse)</strong> del paese ha infatti escluso la candidatura dell’ex presidente in quanto ormai non più residente nel paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al momento, Morales vive infatti in esilio in Argentina, dopo aver abbandonato la Bolivia l’11 novembre a causa delle proteste e degli scontri dovuti alla sua controversa rielezione, successivamente </span><a href="https://it.insideover.com/politica/morales-lascia-il-governo-e-annuncia-elezioni-in-bolivia.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">annullata</span></a><span style="font-weight: 400;">. Secondo il quotidiano </span><a href="https://www.lostiempos.com/actualidad/pais/20200221/evo-pary-cossio-quedan-fuera-incumplir-residencia" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">Los Tiempos</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, al momento gode dello stato giuridico di rifugiato politico e ha cambiato la propria residenza fin dallo scorso Dicembre. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La risoluzione ha carattere inappellabile, dato che è stata emessa proprio dal Tribunale supremo elettorale con carattere giuridico,” ha dichiarato il presidente Salvador Romero, secondo quanto riporta il quotidiano boliviano </span><a href="https://www.paginasiete.bo/nacional/2020/2/21/el-tse-inhabilita-evo-por-no-residir-en-el-pais-la-decision-es-inapelable-247422.html" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">Página Siete</span></i></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Morales, che era il primo candidato al senato per la circoscrizione di <strong>Cochabamba</strong>, ha immediatamente </span><a href="https://twitter.com/evoespueblo/status/1230655353861427201" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">commentato </span></a><span style="font-weight: 400;">la decisione, definendola un “colpo contro la democrazia,” l’ennesimo dopo il “golpe” che lui ritiene l’avrebbe costretto alla fuga. Insieme all’ex presidente, il Tse ha poi escluso anche i candidati al senato Diego Pary, </span><span style="font-weight: 400;">Mario Cossío dell’alleanza Creemos e Jasmine Barrientos del Frente Para la Victoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarà quindi la prima volta in 23 anni che il leader dei <em>cocaleros</em> del tropico di Cochabamba non si presenterà a una elezione generale. Alcuni dei suoi oppositori hanno sottolineato come la candidatura fosse strumentale ad ottenere l’inviolabilità parlamentare e sottrarsi quindi ai processi che lo vedono come imputato. Ciononostante, Morales sembra non aver perso tutte le speranze: secondo quanto riporta il quotidiano </span><a href="http://www.la-razon.com/nacional/TSE-inhabilita-Morales-Cossio-Barrientos-habilita-Arce-elecciones_0_3316468400.html" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">La Razón</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, i suoi avvocati starebbero pensando a un ricorso presso il Sistema Interamericano per i Diritti Umani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Curiosamente, la decisione arriva a ridosso del 21 febbraio, anniversario della storica sconfitta di Morales quattro anni fa al referendum che doveva garantirgli la possibilità di partecipare alle elezioni del 2019, vero e proprio giro di boa della politica boliviana attuale. </span></p>
<h3>Un colpo duro, ma non mortale</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante la decisione del Tse porti all&#8217;esclusione della figura più iconica nella storia del paese degli ultimi 20 anni, è difficile considerarla un colpo mortale al </span><strong>Movimiento Al Socialismo </strong><span style="font-weight: 400;"><strong>(Mas)</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche Luis Arce, ex ministro dell’economia e suo candidato alla presidenza, era infatti sottoposto a verifiche, ma l’organo elettorale supremo ha certificato la regolarità della sua posizione. </span><span style="font-weight: 400;">Arce rappresenta chiaramente un segnale di continuità nella politica boliviana, dato che è stato a fianco di Morales fin al suo primo giorno al governo, con una pausa di soli due anni dovuta a motivi di salute, seguendo l’ex presidente anche nella sua </span><a href="https://it.insideover.com/politica/morales-vola-in-messico-e-la-bolivia-brucia.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">fuga in Messico</span></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">D&#8217;altronde la sua stessa candidatura era stata annunciata trionfalmente dal leader <em>cocalero</em> lo scorso 19 gennaio, che l’ha presentato come il garante dell’economia nazionale. </span><span style="font-weight: 400;">Nonostante le organizzazioni sociali che sostengono il Mas avessero inizialmente preso la nomina di Arce come un’imposizione dall’alto, preferendole quella dell’ex ministro degli esteri </span><span style="font-weight: 400;">David Choquehuanca, alla fine sono anche loro rientrati nei ranghi <a href="http://www.la-razon.com/nacional/pacto-unidad-luis-arce-catacora-david-choquehuanca-candidatos-mas-bolivia_0_3299670058.html" target="_blank" rel="noopener">ratificando</a> il loro appoggio</span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<h3>Movimiento Al Socialismo primo partito</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se le percentuali schiaccianti che gli avevano permesso nel 2014 di vincere al primo turno sono lontane, in una recente </span><a href="http://www.la-razon.com/nacional/Elecciones_2020-encuesta-MAS_Luis_Arce-La_Paz-Cochabamba-Oruro-Santa_Cruz_0_3314668520.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">sondaggio </span></a><span style="font-weight: 400;">dell’istituto Ciesmori le proiezioni di voto hanno dato il Mas ancora come primo partito al 31 percento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, Arce si trova, come sempre nella recente storia del paese, a fronteggiare un’opposizione tutt&#8217;altro che unita: il candidato centrista </span><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Carlos Mesa</span></a><span style="font-weight: 400;">, e</span><span style="font-weight: 400;">x capo di Stato della Bolivia tra il 2003 ed il 2005</span><span style="font-weight: 400;">, lo segue con il 17,1 per cento, mentre l’attuale presidente ad interim <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Añez</a>, con la formazione <strong>Juntos</strong>, raccoglie il 16.5 per cento dei consensi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come fa notare in un editoriale il quotidiano </span><a href="http://www.la-razon.com/opinion/editorial/Encuesta-inaugural_0_3316468405.html" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">La Razón</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, la vera gara sembra essere quindi fra chi presiederà il fronte contro il Mas, con entrambi i candidati intenti a proporsi come gli unici portatori del voto utile “per evitare che torni Evo”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La vera delusione sembra averla portata a casa invece Luis Fernando Camacho, il leader di destra dei comitati civici di <strong>Santa Cruz</strong> alla testa delle proteste più dure e spettacolari per annullare le precedenti elezioni: nell&#8217;inchiesta di </span><span style="font-weight: 400;">Ciesmor</span><span style="font-weight: 400;">i la sua coalizione </span><i><span style="font-weight: 400;">Creemos </span></i><span style="font-weight: 400;">ha raccolto meno del 10 percento delle intenzioni di voto. Camacho ha quindi scelto di lasciare la sua candidatura in bianco, attendendo per capire verso chi ridirigere i suoi volti. E nel frattempo ha continuato a soffiare sul fuoco: “La vera minaccia è che il Mas vinca la maggioranza del Congresso e forse anche la presidenza durante il primo turno,” ha </span><a href="http://www.la-razon.com/nacional/Decision-TSE-inhabilitar-Morales-politico_0_3316468402.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">dichiarato </span></a><span style="font-weight: 400;">dopo aver appreso della decisione del Tse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se non dovessero esserci variazioni, lo scenario più plausibile è un ripetersi dei risultati dello scorso ottobre, con un Mas che emergerebbe come prima forza elettorale al primo turno ma rischierebbe di perdere la presidenza al ballottaggio.</span></p>
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		<title>Argentina, il debito è insostenibile</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/argentina-il-debito-e-insostenibile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 07:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FMI Argentina protesta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449-768x328.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449-1024x438.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al termine di una visita durata una settimana, il 19 febbraio il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha confermato che il debito argentino non è sostenibile e ha avvertito quindi i creditori privati che dovranno prepararsi ad affrontare delle perdite. “Si richiede un’operazione definitiva sul debito con un contributo significativo dei creditori privati,” ha scritto l’organizzazione economica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-il-debito-e-insostenibile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FMI Argentina protesta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449-768x328.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Protesta-Argentina-FMI-La-Presse-e1582269157449-1024x438.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Al termine di una visita durata una settimana, il 19 febbraio il <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> (Fmi) ha confermato che il debito argentino non è sostenibile e ha avvertito quindi i creditori privati che dovranno prepararsi ad affrontare delle perdite. </span><span style="font-weight: 400;">“Si richiede un’operazione definitiva sul debito con un contributo significativo dei creditori privati,” ha </span><a href="https://www.imf.org/en/News/Articles/2020/02/19/pr2057-argentina-imf-staff-statement-on-argentina"><span style="font-weight: 400;">scri</span></a><span style="font-weight: 400;">tto l’organizzazione economica nel comunicato ufficiale con i risultati della missione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Argentina sta infatti cercando di ristrutturare il proprio debito per </span><a href="https://it.insideover.com/economia/il-peso-del-debito-rischia-di-strangolare-l-economia-argentina.html"><span style="font-weight: 400;">evitare un default</span></a><span style="font-weight: 400;">, il nono nella storia della nazione, a causa della violenta recessione e dell’alta inflazione che attanaglia la sua economia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, l’Fmi ritiene che ottenere un saldo primario necessario a ridurre sia il debito pubblico &#8211; che è arrivato a quasi il 90% del PIL alla fine del 2019 &#8211; che a promuovere la crescita economica “non sia né economicamente né politicamente fattibile.” </span><span style="font-weight: 400;">L’ente stima infatti che l’economia nazionale sia destinata a diminuire di un </span><a href="https://www.imf.org/en/Countries/ARG"><span style="font-weight: 400;">ulteriore 1,3%</span></a><span style="font-weight: 400;"> nel 2020, terzo anno di recessione consecutivo. Dallo scorso luglio, quando l’Fmi giudicò la posizione dell&#8217;Argentina come “sostenibile, ma senza grandi probabilità&#8221;, il paese ha perso più di un terzo delle sue riserve in valuta estera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All’apertura dei mercati, il prezzo dei buoni argentini emessi al 2021 è caduto di ulteriori 1,2 centesimi, per un valore totale di 0,52 dollari, il suo valore più basso nelle ultime tre settimane </span><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-02-20/argentina-gets-imf-s-seal-of-approval-to-hit-bondholders-hard"><span style="font-weight: 400;">secondo</span></a> <i><span style="font-weight: 400;">Bloomberg</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Per </span><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-02-19/imf-says-argentina-s-debt-levels-unsustainable-after-review"><span style="font-weight: 400;">il sito di informazione finanziaria</span></a><span style="font-weight: 400;">, la comunicazione dell&#8217;Fmi è di fatto di un segnale di approvazione del piano del governo di </span><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-alberto-fernandez.html"><span style="font-weight: 400;">Alberto Fernández</span></a><span style="font-weight: 400;">, che intende rinegoziare il proprio passivo con i creditori, tra cui un debito di </span><span style="font-weight: 400;">44 miliardi</span><span style="font-weight: 400;"> contratto proprio con l’Fmi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>rinegoziazione del debito</strong> sarebbe poi fondamentale per garantire stabilità alle </span><a href="https://it.insideover.com/economia/argentina-crisi-senza-fine.html"><span style="font-weight: 400;">riforme economiche</span></a><span style="font-weight: 400;"> approvate dal Senato lo scorso dicembre, tra cui </span><span style="font-weight: 400;">un aumento delle tasse per alcuni settori della classe media ed alta, incentivi fiscali per stimolare il sistema produttivo, riduzioni d’imposta per i più poveri e una tassa del 30 per cento sugli acquisti di valuta straniera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E difatti il presidente non ha tardato a manifestare la propria approvazione: “se tutte le parti dimostrano la volontà di accordarsi, noi faremo fede ai nostri impegni e torneremo a mettere in piedi l’Argentina,” ha </span><a href="https://twitter.com/alferdez/status/1230291021474488321"><span style="font-weight: 400;">twittato</span></a><span style="font-weight: 400;"> subito dopo che il giudizio è stato reso pubblico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo quanto riporta </span><i><span style="font-weight: 400;">Reuters</span></i><span style="font-weight: 400;">, il ministro dell’economia <strong>Martín Guzmán</strong> crede che il paese abbia bisogno di rinegoziare circa 100 miliardi di dollari di debito.</span></p>
<h3>Le conseguenze per i creditori</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">“Stanno semplicemente riconoscendo un’ovvietà: è stato il prestito dell’Fmi ad aver reso il debito argentino insostenibile,” ha dichiarato </span><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-02-19/imf-says-argentina-s-debt-levels-unsustainable-after-review"><span style="font-weight: 400;">a </span><i><span style="font-weight: 400;">Bloomberg</span></i></a><span style="font-weight: 400;"> Hans Humes, Amministratore delegato del fondo di investimento <strong>Greylock Capital</strong>, uno dei maggiori creditori del paese. </span><span style="font-weight: 400;">Al quotidiano argentino </span><a href="https://www.clarin.com/economia/bonistas-ven-inevitable-quita-dispuestos-hacer-concesiones_0_Y1AOmszo.html"><i><span style="font-weight: 400;">El Clarin</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, Humes si è poi detto disposto a collaborare, anche se nelle dichiarazioni dell’Fmi avrebbe gradito vedere dati più precisi. </span><span style="font-weight: 400;">“Se ci sarà un processo di collaborazione, basato su un solido piano economico che promuova la crescita e la riduzione della povertà, sono certo che troveremo una soluzione che funzioni,” ha dichiarato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora sta quindi al governo argentino avanzare una proposta ai propri creditori privati. Fernández si aspetta di chiudere i negoziati entro la fine di marzo, anche se vari analisti giudicano questa scadenza come troppo ambiziosa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per <strong>Jorge Piedrahita</strong>, amministratore delegato di Gear Capital Partners, quello che viene lasciato intendere dal comunicato è che “il taglio sarà di più del 50%, visto anche che i prezzi nei mercati secondari stanno già assumendo questa diminuzione.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I critici, come il quotidiano </span><a href="http://www.laizquierdadiario.com/El-Fondo-es-corresponsable-del-endeudamiento-insostenible-es-pagar-la-deuda-odiosa"><i><span style="font-weight: 400;">La Izquierda Diario</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, temono però che il messaggio sottinteso sia che l’Fmi si aspetti che il governo ripaghi per intero il prestito da lui concesso. </span><span style="font-weight: 400;">La prossima scadenza per le negoziazioni sarà il 22 febbraio, quando la direttrice operativa </span><span style="font-weight: 400;">Kristalina Georgieva incontrerà il Ministro argentino dell’economia, Martín Guzmán, al G20 dei Ministri dell’Economia in Arabia Saudita.</span></p>
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		<title>El Salvador, militari armati entrano in Parlamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/el-salvador-militari-armati-entrano-in-parlamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 14:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Barrio18]]></category>
		<category><![CDATA[MS13]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="El Salvador militari in parlamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Militari e poliziotti armati si sono schierati questa domenica nel parlamento di El Salvador accompagnando il presidente Nayib Bukele in aula con l&#8217;obiettivo di mettere pressione sui deputati affinché approvassero i suoi piani per la sicurezza. “Ora credo che sia evidente chi ha il controllo della situazione e le decisioni che prenderemo le metteremo nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/el-salvador-militari-armati-entrano-in-parlamento.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="El Salvador militari in parlamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/El-Salvador-esercito-in-parlamento-La-Presse-e1581343006354-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Militari e poliziotti armati si sono schierati questa domenica nel parlamento di <strong>El Salvador</strong> accompagnando il presidente Nayib Bukele in aula con l&#8217;obiettivo di mettere pressione sui deputati affinché approvassero i suoi piani per la sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ora credo che sia evidente chi ha il controllo della situazione e le decisioni che prenderemo le metteremo nelle mani di Dio. Preghiamo” ha detto Bukele ai pochi deputati presenti, secondo quanto riportato dal  giornale </span><a href="https://www.elsalvador.com/eldiariodehoy/crisis-asamblea-legislativa-nayib-bukele-ejercito-ultimatum/685115/2020/"><i><span style="font-weight: 400;">El Diario de Hoy.</span></i></a> <span style="font-weight: 400;">“Se questi svergognati non approveranno il Piano di controllo territoriale torneremo a riunirci qui la prossima domenica&#8221;, ha poi dichiarato di fronte a una folla di simpatizzanti riunita nelle prossimità del Congresso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo </span><i><span style="font-weight: 400;">Reuters</span></i><span style="font-weight: 400;">, il direttore della polizia ha finora giustificato </span><span style="font-weight: 400;">l</span><span style="font-weight: 400;">’ingresso nel parlamento delle forze di sicurezza come una normale scorta al presidente. Ma il dispiegamento è stato duramente condannato da organizzazioni per la tutela dei diritti umani come Human Rights Watch e Amnesty International, mentre l’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell&#8217;Onu ha richiamato tutte le parti al rispetto delle istituzioni democratiche, delle leggi e dell’indipendenza dei poteri dello stato.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il piano di contrasto alle Maras</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Al centro della disputa politica si trova il Piano di controllo territoriale, </span><span style="font-weight: 400;">una strategia elaborata dal governo salvadoregno in risposta ai gravi problemi di sicurezza che affliggono il paese, considerato uno più violenti al mondo a causa della estesa e radicata presenza di gang criminali come </span><span style="font-weight: 400;">MS13 e Barrio18.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Politico di 37 anni che con la sua elezione lo scorso febbraio ha rotto il tradizionale bipolarismo del paese centroamericano, Bukele ha posto il contrasto alle Maras come la priorità del governo. La </span><a href="https://it.insideover.com/societa/nayib-bukele-presidente-el-salvador-maras.html"><span style="font-weight: 400;">sua politica</span></a><span style="font-weight: 400;"> comprende una serie di misure volte a colpire le gang sia a livello organizzativo che nei loro portafogli. Tre giorni dopo il suo insediamento, 2.600 agenti di polizia e 3mila militari erano stati inviati per le strade delle principali città con l’obiettivo di riprendere il controllo del territorio. </span><span style="font-weight: 400;">Una tattica reputata efficace dal governo, dato che il ministro per la Sicurezza ha dichiarato che durante il 2019 ci sarebbero stati quasi mille omicidi in meno rispetto all’anno precedente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad agosto, Bukele aveva così presentato la terza fase del suo Piano di Controllo Territoriale, contenente una richiesta di un prestito di 109 milioni di dollari al Banco Centroamericano di Integrazione Economica (Bcie) per ammodernare gli equipaggiamenti di polizia ed esercito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 27 gennaio, secondo quanto spiega <a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-51440009"><i>Bbc Mundo</i></a>, la maggioranza dei parlamentari aveva approvato la richiesta di negoziati con il Bcie. Ciononostante, tre giorni più tardi, il partito di destra Arena &#8211; a cui appartengono 37 degli 84 deputati &#8211; aveva ritirato il suo appoggio alla risoluzione, con la giustificazione che l’argomento richiedesse un maggior approfondimento.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il contrasto tra esecutivo e legislativo</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo passo indietro ha messo in difficoltà il presidente che, nonostante goda di un livello di approvazione molto alto nel paese, può contare solo su 10 deputati del partito Gran Alianza por la Unidad Nacional (Gana). Il resto del parlamento è invece controllato principalmente dai partiti di destra Arena e di sinistra </span><span style="font-weight: 400;">Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (Fmln), da cui fu cacciato lo stesso Bukele .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo scorso giovedì, il consiglio dei ministri salvadoregno aveva così convocato una sessione straordinaria dell’Assemblea legislativa per ottenere il via libera, basandosi sul comma 7 dell’articolo 167 della Costituzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo quanto riporta </span><a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-51440009"><i><span style="font-weight: 400;">Bbc Mundo</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il legislativo ha però rifiutato la convocazione in quanto l’approvazione di un prestito non può essere considerato una &#8220;emergenza costituzionale&#8221;. Da qui la decisione del presidente di tentare la prova di forza, ricordando venerdì 7 febbraio come </span><span style="font-weight: 400;">i cittadini avessero “diritto all&#8217;insurrezione”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei giorni passati, alcuni deputati di Arena e del Fmln avevano anche dichiarato che le forze di sicurezza si erano presentate alla loro porta di casa con l’obiettivo di portare i deputati al parlamento con la forza. </span><span style="font-weight: 400;">Nidia Díaz, portavoce di una fazione del Fmln, ha stigmatizzato come almeno 12 di loro avrebbero ricevuto pressioni in tal senso. </span><span style="font-weight: 400;">“Condanniamo e denunciamo alla comunità nazionale e internazionale la persecuzione politica ai deputati eletti dal popolo da parte del governo di Bukele e lo riteniamo direttamente responsabile di ogni violazione ai loro diritti,” ha dichiarato a </span><a href="https://www.elsalvador.com/noticias/nacional/crisis-asamblea-diputados-arena-fmln-militares-bukele/684885/2020/"><i><span style="font-weight: 400;">El Diario de Hoy</span></i></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bukele spera che le prossime elezioni parlamentari previste per il 28 di febbraio cambino radicalmente questo scenario. “Mi è piaciuto vedere questi scranni vuoti. E’ stato facile immaginarli pieni di persone oneste che lavorino per il popolo. Magari dopo il 28 febbraio, quando il popolo deciderà,” ha twittato ieri dopo la sfilata con i militari nel parlamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma prima di quella data, spetterà all&#8217;attuale congresso valutare la terza fase del Piano di Sicurezza. A partire da oggi, l&#8217;aula è infatti convocato per decidere se accettare le richieste di Bukele o meno.</span></p>
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		<title>Accuse di omicidio dopo il crollo della diga in Brasile</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/accuse-di-omicidio-dopo-il-crollo-della-diga-in-brasile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 08:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Miniere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Diga di Brumadinho (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, il crollo della diga che conteneva il bacino di raccolta dei rifiuti di una miniera della compagnia Vale nella cittadina di Brumadinho in Brasile travolse e uccise 270 persone. Le violente immagini di alberi e costruzioni travolte dalla marea di fango e detriti hanno lasciato senza parole il mondo intero.  Il 21 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/accuse-di-omicidio-dopo-il-crollo-della-diga-in-brasile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Diga di Brumadinho (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Brumadinho-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Un anno fa, il crollo della diga che conteneva il bacino di raccolta dei rifiuti di una miniera della compagnia Vale nella cittadina di <strong>Brumadinho</strong> in Brasile travolse e uccise 270 persone. Le violente immagini di alberi e costruzioni travolte dalla marea di fango e detriti hanno lasciato senza parole il mondo intero. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 21 di gennaio di quest’anno, pochi giorni prima dell’anniversario della tragedia, il pubblico ministero locale ha finalmente formalizzato le accuse contro la compagnia: i vertici di Vale e dell’azienda tedesca Tüv Süd, che aveva certificato la sicurezza dell’impianto, sono accusati di omicidio e crimini ambientali. 16 persone rischiano così una condanna ad almeno 12 anni di carcere. Tra loro, anche l’ex amministratore delegato di Vale, Fabio Schvartsman.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sulla base di una inchiesta durata quasi un anno, le autorità si sono infatti convinte che la diga presentasse rischi strutturali fin dal 2017 e che la dirigenza di entrambe le compagnie ne fosse “pienamente cosciente”, <a href="https://www1.folha.uol.com.br/cotidiano/2020/01/promotoria-de-mg-denuncia-ex-presidente-da-vale-e-15-pessoas-por-homicidio-doloso-em-brumadinho.shtml" target="_blank" rel="noopener">secondo quanto riporta il quotidiano </a></span><i><span style="font-weight: 400;">La Folha de Sao Paulo</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei procuratori, William Garcia Pinto Coelho, ha addirittura definito l’atteggiamento delle due imprese come una vera e propria “dittatura corporativa.” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo Coelho, Vale avrebbe volutamente occultato informazioni fondamentali per la pubblica sicurezza, come i risultati dell’indagine del gruppo di specialisti indipendenti che a giugno del 2018 aveva definito la situazione inaccettabile.</span></p>
<p><a href="https://www.wsj.com/articles/brazil-prosecutors-file-charges-against-vale-tuv-sud-for-deadly-dam-collapse-11579622098" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Per il </span><i><span style="font-weight: 400;">Wall Street Journal</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, la multinazionale avrebbe smesso di riversare i detriti nel bacino di Brumadinho a partire dal 2016 e stava programmando di smantellare la diga. Ma una evacuazione immediata avrebbe potuto generare sfiducia negli investitori, mettendo in dubbio la sicurezza di altre strutture della compagnia. Di conseguenza i responsabili avrebbero preferito scommettere sul fatto che la diga potesse reggere ancora un po’.</span></p>
<h3>La storia si ripete</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Schvartsman era arrivato alla guida del gruppo nel 2017 proprio dopo un’altra tragedia simile, quella di Mariana, in cui tre anni prima persero la vita 19 persone a causa del cedimento di un bacino di decantazione. La sua nomina venne paradossalmente accompagnata dalla promessa che il disastro non si sarebbe mai più ripetuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cinque settimane dopo il crollo di Brumadinho, sotto la pressione delle autorità, Schvartsman è stato temporaneamente sospeso dall’incarico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La denuncia non presenta nessun indizio né documento secondo cui il presidente sarebbe stato a conoscenza di un problema alla diga,” ha dichiarato a la </span><i><span style="font-weight: 400;">Folha</span></i><span style="font-weight: 400;"> il suo </span><span style="font-weight: 400;">avvocato, Pierpaolo Cruz Bottini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una nota rilasciata dai difensori di Tüv Süd sosterrebbe invece che la denuncia del pubblico ministero “contiene gravi mancanze e interpreta erroneamente la documentazione tecnica che fu prodotta,” aggiungendo che “l’accusa di omicidio doloso, quindi con l’intenzione di uccidere, è pura propaganda.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche nel caso di Mariana i pubblici ministeri tentarono di imputare agli alti dirigenti l&#8217;omicidio, ma il dibattito processuale ha successivamente indebolito le pene richieste. </span><span style="font-weight: 400;">Come ricorda </span><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-01-21/brazil-to-announce-new-charges-against-vale-for-mine-disaster" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">Bloomberg</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, è raro che i top manager vengano ritenuti colpevoli di un simile reato a causa delle conseguenze delle strategie aziendali. Dal caso del Bhopal in India nel 1984, quando una fuoriuscita di gas uccise migliaia di persone, fino alla </span><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/thyssenkrupp-cassazione-conferma-condanne-ai-dirigenti-1454317.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">sentenza di omicidio colposo</span></a><span style="font-weight: 400;"> per i dirigenti della della ThyssenKrupp di Torino, finora le eccezioni sono state più uniche che rare.</span></p>
<h3>Le conseguenze per l&#8217;industria mineraria globale</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Vale non è però una semplice compagnia mineraria, ma la prima multinazionale al mondo nell’estrazione di minerali ferrosi, la principale componente utilizzata per produrre l’acciaio, e il 45% della sua produzione proveniva dallo stato di Minas Gerais.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A seguito della tragedia del 25 di gennaio, il Brasile ha vietato la costruzione di dighe dello stesso tipo di quelle di Brumadinho e di Mariana e ha dato tempo fino al 2027 alle compagnie minerarie per smantellare quelle già esistenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo l’</span><a href="https://brasil.elpais.com/brasil/2020-01-25/brumadinho-ainda-tem-sete-barragens-em-alto-risco-por-problemas-na-estrutura.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Agenzia Nazionale delle Miniere</span></a><span style="font-weight: 400;">, in tutto il Brasile ci sono 46 dighe con elevata probabilità di crollo. </span><span style="font-weight: 400;">Vale ha quindi </span><a href="http://www.vale.com/brasil/PT/aboutvale/news/Paginas/vale-informa-sobre-brucutu.aspx" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">sospeso </span></a><span style="font-weight: 400;">l’estrazione di minerali in alcune altre sue strutture considerate parzialmente a rischio, come quella in località Brucutu. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’improvvisa chiusura delle miniere e il conseguente crollo della produzione hanno però avuto un impatto controverso sul mercato globale, </span><span style="font-weight: 400;">mandando il prezzo del ferro sulle montagne russe. Il </span><i><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ft.com/content/ec03da68-379f-11ea-a6d3-9a26f8c3cba4" target="_blank" rel="noopener">Financial Times</a></span></i><span style="font-weight: 400;"> ha stimato che nel 2019 </span><i><span style="font-weight: 400;">sarebbe</span></i><span style="font-weight: 400;"> aumentato del 30%.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo il crollo della diga, i titoli di Vale avevano perso circa un quarto del proprio valore. Eppure, la compagnia ha poi paradossalmente beneficiato finanziariamente dalla scarsità di materiale presente sul mercato, e oggi il valore delle sue azioni alla borsa di Sao Paulo ha già recuperato, secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-01-14/a-year-after-deadly-dam-break-vale-recovers-its-market-value" target="_blank" rel="noopener"><em>Bloomberg</em></a>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il </span><a href="https://www.ft.com/content/ec03da68-379f-11ea-a6d3-9a26f8c3cba4" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">Financial Times</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, la sostenuta domanda dei produttori cinesi e il ridotto approvvigionamento hanno poi garantito un anno di profitti stellari anche a gruppi concorrenti come gli anglo-australiani Rio Tinto e Bhp.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In futuro, molto dipenderà dalla capacità di Vale di mantenere le promesse di produzione per il 2020. </span><span style="font-weight: 400;">Nel frattempo, un giudice dovrà decidere se accettare o meno le pene richieste dai pubblici ministeri prima che cominci il processo vero e proprio. Esperti legali interpellati dal </span><i><span style="font-weight: 400;">Wall Street Journal</span></i><span style="font-weight: 400;"> si aspettano che il caso si trascini per anni, dato che le parti in causa si difenderanno in tutti i possibili livelli del sistema giudiziario brasiliano.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/accuse-di-omicidio-dopo-il-crollo-della-diga-in-brasile.html">Accuse di omicidio dopo il crollo della diga in Brasile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Amazzonia, prostituzione e miniere illegali</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/amazzonia-prostituzione-e-miniere-illegali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 16:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[industria mineraria]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Indigeno Amazzonia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima del moltiplicarsi delle attività minerarie illegali, la regione amazzonica di Madre de Dios custodiva uno dei maggiori gradi di biodiversità del Perù. Ma oggi quello che rimane in alcune zone sono solo crateri di terra ripieni di mercurio e cianuro. Dal 2008, l’impennata dei prezzi dell’oro ha attratto i minatori illegali alla ricerca del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/amazzonia-prostituzione-e-miniere-illegali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Indigeno Amazzonia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Indigeno-Amzzonia-La-Presse-e1579276998689-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Prima del moltiplicarsi delle attività minerarie illegali, la regione amazzonica di Madre de Dios custodiva uno dei maggiori gradi di biodiversità del Perù. Ma oggi quello che rimane in alcune zone sono solo crateri di terra ripieni di mercurio e cianuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 2008, l’impennata dei prezzi dell’oro ha attratto i minatori illegali alla ricerca del prezioso metallo. I minatori illegali hanno portato i bar. E i bar hanno dato la spinta a una fiorente industria della prostituzione e della tratta. </span><span style="font-weight: 400;">“Ci sono pochi altri lavori per una donna qui a Puerto Maldonado (la capitale del distretto di Madre de Dios ndr) che non siano lavorare nei bar. È triste vederle che aspettano fuori dai locali, ma hanno bisogno di soldi,” </span><a href="http://news.trust.org/item/20200116052756-sqj25/"><span style="font-weight: 400;">ha raccontato</span></a><span style="font-weight: 400;"> Claudia, 19 anni, alla giornalista </span><a href="https://twitter.com/anastasiabogota"><span style="font-weight: 400;">Anastasia Moloney</span></a><span style="font-weight: 400;"> della </span><i><span style="font-weight: 400;">Thomson Reuters Foundation</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Claudia aveva solo 14 anni quando i trafficanti l’hanno portata qui, obbligandola a lavorare in uno delle dozzine di postriboli che sorgevano ai lati della miniere e lungo le strade principali.</span></p>
<h2>Il business delle miniere illegali</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo il quotidiano </span><a href="https://larepublica.pe/sociedad/2019/12/26/mineria-ilegal-madre-de-dios-la-pampa-una-lucha-contra-actividad-que-tiene-ya-10-meses-selva/"><i><span style="font-weight: 400;">La República</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il 70% delle attività minerarie presenti in zona fino a febbraio scorso era illegale. Si stima che, nelle zone di Madre de Dios, Cusco e Puno, le attività estrattive abbiano fatto tabula rasa di 18mila ettari di foresta. </span><span style="font-weight: 400;">Un business particolarmente remunerativo, se si pensa che nel 2015 il portale di giornalismo investigativo </span><i><span style="font-weight: 400;">Ojo-Publico</span></i> <a href="https://ojo-publico.com/1253/Metalor-cesa-operaciones-con-mineria-artesanal-en-Latinoamerica-tras-revelarse-investigacion-por-lavado"><span style="font-weight: 400;">identificò la svizzera M</span><span style="font-weight: 400;">etalor Technologies</span></a><span style="font-weight: 400;">, una delle maggiori raffinerie al mondo, come un cliente delle compagnie della zona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Metalor ha </span><a href="http://www.metalor.com/es/node_59/News/Metalor-to-stop-all-artisanal-mining-and-mine-collector-s-business-artisanales"><span style="font-weight: 400;">successivamente chiuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> i contratti di provvigione con i minatori artigianali dell’America Latina proprio a causa delle “complessità della catena della somministrazione”. </span><span style="font-weight: 400;">Per dare un taglio netto a queste attività illegali, lo scorso febbraio il governo di Martin Vizcarra </span><a href="https://www.reuters.com/article/us-peru-illegal-mining-idUSKCN1Q82U6"><span style="font-weight: 400;">ha dato il via</span></a><span style="font-weight: 400;"> all’“Operazione Mercurio”. 1.200 poliziotti e 300 soldati sono stati distaccati nella baraccopoli di La Pampa, punto di ingresso per la zona delle miniere illegali, con l’obiettivo di espellere i cercatori d’oro. </span><span style="font-weight: 400;">Secondo il Ministero della Difesa, dall’inizio dell’intervento a ottobre 2019 sono stati distrutti 323 accampamenti e sequestrati 1806 motori e 91 veicoli di dimensioni maggiori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I minatori di La Pampa che vogliono inserirsi nell&#8217;economia legale si potranno muovere in un &#8216;corridoio minerario&#8217; più a ovest” &#8211; aveva dichiarato il ministro per l’Ambiente Fabiola Muñoz </span><span style="font-weight: 400;">al </span><a href="https://www.theguardian.com/cities/2019/mar/25/la-pampa-the-illegal-mining-city-peru-wants-wiped-out"><i><span style="font-weight: 400;">Guardian</span></i></a><span style="font-weight: 400;"> durante una visita al villaggio &#8211; “Ma solo a tre condizioni: niente mercurio, niente lavoro minorile e niente tratta&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le operazioni di polizia hanno recuperato 69 donne e 51 minorenni che lavoravano nei bar e nei bordelli. Si sperava che il connubio di miniere illegali e tratta illegale subisse così un colpo mortale. Ma, nonostante gli indiscutibili successi, le cose sono andate diversamente. </span><span style="font-weight: 400;">I residenti locali hanno denunciato </span><span style="font-weight: 400;">che le operazioni illegali si sono semplicemente spostate più in profondità nella foresta, seguite dalle prostitute e dai bar. </span><span style="font-weight: 400;">Il quotidiano </span><a href="https://elcomercio.pe/peru/loreto/loreto-destruyen-dragas-en-rios-nanay-y-napo-noticia/"><i><span style="font-weight: 400;">El Comercio</span></i></a><span style="font-weight: 400;"> riporta infatti che quattro draghe usate per l’estrazione di oro sono stati ritrovate nei fiumi del dipartimento di Loreto, nel nord del paese, a conferma di una espansione dei minatori in zone ancora intoccate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“È come l’effetto che fa un palloncino gonfiabile,” ha dichiarato il governatore regionale Luis Hidalgo a </span><i><span style="font-weight: 400;">TRF</span></i><span style="font-weight: 400;">, riferendosi al fatto che se si esercita pressione in un punto di un pallone, questo semplicemente si gonfia da un’altra parte.</span></p>
<h3>Giovani, povere e indigene</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Le vittime di tratta provengono spesso da comunità contadine indigene dell’altipiano andino, a centinaia di chilometri da queste terre. Povere e con poca educazione, costituiscono una facile preda per i trafficanti. </span><span style="font-weight: 400;">“Le donne e le ragazze sono reclutate con false promesse di lavoro e poi obbligate a fare sesso con i minatori. Più sono giovani, più soldi vengono chiesti ai loro clienti,” ha spiegato a Moloney Mercedes Arce, coordinatore dell’organizzazione contro la tratta CHS Alternativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza altre opportunità, le donne recuperate si trovano a vivere in condizioni di povertà estrema, e spesso sono loro stesse a ritornare a vendersi nei bar. </span><span style="font-weight: 400;">La prostituzione tra donne maggiorenni è infatti legale in Perù, e può portare a guadagni medi di 600 dollari al mese &#8211; più del doppio del salario minimo. </span><span style="font-weight: 400;">Così, a un’ora di auto da Puerto Maldonado, nel distretto di Laberinto, è già sorto un nuovo agglomerato di locali. </span><span style="font-weight: 400;">Secondo il ministero della Donna, poche delle 120 vittime incontrate durante i raid dell’anno scorso hanno trovato un nuovo impiego, e diverse delle ragazze vivono ancora in rifugi pubblici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Virginia Rojas, coordinatore regionale del ministero a Puerto Maldonado, ha raccontato a </span><i><span style="font-weight: 400;">Trf</span></i><span style="font-weight: 400;"> che molte di loro non vogliono né tornare nelle loro case, né testimoniare contro i trafficanti. </span><span style="font-weight: 400;">“Queste donne hanno sofferto un sacco di violenza…ma non si percepiscono come vittime,” ha dichiarato a Moloney. </span><span style="font-weight: 400;">Anche per questo, i provvedimenti giudiziari a Madre de Dios sono stati finora difficili: dal 2017 solo 22 persone sono state condannate per tratta, nella maggior parte dei casi per sfruttamento sessuale di bambini. </span><span style="font-weight: 400;">Claudia è una delle poche che ha cooperato con le autorità, mandando i suoi trafficanti in prigione per sfruttamento sessuale. Ma lei stessa prova sentimenti controversi per le sue azioni: </span><span style="font-weight: 400;">“Mi spiace per loro. Si sono presi un periodo lungo, uno starà vent’anni in prigione,” ha dichiarato Claudia a Moloney. </span><span style="font-weight: 400;">Finché non verranno garantite a queste donne prospettive migliori, sarà difficile che non ritornino sui propri passi,</span></p>
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		<title>Quella venezuelana sarà la peggior crisi migratoria del 2020</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/quella-venezuelana-sara-la-peggior-crisi-migratoria-del-2020.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 07:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un migrante venezuelano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella del Venezuela sarà la peggior crisi migratoria del 2020. Ma anche quella che finora ha ricevuto meno finanziamenti internazionali. &#8220;È ormai al punto di sorpassare la velocità e la scala anche di quella siriana&#8221;, scrivono Dany Bahar e Megan Dooley, due analisti del think tank Brookings Institution di Washington, dopo aver analizzato i dati sui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quella-venezuelana-sara-la-peggior-crisi-migratoria-del-2020.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un migrante venezuelano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Un-migrante-venezuelano-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quella del <strong>Venezuela </strong>sarà la peggior crisi migratoria del 2020. Ma anche quella che finora ha ricevuto meno finanziamenti internazionali. &#8220;È ormai al punto di sorpassare la velocità e la scala anche di quella siriana&#8221;, scrivono Dany Bahar e Megan Dooley, due analisti del think tank Brookings Institution di Washington, <a href="https://www.brookings.edu/blog/up-front/2019/12/09/venezuela-refugee-crisis-to-become-the-largest-and-most-underfunded-in-modern-history/?utm_campaign=Brookings%20Brief&amp;utm_source=hs_email&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=80597832" target="_blank" rel="noopener">dopo aver </a>analizzato i dati sui richiedenti asilo forniti dall&#8217;Unhcr.</p>
<p>A quattro anni dall&#8217;inizio del <strong>collasso economico</strong>, <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nella-citta-piu-violenta-del-mondo-2/i-venezuelani-in-fuga-da-maduro.html" target="_blank" rel="noopener">sono ormai 4,6 milioni i venezuelani che hanno </a>abbandonato il Paese, un 16% circa della popolazione totale. Ma se il trend non si dovesse modificare, nel 2020 il numero potrebbe aumentare fino a 6,5 milioni. Confrontando questi dati con quelli di coloro che avevano abbandonato la Siria nel 2015, ovvero a quattro anni dall&#8217;inizio del conflitto, ci si rende conto di come il ritmo delle due crisi sia molto simile.</p>
<p>Nel 2018, più di 6,7 milioni di siriani erano stati costretti ad abbandonare il Paese, mentre 6,1 milioni rimanevano intrappolati all&#8217;interno dei confini come sfollati. Nel caso del Venezuela, il peso dell’esodo e dell’integrazione è finora ricaduto per la maggior parte sui vicini regionali, in particolar modo Colombia, Ecuador e Perù e, in misura minore, anche sul Brasile. Scrivono a tal proposito gli autori del report:</p>
<blockquote><p>Ma i Paesi ospitanti hanno ricevuto ben poco aiuto della comunità internazionale, soprattutto se comparato con altre crisi di massa precedenti</p></blockquote>
<p>In risposta all&#8217;emergenza siriana, per esempio, la comunità internazionale aveva messo a disposizione dei rifugiati ben 7,4 miliardi di dollari nei primi quattro anni. Per il Venezuela, invece, sono stati finora stanziati 580 milioni. Questo significa che per ogni rifugiato del Paese di Simón Bolívar sono stati erogati 125 dollari.</p>
<h3>L’ultimo appello</h3>
<p>A novembre, l’Unhcr e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) hanno diffuso un appello regionale per <a href="https://www.unhcr.org/news/press/2019/11/5dcbd7284/us135-billion-needed-help-venezuelan-refugees-migrants-host-countries.html">raggiungere almeno 1,35 miliardi</a> di fondi in modo da far fronte alle necessità del 2020.</p>
<p>&#8220;Ma se anche questa cifra dovesse essere raggiunta &#8211; il precedente appello venne coperto solo al 52%, ad esempio &#8211; il totale degli stanziamenti arriverà solo a due miliardi dopo cinque anni di crisi&#8221;, spiegano Bahar e Dooley. Il dramma dei <strong>Rohingya</strong> in Bangladesh raggiunse la stessa cifra in soli due anni, nonostante i rifugiati coinvolti fossero circa un quarto di quelli venezuelani. Perfino gli sfollati del Sudan del sud, una delle crisi storicamente meno finanziate, avevano ricevuto il doppio dei fondi in un periodo di quattro anni.</p>
<p>Gli stanziamenti non saranno necessari solo per far fronte ai bisogni umanitari immediati, ma anche per promuovere i<strong>nvestimenti per lo sviluppo</strong> delle comunità che ospitano i rifugiati attraverso la costruzione di ospedali, strade, scuole e miglioramenti della rete elettrica. Nel caso dell’America Latina, che si scontra con una arretratezza cronica nelle proprie infrastrutture, tali investimenti possono alleviare gli effetti negativi di un flusso migratorio tanto imponente. E impedire che migranti disperati possano cadere nelle grinfie del narcotraffico, come sta già <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-migranti-venezuelani-cadono-nel-conflitto-armato-colombiano.html">accadendo nella regione colombiana del Catatumbo</a>.</p>
<p>Il governo colombiano e istituzioni come la <a href="https://www.worldbank.org/en/news/press-release/2019/04/12/us315-million-to-help-improve-services-for-migrants-from-venezuela-and-host-communities-in-colombia">Banca mondiale</a> e la <a href="https://www.iadb.org/en/news/idb-approves-grant-funds-countries-receiving-migrants-latin-america-and-caribbean">Banca di sviluppo inter-americano</a> hanno già iniziato a finanziare alcuni progetti nelle comunità ospitanti. Ma il numero dei rifugiati richiede uno sforzo decisamente maggiore.</p>
<h3>2020: la crisi potrebbe diventare estendersi</h3>
<p>&#8220;La comunità internazionale ha finora ignorato la catastrofe perché la considera una crisi regionale&#8221;, scrivono Bahar e Dooley, &#8220;ma le recenti restrizioni all’ingresso dei Venezuelani imposte da Paesi come Ecuador, Perù e Cile potrebbe portare il flusso verso altre regioni&#8221;.</p>
<p>La Spagna, per esempio, è diventata, secondo quanto riporta <a href="https://www.elconfidencial.com/espana/2019-10-11/record-solicitudes-asilo-espana-venezolanos_2278143/"><i>El Confidenciál</i></a>, la nuova casa di 300mila venezuelani. &#8220;La crisi Venezuelana ha ormai raggiunto una scala globale. E richiede una risposta globale&#8221;, concludono Bahar e Dooley.</p>
<p>I numeri dell&#8217;emergenza sono ormai quelli di una guerra. La Fao ha stimato che la malnutrizione nel paese è <a href="http://www.fao.org/3/ca5162en/ca5162en.pdf">aumentata di sette volte </a>, con il 21% della popolazione che soffre a causa della fame. Secondo i calcoli del <a href="https://www.imf.org/en/Publications/REO/WH/Issues/2019/10/22/wreo1019#Outlook%20for%20Latin%20America%20and%20the%20Caribbean:%20Stunted%20by%20Uncertainty">Fondo monetario internazionale</a>, l’economia, da quando <strong>Nicolas Maduro</strong> ha assunto la presidenza, si è contratta del 65%. L’unico paragone vicino è quello della Liberia, il cui Pil soffrì un crollo del 90% durante il sanguinoso conflitto civile.</p>
<p>Con una inflazione <a href="https://elpais.com/economia/2019/10/15/actualidad/1571150056_773127.html">a fine anno del 200%</a> (e una stima per il 2020 che raggiunge il 500%), ci sono ben poche speranze che l’economia della nazione possa riprendersi senza un accordo politico. Ma le <a href="https://www.efe.com/efe/america/politica/gobierno-y-oposicion-venezolanos-cruzan-dardos-por-terrorismo-el-parlamento/20000035-4132763">recenti accuse</a> di terrorismo mosse da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html" target="_blank" rel="noopener">Maduro</a>, presidente del Venezuela, a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro.html" target="_blank" rel="noopener">Juan Guaidó</a>, presidente dell&#8217;assemblea nazionale e autodichiarato presidente del Paese ad interim, non sembrano suggerire che una soluzione diplomatica sia in vista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quella-venezuelana-sara-la-peggior-crisi-migratoria-del-2020.html">Quella venezuelana sarà la peggior crisi migratoria del 2020</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lo stratega messicano della “guerra alla droga” arrestato per legami con i narcos</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/lo-stratega-messicano-della-guerra-alla-droga-arrestato-per-legami-con-i-narcos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 08:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotrafficanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="626" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico narcos" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804-300x125.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804-768x321.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804-1024x427.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Agenti federali statunitensi hanno arrestato questo lunedì l’ex segretario di Pubblica Sicurezza messicano, Genaro García Luna, con l’accusa di aver aiutato i narcotrafficanti del cartello di Sinaloa a operare con “impunità”. García Luna fu responsabile dell’Agenzia Federale di Inchiesta (AFI) dal 2001 al 2005, durante il governo dell’ex presidente Vincente Fox, e venne poi chiamato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lo-stratega-messicano-della-guerra-alla-droga-arrestato-per-legami-con-i-narcos.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lo-stratega-messicano-della-guerra-alla-droga-arrestato-per-legami-con-i-narcos.html">Lo stratega messicano della “guerra alla droga” arrestato per legami con i narcos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="626" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico narcos" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804-300x125.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804-768x321.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Soldati-Messico-Guadalajara-La-Presse-e1576399404804-1024x427.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Agenti federali statunitensi hanno </span><a href="https://lta.reuters.com/articulo/delito-mexico-eeuu-idLTAKBN1YE27N-OUSLT"><span style="font-weight: 400;">arrestato </span></a><span style="font-weight: 400;">questo lunedì l’ex segretario di Pubblica Sicurezza messicano, Genaro García Luna, con l’accusa di aver aiutato i narcotrafficanti del cartello di Sinaloa a operare con “impunità”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">García Luna fu responsabile dell’Agenzia Federale di Inchiesta (AFI) dal 2001 al 2005, durante il governo dell’ex presidente Vincente Fox, e venne poi chiamato alla testa della Pubblica Sicurezza dal 2006 al 2012, sotto l’ex presidente Felipe Calderón.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Successivamente decise di lasciare il paese, trasferendosi in Florida nel 2012.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo i documenti in possesso della corte di </span><span style="font-weight: 400;">Brooklyn</span><span style="font-weight: 400;">, il cartello lo avrebbe corrotto per poter trasferire la droga attraverso la frontiera, oltre a richiedergli informazioni sui gruppi rivali e le loro attività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">García Luna affronterà quindi accuse di cospirazione per traffico di cocaina e per false dichiarazioni rese alle autorità statunitensi. Se la corte dovesse riconoscerlo colpevole, rischia dai dieci anni di carcere all’ergastolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Richard P. Donoghue, procuratore del Distretto Est di New York, ha sostenuto che avrebbe “ammassato una fortuna personale di milioni di dollari” difficilmente compatibile con il suo salario di funzionario pubblico e che, dopo aver lasciato i pubblici uffici, avrebbe continuato “a vivere grazie ai milioni di dollari della corruzione” ricevuti dal cartello.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">L’arresto nato dal processo al Chapo</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nelle prossime settimane García Luna verrà probabilmente trasferito a New York nel distretto di Brooklyn, dove verrà sottoposto a giudizio dalla stessa corte che condannò lo scorso 12 febbraio </span><span style="font-weight: 400;">Joaquín &#8220;El Chapo&#8221; Guzmán, capo del cartello di Sinaloa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo quanto riporta il sito di informazione messicano </span><a href="https://www.animalpolitico.com/2019/12/genaro-garcia-luna-detenido-texas-corrupcion-trafico-drogas/"><i><span style="font-weight: 400;">Animal Politico</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il nome di García Luna era emerso proprio durante il processo al narcotrafficante messicano. A novembre 2018, Jesús “El Rey” Zambada, fratello del maggior partner del Chapo e testimone di giustizia del governo statunitense, aveva dichiarato che tra il 2005  e 2006 consegnò due valigie riempite con sei e otto milioni di dollari destinate a García Luna. Lo scopo era evitare l’arresto di suo fratello, Ismael El Mayo Zambada.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un secondo pagamento avvenne invece nel 2006, quando García Luna era già segretario nel governo di Felipe Calderón.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All’epoca delle rivelazioni, l’ex funzionario messicano negò categoricamente queste accuse, etichettandole come “menzogne e diffamazione.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su </span><a href="https://www.eluniversal.com.mx/opinion/hector-de-mauleon/genaro-garcia-luna-historias-de-oscuridad"><i><span style="font-weight: 400;">El Universal</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il giornalista Héctor de Mauleón ha ricordato come nel 2008 gli scontri avvenivano non solo per strada, ma all’interno degli stessi corpi di sicurezza che i narcotrafficanti avevano infiltrato per garantire la propria sopravvivenza.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">L’architetto della “Guerra alla droga”</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><a href="https://www.nytimes.com/2019/12/10/world/americas/genaro-garcia-luna-mexico-arrest.html"><i><span style="font-weight: 400;">New York Times</span></i></a><span style="font-weight: 400;"> ha definito García Luna come l’architetto della “</span><a href="https://it.insideover.com/societa/la-guerra-globale-alla-droga.html"><span style="font-weight: 400;">Guerra alla droga</span></a><span style="font-weight: 400;">”, l’operazione militare contro i cartelli iniziata nel 2006 dal presidente Calderón e portata avanti anche dal suo successore, </span><span style="font-weight: 400;">Enrique Peña Nieto</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il risultato dell’impiego dell’esercito in operazioni di polizia è stato controverso: da un lato ha permesso la cattura e l’uccisione di molti tra i trafficanti più ricercati del paese, come </span><span style="font-weight: 400;">Edgar Valdez Villarreal, conosciuto come La Barbie, o come, </span><a href="https://elpais.com/internacional/2016/01/11/mexico/1452533030_075430.html"><span style="font-weight: 400;">nel 2016</span></a><span style="font-weight: 400;">, dello stesso Chapo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall’altro, il numero di omicidi in Messico cresce inarrestabile e quest’anno ha superato, come ricorda </span><a href="https://elpais.com/internacional/2019/12/10/mexico/1575997429_061837.html"><i><span style="font-weight: 400;">El País</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il ritmo di 100 nuovi morti al giorni, a cui vanno sommati almeno 20.000 <em>desaparecidos</em>. E spesso sono i civili le prime vittime. </span><span style="font-weight: 400;">L’attuale presidente </span><span style="font-weight: 400;">López Obrador non ha mai smesso di incolpare i precedenti governi per aver iniziato la mattanza. Ciononostante, a 12 mesi dal suo insediamento, le politiche per contenere la violenza non sono ancora riuscite a produrre alcun effetto concreto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo aver appreso dell’arresto, l’ex presidente </span><span style="font-weight: 400;">Calderón</span><a href="https://www.eluniversal.com.mx/nacion/calderon-dispuesto-rendir-cuentas-mexicanos-tras-detencion-de-garcia-luna"><span style="font-weight: 400;"> ha garantito</span></a><span style="font-weight: 400;"> di essere all&#8217;oscuro dei fatti contestati e si è dichiarato profondamente sorpreso da quanto sta accadendo, sottolineando però come la politica di sicurezza della sua amministrazione non fosse il prodotto di un solo uomo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma le voci critiche hanno già iniziato a levarsi: </span><span style="font-weight: 400;">in un editoriale pubblicato dopo l’arresto, il quotidiano messicano </span><a href="https://www.eluniversal.com.mx/opinion/editorial-el-universal/lucha-anticrimen-en-entredicho"><i><span style="font-weight: 400;">El Universal</span></i></a><span style="font-weight: 400;"> ha sostenuto che le accuse mettono ”in discussione tutta la strategia contro il crimine organizzato adottata durante gli anni di governo del Partito di Azione Nazionale” e, qualora dovessero essere confermate, “rivelano l’alto grado di infiltrazione di cui soffre lo Stato messicano nei suoi livelli più alti, aiutando a capire le ragioni dietro all’espansione del potere criminale.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La giornalista investigativa Anabel Hernández è stata tra i primi a rivelare i vincoli tra García Luna e il cartello di Sinaloa. In una intervista rilasciata a </span><a href="https://www.radioformula.com.mx/noticias/mexico/20191210/estructura-corrupta-de-garcia-luna-policia-actual-anabel-hernandez/"><i><span style="font-weight: 400;">Radio Fórmula</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, ha dichiarato che il problema non si risolve però con la detenzione dell’ex funzionario, dato che la struttura da lui promossa all’interno della Polizia Federale è rimasta parzialmente intatta. </span><span style="font-weight: 400;">“La Segretaria della Sicurezza di Stato, Maribel Cervantes; il signor Omar García Harfuch, segretario per la Sicurezza Cittadina di Città del Messico. E molti altri comandanti della Guardia Nazionale erano parte di questo gruppo corrotto,” ha denunciato la giornalista.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per scoprire se tutta la recente storia messicana andrà riletta sotto una luce diversa bisognerà attendere ancora sei settimane, quando il processo porterà a un primo giudizio.</span></p>
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		<title>Spiragli di pace per la Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/si-apre-uno-spiraglio-per-la-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 08:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="723" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolvia elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-768x370.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo che i morti durante gli scontri seguiti all&#8217;ultima tornata elettorale hanno raggiunto quota 32, la Bolivia sembra intravedere uno spiraglio per uscire dalla crisi: domenica 24 novembre la presidente provvisoria Jeanine Áñez ha promulgato la legge che annulla ufficialmente le elezioni del 20 ottobre e ne indice di nuove nei prossimi cinque mesi. “Questa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/si-apre-uno-spiraglio-per-la-bolivia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="723" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolvia elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-768x370.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo che i morti durante gli scontri seguiti all&#8217;ultima tornata elettorale hanno raggiunto quota 32, la <strong>Bolivia</strong> sembra intravedere uno spiraglio per uscire dalla crisi: domenica 24 novembre la presidente provvisoria <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Áñez</a> ha promulgato la legge che annulla ufficialmente le elezioni del 20 ottobre e ne indice di nuove nei prossimi cinque mesi.</span></p>
<p>“Questa era il principale obiettivo del mio governo, nuove elezioni nel minor tempo possibile,” ha dichiarato Áñez, accusando il suo predecessore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> di “aver cercato di manipolare la volontà di noi tutti montando una frode scandalosa,” secondo quanto riporta l’agenzia </span><a href="https://www.noticiasfides.com/nacional/politica/gobierno-de-anez-promulga-ley-de-para-la-realizacion-de-elecciones-generales-402673"><i>Noticias Fides</span></i></a>.</span></p>
<p>Alle elezioni potranno partecipare tutti i partiti politici, incluso il Movimento al Socialismo (Mas) di Morales, ma all’ex presidente sarà proibito presentarsi.</span></p>
<p>“Le cittadine e i cittadini che sono stati rieletti in modo continuativo a un incarico elettivo durante due dei periodi costituzionali anteriori non potranno presentarsi come candidati allo stesso incarico&#8221;, si legge nel testo.</span></p>
<p>Si tratta di un punto fondamentale per le proteste che hanno attraversato le città boliviane dopo le </span><a href="https://it.insideover.com/politica/la-democrazia-boliviana-rischia-grosso.html">elezioni del 20 ottobre</span></a>. Il limite dei due mandati fu infatti sospeso da una sentenza del Tribunale Costituzionale proprio per permettere a Morales di partecipare alla tornata elettorale di quest’anno.</span></p>
<p>In un’intervista al quotidiano britannico </span><a href="https://www.theguardian.com/world/2019/nov/25/evo-morales-refused-to-stand-in-elections-due-to-ethnic-conflict-fears"><i>The Guardian</span></i></a>, il leader indigeno ha dichiarato di essere disposto a rinunciare a una nuova candidatura per pacificare il paese, anche se avrebbe il diritto a correre per la presidenza. </span>“Dicono no ad Evo. E allora io dico va bene, non c’è problema” ha dichiarato, mantenendosi però fermo nella decisione di ritornare in Bolivia.</span></p>
<h2>Accordo tra tutti i partiti politici</span></h2>
<p>L’approvazione della nuova legge elettorale è arrivata all&#8217;unanimità con un accordo tra tutti i partiti politici dopo una vera e propria maratona parlamentare dei due rami del Parlamento nella giornata di sabato 23.</span></p>
<p>Non viene ancora indicata una data precisa per le nuove consultazioni, ma si stabilisce che dovranno tenersi entro cinque mesi.</span></p>
<p>Per Eva Copa, presidente del Senato ed esponente del Mas, che detiene la maggioranza in entrambe le Camere, “siamo arrivati a un consenso molto chiaro, approvando la legge all’unanimità, e questo dimostra che, se si vuole lavorare insieme per davvero, si può.”</span></p>
<p>Il prossimo passo sarà la stesura del regolamento per eleggere un nuovo Tribunale Elettorale Supremo, che, sempre secondo </span><a href="https://www.noticiasfides.com/nacional/politica/alp-sesionara-el-martes-para-aprobar-el-reglamento-de-eleccion-de-vocales-al-tse-402679"><i>>Noticias Fides</span></i></a>, verrà discussa a partire da martedì 26 novembre. I precedenti membri, infatti, erano stati </span><a href="https://it.insideover.com/politica/morales-lascia-il-governo-e-annuncia-elezioni-in-bolivia.html">destituiti dallo stesso Morales</span></a> all’annuncio di nuove elezioni e si trovano al momento in stato di arresto, accusati di aver manipolato i risultati elettorali.</span></p>
<p>Nel corso di un’intervista rilasciata alla </span><i>Cnn </span></i>venerdì notte, Luis Fernando Camacho, il rappresentante di destra dei comitati civici di Santa Cruz, non ha scartato la possibilità di presentarsi come candidato insieme a Marco Antonio Pumari, alla testa dei comitati della città di Potosì.</span></p>
<p>Una scelta non condivisa da una parte degli attivista che hanno animato le proteste. &#8220;Quando siamo scesi in piazza era perché non passasse la frode, e non per supportare nessun altro leader politico,” racconta a </span><i>Inside Over</span></i> una giovane professionista che ha partecipato fin dall’inizio alle proteste, “vorrei che alle prossime elezioni non si presentino candidati come Mesa o Camacho, perché la loro presenza genererebbe tensioni in chi si è mobilitato per la difesa di Morales. Siamo un popolo diverso e plurale.”</span></p>
<h2>Morales accusato di sedizione e terrorismo</span></h2>
<p>Secondo </span><a href="https://elpais.com/internacional/2019/11/24/actualidad/1574607157_131026.html"><i>El Páis</span></i></a>, il dibattito parlamentare ha anche però portato a una divisione nel gruppo parlamentare del Mas. Nonostante tutti i senatori abbiano votato a favore della legge elettorale, un gruppo del partito ha cercato di portare avanti anche un progetto di legge “contro la persecuzione che si esercita nei confronti di Morales e dei sindacalisti”. La maggioranza del Senato ha però votato per la sospensione di tale  provvedimento.</span></p>
<p>L’obiettivo del gruppo di fedelissimi era proteggere l’ex presidente e l’ex ministro degli interni, Juan Ramón Quintana, al momento entrambi rifugiati in Messico, dall&#8217;accusa di sedizione e terrorismo, formulata venerdì 22 nei suoi confronti. Il quotidiano </span><a href="http://www.la-razon.com/nacional/Denuncia-Gobierno-Anez-Evo-Quintana-terrorismo-sedicion-Bolivia_0_3262473747.html"><i>La Razón </span></i></a> riporta che l’attuale ministro del Governo, Arturo Murillo, ha infatti presentato al Fiscale Generale la registrazione di una conversazione telefonica tra Morales e il ricercato per narcotraffico Faustino Yucra Yarwi, in cui si sarebbero coordinati i blocchi per lasciare senza somministrazione di alimenti le città del paese.</span></p>
<p>Morales ha sminuito le accuse come un vero e proprio “montaggio” a opera dei suoi oppositori.</span></p>
<p>Áñez ha però già anticipato che, anche in caso di approvazione di un simile disegno di legge, lei si rifiuterebbe di firmarlo. “La nuova Bolivia che vogliamo sarà un paese di giustizia, non di impunità,” ha dichiarato.</span></p>
<h2>La fine dei blocchi</span></h2>
<p>I primi spiragli di un ritorno alla normalità si erano aperti già sabato 23, quando un incontro tra il governo e le potenti federazioni di vicini di El Alto aveva portato a una tregua di 48 ore dei blocchi stradali che da vari giorni tenevano in scacco la città di La La Paz. </span></p>
<p>Secondo la catena radiofonica </span><a href="https://erbol.com.bo/nacional/gobierno-y-el-alto-pactan-tregua-de-48-horas-mientras-se-cumple-petitorio?fbclid=IwAR1bFjGPkEDHzpu2xQ1yG38q6kRY6glntPGWObn0CGMGwM6X-96hSRpqUYE"><i>Erbol</span></i></a>, le autorità hanno accettato una modifica del </span><a href="https://it.insideover.com/politica/la-bolivia-e-sullorlo-del-caos.html">Decreto 4078</span></a>, che sollevava le forze armate impegnate in operazioni di ordine pubblico da ogni responsabilità penale, la sostituzione dei militari a guardia delle istituzioni pubbliche con la polizia, la garanzia che tutti i progetti iniziati sotto il precedente governo sarebbero stato portati a termine e che non verranno realizzate privatizzazioni.</span></p>
<p>L’accordo è stato confermato da una successiva riunione con il sindacato della Centrale Operaia Boliviana, che per anni ha rappresentato la spina dorsale dell’egemonia politica di Morales. L&#8217;esecutivo si è inoltre impegnato a creare una commissione congiunta per valutare la liberazione dei detenuti delle ultime settimane.</span></p>
<p>Al momento, dunque, gli unici blocchi ancora in corso sono quelli che portati avanti dalle organizzazioni dei contadini <em>cocaleros</em> nelle regione del Chapare.</span></p>
<p>Dopo un mese di proteste e duri scontri tra diverse fazioni, sembra quindi che in Bolivia si sia aperto uno spiraglio di pace.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/si-apre-uno-spiraglio-per-la-bolivia.html">Spiragli di pace per la Bolivia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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