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	<title>Unità di protezione popolare (Ypg) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Unità di protezione popolare (Ypg) Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Turchia non chiude all&#8217;attacco ai curdi: Siria ancora in bilico tra guerra e pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 15:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-1536x1066.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il  19 dicembre un portavoce del Ministero della Difesa turco ha smentito categoricamente la possibilità di un accordo di cessate il fuoco tra Ankara e le Syrian Democratic Forces (SDF), nonostante le dichiarazioni del Dipartimento di Stato americano che annunciavano una tregua fino al 22 dicembre. Definendo l’annuncio di Washington un “lapsus”, il rappresentante turco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-non-chiude-allattacco-ai-curdi-siria-ancora-in-bilico-tra-guerra-e-pace.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241208105128706_347782bb089645f6083eea5ad0aa54cb-1536x1066.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il  19 dicembre un portavoce del<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-assad-rafforza-erdogan-ma-per-la-turchia-ce-il-dilemma-al-jolani.html"> Ministero della Difesa turco</a></strong> ha smentito categoricamente la possibilità di un accordo di cessate il fuoco tra Ankara e<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/in-siria-e-finita-lera-degli-assad-ma-non-la-guerra-la-mappa-delle-fazioni.html"> le Syrian Democratic Forces (SDF),</a></strong> nonostante le dichiarazioni del <strong>Dipartimento di Stato americano</strong> che annunciavano una tregua fino al 22 dicembre. Definendo l’annuncio di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cade-assad-gli-usa-rispolverano-la-minaccia-dellisis-per-restare-in-siria.html">Washington un “lapsus”</a></strong>, il rappresentante turco ha ribadito che la Turchia non dialogherà con quelle che considera estensioni del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), classificato come organizzazione terroristica.</p>



<p>La tensione crescente tra la Turchia e le forze curde in Siria, sostenute dagli Stati Uniti, è parte di un conflitto più ampio che coinvolge anche le relazioni già fragili tra Ankara e Washington. Gli Stati Uniti, pur <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-si-prende-liraq-e-rilancia-la-sua-guerra-al-pkk.html">riconoscendo il PKK come organizzazione terroristica, </a>continuano a collaborare con le SDF, il cui principale componente, le Unità di Protezione Popolare (YPG), è considerato dalla Turchia una minaccia esistenziale. Le forze sostenute da Ankara, tra cui l’Esercito Nazionale Siriano (SNA), hanno intensificato le operazioni lungo il confine per &#8220;liberare&#8221; le aree controllate dalle YPG.</p>



<p>Secondo fonti statunitensi riportate dal Wall Street Journal, un’importante concentrazione di truppe turche è stata osservata nei pressi di Kobani, città simbolo della resistenza curda, suggerendo l’imminenza di un’operazione transfrontaliera. Il dispiegamento include commandos, artiglieria e milizie alleate, in una manovra che richiama le operazioni militari turche precedenti. Le implicazioni di una nuova offensiva sono significative: <strong>oltre 200.000 civili curdi potrebbero essere sfollati, </strong>e le già vulnerabili<a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/armeni-in-fuga-la-nuova-siria-targata-turchia-ricorda-troppo-il-passato.html"> comunità cristiane</a> nella regione rischiano di essere travolte.</p>



<p>Ankara ha già lanciato tre operazioni militari in Siria dal 2016, con l’obiettivo dichiarato di impedire ai curdi di stabilire un’entità autonoma lungo il confine turco-siriano. Ora, con l’accumulo di truppe e l’intensificazione della retorica, sembra pronta a ripetere questo schema. Il portavoce turco ha dichiarato che “la lotta al terrorismo continuerà fino a quando il PKK/YPG non deporrà le armi e i combattenti stranieri non lasceranno la Siria”, senza fornire dettagli su eventuali nuove operazioni dirette.</p>



<p>La situazione ha attirato l’attenzione di un alto funzionario curdo, Ilham Ahmed, che ha inviato una lettera al presidente eletto degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, esortandolo a intervenire. Ahmed ha accusato Ankara di voler consolidare il controllo sui territori curdi prima dell’insediamento della nuova amministrazione americana, ricordando a Trump le sue precedenti promesse di proteggere le forze curde, definite “alleati fondamentali” nella lotta contro il terrorismo.</p>



<p>La prospettiva di una nuova offensiva turca rischia di destabilizzare ulteriormente una regione già fragile, minacciando gli sforzi internazionali per contenere il conflitto. Con Antony Blinken che non è riuscito a ottenere impegni concreti da Recep Tayyip Erdogan, e l’amministrazione Trump ancora in transizione, il futuro delle relazioni tra Turchia, Stati Uniti e SDF appare più incerto che mai. Nel frattempo, sul terreno, gli equilibri si spostano pericolosamente verso un’altra escalation, lasciando le popolazioni locali intrappolate in un conflitto senza fine.</p>
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		<item>
		<title>La Turchia sta per invadere la Siria? Cosa sappiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-sta-per-invadere-la-siria-cosa-sappiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2022 13:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-2048x996.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto in Ucraina sta rimodellando copiosamente il rapporto tra Stati Uniti e Turchia all’interno della casa Nato. Tuttavia, l’attentato a Istanbul del novembre scorso ha rimescolato ancora una volta le carte della strategia di Erdogan oltre i confini della Turchia. La sua risposta ai fatti di Istiklal&#160;Caddesi è stata, infatti, immediata. Dopo aver accusato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-sta-per-invadere-la-siria-cosa-sappiamo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221210135636130_af065e45e0e4352e7ed6d0a1519d66b6-2048x996.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto in Ucraina sta rimodellando copiosamente il rapporto tra Stati Uniti e Turchia all’interno della casa Nato. Tuttavia, <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/istanbul-a-chi-giova-un-attentato-proprio-adesso.html">l’attentato a Istanbul</a></strong> del novembre scorso ha rimescolato ancora una volta le carte della strategia di Erdogan oltre i confini della Turchia. La sua risposta ai fatti di  Istiklal&nbsp;<em>Caddesi</em> è stata, infatti, immediata. Dopo aver accusato Washington di essere complice dell&#8217;attentato, Ankara ha effettuato una serie di raid aerei contro obiettivi militari curdi in Iraq e nel nord della Siria che, oggi, appaiono come il preludio di un’invasione da manuale. Sarebbe la quinta incursione in sei anni e il nome dell’operazione- “spada ad artiglio”- appare quanto mai messianico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sappiamo delle mosse di Erdogan</h2>



<p>La minacciata incursione della Turchia nel nord della Siria sta mettendo alla prova gli sforzi degli Stati Uniti per trovare un equilibrio tra un importante partner antiterrorismo in Medio Oriente e un fondamentale alleato geopolitico nella guerra in Ucraina. Al centro della disputa tra Ankara e Washington resta il sostegno degli Stati Uniti alle Forze democratiche siriane (Sdf), la milizia a maggioranza curda con cui Washington ha collaborato per combattere lo <strong>Stato islamico</strong> che Ankara vede come un&#8217;estensione del Pkk e delle sue attività sommerse.</p>



<p>Erdogan ha affermato che gli attacchi sono stati &#8220;solo l&#8217;inizio&#8221; e che le forze armate turche &#8220;rovesceranno i terroristi via terra nel momento più opportuno&#8221;. Il presidente turco ha promesso un&#8217;incursione nel nord della Siria da maggio. In precedenza aveva affermato che un&#8217;invasione eventuale avrebbe avuto lo scopo di creare <strong>una &#8220;zona sicura&#8221; </strong>profonda 30 km che sarebbe stata svuotata dai combattenti alleati del Pkk. Tuttavia, il continuo posporre l’iniziativa aveva fatto presumere che Erdogan stesse in realtà aspettando il via libera dal presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>, il cui Paese ha una grande presenza militare in Siria. Quel semaforo verde, tuttavia, stenta ancora ad arrivare: la Russia vuole molto di più: ovvero che il governo turco di Ankara coinvolga il regime di Assad e si impegni a porre fine alla guerra. E per fare questo poche settimane non sono sufficienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa vogliono Usa e Russia</h2>



<p>Ecco però che sulla questione siriana emerge il paradosso: Stati Uniti e Russia costrette a “collaborare” per placare l’ira funesta di Erdogan, che nei prossimi sei mesi avrà bisogno di mostrare i muscoli più che mai. Nelle scorse ore in Turchia, tra l&#8217;altro, è giunto <strong>Alexander Lavrentyev</strong>, l’inviato speciale della Russia per la Siria. La sua missione passa per convincere Erdogan che nulla di più potrà nella sua offensiva anticurda a suon di raid aerei. Il sultano, nonostante ciò, appare ben determinato a ripulire dai miliziani curdi le cittadine di Manbij, Tal Rifat e Kobane, sede dei bracci più virulenti dello Ypg. Per farlo, il presidente è disposto a rispolverare il clima degli anni Novanta e l’accordo firmato ad Adana nel 1998, che consentirebbe di varcare il confine entro 10 chilometri per motivi di sicurezza.</p>



<p>Se l’atteggiamento di Putin appare quantomeno coerente con l’impronta russa in Siria, ora è la Casa Bianca ad essere in grande difficoltà, poichè con i curdi Washington non solo ha un grande debito “morale” ma soprattutto la coscienza sporca. Dalla fine di novembre, infatti, gli Stati Uniti dispiegano pesanti rinforzi nel nord della Siria dall&#8217;Iraq: questi coincidono con gli sforzi di Washington per impedire alla Turchia di lanciare l&#8217;offensiva di terra contro le Sdf e dare manforte ai curdi nel caso in cui fosse superato il punto di non ritorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rinforzo Usa nell&#8217;area: perché?</h2>



<p>L&#8217;<a href="https://www.syriahr.com/en/279528/">Osservatorio siriano per i diritti umani</a> (Sohr) con sede nel Regno Unito ha riferito il 26 novembre che ingenti rinforzi di truppe e attrezzature militari statunitensi si sono fatti strada nel nord e nell&#8217;est della Siria, provenienti dalla regione del Kurdistan iracheno attraverso il passo di confine (illegale) di Al-Waleed. Questi rinforzi sono costituiti da circa 100 camion, che hanno attraversato la città di Qamishli e si sono diretti verso le basi statunitensi a Tal Baidar e Qasrak, a sud di Hasakah. Si tratterebbe del sesto convoglio militare statunitense ad entrare nel nord e nell&#8217;est della Siria dal mese di novembre, in coincidenza con l&#8217;escalation terrestre e aerea turca in quelle aree. Nei giorni precedenti i rinforzi sono stati visti anche entrare in aree sotto il controllo della milizia delle Forze democratiche siriane, sotto la supervisione delle truppe della coalizione. Un po’ troppi i movimenti per giustificarli con la consueta rotazione delle forze militari statunitensi tra le sue basi in Iraq e Siria. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il regolamento dei conti nella Nato</h2>



<p>Separare la vicenda turco-siriana da quanto sta accadendo in Ucraina è pressoché impossibile. La Turchia prova da mesi a fare da pivot nel conflitto e Erdogan è uno dei pochi leader della Nato a mantenere ancora i contatti con Putin. Ma mentre prova ad atteggiarsi a mediatore, i suoi detrattori lo vorrebbero fuori dai giochi, ritraendolo come un giocatore inaffidabile che sfrutta la posizione della Turchia all&#8217;interno della Nato per ottenere concessioni su obiettivi di politica estera che Washington non avallerebbe. E sapere che Washington, in questo momento, ha un bisogno disperato di <em>appeasement</em> nell’Alleanza atlantica, è la più grande forza di Ankara. Non bisogna dimenticare, infatti, che negli ultimi mesi Erdogan non ha solo compiuto tentativi di mediazione ma ha minacciato velatamente di invadere la vicina Grecia, mentre è bloccata in una serie di dispute marittime con Atene, e sta facendo il bello e il cattivo tempo sull’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza.</p>



<p>Al di là degli obiettivi interni di sicurezza, soprattutto in vista delle elezioni del giugno 2023, ciò che la Turchia sta facendo ora mina fondamentalmente la capacità di contrastare l&#8217;Isis che si immagina ormai estirpata o confinata alla periferia della geopolitica mondiale: infatti, nel frattempo, in segno di protesta contro l&#8217;escalation turca, le Sdf hanno sospeso le operazioni anti-ISIS con la coalizione statunitense e hanno sottolineato a Washington di avere il &#8220;dovere morale&#8221; di proteggere i curdi. </p>



<p>Dall’esplosione del conflitto siriano, ad oggi, le cose sono fortemente mutate. L&#8217;importanza della Turchia per gli Stati Uniti sta subendo un rilancio man mano che la politica americana si è allontana dal Medio Oriente per concentrarsi sull’Eurasia e sull&#8217;Ucraina. Erdogan, scaltro, a questo proposito agita lo spauracchio dell’allontanamento dall’Occidente. &#8220;E&#8217; arduo per la Turchia pensare a un futuro insieme a Paesi che segretamente sostengono il terrorismo&#8230;le recenti crisi hanno messo a nudo la fragilità dell&#8217;Europa. Siamo un Paese che ha scelto di camminare al fianco dell&#8217;Europa dopo la seconda guerra mondiale. Nonostante gli sforzi fatti non dimenticheremo mai che siamo stati lasciati soli nella lotta a gruppi terroristici che minacciano la nostra integrità. Migliaia di carichi di munizioni e armi sono stati mandati a gruppi terroristici nel nord della Siria da Paesi che fanno parte della Nato&#8221;, ha dichiarato all&#8217;apertura del forum della Tv di stato <em>Trt</em>. </p>



<p>E nell’ottica di questo mutamento, non irritarlo è diventata la nuova strategia occidentale a lungo termine. Almeno fino a quando resterà sul trono.</p>
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		<title>Il nord della Siria. L&#8217;obiettivo mai rimosso dai piani di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/obiettivo-erdogan-occhio-nord-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 16:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Siria è sempre stata il grande pallino di Erdogan. E ora, con la minaccia di una nuova campagna militare, la Turchia riprende i suoi piani</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/obiettivo-erdogan-occhio-nord-siria.html">Il nord della Siria. L&#8217;obiettivo mai rimosso dai piani di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209191850651_5cadf3ce8fd6791dbef4ed5a01561aa9-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> la <strong>Siria </strong>è stata e resta una partita cruciale. Il leader turco aveva ottimi rapporti con il siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a>. Poi, dopo le prime avvisaglie delle rivolte, le cose sono drasticamente cambiate: Erdogan non ha solo voltato le spalle al leader di Damasco, ma ha anche apertamente sfruttato la guerra per capitalizzare la sua strategia di espansione della propria influenza sulla regione. Una scelta che si è concretizzata sia sul piano territoriale, a nord, con diverse operazioni militari che hanno di fatto ampliato l&#8217;autorità su turca su diverse aree a sud del confine turco in larga parte popolate da curdi; sul piano diplomatico, specialmente attraverso la svolta di condominio e convivenza con la Russia e l&#8217;Iran cementata nella piattaforma di Astana; e infine sul piano della gestione del flussi migratori dalla Siria, elemento fondamentale sia sul piano interno e regionale, sia sotto quello esterno nei riguardi dell&#8217;Europa.</p>



<p>Tutto questo si è realizzato nonostante (o forse proprio attraverso) i <strong>cambiamenti strategici</strong> che hanno caratterizzato la politica del Sultano degli ultimi anni. Nei diversi cambi di rotta di Ankara, specialmente nei rapporti con i rivali e partner regionali e internazionali, l&#8217;impressione è infatti che la Siria non sia mai stata persa di vista. La Turchia ha cambiato metodo, idee o anche le stesse partnership, ma non ha mai abdicato al suo ruolo di potenza all&#8217;interno del difficile e complesso teatro siriano. E questo lo si vede anche oggi, anche quando tutto il mondo è certamente più concentrato sull&#8217;Ucraina, la Russia o il fronte indo-pacifico, <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-il-mondo-si-e-dimenticato-della-siria.html">e sempre meno attento alle tragedie che hanno funestato il <strong>Medio Oriente</strong></a>. Mentre tutti guardavano a Erdogan come un leader focalizzato sullo scacchiere del Mar Nero, le trattative tra Kiev e Mosca e il fragile accordo per il grano, l&#8217;attentato di Istanbul ha di nuovo cambiato la narrazione del presidente turco.</p>



<p>Nelle ultime ore, Erdogan ha annunciato che &#8220;presto, se Dio vuole&#8221; inizierà una <strong>nuova operazione terrestre</strong> in Siria. Queste dichiarazioni giungono a poca distanza da una fiammata di attacchi con droni e aerei nei confronti di quelle che per Ankara sono postazioni terroristiche in territorio siriano legate ai curdi del Pkk e alle milizie <strong>Ypg</strong>. &#8220;Se Dio vuole li elimineremo presto con i nostri soldati, i nostri cannoni e i nostri carri armati&#8221;, ha continuato il presidente turco. Nel frattempo, <em>Agenzia Nova</em> riporta che l&#8217;Osservatorio siriano dei diritti umani &#8211; ben noto durante la guerra &#8211; ha raccontato che l&#8217;artiglieria turca ha bombardato il villaggio di Qarmouj e Jishan, non lontano da <strong>Kobane</strong>, mentre gli aerei militari di Ankara avrebbero colpito le postazioni delle Sdf, la coalizione arabo-curda sostenuta da Washington, nei pressi di Al Hasakah.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tre assist globali per Erdogan</h2>



<p>Per Erdogan, si tratta del completamente di un&#8217;operazione iniziata ormai da diversi anni e che è stata frenata dal fatto che le <strong>superpotenze </strong>coinvolte nel conflitto in particolare Russia e Stati Uniti, hanno cercato di frenare le ambizioni del Sultano. Washington come vertice della Nato e Mosca come potenza fondamentale dopo l&#8217;intervento per salvare Assad e desiderosa di evitare un nuovo fronte che mettesse in pericolo anche la stabilità dell&#8217;influenza dell&#8217;Iran, hanno evitato che la Turchia mettesse in piedi una campagna militare che può infrangere questo equilibrio. In questo momento, però, Ankara sa di avere sostanzialmente <strong>mano libera</strong>, e di poterlo fare per almeno tre ragioni. Gli Stati Uniti stanno rafforzando il fronte orientale della Nato e quello dell&#8217;Indo-Pacifico, distraendosi dal Medio Oriente. La Russia ha invaso l&#8217;Ucraina e Vladimir Putin non può certo concentrare eventuali sforzi diplomatici o bellici per gestire il riottoso partner turco. Inoltre, Erdogan ha da tempo fatto capire che <a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2022/06/01/news/dietro_il_piano_di_pace_turco_c_e_la_solita_mira_di_erdogan_la_siria-9506130/">nel <em>do ut des</em> per Mar Nero e Ucraina</a> è fondamentale un qualche via libera in Siria. L&#8217;Iran è in preda alle rivolte interne e fin troppo debole sul piano economico e della sua rete internazionale. Israele sta riallacciando i rapporti con la Turchia e, anche per ricostruire un Mediterraneo orientale stabile, non sembra intenzionato a riaccendere un fronte diplomatico con Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1024x894.jpg" alt="" class="wp-image-376894" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1024x894.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-300x262.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-768x671.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1536x1342.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-2048x1789.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Le potenze europee, invece, appaiono ormai completamente distanti dal disastro siriano. Infine, il veto minacciato dalla Turchia all&#8217;ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato proprio per il loro sostegno ai <strong>curdi </strong>è un&#8217;arma che resta in mano a Erdogan: ancora più importante dopo l&#8217;<strong>attentato</strong> che ha sconvolto il centro di Istanbul. In tutto questo, le elezioni nel 2023 e <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/siria-erdogan-curdi-wwahmatx">la crisi economica che attanaglia la Turchia</a> rappresentano anche motivi di politica interna per sostenere un impegno militare nella regione, e questo ha ancora più senso proprio dopo quella tragedia.</p>



<p>L&#8217;obiettivo strategico di Erdogan, al netto del profilo politico, sembra essere di nuovo quello di rafforzare quel cuscinetto terrestre di circa trenta chilometri tra la Turchia e la Siria fino a raggiungere la frontiera dell&#8217;Iraq. I piani di attacco continuano ad avere al centro Tal Rifat, Manbij e Kobane, ma in molti ritengono possibile che le operazioni, quantomeno quelle aeree, continuino anche nel Kurdistan iracheno. Per i turchi è essenziale non solo rompere qualsiasi legame terrestre tra le aree controllate dai curdi, ma anche provare ad ampliare il controllo su quelle regioni. Kobane e <strong>Manbij </strong>così come <strong>Afrin </strong>e sono da sempre nel mirino del Sultano, e non c&#8217;è solo il tentativo di minare definitivamente le milizie curdo-siriane. In diverse regioni si può parlare ormai di gestione di fatto da parte di Ankara, con territori dell&#8217;estremo nord della Siria sostanzialmente turchi. In tutto questo, rimane il grande <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulla-battaglia-di-idlib.html">nodo di <strong>Idlib</strong></a>: sacca di miliziani, jihadisti, rifugiati e caos dove la Turchia può avere un&#8217;autorità sempre più pervasiva. Il 2022, in attesa delle fondamentali elezioni del 2023, può essere un anno fondamentale anche per il destino di questi luoghi. Erdogan sa di avere in mano una finestra di opportunità che non può perdere: in questo momento può realizzare un piano che va avanti da anni e che unirebbe il suo nuovo corso <a href="https://www.giubileiregnani.com/libri/imperi-infiniti/">con il passato della &#8220;profondità strategica&#8221;</a>.</p>



<p>Del resto, oggi lo stesso <strong>Assad</strong>, che non può certo imporre la propria forza contro l&#8217;esercito turco e contro le volontà russe, potrebbe in realtà accettare un&#8217;avanzata che colpisca i nemici di Damasco sostenuti dalla coalizione internazionale: quelli che avevano combattuto per l&#8217;Occidente contro l&#8217;Isis ma che rappresentano una spina nel fianco per il completamento della sua riconquista della Siria. <a href="https://www.limesonline.com/russia-guerra-siria-pressioni-turchia-assad-curdi/129363">Come spiegava su <em>Limes </em>Lorenzo Trombetta</a>, Putin aveva da tempo chiesto un riavvicinamento tra i due leader mediorientali. E forse questa avanzata terrestre confermerà la complessità dei rapporti di quella regione, dove tutto può apparire in un modo ed essere qualcos&#8217;altro.</p>
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			</item>
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		<title>La lista e la minaccia di un&#8217;offensiva. La Turchia ora vuole passare all&#8217;incasso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-lista-e-la-minaccia-di-unoffensiva-la-turchia-ora-vuole-passare-allincasso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 16:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan a Madrid (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-2048x996.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il semaforo verde turco all&#8217;ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato ha un elemento-chiave: i curdi. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha chiesto che Helsinki e Stoccolma mettessero fine al supporto del partito dei lavoratori del Kurdistan, il Pkk, che Ankara considera una organizzazione terroristica. E insieme ad esso, ha preteso che non ci sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lista-e-la-minaccia-di-unoffensiva-la-turchia-ora-vuole-passare-allincasso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan a Madrid (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYGzlsB2LAYtjW3cT7Sh_ANSA-scaled-e1656776482342-2048x996.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/erdogan-toglie-veto-ok-finlandia-e-svezia-ecco-cosa-chiede-2046598.html">semaforo verde turco</a> all&#8217;ingresso di <strong>Finlandia e Svezia nella Nato</strong> ha un elemento-chiave: i curdi. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha chiesto che Helsinki e Stoccolma mettessero fine al supporto del partito dei lavoratori del Kurdistan, il <strong>Pkk</strong>, che Ankara considera una organizzazione terroristica. E insieme ad esso, ha preteso che non ci sia alcun tipo di sostegno a elementi riconducibili a Feto, l&#8217;organizzazione di Fetullah Gulen accusata di avere ordito il tentato colpo di Stato del 2016.</p>
<p>Una vittoria diplomatica che ora la <strong>Turchia</strong> starebbe cercando di concretizzare per dare l&#8217;immagine di un Paese che sa cosa vuole, disposto a raggiungere i suoi obiettivi a qualsiasi costo e che a questo punto si sente autorizzato anche dalla &#8220;benedizione&#8221; dell&#8217;Alleanza Atlantica. Messaggio propagandistico che è perfettamente in linea con l&#8217;agenda di Erdogan e con il suo obiettivo di rafforzare leadership e consenso (in calo) in vista delle elezioni del 2023. La questione, almeno per il momento, sembra passare per una lista di nomi di persone da estradare da Finlandia e Svezia. Marta Serafini, <a href="https://www.corriere.it/esteri/22_luglio_01/curdi-lista-erdogan-dissidenti-ribelli-4f244fb4-f978-11ec-9f35-cf689cde92de.shtml">sul <em>Corriere della Sera</em></a>, cita una lista pubblicata dal quotidiano turco <em>Hürriyet</em> che include 12 persone residenti in Finlandia e 33 in Svezia. Un elenco che include curdi accusati di organizzare attentati, esperti di sicurezza, ricercatori universitari, ma anche politici fuggiti dalla Turchia o membri della società civile impegnati in lotte considerate pericolose per il governo. Curdi, in primo luogo, visto che Helsinki e Stoccolma hanno una lunga storia di accoglienza di rifugiati di quell&#8217;etnia. Ma anche elementi ritenuti legati alla rete gulenisti o addirittura alle sigle dell&#8217;estrema sinistra anatolica. Per Erdogan un blocco compatto di minacce che hanno trovato troppa ospitalità in Scandinavia, ed è il motivo per cui Ankara ha premuto su questo pulsante sfruttando la possibilità che i due Paesi facessero richiesta di adesione alla Nato.</p>
<p>Il tema è complesso per diverse ragioni. Dal punto di vista dell&#8217;immagine, la Finlandia, ma soprattutto la Svezia, sono tacciate di tradimento nei confronti di un&#8217;etnia che hanno sostenuto per diversi anni. Non solo, c&#8217;è anche un problema di numeri. Dalla Turchia le cifre non sono chiare. Si passa dai <strong>33 individui</strong> citati dal ministro della Giustizia, alla lista circolata sulla stampa nazionale fino ai 73 di cui ha parlato lo stesso Erdogan: &#8220;La Svezia ci ha fatto questa promessa, <strong>73 terroristi</strong> verranno estradati&#8221; ha sentenziato il presidente turco, affermando che &#8220;la Turchia si aspetta da questo memorandum trilaterale piena cooperazione nella lotta alle organizzazioni terroristiche, Pkk, Ypg/Pyd compresi&#8221;. Segnale a dir poco chiaro del fatto che la Sublime Porta non pensa di avere firmato un assegno in bianco, ma chiede precise condizioni che, se non saranno accolte, potrebbero anche scatenare reazioni che non possono essere escluse a priori. Anche perché Helsinki e Stoccolma, per evitare di essere ritenute completamente in balia del &#8220;Sultano&#8221;, hanno già chiarito che seguiranno le leggi nazionali e internazionali: cosa che potrebbe abbassare il numero degli estradati rispetto alle promesse sbandierate da Ankara.</p>
<p>Intanto, le forze turche sono già passate all&#8217;azione. L&#8217;agenzia di stampa <em>Anadolu</em>, come riportato da <em>Agenzia Nova</em>, ha riferito della &#8220;neutralizzazione&#8221; di 29 membri del Pkk nel nord della Siria. Per ora è stata bloccata l&#8217;ipotesi di una nuova offensiva militare come avvenuto in questi anni e soprattutto durante le fasi più concitate della guerra siriana, tuttavia la minaccia di un&#8217;operazione su vasta scala ha già fatto scattare le prime mosse diplomatiche. Il ministro degli Esteri iraniano, <strong>Hossein Amirabdollahian</strong>, si è recato a <strong>Damasco</strong> per incontrare il presidente Bashar al-Assad proprio per discutere del pericolo di una campagna delle forze turche nel nord del Paese. E lo stesso capo della diplomazia iraniana, nei giorni scorsi volato ad Ankara, aveva detto che &#8220;forse un&#8217;operazione speciale potrebbe essere necessaria&#8221; viste le <a href="https://www.hurriyetdailynews.com/iran-says-understands-turkiyes-need-for-syria-operation-174913">&#8220;preoccupazioni turche&#8221;</a>. L&#8217;ipotesi dunque resta sul tavolo. E nel caso in cui Finlandia e Svezia dovessero deviare dalle promesse ribadite da Erdogan, non è da sottovalutare un&#8217;iniziativa su ampia scala da parte di intelligence e soldati di Ankara contro il Partito dei lavoratori del Kurdistan e le Ypg del nord della Siria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Kurdistan come ricatto all&#8217;Europa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-kurdistan-come-ricatto-alleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 13:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-1024x764.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-1536x1147.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-2048x1529.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia torna di nuovo all’attacco del Kurdistan siriano. La scorsa settimana il Consiglio di sicurezza turco decise nuove operazioni militari contro il Kurdistan siriano e ieri, 1 giugno, Recep Tayyip Erdogan ha confermato la decisione. Il sultano giustifica questa mossa appellandosi alla sicurezza nazionale contro i “terroristi” dell&#8217; Unità di Protezione Popolare (Ypg).  La mossa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kurdistan-come-ricatto-alleuropa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kurdistan-come-ricatto-alleuropa.html">Il Kurdistan come ricatto all&#8217;Europa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1433" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-1024x764.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-1536x1147.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527172712249_01879313b62f0d17fb7692e208bb59e2-2048x1529.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Turchia torna di nuovo all’attacco del <strong>Kurdistan siriano</strong>. La scorsa settimana il Consiglio di sicurezza turco decise nuove operazioni militari contro il Kurdistan siriano e ieri, 1 giugno, Recep Tayyip Erdogan ha confermato la decisione. Il sultano giustifica questa mossa appellandosi alla sicurezza nazionale contro i “terroristi” dell&#8217; <strong>Unità di Protezione Popolare (Ypg). </strong> La mossa turca giunge a poca distanza dallo stop imposto da Erdogan all&#8217;ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. Si tratta di una semplice coincidenza o di una strategia più articolata?</p>
<h2>Attaccare il Kurdistan siriano</h2>
<p>&#8220;Stiamo entrando in una nuova fase per costruire una zona di sicurezza profonda trenta chilometri lungo tutto il nostro confine meridionale. Stiamo ripulendo i territori di Tell Rifat e Manbij e continueremo con altre regioni. Vedremo chi ostacolerà o chi sosterrà la sicurezza della Turchia&#8221;. Così <strong>Erdogan</strong> ha dichiarato una nuova offensive contro il Kurdistan siriano. Gli Stati Uniti e i curdi siriani già dalle prime dichiarazioni del Consiglio di sicurezza turco della settimana scorsa, si erano dichiarati allarmati prendendo le dichiarazioni come “serie”. Le televisioni turche infatti cominciavano a diffondere informazioni riguardo un imminente attacco.</p>
<p>Il conflitto contro l’Ypg sta arrivando al suo 36 esimo anniversario e si sta acuendo soprattutto nella zona irachena dove le bare turche tornano continuamente in patria. L’obbiettivo: strappare sempre più territorio ai curdi. Questa sarebbe la quarta grande operazione lanciata nel nord della Siria dal 2016. Da allora Erdogan attacca le forze armate dello Ypg dichiarando che, così facendo, andrebbe a colpire direttamente il <strong>Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk)</strong> che rappresenta una minaccia esistenziale per la sicurezza nazionale turca. Cosa c’è di diverso questa volta?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nonostante le dichiarazioni fatte sulla sicurezza nazionale, dietro ad esse ci sarebbero profonde implicazioni interne. La Turchia infatti sta attraversando una delle sue peggiori crisi economiche e, in vista delle elezioni presidenziali del 2023, Erdogan deve trovare dei punti di forza volti per aumentare il consenso dei suoi elettori. Far leva sul sentimento anti rifugiati sempre più crescente tra la popolazione turca e “liberare” la zona del nord-est siriano dai curdi per far spazio ai rifugiati siriani potrebbero fare al caso del Sultano. Un&#8217;altra carta sarebbe sfruttare il conflitto con i movimenti armati curdi. E così sta facendo.</p>
<p>Secondo <strong>Fawza al-Yusuf</strong>, alto funzionario curdo siriano <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2022/05/us-kurdish-officials-call-turkish-threats-military-operation-syria-serious">intervistato da<em> Al-Monitor</em></a>, un attacco turco alla regione potrebbe provocare una carneficina e favorirebbe indirettamente lo Stato islamico. Il piano turco è quindi quello di prendersi sempre più porzioni curde della Siria settentrionale preoccupando soprattutto gli Stati Uniti, impegnati da anni al fianco dei curdi del Rojava, che hanno chiesto ad Erdogan di rispettare l’accordo del 2019 sul cessate il fuoco nelle zone controllate dai curdi siriani. La minaccia turca è quindi seriamente presa in considerazione, considerando che già Ankara controlla ampie porzioni di territorio siriano e che alcune aree sotto il controllo dei ribelli siriani sono strettamente affiliate al governo turco. Attaccare ulteriori zone nel nord della Siria, infatti, significherebbe andare ad aggredire aree controllate dalla Russia, creando così un ulteriore contenzioso in un pericoloso clima di guerra.</p>
<h2>Un ricatto all’Occidente?</h2>
<p>La decisione del Consiglio di sicurezza turco nasce in una situazione internazionale tesa, soprattutto per la Turchia. Le minacce di Ankara arrivano nel mezzo di una disputa con gli alleati <strong>Nato</strong> sulla richiesta di Svezia e Finlandia di entrare a far parte dell’Alleanza, come risposta all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. I due Paesi sono noti per essere il rifugio di esponenti del Pkk &#8211; che ricordiamo essere riconosciuto anche dalla Nato come organizzazione terroristica &#8211; e la loro richiesta è stata per Erdogan uno schiaffo in faccia. Così, dopo varie minacce, il Sultano ha bloccato la loro adesione, affermando che <strong>Finlandia</strong> e <strong>Svezia</strong> non rispettano la sicurezza nazionale turca.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ecco che probabilmente vecchie abitudini ritornare in auge. Erdogan, secondo molti, sta sfruttando la guerra in Ucraina per provocare tutte le parti e ottenere da loro concessioni e il blocco dell’adesione di Finlandia e Svezia potrebbe essere letto come una mossa per compiacere la Russia. All’Europa invece il Sultano sta chiedendo una serie di richieste come, un alleggerimento delle sanzioni militari alla Svezia nate dopo l’invasione turca del 2019 nel Kurdistan siriano. Queste minacce servono ad Erdogan per sopravvivere in una situazione internazionale piuttosto delicata che lo vede in un modo o nell’altra protagonista, negoziatore e nemico allo stesso tempo. L&#8217;attacco al Kurdistan potrebbe garantire a Erdogan di restare al potere e di tenere sotto scacco l’intera alleanza atlantica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kurdistan-come-ricatto-alleuropa.html">Il Kurdistan come ricatto all&#8217;Europa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La richiesta di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-richiesta-di-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 15:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emmanuel Macron l&#8217;ha definita moribonda, Recep Tayyip Erdogan non l&#8217;ha nemmeno presa in considerazione quando ha deciso di attaccare il nord della Siria ad ottobre, Trump ha intenzione di ridurre i fondi per il suo sostentamento: a pochi giorni dal suo settantesimo anniversario, la Nato si sta mostrando uno strumento che entusiasma sempre meno i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-richiesta-di-erdogan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Erdogan-al-Comcec-La-Presse-e1574955819206-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Emmanuel Macron l&#8217;ha definita moribonda, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> non l&#8217;ha nemmeno presa in considerazione quando ha deciso di attaccare il nord della Siria ad ottobre, <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2712547/2019-11-28/finestra-sul-mondo-usa-trump-intende-ridurre-contributo-finanziario-alla-nato">Trump ha intenzione di ridurre i fondi per il suo sostentamento</a>: a pochi giorni dal suo settantesimo anniversario, la <strong>Nato</strong> si sta mostrando uno strumento che entusiasma sempre meno i suoi stessi membri. Ed in occasione del prossimo vertice, che si terrà il 3 ed il 4 dicembre a <strong>Londra</strong>, c&#8217;è da chiedersi cosa possa venir fuori in prospettiva futura. A cominciare dalle pretese avanzate al presidente turco Erdogan, il quale ha minacciato di bloccare i piani difensivi per i paesi baltici se non verranno soddisfatte le sue richieste.</p>
<h2>&#8220;Ypg come milizie terroriste&#8221;</h2>
<p>Dalla capitale turca, come ha anticipato nei giorni scorsi la <em>Reuters</em>, a Londra rimbalzeranno richieste nette: Erdogan pretende l&#8217;inserimento delle<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-milizie-ypg.html"> milizie Ypg</a> nella lista delle organizzazioni terroristiche. Contro di loro la Turchia, all&#8217;inizio di ottobre,<a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-ecco-come-erdogan-vuole-attaccare-i-curdi-nel-rojava.html"> ha scatenato un&#8217;offensiva militare</a> culminata con l&#8217;operazione &#8220;Primavera di Pace&#8221;. Un&#8217;operazione che ha avuto come scopo quello di allontanare dal confine le milizie Ypg, inquadrate all&#8217;interno delle <strong>Sdf</strong> (Syrian Democratic Force) dalle regioni settentrionali della Siria.</p>
<p>Questi gruppi controllavano da almeno cinque anni le province a ridosso del confine turco a seguito delle dinamiche della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">guerra siriana</a>. Il ritiro delle forze di Damasco dalle zone a maggioranza curda, ha favorito l&#8217;avanzata delle Ypg e la formazione di una regione autonoma curda denominata &#8220;<a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/cose-il-rojava.html">Rojava</a>&#8220;. Successivamente, grazie alla lotta effettuata dai curdi (con il supporto americano) contro l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>, ha fatto sì che gran parte del nord est siriano fosse controllato dalle Ypg. Un fatto questo che ha messo in allarme Erdogan, preoccupato di veder sorgere una grande regione curda autonoma lungo i propri confini meridionali. Principale colpa delle Ypg, secondo il presidente turco, è quello di essere vicine al <strong>Pkk</strong>, la forza curda operante in Turchia inserita da Ankara nella lista delle organizzazioni terroristiche. Da qui l&#8217;offensiva sopra citata andata in scena ad ottobre, così come la repentina pretesa di veder incluse le Ypg tra le organizzazioni terroristiche anche dagli alleati della Nato.</p>
<h2>Le minacce di Erdogan</h2>
<p>Il presidente turco a Londra proverà ad essere ago della bilancia ed a prendersi anche la scena mediatica. E questo in primo luogo<a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-presenta-il-suo-progetto-di-ricollocamento-dei-profughi-siriani.html"> spiegando il suo piano per il nord della Siria</a>, che nelle sue intenzioni dovrebbe diventare dimora per almeno un milione di profughi siriani attualmente ospitati in Turchia. Un&#8217;operazione questa che dovrebbe costare fino a 27 miliardi di euro e che dunque può essere attuata solo con l&#8217;appoggio dei partner. Ma soprattutto, come detto, Erdogan chiederà di vedere inseriti i suoi nemici nella lista dei nemici della Nato. Una pretesa che difficilmente verrà presa in considerazione: gli <strong>Stati Uniti</strong>, che hanno ad un certo punto lasciato da soli i curdi, hanno comunque per anni appoggiato le Ypg in ottica anti Isis e come avamposto sul terreno. L&#8217;<strong>Europa</strong>, dal canto suo, ha condannato l&#8217;operazione Primavera di Pace e non ha alcuna intenzione di soddisfare le pretese di Erdogan.</p>
<p>Ed allora ecco che il presidente turco avrebbe pronto l&#8217;asso nella manica: bloccare i <strong>piani di difesa</strong> della Nato dei confini della Polonia e della repubbliche baltiche. Si tratta di un punto estremamente delicato: la Nato, dopo le proteste in Ucraina del 2014 culminate con la rivolta di piazza Maidan, ha iniziato a far leva sui timori di ingerenze russe avanzati dalle repubblica baltiche e da Varsavia. Dopo l&#8217;annessione della Crimea da parte di Mosca poi, l&#8217;Alleanza Atlantica ha iniziato a vedere nella necessità di innalzare le difese anti russe la sua principale preoccupazione. Da qui i piani militari messi a punto negli ultimi anni e che a Londra dovrebbero essere approvati.</p>
<p>Il condizionale è d&#8217;obbligo: da Ankara hanno fatto intuire che Erdogan potrebbe bloccarne l&#8217;approvazione se la Nato non dovesse riconoscere le Ypg come organizzazioni terroristiche. Una minaccia che, nel quartier generale dell&#8217;<strong>Alleanza atlantica</strong> a Bruxelles, iniziano a valutare seriamente.</p>
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		<title>Siria, arriva la polizia militare russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-arriva-la-polizia-militare-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 13:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454-1024x548.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I 300 agenti di polizia militare inviati dalla Russia sono arrivati in Siria per presidiare la &#8220;zona&#8221; al centro dell&#8217;accordo tra Mosca e Ankara, ponendo così fine all&#8217;offensiva militare turca in Siria. A divulgare la notizia è stato il ministero della Difesa russo, mostrando al mondo quali passi da gigante stia facendo il Cremlino nell&#8217;ambito della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-arriva-la-polizia-militare-russa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-e1572009659454-1024x548.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I 300 agenti di polizia militare inviati dalla Russia sono arrivati in <strong>Siria</strong> per presidiare la &#8220;zona&#8221; al centro dell&#8217;accordo tra Mosca e Ankara, ponendo così fine all&#8217;offensiva militare turca in Siria. A divulgare la notizia è stato il ministero della Difesa russo, mostrando al mondo quali passi da gigante stia facendo il <strong>Cremlino</strong> nell&#8217;ambito della politica estera e della diplomazia internazionale. In passato esclusiva dell&#8217;Occidente.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cosa-comporta-laccordo-tra-putin-ed-erdogan-sulla-siria.html">L&#8217;accordo concluso a Sochi</a> tra <strong>Vladimir Putin</strong> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> &#8211; e in assenza del presidente siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a> &#8211; ha riportato i soldati della Federazione Russa nel nord della Siria. Secondo quanto riporto dall&#8217;agenzia di stampa <em>Ria Novosti</em>, Mosca, appena ristabilitasi nel nord del Paese, intende già rafforzare il suo contingente di sorveglianza smobilitato dalla Repubblica cecena con l&#8217;invio di altri 276 uomini della polizia militare e 33 unità per la logistica, che arriveranno in Siria entro il termine della prossima settimana.</p>
<p>Il grosso di queste forze si stabilirà in una base alla periferia della città siriana di <strong>Kobane</strong>, che si trova a solo 2 km dal confine con la Turchia. In questo modo le forze di sicurezza inviate dal Cremlino potranno sorvegliare l&#8217;area di confine tra i due paesi &#8211; una striscia larga circa 30 chilometri &#8211; e <span style="font-size: 1rem;">insieme alle guardie di frontiera siriane monitorare l&#8217;effettivo ritiro dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-milizie-ypg.html">curdi</a></span><span style="font-size: 1rem;"> dell&#8217;Ypg, le Unità di Protezione Popolare che si erano </span>immediatamente<span style="font-size: 1rem;"> opposte </span>all&#8217;offensiva<span style="font-size: 1rem;"> turca in suolo siriano.</span></p>
<p><div id="gallery_237371" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_237371 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10529839.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10529839.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10535380.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10535380.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10535379.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10535379.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10535378.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LP_10535378.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-2.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-3.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-4.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-4.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-5.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-5.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-6.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-6.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-7.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-7.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-8.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-8.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-9.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-9.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-11.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-11.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-12.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-12.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-13.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-13.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-1-e1572010095173.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-1-e1572010095173-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-14.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Polizia-militare-russa-in-Siria-La-Presse-14-150x150.jpg","subHtml":""}];</script></p>
<p>Il rappresentante del comando dell&#8217;esercito russo in Siria, Igor Seritsky, ha riferito alla stampa internazionale che &#8220;secondo gli accordi raggiunti tra il presidente della Federazione Russa e il presidente della Repubblica di Turchia , le unità di polizia militare russa hanno iniziato il loro <strong>pattugliamento lungo il confine tra Siria e Turchia</strong> a partire da mezzogiorno del 23 ottobre. La città di Ayn Al Arab si trova nella zona di pattugliamento, in particolare, e i nostri poliziotti militari non sono mai andati così lontano oltre l&#8217;Eufrate. La base si trova sul <em>check-point</em> del valico di frontiera, a diversi chilometri da Ayn al Arab e due chilometri lontano dal territorio turco. Sia il confine stesso che la periferia della città sono ben visibili&#8221;. Queste le comunicazioni del comando russo che ha riportato integralmente <a href="https://tass.com/defense/1084951"><em>Tass</em></a>.</p>
<p>Data la natura strategica della posizione occupata &#8211; che si trova alture che dominano il territorio &#8211; i poliziotti militari russi e le guardie di frontiera siriane potranno monitorare il <strong>ritiro</strong> delle unità curde dalla zona di confine. Gli agenti della polizia militare russa &#8221;contribuiranno a garantire la sicurezza della popolazione civile, a far rispettare la legge e a mantenere l&#8217;ordine, pattugliando le zone assegnate e assistendo nel loro ritiro le unità curde di autodifesa e le loro armi fino a una distanza di 30 chilometri dal confine turco-siriano&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accordo di Sochi, che dopo il cessate il fuoco promosso e ottenuto da Washington la scorsa settimana, mette &#8220;fine&#8221; all&#8217;offensiva di Ankara, è di fatto un chiaro segnale della <strong>crescente influenza</strong> che la Russia è in grado di esercitare nella regione dove gli Stati Uniti di Donald Trump, invece, hanno deciso di ritirarsi &#8211; salvo il <a href="https://it.insideover.com/guerra/pentagono-contingente-a-difesa-dei-pozzi-siriani.html">mantenimento delle posizioni</a> intorno al petrolio siriano &#8211; <strong>stravolgendo gli equilibri</strong> costituitisi nel lungo corso della guerra siriana. Un accordo che ha di fatto permesso a Erdogan di espandere la propria sfera di azione e che, con il completo ritiro delle truppe curde, potrebbe anche procedere con suo piano di creare la &#8220;zona sicura&#8221; per far stabilire i milioni di rifugiati siriani che oggi si trovano in Turchia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-arriva-la-polizia-militare-russa.html">Siria, arriva la polizia militare russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;offensiva curda (e governativa) contro Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-curda-e-governativa-contro-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 05:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati fedeli a Bashar al Assad arrivano a Tal Tamr (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I combattenti curdo siriani dell&#8217;Ypg hanno lanciato la loro controffensiva riprendendo il villaggio di Ras al-Ayn, caduto sotto controllo delle truppe turche nelle prime battute dell&#8217;operazione &#8220;Sorgente di Pace&#8221;. Nonostante le ingenti perdite inflitte alle forze curda &#8211; secondo le fonti di Ankara &#8211; sembra che le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) si stiano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-curda-e-governativa-contro-erdogan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati fedeli a Bashar al Assad arrivano a Tal Tamr (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I combattenti curdo siriani dell&#8217;<strong>Ypg</strong> hanno lanciato la loro controffensiva riprendendo il villaggio di Ras al-Ayn, caduto sotto controllo delle truppe turche nelle prime battute dell&#8217;operazione &#8220;Sorgente di Pace&#8221;. Nonostante le ingenti perdite inflitte alle forze curda &#8211; secondo le fonti di Ankara &#8211; sembra che le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) si stiano riorganizzando dopo l&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-lesercito-damasco-avanza-verso-nord-fermeremo-1768148.html">accordo</a> stretto con l&#8217;esercito siriano fedele a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener">Bashar al Assad</a>, fortemente appoggiato da Mosca. A riferirlo è stato l&#8217;inviato presidenziale russo per la Siria Alexander Lavrentyev. Intanto le truppe della Coalizione internazionale rendono noto di aver lasciato la città siriana di Manbij.</p>
<p><a href="https://tass.com/defense/1083194" target="_blank" rel="noopener">Secondo quanto viene riportato dall&#8217;agenzia d&#8217;informazione russa </a><em>Tass,</em> i combattenti curdi, ora coadiuvati dalle forze regolari siriane, hanno lanciato una controffensiva respingendo le truppe turche, che avevano stabilito i primi avamposti sul territorio siriano, e &#8220;occupato&#8221; i villaggi di confine in quella che secondo il presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> è destinata a diventare la &#8220;<strong>zona cuscinetto</strong>&#8221; tra la Turchia e Siria. Fascia destinata ad accogliere &#8211; se conquistata &#8211; i profughi generati dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">crisi siriana</a>. Il bollettino di guerra aggiornato dalla Difesa turca riporta almeno 500 &#8220;terroristi neutralizzati&#8221; &#8211; ossia combattenti delle milizie curde e volontari uccisi, feriti o catturati &#8211; dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare lanciata da Ankara nel nord-est della Siria. Ciò nonostante i soldati curdi, che hanno trovato un accordo per difesa comune del territorio siriano con l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercito-siriano-verso-manbji-e-le-aree-ad-est-delleufrate.html">Esercito di Assad</a>, si sono rivelati in grado di pianificare e portare a termine con il nuovo alleato una controffensiva per &#8220;respingere&#8221; l&#8217;avanzata turca e riprendere il controllo di Ras al-Ayn. Sempre secondo fonti russe, le truppe dell&#8217;Ypg starebbero attualmente attaccando la città di Tell Halaf, controllata dal cosiddetto <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-esercito-siriano-libero.html"><strong>Esercito siriano libero</strong></a>: la fazione miliare che si è opposta al presidente Assad nella guerra civile siriana. Ulteriori rapporti indicano che la controffensiva riguarderebbe anche in aree al confine di Kobane, situate sulla riva orientale del fiume Eufrate.</p>
<p>Le truppe curde, appoggiate dai primi contingenti delle Forze armate di Damasco, che possono contare sulla presenza di mezzi corazzati e aerei a copertura e supporto aereo, avrebbero dunque sventato il piano strategico dei generali di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Erdogan</a> che intendevano tagliare una linea di collegamento essenziale: l&#8217;autostrada che corre lungo il confine e che collega la capitale economica siriana Aleppo con la città di Al Hasakah, capitale della provincia. L&#8217;attacco delle forze turche sembrerebbe essere  stato respinto, o arginato, con successo dai curdo-siriani che hanno raggiunto l&#8217;autostrada vicino alla città di Tel Tamer, a 30 chilometri dal confine. L&#8217;<strong>Osservatorio siriano per i diritti umani </strong>&#8211; organizzazione non governativa con sede a Londra &#8211; ha confermato la notizia di un contrattacco lanciato delle milizie curde nella provincia orientale di Al-Hasakah. Il grosso degli scontri si starebbero concentrando sulla collina di Tal Manafir. L&#8217;Osservatorio ha poi comunicato che le forze curde sembrerebbero essere state in grado di compiere buoni progressi nell&#8217;area, riconquistando siti e postazioni perse durante le ultime ore. Entrambe le fazione conterebbero sensibili perdite tra morti e feriti.</p>
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		<title>Le incognite sulle avanzate di Erdogan in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-incognite-sulle-avanzate-di-erdogan-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 06:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="997" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Raid della Turchia contro i curdi in Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il territorio controllato dai curdi in Siria oggi non corrisponde a quello tradizionalmente a maggioranza curda prima dell&#8217;inizio della guerra. I curdi siriani, all&#8217;interno della mappa di un &#8220;ideale&#8221; Kurdistan indipendente, occupano la parte occidentale (Rojava, in curdo) di questo ipotetico Stato. Ecco perché, quando nel 2012 il governo del presidente di Bashar Al Assad &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-incognite-sulle-avanzate-di-erdogan-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="997" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Raid della Turchia contro i curdi in Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Raid-della-Turchia-contro-i-curdi-in-Siria-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il territorio controllato dai curdi in Siria oggi non corrisponde a quello tradizionalmente a maggioranza curda prima dell&#8217;inizio della guerra. I curdi siriani, all&#8217;interno della mappa di un &#8220;ideale&#8221; Kurdistan indipendente, occupano la parte occidentale (<strong>Rojava</strong>, in curdo) di questo ipotetico Stato. Ecco perché, quando nel 2012 il governo del presidente di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a> deve iniziare a fronteggiare la guerra che inizia ad imperversare in gran parte del Paese, i curdi provano ad autogestirsi e lo fanno dando vita ad un proprio governo della regione Rojava. Essa abbraccia grossomodo la parte nordorientale del Paese, estendendosi su due province: <strong>Aleppo</strong> ed <strong>Al Hasakah</strong>. Nella prima è compresa l&#8217;enclave del cantone di <strong>Afrin </strong>(occupato dai turchi nel 2018 con <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-attacco-afrin.html">l&#8217;operazione <em>Ramoscello d&#8217;Ulivo</em></a>), oltre che la zona di <strong>Kobane</strong>, nella seconda risiede la maggior parte dei curdi in Siria.</p>
<p>Questa premessa è doverosa per capire cosa sta accadendo in queste ore lungo il confine turco-siriano. Erdogan, come si sa, <a href="https://it.insideover.com/guerra/turchia-bombarda-siria.html">ha avviato da mercoledì un&#8217;operazione contro i curdi</a> delle milizie <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-milizie-ypg.html">Ypg</a>, da lui associate al <strong>Pkk</strong> considerato in Turchia come organizzazione terroristica. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Il presidente turco</a> dunque vuole una fascia di sicurezza che si estenda dalla provincia di Aleppo fino al confine con l&#8217;Iraq. Ed è qui forse che Ankara può trovare le maggiori insidie: nelle mappe successive alla sconfitta dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>, il Kurdistan siriano viene infatti identificato con l&#8217;intero territorio ad est dell&#8217;Eufrate. In realtà, in questa zona della Siria la componente araba costituisce complessivamente la maggioranza, ma le milizie Ypg confluite nel 2015 nelle <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">Sdf</a> hanno conquistato il territorio durante le avanzate anti Isis. Avanzate favorite dall&#8217;intervento Usa, con Washington che qui ha piazzato gran parte delle proprie basi in Siria.</p>
<h2>I possibili punti deboli dell&#8217;operazione di Erdogan</h2>
<p>Da Ankara non hanno fatto altro che tracciare, sulle mappe, una linea lungo il confine che inglobi una fascia di 10 km all&#8217;interno del territorio siriano controllato dalle Sdf. In questa zona Erdogan vuole piazzare non solo suoi militari e miliziani da lui finanziati, ma anche nuovi villaggi e cittadine<a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-vuole-una-zona-a-maggioranza-sunnita-nel-nord-della-siria.html"> in cui far confluire almeno uno dei tre milioni dei profughi siriani</a> ospitati in Turchia. Il presidente turco vuole quindi creare una zona cuscinetto a maggioranza arabo &#8211; sunnita, in modo da dividere le province a maggioranza curde del suo paese da quelle della Siria. Erdogan però dovrà fare i conti con la storia di questi territori: per lui un&#8217;operazione del genere sarebbe molto più semplice nelle province di Raqqa o Deir Ezzor, in gran parte in mano alle Sdf ma a maggioranza araba.</p>
<p><figure id="attachment_233855" aria-describedby="caption-attachment-233855" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-233855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/turchia-guerra-siria-ottobre-2019-1024x887.png" alt="L'avanzata turca nel nord della Siria (Alberto Bellotto)" width="1024" height="887" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/turchia-guerra-siria-ottobre-2019-1024x887.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/turchia-guerra-siria-ottobre-2019-300x260.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/turchia-guerra-siria-ottobre-2019-768x665.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/turchia-guerra-siria-ottobre-2019.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-233855" class="wp-caption-text">L&#8217;avanzata turca nel nord della Siria (Alberto Bellotto)</figcaption></figure></p>
<p>La sua fascia creata con una linea sulla cartina geografica, impatta invece con zone storicamente curde. In qualche modo, Erdogan vorrebbe occupare il &#8220;vero&#8221; Kurdistan siriano. E, in particolare, due cantoni dove l&#8217;appartenenza alla minoranza curda è da sempre molto sentita: <strong>Kobane</strong> e <strong>Qamishli</strong>. Entrambe le cittadine sono pienamente all&#8217;interno della fascia che vorrebbe creare il presidente turco. Ma è proprio da queste parti che storicamente ha sede lo &#8220;zoccolo duro&#8221; della comunità curda siriana. Cosa accadrà dunque nel momento in cui soldati turchi e milizie al soldo di Erdogan entreranno in questi territori?</p>
<h2>Un episodio che può diventare emblematico: lo scontro di Qamishli del 2004</h2>
<p>In queste ore viene in mente un episodio che, prima dello scoppio della guerra, ha rappresentato forse il periodo di maggiore tensione dell&#8217;era di Bashar Al Assad. Era il marzo del 2004, da circa un anno era nel vicino Iraq era caduto Saddam Hussein a seguito dell&#8217;intervento americano: a Qamishli, storicamente la città di riferimento dei curdi siriani, andava in scena un match di campionato tra la locale squadra e quella di <strong>Deir Ezzor</strong>. I tifosi ospiti sono arrivati allo stadio sventolando bandiere irachene e soprattutto issando gigantografie di Saddam Hussein. Si è trattato di uno scherno mal digerito dal pubblico di casa, con evidente riferimento a quello che fino a pochi mesi prima era il nemico numero uno dei curdi iracheni e non solo. <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=709&amp;v=2SGpT971Bpk">Ne è nata una rissa</a> che, dalle gradinate dello stadio, si è ben presto trasferita sulle strade di Qamishli. Dalle risse tra le tifoserie, si è passati poi alle proteste di piazza: per quattro giorni l&#8217;intero cantone, assieme alle altre città curde a maggioranza siriana, sono rimaste in balia di scontri e tafferugli. Assad ha anche dovuto usare l&#8217;esercito per placare gli animi.</p>
<p>Si dice che le Ypg siano nate proprio in reazione a questo episodio. Di certo, emerge come da queste parti i curdi siano talmente radicati da reagire anche a provocazioni lanciate durante partite di calcio. Cosa potrebbe accadere, è la domanda di molti, non appena soldati turchi proveranno a mettere piede a Qamishli? Accetteranno mai i curdi di questa città, così come di quella Kobane che nel 2014 ha inferto la prima sconfitta all&#8217;Isis, di essere inglobati in territori che la Turchia vorrebbe a maggioranza arabo &#8211; sunnita? A queste domande al momento è difficile rispondere. Forse non è un caso che i primi ingressi in Siria da parte di turchi ed alleati sia avvenuto, in queste ore, in zona lontane da Qamishli e Kobane. Ma c&#8217;è chi, anche da Damasco, inizia a credere che Erdogan da quelle parti ben presto potrebbe iniziare ad avere problemi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-incognite-sulle-avanzate-di-erdogan-in-siria.html">Le incognite sulle avanzate di Erdogan in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Siria, Erdogan annuncia una nuova offensiva contro i curdi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-erdogan-annuncia-una-nuova-offensiva-contro-i-curdi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 10:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Peshmerga]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia dà il via a una nuova operazione militare contro i curdi nel nord della Siria, nel &#8220;corridoio&#8221; a est dell&#8217;Eufrate. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente turco Erdogan che ha affermato &#8220;Siamo entrati ad Afrin, Karablus, al-Bab. Ora entreremo nelle zone a est dell&#8217;Eufrate. Non possiamo rimanere in silenzio fino a che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-erdogan-annuncia-una-nuova-offensiva-contro-i-curdi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-erdogan-annuncia-una-nuova-offensiva-contro-i-curdi.html">Siria, Erdogan annuncia una nuova offensiva contro i curdi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10065668-e1564999919786-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Turchia</strong> dà il via a una nuova <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/08/04/siria-turchia-annuncia-operazione-militare-contro-curdi_CLY5ua4YKnIPN1S2zcBPfL.html?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener">operazione militare contro i curdi</a> nel nord della <strong>Siria</strong>, nel &#8220;corridoio&#8221; a est dell&#8217;Eufrate. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente turco <strong>Erdogan</strong> che ha affermato &#8220;Siamo entrati ad Afrin, Karablus, al-Bab. Ora entreremo nelle zone a est dell&#8217;Eufrate. Non possiamo rimanere in silenzio fino a che continuano i bombardamenti. La pazienza ha una fine&#8221;.</p>
<p>I bombardamenti a cui si riferisce Erdogan sono avvenuti nel corso della giornata di sabato nell&#8217;area di <strong>Qamishli</strong>, una cittadina sul confine tra Siria e Turchia tra l&#8217;Eufrate ed il Tigri. L&#8217;esercito turco ha colpito posizioni delle <strong>Sdf</strong> (Syrian Democratic Forces sostenute dagli Stati Uniti) mentre due checkpoint turchi sono stati distrutti con l&#8217;uccisione di tre soldati ed il ferimento di altri quattro.</p>
<p>Ankara considera le milizie e l&#8217;amministrazione autonoma curda che controlla la regione di confine tra Siria e Turchia come un&#8217;estensione del <strong>Pkk</strong>, il partito curdo dei lavoratori, ritenuto fuorilegge e trattato come una qualsiasi organizzazione terroristica (anche dagli Stati Uniti).</p>
<p>Gli scontri di confine sono coincisi con il <a href="https://ahvalnews.com/northern-syria/clashes-between-turkish-army-kurdish-forces-syria-ankara-deploys-military-border" target="_blank" rel="noopener">dispiegamento di ulteriori forze</a> a ridosso del confine siriano che includono equipaggiamento pesante, veicoli blindati e carri armati che hanno fornito l&#8217;indizio di una nuova offensiva diretta contro le forze curde.</p>
<h2>Una mossa annunciata</h2>
<p>In effetti la settimana scorsa proprio il presidente <a href="https://www.thenational.ae/world/mena/erdogan-turkey-will-destroy-kurdish-held-terror-corridor-in-syria-1.891348" target="_blank" rel="noopener">Erdogan aveva affermato</a> che la Turchia avrebbe &#8220;obliterato le forze curde ad est dell&#8217;Eufrate&#8221; nel nord della Siria indipendentemente dall&#8217;esito dei colloqui che si terranno con gli Stati Uniti. Come riportato da <a href="https://www.reuters.com/article/us-syria-security-turkey/turkish-military-chiefs-discuss-possible-offensive-in-syria-idUSKCN1UK17L" target="_blank" rel="noopener"><em>Reuters</em></a> il ministro della Difesa turco, <strong>Hulusi Akar</strong>, aveva già incontrato lo stato maggiore il giovedì precedente per discutere di una possibile offensiva in quella zona e quasi immediatamente è cominciato il dispiegamento di forze.</p>
<p>Per la Turchia quella porzione di territorio siriano in mano ai curdi è un <strong>&#8220;corridoio del terrore&#8221;</strong> che va eliminato senza considerare i possibili accordi raggiunti con gli Stati Uniti per creare una zona cuscinetto di interposizione tra le forze curde e quelle turche.</p>
<p>In particolare Ankara accusa Washington di aver temporeggiato in merito a questo provvedimento e ha sempre denunciato l&#8217;appoggio americano ai Curdi, chiedendo che venisse interrotto. Sebbene il Presidente Trump, l&#8217;anno scorso, abbia <a href="http://rip.occhidellaguerra.it/pentagono-taglia-fondi-peshmerga-curdi/" target="_blank" rel="noopener">decurtato pesantemente gli aiuti alle milizie Peshmerga</a>, queste godono ancora dell&#8217;appoggio dell&#8217;aviazione americana nelle loro operazioni.</p>
<p>L&#8217;offensiva turca non giunge quindi inaspettata ed inoltre ha avuto il consenso di Mosca e Washington, ora troppo impegnate a gestire la crisi iraniana che interessa non solo il settore dello Stretto di Hormuz e del Golfo ma anche la Siria e l&#8217;Iraq.</p>
<h2>Il capitolo finale?</h2>
<p>Dal 2016 la Turchia ha effettuato due offensive nel Kurdistan siriano: la prima contro le milizie dell&#8217;Is la seconda contro le forze curde ad ovest dell&#8217;Eufrate, ma nessuna è stata mai del tutto risolutiva. Questa nuova operazione militare ad est dell&#8217;Eufrate taglierà in due il fronte curdo impedendo i contatti tra il Kurdistan siriano e quello iracheno, dove la Turchia ha già effettuato incursioni aeree colpendo obiettivi e nascondigli delle milizie del Pkk.</p>
<p>La nuova offensiva non si configura quindi come risolutiva nell&#8217;eliminazione di quello che Erdogan ha chiamato &#8220;il corridoio del terrore&#8221; bensì mira a <strong>interrompere le linee di rifornimento</strong> curde tra Siria ed Iraq, dove i miliziani possono fare affidamento sui <a href="http://mnr.krg.org/index.php/en/oil/oil-maps?view=default" target="_blank" rel="noopener">campi petroliferi</a> in loro possesso compresi tra Amadiya, Erbil e Kirkuk.</p>
<p>Ancora una volta, a margine della questione curda, spicca come la sovranità siriana venga palesemente ignorata dai contendenti: oltre alla Turchia, che non si è mai fatta scrupolo da quando sono cominciate le ostilità in Siria di penetrare in territorio siriano, anche Washington ma soprattutto Mosca non hanno obiettato sulla questione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-erdogan-annuncia-una-nuova-offensiva-contro-i-curdi.html">Siria, Erdogan annuncia una nuova offensiva contro i curdi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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