diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY

I combattenti curdo siriani dell’Ypg hanno lanciato la loro controffensiva riprendendo il villaggio di Ras al-Ayn, caduto sotto controllo delle truppe turche nelle prime battute dell’operazione “Sorgente di Pace”. Nonostante le ingenti perdite inflitte alle forze curda – secondo le fonti di Ankara – sembra che le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) si stiano riorganizzando dopo l’accordo stretto con l’esercito siriano fedele a Bashar al Assad, fortemente appoggiato da Mosca. A riferirlo è stato l’inviato presidenziale russo per la Siria Alexander Lavrentyev. Intanto le truppe della Coalizione internazionale rendono noto di aver lasciato la città siriana di Manbij.

Secondo quanto viene riportato dall’agenzia d’informazione russa Tass, i combattenti curdi, ora coadiuvati dalle forze regolari siriane, hanno lanciato una controffensiva respingendo le truppe turche, che avevano stabilito i primi avamposti sul territorio siriano, e “occupato” i villaggi di confine in quella che secondo il presidente Recep Tayyip Erdogan è destinata a diventare la “zona cuscinetto” tra la Turchia e Siria. Fascia destinata ad accogliere – se conquistata – i profughi generati dalla crisi siriana. Il bollettino di guerra aggiornato dalla Difesa turca riporta almeno 500 “terroristi neutralizzati” – ossia combattenti delle milizie curde e volontari uccisi, feriti o catturati – dall’inizio dell’operazione militare lanciata da Ankara nel nord-est della Siria. Ciò nonostante i soldati curdi, che hanno trovato un accordo per difesa comune del territorio siriano con l’Esercito di Assad, si sono rivelati in grado di pianificare e portare a termine con il nuovo alleato una controffensiva per “respingere” l’avanzata turca e riprendere il controllo di Ras al-Ayn. Sempre secondo fonti russe, le truppe dell’Ypg starebbero attualmente attaccando la città di Tell Halaf, controllata dal cosiddetto Esercito siriano libero: la fazione miliare che si è opposta al presidente Assad nella guerra civile siriana. Ulteriori rapporti indicano che la controffensiva riguarderebbe anche in aree al confine di Kobane, situate sulla riva orientale del fiume Eufrate.

Le truppe curde, appoggiate dai primi contingenti delle Forze armate di Damasco, che possono contare sulla presenza di mezzi corazzati e aerei a copertura e supporto aereo, avrebbero dunque sventato il piano strategico dei generali di Erdogan che intendevano tagliare una linea di collegamento essenziale: l’autostrada che corre lungo il confine e che collega la capitale economica siriana Aleppo con la città di Al Hasakah, capitale della provincia. L’attacco delle forze turche sembrerebbe essere  stato respinto, o arginato, con successo dai curdo-siriani che hanno raggiunto l’autostrada vicino alla città di Tel Tamer, a 30 chilometri dal confine. L’Osservatorio siriano per i diritti umani – organizzazione non governativa con sede a Londra – ha confermato la notizia di un contrattacco lanciato delle milizie curde nella provincia orientale di Al-Hasakah. Il grosso degli scontri si starebbero concentrando sulla collina di Tal Manafir. L’Osservatorio ha poi comunicato che le forze curde sembrerebbero essere state in grado di compiere buoni progressi nell’area, riconquistando siti e postazioni perse durante le ultime ore. Entrambe le fazione conterebbero sensibili perdite tra morti e feriti.