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	<title>Gasdotto North Stream-2 Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 12 Nov 2025 13:24:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gasdotto North Stream-2 Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sabotaggio Nord Stream, Berlino accusa il generale ucraino Zaluzhniy. Ma è incredibile che abbia agito da solo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sabotaggio-nord-stream-berlino-accusa-il-generale-ucraino-zaluzhniy-ma-e-incredibile-che-abbia-agito-da-solo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 13:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La polizia tedesca è giunta alla conclusione che l'Ucraina è responsabile del sabotaggio del North Stream: Zaluzhniy la mente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sabotaggio-nord-stream-berlino-accusa-il-generale-ucraino-zaluzhniy-ma-e-incredibile-che-abbia-agito-da-solo.html">Sabotaggio Nord Stream, Berlino accusa il generale ucraino Zaluzhniy. Ma è incredibile che abbia agito da solo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251112113643987_8f8e5b58f07286695b08576fd81b765a-e1762943836408.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’inchiesta esclusiva del <em><a href="https://www.wsj.com/world/europe/the-nord-stream-investigation-thats-splintering-europe-over-ukraine-1735a7d9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wall Street Journal</a></em> rivela alcuni dettagli sul più grande atto di sabotaggio della storia recente: l’attentato ai gasdotti <strong>Nord Stream</strong> nel settembre 2022, confermando quanto già aveva esposto la stessa testata americana nei mesi scorsi. Secondo fonti tedesche, un’unità d’élite ucraina, sotto il comando diretto dell’allora capo delle forze armate <strong>Valery Zaluzhny</strong> (tesi, quest&#8217;ultima, già sostenuta dalla testata americana, ora supportata dalla magistratura tedesca), avrebbe <strong>pianificato ed eseguito gli attacchi</strong>. L’indagine, condotta per tre anni da una squadra speciale della Polizia Federale tedesca a Potsdam, rischia &#8211; secondo la testata Usa &#8211; di incrinare il sostegno europeo a Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;indagine tedesca porta al generale ucraino</h2>



<p>&#8220;Per tre anni, un team di detective si è riunito ogni mattina intorno a una lavagna bianca nella sede della Polizia Federale a Potsdam, vicino a Berlino&#8221;, scrive il <em>Wsj</em>. &#8220;Ora la loro inchiesta su chi c’era dietro il più grande atto di sabotaggio della storia moderna – l’attentato ai gasdotti Nord Stream – minaccia di frantumare il sostegno all’Ucraina, il Paese che ritengono responsabile&#8221;. </p>



<p>Gli investigatori tedeschi hanno emesso <strong>mandati di cattura per tre militari di un’unità speciale ucraina</strong> e quattro sommozzatori professionisti. Il loro obiettivo: interrompere i flussi di gas russo verso la Germania e privare Mosca di entrate vitali per finanziare la guerra. Decisiva una foto sgranata in bianco e nero scattata da un autovelox tedesco: grazie a un <em>software</em> di riconoscimento facciale commerciale, i detective hanno identificato un <strong>sommozzatore ucraino, trovato poi in Polonia.</strong> L’uomo è stato successivamente portato in Ucraina a bordo di una BMW nera con targhe diplomatiche. Kiev non ha commentato; <strong>un alto funzionario ucraino ha ammesso privatamente di aver agito dopo un avvertimento di Varsavia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il comandante arrestato in Italia</h2>



<p>Il comandante dell’unità, <strong>Serhii K</strong>., 46 anni, veterano dell’SBU (i servizi segreti ucraini), è stato localizzato dopo una caccia durata mesi. Gli investigatori avevano solo una foto del passaporto falso usato durante l’operazione. La svolta è arrivata durante una riunione delle 9:30: &#8220;Dove vanno in vacanza gli ucraini?&#8221;. Un Paese amico fuori dall’Ue ha fornito la foto del passaporto vero. </p>



<p>Il 13 agosto scorso Serhii è stato fermato al confine polacco, poi localizzato in Italia grazie a pedaggi autostradali e prenotazioni alberghiere della moglie. I Carabinieri lo hanno arrestato in un resort a <strong>San Clemente</strong>, vicino <strong>Rimini</strong>. Davanti alle telecamere ha salutato con le tre dita, simbolo del Tryzub ucraino. Il suo avvocato sostiene che, anche se colpevole, l’attentato fosse <strong>&#8220;un’operazione militare in difesa dell’Ucraina&#8221;</strong> e quindi non perseguibile. Serhii è in sciopero della fame da oltre una settimana: la prigione, a suo dire, non rispetterebbe la sua dieta vegana e senza glutine. A dicembre i giudici italiani decideranno sull’estradizione verso Amburgo. La Germania ha già pronto un aereo dedicato.</p>



<p>Nel frattempo, la Polonia si <strong>rifiuta di consegnare il sommozzatore ucraino fermato sul suo territorio e lo considera un eroe</strong>. Il premier <strong>Donald Tusk</strong>, da sempre critico verso la dipendenza tedesca dal gas russo, ha ironizzato: &#8220;Il problema non è che il gasdotto è stato fatto saltare. Il problema è che è stato costruito&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-nord-stream-lipocrisia-di-varsavia-che-ha-finanziato-lo-sviluppo-con-i-soldi-ue-e-il-gas-russo-1.html">Posizione, quest&#8217;ultima, che sta creando non poche tensioni diplomatiche tra Berlino e Varsavia</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quello che &#8220;manca&#8221; all&#8217;indagine tedesca</h2>



<p>C&#8217;è, tuttavia, qualcosa che manca e che non torna nell&#8217;indagine berlinese che accusa la piccola unità ucraina di aver (da sola) sabotato il gasdotto per ordine di <strong>Valery Zaluzhny</strong>, ex Comandante in capo delle Forze armate ucraine, rimosso dall&#8217;incarico l&#8217;8 febbraio 2024 dopo mesi di voci su contrasti con il leader ucraino, <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. Oggi <strong>Zaluzhniy</strong> è ambasciatore di Kiev nel Regno Unito e viene spesso indicato come un possibile sostituto di Zelensky, qualora le cose per il presidente si mettessero male. E, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html">come ha raccontato Fulvio Scaglione su <em>InsideOver</em></a>, questi non sono affatto giorni semplici per Zelensky.</p>



<p>Dunque l&#8217;inchiesta, più che accusare l&#8217;Ucraina, mette nel mirino un personaggio estremamente popolare nel Paese ma in rotta con il suo leader da tempo. E potrebbe paradossalmente diventare un grande assist per lo stesso Zelensky, che vede in <strong>Zaluzhniy</strong> un rivale.</p>



<p>Ma c&#8217;è un altro aspetto che manca, in questa storia: davvero si può credere che un&#8217;unità ucraina possa aver messo in atto il più grave atto di sabotaggio della storia europea, completamente da sola e senza supporto esterno? Come aveva <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/der-spiegel-rivela-nord-stream-distrutto-da-un-commando-ucraino-legato-alla-cia.html">documentato un&#8217;inchiesta di <em>Der Spiegel</em></a>, il commando ucraino aveva &#8220;legami di lunga data con la CIA&#8221;. Non solo. Nel febbraio 2023,&nbsp;<strong>Seymour Hersh, giornalista investigativo vincitore del premio Pulitzer</strong>, ha pubblicato un articolo in cui accusava Washington di&nbsp;<strong>aver orchestrato il sabotaggio dei gasdotti</strong>. Secondo il suo resoconto, basato su una fonte anonima con &#8220;conoscenza diretta&#8221;, l’attacco sarebbe stato pianificato e realizzato con il supporto della&nbsp;<strong>Norvegia</strong>, durante l’esercitazione militare BALTOPS 2022 nel Mar Baltico.</p>



<p><strong>Erik Andersson</strong>, ingegnere svedese in pensione, che <a href="https://it.insideover.com/energia/bombe-sul-nord-stream-ce-un-ingegnere-in-svezia-che-sa-la-verita-ecco-chi-e.html">ha condotto un’indagine forense</a> per fare luce su questo caso complesso,<a href="https://it.insideover.com/economia/parla-erik-andersson-nord-stream-gli-usa-non-potevano-non-sapere-e-la-polonia.html"> ha spiegato a <em>InsideOver</em></a> che l’obiettivo del <em>Wall Street Journal</em>, &#8220;così come tutti i precedenti pezzi narrativi simili dei principali giornali americani sull’argomento, abbia una chiara missione: ripulire l’immagine degli Usa&#8221; e dell&#8217;Occidente, in generale. E per Mosca, dell&#8217;operazione avrebbe fatto parte anche il <a href="https://www.chinadailyhk.com/hk/article/594986">Regno Unito</a>. Disinformazione? Chissà. Una cosa è certa: rimane altamente improbabile che Kiev possa aver agito in solitaria, senza il supporto dell&#8217;intelligence occidentale. Altra cosa: dove sono finiti quelli che sostenevano che la Russia si fosse &#8220;auto-sabotata&#8221; facendo saltare in aria il North Stream? Ve lo diciamo noi: sono ancora in Tv e continuano a pontificare come se nulla fosse.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sabotaggio-nord-stream-berlino-accusa-il-generale-ucraino-zaluzhniy-ma-e-incredibile-che-abbia-agito-da-solo.html">Sabotaggio Nord Stream, Berlino accusa il generale ucraino Zaluzhniy. Ma è incredibile che abbia agito da solo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La scelta di Putin: perché su Nord Stream parla di &#8220;anglosassoni&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-scelta-di-putin-perche-su-nord-stream-parla-di-anglosassoni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2022 06:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin al Cremlino (ANSA)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-1024x535.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-1536x802.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-2048x1070.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Gli anglosassoni ritengono che le sanzioni non siano più sufficienti e ora si sono rivolti al sabotaggio. Sembra incredibile ma è un dato di fatto: provocando esplosioni sui gasdotti internazionali di Nord Stream che passano lungo il fondo del Mar Baltico, hanno di fatto avviato la distruzione dell&#8217;intera infrastruttura energetica europea&#8221;. Nel discorso con cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-scelta-di-putin-perche-su-nord-stream-parla-di-anglosassoni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-scelta-di-putin-perche-su-nord-stream-parla-di-anglosassoni.html">La scelta di Putin: perché su Nord Stream parla di &#8220;anglosassoni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin al Cremlino (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-1024x535.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-1536x802.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYOOsK2E4GW_GqUYl6H6_ANSA-scaled-e1664577092581-2048x1070.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Gli <strong>anglosassoni </strong>ritengono che le sanzioni non siano più sufficienti e ora si sono rivolti al sabotaggio. Sembra incredibile ma è un dato di fatto: provocando esplosioni sui gasdotti internazionali di Nord Stream che passano lungo il fondo del Mar Baltico, hanno di fatto avviato la distruzione dell&#8217;intera infrastruttura energetica europea&#8221;.</p>



<p>Nel discorso con cui ha annunciato l&#8217;ingresso nella Federazione dei territori occupati e annessi attraverso i cosiddetti &#8220;referendum farsa&#8221;, il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> ha parlato inevitabilmente anche delle <a href="https://it.insideover.com/difesa/possibile-sabotaggio-con-un-drone-lesperto-tedesco-sul-nord-stream.html">falle del Nord Stream 1 e del Nord Stream 2</a>. Un colpo estremamente simbolico, prima ancora che effettivo, a una delle infrastrutture strategiche più rilevanti degli ultimi anni. La linea di Mosca è quella di considerare quelle perdite di gas come il frutto di esplosioni causate da un sabotaggio. Ma se per l&#8217;Alleanza Atlantica l&#8217;unica indiziata è la Russia, per il capo del Cremlino la mano dietro agli attacchi ai gasdotti del Baltico sarebbe da ricercare non genericamente nella Nato, ma più precisamente nella sfera degli &#8220;anglosassoni&#8221;.</p>



<p>Un termine abbastanza inusuale anche per i discorsi di Putin, che di solito è molto esplicito nell&#8217;indicare gli Stati a cui si rivolge, ma che per il presidente russo serve a circoscrivere il nemico. Non c&#8217;è un&#8217;accusa generica all&#8217;Occidente o alla Nato come sua espressione politico-militare: questa volta Putin individua una matrice molto chiara negli &#8220;anglosassoni&#8221;, indicando perciò Regno Unito e Stati Uniti quali autori del sabotaggio.</p>



<p>La questione può essere vista come secondaria alla luce di quanto sta avvenendo da febbraio. Risulta ormai abbastanza chiaro che Mosca, Londra e Washington giochino una partita contrapposta e che siano di fatto in conflitto, seppure non ufficialmente. Eppure a volte sono anche le singole parole a rilevare le idee di un leader: tanto più se si tratta di un uomo che punta molto sui discorsi e tende a dare estremo peso a ogni parola espressa nei suoi ormai lunghi monologhi con cui parla alla nazione e al mondo. </p>



<p>Perché parlare di &#8220;anglosassoni&#8221; dunque quando si poteva genericamente accusare la Nato <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-misteri-che-aleggiano-sul-nord-stream.html">di questo eventuale sabotaggio</a>?</p>



<p>Dal <strong>punto di vista militare</strong>, è probabile che Putin voglia fare capire che le potenze rivali di Mosca sono due: Londra e Washington. Nell&#8217;accusa che il capo del Cremlino rivolge agli &#8220;anglosassoni&#8221; si certifica sostanzialmente il fatto di considerare queste due forze come veri &#8220;interlocutori&#8221; di questo scontro. La Russia rafforza l&#8217;immagine della guerra con gli Stati Uniti e il Regno Unito, ricalcando il modello della Guerra Fredda. E questo sabotaggio conferma anche un messaggio da veicolare verso l&#8217;opinione pubblica: la sfida questa volta si concentra a due nemici con una precisa connotazione strategica e, se vogliamo, anche culturale.</p>



<p>C&#8217;è poi un <strong>profilo più politico</strong> che riguarda non solo la guerra in Ucraina, ma i rapporti con l&#8217;Europa. Nel discorso con cui ha celebrato l&#8217;annessione delle regioni invase, Putin ha spesso ribadito sia l&#8217;importanza centrale degli angloamericani all&#8217;interno della <strong>Nato</strong>, sia un messaggio diretto ai Paesi europei e del resto del pianeta. Putin, in un discorso che molti analisti hanno ritenuto frutto del desiderio russo di finire al più presto la guerra a queste condizioni, ha spesso ribadito che gli Stati Uniti non li considerano alleati ma sudditi. Nelle dichiarazioni di ieri, <a href="http://en.kremlin.ru/events/president/news/69465">che si possono leggere sul sito del Cremlino</a>, questo tema è stato uno dei principali fili conduttori.</p>



<p>In un primo passaggio, Putin ha detto che &#8220;Washington chiede sempre più sanzioni contro la Russia e la maggioranza dei politici europei la asseconda con obbedienza&#8221;, facendo capire che ormai non c&#8217;è una classe dirigente Ue a cui rivolgersi e sottolineando quel senso di &#8220;tradimento&#8221; che il Cremlino dice di avere subito da parte dell&#8217;Europa. Subito dopo, Putin dice che &#8220;spingendo l&#8217;Ue a rinunciare completamente all&#8217;energia russa e ad altre risorse, gli Stati Uniti stanno praticamente spingendo l&#8217;Europa verso la <strong>deindustrializzazione </strong>nel tentativo di mettere le mani sull&#8217;intero mercato europeo&#8221;. Altro modo per segnalare una sorta di dialogo con il Vecchio Continente in chiave antiamericana. In un altro momento del discorso, il capo del Cremlino ha detto che gli Stati Uniti &#8220;continuano ad occupare Germania, Giappone, Repubblica di Corea e altri Paesi, che cinicamente chiamano uguali e alleati&#8221;. Ancora, Putin, parlando dell&#8217;immigrazione causata dalla crisi alimentare per il blocco dei porti ucraini, ha sottolineato che &#8220;l&#8217;<strong>élite americana</strong> sta usando la tragedia di queste persone per indebolire i suoi rivali, per distruggere gli Stati nazione&#8221; e che &#8220;questo vale per l&#8217;Europa e per le identità di Francia, Italia, Spagna e altri Paesi con storie secolari&#8221;. Anche in questo caso, un messaggio politico diretto a Paesi europei con cui il dialogo si è interrotto dopo la decisione di invadere l&#8217;Ucraina.</p>



<p>Come dicevamo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-possibili-mosse-di-putin-dopo-lannessione-cosa-rivela-il-suo-discorso.html">in questo discorso</a>, che doveva celebrare l&#8217;allargamento dei confini russi, Putin sembra quasi aver voluto inserirsi nel <strong>dibattito europeo</strong>. Accusare espressamente gli Stati Uniti e il Regno Unito di avere colpito il Nord Stream non è un semplice argomento per rispondere alle accuse rivolte alla Russia. Mosca sembra assumere una linea diversa: ora accusa direttamente Washington di voler colpire la Russia ma facendo capire all&#8217;Europa di essere vittima, a suo tempo, delle scelte statunitensi. Non più un blocco contro Mosca, ma appunto gli &#8220;anglosassoni&#8221; contro Mosca con l&#8217;Europa risucchiata dal vortice. Elemento diverso rispetto a quando parla <em>tout-court</em> di Occidente senza definire i ruoli.</p>



<p>Un messaggio che non va sottovalutato visto il trauma psicologico subito dalla Germania dopo l&#8217;attacco a un gasdotto che rappresentava di fatto l&#8217;eredità geostrategica dell&#8217;era merkeliana. E quindi dell&#8217;Europa a trazione tedesca. Il gas in questo caso non è stato uno strumento di negoziato, ma viene visto come un elemento simbolico nella stessa idea dei <strong>rapporti tra Europa e Russia</strong>. Putin sembra avere scelto di incunearsi tra le due sponde dell&#8217;Atlantico, sottolineando le divergenze strategiche. L&#8217;accusa verso Londra e Washington per avere distrutto il gasdotto appare in questo caso come una sorta di dichiarazione di intenti. <a href="https://it.insideover.com/politica/un-occidente-visto-come-nemico-gli-obiettivi-del-soft-power-russo.html">La sua &#8220;guerra di civiltà&#8221;</a>, perché ormai questo vuole fare passare come messaggio, si è indirizzata esclusivamente verso il blocco angloamericano. E la specificazione delle &#8220;élite&#8221; esprime quello che la comunicazione putiniana ha sempre voluto evidenziare anche in chiave geopolitica: la sua è una leadership che vuole comunicare al popolo (o ai popoli).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-scelta-di-putin-perche-su-nord-stream-parla-di-anglosassoni.html">La scelta di Putin: perché su Nord Stream parla di &#8220;anglosassoni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi guadagna di più dal sabotaggio di Nord Stream?</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/chi-guadagna-di-piu-dal-sabotaggio-di-nord-stream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 09:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Stream 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sospetti sulla Russia, la difesa di Mosca che rimanda ai mittenti ogni accusa, il tweet sibillino dell&#8217;ex ministro degli Esteri polacco e attuale europarlamentare, Radoslav Sikorski, che suggerisce un ipotetico coinvolgimento degli Stati Uniti negli incidenti al Nord Stream. E poi le vecchie parole di Joe Biden, ricondivise in massa sui social network, con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/chi-guadagna-di-piu-dal-sabotaggio-di-nord-stream.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220929112039169_ff608f8f8e64588db3e29b5604755e8d-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sospetti sulla <strong>Russia</strong>, la difesa di Mosca che rimanda ai mittenti ogni accusa, il tweet sibillino dell&#8217;ex ministro degli Esteri polacco e attuale europarlamentare, Radoslav Sikorski, che suggerisce un ipotetico coinvolgimento degli Stati Uniti negli incidenti al <strong>Nord Stream</strong>. E poi le vecchie parole di Joe Biden, ricondivise in massa sui social network, con le quali il presidente statunitense ammoniva il Cremlino di non invadere l&#8217;Ucraina, pena la scomparsa del gasdotto. </p>



<p>Da qualunque prospettiva si intenda analizzare la vicenda Nord Stream, è impossibile districarsi tra le numerosissime indiscrezioni e confutazioni, indizi e prove parziali, senza essere accompagnati dal beneficio di molteplici dubbi. In attesa di ulteriori elementi (se mai compariranno) può intanto essere utile cercare di capire quali sono gli attori che avrebbero potuto guadagnare<strong> </strong>dal danneggiamento di Nord Stream. </p>



<p>Sia chiaro: non significa che uno di questi soggetti sia necessariamente il mandante della vicenda o che abbia partecipato al presunto sabotaggio. Unendo i punti, è però possibile quanto meno inquadrare lo <strong>scenario generale</strong> entro cui si è svolto l&#8217;intero episodio. Per poi avvicinarsi quanto più possibile alla verità.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html">Bornholm, il pivot baltico della Nato al centro del caso Nord Stream</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/lombra-del-sabotaggio-sul-guasto-di-nord-stream.html">L&#8217;ombra del sabotaggio sul guasto Nord Stream</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/dopo-il-caso-nord-stream-in-europa-si-rischia-la-tempesta-perfetta.html">Perché adesso l&#8217;Europa rischia una tempesta perfetta</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots"/>



<h2 class="wp-block-heading">Dubbi e sospetti</h2>



<p>Gli Stati Uniti si sono a lungo opposti alla dipendenza della Nato – Germania in primis – dal gas naturale russo. Washington ha sempre avuto un grande timore: che un&#8217;eventuale minaccia di un taglio da parte di Mosca potesse, un giorno, alterare le decisioni politiche dell&#8217;Europa. Quel giorno è arrivato all&#8217;indomani dello scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong>. </p>



<p>In generale, poi, mentre Nord Stream, sia l&#8217;1 che il 2, sono stati danneggiati nei pressi dell&#8217;isola danese di Bornholm, nel Mar Baltico, Norvegia e Polonia hanno recentemente annunciato l&#8217;apertura del nuovo gasdotto baltico <strong>Trans Baltic Pipeline</strong>, una rotta di 850 chilometri che collega la Polonia alla terraferma danese, e poi alla Norvegia, storicamente il secondo fornitore di gas dell&#8217;Ue dopo la Russia. </p>



<p>Altro aspetto da considerare: i gasdotti Nord Stream si trovano in una profondità marina compresa tra gli 80 e 110 metri. Per effettuare un&#8217;azione di <strong>sabotaggio </strong>come quella accaduta si sono resi necessari veicoli sommergibili per poter piazzare esplosivi sulla conduttura o danneggiarla in altro modo. Ebbene, in teoria quasi tutti i <strong>Paesi europei</strong> hanno la capacità tecnica di operare in mare aperto con veicoli a pilotaggio remoto. Alcuni di loro hanno perfino sviluppato servizi militari subacquei che possono attaccare e distruggere obiettivi sottomarini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vincitori e vinti</h2>



<p>L&#8217;<strong>Ucraina</strong> ha subito puntato il dito contro la <strong>Russia</strong>, parlando di un attacco terroristico pianificato e di aggressione nei confronti dell&#8217;Ue. C&#8217;è però un&#8217;enorme falla in questo ragionamento: perché Mosca avrebbe dovuto danneggiare Nord Stream, andando così a perdere tutta la sua influenza sull&#8217;Europa? I sospetti potrebbero ricadere su Kiev, per un&#8217;azione volta a destabilizzare il Cremlino. Ma anche di fronte a quell&#8217;eventualità ci sarebbero non pochi dubbi da dissipare. Se, infatti, gli ucraini dovessero essere scoperti come colpevoli, le loro relazioni con l&#8217;Europa e la Nato sarebbero compromesse. </p>



<p>Per quanto riguarda l&#8217;ipotesi della <em>longa manus</em> di uno Stato europeo, per i governi Ue qualsiasi azione di sabotaggio avrebbe comportato molti più <strong>danni </strong>che non <strong>vantaggi</strong>, su tutti la distruzione di un canale certo per qualsiasi futura consegna di gas, senza considerare il fatto che Mosca potesse considerare un&#8217;eventuale azione un atto di guerra.</p>



<p>Si possono però soppesare alcune eccezioni alla regola. La <strong>Finlandia</strong>, ad esempio, si trova in una accesa disputa con Mosca, avendo annunciato la decisione di aderire alla Nato. I russi hanno interrotto le forniture di gas al Paese nordico e pure le consegne di elettricità. Helsinki ha però imposto l&#8217;embargo al carbone e al petrolio russi, quindi è difficile spiegarsi perché mai i finlandesi avrebbero considerato i gasdotti Nord Stream come un bersaglio per qualsiasi ritorsione. </p>



<p>Gli <strong>Stati Baltici</strong> potrebbero aver compiuto atti di sabotaggio contro gli oleodotti citati. Ma, privando l&#8217;Europa di gas, una mossa del genere avrebbe potuto spingere diversi governi europei ad allentare le sanzioni contro Mosca. </p>



<p>E gli <strong>Stati Uniti</strong>? Nel compiere un gesto simile avrebbero avuto enormi vantaggi, tra i quali rimuovere la leva energetica dalle mani di Putin e vendere il loro gas all&#8217;Europa. Ma sarebbero andati incontro anche a non trascurabili <strong>rischi politici</strong>, di sicurezza e strategici. </p>



<p>Ci sono dunque molti attori che, sulla carta, avrebbero potuto guadagnare dal sabotaggio del Nord Stream. È tuttavia impossibile accertare colpe e responsabilità. Anche perché, come detto, ogni potenziale vantaggio avrebbe portato con sè rischi enormi.</p>
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		<title>La Germania non sarà più l&#8217;hub europeo del gas?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-germania-non-sara-piu-lhub-europeo-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 17:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[gas russo]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha avuto da subito una vittima : il gasdotto Nord Stream 2. Ma per la Germania c'è il rischio di un livellamento europeo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-non-sara-piu-lhub-europeo-del-gas.html">La Germania non sarà più l&#8217;hub europeo del gas?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220818175006836_89d756ca9df114b460b0c641623a49c3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;inizio della guerra in Ucraina è coinciso con una scelta molto precisa da parte della <strong>Germania</strong>: lo stop alla certificazione del gasdotto Nord Stream 2, l&#8217;infrastruttura strategica più importante quella che avrebbe significato l&#8217;unione forse definitiva del gas russo all&#8217;Europa centrale. La mossa di <strong>Olaf Scholz</strong>, giunta dopo le enormi pressioni statunitensi per bloccare quella che era considerata la certificazione della dipendenza energetica europea (e in particolare tedesca) dai giacimenti russi, è stata una sorta di prova del nove della svolta Usa sui destini di Berlino. La Germania, che negli ultimi anni era stata ritenuta da diversi esperti una sorta di punto interrogativo rispetto all&#8217;agenda americana in Europa, aveva finalmente dato prova di allineamento rispetto all&#8217;Alleanza Atlantica e agli obiettivi imposti dal blocco occidentale. Uno di questi, ritenuto essenziale, era proprio lo sganciamento da Mosca sotto il profilo energetico, puntando su una diversificazione delle fonti che si sostanziava necessariamente nel taglio ai flussi.</p>
<p>Quando da Berlino arrivò il primo segnale di Scholz, il sottosegretario di Stato americano <strong>Victoria Nuland</strong>, una delle personalità più influenti dell&#8217;amministrazione Usa, <a href="https://tass.com/economy/1418817">affermò in modo eloquente</a> che il progetto del gasdotto Nord Stream 2 era &#8220;morto&#8221; e che molto probabilmente non sarebbe stato più &#8220;rianimato&#8221;. L&#8217;assoluta chiarezza con cui Nuland aveva parlato del Nord Stream 2 a febbraio faceva già capire che da parte di Washington non vi sarebbero stati ripensamenti. E che dunque non vi sarebbero stati nemmeno per Berlino, che da questa scelta ha fatto scaturire alcune decisioni di non poco conto che in qualche modo rinnegano una politica energetica profondamente ancorata al gas russo. La conferma da parte tedesca è arrivata anche in queste settimane con le parole del portavoce del governo tedesco, <strong>Steffen Hebestreit</strong>, il quale ha esplicitamente escluso che il cancelliere Scholz dia il via libera all&#8217;utilizzo del Nord <span class="hilg1">Stream</span> 2 &#8220;anche in caso di una situazione difficile nei prossimi mesi&#8221;.</p>
<p>Per la Germania si tratta di una questione di importanza capitale per due motivi. La saldatura con la Russia rappresentava infatti allo stesso tempo croce e delizia della politica tedesca degli ultimi anni. Si è creata nel tempo una evidente forma di <strong>dipendenza energetica da Mosca</strong> per cui oggi Scholz si trova a dover gestire non solo le pressioni internazionali, ma anche quelle interne e il rischio di rimanere incastrato dalle scelte di chi governa Mosca. Allo stesso modo, la forza dell&#8217;asse tra questi due Stati ha contribuito a fornire ai cancellieri tedeschi uno strumento politico per evitare di aderire in modo eccessivo alle dinamiche atlantiche. L&#8217;oro blu dei giacimenti russi rappresentava inevitabilmente quasi una garanzia di questo essere una potenza per definizione centrale e mai troppo legata al vento atlantista.</p>
<p>In tutto questo, chiaramente per la Germania c&#8217;è stato un ritorno politico ed economico dal voler essere <strong>l&#8217;hub energetico</strong> russo in Europa. Perché l&#8217;obiettivo di Berlino era quello di diventare la centrale in cui arrivava buona parte di questo tesoro di Mosca facendo poi defluire verso i propri clienti europei. L&#8217;utilità di questa posizione era ed è tuttora evidente anche nelle dinamiche politica continentali. Al punto che si può notare come la diversificazione delle fonti energetiche del Vecchio Continente sia stata per diverso tempo un tema di discussione tra le varie nazioni facenti parte dell&#8217;Unione europea nella consapevolezza che moltiplicare i corridoi di gas avrebbe rappresentato un rischio per chi era già hub e un investimento per i futuri possibili &#8220;competitor&#8221;. Un equilibrio di rotte energetiche in cui il <strong>Nord Stream 2</strong> doveva essere la certificazione di una posizione tedesca di assoluto vantaggio e ormai data per definitiva.</p>
<p>Per capire come la potenza tedesca stia cambiando la propria essenza anche nella sua idea di hub rispetto agli altri Paesi europei è utile leggere <a href="https://www.huffingtonpost.it/economia/2022/08/17/news/la_germania_sempre_piu_in_crisi_e_putin_conta_sempre_piu_rubli-10054737/?ref=HHTP-BS-I10054612-P4-S2-T1">Claudio Paudice su <em>Huffington Post</em></a>. Nell&#8217;analisi si legge che mentre la Russia prevede un rialzo dei suoi ricavi energetici legato all&#8217;aumento generale dei prezzi del gas nonostante il calo dell&#8217;export in Europa, la Germania è in forte sofferenza al punto che il costo dell&#8217;energia sta diventando insostenibile per famiglie e imprese e Uniper, che importa<strong> gas russo</strong>, è stato costretto al salvataggio da parte delle casse federali. La riduzione del flusso sulla linea del Nord Stream il gasdotto che doveva essere raddoppiato con il Nord Stream 2) è ormai una costante. E, spiega Paudice, l&#8217;allarme sul gas in Germania si riversa sugli altri Stati che ricevono l&#8217;oro blu dalle condutture tedesche.</p>
<p>Repubblica Ceca, Austria e Svizzera già registrano un brusco calo delle forniture, e questo allarme per l&#8217;inverno, con conseguente riempimento degli<strong> impianti di stoccaggio</strong>, rischia di far abbassare ulteriormente il volume distribuito ai Paesi limitrofi. Il presidente dell&#8217;Agenzia federale delle reti tedesca, Klaus Muller, ha già chiarito in queste ore che &#8220;non è previsto in tutti i nostri scenari&#8221; il riempimento medio degli impianti di stoccaggio al 95% entro il primo novembre e, come riporta Ansa, non c&#8217;è ottimismo nemmeno per il raggiungimento dell&#8217;obiettivo dell&#8217;85% a ottobre. Segnali che fanno intuire che il problema di accumulare gas possa diventare talmente urgente da ridurre ulteriormente i flussi verso altri Stati rinunciando, di fatto, all&#8217;essere ancora per qualche tempo un centro di smistamento dell&#8217;oro blu russo.</p>
<p>Questo, a lungo termine, può essere una costante che rischia di cambiare sensibilmente anche la percezione della Germania come potenza-chiave dell&#8217;Europa. Non essere più così necessaria nello scacchiere energetico europeo, con vecchi e nuovi flussi di gas che arrivano dal Nord Europa, dall&#8217;Africa settentrionale e dal Medio Oriente, oltre che l&#8217;arrivo delle <strong>gas naturale liquefatto</strong> in quantità sempre più grandi comporteranno inevitabilmente un declassamento di Berlino nella gerarchia dei Paesi utili come hub energetici, o quantomeno un livellamento di tutti gli Stati membri. Anche la ricerca di nuove fonti di energia, pur non immediata come la ricerca di nuovi esportatori di gas, rappresenta un ulteriore tassello di questa <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-europa-che-sorgera-dalle-ceneri-dell-ucraina.html">modifica del ruolo tedesco rispetto all&#8217;Unione europea</a> e ai suoi tradizionali clienti. E questo serve a capire come la rottura del patto con la Russia non sia solo un problema strategico per Mosca, che si ritrova a dover gestire la fine di un rapporto consolidato e molto remunerativo costringendo a deviare i flussi, ma anche per la stessa Berlino. Quest&#8217;ultima porrò fine alla dipendenza dal gas russo, ma allo stesso tempo rischia di vedere anche la fine di un ruolo che le ha permesso di costruirsi una rete di partnership fondamentale per guidare (anche politicamente) il Vecchio Continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-germania-non-sara-piu-lhub-europeo-del-gas.html">La Germania non sarà più l&#8217;hub europeo del gas?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il gioco pericoloso della Germania sul gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-gioco-pericoloso-della-germania-sul-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 06:17:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strana coppia composta da Olaf Scholz e Annalena Baerbock continua a ballare nel valzer europeo dell&#8217;energia, ma tra contorsionismi e passi falsi la strategia della coalizione &#8220;semaforo&#8221; di Berlino e del nuovo governo tedesco fatica a tenere il passo della visione sistemica ereditata dalla Cancelliera Angela Merkel. Partiamo dai fatti di cronaca per capire perché. Le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gioco-pericoloso-della-germania-sul-gas.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenzia_Fotogramma_IPA13293983-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-cina-il-governo-scholz-alla-prova-degli-usa.html">La strana coppia composta da <strong>Olaf Scholz e Annalena Baerbock </strong>continua</a> a ballare nel valzer europeo dell&#8217;energia, ma tra contorsionismi e passi falsi la strategia della coalizione &#8220;semaforo&#8221; di Berlino e del nuovo governo tedesco fatica a tenere il passo della visione sistemica ereditata dalla Cancelliera Angela Merkel.</p>
<p>Partiamo dai fatti di cronaca per capire perché. Le riserve di gas in Germania sono crollate a un livello &#8220;preoccupante&#8221;, meno della metà rispetto a due anni fa. <strong>Dati del Gas Infrastructure Europe, </strong><a href="https://www.tio.ch/dal-mondo/cronaca/1564967/gas-germania-europa-russia-ucraina-allarme-scorte">nota il <em>Corriere del Ticino,</em> segnalano il problema per Berlino</a>, &#8220;le cui scorte sono calcolate a circa il 35% della capacità totale rispetto all&#8217;83% di due anni fa. Più contenuta la riduzione per l&#8217;Italia (45% attuale rispetto al 57% del febbraio 2020). I prezzi del gas, intanto, hanno segnato un meno 3% nelle ultime contrattazioni, complici le temperature più miti registrate in Europa dall&#8217;inizio dell&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>L&#8217;allarme lanciato nella giornata del 9 febbraio dal ministero dell&#8217;economia di Berlino guidato dal vicecancelliere <a href="https://it.insideover.com/schede/academy/chi-sono-i-verdi-tedeschi-germania.html">Verde</a> <strong>Robert Habeck</strong> riporta drammaticamente al centro dell&#8217;attenzione uno dei nodi principali della crisi russo-ucraina, la dipendenza dell&#8217;Europa dalle forniture energetiche di Mosca e la conseguente difficoltà ad aderire alla linea dura degli Usa. Ma soprattutto mostra la difficoltà del governo Spd-Verdi-Fdp di saper dare continuità alla postura strategica ereditata dall&#8217;era Merkel. Questo per tre ragioni fondamentali.</p>
<p>In primo luogo, una sostanziale schizofrenia geopolitica. Escludendo un&#8217;Europa occidentale gravitante attorno a sé, Berlino è riuscita a scontentare, in diversa misura, tutti gli attori cardine della partita geopolitica dell&#8217;Europa orientale. Gli <strong>Stati Uniti, </strong>certamente, perché le attese di un blocco totale di Nord Stream 2, il gasdotto della discordia, sono state sinora disattese; <strong>Polonia e Ucraina, </strong>rispettivamente caposaldo atlantico a Est e pomo della discordia tra Mosca e Washington, per gli abboccamenti Berlino-Mosca che tendono a bypassarle; ma anche la Russia, va detto, dato che il governo &#8220;semaforo&#8221; non ha certificato Nord Stream 2, mantenendolo in un limbo, e ha ripreso una pressione notevole sul fronte dei diritti umani ritenuti dal Cremlino oggetto di critica strumentale. Incomprensioni aggravate, in quest&#8217;ultimo caso, dal fatto che i flussi di gas dalla Germania alla Polonia attraverso il gasdotto<strong> Yamal-Europa</strong>, che di solito invia il gas russo verso l’Europa occidentale, sono stati costanti durante le fasi calde dell&#8217;escalation ai confini russo-ucraini.</p>
<p>In secondo luogo, per una perenne indecisione. Yamal, nota <em>Lumsa News,</em> ha una capacità produttiva di 33 miliardi di metri cubi di gas all’anno e &#8220;assieme a Nord Stream e al sistema di trasporto del gas ucraino, è una delle principali rotte per le forniture di gas russo all’Europa. Il suo percorso, lungo più di duemila chilometri, attraversa quattro stati: Russia, Bielorussia, Polonia e Germania&#8221;. A fine dicembre il governo di Vladimir Putin ne aveva <strong>bloccato le forniture </strong>sull&#8217;asse Est-Ovest, ma utilizzando la capacità di stoccaggio e il reverse flow Berlino aveva mantenuto aperte le forniture verso Varsavia. Logico che vedere le forniture da Yamal azzerate, quelle dal gasdotto baltico Nord Stream 2 non avviate e quelle dall&#8217;Ucraina minacciate per l&#8217;escalation militare e mantenere, al contempo, aperto il canale verso la fornitura del gas russo a una nazione di cui Mosca è rivale strategica non consente di avere, per usare un eufemismo, la stabilità come primo obiettivo prospettico sul fronte del gas. Aggiungiamo a ciò la folata dei prezzi energetici e la <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-alle-stelle-scorte-di-gas-ai-minimi-tempesta-perfetta-per-leuropa.html">difficoltà di tutti gli operatori a ricostruire le scorte prima dell&#8217;inverno</a> e abbiamo il problematico quadro della situazione.</p>
<p>Terzo punto è la natura litigiosa sul fronte energetico delle relazioni interne al governo tedesco. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/spd-chi-sono-i-socialdemocratici-tedeschi.html">Il premier</a> socialdemocratico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html">Scholz</a> è a favore del Nord Stream 2 e di un appeasment con Mosca; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/annalena-baerbock-annalena-baerbock-chi-e-la-leader-dei-verdi-tedeschi.html">la Baerbock,</a> leader dei Verdi e titolare degli Esteri, ne ha chiesto più volte lo stop; Habeck ha in quest&#8217;ottica mediato sottolineando che Nord Stream 2 aumenterebbe <a href="https://www.nova.news/germania-ministro-economia-habeck-necessario-ridurre-dipendenza-da-gas-russo/">la <strong>dipendenza energetica dalla Russia </strong>ma</a> col suo dicastero ha dovuto ammettere che la crisi delle scorte, in una fase che vede la transizione verso rinnovabili e idrogeno ancora all&#8217;inizio, è un problema per l&#8217;economia tedesca a trazione industriale. Contrappasso non da poco per un partito che ha fatto del no a gas, a lungo, la sua stella polare.</p>
<p>Il concreto realismo, non privo di momenti di ostentato cinismo geostrategico, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">della Merkel</a> sembra essere venuto meno e con esso la capacità della Germania di incidere sullo scenario orientale. La visita riparatrice di Scholz a Washington non è servita a aumentare le carte nella mano di Berlino, almeno per ora, dato che una sostituzione del gas russo con i<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-significato-della-visita-di-scholz-a-washington.html">l ben più costoso gas naturale liquefatto <em>made in Usa </em>non è all&#8217;ordine del giorno nella strategia tedesca.</a> Aggiungiamo a ciò il pasticcio della tassonomia europea sulla sostenibilità, che vede la Germania a favore assieme all&#8217;Italia dell&#8217;inserimento del gas tra le fonti abilitanti per la transizione ma impegnata nella querelle <a href="https://www.startmag.it/energia/unione-europea-gazprom-yamal/">con la Francia per la presenza del nucleare al suo interno, e il quadro è completo. </a>La Germania si trova, in quest&#8217;ottica, centrale in Europa per i motivi sbagliati: può essere la grande perdente dell&#8217;intersezione tra la crisi energetica in atto e la tempesta geopolitica, ed è centrale in un&#8217;Ue al centro del mirino di questo braccio di ferro in cui i Paesi del Vecchio Continente hanno, una volta di più, tutte le armi spuntate.</p>
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		<title>La tattica tedesca: cosa nascondono le mosse di Scholz sul nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-tattica-tedesca-cosa-nascondono-le-mosse-di-scholz-sul-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La bozza della Commissione europea in cui inseriscono energia nucleare e gas nella tassonomia delle fonti &#8220;pulite&#8221; spacca l&#8217;Europa ma diventa anche il primo grande banco di prova del governo tedesco guidato da Olaf Scholz. La Germania ha da tempo avviato una profonda rimodulazione della propria infrastruttura energetica, puntando su un graduale abbandono dell&#8217;atomo. E &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-tattica-tedesca-cosa-nascondono-le-mosse-di-scholz-sul-nucleare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-tattica-tedesca-cosa-nascondono-le-mosse-di-scholz-sul-nucleare.html">La tattica tedesca: cosa nascondono le mosse di Scholz sul nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104121023653_3fa0365170e2b38af6a3070b4e934ef9-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La bozza della <strong>Commissione europea</strong> in cui inseriscono energia <strong>nucleare</strong> e gas nella tassonomia delle fonti &#8220;pulite&#8221; spacca l&#8217;Europa ma diventa anche il primo grande banco di prova del governo tedesco guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html">Olaf Scholz</a>.</p>
<p>La Germania ha da tempo avviato una profonda rimodulazione della propria infrastruttura energetica, puntando su un graduale abbandono dell&#8217;atomo. E la nascita della cosiddetta <strong>coalizione &#8220;semaforo&#8221;</strong>, in cui governano i Verdi insieme a liberali e socialdemocratici, doveva essere in questo senso la certificazione della definitiva svolta &#8220;green&#8221; e un segnale per tutto il Vecchio Continente. Una rotta intrapresa non solo per la forte presa di idee ambientalista all&#8217;interno dell&#8217;elettorato tedesco &#8211; come confermato anche dai risultati dei <em>Grünen</em> &#8211; ma anche da precise scelte di politica industriale e internazionale. E che sembrava dover rimanere solida anche all&#8217;interno del consesso europeo.</p>
<h2>La Germania pronta alla retromarcia?</h2>
<p>Le cose però sembrano andare in un modo diverso. E il nuovo governo Scholz si trova a dover fronteggiare una partita complessa, che riguarda non solo i rapporti politici interni, <a href="https://it.insideover.com/politica/energia-gas-gasdotti-europa-sfida.html">ma soprattutto il quadro europeo e internazionale</a>.</p>
<p>Dalla maggioranza di governo, infatti, non sembra esserci quell&#8217;unità di intenti dichiarato nelle prime ore dopo l&#8217;uscita della &#8220;tassonomia&#8221; europea. I ministri Verdi, come da programma, hanno condannato la scelta di Bruxelles di inserire <a href="https://it.insideover.com/energia/nucleare-gas-inflazione-il-grande-gioco-europeo-dellenergia.html">le fonti nucleari come &#8220;pulite&#8221;</a>, ma, come riferisce il quotidiano <em>Frankfurter Allgemeine Zeitung</em>, la ministra dell&#8217;Ambiente <strong>Steffi Lemke</strong> ha confessato che le possibilità che Berlino riesca a far modificare la proposta della Commissione sono &#8220;scarse&#8221;. &#8220;Il cancelliere Scholz ha chiarito che dal nostro punto di vista, dal punto di vista dell&#8217;esecutivo tedesco, l&#8217;energia nucleare non è un investimento sostenibile&#8221;, ha detto Lemke, ma l&#8217;impressione da Berlino è che non ci sia una maggioranza tale da rendere possibile la modifica della bozza. E, <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/01/04/news/nucleare_la_germania_fa_retromarica_non_fara_ricorso_contro_la_decisione_ue_di_inserirlo_tra_le_energie_pulite-332600760/?ref=RHTP-BH-I322793271-P2-S1-T1">come scrive <em>Repubblica</em></a>, il portavoce del governo, <strong>Steffen Hebestreit</strong>, ha già chiarito che l&#8217;esecutivo non farà alcun tipo di ricorso contro la proposta della Commissione europea.</p>
<h2>Evitare lo scontro con Parigi</h2>
<p>La <strong>possibile retromarcia tedesca</strong> parte probabilmente da alcuni presupposti tattici che si intrecciano tra di loro. Innanzitutto la Germania, <a href="https://www.faz.net/aktuell/politik/inland/eu-und-atomkraft-habeck-und-lemke-protestieren-17713751.html">come riportato da <em>Faz</em></a>, sapeva della scelta dell&#8217;Ue di sdoganare l&#8217;atomo come energia pulita. La proposta, ripetono da Berlino, era nota da tempo ed era stata discussa in sede europea. Quindi ora sarebbe difficile ripensarci né è possibile trattarla come un fulmine a ciel sereno.</p>
<p>Inoltre, Berlino in questo momento non avrebbe la forza numerica né di leadership per modificare quella proposta. Scholz è appena subentrato ad Angela Merkel, e questo non gli permette di avere quella caratura internazionale tale da convogliare su di se un fronte abbastanza compatto da smuovere la Commissione. Attualmente i più netti contro la proposta per il nucleare sono stati, oltre alla Germania, Austria, Danimarca, Lussemburgo e Spagna, che avevano già mostrato a Bruxelles il loro rifiuto nel considerare questa fonte tra quelle che potrebbero ricevere aiuti europei. <a href="https://www.abc.es/espana/abci-sanchez-pega-scholz-para-no-perder-peso-ante-debate-nuclear-y-reglas-fiscales-202201040108_noticia.html">Ma a parte la fedeltà di Pedro Sanchez</a>, unico leader socialista di peso al pari di Scholz in Ue, gli altri governi appaiono troppo deboli o poco incisivi per portare avanti questa battaglia.</p>
<p>A questo si aggiunge poi un altro tema: la Francia. <strong>L&#8217;asse franco-tedesco</strong> è una delle chiavi per comprendere l&#8217;attuale fisionomia europea. <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> avvia il suo semestre alla presidenza dell&#8217;Ue e dalla Germania non vogliono creare dissapori con un leader che si è mostrato molto legato all&#8217;alleanza con il vicino tedesco. Parigi guida gli Stati Ue che sostengono la necessità di un aiuto anche sul fronte nucleare. E Berlino non può sganciarsi dalla partnership franco-tedesca in un momento in cui l&#8217;Eliseo, se Macron vincerà nuovamente le elezioni di aprile, potrebbe diventare il vero centro politico dell&#8217;Unione europea.</p>
<h2>Il nodo del gas russo</h2>
<p>Inoltre, evitare uno scontro con la Francia potrebbe anche essere utile, per la Germania, per cercare di strappare una posizione meno rigida nei confronti della <strong>Russia</strong>. Russia che in questo momento si traduce con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/limportanza-gasdotto-nord-stream-due.html">Nord Stream 2</a>. Se infatti Berlino aveva posto il suo &#8220;no&#8221; al nucleare nella nuova tassonomia europea, altrettanto non era stato fatto per il gas naturale. E se per la Francia è fondamentale l&#8217;atomo nella diversificazione delle fonti energetiche, così è il <strong>gas</strong> per la Germania.</p>
<p>La questione è talmente importante che, <a href="https://www.bild.de/bild-plus/politik/inland/politik-inland/kanzler-gegen-gruene-und-eu-scholz-macht-russlandpolitik-zur-chefsache-78702006,view=conversionToLogin.bild.html">secondo il quotidiano tedesco <em>Bild</em></a> (e riportato da <em>Nova</em>), il cancelliere Scholz avrebbe addirittura espresso la volontà di prendere in mano lui direttamente la questione dei rapporti con la Russia, con l&#8217;idea di incontrare prossimamente anche Vladimir Putin.</p>
<p>L&#8217;indiscrezione avrebbe un significato molto chiaro nelle scelte della nuova Germania a guida &#8220;semaforo&#8221;, perché di fatto significherebbe escludere i Verdi, tra cui vi è anche il ministro degli Esteri, <strong>Annalena Baerbock</strong>, dalla politica con il gigante eurasiatico: e il partito ecologista è sempre apparso come il più critico nei confronti del Cremlino. I <em>Grünen </em>non hanno mai apprezzato la scelta di blindare i rapporti bilaterali con la Russia attraverso il gasdotto Nord Stream 2, ma Scholz, figlio di quella <em>Ostpolitik</em> tipica dello SpD, sembra voler dare un&#8217;impronta positiva anche ai rapporti con la Federazione Russa.</p>
<p>Se per Berlino è essenziale attivare quel gasdotto, allora evitare di avere contro la Francia &#8211; leader in Ue ma anche membro permanente del Consiglio di Sicurezza Onu &#8211; e le forze non contrarie a questa bozza della Commissione (a partire dall&#8217;Unione stessa fino all&#8217;Italia) può sicuramente essere d&#8217;aiuto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-tattica-tedesca-cosa-nascondono-le-mosse-di-scholz-sul-nucleare.html">La tattica tedesca: cosa nascondono le mosse di Scholz sul nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Altri ritardi per il North Stream 2 e il prezzo del gas schizza alle stelle</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/altri-ritardi-per-il-north-stream-2-e-il-prezzo-del-gas-schizza-alle-stelle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 07:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1233" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-1536x986.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-2048x1315.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra Mosca, Berlino e Washington (con Bruxelles ferma sull’uscio) si sta giocando una partita sottile quanto micidiale. Nodo del contendere il super gasdotto North Stream 2, un serpentone di 1290 chilometri che si allunga sotto il Baltico collegando la Russia (Ust-Luga) alla Germania (Greifswald). Un mega impianto capace a regime di trasportare in Europa 55 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/altri-ritardi-per-il-north-stream-2-e-il-prezzo-del-gas-schizza-alle-stelle.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1233" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-1536x986.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/11503789_large-2048x1315.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra Mosca, Berlino e Washington (con Bruxelles ferma sull’uscio) si sta giocando una partita sottile quanto micidiale. Nodo del contendere il super gasdotto <strong>North Stream 2</strong>, un serpentone di 1290 chilometri che si allunga sotto il Baltico collegando la <strong>Russia</strong> (Ust-Luga) alla <strong>Germania</strong> (Greifswald). Un mega impianto capace a regime di trasportare in Europa 55 miliardi di metri cubi annui di prezioso gas siberiano. Completato, dopo innumerevoli traversie, lo scorso 10 settembre è parzialmente operativo dal 18 ottobre. Gasprom ha annunciato che prima linea è stata riempita con 177 milioni di metri cubi di gas ed entro il primo novembre gli impianti di stoccaggio russi saranno riempiti. Tutto bene? Non proprio.</p>
<h2>Il braccio di ferro con gli Usa</h2>
<p>Andiamo per ordine. Per Washington, prima con Trump e oggi con Biden, l’obiettivo è stato contenere la “morsa” energetica putiniana sull’Europa come confermato quest’inverno dal portavoce del dipartimento di Stato statunitense <strong>Ned Price</strong>: &#8220;Il Nord Stream 2 e la seconda linea del TurkStream (il gasdotto russo-turco) sono progettati per aumentare l’influenza della Russia sui nostri alleati e partner e minano la sicurezza transatlantica&#8221;. Da qui negli anni le pesanti sanzioni alle società occidentali coinvolte nella costruzione del gigantesco impianto, le continue pressioni sul Parlamento europeo e il pieno sostegno all’alleata <strong>Ucraina</strong>, tradizionale paese di transito per il gas russo. Kiev infatti non solo teme di essere bypassata dalla nuova linea baltica, perdendo così un reddito annuo di 7 miliardi di euro in tasse di passaggio, ma soprattutto rischia di ritrovarsi pericolosamente esposta ad un aumento di interruzioni energetiche da parte di Mosca.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-316806" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/nord-stream-germania-russia-1024x954.png" alt="nord stream germania russia" width="1024" height="954" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/nord-stream-germania-russia-1024x954.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/nord-stream-germania-russia-300x279.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/nord-stream-germania-russia-768x715.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/nord-stream-germania-russia-1536x1431.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/nord-stream-germania-russia.png 1969w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Minacce e intrighi che non hanno però intimorito frau Merkel che ha saputo rassicurare gli investitori del costosissimo progetto (circa nove miliardi di euro) e destreggiarsi con abilità tra la Casa Bianca e il Cremlino. Un esercizio di grande politica. Per l’ex cancelliera (come per i i suoi alleati socialdemocratici) il NS2 era ed è la pietra angolare del molto ambizioso piano energetico tedesco teso a superare la dipendenza dal carbone e dal nucleare. Un disegno che contempla (altro dispiacere a Washington) una stretta collaborazione russo-tedesca, proprio grazie al Nord Stream 2, nel campo dell’energia da idrogeno.</p>
<p>Da qui il continuo, cocciuto lavorio diplomatico della signora conclusosi con una vittoria parziale ma significativa. A sorpresa lo scorso 16 giugno Biden ha dovuto annunciare di voler scongelare le sanzioni trumpiane contro il gasdotto. &#8220;Mi sono opposto sin dall’inizio&#8221;, ha  sostenuto l’inquilino della Casa Bianca, &#8220;ma quando sono entrato in carica era quasi finito. Andare avanti sarebbe controproducente per le nostre relazioni con gli europei. Spero di poter lavorare con loro su come gestire la cosa da questo punto in avanti&#8221;. In cambio gli statunitensi hanno preteso da Berlino investimenti in Ucraina e si sono riservati il diritto di sanzionare russi e tedeschi nel caso Mosca utilizzi il raddoppio del gasdotto come leva di influenza nei confronti del continente europeo.</p>
<h2>L&#8217;intoppo burocratico</h2>
<p>Ora tocca alla Germania, ancora senza governo, e le cose si fanno nuovamente intricate: l’agenzia federale per le reti, la Bundesnetzagentur, ha rilevato un problema riguardo alla forma giuridica. Poiché le direttive europee impongono la separazione tra la gestione della rete e la distribuzione del gas, la pratica resterà ferma fino a quando la filiale costituita per gestione del segmento tedesco del gasdotto non completerà il trasferimento dei principali beni e delle risorse umane dalla società titolare del progetto, la Nord Stream 2 AG (controllata della russa Gazprom). Ma non è finita. Una volta terminato l’iter, la procedura passerà sui tavoli della Commissione europea per l’ultimo passaggio giuridico. Tempi previsti (salvo sorprese) quattro mesi. Dopodiché, il tutto tornerà alla Bundesnetzagentur che si è data altri due mesi per la definitiva (?) certificazione.</p>
<p>Risultato? L’ennesimo ritardo ha agitato sommamente i mercati: il prezzo di riferimento per l&#8217;Europa, fissato dal contratto dell&#8217;hub olandese TTF, è balzato dell&#8217;11 per cento e va verso i 90 euro/MWh, il massimo nelle ultime tre settimane. La telenovela del gas continua e a Washington (e a Kiev) qualcuno si sfrega le mani.</p>
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		<title>La pandemia può alterare le politiche energetiche europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-pandemia-puo-alterare-le-politiche-energetiche-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 10:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[Tap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ga russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia di Covid-19 avrà pesanti ricadute sulla stabilità dell&#8217;economia globale, potrebbe alterare la pianificazione delle politiche energetiche del Vecchio Continente. Sullo sfondo (e nemmeno tanto lontani) ci sono Il Gasdotto Trans-Adriatico (Tap), ultima tratta del Corridoio Meridionale del Gas proveniente dall&#8217;Azerbaigian e diretto in Italia e North Stream 2, che affiancherà l&#8217;originario North Stream &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-pandemia-puo-alterare-le-politiche-energetiche-europee.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ga russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gas-russia-gasdotto-La-Presse-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La pandemia di Covid-19 avrà pesanti ricadute sulla stabilità dell&#8217;economia globale, potrebbe alterare la pianificazione delle <strong>politiche energetiche</strong> del Vecchio Continente. Sullo sfondo (e nemmeno tanto lontani) ci sono Il Gasdotto Trans-Adriatico (Tap), ultima tratta del Corridoio Meridionale del Gas proveniente dall&#8217;Azerbaigian e diretto in Italia e North Stream 2, che affiancherà l&#8217;originario North Stream nel trasportare il gas naturale dalla Federazione Russa verso la Germania. Le due infrastrutture strategiche dovrebbero divenire operative entro la fine del 2020 ed il loro rilievo non è in discussione:<strong> il Tap</strong> favorirà un aumento nella sicurezza degli approvvigionamenti da parte dell&#8217;Italia e del resto dell&#8217;Europa meridionale, sinora eccessivamente dipendenti da altre tratte di importazione mentre <strong>North Stream 2</strong> soddisfa le proiezioni strategiche di Mosca.</p>
<h2>Il futuro energetico</h2>
<p>L&#8217;emergenza potrebbe ridisegnare i fabbisogni energetici europei e portare ad una vera e propria<strong> svolta Green</strong> che tenda a privilegiare l&#8217;uso di energie rinnovabili non inquinanti. Un percorso che necessità di tempo per svilupparsi e che potrebbe minacciare le posizioni di rendita degli esportatori, come la Federazione Russa. Una maggiore efficienza energetica e l&#8217;uso delle rinnovabili ridurrà la domanda di gas sui mercati del Vecchio Continente: un trend peraltro già in atto prima della pandemia . L&#8217;Agenzia Federale Tedesca, nel suo <a href="https://www.euractiv.com/section/energy/news/german-court-rejects-last-claim-against-nord-stream-2/">piano decennale</a> di sviluppo della rete del gas 2018-2028, aveva preventivato una riduzione della domanda compresa tra l&#8217;11 ed il 22 per cento. Non sono mancate, poi, le <strong>riserve politiche</strong> che hanno accompagnato North Stream 2: il Parlamento Europeo ritiene che quest&#8217;infrastruttura accresca la dipendenza dell&#8217;Unione dal gas russo, minacci il mercato interno e non sia in linea con la politica energetica comunitaria. L&#8217;amministrazione Trump ha sostenuto che North Stream 2 darà alla Russia un&#8217;influenza eccessiva sulla sicurezza e sulle questioni economiche dell&#8217;Europa Occidentale.</p>
<h2>Il ruolo dell&#8217;Ucraina</h2>
<p><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/nord-stream-2-traguardo-si-complicano-negoziati-gas-russia-e-ucraina-ACoxmdv">Complesse questioni geopolitiche</a> hanno reso particolarmente controverso il North Stream 2: la compagnia russa <strong>Gazprom</strong>, mediante questa infrastruttura, raddoppierà la quantità di gas inviato in Europa tagliando di fatto fuori <strong>l&#8217;Ucraina</strong>. I gasdotti esistenti partono dalla Federazione Russa ed attraversano il territorio ucraino per poi giungere nel resto d&#8217;Europa: Kiev, che ha cessato di importare gas russo dal 2015, guadagna circa tre miliardi di dollari l&#8217;anno in diritti di transito e teme che queste somme vengano decurtate in seguito al completamento di North Stream 2. Un accordo raggiunto in extremis con la Federazione Russa ha garantito la continuità del transito del gas attraverso le infrastrutture di Kiev: una svolta che ha quietato gli animi ma che non rende meno incerto il futuro. La stabilità dell&#8217;Ucraina è infatti legata al conflitto nel Donbass: Kiev vorrebbe porre fine alla guerra ma l&#8217;obiettivo è ancora lontano dall&#8217;essere raggiunto. L&#8217;economia del Paese, già tra i più poveri d&#8217;Europa, è destinata a subire gli effetti recessivi del Covid-19 che, con tutta probabilità, renderà ancora più vulnerabili ed esposte fasce sempre più ampie della popolazione locale.</p>
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		<title>Russia ed Ucraina potrebbero accordarsi sulla questione gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/russia-ed-ucraina-potrebbero-accordarsi-sulla-questione-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 05:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[guerra nel Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Turk Stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1458" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vertice a Parigi su Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664.jpg 1458w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1458px) 100vw, 1458px" /></p>
<p>L&#8217;incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky non si è limitato a produrre passi in avanti sulla risoluzione del conflitto nel Donbass, con l&#8217;accordo sullo scambio di prigionieri e un cessate il fuoco tra l&#8217;esercito di Kiev ed i ribelli separatisti, ma potrebbe anche essere stato propedeutico a sbloccare la questione del gas russo. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-ed-ucraina-potrebbero-accordarsi-sulla-questione-gas.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-ed-ucraina-potrebbero-accordarsi-sulla-questione-gas.html">Russia ed Ucraina potrebbero accordarsi sulla questione gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1458" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vertice a Parigi su Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664.jpg 1458w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Incontro-su-Ucraina-con-Putin-e-Zelensky-Macron-e-Merkel-Getty-e1576003677664-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1458px) 100vw, 1458px" /></p><p>L&#8217;incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky non si è limitato a <a href="https://www.unian.info/economics/10787546-ukraine-has-chance-of-signing-new-gas-transit-deal-with-russia-on-better-terms-zelensky-says.html">produrre</a> passi in avanti sulla risoluzione del conflitto nel Donbass, con l&#8217;accordo sullo scambio di prigionieri e un cessate il fuoco tra l&#8217;esercito di Kiev ed i ribelli separatisti, ma potrebbe anche essere stato propedeutico a sbloccare la <a href="https://it.insideover.com/economia/il-gas-russo-continua-a-dividere-mosca-e-kiev.html">questione</a> del <strong>gas russo.</strong> Il contratto di <strong>transito</strong> decennale, siglato tra Ucraina e Russia, è in scadenza all&#8217;inizio del 2020 ed è interesse di Kiev che venga rinnovato anche perché, in caso contrario, Mosca potrà minimizzare il passaggio dei proprio idrocarburi dai gasdotti ucraini. Zelensky ha riferito che, malgrado non si possa ancora parlare di un accordo tra le parti, è sicuro che un&#8217;intesa potrà essere siglata in termini migliori di quanto discusso sinora tra i rappresentanti delle due nazioni, che si sono incontrati poche volte e senza particolare successo.</p>
<h2>Il problema è anche politico</h2>
<p>Il presidente ucraino ha aggiunto che intende negoziare un <strong>nuovo contratto</strong> della durata di dieci anni mentre Mosca ne vorrebbe uno di un solo anno e che quindi andrà trovato un compromesso nel mezzo. La <a href="https://www.uawire.org/ukraine-willing-to-accept-gas-in-lieu-of-gazprom-s-3-billion-debt">compagnia</a> statale russa Gazprom, inoltre, è debitrice di tre miliardi di dollari all&#8217;omologa ucraina <strong>Naftogaz</strong>, come stabilito da una decisione dell&#8217;Istituto per l&#8217;Arbitrato di Stoccolma e Zelensky ha detto che Gazprom potrà pagare questo debito proprio con la fornitura di idrocarburi.</p>
<p>La vicenda energetica è, chiaramente, anche influenzata da una serie fattori politici: Mosca non ha alcun interesse, in questo momento, a servirsi del territorio e dei gasdotti ucraini per far transitare il gas verso l&#8217;Europa ed anzi, pur di non favorire lo Stato rivale, si servirà delle condutture di North Stream 2 e Turk Stream, che bypassano Kiev, per far giungere le risorse energetiche in Europa. Un riavvicinamento tra Russia ed Ucraina, però, potrebbe cambiare parzialmente le carte in tavola ed evitare uno scontro frontale sul tema gas.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il <strong>futuro delle relazioni</strong> tra le parti appare, in questo momento, più roseo rispetto ad alcuni mesi fa. L&#8217;elezione di Volodymyr Zelensky alla presidenza dell&#8217;Ucraina, infatti, ha prodotto importanti segnali di distensione con il Cremlino che hanno portato, in definitiva, ad un rasserenamento dei rapporti bilaterali. I contrasti di fondo, però, sono ancora presenti: la Russia teme l&#8217;avvicinamento di Kiev ad Unione Europea e Nato mentre l&#8217;Ucraina continua a ritenere Mosca una minaccia strategica e militare. Serviranno ulteriori ricuciture e nuove fasi di dialogo per voltare veramente pagina e produrre effetti significativi tra le due capitali. Zelensky, in ogni caso, non ha mai nascosto la sua volontà di voler porre fine al conflitto nel Donbass e si sta muovendo con decisione in questa direzione. L&#8217;economia ucraina ha bisogno di ossigeno e di crescita e ciò potrà avvenire solamente con una pacificazione nazionale che stabilizzi la situazione politica interna e possa favorire un ritorno degli investitori internazionali. Per raggiungere questi obiettivi, però, sarà indispensabile che anche il Cremlino mostri buona volontà e decida di mediare attivamente tra Kiev ed i ribelli separatisti, presenti in una parte degli oblast di Donetsk e Luhansk.</p>
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		<title>Il gasdotto North Stream 2 nel Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotto North Stream-2]]></category>
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