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	<title>Fincantieri Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 May 2026 15:11:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Fincantieri Archives - InsideOver</title>
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		<title>RIMPAC e Pacific Dragon, con il &#8220;Bande Nere&#8221; la marina italiana torna nell&#8217;Indo-Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 04:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Pattugliatori Polivalenti d'Altura (Ppa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1536x1075.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-600x420.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il "Bande Nere" è salpato alla volta dell'Indo-Pacifico per partecipare a importanti esercitazioni e allargare il raggio d'azione della diplomazia navale italiana</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html">RIMPAC e Pacific Dragon, con il &#8220;Bande Nere&#8221; la marina italiana torna nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-1536x1075.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Nave-delle-Bande-Nere-600x420.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 3 maggio, il Multi-purpose Combat Ship (già noti come PPA – Pattugliatori Polivalenti d&#8217;Altura) “<strong>Giovanni dalle Bande Nere</strong>” della Marina Militare italiana è salpato alla volta dell<strong>&#8216;Indo-Pacifico</strong> dal porto di Taranto. La missione dovrebbe durare circa sei mesi e porterà l&#8217;unità a fare scalo in una dozzina di porti in circa dieci nazioni, col culmine nel Pacifico dove il “Bande Nere” parteciperà a due importanti esercitazioni congiunte che si terranno questa estate: <strong>RIMPAC</strong> e <strong>Pacific Dragon</strong>. Lungo la rotta di andata, la nave effettuerà visite di cortesia in Egitto e Sri Lanka, per poi dirigersi verso Guam – sede di un&#8217;importante base aeronavale USA nel Pacifico Occidentale – e poi verso le Hawaii, per unirsi alle unità navali di altre nazioni che parteciperanno a RIMPAC 2026 e Pacific Dragon, quest&#8217;ultima un&#8217;esercitazione multilaterale incentrata sulla difesa da missili balistici (BMD – <em>Ballistic Missile Defense</em>).</p>



<p>RIMPAC è la più grande esercitazione navale del mondo, e si tiene con cadenza biennale (come Pacific Dragon) in un vasto tratto di mare in prossimità delle Hawaii. L&#8217;edizione del 2024 ha visto la partecipazione di personale proveniente da 29 Paesi ma soprattutto si ricorda per la presenza del MPCS “Raimondo Montecuccoli”, <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-la-prima-volta-una-nave-della-marina-militare-partecipera-allesercitazione-rimpac-nel-pacifico.html">facendo registrare la prima volta in assoluto per un&#8217;unità della Marina Militare</a>. L’esercitazione simula un conflitto multi-dominio in una serie di scenari: dalla guerra antisommergibile, alla guerra di superficie, agli sbarchi anfibi sino ala difesa del gruppo d’attacco di portaerei. Pacific Dragon invece di solito inizia dopo la fase in mare di RIMPAC, svolgendosi similmente intorno alle isole Hawaii,,e le navi che hanno partecipato alla RIMPAC di solito rimangono per prendere parte alla Pacific Dragon. <a href="https://news.usni.org/2024/08/19/u-s-allies-partner-for-bmd-exercise-russian-and-chinese-ships-sail-near-japan">Così è stato anche per il “Raimondo Montecuccoli” nel 2024</a>, durante la sua lunga missione che lo ha portato ad attraversare il Canale di Panama e procedere, via Hawaii, per i mari del Sudest Asiatico dopo aver toccato il Giappone. </p>



<p>Quest&#8217;anno, il “Bande Nere”, dopo le due importanti esercitazioni, procederà verso il <strong>Giappone </strong>– dove è atteso al porto di Yokosuka sede della Settima Flotta USA – il <strong>Vietnam </strong>al porto di Ho Chi Minh City (già Saigon) e verso <strong>Thailandia, Indonesia e Malesia</strong>. Dopo le visite nel Sudest Asiatico, il “Bande Nere” tornerà ancora in Sri Lanka per fare rotta su Suez, fermandosi in Giordania (al porto di Aqaba) per poi rientrare nel Mediterraneo, dove è atteso verso novembre. </p>



<p>La missione del “Montecuccoli”, oltre ad aver portato preziosa esperienza alla Marina Militare durante le esercitazioni multilaterali, ha <strong>sviluppato rapporti diplomatici</strong> messi a frutto nei due anni successivi: l&#8217;Indonesia, ad esempio, ha acquistato due MPCS costruiti da Fincantieri e ha ordinato anche i velivoli da addestramento avanzato di <a href="https://it.insideover.com/difesa/lindonesia-si-muove-verso-lacquisizione-degli-m-346f-di-leonardo.html">Leonardo M-346</a>, e vedrà presto la cessione a titolo gratuito di nave “Garibaldi”, ormai obsoleta per le esigenze della nostra Marina Militare. </p>



<p>Il “Montecuccoli” è un MPCS in versione <strong><a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2023/10/italian-navy-received-its-first-ppa-light-plus/">Light +</a></strong>, configurazione che offre un sistema di difesa aerea di nuova generazione, capacità di guerra elettronica e di comando e controllo potenziate per far fronte alle minacce aeree e di superficie presenti e future, mantenendo al contempo tutte le capacità di guerra antinave e antiaerea offerte dall&#8217;armamento installato sulle due unità PPA Light già in servizio (“Thaon di Revel” e “Francesco Morosini”). Il “Bande Nere”, invece, è in configurazione <strong>Full Combat</strong> che rispetto alla Light + include un sistema d&#8217;arma e di combattimento completo. Le capacità principali comprendono il radar a dual band avanzato di Leonardo con otto array AESA fissi, il sistema missilistico di difesa aerea SAAM ESD di MBDA Italia, sistemi di lancio verticale (VLS) per missili Aster, incluso il futuro Aster 30 Block 1NT con capacità di difesa contro i missili balistici, e sistemi avanzati di guerra elettronica, sensori elettro-ottici, sistemi antisommergibile e il sistema di gestione del combattimento SADOC 4. </p>



<p>Dei sette MPCS ordinati, quattro sono già stati consegnati alla Marina Militare e i primi tre (“Thaon di Revel”, “Morosini” e “Montecuccoli”) <a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-news/sea/italy-to-upgrade-all-ppa-vessels-to-full-combat-configuration">saranno aggiornati alla configurazione <em>Full Combat</em></a>. Tre MPCS devono ancora essere consegnati: il “Domenico Millelire” costruito in configurazione <em>Full </em>dovrebbe essere consegnato quest&#8217;anno e le altre due unità previste, ancora senza nome, seguiranno la stessa sorte. La Marina Militare ha infatti deciso di portare tutti e sette gli MPCS alla configurazione completa, con un lavoro di retrofit reso possibile dalla modularità by design di queste unità navali. OCCAR prevede che il costo dell&#8217;operazione sia di <strong>392 milioni di euro</strong> e ha anche dichiarato che le modifiche prevedono l&#8217;installazione di <strong>nuove capacità di difesa informatica</strong> non specificate nonché l&#8217;acquisizione di veicoli a comando remoto (ROV) e veicoli sottomarini senza equipaggio (UUV). </p>



<p>Negli ultimi anni, le missioni navali italiane nell&#8217;Indo-Pacifico sono diventate sempre più frequenti, a testimonianza della crescente attenzione del nostro Paese verso quella regione, in un contesto di crescente competizione geopolitica e preoccupazioni per la sicurezza marittima. <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-italia-indo-pacifico.html">Come detto in tempi non sospetti da queste colonne</a>, la sicurezza degli approvvigionamenti nazionali passa anche, per una quota non indifferente, dai mari del Pacifico Occidentale pertanto è di vitale importanza che le linee di navigazione restino aperte e che si stabiliscano relazioni solide con Paesi <em>like minded</em> di quella regione del globo. Secondo le informazioni diffuse nei giorni scorsi, la campagna mira a rafforzare le capacità operative, intensificare la cooperazione con le marine dei Paesi partner e garantire una presenza marittima italiana qualificata in un&#8217;area considerata strategicamente cruciale per il commercio e la sicurezza globali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html">RIMPAC e Pacific Dragon, con il &#8220;Bande Nere&#8221; la marina italiana torna nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia regina dell&#8217;export di armi, Leonardo e Fincantieri in prima linea anche per gli anni futuri</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/litalia-regina-dellexport-di-armi-leonardo-e-fincantieri-in-prima-linea-anche-per-gli-anni-futuri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:44:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1019" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-1024x543.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-1536x815.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-600x318.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Sipri certifica che l'Italia è il Paese che ha più espanso il business nel mercato mondiale delle armi nel quinquennio 2021-2025.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-regina-dellexport-di-armi-leonardo-e-fincantieri-in-prima-linea-anche-per-gli-anni-futuri.html">L&#8217;Italia regina dell&#8217;export di armi, Leonardo e Fincantieri in prima linea anche per gli anni futuri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;Italia è il Paese che ha maggiormente espanso il suo business nel mercato mondiale degli armamenti nel quinquennio 2021-2025 rispetto ai cinque anni precedenti, secondo i dati dello <em>Stockholm International Peace Research Institute </em>(Sipri) che ogni anno monitora il mercato globale dei sistemi d&#8217;arma. La crescita del <strong>157% tra i due periodi considerati </strong>è sovraperformante su tutti gli altri primi 10 esportatori globali, supera di quasi tre volte quella israeliana (+56%) e stacca Usa (+27%), Corea del Sud (+24%) e Francia (+21%).</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Arms exports by 🇮🇹Italy increased by 157%, pushing it from the tenth largest exporter in 2016–20 to the sixth largest in 2021–25.<br><br>Latest SIPRI data ➡️ <a href="https://t.co/EyWRs33cxJ">https://t.co/EyWRs33cxJ</a><a href="https://twitter.com/hashtag/ArmsTransfers?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ArmsTransfers</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/GlobalArmsTrade?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#GlobalArmsTrade</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/ArmsData?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ArmsData</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/SIPRIData?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#SIPRIData</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Peace?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Peace</a> <a href="https://t.co/T9uTdhFcK2">pic.twitter.com/T9uTdhFcK2</a></p>&mdash; SIPRI (@SIPRIorg) <a href="https://twitter.com/SIPRIorg/status/2031279048509296996?ref_src=twsrc%5Etfw">March 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come cresce l&#8217;export di armi italiane</h2>



<p>&#8220;Il volume di <strong>armi di grandi dimensioni trasferite tra gli Stati è aumentato del 9,2% nel periodo 2021-2025</strong> rispetto al quinquennio precedente, il maggiore incremento dal periodo 2011-2015, secondo il Sipri&#8221;,<a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2026/03/09/european-nato-nations-reduce-reliance-on-us-arms-imports-sipri-data/"> nota Defense News. </a>L&#8217;incremento italiano, in quest&#8217;ottica, è fuori scala. I dati, va detto, contengono anche i trasferimenti d&#8217;armamento all&#8217;Ucraina in guerra contro la Federazione Russa dal 2022, ma va sottolineato che<strong> Roma sta costruendo un mercato sempre più attivo in termini di forniture.</strong> </p>



<p>Dal 2021 a oggi, l&#8217;Italia ha consegnato elicotteri AW-139 all&#8217;Australia, aerei addestratori M-346 a Polonia, Grecia, Qatar, pattugliatori navali all&#8217;Indonesia, cannoni navali, radar e munizionamento agli Emirati Arabi Uniti, missili superficie-aria al Pakistan e veicoli armati al Brasile, assieme a un&#8217;altra grande lista di ordini. </p>



<p>Dall&#8217;ordine di 12 Eurofighter Typhoon da parte del Bangladesh a quello di 388 veicoli trasporto truppe LMV del Brasile, per arrivare all&#8217;ordine indiano di siluri Black Shark (48 unità) sono molto <strong>numerose ed eterogenee</strong> le <a href="https://armstransfers.sipri.org/ArmsTransfer/TransferData/transferResults?logic=on">forniture tracciate dal Sipri, qui navigabili appieno.</a> Le autorizzazioni per la vendita all&#8217;estero nell&#8217;ultimo anno per cui i dati sono<a href="https://valori.it/armi-export-militare-italiano/#:~:text=7%2C94%20miliardi%20sono%20riferiti%20a%20esportazioni%20e,a%20importazioni%20(escluse%20le%20movimentazioni%20intra%2Dcomunitarie%20Ue/See)."> disponibili, il 2024, sono state pari a 7,6 miliardi di euro</a>, e già allora indicavano un aumento del 35,34%<a href="https://tinyurl.com/yurs2mmm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;rispetto al già corposo risultato dell&#8217;anno 2023</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Leonardo e Fincantieri, portafogli ordini in volo</h2>



<p>Per il 2026 è da immaginare un <strong>trend di ulteriore crescita</strong> se pensiamo che la principale major nazionale degli armamenti, Leonardo, ha in carico <strong>commesse per</strong><a href="https://www.corriere.it/economia/aziende/26_febbraio_25/leonardo-ricavi-a-19-5-miliardi-nel-2025-e-ordini-in-crescita-del-15-cingolani-obiettivi-raggiunti-ac676c7d-5a56-4306-842f-d649481acxlk.shtml"><strong> 23,8 miliardi di euro cresciute del 15% dal 2024 al 2025,</strong> </a>segno di autorizzazioni che hanno già fatto il proprio corso oltre che di programmi consolidati dagli anni precedenti e <strong>Fincantieri</strong> sottolinea la possibilità di 50-60 miliardi di <a href="https://www.milanofinanza.it/news/fincantieri-l-italia-costruira-piu-navi-militari-ecco-come-il-nuovo-piano-redistribuisce-i-carichi-di-202512162141373580">euro di nuovi ordini per navi entro il 2030 trainati dal boom globale delle spese per la Difesa.</a></p>



<p>L&#8217;Italia è il sesto esportatore di armamenti al mondo e, dato da sottolineare, ha un mercato privilegiato in<strong> Medio Oriente, regione che cattura il 59% delle esportazioni del quinquennio</strong>, seguito dal comparto Asia-Oceania (16%) e, solo dopo, dall&#8217;Europa (13%). Si capisce dunque con questi dati la spinta italiana a blindare il Golfo in questi giorni di guerra regionale, nella consapevolezza che dietro la tutela dei cieli e delle rotte di navigazione regionali ci siano anche importanti contratti per le major nazionali in Paesi come Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita. In parallelo, l&#8217;Italia con l&#8217;1% delle forniture è terzo partner militare di Israele dopo Usa e Germania. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il boom delle spese militari e&#8230; dell&#8217;insicurezza</h2>



<p>In prospettiva, peraltro, questo dato riflette un tema strutturale dell&#8217;industria della Difesa nazionale. Essa è sostanzialmente <strong>coperta nei flussi di cassa e nelle commesse dalle opportunità dell&#8217;export</strong>, che alimentano trend di crescita industriale e occupazione ma al contempo possono <strong>condizionare le linee produttive, mentre si pensa alla ristrutturazione delle forze armate nazionali</strong> ed europee e mentre l&#8217;aumento della spesa militare prevede di innalzare le commesse per armi antiaeree, capacità di attacco a lungo raggio, blindati, cantieristica navale <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-perche-il-gcap-e-la-soluzione-migliore-per-tutti.html">e progetti come il caccia di sesta generazione italo-nippo-britannico Gcap.</a> <strong>La &#8220;fame&#8221; per le armi italiane è peraltro più elevata</strong> in zone dall&#8217;instabilità congenita come quelle mediorientali.</p>



<p>Roma si trova di fronte al rischio di un circolo vizioso: <strong>l&#8217;industria militare alimenta occupazione e Pil ed è ritenuta prioritaria per la nuova sicurezza nazionale, ma parimenti l&#8217;export vola soprattutto in una regione in cui all&#8217;Italia servono stabilità, commerci regolari, ordine.</strong> E in cui, invece, il caos generalizzato mette a repentaglio le rotte energetiche e mercantili del Paese. E in cui un sovraccarico di armamenti sta causando rischi regionali notevoli in un&#8217;area magmatica, come l&#8217;attuale situazione della Terza guerra del Golfo conferma. Più armi in giro per il mondo, molto spesso, non vuol dire infatti più deterrenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-regina-dellexport-di-armi-leonardo-e-fincantieri-in-prima-linea-anche-per-gli-anni-futuri.html">L&#8217;Italia regina dell&#8217;export di armi, Leonardo e Fincantieri in prima linea anche per gli anni futuri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Varo tecnico per la nuova nave oceanografica della Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/varo-tecnico-per-la-nuova-nave-oceanografica-della-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 04:28:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Col varo della nuova nave idro oceanografica della Marina militare il nostro paese fa un passo avanti verso l'autonomia strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/varo-tecnico-per-la-nuova-nave-oceanografica-della-marina-militare.html">Varo tecnico per la nuova nave oceanografica della Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/nave-quirinale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Il 26 gennaio, presso il cantiere navale <strong>Fincantieri </strong>di Riva Trigoso, è avvenuta la cerimonia di varo tecnico della &#8220;Quirinale&#8221;, la nuova Nave Idro-Oceanografica Maggiore (NIOM) della <strong>Marina Militare</strong>. Lunga circa 110 metri e con un dislocamento di circa 6mila tonnellate, la nuova nave idro-oceanografica potrà imbarcare fino a 140 persone tra equipaggio e personale scientifico, ed è dotata di un sistema di propulsione elettrico a basse emissioni, idoneo anche alla navigazione in aree ambientalmente sensibili. </p>



<p><a href="https://www.fincantieri.com/it/newsroom/news-e-comunicati-stampa/2026/fincantieri-varata-la-nave-idro-oceanografica-maggiore-quirinale-della-marina-militare">Progettata </a>per operare in condizioni climatiche estreme, fino a <strong>temperature di -16°C</strong> (ma non come un rompighiaccio), l’unità dispone di strumentazioni scientifiche avanzate per rilievi idrografici, oceanografici e geofisici, ed è <strong>equipaggiata con un veicolo subacqueo autonomo (AUV) e di superficie (USV)</strong>. La dotazione tecnica comprende inoltre sistemi di sollevamento dedicati alle operazioni scientifiche e un sistema di posizionamento dinamico, che garantisce elevata precisione e stabilità durante le attività di ricerca. </p>



<p>La nave è stata progettata con la massima attenzione alla sostenibilità ambientale, adottando tecnologie per il contenimento delle emissioni, <strong>propulsione diesel-elettrica</strong>, forme di carena ottimizzate e materiali a basso impatto. Ulteriore attenzione è stata data al tema <em>Health&amp;Safety</em>, con soluzioni tecniche dedicate per garantire la sicurezza del personale durante la vita operativa della nave. L’unità è stata progettata per attività di <strong>mappatura e monitoraggio</strong> scientifico con capacità di effettuare rilievi sino a 10mila metri di profondità, e supporterà le iniziative dell’<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/listituto-idrografico-della-marina-il-cuore-scientifico-della-marina-militare.html">Istituto Idrografico</a></strong>, rafforzando le capacità di ricerca e sicurezza marittima nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il supporto alla comunità scientifica</h2>



<p>Da <a href="https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-operativo/mezzi/forze-navali/Pagine/quirinale.aspx">specifiche</a>, nave “Quirinale” è dotata anche di ponte di lavoro di circa 550 mq idoneo per ospitare <em>container</em> e attrezzature idro-oceanografiche, portale laterale per verricelli e carotatore; portale <em>A-frame</em> di poppa, una vasta suite di sensori in apposita appendice a scafo (gondola) e diversi ecoscandagli a fascio singolo o multiplo per tutte le profondità nonché di un ponte di volo poppiero in grado di ospitare un elicottero <strong>NH-90</strong>, o in emergenza un EH-101. In dotazione, avrà anche due imbarcazioni oceanografiche da circa 12 metri e due RHIB (<em>Rigid Hull Inflatable Boat</em>) da 7,33 metri. </p>



<p>Il programma è stato finanziato per 300 milioni di euro e la consegna alla Marina Militare è prevista per <strong>novembre del 2027</strong>. <a href="https://www.rid.it/shownews/7826/varata-la-nave-idro-oceanografica-quirinale">Interessante </a>la propulsione “tutta elettrica” tipo <em><strong>integrated full electric propulsion</strong></em> strutturata su quattro diesel generatori (frutto della collaborazione tra MAN e Isotta Fraschini) da 2,5 MW ciascuno che azionano 2 pod azimutali Kongsberg da circa 3 MW. In più, la nave è dotata di 2 propulsori ausiliari prodieri che permettono di avere capacità di posizionamento dinamico tipo <a href="https://www.onesteppower.com/post/difference-dp1-dp2-dp3-vessels">DP2</a>. <strong>La nuova nave andrà a rimpiazzare l’attuale “Magnaghi”</strong> e completerà l’allestimento presso il cantiere Fincantieri di Muggiano (Sp) ove sarà trasportata tramite chiatta nei prossimi giorni.</p>



<p>Nave “Quirinale”, oltre ad adempiere i compiti d&#8217;istituto della Difesa afferenti alle potenziali problematiche connesse all&#8217;aggiornamento della cartografia nautica e, conseguentemente, alla sicurezza della navigazione, sarà anche in grado di operare in supporto sia della comunità scientifica nazionale, per quanto attiene alle attività degli <strong>enti di ricerca</strong> e delle università, sia dell&#8217;<em>International Hydrographic Organization</em> (IHO), nell&#8217;ambito dell&#8217;ampio panorama della cooperazione internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per l&#8217;Italia autonomia strategica</h2>



<p>La Marina Militare opera, attraverso l’Istituto Idrografico, al Polo Nord sin dal 2017 in un programma che riprende la storica attività in quegli ambienti iniziata a fine Ottocento. Si tratta di un programma prettamente scientifico, però con una valenza strategica dato l&#8217;attuale contesto internazionale in cui l&#8217;Artide è diventata nuovamente teatro di <strong>confronto tra potenze globali</strong>. Con l&#8217;ingresso in servizio di nave “Quirinale”, i<strong>l nostro Paese potrà effettuare operazioni in Artide o in Antartide in autonomia</strong>, in quanto l’unità potrà partire direttamente dall’Italia. Un passo importante verso l’autonomia gestionale dei mezzi e quella strategica in considerazione del fatto che l&#8217;unità attualmente utilizzata, nave “Alliance”, è di proprietà della NATO quindi anche la sua strumentazione scientifica fissa.</p>



<p>Il nostro Paese è uno dei pochi ad avere una propria <strong>strategia artica</strong>, molto recentemente aggiornata e pubblicata. Essa è coordinata dal Ministero degli Esteri e della Difesa e si articola con tante organizzazioni che si occupano di Artico: <strong>dall’industria <em>hi tech</em>, a quella per lo sfruttamento minerario</strong>, passando per chi si occupa degli aspetti climatici come le università e i centri di ricerca e, naturalmente, per l’Istituto Idrografico della Marina. <strong>L&#8217;Italia infatti fa parte del Consiglio Artico</strong> in qualità di Stato osservatore, e considera infatti il Consiglio il principale foro di cooperazione internazionale in Artico, partecipando , per quanto le compete, attivamente ai suoi lavori. L’Italia reputa fondamentale il ruolo del Consiglio nel mantenimento dell’Artico quale area caratterizzata da un basso grado di tensione ed un elevato livello di cooperazione ed intende continuare ad assicurare il suo contributo per un futuro di pace e armonico sviluppo nella regione attenendosi ai principi di sovranità nazionale e del diritto internazionale marittimo secondo quanto stabilito dall&#8217;UNCLOS. </p>



<p>Il nostro Paese nella nuova strategia artica riconosce che l’Artico non rappresenta più esclusivamente uno spazio di cooperazione scientifica e ambientale, ma costituisce oggi una <strong>dimensione strategica interconnessa con la sicurezza euro-atlantica</strong> e con gli equilibri globali. Ciò richiede un approccio consapevole e proporzionato, coerente con il ruolo dell’Italia quale Stato non artico, ma alleato in ambito NATO, membro dell’Unione Europea e Stato osservatore del Consiglio Artico, fortemente impegnato nel rispetto del diritto internazionale e nella promozione della stabilità.</p>
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		<title>FREMM EVO: superata la critical design review</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/fremm-evo-superata-la-critical-design-review.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 23:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Occar ha certificato che le nuove fregate della Marina militare italiana FREMM EVO hanno superato la critical design review.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>L&#8217;OCCAR (<em>Organisation Conjointe de Coopération en matière d&#8217;Armement</em>) ha annunciato l&#8217;8 gennaio che il programma italiano <strong>FREMM EVO</strong> ha completato con successo la <strong>Critical Design Review (CDR)</strong> in tutti e tre i domini: piattaforma, sistema di combattimento e supporto logistico integrato/disegno generale.</p>



<p>La CDR è una valutazione formale nel processo di sviluppo di un prodotto (in questo caso un sistema d&#8217;arma) che valuta se il suo progetto dettagliato soddisfa i <strong>requisiti </strong>prestazionali ed è pronto per la fabbricazione e il collaudo. Garantisce che tutte le specifiche e i controlli di qualità necessari siano in atto prima di procedere con la produzione. <strong>È una valutazione fondamentale</strong>, perché valuta se il progetto oltre a soddisfare i requisiti, soddisfa i <strong>costi </strong>e i vincoli di <strong>tempo</strong>. Il superamento della CDR consente al progetto di procedere verso le fasi di implementazione e integrazione avendo assicurato di ridurre al minimo i rischi prima di passare alla produzione, con conseguente risparmio di tempo e risorse a lungo termine.</p>



<p>OCCAR riferisce in un <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/01/italian-fremm-evo-program-achieves-critical-design-review-milestone/">comunicato stampa</a> che “il raggiungimento di questo obiettivo di alto livello attesta che <strong>il processo di progettazione del Programma FREMM EVO ha soddisfatto tutti i requisiti </strong>necessari e segna il passaggio formale alla fase di produzione. Il completamento della CDR, pienamente in linea con i tempi previsti, dimostra che il programma è sulla buona strada per consegnare due unità navali avanzate alla Marina Militare Italiana, rispettivamente entro giugno 2029 e giugno 2030. Queste unità forniranno capacità avanzate per soddisfare le mutevoli esigenze operative e rafforzare la sicurezza marittima. Questo successo riflette gli sforzi collaborativi e le competenze del team Horizon di OCCAR e di tutti gli stakeholder coinvolti. <strong>Evidenzia inoltre l&#8217;importanza strategica della cooperazione a livello nazionale e internazionale</strong> nella fornitura di unità navali all&#8217;avanguardia che salvaguardino gli interessi condivisi e rafforzino il ruolo dell&#8217;Europa nella difesa globale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli aggiornamenti di Fincantieri</h2>



<p><strong>Fincantieri</strong>, che si occupa della costruzione delle nuove unità navali, ha già impostato la prima fregata ad<a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html"> aprile del 2025</a>. </p>



<p>Le FREMM EVO sebbene siano basate sul disegno delle fregate precedenti saranno delle unità navali molto <strong>diverse</strong>. Esse infatti rappresentano un&#8217;evoluzione del progetto originale, il cui programma è stato lanciato nel 2002 e il cui contratto è stato assegnato nel 2006, con l&#8217;introduzione di una serie di miglioramenti per affrontare i problemi di obsolescenza, ma soprattutto con l&#8217;aggiunta di tecnologie e sistemi più recenti per far fronte ai nuovi requisiti della <strong>Marina Militare</strong> e alle minacce emergenti, oltre a un supporto logistico evoluto. Le migliorie, come ha riferito Fincantieri in occasione del taglio della prima lamiera, riguardano il <em>Cyber-resilient Ship Management System</em>, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. <strong>Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato</strong> con il moderno <em>Cyber-resilient Combat Management System</em> SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (<em>Theater Ballistic Missile</em>), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità.</p>



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<p>Sulla base delle attività di derisking e dei disegni emersi in questi mesi, la configurazione FREMM EVO abbina lo scafo e la propulsione delle attuali FREMM con <strong>nuove sovrastrutture</strong> in grado di ospitare i sistemi di combattimento e di piattaforma installati sulle unità navali di ultima generazione sviluppate nell’ambito della Legge Navale, ovvero i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) o <em>Multi-purpose Combat Ship</em> (MCS) nella configurazione Full e la LHD Trieste. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il supporto dell&#8217;Intelligenza artificiale</h2>



<p>Sappiamo anche che l&#8217;esperienza maturata dalla Marina Militare nel Mar Rosso durante l&#8217;operazione dell&#8217;Unione Europea aspide <strong>Aspides</strong> ha portato a installare sulle nuove fregate il primo sistema CUAS (<em>Counter Unmanned Air System</em>) della MM. Secondo dichiarazioni ufficiali le FREMM EVO avranno una serie di sistemi che includono un nuovo radar dedicato e apparati di guerra elettronica, che operano insieme a nuovi apparati elettro-ottici. <strong>Tutte le informazioni vengono integrate e gestite con il supporto dell&#8217;intelligenza artificiale</strong> al fine di rispondere alla minaccia dei droni con sistemi <em>soft-kill</em> e <em>hard-kill</em>. Un&#8217;altra innovazione è rappresentata dal sistema di contromisure radar elettroniche (RECM) e la capacità di gestire e controllare una serie di sistemi <em>unmanned </em>multidominio attraverso l&#8217;UMS (<em>Unmanned Management Suite</em>) di Fincantieri. Le nuove fregate saranno quindi in grado di operare USV, UUV e naturalmente anche UAS.</p>



<p>L&#8217;armamento è costituito dal sistema missilistico di difesa aerea di MBDA SAAM ESD PPA basato sulla famiglia di missili <strong>Aster</strong> (inclusi i Block 1NT con capacità i intercettare missili balistici a corto e medio raggio) lanciati da due sistemi di lancio verticali (VLS) Sylver A50 a 8 celle posizionati nell&#8217;area di prua. Da disegni preliminari emerge la possibilità di avere spazio per altri VLS dietro quelli installati. <em><a href="https://www.navalnews.com/event-news/euronaval-2024/2024/11/euronaval-2024-italys-new-fremm-evo-breaks-cover/">Naval News</a></em> riferisce che sono in corso studi per valutare l&#8217;installazione di VLS per missili da attacco profondo o VLS per missili CAMM ER, nonché altre nuove soluzioni di lancio di armi multiruolo. La capacità ha ASuW sarà data da otto lanciatori MBDA Italia Teseo Mk2/E insieme ad elicotteri SH-90 equipaggiati con missili MBDA Italia Marte ER. L&#8217;artiglieria principale è costituita da due cannoni Leonardo <strong>Super Rapido</strong> da 76/62 mm in configurazione Strales, per utilizzare munizioni guidate DART in grado di contrastare missili e minacce asimmetriche.</p>



<p></p>
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		<title>Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 05:22:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=495461</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1876" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fremm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg 1876w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-300x139.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1024x474.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-768x356.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1536x712.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p>La U.S. Navy cancella il programma per le fregate Constellation di Fincantieri. Una decisione dettata dallo stravolgimento del progetto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1876" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fremm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg 1876w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-300x139.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1024x474.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-768x356.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1536x712.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p>La <strong>U.S. Navy</strong> ha deciso di chiudere il programma di costruzione delle fregate classe <strong>Constellation</strong>, derivate dalle FREMM di <strong>Fincantieri</strong>, per concentrarsi su nuove unità navali che la marina statunitense potrà costruire più rapidamente, ha <a href="https://news.usni.org/2025/11/25/navy-cancels-constellation-class-frigate-program-considering-new-small-surface-combatants">annunciato</a> martedì sui social media il segretario della marina USA <strong>John Phelan</strong>.</p>



<p>Secondo i termini negoziati con Fincantieri Marinette Marine, il cantiere navale del Wisconsin continuerà a costruire la USS “Constellation” (FFG-62) e la USS “<a href="https://it.insideover.com/difesa/via-libera-dagli-usa-a-fincantieri-per-la-costruzione-della-seconda-fremm.html">Congress</a>” (FFG-63), ma le prossime quattro navi da guerra previste saranno cancellate. “Stiamo rimodellando il modo in cui la marina militare costruisce la sua flotta. Oggi posso annunciare che la prima azione pubblica è un allontanamento strategico dal programma delle fregate classe Constellation”, si legge nella dichiarazione di Phelan. “La marina e i nostri partner industriali hanno raggiunto un accordo quadro completo che, per comodità della marina, <strong>interrompe la costruzione delle ultime quattro navi della classe</strong>, la cui costruzione non è ancora iniziata”.</p>



<p>Secondo il Pentagono, la cancellazione del programma navale rientra nella volontà della U.S. Navy di <strong>costruire e consegnare più rapidamente</strong> nuove classi di navi. Un fattore chiave in questa decisione, secondo i funzionari della Difesa USA, è la necessità di <strong>far crescere la flotta più rapidamente per affrontare le minacce future</strong>. Questo quadro mira a mettere la marina USA sulla strada giusta per costruire più rapidamente nuove classi di navi e fornire le necessarie capacità in numero maggiore e più rapidamente. In parallelo, il Pentagono sta riorganizzando il suo sistema di acquisizione per enfatizzare la velocità.</p>



<p>La marina statunitense <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html"><strong>aveva assegnato nel</strong> <strong>2020</strong></a> a Marinette Marine Corporation, una società cantieristica controllata da Fincantieri Marine Group, il contratto di produzione per le prime dieci unità del programma FFG(X) per le nuove fregate della U.S. Navy, dopo che le unità tipo LCS (Littoral Combat Ship) si erano rivelate troppo poco armate e con prestazioni inadeguate alle nuove contingenze che la marina USA deve affrontare nelle immense distese dell&#8217;Oceano Pacifico. L&#8217;intenzione era di avere <strong>20 Constellation</strong> che insieme a 32 LCS sarebbero a completare il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – Small Surface Combatants).</p>



<p>Il programma ha subito ritardi (36 mesi per la prima nave) dovuti all’avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma ad agosto 2024 la U.S. Navy aveva deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l’uso in altri programmi. Nonostante questo provvedimento ad aprile del 2025 la prima fregata era pronta solo al 10% con <strong>solamente circa il 15% di comunanza tra il progetto per la U.S. Navy e quello delle FREMM italiane e francesi.</strong> L&#8217;obiettivo iniziale era l&#8217;85%. </p>



<p>Le modifiche espressamente richieste dalla U.S. Navy a Fincantieri hanno comportato, come accennato, un aumento dei costi: rispetto a una stima iniziale di 1 miliardo di dollari, o potenzialmente anche inferiore, <strong>il prezzo di listino per ciascuna nave era salito a circa 1,4 miliardi di dollari.</strong> La decisione della marina statunitense di stravolgere il progetto originale per montare sistemi di combattimento e sensoristici molto diversi, per compiti diversi, ha portato al risultato che ormai è sotto gli occhi di tutti e che si paventava da mesi, nonostante l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">interessamento della Norvegia</a> per le Constellation e la possibilità di cominciare la costruzione delle navi in altri cantieri navali statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un indennizzo per Fincantieri Marine Group</h2>



<p>Fincantieri, nella giornata di mercoledì 26 novembre, ha rilasciato un comunicato in cui conferma la decisione USA di abbandonare il programma a esclusione delle due unità già impostate, e ha precisato di <strong>essere pronta per offrire alla U.S. Navy altre soluzioni </strong>più adatte alle nuove esigenze.</p>



<p>Nel comunicato stampa possiamo leggere che “in stretta collaborazione con la U.S. Navy, Fincantieri contribuirà alla realizzazione di nuove classi di unità navali. Per Fincantieri sono previsti nuovi ordini per la costruzione di unità in segmenti che rispondono al meglio agli interessi immediati del Paese e al rilancio della cantieristica navale statunitense, come le navi rompighiaccio, le operazioni anfibie e le missioni speciali: Fincantieri è infatti <strong>pronta a eseguire i contratti pianificati </strong>in coordinamento con la U.S. Navy. Guardando al futuro e in linea con le capacità e il potenziale industriale del Gruppo, Fincantieri supporterà la Marina americana nella <strong>ridefinizione delle scelte strategiche</strong> nel segmento delle piccole navi da combattimento di superficie, <em>manned </em>e <em>unmanned</em>”. </p>



<p>Il testo prosegue precisando che “oltre all’assegnazione di futuri ordini, a copertura di quanto sopra, <strong>l’intesa prevede un indennizzo a favore di Fincantieri Marine Group</strong>, tramite specifiche misure di compensazione, rispetto agli impegni economici e agli impatti industriali derivanti dalla decisione contrattuale della U.S. Navy, presa per propria convenienza. Questo nuovo assetto garantisce continuità e visibilità sui carichi di lavoro per il personale di Fincantieri e per il sistema di cantieri del Wisconsin, pilastro fondamentale dell’industria navale degli Stati Uniti”.</p>



<p>La decisione della marina statunitense si inquadra meglio se si osserva come l&#8217;intero apparato militare-industriale USA sia in fase di rapida rimodulazione per affrontare la sfida di un possibile <strong>conflitto aperto contro la Repubblica Popolare Cinese</strong>, che negli Stati Uniti vedono ormai come inevitabile: un esempio in tal senso è la recente decisione di snellire e velocizzare il sistema di procurement militare con la nascita del <em><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-gli-stati-uniti-si-preparano-alla-guerra-contro-la-cina.html">Warfighting Acquisition System</a></em>.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html">Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova frontiera delle aziende della Difesa: La sicurezza dei fondali marini (e l&#8217;Italia c&#8217;è)</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-nuova-frontiera-delle-aziende-della-difesa-la-sicurezza-dei-fondali-marini-e-litalia-ce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 12:13:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa sottomarina]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
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<p>In un clima di corsa generalizzata alla spesa per la sicurezza i fondali marini attirano attenzione e investimenti.</p>
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<p>Cavi per le telecomunicazioni, gasdotti, giacimenti di riserve strategiche, linee di comunicazione critiche: i domini sottomarini sono sempre più decisivi per gli equilibri geopolitici tra potenze e stanno attirando non solo l&#8217;attenzione dei decisori delle grandi nazioni del pianeta ma anche l&#8217;investimento e la programmazione dei colossi della Difesa, che <strong>in un clima di corsa generalizzata alla spesa per la sicurezza</strong> stanno sviluppando nuove e avanzate tecnologie per questi scenari.</p>



<p>Se ne è accorto anche il <em>Financial Times</em>, che ha ricostruito la spinta delle aziende a sviluppare capacità di difesa e proiezione tali da garantire alle forze armate più avanzate del pianeta un potenziale operativo in grado di superare i vincoli del dominio sottomarino: l&#8217;<strong>ampiezza dei territori da presidiare, le condizioni estreme per la pressione dell&#8217;acqua, la sostanziale difficoltà a governare </strong>un ambiente del pianeta che in larga misura è meno conosciuto dello spazio esoatmosferico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il laboratorio della nuova guerra sottomarina</h2>



<p>Iniziative come <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_236278.htm?selectedLocale=en">la Digital Ocean Vision</a>&nbsp;della Nato, la nuova <a href="https://it.insideover.com/difesa/militarizzare-i-fondali-marini-la-francia-lancia-la-sfida-per-la-guerra-negli-abissi.html"><strong>strategia di sicurezza nazionale francese</strong> per la difesa dei fondali marini</a>, la strutturazione del <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/leccellenza-italiana-sui-fondali-marini.html"><strong>Polo Nazionale della Dimensione Subacquea</strong> in Italia</a> e la regia della Federal Communications Commission&nbsp;statunitense <a href="https://docs.fcc.gov/public/attachments/DOC-413550A1.pdf">sulla tutela dei cavi sottomarini</a>&nbsp;puntano tutte nella stessa direzione: aumentare la consapevolezza e la prontezza operativa di fronte a crescenti <strong>esempi di utilizzo della dimensione subacquea come dominio di guerra ibrida o asimmetrica</strong>. </p>



<p>Il Mar Baltico ha mostrato, in tal senso, importanti esempi sia col caso del sabotaggio del gasdotto <strong>Nord Stream</strong> nel settembre 2022 sia con i movimenti della &#8220;flotta ombra&#8221; russa contro i cavi tra Estonia e Svezia, dinamiche che hanno esaltato la rilevanza strategia del dominio sottomarino.</p>



<p>&#8220;Con la rapida evoluzione della moderna tecnologia per le profondità marine, la portata della guerra sui fondali marini si è estesa da rudimentali tattiche di taglio dei cavi e di censura a operazioni sofisticate che coinvolgono sorveglianza, ricognizione e persino guerra informatica&#8221;, nota <a href="https://www.orfonline.org/expert-speak/seabed-warfare-in-a-new-era-of-geotech-conflicts">l&#8217;Observer Research Foundation </a>in un&#8217;analisi firmata dall&#8217;analista militare Samuel Bashfield, che aggiunge come a causa della ricchezza e complessità delle sue infrastrutture &#8220;l&#8217;Europa, un importante punto caldo geopolitico, sta rapidamente diventando il <em>ground zero</em> per il futuro della guerra sui fondali marini, con crescenti preoccupazioni che tattiche simili possano estendersi all&#8217;Indo-Pacifico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le aziende in corsa per la difesa dei fondali</h2>



<p>A tal proposito il Ft ha <strong>analizzato la salienza degli investimenti dei big della Difesa</strong>, citando le mosse di gruppi come Bae e Thales per sviluppare veicoli autonomi per l&#8217;uso militare, tecnologie di raccolta informativa e altri apparati strategici, l&#8217;attenzione data al dominio underwater da attivissimi player come la tedesca Helsing e l&#8217;americana <a href="https://it.insideover.com/difesa/anduril-il-nuovo-campione-della-difesa-usa-dalla-spada-di-tolkien-ai-droni-del-futuro.html">Anduril</a>, &#8220;erede&#8221; di Palantir nel settore della dronistica, analizzando inoltre <strong>come una fetta importante di questa rivoluzione parli italiano. Fincantieri,</strong> infatti, che si è espansa nell&#8217;underwater e ha aperto all&#8217;assimilazione della divisione sottomarina dell&#8217;altro colosso nazionale, <a href="https://it.insideover.com/difesa/in-fincantieri-parte-loperazione-per-lunderwater-armament-systems-di-leonardo.html">Leonardo, ha un ruolo da protagonista.</a></p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/ec7d3bed-9a25-4783-81c8-86b7a37a8e70">Sottolinea il Ft, infatti, che</a> &#8220;il più grande costruttore navale europeo, prevede che il mercato globale della difesa e delle imbarcazioni subacquee commerciali crescerà di 50 miliardi di euro all&#8217;anno&#8221; e che &#8220;l&#8217;azienda statale italiana prevede che la sua divisione subacquea raddoppierà le dimensioni nei prossimi due anni, raggiungendo un fatturato di 820 milioni di euro nel 2027&#8221;.</p>



<p>Fincantieri ha anche <strong>promosso dei progetti-pilota molto attenti a mostrare l&#8217;interoperabilità</strong> tra le varie dimensioni del dominio subacqueo in un&#8217;applicazione concreta delle tecnologie militari più all&#8217;avanguardia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto di Fincantieri per una &#8220;bolla&#8221; per Odessa</h2>



<p>A luglio, alla <strong>conferenza di Roma sulla ricostruzione dell&#8217;Ucraina</strong>, l&#8217;ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha <strong>presentato l&#8217;idea di una &#8220;bolla&#8221; di sicurezza</strong> da strutturare per difendere il <strong>porto di Odessa</strong> dopo la fine della guerra con la Russia, costruendo un sistema congiunto e interoperabile di droni, reti di sicurezza, sonar e tecnologie di allerta precoce che possano difendere un <strong>hub strategico per il traffico merci, il settore energetico e le telecomunicazioni</strong> del Paese invaso da Mosca nel 2022. Tutto questo con un peso decisivo affidato alla componente subacquea.</p>



<p><a href="https://italstrat.substack.com/p/8-litalia-e-la-sfida-della-sicurezza">Come notato su <em>ItalStrat</em></a>, &#8220;l’obiettivo di questa bolla multilivello sarebbe articolato: rilevare e prevenire minacce&#8221;, in un contesto di risposta congiunta alle sfide marittime, aeree, subacquee, cyber, &#8220;interdire accessi ostili e proteggere infrastrutture critiche; garantire la resilienza delle rotte commerciali e dei servizi portuali; assicurare corridoi umanitari e logistici in scenari di crisi&#8221;. </p>



<p>Tutto questo avendo al centro la risposta alla <em>seabed warfare</em>. <strong>Per ora siamo a livello di caso di studio, ma mostra l&#8217;ampiezza del ragionamento</strong> in materia di risposta agli scenari di <em>seabed warfare</em> che sembrano esser qui per restare. E nella cui gestione l&#8217;Italia gioca in prima linea.</p>



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		<title>Parola d&#8217;ordine:  &#8220;Dual use&#8221;. Meloni e i manager di Stato plasmano il riarmo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/parola-dordine-dual-use-meloni-e-i-manager-di-stato-plasmano-il-riarmo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 04:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-1024x484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528152030804_8a756f339cdd0112ff5203b799852595-e1728151616251-1536x726.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia spinge forte sul riarmo e Giorgia Meloni si affida alle aziende partecipate dallo Stato, architrave dell&#8217;economia italiana, per costruire la strategia nazionale d&#8217;investimento dopo che Roma ha chiesto di accedere a oltre un decimo, 14 miliardi di euro su 127 che saranno erogati, dei prestiti della Security Action for Europe (Safe), la nuova piattaforma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/parola-dordine-dual-use-meloni-e-i-manager-di-stato-plasmano-il-riarmo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/parola-dordine-dual-use-meloni-e-i-manager-di-stato-plasmano-il-riarmo.html">Parola d&#8217;ordine:  &#8220;Dual use&#8221;. Meloni e i manager di Stato plasmano il riarmo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;Italia spinge forte sul <strong>riarmo</strong> e <strong>Giorgia Meloni</strong> si affida alle <strong>aziende partecipate dallo Stato</strong>, architrave dell&#8217;economia italiana, per costruire la strategia nazionale d&#8217;investimento dopo che Roma ha chiesto di accedere a oltre un decimo, 14 miliardi di euro su 127 che saranno erogati, dei prestiti della <strong>Security Action for Europe (Safe)</strong>, la nuova piattaforma comunitaria per gli investimenti comuni in <em>procurement</em>.</p>



<p>L&#8217;obiettivo del governo è puntare sulla sinergia tra pubblico e privato e sulla grande industria partecipata per <strong>costruire non solo delle forze armate preparate e competitive</strong> ma anche un sistema economico e tecnologico che <strong>produca ricadute tecnologico-industriali</strong> trasmissibili al settore civile. Si è parlato di investimenti e di dual use, dunque, all&#8217;incontro rivelato da<a href="https://www.milanofinanza.it/news/meloni-convoca-leonardo-fincantieri-cdp-invitalia-fs-a-palazzo-chigi-la-strategia-per-gli-investimenti-202508051439316321#google_vignette"> <em>Milano Finanza</em></a> e svoltosi il 5 agosto a Palazzo Chigi alla presenza dei vertici del governo e del gotha dei grand commis di Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vertice sul riarmo a Palazzo Chigi</h2>



<p>Per l&#8217;esecutivo, nota il quotidiano diretto da Roberto Sommella, presenti Meloni, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il titolare dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti e, <em>ça va sans dire</em>, <strong>Guido Crosetto</strong>. Per l&#8217;industria, immancabili <strong>Roberto Cingolani e Pierroberto Folgiero, ad di Leonardo e Fincantieri</strong>, a cui si aggiungeva <a href="https://it.insideover.com/economia/ferrovie-dello-stato-a-tutta-velocita-il-frecciarossa-si-prende-parigi.html"><strong>Stefano Donnarumma, Ceo di Ferrovie dello Stato</strong>.</a> Presenti anche per Cassa Depositi e Prestiti <a href="https://it.insideover.com/economia/un-draghiano-per-cassa-depositi-e-prestiti-chi-e-dario-scannapieco.html">l&#8217;ad <strong>Dario Scannapieco</strong> </a>e per l&#8217;agenzia Invitalia il presidente <strong>Bernardo Mattarella</strong>, figlio del presidente della Repubblica. </p>



<p>Niente conferenze stampa o comunicati, ma un&#8217;occasione di confronto nel caldo agosto romano per capire come le strutture produttive a partecipazione pubblica <strong>possano far correre al meglio la corsa italiana</strong> all&#8217;aumento degli investimenti in Difesa. Prove tecniche di <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/innovazione-sostegno-alle-imprese-export-le-leve-strategiche-dello-stato.html">Stato stratega:</a></strong> l&#8217;Italia dovrà piazzare almeno <strong>100 miliardi di euro aggiuntivi</strong> di investimenti da qui al 2035 <a href="https://it.insideover.com/difesa/meloni-rutte-la-spesa-militare-e-la-corsa-al-5-del-pil-per-litalia-servono-100-miliardi.html">per raggiungere il target Nato del 3,5% di spesa militare in rapporto al Pil</a> (5% con le spese accessorie) e <strong>Roma intende programmare con cautela</strong> i progetti. </p>



<p>Un riarmo non si fa solo con le armi: servono tecnologie, cooperazioni tra enti, atenei, incubatori tecnologici e filiere dell&#8217;industria privata. Servono capitali per governare un settore ad alto rischio e con flussi di cassa incerti per tutti coloro che vi si immergono,<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-grande-sfida-industriale-della-germania-per-plasmare-il-riarmo.html"> come il caso tedesco dimostra</a>, e serve <strong>programmazione pubblica</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le cabine di regia dello Stato</h2>



<p>Non è la prima volta che &#8220;cabine di regia&#8221; di questo tipo sono convocate a Palazzo Chigi. Nel governo Conte I l&#8217;allora ministro degli Affari Europei Paolo Savona, prima di passare a dirigere la Consob, <a href="https://it.insideover.com/politica/savona-verso-la-consob-leredita-del-professore-nel-governo-conte.html">aveva istituito di fatto una cabina di regia per gli investimenti pubblici a Palazzo Chigi</a>, mentre nell&#8217;aprile 2021 Mario Draghi convocò gli ad di Eni, Enel, Terna, Snam e Stellantis per <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2021/04/13/draghi-vede-ad-di-stellantis-eni-enel-snam-e-terna_122672a1-24a2-4d48-94fb-792a94dda21d.html">discutere della programmazione degli investimenti in transizione energetica.</a> Rare volte, però, è successo che servisse programmare su un orizzonte tanto ampio un <strong>piano di spesa tanto complesso per rispondere a minacce in evoluzione</strong> e a sollecitazioni internazionali e geopolitiche che tendono, spesso, a fare del riarmo un fine e non un mezzo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Leonardo, Fincantieri e il riarmo che corre</h2>



<p>All&#8217;industria, alla finanza garantita dallo Stato, alle aziende a partecipazione pubblica l&#8217;obiettivo di rendere scalabili questi progetti evitando sprechi. Del resto, in questa fase Roma arriva con diversi progetti tutt&#8217;altro che frenati sul piano della parte <em>core</em> dell&#8217;acquisto di nuovi asset militari. Ad esempio, la recente consegna della<a href="https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html"> decima fregata Fremm</a> ha sancito un nuovo passaggio per l&#8217;ampliamento della Marina Militare sotto la regia di Fincantieri. </p>



<p><strong>Leonardo sta mettendo piede</strong> in nuovi programmi<a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-rheinmetall-bain-e-indra-il-duello-per-comprare-la-divisione-difesa-di-iveco.html">, come la joint venture con Rheinmetall per sviluppare i nuovi carri armati Panther</a> per l’Esercito e al contempo di recente ha acquisito<a href="https://it.insideover.com/economia/il-rebus-iveco-tra-il-futuro-della-difesa-e-le-mire-indiane.html"> <strong>Iveco Defense Vehicles</strong> per rafforzare la sua capacità </a>e il suo know-how nel settore. Piazzale Montegrappa è assieme alla britannica Bae e alla giapponese Mitsubishi Heavy Industries <em>prime contractor</em> per l&#8217;avveniristico programma del <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-si-riarma-i-programmi-comuni-su-cui-fare-squadra.html">Global Combat Air Program</a> per dotare l’aeronautica dei tre Paesi di un caccia di sesta generazione.</p>



<p>Inoltre, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/lasse-leonardo-rete-ferroviaria-italiana-per-la-mobilita-militare.html">Leonardo e Rete Ferroviaria Italiana</a></strong> stanno sviluppando progetti di mobilità militare che il gruppo Fs potrebbe espandere ulteriormente se arriveranno in futuro i fondi <strong>comunitari promessi (17 miliardi di euro dal 2028 al 2034)</strong> per consolidare le infrastrutture europee in un&#8217;ottica di crescente solidità e robustezza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La partita del dual use</h2>



<p>Questi progetti dovranno avere organicità e ricevere propulsioni capaci di andare oltre la Difesa: un sistema di puntamento satellitare, ad esempio, può <strong>essere scalabile alla tecnologia spaziale civile</strong>; una nuova lega o un dispositivo elettrico possono avere altre applicazioni industriali. </p>



<p>Dai radar alla sensoristica, poi, la scalabilità duale è trasversale. E le infrastrutture, come dimostra la volontà di rendere il futuro <a href="https://it.insideover.com/economia/ponte-sullo-stretto-le-tre-sfide-da-vincere-per-rendere-lopera-strategica.html">Ponte sullo Stretto di Messina</a> un&#8217;opera importante per la logistica a uso duale o gli investimenti su scali portuali critici come <a href="https://it.insideover.com/difesa/da-rotterdam-a-genova-i-porti-europei-diventano-anche-basi-militari.html">Genova, saranno forse il capitolo</a> più complesso. Meloni vuole che la guida del processo resti nelle mani dello Stato e delle sue strutture: una volta di più, nelle sfide critiche gli apparati serrano i ranghi. In ballo ci sono strategie pluriennali e soldi, tanti soldi. La lunga corsa al 2035 è appena iniziata, ma la squadra schierata dall&#8217;Italia è già ben identificata.</p>



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		<title>Tra export e riarmo, la corsa senza limiti dell&#8217;industria italiana della Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/tra-export-e-riarmo-la-corsa-senza-limiti-dellindustria-italiana-della-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 04:45:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L’Italia è assurta negli ultimi anni a sesto esportatore mondiale di armamenti, subito dietro le principali potenze.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/italia-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p><strong>L’industria della difesa italiana ricopre un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale</strong> e si prepara, complice la stabilizzazione della conflittualità in Europa, in Medio Oriente e in altre zone calde del globo, a una repentina fase di espansione. <strong>Nell’inconsapevolezza (quasi) totale dell’opinione pubblica autoctona, </strong>l’Italia è assurta negli ultimi anni a <a href="https://www.sipri.org/sites/default/files/2025-03/fs_2503_at_2024_0.pdf">sesto esportatore mondiale di armamenti</a>. Nell’ultimo elaborato del SIPRI &#8211; <em>Stockholm International Peace Reasearch Institute</em> &#8211; sul trasferimento delle principali armi convenzionali nel quinquennio<strong> 2020-2024, i</strong>l Belpaese si posiziona dietro le principali <a href="https://it.insideover.com/difesa/sipri-spese-militari-record-la-germania-trascina-il-riarmo-delleuropa.html">potenze segnanti la nostra epoca (Stati Uniti, Francia, Russia, Cina e Germania), </a>davanti a imperi che tentano con ogni mezzo di posticipare l’inesorabile tramonto (Gran Bretagna e Spagna) e a quanti, invece, sono pronti a godersi una nuova alba (Turchia).</p>



<p><strong>Roma copre oggi il 4.8% (Pechino il 5.9%, Mosca il 7.8%) delle esportazioni sul totale del mercato degli armamenti a livello mondiale.</strong> Nel periodo precedente preso in osservazione dal SIPRI, il 2015-2019, tale valore era appena al 2%. L’invasione russa su larga scala dell’Ucraina nel febbraio del 2022, l’attacco non convenzionale di Hamas a Israele il 7 ottobre e quanto seguito dopo, hanno, necessariamente, imposto una maggiore prontezza al sistema industriale bellico italiano. Tuttavia questi eventi, pur nella loro indiscussa rilevanza, non paiono in grado di <strong>“giustificare” un incremento delle attività pari al 138%. </strong>Altri fattori concorrono all’exploit militare-industriale italiano, su tutti <strong>la penetrazione di nuovi mercati</strong> dal potenziale ancora inespresso ma in forte ascesa (Sud-Est asiatico) e la modernizzazione delle Forze Armate italiane.</p>



<p>Incrociando le informazioni ricavabili dall’elaborato del SIPRI e dalla <a href="https://documenti.camera.it/_dati/leg19/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/067/003v02/INTERO.pdf">Relazione annuale</a> sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento per l’anno 2024, emerge il quadro della situazione italiana. <strong>L’Italia ha esportato effettivamente armamenti per 4.5 miliardi di euro</strong>, con un incremento del 14,51% rispetto ai 3.9 dell’anno precedente. Sono arrivati a 90, prima erano 83, i Paesi autorizzati all’importazioni di armamenti italiani e il numero complessivo delle autorizzazioni è passato da 2101 a 2569. Dei 4.5 miliardi di euro esportati <strong>il 33% è stato diretto in Medio Oriente</strong>, il 31% verso Paesi aderenti all’Unione Europea o all’Alleanza Atlantica, un 15 % in Asia e un 8,5% verso Paesi in Europa ma non facenti parte di Ue o Nato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I maggiori clienti in Medio Oriente e Asia</h2>



<p>Le prime 15 società esportatrici in questo settore hanno assorbito all’incirca l’89% del totale delle operazioni svolte l’anno precedente. Le prime due, però, giocano una partita tutta loro. Solamente sommando il peso finanziario di <a href="https://documenti.camera.it/_dati/leg19/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/067/003v02/INTERO.pdf">Leonardo (27.67%) e quello di Fincantieri (22,62%)</a> nell’ammontare delle esportazioni totali, si evince il loro determinante peso nel trainare l’intero comparto bellico italiano.</p>



<p>Per il SIPRI, nel periodo 2020-2024, i principali destinatari di armamenti italiani sono stati, rispettivamente, <strong>Qatar, Kuwait ed Egitto</strong>. Tali cifre vengono parzialmente confermate dalla Relazione annuale, la quale per il 2024 evidenzia esportazioni in Qatar per 548 milioni di euro, seguìto dal Kuwait a 534 e infine il Regno Unito a 461. <a href="https://www.thewashingtonoutsider.com/the-italy-qatar-defense-agreement-italy-is-once-again-siding-with-the-wrong-crowd/">Qatar</a> e <a href="https://www.vogon.today/startmag/leonardo-this-is-when-italy-will-complete-the-deliveries-of-the-eurofighter-typhoons-to-kuwait/2024/03/11/">Kuwait,</a> fra i maggiori acquirenti di armamenti a livello globale, guardano da almeno un decennio a Roma per modernizzare la propria Aeronautica e Marina.</p>



<p>A questi dati vanno, per avere una visione più organica e dinamica, aggiunti anche gli ordini effettuati ma non ancora consegnati, i quali garantiranno nel prossimo futuro una certa continuità nella crescita del sistema industriale italiano. <strong>Il caso dell’Indonesia è emblematico.</strong> Giacarta nel marzo del 2024 ha firmato un <a href="https://www.fincantieri.com/it/media/comunicati-stampa-e-news/2024/fincantieri-firmato-contratto-per-la-fornitura-di-due-ppa-allindonesia/">contratto con Fincantieri</a> per l’acquisto di due unità di Pattugliatori Polivalenti d’Altura per 1,18 miliardi di euro. In aggiunta continuano a circolare voci, per il momento non ancora smentite, di un forte interesse indonesiano per <a href="https://indonesiabusinesspost.com/4580/defense-and-security/defense-ministry-explores-acquisition-of-italian-aircraft-carrier">l’acquisto della portaerei Garibaldi</a>, la prima portaerei costruita dall’Italia nel dopoguerra, <a href="https://infodifesa.it/marina-militare-addio-alla-portaerei-garibaldi-dopo-40-anni-di-onorato-servizio-e-tempo-di-andare-in-pensione/">oggi “pensionata</a>”.</p>



<p>Nel prossimo futuro <strong>è lecito aspettarsi la comparsa dell’Arabia Saudita sul podio dei principali acquirenti di armamenti italiani.</strong> In seguito alla visita di Stato del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in <a href="https://www.governo.it/it/articolo/visita-del-presidente-meloni-arabia-saudita/27540">Arabia Saudita lo scorso gennaio</a>, sono stati firmati dei <em>memorandum </em>tra il regno saudita e <a href="https://www.leonardo.com/en/press-release-detail/-/detail/26-01-2025-leonardo-signs-mou-in-the-kingdom-of-saudi-arabia-to-expand-collaboration-in-the-aerospace-and-defence-sector#:~:text=This%20latest%20agreement%20leverages%20the%20MoU%20signed%20and,region%20as%20well%20as%20the%20global%20value%20chain.">Leonardo</a> e<a href="https://www.fincantieri.com/it/media/comunicati-stampa-e-news/2025/fincantieri-sigla-importanti-accordi-di-collaborazione-con-larabia-saudita/"> Fincantieri</a> che aumenteranno sensibilmente la cooperazione nei settori aerospaziale, cantieristico-navale e della difesa. Gli anni in cui Roma dichiarava <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/1/29/italy-makes-permanent-arms-sale-freeze-to-saudi-arabia#:~:text=Italy%20has%20halted%20the%20sale%20of%20thousands%20of,Yemen%20conflict%2C%20making%20permanent%20an%2018-month%20temporary%20suspension.">l’embargo verso Riyadh</a> paiono appartenere a un’era geopolitica fa.</p>



<p>La sfida cui oggi l’industria della Difesa italiana è chiamata a rispondere nasce <strong>dall’esigenza di un cambio di approccio, da mercantilistico a strategico.</strong> Da strumento volto (prevalentemente) a inserirsi e acquisire influenza nei vari mercati, a mezzo per garantire (soprattutto) alle Forze Armate italiane tutte le componenti indispensabili per far fronte al processo di ammodernamento. Nonostante la politica di riarmo nazionale coinvolga i vari Paesi europei, <strong>“l’industria della difesa europea” rimane estremamente frammentata.</strong> Per accaparrarsi i migliori contratti assisteremo a una sfida fra Italia, Germania, Francia e Regno Unito con possibili colpi di scena. Sarà, quindi, in grado l’Italia e la sua industria a continuare ad aumentare i ricavi dalle esportazioni di armamenti in Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico, oppure i rifornimenti richiesti dalle Forze Armate italiane e dai principali Paesi europei assorbiranno una buona parte degli ordini?</p>
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		<title>Consegnata la decima fregata FREMM alla Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 03:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fincantieri ha consegnato la decima e ultima fregata FREMM alla Marina Militare, la sesta in configurazione antisom, e la seconda enhanced</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html">Consegnata la decima fregata FREMM alla Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di ieri, presso il cantiere navale del Muggiano, a La Spezia, <strong>Fincantieri</strong> ha consegnato la decima fregata tipo <strong>FREMM</strong> alla Marina Militare italiana. Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri, <strong>Dario Deste</strong>, l’AD di Orizzonte Sistemi Navali, <strong>Giovanni Sorrentino</strong>, il direttore di OCCAR, generale <strong>Joachim Sucker</strong>, l’ammiraglio di divisione <strong>Flavio Biaggi</strong>, comandante del Comando Interregionale Marittimo Nord, il direttore di NAVARM, ammiraglio <strong>Giuseppe Abbamonte</strong> e il sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio <strong>Giuseppe Berutti Bergotto</strong>.</p>



<p>L&#8217;unità, battezzata “Emilio Bianchi”, è in versione antisom <em>enhanced</em>, ed è la seconda di questa tipologia di sei totali ad uso per la guerra sottomarina, completando così la dotazione richiesta dalla <strong>Marina Militare</strong> per questa particolare missione. Complessivamente, <strong>il programma FREMM per la Marina è stato quindi completato</strong> e comprende, oltre alle sei fregate antisom, altre quattro in configurazione multiruolo (<em>general purpose</em>).</p>



<p>Nave “Emilio Bianchi”, dotata dei più avanzati sistemi prodotti da Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica è caratterizzata, come le altre unità FREMM, da un’elevata flessibilità d’impiego e ha la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri fuori tutto, una larghezza di 19,7 e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Può raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di circa 200 persone imbarcate. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;eccellenza in Europa</h2>



<p>Le FREMM rappresentano lo standard di riferimento tecnologico in Europa distinguendosi per le loro caratteristiche innovative e per l’<strong>elevata cyber resilienza</strong>, frutto di un profondo lavoro progettuale e gestionale. L’elevato grado di automazione, i sistemi di bordo di ultima generazione e l’ottimizzazione delle operazioni di manutenzione garantiscono un’elevata disponibilità operativa. Studi approfonditi di ergonomia hanno contribuito alla realizzazione di ambienti funzionali, pensati per migliorare l’efficienza operativa e la qualità della vita dell’equipaggio. <strong>La nave garantisce inoltre un’importante autonomia</strong> &#8211; circa 6.000 miglia nautiche a 15 nodi &#8211; che le consente di operare anche per lunghi periodi al di fuori del Mediterraneo.</p>



<p>Si chiude così il divario capacitivo della Marina Militare apertosi nel biennio 2020/2021, quando due FREMM già in consegnate alla MM erano state vendute all&#8217;<strong>Egitto</strong> per un valore di 1,2 miliardi di euro. Le ex fregate italiane sono in configurazione multiruolo e armate con un cannone Leonardo da 127/64 mm LightWeight (LW), un cannone Super Rapido da 76/62 mm e due cannoni da 25 mm oltre al sistema missilistico fa difesa aerea MBDA SAAM-ESD dotato di missili Aster. Alcune apparecchiature sensibili specifiche della Marina italiana, compresi i sistemi da guerra elettronica, sono state <a href="https://www.analisidifesa.it/2023/11/contratto-a-fincantieri-per-la-manutenzione-delle-due-fremm-della-marina-egiziana/">rimpiazzate</a> da equipaggiamenti di altra provenienza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In cantiere l&#8217;evoluzione</h2>



<p>Fincantieri, in continuità con gli obiettivi del progetto FREMM, ha attualmente in corso la realizzazione di ulteriori due fregate di nuova generazione in versione “evolution”, denominate <strong>FREMM EVO</strong>, in costruzione presso i cantieri di Riva Trigoso e Muggiano con consegna della prima unità prevista nel 2029 e la seconda nel 2030. Il <a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html">taglio della prima lamiera</a> della prima unità di questo tipo è avvenuto il 3 aprile di quest&#8217;anno a Riva Trigoso e il contratto è stato firmato da Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%). Le FREMM EVO saranno unità molto diverse dalle precedenti: i lavori di miglioramento riguarderanno infatti il <em>Cyber-resilient Ship Management System</em>, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato con il moderno <em>Cyber-resilient Combat Management System</em> SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (<em>Theater Ballistic Missile</em>), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità. </p>



<p>Le sovrastrutture saranno quindi diverse rispetto alle FREMM in servizio, e ospiteranno lo stesso radar Leonardo Kronos Dual-Band Radar (DBR) con le quattro antenne piatte AESA del Kronos Quad in banda C dei Pattugliatori Polivalenti d&#8217;Altura (o MCS – <em>Multipurpose Combat Ship</em>) e lo stesso numero di antenne per il Kronos StarFire in banda X. Soprattutto saranno le prime ad avere <strong>capacità C-UAS</strong> (<em>Counter Unmanned Air System</em>) by design.</p>



<p>Troviamo ancora relativamente insoddisfacente la <strong>dotazione missilistica</strong> “di serie”: le FREMM EVO, da progetto iniziale, nascono con 16 celle di lancio verticali più la predisposizione di altre 16, per missili Aster, tutte a prua. Ci auguriamo che si preveda, se non l&#8217;installazione di ulteriori celle per lancio di vettori da attacco in profondità come si vocifera attualmente, almeno l&#8217;installazione di celle “multimissile”. In ogni caso la dotazione di 32 celle di lancio verticali – se confermata – sarebbe in linea con le costruzioni navali di altri Paesi per le stesse classi di unità, come la Repubblica Popolare Cinese (le Type 054A) e gli USA (le Constellation).</p>
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		<title>Meno navi da crociera, più cacciatorpediniere e portaerei: la svolta industriale di Fincantieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 08:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250701080505220_0240d432d41ac97dc4bbb82530ab982b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250701080505220_0240d432d41ac97dc4bbb82530ab982b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250701080505220_0240d432d41ac97dc4bbb82530ab982b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250701080505220_0240d432d41ac97dc4bbb82530ab982b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250701080505220_0240d432d41ac97dc4bbb82530ab982b-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250701080505220_0240d432d41ac97dc4bbb82530ab982b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250701080505220_0240d432d41ac97dc4bbb82530ab982b-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fincantieri vede un peso sempre maggiore della divisione Difesa nel suo business futuro e mira a ottenere almeno 20 miliardi di euro dalle ricadute dei piani industriali europei per il rilancio delle spese militari. Lo ha dichiarato l&#8217;amministratore delegato Pierroberto Folgiero parlando con Bloomberg, sottolineando come il colosso italiano della cantieristica intenda sfruttare il &#8220;forte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/meno-navi-da-crociera-piu-cacciatorpediniere-e-portaerei-la-svolta-industriale-di-fincantieri.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Fincantieri </strong>vede un <strong>peso sempre maggiore della divisione Difesa</strong> nel suo business futuro e mira a ottenere almeno <strong>20 miliardi di euro</strong> dalle ricadute dei piani industriali europei per il rilancio delle spese militari. Lo ha dichiarato l&#8217;amministratore delegato <strong>Pierroberto Folgiero</strong> parlando con <em>Bloomberg</em>, sottolineando come il <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-fincantieri-costruisce-i-sottomarini-che-segneranno-il-futuro-della-marina-militare.html">colosso italiano della cantieristica</a> intenda sfruttare il &#8220;forte vantaggio derivante dalla gigantesca opportunità di un&#8217;impennata della spesa in Europa e all&#8217;estero&#8221;, concentrando in Italia la produzione di naviglio a usi militari, dato che &#8220;possiamo facilmente aumentare la capacità militare e semplicemente riallocare la capacità produttiva civile esistente altrove nel nostro vasto sistema&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Fincantieri a tutto campo</h2>



<p>La divisioni navi militari di Fincantieri dovrebbe, secondo i piani industriali, aumentare il suo impatto sul fatturato del gruppo dal 20% del 2024 al 30% del 2027, mentre quello delle navi da crociera è dato in discesa dal 44% al 35%. </p>



<p>Sono momenti pieni di affari per il gruppo navale triestino partecipato dallo Stato via Cdp Equity: pochi giori fa Fincantieri ha incassato un contratto da 700 milioni di euro <a href="https://it.insideover.com/difesa/due-nuovi-pattugliatori-polivalenti-per-la-marina-militare.html">dalla Marina Militare per costruire due <strong>pattugliatori polivalenti d&#8217;altura (Ppa)</strong> </a>entro il 2029-2030 per sostituire due unità destinate all&#8217;Indonesia. In parallelo procedono i progetti per le <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/fincantieri-leonardo-win-italian-navy-order-two-ships-2024-07-31/">fregate Fremm</a>, mentre Fincantieri a febbraio ha firmato un contratto da <a href="https://www.defensenews.com/industry/2025/02/17/fincantieri-edge-nab-500m-plus-maintenance-deal-for-uae-navy-fleet/">mezzo miliardo di euro col governo degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong></a> per assistenza alla sua flotta e ha<a href="https://www.analisidifesa.it/2025/05/fincantieri-si-rafforza-in-arabia-saudita/"> lanciato un partenariato con l&#8217;Arabia Saudita.</a> </p>



<p><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/navi-militari-fincantieri-pole-position-i-piani-marina-usa-AH7aYyRB">Inoltre, di recente <em>Il Sole 24 Ore</em> ha sottolineato</a> che Fincantieri potrebbe essere in prima linea per rafforzare la United States Navy desiderosa di rilanciare la sua produzione cantieristica nel quadro di un piano che vuole aggiungere 100 navi in 30 anni, tramite la controllata di oltre Atlantico Fincantieri Marine Group che opera tramite 3mila dipendenti in tre cantieri navali in Wisconsin: Fincantieri Marinette Marine, Fincantieri Bay Shipbuilding, Fincantieri Ace Marine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prospettive strategiche</h2>



<p>Fincantieri, che dal 2022 a oggi ha quintuplicato il suo valore borsistico, al contempo sottolinea che vuole portare a <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-marina-italiana-si-proietta-tra-ionio-e-adriatico-in-nome-della-sicurezza-subacquea.html">800 milioni di euro il margine della divisione sottomarina</a> recentemente lanciata, quasi il 10% del fatturato, e, <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-06-30/italy-s-fincantieri-swaps-cruises-for-warships-in-defense-pivot?embedded-checkout=true">nota <em>Bloomberg</em>, starebbe pensando</a> a un riassetto organizzativo: se la svolta verso il settore militare si consolidasse, esso diverrebbe il <strong>core business dei cantieri navali italiani</strong>, mentre &#8220;la Romania  otterrebbe più lavoro nella fabbricazione dell&#8217;acciaio per le navi da crociera e il sito di Vung Tau in Vietnam che si occuperebbe di volumi più elevati di navi specializzate, dati i suoi costi favorevoli&#8221;, in un contesto in cui &#8220;l&#8217;assemblaggio finale dello scafo e l&#8217;allestimento delle navi da crociera di Fincantieri rimarranno negli stabilimenti italiani di Monfalcone, Marghera, Ancona e Genova&#8221;.</p>



<p>La domanda globale di navi da crociera, salita da una quota di<a href="https://www.rivieramm.com/news-content-hub/news-content-hub/cruise-orders-a-remarkable-turnaround-84054"> 4,8 milioni di tonnellate nel 2023 a 6,6 milioni nel 2024 (67 navi),</a> resta lontana dal picco pre-Covid di 9,5 milioni del 2019 e attori come Fincantieri devono giocare in parallelo puntando al maggior valore aggiunto e alle prospettive che la campagna di aumento delle spese militari può garantire. Grandi aziende strategiche, capaci di scalare industrialmente <strong>le politiche volte a aumentare la spesa militare e le capacità di deterrenza</strong> dei Paesi europei (e non solo) saranno fondamentali per trasformare in risultati concreti le importanti politiche di investimento proposte. E in campo navale, Fincantieri ha scelto di puntare a essere l&#8217;avanguardia europea assieme al sistema-Italia.</p>



<p><strong><em>L&#8217;industria della difesa e le sue prospettive strategiche sono analizzate profondamente da InsideOver sul piano degli impatti a tutto campo sugli equilibri internazionali. Il nostro approccio è sempre multidisciplinare.<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"> Se lo apprezzi e vuoi sostenere questa dinamica realtà, abbonati e sostienici!</a></em></strong></p>
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