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Dagli Stati Uniti è arrivato il via libera a Fincantieri per la costruzione della seconda fregata tipo “Fremm” per la U.S. Navy. Come leggiamo in un comunicato stampa della società triestina, il dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato che la marina statunitense eserciterà l’opzione, del valore di circa 555 milioni di dollari, che assegna alla controllata americana di Fincantieri, Marinette Marine (Fmm), la costruzione della seconda fregata lanciamissili della classe Constellation, ovvero la nuova classe di unità che è basata sulle fregate tipo “Fremm” (o classe Bergamini per la Marina Militare) già costruite ed in servizio in Italia, Francia, Marocco ed Egitto. Marinette Marine sta attualmente lavorando alla fase di progettazione di dettaglio della prima unità. La produzione inizierà alla fine di quest’anno, con consegna dell’unità prevista nel 2026.

Il programma FFG(X) e Fincantieri

Il programma “Constellation” è stato assegnato nel 2020 a Fmm, con un contratto per la prima fregata con l’opzione per 9 ulteriori navi, oltre al supporto post vendita e l’addestramento degli equipaggi, del valore complessivo, per Fincantieri, di circa 5,5 miliardi di dollari. Nell’ambito del programma, la U.S. Navy prevede la costruzione di ulteriori 10 unità, per un totale di 20.

In questa importante gara Fincantieri è riuscita a imporsi sui competitor grazie ad un progetto giudicato come il più avanzato e innovativo. La proposta del gruppo italiano, infatti, è basata sulla piattaforma delle fregate Fremm, ritenuta la migliore al mondo sotto il profilo tecnologico, su cui si fonda un programma di dieci unità per la Marina Militare.

Fmm rappresenta la punta di diamante di Fincantieri Marine Group (Fmg), che controlla altri due siti sempre nella regione dei Grandi Laghi (Wisconsin) – Fincantieri Bay Shipbuilding e Fincantieri Ace Marine – e annovera clienti commerciali e governativi, tra cui la U.S. Navy e la Guardia Costiera americana. Oltre a sviluppare il programma Littoral Combat Ship (Lcs), Fmm sta costruendo 4 unità Multi-Mission Surface Combatants (Mmsc) destinate all’Arabia Saudita, nell’ambito del programma Foreign Military Sales degli Stati Uniti.

Il programma FFG(X) (FF sta per fregata G sta per guided missile e X sta per “progetto in via di definizione”) nasce il 10 luglio del 2017. La U.S. Navy ha infatti la necessità di avere 20 fregate che insieme alle 32 Lcs andranno a completare il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (Ssc – Small Surface Combatants).

Le nuove fregate, che mancavano alla flotta statunitense dal pensionamento delle classe Oliver Hazard Perry consegnate tra il 1973 ed il 1984, si sono rese necessarie dall’esigenza di sopperire alle carenze delle specifiche emerse proprio dalle nuove Lcs. Queste unità sono state giudicate infatti troppo poco armate per avere un dislocamento paragonabile a quello di una fregata classica e soprattutto con un costo unitario eccessivo, cosa che ha portato la U.S. Navy a ridimensionare pesantemente il programma di acquisizione originario, previsto in 55 unità.

Le caratteristiche delle Constellation

A impressionare positivamente il Pentagono ed indirizzarlo verso la scelta del progetto italiano, è stata la capacità delle Fremm di sostenere in modo efficace il ruolo di difesa aerea e in particolare la potenza elettrica disponibile (12 megawatt, la stessa degli Arleigh Burke), che potrebbe dare spazio all’installazione a bordo, in futuro, di armi ad energia diretta. Quando la fregata Alpino della Marina Italiana effettuò una visita negli Stati Uniti proprio per sponsorizzare il progetto di Fincantieri, il personale Usa fu colpito anche dall’abitabilità della nave e dal sistema di gestione danni di bordo.

Le Constellation sono unità lunghe 150 metri, larghe 20, con una propulsione tipo Codlag (Combined Diesel-Electric And Gas), autonomia di 6mila miglia a 16 nodi e una velocità massima di 26 nodi. L’armamento principale comprende un cannone da 57 millimetri, un lanciatore Mk41 Vls, otto lanciatori per Nsm (Naval Strike Missile), un sistema Rim-116 Ram (Rolling Airframe Missile). Si tratta quindi di unità meglio strutturate e più pesantemente armate rispetto alle Lcs, in grado di essere impiegate efficacemente in compiti “d’altura”, e non è un caso che il Pentagono abbia, in seconda battuta, deciso di ridurre il numero delle Lcs in favore di queste ultime.

Obiettivo: contenere la Cina nel Pacifico

Nei piani di Washington c’è infatti una profonda ristrutturazione del suo strumento navale, che vedrà non solo l’aumento del numero di unità, ma una sempre maggiore integrazione di vascelli di ogni dimensione anche del tipo unmanned. L’architettura generale dell’U.S. Navy cambierà quindi, diventando più “flessibile” e snella per rispondere meglio alla minaccia cinese sul fronte del Pacifico Occidentale, dove la nascita di bolle di interdizione marittima ha provocato anche la ridefinizione dei compiti dell’Usmc, il Corpo dei Marines, che riacquista la sua vocazione prettamente “anfibia” rispetto al recente passato.

Una ridefinizione di compiti che passa, obbligatoriamente, attraverso la dismissione della componente più pesante e la necessità di acquisire mezzi in grado di supportare efficacemente la prevista attività di “contro-bolla A2/Ad”. In generale il Servizio Navale Usa, quindi, si sta muovendo verso la costruzione di una nuova “impalcatura” in grado di supportare le operazioni a distanza sui mari nel modo più idoneo per poter affrontare un avversario di tipo “convenzionale” come la Cina, e le fregate della classe Constellation avranno un ruolo importante proprio per le loro caratteristiche peculiari.