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I porti europei sono sempre più attivi nel gestire la transizione degli scenari internazionali, e di conseguenza delle loro attività economiche, verso una fase più complessa e caotica, connotata da maggior incertezza sul fronte geopolitico e una nuova salienza della preparazione a possibili crisi globali. In caso di conflitto su larga scala, la logistica portuale giocherebbe un ruolo determinante e i Paesi europei devono fare ampiamente attenzione a mobilitare virtuosamente le proprie infrastrutture per capire come prepararle ad ogni eventualità.

Genova: la nuova diga con uso duale

La scorsa settimana il Ministero delle Infrastrutture italiano ha, ad esempio, ufficializzato la presentazione come progetto a uso duale (militare e civile) della nuova diga foranea del porto di Genova, che potrà ospitare non solo mercantili, petroliere e navi cargo ma anche, potenzialmente, trasporti truppe, portaerei leggere, cacciatorpediniere, fregate, pattugliatori e altre navi. Inoltre, Genova diventerà un hub strategico della mobilità militare che in Italia è sviluppata con cura particolare delle reti ferroviarie e dei porti.

In caso di crisi bellica in grado di mettere a rischio la sicurezza nazionale italiana o di scenario in deterioramento nell’estero vicino italiano Genova dovrà diventare una base intermodale e interoperabile con altre strutture poste nel Mar Mediterraneo, dovrà riservare parte degli stoccaggi e della logistica alle necessità delle forze armate e dovrà essere messa in comunicazione efficacemente col retroporto.

Come scrive “Il Secolo XIX”, due progetti finanziati dalla Commissione Europea mirano a consolidare la strategicità di Genova, tra cui uno da 29 milioni di euro per potenziare il parco ferroviario Fuori Muro, piano che “ha uno scopo evidente dal punto di vista strettamente portuale, ma portare la lunghezza dei binari a 750 metri permetterebbe anche di facilitare le manovre delle tradotte militari sin dentro il porto di Genova”. A questo si aggiungono 6 milioni di euro per potenziare il viadotto di Binasco e, nota il maggior quotidiano ligure, “la terza infrastruttura dual use è alla Spezia”, su cui saranno investiti “poco meno di 10 milioni per le connessioni della stazione La Spezia Marittima”, motivati “con la necessità di portare a 740 metri i binari”.

Rotterdam: un porto per la Nato

La prima struttura portuale italiana entra dunque pienamente nella pianificazione strategica con cui l’Europa vuole evitare di dipendere dai colli di bottiglia sistemici che sono emersi nella logistica e nelle comunicazioni e poter affrontare con maggior organicità una futura crisi securitaria di portata continentale. Ancora più significativa, a tal proposito, è invece la svolta strategica del maggior scalo europeo, Rotterdam, che ha deciso di iniziare a destinare una quota di spazio alla logistica militare finalizzata al supporto alle strutture Nato in Europa. Il porto olandese è vitale per la logistica atlantica e assieme alla vicina città belga di Anversa Rotterdam gioca un ruolo critico nell’arrivo di mezzi militari, armamenti e beni per le truppe e gli eserciti, ma fino ad ora non ha mai avuto una banchina dedicata alla Difesa.

“I Paesi Bassi, insieme ai loro alleati della Nato, si sono impegnati ad aumentare la spesa per la difesa al 5% del Pil”, nota il Financial Times, ricordando che “a maggio, il ministero della Difesa olandese ha annunciato che Rotterdam avrebbe dovuto fornire spazio per la movimentazione di più navi che trasportavano carichi militari su richiesta della Nato” e che “il terminal container di Rotterdam è l’unico luogo in cui il porto può trasferire munizioni da una nave all’altra in sicurezza”.

Rotterdam può diventare così perno di un sistema di sicurezza delle forniture e della logistica che in un’ottica intermodale e resiliente può unire a raggiera le basi più strategiche del Nord Europa, da Anversa e le basi olandesi di Vlissingen e Eemshaven alla città tedesca di Rostock, facendo perno sulla città dei Paesi Bassi. La preparazione pre-bellica integrerà sempre più l’uso duale delle infrastrutture, militare e civile, come garanzia per una maggiore sicurezza e preparazione a ogni crisi. Il nuovo mondo caotico e competitivo impone svolte a livello sistemico: dal Mediterraneo al Mare del Nord, in Europa questa tendenza inevitabile sta venendo sempre più compresa.

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