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Giovedì 3 aprile, presso i cantieri navali di Riva Trigoso (Genova), è avvenuto il taglio della prima lamiera della nuova fregata tipo FREMM EVO destinata alla Marina Militare italiana. Il contratto prevede la costruzione di due unità di questo tipo ed è stato firmato a luglio 2024 da Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%), e OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armement), e rientra nel programma pluriennale FREMM finalizzato al rinnovamento della flotta della Marina Militare attraverso la costruzione di fregate di nuova generazione. La consegna della prima unità è prevista per il 2029, mentre la seconda nel 2030.

Le FREMM EVO, riferisce Fincantieri, saranno unità molto diverse dalle precedenti: i lavori di miglioramento riguarderanno infatti il Cyber-resilient Ship Management System, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato con il moderno Cyber-resilient Combat Management System SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (Theater Ballistic Missile), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità.

La nuova configurazione delle fregate abbina lo scafo e la propulsione delle attuali FREMM con nuove sovrastrutture in grado di ospitare gli stessi sistemi di combattimento e piattaforma installati sulle navi di ultima generazione sviluppate ai sensi della Legge Navale, ovvero i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA), o secondo la nuova definizione, le MultiPurpose Combat Ship (MPCS), nella configurazione Full e la LHD “Trieste”, oltre a nuovi sistemi per affrontare nuove missioni e minacce. Le FREMM EVO ospiteranno, tra gli altri, la stessa suite Leonardo Kronos Dual-Band Radar (DBR) con le quattro antenne piatte AESA del Kronos Quad in banda C e lo stesso numero di antenne per il Kronos StarFire in banda X rispetto al singolo radar rotante AESA Kronos Grand Naval delle attuali FREMM.

I sistemi anti-droni

Queste nuove unità saranno le prime pensate per attività C-UAS (Counter-Unmanned Air System) by design: esse monteranno infatti un sistema di sensori (EW ed elettro-ottici) per ottenere la soppressione dei droni in modalità soft e hard kill facendo capo a un software a IA del Combat Management System. Si ritiene anche che le FREMM EVO utilizzeranno USV (Unmanned Surface Vehicle) che trasporteranno carichi utili dedicati, inclusi sistemi sottomarini autonomi, operanti dalle due stazioni laterali per RHIB (Rigid-Hulled Inflatable Boat) da 11 metri.

L’armamento principale consiste su un sistema missilistico da difesa aerea utilizzante i vettori “Aster” di MBDA, compresi i Block 1NT, da lanciare da due sistemi di lancio verticali (VLS) Sylver A50 a 8 celle, posizionati nell’area di prua. C’è comunque la predisposizione per ulteriori due VLS dietro quelli installati, portando così il totale possibile a 32 celle di lancio verticali. Sono in corso studi per valutare l’installazione di VLS per missili da attacco profondo, come gli Scalp Naval e/o VLS per missili CAMM ER, nonché altre nuove soluzioni di lancio di armi multiuso. L’artiglieria principale è rappresentata da due cannoni Leonardo Super Rapido da 76/62 mm nella configurazione Strales per utilizzare munizioni guidate DART per affrontare sia missili che minacce asimmetriche, mentre quella secondaria è data da due Lionfish da 30 mm di Leonardo. Presenti anche 8 lanciatori di missili da crociera Teseo Mk2E antinave e antisom e due lanciatori trinati per siluri MU90. La componente aerea imbarcata è rappresentata da un elicottero SH90 oppure un EW101.

La Marina Militare vedrà nei prossimi anni l’impostazione di nuove e più moderne unità: il primo PPA EVO entro quest’anno, mentre ci si attende quella del primo DDX tra il 2025 e il 2026; la seconda FREMM EVO vedrà il taglio della prima lamiera nel 2026, e nel 2027 si vedrà l’impostazione del secondo PPA EVO. Per quanto riguarda i DDX, attualmente è in essere uno studio di fattibilità per l’imbarco di un reattore nucleare di nuova generazione (e dimensioni ridotte rispetto a quelli classici) per la produzione di energia elettrica atta alla propulsione.

La tecnologia di nuovi reattori in questione è quella del “Programma Minerva” (Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati), lanciato nel 2023 da Fincantieri. Lo studio di fattibilità riguarda anche i sottomarini, e magari, in un lontano futuro, una portaerei. Difficilmente però lo vedremo sulle FREMM EVO, ma non è da escludere che questa possibilità sia stata studiata dalla Marina Militare insieme a Fincantieri.

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