L’Italia assumerà la leadership della sicurezza sottomarina nella regione del Mar Adriatico e Mar Ionio? Il recente summiti dell’Iniziativa Adriatico-Ionica (Adrion) forum di coordinamento intergovernativo che unisce Italia, Albania, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia, ha aperto la strada a questa prospettiva. Nel quadro del “Trans-Regional Seapower Symposium” di Venezia, uno dei più importanti forum di discussione sulla geopolitica marittima, nella giornata del 7 ottobre si è svolta una riunione dei Ministri della Difesa dell’Iniziativa dedicata proprio al tema della sicurezza delle infrastrutture sottomarine.
Il peso geopolitico dell’area ionio-adriatica
A coordinare i lavori Guido Crosetto, ministro della Difesa del governo Meloni, che ha sottolineato come Adrion è “un’iniziativa rilevante: permette infatti di confrontarsi e migliorare la cooperazione delle Marine dei Paesi della regione Adriatico-ionica. Quest’area è sempre più strategica per il ruolo centrale che riveste sia sul piano della sicurezza che degli approvvigionamenti energetici”.
Dal cavo GreenMed progettato dall’italiana Sparkle e destinato a connettere Roma e i Balcani via Adriatico alla Trans-Adriatic Pipeline (Tap) che porta il gas dall’Azerbaijan all’Italia e in prospettiva al tratto Igi-Poseidon del gasdotto EastMed con al centro la Grecia la regione è destinata ad arricchirsi di opere di alto interesse strategico. E l’ambito ionico-adriatico appare una regione dove la pertinenza italiana può e deve essere prioritaria per recuperare al coordinamento e l’influenza di Roma quell’estero vicino spesso trascurato. Nello Ionio, poi, passano molti cavi sottomarini che connettono il traffico dati sulla dorsale Est-Ovest del Mediterraneo, acquisendo una funzione centrale per l’Unione Europea, l’Alleanza Atlantica e gli Stati Uniti che hanno nella Sicilia (il cosiddetto Sicily Hub) uno snodo cruciale per le loro comunicazioni.
Date queste premesse, data la prospettiva di sviluppo dell’ambito adriatico-ionico, data la salienza che la regione assume anche nel quadro di altre iniziative macroregionali (come l’Iniziativa dei Tre Mari polacca) e, soprattutto, vista la nuova postura delle forze armate italiane sul dominio sottomarino appare palese che l’area possa essere un banco di prova per la nuova strategia di Roma per sviluppare competenze operative nei fondali marini. Una strategia che passa anche per la capacità di elaborazione delle forze armate contro ogni possibile minaccia.
Una sfida attuale
Dal caso del Nord Stream, fatto esplodere da un’operazione polacco-ucraina volta a recidere i legami energetici tra il loro “alleato” tedesco e la Russia, al danneggiamento dei cavi sottomarini del Mar Rosso da parte degli Houthi la cronaca recente degli ultimi due anni ci ricorda del ruolo geopolitico delle profondità marine. E che nel proprio cortile di casa l’Italia voglia svolgere un ruolo di coordinamento per testare le linee operative in cui si inserisce il nuovo Polo Nazionale della dimensione Subacquea (Pns) è comprensibile.
Paolo Mauri, presente alla presentazione del Pns su nave “Cavour” a Civitavecchia nel mese di maggio per InsideOver, ha ricordato su queste colonne che “l’Italia, al momento, è l’unico Paese che ha fatto la scelta di mettere a sistema tutti gli attori marittimi interessati alla subacquea per sviluppare tecnologia. Il Polo è quindi un inedito modello di hub tecnologico (proposto anche in ambito Nato) e un’incisiva espressione di “sistema-Paese”, per la tutela dei vitali interessi nazionali, correlati al mondo sommerso”. E ora potrà coordinare di fatto la supervisione operativa sugli asset strategici che trasportano energia e dati vitali per la nostra economia e la sicurezza nazionale dei Paesi dell’area adriatico-ionica in una zona che si può e si deve integrare su molti fronti. Dalle infrastrutture ai commerci, dall’energia alle telecomunicazioni la linea italiana su Adrion può anche sdoganare la centralità dell’area per l’agenda europea di domani. E rimettere, gradualmente, il Mediterraneo al centro dell’agenda geopolitica dell’Italia partendo dai fondamentali. Ovvero da ciò che c’è alle porte di casa.

