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Nella giornata di ieri, presso il cantiere navale del Muggiano, a La Spezia, Fincantieri ha consegnato la decima fregata tipo FREMM alla Marina Militare italiana. Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri, Dario Deste, l’AD di Orizzonte Sistemi Navali, Giovanni Sorrentino, il direttore di OCCAR, generale Joachim Sucker, l’ammiraglio di divisione Flavio Biaggi, comandante del Comando Interregionale Marittimo Nord, il direttore di NAVARM, ammiraglio Giuseppe Abbamonte e il sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto.

L’unità, battezzata “Emilio Bianchi”, è in versione antisom enhanced, ed è la seconda di questa tipologia di sei totali ad uso per la guerra sottomarina, completando così la dotazione richiesta dalla Marina Militare per questa particolare missione. Complessivamente, il programma FREMM per la Marina è stato quindi completato e comprende, oltre alle sei fregate antisom, altre quattro in configurazione multiruolo (general purpose).

Nave “Emilio Bianchi”, dotata dei più avanzati sistemi prodotti da Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica è caratterizzata, come le altre unità FREMM, da un’elevata flessibilità d’impiego e ha la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri fuori tutto, una larghezza di 19,7 e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Può raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di circa 200 persone imbarcate.

Un’eccellenza in Europa

Le FREMM rappresentano lo standard di riferimento tecnologico in Europa distinguendosi per le loro caratteristiche innovative e per l’elevata cyber resilienza, frutto di un profondo lavoro progettuale e gestionale. L’elevato grado di automazione, i sistemi di bordo di ultima generazione e l’ottimizzazione delle operazioni di manutenzione garantiscono un’elevata disponibilità operativa. Studi approfonditi di ergonomia hanno contribuito alla realizzazione di ambienti funzionali, pensati per migliorare l’efficienza operativa e la qualità della vita dell’equipaggio. La nave garantisce inoltre un’importante autonomia – circa 6.000 miglia nautiche a 15 nodi – che le consente di operare anche per lunghi periodi al di fuori del Mediterraneo.

Si chiude così il divario capacitivo della Marina Militare apertosi nel biennio 2020/2021, quando due FREMM già in consegnate alla MM erano state vendute all’Egitto per un valore di 1,2 miliardi di euro. Le ex fregate italiane sono in configurazione multiruolo e armate con un cannone Leonardo da 127/64 mm LightWeight (LW), un cannone Super Rapido da 76/62 mm e due cannoni da 25 mm oltre al sistema missilistico fa difesa aerea MBDA SAAM-ESD dotato di missili Aster. Alcune apparecchiature sensibili specifiche della Marina italiana, compresi i sistemi da guerra elettronica, sono state rimpiazzate da equipaggiamenti di altra provenienza.

In cantiere l’evoluzione

Fincantieri, in continuità con gli obiettivi del progetto FREMM, ha attualmente in corso la realizzazione di ulteriori due fregate di nuova generazione in versione “evolution”, denominate FREMM EVO, in costruzione presso i cantieri di Riva Trigoso e Muggiano con consegna della prima unità prevista nel 2029 e la seconda nel 2030. Il taglio della prima lamiera della prima unità di questo tipo è avvenuto il 3 aprile di quest’anno a Riva Trigoso e il contratto è stato firmato da Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%). Le FREMM EVO saranno unità molto diverse dalle precedenti: i lavori di miglioramento riguarderanno infatti il Cyber-resilient Ship Management System, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato con il moderno Cyber-resilient Combat Management System SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (Theater Ballistic Missile), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità.

Le sovrastrutture saranno quindi diverse rispetto alle FREMM in servizio, e ospiteranno lo stesso radar Leonardo Kronos Dual-Band Radar (DBR) con le quattro antenne piatte AESA del Kronos Quad in banda C dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura (o MCS – Multipurpose Combat Ship) e lo stesso numero di antenne per il Kronos StarFire in banda X. Soprattutto saranno le prime ad avere capacità C-UAS (Counter Unmanned Air System) by design.

Troviamo ancora relativamente insoddisfacente la dotazione missilistica “di serie”: le FREMM EVO, da progetto iniziale, nascono con 16 celle di lancio verticali più la predisposizione di altre 16, per missili Aster, tutte a prua. Ci auguriamo che si preveda, se non l’installazione di ulteriori celle per lancio di vettori da attacco in profondità come si vocifera attualmente, almeno l’installazione di celle “multimissile”. In ogni caso la dotazione di 32 celle di lancio verticali – se confermata – sarebbe in linea con le costruzioni navali di altri Paesi per le stesse classi di unità, come la Repubblica Popolare Cinese (le Type 054A) e gli USA (le Constellation).

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