L’OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armement) ha annunciato l’8 gennaio che il programma italiano FREMM EVO ha completato con successo la Critical Design Review (CDR) in tutti e tre i domini: piattaforma, sistema di combattimento e supporto logistico integrato/disegno generale.
La CDR è una valutazione formale nel processo di sviluppo di un prodotto (in questo caso un sistema d’arma) che valuta se il suo progetto dettagliato soddisfa i requisiti prestazionali ed è pronto per la fabbricazione e il collaudo. Garantisce che tutte le specifiche e i controlli di qualità necessari siano in atto prima di procedere con la produzione. È una valutazione fondamentale, perché valuta se il progetto oltre a soddisfare i requisiti, soddisfa i costi e i vincoli di tempo. Il superamento della CDR consente al progetto di procedere verso le fasi di implementazione e integrazione avendo assicurato di ridurre al minimo i rischi prima di passare alla produzione, con conseguente risparmio di tempo e risorse a lungo termine.
OCCAR riferisce in un comunicato stampa che “il raggiungimento di questo obiettivo di alto livello attesta che il processo di progettazione del Programma FREMM EVO ha soddisfatto tutti i requisiti necessari e segna il passaggio formale alla fase di produzione. Il completamento della CDR, pienamente in linea con i tempi previsti, dimostra che il programma è sulla buona strada per consegnare due unità navali avanzate alla Marina Militare Italiana, rispettivamente entro giugno 2029 e giugno 2030. Queste unità forniranno capacità avanzate per soddisfare le mutevoli esigenze operative e rafforzare la sicurezza marittima. Questo successo riflette gli sforzi collaborativi e le competenze del team Horizon di OCCAR e di tutti gli stakeholder coinvolti. Evidenzia inoltre l’importanza strategica della cooperazione a livello nazionale e internazionale nella fornitura di unità navali all’avanguardia che salvaguardino gli interessi condivisi e rafforzino il ruolo dell’Europa nella difesa globale”.
Gli aggiornamenti di Fincantieri
Fincantieri, che si occupa della costruzione delle nuove unità navali, ha già impostato la prima fregata ad aprile del 2025.
Le FREMM EVO sebbene siano basate sul disegno delle fregate precedenti saranno delle unità navali molto diverse. Esse infatti rappresentano un’evoluzione del progetto originale, il cui programma è stato lanciato nel 2002 e il cui contratto è stato assegnato nel 2006, con l’introduzione di una serie di miglioramenti per affrontare i problemi di obsolescenza, ma soprattutto con l’aggiunta di tecnologie e sistemi più recenti per far fronte ai nuovi requisiti della Marina Militare e alle minacce emergenti, oltre a un supporto logistico evoluto. Le migliorie, come ha riferito Fincantieri in occasione del taglio della prima lamiera, riguardano il Cyber-resilient Ship Management System, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato con il moderno Cyber-resilient Combat Management System SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (Theater Ballistic Missile), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità.
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Sulla base delle attività di derisking e dei disegni emersi in questi mesi, la configurazione FREMM EVO abbina lo scafo e la propulsione delle attuali FREMM con nuove sovrastrutture in grado di ospitare i sistemi di combattimento e di piattaforma installati sulle unità navali di ultima generazione sviluppate nell’ambito della Legge Navale, ovvero i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) o Multi-purpose Combat Ship (MCS) nella configurazione Full e la LHD Trieste.
Il supporto dell’Intelligenza artificiale
Sappiamo anche che l’esperienza maturata dalla Marina Militare nel Mar Rosso durante l’operazione dell’Unione Europea aspide Aspides ha portato a installare sulle nuove fregate il primo sistema CUAS (Counter Unmanned Air System) della MM. Secondo dichiarazioni ufficiali le FREMM EVO avranno una serie di sistemi che includono un nuovo radar dedicato e apparati di guerra elettronica, che operano insieme a nuovi apparati elettro-ottici. Tutte le informazioni vengono integrate e gestite con il supporto dell’intelligenza artificiale al fine di rispondere alla minaccia dei droni con sistemi soft-kill e hard-kill. Un’altra innovazione è rappresentata dal sistema di contromisure radar elettroniche (RECM) e la capacità di gestire e controllare una serie di sistemi unmanned multidominio attraverso l’UMS (Unmanned Management Suite) di Fincantieri. Le nuove fregate saranno quindi in grado di operare USV, UUV e naturalmente anche UAS.
L’armamento è costituito dal sistema missilistico di difesa aerea di MBDA SAAM ESD PPA basato sulla famiglia di missili Aster (inclusi i Block 1NT con capacità i intercettare missili balistici a corto e medio raggio) lanciati da due sistemi di lancio verticali (VLS) Sylver A50 a 8 celle posizionati nell’area di prua. Da disegni preliminari emerge la possibilità di avere spazio per altri VLS dietro quelli installati. Naval News riferisce che sono in corso studi per valutare l’installazione di VLS per missili da attacco profondo o VLS per missili CAMM ER, nonché altre nuove soluzioni di lancio di armi multiruolo. La capacità ha ASuW sarà data da otto lanciatori MBDA Italia Teseo Mk2/E insieme ad elicotteri SH-90 equipaggiati con missili MBDA Italia Marte ER. L’artiglieria principale è costituita da due cannoni Leonardo Super Rapido da 76/62 mm in configurazione Strales, per utilizzare munizioni guidate DART in grado di contrastare missili e minacce asimmetriche.

