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	<title>Colpo di stato in Niger Archives - InsideOver</title>
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	<title>Colpo di stato in Niger Archives - InsideOver</title>
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		<title>Caos Nagorno-Karabakh, elezioni in Slovacchia, escalation tra Kosovo e Serbia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/caos-nagorno-karabakh-elezioni-in-slovacchia-escalation-tra-kosovo-e-serbia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 17:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Slovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Nagorno-Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli avvenimenti in Nagorno-Karabakh si susseguono rapidamente. Tra Kosovo e Serbia le tensioni non diminuiscono. La Slovacchia sta affrontando le elezioni legislative con l&#8217;ombra delle disinformazione russa. L&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme della gioventù tunisina: sempre meno istruita e sempre più povera. La Mauritania non accoglierà i soldati francesi cacciati dal Niger. Ecco le cinque notizie del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/caos-nagorno-karabakh-elezioni-in-slovacchia-escalation-tra-kosovo-e-serbia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli avvenimenti in Nagorno-Karabakh si susseguono rapidamente. Tra Kosovo e Serbia le tensioni non diminuiscono. La Slovacchia sta affrontando le elezioni legislative con l&#8217;ombra delle disinformazione russa. L&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme della gioventù tunisina: sempre meno istruita e sempre più povera. La Mauritania non accoglierà i soldati francesi cacciati dal Niger. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Di ora in ora salgono le tensioni tra Armenia e Azerbaigian&nbsp;</h2>



<p>Sale la tensione al confine tra <strong>Nagorno-Karabakh</strong> e <strong>Armenia</strong>. Un soldato azero è stato ucciso da un cecchino armeno posizionato al confine, più precisamente nell’insediamento di <strong>Zarkend</strong>, nel distretto di Basarkakecher. L’obiettivo era una postazione dell&#8217;esercito azero nell&#8217;insediamento di <strong>Ashagi Ayrim</strong>. È lo stesso ministero della Difesa di <strong>Baku</strong> a confermalo poi però smentito da <strong>Eravan</strong> che dichiara che non corrisponde a realtà la dichiarazione diffusa dal ministero della Difesa dell&#8217;Azerbaigian. I fatti si susseguono rapidamente in un conflitto che non vede margini di risoluzione rapida. Proprio oggi infatti, la procura generale dell&#8217;Azerbaigian ha annunciato l&#8217;arresto del ministro degli Esteri, <strong>David Babayan</strong>, dell’ormai sciolta autoproclamata Repubblica Nagorno-Karabakh. Il ministro è stato arrestato con l&#8217;accusa di essere &#8220;coinvolto nel coordinamento delle attività di gruppi terroristici, con l&#8217;obiettivo di instillare inimicizia e odio nazionale”. Queste accuse sono state mosse anche alla luce dell&#8217;attacco con missili balistici sferrato il 17 ottobre 2020 contro aree civili, insediamenti e territori smilitarizzati della città di <strong>Ganja</strong> in Azerbaigian, in cui sarebbe coinvolto Babayan. Nel frattempo Più di 100mila persone di etnia armena hanno lasciato il territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Kosovo e Serbia la ostilità non accennano a diminuire e la comunità internazionale richiama all’ordine</h2>



<p>Sono passati sei giorni ma la tensione rimane alta tra <strong>Kosovo</strong> e <strong>Serbia</strong>. Gli scontri tra i due Paesi sono nati dall’uccisione di un agente kosovaro al confine con la Serbia. L’uccisione del poliziotto ha portato un gruppo di uomini armati serbi a tendere un’imboscata alla polizia kosovara e a barricarsi in un monastero ortodosso vicino al confine settentrionale con la Serbia. Gli scontri sono durati ore e sono rimasti tre uomini e altri sono stati arrestati. Ieri l’ultimo avvenimento quando la polizia kosovara si è dislocata nel nord del Paese per condurre un’operazione nelle proprietà legate alla presunta mentre dell’attacco della polizia. Belgrado non ha tardato a farsi sentire che ha difinito l’operazione una “brutale ed eccessiva dimostrazione di forza”. La vicenda è arrivata fino alle orecchie statunitensi che hanno chiesto a <strong>Belgrado</strong> di ritirare le proprie forze dal confine con il Kosovo dopo aver rilevato quello che hanno definito un rafforzamento militare serbo senza precedenti. Anche la Nato ha preso posizione dichiarando di essere pronta ad aumentare la sia forza di pace in Kosovo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ombra russa nelle elezioni in Slovacchia</h2>



<p>Con le elezioni legislative di oggi, la <strong>Slovacchia</strong> rientra nella guerra geopolitica tra “Occidente” e Russia. Ad affrontarsi sono due correnti diametralmente opposte e, secondo i sondaggi dell&#8217;ultima ora, c&#8217;è da aspettarsi un serrato testa a testa tra il partito populista <strong>Smer-SD</strong> dell&#8217;ex primo ministro <strong>Robert Fico</strong>, che sostiene politiche più favorevoli a Mosca, e la Slovacchia progressista liberale di <strong>Michal Simecka</strong>, vicepresidente del Parlamento europeo che vuole approfondire la cooperazione con l’Ue. Come da copione il Paese è stato bombardato di disinformazione durante tutta la campagna elettorale. Uno studio rivela metà della nazione creda alle fake news in circolazione. La posta in gioco è altissima e pare che la Russia abbia giocato il suo ruolo nel diffondere fake news per agevolare il consenso nei confronti di Robert Fico che ha ornato i cartelloni della capitale <strong>Bratislava</strong> con slogan che promettono  &#8220;stabilità, ordine e benessere”. Dalle 22 di questa sera, ora italiana, avranno luogo gli exit poll e si saprà se la Slovacchia cambierà definitivamente la sua politica estera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Allarme giovani nella Tunisia dell’esodo umano</h2>



<p>Secondo uno studio Onu, oltre un quarto dei giovani tunisini di età compresa tra i 15 e i 29 anni non è iscritto al sistema di istruzione e formazione della <strong>Tunisia</strong> e non è attivo sul mercato del lavoro. Lo studio è stato condotto da varie agenzie delle Nazioni Unite quali l&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp). I dati riguardano giovano tunisini provenienti da diversi governatorati, ovvero Gafsa, Kairouan, Monastir e Sidi Bouzid. Non è un caso quindi che oltre alle centinaia di migliaia di disperati che cercando di arrivare sulle coste europee, in gran numero ci siano pure i tunisini. Il Paese sta attraversando non solo una drammatica crisi economica ma anche una crisi sociale. Le sfide che devono affrontare i giovani tunisini sono molteplici. Le difficoltà di apprendimento, le condizioni di vita familiare difficili e le sfide economiche e sociali portano all&#8217;abbandono scolastico e a un’inevitabile stato di disoccupazione e povertà.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sahel, in un irremovibile sentimento anti francese, allontana la Francia: la Mauritania non accoglierà i militari francesi </h2>



<p>La <strong>Mauritania</strong> non è &#8220;né strategicamente né geograficamente&#8221; il Paese migliore per ospitare i 1.500 soldati francesi che lasceranno il Niger entro la fine dell&#8217;anno. Lo ha detto il presidente mauritano <strong>Mohamed Ould</strong> <strong>Ghazouani</strong> in un&#8217;intervista al quotidiano francese <em>Le Figaro</em>. &#8220;L&#8217;azione di forze dedicate è più logica in un Paese che si trova più al centro o vicino al campo d&#8217;azione. La Mauritania non subisce un attacco sul suo territorio dal 2011 e senza dubbio ha meno bisogno dell&#8217;assistenza di una forza multinazionale&#8221;, ha detto il capo dello Stato africano. È così che la Francia di <strong>Macron</strong> si ritrova in affanno nel Sahel dove non sa più dove fare continuare le sue operazioni anti terrorismo. Parigi è infatti ormai cacciata da tutta la regione che la sta inesorabilmente escludendo da un qualsiasi coinvolgimento militare. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;addio della Francia al Niger: via ambasciatore e personale militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laddio-della-francia-al-niger-via-ambasciatore-e-personale-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 15:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-1536x1022.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-2048x1363.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia si ritira ufficialmente dal Niger entro fine anno. Gli Stati Uniti, invece, stanno consolidando le proprie posizioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-1536x1022.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/sahel-Agenzia_Fotogramma_IPA22437109-2048x1363.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> ha annunciato domenica sera che Parigi metterà fine alla sua “cooperazione militare con le autorità de facto del Niger” e che i soldati presenti nel Paese subsahariano saranno rimpatriati “entro la fine dell’anno”. Contestualmente Il personale diplomatico francese a Niamey tornerà in Francia “nelle prossime ore”. </p>



<p>L&#8217;annuncio, <a href="https://www.france24.com/fr/vid%C3%A9o/20230925-la-france-se-retire-du-niger-le-r%C3%A9gime-c%C3%A9l%C3%A8bre-une-nouvelle-%C3%A9tape-vers-la-souverainet%C3%A9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">effettuato in diretta televisiva</a>, riguarda quindi il ritorno in patria dell&#8217;ambasciatore francese a Niamey, Sylvain Itté, ed il ritiro di circa <strong>1500 soldati</strong> schierati in Niger per la lotta al terrorismo. Questa decisione arriva due mesi dopo il colpo di stato militare avvenuto nel paese il 26 luglio scorso, e al termine di lunghe settimane di stallo con la giunta golpista. </p>



<p>“La Francia ha deciso di riportare indietro il suo ambasciatore e quindi, nelle prossime ore, il nostro ambasciatore con diversi diplomatici tornerà in Francia. E mettiamo fine alla nostra cooperazione militare con le autorità di fatto del Niger, perché non vogliono più lottare contro il terrorismo” ha dichiarato il presidente Macron, precisando che i soldati francesi “torneranno in modo ordinato nelle prossime settimane e mesi” con termine ultimo entro la fine dell&#8217;anno. </p>



<p>Una dichiarazione subito accolta con gioia a Niamey, dove migliaia di persone si sono radunate spontaneamente in una piazza in prossimità del principale insediamento militare francese in città. Questa vera e propria ritirata dal Niger arriva dopo due mesi di trattative col governo golpista guidato dal generale <strong>Abdourahamane Tiani</strong>, che ha deposto il presidente Mohamed Bazoum. L&#8217;Eliseo ha precisato che la decisione sarebbero stata presa d’intesa con il signor Bazoum – che non si è dimesso, sebbene sia sequestrato con la sua famiglia dal colpo di stato – e con i leader dell’Ecowas, il cui intervento è stato più volte sollecitato e sperato da Parigi per ristabilire il legittimo governo in Niger. </p>



<p>L&#8217;Ecowas però si è dimostrato sordo agli appelli francesi e internazionali e soprattutto imbelle, e non solo in questa occasione ma anche in precedenza non intervenendo nei vari colpi di Stato che hanno sconvolto la fascia subsahariana negli ultimi anni.  Sovvertimenti di governo che hanno eliminato la presenza francese dalla maggior parte di essi: dopo dieci anni di operazioni militari antiterrorismo nel Sahel, la Francia è presente in questa regione solo in <strong>Ciad </strong>con un migliaio di soldati. </p>



<p>Il Niger, in particolare, è sempre stato <strong>centrale nella lotta al jihadismo</strong>, e sebbene la nuova giunta non abbia ancora dimostrato interesse a spostare il suo asse politico verso la Russia, il rischio che Mosca possa inserirsi in questa nuova profonda frattura c&#8217;è, sebbene la situazione generale non sia così negativa come in altri Paesi dove già sono presenti i miliziani del Gruppo Wagner (come il Mali ad esempio). </p>



<p>Risulta infatti che gli <strong>Stati Uniti</strong>, sebbene abbiano fermamente condannato il golpe insieme all&#8217;Onu, all&#8217;Ecowas e all&#8217;Unione Europea, abbiano ancora una forte presenza nel Paese, che in prospettiva potrebbe significare un riassetto della politica nigerina escludendo unicamente la presenza francese, dopo gli evidenti fallimenti delle operazioni di contro-insorgenza e contro-terrorismo. </p>



<p>Il Pentagono <a href="https://www.reuters.com/world/us-military-repositioning-some-troops-within-niger-withdrawing-non-essential-2023-09-07/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sta infatti riposizionando alcune truppe</a> ed equipaggiamenti in Niger e ha in fase di ritiro un piccolo numero di personale non essenziale. Gli Usa hanno in Niger due basi militari: una nella capitale, la base aerea 101, e una ad Agadez, la base area 201, entrambe usate per operazioni di droni e altri mezzi in chiave di contrasto al jihadismo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="916" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/basi-usa-africa-916x1024.jpg" alt="" class="wp-image-302466" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/basi-usa-africa-916x1024.jpg 916w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/basi-usa-africa-268x300.jpg 268w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/basi-usa-africa-768x858.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/basi-usa-africa-1374x1536.jpg 1374w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/basi-usa-africa-1832x2048.jpg 1832w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/basi-usa-africa-scaled.jpg 1718w" sizes="auto, (max-width: 916px) 100vw, 916px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Sino a questo riassetto delle forze Usa in Niger, nel Paese erano presenti <strong>1100 soldati</strong> ma non sappiamo quanti di essi siano stati richiamati: è molto probabile che il ritiro stia riguardando il personale diplomatico o civile collegato alle due strutture militari. Si tratta quindi a tutti gli effetti di un <strong>consolidamento </strong>della presenza statunitense nel Paese, effettuato per salvaguardare le risorse in modo da continuare ad affrontare la minaccia dell&#8217;estremismo islamico nella regione. </p>



<p>L&#8217;assetto complessivo e la posizione degli Stati Uniti in Niger pertanto non cambiano, e il golpe di luglio non ha affatto quella connotazione anti-occidentale propagandata dalla Russia o dalla Cina, semmai dimostra l&#8217;insofferenza di Niamey per una missione militare, quella francese, che non ha portato i risultati sperati. </p>



<p>Proprio lo stesso golpe molto facilmente ha trovato terreno fertile in questa situazione, e non è stato né sobillato né tanto meno eterodiretto dalla Russia, sebbene, come detto, essa potrebbe trarne vantaggio, ammesso che riesca a mobilitare risorse sufficienti che, come sappiamo, attualmente sono relativamente scarse per via degli eventi bellici in Europa. </p>



<p>Bisogna poi ricordare che negli ultimi dieci anni le <strong>truppe statunitensi</strong> hanno addestrato le forze di sicurezza del Niger in funzione antiterrorismo e condotto missioni contro lo Stato Islamico e al Qaeda, e sebbene dopo il golpe l’addestramento militare sia stato sospeso, il fatto che il governo nigerino non abbia mai mostrato la volontà di cacciare anche i soldati Usa, fa ritenere che possa riprendere nelle prossime settimane una volta che Washington abbia “messo in chiaro” alcuni principi della nuova gestione casalinga. </p>



<p>In effetti, pur condannandolo, l’amministrazione Biden non ha formalmente etichettato la presa del potere militare in Niger come un colpo di stato, in quanto questa definizione limiterebbe l’assistenza in materia di sicurezza che Washington può fornire al Paese. </p>



<p>La ritirata francese ha creato le precondizioni per un <strong>cambio di gestione</strong> della lotta al jihadismo saheliano, e gli Stati Uniti hanno assunto maggiore importanza proprio per la loro presenza in Niger, che non è stata messa in discussione dai golpisti almeno per il momento.<br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laddio-della-francia-al-niger-via-ambasciatore-e-personale-militare.html">L&#8217;addio della Francia al Niger: via ambasciatore e personale militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti incoraggiano Riyad, rapimento di massa in Nigeria, controlli alle frontiere polacche: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-incoraggiano-riyad-rapimento-di-massa-in-nigeria-controlli-alle-frontiere-polacche-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 15:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa usa]]></category>
		<category><![CDATA[gang]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sale la pressione migratoria in Germania, gli Stati Uniti velocizzano la normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele, ricominciano i rapimenti di massa in Nigeria, il Niger accusa l'Onu di invitare il governo deposto, l'entourage di Raisi aggredisce un giornalista iraniano a New York. Ecco le notizie del giorno. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230923174922713_88a32ccafa35d478fd90a53def9f11c8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;avvicinamento a Israele, Washington incalza l&#8217;Arabia Saudita stanziando 500 milioni di dollari per supportare la Difesa del regno. La Nigeria assiste inerme alla ripresa di una delle attività preferite delle bande criminali locali: i rapimenti di massa, stavolta in un campus universitario. La giunta nigerina non accetta che a rappresentare il Paese all&#8217;Onu sia l&#8217;inviato del governo deposto; un giornalista iraniano viene aggredito a New York dall&#8217;entourage del presidente Raisi e il cancelliere tedesco cerca di mettere un freno allo scandalo dei visti lavorativi illegali rilasciati dalla Polonia, che accrescono la pressione migratoria sulla Germania. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Stati Uniti catalizzano il riavvicinamento tra Riyad e Israele con supporto militare</h2>



<p>L&#8217;Agenzia per la cooperazione nella difesa e sicurezza degli Stati Uniti ha comunicato l&#8217;approvazione dello stanziamento di<strong> 500 milioni di dollari </strong>per supportare la manutenzione della flotta e dei veicoli da combattimento dell&#8217;Arabia Saudita. La proposta, giunta al Congresso dal Dipartimento di Stato, dovrebbe coprire <strong>pezzi di ricambio</strong>, componenti e servizi di riparazione per i <strong>veicoli militari</strong>, inclusi carri armati Abrams e M-60, veicoli da combattimento Bradley, corazzati e Humvee in dotazione alle forze armate reali saudite. Altri equipaggiamenti inclusi sono lanciamissili anticarro Tow, sistemi radar e attrezzatura per le comunicazioni. L&#8217;accordo giunge all&#8217;indomani dell&#8217;annuncio del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman riguardante la normalizzazione tra&nbsp;<strong>Israele e Arabia Saudita</strong>, a suo dire &#8220;sempre più vicina&#8221;.  L&#8217;Agenzia statunitense ha commentato: &#8220;La proposta supporterebbe la politica estera statunitense e gli obiettivi di sicurezza nazionale supportando un <strong>partner strategico</strong> e promuovendo la stabilità in Medio Oriente&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scholz minaccia controlli alle frontiere per i visti illegali rilasciati dalla Polonia</h2>



<p>Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha invitato il governo della Polonia a investigare sulle centinaia di migliaia di <strong>visti lavorativi </strong>rilasciati <strong>illegalmente</strong> da funzionari che avrebbero ricevuto tangenti, e ha minacciato di reintrodurre controlli alla frontiera. &#8220;Lo scandalo dei visti che sta avendo luogo in Polonia necessita di indagini approfondite&#8221; ha affermato Scholz ad un raduno elettorale in Baviera in vista del voto dell&#8217;8 ottobre per il rinnovo del Consiglio regionale. &#8220;Non voglio che il Paese si limiti a <strong>far passare </strong>liberamente i migranti&#8221;. Il Cancelliere ha comunicato che discuterà il problema con il governo polacco e ha ventilato l&#8217;ipotesi di implementare dei <strong>controlli alla frontiera </strong>con la Polonia e altri vicini. Il governo di Berlino è sottoposto a grande pressione a causa del crescente numero di arrivi di <strong>migranti clandestini</strong>, ma finora il cancelliere e la ministra dell&#8217;Interno hanno resistito alle richieste di introdurre controlli alle frontiere. I dati raccolti dalle agenzie tedesce parlano di oltre <strong>204mila richieste d&#8217;asilo</strong> ricevute nei primi 8 mesi del 2023, con un aumento del 77% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricominciano i rapimenti di massa in Nigeria</h2>



<p>Un grupo di uomini armati ha rapito oltre<strong> 30 persone</strong>, incluse 24 studentesse, in un raid nei pressi dell&#8217;università nello stato del Zamfara, nel nord-est della Nigeria. Poco prima dell&#8217;alba, decine di sequestratori appartenenti a gruppi criminali locali hanno circondato il villaggio di Sabon Gida, sede dell&#8217;<strong>Università Federale</strong> appena fuori dalla capitale Gasau, <strong>irrompendo</strong> in tre residenze femminili e portando via le studentesse sotto la minaccia delle armi. L&#8217;attacco è stato il primo rapimento di massa da quando il presidente Bola Ahmed Tinubu è entrato in carica nel maggio scorso promettendo di affrontare con forza le sfide alla sicurezza del Paese. I soldati schierati da Gasau hanno ingaggiato uno <strong>scontro a fuoco</strong> con gli aggressori ma una parte di loro è riuscita a radunare gli ostaggi e trasferirli in un&#8217;altra zona. I rapimenti di massa di studenti sono una delle attività in cui si sono <strong>specializzate</strong> le bande criminali nello stato di Zamfara. A febbraio 2021, i gangster assalirono una scuola femminile nella città di Jangebe e sequestrarono più di 300 studentesse, che furono liberate solo dopo il pagamento di un riscatto da parte delle autorità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">All&#8217;Onu, il Niger è ancora rappresentato dall&#8217;ex governo</h2>



<p>Il <strong>regime militare</strong> al potere in Niger, risultato del recente colpo di Stato e non riconosciuto internazionalmente ha accusato Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, di aver <strong>impedito</strong> la partecipazione di Niamey alla 78esima Assemblea generale Onu con la complicità della Francia. Il colonnello Amadou Abdramane ha tenuto un discorso in diretta tv a nome del <strong>Consiglio nazionale</strong> per la salvaguardia della patria (Cnsp) accusando Guterres non solo di aver &#8220;rifiutato di prendere atto della <strong>lista ufficiale</strong> dei delegati del Niger all&#8217;Onu, Paese che è membro permanente dell&#8217;organismo&#8221;, ma anche di aver dato ascolto alla richiesta del ministro degli Esteri <strong>deposto</strong> Hassoumi Massaoudou di revocare il diritto di parola al rappresentante nigerino accreditato dal Cnsp, il ministro degli Esteri ad interim Yaou Sangarè Bakary. Quest&#8217;ultimo era stato nominato come rappresentante del Niger all&#8217;Onu a marzo scorso, quindi prima del colpo di Stato del 26 luglio. &#8220;Il Consiglio e il governo della Repubblica del Niger invitano la comunità nazionale e internazionale a testimoniare le <strong>perfide azioni</strong> del Segretario Generale dell’ONU&nbsp;che rischiano di compromettere qualsiasi sforzo volto a porre fine alla crisi nel nostro Paese” ha esortato Abdramane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giornalista iraniano aggredito dall&#8217;entourage di Raisi a New York</h2>



<p>La rete persiana Iran International ha comunicato che un giornalista della propria troupe è stato <strong>aggredito</strong> dall&#8217;entourage del presidente iraniano <strong>Ebrahim Raisi </strong>mentre si trovava a New York per seguire l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il corrispondente Kian Amani stava facendo delle riprese fuori dall&#8217;hotel Millennium Hilton per documentare il seguito di Raisi che lasciava l&#8217;edificio quando l&#8217;incidente ha avuto luogo. Iran International, che trasmette in farsi da Washington, ha affermato che &#8220;l&#8217;entourage del presidente iraniano ha <strong>attaccato</strong>, molestato e insultato i giornalisti della nostra troupe&#8221; subito dopo che un funzionario iraniano si è avvicinato ad Amani chiedendogli <strong>per cosa</strong> stesse girando il filmato, e lui ha risposto &#8220;Non toccarmi, sono un giornalista&#8221;. Il vice inviato speciale del Dipartimento di Stato per l&#8217;Iran, Abram Paley, ha dichiarato in un tweet che &#8220;tale comportamento è <strong>inaccettabile</strong>. Condanniamo le apparenti molestie e intimidazioni di diversi giornalisti sul suolo americano&#8221;.</p>
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		<title>Nuove sanzioni all&#8217;Iran, missioni militari in Niger e apocalisse libica: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 17:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclone Daniel]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Mahsa Amini]]></category>
		<category><![CDATA[Missione Usa in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni all'Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1163" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-scaled-600x363.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-1024x620.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-1536x930.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-2048x1240.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa riprenderanno le missioni militari in Niger a due mesi dal golpe. In Cina è scomparso il ministro della difesa da due mesi sulla scia di altri funzionari scomparsi. L&#8217;apocalisse libica continua drammaticamente. Sia la Russia che gli Stati Uniti avanzano pretese al generale Haftar. Alla vigilia dell&#8217;uccisione di Mahsa Amini, Biden annuncia nuove &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/nuove-sanzioni-alliran-missioni-militari-in-niger-e-apocalisse-libica-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1163" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-scaled-600x363.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-1024x620.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-1536x930.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915192015753_dbc6b6ca4af053f057e6b00e5bfb8395-2048x1240.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa riprenderanno le missioni militari in Niger a due mesi dal golpe. In Cina è scomparso il ministro della difesa da due mesi sulla scia di altri funzionari scomparsi. L&#8217;apocalisse libica continua drammaticamente. Sia la Russia che gli Stati Uniti avanzano pretese al generale Haftar. Alla vigilia dell&#8217;uccisione di Mahsa Amini, Biden annuncia nuove sanzioni contro funzionari iraniani. <strong>Ecco i cinque fatti del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Stati Uniti riprendono le missioni militari in Niger</h2>



<p>Il <strong>Niger</strong> rimane nel mirino della comunità internazionale. Da quando lo scorso 26 luglio i militari hanno messo in atto un colpo di Stato, la linea più dura è stata intrapresa dalla Comunità economica degli stati dell&#8217;Africa occidentale (<strong>Ecowas</strong>). Nelle ultime settimane infatti sono andate in scena diverse riunioni per fare il punto della situazione e decidere se intervenire militarmente per ripristinare il governo eletto e il presidente <strong>Mohamed Bazoum</strong>. Anche altri Paesi rimangono fermi su una dura posizione, tra questi gli <strong>Stati Uniti</strong>. È stato infatti annunciato dal generale James Hecker, capo delle forze americane per l&#8217;Europa e l’Africa, che le missioni militari Usa in Niger hanno ripreso a pieno regime. In Niger infatti sono presenti 1.110 soldati americani, alcuni di questi sono stati spostati dalla base aerea vicino a Niamey ad Agadez a circa 920 chilometri dalla capitale. &#8220;Attraverso il processo diplomatico, stiamo portando avanti, non direi il 100% delle missioni che facevamo prima, ma una grande quantità di missioni”, ha detto Hacker.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giallo in Cina: scompare il ministro della difesa&nbsp;</h2>



<p>Da oltre due settimane, il ministro della difesa cinese <strong>Li Shangfu</strong>, non si vede più sulla scena pubblica. Crescono quindi le speculazioni che lasciano all’immaginazione le sue sorti. L’ipotesa più accreditata è che sia stato rimosso perché sotto indagine per corruzione. L’ultima sua apparizione risale al 29 agosto a Pechino durante il China-Africa Peace and Security Forum. Le sparizioni di alti funzionari non sono rari in Cina. Quest’ultima si aggiunge a molte altre. La più recente è quella del ministro degli esteri Qin Gang, rimosso dall&#8217;incarico nel luglio scorso. Prima ancora quella di due generali a capo dell&#8217;unità missilistica dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Libia in ginocchio: gli aggiornamenti</h2>



<p>Nella città di <strong>Derna</strong>, epicentro del disastro del ciclone sub-tropicale “<strong>Daniel</strong>”, sono crollati circa 30 chilometri di rete stradale. È il Comitato tecnico per la rilevazione dei danni del Governo di unità nazionale (Gun), l&#8217;esecutivo con sede a <strong>Tripoli</strong>, ad averlo dichiarato oggi in una continua corsa contro il tempo per trovare superstiti e contare i danni subiti. Adesso l’unica strada aperta al traffico è <strong>Dahar al Hamar</strong>, il resto è stato spazzato via insieme a 90 ettari di terreno attorno alla valle di Derna e cinque ponti sul torrente adiacente. I morti sono arrivarti a 11.300 e altre 10.100 sono disperse. L’<strong>Unicef </strong>ha stimato che quasi 300.000 bambini sono stati coinvolti dal disastro. Il membro del comitato di crisi del comune di Derna, <strong>Hamad Al-Shalwi</strong>, ha descritto la situazione umanitaria nella città come &#8220;catastrofica&#8221;, aggiungendo che ci sono ancora molte persone intrappolate sotto le macerie e nel fango. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il generale Haftar corteggiato da Putin e da Biden</h2>



<p>Mentre la Cirenaica conta le sue vittime e i danni subiti dal passaggio del ciclone “Daniel”, Putin allarga la sua rete bellica. <strong>Mosca</strong> sta cercando di ottenere l’accesso ai porti controllati dal generale <strong>Khalifa Haftar</strong> per le sue navi da guerra. È il <em>Wall Street Journal</em> a riferirlo. I porti in questione sarebbero quelli di Bengasi e Tobruk situati a 700 km dall’Italia e dalla Grecia. Nelle ultime due settimane alti funzionari russi si sono incontrati con Haftar per discutere dei diritti di attracco a lungo termine nelle aree da lui controllate nell&#8217;est del Paese. Il generale Haftar è al centro di richieste da parte di tutti. Infatti sarà attesa a breve una missione diplomatica militare <strong>Usa</strong> per convincere il generale a espellere i mercenari di Wagner e incoraggiarlo a unificare le sue forze con quelle controllate dalle fazioni rivali. L’obiettivo è quello di creare una zona cuscinetto alla luce degli sconvolgimenti politici avvenuti nel <strong>Sahel</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Alla vigilia del primo anniversario della morte di Mahsa Amini, Biden annuncia nuove sanzioni all’Iran</h2>



<p>Un anno fa <strong>Mahsa Amini</strong>, una ragazza iraniana di 22 anni è stata uccisa dalla polizia religiosa per non aver correttamente indossato il velo. Da quel momento la popolazione iraniana è insorta insieme alla comunità internazionale. Oggi <strong>Biden</strong>, alla vigilia del primo anniversario della morte di Mahsa, ha annunciato sanzioni contro 29 fra personalità ed entità iraniane, &#8220;collegate alla violenta repressione del regime iraniano contro le proteste in tutto il Paese”. Tra loro spiccano decine di membri importanti delle forze di sicurezza del regime. Tra di loro il capo del sistema carcerario, <strong>Gholamali Mohammad</strong>i, alti funzionati, tre media affiliati al regime e una società che supporta il regime nella censura e il blocco dell&#8217;accesso a Internet. A un anno dalla &#8220;morte brutale di Mahsa, riaffermiamo il nostro impegno nei confronti del coraggioso popolo iraniano che sta portando avanti la sua missione. Stanno ispirando il mondo con la loro resilienza e determinazione”, ha affermato Biden.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/nuove-sanzioni-alliran-missioni-militari-in-niger-e-apocalisse-libica-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Nuove sanzioni all&#8217;Iran, missioni militari in Niger e apocalisse libica: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I golpe falliti: quando un colpo di Stato non riesce e perché non ha successo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-golpe-falliti-quando-un-golpe-non-riesce-perche-non-ha-successo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella storia sono stati tanti i golpe falliti: ecco perché alcune azioni in passato non sono andate a segno </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230907175450632_20fa2e614e3d2abcc5f545a6bce5553c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In <strong>Africa</strong>, almeno negli ultimi anni, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-continente-dei-colpi-di-stato-perche-lafrica-e-sempre-instabile-e-perche-si-susseguono.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gran parte dei golpe è andata a segno</a>. Lo si è visto, giusto per citare gli ultimi esempi, in <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/tentativo-golpe-niger-2187801.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Niger</a> e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/colpo-stato-gabon-l-annuncio-dei-militari-tv-annullate-2202881.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gabon</a> nelle scorse settimane. Tuttavia non sempre le azioni militari volte a rovesciare i governi possono avere successo. Nel corso della storia recente spesso il repentino cambio della guardia al potere non è riuscito. A incidere sul <strong>fallimento</strong> dei golpe sono diversi fattori. A partire dall&#8217;<strong>appoggio interno</strong> da parte degli stessi militari, passando poi per il <strong>radicamento territoriale </strong>del governo che si vuole defenestrare. Non sono mancati i casi in cui i colpi di Stato si sono rivelati poi poco meno di sventurate iniziative, poco organizzate e poco sostenute. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I casi di Italia e Spagna sul finire del Novecento</h2>



<p>Sembrerebbe che putsch e golpe siano oramai un&#8217;esclusiva di altri continenti fuori dall&#8217;Europa e dall&#8217;orbita occidentale. In realtà, di colpi di Stato ne sono stati registrati diversi nel nostro continente e anche in epoche molto recenti. Eclatante il caso della <strong>Grecia</strong> del 1967, quando ad Atene si è insediata una giunta militare che ha governato all&#8217;ombra dell&#8217;Acropoli fino al 1974. </p>



<p>Il golpe ellenico non ha rappresentato un caso isolato. A Roma ad esempio, i blindati militari hanno fatto la loro comparsa lungo le strade durante la notte del 7 dicembre 1970. Si è trattato del cosiddetto <strong>Golpe Borghese</strong>, dal nome del generale Junio Valerio Borghese che l&#8217;ha guidato. In quella notte, ha avuto luogo uno degli episodi più controversi del nostro secondo dopoguerra. </p>



<p>Alcuni ministeri chiave sono stati circondati da colonne di blindati guidati da militari e da almeno 200 uomini della Forestale. Alcuni di loro si sono anche avvicinati alla sede della Rai. Poi è arrivato un improvviso e mai del tutto chiarito dietrofront ordinato dallo stesso Borghese. L&#8217;Italia il giorno dopo ha celebrato la festività dell&#8217;Immacolata ignara di quanto accaduto poche ore prima. I dettagli emergeranno diversi mesi dopo, scatterà inoltre un lungo processo che però non ha mai portato all&#8217;accertamento della verità.</p>



<p>Se il mancato golpe italiano è avvenuto nel silenzio di una notte romana, in <strong>Spagna</strong> invece i tentativi di insurrezione sono stati ripresi platealmente in diretta. Durante la seduta del Congresso dei Deputati del 23 febbraio 1981 infatti, un uomo in divisa e armato è entrato all&#8217;interno dell&#8217;emiciclo minacciando tutti i presenti e ordinando di rimanere in silenzio. Si trattava del generale della Guardia Civil <strong>Antonio Tejero</strong>. La sua azione era appoggiata da alcuni settori dell&#8217;esercito spagnolo, i quali mal digerivano il percorso di transizione avviato dopo la fine dell&#8217;era franchista. Tejero, assieme agli altri artefici del tentativo di colpo di Stato, non hanno ricevuto né l&#8217;approvazione unanime dei generali e né quella di Re Juan Carlos. Con un discorso pronunciato in Tv in quella stessa notte, quest&#8217;ultimo ha contribuito a far definitivamente fallire il golpe.  </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h2 class="wp-block-heading">Il caso eclatante della Turchia</h2>



<p>Un esempio di fallimento di un colpo di Stato di recente è arrivato dalla <strong>Turchia</strong>. Il Paese, una delle principali forze militari della Nato, ha vissuto la sua notte più lunga il 15 luglio 2016. Nel mirino di una parte dell&#8217;esercito la più che decennale esperienza al governo del presidente<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Recep Tayyip Erdogan</a>. Per Ankara non si è trattato di una novità. La storia turca è stata caratterizzata da diversi colpi di Stato riusciti. I militari si sono spesso imposti nel Paese quali <strong>tutori dell&#8217;ordine laico </strong>voluto da Ataturk, intervenendo quando invece i governi in carica hanno provato a virare verso una maggiore influenza dell&#8217;Islam nella politica e nella società. </p>



<p>Erdogan, al potere dal 2002, è alla guida di un partito (l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-del-partito-di-erdogan.html">Akp</a>) considerato conservatore e vicino alla galassia dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Islam politico</a>. Il golpe, iniziato in tarda serata con l&#8217;impiego di carri armati per le strade di Istanbul e Ankara, aveva come obiettivo proprio quello di rovesciare Erdogan. Nel giro di poche ore però, l&#8217;azione dei militari si è avviata verso il fallimento. Molti cittadini sono scesi in piazza per bloccare i carri armati ed entrare nelle sedi televisive in cui i soldati avevano già fatto irruzione. A mancare è stato un certo <strong>coordinamento</strong> tra i golpisti. Inoltre, l&#8217;esercito si è subito mostrato spaccato sull&#8217;eventualità di mandare avanti il tentativo di insurrezione. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Turkey failed coup attempt: How it unfolded" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/r0q7BADpzrE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_r0q7BADpzrE");</script>
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<p>Il presidente turco ha così ripreso il controllo della situazione, rientrando a Istanbul nelle prime ore del mattino del 16 luglio. Per Erdogan, a organizzare il golpe sarebbero stati membri dell&#8217;esercito fedeli alla lobby di <strong>Fetullah Gulen</strong>, filantropo e politologo un tempo alleato del presidente e poi invece diventato suo principale nemico. Dopo il golpe, il leader turco ha avviato profonde <strong>purghe</strong> all&#8217;interno sia dell&#8217;esercito che degli apparati statali. Non sono pochi coloro che, soprattutto all&#8217;estero, credono a un ruolo dello stesso Erdogan nella pianificazione del golpe. Con l&#8217;intento di giustificare, in un secondo momento, la cacciata degli avversari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mancanza di un chiaro sostegno interno</h2>



<p>Qualunque sia la verità sul fallito golpe turco, quell&#8217;episodio ha dimostrato come alla base di un fallimento di un colpo di Stato c&#8217;è la <strong>mancanza di un vasto sostegno</strong> all&#8217;interno sia dell&#8217;esercito che degli apparati di sicurezza. Circostanza rintracciabile ad esempio nel fallito golpe in <strong>Venezuela</strong> del 2002, attuato da una parte dell&#8217;esercito contro l&#8217;allora presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-hugo-chavez.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hugo Chavez</a>. Quest&#8217;ultimo, al potere da due anni, è stato spodestato per 24 ore dall&#8217;intervento dei militari appoggiati da alcuni settori dell&#8217;opposizione. Ma non tutto l&#8217;esercito era d&#8217;accordo con l&#8217;azione. E così, complici anche le proteste di piazza, il giorno dopo Chavez è potuto rientrare nel palazzo presidenziale. </p>



<p>Tornando al contesto africano, un caso eclatante di fallimento di un colpo di Stato per mancanza di sostegno interno è arrivato nel 2019 dal Gabon. Nel Paese recentemente salito agli onori delle cronache per il riuscito golpe contro <strong>Ali Bongo</strong>, già quattro anni fa un gruppo di militari <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/in-gabon-i-militari-prendono-il-potere-colpo-di-stato-contro-ali-bongo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva provato a prendere il potere</a>. Approfittando dell&#8217;assenza del leader gabonese, volato in Marocco per motivi di salute, tre soldati si sono presentati in Tv dichiarando ai cittadini la destituzione di Bongo e l&#8217;avvio di una fase di transizione. Si è trattato però di un tentativo velleitario: pochi soldati hanno partecipato al golpe, gran parte dell&#8217;esercito è rimasto immobile e dei tre soldati in televisione non si è saputo più nulla. </p>



<p>In <strong>Sudan</strong> invece, il generale <strong>Hemeti Dagalo </strong>nello scorso aprile non è riuscito a spodestare l&#8217;ex alleato, ossia il generale e presidente <strong>Abdel Buran</strong>. Con le sue Forze di Supporto Rapido (<strong>Rsf</strong>) non è stato in grado né di sovrastare l&#8217;esercito regolare e né di far passare dalla propria parte i reparti più importanti. Il golpe può dirsi fallito, anche se da allora è in corso una guerra civile tra le due parti entrata in una pericolosa fase di stallo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tentato colpo di mano di Haftar </h2>



<p>Ci sono situazioni poi dove più che a un colpo di Stato, si assiste a una vera e propria escalation militare contro il governo centrale. Si tratta di contesti caratterizzati da guerre civili o da gravi tensioni interne. Come nel caso della <strong>Libia</strong>, rimasta senza una vera e propria architettura statale dopo la morte del rais <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Muammar Gheddafi </a>nel 2011. <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nel conflitto civile successivo</a>, ad emergere tra le altre è stata la figura del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Khalifa Haftar</a>, ex alleato poi diventato nemico di Gheddafi in esilio dagli anni &#8217;90 negli Usa. Con le sue milizie, da lui aggregate nel <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cos-e-il-libyan-national-army.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Libyan National Army</a>, Haftar dal 2014 al 2017 è stato impegnato nella conquista e riunificazione della Cirenaica. </p>



<p>Due anni più tardi, nel pieno di colloqui con il governo di Tripoli guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>, l&#8217;unico tra i vari esecutivi libici riconosciuto dalla comunità internazionale, ha sferrato un attacco contro la capitale libica per prendere con la forza il potere. Con il Paese per due terzi nelle sue mani e con la percezione di un&#8217;opinione pubblica nettamente a suo favore, Haftar nell&#8217;aprile del 2019 <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html">ha lanciato le proprie truppe contro le milizie alleate di Al Sarraj</a>. In un primo momento l&#8217;azione sembrava destinata al successo. Il generale era sicuro di vincere una guerra lampo, attuando un vero e proprio golpe contro il governo di Tripoli.</p>



<p>Ben presto però il colpo di Stato si è trasformato in una <strong>guerra di attrito</strong> tra le due forze in campo. Un conflitto per lungo tempo statico, risolto a favore di Al Sarraj soltanto nell&#8217;estate del 2020. Il mancato colpo di mano di Haftar può quindi essere annoverato tra i falliti golpe degli ultimi anni. A pesare nei suoi confronti è stato, ancora una volta, la mancanza di un appoggio univoco alla sua mossa. Molte milizie infatti, hanno deciso di non avallare l&#8217;azione del Libyan National Army. </p>
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		<title>Il continente dei colpi di Stato: perché l&#8217;Africa è sempre instabile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-continente-dei-colpi-di-stato-perche-lafrica-e-sempre-instabile-e-perche-si-susseguono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Gabon]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[G5 Sahel]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal Mali al Niger, dal Sahel al Gabon: perché in Africa nell'ultimo decennio è un continuo susseguirsi di colpi di Stato </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una precisa data di inizio dell&#8217;attuale<strong> scia di</strong> <strong>instabilità</strong> che sta attanagliando l&#8217;Africa. È il 21 marzo 2012, giorno in cui a <strong>Bamako</strong>, capitale del <strong>Mali</strong>, alcuni militari provenienti dalla base militare di Kati hanno preso il potere e deposto l&#8217;allora presidente <strong>Amadou Toumani Touré</strong>. Da allora, gli eserciti sono diventati decisivi attori protagonisti nell&#8217;intera regione del <strong>Sahel</strong>. E oggi il “<strong>vento golpista</strong>” sembra diffondersi oggi in buona parte del continente.</p>



<p>Di certo, però, l&#8217;Africa non sta conoscendo soltanto adesso le esperienze relative ai colpi di Stato. Ma nell&#8217;ultimo decennio l&#8217;interventismo dei militari è di gran lunga accentuato. Con implicazioni geopolitiche interne ed esterne al continente al momento imprevedibili.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Mali alla Repubblica Centrafricana, i primi segnali di instabilità nel Sahel</h2>



<p>Le immagini delle bandiere russe a <strong>Niamey</strong>, capitale del Niger, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-colpo-di-stato-gli-arresti-e-lombra-della-wagner-cosa-succede-in-niger.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in occasione del recente colpo di Stato attuato nel Paese africano </a>hanno suscitato non poco clamore. In particolare, si è avuta l&#8217;impressione di un <strong>duello</strong> tra Mosca e l&#8217;occidente trasferito in Africa e con l&#8217;opinione pubblica locale sbilanciata a favore del Cremlino in funzione anti occidentale e anti coloniale. In realtà però la crisi nel Sahel ha origini lontane. Come detto, occorre andare indietro fino al golpe nel Mali del 2012. In quell&#8217;occasione l&#8217;intervento militare ha avuto ragioni prettamente interne. Il Paese era alle prese con la ribellione dell&#8217;<strong>Azawad</strong>, la regione settentrionale a maggioranza tuareg che aveva proclamato la secessione. Un contesto forse favorito anche dalla fine <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">drammatica in Libia del regime di Gheddafi</a>, avvenuta con la cattura e la morte del rais a Sirte pochi mesi prima. </p>



<p>I militari maliani, indispettiti da una pessima gestione del conflitto nel nord del Paese, si sono mossi nel marzo 2012 contro l&#8217;allora presidente Touré. Le giunte militari successive e i governi nati dopo travagliati periodi di transizione non hanno espresso da subito una retorica anti francese e anti occidentale. Al contrario, vista l&#8217;avanzata dei <strong>gruppi jihadisti </strong>nell&#8217;Azawad favorita dal caos di quei mesi, è stata avviata una collaborazione con Parigi per l&#8217;invio di truppe francesi nel Paese. Sono così iniziate le operazioni <strong>Serval</strong> e <strong>Barkhane</strong>, il cui obiettivo era l&#8217;eliminazione della minaccia islamista nel Sahel. </p>



<p>Anche nella vicina <strong>Repubblica Centrafricana</strong>, dove nel 2013 la coalizione dei <strong>Seleka</strong> ha spodestato l&#8217;ex presidente <strong>Francois Bozizé</strong>, il repentino cambio di regime ha avuto un&#8217;origine prettamente interna. A giocare un ruolo decisivo in questo caso sono state le ataviche e mai risolte diatribe etnico-politiche centrafricane. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La debolezza degli Stati subsahariani</h2>



<p>Dopo la presa di potere da parte dei militari a Bamako, in tutto il Sahel è passato il messaggio secondo cui i gravi problemi dell&#8217;area possono essere risolti con un<strong> repentino ribaltamento</strong> del sistema politico. È per questo che molti eserciti sono intervenuti ricevendo anche il <strong>sostegno</strong> da parte dell&#8217;opinione pubblica. Nell&#8217;aprile del 2019, <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-e-arrivati-al-colpo-di-stato-in-sudan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quando i militari hanno circondato la casa dell&#8217;allora presidente sudanese Omar Al Bashir</a>, la gente è scesa in piazza per festeggiare. A <strong>Khartoum</strong> molti giovani hanno avuto la sensazione di aver conquistato, grazie all&#8217;azione dei soldati, la democrazia. Si tratta delle stesse scene di giubilo viste poi pochi anni dopo a <strong>Ouagadougou</strong> e <strong>Niamey</strong>. Nel settembre del 2021, quando l&#8217;allora presidente della <strong>Guinea</strong> Alpha Condé ha annunciato di voler forzare la costituzione e continuare con un altro mandato, i militari hanno deciso di attuare un nuovo golpe.</p>



<p>L&#8217;intervento degli eserciti però sottintende una <strong>debolezza</strong> tanto politica quanto strutturale dei vari Paesi coinvolti. L&#8217;attuazione di un golpe mostra infatti la mancanza sia di una società civile in grado di incidere nel processo decisionale e così come di una valida alternativa, all&#8217;interno degli apparati statali, all&#8217;interventismo dei militari. </p>



<p>Lo si è visto anche in <strong>Ciad</strong> nell&#8217;aprile del 2021, quando il presidente <strong>Idriss Déby </strong>è stato ucciso in prima linea mentre i ribelli entrati dalla Libia minacciavano la capitale N’Djamena. Dopo la sua morte, i generali hanno imposto la nomina del figlio Mahamat Déby come nuovo capo di Stato. In tal modo è stata sospesa la costituzione e ancora una volta l&#8217;esercito è stato visto come unico attore in grado di preservare la stabilità. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-1024x668.jpg" alt="" class="wp-image-409056" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-scaled-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-2048x1337.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soldati ciadian in un veicolo parcheggiato davanti a un manifesto elettorale del defunto presidente Idriss Deby lungo il ciglio di una strada a N&#8217;Djamena, in Ciad, il 23 aprile 2021. Il presidente del Ciad Idriss Deby è morto per le ferite riportate negli scontri con i ribelli nel nord del Paese. Deby era al potere dal 1990 ed era stato rieletto per un sesto mandato nelle elezioni dell&#8217;11 aprile 2021. I funerali di Stato si sono tenuti la mattina del 23 aprile 2021, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron. Foto: EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON / POOL.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi economici che attanagliano il continente</h2>



<p>La debolezza dei Paesi africani ha origini soprattutto economiche. E le principali rivendicazioni delle varie popolazioni interessate dagli interventi golpisti sono quindi di <strong>natura economica</strong>. In Mali, così come in Niger, in Burkina Faso e in gran parte della fascia sub sahariana, in migliaia vivono al di sotto della soglia di povertà. La situazione nell&#8217;ultimo decennio è andata peggiorando. Soprattutto nelle regioni più remote dei Paesi in questione, è impossibile trovare lavoro e mezzi di sostentamento per le proprie famiglie. Una circostanza che, soprattutto nel Sahel, sta favorendo tra le altre cose il <strong>proselitismo</strong> di matrice jihadista e l&#8217;emersione di gruppi criminali e dediti al contrabbando. </p>



<p>Un <strong>circolo vizioso</strong> di difficile soluzione. L&#8217;instabilità causa povertà e, a sua volta, la povertà richiama ulteriore instabilità. L&#8217;opinione pubblica nel Sahel ha puntato il dito sia contro i propri sistemi politici che contro l&#8217;influenza di attori internazionali. Da qui l&#8217;ampio sostegno dato ai militari arrivati al potere e la diffusione del &#8220;vento golpista&#8221; nella regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentimento anti occidentale</h2>



<p>La <strong>retorica anti occidentale</strong>, all&#8217;interno di questa catena di eventi, è piuttosto recente. Ancora una volta il Paese da cui tutto è partito è il Mali. Qui il deterioramento delle condizioni di sicurezza ha dato ai cittadini una percezione molto negativa della<strong> presenza francese</strong>. Parigi a più riprese è stata accusata di velleità imperialiste nascoste dalla volontà ufficiale di lottare contro il terrorismo. Già a ridosso delle elezioni del 2018, quelle che hanno incoronato <strong>Ibrahim Boubacar Keita </strong>quale nuovo presidente, in molti comizi si è fatto ampio riferimento alla possibilità di affrancarsi dalla Francia. </p>



<p>A spingere in questa direzione sono state anche le autorità religiose. Tra queste ad esempio l&#8217;imam <strong>Mahmoud Dicko</strong>, capo del consiglio islamico del Mali. I suoi discorsi hanno spesso puntato l&#8217;accento sulla cattiva gestione dello Stato, sull&#8217;incompetenza della classe politica, ma anche sui danni derivanti dalle operazioni francesi e, più in generale, dall&#8217;influenza di Parigi sul Paese. Una retorica tanto anti occidentale quanto anti coloniale, seguita poi da diversi politici e dagli stessi militari.</p>



<p>Per questo<a href="https://it.insideover.com/politica/il-mali-rischia-adesso-di-sprofondare-in-una-nuova-guerra-civile.html"> il golpe dell&#8217;agosto 2020</a> ha avuto una connotazione diversa da quello di otto anni prima. Il generale artefice del colpo di Stato, <strong>Assimi Goita</strong>, ha apertamente parlato della possibilità di un definitivo allontanamento dalla sfera di influenza francese. Circostanza ribadita in occasione di un secondo golpe, attuato sempre da Goita nel maggio del 2021. La fine dell&#8217;operazione Barkhane e l&#8217;avvicinamento alla <strong>Russia</strong> e alla compagnia <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wagner</a>, espresso con il voto di Bamako in linea con Mosca in diverse risoluzioni sulla guerra in Ucraina, hanno dato ulteriore dimostrazione della nuova politica anti occidentale. Non solo in Mali, ma anche nei Paesi confinanti. </p>



<p>La linea anti francese, culminata con l&#8217;ordine di abbandono del proprio territorio comunicato alle truppe di Parigi, è stata sposata anche dalla giunta militare in <strong>Burkina Faso</strong> che nel 2022, con un altro golpe, ha preso il potere a scapito dell&#8217;ex presidente Roch Kabore. Il colpo di Stato in Niger ha rappresentato quindi soltanto l&#8217;ultimo degli episodi da ricollegare alla crescita di una profonda insofferenza nei confronti dell&#8217;ex madrepatria coloniale, ossia la Francia, e dell&#8217;influenza occidentale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le peculiarità del golpe in Gabon</h2>



<p>Il Gabon è in ordine di tempo l&#8217;ultimo Stato africano ad aver subito un colpo di Stato. Il presidente <strong>Ali Bongo</strong> è stato detronizzato dall&#8217;intervento dei militari, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/gabon-i-militari-nominano-nuovo-presidente-2203431.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guidati dal cugino Brice Clotaire Oligui Nguema. </a>Rispetto al Niger però, l&#8217;azione dei soldati non sembra avere una particolare connotazione geopolitica e anti occidentale. Appare, al contrario, un regolamento di conti interno favorito ancora una volta della <strong>debolezza</strong> del Paese, dalla percezione di una forte corruzione e dal <strong>malcontento</strong> popolare. </p>



<p>La domanda sorge quindi spontanea: la spirale golpista in Africa è destinata a continuare? Il rischio principale nell&#8217;immediato è dato dalle aspettative rivolte verso i militari in molti Paesi del continente. Aspettative in grado di alimentare velleità golpiste in altri Stati caratterizzati da povertà e debolezza interna. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-continente-dei-colpi-di-stato-perche-lafrica-e-sempre-instabile-e-perche-si-susseguono.html">Il continente dei colpi di Stato: perché l&#8217;Africa è sempre instabile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Escalation tra Cina e Taiwan, crisi umanitaria in Niger ed evacuazione a Zaporizhzhia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-cina-e-taiwan-crisi-umanitaria-in-niger-ed-evacuazione-a-zaporizhzhia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 18:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Fukushima]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da una possibile escalation tra Taipei e Pechino, al caos nigerino, fino all'evacuazione dei bambini ucraini da Zaporizhzhia, ecco le cinque notizie del giorno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-cina-e-taiwan-crisi-umanitaria-in-niger-ed-evacuazione-a-zaporizhzhia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Escalation tra Cina e Taiwan, crisi umanitaria in Niger ed evacuazione a Zaporizhzhia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230829201254663_bbdb731ba544a3309f7bca4a568ae4cc-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;avvistamento di velivoli militari cinesi a Taiwan potrebbe acuire le tensioni tra i due Paesi. L&#8217;Onu dichiara un&#8217;allarmante crisi umanitaria in arrivo in Niger a un mese dal golpe. Per protesta contro lo sversamento in mare dell&#8217;acqua radioattiva di Fukushima, i consumatori cinesi stanno boicottando i prodotti giapponesi con il benestare del governo di Xi Jinping. La situazione a Zaporizhzhia sta diventando così pericolosa che il governo ucraino ha predisposto l&#8217;evacuazione di decine di bambini. Il Brasile e la Cina stipulano un accordo poco dopo il vertice Brics: <strong>ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Imminente escalation tra Taiwan e Cina: rilevati 24 velivoli militari cinesi attorno all’isola</h2>



<p><strong>Taiwan</strong> denuncia avvistamenti di velivoli militari cinesi attorno al suo territorio nazionale. Secondo il ministero della Difesa di Taipei, 12 velivoli hanno superato la linea mediana dello Stretto di Taiwan e sono entrati nella zona di identificazione della difesa aerea dell’isola. Il ministero annuncia che “il mantenimento della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan è responsabilità condivisa di tutte le parti nella regione, <strong>Pechino</strong> compresa&#8221;. Le incursioni cinesi nelle acque e nei cieli di Taipei non sono sporadiche ed eventi come quelli di oggi potrebbero portare ad un’escalation delle tensioni e di un notevole peggioramento della sicurezza regionale. “Esortiamo Pechino ad assumersi le proprie responsabilità e a cessare immediatamente tutte le azioni unilaterali che minano la stabilità regionale”, annuncia il ministero della difesa di Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caos in Niger: Onu denuncia situazione allarmante</h2>



<p>L’<strong>Onu</strong> lancia l’allarme: la situazione umanitaria in <strong>Niger</strong> peggiora di giorno in giorno. &#8220;La crisi politica in corso, per la quale non si intravedono soluzioni in tempi brevi, sta causando incertezza e preoccupazione, dal momento che il Paese continua a essere oggetto di attacchi condotti da gruppi armati non governativi, specialmente nei pressi delle frontiere con il Mali e il Burkina Faso. Nell&#8217;ultimo mese, violenze e aggressioni hanno generato oltre 20mila nuovi sfollati interni. La situazione ha portato all&#8217;incremento dei rischi in materia di protezione per rifugiati, richiedenti asilo e comunità di accoglienza”, queste le parole di <strong>Emmanuel Gignac</strong>, rappresentante dell’Unhcr, l’agenzia Onu dei rifugiati. A un mese dal golpe militare e dalle sanzioni internazionali imposte, il Niger sembra sul punto del non ritorno</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina boicotta i prodotti giapponesi per lo sversamento in mare dell&#8217;acqua radioattiva di Fukushima</h2>



<p>L’unica soluzione trovata dal governo giapponese per distruggere l’acqua radioattiva di <strong>Fukushima</strong> è lo sversamento in acqua. Questa decisione ha provocato le critiche di molti Paesi, in particolare della Cina, che sta mettendo in atto un vero e proprio boicottaggio dei prodotti importati dal Giappone. Dalle creme per il viso di lusso ai prodotti di uso domestico di tutti i giorni, i consumatori cinesi hanno iniziato a boicottare tutto quel che arriva dal <strong>Giappone</strong>. I media di stato cinesi gestiscono con cura l&#8217;ondata anti giapponese, nel quadro dei sentimenti nazionalisti e dei timori per il mondo pericoloso oltre i confini del Paese promossi dal presidente Xi, messaggi che la crisi economica in cui si trova la Cina non può che enfatizzare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Massiva evacuazione di bambini dalla regione di Zaporizhzhia a causa dei massicci bombardamenti da parte delle forze russe</h2>



<p>In cinque località della regione di <strong>Zaporizhzhia</strong> verranno evacuate decine di bambini per la “difficile situazione di sicurezza e dei bombardamenti russi”, come l’ha definita il ministero della Reintegrazione ucraina, aggiungendo che “un totale di &#8220;54 bambini e le 67 persone che li accompagnano dovranno essere evacuati”. Le località interessate saranno Guulipole, Stepnoguirsk, Preobrazhenka, Egorivka e Novopavlivka. Oltre ai bambini, l&#8217;evacuazione obbligatoria si applicherà anche alle persone a mobilità ridotta che vivono nelle stesse località. La notizia arriva dopo una giornata di fuoco nella regione e nella stessa città di <strong>Zaporizhzhia</strong> che nella notte è stata bombardata 91 volte dalle forze russe provocando la distruzione di 49 edifici e infrastrutture. Le evacuazioni di civili sono state relativamente rare in Ucraina per diversi mesi. L’ultima grande operazione di questo tipo ha avuto luogo il 10 agosto intorno a Kupiansk, nel nord-est del Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cina e Brasile stipulano un accordo strategico poco dopo il vertice Brics</h2>



<p>Alla luce del <a href="https://it.insideover.com/economia/i-brics-raddoppiano-ecco-chi-saranno-i-nuovi-membri-dellorganizzazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vertice Brics</a>, la <strong>Cina</strong> e il <strong>Brasile</strong> non tardano a prendere accordi. Lo Cnooc, il colosso petrolifero statale cinese, ha firmato oggi un accordo di<strong> cooperazione strategica </strong>con la compagnia petrolifera di Stato brasiliana Petrobras. L’accordo tra Pechino e San Paolo, prevede il rafforzamento della cooperazione in comparti quali la costruzione di infrastrutture energetiche, la raffinazione, il commercio di petrolio greggio, lo sviluppo di fonti energetiche, l’ingegneria chimica e molto altro. La presenza cinese nel Paese sud americano non è una novità. Infatti il colosso petrolifero cinese detiene una quota del 7,34% nel giacimento offshore di Buzios e una del 9,65% nel giacimento Mero, segno che col tempo il rapporto tra i due Paesi si sta sempre di più consolidando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-cina-e-taiwan-crisi-umanitaria-in-niger-ed-evacuazione-a-zaporizhzhia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Escalation tra Cina e Taiwan, crisi umanitaria in Niger ed evacuazione a Zaporizhzhia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Niger si prepara allo scontro, Haftar attacca il Ciad, il Mozambico elimina il leader Isis: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-niger-si-prepara-allo-scontro-haftar-attacca-il-ciad-il-mozambico-elimina-il-leader-isis-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Drusi]]></category>
		<category><![CDATA[ECOWAS]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile libica]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1536x841.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-2048x1121.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Niger chiama alle armi Mali e Burkina Faso contro l'Ecowas, Pechino accusa Washington per la vendita di armi a Taiwan, i drusi siriani scendono in strada per chiedere le dimissioni di Assad. Ecco le notizie del giorno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1536x841.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-2048x1121.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre sale la tensione con la Comunità economica dei Paesi dell&#8217;Africa occidentale, la giunta nigerina si attiva con gli Stati vicini per essere sicura di non rimanere sola; il governo di Pechino accusa Washington di aver violato i comunicati congiunti sino-americani con la nuova vendita di armi a Taiwan. Il generale libico Khalifa Haftar lancia una maxi operazione nel sud del Paese per metterlo in sicurezza, i drusi siriani tornano (dopo dieci anni) a chiedere le dimissioni del presidente Bashar al-Assad e in Mozambico le forze governative eliminano il capo del gruppo Stato Islamico che ha causato un milione di sfollati nel Paese: <strong>ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I golpisti in Niger chiamano Mali e Burkina Faso contro l&#8217;Ecowas</h2>



<p>&nbsp;Il leader del golpe in Niger, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-colpo-di-stato-gli-arresti-e-lombra-della-wagner-cosa-succede-in-niger.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abdourahamane Tchiani,</a> ha autorizzato le forze armate del Mali e del Burkina Faso a intervenire sul territorio nazionale nigerino in caso di <strong>attacco armato</strong>. La dichiarazione segue l&#8217;incontro di ieri a Niamey in cui i ministri degli Esteri dei tre Paesi alleati hanno discusso l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/la-reazione-europea-al-golpe-in-niger-e-lincubo-di-una-nuova-libia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondimento della cooperazione</a> sulla <strong>sicurezza</strong> e su altri ambiti condivisi. Da settimane la Comunità economica dei&nbsp;Paesi&nbsp;dell&#8217;Africa occidentale (Ecowas)è impegnata a negoziare con i leader del golpe per reinsediare il presidente Mohamed Bazoum, ma ha avvisato di essere pronta a <strong>inviare truppe</strong> in Niger per ripristinare l&#8217;ordine costituito nel caso in cui gli sforzi diplomatici fallissero. In un comunicato, i ministri di Mali e Burkina Faso hanno reiterato la loro opposizione ad un intervento armato contro la popolazione del Niger, avvisando che verrebbe considerato una dichiarazione di guerra. L&#8217;<strong>Unione africana</strong>,&nbsp;i&nbsp;cui&nbsp;delegati&nbsp;avevano&nbsp;informalmente espresso reticenza per un&nbsp;intervento armato, ha&nbsp;infine &#8220;preso atto&#8221;&nbsp;della decisione Ecowas&nbsp;in un comunicato, senza opporvisi&nbsp;in modo ufficiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le armi statunitensi a Taiwan violano i comunicati congiunti sino-americani</h2>



<p>&#8220;Le <strong>vendite di&nbsp;armamenti</strong>&nbsp;degli&nbsp;Stati&nbsp;Uniti&nbsp;a Taiwan costituiscono una grave violazione&nbsp;del&nbsp;principio di&nbsp;una sola Cina e dei&nbsp;tre comunicati&nbsp;congiunti&nbsp;Usa-Cina, specie quello&nbsp;del&nbsp;17 agosto 1982&#8243;. Sono queste le parole con cui il portavoce&nbsp;del&nbsp;ministro degli&nbsp;Esteri&nbsp;della Cina, Wang Webin, ha commentato la decisione&nbsp;dell&#8217;amministrazione&nbsp;americana di&nbsp;autorizzare una <strong>nuova fornitura</strong> di&nbsp;armamenti&nbsp;a Taiwan per circa <strong>500 milioni&nbsp;</strong>di&nbsp;dollari. &#8220;Queste vendite violano gravemente&nbsp;il diritto&nbsp;internazionale e le regole che governano le relazioni&nbsp;internazionali, e minacciano la sovranità e gli&nbsp;interessi&nbsp;di&nbsp;sicurezza&nbsp;cinesi&#8221;, ha aggiunto. Wang ha precisato che le forniture di&nbsp;armi&nbsp;statunitensi&nbsp;peggiorano l<strong>&#8216;instabilità dello Stretto di&nbsp;Taiwan</strong>, e ha ripetuto che&nbsp;l&#8217;isola è &#8220;una parte&nbsp;inalienabile&nbsp;del&nbsp;territorio&nbsp;della Cina&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il generale Haftar lancia una nuova operazione lungo il confine col Ciad</h2>



<p>Il portavoce dell&#8217;autoproclamato<strong> Esercito nazionale libico</strong> (Lna) ha annunciato con un post su Facebook il lancio di un&#8217;operazione militare su larga scala al confine con il Ciad – operazione che ha definito come &#8220;ampia, precisa e mirata al confine meridionale per <strong>proteggere le frontiere</strong> dello Stato, le sue capacità e la sicurezza dei suoi cittadini&#8221;. Il portavoce delle forze del generale Khalifa Haftar ha poi aggiunto: &#8220;Non permetteremo che il nostro Paese sia una base d&#8217;appoggio per qualsiasi gruppo o formazione armata che rappresenti una minaccia per i nostri vicini o lanci qualsiasi azione illegale&#8221;, e ha assicurato che l&#8217;operazione non violerà &#8220;il <strong>principio di non ingerenza</strong> negli affari interni dei paesi amici, fraterni e vicini e nei loro problemi politici&#8221;. Infine, il portavoce ha concluso che l&#8217;operazione militare &#8220;via terra e via aerea non si fermerà finchè non saranno raggiunti gli obiettivi fissati dal Comando generale&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I drusi siriani ritornano a chiedere le dimissioni di Assad</h2>



<p>Migliaia di siriani si sono raccolti per le strade della città a <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-anche-i-drusi-scendono-in-strada-contro-damasco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggioranza drusa</a> di Sweida, nel sud-est del Paese, per il quinto giorno consecutivo per protestare contro il peggioramento delle <strong>condizioni economiche</strong> e invocando le <strong>dimissioni del presidente</strong> siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al-Assad</a>. I locali si sono riuniti nella piazza principale della città a partire dalla settimana scorsa, quando hanno assistito ad un improvviso aumento del prezzo del carburante. Importanti leader religiosi drusi, <strong>precedentemente filogovernativi</strong>, si sono incontrati per la prima volta dall&#8217;inizio delle proteste riconoscendo ai manifestanti il diritto di opporsi alle politiche del governo di Damasco, ma evitando di appoggiare apertamente le diffuse chiamate a dimettersi rivolte al presidente Assad. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Eliminato il leader dello Stato Islamico in Mozambico</h2>



<p>Il Capo di Stato maggiore delle forze armate del Mozambico, Joaquim Rivas Mangrasse, ha annunciato oggi l&#8217;eliminazione di Bonomade Machude Omar, noto anche come Ibn Omar o Abu Suraka, ritenuto il leader del gruppo<strong> Stato Islamico</strong> nel Paese. &#8220;Bonomade Machude Omar è stato ucciso insieme ad altri elementi del <strong>gruppo terroristico</strong> che sono ancora in via di identificazione&#8221;, segnala il capo delle forze armate in un comunicato stampa. &#8220;Dall&#8217;indagine condotta e tuttora in corso è emerso, con prove concrete, che il principale leader che <strong>dirige le operazioni</strong> del terrorismo in Mozambico, Bonomade Machude è stato messo fuori combattimento&#8221;, ha segnalato il generale nella nota. Secondo l&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unchr), il conflitto nel nord del Mozambico ha provocato lo sfollamento di <strong>un milione di persone</strong> e causato circa 4.000 morti.</p>
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		<title>Droni in Crimea, guerra &#8220;rimandata&#8221; in Niger e Congo nel caos: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/droni-in-crimea-guerra-rimandata-in-niger-e-congo-nel-caos-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2023 17:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-scaled-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-2048x1374.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina continua a lanciare droni sul ponte di Crimea stuzzicando Mosca che annuncia gravi ripercussioni. L&#8217;attacco in Niger viene rimandato di giorno in giorno, questa volta per mancanze di truppe. Dopo tre anni dal default, il Libano registra i suoi primi numeri positivi che portano speranza. A Parigi un allarme bomba crea il panico sulla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/droni-in-crimea-guerra-rimandata-in-niger-e-congo-nel-caos-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/droni-in-crimea-guerra-rimandata-in-niger-e-congo-nel-caos-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Droni in Crimea, guerra &#8220;rimandata&#8221; in Niger e Congo nel caos: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-scaled-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230812192224554_56fc07df2e78f22913feec8f38f868f0-2048x1374.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina continua a lanciare droni sul ponte di Crimea stuzzicando Mosca che annuncia gravi ripercussioni. L&#8217;attacco in Niger viene rimandato di giorno in giorno, questa volta per mancanze di truppe. Dopo tre anni dal default, il Libano registra i suoi primi numeri positivi che portano speranza. A Parigi un allarme bomba crea il panico sulla Torre Eiffel che viene evacuata. La Repubblica Democratica del Congo sta raggiungendo un livello di violenza tale che ha spinto l&#8217;Onu a ritirare una missione ventennale dal Paese. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Kiev attacca il ponte di Crimea e Mosca annuncia pesanti ripercussioni</h2>



<p>La <strong>Russia</strong> ha annunciato sabato di aver abbattuto droni ucraini vicino alla penisola di Crimea. &#8220;Kiev ha tentato di attaccare il<strong> ponte di Crimea</strong> con un missile guidato antiaereo <strong>S-200</strong>, convertito in una versione d’attacco”, così ha dichiarato il ministero della difesa russo, “il missile ucraino è stato rilevato tempestivamente e intercettato in aria dai sistemi di difesa aerea russi”, continua. 14 dei 20 droni sono stati distrutti dai sistemi di difesa aerea e altri sei sono stati soppressi dalla guerra elettronica. &#8220;Questi atti di sabotaggio mostrano alla comunità internazionale il vero volto del regime di Kiev. Tali barbare azioni non possono essere giustificate e non rimarranno senza risposta”, ha annunciato la portavoce della diplomazia russa, Maria Zacharova.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Ecowas rimanda l’attacco in Niger per mancanza di truppe</h2>



<p>La riunione dei dei capi di stato maggiore dell’<strong>Ecowas</strong> (Comunità economica degli Stati dell&#8217;Africa occidentale), che si sarebbe dovuta tenere ieri nella capitale ghanese Accra, è stata rinviata per “ragioni tecniche”. Il rinvio, come hanno riferito fonti militari regionali ad Al-Arabiya e Al-Hadath, è dovuto alla mancanza di truppe, ovvero non sarebbero pronte le Ecowas Standby Force, le truppe di riserva che l&#8217;organizzazione ha deciso di attivare per un’eventuale attacco al <strong>Niger</strong>. Ecowas Standby Force è formata dagli eserciti di <strong>Nigeria</strong>, <strong>Senegal</strong> e <strong>Costa d’Avorio</strong> che contano rispettivamente 223mila, 27mila e 19mila soldati. Ad ogni modo, secondo lo scenario previsto, le truppe corneranno tra le loro fila 25.000 uomini. Si prevedono anche contributi da parte di Guinea-Bissau, Capo Verde e Sierra Leone.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo 10 anni di crisi, il Libano torna timidamente a crescere&nbsp;</h2>



<p>Sono passati tre anni da quando nel marzo 2020, il <strong>Libano</strong> ha registrato il suo primo default, cioè da quando non riuscì a ripagare la prima tranche da 1,2 miliardi di dollari relativa a un Eurobond emesso nel 2010. Adesso il <strong>Pmi</strong>, Purchasing Managers Index, ha raggiunto 50,3 punti mantenendo il suo corso sopra la soglia critica di 50 punti a luglio e dopo aver registrato 50,2 a giugno. Si tratta di un minimo aumento ma comunque significativo poiché consente all’economia del Paese levantino di segnare il suo più forte miglioramento dal 2013. Si tratta inoltre di un primato storico dal momento che mai prima d’ora il Libano aveva registrato due miglioramenti consecutivi. Secondo <strong>BlomInvest</strong>, in collaborazione con <strong>Markit</strong>, sono dati entusiasmanti che segnano un periodo di probabile crescita economica positiva guidata da una domanda interna forte e da un aumento dell’occupazione</p>



<h2 class="wp-block-heading">Congo nel caos: ritiro della missione Onu&nbsp;</h2>



<p>Questa notte il segretario generale delle Nazioni Unite, <strong>Antonio Guterres</strong>, ha annunciato il ritiro della <strong>Monusco</strong>, missione Onu nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) attiva da ormai 25 anni. Malgrado la situazione nel Paese sia in “forte peggioramento”, come l’ha definita Guterres, la Monusco entra nella sua fase finale. In un documento di 15 pagine il segretario traccia un bilancio della drammatica situazione umanitaria e politica del Paese. &#8220;Le tensioni regionali si sono ulteriormente aggravate. La situazione umanitaria è notevolmente peggiorata. Centinaia di migliaia di civili sono stati spostati con la forza e il numero di atti di violenza sessuale contro bambini sono più che raddoppiati tra il 2021 e il 2022”, ha dichiarato Guterres. La Rdc vive un conflitto tra i ribelli dell’<strong>M23</strong> (Movimento 23 marzo) e l’esercito. Secondo diversi rapporti, l’M23 si è impossessato di ampie fasce di territorio e sta effettuando arresti arbitrari ed esecuzioni extragiudiziali. La situazione sta peggiorando sempre di più rendendo impossibile all’Onu di operare sul campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ore di terrore a Parigi per presunta bomba</h2>



<p>All’ora di pranzo la <strong>Torre Eiffel</strong> è stata evacuata per minaccia <strong>bomba</strong>.&nbsp;&#8220;La polizia è sul posto con gli artificieri”, ha dichiarato la Sete, società che gestisce la torre. A essere evacuati sono stati tre piani della torre, compresi il ristorante e il piazzale Fonti della polizia, citate da le Parisien, parlano di &#8220;misura di precauzione”. Sul posto sono arrivati i genieri della polizia. Dopo circa due ore l’allarme è rientrato e la torre è stata riaperta al pubblico. Non si vivevano momenti di paura così dal settembre 2020 quando una chiamata anonima alla polizia denunciò la presenza di una bomba sempre sulla torre</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/droni-in-crimea-guerra-rimandata-in-niger-e-congo-nel-caos-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Droni in Crimea, guerra &#8220;rimandata&#8221; in Niger e Congo nel caos: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa sta succedendo in Niger?</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/video-il-golpe-e-il-rischio-di-una-nuova-guerra-cosa-sta-succedendo-in-niger-video</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 16:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dal 26 luglio il Niger non ha più un presidente ma una giunta militare che ha preso il potere con la forza. Scopriamo cos'è successo e che cosa comporta</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/video-il-golpe-e-il-rischio-di-una-nuova-guerra-cosa-sta-succedendo-in-niger-video">Cosa sta succedendo in Niger?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-6.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Niger.mp4"></video></figure>



<p>Il<a href="https://it.insideover.com/politica/colpo-di-stato-in-niger-deposto-il-presidente-i-militari-prendono-il-potere.html">&nbsp;colpo di Stato in Niger attuato mercoledì 26 luglio dalla guardia presidenziale</a>, potrebbe avere ripercussioni molto importanti sull’intera regione del&nbsp;<strong>Sahel</strong>. Non solo, ma in gioco ci sono delicati equilibri internazionali che riguardano l’<strong>occidente&nbsp;</strong>e la&nbsp;<strong>Russia</strong>. Da qui lo spettro di un<strong>&nbsp;nuovo conflitto&nbsp;</strong>armato in grado di coinvolgere non solo il Niger, ma l’intera Africa occidentale.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/il-colpo-di-stato-gli-arresti-e-lombra-della-wagner-cosa-succede-in-niger.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sta succedendo in Niger?</a></li>
</ul>
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