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Il colpo di scena si è avuto quando, dopo lunghe ore di attesa, sulla tv nazionale sono apparsi alcuni militari per rivendicare in un video la presa del potere e la destituzione del presidente Mohamed Bazoum. In tal modo, il golpe in Niger iniziato nella mattinata di mercoledì potrebbe in effetti sembrare pienamente riuscito. Tuttavia, la situazione è ancora in evoluzione. Nella capitale Niamey si vive come in un clima di sospensione: soltanto nel tardo pomeriggio di mercoledì sono stati segnalati alcuni scontri attorno il palazzo presidenziale, ma nel resto della città non si notano posti di blocco e non c’è un clima di mobilitazione. Si attende il corso degli eventi mentre, tra le altre cose, risulta ancora funzionante l’account Twitter della presidenza nigerina.

https://twitter.com/Reuters/status/1684427140878434306

Il golpe della guardia presidenziale

Tutto è iniziato mercoledì mattina, quando poco dopo le 7:00 membri della guardia presidenziale hanno bloccato gli accessi dell’edificio che ospita gli uffici del presidente Bazoum. Questo spiegherebbe perché a Niamey la situazione è rimasta normale per le strade anche nelle ore successive. Il tentativo di golpe è infatti partito e si è successivamente sviluppato all’interno delle stanze del palazzo presidenziale. Nessun testimone, sui social e sui media locali, ha riferito di aver udito in quegli istanti colpi di arma da fuoco. Nel corso della mattinata, sono state fonti militari regionali e spiegare meglio la situazione. In particolare, su Jeune Afrique una fonte ha riferito di colloqui in corso tra Bazoum e gli insorti. Questi ultimi avrebbero tratto in arresto il capo dello Stato e ne avrebbero chiesto le dimissioni per la sua liberazione.

La conferma ufficiale del tentativo di golpe è arrivata poco dopo le 13:00, con un tweet lanciato sull’account della presidenza. “Il presidente sta bene – si legge – così come anche la sua famiglia. L’Esercito e la Guardia Nazionale sono pronti ad attaccare gli elementi della Guardia Presidenziale coinvolti in questo golpe se non tornano a più miti consigli”.

https://twitter.com/PresidenceNiger/status/1684165019787984898

Nessun riferimento quindi a trattative in corso, al contrario si è parlato della possibilità di un intervento dell’esercito a difesa del presidente. A quel punto, le sorti del tentativo di colpo di Stato sono apparse segnate. La sensazione era infatti di essere di fronte a golpisti isolati e non appoggiati dal resto dell’esercito.

L’annuncio dei militari golpisti

Come detto, a distanza di ore dalle prime notizie sul golpe è arrivato un primo importante colpo di scena. La tv nazionale ha interrotto le trasmissioni e ha riportato l’annuncio di alcuni militari forse direttamente dall’interno di una delle stanze del palazzo presidenziale. A leggere il proclama è il maggiore Amadou Abdramane, l’unico vestito con uniforme blu e l’unico seduto davanti le telecamere. Alle sue spalle, almeno nove militari appartenenti probabilmente alla guardia presidenziale. Tra questi viene indicato anche Ibroh Amadou Bacharou, numero due di Omar Tchiani a capo della guardia presidenziale.

Il maggiore Abdramane afferma di parlare a nome del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria: “Noi – dichiara – abbiamo deciso di porre fine al regime che conoscete, quello del presidente Bazoum. Ciò segue il continuo deterioramento della situazione della sicurezza, il cattivo governo economico e sociale”. Il maggiore ha poi rassicurato la comunità internazionale su tutti gli impegni presi dal Niger e sulla condizione di salute del presidente destituito. Ma, al tempo stesso, ha ammonito gli attori esterni invitandoli a “evitare ogni intromissione“. Inoltre, è stato annunciato il coprifuoco in tutto il Paese dalle 22:00 alle 5:00 e la chiusura di tutte le frontiere.

Le reazioni internazionali

Se già dopo le prime notizie di golpe molti governi avevano espresso preoccupazione, dopo la lettura del proclama da parte dei militari a livello internazionale i timori per la situazione in Niger sono diventati ancora più forti. Condanna del colpo di Stato è stata espressa dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, intervenuto durante il suo viaggio in Nuova Zelanda sui fatti di Niamey. “Stamattina ho parlato con Bazoum – ha dichiarato Blinken – e ho chiarito che gli Stati Uniti lo sostengono con forza come presidente democraticamente eletto del Niger. Chiediamo il suo rilascio immediato”.

Preoccupazione e condanna sono state espresse anche dall’Ue. “Siamo molto preoccupati per questi eventi – hanno dichiarato fonti diplomatiche da Bruxelles – che equivalgono a un tentativo di prendere il potere con la forza. Chiediamo immediatamente che il Presidente Bazoum possa riacquistare la libertà”. Preoccupazione è stata espressa anche dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Condanna inoltre è stata espressa dall’Ecowas, l’organizzazione degli Stati dell’Africa occidentale di cui il Niger è membro.

L’Italia, presente in Niger con un proprio contingente militare, ha condannato il gesto e ha sottolineato che la Farnesina è in contatto con i concittadini presenti nel Paese e che al momento non ci sarebbero grossi problemi.

L’esercito vicino ai golpisti

Quando un gruppo di militari legge un proclama in diretta Tv, si potrebbe pensare che il golpe sia terminato con successo e che adesso ad avere il potere è una nuova giunta militare. In realtà, la situazione sembra ancora piuttosto confusa. Se i militari golpisti sono risultati molto attivi in Tv, risulta attualmente molto attivo sui social lo stesso Bazoum. Il suo account personale su Twitter, al pari dell’account ufficiale della presidenza, risulta funzionante. “I successi duramente conquistati saranno salvaguardati – si legge in un post di Bazoum pubblicato alle 6:40 di giovedì – Ci penseranno tutti i nigerini che amano la democrazia e la libertà”.

Il vero ago della bilancia potrebbe quindi essere l’esercito. Mercoledì Bazoum parlava di pronto intervento dei militari contro la guardia presidenziale, ma di fatto l’esercito non si è mosso. E anzi nella tarda mattinata di giovedì, il capo di stato maggiore delle forze armate, Abdou Sidikou Issa, ha annunciato il proprio sostegno al proclama dei golpisti. “Il comando militare delle Forze armate nigerine – si legge in una nota – ha deciso di sottoscrivere la dichiarazione delle Forze di difesa e sicurezza”.

Bazoum, fedelissimo dell’ex presidente Mahamadou Issoufou, è stato eletto nel marzo del 2021 non senza contestazioni e momenti di tensione. Il suo predecessore, due giorni prima del passaggio di consegne, è stato destinatario di un altro colpo di Stato in quel caso fallito. L’unica ancora di salvezza per Bazoum potrebbe essere rappresentata dal sostegno internazionale: anche Russia, Turchia e Unione Africana hanno chiesto infatti ai golpisti di liberare il presidente.

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