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	<title>Nikki Haley Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 25 Feb 2024 06:49:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nikki Haley Archives - InsideOver</title>
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		<title>Trump vince anche in casa Haley e va sul 5-0: primarie già chiuse?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-vince-anche-in-casa-haley-e-va-sul-5-0-primarie-gia-chiuse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 06:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le primarie repubblicane del South Carolina hanno segnato una nuova nottata vittoriosa per Donald Trump, che vince anche in casa della sfidante Niki Haley, governatrice nel Palmetto State dal 2011 al 2017, e pone una seria ipoteca sulla corsa alla presidenza. Haley staccata, nomination sempre più blindata per Trump Quando solo un decimo degli Stati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-vince-anche-in-casa-haley-e-va-sul-5-0-primarie-gia-chiuse.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le primarie repubblicane del <strong>South Carolina</strong> hanno segnato una nuova nottata vittoriosa per <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a></strong>, che vince anche in casa della sfidante <strong>Niki Haley, </strong>governatrice nel Palmetto State dal 2011 al 2017, e pone una seria ipoteca sulla corsa alla presidenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Haley staccata, nomination sempre più blindata per Trump</h2>



<p>Quando solo un decimo degli Stati ha votato, il trend appare consolidato. Anche in casa propria <strong>Nikki Haley non ha sfondato</strong>: Trump ha vinto con <strong>circa il 60% dei suffragi</strong> alle primarie, staccando di venti punti l&#8217;avversaria. La quale per consolidarsi come candidata anti-Trump ha ammorbidito negli ultimi mesi molte posizioni che la contraddistinguevano: da governatrice Haley, donna di origini indiane, ha sposato le rigide politiche identitarie di uno degli Stati più conservatori. Ha addirittura chiuso alle proposte di vietare la <strong>bandiera confederata</strong> in quello che fu prima della guerra civile l&#8217;antesignano degli Stati secessionisti, ed è stata ferocemente anti-abortista e una strenua sostenitrice del pugno duro sui migranti.,</p>



<p>Haley ha svoltato presentandosi come la candidata dell&#8217;establishment repubblicano, come se la sua carriera fino a pochi mesi fa non fosse esistita. Ivi compresa la sua posizione come <strong>ambasciatrice all&#8217;Onu della presidenza Trump</strong>, in cui è stata complice di alcune delle decisioni più discusse della diplomazia Usa: il rilancio delle sanzioni all&#8217;Iran, la decisione di ritirarsi dagli Accordi di Parigi sul Clima, l&#8217;uscita dall&#8217;Unesco. Nel suo Stato natale questo difficilmente poteva avere successo. E infatti la roccaforte conservatrice ha <strong>premiato nettamente Trump</strong>, che ora va sul 5-0. Dopo aver vinto le primarie e i caucus di <strong><a href="https://www.true-news.it/politics/primarie-trump-fa-cappotto-in-iowa-chi-puo-fermare-the-donald" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iowa,</a> New <a href="https://www.true-news.it/politics/tramonta-la-cometa-di-haley-usa-trump-fa-il-bis-e-le-primarie-sembrano-gia-decise" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hampshire</a>, Isole Vergini e <a href="https://www.true-news.it/politics/usa-il-flop-in-nevada-e-la-fine-della-corsa-presidenziale-di-nikki-haley" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nevada</a></strong>, il South Carolina inaugura la <strong>campagna del Sud</strong> dei repubblicani. E nell&#8217;ex <strong>Dixieland</strong> Trump può trovare un terreno fertile. Divenuto il primo candidato alle primarie repubblicane a vincere le <strong>prime cinque contese</strong>, l&#8217;ex presidente Usa mira a fare delle primarie il trampolino di lancio della rivincita contro <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden.</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Haley in cerca di una strategia</h2>



<p>Haley, nota il<a href="https://www.nytimes.com/2024/02/24/us/politics/trump-wins-south-carolina-haley.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <em>New York Times,</em></a> &#8220;ha puntato la sua campagna sull&#8217;acquisizione del sostegno degli indipendenti e dei repubblicani più moderati, in particolare negli stati in cui le primarie non sono limitate agli elettori registrati in un partito&#8221;. Ma questa strategia si trova di fronte a uno scacco: &#8220;<a href="https://www.nytimes.com/2024/01/23/us/politics/new-hampshire-takeaways-trump-haley.html">non è stata all’altezza nel New Hampshire</a> il mese scorso – lo stato a voto anticipato in cui era più vicina a Trump nei sondaggi – e nella South Carolina, sollevando dubbi sulla sua riuscita nel Michigan, che terrà le primarie martedì, e <strong>uno qualsiasi dei 16 stati che voteranno il Super Tuesday il 5 marzo</strong>&#8220;.</p>



<p>Allontanarsi da una posizione di organica rappresentanza di un <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/partito-repubblicano-usa-rimane-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Repubblicano</a></strong> passato da &#8220;Grand Old Party&#8221; a &#8220;Trump Old Party&#8221; dalle presidenziali 2016 a oggi non sta aiutando. Nonostante debba affrontare 91 accuse per ipotesi di reati in quattro processi penali Trump appare ancora l&#8217;uomo di riferimento dei repubblicani. In tempi di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-la-nato-e-il-ritorno-dellamerica-jacksoniana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">neo-isolazionismo,</a> rinnovate guerre culturali e polarizzazione consolidata</strong> è il massimalismo, non la ricerca di distinguo, a alimentare entusiasmo nella base elettorale repubblicana.</p>



<p>La corsa di Haley vivrà ora le partite cruciale. Il Super Tuesday e gli altri cinque voti dei prossimi dieci giorni decideranno se <strong>queste primarie avranno ancora senso di continuare o meno</strong>. La Haley ha provato a cambiare identità per affrontarle come l&#8217;anti-Trump. Una sfida che le viene relativamente facile: per chi, nata <strong>Nimrata Randhawa</strong>, ha preso come nome il soprannome datole in famiglia e il cognome del marito l&#8217;identità personale è negoziabile. Figurarsi quella politica. Ma come <strong>Ron DeSantis</strong> anche Haley ha subito il contrappasso dell&#8217;essere una trumpiana di ferro che ha provato a sfidare l&#8217;uomo-chiave del mondo conservatore Usa in campo ostile. Con i prevedibili risultati del caso. La campagna elettorale di Haley per la Casa Bianca dovrà probabilmente far suo il motto dello Stato di cui la candidata è stata governatrice, tratto dalle Lettera ad Attico di Cicerone: <em>Dum spiro, spero</em>. Ovvero sostanzialmente, non ce ne voglia l&#8217;arpinate, &#8220;<strong>finché c&#8217;è vita, c&#8217;è speranza</strong>&#8220;. Saranno i prossimi round delle primarie a far capire per quanto questo principio varrà.</p>
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		<item>
		<title>Chi è Nikki Haley</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikki-haley.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 04:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1343" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-1024x716.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-768x537.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-1536x1074.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-2048x1432.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nikki Haley, 51 anni, ex ambasciatrice Usa all&#8217;Onu durante l&#8217;amministrazione Trump ed ex governatrice del Sud Carolina, ha annunciato nelle scorse settimane la sua candidatura alle presidenziali Usa nel 2024. In un videomessaggio pubblicato su Twitter, Haley ha ricordato i risultati raggiunti come governatrice del South Carolina, spiegando che al partito repubblicano serve un &#8220;ricambio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikki-haley.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1343" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-1024x716.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-768x537.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-1536x1074.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230226193832216_7f99e8d0cb34083a50e2c0d374bc9f0a-2048x1432.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Nikki Haley</strong>, 51 anni, ex ambasciatrice Usa all&#8217;Onu durante l&#8217;amministrazione Trump ed ex governatrice del Sud Carolina, ha annunciato nelle scorse settimane la sua candidatura alle presidenziali Usa nel 2024. In un videomessaggio pubblicato su Twitter, Haley ha ricordato i risultati raggiunti come governatrice del South Carolina, spiegando che al partito repubblicano <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/nikki-haley-si-candida-contro-trump-serve-ricambio-2116531.html">serve un &#8220;ricambio generazionale&#8221;</a>.</p>



<p>L&#8217;ex ambasciatrice alle Nazioni Unite ha poi identificato ed elencato le più importanti minacce per gli Stati Uniti, dalla &#8220;sinistra socialista&#8221; passando per la Russia e la Cina, avvertendo che c&#8217;è chi vede gli Stati Uniti come &#8220;vulnerabili&#8221;. Oltre all&#8217;ex presidente Donald Trump, l&#8217;ex governatrice del Palmetto State dovrà affrontare il governatore della Florida Ron DeSantis, oltre all&#8217;ex segretario di Stato Mike Pompeo e l&#8217;ex vicepresidente Mike Pence, che però non hanno ancora sciolto le riserve. </p>



<p>Haley ha scritto le autobiografie <em>Can&#8217;t Is Not an Option: My American Story</em> (2012) e <em>With All Due Respect: Defending America with Grit and Grace</em> (2019); nel 2022 ha infine pubblicato il libro sulla leadership femminile <em>If You Want Something Done: Leadership Lessons from Bold Women</em>. L&#8217;ex governatrice si è definita &#8220;la figlia orgogliosa di immigrati indiani. Non nera, non bianca. Ero diversa&#8221;, dice. &#8220;Ma mia madre diceva sempre: il tuo lavoro non è concentrarti sulle differenze, ma sulle somiglianze&#8221;. </p>
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		<title>Tutti i repubblicani che possono sfidare Trump in vista del 2024</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 16:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;attesa è finita. L&#8217;ex presidente Donald Trump si sta preparando alla sua terza corsa per la Casa Bianca, cercando di superare la cocente delusione per i risultati delle elezioni di midterm che hanno visto i suoi candidati uscire sconfitti dalle sfide decisive con i democratici, soprattutto al Senato (fatta eccezione per la vittoria di JD &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;attesa è finita. L&#8217;ex presidente <strong>Donald Trump</strong> si sta preparando alla sua terza corsa per la Casa Bianca, cercando di superare la cocente delusione per i risultati delle elezioni di midterm che hanno visto i suoi candidati uscire sconfitti dalle sfide decisive con i democratici, soprattutto al Senato (fatta eccezione per la vittoria di JD Vance in Ohio). Il magnate sperava di massimizzare i guadagni derivati da un&#8217;ipotetica straripante vittoria alle elezioni annunciando la sua candidatura subito dopo in maniera tale da sbaragliare eventuali avversi interni.</p>



<p>Il piano dell&#8217;ex presidente è fallito e ora deve fare i conti con un&#8217;opinione pubblica conservatrice (vedasi <em>New York Post</em> o alcuni opinionisti su <em>Fox News</em>) non più sicura di sostenere il tycoon nella sua ennesima scommessa. Anzi, da alcuni viene addirittura accusato di rappresentare un &#8220;peso&#8221; per il partito, che dovrebbe altresì puntare sul più giovane e rassicurante governatore della Florida Ron DeSantis. </p>



<p>La partita è apertissima, come confermano anche le parole del popolare governatore repubblicano <strong>Chris Sununu</strong> del New Hampshire, appena riconfermato, il quale ha sottolineato che un annuncio di Trump &#8220;non libera il campo&#8221; dalla sfida interna al partito. Vediamo dunque quali sono i potenziali rivali di Donald Trump. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il governatore della Florida Ron DeSantis</h2>



<p>Come ricorda <em>Fox News</em>, DeSantis, che all&#8217;età di 44 anni ha 32 anni meno di Trump, vinse la sua prima elezione da governatore (nel 2018) grazie a un importante aiuto dell&#8217;allora presidente. A quattro anni di distanza, l&#8217;ex pupillo del tycoon ha ottenuto una grandissima visibilità in tutta la nazione grazie alla sua gestione libertaria della pandemia e a una politica &#8220;anti-woke&#8221;. All&#8217;indomani delle elezioni di midterm<a href="https://it.insideover.com/politica/texas-e-florida-laboratori-del-partito-repubblicano-del-futuro.html"> che hanno visto il partito repubblicano trionfare in Florida </a>espugnando anche le contee tradizionalmente dem come quella di Miami-Dade, per il 70% ispanica, il <em>New York Post</em>, il più antico giornale della nazione, titolava in prima pagina, pubblicando una foto di un trionfante Ron DeSantis: &#8220;DeFuture&#8221;, indicando chiaramente la direzione che, a detta della testata conservatrice, dovrebbe prendere il Gop. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="691" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-1024x691.jpg" alt="" class="wp-image-375202" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-2048x1381.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il governatore della Florida Ron DeSantis (Foto: Joe Burbank/Orlando Sentinel/TNS/ABACAPRESS.COM)</figcaption></figure>



<p>Un nuovo sondaggio nazionale dà al governatore della Florida un <strong>vantaggio di 7 punti</strong> sull&#8217;ex presidente in una potenziale sfida alle primarie del partito: è il primo sondaggio da febbraio 2016 a indicare un indebolimento del dominio sul Gop da parte di Donald Trump. <a href="https://nypost.com/2022/11/12/new-primary-poll-finds-desantis-has-edge-over-trump-in-2024/">Secondo il sondaggio di <em>YouGov</em></a>, il 42% dei repubblicani e degli indipendenti simpatizzanti preferisce DeSantis a Trump come candidato presidente, mentre il 35% degli intervistati ha indicato di preferire The Donald. Non accadeva dal febbraio 2016, quando <strong>Ted Cruz</strong> era in testa ai sondaggi con un vantaggio di circa 2 punti percentuali sul tycoon. </p>



<p>Benché siano accumunati dalla visione politica, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ron-desantis%EF%BF%BC.html">i due non potrebbero essere più diversi nella vita privata</a>. <a href="https://www.ft.com/content/3aa3b7a6-8f72-4c37-82dd-d98946198aa7">Come nota il <em>Financial Times</em></a>, si tratta di due opposti. Se Trump è caotico e governato dall’istinto e dall’intuizione, l’altro, De Santis, è un avvocato disciplinato che setaccia risme di dati e statistiche prima di fare un freddo calcolo. Una personalità politica più affidabile e meno imprevedibile del vulcanico ex presidente, quella di DeSantis, che sta convincendo molti repubblicani a puntare su di lui, finanziatori in testa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ex vicepresidente Mike Pence</h2>



<p>Il rapporto fra Donald Trump e il suo ex vicepresidente <strong>Mike Pence</strong> non è dei migliori, soprattutto dall&#8217;assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Nel suo ultimo libro, &#8220;So Help Me God&#8221;, l&#8217; ex vicepresidente rivendica i successi ottenuti durante l&#8217;amministrazione Trump-Pence, ma non risparmia critiche nei confronti dell&#8217;ex inquilino della Casa Bianca. &#8220;Le parole del presidente pronunciate il 6 gennaio 2021 &#8211; ha detto in una recente intervista ad <em>Abc News</em> &#8211; sono state avventate, così come le sue azioni. Le parole del presidente quel giorno alla manifestazione hanno messo in pericolo me, la mia famiglia e tutti al Campidoglio&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="776" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-1024x776.jpg" alt="" class="wp-image-375210" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-1024x776.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-768x582.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-1536x1165.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-2048x1553.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;ex vice presidente Mike Pence (Foto: Grace Hollars/IndyStar/USA Today Network/Sipa USA)</figcaption></figure>



<p>Le recenti mosse dell&#8217;ex governatore dell&#8217;Indiana fanno presagire a una sua discesa in campo, a cominciare dalla pubblicazione dell&#8217;ultimo libro. Inoltre, durante la recente campagna elettorale per le midterm, Pence ha fatto tappa in Iowa, New Hampshire, Carolina del Sud e Nevada per sostenere i candidati del Gop. Pence so è autodefinito un &#8220;cristiano, conservatore, e repubblicano, precisamente in quest&#8217;ordine&#8221;. Viene da una famiglia irlandese e cattolica, che votava democratico. Ha frequentato la chiesa evangelica dei cristiani rinati negli anni Novanta, salvo poi tornare ad &#8220;esplorare le proprie radici cattoliche&#8221;, dopo un incontro con papa Francesco. Figura austera e non particolarmente carismatica, Pence può tuttavia contare sul sostegno dei conservatori e dei cristiani più fedeli e praticanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il senatore afroamericano Tim Scott</h2>



<p>Il senatore <strong>Tim Scott</strong>, unico afroamericano del Gop al Senato, ha ottenuto una larghissima vittoria nelle recenti elezioni di midterm nella Carolina del Sud sconfiggendo il suo avversario di 26 punti, seppur in uno stato nel quale non c&#8217;è mai stata veramente partita. Stella nascente del partito, ha attirato importanti finanziatori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375211" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il senatore del Sud Carolina Tim Scott,(Foto: EPA/Tom Williams / POOL)</figcaption></figure>



<p>Durante i festeggiamenti, nota il <em>Washington Post</em>, ha fatto trapelare la sua intenzione di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti parlando di suo nonno, che votò Barack Obama. &#8220;Vorrei che fosse vissuto abbastanza a lungo da vedere forse un altro uomo di colore eletto presidente degli Stati Uniti&#8221;, ha detto Scott. &#8220;Ma questa volta sarà un repubblicano&#8221;. Scott potrebbe infatti pescare in quell&#8217;elettorato &#8211; soprattutto tra gli afroamericani &#8211; che difficilmente voterebbe Donald Trump o Ron DeSantis. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Governatore della Virginia Glenn Youngkin</h2>



<p>Il governatore della Virginia <strong>Glenn Youngkin</strong> ha sostenuto i repubblicani in tutta la nazione in occasione della recente campagna elettorale e non è esclusa una sua possibile corsa alla Casa Bianca. Nel novembre dello scorso anno, ha ottenuto un&#8217;importantissima vittoria sconfiggendo l&#8217;ex governatore democratico Terry McAuliffe alle elezioni governative della Virginia. Donald Trump, come nel caso di Ron DeSantis, lo vede come un potenziale rivale, ed è per questo motivo che nei giorni scorsi lo ha volutamente punzecchiato, <a href="https://www.politico.com/news/2022/11/11/trump-begins-to-turn-on-potential-2024-rivals-00066467">lanciandogli un chiaro avvertimento</a>. &#8220;Young Kin (ora questa è una versione interessante. Suona cinese, vero?) in Virginia non avrebbe potuto vincere senza di me&#8221;, ha scritto Trump su Truth Social, la piattaforma social media che ha contribuito a fondare. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375214" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-2048x1366.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il governatore della Virginia Glenn Youngkin (Foto: EPA/ERIK S. LESSER)</figcaption></figure>



<p>“L&#8217;ho approvato, ho fatto un grande Trump Rally per lui, ho convinto MAGA a votare per lui &#8211; o non avrebbe potuto avvicinarsi alla vittoria&#8221;. Imprenditore di successo, 55 anni, prima di entrare in politica ha lavorato 25 anni presso la società di private equity Carlyle Group, diventandone in seguito anche Ceo. Trump è irritato dalle dichiarazioni del vice di Youngkin, Winsome Earle-Sears, il quale ha annunciato di non voler sostenere Donald Trump nel 2024. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ex segretario di Stato Mike Pompeo</h2>



<p>Anche <strong>Mike Pompeo</strong> è tra i papabili candidati alla presidenza degli Stati Uniti, ipotesi che l&#8217;esponente italo-americano del Gop peraltro non ha mai smentito. &#8220;Se deciderò di entrare in corsa e candidarmi alla presidenza, non posso rispondere ora&#8221;, ha recentemente dichiarato a <em>Fox News</em> l&#8217;ex ufficiale dell&#8217;esercito di stanza in Germania durante la Guerra Fredda, successivamente eletto al Congresso dal Kansas prima di diventare direttore della CIA e poi Segretario di Stato durante l&#8217;amministrazione Trump. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="782" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-1024x782.jpg" alt="" class="wp-image-375215" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-1024x782.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-300x229.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-768x587.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-1536x1174.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-2048x1565.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;ex segretario di Stato Mike Pompeo (Foto: EPA/CJ GUNTHER)</figcaption></figure>



<p>Pompeo ha recentemente criticato &#8211; in maniera non troppo velata &#8211; l&#8217;ex presidente, affermando che i conservatori dovrebbero smetterla di &#8220;inveire sui social&#8221;. Nei mesi scorsi Pompeo ha affermato che che prenderà una decisione circa la sua candidatura entro la primavera, indipendentemente dal fatto che anche Donald Trump si candidi. Conclusa l&#8217;esperienza nell&#8217;amministrazione Trump, Pompeo ha scritto un libro, &#8220;Never Give an Inch: Fighting for the America I Love&#8221;, e ha anche lavorato sulla sua forma fisica, spiegando di aver perso più di 40 chili. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri repubblicani che potrebbero ostacolare Trump</h2>



<p>Oltre all&#8217;ex ambasciatrice all&#8217;Onu <strong>Nikki Haley</strong>, altra papabile candidata alle primarie del Gop che ha scaricato Trump dopo la rivolta di Capitol Hill, sono due le figure importanti nel partito che potrebbero ostacolare la nomination di Donald Trump. Si tratta dell&#8217;attuale leader della minoranza al Senato, <strong>Mitch McConnell</strong>, e dell&#8217;influente senatore <strong>Lindsey Graham</strong>. Trump ha accusato il primo di essere responsabile del fallimento elettorale delle elezioni di medio-termine.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375224" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il senatore del Sud Carolina Lindsey Graham<br>(Foto: EPA/Greg Nash / POOL)</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375225" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;ex ambasciatrice Nikki Haley <br>(Foto: EPA/ERIK S. LESSER)</figcaption></figure>
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<p>&#8220;È colpa di Mitch McConnell, spendere soldi per sconfiggere i grandi candidati repubblicani invece di sostenere Blake Masters e altri è stato un grosso errore&#8221;, ha scritto il tycoon nel suo profilo Truth Social. Per quanto riguarda Graham, invece, è stato fino ad oggi un importante consigliere del tycoon, ma potrebbe non esitare a scaricare il magnate qualora il vento repubblicano soffiasse in una direzione diversa. Segnali giunti, dopo le elezioni di midterm, dallo stesso Graham che, al dispetto della retorica trumpiana trionfalistica delle prime ore, ha subito ammesso che la &#8220;red wave&#8221; non c&#8217;è stata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html">Tutti i repubblicani che possono sfidare Trump in vista del 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fare dei Repubblicani il partito dei lavoratori Usa? Il dibattito si apre</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fare-dei-repubblicani-il-partito-dei-lavoratori-usa-il-dibattito-si-apre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2021 06:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="folla trump Usa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Mettere Main Street al centro, al posto di Wall Street. Ribaltare mezzo secolo di focalizzazione sul tema dell&#8217;individuo per rilanciare comunitarismo, valore della famiglia, legami sociali. Rafforzare l&#8217;industria. Creare un nuovo paradigma politico per adattare i valori e gli ideali conservatori statunitensi all&#8217;era della trasformazione tecnologica, dei cambiamenti nel lavoro. Sono solo alcune delle proposte che porta avanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/fare-dei-repubblicani-il-partito-dei-lavoratori-usa-il-dibattito-si-apre.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fare-dei-repubblicani-il-partito-dei-lavoratori-usa-il-dibattito-si-apre.html">Fare dei Repubblicani il partito dei lavoratori Usa? Il dibattito si apre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="folla trump Usa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/folla-trump-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/economia/lelite-di-wall-street-decolla-ed-e-sempre-piu-ricca.html" target="_blank" rel="noopener">Mettere <strong>Main Street </strong>al centro, al posto di <strong>Wall Street</strong>.</a> Ribaltare mezzo secolo di focalizzazione sul tema dell&#8217;individuo per rilanciare comunitarismo, valore della famiglia, legami sociali. Rafforzare l&#8217;industria. Creare un nuovo paradigma politico per adattare i valori e gli ideali conservatori statunitensi all&#8217;era della trasformazione tecnologica, dei cambiamenti nel lavoro. Sono solo alcune delle proposte che porta avanti <a href="https://americancompass.org/" target="_blank" rel="noopener">il think tank <strong>American Compass, </strong>uno dei più innovativi centri studi</a> nato negli ultimi anni nel panorama conservatore statunitense, e che riflettono un forte e vivace dibattito interno al Partito Repubblicano statunitense. Formazione che vuole guardare, ove possibile, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-crepuscolo-del-trumpismo-linizio-della-fine-del-sovranismo.html" target="_blank" rel="noopener">oltre <strong>Donald Trump </strong>e riconsiderare</a> pienamente la sua posizione nello scacchiere politico americano.</p>
<p>Fondato nel 2019, il think tank ha alla sua guida l&#8217;avvocato <strong>Oren Cass, </strong>ex consulente della campagna presidenziale di Mitt Romney del 2012 che ha riconsiderato tutti i dogmi liberisti e pro-mercato un tempo dominanti nel Grand Old Party e che lo stesso passaggio del ciclone Trump non ha affatto scalfito, ma pragmaticamente adattato alle esigenze dello scontro economico globale con la Cina e alle necessità elettorali interne. Cass non fa mistero di puntare esplicitamente alla creazione di un nuovo consenso in grado di mettere un ruolo attivo dello Stato nella politica industriale, i lavoratori e la famiglia al centro del discorso di un Partito Repubblicano profondamente rinnovato. <a href="https://www.politico.com/news/magazine/2021/08/05/republican-economic-populism-502412" target="_blank" rel="noopener">Come sottolinea <em>Politico, </em>il suo</a> obiettivo è sfondare nei temi laddove i Democratici hanno a lungo avuto la loro roccaforte, come il salario minimo e la protezione dei posti di lavoro, unendoli a tradizionali punti di riferimento repubblicani, quali le politiche restrittive sull&#8217;immigrazione, da adottare come complemento.</p>
<p><a href="https://americancompass.org/articles/are-you-better-off-than-you-were-forty-years-ago/" target="_blank" rel="noopener">Cass su <em>Modern Age </em>non ha</a> avuto remore ad attaccare anche il totem più inscalfibile per i membri del Gop, <strong>Ronald Reagan</strong>. Ribaltando la celebre affermazione (&#8220;state meglio ora o quattro anni fa?&#8221;) con cui l&#8217;attore divenuto presidente vinse il dibattito contro Jimmy Carter nel 1980 chiedendo esplicitamente agli americani: &#8220;state meglio ora o quaranta anni fa?&#8221;. In altre parole, come hanno impattato sulla società Usa quattro decenni di ideologia neoliberista e globalizzazione? Sono domande fondamentali in una fase in cui la crisi del Covid-19 ha fatto crollare tabù e dogmi economici e in cui si scopre, definitivamente, che strutture come q<a href="https://it.insideover.com/politica/reagan-biden-stato-economia-usa.html" target="_blank" rel="noopener">uella dello Stato, anche in economie pro-mercato come quella americana, non si sono mai veramente ritirate</a>. Sono state piegate ed adattate alle leggi economiche, depotenziate e artificiosamente ritratte, ma restano sempre presenti come attori fondamentali.</p>
<p>L&#8217;ex manager di <strong>Bain </strong>classe 1983, educato a Harvard ed autore del provocatorio saggio <i>he Once and Future Worker</i>, che invita a mettere al centro del ragionamento di politica pubblica il benessere del cittadino inteso come lavoratore che con le sue opere può creare benessere collettivo e comunitario prima ancora che come consumatore, invita il Partito Repubblicano a modernizzare il dibattito su temi come la relazione tra <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener">tecnologia</a> e lavoro </strong>e <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lambiente-ha-bisogno-di-scelte-ragionevoli.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ambiente,</a> ricordando che l&#8217;avversione al catastrofismo liberal sul cambiamento climatico non può passare col controverso negazionismo sul tema di molti suoi compagni di partito.</p>
<p>Giovane e dinamico, Cass rilancia un sentimento che è molto forte in diverse frange del partito: la necessità di annacquare o superare la tradizionale posizione fideistica pro-mercato che ha connotato la formazione negli ultimi decenni. E che rischia di apparire controproducente in una fase in cui i favori dei finanziamenti dei maggiori potentati statunitensi e globali, i colossi del tech, sembrano orientarsi stabilmente sui <strong>Democratici</strong>.</p>
<p>Negli scorsi mesi abbiamo assistito al via libera di Romney, espressione del liberismo duro e puro, a un disegno di legge per alzare a 10 dollari all&#8217;ora il salario minimo, depositato al Senato assieme all&#8217;altro ex candidato presidenziale <strong>Tom Cotton</strong>; alla presentazione di iniziative<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-nuova-iniziativa-bipartisan-negli-usa-contro-il-big-tech.html" target="_blank" rel="noopener"> di legge bipartisan sulla regolamentazione del big tech</a> e a un sostegno repubblicano all&#8217;azione<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tra-lina-khan-e-il-big-tech-usa-e-gia-braccio-di-ferro.html" target="_blank" rel="noopener"> di <strong>Lina Khan, </strong></a>la nuova &#8220;zarina&#8221; dell&#8217;Antitrust scelta<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"> da <strong>Joe Biden</strong></a>; al sostegno di <strong>Marco Rubio </strong>al processo di sindacalizzazione dei lavoratori di Amazon in Alabama. Scelte in controtendenza con una linea che vede oggi l&#8217;ex rappresentante Usa all&#8217;Onu <strong>Nikki Haley </strong>come massimo sponsor e che perora un nuovo rilancio della dottrina neoliberista.</p>
<p>Cass appare insomma teorizzare dentro la sua dottrina, definita <em>common-good capitalism, </em>la percezione di un cambiamento e della necessità di una svolta per il Grand Old Party che l&#8217;ascesa di Trump aveva in un certo senso anticipato. Per una sorta di eterogenesi dei fini, soprattutto a causa del tracollo dei Democratici di Hillary Clinton dopo la marginalizzazione dell&#8217;ala vicina a <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html" target="_blank" rel="noopener">Bernie Sanders,</a> </strong>Trump, miliardario newyorkese apertamente pro-business e autore della riforma fiscale che ha portato al più grande trasferimento di ricchezza dal 99% all&#8217;1% della popolazione della storia umana, è stato associato a lungo a concetti che il Gop non aveva pienamente affrontato ma su cui si è imbattuto strada facendo. I cambiamenti nella globalizzazione, la presenza di sacche di elettorato lavoratore negli Stati ex industriali della <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-anche-biden-sara-un-rivale-della-cina.html" target="_blank" rel="noopener">Rust Belt riconquistati da Biden</a> nel 2020, la presenza di settori strategici capaci di sviluppare lavoro e innovazione se adeguatamente promossi, la destrutturazione dell&#8217;America profonda sulla scia del declino economico sono temi su cui da tempo si è discusso apertamente. Ma che solo dopo la catastrofe elettorale che ha travolto Trump sono stati alla base di un dibattito serio sul futuro della formazione conservatrice americana.</p>
<p>La percezione è che, irrigidendosi, il Partito Repubblicano rischia di farsi travolgere dai cambiamenti nella società americana e dell&#8217;economia globale e che il <strong>dibattito </strong>interno che scaturirà da questi cambiamenti sarà altrettanto importante dal nuovo approccio aperto alle minoranze che<a href="https://it.insideover.com/politica/la-florida-laboratorio-del-partito-repubblicano-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener"> in Stati come la Florida sta consolidando la formazione.</a> Nikki Halley, esponente dell&#8217;ala che Cass critica, ha un&#8217;aperta intenzione di candidarsi alle presidenziali 2024. Prese di posizione in materia sono attese anche dagli altri probabili partecipanti alla corsa: Rubio, DeSantis, Mike Pompeo ad esempio. La sfida per la Casa Bianca passerà anche dalla dialettica interna ai repubblicani. Ora più che mai di fronte alla necessità di un chiarimento sulla loro linea futura.</p>
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		<title>Paul Singer lancia Nikki Haley: è iniziata la sfida a The Donald?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/paul-singer-lancia-nikki-haley-sfida-a-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 09:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nikki Haley è pronta tornare. I neoconservatori del partito repubblicano, infatti, dopo aver conquistato buona parte dei posti chiave dall’attuale amministrazione americana con l’ingresso del Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e di Mike Pompeo, Segretario di Stato, ora puntano per le prossime elezioni sulla ex rappresentante permanente alle Nazioni Unite e già governatrice &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/paul-singer-lancia-nikki-haley-sfida-a-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Nikki Haley</strong> è pronta tornare. I neoconservatori del partito repubblicano, infatti, dopo aver conquistato buona parte dei posti chiave dall’attuale amministrazione americana con l’ingresso del Consigliere per la sicurezza nazionale <strong>John Bolton</strong> e di <strong>Mike Pompeo</strong>, Segretario di Stato, ora puntano per le prossime elezioni sulla ex rappresentante permanente alle Nazioni Unite e già governatrice della Carolina del Sud dal 2011 al 2017.</p>
<p>Nimrata &#8220;Nikki&#8221; Randhawa, coniugata Haley, secondo quanto riportato da <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.axios.com/2020-presidential-election-nikki-haley-89987260-8dae-4a78-8679-09ad56bd872a.html">Axios</a></em>, sarà ospite d&#8217;onore il prossimo 27 febbraio di una cena a New York con i più importanti finanziatori repubblicani. L’evento è organizzato dall’imprenditore  <strong>Paul Singer</strong>, fondatore e azionista del fondo Elliott, tra i maggiori hedge fund americani nonché proprietario del Milan e rivale del Presidente Donald Trump. Il fondatore di Elliot è stato infatti uno dei grandi promotori del &#8220;Never Trump&#8221;, il movimento nato in seno al partito per impedire che Donald ottenesse la nomination. Singer condivide al 100% le idee di Haley: falco neocon in politica estera, è a favore del <em>Laissez-faire</em> in economia e della deregulation totale del mercato.</p>
<p>Paul Singer lancia Nikki Haley al posto di Trump?</p>
<p>Come riporta <em>Axios</em>, il fondatore di Elliot sta lavorando per identificare e reclutare candidati donne per aiutare i repubblicani a mantenere il controllo del senato e riguadagnare terreno alla Camera in vista delle elezioni del 2020. Sta supportando l&#8217;E-Pac di <strong>Elise Stefanik</strong>, con l&#8217;obiettivo di aumentare le candidature femminili tra le fila repubblicane. </p>
<p>La partecipazione di Haley alla cena esclusiva di New York lascia aperta varie ipotesi. Secondo il commentatore neoconservatore <a href="https://twitter.com/BillKristol?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1094623089541955584&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.washingtonexaminer.com%2Fnews%2Fnikki-haley-to-be-star-guest-at-dinner-with-top-gop-donors">Bill Kristol </a>l’ex ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite potrebbe essere la candidata del partito repubblicano alle prossime elezioni presidenziali al posto di Donald Trump. E, in effetti, come abbiamo raccontato su <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/lalleanza-liberal-neocon-donald-trump/?fbclid=IwAR38dm9OI47wOPZg0-i7DdSdtOdD3F37f9NXx5dvQYwQS7rFEZ2QNTcqLXo"><em>Gli Occhi della Guerra</em></a>, tra i repubblicani c’è chi sta seriamente lavorando a questo scopo.</p>
<p>I neoconservatori lavorano per sostituire Donald Trump</p>
<p>Tra i gruppi neoconservatori che detestano il presidente c’è proprio il Republicans for the Rule of Law fondato da <strong>Bill Kristol</strong> nel gennaio 2018, che a sua volta è direttore di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.defendingdemocracytogether.org/">Defending Democracy Together (Ddt)</a>. Come riportava la <a style="color: #0000ff" href="https://www.cnbc.com/2018/09/14/bill-kristol-prepares-2020-primary-juggernaut-to-take-on-trump.html"><em>Cnbc</em></a> lo scorso settembre, Kristol &#8211; che ha prestato servizio nelle amministrazioni dei presidenti repubblicani Ronald Reagan e George W. Bush &#8211; sosteneva che la sua organizzazione no-profit Defending Democracy Together stava cercando un candidato Gop per correre contro Trump nel 2020. Che l&#8217;abbia finalmente trovato? </p>
<p>L’altra ipotesi, come spiega il <em>Corriere della Sera,</em> è che alla fine Trump possa scegliere Nikki Haley come vice nel ticket elettorale per il 2020, scaricando <strong>Mike Pence</strong>. Al momento siamo nel campo delle ipotesi e delle speculazioni, ma quando di mezzo c’è Paul Singer tutto è possibile, nonostante la stessa Haley abbia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.corriere.it/esteri/18_ottobre_09/usa-si-dimette-nikki-haley-ambasciatrice-all-onu-io-trump-non-sempre-d-accordo-ma-non-correro-2020-637c6466-cbd1-11e8-a151-64ee02cc2acb.shtml">dichiarato</a> a suo tempo l&#8217;intenzione di non candidarsi. </p>
<p>Nikky Haley superstar della Greater Miami Jewish Federation</p>
<p>I finanziatori Gop sono estremamente preoccupati dallo scarsissimo appeal presso il mondo <strong>femminile</strong> che i repubblicani in questo momento hanno. Infatti, il partito democratico sta recuperando consensi anche tra quelle donne bianche che nel 2016 avevano votato per Trump. Per questo, osserva il <em>Corriere della Sera</em>, serve al più presto un volto da contrapporre alle democratiche in corsa per la presidenza (già 6 su 11).</p>
<p>Per questo motivo l’ex governatrice della <strong>Carolina del Sud,</strong> agli occhi di Paul Singer e altri, rappresenta il profilo perfetto. Nikki Haley al momento è molto richiesta, e per avere la sua presenza a un convegno o a una serata, secondo la <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cnbc.com/2019/01/30/ex-un-ambassador-nikki-haley-charging-200000-per-speaking-gig.html">Cnbc</a></em>, occorre sborsare circa 200 mila dollari. In queste ore, peraltro, <a href="https://www.miamiherald.com/news/local/community/miami-dade/downtown-miami/article225929740.html">Haley sarà protagonista </a>del Main Event organizzato dal Greater Miami Jewish Federation, la potentissima organizzazione degli ebrei della Florida, e c’è chi spenderà fino a 1000 dollari pur di ascoltarla. Un evento che è già sold-out da diverse settimane, a testimonianza della popolarità di cui gode l&#8217;ex ambasciatrice. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/paul-singer-lancia-nikki-haley-sfida-a-trump.html">Paul Singer lancia Nikki Haley: è iniziata la sfida a The Donald?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quella mossa degli Stati Uniti  che incendia Serbia e Kosovo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haley-serbia-kosovo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 07:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="529" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf-768x508.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Nikki Haley colpisce anche una volta dimessa dal ruolo di ambasciatrice alle Nazioni Unite. Nella lettera rivolta al segretario generale Antonio Guterres con cui l&#8217;ambasciatrice Usa ha comunicato la volontà di lasciare l&#8217;incarico, c&#8217;era un passaggio che rischia di creare nuove tensioni in una regione già di per sé bollente: i Balcani. La lettera di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haley-serbia-kosovo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haley-serbia-kosovo.html">Quella mossa degli Stati Uniti  che incendia Serbia e Kosovo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="529" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1489650483-brsh-kosovo-security-force-ksf-768x508.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p><strong>Nikki Haley</strong> colpisce anche una volta dimessa dal ruolo di ambasciatrice alle Nazioni Unite. Nella lettera rivolta al segretario generale <strong>Antonio Guterres</strong> con cui l&#8217;ambasciatrice Usa ha comunicato la volontà di lasciare l&#8217;incarico, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/0/2136099/2018-10-17/kosovo-onu-fonti-stampa-prima-delle-dimissioni-ambasciatore-usa-haley-ha-proposto-fine-missione-unmik">c&#8217;era un passaggio</a> che rischia di creare nuove tensioni in una regione già di per sé bollente: i <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/balcani-macedonia/">Balcani</a>.</p>
<p>La lettera di Nikki Haley</p>
<p>In quella lettera, la Haley ha affermato la volontà degli Stati Uniti di <strong>abbandonare il Kosovo</strong>. La missione Onu, secondo i funzionari americani, è diventata ormai inutile. E Washington ,attraverso la lettera di addio della rappresentante, ha chiesto al Palazzo di Vetro di fare in modo di creare una <em>exit strategy</em>. E la questione non è affatto così semplice come potrebbe apparire da queste parole.</p>
<p>In molti potrebbero pensare che la fine della presenza Onu e il generale disinteresse degli Stati Uniti siano un bene per la regione balcanica. In sostanza, sembrerebbe trattarsi della fine di una sorta di &#8220;stato d&#8217;emergenza&#8221;. E il termine della<strong> missione Unmik</strong> (<em>United Nations Interim Administration Mission in Kosovo</em> ) vorrebbe dire l&#8217;inizio di una fase di <strong>stabilizzazione</strong> e quindi di conseguente inutilità delle forze delle Nazioni Unite e dell&#8217;Occidente.</p>
<p></p>
<p>La realtà però è più complessa. E non è un caso che sia stata proprio la Serbia a reagire in maniera durissima a quanto scritto all&#8217;interno della lettera di Haley a Guterres. E il motivo è da ricercare nell&#8217;effetto politico e strategico che avrebbe la fine di Unmik. Ovvero il possibile riconoscimento del Kosovo come Stato indipendente, strategicamente e militarmente autonomo, e la <strong>fine del controllo delle Nazioni Unite</strong> su quel Paese.</p>
<p>La missione Unmik</p>
<p>La missione Unmik, nata nel 1999, si basa sulla <strong>risoluzione 1244</strong> dell&#8217;Onu. Nelle intenzione dell&#8217;Unione europea, le Nazioni Unite avrebbero dovuto concedere sempre maggiori poteri all&#8217;Ue, in particolare alla missione Eulex (<em>European Union Rule of Law Mission in Kosovo</em>). Ma questo non è avvenuto per il &#8220;veto&#8221; posto da Russia e Serbia, preoccupate da sempre dalla fine di Unmik. E questo perché la missione internazionale del Palazzo di Vetro non prevede, in base alla risoluzione 1244, un Kosovo indipendente.</p>
<p>Il documento concede all&#8217;Onu la<strong> giurisdizione su Pristina</strong> senza prevedere altri particolari sul futuro del Kosovo. Per esempio, proprio con riguardo al possibile riconoscimento di un Kosovo indipendente, la risoluzione autorizza le Nazioni Unite a fare in modo che si sviluppi un processo per determinare lo status della terra kosovara e le eventuali forme di autonomia. Ma l&#8217;amministrazione provvisoria non garantiva una riconoscimento internazionale della statualità del Kosovo. Certo, le cose sono cambiate dal 1999. </p>
<p>La reazione della Serbia</p>
<p>Proprio per questo motivo, non devono sorprendere <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/5bc7204f0b8691.70431760/2136177/2018-10-17/serbia-direttore-ufficio-per-kosovo-djuric-belgrado-si-opporra-a-iniziativa-per-ritiro-unmik">le parole</a> di <strong>Marko Djurić</strong>, direttore dell&#8217;ufficio di Belgrado per il Kosovo. Come riporta <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2018/10/19/news/e-ora-di-lasciare-il-kosovo-gli-usa-in-pressing-sull-onu-1.17368984?ref=search"><em>Il Piccolo</em></a>, l&#8217;alto funzionario ha detto che la Serbia &#8220;si opporrà con ogni mezzo, legale e politico&#8221; alla fine della missione Unmik.  Parole non diverse quelle del presidente serbo,<strong>Aleksandar Vučić</strong>, preoccupato dalla volontà di togliere valore alla risoluzione 1244.</p>
<p>Il presidente serbo ha anche lanciato un messaggio chiaro agli Stati Uniti. Se la <strong>Serbia</strong> verrà messa al&#8217;angolo, ha spiegato Vučić, potrebbe non avere altra scelta che &#8220;difendere il Paese&#8221; e &#8220;il nostro popolo&#8221;, fra cui quello rimasto in Kosovo. Una scelta di parole che, in quella regione, per molti significa un richiamo alle armi. <strong>Vučić</strong> ha detto che il ritiro delle truppe internazionale e l&#8217;eventuale nascita di un esercito kosovaro avranno &#8220;tragiche conseguenze&#8221;. E queste dichiarazioni sono avvenuto dopo aver incontrato a Belgrado il vice segretario aggiunto degli Stati Uniti <strong>Matthew Palmer</strong>.</p>
<p>Il Kosovo vota per creare un esercito</p>
<p>Un richiamo alle armi che, in questi giorni, rischia di essere estremamente serio. Giovedì scorso, <a href="https://www.reuters.com/article/us-usa-nuclear-trump-germany/german-foreign-minister-u-s-should-consider-consequences-of-leaving-nuclear-treaty-idUSKCN1MV0IT">il parlamento del Kosovo ha votato tre leggi</a> con cui autorizza la creazione di un esercito nazionale di 5mila uomini.il primo ministro <strong>Ramush Haradinaj</strong>, prima del voto, ha dichiarato che &#8220;le tre leggi hanno il compito, per proteggere l&#8217;integrità territoriale del Kosovo e servono per proteggere i cittadini di tutte le comunità&#8221;. Ma i deputati della minoranza serba hanno denunciato come illegale qualsiasi tipo di modifica del mandato e delle capacità delle <strong>Kosovo Security Force</strong> (Ksf) senza passare per una modifica della Costituzione.</p>
<p>Anche la <strong>Nato</strong> ha esortato il Kosovo a non creare un esercito nazionale senza che vi sia una revisione costituzionale realizzata anche con il voto dei deputati serbi. Ma da parte di Pristina, non sembra esserci interesse a seguire quanto suggerito dall&#8217;Alleanza atlantica. E del resto, le idee dell&#8217;amministrazione americana sembrano orientate a liberare il campo, sostenendo di fatto le spinte autonomiste kosovare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haley-serbia-kosovo.html">Quella mossa degli Stati Uniti  che incendia Serbia e Kosovo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Con le dimissioni di Nikki Haley,  Israele perde un&#8217;arma all&#8217;Onu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haley-onu-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 16:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le dimissioni di Nikki Haley come ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite non sono un evento secondario nel panorama mondiale. E soprattutto per il Medio Oriente, la fine del mandato di Haley rappresenta (forse) una svolta nella strategia politica americana. O quantomeno la perdita di un elemento essenziale per un certo tipo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haley-onu-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haley-onu-israele.html">Con le dimissioni di Nikki Haley,  Israele perde un&#8217;arma all&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/nikki-haley-si-dimessa-ambasciatrice-nazioni-unite-1586102.html">Le dimissioni di Nikki Haley</a> come ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite non sono un evento secondario nel panorama mondiale. E soprattutto per il Medio Oriente, la fine del mandato di Haley rappresenta (forse) <strong>una svolta</strong> nella strategia politica americana. O quantomeno la perdita di un elemento essenziale per un certo tipo di politica regionale.</p>
<p>Dall&#8217;inizio del suo mandato al Palazzo di Vetro, la donna è sempre stata considerato un vero e proprio &#8220;falco&#8221; dell&#8217;amministrazione americana. La sua <strong>linea intransigente nei confronti dell&#8217;Iran</strong> è stata chiara da subito. Come è stato chiaro, di conseguenza, il suo totale sostegno alle iniziative di Israele in Medio Oriente. </p>
<p>Non che prima da Washington fossero arrivati grandi segnali di divergenza con lo Stato ebraico sulle politiche mediorientali. Alle Nazioni Unite, a parte in rarissimi casi sotto l&#8217;amministrazione Obama, gli Stati Uniti hanno sempre sostenuto Israele.</p>
<p>Ma con Haley le cose sono state diverse. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-13-times-nikki-haley-stood-up-for-israel-at-the-un-and-aipac-1.6545972">Come ha scritto <em>Haaretz</em></a>, l&#8217;Iran e tutti i suoi alleati sono diventati una vera &#8220;ossessione personale&#8221; per l&#8217;ambasciatrice di Trump all&#8217;Onu. E quest&#8217;ossessione ha portato a un asse senza precedenti fra il governo israeliano e quello americano. Anche a costo di giungere a un&#8217;escalation di tensione in tutto il Medio Oriente.</p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato sotto il suo mandato che l&#8217;amministrazione Trump ha deciso di tagliare i fondi all&#8217;agenzia per i rifugiati palestinesi, l&#8217;Unrwa. Una politica voluta dal premier Netanyahu e condivisa dall&#8217;amministrazione Trump. Stessa cosa avvenuta con il <strong>Consiglio per i diritti umani</strong>. Gli Stati Uniti di Trump sono rimasti 18 mesi prima di decidere che l&#8217;organismo Onu &#8220;non era degno del suo nome&#8221;, come detto dalla stessa Haley. E alla fine anno deciso di lasciarlo. Aggiunto alla </p>
<p>A conferma di questo rapporto fra Haley e Israele, basta rileggere le dichiarazioni di <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, che ha voluto personalmente ringraziare la funzionaria Usa per le sue politiche in favore di Israele. &#8220;Vorrei ringraziare l&#8217;ambasciatrice Nikki Haley, che ha guidato la lotta senza compromessi contro l&#8217;ipocrisia alle Nazioni Unite, e a favore della verità e della giustizia del nostro Paese&#8221;, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.reuters.com/article/us-usa-trump-haley-israel/israeli-pm-netanyahu-thanks-haley-for-fighting-u-n-hypocrisy-idUSKCN1MJ26E">così ha scritto Netanyahu</a> sul suo profilo Twitter.</p>
<p>Ed è un messaggio abbastanza chiaro sulle idee israeliane sulla delegata all&#8217;Onu, tanto che adesso sono molti a interrogarsi sul futuro della posizione statunitense al Palazzo di Vetro. Anche se è difficile credere che questa amministrazione dia una svolta in chiave meno favorevole allo Stato ebraico. Forse meno pubblicamente e meno in maniera manifesta. Ma sicuramente non rivoluzionaria.</p>
<p></p>
<p>Detto questo, è comunque evidente che per Israele queste dimissioni siano <strong>una piccola battuta d&#8217;arresto</strong>, che può anche indicare un possibile cambio di prospettiva da parte di Donald Trump non tanto per l&#8217;approccio nei confronti di Israele quanto nei confronti del Medio Oriente.</p>
<p>Queste dimissioni non sono state decise da Trump per una svolta nella strategia regionale. Ma è anche possibile che possano essere foriere di un nuovo approccio meno intransigente: quantomeno nei confronti dei palestinesi, con questi ultimi che rappresentano in ogni caso dei protetti delle potenze arabe partner di Stati Uniti e di Israele.</p>
<p>In questo senso, le dimissioni potrebbero anche essere arrivate in un momento decisivo e far iniziare quella fase di &#8220;de-escalation&#8221; con i palestinesi per avviare un approccio diverso, soprattutto perché Trump ha effettivamente intenzione di portare avanti il suo <strong>piano per una soluzione dei due Stati</strong>. </p>
<p>Una de-escalation che però non sembra essere in procinto di arrivare con l&#8217;Iran. La Repubblica islamica resta un obiettivo primario della Casa Bianca. E su questo, Netanyahu non vuole sentire ragioni. Proprio per questo motivo, i nomi che circolano nei media israeliani come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.jpost.com/American-Politics/Will-Nikki-Haleys-replacement-be-as-supportive-of-Israel-569040">possibili sostituti della Haley</a> non sembrano dare grande fiducia.</p>
<p></p>
<p>Due in particolare, <strong>Richard Grenell</strong> e <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/10/09/onu-dina-powell-forse-al-posto-di-haley_0b174daa-02d8-4e1d-a2ea-69cb723aa44d.html">Dina Powell</a>, sono fortemente ancorati a una certa linea anti-iraniana. Il primo è stato definito dallo stesso Netanyahu un &#8220;fan di Israele&#8221; ed è stato a lungo collaboratore di <strong>John Bolton</strong>. La seconda, è stata una delle maggiori sponsor del viaggio di Trump in Israele e Arabia Saudita ed è molto legata a <strong>Jared Kushner</strong> e a sua moglie Ivanka.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haley-onu-israele.html">Con le dimissioni di Nikki Haley,  Israele perde un&#8217;arma all&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La verità dietro la scelta Usa di uscire dal Consiglio dell&#8217;Onu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-diritti-umani-onu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 07:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La verità dietro la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite è molto meno romantica e ideologica di quanto affermato da Nikki Haley e Mike Pompeo. Il pregiudizio anti-israeliano, ribadito dall&#8217;ambasciatrice Usa al Palazzo di Vetro, è in realtà solo una parte della realtà. Dietro quelle parole, dietro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-diritti-umani-onu.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-diritti-umani-onu.html">La verità dietro la scelta Usa di uscire dal Consiglio dell&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/35780761_10215585262760915_8436026878489264128_n-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>verità</strong> dietro la decisione degli <strong>Stati Uniti</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/stati-uniti-si-ritirano-consiglio-dei-diritti-umani-dellonu-1542911.html">di ritirarsi dal Consiglio</a> dei Diritti Umani delle Nazioni Unite è molto meno romantica e ideologica di quanto affermato da <strong>Nikki Haley</strong> e Mike Pompeo. Il pregiudizio anti-israeliano, ribadito dall&#8217;ambasciatrice Usa al Palazzo di Vetro, è in realtà solo una parte della realtà.</p>
<p>Dietro quelle parole, dietro a quella &#8220;faziosità politica&#8221; di cui Washington ha accusato il Consiglio, si nasconde una motivazione prettamente economica. Nel concreto, <strong>una lista nera di circa 200 imprese</strong> israeliane e non, che l&#8217;Alto Commissario per i Diritti Umani ha creato nel 2017 inserendovi tutte le aziende colpevoli di operare illegittimamente nei Territori occupati.</p>
<p>Della black-list cominciò a parlarsi <strong>nell&#8217;estate del 2017</strong>. All&#8217;inizio i nomi si sussurrava soltanto. Poi sono venuti alla luce e le imprese interessate si rivelarono da subito molto importanti. Non soltanto nel panorama israeliano, ma anche a livello mondiale. <a style="color: #0000ff" href="https://www.haaretz.com/israel-news/from-motorola-to-ahava-the-un-blacklist-of-companies-working-in-settlements-1.5460550">Come riporta il quotidiano <em>Haaretz</em></a>, si parlava delle filiali israeliane di Motorola, della <strong>Israel Aerospace Industries</strong>, della società di cosmetici Dead Sea Ahava, della Banca israeliana <strong>Leumi</strong> o del fornitore di gas <strong>Paz</strong>.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.washingtonpost.com/world/national-security/us-pushing-to-quash-un-blacklist-of-firms-doing-business-in-israeli-settlements/2017/08/21/c6de9eec-8439-11e7-b359-15a3617c767b_story.html">Il <em>Washington Post</em> rivelò</a> anche i nomi di <strong>Tripadvisor</strong>, Airbnb e Caterpillar. Altri media israeliani chiamarono in causa anche la <strong>Coca Cola</strong>. Mentre si intensificarono i nomi delle aziende israeliani interessate, come <strong>Bank Hapoalim</strong>, il colosso farmaceutico <strong>Teva</strong>, la Israel discount bank, Egged, Mekorot, Netafim o Elbit Systems.</p>
<p></p>
<p>Gli Stati Uniti e Israele<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/us-news/u-s-trying-to-prevent-un-blacklist-of-companies-working-in-the-settlements-1.5444805"> iniziarono a fare pressioni</a> sul Consiglio affinché evitasse la pubblicazione della lista. I danni economici sarebbero stati molto importanti per le aziende, e la Haley parlò di gravi conseguenze su tutta l&#8217;economia israeliana.</p>
<p>Molte imprese <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.elconfidencial.com/mundo/2018-06-20/eeuu-consejo-derechos-humanos-israel-empresas_1581544/">volevano citare in giudizio</a> il Consiglio dei Diritti Umani e l&#8217;Alto Commissario per danni. Altre accusarono l&#8217;Alto Commissario <strong>Zeid Ràad Al Hussein</strong> di non essere imparziale, poiché non si erano fatte liste simili né per la Crimea né per il Sahara occidentale.</p>
<p>Per il governo israeliano, questo significava dare man forte a tutto quel movimento politico internazionale che sostiene l&#8217;etichettature dei prodotti proveniente dai Territori occupati, che per Benjamin Netanyahu rappresenta un grave problema politico nei rapporti con gli Stati occidentali e i mercati che essi rappresentano.</p>
<p>Le pressioni di Stati Uniti e Israele non ebbero comunque successo. Il Consiglio <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/israel-united-nations-companies-list-west-bank-settlements-business-ties-palestine-a8188681.html">ha pubblicato la lista</a> delle 206 imprese a febbraio di quest&#8217;anno. </p>
<p>Lo scontro fra Usa e Onu</p>
<p>Non è una novità, in ogni caso, che gli Stati Uniti di <strong>Donald Trump</strong> e il governo israeliano a guida Benjamin Netanyahu siano fortemente avversi a quanto deciso in sede Onu. Il presidente Usa ha sempre accusato il Palazzo di Vetro e gli organismi internazionali di essere fondamentalmente ipocriti. Stesse accuse rivolte da Israele, che paga anche il fatto che i Paesi a maggioranza musulmana sono in netta maggioranza.</p>
<p>Per la Casa Bianca, il Palazzo di Vetro è utile nel momento in cui segue la linea dettata da Washington. Ma è chiaro che, nell&#8217;attuale contesto geopolitico dove tutto sembra intercambiabile, quella <em>leadership</em> auspicata dagli Stati Uniti rischia di essere minata definitivamente.</p>
<p>Oggi altri attori internazionali hanno assunto un peso molto rilevante. E gli Stati Uniti stanno scivolando verso <strong>un costante isolamento</strong> dovuto anche a questo modo di agire da parte della nuova amministrazione che, se anche spezza molto spesso le catene del politicamente corretto, di fatto lascia spazio agli altri. Washington non è più la capitale politica del mondo. E l&#8217;idea di isolarsi quando la comunità internazionale non la segue, non viene più vista come un rischio, ma quasi come una novità positiva.</p>
<p></p>
<p>Trump, in questo, deve stare molto attento: un tempo gli Stati Uniti che abbandonavano il consesso internazionale apparivano come una minaccia. Oggi, nella fase di transizione che sta vivendo il mondo, non è più così. <strong>L&#8217;Europa sta lentamente sganciandosi</strong> dalla linea politica Usa. Mentre <strong>Cina</strong> e <strong>Russia</strong> sono già in grado di gestire un proprio mondo, prettamente asiatico ma non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-diritti-umani-onu.html">La verità dietro la scelta Usa di uscire dal Consiglio dell&#8217;Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;Iran una minaccia per gli Usa?  Ecco perché è solo una fantasia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 09:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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<p>In un editoriale recentemente pubblicato sul Financial Times, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, Ministro degli affari Esteri e della cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti, ha accusato la Repubblica Islamica dell’Iran di minacciare la stabilità del Medio Oriente. “Teheran ha perseguito un programma settario che sta minacciando il fragile tessuto sociale regionale. Le conseguenze a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-minaccia-gli-usa-perche-sciocchezza.html">[...]</a></p>
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<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/continua-a-sostenerci/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42088 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/occhi_banner.jpg" alt="occhi_banner" width="745" height="100" /></a></p>
<p>Parole che non destano scalpore, poiché pronunciate da un esponente di un avversario regionale dell’Iran, fortemente legato all’<strong>Arabia Saudita</strong>. Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha sollecitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a prendere provvedimenti nei confronti di Teheran per le presunte violazioni sui test di missili balistici e il paventato rifornimento di armi ai ribelli Houthi nello Yemen.</p>
<p>Cresce la pressione degli Usa su Teheran</p>
<p>Nella giornata di lunedì, infatti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.wsj.com/articles/trump-haley-press-u-n-security-council-on-iran-1517274657">come riporta il <em>Wall Street Journal</em></a>, l’ambasciatore alle Nazioni Unite <strong>Nikki Haley</strong> ha guidato gli altri 14 membri del Consiglio di sicurezza in un viaggio a Washington che includeva il pranzo con il presidente Donald Trump e una sosta in un hangar militare al fine di esaminare le informazioni raccolte dagli Stati Uniti. Trump ha ribadito agli ambasciatori dell’Onu che l’accordo sul nucleare “è un pessimo affare” e che le violazioni dell’Iran “sono evidenti” e che richiedono una risposta.</p>
<p>Ufficialmente, la politica ufficiale degli <strong>Stati Uniti</strong> è volta a &#8220;neutralizzare l&#8217;influenza destabilizzante dell&#8217;Iran e limitare la sua aggressione”. Benché l’Iran abbia certamente cresciuto la sua influenza nella regione &#8211; soprattutto a causa dei disastri dell’Occidente &#8211; la retorica bellicosa dell’amministrazione americana appare decisamente sopra le righe e poco attinente alla realtà, come spiega l’illustre politologo <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://foreignpolicy.com/2018/01/16/the-islamic-republic-of-hysteria-iran-middle-east-trump/">Stephen M. Walt su </a><em><a href="http://foreignpolicy.com/2018/01/16/the-islamic-republic-of-hysteria-iran-middle-east-trump/">Foreign Policy</a>.</em></p>
<p>“L’Iran una minaccia per gli Usa? Fantasia allarmista”</p>
<p>“Questa continua pressione a tutto campo contro l’Iran ha poco senso perché Teheran non è neanche lontanamente un egemone regionale &#8211; afferma <strong>Walt</strong>, professore di affari Internazionali presso l’Università di Harvard -. Piuttosto, la volontà di esperti e politici di sposare questa fantasia allarmista la dice lunga sulla natura sprezzante della retorica strategica statunitense, più che sul vero pericolo che l’Iran può rappresentare”. Secondo l&#8217;Istituto internazionale di studi strategici, l&#8217;Iran ha una popolazione di circa 83 milioni: nel 2016, il suo Pil superava i 400 miliardi di dollari, mentre il suo budget annuale per la difesa è di quasi <strong>16 miliardi.</strong> La sua compagine militare complessiva (compreso il Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica) è composta da circa 520.000 soldati, di cui molti disoccupati e male addestrati. “Molti dei suoi carri armati &#8211; sottolinea Walt &#8211; aerei e altri importanti sistemi, risalgono persino all&#8217;epoca dello Scià Mohammed Reza Pahlavi e sono in condizioni precarie”.</p>
<p></p>
<p>Inoltre, osserva il professore, “Egitto, Israele, Arabia Saudita, Giordania e Emirati Arabi Uniti hanno una popolazione complessiva di oltre 100 milioni e un Pil di oltre 1 trilione di dollari &#8211; circa il quadruplo di quello dell&#8217;Iran. La loro spesa per la difesa complessiva è almeno <strong>cinque volte maggiore</strong> di quella dell&#8217;Iran. Questi stati possiedono alcune delle armi più sofisticate al mondo, compresi i carri armati e gli aerei F-15 Abrams. Senza dimenticare che Israele possiede armi nucleari&#8221;.</p>
<p>“Gli Usa mantengano relazioni equilibrate”</p>
<p>Benché sia indubbio che <strong>Teheran</strong> abbia sostenuto una serie di attori vincenti negli ultimi anni, tra cui Hezbollah e il presidente siriano Assad, è anche vero che l’Iran ha semplicemente approfittato di molti errori degli avversari &#8211; come la decisione dell’amministrazione Usa di rovesciare Saddam Hussein, storico rivale di Teheran.</p>
<p>“Fortunatamente &#8211; osserva Walt &#8211; nessuno Stato dentro o fuori il <strong>Medio Oriente</strong> è oggi in grado di controllarlo. Di conseguenza, gli Stati Uniti non devono fare molto per mantenere un equilibrio di potere regionale”. E invece di dare all&#8217;Arabia Saudita o Israele un assegno in bianco per contrastare la mitica egemonia iraniana, afferma l’esperto, “Washington dovrebbe cercare relazioni più equilibrate con tutti gli stati della regione”. Incluso l’iran, che rappresenta certamente un avversario regionale degli alleati degli Stati Uniti nel Medio Oriente ma non una seria minaccia alla sicurezza nazionale per Washington.</p>
<p></p>
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		<title>Gerusalemme capitale, Trump: &#8220;Taglieremo i fondi a chi vota contro&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 20:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nuove minacce dagli Stati Uniti per quei Paesi che domani in sede Onu voteranno la mozione che chiede al presidente Trump di ritirare la dichiarazione con cui ha trasferito l&#8217;ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo quest&#8217;ultima capitale d&#8217;Israele. Dopo il duro monito di Nikki Haley, rappresentante permanente per gli Stati Uniti alle Nazioni Unite, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gerusalemme-capitale-trump-taglieremo-fondi-vota.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171209002310_25206176-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nuove minacce dagli <strong>Stati Uniti</strong> per quei Paesi che domani in sede Onu voteranno la mozione che chiede al presidente Trump di ritirare la dichiarazione con cui ha trasferito l&#8217;ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo quest&#8217;ultima capitale d&#8217;Israele. Dopo il duro monito di <strong>Nikki Haley</strong>, rappresentante permanente per gli Stati Uniti alle Nazioni Unite, ora è il turno di <strong>Donald Trump</strong> in persona che minaccia di tagliare i fondi a quei Paesi che andranno contro la decisione di Washington.</p>
<p>&#8220;Vi controlliamo&#8221;, ha detto Trump complimentandosi con <strong>Haley</strong>. &#8220;Prendete i nostri soldi e votate contro di noi, risparmieremo un sacco&#8230; lasciate che votino contro di noi&#8221;, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti. La risoluzione che l&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu si appresta ad approvare domani &#8211; dove nessuno dei 193 Paesi membri ha diritto di veto &#8211; non è vincolante e il suo valore è soprattutto simbolico. </p>
<p>Il duro sfogo di Nikki Haley  </p>
<p>Al Consiglio di Sicurezza, sulla proposta presentata dall&#8217;<strong>Egitto</strong> in cui si dichiarava nulla ogni decisione che possa alterare lo status di <strong>Gerusalemme</strong> senza citare direttamente Trump o Washington, gli Usa &#8211; isolati rispetto agli altri 14 membri &#8211; avevano già posto il veto lunedì scorso. Nikki Haley aveva bollato la risoluzione “un insulto che non sarà dimenticato”: il ”riconoscimento dell&#8217;ovvio&#8221;, ovvero che Gerusalemme è la capitale d&#8217;Israele, &#8220;è troppo per qualcuno&#8221;, ha rimarcato la diplomatica. Il testo, votato da tutti gli altri 14 membri, “esprime il profondo rammarico per le recenti decisioni riguardanti lo status di Gerusalemme”.</p>
<p></p>
<p>&#8220;All’Onu ci viene sempre chiesto di fare e dare di più&#8221;, ha osservato la Haley su <strong>Twitter</strong>, all’indomani del voto al Consiglio di Sicurezza. &#8220;Quindi quando prendiamo una decisione, per volere del popolo americano, su dove localizzare la nostra ambasciata, non ci aspettiamo che coloro che abbiamo aiutato ci prendano di mira. Giovedì ci sarà un voto per criticare la nostra scelta. Gli Usa prenderanno i nomi&#8221;, ha minacciato infine la diplomatica americana. La tensione al Palazzo di Vetro rimane dunque altissima.</p>
<p>L&#8217;Iran: &#8220;Trump ha unito i musulmani&#8221;</p>
<p>Secondo il presidente iraniano <strong>Hassan Rohani</strong>, Trump non ha fatto altro che unire i musulmani in nome della causa palestinese. Come riferito dall’agenzia Irna, Rohani ha osservato che &#8220;oggi assistiamo a una nuova Intifada e allo schieramento della nazione palestinese contro il regime sionista&#8221;. Il capo di stato iraniano ha poi aggiunto che &#8220;si trattava di un complotto pianificato contro la Palestina, il Quds e il mondo islamico che finora ha avuto risultati inattesi e controversi per chi l’ha pensato&#8221;.</p>
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