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	<title>Mike Pompeo Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 21 Jul 2024 13:57:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mike Pompeo Archives - InsideOver</title>
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		<title>America First. Però Mike Pompeo lavora per vendere l&#8217;acciaio Usa ai giapponesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2024 13:57:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mike Pompeo sta lavorando per portare il colosso siderurgico americano US Steel sotto controllo della giapponese Nippon Steel.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html">America First. Però Mike Pompeo lavora per vendere l&#8217;acciaio Usa ai giapponesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240721155548196_b4516188ef4cdb44c9073fbc13796885-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Mike Pompeo</strong> sta lavorando per portare il colosso siderurgico americano US Steel sotto controllo nipponico. <strong>L&#8217;ex direttore della Cia e segretario di Stato di Donald Trump</strong>, dato in avvicinamento all&#8217;ex e potenziale futuro presidente Usa nelle ultime settimane, è stato indicato dalla multinazionale giapponese <strong>Nippon Steel</strong> come consulente speciale per rompere la diffidenza bipartisan della politica e delle istituzioni americane per l&#8217;affare da 14 miliardi di dollari che potrebbe portare il gruppo di Pittsburgh sotto il controllo di Nippon.</p>



<h2 class="wp-block-heading">US Steel-Nippon Steel: un accordo controverso</h2>



<p>Nippon Steel, terzo più grande produttore d&#8217;acciaio al mondo, ha a dicembre 2023 annunciato il deal con US Steel, gruppo erede dell&#8217;impero fondato a inizio Novecento da J.P. Morgan e protagonista della stagione ruggente dell&#8217;industria americana nella prima metà del secolo scorso. <strong>US Steel nel 1902,</strong> primo anno di attività, produceva due terzi dell&#8217;acciaio Usa: fu per decenni l&#8217;azienda più grande al mondo del settore, mentre oggi è solo la ventisettesima, e dal 1990 non ha più potuto rimanere quotata in Borsa. Effetto della crisi dell&#8217;acciaio e dell&#8217;industria americana sostanziata nel declino della Rust Belt di cui Pittsburgh, in Pennsylvania, è una delle città simbolo.</p>



<p>Dopo interessamenti non andati a buon fine della canadese Stelco, della franco-indiana ArcelorMittal e dell&#8217;americana <strong>Cleveland-Cliffs</strong>, Nippon Steel ha proposto un&#8217;offerta da 55 dollari ad azione, una valorizzazione del 40% delle quote, unita al mantenimento previsto della produzione e della sede in America. L&#8217;accordo è stato però bocciato in maniera pressoché bipartisan dalla politica Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;opposizione bipartisan della politica</h2>



<p><strong>A farsi primi portavoce del malcontento un terzetto di senatori repubblicani</strong> guidato da<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-ha-scelto-il-vice-e-jd-vance-anelli-di-congiunzione-tra-lamerica-profonda-e-la-grande-finanza.html"> JD Vance, attuale candidato vice di Trump, </a></strong>che assieme a Marco Rubio e Josh Hawley ha comunicato al segretario al Tesoro di Joe Biden, <strong>Janet Yellen</strong>, una missiva indicante i rischi per la sicurezza economica nazionale derivante dalla cessione dell&#8217;hub siderurgico ai giapponesi. Un&#8217;America che vuole tornare a essere potenza industriale può rinunciare al controllo sul suo acciaio? Questo tema, che in Italia col caso Ilva conosciamo bene, ha suscitato riflessioni.</p>



<p>L&#8217;acciaio è strategico su ogni fronte industriale, non secondario quello della Difesa e della sicurezza nazionale. L&#8217;industria della Difesa americana spinge per armare Paesi amici come Ucraina e Taiwan e rifornire le forze Usa; il senatore Mark Kelly (Democratico dell&#8217;Arizona) e il deputato Mike Waltz (Repubblicano della Florida) hanno ideato una <strong>rara operazione bipartisan per rafforzare la capacità americana nel potenziamento della US Navy</strong> e rilanciare i cantieri navali, <a href="https://warontherocks.com/2024/07/can-congress-revive-shipbuilding-and-maritime-strategy/">per cui servirà moltissimo acciaio <em>made in Usa</em>.</a></p>



<p>Critiche profonde sono arrivati anche dai senatori democratici Sherrod Brown, John Fetterman e<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/repubblicani-al-senato-sinistra-alla-camera-i-due-scogli-per-biden.html"> Joe Manchin III</a></strong>, che rappresentano tre Stati che della re-industrializzazione intendono trarre vantaggio (Ohio, Pennsylvania e West Virginia) hanno criticato il deal, su cui anche i principali sindacati del settore si sono espressi contrariamente. Logico che anche i pretendenti alla Casa Bianca entrassero nella partita: <strong>Donald Trump ha bocciato l&#8217;accordo</strong> e in scia anche il presidente Biden si è <strong>messo di traverso </strong>chiedendo verifiche sull&#8217;accordo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Entra in scena Pompeo</h2>



<p>Da dicembre si è arrivati all&#8217;estate e Nippon Steel vuole chiudere l&#8217;affare. L&#8217;azienda intende espandere la sua capacità produttiva e simboleggiare con <strong>un&#8217;acquisizione di peso il rilancio del Giappone</strong> e della sua industria nel mondo. Con una campagna elettorale caldissima e che anche sul futuro ruolo dell&#8217;America nel mondo giocherà le sue battute finali nei prossimi mesi il deal su US Steel rischiava di restare stritolato tra la tenaglia dem e quella conservatrice.</p>



<p>Per questo Nippon Steel si è rivolta a Pompeo. <a href="https://www.ft.com/content/3519e48d-07d7-449b-a766-6b3ef74db84a">Il <em>Financial Times</em></a> ha spiegato il perimetro del mandato del politico del Kansas di discendenza italiana: Pompeo dovrà &#8220;superare le dichiarazioni pubbliche contrarie all&#8217;accordo da parte di Trump e del presidente Joe Biden. Entrambi gli uomini stanno cercando di corteggiare tra i loro potenziali elettori i <strong>colletti blu nello stato chiave della Pennsylvania</strong> in vista delle elezioni di novembre&#8221;, che potrebbero rivelarsi decisivi per la scelta del presidente. Il Ft ricorda che a Tokyo ci si aspetta via libera e che molti attori politici nipponici sperano in un accordo che consolidi le relazioni Usa-Giappone contro la Cina, protagonista del mercato siderurgico mondiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">America First a corrente alternata</h2>



<p>Risulta curioso che a dover lusingare i membri dell&#8217;attuale e potenziale futura amministrazione in nome della cessione di US Steel sia <strong>un politico divenuto portavoce del principio trumpiano dell&#8217;America First</strong> durante il suo mandato e che nei giorni scorsi ha parlato proprio alla convention repubblicana di Milwaukee che ha incoronato Trump candidato e Vance, oppositore dell&#8217;accordo, come potenziale vice.</p>



<p>Anche Pompeo ha parlato alla convention, rivendicando il mandato del quadriennio trumpiano: &#8220;<strong>Abbiamo posto l&#8217;America davanti a tutto, ogni giorno</strong>&#8220;, <a href="https://www.kansascity.com/news/politics-government/article290220264.html">ha scandito Pompeo.</a><strong><em><a href="https://www.kansascity.com/news/politics-government/article290220264.html"> &#8220;</a>We put America first every single day”</em></strong>. Un impegno deciso. Che sembra esser potenzialmente collidente con il nuovo ruolo di advisor e portatore d&#8217;interessi di una figura che, da rappresentante diplomatico americano, ha da un lato <strong>promosso il protezionismo commerciale</strong> nei settori strategici e dall&#8217;altro invitato alleati e partner a sostituire gli investimenti cinesi con quelli <strong>di Paesi come gli Usa</strong> nei settori strategici. </p>



<p>Suona strano veder Pompeo nel ruolo di <strong>sostenitore della vendita di un asset chiave</strong> dell&#8217;industria Usa, per quanto in una chiave di rilancio, quando lo stesso Trump e soprattutto il potenziale vicepresidente Vance, figlio della Rust Belt, propongono di fermare l&#8217;accordo, che potrebbe essere una delle prime sfide destinate a arrivare sulla scrivania di una nuova amministrazione <a href="https://thehill.com/homenews/campaign/4520569-mike-pompeo-donald-trump-second-administration-2024/">di cui Pompeo, si dice, potrebbe far parte.</a> <strong>L&#8217;ex segretario di Stato appare molto diverso dal suo presidente su tale dossier</strong> e questo lascia pensare che, forse, le voci di un suo possibile ingresso nel Trump 2.0 sono ancora tutte da verificare. Specie alla luce di una posizione tanto divergente sul tema critico degli investimenti stranieri, cruciale per la sicurezza nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html">America First. Però Mike Pompeo lavora per vendere l&#8217;acciaio Usa ai giapponesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tutti i repubblicani che possono sfidare Trump in vista del 2024</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 16:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-2048x1371.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;attesa è finita. L&#8217;ex presidente Donald Trump si sta preparando alla sua terza corsa per la Casa Bianca, cercando di superare la cocente delusione per i risultati delle elezioni di midterm che hanno visto i suoi candidati uscire sconfitti dalle sfide decisive con i democratici, soprattutto al Senato (fatta eccezione per la vittoria di JD &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html">Tutti i repubblicani che possono sfidare Trump in vista del 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA34365814-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;attesa è finita. L&#8217;ex presidente <strong>Donald Trump</strong> si sta preparando alla sua terza corsa per la Casa Bianca, cercando di superare la cocente delusione per i risultati delle elezioni di midterm che hanno visto i suoi candidati uscire sconfitti dalle sfide decisive con i democratici, soprattutto al Senato (fatta eccezione per la vittoria di JD Vance in Ohio). Il magnate sperava di massimizzare i guadagni derivati da un&#8217;ipotetica straripante vittoria alle elezioni annunciando la sua candidatura subito dopo in maniera tale da sbaragliare eventuali avversi interni.</p>



<p>Il piano dell&#8217;ex presidente è fallito e ora deve fare i conti con un&#8217;opinione pubblica conservatrice (vedasi <em>New York Post</em> o alcuni opinionisti su <em>Fox News</em>) non più sicura di sostenere il tycoon nella sua ennesima scommessa. Anzi, da alcuni viene addirittura accusato di rappresentare un &#8220;peso&#8221; per il partito, che dovrebbe altresì puntare sul più giovane e rassicurante governatore della Florida Ron DeSantis. </p>



<p>La partita è apertissima, come confermano anche le parole del popolare governatore repubblicano <strong>Chris Sununu</strong> del New Hampshire, appena riconfermato, il quale ha sottolineato che un annuncio di Trump &#8220;non libera il campo&#8221; dalla sfida interna al partito. Vediamo dunque quali sono i potenziali rivali di Donald Trump. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il governatore della Florida Ron DeSantis</h2>



<p>Come ricorda <em>Fox News</em>, DeSantis, che all&#8217;età di 44 anni ha 32 anni meno di Trump, vinse la sua prima elezione da governatore (nel 2018) grazie a un importante aiuto dell&#8217;allora presidente. A quattro anni di distanza, l&#8217;ex pupillo del tycoon ha ottenuto una grandissima visibilità in tutta la nazione grazie alla sua gestione libertaria della pandemia e a una politica &#8220;anti-woke&#8221;. All&#8217;indomani delle elezioni di midterm<a href="https://it.insideover.com/politica/texas-e-florida-laboratori-del-partito-repubblicano-del-futuro.html"> che hanno visto il partito repubblicano trionfare in Florida </a>espugnando anche le contee tradizionalmente dem come quella di Miami-Dade, per il 70% ispanica, il <em>New York Post</em>, il più antico giornale della nazione, titolava in prima pagina, pubblicando una foto di un trionfante Ron DeSantis: &#8220;DeFuture&#8221;, indicando chiaramente la direzione che, a detta della testata conservatrice, dovrebbe prendere il Gop. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="691" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-1024x691.jpg" alt="" class="wp-image-375202" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-2048x1381.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA30356819-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il governatore della Florida Ron DeSantis (Foto: Joe Burbank/Orlando Sentinel/TNS/ABACAPRESS.COM)</figcaption></figure>



<p>Un nuovo sondaggio nazionale dà al governatore della Florida un <strong>vantaggio di 7 punti</strong> sull&#8217;ex presidente in una potenziale sfida alle primarie del partito: è il primo sondaggio da febbraio 2016 a indicare un indebolimento del dominio sul Gop da parte di Donald Trump. <a href="https://nypost.com/2022/11/12/new-primary-poll-finds-desantis-has-edge-over-trump-in-2024/">Secondo il sondaggio di <em>YouGov</em></a>, il 42% dei repubblicani e degli indipendenti simpatizzanti preferisce DeSantis a Trump come candidato presidente, mentre il 35% degli intervistati ha indicato di preferire The Donald. Non accadeva dal febbraio 2016, quando <strong>Ted Cruz</strong> era in testa ai sondaggi con un vantaggio di circa 2 punti percentuali sul tycoon. </p>



<p>Benché siano accumunati dalla visione politica, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ron-desantis%EF%BF%BC.html">i due non potrebbero essere più diversi nella vita privata</a>. <a href="https://www.ft.com/content/3aa3b7a6-8f72-4c37-82dd-d98946198aa7">Come nota il <em>Financial Times</em></a>, si tratta di due opposti. Se Trump è caotico e governato dall’istinto e dall’intuizione, l’altro, De Santis, è un avvocato disciplinato che setaccia risme di dati e statistiche prima di fare un freddo calcolo. Una personalità politica più affidabile e meno imprevedibile del vulcanico ex presidente, quella di DeSantis, che sta convincendo molti repubblicani a puntare su di lui, finanziatori in testa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ex vicepresidente Mike Pence</h2>



<p>Il rapporto fra Donald Trump e il suo ex vicepresidente <strong>Mike Pence</strong> non è dei migliori, soprattutto dall&#8217;assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Nel suo ultimo libro, &#8220;So Help Me God&#8221;, l&#8217; ex vicepresidente rivendica i successi ottenuti durante l&#8217;amministrazione Trump-Pence, ma non risparmia critiche nei confronti dell&#8217;ex inquilino della Casa Bianca. &#8220;Le parole del presidente pronunciate il 6 gennaio 2021 &#8211; ha detto in una recente intervista ad <em>Abc News</em> &#8211; sono state avventate, così come le sue azioni. Le parole del presidente quel giorno alla manifestazione hanno messo in pericolo me, la mia famiglia e tutti al Campidoglio&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="776" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-1024x776.jpg" alt="" class="wp-image-375210" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-1024x776.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-768x582.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-1536x1165.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-2048x1553.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/Agenzia_Fotogramma_IPA23091308-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;ex vice presidente Mike Pence (Foto: Grace Hollars/IndyStar/USA Today Network/Sipa USA)</figcaption></figure>



<p>Le recenti mosse dell&#8217;ex governatore dell&#8217;Indiana fanno presagire a una sua discesa in campo, a cominciare dalla pubblicazione dell&#8217;ultimo libro. Inoltre, durante la recente campagna elettorale per le midterm, Pence ha fatto tappa in Iowa, New Hampshire, Carolina del Sud e Nevada per sostenere i candidati del Gop. Pence so è autodefinito un &#8220;cristiano, conservatore, e repubblicano, precisamente in quest&#8217;ordine&#8221;. Viene da una famiglia irlandese e cattolica, che votava democratico. Ha frequentato la chiesa evangelica dei cristiani rinati negli anni Novanta, salvo poi tornare ad &#8220;esplorare le proprie radici cattoliche&#8221;, dopo un incontro con papa Francesco. Figura austera e non particolarmente carismatica, Pence può tuttavia contare sul sostegno dei conservatori e dei cristiani più fedeli e praticanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il senatore afroamericano Tim Scott</h2>



<p>Il senatore <strong>Tim Scott</strong>, unico afroamericano del Gop al Senato, ha ottenuto una larghissima vittoria nelle recenti elezioni di midterm nella Carolina del Sud sconfiggendo il suo avversario di 26 punti, seppur in uno stato nel quale non c&#8217;è mai stata veramente partita. Stella nascente del partito, ha attirato importanti finanziatori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375211" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115161849244_a36c92fdded6d5cd20449ef4dbb8f815-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il senatore del Sud Carolina Tim Scott,(Foto: EPA/Tom Williams / POOL)</figcaption></figure>



<p>Durante i festeggiamenti, nota il <em>Washington Post</em>, ha fatto trapelare la sua intenzione di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti parlando di suo nonno, che votò Barack Obama. &#8220;Vorrei che fosse vissuto abbastanza a lungo da vedere forse un altro uomo di colore eletto presidente degli Stati Uniti&#8221;, ha detto Scott. &#8220;Ma questa volta sarà un repubblicano&#8221;. Scott potrebbe infatti pescare in quell&#8217;elettorato &#8211; soprattutto tra gli afroamericani &#8211; che difficilmente voterebbe Donald Trump o Ron DeSantis. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Governatore della Virginia Glenn Youngkin</h2>



<p>Il governatore della Virginia <strong>Glenn Youngkin</strong> ha sostenuto i repubblicani in tutta la nazione in occasione della recente campagna elettorale e non è esclusa una sua possibile corsa alla Casa Bianca. Nel novembre dello scorso anno, ha ottenuto un&#8217;importantissima vittoria sconfiggendo l&#8217;ex governatore democratico Terry McAuliffe alle elezioni governative della Virginia. Donald Trump, come nel caso di Ron DeSantis, lo vede come un potenziale rivale, ed è per questo motivo che nei giorni scorsi lo ha volutamente punzecchiato, <a href="https://www.politico.com/news/2022/11/11/trump-begins-to-turn-on-potential-2024-rivals-00066467">lanciandogli un chiaro avvertimento</a>. &#8220;Young Kin (ora questa è una versione interessante. Suona cinese, vero?) in Virginia non avrebbe potuto vincere senza di me&#8221;, ha scritto Trump su Truth Social, la piattaforma social media che ha contribuito a fondare. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375214" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-2048x1366.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115162117529_90ad3e7c51952f6237ae48224ae47115-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il governatore della Virginia Glenn Youngkin (Foto: EPA/ERIK S. LESSER)</figcaption></figure>



<p>“L&#8217;ho approvato, ho fatto un grande Trump Rally per lui, ho convinto MAGA a votare per lui &#8211; o non avrebbe potuto avvicinarsi alla vittoria&#8221;. Imprenditore di successo, 55 anni, prima di entrare in politica ha lavorato 25 anni presso la società di private equity Carlyle Group, diventandone in seguito anche Ceo. Trump è irritato dalle dichiarazioni del vice di Youngkin, Winsome Earle-Sears, il quale ha annunciato di non voler sostenere Donald Trump nel 2024. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ex segretario di Stato Mike Pompeo</h2>



<p>Anche <strong>Mike Pompeo</strong> è tra i papabili candidati alla presidenza degli Stati Uniti, ipotesi che l&#8217;esponente italo-americano del Gop peraltro non ha mai smentito. &#8220;Se deciderò di entrare in corsa e candidarmi alla presidenza, non posso rispondere ora&#8221;, ha recentemente dichiarato a <em>Fox News</em> l&#8217;ex ufficiale dell&#8217;esercito di stanza in Germania durante la Guerra Fredda, successivamente eletto al Congresso dal Kansas prima di diventare direttore della CIA e poi Segretario di Stato durante l&#8217;amministrazione Trump. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="782" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-1024x782.jpg" alt="" class="wp-image-375215" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-1024x782.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-300x229.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-768x587.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-1536x1174.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-2048x1565.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_2022111516235563_8203708df2ff224dbbe7ed7162671351-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;ex segretario di Stato Mike Pompeo (Foto: EPA/CJ GUNTHER)</figcaption></figure>



<p>Pompeo ha recentemente criticato &#8211; in maniera non troppo velata &#8211; l&#8217;ex presidente, affermando che i conservatori dovrebbero smetterla di &#8220;inveire sui social&#8221;. Nei mesi scorsi Pompeo ha affermato che che prenderà una decisione circa la sua candidatura entro la primavera, indipendentemente dal fatto che anche Donald Trump si candidi. Conclusa l&#8217;esperienza nell&#8217;amministrazione Trump, Pompeo ha scritto un libro, &#8220;Never Give an Inch: Fighting for the America I Love&#8221;, e ha anche lavorato sulla sua forma fisica, spiegando di aver perso più di 40 chili. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri repubblicani che potrebbero ostacolare Trump</h2>



<p>Oltre all&#8217;ex ambasciatrice all&#8217;Onu <strong>Nikki Haley</strong>, altra papabile candidata alle primarie del Gop che ha scaricato Trump dopo la rivolta di Capitol Hill, sono due le figure importanti nel partito che potrebbero ostacolare la nomination di Donald Trump. Si tratta dell&#8217;attuale leader della minoranza al Senato, <strong>Mitch McConnell</strong>, e dell&#8217;influente senatore <strong>Lindsey Graham</strong>. Trump ha accusato il primo di essere responsabile del fallimento elettorale delle elezioni di medio-termine.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375224" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164520123_d40f78350bfbda4f766d0320265736d6-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il senatore del Sud Carolina Lindsey Graham<br>(Foto: EPA/Greg Nash / POOL)</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375225" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221115164408754_6ad50000dfaf765ac520c42fbb763268-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;ex ambasciatrice Nikki Haley <br>(Foto: EPA/ERIK S. LESSER)</figcaption></figure>
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<p>&#8220;È colpa di Mitch McConnell, spendere soldi per sconfiggere i grandi candidati repubblicani invece di sostenere Blake Masters e altri è stato un grosso errore&#8221;, ha scritto il tycoon nel suo profilo Truth Social. Per quanto riguarda Graham, invece, è stato fino ad oggi un importante consigliere del tycoon, ma potrebbe non esitare a scaricare il magnate qualora il vento repubblicano soffiasse in una direzione diversa. Segnali giunti, dopo le elezioni di midterm, dallo stesso Graham che, al dispetto della retorica trumpiana trionfalistica delle prime ore, ha subito ammesso che la &#8220;red wave&#8221; non c&#8217;è stata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-repubblicani-che-possono-sfidare-trump-in-vista-del-2024.html">Tutti i repubblicani che possono sfidare Trump in vista del 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump e Biden giù nei sondaggi: gli americani vogliono facce nuove</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-e-biden-giu-nei-sondaggi-gli-americani-vogliono-facce-nuove.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 14:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=364023</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stati Uniti Armenia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-1024x646.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli americani sono stanchi della minestra riscaldata e vorrebbero facce nuove nella competizione per il 2024. Se i sondaggi degli ultimi 30 giorni non sono stati generosi con Joe Biden tantomeno con Donald Trump, adesso non si tratta più solo di popolarità in calo, ma di totale avversione per i due sfidanti. I dem stanchi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-biden-giu-nei-sondaggi-gli-americani-vogliono-facce-nuove.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-biden-giu-nei-sondaggi-gli-americani-vogliono-facce-nuove.html">Trump e Biden giù nei sondaggi: gli americani vogliono facce nuove</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stati Uniti Armenia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Congresso-degli-Stati-Uniti-La-Presse-1024x646.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli americani sono stanchi della minestra riscaldata e vorrebbero facce nuove nella competizione per il 2024. Se i sondaggi degli ultimi 30 giorni non sono stati generosi con <strong>Joe Biden</strong> tantomeno con <strong>Donald Trump</strong>, adesso non si tratta più solo di popolarità in calo, ma di <a href="https://it.insideover.com/politica/ne-con-biden-ne-con-trump-un-4-luglio-sottotono-per-lamerica-divisa.html">totale avversione per i due sfidanti</a>.</p>
<h2>I dem stanchi di Biden</h2>
<p>Secondo un sondaggio del <a href="https://int.nyt.com/data/documenttools/us0722-crosstabs-nyt071122/33ffa85627ee4648/full.pdf"><em>New York Times/Siena College</em></a>, nel caso di Biden a vacillare è innanzitutto la base elettorale <em>dem</em>, il cui 64% preferirebbe un nuovo alfiere nella campagna presidenziale del 2024; il gradimento scende ad un misero 33% se si interroga invece un campione rappresentativo della totalità degli elettori. Le ragioni non sono un mistero per nessuno: i timori circa l&#8217;economia e l&#8217;inflazione hanno contribuito a trasformare l&#8217;umore nazionale in ogni angolo del Paese, all’interno di ogni fascia di età e gruppo razziale, in città come nelle aree rurali, al di là del proprio credo politico. Per Biden la situazione è resa più complessa dal fatto che più di due terzi degli indipendenti ora disapprova la performance del presidente e quasi la metà la disapprova fortemente. Tra i colleghi democratici il suo indice di approvazione è del 70%, una cifra relativamente bassa per un presidente, soprattutto in vista del <em>midterm</em>. E proprio all’interno di quella che dovrebbe essere la sua base politica, solo il 26% degli elettori democratici sostiene la sua <em>nomination</em> per il 2024.</p>
<p>A spingere per un volto nuovo sono soprattutto i ruggenti under 30 del partito: a 79 anni, Biden è già il presidente più anziano nella storia americana e questo preoccupa non poco le giovani generazioni unitamente alle ripetute <em>gaffe</em> del presidente che ne mettono in dubbio l’affidabilità. Nel sondaggio, il 94% dei democratici di età inferiore ai 30 anni ha affermato che preferirebbe un candidato presidenziale diverso. Molti degli intervistati, che hanno votato Biden alle scorse elezioni, sono pronti a scommettere su una rimonta congressuale repubblicana come segno di protesta, ma anche se pronti a mutare bandiera dichiarano comunque di preferire <em>younger blood</em>.</p>
<p><strong>Intanto, il serafico Biden inizia a scalpitare</strong>. Il presidente ha ribadito questa settimana la volontà di candidarsi per un secondo mandato. &#8220;Vogliono che mi ricandidi&#8221;, ha dichiarato in risposta alla domanda di un giornalista, riferendosi all&#8217;elettorato democratico. &#8220;Leggete i sondaggi, leggeteli&#8221;, ha aggiunto, rivolgendo poi una critica ai corrispondenti della Casa Bianca: &#8220;Siete tutti uguali. Quel sondaggio dice che il 92% dei democratici mi voterebbe se mi ricandidassi&#8221;. Quest’ultimo, però, ha rilavato che questi voterebbero Biden solo se si trovassero a scegliere tra lui e Donald Trump. Lapalissiano. In Nevada, intanto, un sondaggio di <em>The Hill</em>, rileva che sia Trump che DeSantis batterebbero Biden.</p>
<h2>Trump in difficoltà</h2>
<p>Non se la passa meglio <strong>Donald Trump</strong>. Mentre l’ex presidente valuta se annunciare una sua candidatura in anticipo, i sondaggi mostrano che quasi la metà degli elettori cercherebbe qualcuno di diverso per le primarie e un numero altrettanto significativo giura di abbandonarlo se dovesse vincere la <em>nomination</em>. L’idiosincrasia per The Donald cresce se si indaga la fascia under 35: il 64%, così come il 65% di quelli con almeno un diploma universitario &#8211; un indicatore importante delle preferenze politiche- ha dichiarato ai sondaggisti che avrebbe votato contro Trump alle primarie. Gli strascichi del 6 gennaio 2021 sembrano aver contribuito decisamente al declino della sua posizione. Anche in questo caso, numerosi elettori che hanno votato repubblicano alle scorse elezioni si dichiarano pronti a tradire la bandiera del GOP qualora il candidato nominato dovesse essere lui.</p>
<p>Stando così le cose, questa potrebbe essere la prima campagna elettorale che nessuno desidera. Il malcontento strisciante, tuttavia, obbliga i carrozzoni di partito a non ignorare la necessità di fornire delle alternative. Se nei <em>dem</em> <em>noblesse oblige</em> a riconoscere quasi certamente la <em>nomination</em> al presidente uscente, salvo sorprese, nel GOP la strategia potrebbe farsi più complessa. Un personaggio come Donald Trump obbliga anche a cercare altrove qualche outsider di primo piano. Ad ogni modo, se il <em>midterm</em> dovesse essere catastrofico per i Democratici, le richieste dalla base di un volto nuovo aumenteranno sicuramente e un fronte interno anti-Biden potrebbe addirittura favorire l’elezione di un repubblicano. Sono in molti, infatti, a rispolverare la similitudine con la sfida di Ted Kennedy all’<em>incumbent</em> Jimmy Carter, che nel 1980 ne uscì tanto indebolito da inaugurare 12 anni di Repubblicani alla Casa Bianca.</p>
<p>Ma quali potrebbero essere questi nuovi volti che gli americani vorrebbero al posto di questi due ingombranti candidati ?</p>
<h2>I papabili fra i democratici</h2>
<p>La maggior parte delle speculazioni sui candidati democratici alternativi a Biden si è concentrata sulla vicepresidente <strong>Kamala Harris</strong>, sul segretario ai trasporti <strong>Pete Buttigieg</strong> e su due senatori che erano anche nelle primarie democratiche del 2020, <strong>Elizabeth Warren</strong> del Massachusetts e <strong>Bernie Sanders</strong> del Vermont. L’attuale vicepresidente potrebbe vantare, per tradizione ed ambizione, una sorta di prelazione: tuttavia si tratta di una scelta rischiosa. I numeri dei sondaggi di Harris sono fragili come quelli di Biden di cui porterà il fardello senza poter evocare la memoria di Barack Obama, che tanto gli ha fruttato due anni fa.</p>
<p>Accanto però a questi notabili del partito vi sono almeno cinque nomi papabili.  A seguire, vi sarebbe<strong> Mitch Landrieu</strong>, ex sindaco di New Orleans, salito alla ribalta quando, nel 2017, ha chiesto la rimozione dei monumenti confederati più antichi in Louisiana. Da allora i democratici hanno visto l&#8217;ex sindaco come uno dei pochi che potrebbe ricostruire la coalizione trasversale di Obama dal 2008. Anche il nome del popolare senatore <strong>Sherrod Brown</strong> dell&#8217;Ohio viene subito fuori ogni volta che i Democratici cercano un candidato che non sia Harris o Buttigieg. Fa appello sia ai progressisti che ai moderati in uno <em>swing state</em> per eccellenza.</p>
<p><strong>Ro Khanna</strong> è il nome più apertamente progressista, avendo co-presieduto l&#8217;ultima campagna presidenziale di Sanders ed essendosi costruito la reputazione di esperto di politica estera al Congresso. Sebbene condivida gran parte dell&#8217;ideologia della sinistra, i suoi più accaniti sostenitori affermano che Khanna ha qualcosa che manca ad altri progressisti: il desiderio di lavorare con coloro che hanno opinioni opposte all&#8217;interno del partito. Ma soprattutto, ha “solo” 45 anni. Sono in molti fra i democratici a desiderare da tempo che anche <strong>Stacey Abrams</strong>, l&#8217;ex leader della minoranza alla Camera della Georgia, si candidi a una carica più alta, in particolare dopo la sua fulminea ascesa nel partito. Abrams era in cima alla rosa dei candidati alla vicepresidenza di Biden prima di annunciare una seconda corsa elettorale.</p>
<p>La governatrice del Michigan <strong>Gretchen Whitmer</strong>, in attesa per un secondo mandato in autunno, ha rifiutato di discutere le sue potenziali prospettive per il 2024, sostenendo di essere concentrata sul miglioramento delle condizioni nel suo Stato. Come Abrams, Whitmer ha ricevuto seria considerazione durante la ricerca alla vicepresidenza di Biden, che sarebbe andato molto vicino a sceglierla. Pur avendo dichiarato le sue ferme intenzioni, non è detto che il partito non decida di puntare comunque su di lei.</p>
<h2>Le opzioni del GOP</h2>
<p>Dall’altra parte della barricata, <strong>Donald Trump manifesta segni di nervosismo</strong>: sarebbe infatti pronto ad annunciare la sua candidatura per le presidenziali del 2024 il prossimo settembre, secondo il <em>Washington Post</em>. Il timore dello staff dell&#8217;ex presidente è che la sua decisione possa condizionare l&#8217;esito del voto e che, se i candidati repubblicani dovessero perdere, il partito potrebbe ostacolare la sua eventuale candidatura. Secondo le fonti, l&#8217;ex presidente non vuole più aspettare anche perché i suoi avversari &#8211; il governatore della Florida Ron DeSantis in testa &#8211; sono diventati sempre più aggressivi. La macchina elettorale si sarebbe già messa in movimento, lo staff dell&#8217;ex presidente avrebbe già avuto mandato di mettere insieme un team per curare la campagna in vista di un annuncio a breve e <span class="hilg1">Trump</span> stesso ha iniziato a prendere contatti con i donatori.</p>
<p>Nel frattempo, <strong>Ron DeSantis</strong>, è stato incoronato vincitore su Donald Trump tra i repubblicani della Florida -come nomina presidenziale del GOP 2024- in un sondaggio condotto da <a href="https://mobile.twitter.com/blueprintpoll"><em>Blueprint Polling</em></a>. Quest’ultimo ha rilevato che il 50,9% degli intervistati appoggia il governatore della Florida, con l&#8217;ex presidente dietro, al 38,6%.  Se si guarda poi solo a coloro che sono fermi sulla propria posizione, il vantaggio di DeSantis si estende a quasi 14 punti (dal 47,6% al 33,2%) in uno scenario in cui la coppia dovesse arrivare a contendersi le primarie di partito. Se resta probabile che i repubblicani più anziani sostengano Trump, DeSantis domina in tutte le fasce d&#8217;età. I <em>rumors</em> lo vogliono nello Utah il prossimo 18 luglio per dare il via ad una mastodontica raccolta fondi: sebbene DeSantis vada nello Utah per raccogliere fondi per la sua campagna di rielezione governativa del 2022, le raccolte fondi tenute lontano dallo Stato di origine di un candidato spesso suggeriscono aspirazioni nazionali.</p>
<p>Il campo di battaglia del GOP potrebbe farsi molto affollato, nel frattempo. Un elenco crescente di potenziali rivali fa passi sempre più sfacciati, pronunciando discorsi di alto profilo, pubblicando annunci pubblicitari, corteggiando i donatori e visitando ripetutamente gli Stati con voto anticipato. Quel gruppo ora include più di una dozzina di potenziali candidati, incluso l&#8217;ex vicepresidente di Trump, <strong>Mike Pence</strong>; il suo ex segretario di Stato, <strong>Mike Pompeo</strong>; ma anche <strong>Ted Cruz</strong> del Texas, <strong>Tom Cotton</strong> dell&#8217;Arkansas, <strong>Rick Scott</strong> della Florida e <strong>Tim Scott</strong> della Carolina del Sud. Nella corsia anti-Trump, politici come <strong>Liz Cheney</strong> del Wyoming e il governatore del Maryland <strong>Larry Hogan</strong> stanno lucidando i loro profili.</p>
<p>Pompeo sembra quello, fra questi, ad aver dato i segnali più importanti: ha avuto un fitto programma di viaggi e prevede di tornare in Iowa quest&#8217;estate; inoltre, ha dichiarato in una recente intervista di aver passato del tempo a leggere e ascoltare i discorsi del presidente Ronald Reagan mentre si prepara per una possibile corsa elettorale. &#8220;Ci stiamo preparando a rimanere in battaglia&#8221;, ha detto il mese scorso mentre corteggiava i cristiani evangelici a un raduno a Nashville, nel Tennessee.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-biden-giu-nei-sondaggi-gli-americani-vogliono-facce-nuove.html">Trump e Biden giù nei sondaggi: gli americani vogliono facce nuove</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti di Biden si preparano allo scontro finale con la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-di-biden-si-preparano-allo-scontro-finale-con-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 07:25:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Antony Blinken (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Con l&#8217;uscita di scena di Donald Trump, e il conseguente insediamento dell&#8217;amministrazione Biden, le relazioni tra Stati Uniti e Cina avrebbero inaugurato una nuova era, senza l&#8217;ombra di tensioni e minacce: questo, in poche parole, era ciò che nelle scorse settimane ripetevano spesso i più autorevoli osservatori della politica internazionale. Sia per la sua indole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-di-biden-si-preparano-allo-scontro-finale-con-la-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Antony Blinken (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/12299015_large-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Con l&#8217;uscita di scena di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>, e il conseguente insediamento dell&#8217;amministrazione Biden, le relazioni tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Cina</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondo-che-verra.html">avrebbero inaugurato una nuova era</a>, senza l&#8217;ombra di tensioni e minacce: questo, in poche parole, era ciò che nelle scorse settimane ripetevano spesso i più autorevoli osservatori della politica internazionale. Sia per la sua indole politica più moderata, che per via di un background professionale poco appariscente, ma incline al compromesso, <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> sarebbe riuscito a intavolare un <strong>dialogo costruttivo</strong> con il governo cinese. E, chissà, magari pure a sciogliere il nodo della guerra dei dazi e a far confluire Pechino in qualche accordo internazionale, così da ingabbiarne l&#8217;ascesa economica.</p>
<p>Neanche il tempo di insediarsi ufficialmente alla Casa Bianca, ed ecco i primi segnali che, almeno all&#8217;apparenza, <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-anche-biden-sara-un-rivale-della-cina.html">sembrano collidere con il roseo futuro immaginato da numerosi analisti</a>. Partiamo dalle dichiarazioni di <strong>Antony Blinken</strong>, indicato da Biden come futuro Segretario di Stato. <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-19/yellen-says-u-s-prepared-to-take-on-china-s-abusive-practices?utm_campaign=socialflow-organic&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=twitter&amp;utm_content=nextchina">Nell&#8217;audizione di conferma davanti al Congresso</a>, Blinken ha spiegato di essere d&#8217;accordo con l&#8217;irrigidimento delle relazioni con la Cina avvenuto sotto la presidenza Trump. Non solo il prossimo candidato alla diplomazia Usa ha, di fatto, elogiato il <em>modus operandi</em> di The Donald &#8211; un metodo fino a pochi mesi fa criticato aspramente dal mondo liberal.</p>
<p>Blinken è perfino arrivato a dire di voler mantenere alta la pressione sul Dragone per quanto riguarda i <strong>diritti umani</strong> e il <strong>commercio</strong>, nonostante le richieste di cercare aree di cooperazione. &#8220;Anch&#8217;io credo che il presidente Trump avesse ragione riguardo a un approccio più duro verso la Cina. Sono in forte disaccordo sul modo in cui ha affrontato la questione in diversi settori, ma il principio-base era quello giusto&#8221;, ha dichiarato il neo segretario statunitense.</p>
<h2>Quali relazioni?</h2>
<p>Le parole di Blinken sono soltanto la punta dell&#8217;iceberg, la prova più evidente che il nuovo team di lavoro allestito da Biden continuerà a vedere la Cina come fumo negli occhi. Altro che fine della Trade War e riavvicinamento strategico: al momento, le previsioni del tempo continuano a segnalare aria di tempesta. Il più grande interrogativo, infatti, riguarda il tipo di relazioni diplomatiche che i Dem vorranno imbastire con <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a>. Trump, nelle scorse ore, ha fatto di tutto per agitare le acque: rima con <a href="https://it.insideover.com/politica/taiwan-e-la-trappola-per-incastrare-biden.html">l&#8217;avvicinamento a Taiwan</a>, poi con <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-gli-usa-insistono-sulla-storia-del-virus-nato-in-laboratorio.html">le accuse sulle origini del coronavirus</a> e, infine, con il tema degli <strong>uiguri</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo giorno dell&#8217;amministrazione repubblicana, infatti il segretario di Stato Mike Pompeo ha accusato la Cina di &#8220;<strong>genocidio</strong>&#8221; nei confronti dei musulmani e delle minoranze etniche situate nella provincia autonoma dello Xinjiang. &#8220;Credo che questo genocidio sia in corso, e che stiamo assistendo al tentativo sistematico di distruggere gli uiguri da parte dello Stato del partito cinese&#8221;, ha sostenuto Pompeo, aggiungendo che i funzionari cinesi sono &#8220;impegnati nell&#8217;assimilazione forzata e nell&#8217;eventuale cancellazione di un gruppo etnico e religioso minoritario vulnerabile&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;approccio di Biden</h2>
<p>Perché scatenare polemiche del genere proprio adesso? Due le spiegazioni plausibili: quelle citate potrebbero essere le ultime azioni del governo uscente contro la Cina, in accordo con Biden, oppure trappole <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-cina-alliran-le-trappole-lasciate-da-trump-a-biden.html">piazzate da Trump appositamente per complicare i rapporti tra la nuova amministrazione e Pechino</a>. Certo è che l&#8217;accusa di genocidio ha aperto la porta a possibili sanzioni, che che dovranno poi essere valutate dallo stesso Biden. Il neo presidente, in ogni caso, durante la sua campagna elettorale aveva più volte dichiarato che nello Xinjiang si stava verificando un genocidio ai danni degli uiguri.</p>
<p>Tornando al team scelto da Biden, come se non bastassero le dichiarazioni di Blinken, a rincarare la dose c&#8217;ha pensato <strong>Avril Haines</strong>, candidata a ricoprire il ruolo di guida della National Intelligence. La signora Haines ha fatto capire che servono più risorse per affrontare Pechino, considerata una minaccia a tutti gli effetti anche e soprattutto in campo informatico. <strong>Jannet Yellen</strong>, scelta invece come segretario al Tesoro, ha accusato la Cina di minacciare le società statunitensi con barriere commerciali e dumping. La sensazione, dunque, è che Biden cambierà velocità di crociera,<a href="https://it.insideover.com/politica/da-trump-a-biden-cosi-potrebbero-cambiare-i-rapporti-usa-cina.html"> ma non la traiettoria inaugurata da Trump</a>. Detto altrimenti, Washington potrebbe abbassare i toni, essere più flessibile su taluni argomenti (pensiamo al lato economico) ma inflessibile su altri (i diritti umani). Insomma, Joe Biden sta scaldando i motori per prepararsi al testa a testa finale con Pechino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-di-biden-si-preparano-allo-scontro-finale-con-la-cina.html">Gli Stati Uniti di Biden si preparano allo scontro finale con la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iran è la nuova base di Al Qaeda?</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/liran-e-la-nuova-base-di-al-qaeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 21:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=304072</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran folla (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L’Iran sarebbe il “nuovo Afghanistan” secondo il Segretario di Stato americano Mike Pompeo. A conferma di questo, l’uccisione, il 7 agosto scorso, del n.2 di Al Qaeda Abdullah Ahmed Abdullah, accusato di essere una delle menti degli attacchi mortali del 1998 contro le ambasciate americane in Africa e meglio noto con il nome di battaglia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/liran-e-la-nuova-base-di-al-qaeda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/liran-e-la-nuova-base-di-al-qaeda.html">L&#8217;Iran è la nuova base di Al Qaeda?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran folla (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L’Iran sarebbe il “nuovo Afghanistan” secondo il Segretario di Stato americano <strong>Mike Pompeo</strong>. A conferma di questo, l’uccisione, il 7 agosto scorso, del n.2 di Al Qaeda <strong>Abdullah Ahmed Abdullah</strong>, accusato di essere una delle menti degli attacchi mortali del 1998 contro le ambasciate americane in Africa e meglio noto con il nome di battaglia <strong>Abu Muhammad al-Masri</strong>. Il terrorista è stato ucciso in quel di Teheran insieme a sua figlia, Miriam, la vedova del figlio di Osama bin Laden, Hamza bin Laden.</p>
<h2>L’omicidio di al-Masri</h2>
<p>Da subito, l’uccisione di al-Masri era stata avvolta dal mistero. Nell’immediato, Al Qaeda non ne aveva annunciato la morte, tantomeno l’<em>intelligence</em> iraniana. A lungo inserito nella <a href="https://www.fbi.gov/wanted/wanted_terrorists/abdullah-ahmed-abdullah/@@download.pdf">lista dei <em>most wanted terrorist</em> dell&#8217;FBI</a>, era stato incriminato negli Stati Uniti per crimini legati ai bombardamenti delle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania: i federali avevano posto sulla sua testa una taglia da 10 milioni di dollari. Secondo le fonti americane, al-Masri (nato ad Al Gharbiya, in Egitto) era sotto protezione dell’Iran dal 2003, ma almeno dal 2015 viveva liberamente nel quartiere dei Pasdaran di Teheran.</p>
<p>Nell’immediato, il governo iraniano aveva negato l’uccisione. Anzi, i media iraniani, pochi giorni dopo la sparatoria, riferirono l&#8217;uccisione di un misterioso docente libanese (identificato come &#8216;Habib Daoud&#8217;) e di sua figlia, mentre i <em>social media</em> legati ai Guardiani della Rivoluzione riferirono dell&#8217;uccisione di un militante del movimento sciita Hezbollah. Washington, invece, credette fin da subito che Habib Daoud fosse la copertura assegnata ad al-Masri nella Repubblica Islamica.</p>
<h2>Le dichiarazioni di Pompeo</h2>
<p>Secondo Pompeo i legami tra Teheran e al-Qaeda hanno iniziato a cementarsi notevolmente nel 2015, quando l&#8217;amministrazione Obama, insieme a Francia, Germania e Gran Bretagna, era alle prese con il <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-fara-liran-del-suo-programma-nucleare-nel-2021.html"><strong>Jcpoa</strong></a>. L&#8217;Iran governato dagli sciiti e Al Qaeda prevalentemente sunnita sono stati a lungo considerati nemici nella regione e, sebbene siano stati segnalati agenti qaedisti che utilizzano il territorio iraniano, le affermazioni di un maggiore coordinamento sono state precedentemente accolte con scetticismo all&#8217;interno sia dell&#8217;intelligence che del Congresso.</p>
<p>Le accuse del Segretario di Stato uscente sono state mal digerite dal ministro degli Esteri iraniano <strong>Mohammad Javad Zarif</strong>, che ha prontamente accusato Pompeo di &#8220;bugie guerrafondaie&#8221; in un <a href="https://twitter.com/JZarif/status/1349018857067991046?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1349018857067991046%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.aljazeera.com%2Fnews%2F2021%2F1%2F12%2Fpompeo-says-al-qaedas-new-home-base-is-iran">tweet</a>. In questo c’è il timore fondato che il governo degli Stati Uniti possa utilizzare questa presunzione per condurre un’<em>escalation</em> ai danni del governo iraniano sotto altre forme: ai sensi della legislazione statunitense, l&#8217;autorizzazione all&#8217;uso della forza militare dal 2001 consente alle forze statunitensi di perseguire Al Qaeda ovunque nel mondo. Una mossa che l’amministrazione Trump, anche nelle ultime battute del suo mandato, avrebbe potuto utilizzare per lasciare un’impronta nella regione: tuttavia, gli eventi degli ultimi giorni rendono questa opzione pressoché impossibile. Sono in molti, inoltre, nell’establishment attuale di Washington e in numerosi <em>think tank,</em> a credere che questa ipotesi sia poco plausibile: ciò che non convince è la tempistica con la quale Pompeo avrebbe fatto le sue rivelazioni. Nello stesso <a href="https://twitter.com/i/status/1349034451821621248">discorso</a>, inoltre, Pompeo si è spinto oltre, annunciando una ricompensa di 7 milioni di dollari per chiunque abbia informazioni su un membro di Al Qaeda che si crede sia in Iran, identificato come Muhammad Abbatay o come Abd al-Rahman al-Maghrebi.</p>
<h2>Cosa sappiamo sui due “<em>frenemies</em>”</h2>
<p>Esistono prove, al netto dell’uccisione di al-Masri, a sostegno di quanto dichiarato da Pompeo? In parte sì.</p>
<p>Nel gennaio del 2017 la direzione della <em>National Intelligence</em> americana annunciò la pubblicazione su internet dell’ultima parte dei documenti trovati nel covo di Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, nel 2010. L’amministrazione Obama aveva già declassificato e rilasciato alcuni dei <strong><em>Bin Laden files</em></strong> che evidenziavano abbastanza chiaramente le tensioni tra Iran e Al Qaeda, mantenendo invece classificati tutti quelli che potessero compromettere gli accordi sul nucleare. L’ulteriore declassificazione, invece, aveva portato a galla altri documenti che provavano, tra le altre cose, propri i legami cooperativi tra Al Qaeda e l’Iran. Alcuni dettagli erano cose ben risapute, come il fatto che il governo iraniano, dopo l’attacco americano in Afghanistan, dette rifugio ai capi di Al Qaeda in fuga e aiutò il gruppo a ricostituirsi in barba all’atavica frattura tra sunniti e sciiti.</p>
<p>Tra i vari file un <a href="https://www.longwarjournal.org/wp-content/uploads/2017/11/3135D9BE8318AEF20B36C1D58396F06A_%D8%B1%D8%B3%D8%A7%D9%84%D8%A9_%D9%83%D9%86%D8%AA%D9%8F_%D9%83%D8%AA%D8%A8%D8%AA%D9%87%D8%A7_%D9%84%D8%A7%D9%94%D8%AD%D8%AF_%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%B4%D8%A7%D9%8A%D8%AE_%D8%A7%D9%84%D9%83%D8%B1%D8%A7%D9%85_%D9%81%D9%8A_%D8%A7%D9%84%D8%AC%D8%B2%D9%8A%D8%B1%D8%A9_%D9%84%D8%AA%D9%88%D8%B6%D9%8A%D8%AD_%D8%A7%D9%84%D8%B9%D9%84%D8%A7%D9%82%D8%A9_%D9%85%D8%B9_%D8%A7%D9%95%D9%8A%D8%B1%D8%A7%D9%86_%D9%85%D9%86_%D8%B2%D8%A7%D9%88%D9%8A%D8%A9_%D9%85%D8%B9%D9%8A%D9%86%D8%A9.doc.pdf"><strong>documento di 19 pagine</strong></a> che contiene le osservazioni valutazione di un alto jihadista sulle relazioni del gruppo con l&#8217;Iran. L&#8217;autore spiega che l&#8217;Iran ha offerto ad alcuni &#8220;fratelli sauditi&#8221; &#8220;tutto ciò di cui avevano bisogno&#8221;, inclusi &#8220;soldi, armi&#8221; e &#8220;addestramento nei campi di Hezbollah in Libano, in cambio di interessi americani in Arabia Saudita e nel Golfo&#8221;. L&#8217;<em>intelligence</em> iraniana avrebbe, inoltre, facilitato il viaggio di alcuni agenti attraverso l’elargizione generosa di visti, mentre ne proteggeva altri. Abu Hafs al-Mauritani, un influente ideologo qaedista, prima dell&#8217;11 settembre, avrebbe contribuito, ad esempio, a negoziare un rifugio sicuro per i suoi compagni jihadisti all&#8217;interno dell&#8217;Iran. I file mostrano anche come le due parti abbiano avuto accesi disaccordi in passato: ciononostante, lo stesso bin Laden avrebbe invitato alla cautela quando si trattava di minacciare l&#8217;Iran. In una lettera precedentemente rilasciata, avrebbe descritto il Paese proprio come &#8220;la principale arteria di Al Qaeda per i fondi, il personale e le comunicazioni&#8221;.</p>
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		<title>Cuba &#8220;sponsor del terrorismo&#8221;: si complica la politica estera di Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cuba-sponsor-del-terrorismo-si-complica-la-politica-estera-di-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 19:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="867" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa Cuba (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse-768x476.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>&#8220;Per aver fornito ripetutamente sostegno ad atti di terrorismo internazionale nel garantire un porto sicuro ai terroristi&#8221; e per &#8220;interferenze negative in Venezuela e nel resto dell&#8217;emisfero occidentale&#8221;: con queste parole, lunedì scorso, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha giustificato il colpo di coda dell’amministrazione Trump, che ha designato Cuba come sponsor del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cuba-sponsor-del-terrorismo-si-complica-la-politica-estera-di-biden.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="867" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa Cuba (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Usa-Cuba-La-Presse-768x476.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>&#8220;Per aver fornito ripetutamente sostegno ad atti di terrorismo internazionale nel garantire un porto sicuro ai terroristi&#8221; e per &#8220;interferenze negative in Venezuela e nel resto dell&#8217;emisfero occidentale&#8221;: <a href="https://www.state.gov/u-s-announces-designation-of-cuba-as-a-state-sponsor-of-terrorism/">con queste parole</a>, lunedì scorso, il segretario di Stato americano <strong>Mike Pompeo</strong> ha giustificato il colpo di coda dell’amministrazione Trump, che ha designato Cuba come <strong>sponsor del terrorismo</strong>, nullificando la storica svolta dell’era Obama che aveva scongelato i rapporti con l’isola caraibica.</p>
<h2>La motivazione del Dipartimento di Stato</h2>
<p>Le ragioni che il Dipartimento di Stato adduce sono molteplici: l’accusa di aver ospitato e fornito cure mediche ad assassini, attentatori e dirottatori; il fatto che membri dell&#8217;<strong>Esercito di liberazione nazionale </strong>si sono recati a L&#8217;Avana per condurre colloqui di pace con il governo colombiano nel 2017; l’aver ospitato diversi <strong>fuggitivi </strong>statunitensi ricercati o condannati per accuse di violenza politica, molti dei quali risiedono a Cuba da decenni. Tra questi, Joanne Chesimard, nell&#8217;elenco dei terroristi più ricercati dell&#8217;FBI per aver ucciso il poliziotto del New Jersey Werner Foerster nel 1973; Ishmael LaBeet, condannato per l&#8217;omicidio di otto persone nelle Isole Vergini americane nel 1972; Charles Lee Hill, accusato di aver ucciso il poliziotto dello stato del New Mexico Robert Rosenbloom nel 1971. A ciò si aggiunge l’accusa all’intelligence cubana di essersi infiltrata nelle forze di sicurezza e militari del Venezuela, a supporto di <strong>Nicholas Maduro</strong>.</p>
<p>L’effetto immediato dei provvedimenti sottopone l’isola a sanzioni che penalizzano le persone e i paesi impegnati in determinati scambi con Cuba, limita l&#8217;assistenza estera degli Stati Uniti, vieta le esportazioni e le vendite della Difesa e impone determinati controlli sulle esportazioni di <strong><em>dual use items</em></strong>, ovvero prodotti con applicazioni sia civili che militari.</p>
<h2>Una decisione che viene da lontano</h2>
<p>La notizia, di per sé, non sorprenderebbe: Cuba era già stata etichettata come parte di una &#8220;Troika della tirannia&#8221; con Nicaragua e Venezuela. Ma nelle ore concitate che l’America sta vivendo nel momento della transizione, la vicenda diventa tutto tranne che semplice anche se la Casa Bianca fa sapere che la decisione nulla ha a che vedere con i fatti post-Capitol Hill.</p>
<p>La mossa non è di certo un colpo di teatro e discende da una serie di azioni volte a restringere le aperture a Cuba in tema di viaggi e soprattutto <strong>movimenti di denaro</strong>. Nell’aprile 2019, ad esempio, erano già stati imposti dei limiti ai flussi di denaro e alle rimesse degli immigrati; a maggio, in tempi non sospetti dunque, l&#8217;amministrazione aveva segnalato che avrebbe potuto ripristinare la vecchia designazione di Cuba. Fu allora che i funzionari annunciarono che l’isola era tornata in un elenco separato di nazioni che non collaboravano pienamente con gli sforzi antiterrorismo degli Stati Uniti per il suo rifiuto di estradare i membri dell&#8217;Esercito di liberazione nazionale. È, invece, delle ultime settimane la decisione del Dipartimento di Stato di inserire il <strong>Banco Financiero International</strong> nella Cuba Restricted List, un elenco di enti che gli Stati Uniti sostengono abbiano legami con i servizi militari, di intelligence o di sicurezza cubani. Inutile dire che le autorità cubane hanno preso l’iniziativa come la prosecuzione dell’embargo con altri mezzi.</p>
<p>Le banche cubane erano già nel mirino da tempo: nel luglio scorso gli Stati Uniti avevano sanzionato la <strong>Havin Bank</strong>, una banca di proprietà cubana con sede a Londra, in un altro tentativo dell&#8217;amministrazione Trump di tagliare il flusso di denaro al governo dell&#8217;isola. La banca era stata precedentemente inclusa nell&#8217;elenco degli enti bloccati ma con il suo nome originale, Havana International Bank. Nel 2015, durante il disgelo dei rapporti promosso dall&#8217;amministrazione Obama, il Tesoro aveva poi rimosso dalla sua lista nera diversi funzionari legati alla banca.</p>
<h2>Legare le mani a Biden</h2>
<p>Alcuni giorni fa era stato <a href="https://foreignaffairs.house.gov/2021/1/meeks-statement-on-trump-designation-of-cuba-as-state-sponsor-of-terror">Gregory Meeks</a>, il presidente entrante della Commissione per gli Affari Esteri della Camera, a mettere in guardia Pompeo circa questa mossa, identificata come uno strumento per mettere i bastoni fra le ruote della politica estera latina di Joe Biden.</p>
<p>Il prossimo presidente degli Stati Uniti aveva già dichiarato più volte la sua intenzione di voler rilanciare la politica dell&#8217;era Obama allentando le restrizioni sui viaggi, gli investimenti e le rimesse per la nazione insulare che si ritiene danneggino in modo sproporzionato sia i cubano-americani che i cittadini di Cuba. Tuttavia, quali siano le direttrici di questo <a href="https://it.insideover.com/politica/quali-sono-i-piani-di-biden-per-lamerica-latina.html">piano di Biden per l’America latina</a> non è ancora dato sapere. È più probabile che un vero piano non ci sia, un errore commesso da Barack Obama come da Donald Trump.</p>
<p>Guardando alle sue nomine, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html">Antony Blinken</a></strong> come Segretario di stato e <strong>Jake Sullivan</strong> come consigliere alla politica estera, poco ancora può essere profetizzato in termini di <em>foreign policy</em>, soprattutto verso Cuba: certo è che entrambi erano già consiglieri di Biden o di Barack Obama ai tempi del disgelo del 2015. Solo di Sullivan conosciamo un ormai celebre tweet “Sosteniamo il popolo cubano nella sua lotta per la libertà e ci facciamo eco delle richieste al governo cubano di rilasciare i manifestanti pacifici. Al popolo cubano deve essere consentito di esercitare il diritto universale alla libertà di espressione” che potrebbe essere segno di una certa attenzione della prossima amministrazione verso Cuba.</p>
<p>Ma a legare le mani a Biden non ci sarebbe solo questo problematico lascito: a pressare la nuova amministrazione sul mantenimento, invece, delle restrizioni restano le <strong>comunità anticastriste statunitensi</strong>, in particolare quelle della Florida, che invece hanno dato largo appoggio a Trump e alle sue iniziative.</p>
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		<title>Taiwan e la trappola per incastrare Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/taiwan-e-la-trappola-per-incastrare-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 08:19:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan in preghiera durante il Covid-19 (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;Eliminare le restrizioni autoimposte nei rapporti tra Stati Uniti e Taiwan&#8221;: è questo il titolo del comunicato diffuso dal dipartimento di Stato americano in data 9 gennaio e attribuito al segretario statunitense, Mike Pompeo. Con un&#8217;azione senza precedenti, l&#8217;amministrazione Trump ha sganciato una vera e propria bomba diplomatica che potrebbe compromettere le future relazioni tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/taiwan-e-la-trappola-per-incastrare-biden.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan in preghiera durante il Covid-19 (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Taiwan-preghiera-covid-La-Presse-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>&#8220;Eliminare le restrizioni autoimposte nei rapporti tra Stati Uniti e Taiwan&#8221;: è questo il titolo del <a href="https://www.state.gov/lifting-self-imposed-restrictions-on-the-u-s-taiwan-relationship/">comunicato diffuso dal dipartimento di Stato americano</a> in data 9 gennaio e attribuito al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mike-pompeo.html">segretario statunitense</a>, <strong>Mike Pompeo</strong>. Con un&#8217;azione senza precedenti, l&#8217;amministrazione Trump ha sganciato una vera e propria bomba diplomatica che potrebbe compromettere le future relazioni tra il neo presidente <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e il governo cinese. Washington, infatti, ha di fatto stracciato le linee guida da sempre utilizzate per intrattenere i rapporti con Taipei.</p>
<p>Detto altrimenti, il filo rosso che legherà <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Taiwan</strong> sarà ancora più diretto. Piccolo problema: la Cina considera<a href="https://it.insideover.com/guerra/taiwan-fa-decollare-i-caccia-alta-tensione-con-la-cina.html"> lo Stato taiwanese una &#8220;provincia ribelle&#8221;</a>, nonché <a href="https://it.insideover.com/guerra/carri-armati-e-veicoli-da-guerra-la-cina-simula-linvasione-di-taiwan.html">parte integrante del proprio territorio</a>. Non a caso, l&#8217;atto americano è già stato letto dai cinesi come una <strong>provocazione</strong>, un chiaro tentativo di intromettersi nella sovranità di Pechino. Puntuale è arrivata la replica del Dragone.</p>
<p>&#8220;La risolutezza della Cina nel difendere la nostra sovranità e integrità territoriale è irremovibile&#8221;, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian. &#8220;Non permetteremo ad alcuna persona o forza di fermare il processo di <strong>riunificazione</strong> della Cina. Ogni azione che danneggia gli interessi chiave della Cina incontrerà un fermo contrattacco e non avrà successo&#8221;, ha aggiunto.</p>
<h2>La mossa americana</h2>
<p>Al di là del comunicato statunitense e delle ragioni storiche che legano Taiwan e <strong>Cina</strong>, che cosa cambierà adesso nei rapporti tra Stati Uniti e Taiwan? Nei fatti, poco o nulla. Ma, in termini mediatici, potrebbe cambiare tutto. Andiamo con ordine. L&#8217;intento dell&#8217;annuncio di Pompeo è chiaro fin dalle prime righe del comunicato: &#8220;Taiwan è una vivace democrazia e un partner affidabile degli Stati Uniti, eppure per diversi decenni il dipartimento di Stato ha creato complesse restrizioni interne per regolare le interazioni dei nostri diplomatici, membri di servizio e altri funzionari con le loro controparti taiwanesi. Il governo degli Stati Uniti ha intrapreso queste azioni unilateralmente, in un tentativo di accomodamento col <strong>regime comunista</strong> di Pechino Non più&#8221;.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-302458" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-896x1024.jpg" alt="" width="896" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-896x1024.jpg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-263x300.jpg 263w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-768x878.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-1344x1536.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1.jpg 1750w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /></p>
<p>Il comunicato precisa inoltre che le relazioni del ramo esecutivo con Taiwan dovranno essere gestite dall&#8217;American Institute in Taiwan (Ait), l&#8217;ambasciata di fatto a Taipei, senza scopo di lucro, come stabilito nel Taiwan Relations Act. Attenzione: questo non significa che Stati Uniti e Taiwan avvieranno relazioni diplomatiche ufficiali. La &#8220;<strong>One China Policy</strong>&#8220;, ovvero il principio secondo il quale esiste un solo stato sovrano sotto il nome di Cina (in contrapposizione con l&#8217;idea che ci siano due stati, la Repubblica popolare cinese e la Repubblica cinese, ovvero Taiwan), resta al suo posto.</p>
<h2>Una trappola per Biden?</h2>
<p>Alla luce di quanto detto, Taiwan resta dunque un &#8220;<strong>partner non ufficiale</strong>&#8221; degli Stati Uniti. Ma, grazie alla mossa americana, il dialogo tra l&#8217;isola e Washington sarà d&#8217;ora in poi molto meno vincolato da restrizioni di ogni tipo. Resta da capire come Joe Biden intenderà gestire questo &#8220;passaggio di consegne&#8221;. Nel caso in cui la Casa Bianca volesse spingere sulla<strong> questione taiwanese</strong>, avrebbe la strada spianata per lanciare una clamorosa provocazione alla Cina; se però il governo americano non dovesse sentirsela di alterare fragili equilibri &#8211; rischiando un conflitto armato &#8211; il comunicato di Pompeo avrà, se non altro, fluidificato i rapporti bilaterali tra Taiwan e Washington.</p>
<p>Vale la pena fare un&#8217;ulteriore riflessione: l&#8217;<strong>amministrazione Trump</strong> ha eliminato le restrizioni di propria spontanea volontà, senza prima avvisare Biden, oppure le due parti erano d&#8217;accordo sul da farsi? Possiamo fare soltanto delle ipotesi. La più probabile: che The Donald abbia intenzionalmente provato a mettere i bastoni tra le ruote agli uomini del suo successore. È anche possibile che l&#8217;azione fosse <strong>condivisa</strong> tra l&#8217;amministrazione uscente e i democratici, e che Pompeo abbia involontariamente offerto un assist ai rivali di Trump. Certo è che tutti gli indizi portano a Taiwan: qui, nel 2021, potrebbero davvero decidersi gli equilibri geopolitici globali.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti riducono la loro presenza diplomatica in Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-riducono-la-loro-presenza-diplomatica-in-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 16:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=301205</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="729" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin e Donald Trump (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158-300x114.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158-768x292.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158-1024x389.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;amministrazione Trump sta sfruttando ogni singolo giorno di attività per portare avanti i propri obiettivi di politica estera nella piena consapevolezza che ogni l&#8217;eredità e il peso di ogni azione ricadranno sulla squadra di Joe Biden. Dopo la trilaterale di Neom, durante la quale sarebbe stato dato semaforo verde all&#8217;eliminazione di Mohsen Fakhrizadeh, e l&#8217;introduzione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-riducono-la-loro-presenza-diplomatica-in-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-riducono-la-loro-presenza-diplomatica-in-russia.html">Gli Stati Uniti riducono la loro presenza diplomatica in Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="729" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin e Donald Trump (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158-300x114.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158-768x292.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Vladimir-Putin-e-Donald-Trump-e1590143562158-1024x389.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;amministrazione Trump sta sfruttando ogni singolo giorno di attività per portare avanti i propri obiettivi di politica estera nella piena consapevolezza che ogni l&#8217;eredità e il peso di ogni azione ricadranno sulla squadra di <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>. Dopo<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-missione-quasi-segreta-di-netanyahu-e-cohen-in-arabia-saudita.html"> la trilaterale di Neom</a>, durante la quale sarebbe stato dato semaforo verde all&#8217;<a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/lomicidio-le-accuse-la-vendetta-dove-potra-colpire-liran.html">eliminazione di Mohsen Fakhrizadeh</a>, e l&#8217;<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/gli-stati-uniti-si-avviano-a-sanzionare-la-turchia-per-il-sistema-russo-s-400.html">introduzione di sanzioni contro la Turchia in relazione all&#8217;affare S400</a>, il mirino del presidente uscente è stato spostato sulla <strong>Russia</strong>. Quest&#8217;ultima, <a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/ecco-chi-ce-dietro-lattacco-hacker-al-dipartimento-del-tesoro-usa.html">dopo essere stata accusata di essere dietro alla recente scia di attacchi cibernetici contro le istituzioni statunitensi</a>, è divenuta oggetto di una velata rappresaglia diplomatica che potrebbe abbassare ulteriormente la qualità delle relazioni bilaterali.</p>
<h2>Chiudono due consolati</h2>
<p>La presenza diplomatica americana in Russia è stata ridotta considerevolmente e a tempo indefinito su decisione di <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-mike-pompeo.html">Mike Pompeo</a>, il Segretario di Stato degli <strong>Stati Uniti</strong>. Nella giornata del 19, infatti, dopo quasi tre settimane di indiscrezioni, i consolati generali di Ekaterinburg e Vladivostok<a href="https://tass.com/world/1237369"> hanno cessato ufficialmente ogni operazione</a>. Il personale con cittadinanza statunitense ivi presente (dieci persone) è stato riassegnato nell&#8217;ambasciata di Mosca, mentre i 33 dipendenti russi sono stati licenziati.</p>
<p>Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nonostante le tempistiche sospette, non si tratterebbe di una rappresaglia – il ridimensionamento avviene all&#8217;indomani della scia di attacchi cibernetici contro una serie di entità e istituzioni federali e dopo che Pompeo, <a href="https://tass.com/world/1237375">intervistato dal giornalista Mark Levin</a>, ha accusato la Russia di essere un &#8220;nemico&#8221; – ma di una decisione assunta nell&#8217;ambito di una strategia per l&#8217;ottimizzazione dei costi e per il miglioramento dei servizi.</p>
<p>Era da marzo, comunque, che, con la scusante della pandemia,<a href="https://www.npr.org/2020/12/18/948263408/u-s-state-department-closing-two-consulates-in-russia?t=1608391343374"> le attività nei due consolati erano state ridotte notevolmente</a>; nel caso di Vladivostok si era assistito ad una temporanea sospensione dei lavori.</p>
<h2>Una crisi senza fine</h2>
<p><a href="https://tass.ru/politika/10249491">Secondo il portavoce della presidenza russa</a>, <strong>Dmitrij</strong> <strong>Peskov</strong>, difficilmente l&#8217;ultima iniziativa dell&#8217;amministrazione Trump sarà in grado di &#8220;guastare ulteriormente&#8221; le relazioni bilaterali: la loro qualità è già scadente e i due consolati avevano cessato di adempiere alle loro missioni principali &#8220;da molto tempo, perciò non ci sarà un&#8217;influenza significativa&#8221;.</p>
<p>Con la chiusura dei due consolati, la presenza diplomatica statunitense in territorio russo sarà ridotta e circoscritta ad una sola città, Mosca, in cui è presente l&#8217;ambasciata. Dati alla mano,<a href="https://actualidad.rt.com/actualidad/377424-eeuu-suspende-labores-consulados-generales-rusia"> negli ultimi tre anni</a>, presunte ottimizzazioni dei costi e ritorsioni hanno condotto al quasi dimezzamento del personale diplomatico statunitense operante in Russia: oggi composto da poco più di 400 persone, rispetto alle 755 del 2017.</p>
<p>La guerra diplomatica in corso è una delle varie sfaccettature del confronto russo-americano ed è, indubbiamente, una delle più importanti. Spesso e volentieri, infatti, è da quel che accade nell&#8217;ambito diplomatico che possono essere catturati i segni premonitori di future normalizzazioni, o prossime rotture. E se è vero che la chiusura di due consolati, ridotti alla quasi inattività da nove mesi, non ha effettivamente modo di incidere ulteriormente su un rapporto già scadente e precario, è altrettanto innegabile che questa mossa non contribuirà in alcun modo al miglioramento del dialogo e, al contrario, sembra indicare che una reale volontà di disgelo sia del tutto assente.</p>
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		<title>Cina e Vaticano vanno fino in fondo: l&#8217;accordo sarà rinnovato</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/cina-e-vaticano-vanno-fino-in-fondo-laccordo-sara-rinnovato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 13:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Cina-Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Papa Francesco celebra la messa del Corpus Domini (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di giovedì 22 ottobre Cina e Santa Sede rinnoveranno gli accordi siglati due anni fa e destinati a normare le relazioni (per ora) informali tra Pechino e l&#8217;Oltretevere e a consolidare il processo comune della nomina dei vescovi nella Repubblica Popolare. Lo scrive il vaticanista Massimo Franco sul Corriere della Sera, citando le fonti diplomatiche vaticane da lui consultate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/cina-e-vaticano-vanno-fino-in-fondo-laccordo-sara-rinnovato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/cina-e-vaticano-vanno-fino-in-fondo-laccordo-sara-rinnovato.html">Cina e Vaticano vanno fino in fondo: l&#8217;accordo sarà rinnovato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Papa Francesco celebra la messa del Corpus Domini (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Papa-Francesco-Vaticano-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata di giovedì 22 ottobre <strong>Cina e Santa Sede </strong>rinnoveranno gli accordi siglati due anni fa e destinati a normare le relazioni (per ora) informali tra Pechino e l&#8217;Oltretevere e a consolidare il processo comune della nomina dei vescovi nella Repubblica Popolare. Lo scrive il vaticanista Massimo Franco sul <em>Corriere della Sera, </em>citando le fonti diplomatiche vaticane da lui consultate secondo cui giovedì &#8220;alle ore 12 a Roma corrispondenti alle 18 a Pechino, la Santa Sede e il governo cinese comunicheranno in simultanea la proroga di due anni del loro Accordo provvisorio e segreto&#8221;.</p>
<p>La giornata del 22 ottobre era già estremamente importante per la Chiesa in quanto celebrazione liturgica di <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/dossier/la-chiesa-e-il-neoliberismo/giovanni-paolo-ii-capitalismo-neoliberismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>San Giovanni Paolo II </strong></a>nell&#8217;anno del centenario della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/ecco-chi-era-davvero-giovanni-paolo-ii-1864831.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nascita del Papa polacco.</a> Ora la data acquisirà una valenza &#8220;politica&#8221; ulteriormente accentuata, sancendo il rinnovo dell&#8217;intesa tra la Santa Sede e l&#8217;Impero di Mezzo, fortemente cercata da <strong>Papa Francesco. </strong>Un&#8217;intesa che è funzionale alla grande strategia geopolitica del Vaticano di Francesco, intento a governare la transizione multipolare del sistema internazionale e a guardare nell&#8217;Oriente una frontiera fondamentale per la Chiesa. E che attende ancora un reale perfezionamento, dato che il processo di <strong>nomina dei vescovi </strong>che Santa Sede e Pechino stanno studiando implica impone concessioni notevoli da entrambe le parti.</p>
<p>La C<strong>hiesa cattolica, </strong>da un lato, mira a formalizzare un vero e proprio &#8220;Concordato&#8221; sulla scia di quelli conclusi in passato con diversi regimi (da quello napoleonico alla Germania nazista) o con governi aventi rapporti problematici con il Vaticano (ad esempio il Messico) ed ha concesso già nel 2018 l’obbligo, per il clero cattolico cinese, di firmare una registrazione all’Associazione patriottica cattolica cinese, dipendente da Pechino, e di riconoscere l’indipendenza della Chiesa locale da Roma. Al contempo, non è da sottovalutare il fatto che concedendo anche al Vaticano voce in capitolo per nominare i vescovi della Chiesa cinese, che saranno parallelamente figure episcopali e &#8220;funzionari&#8221; nazionali, per la prima volta nella sua storia la Cina ha espressamente concesso in maniera volontaria a un&#8217;altra potenza di <strong>scegliere figure di rango istituzionale </strong>nel suo contesto nazionale. Un processo, dunque, tanto complesso da poter far pensare che gli &#8220;imperi paralleli&#8221; che danno il nome a un omonimo saggio di Franco non siano <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-cina-usa-e-vaticano-come-evolvono-le-rotte-del-potere-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">più solo due (Vaticano e Stati Uniti)</a> ma tre, con l&#8217;aggiunta della Cina, che al pari di Washington ritiene imprescindibile la ricerca di un accordo con la Santa Sede.</p>
<p>E proprio Washington appare la grande sconfitta del rinnovo dell&#8217;accordo sino-vaticano. Nelle scorse settimane abbiamo assistito al <a href="https://it.insideover.com/religioni/usa-vaticano-cala-il-gelo-cosi-il-papa-isola-pompeo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vero e proprio isolamento di Mike Pompeo da parte di <strong>Papa Francesco </strong>durante la sua visita romana.</a> Pompeo, in un editoriale su <em>First Things, </em>aveva attaccato duramente l&#8217;ipotesi del rinnovo degli accordi, e Bergoglio si è rifiutato di dargli udienza durante la sua recente visita romana che lo ha anche portato a un <strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/la-tregua-armata-tra-parolin-e-pompeo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">simposio sulla libertà religiosa</a> </strong>organizzato dall&#8217;ambasciata a stelle e strisce presso la Santa Sede. Pietro Parolin, omologo del Segretario di Stato statunitense, ha voluto rubricare alla necessità di Pompeo <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/il-peso-elettorale-decisivo-dei-cattolici-americani/">di fare campagna elettorale per Donald Trump tra i cattolici americani</a> gli strali anti-cinesi dell&#8217;ex capo della Cia, ma la realtà di fondo è che le strategie geopolitiche degli Usa e del Vaticano <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-geopolitica-di-papa-francesco.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">targato <strong>Papa Francesco </strong>divergono notevolmente.</a></p>
<p>Bergoglio ha schivato con destrezza tutte le possibili &#8220;mine&#8221; pronte a essere messe sul suo terreno, non prendendo esplicitamente posizione su dossier strategici per gli Usa nel contenimento di Pechino quali quello delle proteste a Hong Kong o quello sulle voci di repressioni in Xinjiang, che la Santa Sede preferisce segnalare come <strong>questioni interne </strong>alla Repubblica Popolare. Anzi, secondo i diplomatici sentiti da Franco in Vaticano è forte la sensazione che &#8220;Pompeo ci ha fatto un favore. Ha dimostrato che la nostra linea non è condizionata da nessuno. Per paradosso, ci ha rafforzato nella trattativa con Pechino&#8221;. Così come può aver rafforzato la Santa Sede il diniego del Papa di incontrare l&#8217;anziano cardinale di <a href="https://it.insideover.com/religioni/francesco-alza-il-muro-sul-dossier-cina-non-incontra-il-cardinale-zen.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hong Kong <strong>Joseph Zen</strong>, giunto vanamente a Roma</a> per chiedere udienza al pontefice e esprimere le sue riserve su un accordo rimasto oscuro allo stesso episcopato cinese.</p>
<p>Firmato il rinnovo, si aprirà per Cina e Vaticano la partita più difficile: che fare dell&#8217;intesa? Bisogna accelerare sulle nomine e spianare la questione spinosa della <strong>Chiesa sotterranea </strong>cinese, che troppo spesso risulta parallela a quella &#8220;patriottica&#8221; e rischia di subire repressioni in nome del legame sino-vaticano. Ma vi è anche il nodo spinoso del percorso verso il pieno riconoscimento bilaterale, necessario per aprire la strada a un incontro tra <strong>Papa Francesco e <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Xi Jinping</a></strong>. Dal 1951 Cina e Santa Sede non hanno relazioni bilaterali ufficiali formalizzate, e dal 1942 il Vaticano riconosce come interlocutore principale la Repubblica di Cina (Taiwan). Un accordo incompleto è stato valutato meglio dell&#8217;assenza di un accordo, e bisognerà valutare quanto si assisterà a un&#8217;accelerazione, nei prossimi mesi, su ulteriori passi in avanti e quanto aumenterà il pressing Usa per evitare che una maggiore vicinanza al Vaticano legittimi eccessivamente Pechino nella comunità internazionale.</p>
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		<title>5G, lo sgambetto dell&#8217;Italia a Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/5g-lo-sgambetto-dellitalia-a-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2020 10:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Golden power]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=292636</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588-1024x483.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La visita di Mike Pompeo in Italia non è stata una delle più fruttuose per il Segretario di Stato americano: assieme alle difficoltà incontrate in Vaticano, infatti, Pompeo ha dovuto affrontare anche un parziale insuccesso nel contesto dei colloqui avuti con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio e che hanno avuto, tra i loro contenuti, anche il futuro della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/5g-lo-sgambetto-dellitalia-a-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/5g-lo-sgambetto-dellitalia-a-trump.html">5G, lo sgambetto dell&#8217;Italia a Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Conte-incontra-Trump-a-Londra-La-Presse-e1575488698588-1024x483.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La visita di <strong>Mike Pompeo </strong>in Italia non è stata una delle più fruttuose <a href="https://it.insideover.com/politica/pompeo-in-vaticano-con-un-occhio-allitalia-e-al-5g.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per il Segretario di Stato</a> americano: assieme alle<a href="https://it.insideover.com/religioni/usa-vaticano-cala-il-gelo-cosi-il-papa-isola-pompeo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> difficoltà incontrate in Vaticano</a>, infatti, Pompeo ha dovuto affrontare anche un <strong>parziale insuccesso </strong>nel contesto dei colloqui avuti con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio e che hanno avuto, tra i loro contenuti, anche <a href="https://it.insideover.com/economia/sul-5g-litalia-sta-giocando-con-il-fuoco.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il futuro della rete 5G del Belpaese.</a></p>
<p>Certo, Pompeo ha incassato le professioni di rinnovata amicizia e fedeltà ai valori atlantici da parte di Conte e Di Maio, ma al contempo non è riuscito a portare pienamente l&#8217;Italia nel campo delle nazioni che si oppongono duramente alla <strong>costruzione della rete 5G </strong>con prodotti o tecnologie legati a imprese cinesi quali Huawei e Zte.</p>
<p>L&#8217;evoluzione dell&#8217;applicazione della disciplina del <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cose-il-golden-power-e-come-funziona.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">golden power,</a> </strong>estesa dal primo atto del nuovo governo giallorosso anche alla rete di ultima generazione, nelle ultime settimane e i conseguenti pareri dell&#8217;esecutivo sugli accordi tra imprese operanti in Italia e attori extra-Ue segnalano infatti che, alla prova concreta, le <strong>tecnologie cinesi </strong>e quelle statunitensi sono vagliate con il medesimo rigore da Palazzo Chigi e dal governo, che grazie ai poteri speciali possono esercitare un forte scrutinio su ogni transazione.</p>
<p>Il 7 agosto, dopo l&#8217;esclusione formale &#8220;per ragioni industriali&#8221; di Huawei dalle prossime gare per il 5G di Tim, Conte con un Dpcm ha però garantito la possibilità a Telecom di operare in futuro con operatori cinesi; il 30 settembre scorso, mentre Pompeo era ancora a Roma, <strong>Linkem e Fastweb </strong>vedevano due operazioni, la prima condotta in sinergia con Zte e Huawei e la seconda con operatori americani, arrivare sul tavolo del governo. Via libera in entrambi i casi, ma al termine di una <strong>procedura di scrutinio </strong>simile a quella raccomandata dall&#8217;Unione e che parifica operatori cinesi e attori statunitensi.</p>
<p>Analoga situazione il 6 settembre, quando WindTre entra nella lente del governo per i suoi legami con Ericsson, svedese, e la statunitense Ampercom. Il potere di controllo conferito al governo dalla disciplina del golden power è applicato alla lettera, ma i dubbi permangono. Può Roma limitarsi a utilizzare lo scrutinio governativo con atto amministrativo senza, come richiesto dal <strong>Copasir </strong>e da ministri &#8220;atlantisti&#8221; come <strong>Lorenzo Guerini, </strong>che questo passi attraverso un atto collegiale del Consiglio dei ministri? Inoltre, valgono alcuni <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/mentre-pompeo-era-ancora-roma-conte-firmava-decreti-5g-cinese-30-249360.htm">dubbi posti in essere da <strong>Claudio Antonelli </strong>su </a><em>La Verità: </em>&#8220;È corretto ribaltare sulle aziende private gran parte della responsabilità che competerebbe alla sicurezza nazionale? Tanto più che le prescrizioni utilizzate a oggi sembrano riportare un baco di fondo. Alcune risposte agli stress test arriverebbero direttamente dal fornitore&#8221; che ha fino a 165 giorni per essere interrogato dal governo sulle possibili <strong>minacce alla sicurezza nazionale</strong>.</p>
<p>Navigare senza rotta nella partita per il 5G e puntare unicamente sul golden power può rivelarsi un&#8217;arma a doppio taglio. L&#8217;Italia del governo giallorosso ha diverse scelte, assai complesse, cui fare riferimento. Può continuare con lo status quo, barcamenandosi tra lassismo e irrigidimento verso le tecnologie cinesi e un atteggiamento ambiguo verso gli Usa, con il rischio di essere qualificata come <strong>inaffidabile </strong>da entrambe le superpotenze. Può seguire la strada della &#8220;sovranità tecnologica&#8221; europea, che sul 5G fondamentalmente non dispiace nemmeno troppo a Washington, <a href="https://it.insideover.com/economia/i-piani-tedeschi-per-la-sovranita-tecnologica-spiazzeranno-huawei.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disposta a favorire Nokia o Ericsson al pari della Germania,</a> non necessariamente escludendo Huawei ma regolando le sue relazioni col colosso di Shenzen. Oppure può puntare sul costo-opportunità di mera prospettiva finanziaria e <strong>cavalcare i legami con Huawei</strong>, sapendo cosa ciò può implicare sul profilo geopolitico e di intelligence. Bisognerà scegliere, e la somma di tante deliberazioni formalmente impeccabili ma politicamente ambigue non fa una strategia. Né tanto meno lo farà in futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/5g-lo-sgambetto-dellitalia-a-trump.html">5G, lo sgambetto dell&#8217;Italia a Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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