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	<title>Michel Aoun Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 15 Mar 2026 13:41:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Michel Aoun Archives - InsideOver</title>
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		<title>La quarta guerra del Libano investe il Paese dei Cedri: la sfida finale tra Israele e Hezbollah</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 13:41:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La quarta guerra del Libano investe il Paese dei Cedri: la sfida finale tra Israele e Hezbollah è una minaccia per il Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-quarta-guerra-del-libano-investe-il-paese-dei-cedri-la-sfida-finale-tra-israele-e-hezbollah.html">La quarta guerra del Libano investe il Paese dei Cedri: la sfida finale tra Israele e Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260307102215587_9de2d6ba6ad951b408e2c7dd9fd43d70-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In parallelo alla <strong>Terza guerra del Golfo</strong> è ormai scoppiata la <strong>Quarta guerra del Libano</strong>, che sta sia prendendo sia le forme di <em>spin-off </em>dell&#8217;assalto israelo-americano all&#8217;Iran sia i connotati di conflitto a sé stante, dalla durata potenzialmente indeterminata, per il clima di <strong>resa dei conti tra Tel Aviv e la milizia sciita di Hezbollah</strong> che porta con sé.</p>



<p>Il conflitto del Sud del Libano del 1982-2000 e la guerra del Libano del 2006 avevano <strong>segnato due momenti di grande scacco per Israele</strong> di fronte all&#8217;influenza del Partito di Dio nello Stato limitrofo, l&#8217;invasione del 2024 aveva fortemente dimidiato le capacità di Hezbollah decapitandone la leadership, a partire dal Segretario generale <strong>Hassan Nasrallah</strong>, e ora l&#8217;attacco scatenato in risposta ai lanci di missili dal Libano del 2 marzo ha un portato di <em>redde rationem</em> e travolge uno Stato che nell&#8217;ultimo anno e mezzo aveva cercato di trovare una nuova unità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra travolge la fragile unità del Libano</h2>



<p>L&#8217;ascesa di <strong>Michel Aoun </strong>alla presidenza e di <strong>Nawaf Salam</strong> alla carica di primo ministro di Beirut aveva <strong>provato a plasmare una nuova normalità per il Libano,</strong> salutato poco meno di tre mesi fa <a href="https://it.insideover.com/religioni/sia-profezia-di-pace-da-leone-xiv-in-libano-un-messaggio-di-speranza-per-il-medio-oriente.html">come &#8220;<strong>profezia di pace</strong>&#8221; da Papa Leone XIV nella sua visita nel Paese dei Cedri.</a> Una profezia infranta dall&#8217;irresponsabilità di Hezbollah verso il suo stesso popolo e dall&#8217;<strong>assalto israeliano, che corona un anno e mezzo di scarso rispetto del cessate il fuoco</strong> da parte di Tel Aviv.<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/3/14/un-chief-guterres-says-no-military-solution-only-diplomacy-for-lebanon"> Oltre <strong>826 i civili uccisi</strong></a> dal 2 marzo in avanti mentre, ad oggi, il Libano è intrappolato in una quadruplice trappola.</p>



<p>In primo luogo, Israele sta continuando a martellare <strong>Beirut e il Sud del Paese,</strong> sta espandendo la fascia di operazione di terra dell&#8217;esercito, sta puntando a <strong>colpire inesorabilmente Hezbollah</strong>.<a href="https://geopoliticalfutures.com/the-battle-for-lebanons-future/"> Hilal Khanshan di Geopolitical Futures nota </a>che Israele punta duramente membri e vertici di Hezbollah sottolineando come &#8220;l&#8217;obiettivo sia eliminarli come forza combattente&#8221; e non solo, dato che Israele mira anche a &#8220;mettere al bando la loro dimensione politica. Hezbollah ha due componenti, una militare e una politica. Quindi il piano è anche quello di smantellare la loro amministrazione civile e il loro establishment politico&#8221;. <strong>Questo difficilmente può favorire un mantenimento della pacificazione interconfessionale nel Libano</strong> che si gioca su un fragile equilibrio tra cristiano-maroniti, sunniti e sciiti.</p>



<p>In secondo luogo, le istituzioni libanesi sono ancora in fase di <strong>graduale consolidamento</strong> e le forze armate del Paese non hanno la capacità né di fornire un argine all&#8217;assertività israeliana né di <strong>contenere Hezbollah</strong>, le cui attività sono state dichiarate illegali da Salam e Aoun.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precario contesto internazionale.</h2>



<p>Terzo punto, la guerra rischia di saldarsi ad altri scenari critici come quello siriano mentre, al contempo, rimane in dubbio il futuro della <strong>missione Onu Unifil che dovrebbe concludersi entro il 2027</strong>. Il mantenimento della pace avrebbe dovuto <strong>essere sostenuto da maggiori risorse</strong> e maggiori capacità d&#8217;azione, e molto spesso la missione Onu, con un importante contingente italiano al suo interno, si è trovata nel fuoco incrociato del turbine della guerra.</p>



<p>Da ultimo, la <strong>quarta guerra del Libano</strong> trova pochi spazi per una mediazione istituzionale credibile sul piano internazionale. <strong>Il colpo politico tentato dal presidente francese Emmanuel Macron</strong> è parso, per ora, l&#8217;unico in tal senso. <a href="https://www.axios.com/2026/03/14/israel-lebanon-war-peace-hezbollah-france">Macron, nota Axios, </a>ha proposto Parigi come sede di un negoziato fondato sullo stop delle operazioni militari israeliane in Libano e sul mutuo riconoscimento Beirut-Tel Aviv che si propone di &#8220;contribuire&nbsp;<a href="https://www.axios.com/world/iran">a ridurre l&#8217;escalation della guerra</a>&nbsp;, prevenire una prolungata occupazione israeliana del Libano meridionale, aumentare la pressione internazionale per il disarmo&nbsp;<a href="https://www.axios.com/2026/03/06/lebanon-israel-iran-irgc-hezbollah">di Hezbollah</a>&nbsp;e aprire la strada a uno storico accordo di pace&#8221;, <a href="https://www.axios.com/2026/03/14/israel-lebanon-war-peace-hezbollah-france">nota Axios. </a></p>



<p>Se questo può contribuire alla distensione verso Beirut, non risolverebbe però nel breve periodo la grana del conflitto Israele-Hezbollah, giunto a livelli di <strong>massimalismo ideologico oltre che militare</strong>. In tal senso, da segnalare che l&#8217;ex ministro israeliano degli affari strategici e stretto alleato di Benjamin Netanyahu Ron Dermer è stato dato in visita in Arabia Saudita da fonti di Tel Aviv al fine di espandere un <strong>fronte negoziale che sicuramente può rendere interessante il piano-Macron</strong> ma ora come ora può consolidare il massimalismo di Hezbollah.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema umanitario</h2>



<p>Sullo sfondo prosegue una durissima emergenza umanitaria. &#8220;Nei  giorni scorsi abbiamo assistito a un’ulteriore escalation, con attacchi intensificati e anche ordini di evacuazione rivolti in continuazione&#8221;, dice a <em>InsideOver</em> <strong>Francesca Lazzari, responsabile Avsi per il Libano, </strong>che ricorda come giovedì 12 marzo Israele ha &#8220;iniziato a bombardare Beirut città, non solo la periferia. Parliamo di uno scenario non nuovo e che abbiamo già visto nel 2024 ma decisamente preoccupante&#8221;. La responsabile dell&#8217;Ong nel Paese dei Cedri ricorda che si moltiplicano &#8220;gli ordini di evacuazione al Sud e anche se le statistiche ufficiali parlano di 800mila persone costrette a lasciare le proprie case, il numero probabilmente è già oltre 1 milione&#8221;.</p>



<p>Avsi è in campo per sostenere la popolazione civile: &#8220;Dallo scoppio dell’escalation siamo dediti alla risposta umanitaria, rispondiamo alle necessità concrete della popolazione e all&#8217;accoglienza degli sfollati&#8221;, nota Lazzari, sottolineando che in Libano <strong>&#8220;c’è bisogno di fornire generi di prima necessità agli sfollati nei rifugi e nelle strade</strong>, e inoltre stiamo coprendo anche altri rifugi e fornendo conforto e attività ricreative per i bambini per aiutare i civili a rispondere all&#8217;escalation più ampia dal 2006&#8243;.</p>



<p>La gestione della crisi umanitaria è coordinata dal mandato dal Ministero degli Affari Sociali e nel frattempo le agenzie delle Nazioni Unite e le parrocchie e il Vicariato Latino contribuiscono a coordinare l’assistenza. Lazzari ricorda anche Padre <strong>Pierre al-Rahi</strong>, il religioso ucciso nel bombardamento della sua parrocchia: &#8220;Era un grande amico di Avsi, ci lavoravamo da 20 anni assieme, molti nostri collaboratori con lui hanno perso un amico&#8221;. Leone XIV ha detto di Al-Rahi: &#8220;<strong>Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l’amato Libano</strong>&#8220;. La profezia di pace è a rischio. E con essa l&#8217;intera architettura del Medio Oriente. Il Libano come metafora di una regione che non riesce a dimenticare, anno dopo anno, la guerra vede il suo futuro in gioco. E le istituzioni sembrano più oggetto che soggetto in una guerra a tutto campo che vede Tel Aviv e Hezbollah alzare lo scontro a livello esistenziale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-quarta-guerra-del-libano-investe-il-paese-dei-cedri-la-sfida-finale-tra-israele-e-hezbollah.html">La quarta guerra del Libano investe il Paese dei Cedri: la sfida finale tra Israele e Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libano, un Paese in stallo. Come uscire dalla crisi politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-un-paese-in-stallo-come-uscire-dalla-crisi-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Confessionalismo libanese]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Lega araba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lunghi mesi di vuoto istituzionale hanno compromesso ulteriormente la già disastrata economia libanese, che invece esige risposte veloci ed efficaci. Una candidatura presidenziale con larghi consensi potrebbe sbloccare lo stallo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-un-paese-in-stallo-come-uscire-dalla-crisi-politica.html">Libano, un Paese in stallo. Come uscire dalla crisi politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110502266_0ea01b91b88e2b910c4560bf7a196d04-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sette, i mesi passati senza un presidente della Repubblica; cinque, quelli trascorsi da quando si è smesso di provare ad eleggerne uno. Dodici, quelli passati senza un governo effettivo. 200%, il valore dell&#8217;<a href="https://warsawinstitute.org/the-deteriorating-economic-situation-in-lebanon/#_ftn1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inflazione</a> rispetto all&#8217;inizio della crisi finanziaria nel 2019; 98%, la perdita di valore della lira libanese rispetto al dollaro americano nello stesso periodo. Tre miliardi di dollari, lo stanziamento che il Fondo monetario internazionale è pronto a sbloccare in cambio di riforme politiche ed economiche. </p>



<p>Lo stallo libanese è un buco nero che risucchia le speranze della popolazione, condannata a subire l&#8217;immobilità e la povertà create da questo doppio vuoto istituzionale proprio nel momento in cui è massima la necessità di decisioni prese velocemente e implementate efficacemente. Da quando il mandato del presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michel-aoun.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michel Aoun</a></strong> è scaduto nell&#8217;ottobre 2022, la mancanza di una nomina presidenziale non ha lasciato possibilità di formare un governo, ma negli ultimi mesi, la candidatura di <strong>Suleiman Frangieh</strong> – il nome sostenuto da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hezbollah</a></strong> – ha guadagnato popolarità, e potrebbe trainare la politica del Paese dei cedri fuori dall&#8217;impasse. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;urgenza di una soluzione</h2>



<p>Nella dichiarazione firmata a Jeddah alla conclusione del 32esimo summit della <strong>Lega Araba</strong>, i Paesi dell&#8217;area hanno chiesto con urgenza a tutte le parti politiche libanesi di &#8220;dialogare per eleggere un presidente della Repubblica che soddisfi le aspirazioni della popolazione libanese&#8221;, che possa assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni dello Stato e che sia in grado di attuare delle <strong>politiche efficaci</strong> per affrontare la drammatica crisi economica che affligge il Paese. Il Paese dei cedri sta infatti attraversando una delle peggiori depressioni economiche dell&#8217;era moderna, in cui l&#8217;esplosione del debito pubblico e l&#8217;iper-inflazione della moneta hanno causato una crisi sociale senza precedenti.</p>



<p>Nonostante i <strong>molteplici tentativi</strong> per eleggere un nuovo presidente (11 fumate nere in totale, l&#8217;ultimo tentativo è stato fatto lo scorso gennaio), nessun candidato è riuscito a riunire la maggioranza di due terzi del parlamento richiesta per insediarsi nell&#8217;ufficio presidenziale. Il processo di costruzione del consenso è complicato dall<strong>&#8216;influenza di attori</strong> sia regionali che internazionali, che spesso giocano un ruolo decisivo nella politica di Beirut. Nel frattempo, la guida dell&#8217;attuale governo ad interim è stata affidata a Najib Mikati, politico di lunga carriera che però ora ha poteri molto limitati, insufficienti a prendere le decisioni necessarie ad affrontare la crisi economica e politica che immobilizza il Libano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un processo lungo e complicato </h2>



<p>Il sistema<strong> semi presidenziale</strong> libanese è organizzato su basi confessionali, che in teoria dovrebbero favorire l&#8217;armonia tra le principali componenti del Paese (musulmani sciiti, sunniti e cristiani maroniti) ma in realtà amplificano e polarizzano le <strong>divisioni settarie</strong>. I partiti in Libano si creano e si dissolvono con facilità, e più che rappresentare una fazione ideologicamente schierata fungono da strumento politico per i leader delle comunità. Questo sistema fluido rende molto difficile mobilitare una maggioranza di due terzi a sostegno di un candidato. </p>



<p>Il<strong> </strong>presidente della Repubblica deve essere un <strong>cristiano maronita</strong> eletto da due terzi del parlamento, maggioranza che nessun partito è riuscito a raggiungere nelle elezioni del maggio 2022. Dei 128 seggi del parlamento, 62 sono stati conquistati dall&#8217;alleanza guidata da Hezbollah. Nei mesi di trattative che hanno seguito il voto, il partito filo-iraniano ha guadagnato anche le preferenze dei drusi del Partito socialista progressivo e di alcuni partiti minori e indipendenti, varcando così la linea della maggioranza. Tuttavia, la scadenza del mandato del presidente Aoun ha reso impossibile l&#8217;insediamento di un nuovo governo. </p>



<p>Da quando, all&#8217;inizio di marzo, l&#8217;alleanza guidata da Hezbollah ha reso pubblico il <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/lebanons-hezbollah-backs-christian-politician-frangieh-presidency-2023-03-06/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supporto per la candidatura </a>alla presidenza del capo del movimento Marada (erede politico della milizia Marada) <strong>Suleiman Frangieh</strong>, intense trattative hanno coinvolto i maggiori attori domestici ma anche i loro sostenitori regionali e internazionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interventi esteri dietro la candidatura di Frangieh</h2>



<p>Da sempre il processo elettorale libanese risente di influssi esteri, sia regionali che globali. In seguito all&#8217;indebolimento dell&#8217;i<strong>nfluenza siriana</strong> – dovuto all&#8217;instabilità causata da oltre dieci anni di guerra civile – le lungaggini dell&#8217;iter per eleggere il presidente sono peggiorate a causa dell&#8217;esigenza di un &#8220;consenso regionale&#8221;. </p>



<p>Dato che Frangieh è considerato politicamente vicino all governo di Damasco, l&#8217;Arabia Saudita e i partiti che Riyad supporta nella politica libanese si sono opposti alla sua candidatura. Più in generale, la maggior parte degli attori regionali e internazionali si sono opposti a quella che definiscono &#8220;influenza siriana in Libano&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="625" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-1024x625.jpg" alt="" class="wp-image-397734" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-600x366.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8-1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529110051897_f82e2da49060f43c8eb5d25f3f940af8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">23 marzo 2011, Damasco, Siria. Il presidente siriano Bashar al-Assad incontra il leader del movimento Marada, Suleiman Frangieh. Foto di EPA/SANA/HO.</figcaption></figure>



<p>Tuttavia, a partire dal riavvicinamento di marzo tra l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran da una parte, e la <a href="https://it.insideover.com/politica/scoppia-la-pace-tra-siria-e-paesi-arabi-lira-degli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">normalizzazione dei rapporti tra Siria e Arabia Saudita</a> dell&#8217;inizio del mese, le probabilità che Frangieh riesca ad emergere come candidato che raccoglie <strong>consenso</strong> sono cresciute. </p>



<p><strong>Parigi</strong>, ex potenza coloniale generalmente contrapposta all&#8217;influenza della Siria ed Hezbollah in Libano, ha recentemente <a href="https://www.naharnet.com/stories/en/297711" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invitato Jebran Bassil</a> (parente dell&#8217;ex presidente Aoun e capo dell&#8217;influente partito nazionalista Movimento libero e patriottico) a supportare la candidatura di Frangieh, promettendogli in cambio il diritto di proporre un nome per la presidenza della Banca Centrale del Libano una volta concluso il mandato di Riad Salameh, che è indagato internazionalmente per corruzione.</p>



<p>In base all&#8217;agenzia libanese <em>Naharnet</em>, perfino l&#8217;<strong>Unione europea</strong> è intervenuta nell&#8217;iter, minacciando sanzioni contro i parlamentari che boicotteranno i procedimenti parlamentari per eleggere il presidente. Non sarebbe la prima volta che partiti minori e parlamentari indipendenti ricorrono a queste tecniche di contrattazione, che allungano ulteriormente il processo elettivo. </p>



<p>L&#8217;entusiasmo di Francia e Unione europea per la candidatura di Frangieh è attribuibile alla <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-in-gioco-anche-la-credibilita-dell-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">preoccupazione per gli</a><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-in-gioco-anche-la-credibilita-dell-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> interessi</a> politici e finanziari</strong> che entrambi nutrono in Libano, messi a repentaglio dalla prolungata crisi politica, alla reputazione che Frangieh si è costruito come attore <strong>affidabile </strong>nonostante la vicinanza ad Hezbollah. Nonostante ciò le elezioni sono tutt&#8217;altro che decise, e parte del dissenso non sembra poter essere risolto a livello domestico. Per questo il premier Mikati si è appellato ai Paesi arabi per &#8220;aiutare il Libano ad instaurare un dialogo domestico&#8221; per formare un governo e salvare il Paese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-un-paese-in-stallo-come-uscire-dalla-crisi-politica.html">Libano, un Paese in stallo. Come uscire dalla crisi politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lo scenario libanese dietro le elezioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/risultati-elezion-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 06:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti politici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo i risultati diffusi martedì delle elezioni generali libanesi svoltesi domenica 15 maggio, Hezbollah, il “Partito di Dio&#8221; e organizzazione paramilitare sciita, e i suoi alleati, hanno perso la maggioranza in parlamento, che detenevano dal 2018. Dalle elezioni è emersa la rabbia che il popolo prova nei confronti dell’élite al governo libanese e i risultati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/risultati-elezion-libano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518073755287_d72dab20e78af174ed3e61bf2eb1df63-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Secondo i risultati diffusi martedì delle elezioni generali libanesi svoltesi domenica 15 maggio, <strong>Hezbollah</strong>, il “Partito di Dio&#8221; e organizzazione paramilitare <strong>sciita</strong>, e i suoi alleati, hanno perso la maggioranza in parlamento, che detenevano dal 2018. Dalle elezioni è emersa la rabbia che il popolo prova nei confronti dell’élite al governo libanese e i risultati sono sintomo di un significativo cambiamento in atto in un Paese colpito da una devastante crisi finanziaria.</p>
<p>Il <strong>Libano</strong> è una repubblica parlamentare unicamerale, per cui il parlamento è eletto secondo delle regole ben definite: metà cristiana, metà musulmana, il presidente deve essere un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita e il presidente del parlamento un musulmano sciita. Il nuovo parlamento dovrà infatti nominare nelle prossime settimane un primo ministro e formare il nuovo governo per poi attuare riforme economiche e strutturali per risanare l’economia libanese. Sarà votato anche il presidente del Paese nel mese di ottobre.</p>
<p>La coalizione guidata da Hezbollah ha ottenuto 62 seggi su 128, meno dei 65 necessari per ottenere la maggioranza, rispetto ai 71 del parlamento uscente. Il <strong>Free Patriotic Movement</strong> (Fpm), alleato di Hezbollah nonostante si tratti di un movimento cristiano, è stato superato dai suoi oppositori che nel mentre hanno guadagnato terreno. Hezbollah e il gruppo Amal, suo principale alleato sciita, del presidente del Parlamento <strong>Nabih Berri</strong>, hanno mantenuto i 27 seggi assegnati al gruppo sciita. Altri alleati di Hezbollah hanno invece perso i loro, come il leader druso Talal Arslan ed Aley e il leader sunnita Fausal Karame a Tripoli.</p>
<p>Le <strong>Forze libanesi</strong>, partito cristiano tra i più critici nei confronti di Hezbollah, guidati da<strong> Samir Geagea</strong>, esponente della destra cristiana, possiedono attualmente il blocco più numeroso in parlamento con 19 seggi, superando il Fpm, che ora detiene 17 seggi, tre in meno rispetto al voto precedente.</p>
<p>Sono 16 i <strong>candidati indipendenti</strong> anti-establishment che hanno ribaltato l’ordine in parlamento, registrando un aumento di 15 seggi rispetto al 2018. Un risultato che assume un valore aggiunto dalle intimidazioni e le minacce che hanno dovuto affrontare da parte dei partiti tradizionali radicali. La loro vittoria è un messaggio rivolto ai politici della classe dirigente, che per lungo tempo non è riuscita a smuovere la situazione del Paese, che ha visto un tracollo economico tale da impoverire notevolmente la popolazione. I politici riformisti sono peraltro nati durante le proteste antigovernative del 2019 ed è per questo che la loro vittoria rappresenta un grande cambiamento.</p>
<h2>Le proteste del 2019 e il crollo economico</h2>
<p>Dall’ottobre 2019, soprattutto nella città di <strong>Beirut</strong>, ci sono state proteste contro il governo e numerosi scontri tra i manifestanti e la polizia. Le insorgenze sono state definite le più grandi degli ultimi anni e sono continuate nonostante l’approvazione di alcune riforme o dopo le dimissioni del primo ministro Saad al-Hariri.</p>
<p>Motore delle manifestazioni è stato il piano del governo di imporre nuove <strong>tasse</strong> su beni e servizi come tabacco, benzina, telefonate via internet; era stata posta ad esempio una tassa di 20 centesimi al giorno per le chiamate vocali fatte su Whatsapp. Nonostante la proposta sia stata ritirata, le proteste non si sono fermate. I manifestanti chiedevano un governo integralmente tecnico, che il presidente <strong>Michel Aoun</strong> ha rifiutato, sostenendo che non avrebbe potuto funzionare. Il popolo è sceso nuovamente per le strade del Paese dopo l’affermazione del presidente e dopo l’uccisione di un funzionario locale di un partito politico libanese mentre protestava. Le manifestazioni sono state generalmente pacifiche, nonostante in alcune zone ci siano stati scontro con la polizia e con i sostenitori di Aoun.</p>
<p>La risposta delle <strong>banche</strong> libanesi è stata quella di imporre restrizioni sui trasferimenti finanziari all’estero per evitare la fuga di capitali. Le banche erano state già chiuse quando le proteste erano iniziate. Il ministro dell’Istruzione, invece, aveva deciso di chiudere scuole e università. Ci sono stati anche scioperi tra il personale ospedaliero.</p>
<p>A partire dal 2019, il Libano ha vissuto un tracollo senza precedenti: da un salario minimo di 450 dollari si è passato nel 2021 ad un valore di 70. Gli esperti della Banca Mondiale l’hanno definita “tra le più gravi sul nostro Pianeta dalla metà dell’Ottocento”. Code infinite ai distributori di benzina, continui tagli alla rete elettrica nazionale, svalutazione della moneta locale, mancanza di medicine e beni essenziali e supermercati chiusi ne sono una chiara testimonianza.</p>
<p>In questo scenario, l’esplosione al porto di Beirut: 4 agosto 2020, tremila tonnellate di nitrato d’ammonio, che giacevano da oltre sette anni in un hangar abbandonato nella zona commerciale del porto, sono esplose. 200 i morti, oltre 7mila i feriti e circa 300mila gli sfollati. Esclusa l’ipotesi di un attentato, si è stabilito che si era trattato di un incidente. L’evento ha contribuito a consolidare l’atmosfera di paura e precarietà nel Paese.</p>
<p>I libanesi hanno cominciato a denunciare la corruzione dei loro politici, ritenendoli sempre più pericolosi per la sicurezza del paese. Negli ultimi tre anni il <a href="https://news.un.org/en/story/2021/09/1099102">tasso di povertà</a> in Libano è passato dal 42% all’82%, su una popolazione di circa 4,5 milioni di persone. Il peggioramento delle condizioni economiche ha quindi spinto i libanesi a diffidare dai partiti tradizionali. E dallo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> è diventata anche la crisi del grano.</p>
<p>Il 90% delle importazioni libanesi di grano e olio da cucina provengono infatti da Ucraina e Russia. I combattenti in Ucraina nei porti meridionali del Paese hanno bloccato le spedizioni e le importazioni dalla Russia sono state ostacolate dalle sanzioni finanziare imposte da Mosca. Per non parlare dell’aumento dei prezzi ufficiali del carburante del 33% dopo l’invasione russa in terra ucraina. Fattori che hanno contribuito al peggioramento della crisi economica del Libano. Le <strong>Nazioni Unite</strong> hanno accusato i politici e le istituzioni finanziarie di “violazione dei diritti umani”.</p>
<h2>L’affluenza ai voti</h2>
<p>La percentuale dei votanti registrata è stata del 41%. Se a Beirut est, a maggioranza cristiana, le strade il giorno delle elezioni erano deserte, nelle strade di Beirut ovest, enclave sciita, una folla di elettori accompagnata da delegati elettorali di Hezbollah e Amal si è diretta verso le urne a suon di inni militareschi. Sono stati inoltre registrati degli episodi di violenza tra schieramenti rivali nelle zone periferiche del Paese, si è parlato di alcune decine di feriti lievi.</p>
<p>L’affluenza alle urne non teneva però conto del voto dei libanesi all’estero. Ci sono quasi 15 milioni di libanesi fuori dal Paese e dal 2017 la legge elettorale prevede la possibilità di votare per i libanesi all’estero su tutti i seggi del parlamento, mentre precedentemente si poteva votare solo per i 6 seggi riservati ai candidati all’estero.</p>
<p>Negli Emirati Arabi Uniti risiede circa 100 mila libanesi e secondo i dati del ministero degli Esteri libanese sono andati alle urne 18mila libanesi, registrando un picco d’affluenza notevole. Non è possibile prevedere se questi risultati possano rappresentare una salvezza per il Libano, ma i voti del popolo lasciano ben sperare.</p>
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		<title>Chi è Michel Aoun</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michel-aoun.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 07:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aoun Lebanon" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805-1024x435.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Michel Aoun è l&#8217;attuale presidente della Repubblica del Libano. Cristiano-maronita, con un passato importante nell&#8217;esercito, Aoun è anche fondatore del partito Movimento Patriottico Libero. Considerato tra i politici libanesi di maggior esperienza, protagonista degli ultimi anni della guerra civile, assume il ruolo di capo dello Stato nell&#8217;ottobre del 2016 dopo un periodo di sede vacante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michel-aoun.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aoun Lebanon" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Michel-Aoun-La-Presse-e1568359333805-1024x435.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Michel Aoun</strong> è l&#8217;attuale presidente della Repubblica del <strong>Libano</strong>. Cristiano-maronita, con un passato importante nell&#8217;esercito, Aoun è anche fondatore del partito Movimento Patriottico Libero. Considerato tra i politici libanesi di maggior esperienza, protagonista degli ultimi anni della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-civile-in-libano.html">guerra civile</a>, assume il ruolo di capo dello Stato nell&#8217;ottobre del 2016 dopo un periodo di sede vacante durato due anni.</p>
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		<title>La crisi politica del Libano ad un anno dall&#8217;esplosione di Beirut</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-del-libano-ad-un-anno-dallesplosione-di-beirut.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2021 04:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=327250</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-1024x687.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-1536x1031.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-2048x1375.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, il 4 agosto 2020, un’enorme esplosione scuoteva il porto di Beirut e i quartieri limitrofi, uccidendo più di 200 persone e lasciandone altre 300 mila senza casa. Una deflagrazione così potente da essere avvertita persino in Israele e a Cipro, finendo nel triste record delle esplosioni più grandi della storia. Quel 4 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-del-libano-ad-un-anno-dallesplosione-di-beirut.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-del-libano-ad-un-anno-dallesplosione-di-beirut.html">La crisi politica del Libano ad un anno dall&#8217;esplosione di Beirut</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-1024x687.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-1536x1031.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/libano-la-presse-2048x1375.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un anno fa, il 4 agosto 2020, un’enorme <a href="https://it.insideover.com/societa/uno-squarcio-su-beirut.html" target="_blank" rel="noopener">esplosione</a> scuoteva il <strong>porto di Beirut</strong> e i quartieri limitrofi, uccidendo più di 200 persone e lasciandone altre 300 mila senza casa. Una deflagrazione così potente da essere avvertita persino in Israele e a Cipro, finendo nel triste record delle esplosioni più grandi della storia. Quel 4 agosto è stato segnato dal lutto e dalla disperazione, ma anche dalla solidarietà e dalla speranza in un cambio di passo della classe politica, già alle prese da tempo con le proteste di una popolazione desiderosa di costruire un nuovo Libano. Ad un anno dall’esplosione del porto nulla è in realtà cambiato. O almeno non per il meglio.</p>
<h2>Lo stallo nelle indagini</h2>
<p>Le indagini avviate subito dopo l’esplosione hanno portato ben pochi <a href="https://www.france24.com/en/live-news/20210802-one-year-on-political-interference-besets-beirut-blast-probe" target="_blank" rel="noopener">risultati</a>, nonostante l’impegno dei giudici. Ministri, parlamentari, funzionari governativi e membri dell’intelligence continuano infatti a rifiutarsi di rispondere alle domande dei pm facendo appello all’immunità che la Costituzione garantisce loro, ostacolando così il lavoro d’indagine. Ad oggi restano quindi senza risposta domande chiave circa le cause dell’esplosione, sul perché 2750 tonnellate di ammonio si trovassero ancora nei depositi del porto, così come sull&#8217;identità dell&#8217;acquirente, su cui sta tuttora indagando il magistrato Tarek Bitar.</p>
<p>Quest’ultimo ha preso a dicembre il posto di Fadi Sawan, rimosso a fine dello scorso anno dopo aver accusato di negligenza il premier Diab e tre ex ministri, tutti a conoscenza della presenza del nitrato nel porto e del rischio che esso rappresentava per la sicurezza della capitale. Sotto Bitar le indagini sono proseguite e il nuovo magistrato ha chiamato in causa anche alti funzionari dell’esercito, tra cui l’ex capo Jean Kahwaji. Nonostante l’impegno dei due giudici, però, avere un quadro completo di quanto accaduto resta molto difficile fintanto che la politica continuerà a fare <strong>ostruzionismo</strong> e a non collaborare alle indagini.</p>
<h2>La crisi politica</h2>
<p>L’esplosione del porto di Beirut aveva portato alle dimissioni del governo guidato da Diab, ma un anno dopo il Libano non ha ancora un nuovo esecutivo. Già prima di questo incidente la popolazione libanese stava da tempo manifestando per le strade del Paese chiedendo un cambiamento politico radicale. I manifestanti volevano l’istituzione di un governo di tecnici privo della classica connotazione settaria e religiosa che contraddistingue la politica libanese ed in grado di approvare le riforme di cui il Paese ha tuttora bisogno. Le loro richieste però non sono mai state ascoltate. Come successore di Diab è stato inizialmente scelto Saad Hariri, ex primo ministro dimessosi a causa delle proteste di piazza e tornato successivamente alla ribalta. Hariri però non è mai riuscito a formare il Governo a causa della differenza di vedute con il presidente Michel Aoun, legato al partito sciita filo-iraniano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener">Hezbollah</a>. Le accuse mosse da Hariri al capo di Stato hanno tra l&#8217;altro contribuito alla scelta del Fondo monetario internazionale di non continuare a fornire aiuti economici al Paese, già fortemente indebitato. Alla fine, lo stallo politico ha costretto il premier incaricato a rimettere il mandato che gli era stato affidato, creando l&#8217;ennesimo vuoto di potere.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Dopo un nuovo periodo di incertezza, il Parlamento ha scelto come <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/lebanons-mikati-says-he-hopes-form-government-near-future-2021-07-28/" target="_blank" rel="noopener">primo ministro incaricato</a> il miliardario <strong>Najib Mikati</strong>, già premier nel 2005 dopo l&#8217;assassinio di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-rafiq-hariri-mister-lebanon.html" target="_blank" rel="noopener">Rafiq Hariri</a> e nuovamente dal 2011 al 2013. Mikati, un sunnita della città di Tripoli, ha ottenuto il sostegno della maggior parte dei parlamentari, tra cui quelli di Hezbollah, ma non può contare sull’appoggio dei partiti cristiani, uno dei quali è guidato proprio dal presidente Aoun. Un dettaglio non da poco e che potrebbe portare ad un nuovo stallo politico, soprattutto nel caso in cui il presidente continuasse ad insistere nello scegliere parte dei ministri. </span></p>
<p>Ancora una volta la scelta del premier è stata effettuata sulla base degli Accordi di Taif, secondo cui il primo ministro deve essere un sunnita, il capo di Stato un cristiano e lo speaker del Parlamento uno sciita. Eppure tra le richieste delle piazze vi era proprio il superamento di un modello settario che ha ampiamente contribuito all’aumento della corruzione e del clientelismo nel Paese, mettendo al primo posto l’appartenenza religiosa e non la prosperità dell’intera comunità. Alla luce di ciò, non sorprende che le <strong>aspettative</strong> nei confronti di Mikati sia relativamente basse. Difficilmente il magnate, parte integrante dell’<em>establishment</em>, sarà l’uomo delle riforme che i cittadini libanesi e la comunità internazionale aspettano da tempo.</p>
<h2>I problemi economici</h2>
<p>L’esplosione del 4 agosto 2020 ha anche <a href="https://www.theguardian.com/world/2021/jul/31/a-year-after-beirut-blast-lebanon-sinks-deep-into-mire-of-corruption" target="_blank" rel="noopener">aggravato</a> la situazione economica del Paese. Secondo le stime del World Bank, l’incidente ha causato tra i 3,8 e i 4,5 miliardi di danni e inflitto un duro colpo al commercio del Paese, che fa affidamento per il 90% sullo scalo di Beirut.</p>
<p>La deflagrazione ha anche distrutto la maggior delle riserve di <strong>grano</strong> del Paese, aggravando le condizioni di vita di una popolazione che a causa dell’inflazione non è più in grado di assicurarsi cibo, medicine, gasolio o di accedere alle cure mediche. Ad oggi, un milione di persone si trova in una condizione di insicurezza alimentare mentre gli standard di vita dei libanesi si avvicinano sempre di più a quelli dei rifugiati che si trovano nel Paese. A pesare sono principalmente la perdita di valore della lira libanese e l’incapacità del governo di fornire acqua potabile, elettricità e altri servizi base alla popolazione a causa della mancanza di liquidità. L’impossibilità per molti libanesi di accedere al servizio sanitario o di procurarsi le medicine è ancora più rilevante nel momento in cui i casi di Covid-19 nel Paese continuano ad aumentare. Solo il 15% della popolazione ad oggi ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino, mentre gli ospedali sono sempre più al collasso. A ciò si aggiunge anche l’aumento dell’abbandono scolastico, con 1.3 milioni di minori che hanno interrotto il percorso di studi nell’ultimo anno.</p>
<h2>Speranze tradite</h2>
<p>La soluzione alla crisi politico-economica del Libano è ancora lontana. La comunità internazionale e la Francia hanno promesso di aiutare finanziariamente il Paese, ma i soldi sono bloccati in attesa di <strong>riforme strutturali</strong> che tardano ad arrivare e che difficilmente verranno approvate nel breve periodo.</p>
<p>L&#8217;iniziale successo delle proteste di piazza e l&#8217;esplosione del porto di Beirut sembravano aver creato le condizioni per affrontare i problemi sociali, politici ed economici del Paese a partire dal superamento del sistema settario, ma così non è stato. La crisi economica e il fallimento dello Stato hanno costretto molti a fare ancora più affidamento sulla propria comunità di appartenenza e sui partiti che ne sono espressione e a mettere da parte le speranze nel cambiamento. <span style="font-size: 1rem;">Il Libano continua così ad essere preda dell’immobilismo di una classe politica troppo impegnata a salvaguarda i propri interessi per pensare al bene del Paese, mentre i suoi cittadini si trovano a vivere tra povertà e incertezza per il futuro.</span></p>
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		<title>Perché la crisi in Libano è anche una responsabilità di Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-crisi-in-libano-e-anche-una-responsabilita-di-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2021 04:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-1536x1021.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-2048x1362.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A poche ore dalla tragica esplosione che il 4 agosto 2020 devastò il porto di Beirut il presidente francese Emmanuel Macron fu il primo leader straniero a visitare la capitale del Libano, mostrando vicinanza all&#8217;ex colonia di Parigi, Paese ritenuto strategico per l&#8217;agenda mediorientael della Republique. La visita a Beirut ha certificato il desiderio del capo dell’Eliseo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-crisi-in-libano-e-anche-una-responsabilita-di-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-1536x1021.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/macron-libano-la-presse-2048x1362.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A poche ore dalla tragica esplosione che il 4 agosto 2020 <a href="https://it.insideover.com/storia/beirut-a-un-anno-dall-esplosione-del-4-agosto-2020.html">devastò il </a><strong>porto di Beirut </strong>il presidente francese Emmanuel Macron fu<a href="https://it.insideover.com/politica/ombre-francesi-libano-macron.html" target="_blank" rel="noopener"> il primo leader straniero a visitare la capitale del Libano</a>, mostrando vicinanza all&#8217;ex colonia di Parigi, Paese ritenuto strategico per l&#8217;agenda mediorientael della Republique.</p>
<p>La visita a Beirut ha certificato il desiderio del capo dell’Eliseo di imporre la sua guida all’interno della <strong>ricostruzione libanese</strong>. Ricostruzione politica, prima ancora che fisica, per un Paese provato dalla complessa e faticante necessità di far coesistere più etnie e tre grandi gruppi religiosi (cristiani, sciiti, sunniti). Un passaggio ritenuto fondamentale per riportare Parigi in Medio Oriente attraverso il Paese dei Cedri.</p>
<p>&#8220;Questa esplosione è <strong>l’inizio di una nuova era</strong>&#8221; disse il presidente durante la visita in Libano, incassando l&#8217;appoggio del leader druso <strong>Walid Jumblatt</strong> e del capo delle Forze Libanesi cristiane, <strong>Samir Geagea</strong>. C&#8217;era la speranza che l&#8217;esplosione del 4 agosto rappresentasse un <em>non plus ultra </em>per il Libano. Invece ha rappresentato solo una tappa, la più tragica, di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-del-libano-ad-un-anno-dallesplosione-di-beirut.html">un lungo percorso verso il baratro</a>. Che in parte è responsabilità francese.</p>
<p>A un anno di distanza, infatti, la scommessa di Macron di puntare a compattare il Libano dietro la guida francese è completamente fallita.<a href="https://it.insideover.com/economia/il-libano-e-in-default-cosa-succede-ora.html" target="_blank" rel="noopener"> Il Libano, che è andato in default a marzo 2020</a>, non si è ancora ripreso finanziariamente<a href="https://www.sace.it/studi/dettaglio/libano-alla-ricerca-della-stabilita-un-anno-dopo-il-default" target="_blank" rel="noopener"> ed è tecnicamente uno Stato fallito</a>; la carenza di servizi essenziali è preoccupante, tanto che si pensa che solo i cali di tensione nell&#8217;elettricità costino al Paese tra <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/6/11/lebanon-electricity-crisis-disaster-in-the-making" target="_blank" rel="noopener">gli 1,5 e i 2 miliardi di dollari</a> l&#8217;anno; il governo provvisorio  è ancora in mano al premier dimissionario <strong>Hassan Diab </strong>e nel frattempo si è<a href="https://www.washingtonpost.com/world/middle_east/lebanese-businessman-najib-mikati-nominated-as-prime-minister-designate/2021/07/26/01fe2cfa-ede9-11eb-81b2-9b7061a582d8_story.html?itid=lk_inline_manual_11" target="_blank" rel="noopener"> al quarto primo ministro incaricato di provare a formare un governo in un anno, il finanziere miliardario <strong>Najib Mikati</strong></a>, segno che il progetto di Macron di porsi come mediatore tra le forze politiche non ha avuto esito positivo.</p>
<p><strong>Macron </strong>aveva proposto alle élite politiche libanesi un accordo per raggiungere un programma di governo di unità nazionale entro settembre 2020, salvo vedere poi le forze di Beirut non riuscire a rispettarlo;<a href="https://www.washingtonpost.com/world/2021/08/03/beirut-blast-macron-lebanon/" target="_blank" rel="noopener"> il <em>Washington Post </em></a>scrive che, anzi, Macron ha avuto un effetto indesiderato sulla crisi politica libanese: dare alle forze politiche di Beirut un salvacondotto e una legittimazione, facendo di fatto rientrare l&#8217;onda di protesta e sdegno che si era abbattuta sulla classe dirigente libanese da parte della popolazione civile dopo un disastro frutto di incuria e errori umani. Moti che si saldavano a profonde rivendicazioni legate a diritti sociali e civili che andavano avanti dal 2019. L&#8217;assenza di una guida politica nei partiti e nelle fazioni ha però impedito che questa finestra di rispettabilità fosse sfruttata positivamente. La moneta ha perso il 90% del suo valore, cibo e medicine sono scarse, centinaia di migliaia di persone stanno lasciando il Paese e la classe dirigente è pienamente sfiduciata di fronte all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Il problema è proprio il fatto che Macron, offrendo la possibilità di un accordo vegliato da Parigi, ha consentito proprio a tale classe dirigente l&#8217;estremo tentativo di riciclarsi camaleonticamente. Tentativo andato sostanzialmente a vuoto, dato che l&#8217;esplosione del 2020 non ha terminato ma semmai accelerato la fase di crisi sistemica del Libano, ma che ha trascinato con sé <a href="https://it.insideover.com/politica/il-lungo-crepuscolo-di-macron.html" target="_blank" rel="noopener">le velleità di Parigi di essere i</a>l decisore di ultima istanza sulla stabilità del Paese dei Cedri.</p>
<p>Alcuni aneddoti sono indicativi dello stato di salute della classe dirigente libanese: il premier reggente Diab, dimessosi poco dopo l&#8217;esplosione ma non ancora sostituito, ad aprile è finito nella bufera perché avrebbe consegnato <a href="https://www.the961.com/hassan-diab-cv-qatar-officials-new-job/" target="_blank" rel="noopener">alle autorità del Qatar un suo curriculum personale dettagliato</a> cercando un posto di lavoro in una società o in un&#8217;amministrazione controllata dall&#8217;emirato di Doha dopo la fine del suo mandato; il presidente maronita<strong> Michel Aoun</strong>, invece, fa da tempo pressioni sui vari premier incaricati perché concedano un importante portafoglio, probabilmente gli Esteri, al figliastro <strong>Gebran Bassil, </strong>garantendo ai suoi fedelissimi un terzo del gabinetto. Troppo da accettare per qualsiasi leader. Macron è stato accusato di non aver posto adeguatamente sotto scrutinio il tema della corruzione della classe politica libanese prima di decidere di entrare nel dibattito politico interno.</p>
<p><a href="https://foreignpolicy.com/2021/06/23/lebanons-failure-is-partly-macrons-fault/" target="_blank" rel="noopener">Con il flop della sua politica in Libano</a>, a cui i suoi <em>protegé hanno </em>contribuito non poco, Macron e la Francia hanno visto rimbalzare all&#8217;indietro la loro influenza in Medio Oriente. E questo a Parigi ha destato sorpresa. Come se si fossero anche agli occhi dei francesi rivelate problematiche sistemiche ben chiare agli occhi degli osservatori internazionali da tempo e legate alla capacità della Francia di proiettare effettivamente influenza all&#8217;estero. Direttamente proporzionale alla chiarezza dei disegni politici, alla volontà di applicarli e agli strumenti di hard power e soft power necessari a renderli tali.</p>
<p>Decisamente spuntati nel caso di Parigi, come dimostra l&#8217;incapacità di venire a capo con il ruolo di Hezbollah e dei movimenti sciiti in un possibile governo filo-francese. E nel frattempo la classe dirigente protetta da Parigi, a cui Macron ha concesso l&#8217;ultimo giro di giostra, continua nell&#8217;inazione mentre inflazione, debito, povertà e assenza di prospettive <a href="https://www.worldbank.org/en/news/press-release/2021/05/01/lebanon-sinking-into-one-of-the-most-severe-global-crises-episodes" target="_blank" rel="noopener">affondano il Libano e la <strong>Banca Mondiale </strong>parla di una delle peggiori crisi dal XIX secolo a oggi.</a> Un triste epilogo per quello che un tempo era un Paese paragonato alla Svizzera del Medio Oriente e che oggi è senza pace.</p>
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		<title>Libano, il presidente Aoun: &#8220;Non escluso un attacco esterno&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-aoun-attacco-beirut.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 14:46:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=285321</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L’ipotesi  più accreditata resta quella della negligenza, ma sul disastro di Beirut il presidente libanese Michel Aoun non esclude la possibilità che si seguano altre piste. Come riporta l&#8217;emittente libanese Mtv, il capo di Stato libanese ha detto che &#8220;la causa delle esplosioni ancora non è stata determinata dato che esiste la possibilità che si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-aoun-attacco-beirut.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-aoun-attacco-beirut.html">Libano, il presidente Aoun: &#8220;Non escluso un attacco esterno&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/LAPRESSE_20200804205726_33597984-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L’ipotesi  più accreditata resta quella della negligenza, ma sul disastro di Beirut il presidente libanese <strong>Michel Aoun</strong> non esclude la possibilità che si seguano altre piste. Come riporta l&#8217;emittente libanese <em>Mtv</em>, il capo di Stato libanese ha detto che &#8220;la causa delle esplosioni ancora non è stata determinata dato che esiste la possibilità che si sia prodotta un&#8217;interferenza esterna attraverso un missile, una bomba, o una qualsiasi altra azione&#8221;. Una dichiarazione di estrema rilevanza, visto che lo stesso Aoun ha confermato che durante l&#8217;incontro con Emmanuel Macron, ha chiesto alla Francia di fornire al Libano le immagini aeree dell&#8217;esplosione. &#8220;Se non le hanno, chiederemo ad altri paesi per determinare se si sia trattato di un attacco esterno&#8221;, ha concluso il leader cristiano, mettendo ancora una volta in chiaro la volontà di Beirut di non fermarsi a un&#8217;indagine superflua. Almeno nell&#8217;immediato.</p>
<p>Come riportato anche da <a href="https://www.lastampa.it/esteri/2020/08/07/news/strage-di-beirut-aoun-verifichiamo-la-presenza-di-un-missile-o-di-una-bomba-1.39170067"><em>La Stampa</em></a>, Aoun ha fatto capire che l&#8217;indagine sull&#8217;esplosione nel porto di Beirut si svolge su tre livelli. Partendo dal presupposto &#8211; non ancora totalmente confermato &#8211; che la devastazione sia stata causata dal nitrato d&#8217;ammonio stoccato in enormi quantità in un deposito all&#8217;interno del porto. &#8220;Primo per appurare come il materiale esplosivo è entrato ed è stato stoccato, secondo se l&#8217;esplosione sia il risultato di una negligenza o di un incidente, terzo la possibilità che ci sia stata una interferenza esterna&#8221;. Questa la via seguita dal capo di Stato libanese, che ha ricordato come non vi sia certezza su come possa essere stata scatenata l&#8217;esplosione.</p>
<p>È chiaro che in questa fase delle indagini (il governo punta a concludere tutto in una settimana, ma è poco credibile) i vertici libanesi siano intenzionati a vagliare ogni pista. Serve per evitare di lasciare buchi nell&#8217;inchiesta. Serve per non dare l&#8217;immagine di un&#8217;indagine pilotata o frutto di un accordo che copra i veri responsabili. Ma serve soprattutto per evitare che i singoli partiti o fazioni che compongono il panorama politico libanese possano accusare le autorità di gestire le indagini in modo da addossare la colpa esclusivamente a chi ha lasciato quel presunto deposito di nitrato d&#8217;ammonio (e di esplosivi) nel cuore di Beirut. Perché è evidente che quel carico non doveva rimanere lì, dopo anni, nel porto della capitale libanese. Ed è altrettanto chiaro, ormai, che insieme al nitrato d&#8217;ammonio della Rosus vi fossero anche armi e munizioni di cui non si comprendere né l&#8217;origine né la destinazione. Gli esperti hanno valutato attentamente i filmati dell&#8217;esplosione, e quel fumo di colore arancione, a tratti marrone, che si è sprigionato dal luogo della deflagrazione non sembra essere addebitale esclusivamente al nitrato d&#8217;ammonio.</p>
<p>Privilegiare una teoria rispetto all&#8217;altra, per un&#8217;esplosione che può essere decisiva per un possibile <strong>&#8220;regime change&#8221;</strong> libanese, indica la volontà di Aoun di tutelare innanzitutto il Paese da una possibile nuova bomba, questa volta politico-sociale. Di fatto comporta il mantenere un&#8217;equidistanza che in questo momento è fondamentale, soprattutto per un presidente che sa che ha in mano un Paese sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso. Ma significa anche volere evitare risposte frettolose che possano destabilizzare in modo definitivo la classe dirigente.</p>
<p>Ieri l&#8217;incontro con Macron è servito per mettere le basi per un nuovo accordo tra le fazioni e per riforme sostanziali del panorama economico e politico libanese. Ma Aoun ha bisogno di tempo, non vuole proteste che possano incendiare il Paese e vuole soprattutto far capire sia alle fazioni interne che alle potenze esterne di non escludere nulla: che si traduce anche nel voler evitare reazioni decise in un senso o nell&#8217;altro. In un momento di forte delegittimazione della casse dirigente del Paese, il presidente prova quindi a trovare innanzitutto una strada che sia percorribile senza incendiare il Libano, provando a non scontentare nessuno. Le indagini, che forse non diranno mai la verità ma solo <strong>la versione più attendibile</strong> o utile, comunque arriveranno &#8211; a detta di Aoun &#8211; dopo l&#8217;analisi di tutti gli elementi e non escludendo né colpevoli né mandanti. Non esclude la negligenza (quindi l&#8217;accusa alle autorità portuali e al governo), non esclude l&#8217;uso di esplosivi (quindi fazioni e segmenti dei servizi che possano usare questo tipo di metodi per risolvere controversie interne), ma non esclude neanche un missile, con quell&#8217;uso dell&#8217;attacco esterno che, inevitabilmente, fa felice chi ritiene che dietro l&#8217;enorme esplosione di Beirut possa esserci la mano di Israele o di chi avrebbe voluto da tempo farla pagare a Hezbollah.</p>
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		<title>Hassan Diab è il nuovo premier del Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 07:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano Diab" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-1024x443.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Libano è arrivata un&#8217;importante svolta nella crisi politica che oramai da due mesi sta paralizzando il paese dei cedri. Il presidente della repubblica, Michel Aoun, ha infatti individuato la figura a cui affidare il mandato di primo ministro dopo le dimissioni, a fine ottobre, di Saad Hariri. Si tratta, in particolare, di Hassan Diab. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano Diab" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-1024x443.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Libano</strong> è arrivata un&#8217;importante svolta nella crisi politica che oramai da due mesi sta paralizzando il paese dei cedri. Il presidente della repubblica,<strong> Michel Aoun</strong>, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5dfc8e00a47fc8.48356006/2742647/2019-12-19/libano-hassan-diab-nominato-nuovo-primo-ministro-al-posto-di-hariri/linked">ha infatti individuato la figura a cui affidare il mandato di primo ministro</a> dopo le dimissioni, a fine ottobre, di<strong> Saad Hariri</strong>. Si tratta, in particolare, di <strong>Hassan Diab</strong>. Professore ed ex ministro dell&#8217;istruzione, potrebbe essere lui dunque a traghettare il Libano in questa delicata fase storica.</p>
<h2>Le proteste di piazza</h2>
<p>Da Beirut a Tiro, da Tripoli alle zone orientali del paese:<a href="https://it.insideover.com/politica/joker-libano.html"> il Libano ad ottobre è sceso in piazza</a> per chiedere non solo la fine del governo Hariri, bensì anche un completo rinnovamento della classe politica. A far scoppiare le proteste sono state alcune leggi che hanno introdotto nuove <strong>tasse</strong>, tra cui anche quella sulle chat di messaggistica istantanea. La popolazione non ha gradito, preda com&#8217;è di un tenore di vita sempre più complicato figlio di un&#8217;economia ancora più malandata. Nonostante l&#8217;immediato ritiro della legge da parte dell&#8217;esecutivo, le <strong>proteste</strong> sono andate avanti. Si è trattato quasi sempre di manifestazioni pacifiche, tuttavia non sono mancate le tensioni e né tanto meno gli scontri specie quando sono stati organizzati blocchi stradali. Molti cittadini, radunati sotto le insegne della bandiera nazionale e senza alcun vessillo di partito, hanno così manifestato la propria insofferenza.</p>
<p>A fine ottobre, per via di una situazione di costante paralisi all&#8217;interno del paese, <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-si-e-dimesso-saad-hariri.html">Saad Hariri ha deciso di rassegnare le dimissioni</a>. E questo nonostante diversi alleati di governo hanno fino all&#8217;ultimo provato a farlo desistere. Hariri era a capo di un esecutivo di unità nazionale, formato sia dai partiti rappresentanti la comunità sunnita, sia dalle formazioni cristiano maronite, così come dagli sciiti. Tra questi ultimi, spiccava soprattutto la presenza di <strong>Hezbollah</strong>, il partito che Israele e Stati Uniti considerano terrorista e braccio di Teheran nella regione. Dai cristiani e dagli sciiti sono arrivati gli appelli più importanti affinché Hariri continuasse la opera di governo. Molto era infatti il timore di veder destabilizzato un paese dagli equilibri sempre precari. Dopo l&#8217;addio di Hariri, le proteste sono comunque andate avanti: i cittadini hanno chiesto la nomina di un premier &#8220;al di sopra di ogni sospetto&#8221;.</p>
<h2>Come si è arrivati alla nomina di Diab</h2>
<p>L&#8217;oramai ex premier libanese, figlio di quel <strong>Rafiq Hariri</strong> ucciso nel 2005 alla cui morte ha fatto seguito la prima stagione di manifestazioni conosciuta dal Libano in questo inizio di secolo, <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-continua-a-regnare-lo-stallo.html">ha provato a succedere a sé stesso</a>. Infatti, fino a pochi giorni fa Saad Hariri ha proposto un governo esclusivamente <strong>tecnico</strong> in grado di traghettare il paese fuori dallo stallo e programmare alcune riforme prima delle elezioni. La proposta, <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-non-e-cambiato-nulla-hariri-potrebbe-tornare-premier.html">come ha spiegato su <em>InsideOver</em> Futura D&#8217;Aprile</a>, però non ha attecchito all&#8217;interno della classe politica. I partiti, in caso di formazione di un governo tecnico, si sarebbero imbattuti nel rischio di far saltare i delicati equilibri politici che reggono il Libano oramai da anni. Lo stesso Movimento Futuro, il partito di Hariri, si è mostrato spaccato sull&#8217;idea di ridare il mandato al premier uscente.</p>
<p>Tramontata anche l&#8217;idea di elezioni anticipate, ecco che in parlamento alcune formazioni hanno rotto gli indugi e fatto passare una proposta: con 69 voti su 128 parlamentari, è passata la proposta di nominare Hassan Diab. A sostenerlo sono stati soprattutto i partiti sciiti Hezbollah ed Amal, oltre che i cristiani del Movimento dei Patrioti Liberi. Via libera al suo nome anche da cinque parlamentari sunniti. Si è manifestato contrario alla sua nomina invece il partito di Hariri, con lo scontro parlamentare dunque che potrebbe nuovamente portare alla polarizzazione del contesto politico libanese. Intanto, preso atto dell&#8217;esito del voto dei deputati, Aoun nelle scorse ore ha provveduto a conferire ufficialmente l&#8217;incarico a Diab. Il quale adesso è chiamato nel difficile compito di dare un governo al Libano.</p>
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		<title>La voce dei manifestanti in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-voce-dei-manifestanti-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lutman]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2019 04:47:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le proteste contro il governo in Libano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo poco meno di un mese le proteste in Libano non sembrano diminuire di intensità, anzi&#8230; I recenti eventi sembrano aver rafforzato il sentimento anti-governativo e anti-politico presente in seno ai manifestanti, in particolare l&#8217;uccisione di Alaa Abou Fakhr, esponente del Partito socialista progressista, e l&#8217;arresto dell&#8217;attivista Khaldoun Jaber, in seguito rilasciato al grido di vittoria, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-voce-dei-manifestanti-in-libano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-voce-dei-manifestanti-in-libano.html">La voce dei manifestanti in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le proteste contro il governo in Libano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo poco meno di un mese le <strong>proteste in Libano</strong> non sembrano diminuire di intensità, anzi&#8230; I recenti eventi sembrano aver rafforzato il sentimento anti-governativo e anti-politico presente in seno ai manifestanti, in particolare <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-ce-la-prima-vittima.html">l&#8217;uccisione di <strong>Alaa Abou Fakhr</strong></a>, esponente del Partito socialista progressista, e l&#8217;arresto dell&#8217;attivista<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;"><strong>Khaldoun Jaber</strong>, in seguito rilasciato al grido di vittoria, sembrano segnare una vera e propria svolta in Libano. A nulla sono servite le dimissioni del primo ministro <strong>Saad Hariri</strong> né tantomeno le parole del presidente <strong>Michel Aoun</strong>, che hanno avuto l&#8217;effetto contrario. Sono stati in particolare alcuni passaggi ad avere gettato ulteriore benzina sul fuoco: la sua richiesta affinché il Libano torni alla normalità, considerato che alcune richieste sono stati prese in considerazione; la volontà di dare vita a un nuovo governo che non sia però interamente tecnico, come invece i manifestanti vorrebbero.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Insomma, non si scorge una fine all&#8217;orizzonte ed è difficile credere che ora il popolo si possa accontentare di un qualsivoglia compromesso. Del resto i libanesi ci tengono a essere chiari su quanto sta avvenendo: </span></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 1rem;">Non è una semplice protesta, è una vera e propria rivoluzione</span></p></blockquote>
<p><span style="font-size: 1rem;"> Una rivoluzione che coinvolge tutto il Paese, <a href="https://formiche.net/2019/11/baghdad-beirut-medio-oriente-cittadini/">come ha sottolineato anche Riccardo Cristiano:</a> uomini e donne, musulmani e cristiani, nord e sud, centro e periferia; <a href="http://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/Le_proteste_in_Iraq_e_Libano_scuotono_gli_equilibri_geopolitici_regionali.html">persino roccaforti del &#8220;Partito di Dio&#8221; (Hezbollah) come Nabatiye e Baalbek</a>. A livello politico tutti sono nel mirino delle critiche e del risentimento popolare, nessuno è escluso, prova ne è l&#8217;azione di qualche giorno fa volta a rimuovere ogni manifesto e gigantografia riconducibili a un partito o a un politico.<br />
</span></p>
<h2>La voce di chi è in strada</h2>
<p>E sono tantissimi i giovani scesi in piazza, studenti delle superiori e dell&#8217;università. Sono loro a rubare la scena, anche grazie all&#8217;utilizzo dei social network come <strong>Instagram</strong> e <strong>Facebook</strong>, i quali permettono di raggiungere un pubblico che va ben oltre a quello nazionale e che, al tempo stesso, riesce a fare rete in tempi strettissimi.</p>
<p>A colpire, tra le tante scene, è il video di una ragazza di Tripoli che con il megafono incita i suoi coetanei gridando:</p>
<blockquote><p>una rivoluzione pacifica, contro i ladri! Una rivoluzione popolare di fronte a quelli che sono l&#8217;ingiustizia. Di fronte ai governanti!</p></blockquote>
<p>Il tono, la forza e il riscontro fanno comprendere come un arretramento di chi oggi è in piazza appare semplicemente impossibile. E non potrebbe essere altrimenti, dato che più di qualcuno ci tiene a precisare che quanto oggi sta avvenendo, doveva succedere già anni fa.</p>
<p>&#8220;Dopo la guerra civile finita nel 1990, il Paese non si è mai realmente ripreso e con il tempo la situazione è peggiorata a causa del sistema corruttivo che la classe politica ha alimentato&#8221;, racconta Jad Rida, giovane studente di ingegneria meccanica, &#8220;finalmente abbiamo trovato la forza di protesta, meglio tardi che mai&#8221;. &#8220;La corruzione non basta a spiegare la rabbia, bisogna porla all&#8217;interno di un contesto disastroso quale è oggi il Libano, dove lo stipendio mensile è basso e molte persone vivono in povertà&#8221;, continua Rida, le cui parole vengono confermate dai dati del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp).</p>
<p>Alle difficoltà economiche si mescolano quelle di carattere socio-assistenziale. &#8220;Devi capire che da noi non esiste l&#8217;assicurazione sanitaria pubblica e chi è povero spesso non riesce ad avere le cure di cui ha bisogno, il sistema scolastico e universitario privilegia chi è benestante, ma anche chi riesce ad avere una buona formazione spesso non riesce a trovare opportunità lavorative ed è costretto a emigrare&#8221;, conclude Rida ricordando che solamente nel 2018 circa 34mila libanesi hanno lasciato il Paese.</p>
<p>E sul <strong>fenomeno migratorio</strong> si esprime anche Yasmina, anche lei studentessa, che si domanda come si possa vivere in un Paese così fortemente corrotto. &#8220;Come possiamo rimanere qui, dove manca il lavoro e bisogna lottare per diritti basilari&#8221;, si domanda comprendendo le ragioni di chi lascia lo Stato, &#8220;tutti stiamo andando via e non è giusto, perché lasciamo anche le nostre famiglie, se potessimo scegliere credo che molti di noi preferirebbero restare nella terra dove siamo nati&#8221;. In ogni caso, secondo la studentessa la rivoluzione che il Libano sta vivendo in questi giorni si è caricato di un significato anche maggiore. &#8220;Io sono convinta che finalmente si pone la vera conclusione della guerra civile, che ha portato a divisioni religiose mai abbandonate ma che i giovani non riescono a comprendere&#8221;, spiega Yasmina, &#8220;basta guardare come in piazza siano scesi persone sia musulmane che cristiane, la nostra unione è la nostra forza contro un potere che ha rovinato la nostra casa&#8221;.</p>
<p>Ciò nondimeno non manca chi per le strade esprime i propri dubbi sulla genuinità della manifestazione dopo più di venti giorni. &#8220;Credo che si trattasse di vera rivoluzione nei primi giorni&#8221;, spiega Majd mentre parla e fuma come molti altri libanesi, &#8220;con il tempo hanno iniziato ad avvicinarsi anche persone legate ai partiti politici che cercano di sfruttare la protesta per i loro interessi. Però ci tengo a precisare che la maggior parte delle persone sono qui perché vi credono fermamente&#8221;. Al tempo stesso un suo amico, anche lui di nome Majd, ci tiene ad avvisare che i partiti faranno di tutto a dividere i manifestanti facendo ricorso all&#8217;appartenenza religiosa. &#8220;La politica in Libano è corrotta, lo sanno tutti, a qualcuno fa comodo e cercheranno di ricordare che la nostra società non è unita ma divisa tra cristiani e musulmani&#8221;, conclude mentre chiude la sigaretta.</p>
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		<title>In Libano la protesta guarda anche all&#8217;ambiente e alle donne</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-libano-la-protesta-guarda-anche-allambiente-e-alle-donne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lutman]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 09:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cile, Catalogna, Iraq e Libano. Queste le quattro zone scosse da proteste e manifestazioni che coinvolgono grande parte della popolazione. Nello Stato libanese la protesta è incominciata la sera del 17 ottobre dopo che era stato avanzato il progetto di legge che prevedeva la tassazione di tutte le telefonate via internet: 0.20 euro al giorno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/in-libano-la-protesta-guarda-anche-allambiente-e-alle-donne.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-libano-la-protesta-guarda-anche-allambiente-e-alle-donne.html">In Libano la protesta guarda anche all&#8217;ambiente e alle donne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Proteste-in-Libano-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Cile, Catalogna, Iraq e Libano. Queste le quattro zone scosse da proteste e manifestazioni che coinvolgono grande parte della popolazione. Nello Stato libanese la protesta è incominciata la sera del 17 ottobre dopo che era stato avanzato il progetto di legge che prevedeva la tassazione di tutte le telefonate via internet: 0.20 euro al giorno per un massimo di sei euro al mese. Una cifra consistente se si tiene in considerazione il numero di libanesi che vivono all&#8217;estero e che utilizzano le applicazione di messaggistica quotidianamente, tra tutte domina WhatsApp.</p>
<p>La goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché i manifestanti hanno fin da subito allargato il bersaglio a tutta una serie di difficoltà che il Paese si trova a vivere: l&#8217;alto tasso di disoccupazione (25%), la grave crisi economica che ha portato a un aggravarsi delle condizioni di vita, in particolare delle fasce più povere e la presenza di una classe politica corrotta e interessata unicamente al potere. A nulla sono servite le dimissioni dell&#8217;ormai ex primo ministro <strong>Saad Hariri</strong>, date il 29 ottobre. A distanza di più di una settimana l&#8217;attuale presidente della Repubblica, Michel Aoun, continua a temporeggiare, benché fonti politiche confermino contatti tra la massima istituzione del Libano e i leader politici. I<strong>ntanto le manifestazioni continuano anche nella giornata di oggi </strong>(mercoledì 6 novembre, <em>Nda</em>): numerosi cittadini, infatti, si sono riversati fuori dalle sedi dei principali ministeri per fare pressioni affinché venga formato un nuovo governo che affronti la crisi economica e che conduca a nuove elezioni.</p>
<h3>L&#8217;occasione per affrontare il problema dell&#8217;inquinamento</h3>
<p>Ma la protesta comincia ad affrontare tematiche e problematiche legate non solo alla crisi economica, bensì anche alle condizioni non ottimali in cui i cittadini della capitale si trovano a vivere, in particolare quello dell&#8217;inquinamento ambientale. Stando a una <a href="https://www.natureasia.com/en/nmiddleeast/article/10.1038/nmiddleeast.2011.60">ricerca dell&#8217;American University of Beirut</a>, infatti, <strong>ben il 93% della popolazione è esposto agli alti livelli di inquinamento dell&#8217;aria</strong>, esposizione che può condurre a morti premature &#8211; nel mondo si stimano circa 2 milioni di morti premature all&#8217;anno.</p>
<p>Sul problema sono intervenuti alcuni manifestanti che in maniera volontaria e guidati da Adib Dada, fondatore di theOtherDada, da martedì mattina hanno incominciato a piantare alberi libanesi nella capitale. Non è il primo progetto lanciato dall&#8217;azienda ma è la prima volta che non vengono richiesti tutti i permessi del caso. &#8220;Siamo in modalità rivoluzione&#8221;, <a href="https://www.middleeasteye.net/news/guerrilla-foresters-using-lebanons-protests-bring-green-spaces-back-beirut">ha commentato Dada al <em>theMiddleEastEye</em></a>. L&#8217;idea di pensare a una riforestazione urbana nasce dal fatto che a Beirut <strong>la presenza di verde pubblico è quantificato in solo 0.8 metri quadrati, a dispetto dei 9 suggeriti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> (Oms). Non solo, l&#8217;azione potrebbe compensare le conseguenze dovute dalla presenza massiccia di vetro e calcestruzzo, che ha portato a un aumento della temperatura della capitale. Gli effetti positivi non saranno senza dubbio immediati ma potrebbe essere un punto di partenza per il cambiamento voluto da migliaia di cittadini. Un simbolo, insomma.</p>
<h3>La richiesta dei diritti delle donne</h3>
<p>All&#8217;ambiente si aggiungono le richieste avanzate dalle molte organizzazioni non governative femministe che fin dal principio sono scese in piazza al fianco di tutti i manifestanti, al canto di &#8220;la rivoluzione è una donna&#8221;, &#8220;la donna sta venendo ad abbattere il patriarcato&#8221; e &#8220;io ho il diritto di passare la mia nazionalità a mio figlio&#8221;.</p>
<p><a href="https://en.annahar.com/article/1061847-naya-a-protest-for-equal-rights">Le molte donne che sono scese in piazza</a>, infatti, hanno chiaramente espresso ulteriori richieste, rispetto a quelle comuni: una legge che le protegga dalle molestie sessuali e dalla violenza sessuale di ogni genere, anche quella domestica; una legge per la custodia dei figli che non passi attraverso le corti religiose né tenga conto della Personal law; e infine il diritto delle donne di passare la loro nazionalità ai propri figli.</p>
<p>Dunque, temi sociali si affiancano a quelli economici e politici, a conferma del fatto che la situazione è più complessa di quanto si potesse credere inizialmente. La proposta di legge sulle telefonate via internet non è stata altro che il pretesto per manifestare un malessere ben presente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-libano-la-protesta-guarda-anche-allambiente-e-alle-donne.html">In Libano la protesta guarda anche all&#8217;ambiente e alle donne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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