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	<title>Michele Crudelini Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2020 13:44:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Michele Crudelini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Bce sfida l’ultimatum della Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-bce-sfida-lultimatum-della-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 13:44:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="BCE European Central Bank" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono ore cruciali per il futuro dell’Unione europea. L’istituzioni sovranazionale di Bruxelles sta infatti affrontando gli effetti della pandemia Covid-19 che sembrano minare alle fondamenta della sua stessa struttura. I riflettori mediatici sono tutti puntati sulla durissima negoziazione che si sta dilungando in sede del Consiglio europeo. Il nodo del Recovery Fund non è ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-sfida-lultimatum-della-germania.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-sfida-lultimatum-della-germania.html">La Bce sfida l’ultimatum della Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="BCE European Central Bank" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/BCE-Eurotower-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono ore cruciali per il futuro dell’Unione europea. L’istituzioni sovranazionale di Bruxelles sta infatti affrontando gli effetti della <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia Covid-19</a> che sembrano minare alle fondamenta della sua stessa struttura.</p>
<p>I riflettori mediatici sono tutti puntati <a href="https://it.insideover.com/economia/non-torno-a-casa-senza-intesa-adesso-per-conte-si-mette-male.html">sulla durissima negoziazione che si sta dilungando in sede del Consiglio europeo</a>. Il nodo del Recovery Fund non è ancora stato sciolto e le posizioni quasi inconciliabili dei Paesi del Nord con i Paesi del Sud sembrano aver portato la trattativa ad un punto morto. Il Recovery Fund non è però l’unico punto irrisolto all’interno dell’Unione.</p>
<h2>Cos&#8217;è successo all&#8217;ultimo vertice della Bce</h2>
<p>I media stanno infatti trascurando un’altra questione divenuta fondamentale per la sopravvivenza di Bruxelles: il ruolo della <strong>Banca Centrale europea</strong>. Si è tenuto infatti nel corso della scorsa settimana l’ultima riunione del vertice della Bce prima della pausa estiva e quello che ne è uscito potrebbe rappresentare un’ulteriore crepa all’interno dell’Ue.</p>
<p>Per bocca della sua presidente Christine Lagarde l’istituzione di Francoforte ha infatti confermato il <strong>PEPP</strong> (Pandemic Emergency Purchase Programme), ovvero il programma straordinario di acquisto di titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona per monetizzare il debito e facilitare l’uscita dalla crisi economica dovuta al Covid-19. In totale si prevede l’acquisto sul mercato secondario di circa 1350 miliardi di euro di titoli fino al 2021. Non solo.</p>
<p>La Bce sembra aver giocato ulteriormente al rialzo, lasciando intendere che, in caso di aggravamento della situazione, non verrà posto alcun limite temporale al programma. Anche i tassi di interesse rimarranno invariati.</p>
<h2>Il conflitto tra la Bce e la Corte Costituzionale tedesca</h2>
<p>Tale decisione non può però essere letta come una semplice conferma di quanto fatto fino ad ora. Perché dall’inizio della pandema ad oggi si è verificato uno strappo che, forse, sarà difficile ricucire. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sentenza-di-karlsruhe-rilancia-legemonia-tedesca.html">Si tratta della sentenza della <strong>corte tedesca di Karlsruhe</strong> dello scorso 5 maggio</a>. Con quella decisione la corte costituzionale della Germania ha sancito come parzialmente illegittimo il programma Quantitative easing posto in essere dalla Bce dal 2015. In particolare, i giudici tedeschi contestano gli effetti del programma sul bilancio pubblico tedesco e sul risparmio, che sarebbe stato penalizzato dai bassi tassi d’interesse.</p>
<p>La corte di Karlsruhe ha quindi posto un ultimatum alla Bce di tre mesi per interrompere l’acquisto dei titoli previsto dal programma, vendere quelli già acquistati e fornire una documentazione atta a dimostrare il cambiamento. La scadenza è stata fissata al 5 agosto. Alla luce di questo, l’ultima riunione della Bce assume un significato completamente diverso. Non si è infatti trattato di una semplice e scontata riconferma dell’azione di Francoforte.</p>
<h2>Karlsruhe e Recovery Fund metteranno fine all&#8217;eurozona?</h2>
<p>La Bce ha invece lanciato un messaggio forte e chiaro a Berlino: ovvero i nostri vertici non tengono in alcuna considerazione la sentenza di Karlsruhe e il programma di acquisto dei titoli continuerà ad oltranza. Ora, a meno di stravolgimenti imprevisti, la scadenza del 5 agosto è sempre più vicina e verosimilmente la corte tedesca dovrà constatare la mancata risposta da parte di Francoforte.</p>
<p>Resta quindi il dubbio su quello che potrebbe avvenire. Sembra ragionevole credere che la diatriba Karlsruhe-Francoforte vada a braccetto con le parallele negoziazioni sul <strong>Recovery Fund</strong>. La stessa Christine Lagarde ha infatti più volte posto l’accento sull’importanza fondamentale di un accordo su questo nuovo fondo.</p>
<p>Sarebbe quindi verosimile ritenere che la Germania potrebbe accantonare come un nulla di fatto la sentenza della sua Corte qualora il Consiglio europeo producesse buone notizie. In caso contrario, se nessun accordo fosse trovato o se i negoziati fossero ulteriormente rinviati, non è da escludere che la Germania possa avvalersi della sentenza di Karlsruhe per mettere le basi per la fine dell’eurozona.</p>
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		<title>Germania e Olanda sono beneficiari netti degli acquisti dei titoli della Bce</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/germania-e-olanda-sono-beneficiari-netti-degli-acquisti-dei-titoli-della-bce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 06:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1294" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono passati circa due mesi da quando era stato annunciato per la prima volta pubblicamente il piano per il Recovery Fund europeo. Era stato presentato come un trionfo, in particolare dal governo italiano, che per bocca del suo presidente del Consiglio aveva parlato apertamente di &#8220;grandi progressi, impensabili fino a poche settimane fa&#8221;. Ursula von &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-e-olanda-sono-beneficiari-netti-degli-acquisti-dei-titoli-della-bce.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-e-olanda-sono-beneficiari-netti-degli-acquisti-dei-titoli-della-bce.html">Germania e Olanda sono beneficiari netti degli acquisti dei titoli della Bce</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1294" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Kurz-Rutte-e-Leyen-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono passati circa due mesi da quando era stato annunciato per la prima volta pubblicamente il piano per il <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-la-mutualizzazione-del-debito.html">Recovery Fund europeo</a>. Era stato presentato come un trionfo, in particolare dal <strong>governo italiano</strong>, che per bocca del suo presidente del Consiglio <a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-04-23/conte-recovery-fund-consiglio-europeo-8423093/">aveva parlato apertamente</a> di &#8220;grandi progressi, impensabili fino a poche settimane fa&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula von der Leyen</a>, presidente della Commissione europea, non aveva poi esitato a sottolineare come si trattasse di un piano di &#8220;trilioni, non di miliardi&#8221;.</p>
<h2>Il Recovery Fund ridimensionato</h2>
<p>Sono passati 60 giorni da quella data che avrebbe dovuto rappresentare il salto verso <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-e-europa.html">l&#8217;Europa</a> del futuro e oggi, a fine giugno, l&#8217;Unione si trova invece di fronte agli stessi problemi di prima. L&#8217;accordo sul Recovery Fund è ancora in fase di negoziato e, intanto, i trilioni annunciati dalla Von der Leyen, <a href="https://www.money.it/Recovery-Fund-cos-e-come-funziona-significato-guida-completa">sono diventati 750 miliardi</a> di euro da dividersi tra tutti gli Stati membri. Il ridimensionamento economico del piano è stato accompagnato dalla conseguente classica zuffa per dividersi la nuova torta messa a disposizione.</p>
<p>Occorre poi precisare che questa pandemia, lungi dall&#8217;essere stata anche un momento utile alla riflessione sul significato di solidarietà europea, ha invece confermato le peggiori tendenze individualiste dei singoli Stati. E così la suddivisione dei fondi del futuro Recovery Fund è diventata l&#8217;occasione per alcuni Paesi europei di rivendicare una presunta superiorità morale ed etica rispetto ad altri.</p>
<h2>I Paesi frugali ostacolano il Recovery Fund e il Pepp</h2>
<p>È il caso dei cosiddetti Paesi frugali, tra cui si annoverano Germania, Olanda, Austria, Svezia e Danimarca. Secondo la narrativa proposta dai rappresentanti politici del gruppo dei &#8220;frugali&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-cosa-si-nasconde-dietro-al-recovery-fund.html">l&#8217;utilizzo dei fondi del Recovery Fund dovrà essere fortemente vincolato</a> all&#8217;attuazione di determinati programmi politici e non dovrà comprendere risorse a fondo perduto. Questo perché, sempre secondo la narrativa dei &#8220;frugali&#8221;, i Paesi del sud Europa, visto il loro debito pubblico elevato, correrebbero il rischio di sprecare le risorse in assistenzialismo, clientelismo, corruzione et similia.</p>
<p>Questa &#8220;paura&#8221; è stata poi confermata <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sentenza-di-karlsruhe-rilancia-legemonia-tedesca.html">dalla nota sentenza della corte tedesca di Karlsruhe</a>, che impone un ultimatum <a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-bce-conferma-la-solidita-dellasse-franco-tedesco.html">alla Bce</a> per quanto riguarda il programma di acquisto di titoli di Stato. In sostanza, la sentenza afferma che se la Bce continua con il Pepp (<strong>Pandemic Emergency Purchase Programme), </strong>la Germania potrebbe ritirare la Bundesbank dal circuito europeo, aprendo a scenari del tutto imprevedibili, tra cui anche la fine dell&#8217;euro.</p>
<p>Tra la sentenza di Karlsruhe e il Recovery Fund c&#8217;è dunque un denominatore comune: la vulgata nordica che dipinge gli Stati del sud come finanziariamente irresponsabili e dunque immeritevoli di ricevere risorse non vincolate, a fondo perduto o sotto forma di monetizzazione del loro debito.</p>
<h2>L&#8217;assistenzialismo della Bce verso i Paesi frugali</h2>
<p>Ad un&#8217;analisi più attenta dei numeri non possono però non sorgere seri dubbi sulla veridicità di tale narrazione. Innanzitutto occorre sottolineare come il debito privato dei Paesi frugali sia più alto di quello italiano. Quello austriaco è al 48,8% sul Pil, quello svedese all&#8217;88,5%, quello olandese al<strong> 99,8 %</strong> e quello danese al <strong>112%. </strong>Il debito privato italiano è invece fermo al 40,5% del Pil<strong>. </strong>Sappiamo poi che nella storia delle crisi economiche il debito privato ha avuto un ruolo di primo piano rispetto al debito pubblico. Le crisi del &#8217;29 e del 2007 sono, per esempio, crisi scaturite da alto indebitamento privato.</p>
<p>Il secondo aspetto che non può essere lasciato da parte è relativo alla destinazione degli acquisti dei titoli di Stato da parte della Bce. Secondo la narrazione dei &#8220;frugali&#8221; sarebbe scontato vedere che tali acquisti si siano indirizzati principalmente verso i Paesi del sud Europa. E invece no. Il principale beneficiario del Pepp è stata la Germania, con ben 46 miliardi e 749 milioni di euro di titoli acquistati dalla Bce. Come riportato dal portale <a href="https://www.truenumbers.it/pepp/">truenumbers</a> &#8220;si tratta del 25,1% del totale. Ed è singolare che anche in questo caso sia stata superata la quota di partecipazione alla Bce, che è del 21,4%&#8221;.</p>
<p>Tra i principali beneficiari del <strong>Pepp</strong> risulta esserci anche l&#8217;Olanda. La Bce ha infatti comprato più di 10 miliardi di titoli olandesi, ovvero il 5,6% di tutti gli acquisti, quando invece la quota del Paese nella Bce è del 4,8%. Anche la sobria Austria ha ricevuto maggiori attenzioni da parte della Bce rispetto a Grecia e Portogallo (4,9 miliardi contro i 4,6 e 4,1 di Portogallo e Grecia).</p>
<p>Pare non esserci quindi riscontro fattuale rispetto alla narrativa imposta dai Paesi frugali, i cui rappresentanti politici stanno con buona probabilità portando avanti un messaggio propagandistico verso i loro elettori. &#8220;<a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/niente-soldi-italiani-premier-olandese-rutte-rassicura-operaio/ADXzMiN">Niente soldi agli italiani</a>&#8221; è stata d&#8217;altronde la frase pronunciata da un operaio olandese al premier, che aveva risposto con il pollice alzato. La propaganda politica nei Paesi frugali ha dunque vissuto su questo grande bluff, che vede contrapposti Stati virtuosi contro Stati irresponsabili.</p>
<p>Il problema è che ad oggi tale narrativa è stata creduta e ritenuta valida non solo in sede europea, con conseguenze che ritroviamo ancora nelle asimmetrie del negoziato sul Recovery Fund. Tale narrativa è stata anche sposata dagli stessi Paesi del sud Europa, che hanno applicato politiche di estrema austerità per l&#8217;auto espiazione da una colpa, quella del debito, che probabilmente non esisteva.</p>
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		<title>Le rivolte aiuteranno Trump a vincere ancora?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-rivolte-aiuteranno-trump-a-vincere-ancora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 16:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Black lives matter]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1443" height="802" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump visita la chiesa di San Giovanni incendiata durante le proteste per la morte di George Floyd" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506.jpg 1443w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506-1024x569.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1443px) 100vw, 1443px" /></p>
<p>C&#8217;è una narrazione piuttosto omogenea intorno alle recenti vicende che si stanno verificando negli Stati Uniti. I principali media occidentali, cosiddetti mainstream, sembrano infatti descrivere un unico scenario che legherebbe la pandemia del covid-19 che ha colpito gli States insieme all&#8217;ondata di proteste conseguenti all&#8217;omicidio di George Floyd: ovvero il costante declino di Donald Trump. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-rivolte-aiuteranno-trump-a-vincere-ancora.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-rivolte-aiuteranno-trump-a-vincere-ancora.html">Le rivolte aiuteranno Trump a vincere ancora?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1443" height="802" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump visita la chiesa di San Giovanni incendiata durante le proteste per la morte di George Floyd" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506.jpg 1443w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Donald-Trump-Chiesa-rivolta-La-Presse-e1591199349506-1024x569.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1443px) 100vw, 1443px" /></p><p>C&#8217;è una narrazione piuttosto omogenea intorno alle recenti vicende che si stanno verificando negli Stati Uniti. I principali media occidentali, cosiddetti mainstream, sembrano infatti descrivere un unico scenario che legherebbe la pandemia del covid-19 che ha colpito gli States <a href="https://it.insideover.com/societa/guerra-civile-americana.html">insieme all&#8217;ondata di proteste</a> conseguenti all&#8217;omicidio di George Floyd: ovvero il costante declino di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html"><strong>Donald Trump</strong></a>.</p>
<h2>I media mainstream danno ormai Trump per sconfitto</h2>
<p>Dovremmo essere tuttavia piuttosto abituati ormai alla descrizione caricaturale con cui i canali di informazione tendono ad identificare Trump: un presidente che sarebbe dedito a costanti gaffes, fake news, oltre che eccessivamente sopra le righe e talvolta propagatore di messaggi d&#8217;odio.</p>
<p>Un personaggio che, sempre secondo la vulgata, si troverebbe ad occupare lo studio ovale per uno strano scherzo del destino che lo ha visto sopravanzare <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-hillary-clinton.html">Hillary Clinton</a> di pochi punti percentuali alle elezioni del 2016. Una cavalcata che i media si dicono certi non possa in alcun modo ripetersi, considerati anche i sondaggi più recenti che danno il candidato democratico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"><strong>Joe Biden</strong> </a>in vantaggio di dieci punti.</p>
<p>Ecco questa narrazione vedrebbe quindi nelle recenti iniziative di Trump, tra cui la condanna delle proteste e l&#8217;apparizione con la Bibbia in mano, come degli autogol elettorali, in piena sintonia con le tradizionali gaffes del tycoon. Eppure sembrerebbe esserci qualcosa di eccessivamente semplicistico in questo ragionamento, che non terrebbe invece conto della storia americana e delle infinite risorse comunicative dell&#8217;attuale Presidente.</p>
<h2>Le proteste potrebbero avvantaggiare Trump</h2>
<p>È il giornale britannico <em><a href="https://www.telegraph.co.uk/opinion/2020/06/02/longer-riots-go-donald-trumps-anger-will-seduce-america/">Telegraph</a> </em>che, nonostante l&#8217;esplicita avversione verso Trump, tenta di dare una lettura più profonda di questi ultimi fatti. Secondo il giornalista Tim Stanley esisterebbero infatti buone probabilità che &#8220;la durata nel tempo delle proteste potrebbe aiutare la rabbia di Trump a sedurre l&#8217;America&#8221;. Nell&#8217;articolo si fa un paragone storico tra il clima di tensioni e proteste di piazza che animarono l&#8217;America nel 1968 con quelle attuali.</p>
<p>Anche nel 1968 si tennero le presidenziali e a spuntarla fu il candidato repubblicano Richard Nixon. Un uomo che dal 2016 è stato spesso accostato a Trump e che, come auspicato <a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1268140310762336256">in un recente tweet del tycoon</a>, aveva promesso all&#8217;America di restaurare &#8220;legge e ordine&#8221;. Non solo questo. Sempre il Telegraph fa infatti notare che le principali proteste, quelle culminate in momenti di maggiore tensione, si sono svolte &#8220;in città e Stati controllati dai democratici&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-protesta-dei-black-lives-matter-e-sfuggita-di-mano-ai-dem.html">Così come la città di Minneapolis e lo Stato del Minnesota</a> dove è avvenuto l&#8217;omicidio di <strong>George Floyd</strong>.</p>
<p>Si tratta di un dato per nulla irrilevante e che dovrebbe far propendere alcuni media tradizionali ad un maggiore prudenza di giudizio, prima di lasciarsi andare in entusiastiche previsioni per le presidenziali.</p>
<h2>I principi tradizionali per compattare l&#8217;elettorato</h2>
<p>L&#8217;incapacità di tenere a bada l&#8217;esplosione delle proteste potrebbe essere infatti attribuita a quei sindaci e quei governanti democratici che hanno effettivamente un controllo diretto del loro territorio. &#8220;Law &amp; Order&#8221; è poi un principio tutt&#8217;altro che esclusivo nella cultura politica americana, ma si tratta di una convinzione popolare (si pensi alla celebre serie televisiva dall&#8217;omonimo titolo) accettata in maniera piuttosto trasversale anche in ambito politico, <strong>dai repubblicani ai democratici</strong>. Anche l&#8217;esibizione della Bibbia non è da interpretare come un semplice gesto macchiettistico, ma come ponderato richiamo alla difesa dei valori tradizionali, dopo che alcuni manifestanti avevano appiccato un incendio presso la chiesa di St. John di Washington. Occorre ricordare che al momento dell&#8217;insediamento i Presidenti americani giurano proprio sulla Bibbia.</p>
<p>In questi quattro anni di presidenza Donald Trump ha dimostrato di essere tutt&#8217;altro che uno sprovveduto, passando indenne anche <a href="https://it.insideover.com/politica/limpeachment-contro-donald-trump-e-soltanto-uno-show.html">un&#8217;accusa di impeachement</a>. Eppure la sua più grande qualità finora è stata forse quella di riuscire a passare come tale facendosi sempre sottovalutare dagli avversari.</p>
<p>Oggi come nel 2016 il fronte democratico progressista sembra infatti aver ritrovato l&#8217;entusiasmo, proprio a fronte della comune convinzione dell&#8217;inettitudine dell&#8217;avversario e della conseguente impossibilità di una sua vittoria. Oggi come allora l&#8217;effetto a sorpresa, non compreso, di Trump, potrebbe risultare decisivo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/come-funzionano-le-elezioni-presidenziali-americane.html">nelle votazioni</a>.</p>
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		<title>Ecco come Macron sta avvicinando Parigi a Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-come-macron-sta-avvicinando-parigi-a-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 18:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1209" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron e Putin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esiste un concetto che forse più di tutti è in grado di descrivere con la massima efficacia la principale caratteristica della politica italiana, in particolare in ambito economico ed estero, ovvero il vincolo esterno. Con vincolo esterno si intende quel principio secondo cui l&#8217;interesse nazionale viene subordinato a principi espressi a livello sovranazionale, con l&#8217;intento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-macron-sta-avvicinando-parigi-a-mosca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1209" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron e Putin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Macron-e-Putin-La-Presse-e1591034485343-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Esiste un concetto che forse più di tutti è in grado di descrivere con la massima efficacia la principale caratteristica della politica italiana, in particolare in ambito economico ed estero, ovvero il <strong>vincolo esterno</strong>.</p>
<p>Con vincolo esterno si intende quel principio secondo cui l&#8217;interesse nazionale viene subordinato a principi espressi a livello sovranazionale, con l&#8217;intento di mettere da parte i singoli bisogni per il bene di una più ampia comunità. A parole un bellissimo principio, che tuttavia è risultato quanto mai arduo praticare nel tempo per un semplice motivo: solo l&#8217;Italia pare crederci fino in fondo. Gli altri Paesi occidentali sembrano infatti aver prediletto nel tempo il proprio <strong>interesse nazionale</strong>, relegando il principio di vincolo esterno alla semplice formalità di facciata.</p>
<h2>Macron sempre più protagonista</h2>
<p>A riprova di questo è sufficiente osservare i disinvolti movimenti in politica estera fatti da quelli che dovrebbero essere nostri partner europei e confrontarli, invece, con l&#8217;agenda italiana, troppo spesso composta da veri e propri harakiri diplomatici. È questo il caso della Francia di <strong>Emmanuel Macron</strong> che si sta muovendo da protagonista non solo <a href="https://it.insideover.com/economia/merkel-e-macron-dettano-i-tempi-a-italia-ed-europa.html">per il piano di ricostruzione europeo post covid-19</a>, ma anche nella futura riorganizzazione geopolitica mondiale.</p>
<p>L&#8217;agenda estera di Macron è in quest&#8217;ultimo periodo fittissima: telefonate con Donald Trump, <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2961386/2020-05-30/egitto-francia-al-sisi-e-macron-discutono-degli-ultimi-sviluppi-della-crisi-in-libia">incontri con il presidente egiziano Abdel Faatah Al Sisi</a> e non ultima una visita programmata in Russia. Una serie di appuntamenti bilaterali con cui Macron intende affrontare i dossier più attuali che coinvolgono la geopolitica francese. Su tutti la Libia che vede in queste ore una rottura dell&#8217;equilibrio del conflitto a favore del <strong>governo di Tripoli</strong>. Sul piatto c&#8217;è poi la riforma dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, ma anche del G7. Infine la sempre attuale questione energetica, in un intrecciarsi di interessi che vanno dalla Russia, alla Turchia per tornare alla Libia.</p>
<h2>Si rafforza l&#8217;asse Mosca-Parigi</h2>
<p>L&#8217;incontro più importante sarà sicuramente quello previsto per il prossimo 24 giugno a Mosca in occasione della 75esima celebrazione della vittoria russa sui tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale. Come spiega <a href="https://formiche.net/2020/05/gas-libia-macron-parata-putin-pellicciari/">Formiche.net</a>, l&#8217;invito che Vladimir Putin ha inviato a Macron per quest&#8217;occasione non è stato solo di cortesia. Si tratta invece del naturale proseguimento di una relazione, quella tra Francia e Russia, ormai sempre più fitta. C&#8217;è infatti una comunione di intenti sul destino libico, c&#8217;è accordo sul ruolo obsoleto nella Nato e ci sono infine grandi interessi energetici tra i due Paesi.</p>
<p>In quest&#8217;ultimo ambito in particolare si prevede una collaborazione, che coinvolge anche Cina ed India, per la ricerca nell’Artico di gas naturale da trasformare in gas liquido e da trasferire su nuove rotte più brevi ed efficaci.</p>
<p>Un progetto che coinvolge anche le più note aziende del settore di entrambi i Paesi: <strong>Gazprom</strong> da una parte e Total dall&#8217;altra.</p>
<h2>Per la Francia il vincolo esterno non esiste</h2>
<p>La Francia pare così riuscire a ritagliarsi uno spazio da protagonista in momento tutt&#8217;altro che facile, ma decisivo per il futuro assetto globale, grazie soprattutto al supporto di Stati Uniti e Russia. Il <strong>protagonismo francese</strong> che sicuramente porterà ricadute positive nel Paese, è figlio di una strategia studiata a tavolino e che non intende farsi subordinare dal principio di vincolo esterno. La Francia infatti ha saputo usare a proprio vantaggio organizzazioni sovranazionali, come la Nato nel caso della destituzione di Muhammar Gheddafi nel 2011. La stessa Francia non ha avuto timore nel dire poi che la stessa Nato è in stato di &#8220;morte cerebrale&#8221;, proprio perché non più in grado di favorire gli interessi nazionali francesi.</p>
<p>Così, la Francia è in grado oggi di muoversi con piena disinvoltura nel contesto geopolitico. Tratta alla pari con Putin senza paura di ritorsioni da parte dell&#8217;asse atlantica e dell&#8217;Unione europea. Dialoga con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> senza dover rendere conte all&#8217;ingombrante alleato tedesco. Sposta le pedine in <strong>Libia</strong> senza la minima considerazione di quanto espresso dalle Nazioni Unite. Insomma la Francia è capace di muoversi come una nazione pienamente sovrana, con tutti i pregi e difetti annessi.</p>
<p>Il confronto tra questa capacità di azione e la scolasticità dell&#8217;agenda diplomatica italiana dimostra come il principio di vincolo esterno possa influenzare il ruolo di un Paese, portandolo sempre più ad una <strong>marginalizzazione</strong> nel mondo.</p>
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		<title>Cos&#8217;è successo ai Paesi europei che hanno adottato il Mes?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cose-successo-ai-paesi-europei-che-hanno-adottato-il-mes.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 07:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Meccanismo europeo di stabilità (Mes)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kyriakos Mitsotakis e Klaus Regling (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Unione europea sta per imboccare una strada precisa per tentare di superare la crisi sanitaria ed economica dovuta alla diffusione del coronavirus. L’ultimo Consiglio europeo sembra infatti aver confermato quanto era stato già stabilito dai ministri dell’economia riunitisi all’Eurogruppo di inizio aprile. Il mistero delle condizionalità del Mes Tramontata del tutto l’idea di emettere gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/cose-successo-ai-paesi-europei-che-hanno-adottato-il-mes.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kyriakos Mitsotakis e Klaus Regling (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Kyriakos-Mitsotakis-e-Klaus-Regling-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’Unione europea sta per imboccare <a href="https://it.insideover.com/economia/chi-tutela-di-piu-la-sovranita-mes-e-eurobond-a-confronto.html">una strada precisa</a> per tentare di superare la crisi sanitaria ed economica dovuta alla diffusione del coronavirus. L’ultimo <strong>Consiglio europeo</strong> sembra infatti aver confermato quanto era stato già stabilito dai ministri dell’economia riunitisi all’Eurogruppo di inizio aprile.</p>
<h2>Il mistero delle condizionalità del Mes</h2>
<p>Tramontata del tutto l’idea di emettere gli eurobond, la strada tracciata sembra ora portare al tanto discusso Mes, ovvero il <strong>Meccanismo europeo di stabilità</strong>. In merito a questo meccanismo permangono infatti molti dubbi, su tutti l’effettiva presenza di condizionalità stringenti per quei Paesi che ne faranno utilizzo. Se da una parte la narrazione prevalente tende a rassicurare l’opinione pubblica sull’assenza di condizionalità, tranne che per l’obbligo di destinazione sanitaria dei fondi del Mes, dall’altra non è ancora chiaro come e quando il Trattato potrà essere modificato per mettere nero su bianco la condizione della &#8220;non condizionalità&#8221;, attualmente assente dal testo.</p>
<p>Gli Stati europei che intenderanno accedere al Mes potrebbero non ritenere sufficiente una semplice stretta di mano come prova dell’avvenuta modifica del trattato. Il dilemma della presenza di condizionalità non sembra poi essere stato sciolto nemmeno dallo stesso direttore del Mes, <strong>Klaus Regling</strong>, che in una recente intervista al <em><a href="https://www.corriere.it/economia/finanza/20_aprile_19/mes-direttore-klaus-regling-se-l-italia-accetta-prestito-non-sara-un-altra-grecia-6dd0665c-81af-11ea-b7e0-dce1b61a80bf.shtml">Corriere della sera</a></em> sembra contraddirsi all’interno della stessa frase.</p>
<p>Prima affermando che: &#8220;L’Eurogruppo lo chiarisce, dicendo che il solo requisito per ottenere il prestito è nel modo in cui si spende il denaro&#8221;. Mentre una riga dopo sembra dire l’esatto contrario: &#8220;Tutti gli Stati membri dell’Unione europea restano impegnati a rafforzare i loro fondamentali in base al quadro di vigilanza europeo, inclusa la flessibilità&#8221;. Rafforzare i fondamentali nel gergo europeo significa infatti ridurre il <strong>rapporto debito Pil</strong>, implicando quindi una ristrutturazione vigilata del debito.</p>
<h2>Grecia, una vittima del Mes</h2>
<p>In mezzo a questi dubbi occorre quindi osservare cosa è successo a quei Pesi europei che finora hanno avuto accesso ai fondi che hanno preceduto l’attuale Mes e ad esso si rifanno per principi e natura. Partiamo dalla Grecia. Molti osservatori ultimamente si limitano a constatare la crescita del Pil ellenico come prova del successo dell’utilizzo del prestito europeo.</p>
<p>Tuttavia prendendo in esame altri dati, emerge una situazione più complessa: <strong>il reddito pro capite</strong> <a href="https://www.money.it/La-Grecia-e-davvero-uscita-dalla-Crisi">rimane infatti inferiore</a> del 30% rispetto al periodo pre crisi mentre la disoccupazione rimane al 20%. L’utilizzo del fondo con le sue condizionalità sembra poi aver avuto in Grecia ripercussioni anche sulla struttura demografica del Paese.<a href="https://www.money.it/La-Grecia-e-davvero-uscita-dalla-Crisi" target="_blank" rel="noopener"> Come riportato da Money.it</a>: &#8220;Dal 2011 al 2018 la popolazione è calata di 380mila unità. Questo anche perché il tasso di natalità è fra i più bassi al mondo. E ciò inevitabilmente ha ripercussioni sulla situazione economica e la vivibilità della principali città greche&#8221;.</p>
<figure id="attachment_243885" aria-describedby="caption-attachment-243885" style="width: 1045px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-243885" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/board-mes.png" alt="Il board del Mes (Alberto Bellotto)" width="1045" height="1933" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/board-mes.png 1045w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/board-mes-162x300.png 162w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/board-mes-768x1421.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/board-mes-554x1024.png 554w" sizes="auto, (max-width: 1045px) 100vw, 1045px" /><figcaption id="caption-attachment-243885" class="wp-caption-text">Il board del Mes (Alberto Bellotto)</figcaption></figure>
<p>Oltre alla demografia, il vecchio Mes <a href="https://it.insideover.com/economia/grecia-il-cimitero-dellausterity.html">ha cambiato anche la geografia economica greca</a>, con l’ingresso di capitale straniero nelle principali aziende un tempo di proprietà pubblica: tra queste il porto del Pireo ora in mano cinese, gli aeroporti in mano alla Germania e il mercato immobiliare in preda alle speculazioni di miliardari russi.</p>
<h2>Le regole sul Mes a corrente alternata</h2>
<p>Discorso leggermente diverso deve invece essere applicato per Spagna, Portogallo e Irlanda che pur avendo usufruito del fondo salva Stati, non sembrano essere dovuti sottostare almeno inizialmente alle rigidità delle sue condizioni. Osservando infatti lo storico del rapporto deficit Pil, si può notare come <a href="https://www.truenumbers.it/andamento-deficit-pil/">dal 2008 al 2019 la media sia la seguente</a>: 7,2% per l’Irlanda, 6,38% per la Spagna e 5,05% per il Portogallo.</p>
<p>Il rapporto debito Pil <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Government_finance_statistics/it">sembra seguire lo stesso andamento</a>. In <strong>Spagna</strong> è più che raddoppiato passando dal 35% del 2008  al 97% attuale, in Portogallo è passato dal 72% del 2008 al 122% attuale e anche in Irlanda è più che raddoppiato dal 23% del 2007 al 63% di oggi. Tuttavia, al netto degli sforamenti, alcuni dati economici sembrano descrivere una situazione non troppo positiva. In Spagna per esempio il livello dei redditi <a href="http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/economia-e-finanza/ecco-come-smontare-sostenitori-del-mes-con-pochi-semplici-dati.html">sembra essere cresciuto</a> vertiginosamente solo per l’1% della popolazione, mentre per le fasce inferiori è crollato. Un dato confermato dall’andamento dei salari, che hanno subito tagli di oltre il 4% in spagna e dell’8% in Portogallo.</p>
<p>Per l’<strong>Irlanda</strong> occorre dire che negli ultimi anni è stata libera di adottare un’imposizione fiscale ben al di sotto della media europea, in grado di attrarre capitale straniero, sottraendo spesso gettito fiscale ad altri stati membri. Pare quindi che il Fondo salva stati nel prestare i soldi non segua una logica rigida e precisa come sembrerebbe emergere dal testo del trattato, ma segua invece il principio dei due pesi e due misure, con trattamenti diversi riservati a seconda dello stato indebitato e della situazione contingente.</p>
<p>Da un lato c&#8217;è la Grecia costretta a rispettare fino alla virgola le condizionalità del trattato. Dall’altra, Stati liberi di sforare il deficit e aumentare a dismisura il debito pubblico, con l’Irlanda libera anche di fare dumping fiscale. Insomma il Mes sembra incarnare tutte le contraddizioni della costruzione europea che adotta regole che valgono a seconda degli equilibri politici e degli interessi economici contingenti. E chi intende ricorrere a questo fondo in futuro deve essere consapevole dell’estrema volatilità delle regole che saranno sancite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/cose-successo-ai-paesi-europei-che-hanno-adottato-il-mes.html">Cos&#8217;è successo ai Paesi europei che hanno adottato il Mes?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Germania pronta a salvare Lufthansa con i soldi pubblici</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-germania-pronta-a-salvare-lufthansa-con-i-soldi-pubblici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 06:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Lufthansa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=271413</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aerei a terra (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus non ha interrotto in Europa la diffusione di narrazioni stereotipate che tuttavia non trovano i dovuti riscontri con la realtà dei fatti. Prendiamo per esempio la tanto utilizzata metafora della cicala e della formica. Le cicale del sud e le formiche del nord in Europa Secondo alcuni commentatori, non solo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-germania-pronta-a-salvare-lufthansa-con-i-soldi-pubblici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-germania-pronta-a-salvare-lufthansa-con-i-soldi-pubblici.html">La Germania pronta a salvare Lufthansa con i soldi pubblici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aerei a terra (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus non ha interrotto in Europa la diffusione di narrazioni stereotipate che tuttavia non trovano i dovuti riscontri con la realtà dei fatti. Prendiamo per esempio la tanto utilizzata metafora della cicala e della formica.</p>
<h2>Le cicale del sud e le formiche del nord in Europa</h2>
<p>Secondo alcuni commentatori, <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/04/09/news/coronavirus_die_welt_e_risposta_di_maio-253551424/">non solo tedeschi</a> ma anche <a href="https://www.ilfoglio.it/economia/2020/04/02/news/debito-e-fiducia-il-difficile-rapporto-tra-la-cicala-italiana-e-le-formica-tedesca-307638/">italiani</a>, l&#8217;Unione europea sarebbe infatti composta da Paesi &#8220;cicale&#8221; e Paesi formiche. I primi, assimilati agli Stati del sud Europa e in particolare Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, si troverebbero ora nella condizioni della cicala di Esopo e quindi a dover attraversare &#8220;l&#8217;inverno&#8221; del <strong>coronavirus</strong> senza le risorse adeguate.</p>
<p>I secondi invece, interpretati in particolare da Germania e Olanda, come le formiche supereranno la crisi del covid-19 grazie alle risorse accumulate negli anni. Fermi tutti. Come per qualsiasi generalizzazione, anche la storia delle cicale e delle formiche sembra in realtà avere delle zone d&#8217;ombra. Prendiamo per esempio il caso degli aiuti di Stato.</p>
<h2>Aiuti di Stato a pioggia in Germania</h2>
<p>Lo scorso 19 marzo la Commissione europea <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2020/04/03/vestager-ok-a-aiuti-di-stato-per-2.240-miliardi_b100068a-2f03-48d3-a128-a0159f2465bd.html">si era espressa</a> in merito alle clausole finora poste ai contributi pubblici dei Paesi membri verso le aziende in difficoltà. &#8220;Gli Stati potranno fornire prestiti alle imprese a interessi zero, e garanzie sui prestiti che coprono fino al 100% di rischio. L&#8217;estensione del quadro temporaneo &#8220;consentirà agli Stati membri di sostenere le imprese, allentandone i problemi di liquidità e salvare posti di lavoro nei settori e regioni particolarmente colpiti dalla crisi&#8221;, così si era espressa <strong>Margrethe Vestager</strong>, commissario europeo alla concorrenza.</p>
<p>Si è trattato quindi di una deroga alla norma del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea che de facto vietava qualsiasi aiuto pubblico che potesse falsare la concorrenza all&#8217;interno del continente. Ora, tenendo a mente la favola della cicala e della formica riadattata in salsa europea verrebbe da credere che tale annuncio abbia rappresentato per i Paesi &#8220;cicale&#8221; una sorta di liberi tutti. E invece scopriamo che sono i Paesi considerati formiche a voler usufruire per primi di questa deroga alla libera concorrenza.</p>
<h2>Il salvataggio imminente di Lufthansa</h2>
<p>E&#8217; infatti quanto si apprende dalle agenzie di stampa di oggi rispetto a quello che sembra essere un imminente salvataggio statale per la compagnia aerea Lufthansa. &#8220;Per salvare la compagnia dalle gravi conseguenze economiche provocate dalla crisi del coronavirus, il governo di Berlino pensa ad un pacchetto di aiuti fra i 9 e i 10 miliardi di euro, riferiscono fonti dell&#8217;esecutivo&#8221;, si legge per esempio su <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/04/25/merkel-valutera-pacchetto-salvataggio-lufthansa_awp047YD9VqWTI0dafyNhI.html?refresh_ce">adnkronos</a>. Tale quasi certa nazionalizzazione arriva a fronte di un piano di ridimensionamento da poco varato dalla stessa Lufthansa per tentare di sopravvivere con i propri mezzi alla crisi del coronavirus.</p>
<p>Come riferisce il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/lufthansa-via-piano-ristrutturazione-ADhQ3rI">Sole24Ore</a> la compagnia aveva provveduto alla cancellazione i circa 40 aerei da flotta. Nonostante questo il governo Berlino decide di intervenire con fondi pubblici per evitare il fallimento, adottando quindi per se il comportamento della cicala.</p>
<blockquote><p>Stessa sorte sembra riservata alla holding franco olandese <strong>Air France KLM</strong> che <a href="https://mobilita.org/2020/04/25/air-france-klm-group-e-air-france-si-assicurano-un-finanziamento-di-7-miliardi-di-euro-per-superare-la-crisi/">riceverà un pacchetto</a> di aiuti di oltre 7 miliardi sia da parte di Parigi che di Amsterdam. Aiuti di Stato a pioggia che invece non sembrano per il momento urgenti per la compagnia di bandiera italiana Alitalia, per cui un intervento statale <a href="https://www.nextquotidiano.it/alitalia-salvataggio-senza-newco/">non sarà discusso prima della fine di maggio</a>. Italia che, occorre ricordare, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/batosta-dellue-allitalia-multa-75-milioni-i-soldi-agli-hotel-1840155.html">era stata multata</a> in piena crisi coronavirus (inizio marzo 2020) dalla Corte di giustizia europea per aiuti di stato ritenuti illegittimi alle imprese turistiche in Sardegna.</p>
<p>Come conciliare quindi la narrativa delle cicale e delle formiche quando ci sono aziende del nord ritenute solidissime che devono ricorrere ad aiuti pubblici ben prima delle loro omologhe del sud? Evidentemente in Europa non esistono né formiche né cicale, ma Paesi più o meno furbi rispetto alle regole europee vigenti.</p></blockquote>
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		<title>Il lockdown mette in crisi il modello economico tedesco</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-lockdown-mette-in-crisi-il-modello-economico-tedesco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 16:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1085" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania Europa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Molti osservatori sostengono che la crisi globale legata alla diffusione del coronavirus stia in realtà accentuando tendenze già in atto ben prima dell’esplosione della pandemia. Equilibri geopolitici e modelli economici che sembravano seguire trasformazioni lente nel lunghissimo periodo, sono ora invece messi sotto pressione da una situazione d’emergenza continua. Come scritto in un recente articolo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lockdown-mette-in-crisi-il-modello-economico-tedesco.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lockdown-mette-in-crisi-il-modello-economico-tedesco.html">Il lockdown mette in crisi il modello economico tedesco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1085" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania Europa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Germania-Francoforte-La-Presse-e1587660620112-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Molti osservatori sostengono che la crisi globale legata alla diffusione del coronavirus stia in realtà accentuando tendenze già in atto ben prima dell’esplosione della pandemia.</p>
<p><strong>Equilibri geopolitici</strong> e modelli economici che sembravano seguire trasformazioni lente nel lunghissimo periodo, sono ora invece messi sotto pressione da una situazione d’emergenza continua. <a href="https://it.insideover.com/politica/ordine-mondiale-coronavirus.html">Come scritto in un recente articolo di InsideOver,</a> la geopolitica ai tempi del coronavirus sta seguendo in maniera accelerata le tendenze precedenti: un accentuato isolamento americano, un espansionismo cinese d&#8217;azzardo, la crisi sistemica europea e <strong>la Russia</strong> pronta a esercitare il ruolo di potenza mediatrice nel nuovo ordine multipolare.</p>
<p>In questo nuovo assetto mondiale che si cristallizzerà al termine della crisi, anche i modelli economici ritenuti insuperabili dovranno fare i conti con le nuove tendenze sociali.</p>
<h2>La locomotiva d&#8217;Europa è in recessione</h2>
<p>Analizzando la tendenza autodistruttrice dell’Unione europea non si può prescindere da un’analisi di quella che da molti è considerata ancora la sua locomotiva, <strong>ovvero la Germania</strong>. Finora, Berlino <a href="https://it.insideover.com/societa/la-germania-sta-per-sconfiggere-lepidemia.html">sembrerebbe essere riuscita</a> meglio di altri stati europei a sostenere la fase di contenimento del virus sia da un punto di vista sanitario che economico.</p>
<p>Il numero di contagiati e morti da coronavirus è infatti inferiore rispetto a Francia, Italia e Spagna. Anche le misure di lockdown sono state più soft rispetto alle tendenze nel resto d’Europa. Nonostante però la tenuta apparente del sistema sanitario, che ha permesso la non imposizione di misure draconiane per le attività produttive, sembra però che i dati economici non confortino la strategia tedesca.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-04-23/virus-lockdown-pushes-german-economy-into-record-slump?srnd=premium-europe">Bloomberg</a> infatti “Il lockdown del virus sta spingendo l’economia tedesca verso un record recessivo&#8221;. Questo il titolo scelto dal giornale finanziario americano per descrivere una situazione in evidente emergenza.</p>
<p>Nell’articolo si legge poi nello pecifico che: &#8220;L&#8217;economia tedesca ha subito un crollo più profondo del previsto all&#8217;inizio del secondo trimestre a causa delle restrizioni legate al coronavirus che hanno portato a un crollo della domanda. Il PMI tedesco (Purchasing Managers’ Index) ha mostrato che i nuovi affari sono diminuiti maggiormente nella storico della serie, con il declino guidato dai servizi. Ciò riflette il particolare crollo nel settore del tempo libero, delle compagnie aeree, dei ristoranti e degli hotel”.</p>
<h2>Il modello export non sopravviverà al coronavirus</h2>
<p>Bloomberg parla in maniera specifica di un crollo della domanda come ovvia conseguenza della quarantena. Tuttavia il giornale rimane più vago nello specificare i settori coinvolti, limitandosi a riportare genericamente “tempo libero, compagnie aeree, ristoranti e hotel”. Settori che da soli non potrebbero giustificare un crollo inaspettato che coinvolge invece tutta l&#8217;insieme dell’economia tedesca.</p>
<p>Conoscendo tuttavia il modello economico della Germania basato sull’export, possiamo provare a ipotizzare che dietro il crollo repentino degli indicatori economici tedeschi possa più semplicemente nascondersi la caduta verticale della <strong>domanda estera</strong>. In sostanza, la Germania starebbe perdendo la maggior parte dei suoi clienti, non all&#8217;interno del Paese, ma al di fuori. Una situazione che viene confermata dall’Unione delle Camere di Commercio e Industrie tedesche che <a href="https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2020/04/16/coronavirus-dihk-stima-crollo-export-tedesco-15-nel-2020_5b1f7114-b985-4a89-8b43-06884c834643.html">in una recente nota</a> ha previsto, in maniera ottimistica, un calo del 18% dell’export tedesco nel 2020.</p>
<p>Questi dati non possono che farci ritornare alla riflessione iniziale: ovvero alla constatazione delle tendenze già in atto prima della diffusione del virus. Il modello export della Germania aveva infatti subito nell’ultimo anno le nuove misure attuate dagli Stati Uniti a tutela del mercato americano. Di conseguenza Berlino aveva iniziato a patire già nel 2019 la sua estrema dipendenza dalla domanda estera. Per un Paese fortemente esportatore come la Germania, la perdita di quote di mercato all’estero ha come prima conseguenza la crisi del mercato del lavoro, prevalentemente occupato proprio nelle aziende esportatrici.</p>
<p><a href="https://quifinanza.it/finanza/germania-mercato-del-lavoro-in-bilico-con-frenata-economia/303808/">Qui Finanza</a> confermava questo trend nello scorso agosto 2019 dichiarando che: “Si deteriora la situazione del mercato del lavoro in Germania, storicamente cavallo di battaglia della maggiore economia europea, a causa della frenata dell’economia tedesca. L’economia tedesca si è contratta dello 0,1% nel secondo trimestre e la Bundesbank ha avvertito che vi sarà una recessione. L’ultima volta che una caduta del genere è stata registrata era il dicembre 2007”.</p>
<p>Il modello tedesco era quindi già in crisi da qualche tempo, dimostrando che la struttura della locomotiva d’Europa era in realtà molto più fragile di come appariva.</p>
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		<title>L&#8217;azzardo morale della Bce verso l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lazzardo-morale-della-bce-verso-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 06:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Meccanismo europeo di stabilità (Mes)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lagarde Bce (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615-768x438.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615-1024x584.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il dibattito in Europa si è ormai cristallizzato. Per superare la crisi del covid-19 i governi europei sembrano infatti divisi su due sole opzioni: la mutualizzazione del debito attraverso l’emissione di eurobond oppure il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità. Coronabond o Mes. Nient’altro sembra essere all’orizzonte dei tavoli di Bruxelles. Dov&#8217;è finita la Bce? &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lazzardo-morale-della-bce-verso-litalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lazzardo-morale-della-bce-verso-litalia.html">L&#8217;azzardo morale della Bce verso l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lagarde Bce (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615-768x438.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Bce-Getty-e1585253092615-1024x584.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il dibattito in Europa si è ormai cristallizzato. Per superare la crisi del covid-19 i governi europei sembrano infatti divisi su due sole opzioni: <strong>la mutualizzazione del debito</strong> attraverso l’emissione di eurobond <a href="https://it.insideover.com/economia/la-germania-apre-al-mes-senza-condizionalita-ma-respinge-i-coronabond.html">oppure il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità</a>. Coronabond o Mes. Nient’altro sembra essere all’orizzonte dei tavoli di Bruxelles.</p>
<h2>Dov&#8217;è finita la Bce?</h2>
<p>Eppure questa impasse che vede contrapposti due schieramenti opposti e apparentemente inamovibili sulle loro posizioni, potrebbe essere il preludio del collasso dell’intera struttura europea. L’esecutivo italiano ha già per esempio dichiarato a più riprese che senza i coronabond, <strong>l’Italia farà da sola</strong>.</p>
<p>Dunque occorre chiedersi, per quale motivo le cancellerie europee si sono concentrate su due posizioni apparentemente inconciliabili, quando in realtà ne esisterebbe una terza più semplice e immediata? Sembra essere infatti sparita dai radar della politica e dell&#8217;informazione la Banca centrale europea, quell’istituzione che per parole della sua massima rappresentante aveva garantito qualche settimana fa tutte le azioni indispensabili per far superare la crisi da coronavirus agli Stati membri. Una sorta di ripetizione di quel “whatever it takes” pronunciato da <strong>Draghi</strong> nel 2012.</p>
<p>Ecco dunque svelata la terza opzione per gli stati membri per uscire dalla crisi: immettere sul mercato una grande quantità di titoli di stato, con la garanzia che la Bce ne acquisterà in quantità pressoché illimitata presso il mercato secondario (secondo lo statuto la Bce non può infatti effettuare acquisti diretti dei titoli dei Paesi membri).</p>
<h2>Il programma di acquisto dei titoli che non c&#8217;è</h2>
<p>Con questa semplice quanto efficace garanzia si potrebbero evitare infatti lunghi e inconcludenti dibattiti su coronabond e Mes. Come riporta<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/monetizzare-europa-bivio-AD1T1RL"> il Sole 24 Ore</a> infatti la monetizzazione del debito “ è espressione del patto sociale che lega i cittadini allo Stato in un rapporto di fiducia, e che può (e deve) anche consentire allo Stato di agire sottraendosi al condizionamento del mercato”.</p>
<p>D’altronde tale soluzione è quella intrapresa da altri Paesi, come gli Stati Uniti e il Regno Unito che, come ci ricorda nuovamente<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/monetizzare-europa-bivio-AD1T1RL"> il Sole 24 Ore</a>, anche nel 2008 ricorse alla monetizzazione del debito attraverso la sua Banca centrale, raddoppiando, senza conseguenze, il debito pubblico, passato dal 40% all’80% sul Pil.</p>
<p>Perché quindi non utilizzare questo strumento? La risposta potrebbe arrivare osservando l’andamento dei tassi d’interesse sui Btp italiani. Se da una parte è stato infatti ben visibile <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/la-bce-triplica-acquisti-e-da-ossigeno-btp-ADdpeYI">il primo intervento della Bce</a>, subito dopo l’annuncio di <strong>Christine Lagarde</strong>, con l’acquisto di circa 15 miliardi di euro di titoli detenuti dalla Banca d’Italia, tale azione sembra essere ora rallentata, se non del tutto interrotta. Spaventa infatti il rialzo improvviso dello spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, dovuto all’aumento deciso del tasso d’interesse dei primi, come riportato su <a href="https://www.money.it/spread-btp-bund-oggi">Money</a>.</p>
<h2>La pressione della Bce per arrivare al Mes?</h2>
<p>L’economia insegna che il tasso d’interesse dei titoli aumenta solo quando la domanda degli stessi cala. In sostanza sembra che in questo momento ci sia più difficoltà da parte del Tesoro italiano a vendere i titoli sul mercato. Ora esiste una sola spiegazione possibile di fronte a tale situazione: a meno di non credere che le banche europee non si fidino della Bce (e sarebbe un grosso problema), l’istituto di Francoforte ha inspiegabilmente rallentato l’acquisto dei titoli italiani, come invece aveva promesso.</p>
<p>Sembra quindi che l’attuale dibattito tra coronabond e Mes sia in qualche modo stato forzato dall’azione, che attualmente non c’è, della Bce. In sostanza l’esecutivo italiano potrebbe essersi reso conto di non potersi fidare della sola parola di Christine Lagarde e avrebbe quindi optato per intraprendere una lunga, e forse infruttuosa battaglia, per ottenere i coronabond. D’altronde la prudenza è quantomeno dovuta di fronte ad una persona come Christine Lagarde che nei momenti più neri della crisi da <strong>covid-19</strong> <a href="https://it.insideover.com/economia/i-falchi-del-rigore-dietro-lo-scivolone-della-lagarde.html">aveva espressamente detto che</a> “la Bce non ha la funzione di far scendere gli spred”. Una dichiarazione che ebbe conseguenze disastrose per i titoli e la borsa italiana.</p>
<p>Ora, la domanda finale da porsi è dunque la seguente: il rallentamento dell’acquisto di Btp da parte della Bce è in qualche modo un atto studiato a tavolino per mettere pressione ad un Paese come l’Italia che, finora, ha fatto muro rispetto all’utilizzo del Mes? L’andamento dello spread dei prossimi giorni ci potrà dare una risposta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lazzardo-morale-della-bce-verso-litalia.html">L&#8217;azzardo morale della Bce verso l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le accuse reciproche tra Usa e Cina sulla diffusione del virus</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-accuse-reciproche-tra-usa-e-cina-sulla-diffusione-del-virus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 20:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump virus (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La diffusione del coronavirus in tutto il mondo ha tutt’altro che sopito le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina che, oggi, riemergono più forti di prima. A sentire le fonti ufficiali dei due Paesi, sembra che la vicenda del coronavirus, più che un’emergenza sanitaria globale, si debba invece interpretare come la più grande spy &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-accuse-reciproche-tra-usa-e-cina-sulla-diffusione-del-virus.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump virus (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donald-Trump-covid-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La diffusione del <strong>coronavirus</strong> in tutto il mondo ha tutt’altro che sopito le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina che, oggi, riemergono più forti di prima.</p>
<p>A sentire le fonti ufficiali dei due Paesi, sembra che la vicenda del coronavirus, più che un’emergenza sanitaria globale, si debba invece interpretare come la più grande spy story del secolo. Entrambe le amministrazioni sono infatti certe della colpevolezza e dell’intenzionalità rispetto alla diffusione del virus da parte di uno dei due Stati. Da Washington si accusa Pechino e viceversa.</p>
<h2>Le accuse cinesi contro Washington</h2>
<p>Aveva iniziato il 13 marzo scorso il portavoce del Ministro degli Esteri cinese, <strong>Zhao Lijian</strong>, che attraverso il suo account Twitter <a href="https://it.insideover.com/politica/il-coronavirus-riaccende-la-guerra-usa-cina.html">aveva pubblicato il video</a> di un’audizione svoltasi alla Camera dei Rappresentanti americana, durante la quale il direttore dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie ammetteva che alcuni pazienti americani deceduti per influenza, prima dello scoppio della pandemia, erano già risultati positivi al <strong>Covid19</strong>. Nel rilanciare questo video il portavoce cinese accusava quindi gli Stati Uniti di aver volutamente occulato questi dati, contribuendo alla diffusione del virus.</p>
<p>Un impianto accusatorio che sembra essere ormai entrato a far parte della normale narrativa in Cina dove tra voci interne e notizie trapelate dai giornali, il virus, secondo al vulgata, sarebbe stato portato in Cina dai miliari americani che hanno partecipato ai <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/giochi-mondiali-militari-wuhan-10mila-atleti-si-sfidano-27-sport-ACOQ4Ts">giochi mondiali militari di Wuhan</a> nel novembre del 2019.</p>
<p>Se non stupiscono più di tanto simili tesi da parte di un Governo, quello cinese, non nuovo alla retorica del cospirazionismo occidentale, suscitano invece più perplessità le analoghe accuse fatte dagli Stati Uniti.</p>
<h2>Il &#8220;virus cinese&#8221; secondo Trump</h2>
<p>Nelle ultime settimane si è infatti registrato un radicale cambio del registro linguistico americano, in particolare nelle sue istituzioni più alte. Non solo il Segretario Generale Mike Pompeo, ma anche il Presidente Donald Trump, hanno infatti iniziato a descrivere il “coronavirus”, come “virus cinese”, o “<strong>virus di Wuhan</strong>”. Una precisa scelta dialettica che ha l’obiettivo di connotare non solo la provenienza geografica del virus, ma anche la “colpa” della sua diffusione. “La Cina ha provocato questa peste nel mondo e devono esserci delle conseguenze”, ha poi detto il tycoon <a href="https://www.corriere.it/esteri/20_marzo_20/per-trump-covid-19-virus-cinese-cancella-corona-discorso-ab424240-6a93-11ea-b40a-2e7c2eee59c6.shtml">durante un’intervista</a> rilasciata per Fox News.</p>
<p>A questo cambio di vocabolario sembrano poi essersi accompagnate una serie di misure restrittive nei confronti dei cinesi. Secondo quanto riportato infatti dal <a href="https://www.nytimes.com/2020/03/26/us/politics/coronavirus-china-spies.html"><em>New York Times</em></a> lo scorso 26 marzo, l’amministrazione Trump starebbe prendendo in serie considerazione l’ipotesi di espellere un folto gruppo di diplomatici e giornalisti cinesi. Il motivo? Gli Stati Uniti intendono così rispondere ad un’analoga mossa intrapresa da Pechino, che avrebbe già espulso circa 13 giornalisti americani dal Paese.</p>
<p>Quella che era una semplice guerra commerciale sembra quindi essere passata ad un livello ulteriore, trasformandosi in <strong>una guerra di spionaggio</strong> tra due Paesi che si accusano reciprocamente.</p>
<p>Sulle responsabilità, se davvero esistono, circa la diffusione del coronavirus probabilmente nessuno saprà mai nulla, tenendo conto dell’impianto accusatorio decisamente debole di entrambi i Paesi. Quel che è certo è che il conflitto, finora commerciale, tra Stati Uniti e Cina, che, prima della diffusione della pandemia, stava per arrivare al suo punto risolutorio, potrebbe scoppiare più forte di prima, una volta terminata l’emergenza.</p>
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		<title>Gli speculatori avevano scommesso sulla crisi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ecco-come-i-fondi-di-investimento-fanno-soldi-ai-tempi-del-coronavirus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 11:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Borse]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Borsa crollo Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le tragedie possono trasformarsi in grandi opportunità per quei pochi che sanno muoversi in maniera scaltra facendo un attento slalom tra le situazioni di emergenza. Si tratta d’altronde dell’impostazione tipica di qualsiasi azienda anglosassone, dove negli schemi di gestione dei progetti di impresa alla casella rischio corrisponde la casella opportunità. Le opportunità di profitto ai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-come-i-fondi-di-investimento-fanno-soldi-ai-tempi-del-coronavirus.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Borsa crollo Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crollo-di-Wall-Street-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le tragedie possono trasformarsi in grandi opportunità per quei pochi che sanno muoversi in maniera scaltra facendo un attento slalom tra le situazioni di emergenza.</p>
<p>Si tratta d’altronde dell’impostazione tipica di qualsiasi azienda anglosassone, dove negli schemi di gestione dei progetti di impresa alla casella rischio corrisponde la casella opportunità.</p>
<h2>Le opportunità di profitto ai tempi del Covid-19</h2>
<p>E anche ai tempi della pandemia di Covid-19 c’è chi è riuscito ad effettuare profitti inimmaginabili. È il caso di uno dei più grandi fondi di investimenti al mondo, <strong>Bridgewater</strong>, che pare colto al volo le opportunità di guadagno che si sono aperte durante le settimane travagliate dalla diffusione del nuovo Coronavirus. Bridgewater è un fondo di investimento americano ed è guidata dall’eccentrico miliardario Ray Dalio, un assiduo praticante della meditazione trascendentale che ha stabilito la sede del fondo su una torretta nei boschi di New York.</p>
<p>Ecco, secondo quanto riportava il <a href="https://www.wsj.com/articles/bridgewater-bets-big-on-market-drop-11574418601">Wall Street Journal</a> nel novembre del 2019, Bridgewater avrebbe effettuato una scomessa di <strong>1,5 miliardi di dollari</strong> su un prossimo crollo delle borse. Il mese indicato? Marzo 2020. Come sappiamo, il recente crollo delle borse europee, e mondiali in generale, ha dato ragione alla previsione del fondo americano. Nel frattempo però, come riporta recentemente <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/18/coronavirus-il-fondo-bridgewater-ha-puntato-14-miliardi-di-dollari-sul-crollo-delle-borse-europee-cosi-prova-a-speculare-sullemergenza/5740820/">il Fatto Quotidiano</a>, Bridgewater avrebbe nel tempo aumentato la sua “puntata”, sino ad arrivare alla cifra di 14 miliardi di dollari.</p>
<p>Oggetto delle scommesse del fondo sarebbero state in particolare alcune società tedesche, francesi, olandesi e anche italiane. Per quel che riguarda l’Italia, Bridgewater avrebbe venduto allo scoperto, cioè senza possederle ma con un’opzione per un loro riacquisto futuro, le azioni di <strong>Eni, Enel, Intesa San Paolo e Unicredit</strong>, per un totale di 2,6 miliardi di euro.</p>
<h2>Complotto o semplice colpo di fortuna?</h2>
<p>Com’era prevedibile la notizia ha scatenato una serie di polemiche relative allo strano potere di preveggenza del fondo americano. In sostanza le persone si chiedono quanto segue: sulla base di quali informazioni Bridgewater ha fatto questa scommessa quando ancora non era scoppiato alcun focolaio di <strong>Covid-19</strong> nel mondo?</p>
<p>Obiettivamente nessuno può rispondere a questa domanda ed è forse anche inutile tentare, altrimenti si corre il concreto rischio di rimanere invischiati in indimostrabili teorie del complotto. Ciò che possiamo invece affermare è che da circa due anni, e forse anche di più, il mondo finanziario era in allarme per un imminente crollo borsistico. <a href="https://it.insideover.com/politica/davos-jack-lancia-lallarme-rischiamo-la-terza-guerra-mondiale.html">Una previsione negativa fatta</a> persino dal cinese Jack Ma, numero uno di Alibaba, durante il World Economic Forum del 2018. In quel caso Jack Ma predisse una terza guerra mondiale. È arrivata invece <strong>la pandemia</strong>.</p>
<p>Insomma, per tranquillizzare i legittimi sospetti, con buona probabilità Bridgewater ha messo insieme gli indizi degli ultimi due anni e ha fatto una scommessa che si è rivelata decisamente fortunata.</p>
<h2>Perché nessuno ha vigilato sulle aziende italiane?</h2>
<p>Il problema vero è un altro e riguarda più da vicino l’Italia. Se prevedere il crollo delle borse a novembre è stato un azzardo, non sarebbe dovuto invece essere troppo difficile prevedere una caduta dei titoli delle nostre principali aziende nel momento in cui l’epidemia ha colpito l’Italia. Bridgewater ha infatti potuto effettuare senza particolari ostacoli le sue operazioni di speculazione al ribasso sulle principali aziende italiane (<strong>Eni ed Enel</strong>) e sulle due più grandi banche (<strong>Intesa San Paolo e Unicredit</strong>), mettendo così a rischio la tenuta del settore energetico, della rete elettrica e del settore bancario italiano, contribuendo alla loro attuale vulnerabilità sul mercato. Una situazione che potrebbe portare a movimenti di capitale decisamente contrari all’interesse nazionale (come tentativi di scalata da parte di soggetti stranieri).</p>
<p>Alla luce di questo, la domanda da porsi non è quindi su come Bridgewater abbia potuto prevedere il crollo delle borse, ma occorrerebbe piuttosto chiedersi come mai le autorità italiane non abbiano messo a punto le necessarie misure per tutelare i titoli delle nostre più importanti aziende. Solo dallo scorso martedì la Consob ha vietato le vendite allo scoperto per tutte le azioni negoziate sul mercato italiano, una decisione presa in maniera decisamente tardiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-come-i-fondi-di-investimento-fanno-soldi-ai-tempi-del-coronavirus.html">Gli speculatori avevano scommesso sulla crisi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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