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	<title>servizi segreti Archives - InsideOver</title>
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	<title>servizi segreti Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Maxwell Knight in arte &#8220;M&#8221;, il maestro di James Bond e di Smiley</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/maxwell-knight-in-arte-m-il-maestro-di-james-bond-e-di-smiley.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 10:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[MI5]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ecco chi era il gran maestro delle spie inglesi, l'uomo che combatte il nazismo e il comunismo e ispirò il padre di James Bond. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/maxwell-knight-in-arte-m-il-maestro-di-james-bond-e-di-smiley.html">Maxwell Knight in arte &#8220;M&#8221;, il maestro di James Bond e di Smiley</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/methode_sundaytimes_prod_web_bin_123135d0-356b-11e7-916d-8ece96ade056-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le figure mitiche dei romanzi di Ian Fleming e dei film da essi tratti spiccano, oltre a <strong>James Bond</strong>, il celebre agente 007, tre figure principali: Moneypenny, Mister Q e<a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/le-spie-del-regno-unito-come-funziona-lintelligence-di-londra.html"> M, il capo del Servizio Segreto</a>. È molto probabile che l’autore di James Bond si sia ispirato a<strong> Maxwell Knight, detto &#8220;M&#8221;, che fu capo della sezione Infiltrazione del MI5 dal 1931 al 1961</strong>. Questo eccezionale ufficiale operativo dal percorso atipico possedeva, infatti, tutte le qualità di un maestro spia fuori dal comune. Maxwell Knight si appassionò molto presto all&#8217;arte dello spionaggio, soprattutto attraverso la lettura di &#8220;I trentanove scalini&#8221;, il celebre romanzo di John Buchan, che suscitò l&#8217;entusiasmo di un&#8217;intera generazione di britannici per l&#8217;attività di spionaggio. All&#8217;età di 23 anni fece i suoi primi passi nella professione, non entrando nei servizi di Sua Maestà ma seguendo un percorso piuttosto singolare: quello di un autodidatta.</p>



<p>Infatti, &#8220;M&#8221; fu reclutato nel 1923 dall&#8217;organizzazione Makgill, un&#8217;agenzia di <em>intelligence</em> privata i cui principali clienti erano le industrie del carbone e del trasporto marittimo, due settori in cui la sovversione comunista iniziava a preoccupare fortemente i dirigenti. Per rimanere nell&#8217;ombra, l&#8217;organizzazione Makgill nascondeva le sue operazioni facendole <strong>eseguire da gruppi di estrema destra – che manipolava – in lotta aperta con i comunisti</strong>. Knight fu incaricato di infiltrare il movimento fascista britannico, allora in pieno sviluppo. Ci riuscì rapidamente e diventò, in meno di due anni, il responsabile dell&#8217;intelligence di questa organizzazione.</p>



<p>A capo di un impressionante network che contava fino a 52 agenti da lui stesso reclutati, infiltrava il Partito e varie organizzazioni comuniste britanniche, trasmettendo le informazioni raccolte a Makgill. Un tale successo era eccezionale per un giovane di 25 anni senza alcuna formazione specifica e senza mezzi particolari a disposizione. Maxwell Knight sviluppò presto un talento indiscusso per identificare, reclutare e dirigere agenti, motivarli, sostenerli e farli &#8220;produrre&#8221;. Dimostrava naturalmente una forte capacità di empatia, charme, convinzione e una profonda conoscenza della psicologia e delle fragilità umane. </p>



<p>Queste qualità, indispensabili a ogni buon ufficiale operativo, <strong>hanno in &#8220;M&#8221; due origini: da una parte, sapeva cosa significava essere un agente infiltrato,</strong> essendo lui stesso uno di loro. Conosceva perfettamente le costrizioni e la paranoia generate da questa doppia vita; sapeva cosa significava operare senza rete di sicurezza e vivere costantemente sul filo del rasoio. D&#8217;altra parte, Knight era appassionato fin da giovane degli animali. Aveva sviluppato una capacità unica di attirarli, addomesticarli e stabilire con loro un forte legame. E questo raro dono funzionava anche con gli uomini: dedicava tutta la sua attenzione ai suoi operatori e li sosteneva costantemente per aiutarli a svolgere le loro missioni e produrre di più. Forte di queste qualità, in pochi anni Maxwell Knight acquisì una solida esperienza. <strong>Era costantemente sul campo, moltiplicando i contatti, sondando uomini e donne per vedere cosa poteva ottenere da loro</strong>&#8230; e diventando così un reclutatore e capo network di primo ordine.</p>



<p>Presto imparò che una buona infiltrazione, consistente nel far penetrare un agente al più alto livello della &#8220;struttura utile&#8221; presa di mira, richiedeva tempo e che era vano e controproducente attendere un ritorno troppo rapido. &#8220;M&#8221; insegnava quindi ai suoi agenti la discrezione, la pazienza e chiedeva loro di &#8220;lasciare che le informazioni venissero a loro&#8221; e non di cercare di ottenerle troppo velocemente, il che li avrebbe spinti a commettere errori. </p>



<p>Un tale talento non poteva a lungo sfuggire all&#8217;interesse dei servizi segreti. Infatti, nel 1927 Knight fu condotto a lavorare per un certo periodo per conto di Desmond Morton del MI6, con l&#8217;obiettivo di infiltrare organizzazioni legate all&#8217;URSS sul territorio britannico, il che non mancò di creare qualche frizione con la Special Branch e il MI5. Alla fine, fu proprio quest&#8217;ultimo a ottenere i suoi servizi. </p>



<p>Ricordiamo che nel 1924 il MI5, diretto da Vernon Kell, era ridotto ai minimi termini. I suoi effettivi erano stati drasticamente ridotti alla fine della <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/memorie-della-grande-guerra">Prima Guerra Mondiale. </a></strong>Contava solo 35 membri permanenti, nessun agente retribuito a tempo pieno e la sua missione si limitava a combattere lo spionaggio e la sovversione nelle forze armate britanniche. Quando fu reclutato dal MI5 all&#8217;inizio degli anni Trenta, Knight praticava già intensivamente lo spionaggio da diversi anni. Apportò al servizio di sicurezza britannico la sua esperienza unica in materia di penetrazione delle organizzazioni sovversive.<strong> &#8220;M&#8221; si vide rapidamente affidare una propria sezione, con la responsabilità di difendere la corona</strong> dalla minaccia comunista. Continuò a utilizzare gli agenti reclutati durante il suo periodo tra i Fascisti britannici per conto dell&#8217;organizzazione Makgill e ottenne numerosi successi.</p>



<p>Quando iniziò la Seconda Guerra Mondiale, le priorità di Maxwell Knight si invertirono improvvisamente: gli fu richiesto di infiltrare tutte le organizzazioni fasciste, pro-tedesche o pro-naziste presenti in Gran Bretagna e di neutralizzare qualsiasi tentativo di spionaggio. A partire dall&#8217;estate del 1940, Knight provocò una piccola rivoluzione all&#8217;interno del MI5 creando la prima formazione per ufficiali operativi. Fino ad allora, era consuetudine nel Security Service considerare il controspionaggio come un mestiere che si poteva apprendere solo sul campo. Di conseguenza, i corsi teorici o qualsiasi formazione preliminare erano considerati inutili. </p>



<p>&#8220;M&#8221; mise in discussione questa idea e concepì un programma completo utilizzando tutto ciò che aveva imparato sul campo in 15 anni, stabilendo i primi principi della direzione degli agenti. Tuttavia, la guerra lo portò a evolvere le sue metodologie. Considerata l&#8217;urgenza della situazione, non aveva più il tempo di aspettare pazientemente che l&#8217;infiltrazione di un agente permettesse a quest&#8217;ultimo di progredire nella struttura bersaglio prima di produrre risultati. Servivano risultati rapidi. Knight sviluppò quindi un nuovo metodo di reclutamento: si avvicinava direttamente ai parenti delle persone sospettate di lavorare per il nemico e li convinceva a spiare per il MI5&#8230; e questo metodo funzionava!</p>



<p>Così, Maxwell Knight e la sua sezione parteciparono attivamente, durante tutto il conflitto, all&#8217;infiltrazione e allo smantellamento delle <strong>reti pro-tedesche o naziste nel Regno Unito</strong>. Giocarono anche un ruolo importante nella protezione del segreto riguardante il D-Day, testando e rafforzando la sicurezza – spesso carente – delle guarnigioni e delle installazioni che lo preparavano. Knight aiutò anche il Special Operations Executive (SOE) – il &#8220;servizio d&#8217;azione&#8221; britannico in tempo di guerra – a creare e rafforzare il proprio servizio di sicurezza interno. <strong>Una volta ottenuta la vittoria sulla Germania nazista, Knight non rallentò il suo impegno</strong>. Dal 1945 riprese la guerra segreta iniziata venti anni prima contro l&#8217;URSS e le organizzazioni comuniste. La portò avanti con successo fino al 1961, anno in cui lasciò il MI5 per dedicarsi alle sue due grandi passioni: gli animali e il jazz. Ufficiale operativo dal percorso singolare, maestro spia eccellente nelle operazioni di infiltrazione, questo autodidatta del controspionaggio fu uno dei migliori – se non il migliore – reclutatore e direttore di agenti dell&#8217;intelligence interna britannica prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. </p>



<p>Sebbene &#8220;M&#8221; non operasse mai all&#8217;estero, inviava di tanto in tanto alcuni dei suoi operatori per portare avanti azioni che conduceva sul territorio britannico. Durante tutta la sua carriera, Knight si assicurò la totale lealtà dei suoi agenti, che gli furono sempre completamente devoti. Sapevano che lui li comprendeva e che potevano contare su di lui in caso di necessità. &#8220;M&#8221; non fu mai tradito. Alla fine, non importa se Maxwell Knight fu o meno il modello per il personaggio di Ian Fleming, poiché il suo percorso, in ogni caso singolare e notevole, lasciò un&#8217;impronta duratura sul MI5 tra il 1931 e il 1961. Inoltre, negli anni Cinquanta Knight ebbe sotto il suo comando un certo <strong>David Cornwel</strong>l, che sarebbe diventato famoso come John Le Carré. Quest&#8217;ultimo si ispirò a Maxwell Knight per il personaggio di Jack Brotherhood nel romanzo &#8220;una perfetta spia &#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/maxwell-knight-in-arte-m-il-maestro-di-james-bond-e-di-smiley.html">Maxwell Knight in arte &#8220;M&#8221;, il maestro di James Bond e di Smiley</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>AAA Hacker cercansi per i servizi segreti italiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-italiana-cerca-hacker-da-reclutare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 10:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-scaled-600x316.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-300x158.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-1024x540.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-768x405.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-1536x810.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/AdobeStock_439482203-2048x1080.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;annuncio ha cominciato a rimbalzare tra i canali di addetti ai lavori e poi sui social network nel pomeriggio del 15 aprile, poco dopo la pubblicazione sul sito internet sicurezzanazionale.gov.it, ovvero il sito della nostra intelligence: I servizi segreti sono a caccia di hacker da reclutare tra le proprie fila. Nello specifico, le figure per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-italiana-cerca-hacker-da-reclutare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-italiana-cerca-hacker-da-reclutare.html">AAA Hacker cercansi per i servizi segreti italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;annuncio ha cominciato a rimbalzare tra i canali di addetti ai lavori e poi sui social network nel pomeriggio del 15 aprile, poco dopo la pubblicazione sul sito internet <strong>sicurezzanazionale.gov.it</strong>, ovvero il sito della nostra intelligence:<strong> I servizi segreti sono a caccia di hacker da reclutare </strong>tra le proprie fila. Nello specifico, le figure per cui sono aperte le selezioni riguardano &#8220;personalità con specifiche conoscenze e competenze nei seguenti settori&#8221;:</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le figure richieste</strong></h2>



<p>Al primo posto, e non poteva essere altrimenti, &#8220;<strong>Intelligenza artificiale</strong>, per le figure di<em> </em>machine learning engineer, data scientist e big data engineer/architect&#8221;; e ancora &#8220;metodologie di <strong>penetration testing</strong> e red teaming, <strong>cyber threat intelligence</strong>, reverse engineering, <strong>malware analysis</strong> e digital forensic&#8221;; passando per l&#8217;algoritmica per la crittoanalisi, fino ad altre competenze che con il mondo della cyber security hanno poco da spartire. </p>



<p>Intanto cerchiamo di spiegare, al di là delle terminologie anglosassoni, di cosa si dovrebbero occupare le figure ricercate dai nostri 007: parlando di intelligenza artificiale, gli ingegneri del &#8220;machine learning&#8221; sono quelle figure deputate<a href="https://it.insideover.com/scienza/cosi-lintelligenza-artificiale-cambia-la-scienza-parla-il-fisico-di-bello.html"> all&#8217;<strong>addestramento dell&#8217;intelligenza artificiale</strong></a><strong> </strong>stessa che, per funzionare, deve attingere a una base dati in continuo aggiornamento. I &#8220;data scientist&#8221; sono figure che si occupano dell&#8217;analisi dei dati, della loro classificazione e organizzazione; l&#8217;architetto o ingegnere dei &#8220;big data&#8221; è colui/colei che &#8211; solitamente all&#8217;interno di un&#8217;azienda di grandi dimensioni &#8211; organizza il flusso e la distribuzione dei dati.</p>



<p>Parlando invece di &#8220;penetration testing&#8221; e &#8220;red teaming&#8221; si entra a piedi pari nel mondo della sicurezza informatica in senso stretto. Il penetration test, per esempio, è quel servizio offerto da aziende che si occupano di cyber security che simula un attacco ai sistemi informatici dell&#8217;azienda cliente, cercando un varco attraverso cui, appunto, penetrare, per poi consentire al cliente di intervenire e sanare la falla. Il red teaming è fondamentalmente la stessa cosa. Un gruppo di hacker &#8220;etici&#8221;, ovvero il &#8220;red team&#8221;, attacca i sistemi del cliente, al fine di sensibilizzarlo riguardo possibili problemi di sicurezza. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;intelligence oltre lo schermo</strong></h2>



<p>La cyber threat intelligence consiste nell&#8217;analisi e nell&#8217;interpretazione delle tecniche di attacco subite da un&#8217;azienda o un privato, ma anche di quelle tecniche più diffuse e conosciute che non si sono ancora manifestate. Serve fondamentalmente a <strong>prevenire attacchi futuri su base scientifica</strong>. Il reverse engineering e il malware analysis sono strettamente collegati. Il primo indica lo studio accurato di un attacco informatico per risalirne all&#8217;origine e comprende l&#8217;analisi e lo &#8220;smontaggio&#8221; di tutti gli strumenti utilizzati dall&#8217;attaccante per capirne il funzionamento. Stesso principio del malware analysis. Infine, il data forensic: un servizio offerto da poche realtà aziendali, ma che comincia a essere molto richiesto. Avete presente la scientifica che arriva sul luogo di un omicidio? Bene, più o meno si tratta della stessa cosa, solo che <strong>il crimine si è svolto oltre uno schermo e non c&#8217;è spargimento di sangue</strong>. Un servizio di data forensic, in poche parole, consente di raccogliere quelle prove che risulteranno poi fondamentali durante lo svolgimento di un processo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un gap tecnico e culturale</strong></h2>



<p>Spiegato cosa stiano cercando i nostri agenti segreti, passiamo alle considerazioni. Un annuncio del genere non fa che confermare una verità amara: nel settore della cyber security l&#8217;Italia è indietro anni luce rispetto ai <em>player </em>che si contendono la piazza nel far west della rete: se paesi come Israele, Stati Uniti, Corea del Nord, Russia, Iran, Cina già da anni investono ingentissime risorse su questo settore, avendone compreso l&#8217;importanza strategica, noi &#8211; già pienamente inseriti in un contesto come quello dell&#8217;Unione Europea, che un esperto come <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/pmi-italiane-e-cyber-security-uno-scenario-desolante.html"><strong>Alessandro Curioni</strong> definisce &#8220;<strong>un moscerino digitale</strong>&#8220;</a> &#8211; siamo agli ultimi posti. Manca in Italia una cultura della sicurezza informatica. Lo dimostrano i dati del Clusit e del Cnaipic (la branca della polizia postale che si occupa della tutela delle nostre infrastrutture critiche): l&#8217;Italia è sotto cyber attacco e ancora in pochi se ne accorgono.</p>



<p>Il fatto che solamente adesso la nostra intelligence vada alla ricerca di figure da inserire in questo specifico settore è indubbiamente il segnale che qualcosa si sta muovendo, ma, come detto, è anche la cartina tornasole di una situazione da cui difficilmente ci potremo sollevare soltanto per effetto di un interessamento dell&#8217;intelligence. A intervenire dev&#8217;essere lo Stato e deve farlo il prima possibile. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tante aziende, pochi esperti</strong></h2>



<p>C&#8217;è poi un altro aspetto da considerare: negli ultimi anni in Italia sono fioccate come funghi dopo la pioggia le aziende di cybersecurity dell&#8217;ultima ora. Dopotutto il piatto è ricco e il terreno è ancora un terreno vergine. C&#8217;è posto per tutti, anche per molti incompetenti. Il fatto è proprio questo: ciò che manca, nonostante il numero di aziende lasci pensare il contrario, sono persone davvero in grado di fare sicurezza informatica. <strong>Le eccellenze ci sono,</strong> ma rispetto allo scenario che già stiamo vivendo e che non fa che peggiorare di giorno in giorno, sono sempre troppo poche. Il rischio, ora, è che alcune di queste eccellenze, attratte da un mondo affascinante come quello dei servizi segreti, possano saltare il fosso e abbandonare il privato per gettarsi tra le braccia del pubblico. Negli anni è già successo. Non sono poche le aziende che hanno visto assottigliarsi le fila dei propri dipendenti passati nel mondo dell&#8217;intelligence: &#8220;Questo &#8211; ci dice una nostra fonte &#8211; nonostante le paghe non siano più alte. Anzi&#8221;.</p>



<p>Di tutt&#8217;altro avviso un&#8217;altra nostra fonte con cui abbiamo già avuto modo di approfondire diversi temi legati al mondo della cyber security: <strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/hacker-russi-tra-mito-e-realta.html">Daria </a></strong>(nome ovviamente in codice) è un&#8217;esperta del settore che per molti anni ha operato nei servizi segreti, salvo poi fare il percorso inverso e passare al privato &#8220;guadagno di più e faccio cose che mi piacciono&#8221; ci dice. A lei chiediamo se il rischio di un esodo verso il mondo dei servizi segreti sia un reale pericolo per il comparto del settore: &#8220;Diciamo che il rischio è minimo. Intanto c&#8217;è da dire una cosa: da sempre i servizi segreti appaltano all&#8217;esterno quei servizi che ora vorrebbero internalizzare, quindi non credo che cambierebbe molto lo scenario. E poi c&#8217;è un altro aspetto da considerare: quello degli hacker è un mondo di idealisti. Nessuno di quelli che conosco io passerebbe mai a lavorare per lo Stato. Lo fanno in segreto, quello si. Ma purché non si sappia in giro!&#8221;</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-italiana-cerca-hacker-da-reclutare.html">AAA Hacker cercansi per i servizi segreti italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia resta in Niger: la missione africana dell&#8217;intelligence</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/litalia-resta-in-niger-la-missione-africana-dellintelligence.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2024 09:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Mattei]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="437" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-600x243.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-1024x414.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-768x311.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>La diplomazia africana dell&#8217;intelligence italiana si rafforza. E lo fa per mezzo di una visita di alto profilo del direttore dell&#8217;Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (Aise), Giovanni Caravelli, a Niamey, capitale del Niger governato dal 26 luglio 2023 dalla giunta militare denominatasi Consiglio Nazionale per la Protezione della Patria (Cnsp) che ha detronizzato il capo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-resta-in-niger-la-missione-africana-dellintelligence.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-resta-in-niger-la-missione-africana-dellintelligence.html">L&#8217;Italia resta in Niger: la missione africana dell&#8217;intelligence</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="437" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-600x243.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-1024x414.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/GJyhgioXYAA4Xdr-1-e1711789492564-768x311.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>La <strong>diplomazia africana dell&#8217;intelligence</strong> italiana si rafforza. E lo fa per mezzo di una visita di alto profilo del <strong>direttore dell&#8217;Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (Aise)</strong>, <strong>Giovanni Caravelli</strong>, a Niamey, capitale del Niger governato dal 26 luglio 2023 dalla giunta militare denominatasi Consiglio Nazionale per la Protezione della Patria (Cnsp) che ha detronizzato il capo di Stato <strong>Mohamed Bazoum</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caravelli alla corte di Tiani: una missione diplomatica e d&#8217;intelligence?</h2>



<p>Caravelli, abruzzese, 63 anni, <strong>generale di corpo d&#8217;armata con alle spalle una lunghissima carriera</strong> nei reparti del Sismi, da comandante della Brigata Informazioni, Ricognizione e Guerra Elettronica dell&#8217;Esercito e dello strategico II Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa, dal 2020 guida attivamente l&#8217;Aise, inserendo il servizio esterno della Repubblica nel quadro di quella consolidata<a href="https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-intelligence-un-connubio-sempre-piu-forte.html"> &#8220;<strong>diplomazia dell&#8217;intelligence</strong>&#8221; </a>sempre più consolidata a livello internazionale. E l&#8217;Aise, come conferma una serie di operazioni ben consolidate nell&#8217;ultimo periodo e<a href="https://new.true-news.it/altro/intelligence-italia-caos-globale-documento" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> il resoconto delle attività del recente rapporto dei servizi al Parlamento, ha l&#8217;<strong>Africa come spazio d&#8217;azione sempre più privilegiato</strong>.</a></p>



<p>Nella giornata del 28 marzo Caravelli è stato Niamey per incontrare il Generale di Brigata Abdourahamane Tiani, presidente del Cnsp, organo padrone di fatto del Paese che nelle scorse settimane ha avviato <strong>una serie di svolte, come la decisione di chiudere le porte del Paese ai militari americani</strong> dopo che anche la Francia aveva scelto di ritirare le sue forze presenti nell&#8217;ex colonia di Parigi. L&#8217;<strong>Italia si trova oggi nella complessa situazione</strong> di doversi sobbarcare militarmente l&#8217;<strong>intera presenza occidentale </strong>in uno Stato dove la condotta politica non può esser letta in bianco e nero. </p>



<p>Da un lato, il Niger è governato da una giunta golpista che ha deposto Bazoum, leader vicino alla premier <strong>Giorgia Meloni</strong>, e ha mostrato attenzioni calorose per le altre giunte golpiste di Mali, Guinea e Burkina Faso, <strong>apertamente vicine alla Russia e al Gruppo Wagner</strong>. Ma dall&#8217;altro, è il <em>pied-a-terre</em> necessario su cui ogni strategia politica volta a stabilizzare l&#8217;Africa subsahariana deve incardinarsi. Un Paese in cui l&#8217;esercito combatte duramente contro <strong>un&#8217;escalation terroristica</strong> che di recente ha prodotto un <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-niger-gli-attentati-paralleli-dellisis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">violento attacco dell&#8217;Isis</a></strong> contro le forze dell&#8217;esercito nazionale, oscurato dai paralleli fatti russi, <a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/niger-30-militari-uccisi-in-un-recente-attacco-dellisis/">che ha causato 30 morti.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">🇮🇹 🇳🇪 استقبل فخامة العميد عبد الرحمن تياني، رئيس المجلس الوطني لحماية الوطن رئيس الدولة،  السيد جيوفاني كارافيلي، الوزير المستشار لرئيسة وزراء الحكومة الإيطالية جيورجيا ميلوني<br><br> وقد حمل السيد جيوفاني كارافيلي، رسالة تضامن من رئيس وزراء الحكومة الإيطالية جيورجيا ميلوني، مؤكدا بذلك… <a href="https://t.co/J5gIORoFHX">pic.twitter.com/J5gIORoFHX</a></p>&mdash; النيجر بالعربية (@NigerAR) <a href="https://twitter.com/NigerAR/status/1773474959257428027?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia che resta in Africa</h2>



<p>L&#8217;Italia non ha abbandonato la <strong>missione di sostegno alle forze nigerine </strong>contro il terrorismo. Il comunicato del Cnsp che offre il resoconto del colloquio tra Caravelli e Tiani, capo di Stato di fatto del Niger, dice esplicitamente che la giunta nigerina &#8220;ha elogiato la professionalità e l&#8217;esemplarità degli istruttori italiani durante le loro missioni con le Forze Armate nigerine. Infine, l’Italia è impegnata a sostenere il Niger sia materialmente che in termini di capacità, per affrontare al meglio le sfide alla sicurezza&#8221;. Nella <strong>geopolitica africana non esiste, come detto bianco e nero</strong>. Anche gli Stati Uniti si sono trovati di fronte al dilemma securitario in <strong>Burkina Faso: sostenere la giunta militare filorussa contro i jihadisti</strong> o lasciare il campo, favorendo l&#8217;inserimento dei gruppi militanti e dei rivali come la Wagner? La scelta è andata sulla prima ipotesi.</p>



<p>Per l&#8217;Italia in Niger la questione è più lineare: Roma dall&#8217;inizio della crisi nigerina ha sempre evitato di <strong>alzare eccessivamente i toni</strong>, conscia della presenza dei militari italiani in loco e della delicatezza della loro missione. Al contempo, lo sdoganamento del <strong>Piano Mattei immaginato da Meloni</strong> e dal suo governo per rafforzare la presenza italiana in Africa impone un surplus di equilibrio e attenzione. A cui si aggiunge il <strong>vero asset strategico italiano in Africa</strong>: l&#8217;attività, pervasiva e dinamica, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-grande-gioco-dellintelligence-italiana-nellafrica-post-francese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dei servizi segreti di cui su queste colonne si era scritto.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La postura securitaria dell&#8217;Aise in Africa</h2>



<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;intelligence, Aise in testa, è <strong>alzare il livello e aumentare la profondità delle informazioni della sicurezza</strong> del sistema-Paese e della prevenzione espandendo il raggio d&#8217;azione in Africa dell&#8217;operatività del sistema informativo per la sicurezza della Repubblica. La recente liberazione in Mali di tre ostaggi italiani, Maria Donata Caivano, Rocco Langone e il figlio Giovanni, rapiti nel 2022 si somma all&#8217;attiva presenza in Niger e, in secondo luogo, Burkina Faso degli addestratori italiani. Nel <strong>grande &#8220;buco nero</strong>&#8221; africano segnato da una cintura di golpe e crisi che va dall&#8217;Atlantico al Mar Rosso attraverso i cambi di regime, le guerre civili o le tensioni in diversi Paesi divenuti sempre più instabili negli ultimi anni (Mali, Niger, Guinea, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso, Ciad, Sudan, Sud Sudan) mantenere un <strong>punto d&#8217;appoggio in profondità è fondamentale</strong>. Anche, se non soprattutto, per espandere oltre il Maghreb la presenza di Roma, già ben chiara in Libia e in Paesi con cui i rapporti politici, economici e securitari sono importanti come Algeria, Tunisia ed Egitto.</p>



<p>Nel gioco di bilanciamento, il <strong>flusso costante di informazioni è vitale. E i servizi segreti italiani</strong> ne rappresentano la <strong>garanzia operativa e strategica</strong>. Un&#8217;assicurazione sulla vita della proiezione dell&#8217;interesse nazionale italiano. Roma, oggigiorno, può dire di potersi spingere laddove altri Stati hanno le porte chiuse. In Niger questo rende Roma strategica per l&#8217;Occidente e il campo euro-atlantico. Far buon uso di questa proiezione, contribuendo a stabilizzare un quadrante di mondo oggetto delle pressioni e degli appetiti di diverse potenze, è vitale per ridurre le tensioni su fronti come l&#8217;escalation terroristica, la competizione tra Stati nell&#8217;Africa occidentale, i traffici di esseri umani. La sicurezza nazionale si difende anche, se non soprattutto, fuori dai confini del Paese. E l&#8217;Africa non può essere ignorata. Caravelli e l&#8217;Aise, che ereditano la postura &#8220;africana&#8221; dei servizi plasmata nell&#8217;era di <strong>Alberto Manenti, lo sanno bene</strong>. E agiscono di conseguenza tenendo attivi rapporti delicati ma strategici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-resta-in-niger-la-missione-africana-dellintelligence.html">L&#8217;Italia resta in Niger: la missione africana dell&#8217;intelligence</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;intelligence ricorda gli 007 morti sul Lago Maggiore: in che missione erano impegnati?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-ricorda-gli-007-morti-sul-lago-maggiore-in-che-missione-erano-impegnati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 13:12:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[AISE]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Nella giornata della commemorazione dei caduti dell&#8217;Intelligence italiana &#8211; donne e uomini che più di ogni altro hanno contribuito a garantire con le loro elevate capacità, l&#8217;abnegazione e il senso del dovere, la nostra sicurezza &#8211; sono state ricordate presso la sede dell&#8217;organo di coordinamento dei servizi segreti italiani, il DIS (Dipartimento delle Informazioni per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-ricorda-gli-007-morti-sul-lago-maggiore-in-che-missione-erano-impegnati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-ricorda-gli-007-morti-sul-lago-maggiore-in-che-missione-erano-impegnati.html">L&#8217;intelligence ricorda gli 007 morti sul Lago Maggiore: in che missione erano impegnati?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Cerimonia-caduti-2024-12-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Nella giornata della commemorazione dei caduti dell&#8217;<strong>Intelligence italiana</strong> &#8211; donne e uomini che più di ogni altro hanno contribuito a garantire con le loro elevate capacità, l&#8217;abnegazione e il senso del dovere, la nostra <strong>sicurezza</strong> &#8211; sono state ricordate presso la sede dell&#8217;organo di coordinamento dei servizi segreti italiani, il DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), le storie di impegno e sacrificio di <strong>Vincenzo Li Causi</strong>, caduto in Somalia nel 1993; di <strong>Nicola Calipari</strong>, caduto in Iraq nel 2005 mentre proteggeva con il suo stesso corpo la giornalista Ilaria Sgrena; di <strong>Lorenzo D’Auria</strong> e <strong>Pietro Antonio Colazzo</strong>, caduti in Afganistan nel 2005 e nel 2007 per mano dei talebani; e in ultimo di<strong> Claudio Alonzi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Tiziana Barnobi</strong>, scomparsi entrambi lo scorso maggio  sul Lago Maggiore.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funziona-lintelligence-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dis, Aisi, Aise: come funzionano i servizi segreti italiani</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Nella menzione comparsa sulla parete della memoria, <a href="https://www.sicurezzanazionale.gov.it/data/cms/posts/92/attachments/e937caf8-b261-4b40-b39f-8fe9a9f6a6bb/download?view=true">pubblicata</a> sul sito del DIS, i due agenti dell&#8217;<strong>AISE</strong>, l&#8217;agenzia informazioni e sicurezza esterna, ossia il nostro servizio segreto operate all&#8217;estero, si legge distintamente nella nota di entrambi: &#8220;Perde la vita nelle acque del <strong>Lago Maggiore</strong>, il 28 maggio 2023, nel corso dello svolgimento di una <strong>delicata attività operativa</strong> con Servizi Collegati Esteri&#8221;. </p>



<p>Queste precise parole hanno attirato l&#8217;attenzione durante la cerimonia di commemorazione dei Caduti dell’Intelligence italiana avvenuta venerdì 22 marzo presso la sede dell&#8217;intelligence di Piazza Dante, alla presenza del sottosegretario del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano. Tanto da spingerci a riandare con la memoria ai fatti che nel maggio del 2023 destarono <strong>sospetti</strong> per via delle dinamiche estremamente particolari del <strong>tragico incidente</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="736" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-25-alle-12.14.37-1024x736.jpeg" alt="" class="wp-image-416901" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-25-alle-12.14.37-1024x736.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-25-alle-12.14.37-600x432.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-25-alle-12.14.37-300x216.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-25-alle-12.14.37-768x552.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-25-alle-12.14.37.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incidente del Lago Maggiore</h2>



<p>Seguito dalla stampa con poca attenzione e per un breve lasso di tempo, in confronto alla copertura mediatica concessa a fatti assai meno rilevanti, il &#8220;misterioso&#8221; incidente mortale che si consumò sul Lago Maggiore in un giorno di pioggia dello scorso maggio vide come protagonista un <strong>natante da turismo</strong> dal nome inconsueto &#8211; “<em>Gooduria</em>“ &#8211; lungo poco più di 15 metri e battente bandiera Slovena. Proprietà di Claudio Carminati.</p>



<p>Secondo quanto riportato allora, la barca, noleggiata per una festa di compleanno, era uscita dal porto nonostante le condizioni meteorologiche poco adatta a una gita sul lago, e si era ribaltata con l&#8217;imperversare del maltempo. A bordo erano 21 di persone, identificate solo in un secondo momento come funzionari di diverse agenzie d&#8217;intelligence. In particolare del succitato Aise, dell&#8217;Aisi, agenzia informazioni e sicurezza interna,&nbsp;e del <strong>Mossad</strong>, il servizio segreto dello <strong>Stato d&#8217;Israele</strong>.</p>



<p>Nell&#8217;incidente persero la vita <strong>quattro persone</strong>: un ex-agente del servizio segreto israeliano, due funzionari dell’intelligence italiana &#8211; Alonzi e Barnobi &#8211; e la moglie del comandante dell’imbarcazione, <strong>Anya Bozhkova</strong> di origini russe. La peculiare commistione degli ospiti a bordo destò sospetti fin dal primo momento, benché la gita potesse essere una semplice rimpatriata tra ex-colleghi che aveva condiviso esperienze lavorative nel passato. Questo se solo alcuni siti specializzati in intelligence, tra cui mansioniamo l&#8217;israeliano <em><a href="https://intellitimes.co.il">Intelli Times</a></em>, non avessero suggerito la tesi dell&#8217;<strong>operazione di controproliferazione</strong>. Ipotizzando che la festa sul lago altro non fosse che una singolare copertura per l&#8217;incontro tra agenti d&#8217;intelligence che dovevano<a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-usa-sgonfia-la-minaccia-iraniana-su-programma-nucleare-e-hamas.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> &#8220;parlare di <strong>Iran</strong>&#8220;. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ipotesi di allora</h2>



<p>Al tempo le ipotesi avanzate da&nbsp;<em>Intelli Times</em> citarono come come target dello scambio informativo &#8220;gli sforzi nucleari iraniani nel sito di Fordow, situato nel sottosuolo a sud di Teheran&#8221;. Segnalavano la prossimità del Lago Maggiore alla città di Milano, dove i funzionari dell&#8217;intelligence avevano soggiornato in appartamenti legati ai servizi, e al &#8220;Centro comune di ricerca dell’Unione europea a Ispra&#8221;; parlavano della possibilità che si fosse discussa di una questione legato ad alcune tonnellate di <strong>uranio</strong> naturale recentemente sparite da un sito in Libia; citavano un incontro tra il premier israeliano&nbsp;<strong>Benjamin Netanyahu&nbsp;</strong>e la premier&nbsp;<strong>Giorgia Meloni</strong> durante il quale si era parlato anche di “questioni legate al nucleare iraniano”; e in ultimo discutevano dell&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/servizi-segreti-russi-e-italia-i-casi-oscuri-degli-ultimi-10-2286541.html">esfiltrazione</a> di&nbsp;<strong>Artem Uss</strong>, il figlio di un oligarca russo segnalato dalla <strong>Cia</strong>, arrestato dalle nostre autorità, e portato all&#8217;estero da agenti del servizio segreto russo prima delle procedure di estradizione.</p>



<p>Su tali e ulteriori ipotesi, e sulla vera natura della missione che ha evidentemente visto un ruolo operativo per gli agenti <strong>Claudio Alonzi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Tiziana Barnobi</strong>, non c&#8217;è alcuna informazione certa. Come ovvia consuetudine nel campo dello spionaggio e del controspionaggio. Ad eccezione, questo necessario ricordalo, della perdita di due fedeli servitori dello Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-ricorda-gli-007-morti-sul-lago-maggiore-in-che-missione-erano-impegnati.html">L&#8217;intelligence ricorda gli 007 morti sul Lago Maggiore: in che missione erano impegnati?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mino Pecorelli: a 45 anni dall&#8217;omicidio tante domande e nessuna risposta</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/mino-pecorelli-45-anni-fa-lomicidio-di-un-giornalista-di-razza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 06:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[P2]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319141550104_1c796edf72c9d8fa281343d84020c783.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319141550104_1c796edf72c9d8fa281343d84020c783.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319141550104_1c796edf72c9d8fa281343d84020c783-600x452.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319141550104_1c796edf72c9d8fa281343d84020c783-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319141550104_1c796edf72c9d8fa281343d84020c783-1024x771.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319141550104_1c796edf72c9d8fa281343d84020c783-768x579.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Quattro colpi di pistola sparati attraverso il finestrino della sua automobile. Il primo sulla bocca, quasi a volergliela simbolicamente chiudere per sempre. Muore così Carmine, da tutti chiamato Mino Pecorelli. Era la sera del 20 marzo 1979 e da quel giorno, quando in via Orazio, nel quartiere Prati di Roma, echeggiano le quattro esplosioni, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/mino-pecorelli-45-anni-fa-lomicidio-di-un-giornalista-di-razza.html">[...]</a></p>
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<p>Quattro colpi di pistola sparati attraverso il finestrino della sua automobile. Il primo sulla bocca, quasi a volergliela simbolicamente chiudere per sempre. Muore così Carmine, da tutti chiamato Mino Pecorelli. Era la sera del 20 marzo 1979 e da quel giorno, quando in via Orazio, nel quartiere Prati di Roma, echeggiano le quattro esplosioni, il suo nome entra nell’olimpo dei <strong>misteri italiani</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli esordi </strong></h2>



<p>Mino Pecorelli era un giornalista di razza. Fondatore di Osservatorio politico, meglio conosciuto come <strong>Op</strong>, prima agenzia di stampa e poi settimanale, Pecorelli si era fatto largo nel mondo dell’informazione a spallate. A sedici anni<strong> combatte contro i nazisti a <a href="https://it.insideover.com/storia/montecassino-44-silenzio-e-memoria-nellabbazia-martire-della-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Montecassino</a></strong>, inquadrato nelle formazioni dell’esercito polacco; laureatosi poi in giurisprudenza, comincia a muovere i primi passi nella zona grigia della Capitale d’Italia come avvocato specializzato in diritto fallimentare. Il primo approccio con l’ambiente dell’informazione avviene quando diventa capo ufficio stampa del deputato e più volte ministro della Democrazia cristiana Fiorentino Sullo, ma il vero salto avviene con il suo ingresso prima come collaboratore, poi come socio dell’editore, a <strong>Nuovo Mondo d’Oggi</strong>, rivista specializzata in retroscena di potere che, nell’ottobre del 1968, venne chiusa previo accordo con <strong>Federico Umberto D’Amato</strong>, il potente direttore dell’<strong>Ufficio Affari Riservati del ministero dell’Interno</strong>. Questa battuta d’arresto costituì per Pecorelli il trampolino di lancio. Pochi giorni dopo la fine di Nuovo Mondo d’Oggi, il 22 ottobre 1968 fondò la testata che lo rese celebre: Op.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le ombre sul suo conto</strong></h2>



<p>Nell’arco di poco più di un decennio, tra mille problemi di natura economica che più volte portano Op sull’orlo della chiusura, Mino Pecorelli segna alcune pagine di giornalismo che resteranno nella storia. I suoi sono scoop che attingono a informazioni di prima mano, le sue erano <strong>fonti formidabili</strong>, spesso inserite in ruoli chiave o apicali delle sedi che contano: <strong>politica, servizi segreti, massoneria, ambiente militare</strong>. Per decenni, dopo la sua morte, il suo nome è stato infangato da un sostantivo: ricattatore. Tanti giornalisti deprecarono i metodi di Pecorelli, arrivando a dire che, in fondo, quella fine se l’era cercata. Gli stessi giornalisti che cannibalizzarono il suo lavoro, che utilizzarono le stesse sue fonti, che in molti casi applicarono un metodo giornalistico ancora più spregiudicato. Solamente nel 2019 la FNSI, Federazione Nazionale Stampa Italiana, ha messo ufficialmente fine a questa narrazione distorta, diventando insieme alla sorella del giornalista ucciso, Rosita Pecorelli, parte civile nell’ambito dell’inchiesta aperta a Roma dal pm Erminio Amelio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il maestro del giornalismo d&#8217;assalto</strong></h2>



<p>Nonostante questo impulso, scaturito da una possibile nuova pista investigativa che portava agli ambienti di <strong>Avanguardia Nazionale</strong>, a distanza cinque anni, nell’anniversario dei<strong> 45 anni dall’uccisione</strong> di Pecorelli, la verità sembra destinata a restare nelle nebbie che avvolgono ancora troppi misteri italiani. Gli stessi misteri su cui Mino indagava senza freni, talvolta prestandosi al gioco di un qualche potente da cui poi si sbrigliava e che, spesso, restava a sua volta “vittima” di un giornalismo d’assalto, che toccava il cuore del vero potere senza guanti.</p>



<p>Dalla massoneria in Vaticano al <strong>caso Moro</strong>, dal <strong>Golpe Borghese</strong>, al dossier Mi.Fo.Biali e lo<strong> scandalo petroli</strong>, passando per il caso Sindona. Mino <strong>Pecorelli faceva lo slalom tra i fili dell’alta tensione</strong> e, a distanza di tanto tempo, capire da quale di questi fili è rimasto fulminato non è impresa semplice. Negli anni i nomi accostati al delitto sono stati tanti, tutti pesantissimi. Pecorelli aveva pestato i piedi a tanti: da<strong> Licio Gelli</strong> ai fratelli Claudio e Wilfredo Vitalone, rispettivamente magistrato e avvocato; da Vito Miceli, direttore del Sisde, a Giovanni Leone, presidente della Repubblica. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Divo e il giornalista</strong></h2>



<p>Certamente il nome più celebre accostato a quello del giornalista è quello di<a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Giulio Andreotti</strong>,</a> più volte ospitato tra le pagine di Op e a lungo indagato e processato in quanto <strong>presunto mandante dell’omicidio</strong>. Andreotti verrà assolto per non aver commesso il fatto – insieme a tutti gli altri indagati (tra cui <strong>Massimo Carminati</strong>, Gaetano Badalamenti, <strong>Pippo Calò</strong>) – nel 1999. Il 17 novembre 2002, però, la Corte d’Assise d’Appello di Perugia lo condannò insieme al boss di Cosa nostra Badalamenti a 24 anni di carcere, condanna annullata senza rinvio l’anno successivo, il 30 ottobre 2003.</p>



<p>Un rapporto sicuramente particolare, quello tra Pecorelli e Andreotti che, seppur da posizioni molto distanti, non veniva meno a un certo spirito cavalleresco. È noto – e raccontato anche da Rosita Pecorelli – che i due si scambiassero consigli su come alleviare le feroci emicranie che affliggevano entrambi.</p>



<p>Al di là dell’aneddotica, un fatto è certo: a giovare dalla morte di Pecorelli sono stati in molti. E se i colleghi fecero a gara dopo l’uccisione per dire che non lo conoscevano e con lui non avevano avuto nulla a che fare, di lui hanno parlato invece molti pentiti della <strong>Banda della Magliana</strong>, tra cui <strong>Maurizio Abbatino</strong>, <strong>Antonio Mancini</strong>, Fabiola Moretti, Vittorio Carnovale. Tutti più o meno concordi del dire che Pecorelli è stato ucciso perché dava fastidio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;enigma di Tony Chichiarelli</strong></h2>



<p>L’unico, forse, che su Pecorelli avrebbe potuto dire esattamente quanto era accaduto è un altro personaggio enigmatico, che verrà ucciso da misteriosi killer nel 1984: <strong>Antonio – Tony – Chichiarelli</strong>. Rapinatore, abile falsario, vicino ad ambienti dell’estrema sinistra così come a quelli dell’estrema destra, amico di Danilo Abbruciati e Franco Giuseppucci, entrambi boss della Banda della Magliana, contiguo ad ambienti più o meno riconducibili ai servizi segreti. Chichiarelli venne visto da Franca Mangiavacca, collaboratrice e compagna di Pecorelli, nei pressi della redazione di Op, sita in Via Tacito 90, la via parallela a quella in cui il giornalista fu ucciso, in due occasioni nei giorni precedenti all’agguato. Sempre Chichiarelli, il giorno dopo l’omicidio, il 21 marzo del 1979, fece ritrovare all’interno di un taxi un borsello al cui interno, tra le varie cose, c’era un’inquietante scheda in cui si riportava il resoconto di un pedinamento effettuato in preparazione dell’omicidio. Probabilmente, come il resto del contenuto di quel borsello, un messaggio ben preciso rivolto a chi aveva orecchie per sentire.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pecorelli e la P2</strong></h2>



<p>Tra le tante leggende che come gramigna sono cresciute intorno a questo caso, anche quella del rapporto di Pecorelli con la massoneria e, nello specifico, con la <strong>P2</strong>, cui si sarebbe iscritto (in casa sua venne ritrovata la tessera e il suo nome comparirà nel 1981 nelle famose liste di Castiglion Fibocchi). C’è però un dettaglio raccontato dal figlio di Mino, Stefano Pecorelli, oggi residente in Sudafrica, che il giorno dopo l’omicidio si recò in casa del padre, trovandola letteralmente <strong>devastata dal passaggio degli investigatori</strong> guidati dal pm Domenico Sica. Si è sempre detto che in casa di Pecorelli vennero ritrovati i <strong>paramenti massonici</strong>, dal grembiule agli immancabili guanti bianchi. È vero. Ma è il modo in cui furono trovati a lasciare perplessi: in mezzo al pandemonio di una casa rivoltata come un calzino, stando al ricordo di Stefano, l’unico cassetto rimasto intatto, con il contenuto ordinatamente piegato al suo interno, era proprio quello contenente i paramenti di cui si è sempre parlato. Il che suggerirebbe una sorta di messaggio neanche troppo velato.</p>



<p>In conclusione, quello che auspichiamo, soprattutto per soddisfare la fame di verità che da 45 anni attanaglia la sorella Rosita e il figlio Stefano, è che mosso da un rigurgito di coscienza qualcuno possa finalmente dire e, soprattutto, dimostrare come siano davvero andate le cose. Una speranza piuttosto debole, a dirla tutta, ma senza la quale dovremmo arrenderci al fatto quello di Mino Pecorelli resterà per sempre un caso irrisolto.</p>
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		<title>30 anni fa lo scoop fatale di Ilaria Alpi</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/nellultima-intervista-di-ilaria-alpi-la-chiave-del-mistero-della-sua-morte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 06:42:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-600x442.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-768x565.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, Somalia, è un giorno di ordinaria follia. Le truppe italiane, integrate nell’operazione a guida delle Nazioni Unite Restore Hope, stanno infatti smobilitando, così come anche quelle americane, belghe, francesi e svedesi, lasciando il terreno libero a bande armate e criminali fino a quel momento rimaste a margine dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/nellultima-intervista-di-ilaria-alpi-la-chiave-del-mistero-della-sua-morte.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-600x442.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240319153230967_a41e7767fc55fadb54e53152810c80b8-768x565.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, Somalia, è un giorno di ordinaria follia. Le truppe italiane, integrate nell’operazione a guida delle Nazioni Unite <em><strong>Restore Hope</strong>,</em> stanno infatti smobilitando, così come anche quelle americane, belghe, francesi e svedesi, lasciando il terreno libero a<strong> bande armate e criminali</strong> fino a quel momento rimaste a margine dopo l’intervento a gamba tesa dell’occidente volto a stroncare la <strong>guerra civile</strong> scoppiata dopo la caduta del dittatore<strong> Siad Barre</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;agguato dalle dinamiche mai chiarite</strong></h2>



<p>In questo contesto di fuggi fuggi generale, una jeep sfreccia diretta a Mogadiscio, di ritorno dal porto di Bosaso, città costiera in quel momento controllata dal “sultano” Abdullahi Moussa Bogor. Su quella Jeep, oltre all’autista e a un uomo armato di scorta, ci sono la giornalista Rai<strong> Ilaria Alpi</strong> e l’operatore <strong>Miran Hrovatin</strong>. A Bosaso hanno fatto un’intervista proprio a lui, il sultano, capo dei ribelli migiurtini. Due ore di registrazione, stando alla testimonianza resa anni dopo dallo stesso Bogor. Ci torneremo. Ilaria e Miran stanno rientrando in albergo per lavorare il materiale che, come anticipato da Ilaria in una delle sue ultime comunicazioni con la redazione, è esplosivo. Purtroppo non arriveranno mai a destinazione.</p>



<p>Quanto accaduto nei pressi dell’ambasciata italiana di Mogadiscio, a pochi metri dall’hotel Hamana, è da trent’anni un mistero che né i processi, né una commissione parlamentare d’inchiesta sono riusciti a dipanare. <strong>Un mistero alimentato da false testimonianze, depistaggi, menzogne</strong> alimentate da personaggi che di volta in volta si sono presi la scena per recitare la loro commedia, insensibili verso la tragedia di una madre e un padre che fino alla fine dei loro giorni si sono battuti invano per la verità.</p>



<p><strong>Un agguato</strong>. Di certo si sa solo questo. I colpi di arma da fuoco sparati non si capisce da dove, se da lontano, come stabilito in una prima fase di indagini, o se a distanza ravvicinata, tipo<strong> un’esecuzione</strong>, come stabilito da un’autopsia sul corpo di Ilaria disposta solo dopo due anni dall’omicidio. L’altra cosa certa di questa storia è che alla redazione di Rai Tre giunsero solamente circa 13 minuti di girato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il mistero delle registrazioni manipolate</strong></h2>



<p>Le cassette con il girato ripreso a Bosaso giunsero a Roma insieme ai corpi di Ilaria e Miran, chiuse in un borsone sigillato che, però, fu ritrovato aperto. A togliere i sigilli, un giornalista della Rai che spiegò di aver ricevuto preciso incarico dal direttore generale, anche se poi, in sede di Commissione, il suo racconto mutò sensibilmente e si riempì di &#8220;non ricordo&#8221;. </p>



<p>Del <strong>contenuto esplosivo</strong> annunciato da Ilaria qualche giorno prima della morte, restano appena 13 minuti. Possibile fosse tutto qui? Difficile da credere, soprattutto perché di questi 13 minuti, quelli davvero interessanti non sono più di cinque. Ad aggiungere mistero sull&#8217;integrità di questi filmati anche la testimonianza &#8211; per quanto controversa &#8211; di Abdullahi Moussa Bogor, che, sentito in Commissione Alpi nel 2006, affermò che l&#8217;intervista rilasciata alla giornalista uccisa superava abbondantemente le due ore. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il porto dei misteri</strong></h2>



<p>Nonostante una certezza su come siano davvero andate le cose quel giorno di trent&#8217;anni fa non c&#8217;è, è molto probabile che la causa dell&#8217;uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin vada ricercata in quell&#8217;ultima intervista raccolta a Bosaso, cittadina nel nord della Somalia, piuttosto defilata rispetto alla ben più centrale e caotica Mogadiscio. Un luogo di mare dove Ilaria non è capitata per caso. </p>



<p>Bosaso era probabilmente <strong>uno dei centri nevralgici dei traffici di armi e rifiuti </strong>su cui da tempo la giornalista stava indagando, supportata da un fiuto investigativo invidiabile e avvalendosi di fonti di primissima mano. Ormai è accertato un collegamento tra Ilaria e<strong> l&#8217;agente segreto Vincenzo Li Causi</strong>, ucciso proprio in Somalia pochi mesi prima, anche lui in circostanze mai del tutto chiarite. Sono in tanti a ritenere che Li Causi avesse indirizzato Ilaria sulla pista giusta da seguire. Una pista che potrebbe averla portata fino al &#8220;sultano&#8221; Bogor. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le navi Shifco</strong></h2>



<p>Il video dell&#8217;intervista, o meglio, del frammento superstite, è reperibile facilmente in rete. Ilaria è di spalle, l&#8217;obiettivo di Miran riprende in primo piano Abdullahi Moussa Bogor, che sembra a suo agio nel rispondere in un italiano pressoché perfetto a domande di carattere generale sulle condizioni di vita in quella regione della Somalia. I due sono in sintonia, scherzano, il clima è disteso. Poi Ilaria trova il varco in cui infilarsi: &#8220;Senta, cambio completamente argomento, parlano di questo scandalo di questo proprietario somalo con passaporto italiano, si chiama Mugne, che avrebbe preso queste navi che erano proprietà dello Stato e le avrebbe usate per uso privato&#8221;. </p>



<p>Ilaria si sta riferendo a <strong>Omar Said Mugne</strong>, un nome che torna spesso in molte vicende torbide. Su di lui, per esempio, stava indagando anche <strong>Mario Ferraro</strong>, altro 007 del Sismi morto in circostanze a dir poco dubbie nel 1995. Lo scandalo di cui parla &#8211; uno scandalo a dire il vero non così noto in Italia, almeno in quel momento &#8211; riguarda la flotta di pescherecci riconducibili alla società <strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/scorie-radioattive-e-navi-a-perdere-nellitalia-degli-anni-novanta.html">Shifco</a></strong>, di cui Mugne era amministratore, ma il cui socio di maggioranza era italiano: Paolo Malavasi.</p>



<p>L&#8217;uso privato cui allude Ilaria, vedeva questi pescherecci, donati dal governo italiano a quello somalo negli anni Ottanta, trasportare non pesce, ma armi e rifiuti. </p>



<p>Nel sentire questa domanda, Bogor sembra colto di sorpresa. Guarda velocemente in camera e poi, riferendosi a Mugne, risponde con una domanda: &#8220;Lui? Lui solo?&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La società italiana</strong></h2>



<p>Ilaria ride e specifica &#8220;Beh, lui con altre persone, le chiedo di spiegarmi cosa è successo&#8221;. Il sultano comincia il suo racconto. Dice che Omar Said Mugne era a capo della flotta Shifco già prima di quello che chiama il &#8220;collasso&#8221;, ovvero la caduta di Siad Barre e l&#8217;inizio della guerra civile: &#8220;Quando è venuto il collasso, si è preso le navi, ha fatto scendere gli equipaggi somali in Tanzania e se l&#8217;è squagliata con le navi in Italia&#8221;. Poi aggiunge un dettaglio: &#8220;Parte di questa proprietà apparteneva ad una società italiana [&#8230;] Mugne non era niente e non è niente tutt&#8217;ora.. è la società che manovra&#8221;. </p>



<p>Ilaria chiede il nome della società, che evidentemente è qualcosa di diverso rispetto alla Shifco, di cui è a conoscenza. Il somalo ride &#8220;tu lo sai il nome&#8221;, le dice. Ilaria insiste, ma il sultano la prende in giro, le dice che allora lo deve scoprire da sola, che deve guadagnarsi il pane. Anche sullo sfondo si sentono delle persone ridere divertite dal siparietto che si è venuto a creare. Tuttavia, all&#8217;improvviso, Bogor si fa serio: &#8220;Non posso, sai, queste società hanno..&#8221; fa un gesto con le mani, quasi a voler indicare i tentacoli di una piovra, poi termina la frase: &#8220;Hanno dovunque dei lacché&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nave ostaggio</strong></h2>



<p>L&#8217;uomo spiega che tra questa società e l&#8217;ex dittatore Siad Barre c&#8217;era un accordo. Accordo non rinnovato con il successore Ali Mahdi. Ilaria gli chiede dove si trovino ora le navi della Shifco, se in Somalia o in Italia, ed è a questo punto che il sultano cala l&#8217;asso: dice che da qualche giorno una delle navi della Shifco è nelle sue mani, equipaggio compreso. La giornalista sembra stupita, Bogor le chiede se è perché ha qualche parente nell&#8217;equipaggio. Lei sta al gioco, ma poi chiede di poter vedere la nave. </p>



<p>Il sultano aggrotta la fronte, è sorpreso dall&#8217;intraprendenza della giornalista: &#8220;Perché la devi vedere? Prendi informazioni e basta&#8221;. Ne nasce un botta e risposta serrato. L&#8217;uomo le dice che se vuole vedere la nave deve usare un satellite poi, dopo un po&#8217;, la conversazione stagna. Il somalo indica con un cenno la telecamera, Ilaria si volta per l&#8217;unica volta verso la macchina, ne scorgiamo il profilo, e lo rassicura non un&#8217;alzata di spalle. Poi un leggero stacco fa intuire che il video sia stato probabilmente tagliato. Pochi secondi, perché la conversazione sembra comunque proseguire comprensibile. Cosa si siano detti in quei secondi è ad oggi un mistero. </p>



<p>Probabilmente, ma questa è solo un&#8217;ipotesi, peraltro nemmeno originale, Ilaria riuscì a convincere Bogor a farsi accompagnare alla nave, che si chiamava<strong> Faraax Omar</strong>. Una volta lì, probabilmente avrà insistito per entrare a vedere e per parlare con l&#8217;equipaggio. Ecco, se tutto questo fosse realmente accaduto, allora sì, sarebbe giustificata quella telefonata alla Rai in cui Ilaria diceva di avere tra le mani qualcosa di eccezionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo scoop fatale</strong></h2>



<p>Infine, ci sia concessa una riflessione sul contenuto di questo frammento superstite e, in particolare, sugli ultimi minuti: considerando quello che si è innescato dopo la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin &#8211; i depistaggi già richiamati, le indagini controverse,<a href="https://it.insideover.com/criminalita/ilaria-alpi-unaltra-strana-morte-in-somalia-riapre-la-pista-italiana.html"> l&#8217;ingiusta detenzione di un capro espiatorio</a> -, è davvero possibile che se la manipolazione del video c&#8217;è stata, sia rimasto intatto un frammento che probabilmente è il cuore pulsante dell&#8217;intervista al &#8220;sultano&#8221;? Possibile che chi ha proceduto alla censura del girato &#8211; sicuramente su indicazione di qualcuno &#8211; abbia mantenuto i minuti in cui si parla della Shifco, con tutto ciò che ne è conseguito, soprattutto in termini di inchieste giornalistiche? </p>



<p>Se si da credito all&#8217;ipotesi della manipolazione, allora si ha l&#8217;impressione che, nel togliere, si sia consapevolmente dato risalto a un dettaglio che ancora oggi viene tenuto in grande considerazione ma che forse è uno specchietto per le allodole. Evidentemente c&#8217;era ben altro da nascondere, qualcosa di ben più compromettente che ha giustificato il &#8220;sacrificio&#8221; della Shifco. Se così non fosse, significherebbe che chi ha tagliato il filmato si sia sbagliato, lasciando la parte compromettente. </p>



<p>Una risposta, allo stato attuale, è impossibile fornirla. Gli unici a poter venire in nostro soccorso sarebbero proprio loro, Ilaria e Miran, lei con le domande, lui con le immagini. Se mai quella parte tagliata dell&#8217;intervista sbucasse fuori da qualche archivio blindato, allora sì, conosceremmo molto probabilmente lo scoop che ha determinato la morte di entrambi. E dopo trent&#8217;anni sarebbe una magra consolazione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/nellultima-intervista-di-ilaria-alpi-la-chiave-del-mistero-della-sua-morte.html">30 anni fa lo scoop fatale di Ilaria Alpi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il caso Moro e l&#8217;Italia &#8220;sorvegliata speciale&#8221; nella Nato. Parla Vincenzo Scotti</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/il-caso-moro-e-litalia-sorvegliata-speciale-nella-nato-parla-vincenzo-scotti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2024 08:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1544" height="586" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aldo Moro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1.jpg 1544w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-600x228.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-300x114.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-1024x389.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-768x291.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-1536x583.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1544px) 100vw, 1544px" /></p>
<p>Due minuti, al massimo tre. E una pioggia di piombo a stroncare la vita dei cinque agenti della scorta e a deviare per sempre il corso della storia del nostro Paese. Sono passati 46 anni da quel 16 marzo 1978 quando, in via Mario Fani, a Roma, un commando delle Brigate Rosse sequestra il presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/il-caso-moro-e-litalia-sorvegliata-speciale-nella-nato-parla-vincenzo-scotti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/il-caso-moro-e-litalia-sorvegliata-speciale-nella-nato-parla-vincenzo-scotti.html">Il caso Moro e l&#8217;Italia &#8220;sorvegliata speciale&#8221; nella Nato. Parla Vincenzo Scotti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1544" height="586" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aldo Moro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1.jpg 1544w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-600x228.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-300x114.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-1024x389.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-768x291.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-1-1536x583.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1544px) 100vw, 1544px" /></p>
<p>Due minuti, al massimo tre. E una pioggia di piombo a stroncare la vita dei cinque agenti della scorta e a deviare per sempre il corso della storia del nostro Paese. Sono passati 46 anni da quel 16 marzo 1978 quando, in via Mario Fani, a Roma, un commando delle Brigate Rosse sequestra<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/lassassinio-di-aldo-moro-e-le-sue-conseguenze.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro</a></strong>. Un evento che arresta la crescita politica dell’Italia sino al tragico epilogo, il 9 maggio 1978, quando il cadavere dello statista sarà ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 in via Michelangelo Caetani, nel centro di Roma. </p>



<p>Nel 1978 <strong>Vincenzo Scotti, classe 1933, deputato dal 1968</strong>, è un politico emergente della DC con alle spalle già un incarico di Sottosegretario al Bilancio, il primo gradino di una carriera che lo vedrà ricoprire più volte la carica di ministro. Dal 16 ottobre 1990 al 28 giugno 1992 siede al Viminale, ministro degli Interni di un periodo delicatissimo. Un uomo politico di esperienza e, ancora oggi, di grande lucidità. La stessa che infonde nelle pagine del suo ultimo libro “<strong><a href="https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/sorvegliata-speciale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sorvegliata speciale. Le reti di condizionamento della Prima Repubblica</a></strong>” scritto con Romano Benini ed edito da Rubbettino, in cui attraverso gli atti della magistratura, le analisi storiche e dei documenti declassificati dalla intelligence italiana e straniera, si dipana il filo di una storia d’Italia che ha nel sequestro e nell’uccisione di Aldo Moro un nodo decisivo. </p>



<p><strong>Sono passati 46 anni dall’agguato di via Fani: perché il caso Moro resta tale, cioè insoluto?</strong></p>



<p>“L’omicidio Moro è una ferita aperta che però fa parte di un contesto politico più ampio, non solo italiano o europeo ma anche mondiale. Per capire quello che è avvenuto nel nostro Paese bisogna capire il contesto e soprattutto i condizionamenti politici che hanno giocato un ruolo decisivo. Condizionamenti che sono legati all’accordo di Yalta, quando dopo la guerra l’Europa è stata divisa da Usa e Urss in due grandi zone di influenza”.&nbsp;</p>



<p><strong>Sono queste le reti di condizionamento della Prima Repubblica di cui parla nel libro?</strong></p>



<p>“Sono tutte quelle che noi abbiamo avuto, soprattutto sotto il profilo dei condizionamenti politici. L’Italia è stata fedele alleata degli Stati Uniti e del mondo atlantico ma ha avuto anche il coraggio di esprimere opinioni, tendenze e sollecitazioni diverse. In questo senso Aldo Moro, e prima di lui <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alcide De Gasperi, </a>le hanno sviluppate. Le cose che vengono dal passato servono a capire come fronteggiare la situazione attuale, capire che cosa è il nostro interesse, capire quale è l’unità del nostro Paese possibile in Europa e nel mondo”. </p>



<p><strong>Quali sono secondo lei le vere ragioni alla base del sequestro e dell’omicidio dello statista?</strong></p>



<p>“Per Moro abbiamo parlato sempre del rapporto tra lui e il Partito Comunista e dell’ingresso di quest’ultimo nel governo ma in realtà lo scontro maggiore è a livello internazionale. È il mediterraneo il vero problema, una questione geopolitica che esplode e che vede il contrasto tra Moro e Henry Kissinger”.</p>



<p><strong>Torniamo dunque all’ingerenza internazionale sulla vita dell’Italia?</strong></p>



<p>“L’Italia è stata una sorvegliata speciale perché in quegli anni i servizi segreti stranieri hanno seguito molto le vicende del Paese e soprattutto hanno interferito in esse”.</p>



<p><strong>In questo senso la desecretazione dei documenti di quel periodo storico può aiutare a fornire delle risposte?&nbsp;</strong></p>



<p>“Sta avvenendo lentamente ma copre dei buchi e facilita quello che è necessario in Italia, una coesione del Paese diversa e forte per affrontare le sfide che sono quelle della trasformazione tecnologica e della trasformazione economico finanziaria, della criminalità organizzata ma anche delle pressioni della cultura e delle religioni sulla vita del mondo di oggi”.</p>



<p><strong>Quale lezione si può trarre da quel passato per l’Italia di oggi?</strong></p>



<p>“Bisogna cercare di capire cosa è stato lo sviluppo economico del nostro Paese, cosa è stato lo scontro tra diverse visioni. Per capire oggi bisogna conoscere e cercare di scalfire, entrando nel merito e non avendo preoccupazione di leggere sino in fondo le tappe della crescita dell’Italia, un Paese che è diventato moderno sotto la spinta di trasformazioni di cui Moro è un punto di riferimento. Abbiamo da coprire un vuoto di conoscenza che si è arricchito tanto negli ultimi tempi e dobbiamo guardare al futuro con questa forza, la forza di un Paese che è riuscito a diventare moderno a grandi livelli ma con un costo altissimo”. </p>
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		<title>James Bond diventa social: la svolta dei servizi segreti inglesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/rafforzare-la-trasparenza-per-blindare-i-segreti-la-svolta-dellmi6-britannico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 09:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[MI6]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;MI6 britannico, il servizio segreto per antonomasia, espande il suo volto pubblico. Si apre con trasparenza per blindare meglio i suoi segreti. Può sembrare paradossale, ma è così. Da diverse settimane i &#8220;James Bond&#8221; britannici, le spie di Sua Maestà, stanno promuovendo un&#8217;attenta campagna di comunicazione volta a mettere in prima fila il ruolo pubblico, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/rafforzare-la-trasparenza-per-blindare-i-segreti-la-svolta-dellmi6-britannico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5749866812_7cff086cc3_b-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>MI6</strong> britannico, il servizio segreto per antonomasia, espande il suo volto pubblico. <strong>Si apre con trasparenza per blindare meglio i suoi segreti</strong>. Può sembrare paradossale, ma è così. Da diverse settimane i &#8220;James Bond&#8221; britannici, le spie di Sua Maestà, stanno promuovendo un&#8217;attenta campagna di comunicazione volta a mettere in prima fila il ruolo pubblico, sociale, politico e strategico del<a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/le-spie-del-regno-unito-come-funziona-lintelligence-di-londra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Secret Information Service</strong>,</a> l&#8217;organo di coordinamento dell&#8217;intelligence estera<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlo-iii-del-regno-unito.html"> dei sudditi di Re Carlo III.</a></strong></p>



<p>Parlare in pubblico per ribadire il ruolo centrale dell&#8217;intelligence, ghiandola pineale dello Stato nel XXI secolo. Mostrare il volto collettivo, al servizio dell&#8217;<strong>interesse nazionale e della tutela della sicurezza</strong>, bene pubblico primario. Chiamare attivamente <strong>giovani talenti</strong> attivi nel campo degli studi strategici, delle tecnologie di frontiera, della scienza e delle altre professioni ad alto valore aggiunto sociale per colmare i ranghi dell&#8217;MI6 e, dunque, alzare il perimetro di sicurezza del Regno Unito. Tutto questo in un contesto che promuove l&#8217;<strong>indivisibilità della sicurezza tra sfera interna ed esterna</strong> dello Stato. A tutto ciò serve la campagna di comunicazione attiva, guidata in prima persona da <strong>Richard Moore</strong>, direttamente dal profilo <em>ChiefMI6</em> con cui il capo dello spionaggio di Londra, in carica dal 2020, opera su X.</p>



<p>Il 29 febbraio Moore, diplomatico attivissimo nella postura delle spie di Londra al servizio dell&#8217;interesse globale della Gran Bretagna post-Brexit, ha scelto la <strong>cadenza quadriennale dell&#8217;anno bisestile</strong> per parlare delle opportunità di lavoro offerte dall&#8217;MI6, vestendo per un giorno i panni dell&#8217;<em>head-hunter</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Take a leap this leap day and get a jump on finding out what it’s like to work for <a href="https://twitter.com/hashtag/MI6?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#MI6</a>. See our current vacancies here: <a href="https://t.co/SLPgPK3tKz">https://t.co/SLPgPK3tKz</a></p>&mdash; Richard Moore (@ChiefMI6) <a href="https://twitter.com/ChiefMI6/status/1763108569132523862?ref_src=twsrc%5Etfw">February 29, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nella prima settimana successiva, due <strong>capi-reparto dell&#8217;MI6 sono stati intervistati dalla Bbc</strong> per presentare la visione del lavoro all&#8217;interno della comunità dell&#8217;intelligence britannica. Risulta uno spaccato dell&#8217;intelligence ai tempi della Global Britain l&#8217;intervista di un agente di nome Kwame, un caposervizio dell&#8217;area finanziaria che riporta direttamente a Moore, che l&#8217;emittente pubblica britannica ha presentato come la prima spia nera a parlare ai suoi microfoni. Kwame ha ricordato come l&#8217;MI6 promuova la <strong>diversità, la mescolanza tra etnie e provenienze diverse</strong>, il ruolo delle donne. E non è &#8211; come si potrebbe superficialmente pensare &#8211; una questione di <em>woke</em> o <em>cancel culture</em>: l&#8217;<strong>intelligence di un Paese</strong> ha il dovere di plasmare la sicurezza nazionale costruendo un framework interpretativo orientato a cogliere informazioni sulla base di visioni del mondo complesse e articolate. Il vecchio James Bond, figlio della società borghese urbana britannica, non basta più. Soprattutto per chi maneggia i grandi scenari geopolitici.</p>



<p>Del resto dal 2022 l&#8217;intelligence britannica (oltre all&#8217;MI6 anche l&#8217;MI5, spionaggio interno, e il Gchq che controlla le telecomunicazioni) ha <strong>fatto cadere il requisito della discendenza britannica</strong> da parte di almeno uno dei due genitori come presupposto per accedere all&#8217;arruolamento. Basta <a href="https://www.bbc.com/news/uk-63479121" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la cittadinanza britannica, anche dei naturalizzati. </a>Concetti ribaditi il 4 marzo in un&#8217;altra trasmissione radiofonica della Bbc condotta da Nihal Arthanayake, in cui l&#8217;MI6 ha parlato tramite un <a href="https://www.bbc.co.uk/sounds/play/m001wz4w">membro dello staff e un altro direttore di reparto</a>. Moore ha ripostato le due interviste, ribadendo: &#8220;Stiamo reclutando&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Two of our directors were interviewed on the BBC this week &#8211; which is not usually part of the day job in our line of work! To do what we do at <a href="https://twitter.com/hashtag/MI6?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#MI6</a>, we need all sorts people. Whoever you are, whatever your background, don’t rule yourself out &#8211; we’re recruiting right now.</p>&mdash; Richard Moore (@ChiefMI6) <a href="https://twitter.com/ChiefMI6/status/1765081576667550084?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;intelligence deve cambiare col mondo che si evolve e oggi il <strong>requisito della trasparenza </strong>negli obiettivi e nelle priorità contribuisce a creare una base fondamentale per tutelare, al meglio, i segreti di Stato. Il motivo? <strong>La possibilità di contribuire, tenendo traccia dell&#8217;operato delle spie di Londra</strong>, a quel sistema di &#8220;cultura della sicurezza&#8221; di cui nel Regno Unito c&#8217;è assoluta necessità. Il servizio segreto che seppe essere di un impero in passato deve ricalibrarsi per contribuire a mantenere strutturata la proiezione di potenza di un attore regionale con ambizioni globali. Che passano per la possibilità di giocare un ruolo attivo negli scacchieri di riferimento. Priva della proiezione globale che hanno i <em>dominus</em> americani, ai britannici resta la possibilità di <strong>essere all&#8217;avanguardia sulla sicurezza delle informazioni.</strong> </p>



<p>La comunicazione &#8220;pop&#8221; dell&#8217;MI6 va su un binario parallelo con gli obiettivi <a href="https://www.sis.gov.uk/intelligence-explained.html#section-03">dell&#8217;agenzia guidata da Moore </a>di imporsi nel dibattito pubblico come custode della sicurezza nazionale. A luglio, ad esempio, <strong>Moore aveva lanciato un appello pubblico</strong> ai cittadini russi scontenti di <a href="https://www.magzter.com/stories/newspaper/Evening-Standard/OUR-DOOR-IS-ALWAYS-OPEN-MI6-CHIEF-APPEALS-TO-RUSSIANS-TO-DEFECT-TO-WEST" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin affinché disertassero e passassero informazioni a Londra.</a> L&#8217;intelligence britannica, <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-spie-anglosassoni-al-servizio-di-kiev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in prima linea nel <strong>sostegno all&#8217;Ucraina</strong></a> col passaggio di attività informative e linee guida operative, pubblica spesso report aggiornati sulle perdite russe che vengono diffusi dal governo britannico. E Moore stesso a <em>Politico</em>, a luglio, ha ribadito la centralità del <strong>fattore umano</strong> in un&#8217;epoca in cui, generalmente, le attenzioni delle istituzioni sono legate soprattutto alla questione tecnologica.</p>



<p>Moore ha parlato del fatto che &#8220;gli uomini possono arrivare a fare ciò che le macchine non possono fare”, sottolineando al contempo che l’MI6 sta ovviamente “sperimentando in continuazione l&#8217;intelligenza artificiale&#8221;, ma aggiungendo la necessità del <strong>governo umano di questi processi al fine di garantirne la sicurezza</strong>. L&#8217;intelligence che <strong>ha fatto il Grande Gioco</strong> e che prima di Bond ha avuto molte <strong>spie in carne e ossa capaci di imprese ben più ardimentose</strong> del personaggio nato dalla penna di Ian Fleming &#8220;blinda&#8221; il ruolo della <strong>Human intelligence</strong>. Perché i servizi, ricordava in Italia<a href="https://www.true-news.it/sotto-la-lente-persone-e-personaggi/alfredo-mantici-maestro-di-intelligence-e-di-umanita" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> il compianto <strong>Alfredo Mantici</strong></a><strong>,</strong> li fanno innanzitutto gli esseri umani, i loro obiettivi, la loro visione e le loro idee di mondo. Che contribuiscono a plasmarne l&#8217;operato. E gettando i semi per una vera e propria<a href="https://www.true-news.it/politics/intelligence-italia-caos-globale-documento"> &#8220;intelligence collettiva</a>&#8221; plasmata sulla cultura della sicurezza diffusa e consapevole l&#8217;MI6 non vuole solo attrarre i migliori talenti. Ma anche valorizzare il peso pubblico del loro operato, oggi come domani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rafforzare-la-trasparenza-per-blindare-i-segreti-la-svolta-dellmi6-britannico.html">James Bond diventa social: la svolta dei servizi segreti inglesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guerre di spie a Est: i dieci anni della Cia in supporto all&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 09:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Per più di un decennio, gli Stati Uniti hanno coltivato una partnership segreta di intelligence con l’Ucraina che ora è fondamentale per entrambi i paesi nel contrastare la Russia&#8220;, lo avevamo capito quando compariva scritto tra le righe. Lo avevamo scritto tra le righe, e a volte anche &#8220;in chiaro&#8221; senza averne una certezza &#8220;ufficiale&#8221;. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;<em>Per più di un decennio, gli Stati Uniti hanno coltivato una partnership segreta di intelligence con l’Ucraina che ora è fondamentale per entrambi i paesi nel contrastare la Russia</em>&#8220;, lo avevamo capito quando compariva scritto tra le righe. Lo avevamo scritto tra le righe, e a volte anche &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/lazione-della-cia-in-ucraina-cosi-ha-pilotalo-le-mosse-di-kiev.html">in chiaro</a>&#8221; senza averne una certezza &#8220;ufficiale&#8221;. Ma <strong>se fosse stato ufficiale, e non ufficiosa, </strong>non sarebbero state &#8220;allusioni, voci di corridoio, affermazioni di fonte anonime accreditate al dipartimento della Difesa&#8221; riportate ai giornalisti che danno la loro parola d&#8217;onore per ottenere un mezzo cenno come risposta a una domanda retorica: la <strong>Cia</strong> era in <strong>Ucraina</strong>? A quanto pare sì.</p>



<p>A confermarlo è un lungo articolo del <em>New York Times</em> dove vengono rivelati dettagli mai svelati prima. Accumulati in ben 200 interviste rivolte a personale dell&#8217;intelligence. Che palesano, attraverso le affermazioni degli stessi vertici dei servizi segreti e dell&#8217;intelligence militare ucraina, come &#8220;..senza di loro [la Cia] non avremmo avuto modo di resistere ai russi o di batterli”. Parole di Ivan Bakanov, ex-vertice del <strong>Sbu</strong>, il <em>Služba bezpeky Ukraïny</em> o Servizio di sicurezza dell&#8217;Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Al principio due telefonate </h2>



<p>La collaborazione tra la Cia e gli omologhi ucraini &#8220;può essere fatta risalire a due telefonate nella notte del 24 febbraio 2014, otto anni esatti prima dell’invasione su vasta scala della Russia&#8221;,<a href="https://www.nytimes.com/2024/02/25/world/europe/cia-ukraine-intelligence-russia-war.html"> scrivono</a> sul Ny Times. </p>



<p>Due telefonate partite dall&#8217;ufficio dei servizi di sicurezza di Kiev, abbandonato in fretta e furia dopo che qualcuno aveva bruciato documenti e &#8220;iniettato&#8221; un malware russo nei computer, ed erano rivolte ai capi servizio delle stazioni d&#8217;intelligence di Londra e di Washington per quella che viene definita da Valentyn Nalyvaichenko, il nuovo capo dello spionaggio ucraino che aveva in mano la cornetta del telefono, come &#8220;l&#8217;inizio di tutto&#8221;.</p>



<p>Ciò conferma dunque l&#8217;esistenza di un <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/da-kiev-al-donbas-ucraina-dieci-anni-di-conflitto-tra-bassa-e-alta-intensita.html">filo rosso</a></strong> che collega le manifestazioni di Piazza Maidan in rottura con il governo di Kiev affiliato al Cremlino, la fuga del presidente Viktor Yanukovich e dei vecchi vertici dello spionaggio ucraino in Russia, e l&#8217;evolversi di un conflitto &#8220;monitorato&#8221; dallo spionaggio americano che ha &#8220;minacciato&#8221; di interrompere la collaborazione con gli apparati ucraini, che in cambio di informazioni sensibili sui russi ricevevano e si attendevano l&#8217;estensione del supporto degli americani.</p>



<p>&#8220;Dopo il <strong>2016</strong>, gli ucraini sono diventati impazienti di fronte a quella che consideravano un’indebita cautela da parte di Washington, e hanno iniziato a organizzare omicidi e altre operazioni letali, che violavano i termini che la Casa Bianca&#8221;; &#8220;Infuriati, i funzionari di Washington minacciarono di tagliare il sostegno, ma non lo fecero mai&#8221;. Questo riporta la storia, che ricorda come sia la Cia che l&#8217;<strong>MI6</strong> britannico, accusate dallo spionaggio russo di voler &#8220;manipolare Kiev e di seminare sentimenti anti-russi in Ucraina&#8221; per trasformare il paese in una &#8220;testa di ponte &#8220;per condurre operazioni contro Mosca, fossero al tempo prudenti nell&#8217;appoggiare gli ucraini, &#8220;temendo&#8221; che ogni aumento dei rapporti, dell&#8217;appoggio e delle interazione con Kiev potesse rappresentare una<strong> provocazione</strong> per il <strong>Cremlino</strong>.</p>



<p>Mentre i servizi segreti russi hanno supportato i <strong>separatisti</strong> in Crimea e nel Donbas, dunque, l&#8217;agenzia di spionaggio statunitense intesseva i rapporti con i nuovi vertici dello spionaggio di Kiev che cercavano un alleato per mantenere il nuovo corso. Allora il capo della Cia era John Brennan e alla Casa Bianca sedeva il presidente democratico <strong>Barack Obama</strong>. </p>



<p>Per l&#8217;agenzia di spionaggio americana il <strong>dubbio </strong>era, tolto il rischio di provocazione e ulteriore deterioramento dei rapporti da America e Russia, quando sarebbe durata l&#8217;avventura filo-occidentale dell&#8217;Ucraina che si era per la seconda volta smarcata dall&#8217;influenza di Mosca. Già dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica infatti l&#8217;ipotesi che Kiev potesse allinearsi con l&#8217;Occidente era sfumata assieme ai <a href="https://it.insideover.com/storia/commandos-per-destabilizzare-lucraina-il-vecchio-piano-della-cia-durante-la-guerra-fredda.html">vecchi piani</a> di Langley, dove l&#8217;Ucraina è sempre stata vista come una terra di mezzo dove fare <em>proseliti</em>.</p>



<p>Nel tempo però, ben 12 basi attrezzate con apparati sofisticati e software all&#8217;avanguardia vennero installati in Ucraina e lungo il confine con la Russia, e fino a 800 elementi dell&#8217;intelligence ucraina addestrati per &#8220;spiare&#8221; e &#8220;ascoltare&#8221; le comunicazione dei russi attraverso i loro stessi satelliti e non solo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Linee rosse da non oltrepassare</h2>



<p>In ogni caso un punto doveva essere chiaro: la Cia aveva tracciato delle &#8220;<strong>linee rosse</strong>&#8221; oltre cui non bisognava andare, in nessun caso. Una condizione che non venne presa di buon grado dal nuovo referente principale per la parte dello spionaggio ucraino, il generale Kondratiuk del <strong>Hur</strong>, l&#8217;<em>Holovne upravlinnia rozvidky Ministerstva oborony Ukrainy</em>, paragonabile per campo d&#8217;azione al Gru russo.</p>



<p>Lo stesso vertice sotto cui era stato formato al tempo il <strong>Quinto direttorio</strong>, analogo a quello dell&#8217;Fsb russo e colpevole di alcune &#8220;eliminazioni&#8221; in campo avversario; e l&#8217;<strong>Unità 2245</strong>, una forza commando vicina ai servizi segreti ucraini che aveva ricevuto &#8220;addestramento militare specializzato dal gruppo paramilitare d&#8217;élite della Cia&#8221;, riportato come &#8220;Dipartimento di Terra&#8221;, forse vicino al <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/cia-sta-reclutando-agenti-operazione-nere-saranno-i-nuovi-2283041.html">SaC</a>. E che avrebbe assistito al &#8220;pasticcio&#8221; di un commando di questa unità che si scontrò con gli <em>Spetnaz</em> russi durante un raid notturno fallito in Crimea.</p>



<p>L&#8217;appoggio della Cia ai servizi segreti ucraini, secondo quanto resocontato, non sarebbe cambiato durante la presidenza di <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-trump-biden-assange-nel-mirino-di-tre-presidenti-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Donald Trump</strong>, con <strong>Mike Pompeo</strong> a capo dell&#8217;agenzia</a>. Il Ny Times afferma che il generale Budanov, scelto dal presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyj</strong> come vertice dell Hur nel 2020, ha dichiarato che anche in quella fase il rapporto tra le agenzie di spionaggio ucraine e la Cia: “Si era solo rafforzato. Cresciuto sistematicamente. La cooperazione si è estesa ad altri ambiti ed è diventata più ampia”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fino all&#8217;invasione</h2>



<p>Questo almeno fino al marzo del 2021, quando l’Esercito russo iniziò ad &#8220;ammassare truppe&#8221; lungo il confine con l’Ucraina, sollevando il dubbio, mese dopo mese, che non si trattasse dei preparativi per una semplice<strong> esercitazione</strong>. Il generale italiano C. Graziano, già capo di Stato Maggiore della Difesa e nel 2022 presidente del&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comitato_militare_dell%27Unione_europea">Comitato militare dell&#8217;Unione europea</a>, ha dichiarato durante un recente seminario: &#8220;Sapevamo dei Battle Group russi ma non avevano portato né munizioni e né carburante per rifornirli, per quello pensavamo potesse davvero trattarsi di una esercitazione, all&#8217;inizio&#8221;. Tuttavia per Londra e Washington era diventato certo. Dall&#8217;MI6 e dalla Cia, alla fine di novembre, partirono le prime informative volte ai vertici dei servizi ucraini. Avvertivano che &#8220;la Russia si stava preparando per un’invasione su vasta scala per decapitare il governo e installare a Kiev un fantoccio che avrebbe eseguito gli ordini del Cremlino&#8221;. </p>



<p>Durante una delle ultime visite ufficiali prima dell&#8217;invasione (riportano le fonti del <em>New York Times</em>), uno degli agenti dello spionaggio britannico avrebbe addirittura versato delle lacrime per il timore che alcuni dei <em>suoi</em> colleghi ucraini rimanessero uccisi nell&#8217;imminente attacco che non era stato ancora preso seriamente dal governo di Kiev. Il resto, è <strong>storia</strong>. </p>



<p>La rivelazione dei &#8220;piani dei russi&#8221; attraverso informazioni a cui gli ucraini non potevano avere accesso, una lista di obiettivi utili da colpire e l&#8217;aiuto fornito nel &#8220;<em>targeting</em>&#8221; da parte degli ufficiali che &#8220;furono schierati nelle basi ucraine&#8221; attraverso l&#8217;impiego dei satelliti, ha frenato il <strong>colpo di mano</strong> tentato dai russi con quella che Putin annunciò come una semplice &#8220;operazione militare speciale&#8221; per la &#8220;denazificazione&#8221; dell&#8217;Ucraina. Gli aiuti militari della Nato, concretizzatisi in armi di vario genere, carri armati, missili, e ora anche aerei, verranno solo dopo.</p>



<p>A due anni dall&#8217;inizio dell&#8217;<em>operazione</em> russa sfociata in un conflitto convenzionale, abbiamo finalmente la contezza dell&#8217;intensità di quella che viene titolata come &#8220;<strong>una guerra da spie</strong>&#8221; combattuta, per anni, in Ucraina. Ciò che manca, è una <strong>prospettiva</strong> di quali sono le mosse che i servizi segreti stanno preparando. E che noi, forse tra un anno, forse tra due o tra dieci, scopriremo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-di-spie-a-est-i-dieci-anni-della-cia-in-supporto-allucraina.html">Guerre di spie a Est: i dieci anni della Cia in supporto all&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il grande gioco dell&#8217;intelligence italiana nell&#8217;Africa post-francese</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-grande-gioco-dellintelligence-italiana-nellafrica-post-francese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 20:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[AISE]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati italiani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia della liberazione di tre cittadini italiani rapiti nel 2022 in Mali nella notte tra il 26 e il 27 febbraio ha gettato nuova luce e rinnovate attenzioni sulle manovre dell&#8217;Agenzia Informazioni per la Sicurezza Esterna (Aise) in teatri critici per la sicurezza nazionale. Maria Donata Caivano, Rocco Langone e il figlio Giovanni, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-grande-gioco-dellintelligence-italiana-nellafrica-post-francese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-grande-gioco-dellintelligence-italiana-nellafrica-post-francese.html">Il grande gioco dell&#8217;intelligence italiana nell&#8217;Africa post-francese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati italiani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Soldato-italiano-in-Afghanistan-La-Presse-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia della <strong>liberazione di tre cittadini italiani</strong> rapiti nel 2022 in Mali nella notte tra il 26 e il 27 febbraio ha <strong>gettato nuova luce e rinnovate attenzioni</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-l-italia-deve-armarsi-contro-le-guerre-ibride.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sulle manovre dell&#8217;<strong>Agenzia Informazioni per la Sicurezza Esterna (Aise) </strong>in teatri critici per la sicurezza nazionale</a>. Maria Donata Caivano, Rocco Langone e il figlio Giovanni, che erano stati sequestrati il 19 maggio 2022 nella loro abitazione alla periferia della città di Koutiala, a sud est della capitale del Mali, Bamako, sono rientrati a Roma grazie al connubio tra un&#8217;attenta tessitura diplomatica e il ruolo dei <strong>servizi d&#8217;informazione e sicurezza repubblicani</strong>.</p>



<p>Sequestrati da un&#8217;organizzazione legata al <strong>al <a href="https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/jnim">Jnim</a></strong> (Gruppo di supporto per l&#8217;Islam e i musulmani<em>)</em>, un&#8217;entità militante radicale della galassia di al-Qaeda, i tre cittadini italiani sono stati soccorsi e esfiltrati in quella che è una vera e propria <em>terra infedelium</em> per l&#8217;Occidente da diversi anni. Il Mali è infatti l&#8217;epicentro della <strong>cintura golpista estesa a Niger e Burkina Faso</strong> in cui negli ultimi anni  hanno preso potere <strong>giunte militari</strong> dichiaratamente ostili alla storica &#8220;patrona&#8221; dell&#8217;area, la Francia, e assai vicine alla <strong>Russia grazie alla presenza del gruppo Wagner</strong>. Un&#8217;area che storicamente rappresentava il <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/francafrique-africa-della-francia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cuore della Françafrique</a></strong> oggi lontana dalle disponibilità di Parigi. Ma in cui l&#8217;Italia resta operativa. E questo è un dato importante.</p>



<p>Mentre Parigi è espulsa dalle sue storiche roccaforti<a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-fanno-i-militari-italiani-in-niger.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">, l&#8217;<strong>Italia mantiene attiva la sua proiezione locale</strong> con la missione di addestramento in Niger.</a> E con l&#8217;<strong>operazione maliana</strong> mostra una capacità di coordinamento diplomatica e operativa che <strong>ha il suo perno nelle capacità d&#8217;indagine e studio dell&#8217;Aise</strong>. Si percepisce come sia il &#8220;grande gioco&#8221; dell&#8217;intelligence italiana a <strong>spostare in profondità la prima linea del presidio in Africa</strong>. Sotto la guida di <strong>Alberto Manenti</strong> prima e <strong>Gianni Caravelli poi</strong>, in particolare, la <strong>presenza italiana nell&#8217;Africa </strong>settentrionale e occidentale è diventata costante. Avendo come pivot la Libia, dove peraltro è operativa la Missione bilaterale di assistenza e supporto, la <strong>diplomazia e l&#8217;intelligence</strong> coordinata dal <strong>Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis)</strong> con a capo l&#8217;ambasciatrice Elisabetta Belloni, scelta da Mario Draghi e stimata anche da Giorgia Meloni, hanno evidentemente dato i propri frutti.</p>



<p>Solo una presenza consolidata sul terreno e una capacità di raccolta informativa in coordinamento con autorità locali instabili e tutt&#8217;altro che allineate allo schema italiano di riferimento sul piano internazionale avrebbe potuto garantire la risoluzione della crisi degli ostaggi in Mali. E solo un&#8217;analoga, profonda attività di intelligence può consentire alla <strong>missione nigerina di proseguire</strong> e dare all&#8217;Italia un ruolo di sentinella europea per il controllo delle <strong>infiltrazioni ostili</strong>, del ruolo dei paramilitari Wagner, del presidio antiterrorismo e della raccolta informativa sugli equilibri di potere nella regione. Si segnala come l&#8217;avvenuta sinergia operativa tra Italia e Mali vada di pari passo con l&#8217;allentamento delle sanzioni della <strong><a href="https://www.nigrizia.it/notizia/cedeao-sanzioni-mali-guinea-niger-burkina">Comunità Economica degli Stati dell&#8217;Africa Occidentale (Cedeao)</a></strong> a Niger, Mali e Guinea, preludio al rientro della legittimazione diplomatica dei loro governi. Si cerca un <strong>modus vivendi</strong> e Roma è presente sul terreno con gli occhi e le orecchie della sua intelligence e della sua diplomazia.</p>



<p>Nel cuore dell&#8217;Africa che fu francese l&#8217;operatività dell&#8217;<strong>intelligence italiana</strong> è sicuramente degna di nota e attenzione. Mostra un&#8217;assertività che non è più pertinenza dei vicini d&#8217;Oltralpe, si candida a punto di riferimento operativo per diverse realtà dell&#8217;area. Essere prima linea significa poter contare su prospettive operative rischiose, ma anche su una libertà di manovra che nel &#8220;torneo delle ombre&#8221; dell&#8217;intelligence contemporanea, nella zona di confine tra aree d&#8217;influenza contese, può rafforzare l&#8217;interesse nazionale in aree strategiche. </p>



<p>L&#8217;intelligence fa <strong>mostrare bandiera all&#8217;Italia e alla sua diplomazia</strong>. Risulta la &#8220;ghiandola pineale&#8221; dell&#8217;attività dei militari italiani, <a href="https://temi.camera.it/leg19/provvedimento/autorizzazione-e-proroga-delle-missioni-internazionali-nel-2023.html">che nel 2024 si estenderanno col completamento della <strong>missione militare in Burkina Faso</strong>, ove 50 effettivi </a>delle forze armate addestreranno i soldati burkinabé nella lotta al terrorismo per non<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-niger-incognita-burkina-faso-sulle-politiche-occidentali-in-africa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> lasciare l&#8217;egemonia alla Wagner e alla Russia</a>. E al contempo garantisce, in profondità, la raccolta informativa su dossier critici, dal terrorismo ai flussi migratori. Contribuendo alla cosiddetta &#8220;intelligence collettiva&#8221; fatta di operazioni diplomatiche, dinamiche sul campo, rapporti economici e <em>human intelligence</em> che plasma l&#8217;elaborazione di scenari sempre più cruciali per il nostro futuro. Come l&#8217;Africa che si spande attorno al Sahel in effetti è.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-grande-gioco-dellintelligence-italiana-nellafrica-post-francese.html">Il grande gioco dell&#8217;intelligence italiana nell&#8217;Africa post-francese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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