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	<title>relazioni Stati Uniti-Iran Archives - InsideOver</title>
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	<title>relazioni Stati Uniti-Iran Archives - InsideOver</title>
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		<title>Isole Chagos, la mossa di Washington per blindare Diego Garcia e aggirare Londra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 06:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1209" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-1024x645.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-1536x967.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-600x378.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Regno Unito e Mauritius hanno firmato un accordo perché le Isole Chagos, dove c'è la base di Diego Garcia, tornino alle Mauritius. Ma Trump...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1209" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-1024x645.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-1536x967.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Foto-isole-Chagos-600x378.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scenario che per mesi si è paventato, si è lugubremente avverato: gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran. In Medio Oriente, in questi giorni, la tensione è alle stelle, ma prossimamente anche dalle parti delle <strong>Mauritius</strong>, arcipelago noto per le acque cristalline e non per i missili balistici, potrebbero rimanere col fiato sospeso. Il motivo? L’isola di <strong>Diego Garcia</strong>. L’atollo ospita una delle principali basi militari statunitensi nell’Oceano Indiano e, nelle settimane precedenti all’attacco, il presidente <strong>Donald Trump </strong>aveva dato a intendere che la piattaforma sarebbe stata utilizzata per il coordinamento delle <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-pressano-liran-e-dispiegano-i-bombardieri-b-2-spirit-nelloceano-indiano.html">operazioni contro Teheran</a> se l’epilogo bellico si fosse concretizzato. A stretto giro, gli ayatollah hanno risposto che in caso di aggressione, l’atollo sarebbe stato un obiettivo legittimo. Attenzione, perché tra minacce reciproche, c’è un dettaglio che spariglia le carte in tavola. Diego Garcia è un possedimento della Corona britannica e il premier <strong>Keir Starmer ha espresso la sua contrarietà all’ipotesi di lancio di droni dall’isola</strong>, negando al contempo la <a href="https://it.insideover.com/difesa/iran-usa-il-percorso-in-salita-dei-negoziati-e-lincognita-della-guerra.html">disponibilità di altre basi sotto l’egida di Londra</a>. Trump, di converso, ha già in mente uno stratagemma per aggirare l’ostacolo inglese: <strong>la costruzione di un nuovo Stato nell’Oceano Indiano</strong>.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chagos: da Londra a Port Louis sotto la lente di Pechino</h2>



<p>Un piccolo arcipelago che trapunta le acque oceaniche è al centro di una disputa che risale agli ormai lontani anni Sessanta. Le<strong> isole Chagos</strong> sono sempre state considerate delle stelle costituenti il firmamento delle Mauritius, ma divennero un’entità politica separata quando nel 1968 gli atolli mauriziani dichiararono l’indipendenza dal Regno Unito. Le Chagos rimasero sotto la sovranità britannica e, considerando che all’epoca la paura di una guerra atomica tra Usa e Urss faceva novanta, Londra permise agli alleati americani di installare una base militare a Diego Garcia, in una parte del mondo dove Washington non aveva partner. </p>



<p>L’atollo, geopoliticamente parlando, era ed è una perla rara. In poche ore i <strong>cacciabombardieri americani possono sorvolare i cieli del Medio Oriente e dell’Asia meridionale</strong>. Non è un caso, dunque, se molte delle operazioni belliche durante la Guerra del Golfo e gli interventi in Iraq e Afghanistan abbiano avuto come epicentro Diego Garcia e non è difficile capire perché alla Casa Bianca non escludano attacchi all’Iran dall’Oceano Indiano.  </p>



<p>Tutto semplice fin qua, ma nel 2025 la cosa si è complicata. Il premier britannico Starmer e il suo omologo mauriziano Jugnauth, a maggio dello scorso anno, hanno sottoscritto un <strong>accordo finalizzato al <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-cede-le-isole-chagos-a-mauritius-irritazione-usa-e-un-regalo-alla-cina.html">ricongiungimento delle isole Chagos con la Repubblica di Mauritius</a></strong>. La decisione è giunta dopo che la Corte internazionale di giustizia dell’Aja si era espressa in termini di condanna nei confronti di Londra perché, secondo il tribunale dell’Onu, la separazione delle Chagos da Port Louis “non era basata sulla libera e genuina espressione della volontà delle persone interessate”. &nbsp;&nbsp;</p>



<p>Gli accordi prevedono che gli Stati Uniti siano autorizzati a sfruttare la piattaforma di Diego Garcia per i prossimi 99 anni, ma in quel di Washington temono che un un alleato commerciale di Teheran possa leccarsi le dita per il passaggio di sovranità delle Chagos:<strong> la Cina</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contropiano di Trump&nbsp;</h2>



<p>Donald Trump guarda con molto sospetto all’accordo firmato tra Londra e Port Louis per due ragioni: da una una parte, entro un secolo potrebbe perdere definitivamente il controllo militare a Diego Garcia; dall’altra, <strong>Pechino potrebbe accedere a informazioni riservate d’intelligence americana</strong>.</p>



<p>Cina e Mauritius hanno sottoscritto una partnership commerciale tramite cui il Dragone si impegnerà a elargire investimenti per iniziative finanziarie e infrastrutturali nei prossimi anni. Gli americani temono, però, che i cinesi non siano solo interessati a mettere le mani&nbsp; nel business, ma a spiare dal buco della serratura del centro operativo a Diego Garcia. Secondo la Casa Bianca uno scenario simile è da scongiurare, ed ecco che Trump cala l’asso del <strong><em>Compact of Free Association</em></strong><strong> (COFA)</strong>. Di che cosa si tratta? Altro non sarebbe che uno strumento di libera associazione che gli Usa vorrebbero proporre ai chagossiani come preludio alla costruzione di un loro Stato. La logica è quella del <em>do ut des</em>: <strong>Washington stanzia cospicue risorse economiche a beneficio dei chagossiani e in cambio detiene le leve dell&#8217;apparato di difesa</strong>. Un sistema simile è già stato applicato ad alcune realtà come gli Stati Federati di Micronesia e Palau che oggi hanno un Governo locale pienamente operativo e legittimo.&nbsp;</p>



<p>Dalle parti di Downing Street sembra che nessuno si preoccupi della controproposta statunitense, ma con l’apertura di un nuovo fronte di guerra non si può più escludere niente a priori. In un clima internazionale così incandescente, incassa chi agisce senza esitazione e le isole Chagos&nbsp; non sfuggono a questa condizione. Vedremo chi vincerà la partita a braccio di ferro tra Usa e Regno Unito, che da storici alleati si comportano sempre più da ex coniugi incapaci di sopportarsi a vicenda.</p>



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		<title>Iran-Cina: calo delle esportazioni di petrolio tra sanzioni Usa e nuovi concorrenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/iran-cina-calo-delle-esportazioni-di-petrolio-tra-sanzioni-usa-e-nuovi-concorrenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 08:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="850" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrolio total" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Petrolio-Total-La-Presse-e1576073914312-1024x453.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Teheran esporta a fatica petrolio in Cina a causa delle sanzioni Usa e delle raffinerie chiuse, ma anche per il ruolo di Mosca e Caracas.</p>
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<p>Poco prima dell&#8217;attacco israeliano, un mix esplosivo di sanzioni internazionali e raffinerie in manutenzione ha frenato bruscamente <a href="https://it.insideover.com/energia/iran-cina-lasse-del-petrolio-continua-nonostante-le-sanzioni.html">il flusso di petrolio iraniano verso la Cina</a>, mentre nel resto del mondo imperversa una guerra più o meno silenziosa per l’accesso alle fonti energetiche. L’oro nero di Teheran, che fino a poco tempo fa scorreva a fiumi verso Pechino, ora arriva col contagocce. A maggio <strong>le esportazioni sono crollate</strong>, fermandosi appena sopra gli 1,1 milioni di barili al giorno. Un calo non di poco conto – circa il 20% in meno rispetto all’anno scorso – che fotografa un mercato sempre più attraversato da spirali di tensione e ostacolato da <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-dopo-35-anni-di-sanzioni-la-gente-e-piu-povera-gli-ayatollah-piu-forti.html">sanzioni</a>, impianti di raffinazione fermi e altre nazioni che ambiscono a esportare petrolio oltre la Muraglia.</p>



<p>In tutto questo, però, c’è un dettaglio degno dei migliori film di <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-segreti-nucleari-e-le-infiltrazioni-su-israele-lombra-delle-spie-iraniane.html">spionaggio</a>. Sempre più petroliere, infatti, scelgono di nascondersi ai radar marittimi, spegnendo i transponder per sfuggire agli occhi indiscreti delle autorità, ragione per cui secondo alcuni analisti i suddetti dati potrebbero mancare di ufficialità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’assedio degli Usa e le raffinerie spente&nbsp;</h2>



<p>Dall’inizio del 2025 gli Stati Uniti hanno alzato il tiro tramite una&nbsp;<strong>raffica di sanzioni su navi e compagnie petrolifere impegnate nel commercio con l’Iran</strong>.&nbsp; A maggio, nel mirino sono finiti la raffineria cinese Hebei Xinhai Chemical Group, colpevole di essere una miniera d’oro per il giro d’affari di Teheran, insieme a diversi operatori portuali dello Shandong e sette petroliere accusate di nascondere le origini del greggio trasportato. Tale quadro sembra raffigurare perfettamente le parole espresse dal segretario del Tesoro Usa Scott Bessent: “Non molleremo: ogni anello della catena petrolifera iraniana sarà sotto pressione”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Le conseguenze? <strong>Chi oggi trasporta petrolio iraniano deve muoversi nell’ombra</strong>: petroliere che navigano senza transponder, scambi da una nave all’altra al largo delle coste malesi (Kuala Lumpur è il principale hub per le operazioni di trasbordo del petrolio iraniano) e stratagemmi per sfuggire alla maglia dei controlli. I contraccolpi però non mancano e  <strong>la clandestinità ha un prezzo salato</strong>: i costi di trasporto sono esplosi e il noleggio di una petroliera dalle grandi dimensioni costa anche 6 milioni di dollari – +50% rispetto al 2024.</p>



<p>Se si mettono da parte i rapporti internazionali e si guarda a quello che accade entro la Muraglia, le raffinerie cinesi &#8211; note come “teiere” &#8211; della provincia di Shandong sono sempre state tra i principali destinatari del greggio iraniano grazie ai prezzi convenienti. Con la manutenzione stagionale programmata e il pieno di oro nero fatto nei primi mesi dell’anno, al momento la loro operatività è ridotta al minimo e i rubinetti per gli acquisti chiusi. Peraltro, le autorità cinesi hanno richiesto agli operatori portuali di evitare le interazioni con imbarcazioni sottoposte a sanzioni.    </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le avvisaglie e il ruolo delle altre potenze&nbsp;</h2>



<p>Il trend negativo non è iniziato all’improvviso. A gennaio, le autorità  avevano già imposto il <strong>divieto di attracco alle petroliere sanzionate nei porti dello Shandong</strong>, facendo crollare le importazioni dalla Repubblica Islamica sotto gli 850.000 barili al giorno. Nel frattempo, in mare ha preso forma una gigantesca scorta galleggiante pari a <strong>35 milioni di barili fermi su navi senza un porto in cui approdare</strong>. Ciononostante, Teheran continua a sostenere che le esportazioni siano stabili, ma le convinzioni dell’Iran potrebbero presto vacillare per via dell’<strong>interesse di nuovi Paesi a vendere il loro greggio al Dragone</strong>.</p>



<p>Il <strong>Venezuela</strong> nel 2024 è stato uno dei principali fornitori di oro nero per Pechino e diversi barili di petrolio (dal valore di più di un miliardo), come riportato da <em><a href="https://www.reuters.com/business/energy/traders-rebrand-venezuelan-oil-china-brazilian-sources-tanker-trackers-say-2025-05-12/#:~:text=China%20is%20the%20main%20destination,shipping%20data%20compiled%20by%20Reuters.">Reuters</a></em>, sono stati identificati come provenienti dal Brasile al fine di aggirare le sanzioni statunitensi che gravano su Caracas. L’approvvigionamento del greggio proviene anche da un Paese più a Nord della Cina, ovvero la <a href="https://it.insideover.com/energia/cosi-la-cina-acquista-il-petrolio-russo-rifiutato-dalleuropa.html"><strong>Russia</strong> </a>da cui Pechino ha ricevuto oltre 8 milioni di tonnellate. Tali importazioni non possono che rappresentare una minaccia al business dell’oro nero di Teheran.</p>



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		<title>L’Iran, la distensione in Medio Oriente e la sfida a Usa e Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/liran-la-distensione-in-medio-oriente-e-la-sfida-a-usa-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
		<category><![CDATA[sequestri navali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230510102718455_e1bb145b023acb125c8cf07a1df7e951-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un quadro di de-escalation regionale, Teheran rilancia la sfida agli Stati Uniti con nuovi sequestri navali nel Golfo, e ponendosi alla guida dell'asse della resistenza continua la guerra contro Israele, frenando le speranze di distensione generate dall'accordo con l'Arabia Saudita. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-la-distensione-in-medio-oriente-e-la-sfida-a-usa-e-israele.html">L’Iran, la distensione in Medio Oriente e la sfida a Usa e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La fisionomia della Repubblica Islamica iraniana sembra predisposta ad una <strong>sopravvivenza aggressiva</strong>, plasmata dalla continua necessità -percepita dai leader sciiti- di doversi difendere da nemici vicini e lontani. Per questo il clima di generale distensione regionale che la circonda non sembra cambiarne la natura e l&#8217;atteggiamento ostile dell&#8217;Iran resiste al <strong>trend di de-escalation</strong> e riconciliazione che sta coinvolgendo il Medioriente. Il posizionamento a guida dell&#8217;“asse della resistenza&#8221; e la pratica del sequestro di petroliere nel Golfo Persico irritano Israele e Stati Uniti, frenando in definitiva la rappacificazione dell&#8217;intera area.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La politica estera si dispiega nel Golfo</h2>



<p>Nel giro di una settimana, tra la fine di aprile e l&#8217;inizio di maggio, la Marina iraniana (Irin) ha <strong>sequestrato due petroliere</strong> che transitavano nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell&#8217;Oman. Il primo caso che risale al 28 aprile scorso ha coinvolto la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/lesercito-iraniano-sequestra-petroliera-diretta-america-2143161.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Advantage Sweet</a>, una nave di proprietà cinese carica di greggio che Chevron, la big dell&#8217;energia americana, spediva in Texas. La motivazione del fermo, per molti pretestuosa, era che un presunto incidente marittimo con una nave iraniana la sera prima aveva reso necessario il sequestro per le indagini. Pochi giorni dopo, il 3 maggio, la superpetroliera Niovi battente bandiera panamense veniva sequestrata per ordine dell&#8217;autorità giudiziaria, come riporta <em>DW News</em>, mentre era diretta in un porto degli Emirati Arabi Uniti. Entrambi gli episodi sono riconducibili ad uno schema molto familiare di <strong>pressioni sanzionatorie </strong>americane e contropressioni iraniane. I sequestri iraniani si sono infatti verificati in risposta alla confisca da parte delle autorità americane della petroliera Suez Rajan, accusata di contrabbandare petrolio iraniano sottoposto a sanzioni da parte degli Stati Uniti, e alla recente sparizione di una seconda petroliera iraniana nel Sudest asiatico. </p>



<p> Nelle numerose occasioni di <a href="https://it.insideover.com/guerra/messaggio-petroliera-sequestrata-iran-pasdaran.html?_ga=2.78536852.1686910507.1683621294-1141653563.1675779844&amp;_gl=1*1fdnbbp*_ga*MTA5Mjc3MjQ0OS4xNjc1Mzc3MjEw*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4MzcwOTA5Ni4yMTAuMS4xNjgzNzEwMDAyLjAuMC4w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sequestro di petroliere</a> nel Golfo a partire dal 2019, Teheran ha sempre cercato di giustificare le aggressioni (talvolta armate) con dispute commerciali nelle quali le navi in questione erano coinvolte o con presunte violazioni delle leggi marittime iraniane. In ogni caso, la cattura delle imbarcazioni cariche di petrolio diretto verso o di proprietà degli Stati Uniti rappresenta una sfida diretta alla <strong>policy americana nel Golfo</strong>. </p>



<p>Nel quadro di <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-siria-riabilitata-all-interno-della-lega-araba.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">distensione</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/scoppia-la-pace-tra-siria-e-paesi-arabi-lira-degli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rappacificazione</a> che sta investendo la regione, da molti giudicato con fiducioso ottimismo, le aggressioni iraniane rappresentano una causa di nuova instabilità che minaccia il Golfo e l&#8217;intera area. La preoccupazione sale ulteriormente alla luce del fatto che il graduale <strong>ripristino delle relazioni diplomatiche </strong>tra <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-e-iran-riprendono-relazioni-diplomatiche-decisivo-il-ruolo-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Arabia Saudita e Iran</strong></a> aveva riacceso la speranza che gli <strong>scontri periodici</strong> tra la Repubblica Islamica e le monarchie arabe del Golfo (tutte appoggiate dagli Stati Uniti) potessero terminare definitivamente. Dalla firma dell&#8217;accordo mediato dalla Cina di Xi Jinping lo scorso 10 marzo, i due Paesi hanno effettivamente riaperto le rispettive sedi diplomatiche e discusso sostanziali investimenti sauditi in Iran. Ovviamente, il principale <strong>conflitto per procura</strong> nella regione ha risentito positivamente di questi sviluppi: dopo anni di chiusura totale, i protetti di Iran e Arabia Saudita in <strong>Yemen </strong>hanno pattuito un <a href="https://theintercept.com/2023/04/07/yemen-war-ceasefire-china-saudi-arabia-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cessate il fuoco</a> per negoziare una pace duratura nel Paese devastato da otto lunghi anni di guerra civile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La postura aggressiva in Palestina e Siria</h2>



<p>Le aggressioni nelle acque del Golfo contraddicono radicalmente questo slancio diplomatico positivo, e vanno a sommarsi alle <strong>tensioni </strong>create dagli <strong>scontri armati tra Israele e le milizie palestinesi</strong> finanziate dall&#8217;Iran nella Striscia di Gaza e dal lancio di missili dal sud del Libano, zona largamente sotto il controllo di Hezbollah. Ancora prima, nel mese di marzo le forze americane e israeliane avevano <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-israele-bombardano-siria-cosa-svelano-raid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attaccato milizie filo-iraniane stanziate in Siria</a> dopo che queste avevano a loro volta <strong>colpito posizioni americane</strong> nell&#8217;est del Paese uccidendo un contractor americano. </p>



<p>Gli <strong>attacchi multiformi contro Israele</strong> non sono stati direttamente rivendicati dai Guardiani della Rivoluzione né dai leader iraniani, che tuttavia supportano le milizie palestinesi nel continuo sforzo per  rinsaldare l&#8217;alleanza palestinese, libanese e iraniana ribattezzata &#8220;<strong>asse della resistenza</strong>&#8221; che si oppone allo Stato di Israele.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/operazioni-usa-israele-contro-iran-in-Siria--1024x896.jpg" alt="" class="wp-image-382859" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/operazioni-usa-israele-contro-iran-in-Siria--1024x896.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/operazioni-usa-israele-contro-iran-in-Siria--300x263.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/operazioni-usa-israele-contro-iran-in-Siria--768x672.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/operazioni-usa-israele-contro-iran-in-Siria--1536x1344.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/operazioni-usa-israele-contro-iran-in-Siria--scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>In seguito agli scontri a fuoco israelo-palestinesi e nello stesso stesso del sequestro della Niovi, il presidente iraniano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ebrahim-raisi-il-nuovo-presidente-dell-iran.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ebrahim Raisi</a> è giunto <strong>in visita a Damasco</strong> per consolidare le relazioni bilaterali con quello che è il suo principale governo alleato del mondo arabo, quello del presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al Assad</a>. La visita, che ha rappresentato la prima missione diplomatica iraniana in Siria dallo scoppio della guerra civile nel 2011, ha irritato ulteriormente il governo di Tel Aviv, che di recente ha <a href="https://www.voanews.com/a/what-is-behind-israel-s-increased-strikes-in-syria/7037852.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intensificato gli </a><strong><a href="https://www.voanews.com/a/what-is-behind-israel-s-increased-strikes-in-syria/7037852.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attacchi aerei</a> contro posizioni iraniane</strong>, in particolare di produzione militare, in territorio siriano. </p>



<p>È dunque prevedibile che i sequestri delle petroliere e la promozione dell&#8217;asse di resistenza guidato da Teheran contro Israele rinforzeranno le richieste del premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Benjamin Netanyahu</a> per un&#8217;intensificazione dell&#8217;azione militare americana e israeliana contro Teheran, che miri specificatamente a indebolire la sua potenza in termini nucleari e di armi avanzate, puntando anche alle strutture che producono i droni armati che l&#8217;Iran vende a Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa aspettarsi dagli Stati Uniti</h2>



<p>I leader del Golfo guardano con ansia alla risposta di Washington agli attacchi iraniani: fungerà da indicatore del livello dell’impegno americano nella <strong>sicurezza del Golfo</strong>. Diversi analisti dell&#8217;area argomentano che la <strong>fiducia delle monarchie arabe</strong> nei confronti della Casa Bianca vacilla dal 2019. </p>



<p>Nel settembre di quell&#8217;anno, gli emiri del petrolio (compresi il principe Mohammad bin Salman, sovrano de facto dell&#8217;Arabia Saudita e Mohamed bin Zayed, presidente degli Emirati Arabi Uniti) si erano indignati per il <strong>rifiuto americano</strong> a rispondere militarmente all’<a href="https://it.insideover.com/politica/houthi-aramco-arabia-saudita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attacco iraniano (per mano degli Houthi yemeniti</a>) che con missili di crociera e droni armati aveva colpito duramente un <strong>impianto chiave di produzione del petrolio saudita</strong>. Da quel momento, i leader delle petromonarchie dubitano dell&#8217;effettiva volontà americana di proteggere il Golfo dalla minaccia iraniana. Quella vicenda ha contribuito in maniera significativa alla decisione di Mohammad bin Salman e Mohamed bin Zayed di<strong> riavvicinarsi all&#8217;Iran </strong>e coordinarsi con i leader della Repubblica Islamica in maniera organica e sostanziale; collateralmente, gli eventi del 2019 hanno anche spinto i leader del Golfo a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/fumate-bianche-e-accordi-si-rafforza-lasse-tra-cina-e-arabia-saudita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guardare ad est, verso la Cina</a></strong>, in materia di <strong>sicurezza</strong> geopolitica oltre che di investimenti commerciali. </p>



<p>La<strong> debole risposta americana</strong> alle recenti aggressioni iraniane scontenta sia i monarchi del Golfo che parte degli ufficiali americani. In una prima dichiarazione dopo il sequestro della prima petroliera, il portavoce del dipartimento di Stato Vedant Patel ha riaffermato il disaccordo americano per la pratica iraniana, ma senza minacciare risposte specifiche. “L’intimidazione delle imbarcazioni e l’interferenza con i diritti di navigazione in acque regionali e internazionali sono contrarie ai principi di legge internazionali e minano la <strong>stabilità</strong> e la sicurezza della regione. Insieme alla comunità internazionale, chiediamo al governo e alla marina iraniana di rilasciare immediatamente la nave e il suo equipaggio” ha affermato lo scorso 27 aprile. Il giorno seguente, 12 senatori americani hanno <a href="https://www.reuters.com/business/energy/senators-urge-biden-enable-agency-seize-tankers-iran-oil-2023-04-27/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inviato una lettera</a> al presidente Joe Biden chiedendo di riabilitare l&#8217;istituzione del Dipartimento di Sicurezza Nazionale preposta alla <strong>confisca del petrolio iraniano</strong>, che da oltre un anno non ha più il permesso di agire contro le forniture energetiche iraniane sanzionate a causa di limitazioni alla policy. </p>



<p>La partita con l&#8217;Iran rimane quindi del tutto aperta, ma è difficile pensare che la Casa Bianca -ormai defilata nel discorso mediorientale e surclassata dal ruolo della Cina- comprometta la possibilità di un ritorno a quel trend positivo di<strong> de-escalation regionale</strong> (e magari anche di un ritorno al tavolo per un <a href="https://it.insideover.com/politica/occidente-stallo-iran-armi-nucleeari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accordo sul nucleare</a>) assumendo una postura più intransigente proprio ora. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-la-distensione-in-medio-oriente-e-la-sfida-a-usa-e-israele.html">L’Iran, la distensione in Medio Oriente e la sfida a Usa e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Tutto fa pensare a Israele&#8221;. Le ipotesi sul blitz con i droni in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-attacco-droni-iran-ishafan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 13:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[Raid israeliano]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1348" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-1536x1078.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-2048x1438.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cinematografico blitz con droni contro le infrastrutture militari della centralissima Isfahan continuerà a far discutere ancora a lungo, dentro e fuori l&#8217;Iran, stuzzicando dubbi e fantasie di osservatori e analisti. L&#8217;attacco non è stato rivendicato, ma detti e non detti suggeriscono che la firma sia del Mossad, servizio segreto che in Iran è di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-attacco-droni-iran-ishafan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-attacco-droni-iran-ishafan.html">&#8220;Tutto fa pensare a Israele&#8221;. Le ipotesi sul blitz con i droni in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1348" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-1536x1078.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230131142513261_cc781d29c648199711115573b769e858-2048x1438.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cinematografico blitz con droni contro le infrastrutture militari della centralissima <strong>Isfahan</strong> continuerà a far discutere ancora a lungo, dentro e fuori l&#8217;Iran, stuzzicando dubbi e fantasie di osservatori e analisti. </p>



<p>L&#8217;attacco non è stato rivendicato, ma detti e non detti suggeriscono che la firma sia del <strong>Mossad</strong>, servizio segreto che in Iran è di casa da anni, come ricordano la campagna di sabotaggi del 2020-21 e il lungo elenco di vittime eccellenti mietute per le strade di Teheran, e i cui agenti mai hanno nascosto di avere un&#8217;inclinazione per la spettacolarità.</p>



<p>Quanto accaduto a Isfahan continuerà a far discutere ancora a lungo, anche tra Occidente e Russia, perché degli elementi sembrano indicare che, rispetto al passato, possa aver avuto luogo un intricato blitz con più destinatari. Un blitz che potrebbe essere stato pianificato da un astuto mandante, <strong>Washington</strong>, che ha approfittato della guerra coperta in essere tra esecutore, Tel Aviv, e obiettivo, Teheran, per inviare un avvertimento a Mosca e ai suoi partner e, forse, per aggravare<strong> </strong>la<strong> rottura russo-israeliana</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/attaccare-teheran-per-colpire-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Attaccare Teheran per colpire Mosca</a></strong></li><li><a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-il-raid-la-rappresaglia-come-potrebbe-rispondere-liran.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Dopo il raid, la rappresaglia? Come potrebbe rispondere l&#8217;Iran</strong></a></li><li><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-perche-loccidente-attende.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Iran: perché l&#8217;Occidente &#8220;attende&#8221;?</strong></a></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le strade portano al Mossad</h2>



<p>Tutte le strade portano al Mossad; questo si potrebbe concludere, per quanto concerne il caso Isfahan, da uno sguardo approfondito alle teorie più diffuse e rilanciate da analisti indipendenti, gole profonde e stampa specializzata.</p>



<p>Sarebbe stato il Mossad, sicuramente o probabilmente con il supporto esterno di una o più controparti straniere – <strong>Cia </strong>e/o <strong>Gid</strong>? –, e sicuramente o probabilmente con l&#8217;appoggio interno, cioè a Isfahan, di quinte colonne. Non lo confermano né lo smentiscono <em>Wall Street Journal</em> e <em>Jerusalem Post</em>, storicamente in contatto coi loro rispettivi 007, ma è intuibile e plausibile. </p>



<p>Potrebbe essere stato il Mossad, i cui moventi si proverà a chiarire più avanti con l&#8217;aiuto di due esperti, perché il blitz è avvenuto nel rispetto del <em>modus operandi</em> di Tel Aviv. E perché la realtà di Ishafan è una <strong>zona grigia </strong>al centro di giochi di spie e cospirazioni, pullulante di agenti israeliani e costellata di nascondigli, come monti e baraccopoli, nei quali occultare armi introdotte clandestinamente dall&#8217;estero.</p>



<p>Certo è che il raid non è da catalogarsi come un nuovo e mero atto delle longeve guerre irano-israeliane, ma come la conferma del loro ingresso definitivo nel più ampio contesto dello scontro Russia-Stati Uniti. Ingresso che imporrà ai belligeranti delle scelte e sarà il banco di prova tanto del <strong>Secolo israeliano</strong>, al bivio tra autocentricità e netto allineamento, quanto delle profezie brzezinskiane e huntingtoniane sulla nascita della temuta coalizione antiegemonica sino-russo-iraniana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ombre azere su Isfahan?</h2>



<p>Secondo <strong>Cesare Figari Barberis</strong>, esperto di spazio postsovietico del Geneva Graduate Institute, &#8220;il fatto che siano state colpite raffinerie e fabbriche per la produzione di armi fa pensare ad una rappresaglia per la partecipazione dell&#8217;Iran alla guerra in Ucraina&#8221;. Partecipazione che ha assunto la forma della vendita &#8220;di <strong>droni Shahed</strong> alla Russia, che stanno facendo il loro lavoro nel conflitto&#8221; e che potrebbe aver scatenato &#8220;una ritorsione&#8221;.</p>



<p>Si è trattato &#8220;di attacchi molto precisi&#8221; ha proseguito l&#8217;esperto. <strong>Troppo precisi</strong>. Attacchi &#8220;che non tutti sono in grado di condurre&#8221;, come dimostrato dal fatto che, nel blitz di Isfahan, i droni avrebbero &#8220;colpito e ucciso un singolo individuo&#8221;. Estrema precisione.</p>



<p>&#8220;Tutto&#8221;, insomma, &#8220;fa pensare ad <strong>Israele</strong>&#8220;. La domanda, a questo punto, è: &#8220;da dove è partito il raid?&#8221;. Per Figari Barberis &#8220;può essere&#8221; che i droni siano decollati anche dalle terre israeliane, oppure che siano stati &#8220;gli americani dall&#8217;<strong>Iraq</strong>&#8220;.</p>



<p>Una pista alternativa vedrebbe e vorrebbe un coinvolgimento di Baku nel ruolo di fornitore di supporto logistico all&#8217;operazione. Perché l&#8217;<strong>Azerbaigian</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lalleanza-tra-israele-e-azerbaigian-spiegata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> è uno storico alleato di Israele</a>, che nella terra del fuoco avrebbe una base segreta dai primi anni Dieci. E perché, come ricorda Figari Barberis, &#8220;le relazioni con l&#8217;Iran sono <strong>tese</strong>, come ricorda l&#8217;attacco all&#8217;ambasciata azera a Teheran, nel quale è morta una persona e due sono state ferite e per il quale il presidente Ilham Aliyev ritiene l&#8217;Iran responsabile, [poiché] si vocifera che dietro ci siano stati i servizi segreti iraniani&#8221;. Quindi, secondo la pista azera, la partecipazione di Baku all&#8217;operazione &#8220;si collocherebbe nel contesto delle ultime, ma non nuove, tensioni tra Iran e Azerbaigian&#8221;.</p>



<p>La pista azera, secondo Figari Barberis, <strong>è poco plausibile</strong> e &#8220;tende a scartarla&#8221;. Anche perché &#8220;per realizzare degli attacchi di questo genere servono delle basi vere e proprie, mezzi e uomini sul territorio, che al momento non sembra ci siano&#8221;. E, poi, &#8220;se delle basi [israeliane] sul territorio azero esistessero in segreto, l&#8217;Iran non si accorgerebbe della loro esistenza? Difficile da credere&#8221;.</p>



<p>In definitiva &#8220;vista la precisione degli attacchi e dati gli obiettivi colpiti, dalle fabbriche di armi ai singoli individui, tutto fa pensare ad Israele&#8221;. &#8220;Ma la vera domanda&#8221;, si chiede l&#8217;analista, &#8220;è questa: il raid è avvenuto su <strong>pressione degli Stati Uniti</strong>? Chissà&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Schiaffo a Teheran, lividi a Mosca</h2>



<p>Abbiamo raggiunto <strong>Brahim Ramli</strong>, analista strategico presso il Parlamento Europeo che in precedenza ha servito nella divisione Medio Oriente della NATO, col quale si è discusso del blitz sulla città iraniana e delle sue possibili conseguenze.</p>



<p>Ramli, similmente a Figari Barberis, spiega che dietro il blitz &#8220;è molto probabile che ci sia stato Israele, con un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti oppure con un loro semaforo verde&#8221;. Escluso a priori, sostiene l&#8217;analista, lo scenario di un&#8217;azione &#8220;compiuta unilateralmente&#8221;.</p>



<p>Secondo l&#8217;analista, l&#8217;attacco &#8220;non è partito né dall&#8217;Azerbaigian né dall&#8217;Iraq&#8221; ed è da interpretare come &#8220;una <strong>ritorsione israeliana</strong> per l&#8217;invio di armi iraniane ai russi&#8221;. Un gesto, va avanti Ramli, &#8220;che serve gli interessi degli Stati Uniti&#8221; nella misura in cui punisce Teheran, potrebbe dissuadere potenziali sponsor del Cremlino ed è suscettibile di peggiorare le già tese relazioni tra Mosca e Tel Aviv. Calcolo intelligente di un <strong>abile mandante</strong> che ha delegato il lavoro sporco ad un esecutore astuto ma, causa la <em>proxy war</em> in corso con l&#8217;Iran, con la vista offuscata dalla nebbia? Forse.</p>



<p>Ramli non ha dubbi sul modo in cui è stato possibile il raid: &#8220;<strong>è partito dall&#8217;interno</strong>&#8220;. Perché, rammenta l&#8217;analista, &#8220;gli israeliani hanno tante spie, tanti agenti in Iran, e, perciò, potremmo aver assistito a qualcosa di simile rispetto a quanto già visto in passato, dai sabotaggi agli omicidi contro elementi dei Pasdaran e scienziati&#8221;.</p>



<p>Per quanto riguarda le conseguenze del blitz per la tenuta dell&#8217;asse russo-israeliano, Ramli è dell&#8217;idea che &#8220;<strong>l&#8217;impatto sarà misto</strong>&#8220;. Perché &#8220;se è vero che sul fronte ucraino i due paesi hanno una relazione piuttosto tesa, non va dimenticato che dai loro sentimenti dipende la stabilità di un altro fronte, caro ad entrambi, che è la <strong>Siria</strong>&#8220;. In quest&#8217;ultima, e in esteso in Medio Oriente, &#8220;russi e israeliani hanno degli interessi comuni e sono legati da un accordo di massima&#8221;.</p>



<p>Il raid su Isfahan è uno schiaffo che, dato a Teheran, ha lasciato lividi sul volto di Mosca, che ha ragione di ritenersi parte lesa e destinataria del gesto, ma la <strong>vera domanda</strong> da porsi, secondo Ramli, è la seguente: &#8220;Russi e israeliani vorranno realmente cedere alla tentazione di un&#8217;<strong>escalation</strong> data l&#8217;importanza di preservare l&#8217;equilibrio in Siria?&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-attacco-droni-iran-ishafan.html">&#8220;Tutto fa pensare a Israele&#8221;. Le ipotesi sul blitz con i droni in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa verso un accordo &#8220;a tempo&#8221; con l&#8217;Iran: cos&#8217;è e come funzionerebbe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-verso-un-accordo-a-tempo-con-liran-cose-e-come-funzionerebbe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2021 11:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Programma missilistico iraniano]]></category>
		<category><![CDATA[Programma nucleare iraniano]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una rassicurazione per Israele? Un nuovo corso con Teheran? Un esperimento? Forse tutte e tre le cose assieme il nuovo tentativo di Washington di riaprire il dialogo con l’Iran, abbozzando una road map leggera come un accordo temporaneo, nella quale dosare bastone e carota. Da un lato, resterebbero in piedi le sanzioni precedenti, dall’altro si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-verso-un-accordo-a-tempo-con-liran-cose-e-come-funzionerebbe.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/joe-biden-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una rassicurazione per Israele? Un nuovo corso con Teheran? Un esperimento? Forse tutte e tre le cose assieme il nuovo tentativo di Washington di riaprire il dialogo con l’Iran, abbozzando una <em>road map</em> leggera come un accordo temporaneo, nella quale dosare bastone e carota. Da un lato, resterebbero in piedi le sanzioni precedenti, dall’altro si farebbe sfoggio di apertura negoziale, proprio mentre Teheran alza la posta in gioco, strillando la sua intesa con Mosca e Pechino a pochi giorni dal <strong>meeting di Vienna</strong> previsto per il 29 novembre.</p>
<h2>L’allarme dall’IAEA</h2>
<p>Nel frattempo, un nuovo allarme giunge dall’ultimo <a href="https://www.iaea.org/newscenter/focus/iran/iaea-and-iran-iaea-reports">report dell’<strong>Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica</strong></a> (IAEA): la sua stima delle scorte dell&#8217;Iran, al 6 novembre, era molte volte superiore al limite stabilito nell&#8217;accordo del 2015 con le potenze mondiali. L&#8217;IAEA, tuttavia, non è stata in grado di accedere ai filmati di sorveglianza dei siti nucleari iraniani, ai monitor di arricchimento e ai sigilli elettronici da febbraio. Il capo dell&#8217;agenzia, Rafael Mariano Grossi, visiterà Teheran lunedì prossimo per discutere del programma nucleare. Lo stesso Grossi ha espresso più volte la sua preoccupazione circa la mancanza di comunicazioni con Teheran (uniche eccezioni erano state &#8220;conversazioni tecniche&#8221; con il nuovo capo dell&#8217;energia atomica iraniano Mohamed Eslami) sperando di incontrare i funzionari iraniani prima della prossima riunione del Consiglio dei governatori dell&#8217;Agenzia. La sua ultima visita in Iran è stata a settembre, quando ha concluso un accordo sull&#8217;accesso alle apparecchiature di monitoraggio negli impianti nucleari iraniani.</p>
<p>L&#8217;Iran ora si vanta di aver prodotto 210 kg di uranio arricchito al 20% e 25 kg al 60%, un livello che nessun Paese, a parte quelli con armi nucleari, è in grado di produrre.</p>
<h2>Da dove nasce l’idea</h2>
<p>L’idea dell&#8217;accordo temporaneo sembra essere nata dal Consigliere per la sicurezza nazionale americano <strong>Jake Sullivan</strong>, nel mezzo della discussione dei prossimi step sul dossier nucleare con il suo omologo israeliano Eyal Hulata. Fonti americane affermano che Sullivan e Hulata fossero insieme in un mero <em>brainstorming</em> e che la proposta sarebbe stata, in realtà, suggerita da un alleato europeo non specificato, secondo il sito di notizie <a href="https://www.axios.com/us-floats-interim-iran-nuclear-deal-6f808872-010d-4ec8-8a79-f36ab120829b.html"><em>Axios</em></a>.</p>
<p>Una strategia per temporeggiare, in vista di un accordo più consistente, dunque: questa linea, tuttavia, sembra cozzare con il <em>mood</em> della presidenza Biden, che continua a insistere sul ripristino secco dell&#8217;intero accordo nucleare del 2015. L&#8217;idea di base potrebbe incentrarsi su <strong>un freno all&#8217;Iran</strong> (ad esempio, sull&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio al 60%) a cui seguirebbe, da parte americana, il <strong>rilascio di alcuni fondi iraniani congelati</strong> o fornire <strong>deroghe alle sanzioni sui beni umanitari</strong>. Ancora ostruzionismo da Tel Aviv, che teme che qualsiasi accordo provvisorio possa divenire permanente, consentendo all&#8217;Iran di mantenere le sue infrastrutture nucleari e le scorte di uranio.</p>
<h2>La missione Malley</h2>
<p><a href="https://www.thenationalnews.com/gulf-news/bahrain/2021/11/19/bidens-iran-envoy-robert-malley-bolstered-by-arabian-gulf-support-for-nuclear-deal/"><strong>Robert Malley</strong></a>, l&#8217;inviato speciale degli Stati Uniti in Iran, visiterà la regione per la seconda volta nel giro di poche settimane, cercando di consultarsi con gli alleati regionali sulle prospettive di ripristinare il clima del 2015. L’Iran è ormai un Paese con credibilità prossima allo zero: a nessuno è dato sapere quanto possano essere credibili eventuali promesse negoziali in quel di Vienna, da parte di una nazione che si sta facendo terra bruciata attorno; dallo Yemen all&#8217;Iraq, dal Libano alla Siria, i suoi vicini sono in allarme soprattutto per via del <strong>programma missilistico a lungo raggio</strong> e degli <strong>attacchi con droni</strong> utilizzati per condurre <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/esmaiel-khatib-il-nuovo-corso-dello-spionaggio-iraniano.html">attentati e sabotaggi</a>. L’accresciuta aggressività iraniana si gonfia al vento della convinzione di negoziare dal lato forte mettendo sotto scacco l’Occidente, alzando l’asticella delle proprie richieste.</p>
<p>L’accordo temporaneo, dunque, prevedrebbe un <em>do ut des</em> circoscritto che, tuttavia, non risolve il problema dell’accresciuta virulenza della politica estera del regime degli <em>ayatollah</em>. L’accordo può funzionare se propedeutico a <strong>un’architettura di sicurezza regionale</strong> nella quale includere il raffreddamento delle ambizioni di Teheran nell’area, che passano dalla guerra nello Yemen, dal coinvolgimento in Iraq, Siria e Libano, dal progetto dei ponti di terra e dagli interventi <em>proxy</em>. Washington, però, sa che allargare la cornice significa tornare a farsi coinvolgere dalle vicende del <strong>Grande Medio Oriente</strong>, abbandonate in nome del <em>pivot to Asia</em>. Paradossalmente, l’assenza di grande respiro degli accordi infinitesimali di cui si vocifera conviene a entrambe le parti: gli Stati Uniti, in nome del vorrei-ma non posso, sorvolano sulle questioni regionali per restarne fuori; Teheran è invitata a nozze, perseverando nelle sue ambizioni da <a href="https://it.insideover.com/politica/teheran-futura-regina-del-medio-oriente.html">regina (occulta) del Medio Oriente</a>, a scapito di una nazione che sta patendo da anni le conseguenze delle sanzioni.</p>
<p>Nel frattempo il tempo passa e, mentre i progressi dell&#8217;Iran accelerano, nemmeno il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html">JCPOA</a> potrebbe più essere sufficiente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-verso-un-accordo-a-tempo-con-liran-cose-e-come-funzionerebbe.html">Usa verso un accordo &#8220;a tempo&#8221; con l&#8217;Iran: cos&#8217;è e come funzionerebbe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I colloqui di Vienna fanno sperare in un accordo sul nucleare iraniano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-colloqui-di-vienna-fanno-sperare-in-un-accordo-sul-nucleare-iraniano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 05:47:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1417" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus, cerimonia di inaugurazione del nuovo parlamento iraniano a Tehran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427.jpg 1417w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427-1024x585.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1417px) 100vw, 1417px" /></p>
<p>L&#8217;accordo sul nucleare iraniano (JPCOA) potrebbe non beneficiare del cambio di amministrazione avvenuto a Washington. La presidenza Biden ha infatti chiarito che, nonostante le insistenze di Teheran, non rimuoverà tutte le sanzioni economiche imposte dall&#8217;ex presidente Donald Trump nei confronti dell&#8217;Iran. La posizione americana, che è stata resa pubblica da un importante esponente del Dipartimento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-colloqui-di-vienna-fanno-sperare-in-un-accordo-sul-nucleare-iraniano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1417" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus, cerimonia di inaugurazione del nuovo parlamento iraniano a Tehran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427.jpg 1417w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Hassan-Rouhani-nuovo-parlamento-iraniano-La-Presse-e1591368711427-1024x585.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1417px) 100vw, 1417px" /></p><p><strong>L&#8217;accordo sul nucleare iraniano</strong> (JPCOA) potrebbe non beneficiare del cambio di amministrazione avvenuto a Washington. La presidenza Biden ha infatti chiarito che, nonostante le insistenze di Teheran, non rimuoverà tutte le sanzioni economiche imposte dall&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html"><strong>Donald Trump</strong></a> nei confronti dell&#8217;Iran. La posizione americana, che è stata resa pubblica da un importante esponente del Dipartimento di Stato, giunge alla fine di una settimana di colloqui indiretti tra Stati Uniti ed Iran che si sono svolti <a href="https://www.voanews.com/middle-east/voa-news-iran/details-venues-emerge-talks-revive-iran-nuclear-deal">a Vienna</a>. L&#8217;obiettivo è quello di favorire una ripresa del JPCOA, caduto in disgrazia dopo la scelta fatta da Trump di abbandonare gli accordi. I colloqui sono mediati da rappresentanti esterni (europei, cinesi e russi) che fanno la spola, per ora senza molto successo, tra la delegazione americana e quella iraniana. Restano da risolvere alcune questioni chiave per sbloccare la situazione e nello specifico bisognerà vedere quali mosse dovranno essere intraprese da ciascun paese (ed in che ordine) per favorire sviluppi positivi.</p>
<h2>Il passato ed il presente</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-pace-tra-usa-e-iran-appesa-allaccordo-nucleare.html">L&#8217;accordo</a>, negoziato nel 2015 dall&#8217;amministrazione Obama, aveva portato alla rimozione di sanzioni americane ed internazionali emesse nei confronti dell&#8217;Iran in cambio di severe limitazioni al programma nucleare di Teheran. Nel 2018 Donald Trump, dopo aver sottolineato le carenze dell&#8217;intesa, aveva scelto di abbandonarla ed aveva sottoposto l&#8217;Iran a nuove sanzioni. Teheran, per reazione, aveva poi ripreso alcune attività nucleari, tra cui l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio fino ad un livello di purezza del 20 per cento. L&#8217;amministrazione del presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"><strong>Joe Biden</strong></a> vuole ravvivare l&#8217;accordo nucleare del 2015 ma pretende anche un cambio di passo da parte di Teheran prima di rimuovere le sanzioni. L&#8217;Iran, invece, vuole che siano gli Stati Uniti a fare la prima mossa ed attende gli eventuali sviluppi. Biden, in realtà, non può essere accusato di immobilismo dato che a febbraio ha scelto di unirsi ai partner europei per dar vita ai primi colloqui con gli iraniani degli ultimi quattro anni. La squadra di Biden ha inoltre posto fine agli sforzi fatti da Trump per spingere le Nazioni Unite a reimporre sanzioni all&#8217;Iran. <strong>Le Nazioni Unite</strong> erano coinvolte nel JCPOA in quanto i tagli al programma nucleare iraniano dovevano essere supervisionati dagli ispettori dall&#8217;<a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2021-04-08/biden-cannot-allow-iran-to-keep-its-nuclear-weapons-program">Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica</a>, facente parte dell&#8217;Onu. Il timore di Washington (ma anche dell&#8217;Europa) è che Teheran possa giungere a costruire ordigni atomici in grado di distruggere Israele e più in generale di minacciare la pace e la stabilità del Medio Orient. L&#8217;Iran sostiene, invece, che il  programma nucleare ha scopi eminentemente pacifici.</p>
<h2>Cosa può succedere</h2>
<p>Alcuni indizi sembrano indicare che il momento della verità potrebbe essere vicino. I moderati iraniani devono sfruttare una delle loro ultime occasioni per riappacificarsi con il mondo occidentale e gli Stati Uniti possono provare a risolvere, con il minimo sforzo, una significativa crisi di politica estera. <strong>L&#8217;Iran</strong>, malgrado la recente intesa siglata con la Cina, vuole che siano rimossi tutti i blocchi alla propria economia mentre Biden è motivato a portare a casa un buon risultato. Sulla carta, dunque, l&#8217;impresa è alla portata di tutti ed il lieto fine sembra già annunciato. Ci sono, però, alcuni fattori che potrebbero sparigliare le carte in tavola. In primis bisognerà vedere come si comporteranno la <strong>Cina</strong> e la <strong>Federazione Russa</strong>, presenti a Vienna insieme a Francia, Germania e Regno Unito. Mosca e Pechino sono realmente interessate ad una normalizzazione tra Teheran e Washington oppure preferiscono che tra le due capitali le acque continuino ad essere agitate per poter agire come elementi di disturbo? Questo punto è ancora da chiarire. A suscitare interesse sono anche le possibili fratture interne all&#8217;apparato di potere iraniano, tutt&#8217;altro che monolitico e diviso tra <strong>falchi e colombe</strong>. I primi non intendono in alcun modo avvicinarsi a Washington mentre le seconde sono più pragmatiche ma anche più deboli ed hanno meno presa sul nucleo fondante dello Stato iraniano. Gli equilibri interni di Teheran, come in una complessa partita a scacchi, potrebbero far pendere la bilancia da una parte o dall&#8217;altra ed aprire la strada a nuovi scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-colloqui-di-vienna-fanno-sperare-in-un-accordo-sul-nucleare-iraniano.html">I colloqui di Vienna fanno sperare in un accordo sul nucleare iraniano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La questione iraniana allontana l&#8217;Europa dagli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-questione-iraniana-allontana-leuropa-dagli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 17:04:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo sanzioni Iran (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603-768x349.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;Amministrazione Trump è determinata ad imporre nuove sanzioni nei confronti dell&#8217;Iran. Le misure, come riferito da una persona informata dei fatti all&#8217;agenzia Reuters, potrebbero colpire più di venti individui e società coinvolte nel programma nucleare iraniano, in quello dei missilistico ed attive nel settore delle armi convenzionali. La mossa andrebbe ad inserirsi nella campagna di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-questione-iraniana-allontana-leuropa-dagli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-questione-iraniana-allontana-leuropa-dagli-stati-uniti.html">La questione iraniana allontana l&#8217;Europa dagli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mike Pompeo sanzioni Iran (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mike-Pompeo-sanzioni-Iran-La-Presse-e1600707894603-768x349.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/sep/20/iran-says-us-move-to-reimpose-snapback-sanctions-is-a-false-claim">L&#8217;Amministrazione</a> Trump è determinata ad imporre nuove sanzioni nei confronti dell&#8217;Iran. Le misure, come riferito da una persona informata dei fatti all&#8217;agenzia Reuters, potrebbero colpire più di venti individui e società coinvolte nel programma nucleare iraniano, in quello dei missilistico ed attive nel settore delle armi convenzionali. La mossa andrebbe ad inserirsi nella campagna di <strong>massima pressione</strong> esercitata nei confronti delle autorità iraniane, ma potrebbe rischiare di provocare una frattura con gli alleati europei, già irritati con Washington per l&#8217;annuncio fatto nella giornata di sabato. In quell&#8217;occasione la Casa Bianca aveva reso noto di voler sottoporre Teheran alle <strong>sanzioni</strong> previste dall&#8217;accordo sul nucleare iraniano del 2015. Francia, Germania e Regno Unito, parti contraenti dell&#8217;accordo, hanno reagito con stizza affermando che Washington ha abbandonato l&#8217;accordo nel 2018 e non può pertanto imporre le sanzioni unilateralmente.</p>
<h2>Washington sostiene la linea dura</h2>
<p><a href="https://www.voanews.com/usa/us-snaps-back-un-sanctions-iran">Gli Stati Uniti</a> hanno deciso di agire, viene chiarito in una nota diffusa dal Segretario di Stato Mike Pompeo, a causa dell&#8217;immobilismo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che non è riuscito ad estendere l&#8217;embargo degli armamenti nei confronti dell&#8217;Iran (in vigore da tredici anni) e per i fallimenti dell&#8217;Iran nell&#8217;adempiere a quanto previsto dall&#8217;<strong>Accordo sul Nucleare</strong>. Washington, prosegue la nota, ha così deciso di re-imporre tutte le sanzioni nei confronti dell&#8217;Iran, definito il più grande sostenitore del terrorismo internazionale e dell&#8217;antisemitismo e si aspetta che i Paesi membri delle Nazioni Unite implementino queste misure. Un auspicio, quello di Washington, destinato a rimanere inascoltato. Francia, Germania e Regno Unito avevano affermato, nel mese di agosto, di essere <strong>contrarie</strong> alle sanzioni delle Nazioni Unite perché ciò avrebbe potuto portare al collasso definitivo dell&#8217;accordo. Una mossa che potrebbe apparire sensata ma al tempo stesso rischiosa perché spacca, pericolosamente, il fronte occidentale.</p>
<h2>L&#8217;Europa si ritrae</h2>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sembrano voler assumere, nel complesso quadro delle relazioni con l&#8217;Iran, il ruolo del poliziotto cattivo mentre gli Stati del Vecchio Continente si trovano più a loro agio nei panni del poliziotto buono. Il problema di fondo, però, è che gli obiettivi sono molto divergenti. Trump si augura che l&#8217;esecutivo iraniano possa <strong>crollare</strong>, un&#8217;eventualità che rinforzerebbe i suoi partner regionali, dall&#8217;Arabia Saudita ad Israele e che darebbe lustro ad un suo (possibile) secondo mandato presidenziale. Berlino, Londra e Parigi sono, invece, molto più prudenti e puntano sulla coesistenza pacifica, sul quieto vivere e sull&#8217;agire per via diplomatica. Lo scoppio della <strong>pandemia</strong>, con i gravi problemi economici connessi, sembra aver rinforzato la tendenza alla pacatezza degli europei. Gli esecutivi del Vecchio Continente sono meno stabili, a causa dell&#8217;assetto costituzionale diverso, di quello americano e possono permettersi di osare meno.</p>
<h2>Una buona notizia per Teheran</h2>
<p>L&#8217;approccio <strong>caotico</strong> della comunità internazionale ed il duello tra l&#8217;unilateralismo americano ed il multilateralismo europeo potrebbero rivelarsi un&#8217;occasione da non perdere per l&#8217;Iran. Teheran ha la possibilità di cementare la propria (al momento precaria) tenuta interna in vista di quanto potrebbe accadere dopo le elezioni presidenziali americane del 3 novembre. L&#8217;Iran deve sfruttare le relazioni con gli Stati europei per bilanciare l&#8217;inimicizia di Washington e soprattutto dovrà evitare nuove, flagranti provocazioni (come test missilistici) nei confronti della Casa Bianca. Una sorta di mimetizzazione che potrebbe togliere argomentazioni a Donald Trump e che dovrà essere sostenuta dal prezioso appoggio di Cina e Russia. L&#8217;Europa può invece giocare la parte dell&#8217;aiutante <strong>inconsapevole</strong>, di chi getta acqua su un fuoco che non sarà probabilmente destinato a spegnersi. Il concetto è evidente ma le azioni di Teheran si riveleranno più efficaci se riusciranno a convincere Berlino, Londra e Parigi di avere voce in capitolo. Nel caso in cui Donald Trump venga riconfermato a novembre, infatti, le cose potrebbero complicarsi.</p>
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		<title>L&#8217;asse tra Iran e Venezuela minaccia Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-iran-e-venezuela-minaccia-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 06:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FILE - In this May 25, 2020 file photo, the Iranian oil tanker Fortune is anchored at the dock of the El Palito refinery near Puerto Cabello, Venezuela. U.S. officials said Thursday, Aug. 13, 2020, that the Trump administration has seized the cargo of four tankers it was targeting for transporting Iranian fuel to Venezuela as it steps up its campaign of maximum pressure against the two heavily sanctioned. (AP Photo/Ernesto Vargas, File)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I legami tra Caracas e Teheran continuano a suscitare preoccupazioni negli Stati Uniti. Nuovi indizi confermano le trattative in corso tra Iran e Venezuela per l&#8217;acquisto di missili da parte dell&#8217;esecutivo di Nicolas Maduro. Il governo iraniano ha negato ma quello venezuelano aveva espresso, già in passato, un interesse per la compravendita. Johan Obdola, analista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-iran-e-venezuela-minaccia-washington.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FILE - In this May 25, 2020 file photo, the Iranian oil tanker Fortune is anchored at the dock of the El Palito refinery near Puerto Cabello, Venezuela. U.S. officials said Thursday, Aug. 13, 2020, that the Trump administration has seized the cargo of four tankers it was targeting for transporting Iranian fuel to Venezuela as it steps up its campaign of maximum pressure against the two heavily sanctioned. (AP Photo/Ernesto Vargas, File)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I legami tra Caracas e Teheran continuano a suscitare <strong>preoccupazioni negli Stati Uniti.</strong> Nuovi indizi confermano le trattative in corso tra Iran e Venezuela per l&#8217;acquisto di missili da parte dell&#8217;esecutivo di Nicolas Maduro. Il governo iraniano ha negato ma quello venezuelano aveva espresso, già in passato, un interesse per la compravendita. Johan Obdola, analista ed esperto di sicurezza internazionale (le cui parole sono riportate da Formiche.net), ha dichiarato al quotidiano colombiano <em>El Tiempo</em> che un contingente iraniano sarebbe già presente in Venezuela per ispezionare le zone militari dove si potrebbero costruire i missili. <a href="https://www.reuters.com/article/us-colombia-venezuela/venezuela-looking-to-buy-iranian-missiles-colombian-president-says-idUSKBN25G29E">Il presidente colombiano</a> Ivan Duque, che ritiene che Nicolas Maduro sia un dittatore, aveva accusato il Venezuela di voler acquistare i missili iraniani e di rifornire i gruppi armati colombiani di armi provenienti da Bielorussia e Russia. Lo scenario sembra destinato ad infiammare l&#8217;America Latina, già alle prese con le conseguenze della pandemia di Covid-19. La regione, una volta dominata da esecutivi progressisti, è sempre più orientata a destra.</p>
<h2>Interessi di vecchia data</h2>
<p><a href="https://www.csis.org/analysis/understanding-iran-venezuela-relationship">Iran e Venezuela</a> sono entrambi membri fondatori dell&#8217;Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio <strong>(OPEC)</strong> ed hanno rapporti diplomatici sin da prima della Rivoluzione Islamica iraniana del 1979. Inizialmente i rapporti tra le parti si sono limitati all&#8217;ambito petrolifero ma si sono poi intensificati quando Hugo Chávez è divenuto presidente. Tra il 2001 ed il 2013 i due Stati hanno siglato <strong>oltre 300 accordi di varia importanza</strong> ed hanno persino fondato una banca comune. Nel 2012 gli investimenti ed i i prestiti iraniani nei confronti del Venezuela avevano un valore stimato di 15 miliardi di dollari. La morte di Chávez ha portato ad un<strong> indebolimento dei legami</strong> ed il crollo dei prezzi del petrolio aveva spinto il presidente Rouhani a non dare più la priorità al Venezuela. <strong>L&#8217;isolamento diplomatico</strong> ha poi spinto le due nazioni a riavvicinarsi.</p>
<h2>Il ruolo degli Stati Uniti</h2>
<p>I rapporti, sempre più stretti, tra Iran e Venezuela rischiano di alterare lo scenario regionale e di complicare la vita di Washington. Il presidente Nicolas Maduro ha reso noto come intenda potenziare la<strong> cooperazione energetica</strong> con Teheran ed ha definito le relazioni tra le parti come <strong>&#8220;profonde, fraterne ed indistruttibili&#8221;</strong>. Mahmoud Vaezi, a capo dello staff presidenziale iraniano, ha invece reso noto come le due nazioni debbano unirsi per difendersi dagli Stati Uniti, il nemico comune per eccellenza.<a href="https://www.nytimes.com/2020/05/25/world/americas/Iranian-oil-tankers-venezuela.html"> Il frutto</a> di questa cooperazione si era già manifestato negli ultimi mesi, quando l&#8217;Iran aveva deciso di inviare alcune petroliere in Venezuela per rifornire il Paese latinoamericano in grave crisi produttiva. <a href="https://www.wsj.com/articles/u-s-seizes-iranian-fuel-cargoes-for-first-time-11597352574">Gli Stati Uniti</a> avevano reagito dapprima esprimendo la propria disapprovazione, dato che il trasporto avveniva in violazione delle sanzioni americane ed in seguito confiscando alcuni cargo.</p>
<h2>Ecco cosa potrebbe accadere</h2>
<p>Il Venezuela potrebbe sfruttare la presenza dei missili iraniani per tentare di intimidire la Casa Bianca. Bisogna anche dire, però, che Washington, qualora si senta realmente minacciata, potrebbe sfruttare l&#8217;episodio per sferrare un attacco pesante nei confronti di Caracas. Una provocazione eccessiva da parte del Venezuela può ritorcersi contro Nicolas Maduro, ben consapevole di dover camminare su una corda tesa e molto stretta con il rischio, sempre presente, di cadere. <strong>Le organizzazioni per la cooperazione regionale</strong> potrebbero cercare di svolgere una mediazione tra le parti ma non è detto che possa andare a buon fine. Nel 2020 si voterà sia negli Stati Uniti quanto in Venezuela ed i Capi di Stato ne sono consapevoli.</p>
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		<title>La crisi iraniana può essere un&#8217;ottima occasione per Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-iraniana-puo-essere-unottima-occasione-per-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2020 12:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Russia-Iran]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-2048x1368.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha reso noto che Teheran intende stringere un accordo di cooperazione con Mosca ed ha definito le relazioni bilaterali come &#8220;strategiche&#8221;. L&#8217;annuncio ha avuto luogo nel corso della visita ufficiale svolta da Zarif nella Federazione Russa e le tempistiche scelte dal ministro degli Esteri non sono casuali: nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-iraniana-puo-essere-unottima-occasione-per-mosca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-iraniana-puo-essere-unottima-occasione-per-mosca.html">La crisi iraniana può essere un&#8217;ottima occasione per Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Mohammad-Zarif-e-Sergey-Lavrov-2048x1368.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif <a href="https://eurasiantimes.com/iran-likely-to-renew-20-year-agreement-with-russia/">ha reso noto</a> che Teheran intende stringere un <strong>accordo di cooperazione</strong> con<strong> Mosca</strong> ed ha definito le relazioni bilaterali come &#8220;strategiche&#8221;. L&#8217;annuncio ha avuto luogo nel corso della visita ufficiale svolta da Zarif nella Federazione Russa e le tempistiche scelte dal ministro degli Esteri non sono casuali: nel marzo del 2021, infatti, scadranno una serie di intese in ambito militare e petrolchimico siglate nel 2001. Teheran è impegnata nel cementare<strong> le sue partnership </strong>più significative, nello specifico con <strong>Cina e Russia</strong>, per fronteggiare la crescente minaccia rappresentata dagli Stati Uniti e rafforzarsi sullo scenario internazionale. Mosca e Teheran condividono una serie di <strong>interessi strategici</strong> in Medio Oriente: entrambe appoggiano la presidenza di Bashar al-Assad in Siria, considerano lo Stato Islamico come nemico e vogliono riportare l&#8217;Iraq nell&#8217;ambito della propria sfera di controllo.</p>
<h2>Dalla padella alla brace</h2>
<p>La<strong> tensione</strong> tra Iran e Stati Uniti ha raggiunto nuovi picchi nel corso del 2020: l&#8217;uccisione del Generale <strong>Qassem Soleimani</strong> in Iraq da parte di un drone americano nel gennaio del 2020 e le scaramucce nel Golfo Persico sono stati dei veri e propri avvertimenti per la leadership del Paese mediorientale. Che, evidentemente, li ha presi piuttosto seriamente anche perché consapevole che ogni passo falso può costituire un punto di non ritorno. <a href="https://www.rferl.org/a/iran-s-deteriorating-economy-raging-coronavirus-have-raised-fears-of-renewed-street-protests-/30741923.html">Nel Paese</a> l&#8217;insoddisfazione popolare è sempre più forte sia a causa della <strong>grave crisi economica</strong>, dovuta sia alle sanzioni americane che ad un nuovo aumento nei contagi di Covid-19 (che ha già ucciso 15mila persone e ne ha infettate più di 280mila). L&#8217;aggravarsi dell&#8217;<strong>emergenza</strong> sanitaria ha costretto il governo ad imporre nuove misure restrittive che, però, contribuiscono ad aumentare la disoccupazione ed a far peggiorare il tasso di povertà. Nel mese di aprile un Think thank del Parlamento iraniano aveva previsto che almeno<strong> 6.43 milioni di cittadini</strong> avrebbero perso il lavoro a causa della crisi. Numeri che non possono non lasciar pensare a nuove rivolte e proteste in grado di infuocare ulteriormente un quadro già complesso.</p>
<h2>Gli interessi di Mosca</h2>
<p><a href="https://www.ui.se/utrikesmagasinet/analyser/2019/november/the-russia-iran-relationship-in-a-sanction-era/">Ci sono</a> diversi motivi che spingono la Russia e l&#8217;Iran a potenziare le <strong>relazioni bilaterali,</strong> anche dal punto di vista commerciale. I rapporti con l&#8217;Iran consentono a Mosca di espandere il proprio export e di affermarsi in Medio Oriente. L&#8217;Iran può offrire alla Federazione Russa un <strong>grande mercato interno</strong> ed essendo sottoposto a sanzioni è interessato alle offerte russe. Teheran ha recentemente stipulato un accordo di libero scambio con l&#8217;Unione Economica Euroasiatica, un&#8217;organizzazione regionale dello spazio post-sovietico dominata da Mosca, che ha portato alla scomparsa dei dazi su oltre 70 prodotti ed al loro abbassamento su altri 503. La <strong>cooperazione</strong> è piuttosto rilevante anche nel settore della difesa, grazie allo svolgimento di esercitazioni militari congiunte ed in quello geopolitico (come in Afghanistan). <a href="https://caspiannews.com/news-detail/iran-russia-sign-energy-cooperation-deal-2019-6-18-31/">La presenza</a> delle sanzioni americane non ha impedito ad Iran e Russia di siglare un memorandum di cooperazione in ambito energetico e più nello specifico riguardante l&#8217;estrazione, l&#8217;esplorazione e la produzione di petrolio e gli investimenti nei settori industriali petroliferi, in quelli legati al gas ed in quelli petrolchimici.<strong> Il manto di protezione</strong> fornito dal Cremlino, in parole povere, potrebbe dissuadere Washington da azioni di forza nei confronti di Teheran e consentire al Paese di poter svolgere, in tranquillità, la convalescenza necessaria per superare un 2020 terribile. Il rischio, però, è che una volta superata la transizione l&#8217;Iran non sia più lo stesso Paese e che dovrà accettare <strong>sempre più compromessi</strong> con Mosca e con la Cina, con cui sono in corso le trattative per un accordo da 400 miliardi di dollari che renderà più pregnanti i rapporti economici, militari e politici tra le parti. L&#8217;autonomia del Paese potrebbe dunque essere a rischio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-iraniana-puo-essere-unottima-occasione-per-mosca.html">La crisi iraniana può essere un&#8217;ottima occasione per Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Iran lancia un satellite militare ed irrita gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/liran-lancia-un-satellite-militare-ed-irrita-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 05:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Pasdaran hanno reso noto di aver lanciato in orbita il primo satellite militare della storia dell&#8217;Iran. L&#8217;evento ha avuto luogo nel deserto di Markazi e si tratta di un importante successo per la nazione dopo mesi di fallimenti. Il satellite, chiamato Nour, orbita attorno alla Terra ad un&#8217;altezza di 425  chilometri. Il lancio è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-lancia-un-satellite-militare-ed-irrita-gli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-lancia-un-satellite-militare-ed-irrita-gli-stati-uniti.html">L&#8217;Iran lancia un satellite militare ed irrita gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Pasdaran hanno reso noto di aver lanciato in orbita <strong>il primo satellite militare</strong> della storia dell&#8217;Iran. L&#8217;evento ha avuto luogo nel deserto di Markazi e si tratta di un importante successo per la nazione dopo mesi di fallimenti. Il satellite, chiamato Nour, orbita attorno alla Terra ad un&#8217;altezza di 425  chilometri. Il lancio è avvenuto sfruttando il sistema Ghased e contribuirà a rafforzare l&#8217;autostima della popolazione in una fase storica molto complessa. L&#8217;Iran è segnato dalla pandemia di Covid-19, che ha provocato oltre cinquemila morti e gravi danni al sistema produttivo e dalle sanzioni americane che, di fatto, ne hanno bloccato l&#8217;export petrolifero.</p>
<h2>Una rivalità storica</h2>
<p>Secondo Zein Basravi, inviato di <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/04/iran-launches-military-satellite-200422062126491.html">Al Jazeera</a> a Teheran, il satellite verrà utilizzato per rafforzare le comunicazioni tra i reparti delle Forze Armate ed a scopo di intelligence. Il lancio fa seguito a quattro tentativi falliti ed ha irritato <strong>gli Stati Uniti</strong> che, già in passato, avevano criticato il programma spaziale iraniano. <a href="https://www.theguardian.com/world/2020/apr/22/iran-us-satellite-navy-boats-trump">Il Segretario di Stato</a> americano Mike Pompeo ha affermato che quanto accaduto costituisce una violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 2015. La risoluzione aveva lo scopo di rafforzare l&#8217;accordo sul nucleare iraniano raggiunto con gli altri partner contraenti e vietava a Teheran di svolgere qualsivoglia attività in relazione ai missili balistici in grado di trasportare ordigni nucleari. <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-52380507">Mohammad Javad Azari Jahromi</a>, ministro delle Telecomunicazioni nell&#8217;esecutivo iraniano, ha comunque ribadito come il programma delle Forze Aerospaziali abbia<strong> natura puramente difensiva</strong>. Secondo il ministro una parte di questo programma ha natura meramente civile ed è portato avanti dal governo mentre gli ambiti legati alla difesa del Paese ricadono nelle competenze delle Forze Armate.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>La pandemia non ha abbassato le tensioni tra Stati Uniti ed Iran: Washington ha introdotto nuove sanzioni contro il Paese mentre Teheran ha ricominciato ad intraprendere azioni provocatorie. Ad inizio 2020, invece, le due nazioni erano giunte sull&#8217;orlo del conflitto dopo l&#8217;uccisione del Generale iraniano <strong>Qassem Soleimani</strong> da parte di droni americani. L&#8217;Iran aveva reagito lanciando missili balistici sulle basi militari americane nel Paese confinante. <a href="https://edition.cnn.com/2020/04/22/politics/trump-us-navy-iranian-ships-tweet/index.html">Alcuni giorni fa</a> diverse imbarcazioni militari iraniane si sono pericolosamente avvicinate, con intenti apparentemente intimidatori, a navi americane nel Mar Arabico del Nord. La reazione del presidente Trump non si è fatta attendere e nella giornata di mercoledì ha annunciato, via Twitter, di aver ordinato alla Marina di distruggere qualsivoglia imbarcazione militare iraniana che dimostri di avere intenti intimidatori. Il Generale John Hyten, che ricopre un ruolo importante nella catena di comando delle forze armate americane, ha reso noto come le indicazioni di Trump verranno trasformate in ordini da rispettare e che Teheran dovrà aver ben presente che esiste una linea da non superare. La  <strong>mancanza di una reale volontà politica</strong> che porti ad una sorta di <em>appeasement </em>tra le parti sembra indicare che gli Stati Uniti e l&#8217;Iran continueranno ad essere, anche nel prossimo futuro, in rotta di collisione. Le elezioni presidenziali di novembre 2020 potrebbero, forse, contribuire ad alterare lo scenario: una vittoria dei Democratici, infatti, potrebbe determinare una minor durezza da parte di Washington ed aprire spiragli di dialogo tra le parti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-lancia-un-satellite-militare-ed-irrita-gli-stati-uniti.html">L&#8217;Iran lancia un satellite militare ed irrita gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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