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I legami tra Caracas e Teheran continuano a suscitare preoccupazioni negli Stati Uniti. Nuovi indizi confermano le trattative in corso tra Iran e Venezuela per l’acquisto di missili da parte dell’esecutivo di Nicolas Maduro. Il governo iraniano ha negato ma quello venezuelano aveva espresso, già in passato, un interesse per la compravendita. Johan Obdola, analista ed esperto di sicurezza internazionale (le cui parole sono riportate da Formiche.net), ha dichiarato al quotidiano colombiano El Tiempo che un contingente iraniano sarebbe già presente in Venezuela per ispezionare le zone militari dove si potrebbero costruire i missili. Il presidente colombiano Ivan Duque, che ritiene che Nicolas Maduro sia un dittatore, aveva accusato il Venezuela di voler acquistare i missili iraniani e di rifornire i gruppi armati colombiani di armi provenienti da Bielorussia e Russia. Lo scenario sembra destinato ad infiammare l’America Latina, già alle prese con le conseguenze della pandemia di Covid-19. La regione, una volta dominata da esecutivi progressisti, è sempre più orientata a destra.

Interessi di vecchia data

Iran e Venezuela sono entrambi membri fondatori dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) ed hanno rapporti diplomatici sin da prima della Rivoluzione Islamica iraniana del 1979. Inizialmente i rapporti tra le parti si sono limitati all’ambito petrolifero ma si sono poi intensificati quando Hugo Chávez è divenuto presidente. Tra il 2001 ed il 2013 i due Stati hanno siglato oltre 300 accordi di varia importanza ed hanno persino fondato una banca comune. Nel 2012 gli investimenti ed i i prestiti iraniani nei confronti del Venezuela avevano un valore stimato di 15 miliardi di dollari. La morte di Chávez ha portato ad un indebolimento dei legami ed il crollo dei prezzi del petrolio aveva spinto il presidente Rouhani a non dare più la priorità al Venezuela. L’isolamento diplomatico ha poi spinto le due nazioni a riavvicinarsi.

Il ruolo degli Stati Uniti

I rapporti, sempre più stretti, tra Iran e Venezuela rischiano di alterare lo scenario regionale e di complicare la vita di Washington. Il presidente Nicolas Maduro ha reso noto come intenda potenziare la cooperazione energetica con Teheran ed ha definito le relazioni tra le parti come “profonde, fraterne ed indistruttibili”. Mahmoud Vaezi, a capo dello staff presidenziale iraniano, ha invece reso noto come le due nazioni debbano unirsi per difendersi dagli Stati Uniti, il nemico comune per eccellenza. Il frutto di questa cooperazione si era già manifestato negli ultimi mesi, quando l’Iran aveva deciso di inviare alcune petroliere in Venezuela per rifornire il Paese latinoamericano in grave crisi produttiva. Gli Stati Uniti avevano reagito dapprima esprimendo la propria disapprovazione, dato che il trasporto avveniva in violazione delle sanzioni americane ed in seguito confiscando alcuni cargo.

Ecco cosa potrebbe accadere

Il Venezuela potrebbe sfruttare la presenza dei missili iraniani per tentare di intimidire la Casa Bianca. Bisogna anche dire, però, che Washington, qualora si senta realmente minacciata, potrebbe sfruttare l’episodio per sferrare un attacco pesante nei confronti di Caracas. Una provocazione eccessiva da parte del Venezuela può ritorcersi contro Nicolas Maduro, ben consapevole di dover camminare su una corda tesa e molto stretta con il rischio, sempre presente, di cadere. Le organizzazioni per la cooperazione regionale potrebbero cercare di svolgere una mediazione tra le parti ma non è detto che possa andare a buon fine. Nel 2020 si voterà sia negli Stati Uniti quanto in Venezuela ed i Capi di Stato ne sono consapevoli.