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	<title>Rassemblement National Archives - InsideOver</title>
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	<title>Rassemblement National Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Eliseo non è più un miraggio: Le Pen si riscopre antisistema e vola nei sondaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Eliseo non è più un miraggio: Le Pen si riscopre antisistema e vola nei sondaggi. Gli scenari dei prossimi mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/leliseo-non-e-piu-un-miraggio-le-pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.html">L&#8217;Eliseo non è più un miraggio: Le Pen si riscopre antisistema e vola nei sondaggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia più interessante dopo l&#8217;annuncio della <strong>candidatura all&#8217;Eliseo di Marine Le Pen</strong> è che la 57enne leader del <strong>Rassemblement National</strong> francese non sembra essere stata colpita dalla conferma della condanna per <strong>appropriazione indebita</strong> di fondi europei da parte della Corte d&#8217;Appello di Parigi e dall&#8217;imposizione del braccialetto elettronico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Pen a gonfie vele nei sondaggi</h2>



<p> Piuttosto, sembra essere premiante la possibilità della storica leader nazionalista transalpina di candidarsi e sembra emergere un trend già conosciuto negli Usa due anni fa, quando la condanna di <strong>Donald Trump non frenò ma, anzi, galvanizzò</strong> le prospettive elettorali del tycoon repubblicano, riscopertosi in chiave pesantemente critica all&#8217;establishment di governo. E i sondaggi parlano chiaro: Le Pen, dopo che come nel miglior copione da <strong>Tour de France (siamo in periodo di Grande Boucle, del resto)</strong>, è la capitana indiscussa della squadra che punta alla maglia gialla, cioé l&#8217;Eliseo, e appena tornata competitiva ha ricevuto strada e gradi da chi l&#8217;ha, ben distinguendosi, sostituita come alfiere: il giovane <strong>Jordan Bardella</strong>. </p>



<p>Le Pen in due rilevazioni <a href="https://www.ifop.com/wp-content/uploads/2026/07/122649-resultats.pdf">Ifop</a> e <a href="https://www.rtl.fr/actu/politique/sondage-rtl-presidentielle-2027-marine-le-pen-progresse-dans-les-intentions-de-vote-apres-l-annonce-de-sa-candidature-7900653723">Harris</a> è data dal <strong>34 al 36%</strong> al primo turno, ampiamente in vantaggio e potenzialmente in grado di doppiare ogni rivale. Questo si sapeva: il Rassemblement è da almeno quattro anni strutturalmente il primo partito di Francia e gli anni di opposizione ad <strong>Emmanuel Macron</strong> hanno portato i sovranisti a fagocitare la destra tradizionale gollista nei consensi. La vera novità è che nei vari possibili scenari di ballottaggio, Le Pen è data vincitrice contro qualsiasi avversario. Segno che appare difficile veder consolidarsi quel &#8220;fronte repubblicano&#8221; che nel 2017 e 2022 ha consentito a Macron di approdare all&#8217;Eliseo e nel 2024 ha contribuito a frenare il volo dei lepenisti nella corsa all&#8217;Assemblea Nazionale.</p>



<p>Contro i due ex premier macroniani, <strong>Edouard Philippe e Gabriel Attal, </strong>Le Pen è data vincitrice di stretta misura nel primo caso (51-49 per Harris, 54-46 per Ifop) di fronte a un rivale che guarda al centrodestra ed è ritenuta figura amministrativa di primo piano con notevoli competenze e di una decina di punti, 55-45, contro il secondo, esponente dell&#8217;ala più centrista della macronia, che negli anni ha virato verso la destra moderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Pen-Mélenchon, fronte repubblicano&#8230;per i sovranisti</h2>



<p> <strong>Impressionante, invece, il dato che vedrebbe un confronto tra le opzioni più radicali</strong>, ovvero una sfida diretta tra Le Pen e il leader di sinistra radicale <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/melenchon-leader-della-sinistra.html" type="reportage" id="385153">Jean-Luc Mélenchon</a>. Partito in sordina</strong> nella corsa all&#8217;Eliseo, Mélenchon è cavallo di razza da campagna elettorale ed è solito aumentare i propri consensi quando la corsa entra nel vivo. Oggi ad aprile 2027, mese del voto, manca molto ma si contende con Philippe e Attal la seconda piazza valida per il ballottaggio con il 16% dei voti circa. La realtà è che in caso di sfida contro Le Pen il <strong>&#8220;fronte repubblicano&#8221; sarebbe contro Mélenchon</strong>, colpito negli ultimi anni dalla scomunica politica dei macroniani, che non hanno mai cooptato la sinistra nel governo nonostante fosse stata la vincitrice relativa del voto del 2024, travolto dalle accuse di simpatie per l&#8217;islamismo e di antisemitismo da parte dei membri del suo partito e segnato dalla spaccatura tra <strong>La France Insoumise,</strong> il suo partito, e il campo socialista e socialdemocratico.</p>



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<p>Le Pen è data addirittura al 67-70% contro Mélenchon in caso di ballottaggio, oltre il 66% con cui Macron la sconfisse nove anni fa. Realisticamente, buona parte dei voti centristi finirebbe a Le Pen e perfino una parte dei voti di sinistra, dato che i vari candidati della Gauche al primo turno, sommati, arriverebbero al 31-33,5%, sicuramente non sosterrebbe il tribuno radicale per eccellenza del panorama transalpino. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Rassemblement studia da partito di governo</h2>



<p>Basta questo a <strong>manifestare come la torsione governista del Rassemblement</strong> sia stata oramai digerita da una ampia fetta della popolazione e da fette importanti del <strong>sistema di potere di Parigi</strong> e, in quest&#8217;ottica, la svolta modernizzatrice di Bardella, l&#8217;impegno per una diplomazia politica e partitica nel Vecchio Continente, la rottura interna alle formazioni tradizionali e la sostanziale estinzione politica dei Republicains, che rischiano di dover scegliere se essere ruota di scorta lepenista o post-macroniana, ha aperto fette di sistema agli ex reietti di Francia. Del resto, è quantomeno difficile pensare di tenere strutturalmente lontano dal potere, o almeno dall&#8217;ambizione di conquistarlo, un partito che <strong>rappresenta stabilmente un terzo dell&#8217;elettorato nazionale e ne ha il primo gruppo all&#8217;Europarlamento dal 2014</strong>.</p>



<p>In mezzo, le ambizioni di una Le Pen che sorprese la Francia nel 2012 conquistando il terzo posto alla sua prima candidatura al posto del padre Jean-Marie e poi nei due ballottaggi persi con Macron ha incrementato i suoi consensi. Dimostrandosi capace di attraversare le epoche. Quattordici anni fa, Le Pen si definiva &#8220;unica vera antisistema&#8221; in corsa e rivendicava il suo ruolo di &#8220;<a href="https://www.lemonde.fr/election-presidentielle-2012/article/2012/04/07/marine-le-pen-la-candidate-anti-systeme-contre-le-fascisme-dore_1682247_1471069.html?srsltid=AfmBOoo0yf1yk1LAsDsEJGmgpP1Ib8inMsPY4E6d2ZLpfnhDr74A9VqU">candidata incorruttibile in una classe politica corrotta&#8221;</a> contro i &#8220;loschi affari di questa oligarchia&#8221;. Oggi sfida la condanna per appropriazione indebita usandola come volano per riscoprire quelle pulsioni antisistema dopo che nella reggenza di Bardella il Rassemblement si era, su molti dossier, vestito col gessato. </p>



<p><strong>Il sistema ora è a portata di mano e l&#8217;Eliseo, vetta più alta del lungo Tour de France del Rassemblement</strong>, non è più solo un miraggio. Le Pen torna in pista da candidata da battere, con solidi sondaggi alla mano: è uno scenario rivoluzionario per la politica francese. E chissà che non fomenti cambiamenti di prospettiva nelle forze d&#8217;establishment come del resto già le <a href="https://it.insideover.com/politica/lagarde-le-pen-bardella-le-grandi-manovre-per-le-presidenziali-francesi-con-un-occhio-alleuropa.html" type="post" id="522256">manovre anticipate dalla <strong>Presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde</strong> lasciavano presagire.</a> La primavera 2027 non è dietro l&#8217;angolo, ma politicamente farà presto ad arrivare. E ad oggi, un vero anti-Le Pen per il dopo Macron semplicemente non c&#8217;è.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/leliseo-non-e-piu-un-miraggio-le-pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.html">L&#8217;Eliseo non è più un miraggio: Le Pen si riscopre antisistema e vola nei sondaggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lagarde, Le Pen, Bardella&#8230; le grandi manovre per le presidenziali francesi con un occhio all&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lagarde-le-pen-bardella-le-grandi-manovre-per-le-presidenziali-francesi-con-un-occhio-alleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo continui governi di minoranza, le presidenziali si tramuteranno in una valvola di sfogo per un Paese stanco e in tensione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lagarde-le-pen-bardella-le-grandi-manovre-per-le-presidenziali-francesi-con-un-occhio-alleuropa.html">Lagarde, Le Pen, Bardella&#8230; le grandi manovre per le presidenziali francesi con un occhio all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070415333548_7883284dee6a8b745957918a1f444923-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Manca meno di un anno alle <strong>elezioni presidenziali francesi</strong> dell&#8217;aprile 2027 che dovranno decidere il <strong>successore di Emmanuel Macron</strong> dopo dieci anni e due mandati, e tra Parigi e l&#8217;Europa iniziano le grandi manovre, che ruotano, ad oggi, attorno a un interrogativo: riuscirà il <strong>Rassemblement National</strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-jordan-bardella-il-delfino-di-marine-le-pen.html" type="schede" id="374071">guidato da <strong>Jordan Bardella</strong></a> e <strong>Marine Le Pen</strong> a rompere il tetto di cristallo delle presidenziali e a trasformare in governo la sua primazia nei sondaggi, o anche questa volta i partiti del centro, della destra moderata e della sinistra faranno <em>barrage</em>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti contro Bardella e Macron per il dopo Macron</h2>



<p>Questa domanda si lega a altre due questioni chiave: chi sarà il candidato della <strong>destra nazionalista</strong>, da un lato, e che <strong>manovre compiranno le forze moderate</strong> per rompere la loro parcellizzazione e arrivare al voto con un progetto unitario dall&#8217;altro. In tal senso le prossime settimane saranno decisive. </p>



<p>Martedì a Parigi la Corte d&#8217;Appello si pronuncerà sulla condanna all&#8217;interdizione ai pubblici uffici per cinque anni che grava su <strong>Marine Le Pen</strong>, sconfitta da Macron ai ballottaggi del 2017 e del 2022, per il caso di appropriazione indebita di fondi europei sotto indagine dal 2024 sulla base dell&#8217;analisi dei periodi in cui la leader sovranista era parlamentare europea. Se Le Pen vedrà confermata l&#8217;inibizione, la palla passerà definitivamente a <strong>Bardella, giovanissimo aspirante (è del 1995) al trono repubblicano di Francia</strong> e ritenuto <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2026/07/04/le-rn-cultive-discretement-ses-reseaux-diplomatiques-un-an-avant-l-election-presidentielle-de-2027_6720610_3210.html">figura modernizzante</a> rispetto alla tradizionale immagine nazionalista della leader della formazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lagarde guarda alla Francia e studia da candidata?</h2>



<p>Nel frattempo, le grandi manovre politiche tracciano un filo rosso tra Parigi e Francoforte alla luce del fatto che anche <strong>Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea</strong> e già Ministro delle Finanze ai tempi della presidenza di <strong>Nicolas Sarkozy,</strong> non ha escluso una possibile discesa in campo con vista presidenziali. <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/inter/date/2026/html/ecb.in260702~c56db179c3.en.html">Lagarde, parlando a <em>Les Echos</em>, ha di recente detto</a> che potrebbe non escludere le dimissioni anticipate dalla Bce se la condizione macroeconomica dell&#8217;Europa sarà stabile e non imporrà una stretta vigilanza monetaria, così da potersi occupare con attenzione delle questioni francesi.</p>



<p>&#8220;Credo che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese&#8221;, ha detto Lagarde, aprendo a un &#8220;confronto franco&#8221; con i candidati dato che si è detta preoccupata dal fatto che se il &#8220;dibattito dovesse rivelare una visione più limitata del ruolo della Francia in Europa, credo sarebbe necessario spiegare perché ciò rappresenterebbe un percorso doloroso per il nostro Paese&#8221;. &#8220;Ci rifletterò&#8221;, ha risposto a esplicita domanda circa una possibile candidatura qualora ci fosse la possibilità di una vittoria di formazioni radicali. </p>



<p>Una pre-candidatura? <strong>Forse, oppure un tentativo di mettere le mani avanti</strong> in vista di un possibile arrocco che apra alla possibilità per Macron, prima della sua uscita, di giocare un ruolo nella scelta del futuro capo dell&#8217;Eurotower (Lagarde scade a ottobre 2027). Terza opzione è che le parole di Lagarde traccino il tentativo di <strong>costruire una diga</strong> all&#8217;egemonia del Rassemblement e alle prospettive di incursioni da sinistra, ove però Jean-Luc Mélenchon appare assieme a La France Insoumise lontano dai fasti di un tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Philippe possibile sfidante, cosa dicono i sondaggi</h2>



<p>Ad oggi il candidato più credibile al ruolo di frontrunner moderato è <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/philippe-si-dimette-e-lascia-a-testa-alta-un-problema-per-macron.html" type="post" id="281490">Edouard Philippe, ex premier e sindaco di Le Havre, </a></strong>accreditato dai sondaggi del 21-25% dei suffragi contro il 35-38% che oggi arride a Le Pen e al 34-35% di cui è investito Bardella. Ad oggi Philippe è dato testa a testa in un eventuale ballottaggio con Bardella, con i sondaggi che danno vincenti ora l&#8217;uno ora l&#8217;altro, e al centro sta vedendo emergere come alternativa l&#8217;ex premier <strong>Gabriel Attal</strong>, macroniano doc. Sembrano ad oggi scomparsi da ruoli di primo piano i gollisti di Les Republicains, che per la destra moderata e il centro a trazione macroniano sono gli obiettivi chiari da corteggiare per evitare che al voto gli elettori si disperdano appiattendosi a destra. La chiamata alle armi di Lagarde, sostanzialmente, evoca un potenziale <em>ralliement</em>?</p>



<p><strong>Lo scenario non appare da escludere e apre alla possibilità di una convergenza tra futuro dell&#8217;Eliseo e della Bce</strong>: resta da capire, però, se gli elettori ci staranno o, dopo anni di alchimie elettorali complesse da parte di Macron dopo le elezioni legislative del 2024 e la formazione di continui <strong>governi di minoranza</strong>, le presidenziali si tramuteranno in una valvola di sfogo per un Paese stanco e in tensione. La corsa politica della Francia sarà sull&#8217;ottovolante fino al redde rationem presidenziale.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lagarde-le-pen-bardella-le-grandi-manovre-per-le-presidenziali-francesi-con-un-occhio-alleuropa.html">Lagarde, Le Pen, Bardella&#8230; le grandi manovre per le presidenziali francesi con un occhio all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Acciaio, asse sinistra-Le Pen: la Francia verso la nazionalizzazione di ArcelorMittal</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/acciaio-asse-sinistra-le-pen-la-francia-verso-la-nazionalizzazione-di-arcelormittal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 13:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251129143232608_8a0fe5ae66edc582bc1b5e3cc529a8f5-600x419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Parlamento francese scavalca il governo di Sebastien Lecornu e accelera sulla possibile nazionalizzazione dei siti transalpini di ArcelorMittal, il colosso di diritto lussemburghese e anima franco-indiano che opera nel settore della siderurgia e rappresenta il secondo maggior produttore globale di acciaio dietro la cinese Baowu con 58 milioni di tonnellate di acciaio prodotte nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/acciaio-asse-sinistra-le-pen-la-francia-verso-la-nazionalizzazione-di-arcelormittal.html">[...]</a></p>
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<p>Il Parlamento francese scavalca il <strong>governo di Sebastien Lecornu</strong> e accelera sulla possibile <strong>nazionalizzazione dei </strong><a href="https://www.lastampa.it/economia/2025/11/28/news/arcelormittal_nazionalizzazione_acciaio_francia-15415253/"><strong>siti transalpini di ArcelorMittal</strong>,</a> il colosso di diritto lussemburghese e anima franco-indiano che opera nel settore della siderurgia e rappresenta il secondo maggior produttore globale di acciaio dietro la cinese Baowu con 58 milioni di tonnellate di acciaio prodotte nel 2024. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;asse Mélenchon-Le Pen contro Lecornu su ArcelorMittal</h2>



<p>Con il voto compatto del campo progressista e l&#8217;astensione benevola della destra del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-obiettivi-del-rassemblement-national-il-partito-di-marine-le-pen.html">Rassemblement National di Marine Le Pen </a></strong>è stata approvata dall&#8217;Assemblea Nazionale una proposta <strong>della sinistra radicale de <a href="https://it.insideover.com/religioni/perche-offendere-i-credenti-sullultima-cena-olimpica-lezione-di-rispetto-da-melenchon-e-al-azhar.html">La France Insoumise, guidata da Jean-Luc Mélenchon</a>,</strong> prospettante proprio la presa di controllo dei siti francesi del gruppo, ipotesi respinta al mittente dall&#8217;esecutivo ma che mira a rispondere alla crisi strutturale della siderurgia francese.</p>



<p>ArcelorMittal, partecipata al 40% dal miliardario indiano Lakshmi Mittal e dalla sua famiglia, nel 2024 ha fatturato 62,44 miliardi di dollari ottenendo un bilancio in utile (3,3 miliardi di profitti operativi, 1,3 miliardi di utili netti) ma a Parigi i legislatori temono che possa continuare una lunga fase di alti e bassi che l&#8217;ha contraddistinta. <strong>Del resto, la richiesta del Parlamento</strong> arriva in una fase di criticità della siderurgia europea, pressata dalla competizione internazionale.</p>



<p><a href="https://www.rfi.fr/en/france/20251128-french-mps-vote-to-nationalise-arcelormittal-as-ministers-warn-of-illusion">Come nota l&#8217;emittente francese Rfi, </a>&#8220;lo scorso anno la Cina ha prodotto 1 miliardo di tonnellate di acciaio, ovvero oltre la metà della produzione mondiale, rispetto ai 150 milioni dell&#8217;India e ai meno di 100 milioni di Giappone e Stati Uniti&#8221;, in un contesto in cui &#8220;l&#8217;Europa, al contrario, è molto indietro: la Germania ne produce 37 milioni di tonnellate, l&#8217;Italia 20 milioni, la Spagna 12 milioni e la Francia solo 11 milioni&#8221;, <strong>in altalena negli ultimi anni</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida dell&#8217;acciaio francese</h2>



<p>ArcelorMittal, in Italia già socia di Invitalia nell&#8217;ex Ilva di Taranto con cui ha costituito la joint venture <strong>Acciaierie d&#8217;Italia oggi in amministrazione straordinaria</strong>, in Francia mantiene 7mila posti di lavoro (di recente ha annunciato che ne taglierà 270 in un processo di <a href="https://www.aist.org/arcelormittal-targets-us$4-billion-in-new-cost-reductions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riduzione dei costi</a>) e <a href="https://gmk.center/en/news/arcelormittal-confirms-its-intention-to-invest-in-the-decarbonization-of-its-dunkirk-plant/">controlla <strong>7 impianti nel Nord dell&#8217;Esagono, il principale dei quali a Dunkerque</strong>.</a> </p>



<p>La sinistra transalpina, col sostegno decisivo dei francesi, <strong>ravviva un principio storico del nazionalismo economico francese</strong>, che del resto il <strong>presidente Emmanuel Macron</strong> non ha mai mancato di applicare in passato per difendere la prerogativa operativa di importanti attori, ad esempio nel 2017 condizionando la scalata di Fincantieri ai cantieri navali di Saint Nazaire e nel 2022 spingendo per la completa <a href="https://it.insideover.com/economia/macron-sdogana-leconomia-di-guerra-a-cosa-punta-la-francia.html">nazionalizzazione della multiutility Electricité de France (Edf</a>). Ora, il voto del Parlamento non è<a href="https://www.lemonde.fr/politique/article/2025/11/28/la-nationalisation-d-arcelormittal-au-c-ur-d-un-texte-approuve-par-l-assemblee-nationale-a-la-portee-symbolique_6655199_823448.html"> però condiviso dal <strong>governo di minoranza di Lecornu</strong></a>, </p>



<p>Secondo il ministro dell&#8217;Industria, Sébastien Martin, la legge &#8220;indebolirebbe l&#8217;occupazione invece di proteggerla&#8221; e la <strong>vera battaglia si gioca in Europa, dove si lavora al piano di innalzamento delle tariffe per l&#8217;acciaio </strong><a href="https://www.lopinion.fr/politique/industrie-les-deputes-votent-pour-une-nationalisation-darcelormittal-france"><strong>proveniente dall&#8217;esterno</strong> del blocco al 50% e si</a> aspetta l&#8217;entrata in vigore delle barriere tariffarie del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) che farà pagare agli importatori il prezzo del dumping ambientali di prodotti di vari settori. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Stato torna in campo</h2>



<p>Quest&#8217;ultima parte è indubbiamente realistica, ma <strong>è pur vero che il ritorno in campo degli Stati</strong> con investimenti strategici e proiezioni dirette nell&#8217;economia non poteva non condizionare anche l&#8217;azione francese, legata a un sistema-Paese storicamente propenso a una postura di tal foggia. </p>



<p><strong>Il valore degli asset francesi di ArcelorMittal è stimato in 3 miliardi di euro,</strong> ma in ballo c&#8217;è molto di più: la possibilità che la Francia viri verso un sistema più dirigista e autoreferenziale, giocando da sé, fuori dalle norme europee su aiuti di Stato e concentrazioni comunitarie. E al contempo, le prospettive future dell&#8217;ex Ilva, dove i lunghi anni di legame con ArcelorMittal possono essere retrospettivamente letti come una storia continua di occasioni perse e ridimensionamento industriale. <a href="https://it.insideover.com/economia/chi-guadagnerebbe-dalla-chiusura-dellilva.html">Ne parlavamo già nel 2019</a> in riferimento alla crisi <a href="https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellindustria-italiana.html">del polo tarantino</a> e delle prospettive critiche dell&#8217;acciaio europeo, che non hanno tardato a materializzarsi.</p>



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		<title>Francia, l&#8217;ultima trincea di Macron: 48 ore a Lecornu per negoziare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-lultima-trincea-di-macron-48-ore-a-lecornu-per-negoziare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 17:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
		<category><![CDATA[Renaissance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Emmanuel-Macron-combatte-la-sua-battaglia-della-Marna-e-non-intende-nominare-un-successore-del-premier-dimissionario-Sebastien-Lecornu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Emmanuel-Macron-combatte-la-sua-battaglia-della-Marna-e-non-intende-nominare-un-successore-del-premier-dimissionario-Sebastien-Lecornu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Emmanuel-Macron-combatte-la-sua-battaglia-della-Marna-e-non-intende-nominare-un-successore-del-premier-dimissionario-Sebastien-Lecornu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Emmanuel-Macron-combatte-la-sua-battaglia-della-Marna-e-non-intende-nominare-un-successore-del-premier-dimissionario-Sebastien-Lecornu-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Emmanuel-Macron-combatte-la-sua-battaglia-della-Marna-e-non-intende-nominare-un-successore-del-premier-dimissionario-Sebastien-Lecornu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Emmanuel-Macron-combatte-la-sua-battaglia-della-Marna-e-non-intende-nominare-un-successore-del-premier-dimissionario-Sebastien-Lecornu-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Emmanuel-Macron-combatte-la-sua-battaglia-della-Marna-e-non-intende-nominare-un-successore-del-premier-dimissionario-Sebastien-Lecornu-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emmanuel Macron combatte la sua personalissima battaglia della Marna politica e insiste: non intende nominare immediatamente un successore del premier dimissionario Sebastien Lecornu, la cui compagine si è dissolta in dodici ore dalla nomina per dissapori tra i centristi di Renaissance (partito di presidente e capo del governo) e il centro-destra di Les Republicains, e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-lultima-trincea-di-macron-48-ore-a-lecornu-per-negoziare.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Emmanuel Macron </strong>combatte la sua personalissima <strong>battaglia della Marna</strong> politica e insiste: non intende nominare immediatamente un <strong>successore del premier dimissionario <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-nel-caos-il-governo-lecornu-muore-prima-di-nascere-macron-accetta-le-dimissioni.html">Sebastien Lecornu</a></strong>, la cui compagine si è dissolta in dodici ore dalla nomina per dissapori tra i centristi di Renaissance (partito di presidente e capo del governo) e il centro-destra di Les Republicains, e ha assegnato al primo ministro <strong>48 ore aggiuntive per negoziare coi partiti</strong> una &#8220;piattaforma d&#8217;azione&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mission impossible di Lecornu</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/avanti-un-altro-la-francia-ha-un-nuovo-premier-luomo-delle-armi-sebastian-lecornu.html">Lecornu</a>, 39 anni, fino a pochi giorni fa ritenuto astro nascente della macronia e uomo forte del mondo governativo transalpino, si troverà a dover scalare una grande montagna senza la certezza di poter contare su dei fidati gregari di scorta. Sarà una cronoscalata dove <strong>ogni ora potrebbe essere decisiva</strong> per capire se un Lecornu II potrà nascere dalle macerie del primo, fugace governo. La scelta del primo ministro di nominare come suo successore il <strong>veterano Bruno Le Maire,</strong> ex gollista odiatissimo dai repubblicani, ha aperto il vaso di Pandora. E ora, inevitabilmente, <strong>Lecornu</strong> è a un bivio.</p>



<p>L&#8217;unica strada fattibile per il primo ministro passa dalla possibilità di capire se il campo largo di sinistra del <strong>Nuovo Fronte Popolare</strong> potrà vedere alcune sue componenti staccarsi dalla logica della sfiducia senza sé e senza ma. Due i partiti indiziati: i <strong>Verdi (Eelv) e il Partito Socialista di Olivier Fauré,</strong> che però hanno posto come <em>conditio sine qua non</em> una <strong>revisione della riforma delle pensioni del 2023</strong> che Macron presenta come suo cavallo di battaglia politica. Il presidente ha affidato a tre premier di minoranza (Michel Barnier prima, François Bayrou poi e ora Lecornu) il compito di <strong>domare un deficit fuori controllo e riportare ordine nel Paese</strong>. </p>



<p>Nel giorno in cui il Cac40, primo indice della borsa di Parigi, sprofondava assieme alle banche gravate del debito pubblico francese come Bnp Paribas e in cui il Btp italiano azzerava lo spread con l&#8217;Oat decennale francese, il <strong>bivio di una coalizione di minoranza è preciso: cercare il tutto per tutto disconoscendo l&#8217;agenda</strong> che dal luglio 2024 ad oggi <strong>spinge Macron a nominare governi di minoranza</strong> in nome della responsabilità fiscale di fronte a un&#8217;Assemblea Nazionale ingovernabile o assumersi il rischio di un nuovo salto nel buio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il crepuscolo del macronismo</h2>



<p>Da sinistra <strong>Jean-Luc Mélenchon e La France Insoumise</strong> e da destra il <strong>Rassemblement National di Marine Le Pen</strong> e Jordan Bardella dettano la linea: <strong>ritorno alle urne</strong> per rinnovare il Parlamento o dimissioni anticipate di Macron con un anno e mezzo in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura. Oggi Mélenchon ha chiesto un incontro comune di tutti i partiti progressisti per ufficializzare il no a qualsiasi collaborazione con i governativi, ricevendo però un diniego proprio dagli aperturisti socialisti e verdi. </p>



<p>I primi, però, hanno <strong>detto che parteciperanno a una coalizione di governo</strong> solo se non saranno macroniani o repubblicani a guidarla come successo negli ultimi tre governi, ma un membro del campo di maggioranza relativa alle ultime elezioni: &#8220;Non chiediamo lo scioglimento o le dimissioni del capo dello Stato&#8221;, <a href="https://www.lemonde.fr/politique/live/2025/10/06/en-direct-demission-de-sebastien-lecornu-le-premier-ministre-demissionnaire-de-nouveau-a-l-elysee_6644534_823448.html">ha detto a Le Monde Pierre Jouvet, segretario generale del Partito Socialista</a>, chiedendo &#8220;la nomina di un primo ministro di sinistra, aperto al compromesso&#8221; e sottolineando che &#8220;continueremo a proporre misure forti nel dibattito che si aprirà, come la tassazione degli ultra-ricchi e il necessario dibattito sulla riforma delle pensioni che dovrà tenersi in Parlamento&#8221;.</p>



<p><strong>Per Macron e i suoi questa è davvero l&#8217;ultima trincea</strong>: dopo che il primo governo è durato 836 minuti precisi dall&#8217;annuncio dei ministri alle dimissioni, Lecornu ne avrà poco meno di 2.900 per inventarsi qualcosa. E non è detto che alcun tentativo riesca nel triste crepuscolo della più fallimentare presidenza della Quinta Repubblica.</p>



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		<item>
		<title>Migranti e identità, la battaglia politica che scalda l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-e-identita-la-battaglia-politica-che-scalda-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 04:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro della "remigrazione". Parliamo della nuova frontiera del dibattito.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spettro si aggira per l&#8217;Europa: quello della &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/remigrazione-la-brutale-scommessa-dellafd-e-la-radice-del-malcontento-tedesco.html">remigrazione</a></strong>&#8220;. Parliamo della nuova frontiera <strong>del dibattito pubblico suscitato dalla questione migratoria</strong> o, meglio, dall&#8217;impatto tra <strong>integrazione dei nuovi arrivati e dinamiche securitarie</strong> condizionanti società caratterizzate da tensioni e inquietudini politiche ed economiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accoglienza e remigrazione</h2>



<p><strong>Si teorizza non più solo la chiusura delle frontiere</strong> ma anche il respingimento di massa di chi è già presente sul suolo dei Paesi europei, spesso a prescindere dalla titolarità di diritti acquisiti. E si pone il discorso sempre più su un piano <strong>metapolitico, sulla necessità di preservare valori e visioni del mondo che le migrazioni avrebbero perturbato</strong>.</p>



<p>Quanto sottolineato da <strong>Federico Giuliani su</strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-giappone-durissimo-contro-i-migranti-detenzioni-e-zero-tutele.html"><strong> queste colonne per il caso del Giappone</strong>, dove monta la protesta anti-migranti</a> e quanto emerge negli Usa, dove la <strong>polizia di frontiera (Ice</strong>) sta utilizzando metodi <a href="https://www.vaticannews.va/en/pope/news/2025-10/pope-leo-s-call-to-action-on-behalf-of-migrants-and-refugees.html">definiti &#8220;inumani&#8221;</a> anche dal primo pontefice statunitense della <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-perseguitati-e-la-falsa-propaganda-del-riarmo-il-grido-di-pace-di-leone-xiv.html">storia, Leone XIV,</a> ha il suo eco anche in Europa. <strong>Uniamo alcuni puntini</strong> per capirlo. </p>



<p>Nei mesi scorsi, prima delle elezioni in Germania, la componente giovanile di <strong>Alternative fur Deutschland</strong>, innalzando lo slogan &#8220;<em>Auslander Raus&#8221;</em> a suo motto, ha contribuito a condizionare in senso più restrittivo la proposta di Afd sul contrasto all&#8217;immigrazione clandestina. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La remigrazione si diffonde in Europa</h2>



<p>L&#8217;idea di passare alla <strong>&#8220;remigrazione&#8221;</strong> come soluzione è emersa in molti discorsi di esponenti Afd, che in Francia trovano il loro equivalente nella proposta di Eric Zemmour e Reconquete da un lato e di Marion Marechal e di Identità-Libertà dall&#8217;altro, ma non nell&#8217;agenda del Rassemblement National. <strong>Stessa polarizzazione nel Regno Unito, dove attivisti come Tommy Robinson</strong> premono sulla destra del <strong>Reform Uk</strong> per<a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/londata-nazionalista-nel-regno-unito-la-maxi-piazza-di-londra-un-traino-ma-anche-un-rischio-per-farage.html"> un&#8217;agenda più aggressiva da parte di Nigel Farage. </a></p>



<p>In Italia la Lega di Matteo Salvini si è spostata su posizioni che hanno superato il tradizionale contrasto allo sbarco di clandestini per abbracciare proposte più radicali, <strong>sostenute principalmente dalla promozione della parola d&#8217;ordine &#8220;remigrazione&#8221;</strong> da parte degli eurodeputati più a destra del Carroccio, come dimostrato dal recente raduno di Pontida.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">1/ A Pontida la remigrazione è ufficialmente diventata una parola d&#39;ordine della Lega. Sullo sfondo della segreteria di Salvini, i giovani leghisti ed europarlamentari come Vannacci, Sardone e Tovaglieri premono per una svolta ancora più a destra. <a href="https://t.co/W2vfHBT6nE">pic.twitter.com/W2vfHBT6nE</a></p>&mdash; Osservatorio sul complottismo (@sulcomplottismo) <a href="https://twitter.com/sulcomplottismo/status/1970208858975920160?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Discorso simile per Vox e Chega in Spagna e Portogallo, ove il discorso è sulla <strong>presunta impennata di </strong><a href="https://www.voxespana.es/vox-en-el-parlamento-de-cataluna/ignacio-garriga-remigracion-masiva-salou-inseguridad-20240229?provincia=tarragona"><strong>reati come rapine e violenze sessuali</strong> imputabili</a> agli immigrati.  Reso popolare dall&#8217;attivista nazionalista austriaco Martin Sellner, il concetto di &#8220;remigrazione&#8221; teorizzato nella sua forma più radicale prevede il ristabilimento di una non meglio precisata purezza etnica europea. Ad oggi ne arriva al grande pubblico una versione semplificata fatta di commistioni identitarie e securitarie. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Make Europe Great Again</h2>



<p>L&#8217;ondata politica in questione è una sfida a tutto campo. Sfida chi, da destra, aspira al potere e vuole evitare contaminazioni estremistiche: si pensi ai vari Le Pen e Farage, che <strong>preferiscono dettare la linea dell&#8217;agenda politica</strong> ma non intendono, in Francia e Regno Unito, governare sulle macerie della società. Sfida i partiti che cercano di creare coalizioni di governo o consolidarle, come il centro-destra italiano. E sfida, infine, <strong>il dibattito pubblico, a sua volta galvanizzato</strong> dal ruolo che social network come X (di proprietà di Elon Musk, che ha più volte sostenuto tesi vicine alla remigrazione) hanno nel diffondere la propaganda favorevole a questo concetto. </p>



<p><strong>Questa ondata politica, che è alimentata dai partiti che si rifanno al principio del movimento</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/make-europe-great-again-la-destra-euroscettica-lancia-la-sfida-a-bruxelles.html"><strong> Make Europe Great Again (Mega</strong>)</a> teorizzato da Musk, è da capire. Posizioni come quelle dei fautori della remigrazione possono essere contestate, criticate, magari perfino disprezzate. Ma non è la loro censura a monte la risposta. Quali sono le incertezze e le insicurezze che ne alimentano la diffusione? Dove il modello sociale europeo è in tensione? Perché un continente in declino demografico che avrà bisogno di milioni di ingressi per <strong>stabilizzare la demografia e sistemare i conti pubblici</strong> non ha una strategia d&#8217;attrattività e integrazione seria? <strong>Cosa spaventa gli europei?</strong> Queste domande hanno bisogno di risposta. Pena l&#8217;atrofizzazione delle nostre società in un dibattito sempre più al ribasso.</p>



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		<title>Francia, così l&#8217;ultradestra va alla conquista delle Università</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/francia-cosi-lultradestra-va-alla-conquista-delle-universita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 12:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il miliardario Pierre-Édouard Stérin investe 150 milioni per riportare in auge negli atenei una visione cattolica e ultranazionalista.  </p>
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<p>Secondo un’inchiesta congiunta di Disclose, La Topette e Reflets.info<strong>, Pierre-Édouard Stérin – miliardario francese ed ex patron di Smartbox </strong>– sta investendo milioni per trasformare l’Università Cattolica dell’Ovest (UCO) in un laboratorio di “reconquête” culturale. L’uomo, che vive in Belgio da esiliato fiscale, si autodefinisce missionario di un progetto di “redressement” cristiano e nazionale, battezzato “Périclès”. Il piano, finanziato con 150 milioni di euro in dieci anni, mira a sostenere il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/marine-le-pen-ci-riprova-rassemblement-national.html">Rassemblement National </a></strong>nella conquista di 300 città alle comunali del 2026 e, soprattutto, a riportare l’istruzione “nelle mani giuste”, sottraendola ai cosiddetti “cerveaux de gauche”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Università come terreno di conquista</h2>



<p>Con otto campus in Francia e due nelle isole d’oltremare, l’UCO è uno degli atenei privati più prestigiosi del Paese, con oltre 13.000 studenti. È qui che Stérin, attraverso il Fondo John Henry Newman, <strong>ha iniziato a finanziare ristrutturazioni, cattedre e convegni sulle “questioni etiche”.</strong> Un investimento che per ora è modesto rispetto ai 50 milioni di euro di entrate annuali dell’università, ma destinato a crescere venti volte entro il 2030.</p>



<p>Il punto strategico non è solo economico: chi finanzia può orientare le scelte accademiche. L’ex rettore dell’UCO, Dominique Vermersch, già leader della Comunità dell’Emmanuel – movimento cattolico conservatore – presiede il fondo. È un segnale di continuità ideologica che fa discutere.</p>



<p>L’inchiesta ha identificato almeno 15 docenti con legami diretti con movimenti conservatori o di estrema destra, alcuni già vicini a Philippe de Villiers e agli istituti finanziati da Stérin. C’è chi ha gestito account social a sfondo razzista e chi ha partecipato a raduni di <em>Génération Identitaire</em>. La direzione dell’UCO, pur prendendo provvedimenti in alcuni casi, ha evitato rotture frontali, sostenendo di non essere responsabile delle opinioni pregresse dei propri docenti.</p>



<p>Questa tolleranza si riflette anche nei comportamenti di alcuni studenti: svastiche e croci celtiche sui muri, insulti razzisti e sessisti, episodi di antisemitismo puniti con semplici sospensioni. <strong>Solo nel 2025 si è arrivati all’espulsione di uno studente per saluti nazisti.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La dimensione geopolitica e culturale</h2>



<p>L’operazione di Stérin va oltre la filantropia: rappresenta un tassello di una strategia di lungo periodo della destra radicale francese per conquistare i luoghi di formazione delle élite. Se il potere politico è conquistabile tramite elezioni, quello culturale richiede radicamento, istituzioni e docenti che trasmettano un certo tipo di valori.</p>



<p>In un’Europa segnata da conflitti identitari, dall’ascesa di partiti sovranisti e da un crescente malcontento verso le élite globaliste, il caso UCO assume rilievo strategico: è il laboratorio in cui si sperimenta la possibilità di “recolonizzare” lo spazio educativo e di <strong>riportare in auge una visione cattolica e nazionalist</strong>a.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio di una polarizzazione sistemica</h2>



<p>Se l’operazione avrà successo, altre Università cattoliche o private potrebbero seguire l’esempio, creando una rete parallela di formazione politica e culturale. Per i movimenti populisti e sovranisti, <strong>questo significa preparare la classe dirigente di domani</strong> e consolidare il consenso sul lungo periodo.</p>



<p>Il dibattito non riguarda solo l’autonomia universitaria ma il ruolo della cultura come strumento di potere. La questione è se la società francese – e per estensione quella europea – sia pronta a vedere le proprie istituzioni educative diventare terreno di scontro ideologico così diretto.</p>
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		<title>Francia: la mission impossible di Bayrou, premier travicello tra Macron, Mélenchon e Le Pen</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-la-mission-impossible-di-bayrou-premier-travicello-tra-macron-melenchon-e-le-pen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 16:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-600x306.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-1024x522.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-1536x783.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francia, Bayrou premier tra Macron, Mélenchon e Le Pen. Il sistema francese è in crisi e non sembra sapersi riprendere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-la-mission-impossible-di-bayrou-premier-travicello-tra-macron-melenchon-e-le-pen.html">Francia: la mission impossible di Bayrou, premier travicello tra Macron, Mélenchon e Le Pen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-600x306.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-1024x522.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241213200012702_20012f7f34bdaab0c4689a5a398fffd7-e1734194439946-1536x783.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;La mia linea d’azione sarà quella di non nascondere nulla, non trascurare nulla e non lasciare nulla da parte&#8221;: <strong>François Bayrou</strong> si è presentato così ieri all&#8217;Hotel de Matignon giurando come primo ministro francese in sostituzione del dimissionario <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-naufraga-il-governo-barnier-ma-il-grande-sconfitto-e-macron.html"><strong>Michel Barnier</strong>. </a>Emmanuel Macron ha scelto il 73enne veterano del centro transalpino per guidare un nuovo Governo di minoranza che dovrà blindare <strong>la legge di bilancio</strong> e provare a traghettare il Paese fuori dalle secche.</p>



<p>Leader del Movimento Democratico (MoDem) alleato di Renaissance, tre volte candidato alle presidenziali, già deputato e ministro e dal 2014 sindaco della cittadina di Pau, Bayrou ha dalla sua ascesa sostenuto il presidente e ora aspetta il suo <strong>grande momento</strong>, ovvero la guida di un esecutivo con cui la &#8220;macronia&#8221; si blinda e combatte forse la sua ultima battaglia. Quarto premier in un anno, terzo dopo Elisabeth Borne e Gabriel Attal espressione di Renaissance, la coalizione presidenziale, come il gollista di Les Republicains che l&#8217;ha preceduto, Barnier, Bayrou partirà da un <strong>campo ristretto di partiti che lo sosterranno</strong> e dovrà far navigare l&#8217;agenda presidenziale nella rotta stretta del campo moderato, mentre da un lato a sinistra <a href="https://it.insideover.com/politica/corbyn-melenchon-e-non-solo-leffetto-gaza-sui-voti-in-europa.html">La France Insoumise e Jean-Luc Mélenchon </a>sono sulle barricate e dall&#8217;altro a destra il <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-chi-lavora-vota-le-pen-con-macron-restano-i-pensionati-ad-alto-reddito.html">Rassemblement National</a> aspetta volendo giocare un ruolo decisivo.</p>



<p>Bayrou è un &#8220;grande vecchio&#8221; della politica francese, noto per essere figura avvezza a <strong>compromessi, dialoghi e a un governo dei meccanismi parlamentari</strong>. Un Pierferdinando Casini d&#8217;oltralpe, potremmo dire. Cattolico moderato che in passato ha strizzato l&#8217;occhio al centro-sinistra del <strong>Partito Socialista</strong>, ora dovrà trovare una quadratura del cerchio: come tenere assieme un Governo che nasce <strong>senza una maggioranza all&#8217;Assemblea Nazionale e nel Paese</strong> e come mettere la firma sulle riforme richieste dall&#8217;Eliseo per tagliare la spesa, ridurre il deficit e stabilizzare le finanze pubbliche senza far entrare nell&#8217;esecutivo Mélenchon e Marine Le Pen, ovvero i leader della coalizione con più seggi (il Nuovo Fronte Popolare) e del partito con più voti, il Rassemblement, senza aver contro la Francia intera.</p>



<p><strong><em>Vaste programme</em></strong>, direbbe<a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html"> il Generale de Gaulle</a>, fondatore di quella Quinta Repubblica basata sull&#8217;estensione macroscopica della potestà presidenziale che oggi traballa in mano a<strong> Macron<em> le petit</em></strong>. Il presidente ha confuso più volte l&#8217;autorità della carica con l&#8217;illusione dell&#8217;arbitrio, e scegliendo Barnier e Bayrou ha di fatto <strong>provato a far passare il messaggio</strong> che la volontà dell&#8217;Eliseo è sovrana sul <strong>resto del Paese, anche a costo di nominare primo ministro un leader</strong> a lui vicino che guida un partito forte di soli <strong>34 seggi su 577 all&#8217;Assemblea Nazionale</strong>. Ora più che mai, è chiaro che uno dei presupposti su cui Macron potrebbe veder il suo quarto governo in un anno consolidarsi porterebbe in direzione dello smantellamento del sistema edificato <a href="https://it.insideover.com/politica/da-de-gaulle-alla-le-pen-il-doloroso-suicidio-politico-dei-repubblicani-francesi.html">da de Gaulle.</a> Esclusa una sponda a sinistra, resta lo sdoganamento del Rassemblement National, perlomeno come decisore di ultima istanza per le maggioranze e i voti in Parlamento.</p>



<p>Far entrare in campo i lepenisti implica rompere definitivamente il &#8220;fronte repubblicano&#8221; contro i sovranisti. E per farlo Bayrou dovrà fare concessioni: scontata una politica dura sull&#8217;immigrazione, è possibile che dopo aver silurato Barnier Le Pen alzi la posta. In ballo c&#8217;è un&#8217;antica battaglia che unisce destra e centristi, quella per la <strong>rappresentanza proporzionale all&#8217;Assemblea Nazionale</strong>, ovvero il presupposto della fine del sistema a doppio turno che regge l&#8217;architrave del &#8220;cordone sanitario&#8221; anti-Le Pen. E dunque a lungo ha retto il bipolarismo socialisti-gollisti della Quinta Repubblica. Sta invecchiando bene la previsione di <strong>Mauro Indelicato, che dopo l&#8217;ultima desistenza tra Nfp e macroniani</strong> ai ballottaggi per l&#8217;Assemblea Nazionale di luglio <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-sopravvive-al-voto-sacrificando-la-quinta-repubblica.html">scrisse su queste colonne che Macron</a> ha salvato sé stesso sacrificando la Quinta Repubblica e la governabilità di un Paese in cui nessuna autorità ha più i crismi dell&#8217;inviolabilità, e che nel frattempo vede i suoi titoli di Stato diventare rischiosi come quelli greci. Sarà duro per Bayrou scalare l&#8217;Alpe d&#8217;Huez di questa crisi apparentemente infinita.</p>
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		<title>Francia, naufraga il governo Barnier ma il grande sconfitto è Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-naufraga-il-governo-barnier-ma-il-grande-sconfitto-e-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 08:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205073916818_b328574274fb5cd726e052b7eb6a52cc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205073916818_b328574274fb5cd726e052b7eb6a52cc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205073916818_b328574274fb5cd726e052b7eb6a52cc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205073916818_b328574274fb5cd726e052b7eb6a52cc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205073916818_b328574274fb5cd726e052b7eb6a52cc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205073916818_b328574274fb5cd726e052b7eb6a52cc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205073916818_b328574274fb5cd726e052b7eb6a52cc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francia, naufraga il governo Barnier ma il grande sconfitto è Macron. Ecco le dinamiche che stanno travolgendo il Paese.</p>
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<p><strong>La Francia è nel caos, il governo<a href="https://it.insideover.com/politica/monsieur-brexit-barnier-e-il-nuovo-premier-in-francia-e-le-pen-non-chiude.html"> Barnier </a>non esiste più </strong>e assieme alla scommessa della “coalizione degli sconfitti” fallisce l’obiettivo politico di <strong>Emmanuel Macron </strong>di tenere in mano il pallino del gioco a Parigi. Il <strong>Rassemblement National di Marine Le Pen</strong> si salda alla sinistra del <strong>Nuovo Fronte Popolare, guidato da Jean-Luc Mélenchon </strong>e dal partito La France Insoumise e Barnier viene sfiduciato con 331 voti su 570 dell’Assemblea Nazionale. L’ex “Mister Brexit” dell’Unione Europea, politico conservatore di lungo corso, esce di scena dopo soli 90 giorni di guida dell’esecutivo francese. <strong>E questo dato di fatto impone profonde riflessioni politiche </strong>sul futuro della politica transalpina e del concetto stesso di democrazia.</p>



<p>In primo luogo, è bene sottolineare che <strong>Emmanuel Macron </strong>abbia cercato di salvare sé stesso sacrificando la Quinta Repubblica. <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-sopravvive-al-voto-sacrificando-la-quinta-repubblica.html">Lo scriveva <strong>Mauro Indelicato </strong>a valle del voto anticipato</a> per il rinnovo del Parlamento, prevedendo con lungimiranza quanto sarebbe successo: il sistema costruito dal <strong>generale Charles de Gaulle </strong>funziona se l’autorità presidenziale si salda con un consenso politico che l’Eliseo riesce, anche in caso di maggioranze divergenti, a intercettare e governare. A luglio i francesi hanno in stragrande maggioranza votato contro Macron: <strong>e questo è stato annacquato solo dal “fronte repubblicano” anti-Le Pen </strong>costruito in molti ballottaggi, senza cambiare le carte in tavola.</p>



<p><strong>Secondo dato: non si può governare ignorando apertamente i risultati della democrazia</strong>. La Francia ha premiato come primo partito per voti il Rassemblement di destra sovranista e come prima coalizione per seggi il <strong>Nuovo Fronte Popolare guidato da Mélenchon</strong>. Pensare di poter formare un esecutivo tagliando fuori entrambi e coalizzando <strong>Renaissance, la coalizione liberale di Macron, e il centrodestra de I Repubblicani, </strong>usciti come terza e quarta forza, in un governo di minoranza chiamato a applicare dolorose misure di austerità capaci di radicalizzare ancor più l’opposizione è stata una mossa spericolata di Macron.</p>



<p>C’è di conseguenza, terzo punto, una divaricazione tra politica e dialettica istituzionale, con la Francia che vive dinamiche ricordanti, in larga misura, quelle vissute in Italia ai tempi del governo Monti: <strong>Barnier da un lato ha guidato l’esecutivo sapendo che solo la benevolenza di Le Pen </strong>e la sua astensione avrebbero consentito il prosieguo del Governo e dall’altro dopo la sfiducia si è sorpreso della presunta “irresponsabilità” dei parlamentari che hanno messo a repentaglio un’agenda ritenuta salvifica per la Francia, fatta di <strong>tagli di spesa e riduzione del Welfare</strong>. L’esperienza Monti insegna che le “cure da cavallo” sono <strong>indigeste al corpo sociale e in una Francia malato <a href="https://it.insideover.com/economia/sorpresa-ora-la-francia-di-macron-e-il-malato-deuropa.html">economico d’Europa</a> </strong>questo appare come l’ennesima mossa lontana dal popolo transalpino del presidente, di cui l’esecutivo è emanazione.</p>



<p>Tutto questo dovrebbe, infine, <strong>mostrare i rischi insiti nell&#8217;esaltare la democrazia</strong> solo quando gli esiti sono conformi alle proprie volontà politiche. Un certo tipo di establishment liberal-europeista lo ha fatto in Francia, e non solo, <strong>pensando che le maggioranze aritmetiche in Parlamento </strong>bastassero a cancellare la realtà dei fatti che, sul fronte politico, parlava diversamente. C&#8217;è una Francia che brucia nel veder Macron muovere le sue pedine e da qui al 2027, ringalluzzita dal tracollo di Barnier, <strong>trasformerà il suo secondo mandato in un Vietnam</strong>.</p>



<p>Squalificare gli avversari politici, come Le Pen e Mélenchon, ipotizzando unicamente l&#8217;impossibilità del loro avvicinamento alle sfere del governo e dunque alle conseguenti responsabilità che esso impone favorisce solo la radicalizzazione della critica a Macron. Unico vero responsabile del caos politico che sta attanagliando la Francia. <strong>Non va dimenticato che l&#8217;effettività dei sistemi democratici</strong> vive quando i processi sono valorizzati, condivisi e trasparenti: il caso recente della <strong>Corea del Sud</strong> insegna che nulla va dato per scontato anche in Stati a ordinamento avanzato. E che nella fiducia dei cittadini si plasma la vittoria in quel referendum quotidiano che la democrazia moderna è. Macron lo capirà?</p>
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		<title>&#8220;Monsieur Brexit&#8221; Barnier è il nuovo premier in Francia. E Le Pen non chiude</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/monsieur-brexit-barnier-e-il-nuovo-premier-in-francia-e-le-pen-non-chiude.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 15:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
		<category><![CDATA[Republicans]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Michel Barnier è il nuovo premier francese scelto da Emmanuel Macron dopo una lunga e contestata procedura di selezione. Resistendo ai continui tentativi della sinistra del Nuovo Fronte Popolare di chiedere un mandato per un suo rappresentante in virtù della maggioranza relativa conquistata elle elezioni, il capo di Stato ha scelto alla fine il 73enne &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/monsieur-brexit-barnier-e-il-nuovo-premier-in-francia-e-le-pen-non-chiude.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/monsieur-brexit-barnier-e-il-nuovo-premier-in-francia-e-le-pen-non-chiude.html">&#8220;Monsieur Brexit&#8221; Barnier è il nuovo premier in Francia. E Le Pen non chiude</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905170913525_c7718a7765209c50c46cdd8d18214037-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Michel Barnier</strong> è il nuovo premier francese scelto da <strong>Emmanuel Macron</strong> dopo una lunga e contestata procedura di selezione. Resistendo ai continui tentativi della sinistra del <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/macron-fa-il-furbo-prova-a-spaccare-la-sinistra-e-viene-rispedito-al-mittente.html">Nuovo Fronte Popolare</a></strong> di chiedere un mandato per un suo rappresentante in virtù della maggioranza relativa conquistata elle elezioni, il capo di Stato ha scelto alla fine il <strong>73enne politico di centrodestra, esponente dei gollisti di Les Republcains</strong> e già capo-negoziatore dell&#8217;Unione Europea per la Brexit per sostituire <strong>Gabriel Attal</strong>, il 35enne capo di governo uscente esponente della coalizione macroniana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Michel Barnier</h2>



<p>Barnier è <strong>un esponente di lungo corso</strong> della politica transalpina. Barnier è stato deputato per il partito gollista del Raggruppamento per la Repubblica, antenato dell&#8217;Unione per il Movimento Popolare prima e di Les Republicains poi, dal 1978 al 1993, anno in cui è diventato ministro dell&#8217;Ambiente del premier gollista Edouard Balladur nella coabitazione con il presidente socialista François Mitterrand.</p>



<p> In seguito è stato titolare degli Affari Europei nel governo di Alian Juppè (1995-1997) e, durante la Commissione Europea guidata da Romano Prodi, ha rappresentato dal 1999 al 2004 la Francia in Ue come commissario per le politiche regionali. In passato molto vicino a Nicolas Sarkozy, dopo la cui conqusita dell&#8217;Eliseo ha dal 2007 al 2009 ricoperto l&#8217;incarico di Ministro dell&#8217;Agricoltura, è stato spinto da Sarkò nel 2010 come titolare del prestigioso commissariato del <strong>Mercato Interno nella Commissione di José Barroso</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;uomo delle negoziazioni</h2>



<p>In seguito, Barnier ha collaborato anche con gli altri presidenti della Commissione succedutisi dopo Barroso: consigliere per la <strong>politica estera e di sicurezza di Jean-Claude Juncker</strong>, ha guidato dal 2016 al 2021, dunque anche durante l&#8217;era di Ursula von der Leyen, il tavolo negoziale europeo per la Brexit. Nel 2022 ha tentato, senza successo, di <strong>candidarsi all&#8217;Eliseo</strong> nel suo partito.</p>



<p><a href="https://www.lemonde.fr/politique/live/2024/09/05/en-direct-michel-barnier-nomme-premier-ministre-par-emmanuel-macron_6304530_823448.html">Le Monde lo descrive come un negoziatore felpato:</a> &#8220;Esperto in politica, è rinomato per essere un buon mediatore, al punto che il suo nome è circolato per succedere a Jean-Claude Juncker. nel 2019, alla guida della Commissione Europea&#8221;. Storicamente moderato, <strong>Barnier è stato associato più al centro che alla destra ma, come ricorda Le Monde,</strong> &#8220;più recentemente, guardando all’Eliseo, questo gollista centrista aveva inasprito il suo discorso sull’immigrazione, invocando una moratoria e arrivando a mettere in discussione la Corte di giustizia europea in nome della sovranità giuridica” .</p>



<h2 class="wp-block-heading">Macron chiude la porta alla sinistra</h2>



<p>La sua nomina giunge come una novità in larga parte inattesa. Si tratta dell&#8217;ennesimo colpo di scena della <strong>politica francese</strong> degli ultimi mesi. Dopo il voto delle europee, che ha visto il boom della destra sovranista del <strong>Rassemblement National</strong>, lo scioglimento anticipato dell&#8217;Assemblea Nazionale e il successo del partito di Marine Le Pen al primo turno i ballottaggi del <strong>7 luglio</strong> hanno visto emergere un parlamento ingovernabile. Primo, a sorpresa, il Nfp, seconda in virtù del &#8220;fronte repubblicano&#8221; contro la destra la coalizione macroniana di Renaissance, terzi i sovranisti, solo quarti i Republicains. Oggi chiamati al governo dopo il rifiuto di Macron di un governo della coalizione con la sinistra. E potrebbero prepararsi nuovi colpi di scena.</p>



<p>Dopo aver sostenuto il tentativo di Macron di dividerla, la coalizione progressista imperniata sul Partito Socialista e La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon ha <strong>respinto e censurato la nomina di Barnier</strong>, che invece ha incassato il sostegno dei gollisti, dei centristi liberali di Horizons, il partito dell&#8217;ex premier Edouard Philippe e di esponenti in vista del campo conservatore come il presidente della regione Hauts-de-France, Xavier Bertand. <strong>A convergere, in questa fase, sono invece inaspettatamente le posizione del campo macroniano </strong>e di quello <strong>lepenista</strong>: il gruppo parlamentare di Renaissance e il leader del Rassemblement all&#8217;Assemblea Nazionale,<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jordan-bardella-lenfant-prodige-della-destra-francese-piu-prodige-anche-di-macron.html"> <strong>Jordan Bardella</strong>,</a> hanno optato per una scelta comune, quella di dare una <strong>risposta sul sostegno</strong> a Barnier dopo la presentazione del <strong>programma di governo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Pen alle porte del governo?</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, le convergenze dei due partiti storicamente antitetici nella politica francese degli ultimi anni <strong>lasciano intendere</strong> che lo schema per la conquista della fiducia all&#8217;Assemblea Nazionale da parte di Barnier passa per quella che potrebbe esser la <strong>più ardita</strong> delle sue mediazioni. Ovvero cementare, da un lato, un blocco di centristi e moderati di destra gollista capace di sopravanzare numericamente il Nfp come seggi all&#8217;Assemblea Nazionale e conquistarsi, dall&#8217;altro, un sostanziale <strong>appoggio esterno del Rassemblement</strong> su provvedimenti-chiave. &#8220;Insieme, la coalizione pro-Macron e il gruppo conservatore della destra repubblicana totalizzano 213 seggi, al di sotto dei 289 necessari per avere una maggioranza assoluta&#8221;, <a href="https://www.politico.eu/article/france-emmanuel-macron-appoints-michel-barnier-new-prime-minister/">ricorda <em>Politico.eu</em>.</a> </p>



<p>L&#8217;<strong>astensione dei lepenisti</strong>, favorita da una possibile convergenza su temi securitari e identitari, avrebbe un <strong>effetto dirompente</strong> nello sdoganamento di una formazione che, evidentemente, Macron vede come una minaccia minore rispetto al <strong>campo più <a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-obiettivo-di-macron-non-far-governare-la-sinistra.html">radicale delle forze di sinistra</a></strong>. E nella cui direzione, scegliendo &#8220;Monsieur Brexit&#8221; Barnier in nome della sua capacità mediazione, ha scelto di fatto di ammiccare. <strong>Aprendo un percorso politico inedito per la Francia</strong> a poco meno di tre anni dalle prossime presidenziali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/monsieur-brexit-barnier-e-il-nuovo-premier-in-francia-e-le-pen-non-chiude.html">&#8220;Monsieur Brexit&#8221; Barnier è il nuovo premier in Francia. E Le Pen non chiude</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Macron sopravvive al voto sacrificando la Quinta Repubblica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-sopravvive-al-voto-sacrificando-la-quinta-repubblica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 07:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'eccesso di centralismo e l'accumulo di poteri nelle mani del presidente sta provocando, in Francia, una reazione sempre più evidente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-sopravvive-al-voto-sacrificando-la-quinta-repubblica.html">Macron sopravvive al voto sacrificando la Quinta Repubblica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vero, il sistema politico della<strong> Quinta Repubblica francese</strong> non è mai stato orientato verso un bipolarismo perfetto. L&#8217;esistenza del secondo turno, a partire dal 1958, ha costantemente favorito <strong>alleanze e coalizion</strong>i. Tuttavia, prima del 2017, si è avuta una stabile alternanza tra due poli principali: gollisti e repubblicani da un lato, a rappresentare il centrodestra, socialisti dall&#8217;altro a rappresentare il centrosinistra. </p>



<p>Tutto questo è progressivamente scomparso da almeno un decennio. E non soltanto per l&#8217;emersione di una destra guidata da<strong> Le Pen </strong>molto forte e in grado, pur non arrivando mai al Governo, di diventare un terzo grande polo della politica francese. Lo stesso <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> nel 2017 è stato eletto a capo di una coalizione centrista e liberale estranea sia ai socialisti sia ai repubblicani. Oggi, guardando nel dettagli i risultati delle legislative, si nota un evidente frazionamento politico che, a prescindere dal tipo di Governo che si formerà nei prossimi giorni, fa a pugni con ogni principio di stabilità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una crisi che parte da lontano</h2>



<p>La convocazione stessa delle elezioni legislative anticipate appare come un sintomo non solo di instabilità ma di vera <strong>messa in discussione dell&#8217;impalcatura della Quinta Repubblica</strong>. Quando sul finire degli anni Novanta è passata la riforma costituzionale che ha ridotto da sette a cinque gli anni di mandato presidenziali, l&#8217;intento era proprio quello di sfavorire le cosiddette &#8220;coabitazioni&#8221; e far coincidere nello stesso anno le elezioni presidenziali con le legislative.</p>



<p>La fine di ogni parvenza di bipolarismo e il naufragio dell&#8217;idea di un&#8217;Assemblea Nazionale direttamente collegabile all&#8217;Eliseo, potrebbero rappresentare i primi tasselli dello smantellamento dell&#8217;attuale intelaiatura istituzionale transalpina. I sintomi, tuttavia, sono evidenti già da tempo: gli scontri di piazza nell&#8217;era delle proteste dei <strong>Gilet Gialli</strong>, le rivolte nelle <strong>banlieu</strong>, gli scioperi contro la riforma delle pensioni che hanno paralizzato per mesi interi il Paese, non appaiono ad oggi come segni di un semplice malcontento verso Macron, bensì come anticipazioni di problemi che vanno ben oltre il giudizio singolo sull&#8217;attuale inquilino dell&#8217;Eliseo. </p>



<p>&#8220;Il problema dell&#8217;attuale sistema&#8221;, ha commentato su InsideOver lo scrittore francese <strong>Maxence Smaniotto , &#8220;</strong>è che il presidente dovrebbe avere una funzione anche al di sopra dei partiti. Ma ormai da diverso tempo è eletto solo sulla base dei suoi programmi, dunque è più che altro un leader di partito&#8221;. Un leader che, tra le altre cose, ha un potere molto esteso e difficilmente riscontrabile in altri capi di Stato o di Governo in Europa.</p>



<p>Non è un caso se si parla, già da diversi anni, di superamento della Quinta Repubblica. <strong>Patrick Martin-Genier,</strong> uno dei massimi esperti di politica francese e docente di Scienze politiche in diversi istituti transalpini, ha scritto un libro dal titolo <em>Verso una Sesta Repubblica</em>: &#8220;L’assenza di controlli e di contrappesi al potere del presidente è diventata sempre più evidente e sempre meno accettabile&#8221;, si legge nel testo: &#8220;Con la Quinta Repubblica oramai del tutto superata rispetto alle democrazie europee e occidentali, non riformabile se non in modo radicale e più facilmente da superare”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una Francia troppo centralizzata</h2>



<p>C&#8217;è un potere, quello dell&#8217;Eliseo, percepito come eccessivo. Ma, in generale, è l&#8217;intero potere statale francese che ad oggi viene percepito come eccessivamente sbilanciato verso Parigi. &#8220;Negli ultimi anni, come risposta al centralismo francese&#8221;,  ha sostenuto ancora Smaniotto, &#8220;sono nati tanti movimenti federalisti&#8221;. Nel nuovo Parlamento hanno ottenuto seggi diversi partiti autonomisti o indipendentisti provenienti però dai territori d&#8217;oltremare, dalle ex colonie dunque. Il discorso tuttavia sta coinvolgendo anche la Francia metropolitana. &#8220;I territori fuori Parigi stanno iniziando a rivendicare più potere&#8221;, ha sottolineato Smaniotto: &#8220;È già successo in Corsica, adesso regione con un proprio statuto, ma via via l&#8217;insofferenza verso l&#8217;attuale impostazione ritenuta eccessivamente centralizzata sta crescendo ovunque&#8221;. L&#8217;esagono, in poche parole, si riconosce sempre meno nel il potere dell&#8217;Eliseo e in quello parigino più in generale.</p>



<p>Al di là di come finirà la<em> querelle</em> relativa al Governo, forse nei prossimi anni il vero perno su cui dovrà riflettere il Paese sarà il mantenimento stesso della Quinta Repubblica e dei suoi principali dettami istituzionali. Il voto di questa domenica, potrebbe rappresentare l&#8217;inizio della fine per l&#8217;attuale sistema.</p>
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