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	<title>Nave da sbarco anfibia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Nave da sbarco anfibia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ecco perché non ci sarà nessuno sbarco dei Marines in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1601" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090.avif 1601w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1601px) 100vw, 1601px" /></p>
<p>Nonostante l'arrivo della nave da assalto anfibio statunitense nella zona del Medio Oriente non ci sarà nessuno sbarco di Marines in Iran</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">Ecco perché non ci sarà nessuno sbarco dei Marines in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1601" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090.avif 1601w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/220407-M-GQ845-1090-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1601px) 100vw, 1601px" /></p>
<p>La nave da assalto anfibio della U.S. Navy “<strong>Tripoli</strong>”, tipo LHA (<em>Landing Helicopter Assault</em>), ha lasciato la sua zona di pattugliamento nel Pacifico occidentale per dirigersi verso il Medio Oriente. Lo scorso 9 marzo, l&#8217;unità <a href="https://news.usni.org/2026/03/13/uss-tripoli-31st-meu-heading-to-the-middle-east">si trovava</a> nel Mar delle Filippine con altre due navi per le operazioni anfibie: il “San Diego” (LPD-22) e il “New Orleans”, due unità tipo LPD (<em>Landing Platform Dock</em>). </p>



<p>Le tre navi, insieme alla loro scorta, costituiscono l&#8217;<strong>ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>)</strong> che trasporta il 31esimo MEU (<em>Marine Expeditionary Unit</em>), un reparto di Marines forte di 2.200 soldati. Il “Tripoli” imbarca anche i caccia <strong>F-35B</strong> (versione a decollo corto e atterraggio verticale) del Corpo dei Marines e in precedenza ha testato il cosiddetto concetto di <em>Lightning Carrier </em>della marina USA, imbarcando almeno 19 F-35B nell&#8217;aprile del 2022.</p>



<p>Recenti immagini satellitari che mostrano il “Tripoli” in navigazione nel Mar Cinese Meridionale, evidenziano che la nave è accompagnata solamente da <strong>due cacciatorpediniere di classe “Arleigh Burke”</strong>, quindi senza le due LPD che compongono il gruppo da assalto anfibio. Un MEU, per poter essere dispiegato in operazioni di sbarco, si appoggia infatti a una nave tipo LHA o LHD (<em>Landing Helicopter Dock</em>), a una tipo LPD e a una tipo LSD (<em>Landing Ship Dock</em>), oppure a due LPD come nel caso in considerazione. <strong>Queste navi sono essenziali per l&#8217;operatività del corpo di spedizione dei Marines, e senza di esse il reparto può solo mettere in pratica operazioni limitate,</strong> come ricognizioni, esfiltrazioni e piccole incursioni insieme a reparti delle forze speciali. La maggior parte dei veicoli terrestri e anfibi sono infatti trasportati nelle LPD e LSD che accompagnano la LHA/LHD. A bordo del “Tripoli”, oltre agli F-35B, <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/03/marine-expeditionary-unit-ordered-to-the-middle-east/">sono presenti</a> convertiplani da trasporto MV-22B, elicotteri d&#8217;attacco AH-1Z “Viper”, elicotteri d&#8217;attacco/utilità UH-1Y “Venom”, elicotteri di utilità/ricerca e soccorso MH-60S ed elicotteri da trasporto CH-53E/K “Stallion”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">HIGH-SPEED TRANSIT: USS Tripoli Flanked by Heavy Escorts<br><br>OSINT Update (Mar 15 imagery): Tracking the USS Tripoli (LHA-7) as she continues her rapid push toward the Middle East for Operation Epic Fury. She is not making this run alone.<br><br>The Fix: Spotted ~678 km from Manila,… <a href="https://t.co/Zy8ddlp4lW">pic.twitter.com/Zy8ddlp4lW</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2033391048408342764?ref_src=twsrc%5Etfw">March 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sostanzialmente, quindi, la marina statunitense sta spostando principalmente la componente aerea dell&#8217;ARG, e forse non è un caso. </p>



<p>Secondo le prime speculazioni il “Tripoli” dovrebbe unirsi al CSG (<em>Carrier Strike Group</em>) della <strong>portaerei “Ford”</strong>, che sta partecipando alle operazioni belliche nel Golfo Persico, ma è probabile che la sua missione sia un&#8217;altra e che dipenda proprio dallo stato di servizio della portaerei USA. </p>



<p>Giovedì scorso – 12 marzo – un incendio è scoppiato nell&#8217;area lavanderie della nave: inizialmente si pensava che il fuoco fosse stato domato rapidamente, portando al ferimento lieve di solo due marinai, invece <a href="https://www.washingtonexaminer.com/policy/defense/4493761/uss-gerald-ford-fire-beds-iran/">oggi sappiamo</a> che l&#8217;incendio è divampato per circa <strong>30 ore</strong> lasciando <strong>oltre 600 marinai senza letto</strong> costringendoli quindi a dormire sul pavimento e sui tavoli in altre zone della nave. I marinai imbarcati sul “Ford” hanno anche riferito che in realtà <strong>decine di membri dell&#8217;equipaggio hanno sofferto di intossicazione da fumo.</strong></p>



<p>Gli oltre 600 marinai colpiti rappresentano una parte significativa dei 4.500 membri dell&#8217;equipaggio della portaerei, e bisogna precisare che l&#8217;equipaggio del “Ford”, a metà aprile, batterà il record post-Vietnam per<strong> la più lunga missione su portaerei</strong> . Se la nave resterà in zona di operazioni sino alla fine di maggio, avrà trascorso un anno intero in mare, il doppio della durata standard di una missione su portaerei. Il CSG del “Ford”, infatti, prima di partecipare all&#8217;attuale conflitto nel Golfo Persico era reduce dell&#8217;<strong>operazione militare in Venezuela</strong> che ha portato alla cattura del presidente <strong>Nicolas Maduro</strong>, venendo dispiegato nei Caraibi a partire da <a href="https://theaviationist.com/2025/10/24/ford-csg-ordered-to-caribbean/">fine ottobre 2025</a> ed arrivando a sua volta da un normale dispiegamento operativo nella zona di operazioni della Sesta Flotta. <strong>Uomini e mezzi sono quindi usurati</strong> dalla continuità delle operazioni belliche, e la portaerei ha già mostrato di avere problematiche relative alla gestione delle acque reflue a bordo, con notevoli disagi per l&#8217;equipaggio, a cui si aggiungono quelli arrecati dalle conseguenze del recente incendio a bordo.</p>



<p>Molto probabilmente, quindi, <strong>il “Tripoli” sostituirà temporaneamente la portaerei</strong> che farà rotta per il suo porto di stanza negli Stati Uniti, nell&#8217;attesa che una terza portaerei – <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/us-said-expected-to-deploy-3rd-aircraft-carrier-to-the-middle-east/">probabilmente l&#8217;USS “George H.W. Bush”</a> &#8211; raggiunga la zona di operazioni. L&#8217;unità navale in questione intorno al 7 marzo stava completando la COMPUTEX (<em>Composite Unit Training Exercise</em>) ovvero una prova generale prima della partenza per una missione di sei mesi. COMPTUEX riunisce tutte le navi del CSG per proiettare la forza come gruppo da battaglia ed è una fase cruciale del ciclo di addestramento pre-missione e un prerequisito per la<em> Joint Task Force Exercise</em> (JTFEX) del gruppo da battaglia. Una COMPTUEX si svolge normalmente in un periodo di due o tre settimane e da sei a otto settimane prima della JTFEX, l&#8217;ultimo passo prima del dispiegamento operativo. </p>



<p>Uno <strong>sbarco anfibio quindi appare un&#8217;opzione molto remota</strong>, anche perché in questa fase del conflitto avrebbe un costo militare (e uno politico) insostenibile. L&#8217;Iran non è militarmente ridotto ai minimi termini nonostante la <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html">drastica diminuzione</a> dei lanci di missili balistici e droni <em>one way</em> a lungo raggio, ed è ancora in grado di esprimere il suo <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/mine-minisottomarini-e-missili-cosi-liran-puo-bloccare-lo-stretto-di-hormuz-2.html">potenziale di <em>sea denial</em></a></strong> nelle acque del Golfo e dello Stretto di Hormuz attraverso una serie di sistemi d&#8217;arma non ancora utilizzati (come ad esempio i missili da crociera antinave) e di cui non sono giunte notizie della loro eliminazione da parte delle forze della coalizione israelo-statunitense.</p>



<p>Del resto, la richiesta di Washington agli alleati (e alla Cina) di mettere a disposizione forze per la scorta ai convogli attraverso lo Stretto è stata rispedita al mittente proprio perché, in questo momento, <strong>non ci sono le condizioni per effettuare una missione simile. </strong>Questo, per inciso, dovrebbe porre molte domande ai pianificatori delle forze navali europee e alleate. Anche la stessa U.S. Navy, <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html">come sappiamo</a>, ha affermato di non essere in grado di effettuare una scorta efficace in questo momento, e pertanto uno sbarco anfibio di un singolo MEU dalla forza ridotta come in questo caso, anche se effettuato su una delle isole all&#8217;imboccatura di Hormuz, potrebbe tramutarsi in un disastro o in una vittoria di Pirro nella migliore delle ipotesi.</p>
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		<item>
		<title>Le strane chiatte di Pechino, perfette per sbarcare mezzi corazzati e soldati a Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-strane-chiatte-di-pechino-perfette-per-sbarcare-mezzi-corazzati-e-soldati-a-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 05:55:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[invasione]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
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		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo i progetti per nuove portaerei  e nuovi sottomarini, Pechino vara delle strane "grandi chiatte" con ponti allungabili da sbarco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-strane-chiatte-di-pechino-perfette-per-sbarcare-mezzi-corazzati-e-soldati-a-taiwan.html">Le strane chiatte di Pechino, perfette per sbarcare mezzi corazzati e soldati a Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo i progetti per delle nuove portaerei, dei nuovi sottomarini e lo studio per impiegare le navi Ro-Ro come piattaforme per lanciare elicotteri e trasportare veicoli sfruttando <em>asset</em> della Marina Mercantile, gli strateghi di Pechino hanno deciso di sviluppare delle &#8220;grandi chiatte&#8221; dotate di un pontile &#8220;allungabile&#8221; che sembrano essere appositamente studiate per avere un ruolo in <strong>operazioni anfibie</strong> di una certa rilevanza. Questo nuovo/vecchio tipo di navi consisterebbero di sbarcare, in breve, tempo mezzi e uomini per schierarli immediatamente sul campo in una fase secondaria. E tutti già pensano che le &#8220;strane navi&#8221; del <em>Dragone</em> potrebbero trovare un impiego proprio a Taiwan. L&#8217;isola che resta nelle mire di Pechino e sulla quale pesa il perpetuo timore di un&#8217;invasione in forze.</p>



<p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/01/china-suddenly-building-fleet-of-special-barges-suitable-for-taiwan-landings/">H.I. Sutton</a> su <em>Naval News</em>, la Cina sta costruendo &#8220;<em>almeno cinque nuove chiatte speciali</em>&#8220;, unità navali che sembrano &#8220;<em>fatte su misura per gli assalti anfibi</em>&#8220;. Queste chiatti, simili a <strong>navi Ro-Ro</strong> che abbiamo già visto sfruttare i loro ponti per <a href="https://it.insideover.com/difesa/cargo-a-ponte-piatto-navi-da-pesca-il-riarmo-della-cina-sfrutta-anche-la-marina-civile.html">lanciare e recuperare </a>elicotteri d&#8217;attacco Z-10, possono offrire alla Repubblica Popolare Cinese e alle sue forze armate, in particolare PLA e PLA Navy, un modo &#8220;estremamente rapido per scaricare un gran numero di carri armati direttamente sulle strade di un settore dove potrebbero voler sbarcare&#8221;. L&#8217;esempio esempio è ovviamente <a href="https://it.insideover.com/dossier/obiettivo-taiwan">Taiwan</a>, un obiettivo noto che secondo le recenti affermazioni di <strong>Segretario di Stato statunitense Marco Rubio</strong>, non è assolutamente da sottovalutare come teatro di scontro del futuro: &#8220;<em>Penso che dobbiamo farci un&#8217;idea del fatto che, a meno che non cambi qualcosa di drastico, come un equilibrio (tra Cina e Taiwan) in cui concludono che i costi dell&#8217;intervento a Taiwan sono troppo alti, dovremo occuparcene prima della fine di questo decennio</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navi-ponte per ovviare a vecchie problematiche da D-Day</h2>



<p>Sutton riporta che gli analisti della difesa che monitorano i cantieri navali cinesi hanno notato un &#8220;<strong>aumento di un particolare tipo di imbarcazione</strong>&#8220;. Segnalando che nei cantieri navali di Guangzhou ne sono state avvistate almeno 3. Unità definite &#8220;particolari e insolite&#8221;, dotate di &#8220;<strong>strani ponti stradali insolitamente lunghi che si estendono dalla prua</strong>&#8220;. L&#8217;analisi preliminare avrebbero trovato il sostegno di diverse, e l&#8217;opinione generale è che si tratti molto probabilmente di unità collegate a piani di sbarchi anfibi che in breve dovrebbero facilitare le operazioni unendo due sistemi del passato: i <strong>porti artificiali Mulberry</strong> e le&nbsp;grandi navi da trasporto truppe designata come <strong>LST Landing Craft&nbsp;</strong>del <a href="https://it.insideover.com/dossier/80-anni-fa-il-d-day">D-Day</a>.</p>



<p>I ponti stradali estendibili delle strane navi messe in cantiere dai cinesi misurerebbero oltre 120 metri, una lunghezza sufficiente per consentire alla nave di una certa grandezza di stazionare in acque relativamente profonde, per consentire a lei e alle unità che la useranno come &#8220;<em>tramite</em>&#8221; di scaricare soldati e mezzi che verrebbero lasciati con una cerca facilità su strada costiera o una superficie dura oltre una spiaggia. Limitando tutte le criticità di uno <strong>sbarco in forze sulle spiagge</strong>. All&#8217;estremità poppiera, segnala Sutton, si trova &#8220;<em>una piattaforma aperta che consente ad altre navi di attraccare e scaricare</em>&#8220;.</p>



<p>Questa unità sono state associate al <strong>Guangzhou Shipyard International</strong> che sorge sull&#8217;isola di Longxue, una struttura che ha avuto &#8220;un ruolo fondamentale nell&#8217;espansione navale della Cina&#8221;, ed è già stato menzionato per altri <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-ha-costruito-la-nave-da-guerra-drone-piu-grande-del-mondo.html">progetti sperimentali </a>e insoliti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;indicatore da non trascurare</h2>



<p>Lo sviluppo e la costruzione di queste chiatte specializzate, e molto probabilmente destinate a operazioni di sbarco, come questa è uno degli indicatori che gli analisti della difesa stanno monitorando per fornire un <strong>allarme tempestivo</strong> di una <strong>potenziale invasione</strong>. </p>



<p>&#8220;<em>È possibile che queste navi possano essere spiegate semplicemente con la loro funzione civile</em>&#8220;, scrive Sutton, ma la &#8220;<em>costruzione di così tante imbarcazioni civili simili, molto più grandi di quelle viste in precedenza, rende questa ipotesi poco plausibile</em>&#8220;. Secondo gli analisti esistono diversi modelli distinti di queste chiatte, che si allontanano anch&#8217;essi da un intento commerciale. Queste imbarcazioni sono adatte solo allo spostamento a terra di grandi quantità di attrezzature pesanti in un breve lasso di tempo e sembrano &#8220;<strong>decisamente sovradimensionati per l&#8217;uso civile</strong>&#8220;.</p>



<p>Gli analisti esperti interpellati da Naval News hanno confermato le ipotesi sull&#8217;impiego di queste unità in un&#8217;operazione offensiva: &#8220;<em>Qualsiasi invasione di Taiwan dalla terraferma richiederebbe un gran numero di navi per trasportare rapidamente personale e attrezzature attraverso lo stretto, in particolare risorse terrestri come veicoli blindati</em>&#8220;. Sottolienando come questo tipo di navi potrebbero risolvere una serie di problemi &#8220;noti&#8221; a chiunque abbiamo vagliato le ipotesi di un&#8217;invasione di Taiwan. Dove solo &#8220;poche spiagge&#8221; sono adatte a uno sbarco anfibio. Spiagge che di conseguenza sarebbero estremamente difese.</p>



<p>L&#8217;opinione generale è che &#8220;<em>qualsiasi tentativo di conquistare le isole con la forza avrebbe comportato lo sbarco in luoghi prevedibili</em>&#8220;, e che nella seconda fase di una simile operazione sarebbe necessario per l&#8217;attaccante il vantaggio di conquistare e tenere dei porti. Queste nuove piattaforme, in conclusione, sembrano essere davvero <strong>particolarmente adatte a un&#8217;invasione</strong>, e potrebbero &#8220;<em>cambiare le cose</em>&#8220;. Se certo non fossero il primo bersaglio dei missili anti-nave schierati in difesa delle coste.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-strane-chiatte-di-pechino-perfette-per-sbarcare-mezzi-corazzati-e-soldati-a-taiwan.html">Le strane chiatte di Pechino, perfette per sbarcare mezzi corazzati e soldati a Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consegnato il “Trieste” alla Marina Militare italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/consegnata-nave-trieste-alla-marina-militare-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 08:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
		<category><![CDATA[Nave Trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sabato 7 dicembre la nuova unità da assalto anfibio "Trieste" è stata consegnata ufficialmente alla Marina Militare italiana</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/consegnata-nave-trieste-alla-marina-militare-italiana.html">Consegnato il “Trieste” alla Marina Militare italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1480JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><div
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                        Difesa
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                        09.12.2024
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                    Consegnato il “Trieste” alla Marina Militare italiana
                </h1>

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                        Sabato 7 dicembre la nuova unità da assalto anfibio &#8220;Trieste&#8221; è stata consegnata ufficialmente alla Marina Militare italiana
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<pre class="wp-block-code"><code></code></pre>



<p>Sabato 7 dicembre, a Livorno, si è tenuta la cerimonia di consegna della nuova nave da assalto anfibio (LHD – <em>Landing Helicopter Dock</em>) “<strong>Trieste</strong>” alla <strong>Marina Militare</strong> italiana. </p>



<p>Alla presenza del Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Matterella</strong>, del Ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale <strong>Luciano Antonio Portolano</strong> e del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio <strong>Enrico Credendino</strong>, il “passaggio di proprietà” tra <strong>Fincantieri </strong>– che ha costruito il “Trieste” &#8211; e la MM è avvenuto contestualmente al giuramento solenne degli allievi dell’Accademia Navale.</p>


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<p>La nuova LHD, che andrà a sostituire il ruolo del “Garibaldi”, presente ormeggiato alla stessa banchina del porto in un ideale passaggio di consegne, è la <strong>più grande nave</strong> consegnata alla Marina Militare dalla Seconda Guerra Mondiale con i suoi 245 metri di lunghezza, per un dislocamento complessivo di 37500 tonnellate, capace di imbarcare circa 1100 persone (comprensive di 400 uomini e donne di equipaggio). </p>



<p>Il “Trieste” è stato concepito per assolvere una vasta gamma di missioni, quindi è una <strong>LHD multiruolo</strong>, tutto ciò grazie alla spiccata capacità anfibia della nave garantita da un ampio bacino allagabile e un garage dedicato a cui si aggiungono quella di portaerei con capacità di imbarco dei velivoli di quinta generazione, di piattaforma logistica, di sede di comando e di nave ospedale. </p>


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<p></p>



<p>Il “Trieste” è stato già pensato, <em>by design</em>, per poter operare con gli <strong>F-35B</strong> della Marina Militare: a prora è presente uno s<em>ki-jump</em> e parte del rivestimento del ponte di volo (la metà sinistra dalla linea di mezzeria) è idonea per resistere alle vampe dei nuovi velivoli. Anche a livello strutturale, sono già presenti impianti e predisposizioni per i caccia di quinta generazione, come i cablaggi dell&#8217;impianto elettrico, i sistemi di sicurezza e le connessioni per i dati, sebbene l&#8217;unità abbisogni ancora di adeguamenti finali per poter essere pienamente operativa con gli F-35. </p>


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<p>Adeguamenti, come i sistemi di appontaggio e l&#8217;implementazione dei sistemi per il software ODIN, che la Marina Militare intende cominciare già in fase di lavori di fine garanzia (a partire dal 2026 circa). Ancora a riguardo della componente aerea ad ala fissa, risulta che nave “Trieste” sarà capace di imbarcare sino a <strong>20 F-35B</strong> (con 2 elicotteri NH-90) oppure in altre configurazioni a seconda delle tipologie di missione operative (ad esempio 16 F-35 + 4 NH-90). Ora la LHD proseguirà per La Spezia al comando del Capitano di Vascello <strong>Francesco Marzi</strong>, dove verranno svolti gli ultimi lavori di completamento, ma avrà Taranto come <em>homeport</em>. Non è ancora certo, invece, quando l&#8217;unità raggiungerà la base navale di Norfolk (Virginia) negli Stati Uniti per ottenere la certificazione a poter operare con gli F-35, ma si stima sarà nel 2027.</p>


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<p>Nave “Trieste” non è però solo una portaerei, ma è stata pensata principalmente per essere il cuore dell&#8217;<strong><em>Amphibious Task Group</em> (ATG)</strong> italiano, andando così a integrare il <em>Carrier Strike Group</em> (CSG) guidato da nave “Cavour” all&#8217;interno dell&#8217;<em>Expeditionary Task Force</em> (ETF), il braccio operativo della flotta navale italiana. Questo posizionamento strategico sottolinea la capacità dell&#8217;Italia di proiettare potenza e garantire la sicurezza marittima a livello internazionale. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1485JPG.jpg" alt="" class="wp-image-448371" style="width:650px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1485JPG.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1485JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1485JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1485JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1485JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>
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<p>La nave può ospitare personale di comando come il <em>Commander Amphibious Task Force</em> (CATF) e il <em>Commander Landing Force</em> (CLF). Orientativamente, l&#8217;ATG sarà composto, oltre che dal “Trieste” da 2 o 3 navi da sbarco (a seconda della missione) e da unità di scorta (fregate FREMM, PPA). Importante sottolineare che la sua capacità multiruolo è stata pensata anche per garantire la piena <strong>interoperabilità </strong>con tutti gli assetti dei Paesi alleati e la sua intercambiabilità con altre unità simili di marine alleate, sebbene l&#8217;ingresso in servizio di nave “Trieste” proietti la nostra Marina Militare a un livello superiore potendo esprimere capacità che solo poche marine militari hanno; inoltre nave “Trieste” è in grado di fornire supporto logistico per tutti i Paesi partner del programma JSF (<em>Joint Strike Fighter</em>).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1504JPG.jpg" alt="" class="wp-image-448372" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1504JPG.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1504JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1504JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1504JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1504JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<p>L&#8217;unità sarà quindi in grado di condurre operazioni anfibie, inclusi movimenti nave-terra anche oltre l&#8217;orizzonte (oltre 24 miglia dalla costa) con supporto C4I, supporto logistico e sanitario di livello Role 2E (<em>Enhanced</em>), espandibile tramite integrazione di assetti sanitari aggiuntivi. L&#8217;ospedale di bordo verrà attrezzato con sale chirurgiche, radiologia, laboratori di analisi, servizio dentistico e una zona degenza per 27 ricoveri gravi, con ulteriori posti disponibili in moduli container equipaggiati, ma soprattutto nave “Trieste” assumerà anche il ruolo di <em><strong>Alternate Carrier Vessel</strong></em> grazie alla possibilità di operare con gli F-35B, rafforzando cosi le capacita operative della Marina Militare e permettendo una più costante presenza in mare dello strumento aereo ad ala fissa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1567JPG.jpg" alt="" class="wp-image-448373" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1567JPG.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1567JPG-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1567JPG-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1567JPG-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/IMG_1567JPG-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<p>Diamo ora qualche dato tecnico: lunghezza fuori tutto 245 metri; lunghezza al ponte di volo 230 metri; larghezza massima 36 metri; dislocamento 37500 tonnellate a pieno carico; pescaggio 11 metri; propulsione tipo CODLOG (<em>Combination of Diesel eLectric Or Gas</em>) con eliche a passo orientabile; velocità 25 nodi; autonomia di 7mila miglia a 16 nodi; capacità ponte di volo di 9 spot per F-35B, AV-8B, NH-90, EH-101, CH-53, MV-22 e CH-47; bacino allagabile di 15&#215;50 (altezza 10 metri) in grado di ospitare 4 LC-23 o 1 LCAC; garage di 18&#215;50 (altezza 6 metri); armamento di 3 cannoni 76/62, 3 mitragliatrici 25/80, 2 sistemi VLS da 16 celle, sistema LRAD.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/rsz_img_1575.jpg" alt="" class="wp-image-448374" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/rsz_img_1575.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/rsz_img_1575-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/rsz_img_1575-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/rsz_img_1575-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/rsz_img_1575-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure>



<p>Sabato 7 dicembre si è quindi concluso (ma non del tutto come abbiamo visto) un percorso cominciato circa 14 anni fa nei cantieri navali di Castellamare di Stabia e Muggiano di Fincantieri, suggellato dalle parole del ministro <strong>Crosetto</strong>, che durante la cerimonia ha sottolineato come “questa nave è vostra, costruita per voi e per il nostro Paese. Per la prima volta, un giuramento di allievi ufficiali avviene su una nave militare. Nave Trieste è il frutto del lavoro di migliaia di persone: ingegneri, tecnici, operai. Solo poche nazioni possono costruire un&#8217;opera d’ingegno e di alta tecnologia simile, che racchiude storia, conoscenza, tecnologia avanzata. </p>


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                                    Paolo Mauri
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/consegnata-nave-trieste-alla-marina-militare-italiana.html">Consegnato il “Trieste” alla Marina Militare italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il relitto Usa che può scatenare una guerra: tutti i misteri della Brp Sierra Madre</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-relitto-usa-che-puo-scatenare-una-guerra-tutti-i-misteri-della-brp-sierra-madre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 11:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-scaled-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-1536x1041.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-2048x1387.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nave, oggi controllata da Manila, rispecchia lo sforzo delle Filippine nell'impedire alla Cina di impossessarsi delle acque contese del Mar Cinese Meridionale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-scaled-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-1536x1041.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123121704380_c0e1199f802ae1c9785ee9e9fca5711f-2048x1387.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel bel mezzo del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> c&#8217;è una <strong>nave da guerra</strong> fatiscente e arrugginita. Un&#8217;imbarcazione quasi fantasma deliberatamente incagliata dal governo filippino nel 1999 sulla piccola barriera corallina conosciuta come <strong>Second Thomas Shoal</strong> un atollo dell&#8217;arcipelago delle <strong>Isole Spratly</strong>, contese tra <strong>Cina </strong>e <strong>Filippine</strong>. </p>



<p>Il mezzo, conosciuto come <strong>Brp Sierra Madre</strong>, non salperà mai più. Fino ad oggi è tuttavia rimasto dove era stata collocato oltre 20 anni fa, a testimoniare la rivendicazione di Manila sulla &#8220;secca&#8221;, nonché lo sforzo delle autorità filippine nell&#8217;impedito a Pechino di prendere il possesso di acque contese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le rivendicazioni nel Mar Cinese Meridionale</h2>



<p>Già, perché il Mar Cinese Meridionale è attraversato da molteplici <strong>rivendicazioni </strong>incrociate che il più delle volte vedono protagonista la Cina. La radice delle attuali dispute territoriali risale al 1947, quando i nazionalisti cinesi guidati dal Kuomintang realizzarono una cartina del Mar Cinese Meridionale. Questi disegnarono <strong>11 linee</strong> tratteggiate, ovvero le rivendicazioni della Cina, che comprendevano anche acque situate tra Vietnam, Malesia e Filippine. </p>



<p>Pochi anni dopo i comunisti di Mao salirono al potere, e negli anni ’70 Zhou Enlai cancellò due linee tratteggiate, riducendole a <strong>nove</strong>. Il problema principale era uno: i tratti rimanevano troppo vaghi, ma soprattutto non trovavano d’accordo gli altri Paesi limitrofi. </p>



<p>Oggi che la Cina non è più lo Stato povero e debole del periodo maoista, il Dragone è tornato a rivendicare con forza la propria area territoriale, la stessa compresa dalle famose nove linee. Le Filippine nel 2013 arrivarono a presentare ricorso al <strong>Tribunale Permanente di Arbitrato dell’Aja</strong> che, nel 2016, dichiarò la linea a nove tratti una violazione dei diritti internazionali. La Cina ha inoltre firmato la <strong>Convenzione sul Diritto del Mare</strong>, la stessa che fissa la zona economica esclusiva di un Paese nello spazio delimitato entro le 200 miglia dalle sue coste. In base a questo, le isole rivendicate dalla Cina non spetterebbero a Pechino, ma quest’ultimo ha ribadito che il verdetto emesso dall’Aja è carta straccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Brp Sierra Madre: lo “scudo” delle Filippine</h2>



<p>Torniamo al presente e alla Brp Sierra Madre. A bordo del mezzo c&#8217;è sempre un piccolo contingente di <strong>truppe filippine</strong>. La loro missione: rivendicare le richieste della loro nazione nelle acque contese. Detto altrimenti, questa nave non funge soltanto da <strong>avamposto militare</strong> ma anche come estensione della <strong>sovranità </strong>delle Filippine nel Mar delle Filippine occidentali. </p>



<p>Lo scorso agosto, la Brp Sierra Madre ha attirato l&#8217;attenzione internazionale quando la <strong>Guardia costiera cinese</strong> ha utilizzato cannoni ad acqua su navi filippine che tentavano di rifornire di merci i soldati a bordo della vecchia nave. In quell&#8217;occasione, la Cina ha esortato le Filippine a rimuovere l&#8217;imbarcazione, trovando la ferma opposizione di Manila. </p>



<p>Costruita negli <strong>Stati Uniti</strong> nel 1944, questa nave, ora “scudo” del governo filippino, era un cosiddetto <em><strong>Landing Ship Tank (LST)</strong></em>, ovvero una nave specializzata per le operazioni anfibie realizzata in occasione della Seconda Guerra Mondiale, con l&#8217;identificatore LST-821. In quel periodo intraprese missioni nel teatro del Pacifico, trasportando rifornimenti in località chiave come Eniwetok, Okinawa e Guam. Nel dopoguerra, tornò negli Usa, dove fu dismessa, fino al 1966, quando fu riattivata in vista della <strong>guerra nel Vietnam</strong>. </p>



<p>Nel 1970, la nave fu formalmente consegnata alla <strong>Marina della Repubblica del Vietnam</strong>, per la quale svolse un ruolo chiave nel salvare migliaia di vietnamiti da Saigon. Salpò dal Paese e riuscì a raggiungere le Filippine per far sbarcare i rifugiati. Nel frattempo, Manila aveva rinunciato a sostenere il Vietnam del Sud, e iniziato a stringere i legami con il governo comunista del Vietnam del Nord. In mezzo al futuro del mezzo sorse una disputa che coinvolse anche gli Stati Uniti. </p>



<p>Alla fine, dopo aver già cambiato nome più volte, la nave rimase in possesso delle forze filippine, che la ribattezzarono Brp Sierra Madre in onore della catena montuosa più lunga delle Filippine. Nel 1995, la Cina prese il controllo del Mischief Reef nelle contese Isole Spratly. In tutta risposta, quattro anni più tardi Manila ordinò ai militari di incagliare la Sierra Madre presso il Second Thomas Shoal. Dove si trova ancora adesso.</p>
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		<title>Il nodo irrisolto della Transnistria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-nodo-irrisolto-della-transnistria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 21:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
		<category><![CDATA[Voenno-morskoj Flot (Flotta Russa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-1024x725.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-1536x1088.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-2048x1451.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Transnistria, o Pridnestrovie, è un nome destinato a entrare nel vocabolario dell&#8217;opinione pubblica e della classe dirigente dell&#8217;Unione Europea. È il nome di uno stato a riconoscimento limitato che giace all&#8217;estremità nordorientale dei Balcani, separando l&#8217;eurosfera dalla russosfera e trattenendo la Moldavia in un limbo geopolitico. La Transnistria è uno dei nodi irrisolti del Novecento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nodo-irrisolto-della-transnistria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-1024x725.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-1536x1088.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230304221934446_eeebbfef7df9acdf1223a957d8146141-2048x1451.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Transnistria</strong>, o Pridnestrovie, è un nome destinato a entrare nel vocabolario dell&#8217;opinione pubblica e della classe dirigente dell&#8217;Unione Europea. È il nome di uno stato a riconoscimento limitato che giace all&#8217;estremità nordorientale dei Balcani, separando l&#8217;eurosfera dalla russosfera e trattenendo la <strong>Moldavia </strong>in un limbo geopolitico.</p>



<p>La Transnistria è uno dei <a href="https://it.insideover.com/politica/i-nodi-irrisolti-della-storia.html">nodi irrisolti del Novecento di cui l&#8217;Europa è piena</a>, in particolar modo nei Balcani – <strong>Bosnia ed Erzegovina</strong>, <strong>Macedonia del Nord</strong>, <strong>Serbia-Kosovo</strong> –, e la cui venuta al pettine, a lungo congelata, ha ricevuto uno straordinario impulso con l&#8217;apertura di quello scrigno di Pandora che è l&#8217;Ucraina.</p>



<p>Invadendo l&#8217;Ucraina, <a href="https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/guerra-ucraina-super-11-settembre-intervista-salvatore-santangelo-229526/">il super-11 settembre del XXI secolo</a>, la <strong>Russia </strong>ha posto la pietra tombale sul Riavvio, in coma dal 2014, e deciso di capitalizzare al massimo il patrimonio di conflitti congelati ereditato dalla fine incontrollata della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html">Guerra fredda</a>. Con l&#8217;obiettivo immediato di disperdere le risorse cognitive dell&#8217;Occidente, impiegate in Ucraina, e con lo scopo ultimo di metterlo sotto stress a mezzo della creazione di uno stato semipermanente di <strong>policrisi</strong>.</p>



<p>Sensibilizzare sulla Transnistria è fondamentale. Qui è dove si sta giocando una parte delle guerre russo-americane ed è anche dove, in assenza di soluzioni – difficili da trovare a causa di un insieme di fattori –, un giorno potrebbe scoppiare una delle nuove guerre russo-americane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini della questione transnistriana</h2>



<p>La Transnistria, la terra del Nistro, è una striscia di terra perfettamente incuneata tra Moldavia e Ucraina, ancestrale stazione di frontiera che separa rumenosfera e russosfera, che nei secoli è stata sotto lo scettro di russi, polacco-lituani e ottomani.</p>



<p>Stato-cuscinetto degli austro-ungarici – utile a fermare Mosca sul Nistro –, mela d&#8217;oro degli ottomani, Eden perduto dei valachi – già citati nella <em>Cronaca degli anni passati </em>– e antidiluviana brama dei russi, la Transnistria, insieme alla Bessarabia, è stata al centro di lotte e migrazioni per secoli. </p>



<p>Inglobata nell&#8217;Impero russo a partire da fine Settecento, come risultato delle guerre russo-turche e dell&#8217;estinzione della Confederazione Polacco-Lituana, la Transnistria è stata successivamente oggetto di un processo di russificazione ed è stata inserita nel progetto espansionistico degli Zar noto come <strong>Nuova Russia</strong>. Culminato nel <strong>Trattato di Bucarest</strong>, anno domini 1812, che ha sanzionato l&#8217;inizio del protettorato russo sul Principato di Moldavia e l&#8217;implementazione dell&#8217;agenda di russificazione sull&#8217;intero territorio.</p>



<p>La <strong>più russa</strong> delle regioni moldave, anche per ragioni etno-culturali – russi primo gruppo etnico (29-34% della popolazione totale) e russo lingua di sei abitanti su dieci –, la Transnistria si è autocostituita stato nel 1990, galvanizzata dal movimento per l&#8217;indipendenza della Gagauzia di <strong>Stepan Topal</strong>, proclamando la secessione dalla Moldavia e dando vita ad una guerra.</p>



<p>La guerra transnistriana, altresì nota come la <strong>guerra russo-moldava</strong>, sarebbe stata breve ma intensa, limitata ma incisiva nel tempo. Due anni di scontri, con le truppe regolari di Chișinău&nbsp;supportate da Bucarest e con i separatisti di Tiraspol sostenuti da Mosca e Belgrado, terminati con più di 1.000 morti e oltre 2.000 feriti. Un conflitto vinto dal grande sfavorito, il fronte transnistriano, che fu capace di imporsi sul terreno di battaglia più per l&#8217;utilizzazione efficace ed efficiente dell&#8217;<strong>arsenale di Cobasna</strong> – il più grande deposito di armi e munizioni dell&#8217;Europa centrorientale – che per gli aiuti limitati provenienti da Mosca e Belgrado – due alleati in piena implosione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto congelato, ma non sepolto</h2>



<p>Sono oggetto di dibattito, ancora oggi, i motivi conduttori dei separatisti transnistriani. Una scuola di pensiero vede la dichiarazione di indipendenza e l&#8217;annessa guerra di secessione come gli <strong>esiti desiderati di una strategia dell&#8217;Unione Sovietica</strong>, che, sebbene in frantumi, avrebbe intravisto nella strumentalizzazione dei piccoli nazionalismi una sorta di ipoteca sul futuro degli stati postsovietici in divenire – la Transnistria quale equivalente moldavo dell&#8217;Artsakh. Un&#8217;altra scuola di pensiero ritiene che il moto separatistico <strong>sia stato genuino</strong>, scaturito dalla prospettiva spettrale di una Moldavia disciolta nella Grande Romania, e che la Russia abbia semplicemente approfittato dell&#8217;inaspettata opportunità.</p>



<p>Che la Russia abbia colto orazianamente l&#8217;attimo, o che invece l&#8217;abbia ingegnosamente creato, certo è che dal 1992, anno della fine delle ostilità concordata per mezzo di un cessate il fuoco siglato da Boris Eltsin e <strong>Mircea Snegur</strong>, la Moldavia vive nel limbo – giacché il conflitto congelato le impedisce di entrare nelle istituzioni formali dell&#8217;occidentalosfera – e la Transnistria è uno stato di fatto – possesso di istituzioni, svolgimento di elezioni, monopolio della forza, una zecca statale, emissione di documenti identificativi, relazioni internazionali – sulla cui esistenza vigilano, dal 1992, i circa 1.500 soldati del <strong>Gruppo operativo delle forze russe</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risoluzione impossibile?</h2>



<p>Dei tentativi di risolvere la questione transnistriana diplomaticamente sono stati fatti, e hanno coinvolto una pluralità di giocatori ed organismi internazionali, ma non hanno mai prodotto risultati concreti. Le principali iniziative di pacificazione e normalizzazione sono state le seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il <strong>memorandum Primakov</strong>, 1997, frutto della mediazione di Ucraina e OSCE, e accettato sia da Mosca sia da Chișinău, proponeva quale soluzione una Transnistria integrata nella Moldavia sotto forma di regione ampiamente autonoma.
<ul class="wp-block-list">
<li></li>
</ul>
</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L&#8217;accordo tra gentiluomini </strong>di Istanbul, 1999, consistente nella promessa della Russia di ritirare il proprio dispositivo militare dalla Transnistria entro il 2002.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il <strong>piano Kozak</strong>, 2003, elaborato da <strong>Dmitrij Kozak</strong> allo scopo di perfezionare e trasporre in realtà il memorandum Primakov, prevedeva la trasformazione della Moldavia in uno &#8220;stato federale asimmetrico&#8221;, coi ruoli e coi poteri di legislatori e parlamenti di Tiraspol e Comrat sensibilmente aumentati a detrimento delle istituzioni centrali di Chișinău. Il piano fu rigettato dalla Moldavia, dove scatenò delle gravi proteste, comportando l&#8217;annullamento di una visita ufficiale di Vladimir Putin prevista quello stesso anno.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il <strong>piano Juščenko</strong>, 2005, realizzato dal duo <strong>Juščenko-Porošenko</strong>, prevedeva un processo di pacificazione per tappe, supervisionato da un corpo internazionale di osservatori provenienti da Ucraina, UE e Stati Uniti, che sarebbe dovuto culminare nella reintegrazione della Transnistria nella Moldavia sotto forma di regione a statuto speciale. Il piano naufragò a causa dell&#8217;assenza di interesse di Tiraspol, che, l&#8217;anno successivo, organizzò un plebiscito sul proprio futuro, Moldavia o Russia, terminato con il 98% dei suffragi a favore dell&#8217;integrazione con la Russia.</li>
</ul>



<p>Dalle ceneri del piano Juščenko, il più dettagliato (e pragmatico) che sia mai stato prodotto negli anni, è sorto il <strong>Formato 5+2</strong>, un quadro di concerto e negoziazione composto da Moldavia, Transnistria, Russia, OSCE e Ucraina più UE e Stati Uniti, ed è stato lanciato un organo di controllo transfrontaliero, l&#8217;<strong>EUBAM</strong>, per contrastare le attività del crimine organizzato e del terrorismo. Il Formato 5+2 non ha apportato benefici al dialogo tra Moldavia e regione ribelle. L&#8217;EUBAM non ha potuto nulla per ridurre i traffici illegali e i crimini lungo il poroso confine moldavo-ucraino, dal contrabbando di sigarette ai giri di armi e materiale radioattivo, e la Transnistria resta un crocevia di illeciti in cui si intrecciano le strade delle mafie russa e ucraina, dei clan ceceni e dei cartelli turchi e arabi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Transnistria oggi</h2>



<p>La Transnistria è il jolly con cui il Cremlino ha inibito il processo di adesione della Moldavia all&#8217;UE, rendendo financo meno probabile quello alla NATO, esercitando al contempo una pressione straordinaria sulle due Clădire.</p>



<p>A mezzo della Transnistria, dove incidenti pilotati avvengono a cadenza regolare – per ricordare alla Moldavia che non ha a che fare con un morto, ma con uno zombi –, l&#8217;opinione pubblica moldava viene mantenuta in uno stato di ansia permanente. La paura di una guerra fratricida in casa, magari più truce della passata. La paura di un&#8217;invasione su larga scala da parte della Russia, dati i precedenti georgiano e ucraino. La paura di una tragedia di proporzioni immani, se qualcuno o qualcosa facesse saltare in aria l&#8217;arsenale di Cobasna, contenitore di 20.000 tonnellate di munizionamenti ed esplosivi, <strong>innescando un&#8217;esplosione simil-nucleare</strong>.</p>



<p>L&#8217;aria tra le due Moldavie si è appesantita a partire dal 24 febbraio 2022, in concomitanza con l&#8217;inizio della guerra in Ucraina, che ha avvelenato ulteriormente le relazioni Chișinău-Tiraspol e deteriorato il dialogo Chișinău-Mosca. Cinque attacchi armati contro obiettivi governativi e militari transnistriani avvenuti tra aprile e giugno 2022, uno dei quali su Cobasna, e la cui regia rimane ignota – scambio di accuse tra Tiraspol e Chișinău –, avevano fatto temere il peggio. </p>



<p>La fragile pace di piombo, nonostante le provocazioni – <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/false-flag-l-arte-dell-inganno.html">delle possibili false flag </a>– ha retto per l&#8217;intera durata del 2022. Ma quanto ancora reggerà, anche alla luce dell&#8217;aggravamento della competizione tra grandi potenze e del relativo <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/guerra-fredda-2-0-e-giunto-il-momento-delle-periferie.html">surriscaldamento delle periferie</a>, resta da vedere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Niente supremazia aerea, niente assalto dal cielo</h2>



<p>Un attacco russo per cercare di raggiungere la Transnistria, in questa fase del conflitto, è <strong>altamente improbabile</strong> per tutta una serie di motivi, alcuni contingenti altri di tipo strutturale. </p>



<p>Innanzitutto nella regione secessionista della Moldavia, la Russia ha a disposizione solo <strong>tre battaglioni</strong> di fanteria meccanizzata per un totale di circa 2100 uomini, se consideriamo l’assetto medio dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/afghanistan-e-ucraina-differenze-e-analogie-di-due-guerre-russe.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“gruppi tattici di battaglione” (o BTG) russi</a>. Non sappiamo esattamente la dotazione di questi BTG, ma è ragionevole pensare che non abbiano materiale paragonabile alle unità di punta dell&#8217;esercito russo, e l&#8217;inizio del conflitto ha definitivamente tagliato i possibili canali di rifornimento con la Russia. </p>



<p>La strategia, del resto, deve sempre considerare la <strong>geografia</strong>, e se guardiamo una mappa del territorio in questione, possiamo notare che la lunga regione della Transnistria è stretta tra la Moldavia e l&#8217;Ucraina, senza sbocchi sul mare e molto lontana dai confini della Federazione Russa. </p>



<p>In sostanza, senza poter contare sul controllo assoluto dei cieli, Mosca non può far arrivare rinforzi in Transnistria, e nemmeno utilizzare le rotte marittime, stante il fatto che la Flotta del Mar Nero non ha ottenuto il <em><strong>sea control</strong></em> in quello specchio d&#8217;acqua e sarebbe comunque necessario assicurarsi il saldo controllo della fascia costiera ucraina che separa la regione separatista dal mare.</p>



<p>La possibilità di un&#8217;<strong>azione aviotrasportata</strong> russa viene a mancare per due motivi fondamentali: il primo è il mancato ottenimento della <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/superiorita-aerea-in-ucraina-chi-comanda-davvero-nei-cieli-di-kiev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supremazia aerea</a></strong> (unica condizione tattica per poter effettuare operazioni di questo tipo in relativa sicurezza), il secondo riguarda l&#8217;alto tasso di <strong>usura delle VDV</strong> (<em>Vozdushno-Desantnye Voyska</em>), ovvero delle unità aviotrasportate russe che sono state impiegate dall&#8217;inizio del conflitto in operazioni terrestri e hanno subito perdite importanti, e addestrare efficacemente queste unità d&#8217;élite non è questione di una manciata di settimane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sbarco anfibio? Niet, siamo russi</h2>



<p>Tornando alla possibilità di raggiungere la Transnistria via mare, occorre cercare di valutare l&#8217;attuale <strong>potenziale anfibio/navale russo</strong> del Mar Nero. </p>



<p>Lo Stato maggiore di Mosca, nelle settimane antecedenti l&#8217;inizio dell&#8217;invasione, <a href="https://news.usni.org/2022/02/09/3-more-russian-navy-amphibs-enter-the-black-sea" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva spostato</a> in quel mare una serie di unità da assalto anfibio provenienti da altri distretti (del Nord, del Baltico, del Caspio). </p>



<p>L&#8217;otto febbraio 2022 le navi da sbarco classe <strong>Ropucha </strong>(o project 775) “Kaliningrad”, “Korolev” e “Minsk”, tutte appartenenti alla Flotta del Baltico, sono state osservate mentre navigavano attraverso i Dardanelli dirette verso il Mar Nero. Altre due Ropucha, la “Georgy Pobedonosets” e la “Olenegorsky Gornyak”, così come una nave da assalto anfibio della classe <strong>Ivan Gren</strong>, la “Pyotr Morgunov”, tutte assegnate alla Flotta del Nord, erano entrate nel Mar Nero il giorno successivo. Le Ropucha, da 4mila tonnellate di stazza, possono sbarcare fino a 10 Mbt (Main Battle Tank) e 350 soldati direttamente sulla spiaggia, mentre una Ivan Gren può sbarcare 13 Mbt e 300 truppe, oltre a schierare due elicotteri d&#8217;attacco, ma abbisogna di infrastrutture portuali.</p>



<p>Nel Mar Nero, a inizio del conflitto, si trovavano quindi in totale <strong>nove Ropucha</strong> (quattro “residenti”) e la nave da sbarco della classe <strong>Ivan Gren</strong> che si è aggiunta alle tre navi della <strong>classe Alligator</strong> (o project 1171) più piccole, insieme a un numero non definibile di mezzi da sbarco di piccolo tonnellaggio.</p>



<p>L&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/come-puo-cambiare-la-capacita-anfibia-dopo-lattacco-a-berdyansk.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attacco al porto di Berdyansk</a></strong> del 24 marzo scorso, ha colpito e messo fuori combattimento una parte di questa flotta da assalto anfibio: la “Saratov”, della classe Alligator, è stata affondata e ora, recuperata, è ai lavori, danneggiate sicuramente anche almeno due Ropucha nella stessa occasione, mentre altre unità (una Ropucha e una Alligator) risultano essere state bersagliate in attacchi successivi (compresa la serie di assalti ucraini all&#8217;Isola dei Serpenti) e non se ne conosce l&#8217;attuale stato.</p>



<p>La capacità di assalto anfibio russa nel Mar Nero è stata quindi <strong>menomata </strong>nel corso della guerra, anche per via dell&#8217;<strong>utilizzo dei fanti di marina</strong> in operazioni terrestri sin dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione, così come avvenuto per le VDV.</p>



<p>Non va nemmeno dimenticato che l&#8217;intero strumento navale russo in quel mare è stato pesantemente azzoppato con l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-ci-dicono-le-prime-immagini-dellincrociatore-moskva-colpito.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affondamento dell&#8217;incrociatore “Moskva”</a></strong> della classe Slava: l’unità, ammiraglia della Flotta del Mar Nero, era infatti un importantissimo centro di comando, controllo e comunicazione (C3) e grazie alla sua dotazione di missili antiaerei imbarcati S-300F forniva un importante ombrello protettivo per le operazioni navali e terrestri nel sudovest dell’Ucraina.</p>



<p>Senza più questo assetto, la Flotta è stata menomata non tanto nella sua capacità di fuoco terrestre o antinave, quanto negli ambiti già indicati, che sono fondamentali per un’operazione di sbarco anfibio in un settore del fronte, quello a sud di Odessa, che ha già dimostrato essere una piccola bolla <strong><em>Anti Access/Area Denial</em> (A2/AD)</strong> ucraina (vedere riconquista dell&#8217;Isola dei Serpenti).</p>



<p>Le tre fregate classe Grigorovich, le più moderne che la Russia ha nel Mar Nero (e in tutta la flotta), hanno sistemi di livello inferiore rispetto a quelli della “Moskva” e soprattutto montano la versione navalizzata del sistema antiaereo Buk, utilizzante il missile 9M317M/ME, che ha un raggio di ingaggio ben inferiore rispetto agli S-300F. Questo significa che per offrire l&#8217;adeguato ombrello protettivo antiaereo, dovrebbero portarsi più sotto-costa, mettendosi nel raggio d&#8217;azione dei missili antinave ucraini (Harpoon e forse una o due batterie di autoctoni Neptun).</p>



<p>La dimostrazione dell&#8217;efficacia di questa <strong>bolla di interdizione</strong>, che sfrutta anche velivoli <em>unmanned</em>, è dimostrata dallo spostamento degli assetti più preziosi della Flotta del Mar Nero – i sottomarini classe Kilo nelle varie versioni – dal porto di Sebastopoli a quello di Novorossiysk.</p>



<p>Dal <strong>punto di vista dottrinale</strong>, poi, abbiamo più volte ripetuto che la Russia non utilizza le truppe anfibie in assalti in grande stile (la sua fanteria di marina, al completo, fa contare 12mila effettivi cioè un decimo dei Marines statunitensi), come avviene in Occidente, ma solo <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-avvenire-la-conquista-di-odessa-da-parte-della-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">di concerto con l&#8217;avanzata terrestre</a></strong>, come avvenuto del resto nel corso della stessa guerra quando c&#8217;è stato un piccolo sbarco dietro le linee ucraine tra Mariupol e Berdyansk. </p>



<p>Ci sentiamo quindi di <strong>escludere </strong>che la Russia possa seriamente minacciare la Moldavia e cercare di raggiungere la Transnistria, sebbene la possibilità di <strong>simulare </strong>uno sbarco possa essere plausibile ma sconsigliabile: l&#8217;Ucraina, infatti, utilizzerebbe le sue restanti forze aeree per cercare di contrastarlo, e molto probabilmente la Russia avrebbe l&#8217;occasione di spazzarle via dai cieli, ma sarebbe un&#8217;operazione ad altissimo rischio per lo Stato maggiore russo, perché dovrebbe mettere in conto la perdita di qualche unità navale, che non si può rimpiazzare in breve tempo data la chiusura degli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli dall&#8217;inizio del conflitto alle unità navali di Paesi belligeranti come da <strong>Trattato di Montreux</strong>. L&#8217;intensa attività ricognitiva della Nato al confine con la Moldavia si spiega, come sempre, nella stessa dottrina militare che vuole che si consideri ogni tipo di possibilità, anche quella meno realistica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nodo-irrisolto-della-transnistria.html">Il nodo irrisolto della Transnistria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Come potrebbe svolgersi un&#8217;eventuale invasione cinese di Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-svolgersi-uneventuale-invasione-cinese-di-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 16:39:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOver Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se la Cina dovesse decidere di invadere Taiwan, come avverrebbero le operazioni militari? Proviamo a fare un'ipotesi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/926A1EA6-5638-4EDE-AB22-4F870DE9B346-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si presume generalmente che la <strong>Cina</strong> attaccherebbe <strong>Taiwan</strong> in determinate circostanze precedentemente definite che prendono il nome di “cinque no”. Essi sono: una formale dichiarazione di indipendenza di Taipei, un&#8217;alleanza militare di Taiwan con una potenza straniera o un intervento straniero negli affari interni dell&#8217;isola, ritardi indefiniti nella ripresa del dialogo attraverso lo Stretto e riluttanza a negoziare sulla base del principio “Una Cina”, l&#8217;acquisizione da parte di Taipei di armi nucleari o altre armi di distruzione di massa infine disordini o rivolte interne a Taiwan.</p>
<p>Qualcosa che è stato ribadito a chiare lettere venerdì 10 giugno quando il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2022/06/10/world/politics-diplomacy-world/loyd-austin-wei-fenghe/" target="_blank" rel="noopener">ha affermato</a>, incontrando il suo omologo statunitense Lloyd Austin a margine del vertice sulla sicurezza a Singapore, che &#8220;se qualcuno osa dividere Taiwan dalla Cina, l&#8217;esercito cinese non esiterà sicuramente a iniziare una guerra a qualunque costo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pechino da sempre sostiene la necessità della <strong>riunificazione</strong> dell&#8217;isola con la Cina continentale, in quanto Formosa si trova in quella <strong>Prima Catena di Isole</strong> che rappresenta la cintura difensiva (e di proiezione di forza/influenza) più prossima, pertanto prevede di usare ogni mezzo possibile affinché questo avvenga, pur considerando che l&#8217;opzione militare avrebbe dei costi economici e politici enormemente alti, e per questo la considera come l&#8217;<em>ultima ratio</em>. Lo Stato maggiore cinese e il Politburo sono convinti che gli Stati Uniti, qualora si procedesse all&#8217;invasione dell&#8217;isola, verrebbero in aiuto di Taiwan: qualcosa che <a href="https://it.insideover.com/difesa/liaoning-nel-mar-cinese-orientale-la-risposta-di-pechino-a-biden.html" target="_blank" rel="noopener">è stato ribadito di recente</a> dallo stesso presidente <strong>Joe Biden</strong> durante il suo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-non-riescono-ad-allineare-lindopacifico-contro-la-cina.html" target="_blank" rel="noopener">viaggio in Asia</a>.</p>
<h2>Le possibili fasi dell&#8217;attacco</h2>
<p>L&#8217;attacco cinese, se sarà effettuato, dovrà quindi tenere conto di questa possibilità, pertanto l&#8217;operazione militare non si limiterà a uno sbarco anfibio, ma prevedrà azioni in mare e nel cielo per cercare di contrastare la presenza statunitense (verosimilmente anche dei suoi alleati asiatici) e l&#8217;afflusso di rifornimenti verso l&#8217;isola.</p>
<p>Le forze armate cinesi sfrutterebbero <em>in primis</em> la propria presenza militare negli arcipelaghi occupati del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, per interdire la navigazione aerea e marittima da sud: qualcosa che, comunque, avrebbe bisogno di attività preparatoria atta a rinforzare i presidi nelle isole. Secondariamente l&#8217;attività di <em><strong>sea/air denial</strong></em> dovrebbe essere intrapresa negli accessi settentrionali, andando a coprire tutto l&#8217;arcipelago delle Senkaku spingendosi sino a <strong>Okinawa</strong>, che con le sue installazioni militari statunitensi rappresenta il “coltello alla gola” per l&#8217;operazione di sbarco. Inoltre sarebbe necessario coprire il settore marittimo a est di Taiwan, per contrastare l&#8217;attività navale avversaria in quella regione. Questa attività di interdizione degli spazi marittimo e aereo sarebbe effettuata principalmente con l&#8217;utilizzo di <a href="https://www.defensenews.com/naval/2022/05/16/satellite-photos-show-possible-new-chinese-nuclear-submarine-able-to-launch-cruise-missiles/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sottomarini lanciamissili da crociera</strong></a>, in grado di avere un raggio di azione sino a circa 540 chilometri grazie all&#8217;impiego dei missili <a href="https://missiledefenseadvocacy.org/missile-threat-and-proliferation/todays-missile-threat/china/" target="_blank" rel="noopener">Yj-18</a>. Parallelamente la <strong>Plaaf (<em>People&#8217;s Liberation Army Air Force</em>)</strong> sarebbe impegnata nel pattugliamento dei cieli a nord e a sud dello Stretto, sfruttando basi continentali e gli aeroporti nelle già citate isole del Mar Cinese Meridionale.</p>
<p>Verrebbe quindi a crearsi un vero e proprio <strong>blocco aeronavale</strong>, che già da solo provocherebbe, nel lungo periodo, la capitolazione di Taiwan ma che comporterebbe la sicura reazione degli Stati Uniti, e probabilmente della gran parte dei suoi alleati compresi quelli europei, che cercherebbero di forzarlo. Questa opzione, effettuata singolarmente, sarebbe pertanto sconsigliata in quanto l&#8217;attuale superiorità navale degli alleati sarebbe decisiva nell&#8217;impedire la caduta dell&#8217;isola.</p>
<p>Alla Cina, per conquistare l&#8217;isola <em>manu militari</em>, non resterebbe quindi che l&#8217;invasione vera e propria che sarebbe preceduta dalla già spiegata attività di interdizione aeronavale ma a cui seguirebbe un <strong>attacco missilistico massiccio</strong> su obiettivi militari, logistici e infrastrutturali di Taiwan come ad esempio le basi aeree, dislocate per la maggior parte sulla costa occidentale (Songshan, Hsinchu, Taichung, Chiayi, Tainan, Gangshan, Pingtung). Pechino, da questo punto di vista, può contare su un <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/lorganizzazione-e-la-consistenza-delle-forze-missilistiche-cinesi.html" target="_blank" rel="noopener">vasto arsenale di missili balistici</a> a corto e medio raggio e di missili da crociera navali e aviolanciati in grado di spazzare le difese isolane.</p>
<p>Nella fase preparatoria quasi sicuramente si assisterebbe a un <strong>attacco cibernetico</strong> per mettere fuori combattimento la rete telematica di Taipei creando confusione e ritardo nel sistema C3 (comando, controllo, comunicazione).</p>
<p>Dopo questo primo lancio, che sarebbe diretto primariamente verso i sistemi antiaerei e della difesa costiera di Taiwan, probabilmente assisteremmo a una <strong>campagna di bombardamenti aerei</strong>, ancora usando missili da crociera, ma anche bombe a caduta libera e missili antiradar per cercare di eliminare le batterie missilistiche mobili e quei posti di comando o primi concentramenti di uomini e mezzi, sfuggiti alla prima ondata di attacchi missilistici.</p>
<p>In questa fase troverebbero impiego anche le <strong>Forze Speciali</strong>, che arriverebbero sull&#8217;isola via mare – possibilmente sbarcate da sottomarini – per individuare gli obiettivi e compiere azioni di sabotaggio preparatorie per lo sbarco.</p>
<p>Una volta ottenuta la superiorità aerea, l&#8217;esercito cinese darebbe il via all&#8217;<strong>assalto anfibio</strong> che sarebbe immediatamente preceduto da lancio di <strong>paracadutisti</strong> per mettere in sicurezza i fianchi delle teste di sbarco e occupare quegli snodi strategici per l&#8217;avanzata terrestre. Lo sbarco, molto probabilmente, avverrebbe <strong>sulla costa occidentale</strong> dell&#8217;isola, per questioni legate alla morfologia del territorio (è pianeggiante rispetto a quella orientale) e perché rappresenta la via più breve percorribile dalle unità navali.</p>
<p>Presumiamo che sarebbe <strong>macroscopicamente diviso in due</strong> per occupare due diversi settori: il primo, quello principale, a nord, nella zona dell&#8217;aeroporto di <strong>Taipei</strong>, in modo da poter puntare rapidamente sulla capitale; il secondo nella parte centro meridionale dell&#8217;isola, orientativamente nella zona di <strong>Taichung</strong>, da dove le truppe cinesi potrebbero muoversi per conquistare il porto e far affluire così rinforzi in modo più costante ed efficace anche <a href="https://www.defensenews.com/naval/2021/08/04/china-reportedly-converted-civilian-ferries-for-amphibious-assault-operations/" target="_blank" rel="noopener">utilizzando navi civili</a> come unità Ro-Ro (<em>Roll On – Roll Off</em>). Non è da escludere anche una manovra più a sud, nell&#8217;area della città di <strong>Kaohsiung</strong>, dove esiste un altro importante scalo aereo, ma probabilmente sarebbe effettuata come diversivo per stornare le forze dagli attacchi principali.</p>
<p>Pechino avrebbe necessità, subito prima o in concomitanza con lo sbarco, di eliminare la minaccia delle <strong>isole taiwanesi</strong> che costellano lo specchio d&#8217;acqua dello Stretto e anche quegli atolli che Taipei controlla nel Mar Cinese Meridionale: riteniamo che la Cina, per non disperdere le forze, potrebbe optare per un&#8217;azione di tipo aeronavale per mettere fuori uso le infrastrutture di quelle isole piuttosto che effettuare uno sbarco anfibio.</p>
<h2>La capacità anfibia della Cina</h2>
<p>Le <a href="https://www.triplehelixcmu.org/world/china-amphibious-capabilities" target="_blank" rel="noopener"><strong>capacità di guerra anfibia</strong></a> cinese è affidata a due forze: quattro Divisioni dell&#8217;esercito di armi combinate anfibie e la fanteria di marina (Marines) organizzata su due Brigate ciascuna da 6mila uomini. Queste due forze hanno ruoli molto diversi all&#8217;interno del Pla (<em>People&#8217;s Liberation Army</em>): Le divisioni anfibie sono pensate come forza successiva e post-sbarco destinata a operazioni di combattimento ad alta intensità, quindi sono più pesantemente armate, mentre i Marines sono quelli che effettuano lo sbarco vero e proprio.</p>
<p>Questa forza può contare su un <strong>programma di costruzioni navali</strong> <a href="https://www.nationaldefensemagazine.org/articles/2021/6/25/china-building-formidable-amphibious-fleet" target="_blank" rel="noopener"><em>ad hoc</em></a> iniziato almeno due decenni fa che vede la presenza di diverse unità per la guerra anfibia: Lpd (Landing Platform Dock) classe <strong>Type 071</strong> (almeno otto unità di cui cinque già in servizio), Lst (Landing Ship Tank) <strong>Type 072A</strong> (circa 32), quattro Lcac (Landing Craft Air Cushion) <strong>classe “Zubr”</strong> e altrettanti più piccoli classe <strong>Type 726</strong> insieme alle Lhd (Landing Helicopter Dock) della classe <strong>Type 075</strong> il cui numero totale dovrebbe ammontare a otto e di cui due sono già state completate mentre la terza è in fase di ultimazione delle prove in mare.</p>
<p>Questo dispositivo verrebbe protetto dalla <strong>flotta cinese</strong>, che sarebbe chiamata in massa non solo per operare a sud, nord ed est di Taiwan, ma anche nello Stretto per proteggere la forza da sbarco contrastando l&#8217;attività dei sottomarini e dell&#8217;aeronautica di Taipei, e per azioni di supporto di fuoco durante e dopo lo sbarco stesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-svolgersi-uneventuale-invasione-cinese-di-taiwan.html">Come potrebbe svolgersi un&#8217;eventuale invasione cinese di Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Come potrebbe avvenire la conquista di Odessa da parte della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-avvenire-la-conquista-di-odessa-da-parte-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 05:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
		<category><![CDATA[Voenno-morskoj Flot (Flotta Russa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina russa, esercitazioni nel Mar Nero (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-1024x568.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-1536x853.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-2048x1137.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In questa seconda fase del conflitto in Ucraina, che ha visto la razionalizzazione delle direttrici di attacco russe che, avendo abbandonato l&#8217;avanzata verso Kiev/Chernihiv, si sono concentrate sull&#8217;est del Paese nel tentativo di conquistare il Donbass probabilmente attraverso un&#8217;ampia manovra di aggiramento avente in Dnipro il suo snodo cruciale, le operazioni nel meridione a ovest &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-avvenire-la-conquista-di-odessa-da-parte-della-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-avvenire-la-conquista-di-odessa-da-parte-della-russia.html">Come potrebbe avvenire la conquista di Odessa da parte della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina russa, esercitazioni nel Mar Nero (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-1024x568.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-1536x853.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX8MNrzuIj3gUzpW8hzN_ANSA-2048x1137.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In questa <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-obiettivi-della-nuova-fase-della-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">seconda fase</a> del conflitto in <strong>Ucraina</strong>, che ha visto la razionalizzazione delle direttrici di attacco russe che, avendo abbandonato l&#8217;avanzata verso Kiev/Chernihiv, si sono concentrate sull&#8217;est del Paese nel tentativo di conquistare il Donbass probabilmente attraverso un&#8217;ampia manovra di aggiramento avente in Dnipro il suo snodo cruciale, <a href="https://it.insideover.com/guerra/due-mesi-di-operazioni-terrestri-in-ucraina-una-prima-analisi.html" target="_blank" rel="noopener">le operazioni</a> nel meridione a ovest del <strong>fiume Dnepr</strong> non sono cessate e sembra che l&#8217;attività di bombardamento abbia ripreso vigore.</p>
<p>Oltre alle città più occidentali, come <strong>Leopoli</strong>, che recentemente sono state colpite nelle loro infrastrutture anche, ma non solo, per rallentare l&#8217;afflusso di rifornimenti verso il fronte, su <strong>Odessa</strong> e <strong>Mykolaiv</strong> si sta assistendo a un nuovo lancio di missili da crociera di tipo diverso: la Russia sta colpendo, come già aveva fatto in precedenza, con vettori Kalibr lanciati dalle sue unità navali e con P-800 Onix del sistema da difesa costiera Bastion-P.</p>
<p>L&#8217;obiettivo sembra essere nuovamente la conquista dell&#8217;importante centro portuale ucraino sul Mar Nero, con la possibilità che le forze russe vadano oltre nel tentativo di ricongiungersi coi tre battaglioni tattici (Btg) che presidiano la repubblica indipendentista della Transnistria: un&#8217;opzione quest&#8217;ultima che però, attualmente, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-fronte-che-la-russia-non-puo-aprire-per-ora.html" target="_blank" rel="noopener">sembra essere lontana</a> stante la consistenza delle forze terrestri a disposizione per il conflitto, e che quindi richiederebbe una <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-significa-la-guerra-totale-che-la-russia-e-pronta-a-proclamare-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>mobilitazione generale</strong></a> che si svilupperebbe in un discreto arco temporale (stimiamo dalle due alle tre settimane stante la capacità logistica russa).</p>
<p>Alcuni autori sostengono che l&#8217;assalto a Odessa avverrebbe principalmente via mare, usando la capacità delle <strong>forze anfibie</strong> di Mosca nel Mar Nero, ma questo è vero solo in minima parte, e merita un approfondimento.</p>
<p>Innanzitutto bisogna capire la consistenza e la dottrina di impiego delle forza anfibie russe. Mosca, nei giorni precedenti il conflitto, ha rafforzato il suo dispositivo anfibio nel Mar Nero, facendovi affluire altre unità da altre Flotte (Caspio, del Nord, Baltico e addirittura Pacifico) pertanto alle <strong>due classe Alligator</strong> ivi presenti se n&#8217;è aggiunta una terza (l&#8217;ultima della categoria) e alle <strong>quattro classe Ropucha</strong> altre due. Oltre a queste navi maggiori, essenziali per il trasporto e la messa a terra di uomini e mezzi, nel Mar Nero ne sono giunte di più piccolo tonnellaggio, come le <strong>classe Serna</strong>, provenienti, per lo più, dal Mar Caspio (qualcosa avvenuto addirittura nei mesi precedenti, a dimostrazione di come il Cremlino stesse preparando l&#8217;operazione militare da tempo).</p>
<p>Una nave classe Alligator può trasportare sino a 20 Mbt (<em>Main Battle Tank</em>), 40 veicoli corazzati trasporto truppe, e circa 400 uomini. Una classe Ropucha 10 Mbt e 340 uomini oppure 12 Apc (<em>Armoured Personnel Carrier</em>), 3 Mbt e 340 uomini. Va precisato che mentre una Ropucha è in grado di sbarcare il suo carico direttamente sulla spiaggia, una Alligator necessita di un porto per poter scaricare mezzi e uomini. Quanto accaduto allo scalo marittimo di <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-puo-cambiare-la-capacita-anfibia-dopo-lattacco-a-berdyansk.html" target="_blank" rel="noopener">Berdyansk il 24 marzo scorso</a> – che sia per incidente o attacco ucraino – ha <strong>menomato</strong> la capacità anfibia russa essendo stata affondata una Alligator e gravemente danneggiata almeno una Ropucha (forse due). Ora facendo un rapido calcolo possiamo affermare che le unità da assalto anfibio presenti nel Mar Nero possono trasportare (per eccesso) circa 2500 uomini e un centinaio di Mbt, di cui però circa un terzo necessitano di un porto per essere sbarcati.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3kDx7JF" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cosa significa la &#8220;guerra totale&#8221; che potrebbe dichiarare Mosca?</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3OB4Gdn" target="_blank" rel="noopener"><strong>Considerazioni sulla superiorità aerea nel conflitto ucraino</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3L2jaRe" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gli obiettivi della nuova fase della guerra</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3tH8aTb" target="_blank" rel="noopener"><strong>Come cambia la capacità anfibia russa dopo Berdyansk</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Per quanto riguarda la <strong>dottrina di impiego</strong> delle forze anfibie russe, bisogna innanzitutto ricordare che la fanteria di marina di Mosca non rappresenta una forza di vaste proporzioni paragonabile a quella statunitense: a differenza dei Marines, ad esempio, non sono una forza armata indipendente e sono addestrati principalmente non per le operazioni anfibie a lungo raggio ma per la <strong>difesa costiera</strong>. La fanteria navale russa è molto più piccola contando su <strong>12mila uomini</strong>, ovvero circa un decimo del Corpo dei Marines, a testimonianza di come Mosca, nella sua dottrina militare, richieda che essa venga utilizzata come truppe d&#8217;assalto in seguito e di concerto con un attacco eseguito dalle forze di terra.</p>
<p>La modesta dimensione di questa stessa forza presenta seri limiti. Un reggimento di fanteria navale russa non possiede né la potenza di combattimento né il supporto necessario per sostenersi in un conflitto importante avendo a disposizione pochissima potenza di fuoco organica, pertanto deve affidarsi al supporto delle <strong>Vks</strong> (le forze aerospaziali russe) o delle unità maggiori della Flotta. Senza rinforzi adeguati, la fanteria di marina si deve limitare a condurre attacchi su piccola scala, colpendo obiettivi minori o effettuando incursioni di commando.</p>
<p>Proprio quanto avvenuto nel <strong>Mare d&#8217;Azov</strong> durante il conflitto, quando è stato effettuato un piccolo sbarco non lontano da Mariupol più per portare rapidamente un certo numero di uomini verso la città assediata che per effettuare una manovra decisiva, ci dimostra la vera natura delle forze anfibie russe. Del resto lo stesso <strong>porto di Berdyansk</strong>, che avrebbe potuto fare da campo di prova per un assalto anfibio più grande su Odessa, è stato occupato dalle forze terrestri, e solo in un secondo momento sono arrivate le navi russe che hanno scaricato le truppe e i mezzi.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3rABjhm" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cosa sappiamo dell&#8217;affondamento dell&#8217;incrociatore Moskva</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3ORD57x" target="_blank" rel="noopener"><strong>Perché è importante Kherson in questa guerra, e non solo</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3rZoHk3" target="_blank" rel="noopener"><strong>Analisi preliminare di due mesi di operazioni terrestri in Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3rXfsAD" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;esercito russo può arrivare sino alla Transnistria?</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Mosca ha cercato di espandere le sue capacità diversi anni fa con l&#8217;acquisto di due navi d&#8217;assalto anfibie di <strong>classe Mistral</strong> dalla Francia, il che avrebbe rappresentato un miglioramento significativo rispetto alle unità dalla marina russa in quanto le francesi hanno la possibilità di usare l&#8217;ampio ponte di volo per il sostegno allo sbarco. L&#8217;accordo però è stato stracciato dopo l&#8217;invasione della Crimea nel 2014 così la forza anfibia russa è rimasta con una delle sue maggiori lacune: la mancanza di supporto aereo.</p>
<p>La fanteria di marina russa si è vista in azione, in questa guerra, anche nello sbarco sulla piccola <strong>Isola del Serpenti</strong>, ma in quella occasione ha beneficiato della copertura dell&#8217;<strong>incrociatore classe Atlant “Moskva”</strong>, che, come sappiamo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-ci-dicono-le-prime-immagini-dellincrociatore-moskva-colpito.html" target="_blank" rel="noopener">è andato recentemente perduto</a>. Il suo affondamento, proprio nel contesto delle operazioni anfibie, è una perdita insostituibile per Mosca, impossibilitata a far giungere nel Mar Nero altre unità da guerra a causa della chiusura del Bosforo da parte della Turchia, pertanto qualsiasi tipo di sbarco necessiterà di una <a href="https://it.insideover.com/guerra/superiorita-aerea-in-ucraina-chi-comanda-davvero-nei-cieli-di-kiev.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>superiorità aeronavale difficilmente raggiungibile</strong></a> senza effettuare prima una grande azione terrestre che neutralizzi le difese ucraine lungo la costa.</p>
<p>Ecco perché diventano cruciali le <strong>operazioni a Mykolaiv</strong>, cittadina situata non lontano da <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-centralita-di-kherson-nel-conflitto-in-ucraina-e-non-solo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Kherson</strong> </a>sulla via di Odessa: basta prendere una carta geografica per capire che le barriere naturali presenti lungo la costa possono essere superate solo vincendo la resistenza ucraina in quel settore. Una resistenza che si è fatta accanita, beneficiando della relativa tregua data dal passaggio tra le due fasi del conflitto, e che ha saputo anche ricacciare i russi dai sobborghi della città.</p>
<p>Quando, e se, il fronte cederà a Mykolaiv, e le unità tattiche russe riusciranno con un&#8217;ampia manovra a puntare su Odessa, è probabile che assisteremo a un&#8217;azione anfibia. Dovrà essere però un&#8217;operazione terrestre in grande stile, accuratamente preparata, in quanto proprio <strong>la geografia gioca a sfavore</strong> delle linee di attacco russe, strette tra l&#8217;entroterra ucraino e il mare, pertanto crediamo che sarà necessario mobilitare nuove forze. Solo quando i primi carri armati saranno arrivati nei pressi di Odessa, e si comincerà a combattere nei suoi sobborghi, allora vedremo l&#8217;azione di sbarco che sarà attuata per dividere le forze dei difensori.</p>
<p>Bisogna fare un ulteriore chiarimento: <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2022/03/russias-amphibious-operation-dilemma/" target="_blank" rel="noopener">le “puntate” delle unità navali anfibie</a> davanti alla città portuale che abbiamo visto nelle scorse settimane potrebbero rispondere a una precisa tattica di mantenimento della pressione sull&#8217;esercito ucraino, che davanti alla minaccia di uno sbarco si trova costretto a tenere in loco diversi battaglioni che potrebbero essere fatti affluire altrove. Se vogliamo, e con una certa licenza, possiamo dire che, in questo momento, la flotta anfibia russa rappresenta una “<strong><em>fleet in being</em></strong>” (o flotta in potenza) capace di stornare dal fronte terrestre truppe e mezzi dei difensori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-avvenire-la-conquista-di-odessa-da-parte-della-russia.html">Come potrebbe avvenire la conquista di Odessa da parte della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Come può cambiare la capacità anfibia dopo l&#8217;attacco a Berdyansk</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-puo-cambiare-la-capacita-anfibia-dopo-lattacco-a-berdyansk.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 11:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1070" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-300x167.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-1024x571.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-768x428.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-1536x856.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-2048x1141.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella mattinata di giovedì 24 marzo, un attacco al porto di Berdyansk (oblast di Kherson) ha provocato l&#8217;affondamento di un&#8217;unità navale russa e il danneggiamento di altre due. Secondo quanto riferito da Kiev, l&#8217;attacco sarebbe stato portato con un missile balistico a corto raggio (SRBM – Short Range Ballistic Missile) tipo Tochka-U che ha avuto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-puo-cambiare-la-capacita-anfibia-dopo-lattacco-a-berdyansk.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1070" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-300x167.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-1024x571.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-768x428.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-1536x856.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325121737228_fc3861dbb8785b170681974aef578fe1-2048x1141.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella mattinata di giovedì 24 marzo, un attacco al porto di <strong>Berdyansk</strong> (oblast di Kherson) ha provocato l&#8217;affondamento di un&#8217;unità navale russa e il danneggiamento di altre due.</p>
<p>Secondo quanto riferito da Kiev, l&#8217;attacco sarebbe stato portato con un missile balistico a corto raggio (SRBM – Short Range Ballistic Missile) tipo <strong>Tochka-U</strong> che ha avuto come obiettivo un deposito di munizioni e carburante situato sul molo del porto occupato dai russi nel Mare d&#8217;Azov. Nella potente esplosione che ne è conseguita una nave per operazioni anfibie della <strong>classe Alligator</strong> della Marina russa (Project 1171) ha preso fuoco e risulta affondata. Ci sono rapporti secondo cui verso le 7:45 almeno un Tochka-U è stato lanciato verso le navi da sbarco Orsk, Tsesar Kunikov e Novocherkassk, queste ultime due della <strong>classe Ropucha</strong>. Le informazioni preliminari parlano di almeno 11 morti e 3 feriti complessivamente, ma il bilancio delle perdite umane facilmente sarà superiore. Secondo altri rapporti, diffusi dai russi, si sarebbe trattato di un incidente durante le operazioni di movimentazione delle munizioni, mentre altri ancora affermano che potrebbe essere stata un&#8217;azione di sabotaggio condotta dagli ucraini.</p>
<p>In un video di sorveglianza, che circola sul web, si vede chiaramente la serie di esplosioni che ha interessato la nave classe Alligator portandola all&#8217;affondamento, fattore che fa pensare che fosse stata carica di munizioni (si notano in particolare le caratteristiche scie in aria dei proiettili che scoppiano) e probabilmente anche mezzi, carburante oltre a rifornimenti di altro tipo. Il video mostra anche le due unità della classe Ropucha allontanarsi in tutta fretta dal luogo dell&#8217;esplosione, e si può notare che <strong>almeno una di esse ha un incendio sul ponte</strong>. Probabilmente entrambe le unità sono state danneggiate, anche in modo serio, dall&#8217;esplosione della Alligator: si osservano spruzzi in acqua molto vicino alle due unità da assalto anfibio che dimostrano il lancio di detriti, anche di grosse dimensioni, che colpiscono come <em>sharpnel</em> la superficie del mare, e pertanto sicuramente anche le due navi.</p>
<p>Ironia della sorte, l&#8217;arrivo delle navi da sbarco a Berdyansk era stato ripreso da <em>Zvedza Tv</em>, il media delle forze armate russe, all&#8217;inizio di questa settimana, parlando di come fosse uno sviluppo significativo nelle operazioni in corso in Ucraina. In quel breve filmato si poteva notare lo scarico di mezzi, che sono sembrati nuovi di fabbrica, tipo BTR-82A e una fila degli stessi già in attesa di essere movimentata sul molo. Una nave classe Alligator può trasportare sino a 20 MBT (Main Battle Tank), 40 veicoli corazzati trasporto truppe, e circa 400 uomini.</p>
<p>L&#8217;attacco, sebbene attualmente non sia possibile stabilirne la modalità, risulta quindi essere una risposta di Kiev all&#8217;attività di propaganda di Mosca, ma ha compromesso, forse per un caso fortuito, la capacità anfibia della Flotta del Mar Nero.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3IgHKvU" target="_blank" rel="noopener">La maskirovka russa</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3wCfOQo" target="_blank" rel="noopener">Dalle province di Kherson e Zaporizhzhia i russi non se ne andranno</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3NdyuvV" target="_blank" rel="noopener">Ucraina: ancora una guerra di droni, anche commerciali</a></strong></li>
</ul>
<hr />
<p>La Russia disponeva di tre unità classe Alligator e di sei o sette classe Ropucha, viste la scorsa settimana al largo di Odessa insieme ad altre che hanno lasciato supporre fosse imminente uno sbarco anfibio lungo la costa dell&#8217;importante porto ucraino sul Mar Nero. Molto probabilmente la componente anfibia stanziale a Sebastopoli è stata rafforzata con unità provenienti da altre flotte prima del conflitto, quando sono state viste attraversare lo <strong>Stretto del Bosforo</strong> per partecipare a una grande “esercitazione navale” che, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-attende-larrivo-del-generale-inverno-per-invadere-lucraina.html" target="_blank" rel="noopener">come già previsto</a>, sarebbe stata il precursore dell&#8217;intervento armato.</p>
<p>La perdita di due unità da assalto anfibio – quasi sicuramente la Ropucha vista con incendio a bordo avrà bisogno di riparazioni più o meno lunghe – ha menomato la capacità di effettuare questo tipo di operazioni, che, lo ricordiamo, vengono effettuate dalla Russia con una dottrina completamente diversa da quella occidentale e in particolare statunitense.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="БЕРДЯНСК: взрывы и пожар в порту 24 марта 2022 года - высокое качество" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/7g5ZVwDqLRg?start=6&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Mosca, dai tempi dell&#8217;Unione Sovietica, proietta le sue forze dal mare solo in corrispondenza dell&#8217;avanzata terrestre, oppure usandole come attacco diversivo. Al contrario gli Stati Uniti, che effettuano questo tipo di operazioni sin dalla Seconda Guerra Mondiale, hanno una postura diversa frutto di una dottrina talassocratica, intendendole pertanto come la prima punta di lancia di un&#8217;invasione su vasta scala: guardando al numero e alla tipologia di mezzi atti a un assalto anfibio presenti nelle forze armate statunitensi questa differente postura è evidente.</p>
<p>Lo <strong>stallo delle forze russe</strong> nel meridione ucraino, in particolare nella zona di Mykolaiv, ha già di per sé allontanato la possibilità che la <em>Voenno-morskoj Flot</em> possa effettuare uno sbarco nella zona di Odessa: l&#8217;attesa manovra di aggiramento da terra verso la città portuale non ha avuto luogo, e in questa fase i russi si stanno trincerando per riorganizzarsi dal punto di vista logistico e per sostituire le perdite. La perdita di slancio russa ha addirittura permesso all&#8217;esercito ucraino di effettuare <strong>attacchi di alleggerimento</strong> che in alcuni settori sono stati coronati da successo permettendo un parziale arretramento proprio nel settore di Mykolaiv.</p>
<p>Va anche considerato che, in questo momento, la perdita di un carico di munizioni, armi o anche di rifornimenti per le truppe, è un duro colpo per la Russia perché, come ormai risulta palese, sta vedendo da giorni il suo sistema logistico entrare in crisi. Viene anche da chiedersi se il problema non sia contingente, ma <strong>strutturale</strong>, ovvero se manchino adeguati rifornimenti “a monte”, per varie motivazioni tra cui potremmo annoverare la corruzione, la mancanza di modernizzazione della catena logistica per via delle sanzioni che durano ormai da 8 anni, e quindi anche la scarsa qualità generale di mezzi, armamenti e dei rifornimenti in generale. Solo a guerra finita, però, sarà possibile effettuare una valutazione definitiva in merito, ammesso che si potrà riuscire ad accedere a rapporti e documenti che, probabilmente, saranno secretati per lunghi anni a venire.</p>
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		<title>Odessa come la Normandia: uno scenario da Seconda guerra mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/odessa-come-la-normandia-uno-scenario-da-seconda-guerra-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 11:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-1024x668.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-768x501.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-1536x1002.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-2048x1335.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Odessa come la Normandia. I cavalli di Frisia per intralciare la strada ai tank, le mine insabbiate, le buche scavate in prossimità della spiaggia, per consentire ai soldati in mimetica chiara, con le loro fasce azzurre al braccio per distinguere l&#8217;amico dal nemico, di trincerarsi. E poi i sacchi di sabbia disposti a piramide, per proteggere da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/odessa-come-la-normandia-uno-scenario-da-seconda-guerra-mondiale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-1024x668.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-768x501.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-1536x1002.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-dcV-o_HciecU7iErQ_ANSA-2048x1335.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Odessa come la Normandia. I cavalli di Frisia per intralciare la strada ai tank, le mine insabbiate, le buche scavate in prossimità della spiaggia, per consentire ai soldati in mimetica chiara, con le loro fasce azzurre al braccio per distinguere l&#8217;amico dal nemico, di trincerarsi. E poi i sacchi di sabbia disposti a piramide, per proteggere da proiettili e schegge la statua del Duca di Richelieu. Proprio accanto alla Scalinata Potëmkin: per noi nome della celebre corazzata, in realtà omaggio al principe russo che creò la <strong>Flotta del Mar Nero</strong>; le cui navi da guerra al largo di Odessa, rappresentano il nuovo pericolo di uno <strong>sbarco in forze</strong>. Sullo sfondo sempre il cielo grigio e il mare gelido.</p>
<p>Sono immagini assurde quelle che ci propongono, e in parte fuorvianti. Ma iniziamo dalle basi. Quei <strong>cavalli di Frisia</strong>, cosa sono? Sono ostacoli anticarro di cui si fece ampio utilizzo nelle guerre mondiali per sbarrare le strade e i passaggi. Inizialmente erano fatti di legno, impiegati per la prima volta nella storia dai difensori della Groninga assediata nel 1594, per fermare la carica della cavalleria. Riportati in auge e ricoperti di filo spinato, per ostacolare la fanteria nella Grande guerra, per poi essere forgiati in metallo al fine di sbarrare la via ai carri armati; che sulle spiagge di sbarco si rendono in questo modo facili prede delle mine appositamente piazzate, e del tiro dell&#8217;artiglieria. I tedeschi, su ordine del feldmaresciallo Rommel, li disseminarono sulle spiagge di tutta Europa. I carristi americani e inglesi ormai quasi centenari, ne sanno qualcosa.</p>
<h2>Lo sbarco di Odessa</h2>
<p>Odessa si prepara ad un possibile attacco dal mare dal 25 febbraio. Quando le &#8220;<strong>operazioni speciali</strong>&#8221; annunciate da Vladimir Putin hanno previsto un fronte allargato all&#8217;intera Ucraina, non solo alle repubbliche separatiste del Donbas. Per questo le spiagge sono state disseminate di mine antiuomo e anticarro, e riempite di ostacoli per deviare i mezzi anfibi. Altrove, i volontari civili ha ricoperto di <strong>sacchetti d sabbia</strong> i monumenti e palazzi d&#8217;importanza storica, portando alla mente il ricordo indelebile della cattedrale di Amiens, una delle prime ad essere &#8220;bardata&#8221; dalle protezione per essere protetta dai bombardamenti del 1940.</p>
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<p>Sin dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione Kiev ha sempre temuto che Cremlino lanciasse un&#8217;offensiva sul capoluogo che affaccia sul Mar Nero. Un timore che si è definitivamente materializzato quando le <a href="https://it.insideover.com/guerra/navi-da-sbarco-vicino-odessa-mariupol-accerchiata-lassalto-da-sud.html">navi da guerra russe</a> sono apparse ben più vicine della linea dell&#8217;orizzonte il 3 di marzo. La<strong> flottiglia da sbarco russa</strong>, fotografata prima dai satelliti spia e poi direttamente dalla riva, era composta da sei unità classe Ropucha. Unità che avrebbero potuto riversare sulle spiagge una prima ondata composta approssimativamente da meno di duemila fanti di Marina e quaranta mezzi corazzati o poco più. Una forza definita &#8220;inconsistente&#8221; per una roccaforte che si prepara a questa offensiva da settimane. Sebbene Odessa abbia ricevuto alcuni bombardamenti dalle navi al largo &#8211; mirati su precisi obiettivi militari &#8211; non si è ancora visto l&#8217;ombra di un soldato russo sulle sue spiagge. Il ministero degli Interni di Kiev Anton Gerashchenko sconfessò il rischio nelle settimane scorse, dichiarando che non c&#8217;era stato &#8220;alcun tentativo di sbarcare un soldato &#8220;. Eppure i bombardamenti di Odessa sono ripresi, e le immagini satellitari delle navi russe rimesse in allerta mantengono la tensione alta.</p>
<p>Come segnalato da Lorenzo Vita, negli ultimi giorni le navi russe sembrano essere tornate a muovere. L<a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2022/03/russian-navy-landing-ships-seen-approaching-ukrainian-coast-near-odessa/">’accreditata piattaforma d&#8217;analisi </a>nel settore navale di H. I. Sutton, ha individuato nelle foto scattate dai satelliti un nuovo avvicinamento delle unità russe al largo della costa di Odessa. La flotta questa volta sarebbe composta 14 navi, suddivise in tre gruppi, uno dei quali è composto esclusivamente da navi d&#8217;assalto anfibio classe <strong>Alligator</strong> e dalla nave da sbarco classe Ivan Gren, &#8220;<em>Pyotr Morgunov</em>“. Un secondo gruppo comprende le navi da sbarco di classe <strong>Ropucha</strong>, succitate. Mentre il terzo, è invece composto da corvette missilistiche cui spetterebbe il compito di alleggerire le difese ucraine prima dello sbarco. Tuttavia, come è notorio, qualsiasi tipo di bombardamento aeronavale non sarebbe mai tanto efficace da non esporre la forza di sbarco al fuoco delle difese costiere. Gli ucraini hanno già immortalato addirittura carri armati ucraini T-80 nascosti dietro muri di sacchetti di sabbia a pochi metri dalle spiagge: pronti a ricevere il nemico.</p>
<h2>Una semplice precisazione da fare</h2>
<p>È importare ricordare infatti, che seppure le immagini che stiamo vedendo ci riportano alla memoria scenari da Seconda guerra mondiale, riecheggiando la Normandia, lo sbarco in questione non avverrebbe mai di fronte a Odessa. Ma nelle spiagge limitrofe. Nei settori individuati degli <em>spetnaz</em> della Marina russa: dove le difese si presenterebbero minori, e le distanze dagli obiettivi chiave comunque in grado di essere coperte in poco tempo; in attesa della seconda e della terza ondata della forza di sbarco. Sarebbe tutto molto diverso da ciò che immaginiamo. Anche se il fuoco di sbarramento colpirebbe comunque la città di Odessa. Provocando danni immani in termine di vite e strutture. Appunto per la mancanza del <strong>fattore sorpresa</strong> &#8211; nell’epoca dei satelliti <em>spia</em> -, e data la diffusione delle immagini di una città &#8220;fortificata&#8221; che attende soltanto il nemico, che il quadro finale potrebbe rappresentare l&#8217;annuncio di una carneficina per i fanti di marina russi. Dunque tradursi in un &#8220;messaggio visivo&#8221; da inviare ai russi. Che forse, dal lato loro, continuano a bluffare, spostando e risposando navi, e minacciando un&#8217;assalto anfibio che non arriverà mai.</p>
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		<title>La Cina pronta al varo della nuova nave d&#8217;assalto anfibio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cina-varo-nuova-nave-assalto-anfibio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2019 14:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Landing Helicopter Dock]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da sbarco anfibia]]></category>
		<category><![CDATA[Type 075]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=225125</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="758" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530-768x303.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530-1024x404.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (Plan, People’s Liberation Army Navy) procede speditamente verso il varo della nave da sbarco anfibio (Lhd, Landing helicopter dock) Type 075, attualmente in costruzione nei cantieri dell&#8217;azienda Hudong-Zhonghua (sussidiaria della pubblica China State Shipbuilding Corporation, Cssc) di Shanghai. Da alcune immagine scattate alla nuova nave d&#8217;assalto anfibia e fatte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-varo-nuova-nave-assalto-anfibio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="758" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530-768x303.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-militare-cinese-La-Presse-e1566828485530-1024x404.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione</strong> (Plan, People’s Liberation Army Navy) procede speditamente verso il varo della <strong>nave da sbarco anfibio</strong> (<strong>Lhd</strong>, Landing helicopter dock) <strong>Type 075</strong>, attualmente in costruzione nei cantieri dell&#8217;azienda Hudong-Zhonghua (sussidiaria della pubblica China State Shipbuilding Corporation, Cssc) di Shanghai. Da alcune immagine scattate alla nuova nave d&#8217;assalto anfibia e fatte circolare inizialmente sul social cinese Weibo e in seguito su <a href="https://twitter.com/TheBaseLeg/status/1164881643661750273">Twitter</a>, sembra che i lavori procedano più velocemente di quanto preventivato inizialmente e il lancio potrebbe avvenire nei prossimi mesi. Rispetto alle <a href="https://twitter.com/RupprechtDeino/status/1139496417406459905">immagini satellitari di giugno scorso</a> in cui la <strong>Type 075</strong> appariva ancora incompleta, negli scatti da poco diffusi lo scafo della nave è completo e i lavori riguardano principalmente due sovrastrutture sopra il ponte di volo. Probabilmente, sulla falsa riga della <em>Queen Elizabeth</em> britannica e dell&#8217;italiana <em>Trieste</em>, anche la prima Lhd Type 075 avrà la <strong>doppia isola</strong> dividendo così la torre di comando da quella del controllo delle operazioni, che siano terrestri o aeree.</p>
<h2>Le caratteristiche della Type 075</h2>
<p>Una volta completata la Type 075 dovrebbe avere un dislocamento totale compreso tra le 31.000 e le 40.000 tonnellate, con una lunghezza fuori tutto pari a 250 metri e una larghezza massima di 30 metri. La scelta più &#8220;particolare&#8221; e di rottura col passato sembra essere quella della doppia isola; una soluzione ingegneristica recentemente messa in pratica in Europa che permette di avere uno spazio maggiore sul ponte di volo. Qui potranno essere gestiti contemporaneamente 5 o 6 <strong>elicotteri</strong> di medio-grandi dimensioni in uso alle forze armate cinesi, mentre tramite gli ascensori, presenti sul dritto di poppa e di prora, sarà possibile accedere agli hangar che ospiteranno altri elicotteri (la capacità massima dovrebbe essere di 30) e <strong>mezzi da sbarco anfibi</strong>, che potranno essere messi in mare dalla rampa di pompa. Ma le navi della classe Type 075, in futuro, potrebbero anche essere modificate e trasformate in <strong>portaerei leggere</strong>, perché le dimensioni e le caratteristiche del ponte di volo e degli hangar non escludono l&#8217;utilizzo di <strong>aerei a decollo corto e atterraggio verticale</strong>. Al momento, però, non sarebbe in fase di sviluppo nessun velivolo con queste caratteristiche che potrebbe far pensare a un impiego delle Type 075 come portaerei leggeri. Eventualità che non sarebbe però da escludere nel prossimo futuro e che avvicinerebbe le capacità della <strong>Plan</strong> a quelle della Marina statunitense, garantendole un’ulteriore possibilità di esercitare politiche di potenza nell&#8217;area del mar Cinese meridionale e orientale.</p>
<h2>Primo passo verso sbarchi anfibi su vasta scala?</h2>
<p>Il primo passo sarà quello di varare la prima Type 075, la quale permetterà alla Cina di modernizzare e migliorare la flotta di navi da sbarco anfibie rappresentata attualmente dalle più piccole <strong>Type 071</strong>. Il piano sembra essere quello di ultimare la costruzione e di mettere in servizio attivo 3 nuove Lhd, aumentando poi gli sforzi nel quinquennio successivo per cercare di arrivare a un totale compreso tra le 6 e le 9 Type 075. L’intenzione del governo di Pechino è chiara ed è stata recentemente espressa nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-tra-promozione-della-pace-e-velleita-egemoniche.html">libro bianco sulla difesa pubblicato a luglio</a>, dove è stata sottolineata la necessità di dotare le forze armate di capacità tali per proteggere gli <strong>interessi politico-economici della Cina</strong>. In questo contesto le Lhd importanti perché permettono di svolgere operazioni di supporto aereo e logistico, oltre che danno modo di far decollare elicotteri in assetto da lotta antisommergibile. Il compito principale, però, di questa tipologia di navi è quello di assicurare la possibilità di compiere sbarchi anfibi.</p>
<p>Proprio questo sembra essere centrale nella strategia della Cina, perché allo stato attuale, come sottolineato in un <a href="https://assets.documentcloud.org/documents/5987010/2019-CHINA-MILITARY-POWER-REPORT.pdf">recente rapporto del Pentagono</a>, le <strong>forze armate</strong> di Pechino non avrebbero la possibilità di effettuare sbarchi <strong>né di grandi né di piccole dimensioni</strong>. Stando alla pubblicazione del 2019 sulle capacità militari cinesi, lo sforzo dei cantieri navali sarebbe volto ad assicurare alla Marina la possibilità di effettuare sbarchi di portata limitata, magari nelle piccole isole del mar Cinese meridionale. In futuro, quando saranno impiegabili 9-10 Lhd, l’obiettivo potrebbe diventare più ambizioso e potrebbe essere organizzato e messo in atto uno sbarco su vasta scala a Taiwan. Una possibile operazione militare contro il governo di Taipei non è mai stata smentita da Pechino che, anzi, nell&#8217;ultimo libro bianco ha rimarcato l’eventualità di un intervento diretto qualora dovesse essere messa in crisi l’idea di “un’unica Cina”. Anche la riorganizzazione del <strong>Corpo dei Marines cinesi</strong>, con la previsione di triplicare l’organico nei prossimi anni, è un indizio sulla volontà di Pechino di dotarsi di una forza che possa sostenere la politica estera governativa.</p>
<h2>Un sostegno attivo alle politiche di Pechino</h2>
<p>Il paragone con le forze degli Stati Uniti non è possibile, ma la Cina con le nuove Type 075 si metterà sulla strada che le garantirà la possibilità di utilizzare la Marina in <strong>operazioni anfibie su vasta scala</strong>. Inoltre, con la velocità con cui stanno lavorando a Shanghai alla costruzione della Lhd, la Cina sta dimostrando nuovamente la volontà di accorciare i tempi per avere capacità militari per sostenere la politica estera di <strong>Xi Jinping</strong>, che mira ad avere un controllo “totale” dell&#8217;Asia Pacifica. La conferma potrebbe arrivare già nei prossimi anni, specialmente se nel bacino dei cantieri di Shanghai dovessero essere impost<span style="font-size: 1rem;">ate per la costruzione più Type 075 contemporaneamente. In quel caso il segnale sarebbe chiaro ed inequivocabile.</span></p>
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